Author: enrico

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Crowdfunding mobilità elettrica: Route220, principale operatore privato italiano nell’ambito della mobilità elettrica nato dentro l’incubatore tematico di Trentino Sviluppo, Progetto Manifattura, leader nella gestione e nell’installazione di stazioni di ricarica, ha presentato il 30 Ottobre, la prima campagna italiana di equity crowdfunding del settore: attraverso WeAreStarting.it, piattaforma autorizzata Consob, ciascun investitore, privato e professionale, da oggi, potrà contribuire e beneficiare dello sviluppo della mobilità elettrica in Italia ed Europa.

L’idea di Route220 è semplice e brillante: legare alle stazioni di ricarica una serie di servizi per la promozione del territorio e degli esercizi commerciali e di ospitalità che accolgono gli ev-drivers, target attento alle tematiche ambientali e alla sostenibilità, tecnologico e alto-spendente.

Il progetto si caratterizza per essere l’unico investimento privato in Italia per la gestione di una rete di ricarica basato su un modello di business innovativo, che vede il coinvolgimento di diversi stakeholders del territorio.

«Spesso sento parlare della necessità di passare ad una mobilità più sostenibile associando questo tema alla Pubblica Amministrazione, come se fosse soltanto compito dei Comuni occuparsene» afferma Franco Barbieri. «Oggi Route220 offre, ad investitori privati e professionali, la possibilità di contribuire allo sviluppo della mobilità elettrica, divenendo soci di un’azienda esistente, con un track record impressionante – oltre 125 punti di ricarica installati- e con un sistema di gestione basato su una piattaforma digitale di proprietà». Tra le prime realtà a credere in Route220 proprio Progetto Manifattura, dove è stata installata nel 2015 la prima colonnina di ricarica Route220.

Attualmente in Italia il mercato delle auto elettriche vale 75 milioni di euro. Le previsioni indicano come le vendite dei veicoli elettrici siano in costante crescita nei prossimi anni, fino a raggiungere la quota di 3 milioni nel 2021. Secondo Bloomberg, entro il 2040 la vendita dei veicoli elettrici a livello mondiale sarà superiore alla metà di tutte le vendite di nuove auto (54%) e la percentuale di veicoli elettrici presenti su strada sarà circa del 33%.

«Da un lato ci sono le ricerche che parlano chiaro, sostenendo che i veicoli elettrici rappresentano il presente e soprattutto il futuro dell’intero settore automotive a livello mondiale. Dall’altro c’è la natura che manda chiari segnali. Basti pensare alla nube di polveri sottili che ha invaso le città di Milano e Torino nei giorni scorsi o all’uragano che ha investito il Nord Europa. E’ necessario fare qualcosa, non si può più rimandare” sostiene Carolina Solcia.

Route220 opera come Charge Point Operator certificato indipendente ed interoperabile; ad oggi ha installato sul territorio italiano ben 125 punti di ricarica tra la provincia di Mantova, quella di Trento, la città di Torino ed alcune delle più prestigiose mete turistiche delle Dolomiti.

Grazie alla piattaforma tecnologica alla base del servizio di evway by Route220, tutte le stazioni di ricarica sono mappate e accessibili su un’app gratuita e sono monitorate per verificarne lo stato e la disponibilità in tempo reale.

La piattaforma open, interoperabile con oltre 40 operatori europei, gestisce e utilizza in roaming oltre 18.000 punti di ricarica attivi in Europa garantendo un facile accesso alla ricarica anche ai turisti di passaggio, mentre la app evway promuove le ricchezze e le peculiarità del territorio e gli esercizi di ospitalità in prossimità delle stazioni di ricarica.

www.route220.it

Circular Economy Startup Initiative: Intesa Sanpaolo and Ellen MacArthur Foundation introduce the upcoming investment forum “Circular Economy Startup Initiative”, to highlight the opportunity of innovative applications in the Food industry for Circular Economy – a €1.8 trillion annual potential for Europe1.

The event will take place during the morning of November 24, 2017 in the Innovation Center of Intesa Sanpaolo – London Hub.

After the great success of the conferences held in November 2016 on financing solutions, and in May 2017 on disruptive materials, this third edition will focus on Circular Economy innovative technologies and business models for the Food industry.

The topic will be debated with a group of Corporate experts, followed by a distinctive selection of Circular Emerging Startup pitches.

During the event you will have the chance to:
– Learn about innovative circular materials and disruptive startups reshaping our future
– Increase the resilience of your investment portfolio with Circular Economy insights
– Deepen the impact of processes and new business models such as design for remanufacturing, products-as-a-service and raw materials procurement

Participation is free of charge, seat availability is limited to 80 places.
To participate, please register on Circular Economy Startup Initiative/registration.

website

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ANIE Rinnovabili Osservatorio FER. Nei primi nove mesi del 2017 le nuove installazioni di fotovoltaico, eolico e idroelettrico raggiungono complessivamente circa 688 MW (+23% rispetto allo stesso periodo del 2016). Si supera quota 700 MW complessivi grazie al contributo degli impianti a bioenergie che nel primo semestre 2017 raggiungono circa 25 MW.

Si conferma il trend mensile del fotovoltaico che con i 32 MW connessi a settembre 2017 raggiunge quota 323 MW complessivi (+13% rispetto allo stesso periodo del 2016). In leggero calo invece il numero di unità di produzione connesse (-2%). Gli impianti di tipo residenziale costituiscono il 48 % della nuova potenza installata nel 2017.
Le regioni che hanno registrato il maggior incremento in termini di potenza sono Basilicata, Lazio, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta e Veneto, mentre quelle con il maggior decremento sono Abruzzo, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Le regioni che hanno registrato il maggior incremento in termini di unità di produzione sono Basilicata, Molise, Piemonte, Valle d’Aosta e Veneto, mentre quelle con il maggior decremento sono Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Sardegna, Trentino Alto Adige e Umbria. Da segnalare in particolare un impianto realizzato in provincia di Vercelli da 1,6 MW.

Settembre 2017 è un ottimo mese per le installazioni eoliche che con 29,4 MW raggiungono circa 313 MW (+36% rispetto ai primi nove mesi del 2016). Notevole l’aumento (+157%) delle unità di produzione grazie alle attivazioni di impianti mini-eolici di taglia compresa tra 20 e 60 kW.

Per quanto riguarda la diffusione territoriale, la maggior parte della potenza connessa (97%) è localizzata nelle regioni del Sud Italia. Le richieste di connessione di impianti di taglia inferiore ai 60 kW sono il 28% del totale installato fino a settembre 2017, mentre gli impianti superiori ai 200 kW costituiscono il 71% del totale. Da segnalare la connessione di un impianto eolico da 27 MW in Campania, in provincia di Benevento.

Prosegue il trend positivo anche per l’idroelettrico che vede crescere del 16% la nuova potenza installata (52 MW complessivi) rispetto ai valori registrati nei primi nove mesi del 2016, con un incremento del 12% delle unità di produzione.

Le regioni che hanno registrato il maggior incremento di potenza nei primi nove mesi del 2017 rispetto all’anno precedente sono Abruzzo, Emilia Romagna, Marche, Molise, Sicilia, Trentino Alto Adige e Veneto. I nuovi impianti idroelettrici di taglia inferiore a 1 MW connessi fino a settembre 2017 costituiscono il 54% del totale.

Per quanto riguarda gli impianti a bioenergie, i dati disponibili si riferiscono al solo primo semestre 2017: i nuovi impianti a biomasse, biogas, bioliquidi e rifiuti solidi urbani connessi sono complessivamente 108, corrispondenti a una potenza di 25 MW. La fotografia conferma la prevalenza delle piccole taglie: il 79% delle installazioni è costituito da impianti di potenza inferiore o uguale a 250 kW corrispondenti al 49% della potenza installata nel 2017.

Analizzando i dati congiunturali dei trimestri del 2017, si registra un andamento altalenante. E’ evidente l’exploit nel periodo aprile-giugno 2017 con ben 408 MW installati grazie al contributo degli impianti di grande taglia, in particolare, i 63 MW di fotovoltaico realizzati in grid parity nel Lazio.

Nel periodo luglio-settembre 2017 si registra, invece, un’inversione di tendenza con soli 138 MW installati, valore comunque in linea con le installazioni dei primi tre mesi dell’anno (146 MW). In ogni caso, fa ben sperare per lo sviluppo delle FER nei prossimi mesi il dato più che positivo delle variazioni tendenziali per tutti e tre i comparti (+23% complessivo rispetto ai primi nove mesi del 2016).

www.anie.it

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Aziende sempre più Green. La gestione ambientale si evolve da semplice “opzione verde” ad asset strategico per le imprese: una tendenza guidata da consumatori sempre più attenti alla sostenibilità dei prodotti.

Sono questi i risultati che emergono da una ricerca condotta a livello globale su un campione di più di 1.700 professionisti dall’ente di certificazione DNV GL con il supporto dell’istituto di ricerca internazionale GFK Eurisko, con lo scopo di indagare l’approccio delle aziende nei confronti della gestione ambientale.
I risultati della ricerca 2017 sono stati comparati a quelli di uno studio analogo condotto nel 2014, al fine di analizzare le principali tendenze globali e i cambiamenti nella percezione della gestione ambientale da parte del settore privato.

La ricerca mostra come le richieste del consumatore siano al centro del business sostenibile: la domanda da parte dei clienti (indicata dalla metà dei rispondenti) è il driver che registra la più alta crescita percentuale, con un incremento di 15 punti rispetto al 2014.
Si tratta del secondo fattore per importanza, alle spalle solo della necessità di essere conformi a leggi e normative (77%). Anche la pressione da parte di altri stakeholder si fa sentire, opzione indicata da un quarto dei rispondenti, con una crescita del 10% rispetto alla ricerca precedente.
Le sfide che le imprese di tutto il mondo affrontano attualmente sono grossomodo le stesse di tre anni fa. Il rischio maggiore è legato alla gestione dei rifiuti e, in particolare, al loro smaltimento (55%), al trattamento di materiali pericolosi (44%) e allo scarico delle acque reflue (36%).

INVESTIMENTI IN CRESCITA, MA MINOR ATTENZIONE ALLA SUPPLY CHAIN
Tra le imprese intervistate, il 74% afferma che la gestione ambientale è un fattore rilevante all’interno della strategia aziendale complessiva e il 45% è intenzionato ad aumentare gli investimenti per la gestione ambientale. Dallo studio emerge che, nel mondo, la quasi totalità delle imprese (96%) ha portato a termine almeno un’azione concreta per valutare o mitigare i rischi ambientali nel corso del 2017.
Le principali iniziative avviate sono state: monitoraggio per la verifica della conformità ai requisiti di legge (indicato dal 73% del campione), manutenzioni regolari per minimizzare l’impatto ambientale (70%) e regolari valutazioni d’impatto (65%).
Nonostante vi sia attenzione crescente rispetto alle proprie attività e operazioni interne, solo un’azienda su tre mette in atto un programma di gestione ambientale nei confronti dei propri fornitori. Si tratta di un numero minore rispetto alle attese, vista l’importanza dei fornitori per gli stakeholder esterni.

Luca Crisciotti, CEO di DNV GL – Business Assurance, ha dichiarato: “È incoraggiante notare il trend positivo delle aziende nei confronti della gestione ambientale.
Ma c’è ancora margine di miglioramento quando si tratta della catena di approvvigionamento. Le imprese dovrebbero riconoscere l’influenza che possono esercitare sui loro fornitori per migliorare la sostenibilità della filiera in senso ampio, così come è avvenuto per i consumatori.

IL VALORE AGGIUNTO DELLE CERTIFICAZIONI
Una diminuzione del numero di incidenti ambientali (indicato dal 52% dei rispondenti) è il principale beneficio raggiunto dalle imprese intervistate grazie agli sforzi nei confronti della gestione ambientale. Un miglioramento delle relazioni con le autorità competenti (48%), risparmi economici (40%) e vantaggi competitivi (36%) sono gli altri benefici citati dagli intervistati.
Circa l’80% delle imprese intervistate ritiene, infine, che un sistema di gestione ambientale basato sullo standard internazionale ISO 14001 e una certificazione di terze parti generi valore aggiunto per il business. In particolare, la certificazione viene considerata un aiuto importante per la conformità alle normative (77%) e per il miglioramento delle performance generali (72%).

www.dnvgl.it

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Commissione Europea: inquinamento auto. GEAR 2030: un futuro competitivo e sostenibile per l’industria automobilistica. Il gruppo di alto livello “GEAR 2030” ha presentato una relazione per un settore automobilistico competitivo su scala internazionale e oggetto di una crescita sostenibile, in cui i rappresentanti del settore pubblico e privato riuniti dalla Commissione Europea raccomandano all’industria automobilistica di investire in veicoli puliti e a emissioni zero e nella guida connessa e automatizzata.

La Commissaria per l’Industria Elzbieta Bienkowska, esprimendo il proprio apprezzamento per la relazione ha dichiarato: “L’industria automobilistica è ad una svolta. Lo scandalo delle emissioni ne ha gravemente danneggiato la reputazione e la credibilità. Sono in gioco la sanità pubblica e l’ambiente, le aspettative sociali stanno cambiando e la concorrenza mondiale è dura. Questa relazione è una buona base per un (nuovo)inizio e mi compiaccio che sia ampiamente sostenuta sia dai governi che dall’industria. Grazie ad una stretta collaborazione, possiamo senza dubbio raggiungere i nostri obiettivi.”

La Commissione rifletterà sulle raccomandazioni ed esaminerà le opzioni strategiche per attuarle. Una serie di iniziative è già in preparazione, come l’imminente secondo pacchetto sulla mobilità, che prevede norme più severe sulle emissioni di CO2, e l’iniziativa per lo sviluppo e la produzione delle batterie in Europa, e l’industria automobilistica ha un ruolo cardine nella strategia di politica industriale della Commissione annunciata dal Presidente Juncker nel discorso sullo stato dell’Unione.

Quali sono i rischi connessi alle emissioni dei veicoli?
Le emissioni di inquinanti atmosferici sono la principale causa ambientale di morte prematura nell’UE e danno luogo a malattie respiratorie, elevate spese sanitarie e giornate di lavoro perse. I dati più recenti indicano che tre inquinanti atmosferici (PM2,5, NO2 e O3) sono da soli responsabili di 400 000 morti premature ogni anno nell’UE, di cui 70 000 direttamente collegate al biossido di azoto (NO2). Al superamento dei limiti di inquinamento atmosferico in numerose aree urbane contribuisce anche il trasporto urbano.

Come sono regolamentate a livello dell’UE le emissioni inquinanti dei veicoli?
Negli ultimi decenni la Commissione ha guidato gli sforzi dell’UE volti a ridurre progressivamente le emissioni di inquinanti atmosferici prodotte dai veicoli stradali migliorando la qualità dei carburanti e fissando limiti di emissione sempre più rigorosi per i nuovi veicoli.

Per quanto riguarda le emissioni di NOx in particolare, la Commissione ha imposto limiti massimi più rigidi per i veicoli diesel in diverse occasioni:
– gennaio 2000: 500 mg/km (Euro 3)
– gennaio 2005: 250 mg/km (Euro 4)
– settembre 2009: 180 mg/km (Euro 5)
– settembre 2014: 80 mg/km (Euro 6)

Ciò non è però sufficiente.
Il recente scandalo delle emissioni ha dimostrato che alcuni veicoli attualmente in circolazione non rispettano tali valori in condizioni reali di guida, il che significa che nell’aria che respiriamo sono immessi più inquinanti.
L’introduzione della procedura di prova delle emissioni reali di guida sta rendendo le norme ancor più rigorose poiché tale procedura di prova controllerà le emissioni di NOx e di particelle ultrafini (Particle Number, PN) dei veicoli su strada e ridurrà notevolmente l’attuale discrepanza tra le emissioni misurate in condizioni di guida reali e quelle misurate in laboratorio.
La Commissione continua inoltre a sollecitare la piena applicazione dei vigenti obiettivi in materia di qualità dell’aria in tutta l’UE e sta elaborando iniziative ambiziose volte a promuovere i veicoli a basse emissioni.

Come vengono misurate le emissioni dei veicoli?
Prima di poter essere immesso sul mercato, un veicolo deve essere “omologato”: l’autorità nazionale deve certificare che i prototipi del modello soddisfano tutte le prescrizioni dell’UE in materia di sicurezza, ambiente e conformità della produzione prima di autorizzare la vendita di un tipo di veicolo nell’UE.
Per misurare l’emissione di inquinanti atmosferici di un veicolo vengono attualmente utilizzate solo prove di laboratorio. Per inquinanti quali particelle ultrafini e NOx, le emissioni di alcuni veicoli misurate su strada in condizioni reali superano tuttavia ampiamente le emissioni misurate durante il ciclo di prove di laboratorio attualmente applicabile (Nuovo ciclo di guida europeo, New European Drive Cycle, NEDC).
Per porre rimedio a questa situazione, già prima dello scandalo sulle emissioni del settembre 2015 la Commissione aveva proposto di misurare le emissioni in condizioni di guida reali.

Cos’è la prova delle emissioni reali di guida?
Nella procedura di prova delle emissioni reali di guida (Real Driving Emissions, RDE) le emissioni di inquinanti, tra i quali ossidi di azoto (NOx) e particolato, sono misurate da sistemi portatili di misurazione delle emissioni (Portable Emission Measuring Systems, PEMS) che sono collegati al veicolo durante la guida in condizioni reali su strada.
Ciò significa che il veicolo verrà guidato all’esterno e su strade reali con variazioni casuali di parametri quali l’accelerazione, la decelerazione, la temperatura ambientale e i carichi utili.
La procedura RDE non sostituisce, bensì integra le prove di laboratorio, che sono state a loro volta migliorate per riflettere meglio le condizioni di guida reali, e in particolare per fornire dati più realistici sulle emissioni di CO2 e sul consumo di carburante.

Quali sono i diversi atti dell’RDE?
L’RDE è stata sviluppata in quattro distinti atti normativi.
– RDE atto 1: il primo passo è stato definire l’effettiva procedura di prova, sulla quale gli Stati membri, riuniti in seno al Comitato tecnico – Veicoli a motore (CTVM), si sono espressi con voto favorevole nel maggio 2015; la procedura è entrata in vigore nel 2016. Nella fase iniziale, avviata all’inizio del 2016, le prove RDE sono state eseguite solo a fini di monitoraggio, senza conseguenze sull’effettiva omologazione, che ha continuato ad essere verificata sulla base di misurazioni in laboratorio.
– RDE atto 2: il secondo passo è consistito nell’inserimento graduale delle prove RDE fra i test aventi effettiva incidenza sulle omologazioni rilasciate dalle autorità nazionali. il 28 ottobre 2015 gli Stati membri, riuniti in seno al Comitato tecnico – Veicoli a motore, hanno concordato che le misurazioni RDE di NOx avrebbero dovuto essere obbligatorie per i nuovi modelli di veicoli dal settembre 2017 e per tutti i nuovi veicoli dal settembre 2019.
– RDE atto 3: il terzo passo ha avuto luogo il 20 dicembre 2016 quando gli Stati membri, riuniti in seno al CTVM, hanno adottato la proposta della Commissione di estendere le prove RDE alle emissioni di particelle ultrafini (PN) per tutti i nuovi tipi di veicoli entro settembre 2017 e per tutti i nuovi veicoli entro settembre 2018.
Tali particelle, molto piccole ma cancerogene, sono emesse dai veicoli diesel e dai veicoli a benzina con tecnologia ad iniezione diretta. Nell’ambito dell’atto 3 dell’RDE la Commissione ha messo a punto i metodi di prova affinché tengano in considerazione il fatto che i brevi tragitti urbani che iniziano con l’avviamento a freddo del motore causano la maggior parte dell’inquinamento delle città. Al fine di contemplare una gamma più ampia di condizioni, da ora innanzi saranno inclusi anche gli avviamenti a motore caldo.
L’atto 3 prevede altresì che le prestazioni in materia di emissioni reali di guida di ogni veicolo siano chiaramente indicate dal costruttore nel certificato di conformità, di modo che tali informazioni siano trasparenti e disponibili per tutti i cittadini e le autorità pubbliche.
– RDE atto 4: nei prossimi mesi la Commissione intende anche presentare una proposta volta a rafforzare la normativa RDE introducendo la possibilità di prove indipendenti eseguite da terzi per il controllo dei veicoli già in circolazione (prova di controllo della “conformità in servizio”) e nuovi metodi più rappresentativi per le prove sui veicoli ibridi, e adattando le disposizioni per determinati tipi di veicoli speciali.

Cos’è il fattore di conformità nella procedura delle prove delle emissioni reali di guida (RDE)?
Diversamente da quanto accade nei cicli predefiniti di prove di laboratorio, le caratteristiche intrinseche dell’attrezzatura per le misurazioni PEMS nelle prove RDE causano una maggiore variazione e una più ampia gamma di risultati quantitativi delle emissioni fra i diversi tragitti RDE. Se le incertezze tecniche e statistiche delle misurazioni RDE non sono debitamente prese in considerazione, potrebbe accadere che veicoli in realtà conformi non superino una prova singola RDE o che veicoli effettivamente non conformi la superino.
Il concetto di fattore di conformità (FC) aiuta a ovviare a questo problema.
Con un fattore di conformità, l’attenzione si sposta sulla conformità media del veicolo con i limiti delle emissioni. Ad esempio, si potrebbero superare i limiti normativi delle emissioni durante un percorso in salita in forte pendenza, per poi compensare con emissioni al di sotto dei limiti normativi in condizioni diverse, come durante una guida moderata in città, cosicché le emissioni medie, dopo che tali condizioni sono state bilanciate in base alla loro ricorrenza statistica, alla fine non superano i limiti.
Considerata la recente introduzione delle misurazioni delle prove delle emissioni reali di guida e i limiti tecnici al miglioramento a breve termine delle prestazioni in materia di emissioni reali di guida dei veicoli diesel attualmente in produzione, nell’ottobre 2015 gli Stati membri hanno concordato un periodo di riduzione graduale della discrepanza tra il limite normativo misurato in condizioni di laboratorio e i valori della procedura delle emissioni reali di guida.

L’accordo prevede un approccio a due fasi:
– nella prima fase, al fine di consentire l’adattamento alle nuove prescrizioni, i costruttori dovranno ridurre la discrepanza fino a un fattore di conformità massimo di 2,1 (vale a dire 168 mg/km di NOx invece di 80 mg/km) per i nuovi modelli entro settembre 2017 (per tutti i nuovi veicoli entro settembre 2019);
– nella seconda fase, la discrepanza sarà ulteriormente ridotta fino a un fattore di 1,5 (vale a dire 120 mg/km di NOx invece di 80 mg/km), considerati i margini tecnici di errore, entro gennaio 2020 per tutti i nuovi modelli (entro gennaio 2021 per tutti i nuovi veicoli). Per tenere conto dei futuri miglioramenti della tecnologia di misurazione, tale fattore sarà oggetto di riesami annuali a partire dal 2017 e, di pari passo con i miglioramenti della tecnologia, sarà ulteriormente ridotto con l’obiettivo di portarlo a 1 il prima possibile, e al più tardi entro il 2023.

I costruttori di automobili dovrebbero quindi già iniziare a progettare veicoli che rispettino un fattore di conformità vicino a 1 (pari a 80 mg/km di NOx).

E le prove delle emissioni di CO2?
La Commissione ha inoltre introdotto una procedura di prova di laboratorio nuova e più realistica per la misurazione delle emissioni di CO2 e del consumo di carburante di automobili e furgoni, la nuova procedura di prova armonizzata a livello mondiale per i veicoli leggeri (World Harmonised Light Vehicle Test Procedure, WLTP). La WLTP è una procedura di prova armonizzata a livello mondiale sviluppata in seno alla Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE) con il sostegno della Commissione europea.
La WLTP sostituisce il “Nuovo ciclo di guida europeo” (New European Drive Cycle, NEDC) che non rispecchia più le attuali condizioni di marcia o le tecnologie dei veicoli. La WLTP fornirà valori relativi a emissioni di CO2 e consumo di carburante più rappresentativi delle condizioni reali di guida, a vantaggio dei consumatori e dei regolatori sia a livello nazionale che dell’UE. Essa costituirà un maggiore incentivo allo sviluppo di tecnologie per la mobilità efficienti in termini di consumi e a basse emissioni di carbonio.
La nuova prova WLTP è stata adottata dalla Commissione il 1° giugno 2017 e sarà obbligatoria per tutti i nuovi modelli di veicoli da settembre 2017 e per tutti i nuovi veicoli da settembre 2018.

Cos’altro sta facendo la Commissione per rafforzare il sistema di omologazione?
Le nuove procedure di prova renderanno le misurazioni delle emissioni più realistiche e precise, e in larga misura ridurranno il rischio di frodi mediante dispositivi di manipolazione, ma è necessaria una più profonda revisione del sistema di omologazione vigente.
Per questo motivo nel gennaio 2016 la Commissione ha proposto un nuovo regolamento al fine di rivedere il sistema di omologazione vigente. La proposta mira a: rafforzare la qualità e l’indipendenza dei servizi tecnici incaricati di effettuare le prove e l’ispezione della conformità dei veicoli alle prescrizioni dell’UE in materia di omologazione; introdurre un efficace sistema di vigilanza del mercato per verificare la conformità dei veicoli già in circolazione; e introdurre una maggiore sorveglianza europea.

Ciò comprende la possibilità per la Commissione di sospendere, limitare o ritirare la designazione di servizi tecnici scarsamente efficienti e troppo negligenti nell’applicazione delle norme. La Commissione sarebbe inoltre in grado di effettuare prove di verifica ex post (tramite il Centro comune di ricerca) e, se necessario, avviare procedure di richiamo.
Potrebbe altresì imporre sanzioni pecuniarie volte a dissuadere i costruttori poco corretti e i servizi tecnici scarsamente efficienti dall’immettere o ammettere sul mercato veicoli non conformi.
Nella proposta della Commissione l’attuale divieto d’uso di dispositivi di manipolazione, che le autorità nazionali hanno l’obbligo di monitorare e far rispettare, viene non solo perpetuato, ma inasprito ulteriormente. In base al progetto di regolamento, il costruttore dovrà fornire l’accesso ai protocolli software del veicolo.
Questa misura integra il pacchetto sulle emissioni reali di guida, che ostacolerà l’elusione delle prescrizioni in tema di emissioni e prevede l’obbligo per i costruttori di rendere pubblica la propria strategia di riduzione delle emissioni, come avviene negli Stati Uniti.
La Commissione invita il Parlamento europeo e il Consiglio a concludere rapidamente i negoziati sulla proposta.

Cosa sta facendo la Commissione riguardo i veicoli diesel già in circolazione che inquinano troppo?
Nel dicembre 2016 e nel maggio 2017 la Commissione ha già avviato procedure di infrazione nei confronti di otto Stati membri per violazione della legislazione dell’UE in materia di omologazione, e continua a monitorare che la pertinente normativa UE sia correttamente applicata. La Commissione farà inoltre sì che siano rispettate le norme sulla concorrenza e continuerà ad adoperarsi per garantire condizioni eque ai consumatori.
Più recentemente la Commissione ha invitato tutti gli Stati membri ad adottare le misure necessarie a garantire che i veicoli non conformi siano resi conformi o ritirati dalla circolazione. È fondamentale che qualsiasi riparazione proposta dai costruttori di automobili sia approvata dalle autorità nazionali affinché i veicoli siano pienamente conformi, senza effetti negativi su prestazioni, durata e consumo di carburante.
Ciò dovrebbe essere fatto quanto prima per ridurre rapidamente le emissioni di NOx causate dai veicoli diesel già circolanti in Europa.

La Commissione prende atto dei recenti sforzi di alcuni Stati membri e costruttori di automobili per far fronte alla situazione attuale e attende di ricevere informazioni complete circa le misure adottate a livello nazionale. La Commissione esaminerà in particolare se le misure proposte siano sufficienti a ridurre le emissioni di NOx conformemente agli obblighi di legge e quindi contribuiscano al miglioramento della qualità dell’aria.
La Commissione è anche pronta ad agevolare lo scambio di tali informazioni tra gli Stati membri nell’interesse della coerenza e dell’efficacia.

Cosa sta facendo la Commissione per migliorare la qualità dell’aria?
Le norme dell’UE non sono rivolte solo a limitare le emissioni dei veicoli ma fissano anche obiettivi di qualità dell’aria, che sono costantemente attuati e monitorati. Le norme locali in materia di qualità dell’aria (che fissano limiti e/o valori obiettivo che non possono essere superati per una serie di inquinanti atmosferici) sono stabilite nelle direttive sulla qualità dell’aria ambiente.
Per quanto riguarda in particolare l’NO2, gran parte degli Stati membri e più di 130 città in essi situate non hanno rispettato i valori limite in maniera costante e sistematica per diversi anni, e per questo motivo sono urgentemente necessarie misure efficaci.

Nel dicembre 2013 la Commissione ha inoltre adottato un pacchetto aria pulita che comprende:
– nuovi obiettivi strategici di qualità dell’aria per il periodo fino al 2030;
– la revisione della direttiva sui limiti nazionali di emissione (direttiva 2016/2284/UE), con limiti nazionali di emissione più severi per i cinque principali inquinanti: biossido di zolfo (SO2), NOx, composti organici volatili non metanici (COVNM), NH3 e particolato fine (PM2,5). L’applicazione della nuova direttiva ridurrà entro il 2030 di circa la metà le 400 000 morti premature causate ogni anno nell’UE dall’inquinamento atmosferico;
– una nuova direttiva (direttiva 2015/2193/UE) intesa a ridurre l’inquinamento causato da impianti di combustione di medie dimensioni.
La Commissione si adopererà per aiutare tutti gli Stati membri ad attuare efficacemente la normativa, coinvolgendo anche le autorità locali e regionali, affinché si possano produrre i benefici auspicati da oggi al 2030.

La Commissione promuove i veicoli a basse emissioni e a zero emissioni? Come?
Come sottolineato nelle comunicazioni della Commissione “Strategia europea per una mobilità a basse emissioni”, del luglio 2016, e “L’Europa in movimento”, del maggio 2017, l’UE deve accelerare la transizione verso la mobilità a zero emissioni rendendo il settore dei trasporti decarbonizzato ed efficiente dal punto di vista energetico.
Nell’ambito del primo pacchetto sulla mobilità, la Commissione ha rivisto la direttiva sull'”eurobollo” al fine di promuovere tariffe basate sulle prestazioni in termini di emissioni, tra le altre cose.

Nell’ambito del secondo pacchetto sulla mobilità, la Commissione sta attualmente lavorando a una serie di iniziative che saranno presentate prima della fine dell’anno. In questo contesto la Commissione si sta attualmente occupando delle norme dell’UE in materia di CO2 per automobili e furgoni al fine di contribuire a spianare la strada ai veicoli a basse emissioni e a zero emissioni in maniera tecnologicamente neutra. È attualmente in corso una valutazione d’impatto e si stanno esaminando diverse proposte.
La Commissione sta anche rivedendo la direttiva sui veicoli puliti per promuovere la diffusione di veicoli più puliti mediante appalti pubblici.

La Commissione prevede inoltre di presentare una valutazione dei quadri strategici degli Stati membri per lo sviluppo del mercato dei combustibili alternativi e della relativa infrastruttura. Tale relazione darà seguito alla disposizione di cui alla direttiva 2014/94/UE sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi che impone agli Stati membri di notificare alla Commissione, entro il 18 novembre 2016, i rispettivi quadri strategici nazionali per lo sviluppo del mercato dei combustibili alternativi, ivi compresa la realizzazione della necessaria infrastruttura.

La relazione comprenderà un piano d’azione che metterà in evidenza azioni concrete e fisserà una serie di raccomandazioni chiare per gli Stati membri per colmare le lacune esistenti e rispondere alle esigenze individuate, nonché per definire azioni al fine di mobilitare finanziamenti.

Il meccanismo per collegare l’Europa (MCE), inoltre, sostiene già l’attuazione di una strategia in materia di combustibili alternativi mediante lo stimolo dell’efficienza energetica, l’introduzione di sistemi di propulsione alternativi, compresi sistemi di fornitura di elettricità, e la realizzazione delle corrispondenti infrastrutture. Per il periodo 2014-2020 il MCE trasporti dispone di una dotazione di 24 miliardi di EUR.

I veicoli a zero emissioni sono anche una priorità specifica del gruppo ad alto livello GEAR 2030, formato da esperti del settore e guidato dalla commissaria Bienkowska. Una relazione finale del gruppo, attesa per questo autunno, dovrebbe contenere raccomandazioni strategiche per la promozione della competitività dell’industria automobilistica dell’UE, in particolare per quanto riguarda i veicoli a zero emissioni e automatizzati. Sulla base della relazione la Commissione presenterà proposte concrete applicabili da qui al 2030.

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Il ‘supply management’ sta attraversando una fase di veloce trasformazione e le attuali condizioni macro e micro-economiche, presentano al contempo rischiose sfide ed interessanti opportunità, tanto nel settore privato, che in quello pubblico.

Le organizzazioni più competitive stanno via via alzando l’asticella, grazie ad investimenti in competenze umane e tecnologie a supporto sempre più performanti, ottenendo un mix dalle elevatissime potenzialità.

L’incontro è rivolto ai CEO e ai CFO, CPO, CIO, HR Managers, professionisti del Supply Management.

AGENDA
18.00 – Accredito
18.15 – Apertura dei lavori
18.30 – Testimonianza
19.00 – Focus Group
20.00 – Cocktail
21.00 – Termine della serata

TESTIMONIANZA
– Jamie Foster
Group Procurement Director in McLaren Technology Group. Oltre 20 anni di esperienza nel Supply Chain Management

FOCUS GROUP
Dal prodotto al progetto: come massimizzare i benefici quando si acquista una soluzione per il Procurement
– Mario Messuri
Business Director in BravoSolution, da oltre 25 anni si occupa di progetti di Strategic Sourcing e Procurement per clienti di diverse filiere industriali, supportandoli dal progetto fino all’implementazione.

Value as a Service: Risultati quantificabili e tangibili come servizio
“Perché il 45% dei progetti consuma più del budget approvato in origine e il 56% dei progetti non raggiunge gli obiettivi per cui è stato avviato?”
– Valerio Bianchi
Sales Director Strategic Accounts Italy & Spain in Coupa Software, Business Advisor in Procurement and Supply Chain, riconosciuto per la sua abilità nel supportare i Top Executives nel conseguimento di risultati strategici.

La digitalizzazione della collaborazione come driver nella trasformazione del ciclo “procure – to – pay
– Massimo Crivello
Business Line Executive. Collabora, da oltre 20 anni, con aziende proponendo soluzioni per la valorizzazione e la gestione di soluzioni software orientate al miglioramento dell’efficienza dei processi Supply Chain Visibility e di eProcurement.

CON IL PATROCINIO
The British Chamber of Commerce for Italy
Club TI

13 Novembre 2017 ore 18:00 – Assolombarda (Sala Ebra) – Via Pantano 9, 20122 Milano

www.scitalia.net

iscrizione

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Smart meter Sistema Informativo Integrato. “Smart Meter for Smart Communitis”, Quale futuro e quali servizi per i contatori intelligenti?

Terzietà e trasparenza, maggiore efficienza per gli operatori e per i consumatori, unbundling più efficace per il contenimento sempre più efficiente di posizioni dominanti e conflitti di interesse.
Il tutto senza mettere a rischio la tutela della privacy. Con l’avvento dei misuratori 2G, il SII rafforzerà il suo ruolo nel corretto funzionamento del mercato.

“La terzietà del dato è un valore che dobbiamo proteggere dal rischio, anche solo teorico, di interessi di parte: del settore e non, nazionali e non.” Lo ha detto Andrea Peruzy, Presidente e AD di Acquirente Unico, la società Pubblica che gestisce il Sistema Informativo Integrato, la banca dati contenente le posizioni di mercato e le misure di circa 60 milioni di utenze energetiche italiane.
Sistema che sta cominciando a gestire l’imponente mole di dati provenienti dai contatori 2G, la cui installazione è partita nei mesi scorsi.

L’unione tra la banca dati centrale del SII e gli oltre 7000 miliardi di letture annue disponibili a regime, costituirà uno strumento potentissimo per il mercato, per i consumatori, per la definizione di scelte di Policy e per l’enforcement delle stesse da parte dei decisori pubblici.

Una banca dati come quella del SII – ha aggiunto Peruzy – ha un valore strategico per il Paese e in prospettiva potrà essere multiservizio: si sta già espandendo al gas e in futuro potrà farlo anche con l’idrico”.

Il SII costituisce la piattaforma che oggi permette lo scambio di dati e informazioni tra gli operatori (distributori, venditori, utenti del dispacciamento) del mercato dell’energia elettrica e del gas, interloquendo con oltre 1.200 imprese.
Da quando il SII è operativo il processo di switching si è ridotto a 3 settimane (come previsto dalle direttive) a vantaggio della competizione nel settore retail. Con l’unione tra il SIl e il sistema di smart metering, il nostro Paese arriva prima di tutti gli altri stati europei, anticipando alcuni degli obiettivi del Clean Energy Package.
Viene infatti garantita e potenziata l’efficienza nello scambio delle informazioni, standardizzando tempi, flussi e processi. Tutti gli operatori sono messi alla pari, non discriminando i nuovi entranti né i piccoli operatori, assicurando a tutti uniformità di trattamento, per una migliore concorrenza e quindi a beneficio dei consumatori.
Al contempo, la disponibilità delle proprie informazioni consentirà al consumatore (anche attraverso un mercato di servizi che per adesso si riesce solo a intravedere) di compiere scelte più informate a proprio vantaggio, ma anche a vantaggio dell’efficienza complessiva del sistema.
Peraltro, il SII, non avendo finalità commerciali, non entrerà in conflitto con la cosiddetta Chain 2- ovvero i servizi a valle del contatore – che comunque rimarranno prerogativa degli operatori di mercato.

A regime, quando saranno installati tutti i 2G, si stima che il SII gestirà, dagli attuali 500 milioni, oltre 7.000 miliardi di dati di misura all’anno, consolidandosi nel suo ruolo di hub delle misure e di banca dati dei consumi storici di tutti gli italiani.

www.acquirenteunico.it

Immobili per utilità sociale. Diamo forza ai beni comuni! La rigenerazione degli immobili per utilità sociale al centro del nuovo bando di crowdfunding del Gruppo Banca Etica in collaborazione con Produzioni dal Basso.
E’ online il nuovo bando per progetti di crowdfunding che potranno usufruire del contributo del Gruppo Banca Etica. C’è tempo fino al 22 ottobre per inviare progetti di riqualificazione di beni immobili con scopi sociali, culturali e di tutela ambientale.

Possono partecipare: organizzazioni del Terzo Settore, imprese femminili e imprese giovanili. Le organizzazioni aggiudicatarie devono essere già costituite al momento del bando e devono essere socie e clienti di Banca Etica o impegnarsi a diventarlo.

Gli interventi riguarderanno in via preferenziale, ma non esclusiva, immobili in cui sia già in corso un progetto di riqualificazione a fini sociali attraverso evidenza pubblica (es. beni confiscati alla mafia e assegnati, case cantoniere dell’Anas) o bandi locali e privati (es. progetti di riqualificazione delle Ferrovie, assegnazioni da parte di enti ecclesiastici o istituzioni e amministrazioni locali). La disponibilità dell’immobile (in comodato gratuito, da concessioni pluriennali gratuite o di valorizzazione, altre modalità di assegnazione a termine) dovrà essere già effettiva al momento della candidatura, come documentato dalla proprietà o autocertificato dal proponente.

Saranno privilegiate le iniziative che interessano beni già fruibili dal pubblico o che integrino servizi già operanti. Per tutte le candidature è richiesto che il budget stimato (complessivo dei costi di campagna e di tutti gli oneri connessi) garantisca la piena operatività attesa e la sua sostenibilità nel tempo.

I progetti da ammettere saranno selezionati da una commissione interna di Banca Etica in base all’innovatività dell’idea, all’impatto sociale atteso, alla sua sostenibilità economica e alla capacità di attivare reti per il crowdfunding.

I progetti selezionati avranno diritto a una presenza esclusiva sul Network Banca Etica in Produzioni dal Basso per tutta la durata della raccolta ( 6 novembre/ 22 dicembre 2017) e a un momento di formazione a distanza per affinare le proprie strategie per il crowdfunding. I progetti che raggiungeranno almeno il 75% del budget riceveranno un contributo da parte del Fondo per il Crowdfunding di Etica Sgr per il restante 25%, fino a un massimo di 7.500 euro. Tale donazione è resa possibile grazie alla scelta volontaria dei clienti di Etica SGR di devolvere lo 0,1% del capitale sottoscritto per il sostegno di progetti di innovazione sociale.

Banca Etica è la prima e tutt’ora unica banca italiana interamente dedita alla finanza etica, opera su tutto il territorio nazionale attraverso una rete di filiali, banchieri ambulanti e grazie ai servizi di home e mobile banking.
Banca Etica raccoglie il risparmio di organizzazioni e cittadini responsabili e lo utilizza interamente per finanziare progetti finalizzati al benessere collettivo. Oggi Banca Etica conta 40 mila soci e 60 milioni di capitale sociale; una raccolta di risparmio di 1,2 miliardi di euro e finanziamenti per quasi un miliardo a favore di iniziative di organizzazioni, famiglie e imprese nei settori della cooperazione sociale, cooperazione internazionale, cultura e qualità della vita, tutela dell’ambiente, diritto alla casa, legalità.
Nel 2014 Banca Etica ha aperto la sua prima filiale all’estero, a Bilbao in Spagna.
Il Gruppo Banca Etica include Etica sgr, società di gestione del risparmio che propone esclusivamente fondi comune di investimento etici, e la Fondazione Finanza Etica che promuove iniziative di studio e sensibilizzazione sull’educazione critica alla finanza.
Banca Etica è l’unico istituto di credito italiano aderente alla Global Alliance for Banking on Values, il network di 40 banche che in tutto il mondo si ispirano alla promozione sostenibilità sociale e ambientale.

Produzioni dal Basso è la prima piattaforma di crowdfunding nata in Italia, nel 2005, per volontà di Angelo Rindone. Rappresenta la più grande community italiana del crowdfunding reward based e donation e una delle più importanti realtà europee nel panorama della sharing economy.
Con più di 2mila progetti finanziati, per una raccolta che supera i 5 milioni di euro e oltre 150mila utenti registrati, da più di dodici anni consente la realizzazione di sogni, grandi o piccoli, permettendo a tutti di raccogliere risorse economiche dalla rete, con uno strumento trasparente, immediato e di semplice utilizzo.
Il fondatore, Angelo Rindone, è anche l’amministratore delegato di Folkfunding srl; è un esperto di crowd e sharing economy ed è uno dei membri del Comitato Scientifico dell’Associazione Italiana dell’Equity Crowdfunding (AIEC).

www.bancaetica.com

www.produzionidalbasso.com

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BetterHome Building Renovation boosted with an innovative service for home-owners. An industry-driven one-stop-shop solution.
THE CONTEXT
Europe faces a profound challenge – to triple the current renovation rate in order to meet its climate and energy goals. The urgency of this challenge is stressed by the reality of inadequate and poor housing causing high energy bills, health issues and a lower quality of life.
At the same time, the building stock represents an exceptional investment opportunity, with the capacity to boost the economy and generate local jobs. The energy renovation market plays an important role in the economy, amounting to a value of €109 billion and generating 882,900 jobs in Europe (2015). Yet, the potential is far greater.
For building owners, the renovation process can be a hassle, shaped by the ambiguity of the measures to implement. Uncertainty is one of the reasons why the renovation rate continues to linger around 1% and private investments remain limited. Achieving the full market potential of renovation calls for a paradigm shift, where a more service-oriented supply-side together with a deeper awareness on the demand-side play key roles.
This case study shows how innovative business models can drive energy renovations across Europe.

BUSINESS MODEL OVERVIEW
BetterHome is an industry-driven one-stop-shop model, which has proven successful in boosting demand for holistic energy renovations in Denmark, since the model was launched in 2014. It was profitable after just three years, with 200 projects in 2016 and is expected to continue its growth. Understanding that renovating a building is a big commitment, this model creates a burden-free experience for the building owner and offers a service that goes beyond replacing building components.
The success of the home-owner-centric business model can be explained by the advanced service-oriented role of the installers.
BetterHome trains and guides the installers on how to approach the home-owner, from the first contact to the finalisation of the process. In support, BetterHome also simplifies and structures the renovation process for the installer, through supportive and innovative digital tools, enabling a better evolution for all involved.

WHAT
A cutting-edge one-stopshop solution launched by supply-side actors: Danfoss, Grundfos, the ROCKWOOL and VELUX Groups

WHAT THEY OFFER
A burden-free renovation process, enabled by training and digital tools for the installers

WHEN
Started in 2014

WHERE
Denmark, and recently launched in Sweden

NETWORK
3500 installers (from 105 organisations), five banks and mortgage providers and four utilities

TARGET GROUP
Mainly single-family houses constructed between 1950 and 1990

INDIRECT TURNOVER
~ €13 million in 2017

NUMBER OF PROJECTS
~ 200 in 2016, but demand is growing rapidly

AVERAGE PROJECT SIZE
Mainly deep renovation projects, with investments of ~ €70 000 and energy savings of approximately 30-70%

INDUSTRY IS TAKING THE LEAD
BetterHome is an innovative business model, developed by four Danish manufacturers of building products and solutions, Danfoss, Grundfos, the ROCKWOOL and VELUX Groups, increasing the renovation rate by developing a better renovation service for the home-owner.
The business model is restructuring supply-side services to optimise the owners’ experiences and help them overcome their concerns about embarking on a renovation project.

THE IDEA
BetterHome is partnering with key players in the construction value chain, financial institutions providing mortgages, utility companies with energy saving obligations, local governments, real-estate agencies as well as building professionals and installers, in order to deliver a comprehensive one-stop-shop solution. In this service-oriented model, the home-owner is offered tailor-made solutions based on his/her specific preferences, covering energy improvements on the building envelope and heating, cooling, ventilation and hot water systems inside the building.
The process is holistically-planned, optimising the value chain by minimising efficiency losses, miscommunication issues and avoiding lock-in effects.

A FACILITATOR ROLE
As facilitator, BetterHome is transforming a complex and fragmented renovation process into a simple and straightforward procedure for the home-owner.
The process map (Figure) illustrates the connection between a one-stop-shop, the building owner and the installer. For the building owner, BetterHome is a one-stop-shop that ensures a reliable and smooth renovation process. For the installers, BetterHome clusters suitable projects and offers training, guidance and support, helping them to better structure the renovation process.
As in a conventional process, the installer and the building owner enter a contract.

bpie.eu

Document

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World Tourism Day 2017 addresses the power of sustainable tourism for development. To advocate the potential of sustainable tourism as a tool for development. This is one of the goals of the World Tourism Day celebrations that are being conducted throughout the world. The Official Celebrations taking place in Qatar, the second celebrated in the country that hosted the event in 2005, convene tourism ministers, industry entrepreneurs and researchers, among other key actors in the sector. The event was opened by the Prime Minister and Minister of Tourism of Qatar, H.E. Sheikh Abdullah bin Nasser bin Khalifa Al Thani, who emphasized the performance of Tourism and the links of the sector with the 17 Sustainable Development Goals as well as its potential in economic diversification.

As stated by UNWTO Secretary General, Taleb Rifai,as we celebrate World Tourism Day 2017 the question is how we can enable the powerful global transformative force of tourism to contribute to make this world a better place and to advance sustainable development in all its five pillars: Economic, Social, Environmental, Cultural and Peace”.

Tourism has been recognised by our country’s leadership as a tool for sustainable development, and has been designated one of the priority sectors in the nation’s pursuit of economic diversification. We are particularly honoured to have been joined by high-level members of the international tourism community in Doha for the official celebration of World Tourism Day, which witnessed the launch of the Next Chapter of Qatar’s Tourism Sector Strategy. As we continue on this journey, we look forward to sharing our destination with more visitors, investors and tourism professionals,” said Hassan Al Ibrahim, Chief Tourism Development Officer at the Qatar Tourism Authority (QTA).

For an industry that produces 10% of global GDP and 1 in 10 jobs globally, it is crucial we protect the growth to be sustainable. This International Year of Sustainable Tourism for Development should create a legacy based on three key aspects: better management to protect from impacts of T&T, continue working closely together as partners, not just UNWTO and WTTC, but private and public sectors across destinations and countries and to tell the stories, share the inspiration, keep talking about it,” mentioned Helen Marrano, Senior Vice President at the World Travel and Tourism Council (WTTC), at the Opening of the event.

The Celebrations include a Keynote Speech on ‘Aviation’s Role in Building Sustainable Tourism’ given by Akbar Al Baker, Global GCEO of Qatar Airways and a High Level Think Tank on ‘Tourism as a means for creating opportunities, enhancing cultural preservation and mutual understanding’ moderated by Max Forster from CNN International. The session addresses the capacity of tourism to create jobs and bring new opportunities to communities as well as the contribution of the sector to wealth creation, investment and exports.

The following personalities participate in this debate: Edmund Bartlett, Minister of Tourism of Jamaica, Eugene Lenn Nagbe, Minister of Information, Culture and Tourism of Liberia, Selma Elloumi Rekik, Minister of Tourism and Handicrafts of Tunisia, Avedis Guidanian, Minister of Tourism of Lebanon, Chaudhry Abdul Ghafoor Khan, Managing Director of Pakistan Tourism Development Corporation, Frano Matušic, State Secretary at the Ministry of Tourism of Croatia, Akbar Al Baker, GCEO of Qatar Airways and Anna Paolini, Director of the UNESCO Office in Doha.

Tourism has been recognised by our country’s leadership as a tool for sustainable development, and has been designated one of the priority sectors in the nation’s pursuit of economic diversification,” said Hassan Al Ibrahim, Chief Tourism Development Officer of QTA.

As the role of communications within the tourism sector is of high relevance, a key note speech is offered by Tom Hall, Editorial Director of Lonely Planet on the value of Communicating tourism for Development. This leads to a Special Session on “Tourism and the Planet: committed to a greener future“.

The panel discussion includes Abdulla Hassan Al-Mehshadi, Chief Executive Officer of Msheireb Properties, Fernando Olivera, Minister of the State of Guanajuato in Mexico, Sofia Panayiotaki, Managing Director of PRMediaCo, Patricio Azcárate Díaz de Losada, Director at the Responsible Tourism Institute and David Ermen, Senior Manager of the Lodging and Tourism Clients Group at PwC.

unwto.org

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