Author: enrico

CPO Forum 2018. Chief Procurement Officer Forum: The Agile Acceleration Formula sarà il main theme e le sessioni di lavoro saranno dedicate a temi selezionati e suggeriti dalla stessa community dei Direttori e Responsbaili Acquisti tra quelli più attuali e importanti per il mondo procurement.

LA FORMULA DEL CPO FORUM
– 100 Direttori Acquisti
– Keynote internazionali
– Networking con Disruptive Dinner
– Formazione con Soft Skill Workshop

FOCUS ON:
– Intelligenza Artificiale: qual è già oggi e quale sarà l’impatto concreto sul Procurement
– CPO, CFO & CIO a confronto su come ridefinire i modelli di business facendo leva sul digitale…e non solo
– Il CPO come Influencer di un nuovo ecosistema interconnesso all’interno ed all’esterno dell’azienda favorito dalle smart technologies
– Risorse Umane: come sviluppare competenze interne al team acquisti in grado di cogliere e sfruttare le opportunità della Digital Transformation
– Open Innovation e Fornitori che contribuiscono all’innovazione dell’intero procurement process: a che punto siamo?
– Big Data, Algoritmi, Machine Learning, IA applicata ai Dati: come sta evolvendo il modo di acquisire ed interpretare i dati nei mercati BTC e BTB
– Acquisti Indiretti: ancora una leva per aumentare la profittabilità

Milano 13-14 giugno 2018 – Four Seasons Hotel Milan – Via Gesù, 6/8

http://cpo.businessinternational.it/

Stop auto in città italiane entro il 2030: è con questa provocazione che si erano aperti i lavori di Citytech 2017, di cui siamo Media Partner 2018, l’evento che alla Fabbrica del Vapore ha presentato alcune delle più importanti innovazioni nella mobilità
e nell’urbanistica dei prossimi anni, raccogliendo oltre 800 visitatori tra relatori, esperti e delegati internazionali.

“È ora di agire e prendere decisioni importanti per il futuro delle nostre città, – ha affermato Carlo Iacovini, Board Member di Clickutility on Earth – per guidare la transizione verso un sistema di mobilità elettrica, condivisa e, dove possibile, autonoma ed integrata in una pianificazione urbanistica smart di cui Milano sta dando prova di grande progettualità”.

Le policies pubbliche
Le policies hanno avuto una forte accelerazione in queste ultime settimane. La Gran Bretagna e la Francia hanno recentemente annunciato di vietare la vendita di auto a benzina e diesel entro il 2040. Anche la Norvegia, nazione in cui oltre il 40% delle vetture di nuova immatricolazione è già elettrica o ibrida, ha intenzione di raggiungere questo obiettivo nel 2025, esattamente come l’Olanda.
Fa da bilancia la Cina, mercato da 28 milioni di auto, che in questi giorni sta esaminando i tempi entro cui completare la transizione verso altre soluzioni di mobilità, l’elettrica prima di tutto. La strada da percorrere è ancora molto lunga, soprattutto considerando che nel 2016 sono state immatricolate nel mondo solo 695.000 auto elettriche su un volume complessivo di 84 milioni di pezzi.

L’industria automobilistica
Se i governi indirizzano le policies e gli obiettivi, l’industria orienta tecnologie e produzione nella stessa direzione. È recente l’annuncio di Volvo di voler produrre e vendere solamente veicoli ibridi ed elettrici dal 2019.
Sono passati pochi giorni e Jaguar Land Rover ha annunciato di volersi adeguare agli standard elettrici/ibridi su tutti i suoi veicoli a partire dal 2020. Daimler, Bmw e molti altri brand hanno presentato, da protagoniste, in questi giorni a Francoforte i piani per l’elettrificazione della propria gamma.

La finanza
Le rivoluzioni non avvengono mai da sole: arrivano le policies, abbiamo l’industria… qual è la posizione della finanza?
JpMorgan ha dichiarato che la mobilità elettrica cambierà l’industria dell’auto arrecando molte perdite alle aziende che non sapranno adeguarsi. La previsione è del 35% delle quote di mercato entro il 2025 e il 48% entro il 2030. Più conservativa MorganStanley’s che, in un’analisi comparativa di più scenari, prevede una penetrazione del 16% di auto full-electric entro il 2030, che può raggiungere il 60% entro il 2040.
Mentre ING (Olanda) vede nella riduzione dei costi delle batterie e negli incentivi economici e fiscali la principale leva di crescita che porterà le nuove immatricolazioni ad essere totalmente elettriche già nel 2035.

Al di là dei numeri, il dato fondamentale è che i grandi player economici e politici globali hanno maturato la consapevolezza di questo cambiamento. Spetta alla classe dirigente italiana decidere se e quanto valorizzare le competenze ed esperienze per guidare il cambiamento ed evitare di subirlo con ritardi e lentezze. Ne è un esempio la mobilità elettrica che, in Italia, conta ancora lo 0,03% del mercato auto a causa dell’assenza di incentivi e di infrastrutture.
Lo stesso si può dire della guida autonoma che vede Paesi europei in prima linea con disegni di legge e progetti pilota già in corso di sperimentazione, mentre in Italia è un argomento fuori dai tavoli di discussione. Non servono nuove ricette, gli studi presentati a Citytech sono un bagaglio di esperienza sufficiente a dare una scossa di innovazione a queste industrie.

Occorre la capacità di attuare le strategie, produrre leggi, progetti, sperimentazioni e, in fondo, servizi.

Appuntamento al prossimo Citytech: 13 -14 settembre 2018, MILANO, Fabbrica del Vapore

BYinnovation è Media Partner di Citytech 2018

www.citytech.eu

RICS: Cities For Our Future. RICS, in collaborazione con la Commissione Nazionale Britannica per l’UNESCO e con l’Associazione delle università del Commonwealth, lancia il concorso internazionale Cities for our Future, che invita i giovani, tra studenti, professionisti e startupper di tutto il mondo a proporre idee innovative per contribuire ad affrontare i problemi più urgenti che affliggono le città del pianeta.
Il processo di crescita dei centri urbani è una delle maggiori sfide della società contemporanea. Ogni settimana, tre milioni di persone decidono di andare ad abitare nelle città, un fenomeno che pesa sempre di più sulle infrastrutture e sui servizi. Chi vive nelle grandi metropoli spesso risiede in quartieri degradati o in abitazioni scadenti e, in molti casi, con una bassa qualità dell’aria e servizi di collegamento insufficienti.
Cities for Our Future nasce dunque con l’intento di stimolare soluzioni concrete e innovative a queste problematiche.

I progetti dovranno essere presentati e caricati sul sito entro il 31 maggio 2018.
Il 30 giugno saranno resi pubblici i finalisti e il 30 novembre sarà annunciato il vincitore del contest con un premio di £ 50.000 (circa € 56.000).
“Rics insieme alle nuove generazioni vuole ripensare la struttura delle città a forte espansione. Con i progetti e le idee di Cities for our Future, RICS intende promuovere uno sviluppo urbano più sostenibile per l’ambiente e per la qualità di vita dei cittadini” ha commentato Daniele Levi Formiggini, Presidente di RICS Italia.

Ai partecipanti è richiesto di proporre soluzioni ai problemi che affliggono 24 città tra cui Milano, Washington, Nairobi, Citta del Messico, Pechino e Melbourne con progetti che potranno riguardare ad esempio:
– idee per ridurre gli spazi adibiti a parcheggio al fine di ampliare le aree verdi o le aree destinate a progetti di edilizia economica residenziale;
– soluzioni che possono essere adottate in importanti città turistiche al fine di mantenere una qualità di vita ottimale per i residenti;
– proposte per fare sì che nelle metropoli sottoposte a un rapido processo di rigenerazione urbana si riescano a condividere con le comunità locali i benefici derivanti dagli investimenti nelle infrastrutture.

“I professionisti delle costruzioni, dei terreni e delle infrastrutture giocano un ruolo fondamentale nel promuovere la crescita sostenibile a Iivello mondiale. RICS in quanto organizzazione globale che salvaguarda l’integrità di queste professioni, è investita dalla grande responsabilità di agire nell’interesse comune. Cities for our Future rappresenta un ulteriore impegno in questa missione: indicare soluzioni alle sfide dell’ambiente costruito e ispirare una nuova generazione di professionisti a prendere parte alla sua trasformazione” aggiunge Daniele Levi Formiggini.

Sean Tompkins, CEO di RICS ha dichiarato: “Le città di tutto il mondo sono in continua crescita; ciò significa nuove sfide che devono essere affrontate per progettare luoghi più sicuri, puliti,accoglienti e accessibili per tutti i cittadini. Nei suoi 150 anni di attività, RICS ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo urbano globale ed è orgogliosa di promuovere questo bando per individuare idee concrete e innovative che possano migliorare le nostre città”.

RICS International
RICS è una organizzazione professionale a livello globale che promuove e applica i più elevati standard e le massime qualifiche professionali per lo sviluppo e la gestione di terreni, immobili, costruzioni e infrastrutture.
Il nome di RICS è garanzia di implementazione coerente degli standard e di affidabilità a favore dei mercati che serviamo. Il lavoro dei propri professionisti contribuisce a creare un mondo più sicuro: RICS è orgogliosa della propria reputazione e la difende con passione.

RICS Italia
In Italia, RICS conta oggi 485 membri effettivi, oltre ai membri tirocinanti e agli studenti iscritti al corso universitario postlaurea accreditato da RICS: Master “Real Estate Management” – Dip. ABC Politecnico di Milano. RICS è inoltre socio istituzionale di Assoimmobiliare.

www.citiesforourfuture.com

www.rics.org/italia

RAEE 2017 più 5 percento in Italia. “Rapporto Annuale 2017 sul Sistema di Ritiro e Trattamento dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche in Italia”, a cura del Centro di Coordinamento RAEE.
Dall’analisi dei dati 2017 emerge un ulteriore rafforzamento della raccolta differenziata di RAEE in Italia: i volumi gestiti sono cresciuti del 4,7% rispetto al 2016, un risultato che conferma il percorso virtuoso intrapreso dal Paese negli ultimi anni e mostra gli effetti positivi delle azioni volte ad incrementare la raccolta previste dagli Accordi di Programma siglati dal Centro di Coordinamento RAEE.

“Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti nella raccolta di RAEE 2017, grazie all’impegno dei Sistemi Collettivi e di tutti i gestori della raccolta, siano essi Comuni, aziende della gestione rifiuti oppure distributori e installatori di apparecchiature elettriche e elettroniche – commenta Giancarlo Dezio, Presidente del Centro di Coordinamento RAEE. “Il quadro è positivo, ma gli obiettivi europei ci incalzano e dobbiamo guardare al futuro. In primis è necessario colmare gli squilibri che ancora persistono nel Paese; gli enti locali sono chiamati ad attuare serie politiche di informazione e infrastrutturazione per supportare la diffusione della cultura della raccolta. Il Sistema RAEE Italia anche nel 2017 ha dato il proprio significativo apporto: i Produttori di AEE, attraverso i Sistemi Collettivi, hanno messo a disposizione quasi 20 milioni di euro tra premi di efficienza, fondo di infrastrutturazione e fondi per comunicazione”.

Dati nazionali Raccolta RAEE 2017
Nel corso del 2017 la raccolta complessiva di RAEE gestita dai Sistemi Collettivi è stata pari a 296.274.320 kg. Un risultato soddisfacente che rafforza il trend di crescita iniziato nel 2014 con un ulteriore aumento annuale del 4,7%, vale a dire oltre 13 milioni di chilogrammi di RAEE raccolti in più rispetto all’anno precedente. Il dato medio pro capite si attesta a 4,9 kg per abitante. La rete di Centri di Raccolta attivi sul territorio nazionale comprende 4.076 strutture, con un ulteriore miglioramento del servizio a disposizione dei Cittadini e Consumatori per il corretto conferimento dei RAEE.

Questi risultati sono il frutto della costante attività di sensibilizzazione volta a diffondere la cultura della raccolta dei RAEE. A questo aspetto si affiancano gli effetti positivi degli importanti Accordi di Programma siglati dal Centro di Coordinamento RAEE nell’ultimo triennio e di una leggera riduzione della dispersione originata dal calo del valore delle materie prime.
Per proseguire il percorso virtuoso intrapreso dall’Italia verso il raggiungimento degli obiettivi di raccolta europei, l’azione di contrasto alla dispersione e al commercio illegale dei RAEE resta un obiettivo prioritario sia per lo Stato italiano sia per tutto il Sistema RAEE.

La classifica dei 5 Raggruppamenti
All’interno dei Centri di Conferimento, i RAEE sono raccolti in modo differenziato sulla base di cinque Raggruppamenti, che corrispondono alle diverse esigenze di trattamento e riciclo dei materiali contenuti nei rifiuti. Nel 2017 il Raggruppamento 2 (Grandi Bianchi) risulta il più raccolto con oltre 96mila tonnellate di RAEE.
Il dato è positivo per tutte le tipologie di RAEE ad eccezione di R3 (Tv e Monitor) che, coerentemente con l’andamento di questo settore negli ultimi anni, segna un -3,76% rispetto al 2016.
In particolare, nel corso del 2017 R1 (Freddo e Clima) cresce del 5,63%, R2 (Grandi Bianchi) del 7,35%, registrando la performance di raccolta assoluta migliore, R4 (Piccoli Elettrodomestici) presenta un incremento del 9,04% e R5 (Sorgenti Luminose) del 5,69%.

La raccolta nelle Regioni: ancora carenti le infrastrutture nel Sud Italia
Il Rapporto Annuale 2017 registra un andamento della raccolta positivo in tutto il Paese, nonostante permangano differenze evidenti tra le diverse aree territoriali. Nord e Centro rafforzano ulteriormente il dato di crescita della raccolta complessiva rispetto al 2016 e le zone del Sud Italia, in cui si registra ancora una pesante fase di ritardo, mostrano un buon incremento della raccolta che dovrà essere potenziato nel prossimo futuro. La stessa situazione si osserva nella raccolta pro capite, in crescita in tutta Italia.
Nelle Regioni del Nord la raccolta complessiva risulta in aumento del 5,30% rispetto al 2016 e quella media per abitante ammonta a 5,95 kg. Sul dato assoluto tutte le Regioni registrano un segno positivo, tra cui spicca un aumento a doppia cifra in Emilia Romagna (+12,69%). La Valle d’Aosta conferma il suo primato nazionale nella raccolta pro capite con 9,94 kg di RAEE per abitante. Tra le regioni più virtuose si distinguono anche Trentino Alto Adige e Emilia Romagna, con circa 7,2 kg di RAEE raccolti per abitante.
Nel Centro Italia si registra un incremento della raccolta assoluta del 5,58% rispetto all’anno precedente, con dati positivi in tutte le Regioni ad eccezione delle Marche. La media pro capite sale a 4,94 kg di RAEE per abitante, in linea con il dato nazionale. Da segnalare l’ulteriore aumento dei quantitativi assoluti del 10,03% nel Lazio e dell’8,65% in Abruzzo. Nonostante il miglioramento, la media pro capite di entrambe le Regioni si attesta ancora al di sotto della media dell’area geografica di riferimento.

Nel complesso prosegue la fase di crescita della raccolta differenziata di RAEE registrata lo scorso anno nell’area Sud e Isole, anche se con un più timido aumento della raccolta del 2,19%. Tutte le Regioni presentano risultati positivi ad eccezione di Campania e Molise; le migliori performance nell’incremento della raccolta sono attribuibili a Puglia e Calabria, con un aumento rispettivamente del 12,37% e 11,46%. Incrementi anche per Basilicata e Sicilia, anche se non sufficienti. Come sempre spicca la positiva situazione della Sardegna: ad eccezione di quest’ultima regione in tutta l’area i dati sono influenzati da una scarsa diffusione dei Centri di Raccolta, particolarmente carenti in Puglia e Sicilia.
Un quadro quindi, che si conferma anche per la raccolta pro capite, dove spiccano i risultati di Sardegna e Molise, le uniche due Regioni dell’area Sud e Isole al di sopra del dato medio nazionale.

Classifica delle Regioni
La Valle d’Aosta conferma il primato nazionale nella raccolta pro capite con 9,94 kg di RAEE per abitante. Per valori assoluti, sul podio nazionale spicca la Lombardia con 57.651.698 kg di RAEE raccolti. Nell’area del Centro Italia la Toscana si conferma regione più virtuosa sia per raccolta complessiva, con 24.956.351 kg di RAEE, sia per media pro capite, pari a 6,67 kg/ab. Tra le Regioni del Sud e Isole la Sardegna è in prima posizione nella raccolta pro capite, con circa 7 kg/ab, mentre la Campania registra i più alti quantitativi assoluti con 16.671.107 kg di RAEE, nonostante il calo del 5,82% registrato nel 2017. Nelle ultime posizioni della classifica si trovano Puglia e Sicilia, ancora sotto i 3 kg/ab di media pro capite, risultato ben al di sotto della media nazionale e degli obiettivi di raccolta europei.
Andando ad analizzare la diffusione dei Centri di Raccolta, al primo posto si trovano a pari merito Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta con 20 CdR ogni 100.000 abitanti. La Lombardia vanta il maggior numero di Centri di Conferimento, con 859 Centri di Raccolta (di cui 522 aperti dalla Distribuzione) e 102 Altri Centri.

Dichiara il Presidente Dezio: “Il Centro di Coordinamento RAEE sta lavorando intensamente per il futuro, a partire dall’impegno nel portare a regime le attività previste dall’accordo di programma sul trattamento, che costituisce un elemento di distinzione della filiera dei RAEE. Siamo certi che il Ministero dell’Ambiente non ci farà mancare, ancora una volta, il suo supporto per la redazione del Decreto sull’adeguato trattamento dei RAEE. Altro argomento di un futuro che è ormai un pressante presente per tutti i produttori di apparecchi e per i loro sistemi collettivi, è l’ambito aperto della direttiva europea – prosegue Dezio – Non sappiamo quali e quanti saranno i produttori e i prodotti coinvolti ma come per ogni cambiamento sarà necessario lavorare tutti assieme perché questo porti al raggiungimento dei risultati attesi. Il Centro di Coordinamento è in prima linea per agevolare tutti coloro che si troveranno ad affrontare queste novità”.

www.cdcraee.it

RE ITALY cresce a due giorni: 5 e 6 giugno 2018. La settima edizione di RE ITALY in Borsa Italiana si presenta con una grande novità: il gran numero di adesioni delle passate edizioni ha reso indispensabile un’ampliamento per accogliere tutti I visitatori. E’ stato necessario raddoppiare la durata dell’evento che passa da una a due giornate, il 5 e 6 giugno 2018.

Un salto importante che conferma come il settore abbia tutta l’intenzione di tornare a crescere e consolidarsi. Magari facendo tesoro delle esperienze del recente passato. Sicuramente con tanti nuovi operatori.

Due giorni di RE ITALY consentono di aprire l’intero piano della grande sala Parterre alle esposizioni dei progetti più importanti e interessanti sul mercato. Plastici e rendering che saranno accompagnati dal personale commerciale delle imprese che potranno così presentare personalmente le inziative ai clienti interessati e svolgere anche attività di raccolta candidature professionali. E poi, sempre nell’area espositiva, tanti eventi dal palco: la presentazione sul maxi schermo dei progetti, convegni sugli aspetti fiscali, di mercato, i commenti dei protagonisti. Una formula nuova e divulgativa.

Si potrà accedere all’area espositiva semplicemente, se si è operatori del settore, registrandosi sul sito dell’evento. Gratis.

Al piano conferenze, invece, si incontreranno per due giornate i 400 membri del Club RE ITALY. I vertici delle maggiori aziende avranno a disposizione business meeting, business lunch, conferenze e seminari coi massimi esponenti del settore. E tutti I servizi a loro riservati, a partire dalla possibilità di compilare l‘agenda d’incontri personali con gli altri partecipanti.

In quest’area la partecipazione è riservata ai membri accreditati, abbonati a Monitorimmobiliare e Monitorisparmio.

Numeri
All’edizione 2017 di RE ITALY Convention Day in un solo giorno hanno partecipato oltre 1.100 operatori in rappresentanza di oltre 600 aziende. Quanti saranno per appuntamento che raddoppia la sua durata? Probabilmente sarà superata quota 2.000.
Parleranno comunque i numeri, certo è che si consolida come il principale evento italiano. Da una parte momento d’incontro, lobby e rappresentanza, dall’altra momento di business diretto.

www.reitaly.it

www.monitorimmobiliare.it

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Building on local climate-energy experience in Energy Union Governance. The ongoing negotiations on Energy Union Governance will soon touch upon the establishment of permanent “Multilevel Climate and Energy Dialogue Platforms”. CEMR, Climate Alliance, Energy Cities, EUROCITIES, ICLEI and E3G published a joint briefing underlining successful practices already adopted in Europe.

Despite the increasing involvement and growing political weight of local actors in European climate and energy discussions, notably through the Covenant of Mayors, these front-runners do not have a permanent political structure which recognises and facilitates their contribution in each Member State.

The European Parliament supports the creation of “Multilevel Climate and Energy Dialogue Platforms” which would help Member States to build their National Plans on the ambition and proven experiences of local authorities. These Platforms would allow a permanent national dialogue between local authorities, civil society organizations, the business community, investors and other relevant stakeholders. All of them would be consulted by national governments when drafting their Integrated National Energy and Climate Plans (NECP) as well as their Long-Term Climate and Energy Strategies, but also in the monitoring and reviewing process.

A permanent dialogue on climate and energy would deliver:
– Continuous political support: the energy transition requires a democratic mandate. This mandate should evolve over time to address new challenges.
– Feedback loops: delivery agents sometimes face unexpected consequences – there should be a feedback loop from them to the policy-makers to help delivering the energy transition and ensure the delivery of the targets.
– Shared responsibility: the Transition is broader and more complex than adopting policies. It is first and foremost a collective journey in which everyone should play a part.
– Better implementation: a continuous dialogue with stakeholders will ensure the adequate and swift implementation of policies.

www.energy-cities.eu

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Terra Madre Salone del Gusto. Le famiglie piemontesi in 120 Città di Terra Madre aprono le porte a 2000 delegati.

«Uno dei valori più importanti che distinguono Terra Madre Salone del Gusto è il sentimento di fraterna accoglienza che le comunità piemontesi esprimono durante i cinque giorni della manifestazione torinese. Un’apertura che ci rende profondamente felici.
Questa rete, che voi oggi rappresentate, è la cosa più bella e preziosa del Piemonte perché è una mobilitazione straordinaria, un segno di fraternità universale ed è il segno che Terra Madre ha cambiato non solo il nostro movimento ma anche la realtà di migliaia di comunità in ogni angolo del pianeta.
Ma le comunità di Terra Madre non sono solo quelle che vengono da fuori, sono anche quelle piemontesi, sono quelle di Pecetto, di Moncalieri, sono quelle di 120 città del Piemonte in cui le famiglie ospitano i delegati. Terra Madre è un soggetto politico a tutti gli effetti ed è fortissimo in tutto il mondo.
Quest’anno però dobbiamo registrare alcune perdite: ci mancheranno comunità siriane, curde e quelle di altri Paesi in cui la violenza di guerre e di grandi problemi geopolitici pone queste persone in una situazione di impossibilità, non solo di venire a Terra Madre, ma addirittura di fare il proprio lavoro quotidiano. È questo il dazio più cocente che paga Terra Madre: dobbiamo prendere atto che in questi dieci anni abbiamo perso decine di delegati della Palestina, della Siria, della profonda Africa.
Questo è quello che capita purtroppo, però ci dà anche il senso che siamo veramente presenti in ogni angolo del mondo».

È questo l’appello che Carlo Petrini, fondatore e presidente di Slow Food, ha rivolto ai rappresentanti – sindaci, assessori e referenti territoriali – delle 120 Città di Terra Madre durante il lancio della grande festa per l’accoglienza del delegati in vista di Terra Madre Salone del Gusto, a Torino dal 20 al 24 settembre, organizzato da Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino.
Una rete di amministrazioni comunali che nel Torinese, Cuneese, Vercellese, Astigiano e Biellese, insieme alle associazioni di categoria Coldiretti e Cia, si mettono a disposizione con servizi ed eventi di accoglienza e scambio culturale, senza le quali sicuramente Terra Madre Salone del Gusto non sarebbe lo stesso.

Nel 2016, alla settima edizione dell’iniziativa, la macchina dell’ospitalità ha superato ogni aspettativa con oltre 2000 dei 5000 delegati accolti in famiglia.
Solo a Torino oltre 150 famiglie hanno accolto uno o più delegati, ospitandoli per la notte e condividendo con loro piccoli gesti quotidiani, come la colazione, e importanti occasioni di scambio culturale e divertimento, come le cene a tema, la musica o le danze organizzate dalle comunità ospitanti.

Per l’edizione 2018, che ha per tema Food for Change, la rete dell’ospitalità si fa ancora più forte con l’ingresso di nuovi Comuni tra le Città di Terra Madre, il coinvolgimento di nuove realtà come Settimo Torinese, Beinasco, Santena, Cambiano, Carmagnola, Mondovì. Ma anche la volontà di estendere la rete di chi apre le porte della propria casa, in particolare nell’area del torinese dove le famiglie che potranno ospitare passeranno da 150 a 300.

Tra le amministrazioni più attive e presenti all’Agenzia di Pollenzo, la Città di Bra, dove Slow Food ha avuto i natali, rappresentata dall’assessore all’ambiente Sara Cravero, per continuare con la vicina Cavallermaggiore, rappresentata dal sindaco Davide Sannazzaro, e la new entry del 2016 Pecetto, con il primo cittadino Adriano Pizzo, il Pinerolese, esempio di sinergia con dieci comuni coinvolti, raccontato da Carlo Rol, e la veterana Moncalieri con Enzo Bauducco. L’elenco delle città meritevoli è molto più lungo, così come gli episodi simpatici di scambio di opinioni, di abitudini, l’amicizia e la solidarietà che ne sono nati, raccontati anche dal responsabile del progetto di accoglienza Michele Calleri.

Ma Terra Madre Salone del Gusto è possibile solo grazie al grande gioco di squadra che negli anni si è consolidato tra Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino e che permette di progettare e realizzare un evento la cui complessità è enorme, come hanno raccontato nel corso della giornata Daniele Buttignol, segretario generale di Slow Food Italia, e Carla Coccolo, responsabile dell’evento. A conferma di ciò Antonella Parigi, assessore alla Cultura e Turismo, ha evidenziato come la Regione Piemonte sia una delle poche che agiscono sulla base di una visione politica profonda che pervade tutto, anche il cibo che è a pieno titolo annoverato all’interno del patrimonio culturale condiviso.

Attraverso Terra Madre Salone del Gusto il Piemonte esprime un modo di guardare il mondo che non è assolutamente scontato ed è un elemento che ci permette di competere a livello internazionale. Secondo l’assessore, la forza di questa regione è data dall’eroismo dei sindaci dei piccoli borghi e dall’eroismo dei cittadini che fanno molto spesso quello che le istituzioni non riescono a fare, come il lavoro immenso fatto da Slow Food in tutto il territorio piemontese.

Per Alberto Sacco, assessore al Commercio della Città di Torino, l’evento genera economia, ha risvolti incredibili da un punto di vista turistico, confermati da dati secondo i quali Terra Madre porta il nome di Torino e del Piemonte in tutto il mondo, come nessun altro evento. Un progetto totalmente nelle corde dell’amministrazione comunale che quest’anno ancor di più si trova a progettarlo e organizzarlo fin dalle fondamenta, per ripetere quel grande evento diffuso che nel 2016 ha generato quello stupendo entusiasmo dei cittadini torinesi.

Tra le nuove realtà pronte ad accogliere i delegati di Terra Madre nel 2018 c’è l’albergo diffuso di San Salvario, nato da poche settimane per iniziativa di una rete di residenti e gestori di locali del quartiere, che già avevano vissuto l’esperienza di una forte relazione con Terra Madre Salone del Gusto nel 2016.

L’appuntamento con il programma completo di Terra Madre Salone del Gusto è a giugno, con la presentazione ufficiale.

www.terramadre.info

salonedelgusto.com

www.slowfood.it

Supply chain for everyone – particularly consumers. EuroCommerce Director-General Christian Verschueren set out retailers’ and wholesalers’ vision of the supply chain following a statement by the representatives of producers, processors and big, global brands.

We agree fully with the objective of a fair, transparent, sustainable food supply chain that benefits all actors, including consumers. Where we differ from the organisations claiming to promote this, is how to achieve it: to benefit farmers and SMEs, we need structural measures to make them more competitive and able to adapt to rapid changes in consumer demand.
EU regulation aimed at outlawing certain trading practices will do nothing for farmers or SME suppliers. Such regulation will reduce competition, with the consumer paying even more for their food, to the benefit of large manufacturers whose net margins dwarf those of any other part of the supply chain
.”

Retailers and wholesalers buy most of what they sell from large food processors, and negotiate hard with these to get the best deal for consumers. These companies enjoy large net margins of typically 15-30%, while food retailers struggle to achieve net margins of more than 1-3% in the face of fierce of competition, which e-commerce has intensified. Retailers remain dependent on these companies for must-have products which consumers expect to find on the shelves. By interfering in these negotiations, the regulator risks skewing the relationship to the benefit of large manufacturers. Retailers will not have the scope to absorb the price rises which will result, and consumers will end up footing the bill.

There is already a vast amount of legislation and well-functioning voluntary schemes at Member State level and there is no hard evidence of any added-value from EU intervention. It will only create costs, and force unnecessary legislation on countries where the supply chain already works efficiently to everyone’s benefit. It will create fragmentation if it leaves it to each country to top up EU regulation with its own requirements.

Retailers and wholesalers depend on smaller food producers and farmers to provide, for example, speciality products to allow retailers to differentiate from their competitors. They therefore have a real interest in these suppliers thriving and being able to innovate – and certainly not in imposing conditions which cause these producers problems.

Verschueren added: “We know that the Commission is not seeking to bolster the profits of large manufacturers at the expense of consumers. We call instead on the Commission to create a wider debate and dialogue with all stakeholders on measures to equip farmers and SMEs with the tools to help them respond to changes in the market and produce a variety of food products which consumers want and are ready to pay for.”

www.eurocommerce.eu

Media Partner Quality Food Forum IKN, l’evento in cui si farà luce sulle modalità per prevenire il rischio alimentare lungo la filiera di produzione. In programma a Milano il prossimo 12 aprile.

L’appuntamento rappresenta una occasione di aggiornamento sulle seguenti tematiche:
– Come implementare le procedure e le best practice per attuare sistemi di controllo e prevenzione per garantire la sicurezza alimentare, tema diventato molto importante per gli italiani;
– Le sinergie e gli equilibri operativi fra qualità, packaging e produzione per il contenimento dei rischi sulla sicurezza alimentare per:
– sfruttare le tecnologie più evolute per la produzione alimentare (raggi X, magneti, Metal Detector) per rilevare anomalie negli alimenti e contenere il rischio da contaminazione chimica e fisica;
– valutare i rischi e la tutela della sicurezza lungo la filiera produttiva attraverso l’implementazione di sistemi di prevenzione per l’efficacia del controllo qualità;
– approfondire le responsabilità penali, civili e amministrative dei soggetti coinvolti nei servizi di sanificazione ambientale, pest management e rilevazione corpi estranei in relazione alle normative nazionali e UE e ai requisiti delle certificazioni BRC, IFS e ISO per una gestione integrata dei sistemi di controllo.

La giornata prenderà il via con una Sessione Plenaria che indagherà su:
– Le nuove frontiere dell’industria 4.0 per la catena alimentare: dalla materia prima al prodotto finito nuove tecniche di lavorazione,
– Quali soluzioni in termini di qualità, innovazione e sicurezza è necessario integrare per garantire la sicurezza alimentare in filiera?

A seguire si svolgeranno 3 Tavoli Interattivi, che rappresentano dei momenti di networking dinamico volti a favorire il confronto tra i partecipanti per identificare le principali sfide organizzative, procedurali e comunicative da applicare.

A seguire Keynote Speech dal titolo:
– Attività di implementazione di un sistema di controllo e gestione del corpo estraneo: come gestire le allerte alimentari sui social e le non conformità dei prodotti secondo il RASFF
– Sostenibilità e Localismo: come garantire alti standard di qualità nella produzione “Made in Italy”
– Sistemi di sanificazione e disinfezione dei locali e degli impianti alimentari: nuove metodologie e innovazioni tecnologiche per la prevenzione e il controllo dei processi e dei protocolli di igiene

L’agenda prevede anche due Tavole Rotonde: la prima tratterà di etichettatura e imballaggio degli alimenti per una maggiore tutela del consumatore, la seconda di Integrated Pest Management.

A completare il programma della giornata, un Inspirational Speech, un Keynote Panel e il Focus sulle metodologie e tecnologie per le rilevazioni delle contaminazioni chimiche e residuali.

Quality Food Forum è rivolto alle seguenti figure aziendali:
Resp. Assicurazione e Controllo Qualità,
Resp. Produzione e Impianti,
Resp. Sicurezza e Igiene Alimentare,
Food Safety Manager,
Resp. Tecnico di Laboratorio,
Resp. Packaging.

I settori interessati sono:
ristorazione,
GDO nella produzione,
preparazione e lavorazione di alimenti freschi,
industria alimentare e bevande.

IKN Italy è l’acronimo di:
Institute: realtà riconosciuta nel mondo della Formazione e del Content Networking. Competenza ed eccellenza dimostrate negli anni per le seguenti aree di business: Farmaceutico, Sanitario, Energy & Utilities, Assicurativo, Retail & GDO, Bancario, Logistico, Food, Sviliuppo e Amministrazione del personale, Industrial, Information Technology, Legale e Fiscale, Marketing e Vendite , Project Management e Amministrazione. Questo ha permesso all’Azienda di creare le proprie communities, luoghi fisici e virtuali che racchiudono contenuti esclusivi condivisi da figure dello stesso settore.
Knowledge: punto di raccolta dei dinamici bisogni dei clienti che vengono soddisfatte attraverso una continua ricerca e analisi del mercato per offrire temi e programmi sempre up-to-date e innovativi, e attraverso una Faculty di esperti in grado di portare un sapere unico e internazionale. Questo permette alle aziende clienti di restare aggiornate e informate su tutte le trasformazioni del proprio settore. Attraverso canali tradizionali, digital e social l’Azienda da la possibilità di condividere conoscenze, esperienze aziendali, best practice e innovazioni.
Networking: teatro esclusivo di incontro che mette in contatto i professionisti. La creazione di communities specializzate consente di costruire una fitta rete di relazioni e interazioni tra tutti gli esponenti del settore, attraverso grandi appuntamenti in cui confrontarsi con partner, colleghi e protagonisti di spicco. L’azienda studia e sviluppa continuamente nuovi formati per i propri eventi che favoriscano il networking per le aziende partecipanti creando e implementando numerose occasioni di business.
L’Azienda è certificata UNI EN ISO 9001 : 2008 e qualificata per la presentazione di piani formativi a organi istituzionali e fondi interprofessionali che si occupano delle richieste di finanziamento e della gestione dei processi burocratici

BYinnovation è Media Partner di Quality Food Forum

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Media Partner Retail Food Energy. L’evento organizzato da IKN è dedicato agli Energy Manager che puntano alla sostenibilità e alla propria crescita professionale per affermare il proprio ruolo come decision maker nella progettazione e manutenzione degli impianti volti al contenimento dei consumi energetici.

La sesta edizione di Retail & Food Energy è l’occasione per:
– analizzare con gli operatori del settore diversi campi di applicazione dell’efficienza energetica
– confrontarsi all’interno di dibattiti e di interazioni volte a favorire il networking
– definire il ruolo degli Energy Manager nello sviluppo sostenibile della azienda in chiave Industry 4.0.

La Customer Experience in Store sta subendo una trasformazione radicale: il Cliente è al centro delle attività del Retail e la Direzione Tecnica diventa il volano per garantire confort del Punto di Vendita.

Direttori Commerciali e Direttori Tecnici si confrontano a Retail & Food Energy per definire le linee guida utili per una pianificazione strategica delle attività di gestione, realizzazione e manutenzione di nuovi formati e layout degli store.

Tavola Rotonda
Comfort, efficienza energetica e smart building: come ridefinire la Customer Experience attraverso nuovi layout del Pdv

Obiettivo 2030 degli store in UE: abbattere gli sprechi e ridurre la spesa dei consumi energetici

La sfida del futuro sarà realizzare ad un customer experience di valore come realizzare ambienti funzionali e confortevoli nel pieno contenimento dei costi energetici e rispettando le normative vigenti?
– Come conciliare le esigenze della clientela nel rispetto degli standard necessari al contenimento dei consumi energetici?
– Quali scelte tecniche favoriscono un ROI positivo degli investimenti di realizzazione e una diminuzione nel medio e lungo periodo dei consumi energetici?
– Perché è necessaria una stretta collaborazione fra i due dipartimenti aziendali? Come poter coordinare la committenza interna? Quale relazione fra Sales & Energy Manager?

BYinnovation è Media Partner di Retail Food Energy

www.retailenergy.it

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