Luglio 2017

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Gestire acqua, cibo, energia: progetto DAFNE. Acqua, cibo ed energia sono le tre risorse al centro del progetto europeo Horizon 2020 DAFNE: lo stretto legame che le unisce, una domanda globale in continuo aumento e l’esigenza di sostenibilità fanno sì che la loro gestione rappresenti una grande sfida globale.
DAFNE (Use of a Decision – Analytic Framework to explore the water – energy – food NExus in complex and trans – boundary water resources systems of fast growing developing countries) raccoglie questa sfida con l’obiettivo di definire metodi e strumenti per l’analisi e il supporto alle decisioni in contesti internazionali caratterizzati da forte competizione per l’utilizzo della risorsa idrica per energia e cibo.

DAFNE sarà in pratica un modello decisionale che integrerà strumenti di analisi dei sistemi provenienti da diverse discipline (modelli matematici, algoritmi di ottimizzazione, previsioni di scenari climatici e socio-economici, immagini satellitari e campagne di rilievo ad alta risoluzione tramite drone), considererà congiuntamente la dimensione economica, sociale ed ambientale e coinvolgerà i portatori di interesse.
Istituzioni, esperti di varie discipline e organizzazioni della società civile presenti sul territorio dei due casi-studio scelti sono infatti invitati a partecipare al progetto portando il loro patrimonio di conoscenze e avendo la possibilità di indirizzarne le scelte secondo un approccio metodologico sviluppato dal gruppo di ricerca di Andrea Castelletti del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano.

I due casi studio, entrambi in Africa, sono scelti in regioni in forte sviluppo: i bacini idrografici dei fiumi Omo e Zambezi. I due fiumi presentano problematiche simili: grandi interventi infrastrutturali hanno modificato e modificheranno significativamente il regime idrologico e l’utilizzo della risorsa idrica causando effetti sia positivi che negativi distribuiti in modo disomogeneo tra le nazioni confinanti.

Le peculiarità dei due casi, che li rendono complementari e adeguati a testare gli strumenti sviluppati dal Politecnico di Milano, sono invece relative al contesto istituzionale in cui si muovono gli attori.

Il fiume Omo, che nasce e scorre interamente in Etiopia per poi sfociare nel Lago Turkana, prevalentemente in Kenya, rappresenta un contesto in forte evoluzione dove un programma di costruzione di grandi dighe è tuttora in corso e non risultano in atto misure di coordinamento a livello transnazionale.

Diversamente le acque dello Zambezi, quarto fiume africano per lunghezza, sono sfruttate a scopi idroelettrici, potabili e irrigui ed esiste un’autorità sovranazionale che considera e coordina gli opposti interessi. Le infrastrutture principali sono state realizzate e operano già a partire dagli anni ’60 ma i programmi futuri di intervento delle otto nazioni coinvolte nel suo corso prevedono nuove dighe e un aumento significativo della capacità di produzione energetica. Il rischio che gli attuali equilibri dell’area vengano alterati è dunque reale ed è necessaria un’accurata azione di pianificazione.

Nell’ambito del progetto saranno inoltre considerati diversi scenari futuri, dove le proiezioni climatiche verranno combinate con le opzioni di intervento infrastrutturale previste e i trend demografici ed economici nelle zone oggetto di studio.
Tutti i dati raccolti e le informazioni generate confluiranno in un Laboratorio di Negoziazione Virtuale, dove i partecipanti al progetto potranno analizzare, nel tempo, gli impatti sociali, economici ed ambientali dei vari scenari sulla distribuzione e la produzione di acqua, cibo ed energia, valutando opportune misure di adattamento.
DAFNE potrà essere ovviamente adattato anche in altri contesti.

Partecipano al progetto, oltre al Politecnico di Milano, ETH Zurich (coordinatore), University of Zambia, Eduardo Mondlane University, ACCESS, KU Leuven, University of Aberdeen, University of Osnabreuck, ICRE8, IWMI, ATEC-3D, EIPCM, VISTA gmbh
Project funded by the Horizon 2020 programme WATER 2015 of the European Union, GA no. 690268.

http://dafne-project.eu/

www.polimi.it

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Tecnologie energetiche: aziende sostenibili ed efficienti per restare competitive nel mercato. Le innovazioni per l’energia distribuita, le reti intelligenti e le tecnologie di gestione dell’efficienza hanno vaste opportunità di crescita, secondo Frost & Sullivan.

La domanda di energia efficiente e sostenibile si sta intensificando in seguito all’aumento globale degli standard di vita, della digitalizzazione e della crescita economica. I progressi tecnologici nelle piattaforme di gestione, le soluzioni di automazione e di controllo, le soluzioni di gestione energetica degli edifici, l’estrazione di petrolio da giacimenti sigillati (“tight oil”) e le micro reti stanno cambiando i paradigmi tradizionali nel settore dell’energia, rendendolo più intelligente e più rispettoso dell’ambiente. Infatti, tutte le micro reti sono destinate ad aiutare il settore a passare da una struttura di rete elettrica centralizzata a un modello più decentrato.

“Top Technologies in Energy and Utilities, 2017” fa parte del programma TechVision (Sustainable Energy) Growth Partnership Subscription di Frost & Sullivan. Lo studio analizza le principali tecnologie che avranno un impatto significativo sull’efficienza del settore energetico nei prossimi cinque anni. Alcune di esse sono: batterie al litio, sistemi di gestione delle batterie, recupero avanzato del petrolio, micro reti, recupero del calore di scarto, estrazione di tight oil, produzione di energia distribuita, tecnologie per l’energia eolica offshore, celle a combustibile e ciclo combinato di gassificazione integrata.

A causa della proliferazione delle tecnologie intelligenti, quasi tutte le soluzioni energetiche sul mercato si avvalgono di soluzioni di comunicazione più veloci e di un migliore rilevamento e controllo”, osserva Guhan Sriram R V, analista del gruppo TechVision di Frost & Sullivan. “Le soluzioni per le energie rinnovabili, nonostante tutti i miglioramenti nei livelli di efficienza, devono fare ancora molta strada prima di diventare una fonte primaria di energia.

La crescente consapevolezza verso l’adozione di soluzioni distribuite per l’energia come le micro reti e il maggiore interesse per i veicoli elettrici sta favorendo rapidi sviluppi nelle soluzioni rilevanti, come le piattaforme di gestione dell’energia e le batterie al litio. Tuttavia, ogni tecnologia energetica comporta sfide inerenti alla conformità alle normative o alle scappatoie tecniche.

Le tecnologie focalizzate sul decentramento della rete centrale stanno combattendo contro questioni normative legate allo scambio monetario e di energia elettrica. È necessario impostare una serie comune di normative relative al monitoraggio prima che queste soluzioni possano essere implementate su larga scala”, osserva Sriram. “Analogamente, gli sviluppatori tecnologici devono anche risolvere sfide tecniche come la formazione di dendriti nelle soluzioni di accumulo di energia, come le batterie al litio, e la bassa efficienza nel recupero termoelettrico del calore di scarto.”

Un’altra sfida per la sicurezza energetica è rappresentata dalla volatilità dei mercati petroliferi globali e dalla fluttuazione dei prezzi internazionali del petrolio greggio. I paesi di tutto il mondo stanno pertanto esplorando fonti alternative di combustibile, come il gas naturale e le energie rinnovabili. Si prevede che la regione Asia-Pacifico, guidata dalla Cina, continuerà ad effettuare notevoli investimenti nel settore delle energie rinnovabili, in particolare solare ed eolica.
L’Europa è in testa nel settore dell’energia eolica offshore. Nonostante un lieve rallentamento, si prevede che questa tendenza continuerà e che i paesi della regione APAC avranno un ruolo chiave nei prossimi cinque anni nel settore eolico offshore.

Il programma globale TechVision di Frost & Sullivan è focalizzato sull’innovazione, il cambiamento e la convergenza delle tecnologie e fornisce una serie di avvisi sulle nuove opportunità e il monitoraggio delle tecnologie in tempo reale, oltre a servizi di consulenza per la crescita.
La sua offerta più rilevante, il programma ETS (Emerging Technologies Service), identifica e valuta le più importanti tecnologie emergenti a livello globale con un potenziale di applicazione a breve termine. Una caratteristica unica del programma ETS è la selezione annuale delle 50 più importanti tecnologie in grado di generare scenari di convergenza, rivoluzionare il panorama dell’innovazione e trainare la crescita trasformazionale
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www.frost.com

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Biogas: mappatura genomica e addestramento dei ceppi batterici: così Biovalene prepara la rivoluzione. Partire da un’accurata mappatura dei ceppi batterici presenti in 50 centrali a biomasse, per selezionarne i più performanti e addestrarli a disgregare la lignina, ovvero il grande problema irrisolto delle centrali di produzione di Biogas.

Una soluzione, quella che Biovalene di Pordenone sta definendo, che porterebbe una ventata di innovazione strategica nel mondo delle centrali a biogas, permettendo un drastico abbassamento dei costi di produzione e un contemporaneo innalzamento dei livelli qualitativi per questo comparto delle energie sostenibili.


«Grazie alla collaborazione con ICGB e Università di Padova stiamo definendo quelli che saranno i nuovi modelli di produzione del biogas» anticipa Fabio Messinese, amministratore delegato di Biovalene, start up pordenonese impegnata nel settore della ricerca biotecnologica. «La mappatura ci serve innanzitutto per capire “chi fa cosa” all’interno di una centrale – continua Messinese – elementi che oggi conosciamo solo attraverso processi inversi. Grazie alle ricerche sul campo abbiamo già selezionato specifici ceppi addestrandoli a una maggiore produzione di metano. Adesso stiamo lavorando sulla loro caratterizzazione genetica per rendere permanenti le loro capacità e renderli riconoscibili attraverso una loro identificazione specifica dandogli proprio un nome».

Grazie ai risultati di questi studi le oltre 1500 centrali di produzione di biogas distribuite in tutta Italia, dalla capacità media di produzione compresa tra i 700kW e 1mW, potrebbero rappresentare un elemento decisivo per il sostegno delle energie rinnovabili e per l’autonomia energetica della nazione.
Stessa cosa in Europa, dove il numero degli impianti supera le 17mila unità.

«Il grosso problema – ricorda Fabio Messinese – è sempre stato quello dei materiali utilizzati per la fermentazione: la lignina è una componente che non viene normalmente digerita negli impianti, però caratterizza la maggior parte degli scarti che alimentano la centrale.
Il compito che ci siamo prefissi è quello di trovare la soluzione alla disgregazione della lignina sia attraverso una fase di pre-digestione sia attraverso l’allevamento di batteri più perfomanti. Ci stiamo riuscendo e, a breve, renderemo pubblici i risultati delle nostre ricerche».

Allo stato attuale Biovalene ha già selezionato un inoculo altamente produttivo ma l’obiettivo è quello di standardizzare i processi per renderli adottabili da tutte le centrali. «Stiamo lavorando su due fronti paralleli» conclude Messinese. «Da una parte la mappatura di 50 impianti di produzione, per individuare, nominare e potenziare i ceppi batterici presenti, contribuendo a definire scientificamente e tecnologicamente i processi attivabili nei digestori.
Dall’altra l’individuazione dei processi che invece contribuiscono alla disgregazione della lignina in elementi assimilabili dai batteri. Tutto questo darà un apporto inaspettato a tutto il comparto, proiettando la ricerca e la tecnologia italiana all’avanguardia internazionale del settore».

http://biovalene.it/

Ecomondo 2017: Green Circular Economy in duecento convegni con mille esperti. dal 7 al 10 novembre 2017 alla Fiera di Rimini, sotto le insegne di IEG (Italian Exhibition Group), insieme a Key Energy – offre un ampio programma di conferenze e workshop, volti a presentare le maggiori innovazioni legate all´adozione dell´economia circolare.

Il corposo calendario di appuntamenti è proposto dal Comitato Tecnico Scientifico di Ecomondo, presieduto dal professor Fabio Fava in collaborazione con associazioni, università, istituti di ricerca, istituzioni italiane ed europee, e toccherà temi legati all´intera galassia dell´economia green (rifiuti, materie prime alternative, trattamento acque reflue, bonifiche, bioeconomia). Eccovi alcune anticipazioni.

Nella prima giornata, martedì 7 novembre, si parlerà dell´intreccio tra ambiente e salute, in un seminario organizzato in collaborazione con l´Università di Brescia (CeTAmb Lab) e Unesco, nel corso del quale ci si soffermerà sulle tecnologie appropriate per la gestione delle acque e dei rifiuti nei Paesi a risorse limitate.

Dopo il successo della prima edizione, la sezione Global Water Expo intercetterà anche quest´anno i contenuti più innovativi riguardo i saperi e le applicazioni dell´industria idrica. L´evento faro, in programma nella mattinata di mercoledì 8 novembre, sarà dedicato agli ´Strumenti digitali nel settore dell´acqua´, ovvero alle soluzioni digitali, comprese quelle dell´industria 4.0 (Internet of things), per ottimizzare il settore idrico. L´incontro, coordinato dal professor Francesco Fatone, è a cura del Comitato Scientifico di Ecomondo, in collaborazione con Utilitalia e trae spunto dall´azione di innovazione europea Intchach, che nell´ambito del progetto Horizon 2020 mira a rivoluzionare le modalità di monitoraggio e gestione della risorsa idrica. Case study in Italia per le soluzioni innovative di Intcatch è il bacino del Lago di Garda.

Quest´anno Ecomondo ospiterà anche un nuovo spazio dedicato al dissesto idrogeologico e alla prevenzione dei rischi climatici. Non mancheranno dunque, nel calendario convegnistico, gli approfondimenti sul tema, come l´appuntamento dal titolo ´Da alluvioni e frane nuove opportunità per il Sistema Italia´ (martedì 7 novembre) che si aprirà con una panoramica sulla diffusione del rischio in Italia, a cura di ISPRA.

Di rilievo sarà il convegno organizzato insieme al Ministero dello Sviluppo Economico e Cluster Spring che approfondirà il tema della strategia dell´Italia sulla bioeconomia (´The bioeconomy in Italy: the nes strategy and cases of excellence´, mercoledì 8 novembre).

A cura di ISPRA, CIC e European Compost Network la XIX Edizione della Conferenza Nazionale sul Compostaggio e Digestione Anaerobica del rifiuto organico (giovedì 9 novembre) con una panoramica sui dati di settore.

Prosegue anche il confronto con le esperienze maturate nelle principali capitali e medie località europee nella gestione dei rifiuti urbani, Municipal waste management in urban areas: comparing international experiences in the perspective of circular economy, organizzato da Utilitalia, in programma mercoledì 8 novembre. All´applicazione dei concetti di economia circolare in ambito urbano sarà dedicato l´approfondimento dal titolo Circular & Smart Cities (9 novembre).

Con la collaborazione di ASSORAEE (FISE UNIRE) e Centro di Coordinamento RAEE sarà proposto il Forum RAEE . obiettivo: 45 su 100 (giovedì 9 novembre). L´Italia avrebbe dovuto raccogliere, entro la fine del 2016, 45 chili di rifiuti elettronici per ogni 100 chili di apparecchiature immesse sul mercato. A che punto siamo?

Numerose e qualificate altre occasioni di incontro e approfondimento saranno offerte, il 7 e l´8 novembre, nell´ambito degli Stati Generali della Green Economy, organizzati dal Consiglio Nazionale della Green Economy, composto da 64 associazioni di imprese green, in collaborazione con i Ministeri dell´Ambiente e dello Sviluppo Economico e il supporto tecnico della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile presieduta da Edo Ronchi.

www.ecomondo.com

programma

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Hypermotion transport, mobility, logistics and digital infrastructure. Trade fair and congresses for intelligent systems and solutions.
Frankfurt am Main, 20 to 22 November 2017.

Logistics industry has some catching up to do with digitisation Start-ups present new digital business models at Hypermotion Laboratory of the future, conferences and SMILEx Lab.
The degree of digitisation in the logistics industry is still not very high – in fact, it only came in tenth in an industry ranking, putting it dead last amongst the ten economic sectors studied. These were the findings of the “Branchenatlas Digitale Transformation” (Business Atlas of Digital Transformation) study conducted by the Digital Intelligence Institute on behalf of develop.
According the study, it is at the strategic level that the logistics industry is furthest behind, with just 18 percent of logistics companies surveyed stating that the digital transformation was of fundamental strategic importance. For all of the others, it is not clear who is driving strategic development or where the responsibility lies.
The continuing widespread reliance on paper documentation is also hindering the digital transformation. In fact, only one in five logistics companies has at least 80 percent of their business processes organised primarily digitally and free of media discontinuities.
Furthermore, the companies displayed relatively little willingness to invest in digital business models, with just 17 percent currently planning additional funds for projects pertaining to the digital transformation.
The industry with the highest level of digitisation is currently the information and communication technology sector, followed at some distance by banking and insurance, media and entertainment, and the electronics industry.

Start-ups: interface to new logistics
A number of young companies and innovative start-ups have focused on the digitisation of processes in the field of logistics, developing digital business models that they will be presenting at Hypermotion from 20 to 22 November 2017.
One of these firms is Loadfox, a technology start-up based in Munich that offers a freight-pooling service. This makes things easier for freight forwarders and carriers, facilitating the work of transport enterprises in Germany.
An intelligent algorithm combines partial loads in order to create profitable routes. As a result, the utilisation of existing truck capacities is optimised, traffic volume is reduced, emissions are cut and the profitability of participating transport companies is increased.

Mesaic Technology GmbH, a start-up from Hamburg, has developed a solution that helps companies deal with changed consumer behaviour and increasing customer requirements for logistics such as on-demand and same-day delivery.
In order to make communications between companies, service partners and customers in the delivery process as simple and efficient as possible, the company has developed its own platform that intelligently networks service providers and customers in Messenger.

Metrilus GmbH, a young Erlangen-based firm, has developed a system for automatic freight measurement. With the help of multiple real-time 3D cameras and sensors, an app can be used to dimension packages and even entire pallets, in order to calculate their length, width and height within seconds.
In addition, it can be connected to existing systems, e.g. for determining weight, without difficultly.

Berlin-based start-up M2MGo, established in 2013, is dedicated to “fast and simple networking”, in order to process raw data in real time. The enterprise content management system allows even non-programmers to create custom and complex applications, portals and apps for the internet of things / Industry 4.0 as simply as with a modular system using drag & drop, without doing any programming.
Furthermore, legacy systems, device data and APIs can be integrated with ease. That saves time and money.

At Hypermotion, young German companies are able to present their products and services in a special area on especially favourable terms.

Laboratory of the future, conferences and SMILEx Lab With the Smart Mobility & Integrated Logistics Experiments Lab (SmileX Lab), Hypermotion serves as a laboratory of the future in which new solutions for intelligent transport systems are developed.
As part of an ITS Hackathon targeting software developers, new applications for intelligent networking in smart regions will be developed directly at the event. SMILEx Lab also includes TED Talks and a Career Day for the promotion of innovation and talent development.

SMILEx Lab concludes with a “Melt-Down” that, among other things, features a presentation of the solutions and concepts for Mobility 4.0 that were developed during the Hackathon.
As a result, Hypermotion offers a unique combination of a future lab, conferences, trade fair, think tank and showcases in the outdoor exhibition area, as well as technical visits to companies and institutions in the region. The event brings established firms from the transport and logistics industry together with mobility pioneers and visionaries, startups, scientists and other experts.

Background information on Messe Frankfurt
Messe Frankfurt is the world’s largest trade fair, congress and event organiser with its own exhibition grounds. With more than 2,300 employees at some 30 locations, the company generates annual sales of around €647 million. Thanks to its far-reaching ties with the relevant sectors and to its international sales network, the Group looks after the business interests of its customers effectively. A comprehensive range of services – both onsite and online – ensures that customers worldwide enjoy consistently high quality and flexibility when planning, organising and running their events. The wide range of services includes renting exhibition grounds, trade fair construction and marketing, personnel and food services.
With its headquarters in Frankfurt am Main, the company is owned by the City of Frankfurt (60 percent) and the State of Hesse (40 percent).

www.hypermotion-frankfurt.com

www.messefrankfurt.com

www.congressfrankfurt.de

www.kapeuropa.de

www.festhalle.de

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Companies are increasingly going green. Environmental management has progressed from a green option to a strategic asset for companies, largely driven by consumers voicing their preference for sustainable products.

These results emerged from a survey of more than 1,700 professionals worldwide conducted by the certification body DNV GL, with the support of international research institute GFK Eurisko, to detect companies’ approach to environmental management.

The results of the 2017 survey were compared to the findings from a similar survey conducted in 2014 to detect changes in trends.

The survey shows that the customer’s voice matters. Requests from customers (50%) were the driving force that increased the most in the 2017 survey, up 15% from 2014 and the second most important driver, only surpassed by compliance with laws and regulations (77%).

The push from other stakeholders is felt, as reported by 25% of the respondents – up 10% from the previous survey.
Companies are still facing more or less the same challenges as they did three years ago, and the top risks are related to waste management and more particularly the disposal of waste (55%), handling of hazardous materials (44%) and discharge of waste water (36%).

Growing investments, but less focus on the supply chain
Of the companies surveyed, 74% state that environmental management is relevant for their overarching business strategy, and 45% say their company will increase investments in environmental management going forward, up almost 10% compared to the former survey.

Worldwide, 96% of companies carried out at least one action to evaluate or mitigate environmental risks in 2017. Monitoring the process for checking compliance with legal requirements (73%), carrying out regular maintenance to minimize environmental impacts (70%) and conducting ongoing assessments of impacts (65%) were the main initiatives undertaken.

While there is a growing focus on own operations, only one in three businesses has a supplier environmental management programme, a lower number than expected since the focus on suppliers is a crucial aspect for external stakeholders.

Luca Crisciotti, CEO of DNV GL – Business Assurance, comments: “It is encouraging to see that companies are on a positive trend when it comes to environmental management. But there is still an upside when it comes to the wider supplier network. And, like consumer power, companies should acknowledge the influence they have on their suppliers to improve sustainability in the wider supply chain.”

Standards provide value
A decrease in the number of environmental accidents was listed as the primary benefit achieved by environmental management efforts, stated by 52% of the respondents. Improved relations with authorities (48%), financial savings (40%) and competitive advantages (36%) followed next.

About 80% of the companies surveyed believe that an environmental management system based on the international ISO 14001 standard and third-party certification adds value. It is particularly considered an aid for meeting legal requirements (77%) and improving performance (72%).

www.dnvgl.com

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Scattolini: allestimenti veicoli commerciali. Riqualificazione impianto di illuminazione a LED con DALI. L’industria è leader in Europa nella produzione di allestimenti (cassoni fissi e ribaltabili) per veicoli commerciali.
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