Gennaio 2020

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easyJet per aerei elettrici con partner Wright Electric. Avvio del programma di sviluppo di un motore per un aereo elettrico da 186 posti, denominato Wright 1.

Wright Electric sta progettando dei sistemi elettrici con potenza nell’ordine dei megawatt che saranno necessari per permettere agli aerei elettrici da 186 posti di volare. La start-up statunitense sta costruendo un motore elettrico da 1,5 MW e un inverter da 3 kilovolt. Il nuovo motore elettrico costituirà il propulsore del suo rivoluzionario aereo “Wright 1” e avrà l’obiettivo di aprire la strada ad un futuro dell’aviazione a zero emissioni di CO2 in Europa e nel mondo.

Wright Electric sta collaborando con la società aerospaziale britannica BAE Systems in merito ai sistemi di controllo di volo e a quelli di gestione dell’energia. Wright Electric si aspetta di condurre dei test del suo motore a terra nel 2021 e in volo nel 2023. Il 30 gennaio, durante un evento tenutosi ad Albany, nello stato di New York, Wright ha mostrato un modello del suo motore e della sua elica.

Il programma di sviluppo del motore rappresenta il prossimo passo verso la costruzione di aerei a fusoliera stretta. Wright Electric, infatti, condurrà contemporaneamente test aerodinamici sulla fusoliera, i quali guideranno la progettazione del propulsore. La startup prevede che il suo aeromobile “Wright 1” sarà operativo nel 2030. Negli Stati Uniti numerose agenzie governative stanno finanziando la ricerca sull’aviazione elettrica, tra cui la NASA e l’AFRL (Air Force Research Laboratory).

Johan Lundgren, CEO di easyJet, ha dichiarato: “Il nostro partner Wright Electric ha fatto un altro passo importante verso la realizzazione di aerei elettrici ad uso commerciale ed è entusiasmante vedere la loro ambiziosa pianificazione per il collaudo e per l’entrata in servizio. La tecnologia relativa alle batterie sta progredendo rapidamente grazie alle numerose agenzie governative statunitensi che finanziano la ricerca elettrica nel settore dell’aviazione – tutti questi sviluppi ci aiutano ad immaginare un futuro più sostenibile per le nostre operazioni.
Sappiamo quanto la sostenibilità sia importante per i nostri passeggeri – il nostro programma di compensazione è stato accolto molto positivamente dai clienti e ad oggi più di nove milioni di passeggeri hanno già volato a zero impatto di CO2. Sappiamo che la compensazione è solo una misura provvisoria in attesa che tecnologie in grado di ridurre le emissioni all’origine diventino disponibili in modo da non affidarci esclusivamente al cherosene”.

Jeffrey Engler, CEO di Wright Electric, ha aggiunto: “Wright è una delle poche aziende concentrate a portare sul mercato aerei elettrici da 186 posti. La missione di Wright è rendere l’aviazione commerciale più sostenibile, e lo sviluppo di un motore a megawatt è il prossimo passo per renderla una realtà”.

Il Dr. Ehtisham Siddiqui, Vice President e General Manager di Controls and Avionics Solutions di BAE Systems, ha dichiarato: “Stiamo esaminando con Wright Electric le varie opportunità di collaborazione per lo sviluppo di sistemi di controllo di volo e di gestione dell’energia per i suoi aerei elettrici. Il nuovo passo in avanti si basa su decenni di esperienza in entrambi gli ambiti, dal momento cha contribuire a plasmare il futuro del volo è uno dei nostri impegni”.

easyJet è da sempre attenta all’efficienza delle proprie operazioni di volo – gli aerei che la compagnia utilizza e il modo in cui li fa volare la rendono più efficiente di molte compagnie aeree. La priorità di easyJet è continuare a lavorare per ridurre l’impatto sull’ambiente nel breve periodo, supportando contemporaneamente lo sviluppo di nuove tecnologie sul lungo periodo.
La partnership con Wright Electric per lo sviluppo di aerei elettrici che riducono radicalmente l’impronta di carbonio nel settore dell’aviazione ne è un esempio.
easyJet è diventata la prima grande compagnia aerea nel mondo a compensare le emissioni di CO2 su tutti i voli del suo network. La compensazione dell’anidride carbonica è solo una misura provvisoria, in attesa che si rendano disponibili tecnologie in grado di ridurre drasticamente le emissioni. Per questo la compagnia continuerà a supportare investimenti in innovazione, tra cui lo sviluppo di aerei ibridi ed elettrici, collaborando con tutti gli attori del settore per promuoverne il rinnovamento e la decarbonizzazione sul lungo periodo. La prospettiva è quindi di una progressiva diminuzione della compensazione delle emissioni via via che le nuove tecnologie saranno disponibili.

easyJet è la compagnia aerea leader in Europa: offre una rete di collegamenti che connette i principali aeroporti europei a tariffe convenienti e con un servizio di qualità. Più di ogni altra compagnia aerea, easyJet ha una presenza di primo piano sulle principali rotte in Europa.
La compagnia trasporta oltre 96 milioni di passeggeri l’anno, di cui più di 16 milioni in viaggio per lavoro. easyJet opera con 334 aeromobili su 1061 rotte, che collegano 159 aeroporti in 36 paesi. Più di 300 milioni di europei vivono ad un’ora di distanza da un aeroporto easyJet. easyJet si impegna ad essere un’azienda socialmente responsabile, impiegando persone con contratti locali in otto paesi europei, nel pieno rispetto delle leggi nazionali, riconoscendo e lavorando in maniera collaborativa con i sindacati locali.
La compagnia supporta diverse onlus locali e fin dal 2012 ha attivato una partnership con UNICEF, grazie alla quale ha raccolto oltre £13m destinati ai bambini più bisognosi. easyJet prende sul serio la sostenibilità ed è la prima grande compagnia aerea ad operare voli a zero emissioni di CO2 su tutta la sua rete. Lo fa compensando le emissioni di carbonio del carburante utilizzato per tutti i suoi voli ed è consapevole del fatto che si tratta di una misura provvisoria, in attesa che le nuove tecnologie diventano disponibili.
Nel frattempo, easyJet investe nelle più recenti tecnologie, opera efficacemente e riempie la maggior parte dei posti disponibili. Questo significa che dal 2000 easyJet ha ridotto di oltre un terzo (33.67%) le emissioni di carbonio per passeggero/chilometro percorso ed è sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di una riduzione del 38% entro il 2022.
Il programma di compensazione è stato accolto molto positivamente dai clienti. Grazie a questa iniziativa, cominciata il 19 novembre 2019, easyJet ha riscontrato un significativo miglioramento della soddisfazione dei clienti, con un aumento del 7% di passeggeri consapevoli che il loro volo è stato compensato e con l’11% in più di clienti che sceglieranno di volare con easyJet grazie al programma di compensazione.
Ad oggi più di 9 milioni di clienti easyJet hanno volato a zero impatto di CO2, compensando 800.000 tonnellate di anidride carbonica. L’innovazione è nel DNA di easyJet sin dall’inizio della sua storia, 25 anni fa, quando la compagnia ha introdotto un nuovo modo di viaggiare.
Oggi easyJet si posiziona come compagnia aerea leader nelle innovazioni in ambito digitale, web, ingegneristico, con l’obiettivo di rendere il viaggio semplice e conveniente per tutti i passeggeri.

www.easyjet.com

Record RE ITALY 10ma edizione. Immobiliare motore di sviluppo per il Paese. Grande successo della decima edizione del RE ITALY Winter Forum, la convention dell’immobiliare organizzata da MonitorImmobiliare e Monitorisparmio in Borsa Italiana a Milano. Ancora una volta i numeri della giornata confermano il RE ITALY come punto di riferimento per il settore del real estate.

Ad essere presenti i principali rappresentanti dell’industria immobiliare, dalle associazioni di categoria agli operatori che si sono incontrati per il lancio delle attività dell’anno insieme con le istituzioni per un momento di confronto durante i lavori di quelli che sono ormai da tutti riconosciuti come gli Stati Generali del settore.
Un vero e proprio “caso di successo”, come è stato definito da più parti RE ITALY, che attira attenzioni, riflessioni intorno ad un focus, quello dell’immobiliare, che evidentemente ha trovato la sua casa e il suo format perfetto.

“La ricchezza immobiliare in mano alle pubbliche amministrazioni italiane vale “tra i 460 e 480 miliardi di euro”, ma si tratta di asset “che vanno mantenuti e valorizzati”. La stima arriva direttamente dalla ministra della pubblica amministrazione, Fabiana Dadone. “Il governo ha piena consapevolezza dell’importanza strategica del comparto, ma gli immobili della PA “non sono sempre utilizzati al meglio e per questo è già in atto una riflessione su un utilizzo più efficiente degli spazi e una destinazione più razionale”.

Da Confedilizia e Assoimmobiliare arriva però un appello alle istituzioni affinchè pongano maggiore attenzione al settore, che “è motore di sviluppo del Paese”.

Conferma che arriva dal palco di Borsa Italiana da Catia Polidori, presidente dell’Osservatorio Parlamentare sul Mercato Immobiliare, che sottolinea come “per dare una maggiore spinta al settore immobiliare serve uno shock fiscale”.

“Tra i modi per valorizzare la ricchezza immobiliare del Paese, contribuendo anche a ridurre il debito pubblico, è nato il fondo Dante, lanciato a settembre da Invimit Sgr, la società del Ministero del Tesoro incaricata di gestire gli immobili dello Stato.
Il fondo sta riscontrando “tanto interesse e anche curiosità perchè è un’operazione completamente nuova“, ha detto l’a.d. di Invimit Sgr, Giovanna Della Posta. Infatti “non è mai successo che lo Stato andasse a collocare questi asset sul mercato con le modalità del privato“.

Per poter sottoscrivere le quote di Convivio, primo comparto del fondo, manca ancora il via libera della Consob che – secondo l’A.D. – arriverà “entro fine marzo-aprile”.

L’interesse degli investitori verso il patrimonio immobiliare italiano, ma in questo caso alberghiero, è dimostrato anche dai 3,3 miliardi investiti nel 2019, secondo un report di Nomisma che si attende una conferma del trend anche nel 2020.

“Quest’anno – come ha sottolineato Alessandro Busci di Prelios Sgr nel corso del panel sul Risparmio Gestito moderato da Federico Sutti di Dentons Italia – si prevede una crescita anche per i fondi immobiliari dopo un 2019 dinamico“.

E’ da migliorare invece la presenza in Borsa in quanto il settore immobiliare è “poco rappresentato” e ha un’incidenza appena dell’1,5% sulla capitalizzazione complessiva di Piazza Affari, ha spiegato il presidente di Borsa Italiana Andrea Sironi. Per sostenere gli operatori del settore quest’anno “lanceremo i primi strumenti per la raccolta di fondi sul mercato immobiliare”.

Sul palco di Borsa sono arrivati, infine, nuovi esempi di progetti che trasformano la vita negli ambienti urbani.
Al centro della scena il nuovo Stadio di Milano con Massimo Roj amministratore delegato di Progetto CMR, Up Town Lotto R2 con Attilio di Cunto amministratore delegato di EuroMilano, il Progetto SeiMilano con Edoardo De Albertis ceo di Borio Mangiarotti, CityLife con Armando Borghi amministratore delegato di CityLife, il progetto Milano Noe con Aldo Giacin co-founder e direttore generale di Ricerca 12, il progetto Mind con Igor De Biasio, amministratore delegato di Arexpo e Le Dalie con il presidente di Impreme Spa Barbara Mezzaroma.
Stefano Corbella, sustainability officer di Coima, ha illustrato Gioia 22, il nuovo progetto sostenibile nel quartiere Porta Nuova a Milano.

Presentati i progetti della Torre Unipol, dello Studio MCA, il progetto The Angle di GLA e la riconversione di Principe Amedeo 5 da parte dello Studio VGA.

A RE ITALY un panel è stato, poi, dedicato all’immobiliare logistico. Sui risultati in crescita del 2019 e le prospettive del mercato italiano si sono confrontati Sandro Innocenti di Prologis, Roberto Piterà country manager di Gazeley, Marco Corti di Barings e Marco Grassidonio di Patrizia Immobilien, moderate dal ceo di World Capital Andrea Faini.

Prossimo appuntamento 3 e 4 giugno 2020, Borsa Milano

www.reitaly.it

www.monitorimmobiliare.it

ADACI a Green Logistics Expo mette a confronto i manager degli acquisti e della supply chain con gli operatori della logistica. Il convegno si terrà all’interno dell’evento internazionale di business, marketing, cultura, approfondimento, esposizione e confronto sui temi più avanzati della catena logistica e sulle sue interazioni con la sostenibilità ambientale, che terrà la propria seconda edizione alla Fiera di Padova dal 18 al 20 marzo 2020
Green Logistics Expo e ADACI, l’associazione Italiana Acquisti e Supply Management, hanno stretto un accordo di collaborazione per contribuire allo sviluppo della consapevolezza e all’utilizzo delle innovazioni nei settori dell’immobiliare, della gestione, dei trasporti, delle tecnologie, dei software e dei nuovi design urbani.

Inserito nella tre giorni fieristica, giovedì 19 marzo, alle ore 14,30, si terrà il convegno di approfondimento organizzato da ADACI:

“Acquisti e Logistica: i manager a confronto per idee e soluzioni efficienti e sostenibili”
Testimonianze, proposte concrete, problemi, soluzioni
Chairman:
Enrico Rainero – BYinnovation
Fabio Innocenti – Eli Lilly

Speakers prestigiosi approfondiranno i temi più rilevanti d’interesse comune degli utilizzatori aziendali e dei fornitori dei servizi logistici.
Solo con il contributo di entrambi gli attori del settore, infatti, si potranno incrementare costruttivamente strategie e modalità operative coerenti con gli scopi di sviluppo sostenibile.

“Con l’organizzazione di Green Logistics Expo – ha dichiarato Luca Veronesi, Direttore Generale della Fiera di Padova – agevoliamo la messa in rete tutti gli attori del complesso mondo della logistica, sia fra loro sia con il mondo della produzione. Siamo infatti convinti che un efficace sviluppo economico dipenda da una stretta collaborazione tra logistica e manifattura. Da qui il nostro grande interesse verso la collaborazione con ADACI.”

Fabrizio Santini, Presidente di ADACI, ha detto: “Sono davvero contento della nostra collaborazione, che ben si integra con gli obbiettivi e le finalità dell’associazione. L’occasione sarà favorevole all’incontro ed allo scambio di conoscenze fra il mondo della logistica e l’interfaccia aziendale, le aree acquisti e supply chain management. Sono convinto che troveremo in futuro ulteriori opportunità di sviluppo interessanti per nuovi progetti.

Enrico Rainero, promotore di questa collaborazione e fondatore della task force SuPER Sustainable Procurement & Efficiency Responsibility, ha dichiarato: “L’evoluzione delle modalità di trasporto delle merci in ogni transizione storica è stata un fattore determinante per il progresso economico e sociale. Oggi siamo protagonisti di uno di questi momenti, con il cambio di paradigma verso la sostenibilità.”

ADACI Associazione Italiana Acquisti e Supply Management, da 50 anni costituisce un preciso riferimento culturale e professionale per chi opera negli Approvvigionamenti, Supply Management, Gestione Materiali, Logistica e Facility Management: funzioni in costante evoluzione il cui ruolo ha assunto nel tempo importanza strategica e dimensioni di sempre maggior rilievo. Favorisce l’armonica integrazione dei vari attori del sistema economico, la crescita ed il riconoscimento professionale degli operatori della domanda di mercato, li valorizza e promuove nell’ambito delle imprese, istituzioni, enti pubblici, atenei ed istituti di ricerca. ADACI annovera più di 1.200 manager operativi in tutto il territorio nazionale, suddivisi in sei Sezioni Territoriali: Lombardia e Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta, Tre Venezie, Emilia Romagna e Marche, Toscana e Umbria, Centro Sud.

Convegno alla Fiera di Padova, 19 marzo – ore 14.30 – 17.00
Green Logistics Expo alla Fiera di Padova, dal 18 al 20 marzo

– BYinnovation è Media Partner di Green Logistics Expo
– BYinnovation è Media Partner di ADACI

www.greenlogisticsexpo.it

www.adaci.it

Hy2gen, specialized in green hydrogen production, welcomes Trafigura as its new shareholder. Hy2gen AG, a start-up from the Stuttgart region created to build green hydrogen production facilities, has completed a further financing round. Trafigura, a market leader in the global commodities industry has become a shareholder and joined the board of the company.
The new investment will enhance Hy2gen AG’s business development capabilities and support the development of new production sites.

Hy2gen AG brings together specialists with experience of developing, building and operating plants for the production of green hydrogen and hydrogen-based e-fuels, offering better ways to achieve CO2-free or CO2 neutral fuels and storage solutions. The first plants will be built in Canada in 2020, to be followed by other plants in France, Mexico, Norway and South Africa.

The company aims to become a leader in the hydrogen and e-fuels market for mobility and industry, areas where it is currently proving difficult to significantly reduce emissions. Hy2gen AG already has a project pipeline for over 500 megawatts of electrolyser capacity (74,000 tons of CO2-free hydrogen per year from renewable energies or, in other words, an annual saving of 810,000 tons of CO2 in comparison with the conventional production of hydrogen). As of today, no hydrogen producer has reached this scale.

„We are focusing on large-scale production facilities as price is an important factor for green hydrogen to become a tradable commodity. As this happens we will be well positioned to grow quickly alongside anticipated commercial demand.Cyril Dufau-Sansot, Hy2gen CEO

“Trafigura welcomed the opportunity to become a shareholder in Hy2gen, its first investment in the hydrogen industry. We see the opportunity in working in this high potential alternative fuels market with a dynamic start-up team.” Robert Gillon, Senior Manager from Trafigura’s newly created Power and Renewables Trading Division

As hydrogen and hydrogen-based products can be used across many other sectors beyond mobility and industry, Trafigura and Hy2gen AG will further identify possible areas of collaboration in the coming months.

ABOUT HYDROGEN: WHAT IS THE SUBSTANCIAL DIFFERENCE?

GREY HYDROGEN
– Negative CO2 footprint due to fossil resources.
– Produced mostly via thermic conversion (gas, oil, coal), or “grey“ electricity.
– Big industrial production facilities needed.
– Production usually built close to industrial client, not for trading.

BLUE HYDROGEN
– Using CO2 Emission Certificates to wash Grey Hydrogen , e.g. pressing CO2 into caverns.
– Negative CO2 footprint due to fossil resources (same as “grey hydrogen“).
– Produced mostly via thermic conversion (gas, oil, coal), or “grey“ electricity.

CARBON FREE GREEN HYDROGEN
– Generated via electrolysis using 100% renewable electricity.
– Meeting industry standards with risk-free production (OHSAS 18001, ISO 14001 and ISO 9001).
– Flexibility of production sizes, from small/local to centralised industrial facilities.

www.hy2gen.com

Nuova luce sulla qualità CRAI IBBA. Il CEDI Centro di Distribuzione di Tossilo (Macomer) per il food “secco” e grocery è la piattaforma logistica di distribuzione alimentare del Gruppo Ibba, al servizio dei punti vendita in Sardegna associati alle insegne CRAI, Leader Price, Centro Cash, Simply.

 (altro…)

European Green Deal non sarà sostenibile finché non sarà anche equo. Il movimento per il commercio equo e solidale accoglie con favore l’iniziativa European Green Deal presentata il 12 dicembre dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, ma chiede che i piccoli agricoltori e i lavoratori dei Paesi in via di sviluppo siano inclusi come partner alla pari in un’iniziativa equa e in una transizione inclusiva verso un consumo e una produzione più sostenibili.

“I motori della disuguaglianza e del cambiamento climatico sono intrinsecamente legati, come lo sono le soluzioni,” spiega Sergi Corbalán, Direttore Esecutivo di FTAO (Fair Trade Advocacy Office). “Come il movimento per il commercio equo e solidale ha già rilevato durante le trattative Onu a Madrid, il cambiamento climatico aggrava la povertà e la vulnerabilità dei piccoli agricoltori e dei lavoratori. Le filiere più eque, invece, possono contribuire a raggiungere la sostenibilità sociale, ambientale ed economica. FTAO ha accolto con favore il fatto che l’accordo verde si concentri sul settore tessile e sull’elettronica negli impegni futuri che l’Unione Europea si è assunta per promuovere un’economia circolare, ma ha affermato che deve tenere conto dell’impatto delle catene di approvvigionamento non solo sul pianeta ma anche sulle persone, come raccomandato in uno studio pubblicato dall’European Centre for Development Policy Management (ECDPM).”

“Ci congratuliamo anche per la strategia Farm to Fork (dalla fattoria alla forchetta) per migliorare la posizione degli agricoltori nelle catene del valore”, continua Corbalán. “È deplorevole, tuttavia, che la Commissione riconosca soltanto ad agricoltori e pescatori europei un ruolo chiave per gestire la transizione, ignorando il ruolo importante degli agricoltori dei Paesi in via di sviluppo che coltivano e riforniscono i prodotti alimentari consumati in Europa. Pagare prezzi equi ai produttori, ovunque essi si trovino, è un prerequisito per un approvvigionamento alimentare sostenibile ed equo”.

“Festeggiamo il Green New Deal Europeo che prevede misure per attuare un inevitabile cambio di rotta delle politiche istituzionali in grado finalmente di affrontare la crisi climatica”, afferma Marco Fazio, presidente di Equogarantito. “È la stessa prospettiva lanciata con convinzione all’ultima assemblea dell’Organizzazione Mondiale Del Commercio Equo e Solidale (WFTO) dove si è sancito che la sostenibilità e la lotta al cambiamento climatico non sono un criterio aggiuntivo ma parte integrante della nostra pratica. Un’economia «pulita e circolare» esiste infatti da decenni: le filiere del Commercio Equo e Solidale, prevalentemente di agricoltura biologica e artigianali, preservano la biodiversità e utilizzano molte fibre naturali e materie prime di riuso e supportano i lavoratori che più direttamente stanno subendo l’impatto della crisi climatica. Per questo con le nostre organizzazioni, cooperative e Botteghe ci uniamo all’appello del movimento internazionale del Commercio Equo e Solidale perché si ricerchi sempre la sostenibilità sociale insieme a quella ambientale”.

Il movimento per il commercio equo e solidale vede nella proposta per il nuovo strumento di cooperazione internazionale Ndici (Neighbourhood, development and international cooperation instrument) un modo per sostenere gli investimenti privati nei paesi in via di sviluppo, un’opportunità per dare priorità ai modelli di impresa volti a conseguire obiettivi sociali e ambientali, come le imprese del commercio equo e solidale e le cooperative, piuttosto che le imprese che valorizzano la massimizzazione del profitto a scapito delle persone e del pianeta.

“I piccoli agricoltori e i lavoratori agricoli dei paesi più poveri sono i primi a subire le conseguenze del cambiamento climatico e del riscaldamento globale”, commenta Giuseppe Di Francesco, presidente di Fairtrade Italia. “Fairtrade da sempre supporta nel contrasto delle conseguenze del cambiamento climatico gli agricoltori e lavoratori coinvolti nel sistema di certificazione Fairtrade, più di un milione e 700 mila in totale, in Asia, Africa e America Latina, ma allo stesso tempo da sempre chiediamo anche alle istituzioni e alle imprese di fare la loro parte. Per questo la buona notizia degli impegni che l’Unione Europea si assumerà con lo European Green Deal va accompagnata con un rafforzamento del partenariato con tutti i soggetti coinvolti, perché la sfida della sostenibilità sociale e ambientale la si vince solo insieme”.

Tra le altre misure annunciate nell’European Green Deal, il movimento per il commercio equo e solidale accoglie con favore l’impegno a promuovere, attraverso misure normative e non regolamentari, i prodotti importati e le catene del valore che non comportano deforestazione e degrado delle foreste, sollecitando la Commissione a includere prezzi equi e redditi dignitosi per gli agricoltori come elementi chiave di queste misure.

“Infine, invitiamo la Commissione ad attuare una strategia coordinata in tutti i settori politici dell’Unione Europea per promuovere non solo gli appalti pubblici verdi, ma anche quelli sostenibili”, conclude Sergi Corbalán.

Fairtrade Italia è il consorzio che dal 1994 rappresenta e promuove il Marchio di Certificazione Fairtrade e i valori del Commercio Equo e Solidale certificato sul territorio italiano. I soci di Fairtrade Italia sono organizzazioni non governative, associazioni, cooperative, consorzi e società che sostengono il Commercio Equo e Solidale, la cooperazione internazionale, l’azione sociale, la finanza etica, il rispetto dell’ambiente e la tutela dei consumatori.

Equo Garantito è l’associazione di categoria delle organizzazioni di Commercio Equo e Solidale italiane. Rappresenta nel Paese, nella società civile, con i media e le istituzioni locali e nazionali le esperienze e la cultura dei suoi Soci: organizzazioni non profit e Botteghe del Mondo che promuovono i prodotti e i principi di un’economia di giustizia fondata sulla cooperazione e su relazioni paritarie tra i soggetti che partecipano alla realizzazione di un bene.
È depositaria della Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale e gestisce il Registro Italiano delle Organizzazioni di Commercio Equo e Solidale attraverso un sistema di controllo certificato.

www.fairtrade.it

www.equogarantito.org

Logistica sostenibile in Fiera Padova. La logistica italiana sarà presente in forze a Green Logistics Expo per dibattere e disegnare il futuro del settore, sempre più fondamentale strategico per la crescita dell’economia del nostro Paese.

La forza della manifestazione è proprio nell’ essere trasversale, mettendo in relazione i mondi diversi, uniti oggi dalla necessità di trovare alleanze e collaborazioni che permettano, da un lato, una maggiore efficienza e, dall’altro, di disegnare la logistica green del futuro. Un “green” che deve essere letto non solo come sostenibilità ambientale, ma anche come sostenibilità economica e sociale.

Ecco il perché della formidabile adesione alla manifestazione della Portualità italiana – con la presenza dei Porti di Genova, La Spezia, e Trieste – e internazionale, alle quali si affiancano i principali Interporti, che l’associazione tedesca DGG (Deutsche GVZ-Gesellschaft mbH), inserisce ai primissimi posti della classifica europea per efficienza e qualità del servizio.
Intermodalità come elemento di maggiore efficienza, e quindi non poteva mancare la presenza di Mercitalia, impegnata anche a esplorare nuove soluzioni per il trasporto delle merci con l’Alta velocità, di Fercam, da sempre un grande utilizzatore del trasporto su rotaia, ma anche di Autamarocchi e di altre aziende leader della logistica quali Transitalia e GLS, solo per citarne alcune.

Logistica e trasporto hanno necessità d’infrastrutture efficienti e sostenibili: World Capital Group proporrà le migliori opportunità per magazzini sostenibili e adeguati alle più avanzate soluzioni di intralogistica, mentre l’austriaca Kuenz, leader nel settore delle gru, illustrerà le proprie soluzioni per terminal portuali e interporti, mentre Zephir presidia il settore della movimentazione in ambito terminalistico con i propri locotrattori anche elettrici. Di grande interesse anche la presenza di FNM Ferrovie Nord Milano per quanto riguarda il settore ferroviario e della mobilità urbana.

Guardando invece alla settore dell’ICT applicato al magazzino di sicuro interesse la partecipazione di Multimac e Zebra specializzate nel mondo della logistica predittiva che presentano anche alcune case history di altissimo valore.
Le adesioni si susseguono giornalmente, a ritmo serrato e preannunciano una seconda edizione estremamente ricca e coinvolgente: la logistica italiana si dà appuntamento a Padova!

La Comunità Europea esprime grande interesse per Green Logistics Expo, l’unica Fiera italiana che riunisce tutti i settori della logistica con una particolare attenzione alla sostenibilità. A conferma di questo interesse e dell’attenzione verso il dibattito politico, scientifico e tecnico a livello internazionale che si svolge a Padova nei tre giorni della manifestazione le Istituzioni Europee hanno riconfermato Green Logistics Expo quale luogo ideale per l’incontro congiunto dei Corridoi Europei della Rete Ten-T che riguardano l’Italia.

La data da segnare in calendario è quella di venerdi 20 marzo, con l’incontro “EU Transport Corridors as drivers promoting synergies towards regional stakeholders: perspectives for new programming period”.

L’Italia è interessata da ben quattro Corridoi Europei: il Mediterraneo, sull’ asse est ovest lungo la Val Padana; il Reno-Alpi, che collega i porti del Mare del Nord con Genova e il Mediterraneo, lo Scandinavo Mediterraneo, che corre lungo tutta la penisola fino alla Sicilia e che ha tra le sue opere infrastrutturali più significative la nuova Galleria di base del Brennero, e il Baltico-Adriatico. Il Veneto è interessato da ben tre di questi Corridoi e due, il Mediterraneo e il Baltico Adriatico, si incrociano proprio a Padova, dove opera Interporto Padova, non a caso indicato come nodo-core della rete europea di trasporto merci.
L’incontro del 20 marzo è di particolare interesse anche perché, normalmente, questi meeting si svolgono a Bruxelles, e solo raramente si tratta di eventi congiunti che riguardano più corridoi.

La Comunità Europea con questa scelta conferma il ruolo che Green Logistics Expo svolge quale importante laboratorio per gli assetti futuri, economici, ambientali e sociali del trasporto delle merci all’interno della Comunità in chiave sostenibile e innovativa.

Fiera di Padova

– BYinnovation è Media Partner di Green Logistics Expo

www.greenlogisticsexpo.it

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