settembre 2018

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Rating ESG e performance di mercato: l’SRI conviene. Esiste una correlazione positiva tra sostenibilità e rendimenti dei titoli: questo il risultato di una ricerca di Banor SIM presentata al seminario del Forum per la Finanza Sostenibile

Primo appuntamento dopo la pausa estiva con gli SRI Breakfast del Forum per la Finanza Sostenibile: obiettivo del seminario, promosso da Banor SIM e ospitato come di consueto presso la sede del Forum a Milano, era approfondire la relazione tra rating di sostenibilità delle imprese e performance dei titoli, analizzando implicazioni e conseguenze per gli investitori SRI (da Sustainable and Responsible Investment).

La discussione si è articolata a partire dai risultati di un recente studio realizzato da Banor SIM in collaborazione con il Politecnico di Milano; i dati sono relativi a 882 titoli dell’indice Stoxx Europe 600 nel periodo 2012-2017. Lo studio ha dimostrato che le imprese con elevato rating ESG (da Environmental, Social and Governance) presentano performance migliori, sia in termini di risultati di bilancio, sia nell’andamento dei titoli, che pertanto risultano più redditizi per gli investitori.
L’incontro ha offerto l’occasione per condividere i risultati dello studio con la comunità SRI e per analizzare le aspettative degli investitori nel processo di valutazione dei titoli secondo i criteri di sostenibilità.

Sono intervenuti: Matteo Bonaventura (PhD, CFA Financial Analyst di Banor SIM); Arianna De Leo (Responsabile Filantropia Strategica di UNICEF Italia); Alessandra Franzosi (Head of Pension Funds and Asset Owners di Borsa Italiana) e Giancarlo Giudici (Docente della School of Management del Politecnico di Milano). La tavola rotonda è stata moderata dal Segretario Generale del Forum Francesco Bicciato.

Illustrando lo studio, Bonaventura ha richiamato l’attenzione sull’importanza di un’efficace e completa rendicontazione da parte delle aziende delle informazioni di sostenibilità, considerate tra gli elementi necessari che consentono all’investitore di formulare le proprie scelte d’investimento, secondo il principio di “materialità”: “Nel contesto attuale il concetto di materialità è già molto diffuso, ma viene implementato in modalità differenti e talvolta discordanti – ha osservato l’esperto. – Applicando gli standard SASB al contesto Europeo abbiamo preso come riferimento il concetto legale di materialità sviluppato dalla SEC, la cui definizione è incentrata sull’investitore. Alla base della nostra ricerca, quindi, ci sono i driver fondamentali di creazione di valore per le società, che sono anche gli stessi fattori fondamentali che un investitore vorrebbe avere a disposizione per decidere al meglio su come allocare il capitale”.

Franzosi ha commentato: “Borsa Italiana è da tempo impegnata affinché cresca la consapevolezza presso le nostre imprese emittenti dell’importanza strategica della comunicazione ESG al mercato e del dialogo ESG con gli investitori, come fattori di successo per la crescita dei business e per lo sviluppo di mercati dei capitali sostenibili”.

Giudici si è quindi soffermato sui vantaggi per imprese e investitori che derivano dall’adozione di pratiche ESG: “Come dimostra la ricerca, integrare criteri di sostenibilità ambientale, sociale e di attenzione verso tutti gli stakeholder con i modelli tradizionali di analisi finanziaria value-based può dare vantaggi ai gestori e agli investitori. Sono sempre di più le imprese che investono nelle buone pratiche ESG, nella convinzione che questo possa rappresentare un vantaggio competitivo di medio-lungo termine”.

De Leo ha osservato che l’integrazione dei fattori ESG può aiutare le imprese a identificare gli impatti negativi, a rafforzare i comportamenti virtuosi e a migliorare le proprie performance. “A oggi l’integrazione degli elementi di sostenibilità ha visto gli aspetti ambientali e di governance preponderanti nelle analisi e nei report, mentre la dimensione sociale sta iniziando solo ora a ricevere maggiore attenzione. L’UNICEF ritiene che includere nei criteri di selezione degli investimenti indicatori con un chiaro riferimento ai diritti umani e ai diritti dei bambini possa rafforzare le strategie di sostenibilità delle imprese e produrre benefici a lungo termine sia per le aziende stesse, sia per le comunità all’interno delle quali operano”.

Infine, Bicciato ha inquadrato la rilevanza dello studio in funzione di una virata sempre più decisa e generalizzata dei mercati finanziari verso principi e strategie propri dell’SRI: “L’investimento sostenibile rappresenta sempre più spesso una soluzione efficace alla ricerca di un miglior rapporto rischio-rendimento nel medio-lungo periodo. La pubblicazione e la diffusione di studi come quello che presentiamo oggi contribuiscono a rinforzare la consapevolezza degli investitori che integrare i temi ESG nelle strategie di investimento consente di minimizzare i rischi e cogliere nuove opportunità con effetti positivi sul piano sociale e ambientale”.

ll Forum per la Finanza Sostenibile è nato nel 2001. E` un’associazione non profit multistakeholder: ne fanno parte operatori del mondo finanziario e altri soggetti interessati dagli effetti ambientali e sociali dell’attività finanziaria. La missione del Forum è promuovere la conoscenza e la pratica dell’investimento sostenibile, con l’obiettivo di diffondere l’integrazione dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) nei prodotti e nei processi finanziari. Il Forum per la Finanza Sostenibile è parte di Eurosif, l’European Sustainable Investment Forum.

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Torino Green Endurance. Quanto fai con una ricarica? I migliori driver elettrici in gara a Torino alla Future Mobility Week. Il 3 ottobre la penultima gara del campionato italiano “Green Endurance”. Intanto crescono le aziende che sostengono FMW.

Future Mobility Week scende in strada. La più completa manifestazione sull’hardware, il software ed i servizi per la mobilità nuova, ospita il 3 ottobre prossimo, tra i numerosi eventi che la caratterizzano, la penultima prova del “Green Endurance”, il nuovo Campionato Italiano Energy Saving varato dalla Commissione Attività Ecosostenibili e Sperimentali di AciSport per il 2018.
Questa edizione del Campionato ammette per la prima volta solo veicoli con alimentazione 100% elettrica. Gli equipaggi si trovano di fronte alla sfida di gestire ogni kW/h della batteria dell’auto durante le gare che hanno lunghezze tra 400 e 600 km. Un settore di gara particolarmente interessante per la mobilità di ogni giorno è la “Green Pole Position”, dove sono determinanti le abilità di guida, navigazione e l’efficienza tecnica delle vetture. La Green Pole Position è una prova esclusivamente di consumo che determina l’ordine di partenza della gara e premia l’equipaggio più “green” con 5 punti extra in classifica.
La ricarica delle vetture avviene in conformità della normativa (Modo3 IEC 61851-1) con l’allestimento di un “Charge Park” dove ogni concorrente ha a disposizione una wall-box da 7,4 kW con presa Tipo2. A Torino i paddock, la partenza e l’arrivo saranno allestiti nel piazzale antistante a Lingotto Fiere, sede di molte eventi della Future Mobility Week.

Intanto, crescono i sostenitori della manifestazione del Lingotto, e in particolare dei due eventi principali, Future Mobility Expoforum il 3 e il 4 ottobre e l’Automotive Cluster Forum del 4 ottobre.
Gli ultimi arrivati comprendono SEAT (Gruppo VW), 5T, EasyPark, FSCargo, Assogasliquidi, Greenshare, Keysight Technologies, Masternaut, Microlease e Nedap.
Importante anche l’adesione degli stakeholders: ANCI, ANFIA, ANEV, ANFOV, Camera di Commercio di Torino, CEI-CIVES, Citta di Torio, Città Metropolitana di Torino, Commissione Europea, I3P, Mesap, Ministero dell’Ambiente, OITA, Regione Piemonte, Telios, Torino Design of the City, Torino Wireless, TSP, TTS, Unione Industriale di Torino, UNRAE.

Future Mobility Week si svolge dall’1 al 5 ottobre a Torino, principalmente a Lingotto Fiere. FMW nasce dall’esperienza di GL Events e Clickutility Team, da cinque anni co-organizzatori di Smart Mobility World nel mondo della mobilità.

BYinnovation è Media Partner di Future Mobility Week

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SustainAbility mobilità pulita in Europa: gli strumenti identificati in un nuovo studio con Ujet. Gli scooter elettrici sono una soluzione vantaggiosa e rapidamente scalabile per le sfide sociali, ambientali ed economiche nelle città; è però necessaria un’azione più decisa per incentivare lo switch dai veicoli tradizionali.
Questo il risultato della ricerca, commissionata dalla global tech company Ujet e presentata durante Citytech. Nello studio si evidenzia, infatti, come i potenziali benefici degli scooter elettrici saranno raggiunti solo nelle città dove vi è una rapida e profonda trasformazione delle flotte di veicoli privati, determinata da un cambiamento delle policy.
Mentre negli ultimi decenni le emissioni prodotte da altri settori sono diminuite, gli impatti della mobilità sono aumentati. Le emissioni causate della mobilità sono attualmente responsabili di circa il 23% delle emissioni globali di CO2 e contribuiscono in modo determinante all’inquinamento atmosferico nelle nostre città.
I veicoli elettrici (EVs) vengono considerati sempre di più la soluzione maggiormente efficiente per eliminare le emissioni causate della mobilità e per migliorare la qualità dell’aria. La relazione sottolinea che la sostituzione dell’80% dei veicoli su strada con i veicoli elettrici, compresi gli scooter, entro il 2050 ridurrebbe le emissioni di NOx, PM e SO2 di oltre l’80% rispetto ai livelli del 2010.

La ricerca dimostra inoltre che l’inazione non è un’opzione.
Attualmente, 9 persone su 10 in tutto il mondo respirano aria inquinata.
Questo causa 556.000 morti premature in Europa attribuibili all’inquinamento dell’aria e a quello domestico.

Solo a Barcellona è stato stimato che 3.500 morti premature sono correlate all’inquinamento dell’aria.
Al di là di questo, la congestione nelle città costa all’economia europea oltre l’1% del suo PIL ogni anno.
Parigi è la terza città più congestionata in Europa con il traffico in aumento di circa 40 minuti al giorno e con un costo complessivo di 9.9 miliardi di euro l’anno.

Il passaggio ad auto e autobus elettrici – promosso a vari livelli – è al centro delle discussioni; il rapporto costo/efficacia e la scalabilità presentano però una barriera per l’effettiva adozione. Secondo il report, i requisiti minimi di infrastruttura e deposito rendono gli scooter elettrici un’opzione di mobilità facilmente scalabile e pulita. Ogni posto auto può contenere un totale di 10 scooter, e un passaggio del 10% da auto a e-scooter ridurrebbe la congestione del 40%, aiutando a contrastare la più grande fonte di inquinamento atmosferico.

“Le esistenti soluzioni di mobilità urbana non stanno al passo con la crescita delle città e non fanno fronte all’incremento di inquinamento e congestione. L’unica soluzione è ridefinire la mobilità urbana, adottando un modello più adeguato e adottando velocemente questa nuova soluzione” ha sostenuto Hugues Despres, CEO di Ujet International. “È necessario pensare i trasporti urbani in prospettiva futura. La nostra missione è di permettere ad ogni individuo di cambiare la propria relazione con la città in cui vive e siamo entusiasti di lavorare al miglioramento di mobilità, comodità e sostenibilità” ha proseguito Despres.

“Nelle città d’Italia, le morti premature causate dallo smog superano la media europea: più di 60 mila all’anno – ha dichiarato Andrea Poggio, responsabile mobilità sostenibile per Legambiente ONLUS. “Nelle città storiche, il traffico ci perseguita quanto l’inquinamento: è per questa ragione che a Milano circolano 12 moto ogni 100 abitanti e a Genova ben 24. Gli scooter elettrici possono rappresentare in Italia una fantastica soluzione sia per la mobilità dei singoli che per la qualità della vita urbana di tutti. Tanto più che la trazione elettrica si dimostra particolarmente performante ed efficiente proprio per i mezzi più leggeri: Ujet con la batteria carica può percorrere un centinaio di chilometri e si ricarica ad una normale presa elettrica a casa o in ufficio al costo di 50 centesimi circa. La velocità massima di 45 km/h consente veloci spostamenti urbani, ma limita gli eccessi e i pericoli relativi”.

SustainAbility ha classificato nove tipologie di trasporto urbano – dall’auto agli spostamenti pedonali – concludendo che gli e-scooter offrono i maggiori benefici in termini sia ambientali sia sociali. I parametri utilizzati per classificare le diverse soluzioni sono: sostenibilità, inclusività, efficienza e sicurezza. Su un totale di 39 punti disponibili, gli e-scooter hanno raggiunto 37 punti contro i 26 degli scooter.
Le autorità cittadine e i governi stanno già esplorando le diverse opzioni per una mobilità più sostenibile. Le iniziative identificate in tutto il mondo comprendono di modelli di sharing, sistemi di gestione del traffico e una migliore integrazione delle diverse modalità di mobilità.

Nel 2017, dodici città tra cui Milano, Parigi e Barcellona, hanno firmato la C40 Fossil-Fuel-Free Streets Declaration (Dichiarazione sulle strade senza combustibile fossile C40), impegnandosi a fornire dal 2025 solo autobus a emissione zero e ad assicurare, entro il 2030, un’area più grande ad emissione zero nelle città.
Mentre molte misure di politica europee nazionali e municipali si concentrano sulle auto e trasporti pubblici elettrici, sono necessarie ulteriori iniziative che promuovano attivamente l’adozione di scooter elettrici nelle città.
I governi e le città dispongono di potenti strumenti politici per incentivare un ulteriore cambiamento.

Gli esempi emersi dallo studio includono:
– Creazione di sovvenzioni e incentivi fiscali che incoraggiano l’acquisto degli scooter elettrici;
– Progressiva uscita dal mercato degli scooter tradizionali;
– Assegnazione di posti auto gratuiti per gli e-scooter
– Obiettivi specifici per accelerare l’adozione degli scooter elettrici;
– Sviluppo di infrastrutture stradali dedicate per gli e-scooter; integrazione di veicoli elettrici individuali nei sistemi di mobilità urbana per incoraggiare comportamenti eco-compatibili (ad esempio, introduzione di tariffe ridotte per gli utenti di e-scooter sui trasporti pubblici).

Se vogliamo raggiungere l’obiettivo climatico di 2°C previsto dall’Accordo di Parigi, le strategie di riduzione delle emissioni devono considerare soluzioni di mobilità scalabili e a emissioni zero.

Informazioni sullo studio
Il documento è basato su una ricerca documentaria basata su fonti accademiche e risultati di think tank, organizzazioni intergovernative, non governative e media internazionali. SustainAbility si è concentrata sui dati più recenti disponibili. Lo scopo della ricerca è globale e orientato a comprendere le sfide e le soluzioni a livello di città.

L’obiettivo della ricerca è:
– Ampliare la discussione attorno a possibili soluzioni sociali, ambientali e sfide economiche nelle città moderne;
– Aumentare la conoscenza sul ruolo che gli e-scooter possono svolgere per affrontare queste sfide, inclusa la promozione dei benefici che possono nascere nelle città;
– Evidenziare le misure che aiuteranno le città e le loro popolazioni a beneficiare pienamente degli scooter elettrici, inclusi i requisiti di infrastruttura, policy e i cambiamenti di comportamento.

Il termine “scooter elettrico” (e-scooter) utilizzato in tutto lo studio, si riferisce a un veicolo a due ruote equivalente ad un ciclomotore elettrico di potenza fino a 4kW e alla velocità massima di 45km/h (Categoria L1 e-b secondo la vigente normativa dell’Unione Europea).

Ujet è un’impresa high tech con l’ambizione di re-immaginare la mobilità urbana e la vivibilità in tutto il mondo. Ujet utilizza la propria esperienza nelle scienze dei materiali, tecnologia pulita, connettività e design elegante per creare soluzioni di mobilità pioneristiche che rispondono alle aspirazioni delle persone per una vita migliore nelle città, oggi e domani.

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Interoperabilità Enel X e Route220. I clienti della piattaforma evway by Route220 potranno localizzare e utilizzare le stazioni di ricarica di Enel X presenti sul territorio italiano.
Enel X, la società del Gruppo Enel dedicata ai prodotti innovativi e soluzioni digitali, ha siglato un accordo che a partire da ottobre permetterà l’interoperabilità delle infrastrutture di ricarica di Enel X con quelle di evway by Route220, azienda che offre servizi integrati per i possessori di veicoli elettrici. L’intesa consentirà ai clienti della app evway di utilizzare le stazioni di ricarica di Enel X, installate su tutto il territorio nazionale, accedendo alle informazioni relative alla localizzazione delle stazioni, la potenza disponibile, il tipo di presa e le modalità di accesso. In particolare sarà possibile utilizzare le colonnine Quick da 22 kW presenti nelle aree urbane e le Fast da 50 kW per la ricarica veloce delle auto.

“L’accordo con evway by Route220 conferma il nostro impegno nel promuovere un modello aperto per consentire l’utilizzo della nostra rete di infrastrutture di ricarica – ha dichiarato Alberto Piglia, responsabile e-Mobility di Enel X. “Il nostro obiettivo è quello di aprire la nostra infrastruttura ad altri operatori offrendo un servizio con criteri qualitativamente elevati in modo tale da allargare e rendere ancora più facile la vita di coloro che guidano le auto elettriche”.

“Siamo orgogliosi di essere stati scelti da Enel X come partner italiano di interoperabilità – ha dichiarato Carolina Solcia, Amministratore Delegato di Route220 –. Questo importante accordo ci permette di rafforzare il nostro modello di business, che promuove le occasioni di accoglienza del territorio italiano verso gli stakeholders della mobilità elettrica.” “Questo accordo premia il nostro impegno, nato nel 2014 – dichiara Franco Barbieri, fondatore di Route220 – per il valore che Enel X riconosce anche agli operatori indipendenti del nuovo settore.”

Per lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia, Enel ha lanciato il Piano per l’installazione delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici che prevede la posa di circa 7mila colonnine entro il 2020 per arrivare a 14mila nel 2022, con un investimento tra i 100 e i 300 milioni di euro. La rete di ricarica sarà composta da colonnine Quick (22 kW) nelle aree urbane e Fast (50 kW) e Ultra Fast (da 150 kW a 350 kW), per la ricarica veloce, in quelle extraurbane. La rete di ricarica urbana andrà infatti a completare quella extraurbana finanziata dal progetto EVA+ (Electric Vehicles Arteries), co-finanziato dalla Commissione Europea, che prevede l’installazione, in tre anni, di 180 punti di ricarica lungo le tratte extraurbane italiane.

Nell’ambito dell’interoperabilità Enel X ha siglato altri accordi che prevedono la possibilità per i clienti di ricaricare attraverso infrastrutture di ricarica operate da altri gestori. La società ha già firmato protocolli per l’interoperabilità anche con Hera, Iren, Alperia.

Route220
Route220 nasce nel 2014 come start up innovativa con l’obiettivo di fornire un servizio rivoluzionario e completo a chi guida elettrico, migliorando e valorizzando la sosta di ricarica, promuovendo le attività commerciali, le strutture di accoglienza turistica ed i territori che credono nella mobilità eco-sostenibile.

Da qui nasce evway: un’offerta a 360° costituita da stazione di ricarica, piattaforma digitale proprietaria e servizi innovativi per la e-mobility e per il viaggiatore responsabile.
L’App evway, sviluppata da Route220, fornisce una mappatura completa e interattiva di tutte le stazioni di ricarica, in Italia e in Europa, accompagnate dall’indicazione di punti di interesse e di attività commerciali nelle vicinanze.
La mappa diventa un punto di visibilità e di promozione per tutte quelle strutture che offrono un servizio di ricarica a chi guida elettrico.

evway è il primo network italiano interoperabile con i network europei: le stazioni di ricarica Route220 sono attivate dall’App evway e dalle altre App europee appartenenti al network; al contempo, dalla App evway è possibile gestire la ricarica sulle oltre 65.000 prese europee del network. In questo modo, attraverso l’interoperabilità, evway facilita per l’EV-Driver la ricerca della stazione di ricarica più adeguata alle sue esigenze e gestisce con semplicità l’utilizzo delle colonnine elettriche, trasformando la pausa di ricarica in un’esperienza unica.
Il network evway è aperto a tutti gli operatori del settore che, come noi, credono nell’interoperabilità delle infrastrutture di ricarica come strumento per lo sviluppo della mobilità sostenibile.

evway è il network europeo, innovativo, dinamico e con numeri in costante crescita:
– > 150.000 prese di ricarica mappate in Europa, di cui 4.550 in Italia;
– > 65.000 prese in tutta Europa attivabili tramite App o KeyHanger;
– > 210 punti di ricarica installati in Italia;
– 28 Comuni hanno aderito al network evway;
– 76.246 kWh erogati, 8.560 sessioni di ricarica avviate, 113.500 kg di CO2 risparmiati, equivalenti a 582.000 Km percorsi in elettrico (dati aggiornati ad Agosto 2018);
– + 5.000 download dell’App;
– 720.000 utenti raggiunti in tutta Europa.

La società ha la propria sede legale a Milano e tre sedi operative a Bolzano, Rovereto ed Ivrea.

Franco Barbieri, presidente e fondatore della società, condivide la propria visione con Carolina Solcia, Chief of Execution, entrambi con esperienze pluriennali in ambito manageriale, e, oggi, in prima fila per la mobilità elettrica e a capo del team di Route220. La governance è condivisa con Andrea Farinet che recentemente è entrato a far parte del CdA aziendale.
Negli anni il team è cresciuto e, ad oggi conta 12 collaboratori, professionisti nei diversi ambiti quali sales & marketing, communication, touristic marketing, EVSE technology, digital platform e database management.

evway.net/app

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Guida autonoma a Citytech. Bank of America Merrill Linch: l’italia al primo posto in Europa il primato europeo per propensione all’acquisto di veicoli elettrici.
Martin Bryggs, VicePresident, Thematic Research di Bank of America Merrill Linch, intervenuto a CItytech ha fotografato i trend della mobilità a livello internazionale. Il mercato della mobilità vale 7 trilioni di dollari e si sta trasformando su 3 driver che guidano i più grossi investimenti mondiali: Connettività, Elettrificazione, Mobilità condivisa, Guida autonoma

Connettività
2/3 della flotta sarà connessa entro il 2020 raddoppiando da 25 a 50 milioni di unità.

Elettrificazione
L’elettrico sarà economicamente competitivo rispetto alle tecnologie endotermiche dal 2024, data che può essere anticipata al 2019 in presenza di incentivi pubblici, specie considerando l’ampliamento dell’offerta a circa 250 modelli di auto elettriche entro il 2020.

Mobilità Condivisa
La mobilità condivisa è un trend in crescita, il MAAS (Mobility As a Service) porterà risparmi fino al 50% sui costi di acquisto e mantenimento dell’auto privata.

Guida Autonoma
La guida autonoma e i robotaxi potranno ridurre i costi per miglio fino a 1 dollaro (oggi a New York il costo per miglio è di 5$), costo che può ridursi ancora quando i mezzi sono condivisi.
Le componenti tecnologiche sono il fattore più critico con un costo medio di produzione di veicolo a guida autonoma pari a circa 200.000$, di cui 70% per sensori. La previsione dell’industria è di ridurre il costo di questi ultimi dagli attuali 75.000 a 1.000$ creando le precondizioni per lo sviluppo di massa dei veicoli autonomi.

Cosa dicono i consumatori: l’Osservatorio Bank of America Merryl Linch
L’indagine sui consumatori condotta su un campione di 100.000 intervistati ha evidenziato che il 10% è pronto e comprare un’auto elettrica (l’Italia è al primo posto per interesse all’acquisto) mentre il 34% considera la “ new mobility” come alternativa all’auto privata e il 20% si sentirebbe sicuro su un veicolo a guida autonoma già oggi.

La guida autonoma è un business: il caso di Autonomous Mobility
Peter Sorgenfrei CEO di Autonomous Mobility ha raccontato la sfida imprenditoriale di un car operator. Con sede in Danimarca e un team di 25 persone, Autonomous Mobility è il primo esempio europeo di azienda che gestisce veicoli a guida autonoma, fondata da Semler, storico car operator del Nord Europa. Fondata nel 2015, oggi ha già all’attivo 6 sperimentazioni in ambienti privati e pubblici grazie all’approvazione ricevuta in Svezia per operare in città. Tra i progetti pilota: uno shuttle attivo in un campus universitario a Göteborg, che ha trasporta 100 passeggeri al giorno su un tragitto di 1,5 km e uno shuttle attivo in un ospedale della medesima città svedese, che ha già trasportato 7.500 passeggeri, tra visitatori e ospiti della struttura.

ALLIANZ: la responsabilità della guida autonoma non è il problema di oggi
Secondo Andreas Bradt Responsabile global di Autonomous Driving di Allianz, intervenuto a Citytech, “Il vero tema legato alla guida autonoma non è l’individuazione della “responsabilità”, ma la quantificazione del rischio connesso al modello di business. Fino al livello 5 di guida autonoma, infatti, i profili di responsabilità oggi regolamentati sono già adatti all’utilizzo esistente, mentre la difficoltà attuale è quella quantificare il costo dell’assicurazione, componente importante per creare servizi economicamente competitivi“.

BYinnovation è Media Partner di Citytech

www.citytech.eu

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PlasticRoad ciclabile riciclata in Olanda, inaugurata a Zwolle, la città olandese che ospita la sede centrale del Gruppo Wavin, il leader europeo nell’offerta di tubazioni in materiale plastico per l’edilizia residenziale, non residenziale e per le opere di ingegneria civile.
E’ la prima pista ciclabile al mondo realizzata con plastica riciclata.

Nata dalla collaborazione tra tre aziende leader del settore quali KWS, Wavin e Total, PlasticRoad è una pista ciclabile di 30 metri che contiene un quantitativo di plastica riciclata equivalente a 218.000 bicchieri di plastica oppure 500.000 bottigliette di plastica.
Il progetto pilota include anche una serie di sensori per monitorare le performance della strada, quali la temperatura, il numero dei passaggi da parte delle biciclette e la tenuta, che la rendono la prima vera “pista ciclabile intelligente al mondo”.

La prima PlasticRoad è stata costruita in pochi giorni ed è stata pensata dai suoi ideatori, Anne Koudtaal e Simon Jorritsma di KWS, per durare nel tempo tre volte in più rispetto ad una pista ciclabile tradizionale.
Il progetto segna l’inizio di una nuova era nel campo delle opere ingegneristiche stradali, in quanto elimina tutti i problemi di sicurezza dovuti alle buche e al dissesto dell’asfalto. Non solo: la struttura permeabile consente all’acqua piovana in eccesso di defluire rapidamente e contribuisce alla riduzione del rumore del traffico, offrendo una soluzione integrata per il passaggio sotterraneo di tubi e cavi.

La giornata di inaugurazione della PlasticRoad si è aperta con una presentazione dei due ideatori, che hanno mostrato agli invitati i primi schizzi del 2013 per poi spiegare come si è sviluppata la sua realizzazione.
Successivamente, prima di dare agli ospiti la possibilità di iniziare a pedalare sulla nuova posta ciclabile, è stato mostrato davanti alla sede di Wavin uno dei moduli in plastica che la compone.

Nel mese di novembre verrà installato una seconda pista ciclabile nella città olandese di Overijssel, che prevederà ulteriori miglioramenti rispetto alla prima PlasticRoad di Zwolle. Nel frattempo i partner ricercheranno altre location per il lancio di nuovi progetti e per testare l’efficacia in campi di applicazione alternativi, come ad esempio parcheggi, banchine dei treni o marciapiedi.

www.wavin.it

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European Mobility Week, FIAB presenta la Settimana Europea della Mobilità… in bicicletta! Centinaia di eventi e iniziative in tutta Italia.

Si annuncia ricco e articolato il programma di eventi e iniziative sulle due ruote promosso da FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta in occasione della Settimana Europea della Mobilità (SEM, 16-22 settembre 2018), intorno al tema #MixAndMove: un messaggio che invita tutti i cittadini a privilegiare modalità di spostamento intermodale, diversificando il modo di muoversi in base alle reali necessità e scegliendo, di volta in volta, il mezzo di trasporto in ottica di sostenibilità e con una responsabilità maggiore rispetto all’utilizzo dello spazio pubblico.
In questo contesto, la bicicletta è, da sempre, un alleato vincente.

Tra gli appuntamenti da non perdere nella Settimana Europa della Mobilità in bicicletta segnaliamo:

– La 5^ Giornata Nazionale Bike To Work di venerdì 21 settembre, sostenuta quest’anno da Riccardo Iacona, conduttore del programma Presa Diretta su Rai 3 ma soprattutto ciclista urbano convinto che ha realizzato, a inizio anno, un’interessante puntata dedicata alla mobilità sostenibile dal titolo «La bicicletta ci salverà», in cui sono stati approfonditi i molti ambiti nei quali la bici può migliorare la nostra società: traffico, turismo, relazioni personali, salute.
Attraverso il già collaudato slogan di FIAB “Anch’io vado al lavoro in bicicletta”, Riccardo Iacona propone l’uso della bici per andare al lavoro: dipendenti di aziende, commercianti, amministratori pubblici e studenti, sono invitati a provare questa esperienza, che può diventare una salutare abitudine quotidiana.

– Dedicata a chi vuole vivere in maniera completa e coerente la Settimana Europea della Mobilità 2018 è, invece, #CarFreeWeek: la sfida lanciata da FIAB a non utilizzare la propria auto per l’intera settimana scegliendo per gli spostamenti quotidiani – e in particolare per i tragitti abituali in città – alternative sostenibili come l’andare a piedi, in bicicletta o muoversi con i mezzi pubblici anche in forma intermodale (per esempio “treno + bici”).

Chi accetta la sfida a non usare l’auto privata per un’intera settimana, è invitato a condividere le proprie esperienze sui social, raccontando quello che gli succede attraverso post e foto, utilizzando l’hasthag #carfreeweek.

Alla vigilia della Settimana Europea della Mobilità prende il via l’edizione 2018 della BIKE CHALLENGE: una competizione divertente e gratuita rivolta alle aziende e ai loro dipendenti e collaboratori che premia chi, tra il 15 settembre e il 31 ottobre, avrà utilizzato più volte la bicicletta negli spostamenti casa-lavoro o nel tempo libero (almeno 10 minuti) e avrà registrato ogni pedalata con l’APP dedicata.
Aperta a tutte le realtà e i lavoratori dell’area di Milano e Hinterland, BIKE CHALLENGE farà salire sul podio le aziende (in gara per categorie in base alla dimensione) che metteranno in sella la maggior percentuale di lavoratori e la realtà che saprà invogliare chi non è abituato a usare la bicicletta. Saranno premiati anche i migliori “ambasciatori” delle due ruote, coloro, cioè che coinvolgeranno più colleghi nell’esperienza del biketowork.

Fondata nel 1988, FIAB Onlus-Federazione Italiana Amici della Bicicletta è oggi la più forte realtà associativa di ciclisti italiani non sportivi. Con circa ventimila soci suddivisi in oltre 150 associazioni in tutto il territorio italiano, FIAB è, prima di tutto, un’organizzazione ambientalista che, come riporta il suo Statuto, promuove la diffusione della bicicletta quale mezzo di trasporto ecologico in un quadro di riqualificazione dell’ambiente, urbano ed extraurbano.
Forte della presenza, tra i suoi soci, di numerosi esperti in campo sanitario, giuridico, urbanistico, ingegneristico e paesaggistico, FIAB è diventata, negli anni, il principale interlocutore degli enti locali sull’importante tema della mobilità sostenibile.
FIAB è stata riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente quale associazione di protezione ambientale (Art. 13 Legge n. 349/86) e inserita dal Ministero dei Lavori Pubblici tra gli enti e associazioni di comprovata esperienza nel settore della prevenzione e della sicurezza stradale.
Tra le numerose iniziative, FIAB organizza ogni anno Bimbimbici, manifestazione nazionale dedicata a bambini e ragazzi che coinvolge oltre 200 città, e Bicistaffetta, per promuovere il cicloturismo quale volano economico del nostro Paese e sostenere lo sviluppo della rete ciclabile nazionale Bicitalia.
Con il progetto ComuniCiclabili, infine, FIAB misura e attesta il grado di ciclabilità dei comuni italiani: la prima edizione 2018 ha assegnato il riconoscimento a 69 amministrazioni con un punteggio (da 1 a 5 bike-smile) apposto sulla bandiera gialla. FIAB aderisce a ECF-European Cyclists’ Federation, la Federazione Europea dei Ciclisti. Presidente di FIAB è Giulietta Pagliaccio.

www.settimanaeuropeafiab.it

www.biketowork.it

www.fiab-onlus.it

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Pendolari senza inquinare: Mobility week: tutti al lavoro senza auto? Si può fare. Tra bici, mezzi pubblici e veicoli “alternativi” un’azienda di 40 persone risparmia 1,5 quintali di CO2 in un giorno.
Per la Settimana Europea della Mobilità i dipendenti della milanese Methodos hanno sperimentato tutti i modi, anche creativi, per evitare l’auto privata: benefici per l’ambiente, il benessere in ufficio e la produttività.

Bicicletta, treno, tram, bus, metropolitana, e poi le novità relativamente recenti di bike e car sharing. E anche mezzi a impatto zero come motorino elettrico, monopattino, rollerblade e la nuovissima airwheel, la ruota elettrica per muoversi in città.
Sono tanti i mezzi alternativi all’auto privata che si possono sperimentare per andare al lavoro in un grande centro come Milano: per un giorno, i dipendenti della società di consulenza Methodos li hanno adottati tutti, in occasione della Settimana Europea della Mobilità (16-22 settembre).

«Innanzitutto ci sembrava importante partecipare a questo appuntamento che porta in primo piano il tema della mobilità sostenibile, su cui si gioca il futuro di tutti noi – commenta Alessio Vaccarezza, CEO di Methodos Italia –. Abbiamo provato a calcolare, ovviamente in modo molto grezzo, qual è l’impatto ambientale di una giornata di lavoro car-free per un ufficio di 40 persone come il nostro. È risultato che si evitano in tutto circa 1.060 chilometri di spostamenti, che equivalgono (prendendo in considerazione l’uso di un’auto a benzina di media cilindrata) a 160 kg di emissioni di CO2 risparmiate. Grosso modo si tratterebbe di 800 kg di emissioni in meno in una settimana, e 40 tonnellate di anidride carbonica risparmiate in un anno lavorativo».

Numeri ancora più grandi se si pensa che all’iniziativa hanno aderito anche le altre società di Methodos Group, in Germania e Francia, e Digital Attitude, la start-up innovativa di Methodos per il digitale.

Al di là dell’impatto ambientale ridotto, quello che Methodos ha voluto sottolineare è la necessità di ripensare gli spostamenti in un’ottica di sostenibilità, conciliazione vita-lavoro, benessere e produttività. La società milanese è infatti specialista nell’ambito del change management, cioè accompagna le aziende che affrontano processi di cambiamento organizzativo.

«Lo spostamento casa-lavoro è uno dei primissimi punti analizzati nel nostro modello Employee Journey Experience – spiega Giuseppe Geneletti, Head Smart Working di Methodos–. In questo percorso, che parte dall’ascolto delle esigenze e delle aspettative dei dipendenti, emerge che il viaggio per andare e tornare dall’ufficio è vissuto con stress, può porre problemi di conciliazione con la vita familiare e, se si analizzano le performance aziendali, a volte risulta un boomerang per la produttività. Il tempo passato in auto nel traffico è letteralmente buttato via, se si pensa che oggi ci sono strumenti e tecnologie che consentono di spostarsi meglio o addirittura, nel caso dello smartworking, di non spostarsi affatto.
Ecco perché Methodos aiuta le aziende ad adottare misure che favoriscono la mobilità dolce: dall’inserimento degli abbonamenti ai mezzi o al bike/car sharing fra i benefit o nel welfare aziendale, fino all’adozione di tecnologie e modelli organizzativi che facilitano il lavoro da remoto.
«Naturalmente questo comporta il ripensamento di tutta una serie di modelli organizzativi molto radicati, e che oggi devono cambiare in direzione della flessibilità, dell’autonomia, della collaborazione e dell’ottimizzazione di strumenti, tecnologie e spazi di lavoro» sottolinea Geneletti.

Un cambiamento che incontra ancora qualche resistenza, ma che di fatto coinvolge e coinvolgerà sempre di più le aziende, grandi e piccole. «La direzione in cui il mondo del lavoro si sta muovendo è questa – conclude Vaccarezza –. L’importante è ricordare che, in questo caso, “one size does not fit all”, cioè quello che va bene, ad esempio, per una società di servizi con sede in centro a Milano, non si può applicare allo stesso modo in un altro contesto.
Ma il cambiamento è necessario, e devono comprenderlo e sostenerlo anche le amministrazioni locali, le società di trasporti, le organizzazioni del mondo del lavoro e le istituzioni. La Settimana Europea della Mobilità è un’ottima occasione per richiamare l’attenzione sul tema».

Methodos Spa – Società di consulenza di direzione fondata nel 1979, è tra le più significative realtà italiane nel supporto ai processi di change management organizzativo e culturale, nei programmi di coinvolgimento e comunicazione, nelle esperienze di costruzione della leadership e nella promozione della cultura integrata della responsabilità e della sostenibilità.

www.methodos.com

Torino Climathon 2018. Sarà la città di Torino il main stage 2018 di Climathon, la maratona mondiale di 24 ore organizzata da Climate-KIC, che si terrà il 26 ottobre prossimo con l’obiettivo di attivare i cittadini per raccogliere proposte per contrastare i cambiamenti climatici e rendere le nostre città sempre più sostenibili.

L’appuntamento promosso da Climate-KIC, la più importante partnership europea pubblico-privata di imprese, Università e Centri di ricerca che raccoglie idee per contrastare i cambiamenti climatici attraverso l’innovazione, ha già raccolto l’adesione di molti centri urbani.
L’edizione del 2018 è di particolare rilievo per il nostro Paese, che avrà per la prima volta l’onore di ospitare la sede principale dell’evento a livello mondiale, a Torino.

Possono candidarsi amministrazioni locali, università, centri di ricerca, enti privati, associazioni, fondazioni.
Climathon è il più grande hackathon dedicato alla creazione di soluzioni innovative per arginare gli effetti del clima che cambia.
Le città, grandi o piccole, distribuite in tutti i continenti, lanciano la sfida che sta loro particolarmente a cuore, come per esempio ridurre il traffico, aumentare gli spazi verdi, migliorare l’efficienza energetica e ridurre lo spreco di risorse.
Sta ai cittadini, agli innovatori, agli studenti, agli imprenditori, ai ricercatori, agli sviluppatori, ai policy maker, ai professionisti e ai semplici appassionati raccoglierla e proporre una soluzione, nelle 24 ore di durata della manifestazione.
Un team di esperti aiuterà le diverse squadre a rendere fattibile l’idea iniziale che, allo scoccare della 24esima ora, dovrà essere presentata alla giuria, che selezionerà la vincitrice.

Le città iscritte rappresentano tutti e cinque i continenti.
Ci sono le maggiori metropoli europee: Londra, Parigi, Amsterdam, Atene, Monaco, Stoccolma, Lisbona, Dublino, Riga, ma si segnalano anche Montreal, San Francisco, Indianapolis, Huancayo (Perù), Puebla (Messico). In crescita le adesioni dall’Africa e dall’Asia con Abuja (Nigeria), Khartoum (Sudan), Rabat (Marocco), Nuova Delhi (India), Suzhou (Cina), Karachi (Pakistan); folta anche la rappresentanza di Australia e Nuova Zelanda, con Sidney, Melbourne, Perth, Adelaide, Wellington.

In Italia hanno già aderito a Climathon, tra le altre, le città di Torino, Ferrara, Genova, Lecce, Matera, Pesaro, Salerno e Carpi (Modena).

Cos’è successo al Climathon 2017
L’anno scorso hanno partecipato 104 città provenienti da 44 Paesi di tutti i continenti. In Italia, in particolare, Milano ha lanciato una sfida sul tema energia per una città sostenibile; Lecce e Rimini si sono confrontate su mare, sostenibilità e turismo, mentre Venezia si è interrogata su come l’arte possa raccontare l’impatto dei cambiamenti climatici e Matera ha cercato di capire come essere una Capitale europea della cultura più sostenibile.
L’utilizzo dei dati satellitari di Copernicus per lo sviluppo di reti verdi e blu in città è stato il tema scelto da Bologna, mentre il tema dell’utilizzo della IoT (Internet of Things) per migliorare la resilienza ambientale della città è stato affrontato a Torino. Firenze ha cercato soluzioni per mitigare l’impatto degli eventi meteorologici estremi e Napoli ha proposto una soluzione per proteggere la cittadinanza da un eventuale risveglio del vulcano e al tempo stesso contribuire alla tutela del territorio a valle del Vesuvio.

www.climate-kic.org

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Decreto incentivazione Fer 2018 – 2020. ITALIA SOLARE ha trasmesso al Ministero dello Sviluppo Economico alcuni suggerimenti su come migliorare il decreto sulle incentivazioni alle fonti rinnovabili per il triennio 2018-2020.
ITALIA SOLARE ritiene importante mantenere la neutralità tecnologica per puntare alle tecnologie più efficienti ottenendo in tal modo più energia pulita al minor costo possibile per gli italiani. Oggi di fatto, ricorda ITALIA SOLARE, le aste – fatta eccezione di pochissimi titolari di grandi aree in via di bonifica – sono riservate all’eolico a causa del divieto di incentivazione del fotovoltaico nelle aree agricole. La diversificazione per fonte è dunque ampiamente garantita e non vi sono ragioni per non premiare, almeno con i registri, gli impianti fotovoltaici laddove sono più convenienti rispetto ad altre fonti.

“Nell’ultima bozza di decreto ci sono certamente molti punti positivi di cui ne apprezziamo i contenuti, tuttavia riteniamo importante che possa essere considerata la possibilità di aumentare, almeno raddoppiandoli, i MWp dei contingenti da mettere a registro per consentire un reale sviluppo del mercato delle rinnovabili. Apprezziamo e chiediamo che sia confermata la frequente fissazione di aste, importante per dare tempo agli operatori di sviluppare adeguatamente i progetti e ridurre i costi tenendo conto della diminuzione dei costi della tecnologia. Allo stesso modo valutiamo favorevolmente il fatto che siano previste agevolazioni per le aggregazioni di impianti ai fini dell’incentivazione”, ha commentato Paolo Rocco Viscontini, presidente di ITALIA SOLARE.

In tema di sostituzione dell’amianto, l’associazione valuta positivamente la decisione di incentivare gli impianti installati sugli edifici per sostituire le coperture in amianto tramite un incentivo maggiorato e con un contingente dedicato. Tuttavia, per meglio garantire il successo dell’iniziativa, è necessario assegnare il premio non solo alle eccedenze ma a tutta l’energia prodotta. Allo stesso modo è opportuno che sia consentita la cumulabilità con altri incentivi, se presenti, per la rimozione dell’amianto nei limiti consentiti dalla legislazione europea sugli aiuti di Stato.

L’associazione chiede che il criterio di accesso prioritario agli incentivi relativo all’utilizzo dei siti bonificati preveda in modo esplicito che i siti contaminati vengano bonificati prima dell’installazione degli impianti fotovoltaici.

Infine, sulla piattaforma per i contratti di vendita di energia, secondo ITALIA SOLARE, è necessario prevedere strumenti di supporto al finanziamento per i produttori di energia e di copertura del rischio per i clienti/consumatori/traders che decidono di acquistare direttamente energia a lungo termine.

ITALIA SOLARE è un’associazione di promozione sociale che promuove la difesa dell’ambiente e della salute umana supportando:
– modalità intelligenti e sostenibili di produzione, stoccaggio, gestione e distribuzione dell’energia attraverso la generazione distribuita da fonti rinnovabili con particolare attenzione al solare fotovoltaico;
– l’integrazione delle fonti rinnovabili, fotovoltaico in particolare, con le smart grid, la mobilità elettrica e con le tecnologie per l’efficienza energetica e per l’incremento della prestazioni energetiche degli edifici.

ITALIA SOLARE conta circa 500 soci: operatori, proprietari e gestori di impianti fotovoltaici, installatori, progettisti e semplici sostenitori.

www.italiasolare.it

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