Author: enrico

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Climate change: imprese impreparate. Secondo una recente indagine DNV GL, le aziende sono ancora impreparate ad adattarsi ai cambiamenti climatici nonostante l’esposizione a rischi meteorologici estremi.

Un nuovo sondaggio internazionale condotto da DNV GL, ente di certificazione leader a livello mondiale, con il supporto di GFK Eurisko, indaga se e in quale misura le aziende siano resilienti ai cambiamenti climatici.
Lo studio ha coinvolto più di 1.200 professionisti provenienti da Europa, Asia e America.

“Le aziende hanno già evidenza degli impatti generati dai cambiamenti climatici sulle proprie operazioni o riconoscono che vi sia un alto rischio di conseguenze imminenti. Nonostante ciò, si registra una mancanza di proattività, con solo una minoranza di imprese che sta portando avanti iniziative che mirano all’adattamento o ad aumentare la resilienza. Stanno sottovalutando quanto possano essere dirompenti gli impatti e quanto sia urgente affrontare questo problema?
è la domanda che pone Luca Crisciotti, CEO di DNV GL – Business Assurance.

Quasi tutte le imprese coinvolte nel sondaggio hanno menzionato almeno un rischio legato al clima che ritengono potrà avere un impatto diretto o indiretto sulla propria attività. Le maggiori preoccupazioni sono legate agli aumenti di temperatura/ondate di calore (55%), alle tempeste (44%) e alle alluvioni (38%). Le preoccupazioni variano in base alla collocazione geografica. Ad esempio, in America Centrale e Meridionale e in Europa, 6 aziende su 10 indicano l’aumento delle temperature e le ondate di calore come rischio predominante, mentre 6 su 10 in Nord America vedono nelle tempeste la minaccia principale.

Gli impatti sono già in atto
Le aziende si aspettano che gli impatti generati dai cambiamenti del clima influenzino la loro attività entro pochi anni. Solo un’azienda su otto crede che avverrà tra più di 10 anni e oltre una su quattro dichiara che un’area della propria value chain ne ha già risentito. Tuttavia, solo il 25% ha già adottato misure di adattamento o di resilienza. Le grandi aziende, invece, sembrano essere più avanti nel percorso di adattamento, con il 40% che ha già implementato o ha in corso iniziative su questo fronte.

“Una percentuale esigua rispetto alla gravità delle minacce che le imprese si trovano ad affrontare. Sembra, inoltre, esserci confusione tra azioni di adattamento ai cambiamenti climatici e azioni di mitigazione, dato che più del 43% delle imprese coinvolte menziona iniziative che rientrano nella definizione più ampia di resilienza climatica. Gli sforzi di mitigazione sono cruciali per ridurre le emissioni di gas serra, ma da soli non consentiranno a un’azienda di adattarsi ai cambiamenti climatici o di sviluppare resilienza. C’è, dunque, un enorme potenziale per accrescere la consapevolezza e la preparazione delle aziende nella gestione degli effetti dei cambiamenti climatici“, spiega Luca Crisciotti.

Imprese motivate da fattori esterni
I risultati suggeriscono che le imprese siano solo all’inizio del proprio percorso per affrontare l’adattamento e la resilienza ai cambiamenti climatici. Fattori esterni come leggi e regolamenti (50%) ed esigenze/richieste da parte dei clienti (43%) sono in cima alla lista delle ragioni che spingono le aziende all’azione. Tuttavia, la salvaguardia dell’impresa stessa, le preoccupazioni dell’opinione pubblica, unite alla responsabilità sociale, nonché alla volontà di garantire la continuità operativa vengono subito dopo.
Lo studio ha anche identificato un piccolo gruppo di aziende, definite “leader”, che si distinguono come capofila sia per aver implementato azioni di adattamento o di resilienza, sia per aver ottenuto punteggi più alti su ogni aspetto considerato. Per questo gruppo di imprese, garantire la continuità operativa (55%) è un fattore che spinge all’azione tanto quanto le leggi e i regolamenti (53%). La metà circa delle aziende leader è mossa anche dalla convinzione che potrà beneficiare da queste azioni anche in termini di vantaggio competitivo e di creazione di valore (35%).

Luca Crisciotti aggiunge: “Da una parte, i leader mostrano che c’è un’opportunità: per adattarsi e costruire resilienza, guadagnando al contempo vantaggio competitivo. Dall’altra parte, l’indagine sottolinea la necessità di lavorare per aumentare la consapevolezza e la comprensione dell’importanza dell’adattamento e del rafforzamento della resilienza ai cambiamenti climatici. Il nostro suggerimento è quello di iniziare da un assessment dei rischi e delle vulnerabilità e dalla definizione di un approccio strategico per affrontarli“.

METODOLOGIA E CAMPIONE
– Il sondaggio è stato realizzato nel giugno 2017 su un campione di 1.241 professionisti in aziende di diversi comparti dei settori primario, secondario e terziario in Europa, Nord America, Centro e Sud America e Asia. Le aziende italiane partecipanti sono 148.
– Il campione è costituito da clienti di DNV GL – Business Assurance e non è statisticamente rappresentativo delle aziende del mondo.
– Il questionario è stato somministrato con metodologia CAWI (Computer Assisted Web Interviewing).
– Il campione comprende 161 aziende definite LEADER.
La classificazione nella categoria LEADER si basa sul possesso di una serie di caratteristiche definite da DNV GL – Business Assurance.

DNV GL è uno dei principali enti di certificazione a livello mondiale. Aiuta le aziende a garantire l’efficienza delle proprie organizzazioni, nonché di prodotti, personale, strutture e catene di fornitura attraverso servizi di certificazione, verifica, valutazione e formazione, affiancandole per consolidare performance aziendali sostenibili e alimentare la fiducia da parte degli stakeholder.
DNV GL opera in oltre 100 paesi attraverso professionisti impegnati ad assistere con dedizione i propri clienti per rendere il mondo più sicuro, smart e verde.

www.dnvgl.com

Media Partner Citytech, un INCUBATORE di idee e progetti per le città del terzo millennio, le cui parole chiave sono: mobilità nuova, autonoma, elettrica e condivisa, MaaS, progettazione urbanistica, big data, high tech, condivisione e sostenibilità. BYinnovation – SmartEfficiency media partners.

L’obiettivo dell’evento è di individuare, presentare e dare ascolto a proposte INNOVATIVE ed EFFICACI che, reinterpretando spazi comuni, possano contribuire a migliorare la qualità della vita dei cittadini, la loro relazione con le città o tra le persone.

Citytech, ideato e organizzato da Clickutility on Earth in collaborazione con il Comune di Milano, raccoglie l’eredità di MobilityTech prima e Mobility in Italy poi e giunge quest’anno alla sua sesta edizione.

L’edizione 2018
Molte le NOVITÀ in arrivo per questa sesta edizione, che nell’ottica di far testare tecnologie che ancora sembrano avveniristiche per il nostro paese, intende porsi come precursore delle soluzioni della mobilità del futuro.
Prima tra tutte, l’Autonomous Driving Arena, che, grazie ai veicoli esposti e alle esperienze delle aziende presenti, permetterà di conoscere da vicino l’auto senza conducente. Altra novità di rilievo, un’intera area tematica dedicata al Maas – Mobility as a Service, grazie a cui il paradigma della mobilità subisce una sostanziale metamorfosi, trasformandosi da infrastruttura a servizio.
L’evento si caratterizza per un ricco programma CONFERENCE & EXHIBITION, studiato sulle tematiche più innovative del momento, che darà la possibilità ai partecipanti di ascoltare gli interventi di alcuni dei maggiori rappresentanti del settore mobilità, oltre che di intervenire ai dibattiti ed esporre e ”toccare con mano” alcune delle soluzioni più innovative del momento.

Citytech 2018 si propone, quindi, come PALCOSCENICO ideale per la presentazione di nuovi brand che guardano al futuro della mobilità e come scenario dove grandi aziende presentano in ANTEPRIMA nuovi prodotti e nuovi concept.

6 aree tematiche principali attorno a cui ruota l’evento.
Filo conduttore che fa da sfondo e che accomuna ogni aree è lo sviluppo della cosiddetta “CULTURA DIGITALE” che permea tutti gli ambiti della nostra vita e quindi della mobilità, ridisegnando il paesaggio urbano e la fruizione dei servizi ad esso collegati.

1- Guida Autonoma
Conoscere da vicino e sperimentare in prima persona l’automazione e le nuove tecnologie che stanno trasformando la mobilità del futuro, le auto e i nuovi mezzi di trasporto.
Auto senza pilota, senza autista, solo passeggeri:
una vera e propria rivoluzione per l’architettura stessa delle nostre strade e per il nostro modo di interagire con i veicoli, in totale serenità, comfort, rapidità e sicurezza.

2- Mobility as a Service
Con lo sviluppo del cosiddetto Mobility as a Service, la mobilità subisce una metamorfosi sostanziale, trasformandosi da infrastruttura a servizio, diventando fruibile in “pacchetti” personalizzati per ogni esigenza di trasporto, utilizzando un’unica piattaforma, in grado di integrare diverse tipologie di dati e di gestori.

3- Big data
I big data diventano la chiave necessaria per sviluppare una mobilità urbana intelligente che migliori la qualità della vita dei cittadini.
Le città devono implementare un adeguato sistema di monitoraggio dati, capace di garantire una conoscenza approfondita del funzionamento del “sistema mobilità” e delle sue criticità.

4- Mobilità Elettrica
La mobilità elettrica sta diventando realtà, grazie a policy concrete che ne incentivano lo sviluppo in contesti privati, aziendali e relativi al trasporto merci.
Sempre più investimenti vengono impegnati da amministrazioni, servizi e case automobilistiche per far sì che il futuro della mobilità non sia altro che elettrico, connesso, condiviso ed autonomo.

5- Sosta e Tecnologie
E’ sempre maggiore il contributo delle nuove tecnologie per la ricerca del parcheggio e per la gestione della sosta: App, soluzioni tecnologiche e best practices internazionali che facilitano uno dei momenti più stressanti della vita di un guidatore.

6- Riqualificazione Urbanistica
Rivalutazione delle periferie e riqualificazione di strade, spazi pubblici ed aree verdi con progetti sociali integrati.
In questo contesto gli scali ferroviari sono un elemento centrale per ricostruire il tessuto urbano favorendo le connessioni tra i quartieri.

13 e 14 settembre presso la Fabbrica del Vapore di Milano

BYinnovation è Media Partner di Citytech

www.citytech.eu

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Bus elettrici a Bergamo. Tecnologia green, confort di viaggio e design al centro dell’innovativa linea di trasporto pubblico a Bergamo, totalmente elettrica. Gli autobus sono lunghi 12 metri, pesano 13,5 tonnellate e possono ospitare fino a 77 persone, di cui 23 sedute. Dotati di 3 porte e pianale ribassato, i nuovi mezzi sono alimentati elettricamente: hanno infatti un’autonomia di carica giornaliera pari a circa 180 km garantita da un set di batterie da 240 kWh e da un sistema di ricarica con tecnologia plug in per cicli completi – circa sette ore – durante le soste in deposito.
Caratteristiche che unite alle performance in accelerazione, sulla distanza di fermata, vibrazioni e livelli di emissioni sonore, hanno permesso a questo autobus di vincere il titolo europeo di Bus of the Year 2017 attribuito dall’ACE (Association of Commercial Vehicle Editors).

Gli interni, sobri ed eleganti – progettati come la livrea dallo studio Attoma, leader europeo nel campo del service design e della user experience nel settore dei trasporti pubblici – esprimono il connubio tra tecnologia e design, che uniti alle comodità dell’allestimento garantiscono al passeggero una sensazione di accoglienza e comfort nell’esperienza di viaggio.
I nuovi mezzi elettrici sono dotati, come tutti i bus ATB, di emettitrice automatica dei biglietti di viaggio.

Design e colori dei nuovi autobus elettrici riprendono all’esterno il brand della Linea C, evidenziando le caratteristiche peculiari del nuovo percorso: circolare, tangenziale al centro, in collegamento con i quartieri e in connessione con gli altri sistemi di mobilità.

Il claim “A tutta elettricità” rappresenta la sintesi delle caratteristiche tecnologiche del nuovo mezzo; ecologico, non inquinante, ad emissioni zero.

I 12 autobus elettrici di ultima generazione – aggiudicati a marzo 2017 alla Solaris Bus & Coach S.A. insieme agli stalli di ricarica – arrivano direttamente dalla fabbrica polacca di Bolechowo-Osiedle, cittadina poco distante da Poznan, a bordo di grandi bisarche; tutti i nuovi mezzi verranno consegnati progressivamente in ATB entro la fine di gennaio 2018.

Attive anche le 6 stazioni di ricarica delle batterie elettriche che utilizzano il sistema plug in: gli autobus si ricaricano collegando la presa di corrente a bordo al distributore di energia. Un sistema di ricarica tra i più diffusi, efficiente, veloce, che garantisce l’ottimizzazione degli interventi infrastrutturali e impiantistici e un costante monitoraggio della performance delle batterie.

I nuovi mezzi elettrici integrano la flotta di ATB Servizi attualmente composta da 152 autobus – di cui 52 a metano, 88 a gasolio e 12 elettrici per la nuova Linea C – con un’età media di poco più di 9 anni.

L’investimento per l’acquisto dei 12 autobus elettrici e degli impianti di ricarica è pari ad oltre 6,5 milioni di euro, una spesa sostenuta in gran parte da ATB.

La Linea C: 12 autobus elettrici di ultima generazione, che da inizio anno 2018, viaggeranno lungo un percorso in parte preferenziale, tangenziale al centro, in collegamento con i quartieri e in connessione con gli altri sistemi di mobilità: gli autobus, il tram, i parcheggi interscambio, il bike sharing La BiGi.

www.atb.bergamo.it

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Biogas e biometano: rivoluzione agricola per fermare il cambiamento climatico. CIB, il Consorzio Italiano Biogas dedica la quarta edizione di Biogas Italy alla lotta al cambiamento climatico. L’evento annuale di CIB, organizzato in collaborazione con Ecomondo Key Energy, si terrà i prossimi 14 e 15 febbraio a Roma al Nazionale Spazio Eventi – Rome Life Hotel, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e di MiSE, MiPAAF e MATTM. Nel corso della due giorni di summit interverranno i massimi esperti nazionali e internazionali del settore – imprenditori, ricercatori, politici, associazioni ambientaliste e di categoria – per fare il punto su energia, agricoltura e sviluppo sostenibile.

Il cambiamento climatico si manifesta con fenomeni sempre più gravi e rende urgente una rivoluzione energetica. Malgrado il grande sviluppo tecnologico, l’energia prodotta da fonti eoliche e solari non è programmabile e risulta, da sola, insufficiente ad alimentare una transizione ad un sistema elettrico 100% rinnovabile. Esistono, inoltre, ambiti dell’economia difficilmente elettrificabili: i trasporti pesanti, i macchinari industriali, i trasporti navali e aeri, l’agricoltura.

L’Italia dispone di un bacino energetico ancora quasi totalmente inutilizzato e complementare con le altre rinnovabili: il biometano – spiega Piero Gattoni, presidente del CIB – una bioenergia programmabile e dai costi comprimibili, che può avere un ruolo importante nel decarbonizzare la nostra economia, sfruttando nel contempo le infrastrutture di distribuzione già esistenti e operando un efficace greening della rete del gas”.
CIB stima che la produzione di biometano possa raggiungere in Italia i 10 miliardi di m3 al 2030, di cui almeno 8 da matrici agricole, pari a circa il 12-13% dell’attuale fabbisogno annuo di gas naturale e ai due terzi della potenzialità di stoccaggio della rete nazionale.

Per liberare le potenzialità di questa risorsa 100% Made in Italy e per difendere l’intera filiera agricola e industriale – continua il presidente CIB Gattoni – va velocizzata la procedura di valutazione del decreto biometano da parte della Commissione Europea. E’ urgente, inoltre, che l’esecutivo uscente emani i DM attuativi necessari per lo sviluppo delle fonti rinnovabili per gli anni 2017-2020, dando seguito alla promessa di portare a termine il lavoro entro la fine della legislatura e chiudendo così un percorso che dura da oltre un anno e mezzo. In particolare – chiarisce Gattoni – è necessario supportare lo sviluppo di piccoli impianti di biogas, specialmente quelli a servizio delle aziende zootecniche, per permettere di mitigare gli impatti ambientali e di accrescere la competitività del settore primario”.

La via italiana al biogas/biometano passa attraverso la diffusione del modello Biogasfattobene®, un protocollo elaborato dal CIB che definisce un approccio sostenibile all’agricoltura grazie all’impianto biogas e che mira a produrre energia, biocarburante avanzato, alimenti e foraggi non in competizione tra loro. E’ anche grazie a questa specificità che l’agricoltura italiana sta diventando un modello internazionale da studiare e replicare.

A questo proposito, il giorno 14 febbraio, un team di esperti internazionali coordinati dal professor Bruce Dale della Michigan State University, indagherà l’esportabilità nel resto del mondo delle best practices italiane.

Il ruolo del gas come strumento di greening della nostra economia verrà invece approfondito mercoledì 15 febbraio da uno studio commissionato da Gas for Climate, consorzio europeo formato da distributori di gas e organizzazioni di rappresentanza del gas rinnovabile, ed elaborato da Ecofys, società di consulenza energetica e climatica leader a livello internazionale, che ricostruirà uno scenario di sostenibilità al 2050, calcolando anche il risparmio economico che si potrà ottenere con l’uso del gas rinnovabile nel processo di decarbonizzazione del sistema energetico europeo. In concomitanza con la presentazione verrà lanciato il sito internet di Gas for Climate.

Ai lavori prenderanno parte, tra gli altri, anche esponenti di ARERA – Autorità per la Regolazione di Energia Reti e Ambiente, MATTM (Ministero dell’Ambiente), MiPAAF (Ministero Politiche Agricole), Confagricoltura, Confindustria, Coldiretti, Farm Europe, Federbio, Greenpeace, Kyoto Club, Legambiente, FCA, CNH Industrial, SNAM e TERNA. In attesa di conferma la presenza del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e di un esponente del Ministero dello Sviluppo Economico.

Il CIB è un consorzio nazionale che rappresenta tutta la filiera del biogas agricolo, dai produttori di biogas, ai produttori di impianti e servizi per la produzione di biogas e biometano. I suoi obiettivi sono la promozione, la diffusione e il coordinamento delle attività di tutto il settore del biogas in Italia. Il CIB promuove attivamente il modello del Biogasdoneright® o Biogasfattobene® come modello sostenibile e concreto per la produzione di alimenti, foraggi ed energia che nel contempo permette la decarbonizzazione del settore agricolo. Attualmente il CIB conta quasi 800 aziende associate e più di 440 MW di capacità installata.

www.biogasitaly.com/programma

www.consorziobiogas.it

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Ciclo-mobilità cittadina. Anci: presentato il secondo report dell’Osservatorio Focus2R – Osservatorio Nazionale Infrastrutture, Sicurezza e Mobilità per le 2 Ruote, la più completa e aggiornata fotografia delle politiche dedicate alle due ruote dai Comuni italiani capoluogo di provincia.

Il report – unico in Italia – rende disponibile un patrimonio di informazioni su piste ciclabili, guardrail, sharing mobility, parcheggi dedicati, colonnine di ricarica per i veicoli elettrici, forniti direttamente dalle amministrazioni locali.
Anche quest’anno la risposta dei comuni italiani al monitoraggio sulla mobilità delle due ruote in ambito urbano, effettuato dall’Osservatorio Focus 2R, è stata eccellente: il 78% delle amministrazioni locali ha compilato e restituito il questionario, elaborato da Ambiente Italia per conto di Confindustria ANCMA e Legambiente, che alimenta il più ricco e articolato database mai prodotto in Italia sulle politiche di mobilità dedicate a biciclette e motocicli.

Il 74% dei comuni interpellati consente l’accesso all’interno delle Zone a Traffico Limitato di ciclomotori e motocicli. È significativo che in una città su 10 l’accesso al centro storico sia consentito ai soli veicoli con motorizzazione elettrica.
La circolazione di ciclomotori e motocicli nelle corsie riservate ai mezzi pubblici rimane vietato nella maggioranza delle città, ma la percentuale dei comuni che ne autorizzano l’accesso sale – rispetto alla scorsa rilevazione – dall’8% al 12%. Diversa la situazione delle biciclette, che sono autorizzate a circolare in tutte o alcune corsie riservate in 36 Comuni, pari al 41% del totale. Significativo anche il dato relativo alle città che autorizzano il trasporto delle biciclette sui mezzi pubblici: si tratta di 38 comuni, pari al 40% del totale (nel 2016 erano il 31%).

Resta un problema irrisolto quello degli spazi riservati al parcheggio di moto e scooter: circa la metà delle città (56%) offrono una disponibilità di stalli dedicati alle due ruote motorizzate inferiore al 5%; l’80% dei comuni che hanno risposto al questionario hanno una disponibilità di parcheggi dedicati non superiore al 20%. Ancora peggiore, se possibile, la situazione delle biciclette: il 50% dei Comuni dichiara di non avere nessuno stallo dedicato ai velocipedi o, comunque, in percentuale inferiore all’1% del totale. Tuttavia qualche timido segnale di miglioramento emerge dal confronto con l’anno precedente: la disponibilità media dei parcheggi dedicati sale dall’8% all’11% per le moto e dal 9% al 12% per le biciclette. Migliore la situazione dei parcheggi di interscambio per le biciclette, collocati in corrispondenza delle stazioni ferroviarie: il 73% delle amministrazioni locali (in aumento rispetto al 2016 quando erano il 69%) ne ha allestiti almeno presso una stazione.

«La mobilità a due ruote in Italia e la possibilità di spostarsi su biciclette, scooter e motocicli – dichiara Andrea Dell’Orto, Presidente di Confindustria ANCMA – rappresenta un’opportunità irrinunciabile per le amministrazioni locali italiane, in un’ottica di riduzione delle emissioni e snellimento del traffico. La richiesta di ANCMA è che il quadro regolatorio diventi sempre più chiaro, uniforme e favorevole alla diffusione delle due ruote e alla loro sicurezza nel traffico urbano. A monte di questo fenomeno c’è un industria in salute, italiana, che produce ricchezza e occupazione per il Paese: le aziende del settore moto e bici generano un fatturato di 5 miliardi di euro e danno lavoro a 60.000 addetti; l’Italia è leader europeo nella produzione di veicoli a due ruote, sia motorizzati che a pedale, e può vantare una bilancia commerciale in attivo da 25 anni per un valore cumulato superiore ai 17 miliardi di euro».

Sono ormai 63 i comuni che si sono dotati di un servizio di bike-sharing, con una disponibilità complessiva di quasi 11.000 biciclette per più di 140.000 abbonati: a fronte di un aumento della percentuale di comuni che offrono il bike-sharing (dal 61% del 2016 al 66% di quest’anno), si assiste a una diminuzione del numero medio di biciclette disponibili (-15%) e di abbonati (-13%). Ancora immatura la diffusione capillare di servizi di scooter sharing: nell’anno di rilevazione della ricerca erano solo 4 le città che offrivano questo servizio, ulteriormente ridotte a causa del recente ritiro di un operatore.

Segnali di crescita si registrano nel campo della mobilità elettrica: il 41% delle città interpellate dichiara di avere installato una rete di ricarica per motocicli o scooter, con una media di 30 colonnine di ricarica pubblica per comune, ma punte che superano le 100 unità nei comuni più grandi o più sensibili. Il 38% delle città ha installato reti per la ricarica di e-bike, benché in questo caso la presenza di colonnine sul territorio sia molto più disomogenea.

«Ci sono due dati, di segno opposto, che emergono da una ricerca annuale condotta da Legambiente sul Prodotto Interno Bici (PIB) – spiega Alberto Fiorillo, responsabile trasporti di Legambiente – che possono costituire la base per una strategia futura della mobilità in ambito urbano. Quello negativo evidenzia che nell’insieme delle oltre 100 città capoluogo crescono le piste ciclabili, ma non cresce la ciclabilità. In sette anni, infatti, tra il 2008 e il 2015, le infrastrutture urbane riservate a chi pedala sono aumentate addirittura del 50%, mentre nello stesso periodo la percentuale di italiani che utilizzano la bici per gli spostamenti è rimasta immutata: era il 3,6% nel 2008 ed era ancora il 3,6% nel 2015.
In positivo si segnala che l’insieme degli spostamenti a pedali genera già oggi un fatturato di 6,2 miliardi di euro. Questo patrimonio, somma della produzione di bici e accessori, delle ciclovacanze e dell’insieme delle esternalità positive generate dai biker (come risparmio di carburante, benefit sanitari o riduzione di emissioni nocive, appare ancora più rilevante soprattutto in considerazione del carattere adolescenziale della ciclabilità in molte parti d’Italia, sia per gli aspetti relativi alla mobilità, sia per quello che riguarda il turismo su due ruote ––Proprio la corretta analisi di questa contraddizione può fornire gli strumenti giusti per costruire una strategia per il futuro che evidenzi quali sono le infrastrutture e quali le scelte davvero in grado di far sbocciare un nuovo stile di mobilità e un generalizzato bici boom».

Infine, si registra un diverso livello di attenzione da parte degli amministratori locali rispetto alle misure per migliorare la sicurezza degli utenti inserite nei Piani Urbani per la Mobilità: se il 71% dei comuni dichiara di avere approvato almeno una misura per la sicurezza dei ciclisti (ma il valore è in calo rispetto al 75% del 2016), solo il 26% ha presentato iniziative per la sicurezza dei motociclisti. Un’eccezione è rappresentata dall’installazione di guardrail specifici per la protezione dei motociclisti: il 19% li ha installati, un altro 22% – in aumento rispetto al 18% del 2016 – dichiara di volerli ampliare o utilizzare in futuro per la prima volta.

www.ancma.it

Media Partner Innovauto 2018. BYinnovation e SmartEfficiency partners nella strategie dei big player dell’Automotive & Fleet per guidare il futuro. Una giornata dedicata al mondo Automotive & Fleet per comprendere la rivoluzione tecnologica che sta investendo il mondo della mobilità.
Dall’Auto Elettrica ai nuovi sistemi di Infotainment, dalla Black Box alle nuove prospettive per la Mobilità Aziendale, l’evento è strutturato in modo da fornire sia uno sguardo sulle prospettive future, sia dati concreti sulle applicazioni delle innovazioni tecnologiche che stanno toccando il settore.

Inoltre, come sempre ci saranno numerose opportunità – sessioni interattive, pranzi riservati, colazioni tematiche – per fare networking con i colleghi del settore.

AGENDA

8,30
Networking Caffè
Un caffè in area expo con Massimiliano De Blasi, CRM Manager di Nissan per un brainstorming informale sulle ultime notizie dal mondo Automotive:
“Marchionne: sarà Ferrari a fare la prima supercar elettrica” 16 gennaio, 2018
“Vendita auto: in Cina Alibaba sta installando i primi distributori automatici di vetture” 14 dicembre, 2017

Moderatore:
– Massimiliano De Blasi – Crm Nissan

09:00
Sessione plenaria di apertura
Thinking Ahead
Inspirational Speech sulla Guida Autonoma
Come cambierà il modo di relazionarsi con il veicolo
Quanto investiranno i carmakers nei prossimi 3/5 anni per questo segmento?
Quali partnership per le soluzioni di Connettività, Cloud, Algoritmi e Intelligenza Artificiale saranno indispensabili per rendere la guida autonoma una realtà?
Quale impatto sull’urbanistica e l’ambiente?

– Marco Pavone – Professore di Aeronautica e Astronautica Stanford University ed esperto di guida autonoma

09:30
What’s next?
Auto elettriche, connesse e condivise sono il futuro per una mobilità sostenibile e customer friendly?
L’auto elettrica è la soluzione per il futuro? Quali implicazioni per il mondo Automotive? Nuovi benefici o nuove criticità?
Come lanciare le auto elettriche in modo coerente con il brand e trasmettere il valore aggiunto delle novità tecnologiche avanzate?
Verso un’auto che diventerà sempre più un’estensione di sé: come si plasmeranno i servizi di Infotainment ai desiderata del cliente?
Sharing o Owned? Autista o autonoma? La mobilità è in rivoluzione e i carmakers sono al centro della sfida
Trasporto merci e mobilità del futuro: veicoli connessi a guida autonoma e sostenibili?
Quali implicazioni con il settore insurance?

– Barbara Covili – General Manager MyTaxi
– Roberto Ciacci – Consulente di Marketing Digitale & Professore Bologna Business School
– Andrea Leverano – Managing Director DriveNow Italy
– Franco Fenoglio – Amministratore Delegato Italscania
– Cristina Galassi – Project leader Commissione Europea DG JRC
– Tomaso Mansutti – Amministratore Delegato Mansutti
– Nadia Sillano – Managing Director Ubeeqo

Moderatore
Massimo Savazzi – CX Sales Development Manager Italy ORACLE

10.30 – 11.15
Coffee & Networking Break
Sessioni parallele mattino
Sessione Digital Marketing, CRM e Community
Da Car Company a Mobility Company: quali sono i nuovi driver del rapporto con il cliente?

Moderatore
– Enrico Rainero – Editore – BYinnovation.eu

11:15
Panel
Dal digital marketing al digital CRM: verso l’assistenza predittiva
Realizzare una gestione integrata e personalizzata dei clienti basata sulla mappatura real time dell’esperienza, come soddisfare le cosiddette ‘liquid expectations’?

Iveco Control Room: da reazione ad azione
Evoluzione IoT del CRM: esperienze marketing, sales e support nel manufacturing
FordPass: il motore più potente a dimensione di smartphone

– Armando Calvetti – Manager Customer Experience CNH INDUSTRIAL
– Sergio Artuso – Partner Cluster Reply
– Valerio Brenciaglia – Head of Italian After-Sales Division Ford Motor Company

Moderatore
– Enrico Rainero – Editore BYinnovation.eu

12:15
Benchmark Speech
Dalla storia dell’Alfa Romeo alla storia del nostro paese: Il Museo Fratelli Cozzi
“non solo social ma anche un luogo fisico in cui toccare con mano passioni e desideri”

– Elisabetta Cozzi – Direttore Museo Fratelli Cozzi Alfa Romeo

12:30
Panel
Comunicare la “Unique Value Proposition” del marchio in chiave digital
Community: il cliente è il primo brand ambassador
Storytelling per creare uno storyboard del brand
Dall’Omnicanalità alla Right-Canalità
Mobile Storytelling: le nuove formule di narrazione interattiva
Simone Giramondi – Marketing Manager Aftersales KIA Motors Company Italy

Sessione Connected Cars
Come creare valore attorno all’infotainment e monetizzare?
Sessione Flotte Aziendali
La rivoluzione telematica tra privacy e cost saving: quali implicazioni?

13.15 – 14.30
Lunch a Buffet in Area Expo e VIP Lunch

Sessioni parallele pomeriggio
Sessione Concessionaria 4.0
Quali sono i nuovi format per garantire una Customer Experience di valore?

14:30
Apertura dei lavori a cura del chairman
Online, Offline, Car Dealer, Car Maker: è possibile garantire un’esperienza omnicanale?

– Massimiliano De Blasi – Crm Nissan

14:45
Motor Village Digital Store: il 1° Digital Store di FCA in Italia
Case study revolution
“digitali sì ma con il cuore”

– Massimo Dallara – Project Manager – Motor Village Digital Store FCA Italy

15:00
Tavola Rotonda
Confronto tra Car Maker e Car Dealer verso la concessionaria del futuro
Personalizzazione: i consumatori sono sempre più abituati alla personalizzazione dell’esperienza. Come offrire un’esperienza su misura in concessionaria? Quali servizi?
Differenziazione: “Same Same… but Different!” La concessionaria del futuro passa dal venditore 2.0? Da venditore a consulente: quali competenze per differenziarsi?
Localizzazione: dal coinvolgimento nelle iniziative locali al Proximity Marketing per un nuovo approccio legato al territorio

– Enrique Gabriel Gobbato – Site and Sales Manager Centro Porsche Milano Nord Porsche Haus srl
– Matteo Albanese – General Manager Gruppo Bossoni
– Fabio Borney – Jeep Brand Customer Journey Manager – EMEA Region FCA Fiat Chrysler
– Elisabeth Leriche – Advertising Digital & CRM Manager Renault Italy
– Tomaso Mansutti – Amministratore Delegato Mansutti

Moderatore
Massimiliano De Blasi – Crm Nissan

16:15
Cosa vuole il cliente oggi?
Suddivisi in Tavoli Rotondi i partecipanti verranno guidati da alcuni relatori della giornata ad approfondire le soluzioni dei case study presentati e potranno discutere liberamente delle tematiche più rilevanti per gli addetti ai lavori

Connected Cars: Come comunicare i benefici della rivoluzione telematica? E quali sono le implicazioni reali dell’innovazione tecnologica in store?
Dealer HR Revolution: Come sviluppare nuovi percorsi di formazione e sviluppo per incontrare le esigenze del cliente? Il sistema IADA
Automotive Event: quali iniziative per coinvolgere il cliente? Clinic o Entertainment?

– Luca Villotta – Chief Technical & Digital Officer Autostar
– Angela Patuelli – HR Manager IADA – Italian Automotive Dealer Association
– Luca Genini – Responsabile Risorse Umane Autotorino
– Marco Dreosto – Responsabile Qualità – Marketing e Comunicazione Sina

Sessione Auto Elettriche
Da una maggior autonomia all’ampliamento dell’offerta: come la sfida dell’elettrificazione può dare una scossa al mercato
Sessione Flotte Aziendali
Mobility Management: quali sfide? quali prospettive?

17.00 – 17.15
Tea & Networking Break
Sessione plenaria di chiusura

17:15
Tavola Rotonda
Guida autonoma e colonnine di ricarica: come far fronte alle carenze normative e di infrastruttura urbana?
I Carmarkers sono pronti con vetture a Guida Autonoma Livello 3 ma l’auto fatica a “parlare” lo stesso linguaggio della città. Come far fronte a questo gap? Come dialogare con le istituzioni per realizzare quartieri digitalizzati con segnaletica a capacità predittiva?
Quali sono i passi da portare avanti a livello europeo per rendere la guida autonoma una realtà?
Come far fronte alla carenza delle infrastrutture di ricarica?

– Giacomo Biraghi – Fondatore Secolo Urbano
– Biagio Ciuffo – Project leader Commissione Europea DG JRC
– Federico Caleno – Head of e-Mobility Solutions Development Enel
– Marco Granelli – Assessore Mobilità Ambiente Comune di Milano
– Antonio Bisignano – Chief Operating Officer Share’ngo Milan

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www.ikn.it/evento/10206/innovauto-2018/home

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Mapping World Urbanity. MIPIM, the world’s leading property market, today unveils its central theme for 2018 – ‘Mapping World Urbanity.
The expansion of urban areas is redrawing the world map, helping to reposition cities – rather than countries – as economic powers. The 29th edition of MIPIM will explore the future of urban living and how these changes will affect the strategies of the property industry.

The MIPIM conference programme will explore this chosen theme by posing the following three questions:
– How will we live in cities in 2030/2050?
– What will the new rules for investment and property development be in a world dominated by cities?
– What are the best strategies for building future cities in a globalized world?
– A global demographic challenge that calls for new urban models

According to the United Nations, the world population should reach 8.5 billion by 2030 and 9.7 billion in 2050. By 2050, 60% of the world’s population will be urban-based, with a rising life expectancy. Over the next 15 years, 60% of the population will be classified as middle class with higher incomes but also higher expectations, while 91% of the growth in world consumption will come from city-dwellers.

The major challenges for property professionals, both public and private, will be how to cope with this growth in city populations and offer housing, offices and leisure for all, while meeting the new expectations of these people in terms of services, mobility, infrastructure and sustainability.

The new role of cities in an urbanized world
Today, cities have become economic and population centres with global reach, sometimes surpassing the nation to which they belong. They generate more than two thirds of global GDP, and a city such as London has a GDP equivalent to that of the entire Netherlands, the world’s 17th largest economy, while New York has a GDP comparable to that of Canada and Beijing to Sweden.
While the concept of global cities is not new, it is now a major discussion point as this configuration reveals new challenges and opportunities for property professionals: increasing urbanization of the population; densification of transport; the need to improve energy efficiency in buildings by using more durable materials, while at the same time factoring in the economic, political and financial issues linked to globalization.

Urban sovereignty and connectivity
This phenomenon of increased urban sovereignty is closely linked to the rise of global connectivity due to new technologies and the development of transport, leading in turn to increased financial flows and international trade. In this context, the concept of glocalization is more relevant than ever. Professionals need to understand the dynamics of local markets while taking into account the broader rules of international property investment. Despite global connectivity, there are still striking differences between markets around the world and these differences need to be understood and anticipated.

From demography and sovereignty to connectivity and sustainability, cities are taking on a new dimension at MIPIM,” explains Ronan Vaspart, Director of MIPIM. “The key to successful property development is finding the right balance between international investment strategies and local opportunities. MIPIM 2018 will provide welcome input to help understand the issues of urban growth and outline the future of property in an urbanizing world,” he added.

Organised by Reed MIDEM, MIPIM, will be held in Cannes from 13 to 16 March 2018.

Founded in 1963, Reed MIDEM is an organiser of professional, international markets that are essential business platforms for key players in the sectors concerned. These sectors are MIPTV, MIPDOC, MIPCOM, MIPJUNIOR in Cannes, MIP China in Hangzhou and MIP Cancun in Mexico for the television and digital content industries; MIDEM in Cannes for music professionals; Esports BAR in Cannes and in Miami for the esports business; MIPIM in Cannes, MIPIM UK in London, MIPIM Asia Summit in Hong Kong, MIPIM PropTech Summit in New York and MIPIM PropTech Europe in Paris for the real estate industry; MAPIC in Cannes, MAPIC Russia in Moscow, MAPIC Italy in Milan, MAPIC China Summit in Shanghai and IRF brought by MAPIC in Mumbai for the retail real estate sector. www.reedmidem.com

Reed Exhibitions is the world’s leading events organiser, with over 500 events in over 30 countries. In 2016 Reed brought together over seven million event participants from around the world generating billions of dollars in business. Today Reed events are held throughout the Americas, Europe, the Middle East, Asia Pacific and Africa and organised by 38 fully staffed offices. Reed Exhibitions serves 43 industry sectors with trade and consumer events. It is part of RELX Group, a global provider of information and analytics for professional and business customers across industries.

www.reedmidem.com

www.reedexpo.com

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RE Italy: unione fa la forza. L’immobiliare italiano ha ripreso il percorso di crescita, ma vi sono ancora diversi ostacoli lungo la strada verso il ritorno ai livelli precrisi. Dalla burocrazia alle inefficienze della giustizia, fino ai diritti negati, occorre che il legislatore intervenga in maniera tempestiva. Gli operatori del settore possono fare molto per spingere il cambiamento, ma solo se si mostrano in grado di marciare uniti. Sono alcuni degli spunti emersi nel corso di RE ITALY Winter Forum 2018, che si è svolta giovedì presso la sede della Borsa di Milano.

Un evento che ha visto la partecipazione di oltre 600 addetti ai lavori dei settori immobiliare e risparmio gestito, di cui forniamo un primo resoconto in questo numero di REview (gli altri contributi saranno nei numeri delle prossime settimane), un progetto che cresce e riscuote sempre più successo nel comparto.

Il manifesto del settore
Nell’occasione è stato presentato il manifesto per il rilancio dell’immobiliare, firmato dalle associazioni (da Fiaip a Confedilizia, passando per Confassociazioni immobiliare e Finco) e dagli operatori che condividono l’idea di istituire un ministero per lo sviluppo dell’immobiliare, della casa e dell’edilizia.

Tra le proposte avanzate dal manifesto, la richiesta ridurre il carico fiscale sul settore, estendere la cedolare secca, liberalizzazione delle locazioni commerciali, stabilizzazione degli incentivi per le ristrutturazioni e approvare di misure di stimolo alla riqualificazione urbana. Tra le altre misure presenti figurano anche gli incentivi fiscali per le permute immobiliari, lo sviluppo del turismo attraverso la proprietà immobiliare privata e la creazione di un ministero dello sviluppo immobiliare, della casa e dell’edilizia.

Le parole dei protagonisti
“L’interesse degli investitori internazionali è evidente: sta sostenendo una domanda d’investimento di svariati miliardi, segno di una ritrovata fiducia verso il Paese“, ha sottolineato Federico Sutti, country managing partner studio legale Dentons. Un pensiero condiviso da Mario Abbadessa, amministratore delegato Hines, il quale ha sottolineato come tuttavia il mercato resti “selettivo, con un particolare interesse verso le soluzioni di qualità, che nel nostro Paese non abbondano“.

Per Carlo Puri Negri, presidente Aedes Siiq e Sator Sgr, “la svolta indubbiamente c’è, ma serve che non si proceda esclusivamente ognuno per la propria competenza e il proprio ambito di business, ma con uno spirito collaborativo“. Altrimenti, è la visione di Puri Negri, “continueremo a incidere poco nelle scelte del legislatore”. Queste ultime, ha ricordato Leo Civelli, managing director Duff & Phelps, “sono chiamate a intervenire in primo luogo per semplificare la normativa, oggi troppo complessa rispetto ai Paesi vicini”. Di positivo, per Civelli, c’è “il ritorno della propensione agli investimenti, anche se le prossime settimane potrebbero segnare una pausa con l’avvicinarsi della scadenza elettorale“.

Nel corso della mattina vi è stata anche una lectio dell’ex-ministro dell’Economia, nonché avvocato e tributarista Giulio Tremonti, che ha puntato l’indice contro “la sottomissione politica e la svendita di gioielli italiani in corso dal 2011 in avanti“, invitando le istituzioni e le forze sane della società a cambiare rotta in maniera tempestiva per non doversi rassegnare alla logica del declino.

Le interviste
Carlo Alessandro Puri Negri, presidente Aedes Siiq e Sator
“Il mercato italiano negli ultimi 10 anni ha fatto dei progressi straordinari. Il limite è che non riusciamo a presentarci come filiera unica. Questo è un grande problema. Se partiamo dai costruttori e arriviamo ai gestori e ai proprietari e in mezzo ci sono i servizi, siamo tra i settori più importanti per incidenza sul Pil sia italiano che europeo. Occorre unire le forze per dimostrare la nostra forza. Valiamo più dell’automotive e delle telecomunicazioni messe insieme: se riusciamo a farlo comprendere alle istituzioni, sicuramente possiamo ottenere risultati importanti. Come Aedes andiamo avanti sul progetto di Caselle, che è in assoluto uno dei più importanti. Un’iniziativa sfidante, che ci vede impegnati con grande attenzione”.

Vincenzo Gibiino, presidente Opmi – Osservatorio Parlamentare sul Mercato immobiliare
“La politica è stata assente in questi 5 anni sul versante dell’immobiliare. La conseguenza è 750mila posti persi, che probabilmente non torneranno più. Nelle periferie c’è la percezione che gli immobili siano divenuti un centro di costo e non di valore, con il risultato che si continua a pagare l’Imu, ma senza ottenere benefici. La proposta presentata oggi da Opmi e associazioni di categoria è di alleggerire la pressione fiscale, anche se non è facile, considerare che il 44% dei bilanci comunali ormai è dipendente dalle entrate legate agli immobili. Una situazione intricata, dalla quale non è facile uscire. Una delle proposte è di parametrare i costi che i cittadini devono pagare all’effettivo beneficio diretto o indiretto ricevuto”.

Gian Battista Baccarini, presidente nazionale Fiaip
Siamo impegnati per il rilancio del comparto immobiliare. Chiediamo una riduzione della pressione sul settore, attraverso una forma di deducibilità indiretta dei tributi locali dalle imposte sui redditi. Chiediamo anche un’imposta unica sulla casa e l’estensione della cedolare secca su tutti i contratti di locazione in modo da dare rendimenti certi ai proprietari. Inoltre, laddove è stata fin qui applicata, la misura ha consentito l’emersione di molto nero”.

Giorgio Spaziani Testa, presidente Confedilizia
“Ancora prima di misure normative nuove, da parte del legislatore servirebbe una reale comprensione del settore immobiliare. Così spesso assistiamo a misure spot o a iniziative che smentiscono quelle approvate in precedenza. Proviamo a pensare al dibattito sulla tassazione relativa alla prima casa. Servono misure concrete e stabili per consentire lo sviluppo dell’economia attraverso una normativa adeguata”.

Maria Pia Forgione, head of full appraisals Prelios Valuations:
“Il 2018 sarà l’anno del consolidamento dei dati positivi dal mercato, che confermano una presenza forte dell’investitore esterno nello scenario immobiliare italiano“.

www.monitorimmobiliare.it

www.reitaly.it

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Innovazione in auto: condivise, elettriche e a guida autonoma, così saranno le auto nell’immediato futuro. E’ la sintesi del report “The Reimagined Car: Shared, Autonomous, and Electric redatto da The Boston Consulting Group, società di consulenza manageriale globale con uffici in tutto il mondo, che ha analizzato in particolare il mercato statunitense

Entro il 2030 il 25% dei chilometri percorsi da auto private, negli Stati Uniti, sarà effettuato con auto condivise, elettriche e a guida autonoma (SAEV: shared autonomous electric vehicles), con una diminuzione dei costi di viaggio pari al 60%. E’ una delle principali evidenze contenute nel report “The Reimagined Car: Shared, Autonomous, and Electric” redatto da The Boston Consulting Group, società di consulenza manageriale globale con uffici in tutto il mondo, e dedicato alla mobilità del futuro.

Car sharing (servizi come Uber e Lyft), guida autonoma ed elettrificazione dei veicoli sono dunque i tre principali trend che, insieme, stravolgeranno nel breve periodo il nostro modo di muoverci in auto, tanto è vero che molti progetti pilota sono già in corso. Si tratta del cambiamento più significativo degli ultimi cento anni per la mobilità statunitense e dal 2020 impatterà in particolare agglomerati urbani con oltre un milione di abitanti, consentendo agli automobilisti delle grandi città di avere accesso a forme di trasporto più economiche e convenienti: un cittadino di Chicago che percorre annualmente circa 16.000 km in macchina, ad esempio, potrebbe spendere l’equivalente di circa 6.000 euro in meno all’anno.

La disruption dunque non risparmierà il settore dell’automotive: anche se la domanda totale di veicoli non subirà grandi variazioni, entro il 2030 più di 5 milioni di auto convenzionali potrebbero essere sostituite da una combinazione di mezzi elettrici autonomi in flotte urbane e da macchine parzialmente autonome per uso personale. Questo – ammonisce The Boston Consulting Group – è un campanello d’allarme per gli attori del settore automotive, case automobilistiche e fornitori, che devono cominciare, se non lo hanno già fatto, ad analizzare il loro stato dell’arte e a sviluppare nuovi modelli per adattarsi ai nuovi paradigmi di mobilità. Alcuni riusciranno a reinventarsi come provider o fornitori di mobilità ‘come servizio’, altri invece diventeranno obsoleti e usciranno dal mercato. È necessario, per tutti, un intervento decisivo e immediato.

Non mancheranno ricadute sulle città, che avranno sempre più sfide legate alla pianificazione urbana, ma anche conseguenze positive in termini di diminuzione del traffico e dell’inquinamento. Tuttavia, alcune città potrebbero decidere di limitare o di regolare il fenomeno delle auto condivise per evitare impatti troppo negativi sui trasporti pubblici, o di investire in flotte di auto autonome per uso pubblico.

Infine, altri business connessi alla mobilità dovranno modificarsi, o nascere: il mercato assicurativo vedrà una diminuzione del numero di incidenti, quello dell’energia dovrà affrontare il calo della domanda di benzina a fronte dell’aumento di quella di energia elettrica, il mondo digitale si vedrà costretto a fare spazio a nuovi attori chiamati a gestire le flotte di auto condivise elettriche a guida autonoma.

www.bcg.com

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Corporate Responsibility for Climate. The world’s first ever national inquiry into the responsibility of the fossil fuel industry for the human rights impacts resulting from climate change hits and important milestone in the Philippines on 11 December – one day after Human Rights Day (10 December). Companies, including ExxonMobil, Shell, BP, Chevron, ConocoPhillips, Suncor and Repsol, are being asked to explain their role in making climate change worse.
The investigating body, the Commission on Human Rights of the Philippines, sent Notices in October requesting the companies to attend the 11 December meeting to discuss and agree on how the investigation will be conducted, as well as evidence submission and witnesses (1). The investigation will intensify in 2018 and has the potential to shift global understanding of corporate responsibility for climate change.

“Many homes were destroyed during typhoon Yolanda and people died – including some I knew,” said Isagani Serrano, president of the Philippine Rural Reconstruction Movement (PRRM), an organisation that provides support in the aftermath of disasters and one of the petitioners. “We hope CEOs of these companies look deep within their hearts and see how their profit harms people and the planet.”

Filipino typhoon survivors, other communities suffering the impacts of climate change, and civil society organisations, including Greenpeace Southeast Asia (Philippines), petitioned the Commission for the investigation in 2015 (2), two years after super-typhoon Yolanda (Haiyan) claimed the lives of more than 6,300 people and affected millions of others who have yet to recover (3).

“International Human Rights Day should remind these companies why it’s important that they participate in the national inquiry. Extreme weather fuelled by climate change is making life worse for people on the frontlines of climate change,” said Yeb Saño, Executive Director of Greenpeace Southeast Asia, who is also a petitioner in the investigation.

Their basic rights to food, water, shelter, health, and even life are under threat. People have rights, states have duties, and companies have responsibilities to respect these rights. No oil, gas, or coal company has a right to pollute the climate, and those that undermine, threaten, and violate human rights must be held accountable.”

The national inquiry in the Philippines is an opportunity to set the record straight on climate change and make sure these companies are as committed as society needs them to be to phasing out fossil fuels and ensuring that our future is powered by 100% renewable energy,” said Saño.

The Philippines national inquiry is one of a wave of people-powered legal actions taking place around the world. Greenpeace Nordic and Nature and Youth in Norway, young people in the US, senior women in Switzerland, a Peruvian farmer in Germany, a law student in New Zealand, and many others, are taking legal action to seek protection from climate change.

The day before the Manila meeting is a very important day for all of humanity. 10 December is International Human Rights Day and the start of the one-year lead up to the 70th anniversary of the UN General Assembly’s adoption of the Universal Declaration of Human Rights in 1948.

www.greenpeace.org

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