Author: enrico

Interessante panel Fleet InnovAuto. Dopo gli stimolanti contenuti espressi dal panel di manager che ho avuto il piacere di moderare a Innovauto, ecco in breve alcune riflessioni sulle prospettive del mercato delle Flotte Auto Aziendali.
Le Aziende utilizzatrici sono ancora prudenti sulle adozioni di nuove forme di mobilità, pur consapevoli che le scelte di oggi condizioneranno i prossimi 3 – 5 anni della mobilità della propria azienda.
Ragioni prima di tutto di prudenza economica e di necessità di essere ancora garantiti nelle prestazioni dalle tecnologie mature, con i loro vantaggi e svantaggi.

Ne hanno parlato
– Massimo Todaro, Commercial Fleet Global Solutions Deploy Manager SHELL Italia Oil Product
– Emanuele Pasca, Global e-Mobility Offering Enel X
– Aldo Paolo Iacono, Direttore fleet & mobility EDENRED
– Stefano Bendandi, Fleet Manager ABOCA
– Marco Dainese, Head of Corporate Sales & Remarketing EMEA Region MASERATI.

Nell’immediato, la vera rivoluzione nei servizi di mobilità alle aziende la daranno gli operatori dei servizi digitali, che stanno adeguando le proprie soluzioni alle nuove prospettive di mobilità, coniugando la gestione delle informazioni sui veicoli, le abitudini di utilizzo, le prestazioni, le fatturazioni, l’ottimizzazione dei percorsi, la sicurezza, verso i grandi flussi dei big data.
La seconda rivoluzione sta arrivando dal mercato dei titolari di partite IVA, che si sta aprendo per le auto a noleggio, spinta anche dalla necessità di semplificare le operazioni di rifornimento dopo le incombenze della gestione della fattura elettronica nei distributori di carburanti.

Ma la sintesi più forte e condivisa è stata il riconoscimento che è necessario informare meglio sia i decisori, sia i “clienti interni” delle aziende: più cultura e più specifica.
Aumenta il vantaggio, perché aumentano le opzioni di scelta: le motorizzazioni diesel, benzina, metano, ibrido, ibrido plug-in, elettrico coesisteranno per anni, quindi è logico che aumenterà l’imbarazzo della scelta: il tipo di alimentazione dell’auto oggi va adottata studiando bene l’uso specifico e reale che l’utente ne farà.

autore Enrico Rainero

– BYinnovation è Media Partner di Innovauto

www.innovauto.it

Circular Economy Award. Università Cattolica e Intesa Sanpaolo Innovation Center hanno organizzato il prossimo appuntamento della StartUp Initiative, in occasione delle selezioni italiane della Global Social Venture Competition*, competizione che premia le migliori idee di impresa ad elevato impatto sociale e ambientale a livello mondiale, promossa dalla Haas School of Business UC Berkeley in partnership con ALTIS.
L’appuntamento sarà dedicato a tecnologie e progetti innovativi a forte rilevanza sociale o ambientale (social venture), e offrirà numerosi spunti di sicuro interesse per tutte le realtà attente alle tematiche della responsabilità sociale.

PREMI SPECIALI
Circular Economy Award
Intesa Sanpaolo Innovation Center, in collaborazione con la Ellen MacArthur Foundation, selezionerà e premierà la migliore startup, tra le finaliste, che svolge attività ad alto contenuto innovativo nell’ambito dell’Economia Circolare, secondo i principi: Design out waste and pollution, Keep products and materials in use e Regenerate natural systems. Il Circular Economy Award prevede il riconoscimento della startup come acceleratore della transizione verso un modello di sviluppo positivo e a prova di futuro, oltre al coinvolgimento della stessa in alcune delle future attività dei partner (es. eventi, programmi di open innovation, 1-to-1 meeting, etc …).
Premio speciale She4(Imp)Act
Alla GSVC è associato il Premio She4(Imp)Act di un pacchetto per l’incubazione di 3 mesi del valore di 25.000 euro presso Impact Hub Milano per il migliore tra i progetti di startup e startup con fondatori donne o con donne as “key people” oppure che pongono al centro del servizio la donna. Il pacchetto di incubazione include uno spazio di lavoro “all inclusive” per 3-4 persone a Impact Hub Milano, mentoring/coaching personalizzato, affiancamento allo sviluppo del network inter/nazionale professionale, industriale, finanziario, match-making con
investitori, accesso alla community globale e partecipazione agli eventi di networking ed exposure.

Premio speciale Lombardia
Al miglior progetto afferente la Lombardia, Réseau Entreprendre Lombardia offrirà un servizio di professionalizzazione per verificare e sviluppare il potenziale imprenditoriale attraverso una serie di incontri con gli imprenditori, i professionisti e i manager soci di Réseau Entreprendre.
I lavori si svolgeranno in lingua inglese.

I Partner
Intesa Sanpaolo Innovation Center supporta il programma con StartUp Initiative, piattaforma di accelerazione internazionale che seleziona promettenti startup ad alta tecnologia, le forma e le mette in contatto con investitori finanziari e industriali. Dal lancio nel 2009, il programma ha sviluppato un forte track record: 117 investment forum in 9 paesi su 9 cluster tecnologici e settori industriali, che hanno fatto incontrare 890 startup e growing companies con migliaia di investitori, imprese e operatori dell’ecosistema dell’innovazione.

L’Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (ALTIS) nasce nel 2005 con lo scopo di favorire – attraverso ricerca, formazione, e conculenza – la diffusione di una cultura del management responsabile. Dal 2008 è partner italiano della Haas School of Business, University of California Berkeley per l’organizzazione delle selezioni italiane della Global Social Venture Competition.

L’Associazione Prospera, acronimo di Progetto Speranza, è un’associazione senza fini di lucro nata a settembre 2009 con l’obiettivo di fare crescere nel Paese i valori della responsabilità sociale personale, della trasparenza, del merito e dell’onestà intellettuale. Tutti i progetti sono rivolti a sostenere i giovani nel proprio percorso verso la qualificazione professionale e nel momento di confronto e contatto con il mondo del lavoro, a volte così remoto e inaccessibile.

Impact Hub Milano è uno Spazio di Coworking ed Eventi, una Community e un Incubatore Certificato di startup che creano Impatto Sociale Ambientale e Culturale. È il primo nodo italiano di una rete globale di oltre 100 spazi che connette più di 16.000 imprenditori, creativi e professionisti. Impact Hub Milano dal 2012 ha sviluppato una forte competenza nell’ambito dell’incubazione di startup ad alto impatto, derivante sia dalla gestione del primo centro per l’innovazione e l’imprenditoria sociale in Italia, sia dal continuo flusso di informazioni e pratiche che provengono dal network internazionale.

Réseau Entreprendre Lombardia (REL) è una associazione no profit che opera in Lombardia, con la mission di supportare aspiranti imprenditori per la nascita di nuove imprese che creano nuovi posti di lavoro. L’applicazione dell’esclusivo metodo Réseau Entreprendre prevede per le startup un percorso di accompagnamento interdisciplinare e continuo che si articola in tre fasi: professionalizzazione, convalida e mentoring. I soci di REL sono imprenditori e professionisti esperti in diversi campi, che mettono a disposizione, gratuitamente, il proprio tempo per studiare i progetti di creazione d’impresa, partecipare ai comitati di convalida, accompagnare i neo-imprenditori e animare la loro associazione.

Giovedì 28 Febbraio 2019 dalle ore 8.45 presso Spazio Base in Via Bergognone 34, Milano

www.gsvc.it

www.startupinitiative.com

Laurea Magistrale in Mobility Engineering del Politecnico di Milano. Partner del Corso 13 enti e imprese tra cui Scania e A35 Brebemi. Oggetto di studio anche il progetto della prima autostrada elettrificata in Italia, sviluppato da A35 Brebemi con Scania e Siemens.

Il Politecnico di Milano, insieme a 13 enti e imprese – chiave del settore, ha deciso di arricchire la propria offerta formativa con il Corso di Laurea Magistrale in Mobility Engineering (#LMMobilityEngineering).
Il Corso è stato presentato dal Rettore dell’Ateneo Ferruccio Resta, da Renato Mazzoncini, Docente di Mobility, Infrastructures & Services e da Dario Zaninelli, Coordinatore della commissione per la progettazione della nuova Laurea Magistrale.
Il nuovo Corso, attivo dal prossimo anno accademico 2019/2020, sarà erogato in lingua inglese.

La nuova Laurea rappresenta un percorso formativo unico nel suo genere e risponde sia alle richieste di innovazione che vengono dalle imprese, sia alla necessità di potenziamento di settori strategici per lo sviluppo economico che arriva dal Sistema Paese.

Un ruolo centrale nella nascita del nuovo Corso di Laurea Magistrale in Mobility Engineering è stato svolto dai 13 enti e industrie leader del settore che hanno collaborato con l’Ateneo per definire il programma di studi, tra queste Brebemi e Italscania oltre a Alstom Italia; Ansaldo STS; ATM;Brescia Mobilità; EvoBUS Italia S.p.A; Gruppo FS Italiane; Hitachi Rail; Lucchini RS; Mermec; Metra; Trenord.

Tra i progetti che verranno presi in analisi durante il nuovo corso di laurea, c’è anche il progetto della prima autostrada elettrificata in Italia, sviluppato da A35 Brebemi con Scania e Siemens.

“Il progetto pilota “CAL-A35 eHighway” per la mobilità elettrica delle merci, che vede al nostro fianco Scania, Siemens, Politecnico di Milano e altri prestigiosi partner, trova nella nuova Laurea Magistrale in “Mobility Engineering” del Politecnico di Milano, la giusta collocazione”, afferma il Presidente di A35 Brebemi, Francesco Bettoni. “Abbiamo sempre guardato al futuro con fiducia, convinti che l’innovazione anche in questo campo potesse solo migliorare la qualità della vita e la nostra presenza qui, all’interno di un prestigioso ambito formativo, va in questa direzione. L’interesse di A35 Brebemi verso questo nuovo corso di Laurea è quindi evidente nella misura in cui la sperimentazione desse i risultati sperati e quindi vi sarebbe la necessità di formare figure professionali di nuova generazione di alto “standing” in grado di sopperire alle straordinarie opportunità lavorative che il neo modello di business potrà sviluppare”

“Siamo molto orgogliosi di essere tra i promotori di questo progetto e di lavorare a stretto contatto con il mondo accademico. Scania è costantemente impegnata nel cooperare con tutti gli attori che si trovano ad operare nell’ecosistema dei trasporti, al fine di guidare il cambiamento verso un sistema di trasporto sostenibile. In questo senso si inserisce la collaborazione con il politecnico, realtà di grande prestigio in grado di formare profili professionali del futuro che potranno svolgere un ruolo di primaria importanza nel settore della mobilità, logistica e trasporti”, ha evidenziato Franco Fenoglio, Presidente e Amministratore Delegato di Italscania. “Lo sviluppo della prima autostrada elettrificata in Italia, una delle prime in Europa, è un esempio di grande eccellenza sul fronte dell’innovazione: il fatto che questo progetto diventi oggetto di studio nel nuovo corso di laurea del politecnico è per noi un motivo di grande orgoglio”.

CAL-A35 Brebemi eHighway per la mobilità elettrica delle merci
L’idea è quella di dotare l’autostrada, in entrambe le direzioni, di una linea elettrica sospesa che consenta l’alimentazione degli autocarri Scania in circolazione. Il progetto a cui si sta lavorando prevede una prima fase di “studio pilota” in cui l’elettrificazione abbia una estensione massima utile a mettere a regime e tarare il sistema, nella tratta centrale della A35. In seguito a questo, una volta verificate efficienza, efficacia e sostenibilità economica della soluzione in oggetto nonché stabilita una chiara programmazione sovra-nazionale che vada nella direzione della soluzione medesima, si potrà procedere ad una seconda fase che prevede l’elettrificazione della A35, congiuntamente alla commercializzazione dei veicoli e dei relativi dispositivi per l’utilizzo della linea elettrificata.

www.polimi.it

www.scania.it

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Air Liquide in hydrogen energy markets. The Company announces that it acquired an 18.6% stake in the capital of the Canadian company Hydrogenics Corporation, a leader in electrolysis hydrogen production equipment and fuel cells. This strategic transaction, which represents an investment of 20.5 million US dollars (18 million euros), enables the Group to reaffirm its long-term commitment to the hydrogen energy markets and its ambition to be a major player in the supply of carbon-free hydrogen, particularly for industry and mobility markets.

Convinced that hydrogen will play a key role in the energy transition, Air Liquide has been a pioneer in the development of the hydrogen sector for several years. Air Liquide and Hydrogenics have also entered into a technology and commercial agreement to jointly develop PEM (Proton Exchange Membrane) electrolysis technologies for the rapidly growing hydrogen energy markets around the world.

Commenting on this investment, François Darchis, Senior Vice-President and member of the Air Liquide Group Executive Committee, supervising Innovation, said: “Water electrolysis is one of the key technologies to accelerate the emergence of hydrogen as a sustainable energy carrier. Indeed it enables the production of totally carbon-free hydrogen, thanks namely to renewable electricity. By partnering with Hydrogenics, a leader in electrolysis and fuel cell technologies, Air Liquide is reinforcing its technology portfolio in hydrogen production and strengthening its ability to offer competitive decarbonized hydrogen on a large scale. We are more than ever convinced that hydrogen will play a major role in the fight against global warming. Drastically reducing CO2 emissions is vital for the planet. In this area, Air Liquide has the most ambitious objectives in its industry”.

About Hydrogenics Corporation
Hydrogenics Corporation is a world leader in engineering and building the technologies required to enable the acceleration of a global power shift. Headquartered in Mississauga, Ontario, Hydrogenics provides hydrogen generation, energy storage and hydrogen power modules to its customers and partners around the world. Hydrogenics has manufacturing sites in Germany, Belgium and Canada and service centers in Russia, Europe, the US and Canada.

Air Liquide’s commitment to hydrogen energy
In the past 50 years, Air Liquide has developed unique expertise enabling it to master the entire hydrogen supply chain, from production and storage to distribution and the development of applications for end users, thus contributing to the widespread use of hydrogen as a clean energy source, for mobility in particular.
Air Liquide has designed and installed more than 120 stations around the world to date.
Hydrogen is an alternative to meet the challenge of clean transportation and thus contributes to the improvement of air quality. Used in a fuel cell, hydrogen combines with oxygen in the air to produce electricity, emitting only water.
It does not generate any pollution at the point of use: zero greenhouse gases, zero particles and zero noise. Hydrogen provides a concrete response to the challenges posed by sustainable mobility and local pollution in urban areas.

 

 

Air Liquide per produzione idrogeno privo di carbonio, ottenuto per elettrolisi.

Air Liquide annuncia di aver acquisito una quota del 18,6% del capitale della società canadese Hydrogenics Corporation, specializzata in impianti di produzione di idrogeno per elettrolisi e celle a combustibile.
Questa operazione strategica, che rappresenta un investimento di 20,5 milioni di dollari (pari a 18 milioni di euro), consente al Gruppo di riaffermare il suo impegno a lungo termine nei mercati dell’energia a idrogeno e la sua ambizione di essere uno dei principali protagonisti nella fornitura di idrogeno privo di carbonio, in particolare per l’industria e i mercati della mobilità.

Nella convinzione che l’idrogeno avrà un ruolo chiave nella transizione energetica, Air Liquide è da diversi anni pioniere nello sviluppo della filiera dell’idrogeno. Air Liquide e Hydrogenics hanno inoltre stipulato un accordo tecnologico e commerciale per sviluppare congiuntamente tecnologie di elettrolisi PEM (Proton Exchange Membrane) per i mercati dell’energia a idrogeno in rapida crescita in tutto il mondo.

Commentando questo investimento, François Darchis, Senior Vice-President e membro del Comitato Esecutivo del Gruppo Air Liquide, che supervisiona l’Innovazione, ha dichiarato: “L’elettrolisi dell’acqua è una delle tecnologie chiave per accelerare l’emergere dell’idrogeno come vettore energetico sostenibile. Consente infatti di produrre idrogeno totalmente privo di carbonio, in particolare tramite l’energia elettrica rinnovabile.
Grazie alla partnership con Hydrogenics, azienda leader nelle tecnologie per l’elettrolisi e delle celle a combustibile, Air Liquide sta così completando il suo portafoglio di tecnologie e rafforzando la sua capacità di offrire idrogeno privo di carbonio in maniera competitiva e su grande scala. Siamo più che mai convinti che l’idrogeno svolgerà un ruolo importante nella lotta contro il riscaldamento globale. Ridurre drasticamente le emissioni di CO2 è vitale per il pianeta. In questo ambito, Air Liquide si è posta gli obiettivi più ambiziosi del suo settore”.

Hydrogenics Corporation
Hydrogenics Corporation è un leader mondiale nel settore dell’ingegneria e nello sviluppo delle tecnologie necessarie per accelerare la transizione energetica. Con sede a Mississauga, in Ontario, Hydrogenics fornisce attrezzature per la produzione di idrogeno, l’immagazzinamento dell’energia e la fornitura di idrogeno a clienti e partner in tutto il mondo. Hydrogenics è presente con siti produttivi in Germania, Belgio e Canada e dispone di centri di assistenza in Russia, Europa, Stati Uniti e Canada.

L’impegno di Air Liquide nella filiera dell’idrogeno
Da 50 anni, Air liquide ha sviluppato una competenza unica sull’intera catena di approvvigionamento dell’idrogeno, dalla produzione allo stoccaggio fino alla distribuzione e allo sviluppo di applicazioni per i clienti finali, contribuendo così a diffondere l’uso di idrogeno come fonte di energia pulita, soprattutto per la mobilità. Ad oggi, il Gruppo ha progettato e installato 120 stazioni di idrogeno nel mondo.
L’idrogeno è una soluzione per rispondere alla sfida posta dal trasporto pulito e contribuire così a migliorare la qualità dell’aria. Utilizzato in una cella a combustibile, l’idrogeno si combina con l’ossigeno dell’aria per produrre elettricità rilasciando solamente acqua. L’idrogeno non genera alcun inquinamento al punto di utilizzo: zero gas a effetto serra, zero particolato, zero rumore. L’idrogeno risponde concretamente alle sfide poste dalla mobilità sostenibile e dall’inquinamento nelle aree urbane.

Air Liquide è il leader mondiale dei gas, delle tecnologie e dei servizi per l’Industria e la Sanità. Presente in 80 paesi con circa 65.000 collaboratori, il Gruppo serve oltre 3,5 milioni di clienti e di pazienti. Ossigeno, azoto e idrogeno sono piccole molecole essenziali per la vita, la materia e l’energia. Esse incarnano il contesto scientifico di Air Liquide e sono al cuore dell’attività del Gruppo, fin dalla sua creazione nel 1902.
L’ambizione di Air Liquide è di essere il leader nel suo settore, di conseguire performance di lungo termine e di contribuire a un mondo più sostenibile. La sua strategia di trasformazione centrata sul cliente mira ad una crescita redditizia nel lungo periodo. Essa poggia sull’eccellenza operativa e la qualità degli investimenti, sull’innovazione aperta e l’organizzazione in network messa in campo dal Gruppo su scala mondiale.
Grazie all’impegno e all’inventiva dei suoi collaboratori per rispondere alle sfide del cambiamento energetico e ambientale, della sanità e della digitalizzazione, Air Liquide crea ancora più valore per l’insieme dei suoi stakeholders.
Il fatturato di Air Liquide ha raggiunto i 20,3 miliardi di euro nel 2017. Le sue soluzioni per proteggere la vita e l’ambiente rappresentano oltre il 40% delle vendite. Air Liquide è quotata alla Borsa Euronext di Parigi (compartimento A) ed è membro del CAC 40, di EURO STOXX 50 e FTSE4Good.

www.airliquide.com

www.hydrogenics.com

Biodiesel da biomassa per sostituire i combustibili fossili e produrre emissioni negative. Il Politecnico di Milano coordinatore del progetto CONVERGE

Il progetto CONVERGE ambisce a rendere il costo del biodiesel competitivo con i combustibili fossili aumentando l’utilizzo delle biomasse dallo 0.1% attuale. L’obiettivo di CONVERGE è quello disviluppare un nuovo processo che integri tecnologie innovative grazie alle quali l’efficienza di conversione della biomassa aumenti del 12% e i costi si riducano di oltre il 10%.

CONVERGE, finanziato con 5 milioni di euro all’interno del Programma Horizon 2020 della Commissione Europea, esplorerà l’utilizzo di biomassa residua come combustibile, facilitando l’uso di biomassa secondaria disponibile localmente.

CONVERGE propone l’utilizzo di cinque tecnologie innovative con l’ambizione di integrare i più moderni processi di gassificazione della biomassa secondaria, la conversione e la separazione dell’idrogeno e dell’anidride carbonica, e la purificazione e compressione dell’idrogeno per un processo più efficiente di produzione del metanolo precursore del biodiesel.

Contemporaneamente alla produzione di biodiesel, il processo CONVERGE prevede la cattura dell’anidride carbonica in eccesso al processo. Siccome il combustibile utilizzato nel processo è biomassa secondaria, la cattura dell’anidride carbonica consente di confinare la CO2 che era stata precedentemente prelevata dall’atmosfera dalle piante. Questo concetto è chiamato in inglese Bio Energy with Carbon Capture and Storage (BECCS). Il BECCS è indicato dal IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change delle Nazioni Unite) come una tecnologia necessaria per contenere l’aumento di temperatura media del pianeta conseguente all’aumento di concentrazione di anidride carbonica in atmosfera al di sotto di 1,5°C.

Per raggiungere l’ambizioso obiettivo, il consorzio riunisce due università, tre centri di ricerca e cinque aziende in tutta Europa. I partner rappresentano l’intera catena del valore dall’approvvigionamento di biomassa secondaria alla produzione di biodiesel. Il progetto è iniziato a novembre 2018 e terminerà nel 2022.

Del consorzio CONVERGE, coordinato dal Politecnico di Milano, fanno parte: TNO (Olanda), Kemijski Institut (Slovenia), Universitatea Babes Bolyai (Romania), Hyet Hydrogen (Olanda), Institutt for energiteknikk (Norvegia), Campa Iberia (Spagna), Biorecro (Svezia), Ca.Re. For Engineering (Italia) e Enviral (Slovacchia).

The CONVERGE project has received funding from the European Union’s Horizon 2020 research and innovation programme under grant agreement No 818135.

www.polimi.it

CO2 Capture and Storage (CCS) in meeting global climate targets. Climate targets can only be achieved by using all the tools we have at our disposal. CO2 Capture and Storage (CCS) can be used alongside and synergistically with renewables and energy efficiency, to rapidly reduce emissions.
CCS is also an enabler of negative emissions, i.e. taking CO2 out of the atmosphere.

The IPCC 1.5C report (2018) and the IEA Energy Technology Perspectives (ETP) (2017) indicate that meeting our climate targets without capturing and storing CO2 will be almost impossible. The Strategy for long-term EU greenhouse gas emissions reductions underlines the importance of CCS to achieving the net-zero emissions goal in Europe.
The latest IEA calculations also indicate that considering all the CO2 that will be emitted by existing/under construction power and industrial plants, our carbon budget for the Sustainable Development Scenario will be used up by 2040.
This leaves no headroom for new industrial plants or new infrastructure that requires steel and cement and does not include the increase in electricity production to meet growing energy needs, including for the almost 1 billion people globally who do not yet have access to electricity.

CCS supports a just transition and can bring significant value to national and global economies. CCS is a highly versatile technology that can be adapted to best fit the local conditions and meet the needs of the local economy and society.
CCS is the only viable mitigation option to deeply decarbonise the production of commodities such as cement, iron and steel that will likely remain irreplaceable for the global economic growth in the medium to long term including for the deployment of renewable energy technologies.
CCS on natural gas can also produce hydrogen, which provides a low-cost and large-scale solution for deep decarbonisation of harder-to-reach sectors such as heating, industry and transport, with minimal disruption to existing gas infrastructure.
CO2 storage is essential for Negative Emission Technologies (NETs) to be effective. Combining the conversion of sustainable biomass for products and/or energy and capturing and storing the associated CO2 in deep geological formations offers real and immediate opportunities to take CO2 out of the atmosphere. Moreover, storing CO2 from the use of sustainable biomass appears to be the only currently available technology capable of delivering large-scale negative emissions of CO2.
CCS is a proven technology with projects such as Sleipner (Norway) and Boundary Dam (Canada) already storing CO2. There are 23 large scale CCS projects worldwide in operation or under construction. These facilities can store over 40 Mt CO2 per year, captured from natural gas processing, power, fertiliser, steel-making, hydrogen-production, plastics and chemical plants (GCCSI 2018). These projects show that it takes time to develop a storage project from concept to reality and also offer valuable lessons to make the next generation of projects even more efficient and cost-effective.
Representatives from CO2GeoNet, the European Energy Research Alliance CCS Joint Programme, the Global CCS Institute, the UK Carbon Capture and Storage Association and the European Zero Emission Technology and Innovation Platform are working to raise awareness of the important role of CCS as a key emission reduction option.
It is important to act now in order to create the conditions for the widespread deployment of CCS, which is necessary to avoid CO2 levels rising above the Sustainable Development Scenario (1.7 – 1.8°C average temperature rise) or 2 Degrees Scenario from the IEA World Energy Outlook (2018) and IEA ETP (2017). Therefore we call for positive action by the Parties of the United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC).

CCS is already recognised as an environmentally sound technology by the Convention. It is critical that CCS development maintains momentum and support at the highest levels, including within the UNFCCC, so that CCS can be rolled out at commercial scale in a timely manner.

In order to achieve widespread deployment of CCS, we firmly recommend that the following positive actions are enacted:
1. Provide a clear message of long-term political support for CCS deployment by assessing and specifying the role for CCS in achieving national 2030 and 2050 emission targets (including NDCs);
2. Offer policy predictability and confidence by including CCS, where appropriate, in climate plans to give a clear message of long term support, enabling CCS project developers to make critical investment decisions;
3. Provide equal inclusion and support for CCS as a mitigation option alongside other low emission technologies;
4. Provide national support for projects that use international funding mechanisms (e.g. Green Climate Fund, CTCN, the World Bank and other international financial institutions);
5. Support the development of private-public partnerships to build a trust-based relationship between CCS project developers and the national government to help drive projects forward.

www.co2geonet.com

www.eera-set.eu

Politecnico Torino per professioni. Firmato l’accordo quadro tra l’Ateneo e il Consiglio nazionale dei Periti Industriali per percorsi di formazione universitaria e formazione continua.
Il Politecnico di Torino si è candidato a ospitare uno dei primi corsi in Italia che danno attuazione al D.M. n. 987/2016 che prevede la possibilità di istituire, in via sperimentale, nuovi percorsi di laurea ad orientamento professionale.

Le cosiddette «Lauree professionalizzanti», versione italiana delle Fachhochschule che hanno garantito alle aziende tedesche un bacino di giovani tecnici con elevata specializzazione e un grado di istruzione terziaria, cioè universitario.

Un primo passaggio per l’istituzione del nuovo percorso, che a Torino sarà incentrato sulla manifattura, è la sottoscrizione di un accordo tra l’Ateneo e il Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati, finalizzato a garantire un’offerta formativa più adeguata per i suoi 42mila iscritti e per coloro che si iscriveranno nei prossimi anni. I percorsi di laurea triennale – e in particolare il nuovo percorso di laurea professionalizzante – sono, infatti, una valida opportunità per gli studenti delle scuole superiori che per accedere alla professione di Perito Industriale Laureato dovranno dal 20121 conseguire un titolo universitario triennale.

Definita all’interno di un accordo quadro, della durata di 5 anni, firmato dal Guido Saracco, Rettore del Politecnico di Torino e Claudio Guasco, Presidente del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati, la collaborazione si estenderà quindi a cinque aree tematiche: la formazione universitaria per gli iscritti all’Ordine; l’orientamento formativo, in modo da condurre iscritti e potenziali iscritti a scelte consapevoli dei percorsi di studio universitario; i tirocini formativi e professionali; la formazione continua obbligatoria dei Periti Industriali e, appunto, le nuove lauree ad orientamento professionale, che rispondano ai diversi profili professionali di interesse per gli iscritti.
Grazie alla convenzione con l’ordine dei Periti Industriali, poi, gli studenti avranno la possibilità di svolgere il tirocinio formativo annuo, previsto dal decreto sulle lauree professionalizzanti, presso uno studio di un professionista e si vedranno riconosciuti fino a 50 crediti formativi universitari. Il tirocinio sarà valido anche ai fini dell’iscrizione all’albo professionale dei periti industriali.

“Il raccordo con le realtà imprenditoriali e con il mondo delle professioni è fondamentale per la realizzazione dei nuovi percorsi formativi professionalizzanti nei quali il nostro Ateneo sta investendo molto per conseguire quell’impatto sulla società che riteniamo sia oggi la missione cardine degli Atenei – e di un’università tecnica come la nostra in particolare – e in questa direzione va l’accordo che abbiamo siglato con l’Ordine dei Periti Industriali”, commenta il Rettore del Politecnico Guido Saracco.

“È per noi motivo di grande orgoglio firmare questo accordo con una delle università più prestigiose del nostro Paese che si dedica alla diffusione di quella formazione tecnico-ingegneristica d’eccellenza, necessaria al futuro tecnico dell’ingegneria. Con questa convenzione, quindi, non solo rispondiamo all’ esigenza di preparare professionisti qualificati, ma cerchiamo anche di rafforzare quel legame indispensabile tra mondo della formazione e mondo del lavoro, consentendo così a professioni come la nostra, di supportare concretamente la parte del progetto formativo più orientata al sapere pratico, conclude il Presidente del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali Claudio Guasco.

www.polito.it

Oggi Shipping Forwarding Logistics Meet Industry, la manifestazione “totale” che da tempi non sospetti promuove lo sviluppo del sistema industria-logistica-trasporti per la competitività in Europa e nel mondo.
Sotto i riflettori le infrastrutture, con un panel di relatori equilibrato e di altissimo livello.

SF&LMI, organizzato da Clickutility Team con il sostegno delle principali associazioni di settore, è da ormai tre anni l’appuntamento di riferimento che promuove il continuo e urgente confronto tra le aziende dei settori industriali e del commercio da una parte, e gli operatori dello shipping, della logistica, delle spedizioni e dei trasporti merci dall’altra.

L’edizione 2019 si apre il 31 gennaio alle 10 entrando capofitto nel “dibattito” sulle infrastrutture logistiche
Il sistema infrastrutturale italiano nel contesto europeo e mediterraneo: fragilità e sviluppo necessario. Il parterre è di alto livello e il confronto si prospetta vivace. Basta infatti dare un’occhiata ad alcuni degli argomenti in agenda e ai relatori chiamati a trattarli: la qualità dei corridoi logistici italiani in prospettiva internazionale giudicata dalle imprese committenti; l’evoluzione degli scenari infrastrutturali e di mercato sugli assi transfrontalieri alpini; gli interventi sul sistema infrastrutturale al servizio del ruolo dei porti liguri di “porta d’ingresso e uscita” d’Italia e d’Europa; le valutazioni macro e microeconomiche degli investimenti. Il tutto preceduto dall’intervento di indirizzo dal Viceministro alle infrastrutture e trasporti Edoardo Rixi.

Il panel istituzionale sarà composto Umberto Masucci, Presidente, The International Propeller Clubs; Claudia Maria Terzi, Assessore alle Infrastrutture, Trasporti, e Mobilità Sostenibile, Regione Lombardia; Mario Castaldo, Presidente Gruppo Trasporti, Logistica e Infrastrutture, Assolombarda; Andrea Benveduti, Assessore allo Sviluppo Economico con deleghe a Porti e Logistica, Regione Liguria; Riccardo Fuochi, Presidente, Propeller Club – Port of Milan; Betty Schiavoni, Presidente, Alsea; Andrea Gentile, Presidente, Assologistica.

I relatori dei diversi keynote saranno: Daniele Testi di Contship, Alessandro Panaro di SRM-IntesaSanpaolo, Oliviero Baccelli del CeRT della Bocconi (e consigliere di amministrazione di TELT), Giovanni Satta, Ricercatore, Dipartimento di Economia, Cieli, Università di Genova, Francesco Parola, Professore Associato, Università di Genova, Marco Bucci, Commissario straordinario per la ricostruzione del ponte Morandi, Marco Ponti, Esperto della Struttura Tecnica di Missione, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
SF&LMI darà voce direttamente alle imprese della produzione, per capire cosa ne pensano della questione delle dotazioni logistiche e di trasporto italiane.
La sessione chiude infatti con un panel in cui la parola passa ai committenti, ossia alle aziende della produzione, nei settori chimico-farma (Gaetano Conti, Presidente Comitato Logistica, Federchimica), cereali e semi oleosi (Carlo Licciardi, Presidente, Anacer), impiantistica (Enrico Salvatico, Presidente del Comitato direttivo – Sezione Logistica, Trasporti e Spedizioni, ANIMP) ed agroalimentare (Ettore Prandini, Presidente Nazionale, Coldiretti).
A moderare Dario Di Vico, editorialista economico del Corriere della Sera da sempre addentro al rapporto tra logistica e produzione.
Si chiuderà con la testimonianza di una di quelle realtà che hanno la loro ragion d’essere nell’intersezione tra trasporti, logistica e produzione, APM Terminals, del Gruppo Maersk, che gestisce il terminal di Vado Ligure, in fase di espansione e destinato diventare un approdo leader per le portacontainer giganti di nuova generazione, e a cui fa capo sempre a Vado il più grande magazzino refrigerato per frutta e verdura fresca dell’intero Mediterraneo.

Milano, Centro Conferenze Assolombarda – 31 gennaio e 1 febbraio.

www.shippingmeetsindustry.it

SC Italia Sustainable Food 2019. In SC Italia siamo convinti che per dare vita ad un’economia veramente sostenibile sia strategico intervenire con decisione sulla funzione degli acquisti e di conseguenza si debba accendere i riflettori sulle criticità della catena di fornitura settore per settore.

Dopo il successo di Sustainable Fashion 2018, il nostro cammino prosegue con un evento che prende spunto dal mondo del food, per affrontare il tema della sostenibilità con un focus sulla funzione degli acquisti e sul rapporto con i fornitori.

Sustainable Food 2019 è una serata di confronto rivolta a CEO, CPO, Sustainability e Risk Manager e a chiunque creda che la sostenibilità sia ormai essenziale per ogni strategia aziendale di successo.

La Company Social Leadership (CSL) è un approccio che, privilegiando i fornitori più sostenibili, consente alle aziende di ottenerne un vantaggio competitivo e avere un effetto benefico sulla propria filiera.

AGENDA

17:30 – 18:00
BENVENUTO E REGISTRAZIONE DEI PARTECIPANTI

18:00 – 19:00
SESSIONE PLENARIA
Un panel di manager del settore del food (Lavazza, Carrefour, Igor Gorgonzola, Casa dell’Agricoltura…), di esperti di sostenibilità (Ecovadis, SC Italia, PricewaterhouseCoopers) e di tecnologie digitali per la CSR, si confronteranno sullo stato dell’arte e sui trend nel CSR/ESG.

19:15 – 20:15
FOCUS GROUP
I partecipanti si accomoderanno in sale diverse per assistere ai focus group di loro interesse, scelti in fase di iscrizione:

1° FG – A cura di Ecovadis
Acquisti Sostenibili: adesso è il momento di accelerare la svolta verso la sostenibilità. Strumenti e buone pratiche per superare gli on-site audit ed accelerare lo sviluppo di un programma di Approvvigionamento Sostenibile efficace.
– Relatore Julien Carboni

2° FC – A cura di SC Italia e CIPS
Il cammino della CSL verso un supply management sostenibile.
– Relatore Paolo Zaza

3° FG – A cura di DeepCyber
Corporate Social Leadership aspetti di analisi dei rischi e di cyber/ security e servizi offerti per la valutazione e per la loro mitigazione.
– Relatore Gerardo Costabile

​​20:30 – 21:00
RINFRESCO & NETWORKING

www.scitalia.net

Per prenotare la propria partecipazione, a titolo totalmente gratuito, compilare il form d’iscrizione.

Forum per Finanza Sostenibile, CDP e UBS Asset Management: L’engagement come soluzione al cambiamento climatico. Il punto di vista di investitori istituzionali, gestori e imprese.

In Italia e nel mondo stiamo osservando un aumento delle iniziative di engagement in combinazione con nuove strategie d’investimento.
Per il primo SRI Breakfast del 2019, UBS Asset Management e CDP propongono una discussione sullo stato dell’arte del dialogo tra investitori e aziende sui temi legati al cambiamento climatico.
– Quali sono gli strumenti necessari per condurre un engagement di successo?
– Quali dati ambientali sono a disposizione di imprese e investitori?
– Quali benefici comporta l’interazione con il management aziendale?
Sentiremo il punto di vista di investitori istituzionali, gestori e imprese.

Il Forum per la Finanza Sostenibile è nato nel 2001. È un’associazione non profit multi-stakeholder: ne fanno parte operatori finanziari e altre organizzazioni interessate all’impatto ambientale e sociale degli investimenti.
La missione del Forum è promuovere la conoscenza e la pratica dell’investimento sostenibile, con l’obiettivo di diffondere l’integrazione dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) nei prodotti e nei processi finanziari.

L’attività del Forum si articola in tre aree principali: Ricerca, Progetti e Rapporti con le Istituzioni.
In questi ambiti si occupa di:
– condurre ricerche, gruppi di lavoro e attività di formazione con lo scopo di valorizzare le buone pratiche e di contribuire all’analisi e alla diffusione degli investimenti sostenibili;
– informare e sensibilizzare la comunità finanziaria, i media e la cittadinanza sui temi della finanza SRI attraverso iniziative di comunicazione e l’organizzazione di convegni, seminari ed eventi culturali;
– collaborare e svolgere attività di advocacy con istituzioni italiane ed europee
– per sostenere l’attuazione di un quadro regolamentare che favorisca gli investimenti sostenibili.
Dal 2012 il Forum organizza la Settimana SRI, tra i principali appuntamenti in Italia dedicati all’investimento sostenibile e responsabile.
Il Forum è membro di Eurosif, associazione impegnata a promuovere la finanza sostenibile nei mercati europei.

L’SRI Breakfast è un format ideato dal Forum per la Finanza Sostenibile con l’obiettivo di offrire agli operatori del settore – e, in particolare, alla cosiddetta “comunità SRI” – un momento di approfondimento dal taglio operativo su temi specifici dell’analisi ESG, particolarmente innovativi o di forte attualità; è inoltre un’occasione di scambio e di networking.

Giovedì 21 febbraio 2019 – Ore 9:30
Forum per la Finanza Sostenibile
Via Andrea Maria Ampère 61/A, Milano

www.finanzasostenibile.it

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