Obiettivi rinnovabili a rischio. La transizione verso le energie rinnovabili è troppo lenta perché l’Europa possa raggiungere gli obiettivi comuni prefissati al 2030. Secondo l’ultimo report di Roland Berger Power to the People – The Future of Europe’s Decentralized Energy Market, gli obiettivi possono essere perseguiti solo con la messa a punto di una regolamentazione unica e condivisa
In questo scenario normativo, la tecnologia con la decentralizzazione dei sistemi energetici può essere il fattore vincente al centro della prossima rivoluzione “verde” .
La transizione verso le energie rinnovabili procede troppo lentamente perché l’Europa possa raggiungere gli obiettivi ambientali prefissati al 2030, ossia il 27% di quota “verde” sul totale fabbisogno energetico del continente. Parola della società di consulenza strategica Roland Berger che nello studio Power to the People – The Future of Europe’s Decentralized Energy Market mette nero su bianco i limiti di un mercato tra i più strategici a livello UE.
E avverte: sarà pressoché impossibile per l’Europa garantire forniture energetiche rispettose dell’ambiente, affidabili ed economiche in assenza di un mercato unico e stabile.
Regolamentazione unica
Ed è proprio questo il punto. Oggi ogni Stato membro dell’Unione europea è responsabile delle proprie politiche energetiche e le diverse strategie messe in campo da ciascun Paese mettono di fatto in pericolo gli obiettivi climatici prefissati a livello UE. Impedendo di beneficiare di fattori altrimenti più che favorevoli alla diffusione delle energie green…
Roland Berger
Fondata nel 1967 in Germania, Roland Berger è la società di consulenza strategica di origine europea leader nel mondo. Con oltre 2.400 dipendenti in 34 Paesi opera in tutti i principali mercati internazionali attraverso 50 uffici. Il motto è: navigating complexity. Perché da 50 anni Roland Berger supporta i propri clienti nell’identificare e implementare le giuste strategie per un successo duraturo.
Fiab Comuni Ciclabili: scade il 30 gennaio l’ultimo appello per le amministrazioni locali che vogliono aderire alla prima edizione di COMUNI CICALBILI 2018, il riconoscimento voluto da FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta per premiare gli sforzi di quei comuni che, coraggiosamente, mettono in pratica concrete politiche per la mobilità in bicicletta, rendendo i propri territori bike-friendly e accoglienti per chi si muove sulle due ruote.
Lanciata lo scorso settembre, l’iniziativa COMUNI CICLABILI ha già assegnato 30 bandiere gialle della ciclabilità italiana ad altrettante località a cui, sulla base di diversi parametri di valutazione, è stato attribuito un punteggio da 1 a 5, ben visibile con l’apposizione di altrettanti bike-smile nella bandiera gialla Comuni Ciclabili 2018.
I comuni che ambiscono a ricevere il riconoscimento devono possedere almeno due requisiti tra quelli richiesti nella candidatura: uno nell’area infrastrutture urbane (“ciclabili urbane” e/o “moderazione traffico e velocità”) e uno in almeno una delle altre tre aree di valutazione (“cicloturismo”, “governance” e “comunicazione & promozione”). Informazioni e termini per aderire all’iniziativa su www.comuniciclabili.it
Obiettivo del progetto Fiab COMUNI CICLABILI è valorizzare ogni tipo di impegno verso lo sviluppo di una mobilità più sostenibile per le persone e l’ambiente e, soprattutto, incentivare a fare sempre meglio per agevolare la scelta della bicicletta come mezzo di trasporto in ogni ambito, dagli spostamenti quotidiani di bike-to-work e bike-to-school al tempo libero, fino alle vacanze in sella.
In questa ottica si inseriscono le nuove iniziative di COMUNI CICALBILI per il 2018 a partire dalle “pagelle” on line dei #comuniciclabili, all’indirizzo www.comuniciclabili.it/comuniciclabili2018/. Facilmente consultabili grazie alle info-grafiche, le “pagelle” evidenziano ciò che ogni amministrazione ha già fatto in tema di mobilità ciclistica individuando, nel medesimo tempo, tutte le aree di miglioramento in cui, anche una realtà già insignita della bandiera gialla con 5 bike-smile, può impegnarsi.
“L’idea di fondo – spiega Alessandro Tursi, vicepresidente FIAB e responsabile del progetto – è quella di creare una vera e propria comunità italiana dei Comuni Ciclabili, riconoscibili verso l’esterno ma soprattutto attivi tra loro per momenti di confronto e di scambio di esperienze e best practice in tema di mobilità ciclistica. L’impostazione scientifica del progetto comporta per noi un lavoro particolarmente intenso, ma i risultati si vedono anche dalle sempre più numerose collaborazioni e partnership di alto profilo anche con il mondo scientifico, come quella con il Centro Ricerche Trasporti e Logistica (CTL), struttura di eccellenza a livello internazionale dell’Università La Sapienza di Roma”.
Il primo workshop per la condivisione delle buone pratiche sarà organizzato da FIAB a marzo, in occasione della consegna delle nuove bandiere gialle ai Comuni Ciclabili 2018 che avranno dato la loro adesione entro fine gennaio. Sempre entro marzo sarà presentata e pubblicata on line la GUIDA ITALIANA DEI COMUNI CICLABILI 2018: uno strumento di visibilità verso cittadini e turisti per i territori con la bandiera gialla.
Fondata nel 1988, FIAB Onlus-Federazione Italiana Amici della Bicicletta è oggi la più forte realtà associativa di ciclisti italiani non sportivi. Con circa ventimila soci suddivisi in oltre 150 associazioni in tutto il territorio italiano, FIAB è, prima di tutto, un’organizzazione ambientalista che, come riporta il suo Statuto, promuove la diffusione della bicicletta quale mezzo di trasporto ecologico in un quadro di riqualificazione dell’ambiente, urbano ed extraurbano. Forte della presenza, tra i suoi soci, di numerosi esperti in campo sanitario, giuridico, urbanistico, ingegneristico e paesaggistico, FIAB è diventata, negli anni, il principale interlocutore degli enti locali sull’importante tema della mobilità sostenibile. FIAB è stata riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente quale associazione di protezione ambientale (Art. 13 Legge n. 349/86) e inserita dal Ministero dei Lavori Pubblici tra gli enti e associazioni di comprovata esperienza nel settore della prevenzione e della sicurezza stradale. Tra le numerose iniziative, FIAB organizza ogni anno Bimbimbici, manifestazione nazionale dedicata a bambini e ragazzi che coinvolge oltre 200 città, e Bicistaffetta, per promuovere il cicloturismo quale volano economico del nostro Paese e sostenere lo sviluppo della rete ciclabile nazionale Bicitalia.
Fiab aderisce a ECF-European Cyclists’ Federation, la Federazione Europea dei Ciclisti. Presidente di FIAB è Giulietta Pagliaccio.
IKN Industrial Production Forum: focus su Industria 4.0 interconnessa, sistemica, digitalizzata. IKN Italy presenta la prima edizione di Industrial Production Forum, che si svolgerà a Milano il prossimo 7 febbraio: un’unica giornata interattiva per approfondire le tematiche inerenti l’Industria 4.0.
Connected Factory: integrare le funzioni per integrare la fabbrica è la tematica trainante della giornata di lavori.
9.00
Apertura dei lavori della giornata a cura di:
– Fabrizio Scovenna – Presidente ANIE Automazione
9.15 – 10.00
Il MONDO DELLA RICERCA è in costante sviluppo di innovazioni tecnologiche-informatiche; ma quali sono le necessità dell’INDUSTRIA?
L’INDUSTRIA INTERVISTA IL MONDO DELLA RICERCA
Quale direzione sta prendendo la ricerca in ambito tecnologico-informatico?
Quali sono le possibili applicazioni all’interno del mondo industriale?
Come un sistema robotico può migliorare l’efficienza dell’impianto?
Quali sono le ripercussioni dell’Intelligenza artificiale su un impianto industriale?
Robot e macchinari automatizzati: quale differenza?
Quali sono le prospettive di applicazione nel medio e lungo periodo (4/5 anni)?
– Amedeo Cesta – CNR Research Director – Vice President AI*IA – ASSOCIAZIONE ITALIANA PER L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
– Domenico Appendino – Presidente SIRI – ASSOCIAZIONE ITALIANA DI ROBOTICA E AUTOMAZIONE
– Daniele Pucci – Head of the Dynamic Interaction Control Research Line ISTITUTO ITALIANO DI TECNOLOGIA
– Franco Santini – Presidente Emerito AIMAN – Associazione Italiana Manutenzione
10.00 – 10.30
THE GERMAN MODEL
INTERNATIONAL CASE STUDY
Come riconvertire e rinnovare una fabbrica secondo paradigmi dell’Industria 4.0?
Cosa lo rende un modello di successo?
Come adottare e calare nella realtà italiana il paradigma tedesco?
(L’intervento sarà tenuto in lingua inglese)
– Ralf Hagen – Engineering Manager MES/ E&A NESTLÉ GERMANY
10.30 – 11.10
SMART FACTORY 2018: come cambia il modo di gestire una fabbrica?
Sperimentare e sbagliare: 2 ingredienti che hanno fatto funzionare i progetti di Digital Innovation
Valorizzare le persone per valorizzare il prodotto
L’esperienza di Fracarro RadioIndustrie
Quali cambiamenti organizzativi devono essere introdotti affinché l’investimento tecnologico- informatico porti buoni risultati?
– Claudio Umana – Global IT Manager FRACARRO RADIOINDUSTRIE
– Roberto Crippa – Supply Chain Director TECNIPLAST
11.10 – 11.40
Networking coffee
11.40 – 13.00
IT FOR CONNECTED FACTORY – Dalla raccolta all’integrazione delle informazioni
TAVOLA ROTONDA
Quali software permettono l’integrazione e l’interconnessione in real-time tra tutte le macchine?
Come trattano i dati e a quale velocità?
Cosa è più conveniente: più software con differenti fornitori o un pacchetto integrato?
Sistemi MES: come conoscere lo stato di avanzamento della linea di produzione, con un alto livello di attendibilità e con ridotto intervento dell’uomo? Come integrare i dati per correggere e riconfigurare (ove necessario) il processo produttivo?
Come garantire la qualità a fronte dell’introduzione di qualsiasi innovazione?
Come garantire l’attendibilità dello scambio di informazioni (a ridotto intervento dell’uomo)?
Enemies of 4.0: le correlazioni tra cybersecurity e sicurezza funzionale
– Gianpiero Negri – R&D Project Safety Manager CNH INDUSTRIAL
– Giorgio Lamonica – Director Corporate ICT – ALFASIGMA
13.00 – 14.00
Networking Lunch
Sessione Pomeridiana
14.00 – 14.40
DATA SCIENCE NEL MANUFACTURING: I PROCESSI INDUSTRIALI GUIDATI DAI DATI
INTERVISTA A TENARIS
– Vincenzo Manzoni – Head of Data Science for Industrial Processes TENARIS
14.40 – 15.40
AUTOMAZIONE in PRODUZIONE e SUPPLY CHAIN
PANEL DISCUSSION
Automazione sulle linee di produzione:
Come migliorare l’efficienza dei macchinari e delle Operations?
Come ottenere delle linee di produzione molto flessibili?
Quali output si possono ottenere dall’interconnessione delle linee di produzione?
Come l’automazione dei processi produttivi può avere delle ricadute positive sul personale di fabbrica?
Automazione e robotizzazione del magazzino: quale integrazione con l’IT?
Automazione nell’allestimento delle spedizioni
I 4.0: per un magazzino privo di eccedenze
Software di simulazione: come ottimizzare i trasporti, individuare la composizione ottimale dei pallet e rendere più efficiente la supply chain?
– Alberto Servida – Presidente ANIPLA Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione, Università di Genova
– Luca Cremona – Product Manager ROLD Smart Fab
– Fabrizio Arnaldi – Socio fondatore e Direttore Commerciale PLANNET
15.40 – 16.00 Coffee Break
16.00 – 16.40
E’ POSSIBILE SUPERARE IL DIVARIO TRA ICT E PRODUZIONE INDUSTRIALE? INTERVISTA DOPPIA TRA CIO E PRODUCTION MANAGER
“Mentre lo sviluppo tecnologico e informatico vive un periodo di continua evoluzione, l’integrazione tra dipartimenti all’interno del modello organizzativo dell’industria italiana mostra maggiori resistenze ad adeguarsi ai cambiamenti in atto. Nel panorama della Digital Innovation, l’integrazione tra competenze gioca un ruolo primario , pertanto, all’interno di una Connected Factory”:
Quale ruolo deve assumere l’IT Manager?
Quali saranno le sue funzioni nel 2025?
Quale ruolo deve assumere il Responsabile Produzione?
Quali saranno le sue funzioni nel 2025?
Come cambiano le competenze dell’IT Manager nella fabbrica 4.0?
Come cambiano le competenze del Direttore Produzione nella fabbrica 4.0?
Quali nuovi talenti assumere all’interno dell’IT Department?
Quali nuovi talenti assumere all’interno della Produzione?
Cosa l’IT Manager chiede al Direttore Produzione?
Cosa il Direttore Produzione chiede all’ IT Manager?
Come far dialogare e comunicare le varie funzioni in vista di un’azienda integrata (e non solo dal punto di vista tecnologico-informatico)?
Intervista a cura di:
– Leonardo Negro – CIO Advisory Services KPMG
– Claudio Umana – Global IT Manager FRACARRO RADIOINDUSTRIE
– Lorenzo Zaniboni – Group Operation Director GRUPPO AGRATI
16.40 – 17.30
DALLE TECNOLOGIE 4.0 ALLA NUOVA ERA PER LA MANUTENZIONE
Quale sono finalità ed obiettivi della Funzione della manutenzione
Quale è stata sino ora l’evoluzione dei modelli tecnico – organizzativi della manutenzione e qual è il nuovo modello che si prospetta
Quali sono le Tecnologie 4.0 che aprono nuove ed impensate prospettive alla manutenzione
In concreto quali sono i benefici attesi nel medio periodo che fanno pensare a una nuova era
Chi deve sviluppare ed applicare le nuove tecnologie
Quali cambiamenti si potranno determinare
Quale sarà il ruolo della manutenzione nell’era 4.0
– Franco Santini – Presidente Emerito AIMAN – Associazione Italiana Manutenzione
– BYinnovation è Media Partner di Industrial Production Forum
Agire o subire le Accise? UtilitEnergy è il luogo fisico e virtuale dove – confrontarsi sulle nuove esigenze che impongono un forte ripensamento dei ruoli e dei processi – valutare nuove idee e soluzioni da portare in azienda – essere propositivo e farsi promotore del cambiamento – essere informato su tutti gli aggiornamenti normativi e i loro impatti operativi – incontrare nuovi potenziali partner per sviluppare in modo innovativo il business – fare un benchmark con altri settori sui progetti cardine dell’evoluzione in atto.
In programma quest’anno la Sessione “Procedure in tema di esclusioni, esenzioni e agevolazioni”
Focus Tecnico
Speech di chiarimento rispetto a quali sono le tipologie dubbie delle varie attività (industriali e esercizi commerciali)
– Pietro Bracco, Commercialista, Puri Bracco Lenzi Associati
Tavola Rotonda “Soluzioni a confronto”
Condivisione delle casistiche particolari per le diverse tipologie di clienti
– Andrea Camerinelli, Responsabile Accise e Dogane, ENI
– Stefano Pavan, Responsabile Accise e Dogane, Enel
– Francesco Careri, Responsabile Accise, Utilità
– Elisabetta Borzone, Billing&Tax Specialist, AXPO Italia
– Vito Gerardo Cipriano, Esperto Accise
Panel “Troviamo insieme le soluzioni”
Confronto one to one tra Tax Manager e un Direttore Commerciale per arrivare a definire insieme durante il dibattito
Quali procedure attivare per evitare criticità in seguito alla fase di acquisizione del cliente
Come realizzare un rapporto proficuo tra le 2 aree aziendali per la gestione corretta delle informazioni da dare al cliente e di come reperirle
– Alessandro Biffi, Responsabile di divisione gas naturale ed energia elettrica, Europam
– Gianfranco Villa, Energy Management, Egea Commerciale
24 Gennnaio 2018 – Novotel Milano Nord Ca’ Granda
– BYinnovation è Media Partner di UtilitEnergy
Involuzione dei Centri Commerciali. Siamo abituati a pensare che viviamo nel Paese più bello del mondo. Ed è vero: siamo il Paese dove si mangia bene, dove si beve bene, dove ci si veste bene, dove l’artigianalità e la qualità sono ancora valori che fanno la differenza.
Ma cosa succede se non si trovano più gli alimentari, le botteghe, i negozi di abbigliamento o di oggettistica, i così detti negozi di vicinato?
Non si tratta di una domanda retorica: sempre più spesso, passeggiando per le vie di un piccolo centro cittadino, dove prima c’era un negozio in piena attività è ora molto facile trovare una saracinesca abbassata e un cartello recante la scritta “Chiuso”. Per fallimento, per cessata attività, per liquidazione.
Anche gli ultimi dati di Confcommercio confermano questo quadro: su un campione di 40 città italiane, escluse le più grandi come Roma, Milano e Napoli, nel periodo 2008-2016 i negozi del commercio al dettaglio hanno subito un calo del 13,2%.
Nei centri storici in particolare la loro presenza è scesa del 14,9%, mentre fuori si attesta un -12,4%. Sono numeri che devono farci riflettere e sui quali in particolare la categoria a cui appartengo, cioè quella degli architetti, deve soffermarsi.
E’ naturale pensare che questi numeri scontino l’evoluzione dei tempi, che porta con sé un modo nuovo di vivere il tempo libero e gli spazi urbani, tuttavia quello che maggiormente sta contribuendo a segnare il destino dei nostri centri storici è la crescita smodata della GDO, dei grandi centri commerciali che con le loro politiche di prezzi aggressive non aiutano il piccolo commerciante.
Tralasciando i dati più prettamente economici e politici, che non mi competono, da architetto mi preme invece sottolineare l’aspetto estetico e culturale. Nel primo caso, credo sia sotto gli occhi di tutti la scarsa attrattività di alcuni centri commerciali, assimilabili a “grandi scatoloni”, privi di qualsiasi senso estetico e mal inseriti nei contesti circostanti, senza alcuna continuità ambientale.
Dal punto di vista sociale, invece, dovremmo ragionare su come la loro presenza abbia cambiato il nostro modo di aggregarci e incontrarci.
La piazza, che per secoli ha fatto parte della nostra cultura è stata infatti progressivamente sostituita da questi nuovi luoghi dedicati alla socialità, sempre più lontani dal centro abitato. Si tratta di un aspetto, quest’ultimo, che non prescinde dai valori che sia l’architetto che la classe politica devono considerare nella progettazione dello sviluppo di un centro urbano.
Gli ultimi progetti retail che ho visto presentati al MAPIC di Cannes nelle scorse settimane, invece che cogliere questa fotografia cupa dei nostri centri urbani, cavalcano ancora la moda dei grandi centri commerciali costruiti in zone lontanissime dal centro, spesso e volentieri senza preoccuparsi di creare o di trovare un possibile legame con la storia, la cultura, il territorio in cui andranno a sorgere.
Alcuni di questi progetti sono gallerie commerciali gigantesche che non hanno alcun rapporto con il contesto, “atterrati” da un altro pianeta, come astronavi dotate di un linguaggio architettonico completamente astruso dall’ambiente architettonico e culturale circostante.
Questi progetti mi fanno seriamente pensare che invece che ad un’evoluzione del retail, stiamo assistendo ad un’involuzione: la proliferazione di questi nuovi mall, che quasi fanno a gara a chi è più grande, rischia sempre più di impoverire e di uccidere i nostri centri, che invece sono la ricchezza del nostro Paese e un perno della nostra tradizione e della nostra memoria.
Come architetto mi sono trovato più volte a confrontarmi con i clienti che ci chiedevano progetti per nuovi centri commerciali e quello che ho sempre cercato di trasmettere è un nuovo modo di vivere e di concepire questi luoghi, con la volontà di instaurare un legame forte e positivo tra il costruito, il contesto e il contenuto, sia che si trattasse di nuove realizzazioni che di riqualificazioni di vecchi immobili.
Nonostante ciò, sono assolutamente convinto che si possa fare di più e si possa intavolare una discussione propositiva con le municipalità e soprattutto con i developer e i gestori, per ripensare ad un format diverso, che non voglia dire solo inserire entertainment nel luogo commerciale, ma ri-proporre una vita reale, fatta di luoghi veri per la socialità.
E’ necessario invertire questa rotta e muoverci per riattivare i centri cittadini, attraverso operazioni di “de-malling”, di riqualificazione e di rivalorizzazione che devono ricucire queste zone commerciali con il contesto e farle tornare ai loro antichi “fasti”, per dare vita a delle esperienze di vera qualità.
Dobbiamo riappropriarci della nostra storia e della nostra cultura, esserne orgogliosi e non adottare modelli che non ci appartengono: i centri commerciali nascevano infatti negli anni ’50 negli USA, per creare delle destinazioni, dei luoghi artificiali di incontro e di eventi per sopperire alla mancanza di questi nelle campagne americane dell’epoca.
Noi non abbiamo bisogno di questi luoghi “finti”, perché abbiamo già i centri urbani, le piazze e le vie più belle del mondo!
Una proposta potrebbe essere di non conteggiare più nella SLP gli spazi commerciali di vicinato, una sorta di “defiscalizzazione” dei metri quadri retail nei centri urbani; ossia una serie di misure per alleggerire il carico fiscale e dar respiro ai commercianti al dettaglio, permettendo loro minori costi, eliminando per periodi iniziali l’affitto, tornando ad essere competitivi e soprattutto rivitalizzando i nostri stupendi centri storici.
Interventi come quello realizzato nell’area Garibaldi-Repubblica con la realizzazione di una nuova area apogea, piazza Gae Aulenti, sono esemplari per dimostrare che il commerciale migliore è quello inserito nel contesto urbano, utile a ricucire il territorio ed ad integrare funzioni differenti, anche se si tratta di nuova edificazione.
Alla fine potremmo stare seduti nelle nostre città aspettando turisti da ogni parte del mondo che vengano a ri-vivere le vibranti esperienze delle nostre radici storiche; insomma un’Italia aperta al futuro, ma ricca del suo passato!
Sono disponibile e aperto ad approfondire questa discussione con chi, come me, ha a cuore il futuro delle nostre città!
arch. Massimo Roy – Progetto CMR
Media Partner Forum Retail e Retail Award 2017. BYinnovation e SmartEfficiency hanno partecipato come partners al successo per la diciassettesima edizione di Forum Retail, l’evento di riferimento del settore ideato e organizzato da IKN Italy.
Più di 900 partecipanti – di cui oltre 150 relatori e 25 Amministratori Delegati Retailer – si sono incontrati nelle due giornate d’evento e si sono confrontati su come connettere il consumatore digitale nel settore Retail.
“Le aziende si devono adoperare per fornire un servizio rapido ed efficiente nell’e-commerce e un’esperienza unica nel PdV” afferma Francesca Cattoglio, socio unico di IKN Italy – “e soprattutto devono essere in grado di mettere subito in pratica l’idea, migliorandola successivamente e prendendo qualche rischio.”
Grazie alle testimonianze dei brand più influenti dei settore Retail si è indagato l’andamento dei beni nel mercato, le logiche dell’e-commerce e dei sistemi di vendita e la gestione dei comportamenti del consumatore nel punto vendita tradizionale.
Dalle ricerche di Altroconsumo e Osservatorio QVC realizzate e presentate in esclusiva per Forum Retail, emerge che il canale più utilizzato per lo shopping è ancora il retail fisico con una quota dell’80,9%; il web è utilizzato dal 55,2% del campione e nella maggioranza dei casi si sovrappone agli altri canali; la Tv rappresenta il 5,5%. In particolare, la popolazione online italiana ha una leggera prevalenza maschile (54%), è composta per oltre la metà da individui sotto i 45 anni d’età che utilizzano soprattutto il Pc, seguito da Smartphone e Tablet.
La tecnologia utilizzata a favore della customer experience digitale viene utilizzata nel 32% dei casi ed è maggiormente apprezzata se presente un ausilio di assistenza: casse self check out (72%) totem (59%) APP (32%) le tecnologie maggiormente presenti nei negozi odierni.
Durante i due giorni, nel Future Lab sono emersi alcuni spunti per vincere la sfida dell’innovazione partendo da una “Road to Technology” fino alla definizione un Action Plan ed Ecosistemi, grazie al contributo di Speaker del calibro di Ernesto Ciorra (Enel), Lucia Chierchia (Electrolux) e Daniele Pes (Altromercato).
Alcuni relatori hanno poi lasciato il segno: Ruben Jais, Direttore D’Orchestra de laVerdi, ci ha insegnato ad aumentare la sensibilità della comprensione per catturare e mantenere l’attenzione del pubblico (e lo stesso vale per il cliente), Andrea Lorini, CEO di Chiara Ferragni Collection, ha evidenziato l’importanza strategica delle partnership con altri brand per dare un’identità ancora più forte al proprio, le plenarie, che vedevano rappresentate aziende del calibro di Amazon, Alibaba e Unes, hanno posto al centro il nuovo volto dell’e-commerce, tra Black Friday (per la prima volta, in Italia, l’e-commerce ha sorpassato le vendite dei Punti Vendita) e Singles Day.
Secondo Giuseppe Grandinetti di Vibram i dati sono il nuovo petrolio e il digital dovrebbe essere un aggregante, un settore orizzontale che dovrebbe toccare tutte le divisioni aziendali.
Grande successo anche per la serata di Gala dei Retail Awards, che ha visto la premiazione di 11 eccellenze del Retail e rafforzato sempre più la nostra presenza nel settore.
Concludendo, possiamo affermare che Forum Retail ci ha regalato: contenuti, emozioni e tante nuove relazioni!
Forum Retail dà appuntamento al 29-30 novembre 2018
– BYinnovation è Media Partner di Forum Retail
Green Logistics Expo – 90 giorni. Parallelamente alle continue nuove adesioni, si va sempre più delineando il programma di incontri, convegni e seminari di Green Logisitics Expo (dal 7 al 9 marzo a Fiera di Padova), di cui SmartEfficiency e BYinnovation sono Media Partner.
INTERMODALITA’
In apertura l’intervento di Thomas Baumgartner, Presidente ANITA e di Fercam, ed è completo il panel del convegno d’apertura dal titolo “Dall’industria ai porti. Le nuove frontiere green dell’intermodalità” che vede tra i relatori anche Renato Mazzoncini AD del Gruppo FSI, Zeno D’Agostino, Presidente di Assoporti, Guido Ottolenghi, Presidente Gruppo tecnico di Confindustria per la logistica, Cristobal Milan De La Lastra, Capo dell’Unità C2 dell’innovazione e reti Agenzia esecutiva (INEA).
Sempre in tema di intermodalità, è in via di definizione un secondo importante incontro, previsto nella mattinata di giovedì 8 marzo, dal titolo “Il ‘Sistema mare’: Porti e Interporti, una risorsa per la crescita sostenibile” che si propone di individuare le strategie per una completa razionalizzazione dei rapporti tra i due soggetti primari dell’intermodalità. L’incontro vede il coinvolgimento delle due associazioni di riferimento – Assoporti e UIR – il coordinamento di Oliviero Baccelli, docente alla Bocconi e il contributo di Pietro Spirito, Presidente dell’Autorità Portuale di Napoli.
Fercam, Iveco, Liquimet saranno invece tra i protagonisti dell’incontro “Veicoli alternativi per una logistica sostenibile: lo stato dell’arte e le tecnologie emergenti” previsto anch’esso nella mattinata di giovedì 8 marzo.
E-COMMERCE & DIGITAL TRANSFORMATION
“E-commerce & Digital Transformation”, l’evento nell’evento che Green Logistics Expo dedica alla grande novità che sta rivoluzionando il mondo della logistica: l’e-commerce. Studi, analisi e presentazioni con due sessioni di lavoro, una mattutina e una pomeridiana, in calendario giovedì 8 marzo 2018, coordinate da Studio Cappello, Ewolf e CTS.
Le problematiche dell’e-commerce analizzate dal punto di vista del logistico saranno al centro della sessione mattutina che avrà per tema “Come cambierà la logistica per il futuro dell’e-commerce, integrazione dei processi aziendali e della supply chain nei nuovi modelli e nei mercati digitali.” Tra i temi affrontati le opportunità della Digital innovation, i processi di Click&Collerct, Reserve&Collect, resi in negozio oltre a un quadro d’insieme dell’e-commerce in Italia.
Nel pomeriggio una diversa angolazione degli interventi. In primo piano le aspettative del consumatore e le problematiche del retail raggruppate sotto il titolo “Vendita omnicanale e multicanale”: i processi di acquisto, la comunicazione con il cliente, i nuovi mercati digitali dell’Asia, l’ottimizzazione e la governance dei processi di interazione tra aziende industriali e i servizi di global forwarding saranno i temi della sessione pomeridiana.
Nel panel dei relatori l’Osservatorio Multimediale del Politecnico di Milano, Oracle, Netsuite, Google, Connect Bay, Qpala, Metro, Fruttaweb e Thun.
LOGISTICA DEL FOOD
Green Logistics Expo dedica alla logistica del food un’area espositiva con la presenza di importanti operatori del settore e il contributo di grandi aziende dell’alimentare come Aia e Barilla. A questo si aggiunge la voce dell’Osservatorio Food Sustainability del Politecnico di Milano per la Sostenibilità Alimentare.
Il mercato richiede soluzioni a basso impatto ambientale e sostenibili da un punto di vista prima di tutto economico e poi naturalmente anche ambientale. Green Logistics Expo è il luogo dove le aziende che operano nella filiera dell’alimentare, siano esse produttrici che fornitrici di servizi logistici, trovano nuove opportunità e soluzioni coerenti con i trend del settore e che tengono conto dell’evoluzione normativa a livello nazionale ed europeo.
– BYinnovation è Media Partner di Green Logistics Expo
World Energy Markets Observatory 2017 di Capgemini rileva che le nuove tecnologie accelerano la Transizione Energetica. Capgemini ha pubblicato la diciannovesima edizione del suo report annuale che, per la prima volta, esce dai confini europei diventando un osservatorio mondiale sul mercato energetico: il World Energy Market Observatory (WEMO), creato in partnership con i team dell’I4CE, De Pardieu Brocas Maffei e Vaasa ETT.
Dallo studio emerge che i progressi compiuti nell’ambito delle tecnologie per la produzione di energia hanno favorito un’accelerazione verso la Transizione Energetica, mentre la crescita delle energie rinnovabili continua a destabilizzare sia i mercati dell’elettricità all’ingrosso che i maggiori player.
Inoltre il report evidenzia un profondo cambiamento dei consumatori nell’utilizzo dell’energia, nei loro comportamenti ed aspettative. Questo cambiamento ha contribuito alla diffusione, ad esempio, dell’autoconsumo, dello Smart Home, dello Smart Building, dello Smart Plant e delle Smart City e alla creazione di comunità per l’acquisto e la gestione dell’energia.
Di conseguenza, la situazione finanziaria delle Utilities rimane sfidante. Il report incoraggia tali aziende ad accelerare i propri sforzi verso la trasformazione e sfruttare sempre di più il potere della Digital Transformation.
Le tre principali evidenze del World Energy Markets Observatory sono:
1. La rapida evoluzione delle tecnologie di produzione energetica rende inarrestabile la penetrazione delle energie rinnovabili, grazie ai vantaggi in termini di competitività e nonostante la conclusione del “conto energia” in Europa
Negli ultimi 12 mesi, il prezzo delle energie rinnovabili è ulteriormente diminuito: in alcuni paesi, il costo delle turbine eoliche situate sulla terraferma e delle tecnologie fotovoltaiche di livello industriale (photovoltaic – PV) sta diventando sempre più competitivo rispetto a quello delle fonti di energia tradizionali (nucleare, carbone, gas). In Arabia Saudita, una recente asta per degli impianti fotovoltaici si è conclusa con un valore molto basso di soli 17 $/MWh. Inoltre, anche i costi dei sistemi di accumulo a batterie sono calati del 20%. Tutto questo ha fatto sì che la Transizione Energetica raccogliesse consensi, richiedendo un limitato intervento a livello politico.
Secondo Antonio Barile, Vice President, Head of Energy & Utilities di Capgemini Italia: “Gli sforzi fatti in ambito di R&D e industrializzazione stanno incoraggiando lo sviluppo delle energie rinnovabili, anche in considerazione dell’intermittenza degli investimenti sulla rete di distribuzione dell’energia. Al giorno d’oggi, questa intermittenza, unita con l’assenza di riforme che regolino i prezzi, fa sì che l’impatto delle energie rinnovabili sui prezzi dei mercati all’ingrosso sia una minaccia per la fornitura di elettricità, oltre ad influenzare negativamente l’aspetto finanziario delle società del comparto”.
2. I consumatori che utilizzano le tecnologie Smart Energy spingono le aziende produttrici a fornire nuovi servizi energetici.
Tutti i consumatori (dell’area residenziale, terziaria o industriale) si aspettano che i fornitori offrano loro una migliore gestione dell’energia (ad esempio con soluzioni di autoconsumo, Smart Home, Smart Building, Smart Plant e mobilità elettrica). Grazie all’aggregazione dei consumatori in comunità con focus il tema dell’energia, stiamo assistendo anche a un’evoluzione dei comportamenti di acquisto e gestione collettiva della stessa.
Antonio Barile commenta: “Stiamo assistendo a un nuovo fenomeno: le utility stanno creando delle divisioni ad hoc per i consumatori, il cui difficile obiettivo è differenziare i servizi ritenuti più importanti dai propri clienti, permettendo così lo sviluppo di nuovi flussi di ricavi con margini migliori. Ovviamente ci sono delle differenze da un paese all’altro, ma la stragrande maggioranza dei player si sta muovendo in questa direzione, anche se, al momento, solo un numero limitato di essi è riuscito a trovare la giusta soluzione.
Le capacità legate all’innovazione e l’agilità sono gli elementi chiave per un go-to-market rapido e di successo ma, generalmente, sono proprio quelli che mancano”.
3. Le aziende tradizionali hanno intrapreso la via della trasformazione per effetto del pesante impatto della Transizione Energetica e delle mutevoli aspettative dei consumatori. È arrivato il momento di accelerare attraverso l’implementazione della Digital Transformation.
La gran parte dei principali player del settore ha avviato dei piani di trasformazione, che vengono implementati con molta attenzione. Questo è quanto si nota anche in Nord America, area nella quale gli aspetti finanziari delle Utility sono meno a rischio rispetto a quanto avviene in Europa, poiché la Transizione Energetica avviene più lentamente e le normative di mercato sono diverse. Questi piani per la trasformazione, oltre a semplificare i processi interni, generalmente si concentrano sul business downstream (reti, energia pulita e servizi energetici a valore aggiunto per i consumatori), creando e gestendo nuove operation e nuovi business model.
Ulteriori guadagni potrebbero anche provenire sul lato della produzione.
Le tecnologie digitali sono in continua evoluzione e producono continuamente nuove soluzioni (per esempio l’Automazione Robotica dei Processi, l’Intelligenza Artificiale, l’Internet of Things o il Blockchain, tutte innovazioni che non erano disponibili solo un paio di anni fa). Il valore dei dati gestiti – Analytics – continua a non essere completamente sfruttato.
Il World Energy Markets Observatory è un report annuale di Capgemini che monitora i maggiori indicatori nei mercati dell’elettricità e del gas in Europa, Nord America, Australia e Sud-est asiatico e registra i progressi e le trasformazioni avvenute nel settore. La 19° edizione utilizza, per la maggior parte, fonti pubbliche integrate con le competenze di Capgemini nel settore energetico, e si basa su dati relativi al 2016 e all’inverno 2016/2017. Le competenze specifiche su normative, cambiamenti climatici e comportamento dei consumatori sono stati forniti rispettivamente dai team di ricerca di De Pardieu Brocas Maffei, I4CE – Institute for Climate Economics – e VaasaETT.
Impact investing: finanza a supporto dell’impatto socio-ambientale. Presentato a Milano il manuale realizzato dal Forum per la Finanza Sostenibile a partire da un gruppo di lavoro che ha coinvolto industria finanziaria, fondazioni e organizzazioni del Terzo Settore
Si è svolto presso BASE Milano l’evento “Impact investing: la finanza a supporto dell’impatto socio-ambientale”, promosso dal Forum per la Finanza Sostenibile nell’ambito della sesta edizione della Settimana SRI.
Al centro del convegno la presentazione del manuale sull’impact investing realizzato dal Forum in collaborazione con Social Impact Agenda per l’Italia e con il sostegno di AXA Investment Managers, Etica SGR e Sella Gestioni SGR.
La pubblicazione è il risultato di un Gruppo di Lavoro che ha coinvolto soggetti dell’industria finanziaria, delle fondazioni e delle organizzazioni del Terzo Settore sul tema dell’impact investing, strategia che consiste in investimenti realizzati con l’intento di generare un impatto socio-ambientale positivo misurabile e in grado, al tempo stesso, di produrre un ritorno economico per gli investitori.
I contenuti della pubblicazione
Arianna Lovera (Forum per la Finanza Sostenibile) ha presentato i principali temi trattati nel manuale: a partire da un inquadramento generale volto a definire le caratteristiche salienti dell’impact investing e a tratteggiare dimensioni e caratteristiche del mercato, la pubblicazione illustra alcuni strumenti finanziari attraverso cui è possibile effettuare operazioni di finanza a impatto. Il manuale dedica inoltre un capitolo alla misurazione dell’impatto sociale e ambientale, rendendo conto della pluralità di metodologie esistenti.
Infine, vi sono approfondimenti relativi ad alcune aree di intervento, con cenni alle tipologie di rischio e rendimento atteso: housing sociale, servizi educativi e di welfare, settore agro-forestale, energie rinnovabili e microfinanza.
Gli interventi dei relatori
Shade Duffy (AXA Investment Managers) si è concentrata sugli strumenti finanziari attraverso cui svolgere operazioni di impact investing, sottolineando che è possibile realizzare investimenti a impatto in tutte le classi di attivo, costruendo portafogli diversificati e adattati alle esigenze degli investitori, anche in termini di rischio e rendimento. È cruciale – ha concluso Duffy – passare dalla semplice mitigazione dei rischi alla generazione di effetti socio-ambientali positivi.
Il tema della misurazione e della rendicontazione d’impatto è stato approfondito da Nicola Trivelli (Sella Gestioni SGR), che ha illustrato il Report annuale d’Impatto volto a comunicare i risultati d’investimento in relazione agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs).
Sui possibili settori di intervento dell’impact investing, Luca Mattiazzi (Etica SGR) ha approfondito quello della microfinanza, descrivendo le iniziative avviate dal Gruppo Banca Etica sul tema. Infine, Mattiazzi ha presentato il Report di impatto di Etica SGR, sottolineando l’importanza di fornire strumenti di misurazione e valutazione expost degli impatti socio-ambientali degli investimenti azionari.
Alle testimonianze fornite dai gestori è seguita una tavola rotonda moderata da Sara Silano (Morningstar Italia) sul tema dell’allineamento della strategia dell’impact investing agli obiettivi di sviluppo sostenibile.
– Giovanni Fosti (Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore) ha posto l’accento sulla necessità di costruire nuovi paradigmi di welfare in grado di rispondere alle esigenze sociali in una prospettiva di lungo periodo. A questo scopo, Fosti ha individuato come prioritaria la creazione di un contesto favorevole all’innovazione sociale, anche attraverso programmi di capacity building rivolti al Terzo Settore.
– Marco Sangiorgio (Direttore generale di CDPI Sgr, Gruppo Cassa depositi e prestiti) partendo dal tema dell’housing sociale ha illustrato il progetto del fondo FIA2 per le nuove esigenze abitative (smart housing). Lo strumento, che ha appena acquisito una partecipazione immobiliare nel polo H-FARM dedicato all’innovazione, investirà in spazi di smart working, education e per l’incubazione di talenti.
– Aldo Romani (European Investment Bank – EIB) ha definito i green bond come uno strumento di accountability per lo sviluppo di progetti in campo ambientale ed energetico, in linea con gli SDGs. Romani ha sottolineato l’importanza di lavorare su una tassonomia comune delle attività sottostanti i prodotti green, evidenziando la rilevanza del libro bianco “The need for a common language in Green Finance” presentato alla conferenza
COP23 di Bonn dall’EIB e dal Green Finance Committee of China Society for Finance and Banking. L’impact investing, ha concluso Romani, rappresenta un’opportunità per recuperare la funzione sociale della finanza.
Il keynote speech di Giovanna Melandri, Presidente di Social Impact Agenda per l’Italia, ha illustrato la proposta di creazione del primo fondo outcome based in Italia. A fronte della crisi del welfare, una possibile soluzione può essere trovata negli schemi pay-by-result, che prevedono l’assunzione parziale di rischio da parte degli investitori privati e l’erogazione delle risorse pubbliche solo a seguito della verifica dei risultati.
Tra gli effetti collaterali positivi di questa strategia: alleggerire la Pubblica Amministrazione dal peso del rischio e stimolare la collaborazione tra imprese sociali.
In conclusione Francesco Bicciato, Segretario Generale del Forum per la Finanza Sostenibile, ha dichiarato: “La finanza sostenibile sta vivendo una fase di crescita significativa a livello globale. Lo sviluppo dell’impact investing rappresenta un terreno fertile per gli investitori orientati alla ricerca di progetti con caratteristiche di redditività e impatto socio-ambientale positivo: è questo il momento giusto per dotarsi di strumenti idonei a cogliere le opportunità emergenti”.
L’Investimento Sostenibile e Responsabile
“L’Investimento Sostenibile Responsabile (SRI, acronimo di Sustainable and Responsible Investment) è una strategia di investimento orientata al medio-lungo periodo che, nella valutazione di imprese e istituzioni, integra l’analisi finanziaria con quella ambientale, sociale e di buon governo, al fine di creare valore per l’investitore e per la società nel suo complesso”.
Il Forum per la Finanza Sostenibile
Il Forum per la Finanza Sostenibile (FFS) è un’associazione senza scopo di lucro nata nel 2001. È un’organizzazione multistakeholder: ne fanno parte operatori del mondo finanziario e altri soggetti interessati dagli effetti ambientali e sociali dell’attività finanziaria. La missione del Forum è promuovere l’integrazione di criteri ambientali, sociali e di governance nelle politiche e nei processi di investimento.
Il Forum per la Finanza Sostenibile è parte di Eurosif, l’European Sustainable Investment Forum.
Riforma SEN: purchè energie rinnovabili. ITALIA SOLARE: troppo gas e per raggiungere i 73 TWh di FV serve un tavolo di confronto per rivedere la riforma delle tariffe domestiche e del mercato elettrico.
Il 30 novembre a Roma approfondiamo il futuro del fotovoltaico in Italia con esperti e Parlamentari.
ITALIA SOLARE accoglie con sentimenti contrastanti la pubblicazione del documento finale della Strategia Energetica Nazionale.
L’associazione nutre forti perplessità sul focus verso il gas. “Puntare sulla metanizzazione della Sardegna sui rigassificatori e sui gasdotti – dichiara Paolo Rocco Viscontini, Presidente di ITALIA SOLARE – rappresenta una scelta sbagliata e anacronistica che porterà alle solite ricadute sulla collettività a cui si chiederà di farsi carico di costi relativi a scelte sbagliate.”
Nonostante questo l’associazione apprezza il riconoscimento dato al fotovoltaico come fonte energetica in grado di dare un contributo molto significativo alla copertura energetica del paese da oggi al 2030 con un obiettivo di 73 TWh.
“Un obiettivo così importante – continua Rocco Viscontini – significa da un lato impegnarsi per difendere i 22 TWh attuali da fotovoltaico, che invece rischiano di ridursi a causa dell’errata concezione del sistema sanzionatorio applicato dal GSE, e dall’altro lato realizzare un quadro normativo che finalmente consenta al fotovoltaico di tornare a crescere. Abbiamo già preparato le nostre proposte e il 30 novembre a Roma durante il nostro Forum le presenteremo ai Parlamentari.”
Secondo i calcoli dell’associazione, per poter disporre di ulteriori 50 TWh occorre installare in 13 anni circa 40 GWp di nuovi impianti fotovoltaici, ovvero una media di 3.100 MWp di nuovi impianti all’anno. Questo vuol dire praticamente decuplicare l’installato annuale attuale che negli ultimi 3 anni si aggira intorno ai 300 MWp.
“L’obiettivo degli ulteriori 50 TWh è facilmente raggiungibile – continua Rocco Viscontini – a condizione che si approvino i Sistemi di Distribuzione Chiusi e che si riveda in maniera sostanziale la riforma delle tariffe elettriche domestiche.”
Ricordiamo che i Sistemi di Distribuzione Chiusi sono già stati bocciati dall’attuale governo. Qualora fossero approvati si potrebbe allargare il perimetro di utilizzo dell’energia fotovoltaica in modo che si possano realizzare reti locali molto efficienti sia in ambito industriale che residenziale, aumentando quindi la convenienza del fotovoltaico, accumulo incluso.
Inoltre, come noto, la riforma delle tariffe elettriche domestiche riduce la convenienza degli impianti fotovoltaici e degli interventi di efficienza energetica. La richiesta dell’Autorità di posticipare al 2019 la finalizzazione del nuovo sistema tariffario con la precisazione che comporta un significativo aumento nelle bollette di ben 22 milioni di famiglie, è la dimostrazione che, come ha sempre sostenuto ITALIA SOLARE, si tratta di una riforma sbagliata.
“Non si può parlare di oltre 3000 MWp/anno di fotovoltaico e poi dare seguito a una riforma tariffaria che dimezza il tempo di ritorno degli investimenti nel fotovoltaico – conclude Rocco Viscontini. ITALIA SOLARE chiede la riapertura di un tavolo di lavoro sulla riforma delle tariffe perché sia sviluppata in primis proprio per agevolare l’installazione della potenza fotovoltaica che serve per rispettare gli obiettivi di riduzione delle emissioni, ora ancora più sfidanti di prima.”
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