Aprile 2020

Putting EU Green Deal in Action: Upscaling sustainable home renovation with innovative financing tools. Due to the COVID-19 pandemic, the majority of Europeans are spending nearly 100% of their time indoors. It is time to take a closer look at the energy efficiency, comfort and health of our homes and apartment buildings.

According to BPIE, nearly all buildings in Europe require renovation. In fact, buildings consume 40% of energy and emit 36% of CO2 emissions.
Without effective home renovation programs and innovative financing models, it won’t be possible to meet the goals set out in the EU Green Deal. This webinar highlights two European Commission-funded projects supporting the objectives of the EU Green Deal: EuroPACE and RenOnBill. The initiatives demonstrate innovative financing tools that intend to de-couple financing from an individual by securing it by the property and attaching it to a utility bill.

The EuroPACE project intends to make eco-sustainable home renovation simple, affordable and reliable for all Europeans by combining affordable financing with people-centric technical assistance. The first pilot program, HolaDomus, was launched in Olot, Spain to offer support and financing to realize eco-sustainable home renovations. Under the HolaDomus program, energy efficiency, renewable energy, water conservation, including green roofs, fuel cells, batteries and other innovative improvements can be funded. EuroPACE initiative is looking for leader cities from Spain, Portugal, The Netherlands, Belgium and Italy to further scale the model.

The RenOnBill project aims to scale up investments towards deep energy renovations of residential buildings by promoting the development and implementation of on-bill schemes, based on the cooperation between energy utilities and financial institutions. RenOnBill has chosen four focus countries – Germany, Italy, Lithuania and Spain – in order to capture the differences that can be encountered when replicating on-bill schemes across Europe.

Both projects demonstrate that a concerted effort between the public and private sectors is required to upscale sustainable home renovation and meet the goals of the EU Green Deal. After all, dramatically increasing the rate of sustainable home renovation is an opportunity to achieve both decarbonisation targets and create vibrant, resilient communities able to better withstand the impact of climate change.

What you will learn:
– What is home-based financing and the HolaDomus pilot program in Catalonia
– What are on-bill schemes and the goals of the RenOnBill project
– What role does innovative financing play in the implementation of the EU Green Deal

Audience
EU cities, regions, policymakers, investors, and sustainable finance professionals

Agenda:
12:00 – 12:15 Welcome and introduction from the chair, Jessica Glicker, Project Manager, BPIE: An overview of the policy and renovation landscape in Europe and the role of financing in upscaling home renovation. A snapshot comparison of home-based financing and on-bill schemes.
12:15 – 12:40 Residential building renovations with on-bill schemes – RenOnBill project, by Adriana Villoslada, Business Developer for Creara International
12:40 – 13:05 Unlocking the market for eco-sustainable home renovation – EuroPACE project, by Kristina Klimovich, Head of Advisory and Consulting, GNE Finance
13:05 – 13:30 Wrap-up and Q&A – led by Jessica Glicker, Project Manager, BPIE

Chair:
Jessica Glicker, Project Manager, Buildings Performance Institute Europe (BPIE)

Speakers:
Adriana Villoslada, Project Manager, Creara Energy Experts
Kristina Klimovich, Head of Advisory and Consulting, GNE Finance

BPIE is a non-profit policy research institute, located in Brussels, with additional offices in Berlin, Bucharest and Warsaw, dedicated to improving the energy performance of buildings across Europe.
We focus on knowledge creation and dissemination for evidence-based policy making and implementation at national level.

April, 21 webinar

– BYinnovation is Media Partner of BPIE

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Quarantena e Resurrezione. Era il 4 novembre 1966 quando Firenze fu sommersa dall’alluvione. Metri di fango misti a gasolio e liquidi fognari invasero abitazioni, negozi, musei, chiese, opere d’arte.
Ero un bambinetto e, col passare dei giorni, cominciai a vedere furgoncini carichi di ragazzi e ragazze vestiti con jeans, camicie colorate, che parlavano lingue straniere per me.
Venivano da tutto il mondo per ripulire la città da quella disgrazia nauseabonda. Li chiamarono “Angeli del Fango“.
Alcuni si stabilirono a Firenze, per sempre. Più avanti negli anni ebbi il privilegio di conoscerne alcuni e diventammo amici.
Non si può dimenticare nè essere più gli stessi.

Lo Scrutatore non Votante
Nella bellissima canzone di Samuele Bersani il bravo cittadino controlla che gli altri seguano le regole scrupolosamente, ma si astiene, non partecipa: “e dice: oh, issa, ma non scende dalla macchina… prepara un viaggio ma non parte”.
Negli anni ’70, anch’essi terribili per molti versi, nacquero quei grandi temi sociali e ambientali che ancora oggi tengono tutte le prime pagine, irrisolti. Generarono la consapevolezza della partecipazione. Svilupparono il volontariato.
Poi quel germe si è sterilizzato, travolto da una corsa accelerata dalle tecnologie che hanno risucchiato l’autocoscienza individuale e imposto la velocità del rincorrere sempre, contro i tempi del riflettere e pianificare.

Apatia, Simpatia, Antipatia, Empatia
Parole importanti, tutte formate dalla radice della parola greca “pàtheia” che semplicisticamente tradurrei “passione”.
Oggi siamo sommersi nell’apatia, la mancanza di passione, di interesse, di coinvolgimento. Delusi dai nostri simili e assillati dai tools tecnologici.
Nutriamo la simpatia e quindi desideriamo stare con (sùn in greco) coloro che troviamo affini e stiamo distanti da coloro che ci stanno antipatici: abbiamo tutti i mezzi digitali a buon mercato per diffamarli sui social e prenderne le distanze istantaneamente.
Infine, l’empatia (en = dentro e pàtheia = passione) significa partecipazione, condivisione: l’altruismo dell’essere e del fare solidale.

Motivi sociali, politici ed economici, che non è il caso di approfondire, hanno fatto in modo che l’empatia stia diventando un atteggiamento raro, sempre meno praticato.
Ci illudiamo di condividere, di partecipare ai valori con i nostri “like”, che purtroppo sono sterili manifestazioni tecnologiche di simpatia.
Non di partecipazione. Di certo non di empatia.

Il paradosso del distanziamento
L’individualismo è ben radicato. Sempre meno ci si parla fra persone (addirittura in famiglia) mentre si “digitano” tastiere e schermi touch.
Un distanziamento tecnologico è in atto da decenni, progressivo e inarrestabile.
Che soddisfa e alimenta l’apatia in cui scivoliamo ogni giorno, progressivamente ed inarrestabilmente.

Da soli si va veloci, insieme si va lontano
Ho citato gli Angeli del Fango del 1966. Da quel momento si sviluppò fertilissima la cultura dell’associazionismo: volontariato sociale, sanitario, ambientale, educativo, artistico, professionale.
Si chiama TERZO SETTORE.
Oggi purtroppo le Associazioni hanno forti crisi di identità.
Mancano persone di polso che abbiano la leadership di portarle al raggiungimento di nobili obbiettivi.

Quanti settori necessitano di obbiettivi ambiziosi e quante attività di sviluppo sostenibile ci sarebbero!
– industriali
– agroalimentari
– turistiche
– lavoratori
– categorie produttive
– professionisti e manager
– salvaguardia e sviluppo sociale
– ambientale
– sanitario
– educativo
– salvaguardia artistica
– … di controllo istituzionale e spending review

Anziani, indigenti, medici, professionisti e anche imprenditori abbandonati a se stessi.
Tavoli di lavoro, di programmazione e organizzazione?
Nulla!
Tutti outsider in mezzo alla tempesta, circondati da un rumore di fondo sterile e sempre più assordante.
Indagini e numeri raccolti senza metodo e presentati disaggregati, solo per dare l’impressione di “essere sul pezzo”.

Un imperativo professionale è la formazione permanente
Associazioni professionali qualificate devono tenere aggiornati i manager giorno per giorno, fornendo loro la conoscenza che il tempo lavorativo non permette più di cercare ed approfondire individualmente. E distinguere e valorizzare così i talenti.

In ambito sociale, ambientale, artistico, quanti di noi avrebbero la volontà di fare, secondo le proprie caratteristiche, ma da soli non sappiamo entrare nell’attivismo costruttivo?
Oppure, quelli che già lavorano con altruismo, sono sconosciuti ai più, ai “like” di massa.
Talenti sopiti, un capitale umano e sociale oggi disperso, da valorizzare – e gli eventi come oggi hanno il potere di farlo, come lo fece l’alluvione del 1966.

Convinto da anni nell’ambientalismo e nello “sviluppo sostenibile”, un giorno mi sentii rispondere; “Tu vorresti che un miracolo fermasse tutto per poi risorgere!”
Ecco, oggi non c’è stato un miracolo.
E’ stato un virus biologico, attecchito nelle nostre abitudini, che si è diffuso con le modalità di un virus tecnologico.
Il miracolo sta nello spirito dell’altruismo che si è acceso.
Ora bisogna pianificare e ricostruire la resurrezione, in modalità “insieme”.

E controllare attentamente “gli sciacalli e le iene” che a tutti i livelli ne approfitteranno.
Ripensiamo costruttivamente allo strumento del TERZO SETTORE.
Buona Pasqua!

Enrico Rainero, 11 aprile 2020

Rapporto Shopping 2020 immobiliare. Una vetrina sul futuro real estate. Scenari Immobiliari presenta il 12mo Rapporto sul mercato immobiliare commerciale in Europa ed in Italia, in un seminario digitale dedicato al mondo retail “Shopping 2020 Digital. Una vetrina sul futuro real estate”.

Il settore commerciale come una “macchina del tempo” permette di proiettarci verso un futuro caratterizzato da nuovi equilibri, nei quali il retail è in grado di trasformare i luoghi in spazi mobili, multifunzionali e connessi, attraverso relazioni prossime e distanti.
Al centro resta l’individuo, come riferimento non più spettatore, ma protagonista, bisognoso di un palcoscenico e non di una platea.
Riproporre quei porti, quei mercati, quelle piazze che sono stati simbolo e luogo di intensi scambi conoscitivi e culturali nel corso della storia, rendendoli adeguati ai tempi dell’e-commerce, significa trasformarli in negozi fisici, vetrine e strutture commerciali, arricchite da attività quali workshop, didattica, apprendimento, socializzazione e svago.
E ogni luogo deve far parte di una rete di relazioni connesse, ben orientate e proiettate, per estendersi oltre confine, in una infrastruttura relazionale ad ampio raggio.
In questo scenario il mercato immobiliare commerciale sottostante svolge un ruolo molto importante. Continua a mettere a disposizione del commercio il luogo, quel luogo di supporto e di aggregazione, nel quali si uniscono la vision, l’architettura, le variabili economiche ed il territorio per realizzare il prodotto idoneo.

Le conseguenze dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid-19 ci hanno spinti a realizzare il seminario digitale “Shopping 2020” – per presentare i risultati del Rapporto 2020 sul mercato immobiliare commerciale e per riflettere sulle strategie che meglio rispondono alle trasformazioni del retail, ai cambiamenti nelle preferenze dei consumatori, al fabbisogno di adeguamento normativo, al ruolo dello spazio fisico nel processo d’acquisto e alle ricadute che ne conseguono per il real estate in generale e per il mercato immobiliare retail in particolare.

Al tavolo virtuale sono invitati ad intervenire sviluppatori, gestori e associazioni di settore per discutere, alla luce dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19, sulle strategie che meglio rispondono alle trasformazioni del retail, ai cambiamenti nelle preferenze dei consumatori, al fabbisogno di adeguamento normativo, al ruolo dello spazio fisico nel processo d’acquisto e alle ricadute che ne conseguono per il real estate in generale e per il mercato immobiliare retail in particolare.

Il Rapporto 2020 sul mercato immobiliare commerciale
Rapporto annuale che analizza il settore commerciale in Europa e In Italia e le tendenze più significative per il mercato immobiliare del commercio. Con focus high street di Torino e Bologna, Roma, Firenze, Venezia, aggiornamento previsivo post Covid-19 e uno Speciale Milano.
Un nuovo modo di concepire lo spazio e lo sviluppo, divenuto intersettoriale, nel quale l’area di vendita offre al commercio l’opportunità di tornare ai fondamentali, ricostruendo in chiave contemporanea quei luoghi e quelle relazioni necessarie agli scambi di beni e servizi che tanto hanno influenzato lo sviluppo culturale negli ultimi decenni.

Il Rapporto sviluppa questi temi attraverso l’aggiornamento di un percorso di analisi che parte da una dimensione macro fino scendere a quella micro. La prima deriva da una casistica composta dalle nuove aperture realizzate dai principali retailer, dagli interventi di miglioramento dell’esistente, di nuovi spazi e di future iniziative in Europa ed in Italia.
La seconda è riferita all’unità di osservazione composta dalle high street, in particolare di Torino e Bologna, includendo l’aggiornamento di Roma, Firenze e Venezia, attraverso la mappatura dettagliata delle strade, individuazione dei brand, la loro densità e numero di vetrine. Uno sguardo al futuro completa l’analisi con il capitolo Speciale Milano, dedicato alle opportunità di investimento nel retail real estate nel prossimo decennio. Infine, un aggiornamento previsivo sul mercato alla luce dell’emergenza legata alla diffusione del Covid-19.

Linee guida:
– Scenario economico e dei consumi
– Scenario del commercio e della distribuzione
– Centri commerciali in Europa, principali interventi (2019) e prossime aperture (2020 -2027)
– Il mercato immobiliare del commercio in Europa
– La distribuzione in Italia
– Centri commerciali in Italia, principali interventi (2019) e prossime aperture (2020 – 2023)
– Il mercato immobiliare del commercio in Italia
– Aggiornamento previsivo dopo l’impatto del Coronavirus
– Focus high street Torino, Bologna con aggiornamento Roma, Firenze, Venezia
– Speciale Milano

SCENARI IMMOBILIARI, Istituto indipendente di studi e ricerche analizza i mercati immobiliari, ed in generale l’economia del territorio in Italia ed in Europa.
Fondato nel 1990 da Mario Breglia, l’Istituto opera attraverso le sedi di Roma e Milano e può contare su venticinque professionisti interni, oltre che su una rete di collaboratori che copre l’intero territorio nazionale.
Un personale altamente qualificato e multidisciplinare, proveniente da esperienze professionali diversificate, è in grado di fornire servizi ad elevato valore aggiunto in tutta la filiera immobiliare (esclusa l’intermediazione).
Scenari Immobiliari offre un’ampia serie di prodotti e servizi che intendono concorrere a determinare le scelte aziendali in un settore delicato e di crescente importanza nell’ambito delle strategie di investimento.
Nel quadro della crescente globalizzazione, Scenari Immobiliari offre agli operatori internazionali informazioni e indicazioni di qualità sull’Italia.

– BYinnovation è Media Partner di Shopping 2020 Digital. Una vetrina sul futuro Real Estate

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La Distruzione Costruttiva. Il più grande nemico anche in questa tragedia è stata l’inerzia, che all’inizio rende le decisioni e le azioni lente e dubbiose. E’ vero sia per l’individuo, sia per i sistemi collettivi.
Poi, ad un certo momento, scatta qualcosa e l’ingegno unito alla tecnologia, all’altruismo o alla finanza, prendono il sopravvento.
Per Joseph Shumpeter i cicli distruttivi sono necessari per ricostruire le rinascite, industriali, finanziarie e sociali.

Il Cigno Nero
“Abbiamo sempre fatto così, perchè cambiare proprio ora?” Questa frase, da sempre il mantra per giustificare la non-azione, oggi è stata polverizzata da qualcosa di inimmaginabile fino a un mese fa.
La realtà ha superato l’immaginabile.
Chi si era azzardato a citare la teoria del Cigno Nero (Nassim Nicholas Taleb – simbolo di evento catastrofico, imprevedibile e ineluttabile) ha avuto ragione.
E, subito dopo al problema sanitario, dovremo vigilare molto attentamente su quanti di professione approfittano delle disgrazie per speculare e rubare risorse: è il terreno perfetto per i business di mafie, camorre, ndranghete.
Sarebbe una duplice catastrofe.

Il Cigno Verde
Nella comunità finanziaria da alcuni anni si sta parlando del Cigno Verde (simbolo di evento catastrofico, ineluttabile legato alla crisi ambientale; non più, però, imprevedibile).
Secondo questa previsione del Cigno Verde, sarà la catastrofe climatica a mettere in ginocchio il pianeta, con esiti assai prolungati.
Le avvisaglie ci sono da anni.
I nostri muri mentali non le vogliono vedere, ovvero, non vogliamo modificare realisticamente i comportamenti per contrastare questa emergenza in costante crescita.

Non ci sono scuse, adesso
I muri mentali oggi sono stati abbattuti.
Facciamo in modo che, tornando là fuori, non ne ricostruiamo subito di nuovi.
Un diverso modo di vivere è possibile, lo stiamo verificando oggi.
Tutto ciò che non abbiamo modificato con le risorse a disposizione, lo stiamo facendo oggi con le risorse al minimo.
In questa emergenza si sono attivati i più grandi sistemi di lavoro e di didattica a distanza, in una vastità mai neppure testata finora, si sono visti piccoli laboratori tecnologici stampare in 3D le valvole per i ventilatori, piccole sartorie artigianali confezionare mascherine, grandi maison della moda impostare piani produttivi per produrre camici ospedalieri, complessi industriali convertire le proprie linee produttive per fabbricare ventilatori polmonari.

La facile tentazione sarà di ricominciare tutto come prima.
Ma, visto che si deve ripartire, perché non pianificare subito un sistema più sostenibile, con caratteristiche meno distruttive di ciò che abbiamo fatto finora, investendo subito in nuovi asset green e di economia circolare?
– Sistema puntuale di controllo della spesa pubblica
– Produzione e utilizzo di energie rinnovabili e pulite
– Ottimizzazione della mobilità pubblica e privata (che non significa soltanto “andiamo tutti con auto elettriche“), con reti intermodali gestite in funzione della sostenibilità.
– Riqualificazione edilizia ed urbana (smart buildings in smart-cities)
– Gestione dei rifiuti (circular economy), riuso
– Efficienza nell’industria e CSR Corporate Social Responsibility, ambientale e sociale
– Logistica con reti intermodali gestite in funzione della sostenibilità.
– Agricoltura biologica e biodiversità
– Filiera alimentare sostenibile e dieta equilibrata
– Tolleranza e integrazione responsabile delle diversità

Se non modificheremo e cambieremo, prepariamoci inevitabilmente ad un nuovo collasso.
E’ necessario pianificare e organizzare il nuovo, agire con mente aperta e costruttiva.
Un passo alla volta. ma intransigente.
Anche se “abbiamo sempre fatto così“, dal marzo 2020 non è più vero.

Enrico Rainero

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