ottobre 2018

0

ANIE: FER settembre 2018. Nei primi nove mesi del 2018 le nuove installazioni di fotovoltaico, eolico e idroelettrico raggiungono complessivamente circa 630 MW (-8% rispetto al 2017).

FOTOVOLTAICO
Positivo il trend mensile del fotovoltaico che nel mese di settembre supera i 42 MW raggiungendo quota 300 MW complessivi (-7% rispetto allo stesso periodo del 2017). In aumento invece il numero di unità di produzione connesse (+7%), frutto delle politiche di autoconsumo e di defiscalizzazione, vale a dire la detrazione fiscale per il cittadino ed il super ammortamento per le imprese. È ancora prematuro, invece, valutare l’impatto dell’abolizione dei dazi antidumping su moduli e celle fotovoltaiche.
Gli impianti di tipo residenziale (fino a 20 kW) costituiscono il 53% della nuova potenza installata nel 2018.
Le regioni che hanno registrato il maggior incremento in termini di potenza sono Abruzzo, Calabria, Liguria, Piemonte e Umbria, mentre quelle con il maggior decremento sono Campania, Lazio, Sicilia e Valle d’Aosta. Le regioni che hanno registrato il maggior incremento in termini di unità di produzione sono Abruzzo, Liguria, Trentino Alto Adige e Umbria, mentre quelle con il maggior decremento sono Basilicata e Calabria.
Da segnalare l’attivazione nel mese di settembre 2018 di un impianto da circa 6 MW in Piemonte.

EOLICO
Molto positivo il mese di settembre per l’eolico che con oltre 69 MW raggiunge 207 MW complessivi nel 2018. Le installazioni risultano comunque in calo (-34%) rispetto allo stesso periodo del 2017. Per questo comparto si registra un notevole decremento (-96%) anche delle unità di produzione dovuto al fatto che lo scorso 31 dicembre 2017 si è chiusa la finestra per l’accesso diretto degli impianti di piccolissima taglia.
I nuovi impianti fanno parte di quelli entrati nelle graduatorie dei registri e delle aste previsti dal DM FER non FV del 23.6.2016.
Per quanto riguarda la diffusione territoriale, la maggior parte della potenza connessa (89%) è localizzata nelle regioni del Sud Italia.
In riferimento alla taglia, le richieste di connessione di impianti di potenza inferiore ai 60 kW sono soltanto lo 0,3% del totale installato fino a settembre 2018, mentre gli impianti superiori ai 200 kW costituiscono il 99% del totale.
Da segnalare l’attivazione nel mese di settembre 2018 di un parco eolico da 68,7 MW in Basilicata.

IDROELETTRICO
Nonostante nel mese di settembre siano stati attivati soltanto 0,5 MW di nuovi impianti, risulta molto positivo il 2018 per l’idroelettrico che si attesta sui 122 MW complessivi (+138% rispetto ai valori registrati nei primi nove mesi del 2017). Si registra invece un decremento per le unità di produzione (-67%).
Le regioni che hanno registrato il maggior incremento di potenza rispetto all’anno precedente sono Campania, Lombardia e Piemonte.
Gli impianti idroelettrici di taglia inferiore a 1 MW connessi nel 2018 costituiscono l’8% del totale installato fino a settembre 2018.

BIOENERGIE
L’Osservatorio FER è stato integrato con i dati degli impianti a bioenergie connessi fino a settembre 2018. Si tratta di 25 impianti a bioenergie per una potenza complessiva di 28 MW.
Notizia negativa per il settore, ma era comunque preventivabile; recentemente, infatti, la Commissione Europea ha riscontrato nella Legge di Bilancio 2016 (modificata dalla Legge di Bilancio 2018) delle non conformità alla normativa in materia di aiuti di stato per un’estensione temporale della tariffa incentivata sull’energia prodotta, seppur decurtata del 20%, agli impianti alimentati da biomasse, biogas e bioliquidi sostenibili, che hanno cessato l’attività tra il 1° gennaio 2016 ed il 31 dicembre 2018.
La potenza degli impianti che ne hanno fatto richiesta ammonta a 132 MW.

Analizzando i dati congiunturali dei trimestri del 2018, è evidente l’exploit nel periodo luglio-settembre con ben 296 MW installati.
Rispetto al secondo trimestre del 2018, risultano in crescita tutti e tre i comparti (+8% fotovoltaico, +41% eolico, +330% idroelettrico).

ANIE Confindustria, con oltre 1.300 aziende associate e circa 468.000 occupati, rappresenta il settore più strategico e avanzato tra i comparti industriali italiani, con un fatturato aggregato di 78 miliardi di euro (di cui 30 miliardi di esportazioni). Le aziende aderenti ad ANIE Confindustria investono in Ricerca e Sviluppo il 4% del fatturato, rappresentando più del 30% dell’intero investimento in R&S effettuato dal settore privato in Italia.

ANIE Rinnovabili è l’associazione che all’interno di ANIE Federazione raggruppa le imprese costruttrici di componenti e impianti chiavi in mano, fornitrici di servizi di gestione e di manutenzione, produttrici di elettricità in Italia e all’estero nel settore delle fonti rinnovabili: fotovoltaico, eolico, biomasse, geotermoelettrico, idroelettrico e solare termodinamico

www.anie.it

Finanza Circular Economy. Nel corso della seconda giornata della Settimana SRI sarà illustrato un manuale realizzato dal Forum e da CONAI sulla finanza sostenibile e il settore del riciclo: la pubblicazione è frutto di un progetto di ricerca congiunto volto a individuare linee guida per investitori SRI e imprese della filiera.
Lo scopo è promuovere una collaborazione sinergica tra le parti in funzione della transizione verso un modello circolare dell’economia.

Mercoledì 14 novembre 2018, ore 10:00 – Palazzo Isimbardi, sede della Città metropolitana di Milano, Via Vivaio 1
Accesso gratuito. Posti limitati.
Per iscrizioni: eventi@finanzasostenibile.it

LA SETTIMANA SRI – EDIZIONE 2018
La settima edizione della Settimana SRI si svolgerà dal 13 al 22 novembre 2018 tra Roma e Milano.
L’iniziativa, promossa e coordinata dal Forum per la Finanza Sostenibile, è tra i principali appuntamenti in Italia in materia di investimenti sostenibili.
Il calendario prevede 13 convegni e una rassegna di eventi culturali – tutti aperti al pubblico – con lo scopo promuovere e diffondere la pratica dell’SRI (Sustainable and Responsible Investment).
Per l’occasione, il Forum ha chiamato a raccolta relatori di grande prestigio a livello nazionale e internazionale, avvalendosi della collaborazione e del supporto di importanti organizzazioni e soggetti finanziari.

calendario

Rating di sostenibilità. Università e industria finanziaria a confronto. Accademici ed esponenti del settore finanziario si confronteranno su caratteristiche, punti di forza e criticità dei rating ESG, i giudizi sintetici che certificano la solidità di un emittente, di un titolo o di un fondo dal punto di vista delle performance di sostenibilità.
L’evento è promosso dal Forum per la Finanza Sostenibile in collaborazione con ALTIS – Alta Scuola Impresa e Società (Università Cattolica del Sacro Cuore) e con la rete “Accademia Italiana per la Finanza Sostenibile”.

PROGRAMMA

14:45 – 15:00
Accoglienza partecipanti

15:00 – 15:15
Saluti di benvenuto e introduzione
– Prof. Vito Moramarco, Direttore, ALTIS – Alta Scuola Impresa e Società

15:15 – 16:15
“Rating ESG: la correlazione con performance e rischi”
Relazioni dei docenti aderenti alla rete “Accademia Italiana per la Finanza Sostenibile”:
– Prof. Rocco Ciciretti, Università degli Studi di Roma “TOR Vergata”
– Prof. Alfonso del Giudice, Università Cattolica del Sacro Cuore
– Prof.ssa Maria Antonietta Intonti e Dott.ssa Punziana Lacitignola, Università degli Studi di Bari
– Prof. Angelo Russo, Università LUM Jean Monnet

16:15 – 17:00
Dibattito
Modera: Marco Girardo, Capo Redattore Economia e Politica, Avvenire
Con interventi programmati di:
– Maurizio Agazzi, Segretario, Assofondipensione
– Gabriella Berglund, Investor Relation, Comgest
– Daniela Carosio, Senior Partner, Sustainable Value Investors
– Gian Franco Giannini Guazzugli, Comitato Esecutivo, Tutela Fiscale e Rapporti con i Risparmiatori, ANASF
– Manuela Mazzoleni, Direttore Operations e Mercati, Assogestioni
– Giancarlo Sandrin, Presidente, CFA Society Italy

17:00 – 17:25
Dibattito con domande dal pubblico

17:25 – 17:30
Conclusioni
– Francesco Bicciato, Segretario Generale, Forum per la Finanza Sostenibile

Milano – Lunedì 19 novembre 2018, ore 15:00 – Università Cattolica del Sacro Cuore – Aula Pio XI, Largo Gemelli 1

Accesso gratuito. Posti limitati. Per iscrizioni: eventi@finanzasostenibile.it

www.settimanasri.it

UtilitEnergy: UTILITY DAY 2018, la quarta edizione dell’evento italiano di riferimento per il Settore Technology & Consumer transforming the Energy Business.

The Post-Utility Re-Invention
Frutto di 25 anni di esperienze, contenuti e networking messi a disposizione della Community Energy da IKN, Utility Day giunge alla 4° edizione e si conferma come l’evento italiano di riferimento per il Settore.
Oltre 950 partecipanti, 150 speaker e 50 sponsor negli ultimi 3 anni, In programma a Milano all’AtaHotel Expo Fiera il prossimo 25 ottobre, Utility Day 2018 prenderà il via con una Sessione Plenaria dal titolo “The Energy Market of the future”, un’occasione di confronto per rispondere alle domande più attuali per tutti gli operatori del settore:
– Le Società di Vendita sono pronte a cogliere le sfide e le opportunità del nuovo panorama competitivo?
– Che cosa manca?
– Come le Utility possono superare i vecchi modelli di business andando verso l’Open Innovation e la Platform Economy?
– Come sarà il Mercato Energetico nei prossimi 5 anni?

A seguire 4 Sessioni Parallele dedicate ai processi, al customer engagement e tecnologie; 1 sessione speciale dal titolo “Energy-as-an-ECO-System” per fare il focus sulle Digital Grid.

In area Expo l’edizione 2018 propone inoltre l’Utility Start-up Village con Easy Talk per confrontarsi su una serie di tematiche di innovazione per il settore:
– Smart City & Smart Mobility
– Smart Home & Smart Building
– Blockchain
– Open Innovation

Tornano: l’ANNUAL UTILITY SURVEY 2018, EXPERIENCE CORNER, 3 sessioni di Tavoli interattivi, 5 Panel Discussions e Tavole Rotonde, 3 interviste

BYinnovation è media Partner di Utility Day

www.utilityday.it

0

Un mare di plastica. Dalle isole di rifiuti alla minaccia invisibile delle microplastiche. Silvio Greco, Slow Fish: “L’Italia si doti presto di una legge per l’abolizione del monouso”.

Non preoccupiamoci per i mari.
Esistevano da prima di noi e continueranno a farlo anche senza di noi.
Quello di cui dovremmo davvero preoccuparci, semmai, è se come esseri umani saremo ancora in grado di trarre dalle acque tutto quello che attualmente ci danno: più della metà dell’ossigeno che respiriamo e buona parte del cibo che portiamo in tavola, innanzitutto.

A Terra Madre Salone del Gusto, nell’area #foodforchange dedicata a Slow Fish, si è parlato di mari e di plastiche con il fondatore di Slow Food Carlo Petrini, la direttrice della Sezione di Ricerca Oceanografica dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale di Trieste, Paola Del Negro, e Silvio Greco, presidente del comitato scientifico di Slow Fish e autore insieme a Raffaella Bullo di Un’onda di plastica (Manifestolibri).
Gli autori del saggio Production, use and fate of all plastics ever made, pubblicato su Science Advances nel 2017, hanno calcolato che dagli anni Cinquanta a oggi la produzione totale di plastica ammonti a 8,3 miliardi di tonnellate.
L’equivalente di 158.670 Titanic di plastica.

Ma il dato più interessante è che 6,3 miliardi di tonnellate sono diventati spazzatura. Solo il 9% della plastica giunta al termine del suo utilizzo è stata riciclata, il 12% incenerita e il 79% accumulata nelle discariche o dispersa nell’ambiente, con grave danno per gli ecosistemi.
Dai due milioni di tonnellate del 1950 la produzione di plastica è arrivata nel 2015 a più di 400 milioni di tonnellate. I dati del rapporto Fao Microplastics in fisheries and acquaculture prevedono che la domanda cresca a ritmo ancora più sostenuto nei prossimi anni, toccando le 600 milioni di tonnellate entro il 2025 e il miliardo di tonnellate nel 2050: sempre più plastica, insomma, ma soprattutto sempre più usa e getta.

«La plastica era nata per essere uno strumento di realizzazione dei prodotti di lunga durata: anno per anno, tuttavia, è passata dalla durabilità al consumo immediato, al punto tale che oggi la componente usa e getta arriva intorno al 70%» sottolinea Carlo Petrini.

Non si tratta di demonizzare un materiale che ci ha permesso nell’ultimo mezzo secolo un grande salto culturale, avverte l’oceanografa Paola Del Negro: «Ricordiamoci che i primi negozi monomarca sono stati quelli della Moplen ed erano visti come qualcosa di molto innovativo.
Oggi abbiamo tutti cognizione del fatto che le plastiche siano anche un problema: basti dire che in quattro sogliole su cento tra quelle pescate nell’Adriatico troviamo residui di materiali plastici. Il libro di Silvio Greco ha il merito di restituirci questa prospettiva storica, l’evoluzione del pensiero industriale nell’uso della plastica».

Alcune ricerche hanno stimato il peso dell’inquinamento plastico globale: comprende il 75% di macroplastica, l’11% di mesoplastica e il 14% di microplastiche.

«Non parliamo allora di plastica, ma piuttosto di plastiche: non c’è una plastica sola» suggerisce Silvio Greco. Che ricorda: «Noi ad oggi ricicliamo bene solo il polietilene e nei casi in cui le molecole sono mischiate spesso non sappiamo come fare: questo è un problema dentro il problema».

I dati suggeriscono che un minimo di 233.400 tonnellate di oggetti di plastica più grandi siano alla deriva negli oceani rispetto a 35.540 tonnellate di microplastiche. Negli ultimi decenni si è osservata una diminuzione delle dimensioni medie dei rifiuti di plastica, così come una distribuzione globale delle microplastiche in costante aumento.

È questa insomma la minaccia invisibile che percorre i nostri mari, arrivando a noi attraverso la carne dei pesci e dei molluschi. Ma anche nell’acqua delle bottigliette, nel sale marino, perfino nella birra e nel miele.
In più di 220 specie della fauna selvatica gli scienziati di tutto il mondo hanno ritrovato i detriti microplastici sparsi in natura. Escludendo uccelli, tartarughe e mammiferi, il 55% di queste sono invertebrati da pesca di importanza commerciale: cozze, ostriche, vongole, gamberetti comuni, scampi, acciughe, sardine, aringhe atlantiche, merluzzi bianchi e carpe comuni figurano nell’elenco.

In Italia ogni anno vengono individuate tra 40 e 50mila le tonnellate di rifiuti plastici marini. Secondo l’indagine Plastic free sea promossa dalla Goletta Verde di Legambiente, il 95% dei rifiuti galleggianti nel mar Tirreno è composto da plastica, per il 41% buste e frammenti.
Nel Mediterraneo, stando alle stime del Cnr, galleggiano 1,25 milioni di tonnellate di microplastiche e soltanto nel tratto di mare tra la Toscana e la Corsica ne è stata rilevata la presenza in quantità di 10 kg per km2.
La buona notizia è che il nostro Paese è uno dei più avanzati per quanto riguarda la lotta all’usa e getta e il recupero delle plastiche. Mentre negli Usa si ricicla appena il 10% delle plastiche e nell’Unione Europea il 30%, l’Italia fa decisamente meglio della media continentale arrivando al 45% di riciclo.
Dal 1 gennaio 2019, inoltre, entrerà in vigore la legge che consente di commercializzare soltanto bastoncini per le orecchie biodegradabili, oggetti che oggi costituiscono il 7,8 % della spazzatura nei mari. A partire dal 2020, invece, sarà vietata la vendita di cosmetici da risciacquo e detergenti contenenti microplastiche.

Il nostro Paese si colloca all’avanguardia anche sul piano normativo: siamo stati infatti il primo Stato europeo a mettere al bando gli shopper di plastica, i cotton fioc non biodegradabili e le microplastiche nei cosmetici.

«L’Unione Europea – continua il presidente di Slow Fish – ha iniziato un lavoro per arrivare all’eliminazione del monouso, ma c’è una possibile difficoltà: l’Ue infatti si limita alle raccomandazioni, che i singoli Stati dovrebbero recepire elaborando appositi progetti di legge.
Una dichiarazione molto forte in questo senso è venuta dall’attuale ministro dell’Ambiente, il generale Sergio Costa, il quale ha assicurato che l’Italia si doterà a brevissimo di una legge di questo tipo: come Slow Food ci associamo a questo intento e vigileremo perché trovi seguito».

Abbiamo di fronte uno scenario duro e battaglie feroci, avverte l’autore di Un’onda di plastica, perché l’industria dei componenti plastici e quella petrolifera si confondono: la DowDuPont, l’ExxonMobil, la Shell, la Chevron, la BP e in Italia l’Eni sono mostri intoccabili.

Intoccabile sembra essere anche il business: il mercato della plastica globale per il 2020 è valutato in circa 654,38 miliardi di dollari e, nel 2050, la quota di idrocarburi dedicata alla plastica toccherà il 14%, contro il 6% del 2014. Sono numeri impressionanti. Ma nel mondo si stanno formando consapevolezze inaspettate anche lì dove l’impatto è maggiormente critico.

www.slowfood.it

Successo Future Mobility Week: si è chiusa a Torino con 2.500 operatori per la mobilità di domani, con le ultime visite tecniche. A Lingotto Fiere, Future Mobility Expoforum, Automotive Cluster Forum e MoveApp Expo e i cinque workshop ospiti hanno registrato nelle due giornate del 3 e 4 ottobre a Lingotto Fiere circa 2500 operatori accreditati per ascoltare gli oltre 230 esperti relatori e visitare l’area espositiva e demo.

I primi riscontri consentono già di dirlo: il debutto di Future Mobility Week è stato positivo.
Solo nelle due giornate a Lingotto Fiere (3-4 ottobre) 2.500 operatori si sono accreditati per assistere alle 25 sessioni di convegno e workshop con 230 relatori, e per visitare l’area espositiva e demo, incontrando le numerose realtà presenti. 140 i partner e sostenitori che hanno collaborato a trasformare Torino nel palcoscenico dell’hardware, il software ed i servizi per la mobilità nuova, che cambia le abitudini, le infrastrutture, la città, la società e l’economia.
Future Mobility Week è stata resa possibile in particolare dal patrocinio, la promozione e l’appoggio del territorio torinese e piemontese, dalle istituzioni locali come Comune, Città Metropolitana, Regione alle aziende pubbliche e partecipate, dalle associazioni industriali locali e nazionali alle istituzioni accademiche e di ricerca.

“Future Mobility Week si posiziona come unica manifestazione in cui gli operatori e le istituzioni a livello nazionale si confrontano su tutti i temi della mobilità nuova e smart – commenta Carlo Silva, Presidente di Clickutility Team. La mobilità del futuro è infatti articolata, complessa ed integrata, andando ben oltre le prospettive anche più estreme della trazione elettrica, e probabilmente con aspetti più rilevanti di quest’ultima per l’economia, la società e i singoli cittadini.”

Come afferma Lamberto Mancini, nuovo Amministratore Delegato di Lingotto Fiere – “L’organizzazione nel quartiere fieristico del Lingotto, luogo simbolo nella storia dell’automobilismo italiano, di un salone b2b dedicato alla mobilità del futuro, è espressione di un duplice impegno di GL events Italia: da un lato, quello di valorizzare il ruolo e l’eredità di questa sede nel tessuto socio-economico cittadino; dall’altro, la volontà di portare sempre più nei propri padiglioni occasioni di confronto con la modernità e con il mondo che cambia, in ogni ambito. La risposta, del territorio e del mercato, ci dice che siamo sulla strada giusta.

Rispecchiando la vocazione di Future Mobility Week verso l’apertura al territorio, quest’anno il programma ha incluso visite tecniche, anche riservate alla scuole, presso eccellenze produttive, di ricerca e di servizio, nonché seminari di alta divulgazione organizzate da realtà partner.
Gli argomenti affrontati nella due giorni di Lingotto Fiere, con gli eventi Future Mobility Expoforum, Automotive Cluster Forum e Move.APP Expo, hanno coperto tutti i temi più caldi della mobilità, nei suoi aspetti industriali e di servizio: i veicoli intelligenti e sostenibili; l’accesso alla mobilità, la logistica intelligente e sostenibile, le smart road e le infrastrutture, le nuove forme di mobilità urbana, come la mobilità aerea di merci e persone utilizzando veicoli autonomi e guidati a distanza; in campo industriale, materiali avanzati, progettazione, produzione ed assemblaggio, tecnologie e metodi; sistemi di mobilità nell’ambito locale e regionale, sicurezza attiva e passiva nella mobilità di persone e merci, integrazione ferro-gomma e trasporti rapidi di massa, reti di trasporto urbano su gomma a basso o nullo impatto ambientale.

Future Mobility World ha visto il 2 e 3 ottobre la tappa finale del campionato italiano di Green Endurance riservato alle vetture 100% elettriche. All’arrivo nel piazzale di Lingotto Fiere, è risultato primo sia nella classifica di gara che in quella finale di campionato l’equipaggio Ventura-Marchisio.

Future Mobility Week è organizzato da GL events e Clickutility Team, da sempre ai vertici nella realizzazione di manifestazioni di divulgazione e di incontri d’affari nel campo della mobilità e della logistica a 360 gradi, a Torino e in tutta Italia.

La prossima edizione di Future Mobility Week si svolgerà a metà del mese di ottobre del 2019.

BYinnovation è Media Partner di future Mobility Week

www.fmweek.it

0

Manutenzione predittiva: valore per diminuire imprevisti produttivi e creare fonte di reddito. Roland Berger: prevenire è meglio che curare. Se questo vale per la salute, perché non applicare all’industria lo stesso principio?
Roland Berger, la società di consulenza strategica di origine europea leader nel mondo, ritiene che le manutenzioni predittive imporranno un cambiamento significativo ai processi industriali.

Ad oggi la manutenzione funziona «a chiamata» ovvero solo dopo l’insorgenza di uno o più guasti. Mentre quella «preventive» e quella «condition-based» funzionano o su base empirica o statistica e non tengono dunque conto in tempo reale delle condizioni concrete dei macchinari o dei sistemi produttivi.
Lo studio «Predictive Maintenance: from data collection to value creation», elaborato dagli analisti di Roland Berger, illustra quali benefici apporterà invertire l’approccio ed affidarsi al metodo predictive in real time.
In particolare esamina e fornisce una serie di raccomandazioni sui cambiamenti organizzativi e culturali richiesti alle aziende per cogliere al meglio il potenziale offerto dalle nuove tecnologie manutentive.

I FANTASTICI 4
La Predictive Maintenance analizzata da Roland Berger si basa sui quattro pilastri della digitalizzazione:
– Interconnettività: ogni componente produttivo è dotato di sensori specifici per la misurazione dello “stato di salute” attraverso la raccolta in tempo reale di dati puntuali;
– Digital data: l’analisi dei dati raccolti avviene tramite l’utilizzo delle più sofisticate tecniche di big data analysis;
– Automazione: l’adozione di macchinari di nuova generazione dotati di tecnologie di self-learning permette di evitare l’insorgere della maggior parte dei danni altrimenti possibili;
– Creazione di valore: l’accesso immediato e in remoto ai macchinari riduce drasticamente tempi e costi delle operazioni di manutenzione.

IL RADAR A FIRMA ROLAND BERGER
Il Predictive Maintenance Radar realizzato dalla società di consulenza strategica tedesca è stato ideato ad hoc per il mondo dell’industria ed è focalizzato su sei direttrici. Mettendo questi macro-fattori a sistema si individuano i punti chiave e le aree produttive su cui intervenire.
Quattro direttrici sono di tipo technologically-driven: sensori, processi di data-collecting, monitoraggio & diagnosi e skill predittive. In altre parole: gli algoritmi alla base del Predictive Maintenance Radar combinano i dati raccolti e determinano il risultato futuro più plausibile.
I sistemi più avanzati utilizzano l’Intelligenza Artificiale (IA) e sono in grado di imparare dalle analisi precedenti rendendo le previsioni sempre più accurate (self-learning machines).

Due direttrici sono di tipo business-driven: l’analisi delle decisioni e dei processi di controllo delle macchine e i modelli di servizi e business adottati. Come dire: l’automazione è sì il Sacro Graal del sistema di Predictive Maintenance.
Ma siamo sicuri di volere cedere il controllo in toto alle macchine? Con il Radar sviluppato da Roland Berger ognuno può decidere fino a che punto spingersi. Tenendo presente le esigenze delle singole funzioni aziendali.
A partire da R&S, vendite e finance.

QUANTO VALE LA MANUTENZIONE PREDITTIVA
Almeno l’80% delle aziende attive nella produzione industriale punta a implementare soluzioni di manutenzione predittiva.
A rivelarlo è uno studio precedente sul tema condotto da Roland Berger, stavolta in collaborazione con VDMA e Deutsche Messe AG dal titolo «Predictive maintenance: servicing tomorrow and where we are really at today». Con ovvi impatti sul piano economico.
Entro il 2022 il mercato dei sistemi di Predictive Maintenance varrà tra i 6,3 e gli 11 miliardi di dollari con una crescita stimata tra il 27% e il 39% sui valori 2016 (prima rilevazione disponibile).

«L’aspetto più rilevante della manutenzione predittiva è l’ampio raggio di opportunità di sviluppo che ne deriva per le aziende» commenta Paolo Massardi, senior partner di Roland Berger Italia. «Serve per ottimizzare i costi di produzione industriale, certo. Ma serve anche per migliorare i rapporti dell’azienda nei confronti degli interlocutori esterni, clienti e aziende partner in primis. È ipotizzabile creare dei modelli di business a servizio dei vari anelli della catena del valore per massimizzare la disponibilità degli impianti OEE, il mix delle materie prime da utilizzare, i consumi energetici da stanziare e così via. Per le società italiane attive nel campo della meccatronica e per quelle dei servizi manutentivi già “lanciate” o meno nel mondo digital sarà fondamentale comprendere come cogliere tali opportunità e valutarne le potenziali ricadute sul proprio posizionamento competitivo».

Roland Berger, fondata nel 1967 in Germania, è la società di consulenza strategica di origine europea leader nel mondo. Con oltre 2.400 dipendenti in 36 Paesi opera in tutti i principali mercati internazionali attraverso 50 uffici.
Il motto è: navigating complexity. Perché da 50 anni Roland Berger supporta i propri clienti nell’identificare e implementare le giuste strategie per un successo duraturo.

www.rolandberger.com

A Illuminotronica 2018 a Bologna la fiera della system integration e la home & building automation. ILLUMINOTRONICA, in programma il 29-30 novembre e l’1 dicembre 2018 a BolognaFiere, si presenta come una fiera internazionale focalizzata sul nuovo mercato dell’integrazione.
L’Internet of Things è la leva che farà crescere a doppia cifra il mercato della building automation e della smart city, portando ad avere edifici, spazi e città più intelligenti ma soprattutto più “a misura d’uomo”. L’evento è promosso da Assodel, Associazione Distretti Elettronica Italia, il principale riferimento dell’industria elettronica italiana.

SMART SPACES: BUILDING & ENERGY MANAGEMENT
Uno dei focus dell’edizione bolognese di ILLUMINOTRONICA è ripensare, progettare e gestire gli Smart Spaces: fisico e digitale si stanno ricombinando e stanno trasformando gli spazi che abitiamo, cambiando il modo di vivere, di lavorare e di fruire del tempo.
ILLUMINOTRONICA mette in evidenza questi processi presentando tecnologie, processi di infrastrutturazione e casi di successo di spazi che sperimentano ed applicano strategie smart attraverso l’IoT.

Tra i convegni in calendario segnaliamo:
– Human Centric Spaces: lo spazio 4.0 è a misura d’uomo e di business?
Giovedì 29 novembre, ore 10.00
Migliorare la qualità dell’ambiente di lavoro e il benessere delle persone attraverso l’integrazione delle nuove tecnologie.
Obiettivo del talk show: dare all’audience una serie di esempi pratici e spunti di metodo per poter applicare i principi del 4.0 e dell’IoT sia sul patrimonio immobiliare di nuova costruzione, che sull’esistente.
Target: ingegneri, facility/energy manager, system integrator, architetti

Smart Cities: casi di eccellenza in ambito urbano
Giovedì 29 novembre, ore 16.00
L’IoT traina lo sviluppo delle città intelligenti e getta le basi per nuovi servizi per città più vivibili, confortevoli e sicure. Casi concreti per l’analisi di modelli di interoperabilità e nuovi paradigmi di gestione e condivisione dei dati.
Target: uffici tecnici della PA,facility/Energy manager, system integrator

Nell’ambito del convegno si svolgerà la premiazione della XIX edizione dell’Award Ecohitech il premio assegnato a comuni ed enti pubblici che hanno raggiunto significativi risultati in tema di eco-compatibilità, risparmio energetico, miglioramento della qualità della vita attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative e smart.

Efficienza energetica: consumare meglio per spendere meno
Venerdì 30 novembre, ore 10.00
In azienda bisogna risparmiare senza rinunciare a nulla se non agli sprechi. Mentre l’energy management introduce nuovi sistemi per raccogliere e analizzare i dati per un’efficienza maggiore.
Target: facility/energy manager, impiantisti, system integrator

LA FORMAZIONE con la SMARTPRO ACADEMY
Tanti i percorsi di aggiornamento professionale e le occasioni di confronto tra esperti, case history e pubblico, come talk show, tavole rotonde, arene, aree demo, esercitazioni pratiche, che punteranno all’impatto (positivo) delle nuove tecnologie nella nostra vita quotidiana, che si parli di corretta illuminazione, tutela della privacy, autonomia della persona, benessere o qualificazione professionale.

Gli esperti della SmartPRO ACADEMY presenti in fiera saranno:
– Fabio Gatti, IoT System Engineer – ASSODEL (Associazione Nazionale Distretti Elettronica – Italia)
– Patrizia De Masi, Lighting designer – AILD (Associazione Italiana Lighting Designer)
– Luca Vitti, Consulente Elettrico – NT24

Inoltre, in collaborazione con KNX Italia ed EnOCEAN, oltre ai corsi di formazione in programma, sono presenti aree dimostrative nell’area espositiva.

APPLICATION PANNEL e DEMO AREA per BUILDING MANAGEMENT
Pannelli dimostrativi dedicati alla gestione e al controllo degli impianti di un edificio 4.0 – per es. Soluzioni ideali per realizzare la giusta luce per il giusto ambiente e il giusto comfort, così come applicazioni e prodotti per il comfort climatico negli ambienti terziari.

Oltre a demo operative in scenari appositamente ricreati per rispondere alle esigenze e alle richieste dei clienti finali e dei partner, con l’obiettivo di condividere contenuti di valore, mettendo al primo posto il coinvolgimento degli stessi partecipanti.
Ed anche una vera e propria Control Room: un sistema di comando e controllo che integra un’ampia gamma di discipline come la sicurezza antincendio, il rilevamento delle intrusioni, il controllo degli accessi, la videosorveglianza, i sistemi di annunci pubblici, i display informativi, i sistemi di automazione degli edifici, fornendo un punto centrale attraverso il quale tutti i vari avvisi possono essere monitorati.

Assodel è l’Associazione nazionale tra distretti elettronici in Italia. Dal 1984, aggrega, per gruppi e distretti d’interesse: imprese, progettisti, tecnici, operatori come pure enti e istituzioni partecipi a una o più fasi della filiera industriale elettronica. La sua attività è rivolta a “informare e formare” tutte le imprese che partecipano alla evoluzione tecnologica del Paese.

BolognaFiere è tra i principali organizzatori fieristici internazionali e uno dei quartieri espositivi più avanzati al mondo. Il Gruppo gestisce tre quartieri fieristici (Bologna, Modena e Ferrara) con oltre 75 manifestazioni leader in Italia e all’estero; è attivo con numerose società che realizzano una vasta proposta espositiva e che forniscono alle aziende tutti i servizi specialistici e di promozione per partecipare con successo a ogni manifestazione fieristica.

BYinnovation è Media Partner di Illuminotronica

www.illuminotronica.it

0

Pompa di calore elio-assistita. Nuovo brevetto del Politecnico di Milano. La nuova pompa di calore brevettata dal Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano combina due tecnologie: quella della pompa di calore di tipo aria-acqua e quella dei pannelli solari ibridi fotovoltaici termici.
Elemento di congiunzione è l’evaporatore speciale a triplo fluido acqua-aria-refrigerante nel quale, oltre al tradizionale circuito in cui scorre il fluido refrigerante, è ricavato un circuito in cui scorre contemporaneamente acqua.
Tale circuito ad acqua è collegato a sua volta al campo di pannelli solari ibridi utilizzati per incrementare la temperatura dell’acqua e per produrre energia elettrica. In tal modo, la temperatura media dell’aria che attraversa l’evaporatore aumenta grazie al riscaldamento imposto dalla portata di acqua calda proveniente dal campo di pannelli solari, comportando un miglioramento delle prestazioni energetiche della pompa di calore. Inoltre, la potenza elettrica prodotta dal campo di pannelli solari ibridi è utilizzata per coprire la richiesta della pompa di calore riducendone così il prelievo dalla rete elettrica o garantendone il funzionamento autonomo.

Limiti e svantaggi della tecnologia attuale
Nel settore civile e industriale le pompe di calore elettriche sono molto utilizzate per scopi di riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria, per poter funzionare richiedono di estrarre energia da una sorgente a bassa temperatura (circa tra il 60% e 80% da acqua, aria o terreno) e di prelevare energia elettrica dalla rete elettrica nazionale (circa tra 20% e 40%). Ad oggi, salvo poche eccezioni, il funzionamento delle pompe di calore elettriche grava quindi completamente sulla rete elettrica nazionale.

Vantaggi della nuova pompa
Rispetto ad una pompa di calore tradizionale, la pompa di calore proposta:

1. Funziona correttamente anche in assenza di radiazione solare
2. In presenza di radiazione solare, funziona con prestazioni energetiche migliori a parità di effetto utile
3. Ha un prelievo di energia elettrica dalla rete ridotto
4. Garantisce prestazioni migliori anche del campo di pannelli solari ibridi
5. Nella stagione estiva, può funzionare come condizionatore per raffrescare gli ambienti e permette di sfruttare i pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria

www.polimi.it

Livable, innovative cities. European metropolises network at EXPO REAL. Population growth and helping to structure new living environments. Urban Innovation Seminars, second day of the fair, October 9, 2018.
How can cities stay livable in spite of densification? What are the possibilities of integrating new technologies into living and work environments? EXPO REAL connects representatives of numerous European metropolises in order to discuss challenges and point out approaches to a solution—and brings cities together with investors.

Urban development plays a major role in many areas at EXPO REAL. On the second day of the fair, the Urban Innovation Seminars bring the most diverse European cities together and report on their experiences. “As different as they are, European cities often do face the same challenges. We offer them a forum where they can network, learn from each other and collaborate—and find access to investors for their projects”, explains Claudia Boymanns, Exhibition Director of EXPO REAL.

A European forum for urban innovation
Mayors and CEOs from two dozen European cities will be discussing with each other at the Urban Innovation Seminars. They are coming from Amsterdam, Barcelona, Berlin, Brussels, Eindhoven, Frankfurt, Gdynia, Glasgow, Hamburg, Helsinki, Istanbul, Lisbon, Liverpool, London, Manchester, Paris, Porto, Rotterdam, Stockholm, Stuttgart, The Hague, Utrecht, Vienna and Warsaw. The discussion will be about the most important challenges and opportunities for the creation of healthier cities. About how new technologies and data can be employed for a better quality of life. And investment opportunities in healthcare and urban lifestyle. Also to be debated: the question of how the shift towards urban, technology-driven work environments can be accompanied. The focus is also on ports. The waterfront facilitates new forms of urban living, new business districts and public space. At the same time, how can the waterfront be interlinked with the city center? What investment opportunities arise in view of population growth and both a changed economic framework and way of life?

Highlights of the Urban Innovation Seminars, October 9, 2018

City innovation districts and corridors (12:00–12:50)
Can densifying cities be healthy cities? (15:00–15:50)
Integrating the sharing economy in city development (16:00–16:50)
Urban innovation in Europe’s global cities (17:00–17:50)
Also dealing intensively with urban development is the Intelligent Urbanization Forum with project exhibitions, tours and lectures.

Highlights of the Intelligent Urbanization Forum

Building cities for people—a human centric approach in urban planning
(October 8, 2018, 10:30–11:15)
Smart urban risks: challenges and approaches making the smart city resilient
(October 8, 2018, 13:00–13:50)
Sharing is caring: how shared mobility options & digital mobility apps are changing our cities (October 9, 2018, 12:00–12:50)

www.exporeal.net

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi