Category: Ambiente

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Ora legale ridurrà 510 mil. kW/h nei prossimi 7 mesi. Nella notte tra sabato 30 e domenica 31 marzo è tornata l’ora legale in Italia, che durerà per i prossimi sette mesi.
Per effetto dello spostamento delle lancette degli orologi un’ora in avanti, Terna – la società che gestisce la rete elettrica nazionale – stima un minor consumo di energia elettrica pari a circa 510 milioni di kilowattora, quantitativo corrispondente al fabbisogno medio annuo di circa 200 mila famiglie.
Considerando che un kilowattora costa in media al cliente domestico tipo circa 20 centesimi di euro al lordo delle imposte (secondo l’ultimo aggiornamento dell’ARERA a partire dal 1° aprile 2019), la stima del risparmio economico per il sistema relativo al minor consumo elettrico nel periodo di ora legale per il 2019 è pari a circa 100 milioni di euro.

Dal punto di vista ambientale, Terna stima minori emissioni di anidride carbonica in atmosfera pari a 250 mila tonnellate.

Nel periodo primavera-estate, i mesi che segnano il maggior risparmio energetico stimato da Terna sono aprile e ottobre che complessivamente, con circa 350 milioni di kilowattora, rappresentano i due terzi del risparmio totale.
Spostando in avanti le lancette di un’ora si ritarda l’utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento.
Nei mesi estivi, da giugno ad agosto, l’effetto “ritardo” nell’accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate, e fa registrare risultati meno evidenti in termini di risparmio di elettricità.

Dal 2004 al 2018, secondo i dati elaborati da Terna, il minor consumo di elettricità per l’Italia dovuto all’ora legale è stato complessivamente di circa 9 miliardi e 100 milioni di kilowattora (quantitativo equivalente alla richiesta di energia elettrica annua di una regione come la Sardegna) e ha comportato in termini economici un risparmio per i cittadini di circa 1 miliardo e 545 milioni di euro.

L’ora solare verrà ripristinata nella notte tra il 26 e il 27 ottobre 2019.
Con riferimento alla decisione di abolire i cambi di ora semestrali nell’UE a partire dal 2021, presa dal Parlamento europeo il 26 marzo 2019, Terna ha effettuato un’accurata analisi sulle ricadute per il sistema elettrico italiano in termini di sicurezza e adeguatezza.
Il gestore di rete ha preso in esame sia lo scenario attuale sia lo scenario previsionale, simulando l’effetto dei diversi regimi orari (ovvero ora legale tutto l’anno o ora solare tutto l’anno) che il nostro Paese dovrà scegliere di adottare dal 2021.

Dallo studio di Terna emerge che lo Scenario ora legale tutto l’anno garantisce il massimo beneficio in termini di
– risparmi energetici: ai circa 500 milioni di kilowattora che già si risparmiano mediamente con il sistema di ora legale attualmente in atto (ossia per i mesi da aprile a ottobre) si aggiungerebbero, infatti, altri 300 milioni di kilowattora se si estendesse il regime di ora legale anche ai periodi invernali (ossia per i mesi da novembre a marzo), per un beneficio elettrico complessivo annuo di circa 800 milioni di kilowattora, corrispondenti a 400 mila tonnellate di CO2 in meno in atmosfera.
Il risparmio economico annuo complessivo ammonterebbe invece a 160 milioni di euro.

Dalla homepage del sito Terna è visibile la “curva di carico”, che rappresenta l’andamento del consumo di energia elettrica in Italia in tempo reale.

 

 

Daylight saving time: Terna estimates a reduction in electricity consuption of 510 million kW/h over the next 7 months

Daylight saving time returned during the night between Saturday 30 and Sunday 31 March in Italy and will last seven months.
As a consequence of moving the clocks forward one hour, Terna – the company that manages the Italian electricity grid – estimates a reduction in electricity consumption equal to approximately 510 million kilowatt hours, which roughly corresponds to the average annual requirement for around 200,000 families.
Considering that one kWh costs an average of € 20 cents to the typical domestic user, including taxes (according to the latest update from ARERA from 1 April 2019) the estimated economic savings resulting from daylight saving time for 2019 is expected to be € 100 million. From an environmental perspective, Terna anticipates reduced carbon dioxide emissions into the atmosphere, for a total of 250,000 tonnes.

During the spring-summer period, April and October are the months with the highest energy savings estimated by Terna, which together, at 350 million kWh, represent two thirds of the total savings. Moving the hands of the clock ahead by one hour postpones the use of artificial light while business activities are still in progress. During the summer months, from June to August, the “delayed” effect in turning on the lights occurs in the evening, when most business activities have ended, leading to less significant results in terms of electricity savings.

According to data analysed by Terna, between 2004 and 2018, Italy’s drop-in electricity consumption as a result of daylight saving time has amounted, overall, to roughly 9 billion and 100 million kWh – a volume equivalent to the annual electricity needs of a region like Sardinia – and has led, in economic terms, to savings for citizens of around € 1.545 billion.

Standard time will return the night between 26 and 27 October 2019.
With reference to the decision made by the European Parliament on 26 March 2019 to abolish the six-month time changes in the EU starting 2021, Terna carried out a thorough analysis on the effects on the Italian electricity system in terms of safety and adequacy. The grid operator has examined both the current and forecast scenarios, simulating the effects of the different time regimes (i.e. daylight saving time all year round or standard time throughout the year) that Italy will have to choose from starting 2021.
The Terna study reveals that the daylight saving time all year round scenario ensures the maximum benefit in terms of energy savings: another 300 million kWh would be added to the 500 million kWh that are saved on average with the current daylight saving time system (i.e. from April to October) if daylight saving time were extended to the winter periods (i.e. from November to March), for an overall annual electricity savings of about 800 million kWh, which corresponds to 400,000 tonnes less of CO2 in the atmosphere. The total annual financial savings would amount to € 160 million.
On the home page of Terna’s website the “load curve” is displayed, which allows electricity consumption in Italy to be tracked in real time.

www.terna.it

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Sterilizzare acqua a larga scala: GratzUp – start-up di impact investing nata con l’obiettivo di contribuire a risolvere il problema globale di accesso all’acqua sicura – ha presentato “G Plant”, il primo impianto autonomo ad energia solare per la sterilizzazione dell’acqua, che sta per essere implementato in Rwanda.

Nel mondo sono oltre 2 miliardi le persone che non hanno accesso a fonti d’acqua sicura: è una crescente emergenza globale che causa ogni anno la morte di oltre 840 mila persone costrette a bere e lavarsi con acqua sporca o contaminata . Grazie ad un percorso di ricerca e sviluppo che ha coinvolto Università e Centri di Ricerca, GratzUp porta in Rwanda l’innovativo sistema di sterilizzazione d’acqua su larga scala per il continente africano, realizzando “G Plant”, il primo impianto hi-tech autonomo, in grado di sterilizzare l’acqua contaminata ovunque al mondo, senza bisogno di filtri o sostanze chimiche.
Un team di biologi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Pavia monitorerà i risultati del test pilota in programma nel corso del 2019, al termine del quale è già pronto un piano di installazione su larga scala per il continente africano e non solo (Tanzania-Etiopia-Egitto-Indonesia).

La tecnologia di GratzUp è unica perché consente di raggiungere non solo una totale sterilizzazione dell’acqua, ma anche una totale sterilizzazione dei suoi contenitori, gli innovativi “G Bottle” e “G Tank” – firmati dal designer italiano Giulio Iacchetti – e di qualunque oggetto in essi contenuto.
E tutto questo lo fa in modo autonomo e sostenibile, utilizzando una fonte di energia pulita e rinnovabile: l’energia solare.

Il progetto viene implementato nel 2019 in Rwanda e garantirà un accesso all’acqua sicura agli alunni di una scuola e ai pazienti di un ospedale per un totale di circa 1.000 utenti, grazie ad un accordo raggiunto col governo del Rwanda e la diocesi di Byumba nel nord est del paese africano.

Mauro Gazzelli, fondatore di GratzUp dichiara: “Abbiamo lavorato sodo per inseguire quello che all’inizio sembrava un obiettivo a dir poco velleitario e grazie al sostegno dei nostri investitori oggi possiamo affermare di essere molto vicini al nostro obiettivo iniziale: offrire una soluzione concreta che potesse garantire un accesso semplice ed immediato all’acqua sicura ovunque al mondo ve ne fosse necessità”.

Giulio Iacchetti, industrial designer: “Capita raramente la possibilità di progettare qualcosa che concretamente possa essere uno strumento di sopravvivenza, è chiaro che in questi casi, l’adesione al progetto sfugge dai confini di una normale richiesta professionale, per lambire i territori del nostro senso del vivere e di solidarietà verso i nostri simili”.

GratzUp è una start-up di impact investing nata da un’idea imprenditoriale di Mauro Gazzelli e Shairin Sihabdeen con l’obiettivo di contribuire a risolvere il problema globale di accesso all’acqua sicura, che ogni anno causa la morte di oltre 840 mila persone costrette a bere e lavarsi con acqua sporca o contaminata.
Dall’invenzione di una speciale bottiglia che sterilizza l’acqua e il suo contenitore, la ricerca di GratzUp ha realizzato “G Plant”, l’innovativo e sostenibile impianto autonomo ad energia solare per la sterilizzazione dell’acqua su larga scala senza bisogno di filtri o sostanze chimiche, che sta per essere implementato in Rwanda. Il progetto pilota verrà monitorato dall’Università Cattolica, al termine del quale è già pronto un piano di installazione su larga scala per il continente africano e non solo.

www.gratzup.com

2019 New Energy Pioneers at BNEF Summit in New York City. Ten innovative companies that are revolutionizing the energy, transport, and industrial sectors have been named as the 2019 New Energy Pioneers by BloombergNEF (BNEF). The winners are pursuing new opportunities in areas as diverse as EV charging, industrial digitalization, and innovative manufacturing processes. The 2019 New Energy Pioneers have been unveiled today at the BNEF Summit in New York.

BNEF’s New Energy Pioneers recognize ground-breaking companies that are fueling the transition to a lower carbon economy and highlighting new ideas for business models, technologies, market structures and commercial opportunities.

An independent panel of industry experts, assisted by BNEF’s analysts and technology specialists, selected the ten winners from more than 185 applicants from 35 countries around the world. Each candidate was assessed against three criteria: the potential to scale the opportunity and have global impact; the level of innovation of the technology or business model and the novelty it brings to the market; and momentum by showcasing substantive progress in the form of strong commercial partnerships, the distribution channels in place and sales growth.

The 2019 New Energy Pioneers are:
– CarbonCure (Canada) provides a method of utilizing captured CO2 in concrete manufacturing to both improve its structural properties and reduce its environmental impact.
– Desktop Metal (U.S.) manufactures one of the fastest 3D printing systems on the market for the mass production of high-resolution metal parts.
– Metron (France) provides an AI-driven IIoT (industrial internet of things) platform that optimizes energy usage for industrial facilities.
– Navya (France) is the leading developer of low-speed autonomous shuttles.
– Nozomi Networks (U.S.) offers cybersecurity for industrial control systems using machine-learning techniques to detect anomalies.
– Sunfolding (U.S.) has invented new motor-free solar trackers resulting in faster installation of solar panels at lower costs.
– Ubitricity (Germany/U.K.) has developed a unique smart electricity cable for EV charging which leads to a much smaller and more affordable charging spot.
– Uptake (U.S.) has developed an AI platform to predict and prevent the breakdown of industrial and energy assets to increase productivity, reliability, efficiency and safety.
– Zero Mass Water (U.S.) sells a HydropanelTM which uses sunlight to generate water out of thin air.
– Zunum Aero (U.S.) is an aerospace company which develops hybrid and fully electric airplanes aimed at short and medium haul flights.

Michael Wilshire, selection committee chair and head of strategy at BloombergNEF, said: “This year we received a record number of high quality candidates for the New Energy Pioneers program, from across the world. We continue to see strong innovation in the use of digital technologies such as AI, IoT and cybersecurity that will make our electricity system and industrial processes more efficient, flexible, clean and secure.

“Three of this year’s winners focus on electrifying transport – with novel forms of charging infrastructure for cars, autonomous shuttles for local transport and electrified planes for short to medium haul routes. Others are finding new ways to produce materials more sustainably and efficiently, ranging from concrete, to water to metal components. And we continue to see innovation to drive down the costs of solar power still further, underpinning continued rapid growth of that sector.

“We are heartened by the initiative, creativity and determination of these Pioneers and by the impact they can have on industries and society. We are, as always, very grateful to our external judges on the selection committee who had the challenge of choosing ten winners from a strong pool of entrants.”

Quotes from New Energy Pioneers:

CarbonCure
“CarbonCure is leading a global movement to reduce the carbon footprint of the built environment, using recycled CO2 to improve the manufacturing process of the world’s most abundant man-made material: concrete.” – Rob Niven, CEO, CarbonCure

Desktop Metal
“Desktop Metal is accelerating the transformation of manufacturing with end-to-end metal 3D printing solutions. Founded in 2015 by leaders in advanced manufacturing, metallurgy, and robotics, the company is addressing the unmet challenges of speed, cost, and quality to make metal 3D printing an essential tool for engineers and manufacturers around the world.” – Jonah Myerberg, CTO, Desktop Metal

Metron
“Most manufacturing companies lack a dedicated team that would constantly analyze the flow of energy in their facilities and produce actionable insights to tackle the ever-increasing energy burden. This is where our expertise lies – in the constant improvement of the energy usage in industries.” – Vincent Sciandra, CEO, Metron

Navya
“NAVYA, a pioneer and specialist in the autonomous vehicle market, assists cities and private sites around the world by offering leading-edge, zero emissions, all electric first and last mile transportation solutions that aim to return fluidity to congested urban centers. NAVYA has a strong global presence and is actively expanding its footprint in North America with a manufacturing plant in Metro Detroit building its AUTONOM Shuttle, a fully autonomous, electric vehicle.” – Jérôme Rigaud, COO, NAVYA Group

Nozomi Networks
“Nozomi Networks is the leader of industrial cyber security. We deliver proven solution for real-time visibility to manage cyber risk and improve resilience for industrial operations. With one solution, customers gain advanced cyber security, improved operational reliability and easy IT/OT integration.” – Edgard Capdevielle, CEO, Nozomi Networks

Sunfolding
“Sunfolding is honored to be named as one of the New Energy Pioneers. Our robust tracker technology unlocks value at every stage of a PV power plant’s lifecycle and can successfully scale with solar’s massive global growth. Being selected by the BNEF experts and the selection committee affirms our teams’ efforts at priming our innovative technology for maximum impact.” – Jurgen Krehnke, CEO, Sunfolding

Ubitricity
“Millions of city dwellers have to park their cars on the road every night, especially in larger cities. But today there is no charging infrastructure. We are now bringing charging stations right outside people’s front door – into the lamp post. The enabling ubitricity technology is already in use in Berlin and London and will be piloted in NYC starting in summer 2019. Subject to the respective regulatory framework, drivers are even able to freely choose their mobile electricity supplier for their car, facilitating state-of-the-art consumer choice and convenience to the electric mobility market. This way EVs can be integrated into the energy market more flexibly while service innovation is driven by consumer choice. Just as smart phones are bundled with digital services today EVs will be bundled with electricity services in future. The energy data required can be generated by the EV’s electronics serving as mobile smart meter.” – Knut Hechtfischer, Co-founder, Ubitricity

Uptake
“We put powerful artificial intelligence and machine learning technologies into the hands of front-line workers and industrial companies that aren’t AI experts. Our technology is field-ready, designed for the real-world and delivers outcomes where precision matters. Our investment in building a foundation of data integrity enables us to empower industrial operators to more effectively harness insights providing immediate value to data-rich, yet insight-poor industries.” – Brad Keywell, CEO, Uptake

Zero Mass Water
“We founded Zero Mass Water in 2014 to change the human relationship to water and eliminate water stress. Today we see our vision come to life as our technology, SOURCE Hydropanels, quite literally perfects drinking water for schools, homes, hospitals, and communities all over the world.” – Cody Friesen, CEO, Zero Mass Water

Zunum Aero
“We’re honored to be recognized as a New Energy Pioneer. We have a rare, world-changing opportunity to bring to life a new era for regional travel that combines community connectivity and quiet, green flight. With our aircraft in the air, people can expect door-to-door times two to four times faster than they are today, while carriers will see operating costs and emissions slashed by up to 80%. We are well on our way to bringing aviation emissions on short-haul flights to zero by 2040.” – Ashish Kumar, CEO, Zunum Aero

The New Energy Pioneers program partner is Cycle Capital Management.

New Energy Pioneers program
https://about.bnef.com/new-energy-pioneers/

BNEF Summit in New York
https://about.bnef.com/summit/newyork/

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World’s top green businesses revealed. CDP names over 150 corporates recognized as pioneers for action on climate change, water and deforestation.
Apple, Firmenich, Johnson & Johnson, L’Oréal, Mitsubishi Electric, Nestle, and Unilever are among the leaders.
CDP scored over 6,800 companies from A to D; only the top 2% made the A List.

The announcement came at the opening of the World Economic Forum Annual Meeting in Davos.

Designed to harness the competitive spirit of business to raise ambition and spur action on corporate sustainability, CDP’s annual rankings score the thousands of companies which disclose to the organization on their environmental action.
Split across climate change, water security and forests, the A List provides a holistic picture of how the corporate world is addressing environmental issues.

130+ companies make the A grade for their action on climate change, including China Mobile, Danone, Infosys Limited, Klabin and Microsoft.
ACCIONA, Gap, Ford and KAO Corporation are among the 30+ companies on the A List for their water security action.
Seven companies receive an A for their efforts to address deforestation, including Beiersdorf, Tetra Pak and UPM-Kymmene.
Firmenich, the world’s largest privately-owned fragrance & flavor company, and French cosmetics company L’Oréal, are the only companies to get A’s across the board for their actions on climate change, deforestation and water security.
CDP’s publicly released scores highlight increased corporate transparency and measurement of environmental action across the board, the number of organizations reporting to CDP rising 55% (from 4539) since 2013.

Dexter Galvin, Global Director of Corporates and Supply Chains at CDP, commented: “As the recent report from the IPCC showed, the next decade is crucial in our shift to a sustainable economy, and we believe corporates are at the heart of this transition. By ranking companies, we aim not just to highlight leaders’ best practice, but to inspire all businesses to aim higher and take more action. That the STOXX Global Climate Change Leaders Index – which is based on the CDP A List – outperformed the STOXX Global 1800 by 5.4% per annum from December 2011 to July 2018, demonstrates that the leadership on environmental issues shown by the A List goes hand in hand with being a successful and profitable business.”

In the last year, over 6,800 responses from the world’s largest companies were analyzed against a diverse range of metrics including transparency, target-setting, and awareness of risks and opportunities. Using a robust methodology, companies were scored from A to D- by CDP. Only the very best made the A List.

Gilbert Ghostine, CEO of Firmenich, commented: “As a family-owned company, with a legacy of responsible growth, I believe that business has a critical role to play to tackle climate change with a sense of urgency. Building on our consistent “A” rankings with CDP, we are very proud of our triple “A” score this year. Today, all of our manufacturing sites in the U.S. and Europe are 100% powered by renewable electricity, on our way to reaching our goal of 100% worldwide by 2020. To further scale up our impact across our value chain, we are the first perfume and taste company to be mobilizing our suppliers to also disclose with CDP, as well as one of only 149 companies worldwide to have approved science-based targets.”

The companies that disclosed to CDP in 2018 did so at the request of over 650 investors with assets of US$87 trillion, and/or 115 major purchasing organizations with a combined spend of US$3.3 trillion. The data these investors and purchasers gather from CDP is crucial to inform their decision making, help them engage with companies, reduce risks and identify opportunities.

Alexandra Palt, Chief Corporate Responsibility Officer at L’Oréal, commented: “Congratulations to the companies on the CDP A List for their environmental leadership impacting businesses and supply chains globally. As a CDP Supply Chain member, the wealth of information provided by CDP disclosure is critical in helping us understand how our suppliers are performing, and where we can engage with them to reduce environmental impacts and costs. We particularly look to the CDP A List and scoring process to help improve the environmental performance of our suppliers, actively managing risks and identifying future opportunities.”

Tegwen Le Berthe, Head of ESG Development at CPR Asset Management, commented: “The corporate environmental data CDP collects forms the backbone of the responsible investing market – without this data, investors wouldn’t have the information they require to offer ESG products and services.
At CPR Asset Management, we believe that the integration of ESG data into investment processes generates value in the long term. We need to know how exposed a company is to environmental risks and their long-term strategy for the low-carbon transition, in order to identify future market leaders.
CDP’s disclosure data underpins our ESG analysis, and the scores provide a valuable framework when comparing companies and selecting stocks.”

Examples of leadership and innovation reported to CDP by A List companies include:
By promoting ENERGY STAR certified products, Best Buy US helped its American customers realize utility bill savings of more than US$45 million in FY18, an energy saving which equates to removing nearly 55,000 cars from the road for a year.

Brazilian petrochemicals company Braskem has developed ‘Green PE’, a polyethylene produced from sugarcane ethanol (a renewable feedstock) which captures and fixes CO2 from the atmosphere during its production, helping to reduce greenhouse gas emissions.

Its state-of-the-art wastewater treatment plant in China allows Swiss fragrance & flavor business Firmenich to operate a manufacturing plant that provides almost double the company’s previous manufacturing capacity. This additional capacity supports a targeted growth rate of as much as 8% per annum (through 2025), while efficiencies and increased sales may reduce unit costs by more than 10% (by 2021).

Japanese technology company Fujitsu is working to apply artificial intelligence (AI) to a diverse array of fields, including climate change adaptation measures. It has developed technology which uses AI-powered big data analysis to enable accelerated development of recovery plans when disasters occur.

UK property company Landsec has reduced its energy intensity by 14.3% (kWh/m2) by introducing energy savings initiatives; a reduction which equated to estimated cost savings of GBP£2.8 million (US$3.6 million) in 2017.

Danish toy-maker LEGO Group launched the first LEGO elements made from plant-based plastic sourced from sugar cane, and has committed to making all LEGO products from sustainable materials by 2030.

From 2013 to 2017, Korean electronics company LG Display developed and invested in 156 water-related reduction (water reuse) technologies, to save about KRW 4.61 billion (US$4 million).

Through its participation in RE100, Danish health care company Novo Nordisk is already sourcing 79% of its power for production from renewable sources and has a target of 100% power from renewable sources by 2020.

Australian IT company Telstra has created a Cloud Calculator Tool which helps businesses to transition to cloud technology through quantifying GHG emissions.

Swedish packaging business Tetra Pak has achieved 100% fulfilment of its chain of custody certification and now only accepts paperboard that is certified by the Forest Stewardship Council as well managed or controlled wood sources.

About CDP scores
CDP assesses companies on the comprehensiveness of their disclosure, their awareness and management of environmental risks and their demonstration of best practices associated with environmental leadership, such as setting ambitious and meaningful targets.

The 2018 CDP A List includes the CDP Supplier A List, which in previous years was released separately.

About CDP
CDP is a global environmental impact non-profit that drives companies and governments to reduce their greenhouse gas emissions, safeguard water resources and protect forests. Voted number one climate research provider by more than 650 investors and working with institutional investors with assets of US$87 trillion, we leverage investor and buyer power to motivate companies to disclose and manage their environmental impacts. Over 7,000 companies with some 50% of global market capitalization disclosed environmental data through CDP in 2018. This is in addition to the over 750 cities, states and regions who disclosed, making CDP’s platform one of the richest sources of information globally on how companies and governments are driving environmental change. CDP, formerly Carbon Disclosure Project, is a founding member of the We Mean Business Coalition.

The full methodology for the CDP scores is transparent and available on CDP’s website at: https://www.cdp.net/en/guidance/guidance-for-companies under “CDP scoring methodologies 2018”

www.cdp.net

Autoconsumo comunità energetiche, il Governo recepisca subito la direttiva europea. In una lettera promossa da ITALIA SOLARE e sottoscritta da Anev, Greenpeace, Legambiente, Kyoto Club e WWF le associazioni scrivono al ministro per lo Sviluppo economico

Le associazioni Anev, Greenpeace, ITALIA SOLARE, Legambiente, Kyoto Club e WWF, hanno inviato una lettera al ministro dello Sviluppo economico Luigi di Maio per chiedere l’immediato recepimento delle norme in materia di autoconsumo e comunità energetiche della Direttiva 2001/2018/UE sullo sviluppo delle fonti rinnovabili, e nello specifico degli articoli 21 e 22.

A differenza di altri Paesi europei in Italia oggi manca completamente un quadro normativo che consenta di dare un significato economico a comunità di energia rinnovabile e in generale a forme di produzione e consumo collettivo di energia – sottolineano le associazioni firmatarie della lettera – per questo il recepimento degli articoli 21 e 22 è assolutamente urgente e prioritario.

Il quadro normativo italiano sull’autoconsumo è costituito da disposizioni frammentarie e disorganiche incapaci quindi di dare segnali di lungo periodo agli investitori. Le installazioni di impianti da energia rinnovabile, ricordano le associazioni, sono sostanzialmente ferme da 5 anni anche a causa del fatto che ancora si attende l’emanazione del DM FER1 necessario a far ripartire il settore.

Dai dati del Piano Energia Clima risulta che la quota di energia rinnovabile nei consumi elettrici era del 33% nel 2014 ed è stata del 34 % nel 2018. In mancanza di un quadro normativo organico per la generazione distribuita il raggiungimento degli obiettivi contenuti nella proposta di Piano Energia Clima al 2030 è impossibile. Come se non bastasse la gestione dei mercati, delle reti e del dispacciamento di energia elettrica sono ancora integralmente basati sul presupposto di un sistema centralizzato di produzione di energia. Mancano dunque sbocchi di mercato in Italia a tutte le applicazioni tecnologiche e digitali per le smart grid, la condivisione di energia e l’interfaccia diretta fra produttore e consumatore, con rischio di grave danno all’industria nazionale.

Nella lettera le associazioni ricordano che gli attuali strumenti di supporto contro la povertà energetica sono complessi e inefficaci, mentre le comunità di energia rinnovabile potrebbero costituire uno strumento di solidarietà e supporto molto efficace per le situazioni di disagio sociale, sia in termini di garanzia della fornitura energetica sia in termini di opportunità occupazionali nei territori.

I firmatari auspicano l’urgente recepimento di tutta la direttiva sfruttando l’imminente legge di Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione Europea o perlomeno l’adeguamento immediato attraverso tale provvedimento alla nuova normativa in materia di autoconsumo e comunità di energia rinnovabile degli articoli 21 e 22 che rivestono carattere di assoluta urgenza considerato lo stato di stagnazione e mancanza di prospettive di medio periodo del comparto delle rinnovabili e delle smart grids in Italia.

www.italiasolare.it

Biodiesel da biomassa per sostituire i combustibili fossili e produrre emissioni negative. Il Politecnico di Milano coordinatore del progetto CONVERGE

Il progetto CONVERGE ambisce a rendere il costo del biodiesel competitivo con i combustibili fossili aumentando l’utilizzo delle biomasse dallo 0.1% attuale. L’obiettivo di CONVERGE è quello disviluppare un nuovo processo che integri tecnologie innovative grazie alle quali l’efficienza di conversione della biomassa aumenti del 12% e i costi si riducano di oltre il 10%.

CONVERGE, finanziato con 5 milioni di euro all’interno del Programma Horizon 2020 della Commissione Europea, esplorerà l’utilizzo di biomassa residua come combustibile, facilitando l’uso di biomassa secondaria disponibile localmente.

CONVERGE propone l’utilizzo di cinque tecnologie innovative con l’ambizione di integrare i più moderni processi di gassificazione della biomassa secondaria, la conversione e la separazione dell’idrogeno e dell’anidride carbonica, e la purificazione e compressione dell’idrogeno per un processo più efficiente di produzione del metanolo precursore del biodiesel.

Contemporaneamente alla produzione di biodiesel, il processo CONVERGE prevede la cattura dell’anidride carbonica in eccesso al processo. Siccome il combustibile utilizzato nel processo è biomassa secondaria, la cattura dell’anidride carbonica consente di confinare la CO2 che era stata precedentemente prelevata dall’atmosfera dalle piante. Questo concetto è chiamato in inglese Bio Energy with Carbon Capture and Storage (BECCS). Il BECCS è indicato dal IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change delle Nazioni Unite) come una tecnologia necessaria per contenere l’aumento di temperatura media del pianeta conseguente all’aumento di concentrazione di anidride carbonica in atmosfera al di sotto di 1,5°C.

Per raggiungere l’ambizioso obiettivo, il consorzio riunisce due università, tre centri di ricerca e cinque aziende in tutta Europa. I partner rappresentano l’intera catena del valore dall’approvvigionamento di biomassa secondaria alla produzione di biodiesel. Il progetto è iniziato a novembre 2018 e terminerà nel 2022.

Del consorzio CONVERGE, coordinato dal Politecnico di Milano, fanno parte: TNO (Olanda), Kemijski Institut (Slovenia), Universitatea Babes Bolyai (Romania), Hyet Hydrogen (Olanda), Institutt for energiteknikk (Norvegia), Campa Iberia (Spagna), Biorecro (Svezia), Ca.Re. For Engineering (Italia) e Enviral (Slovacchia).

The CONVERGE project has received funding from the European Union’s Horizon 2020 research and innovation programme under grant agreement No 818135.

www.polimi.it

CO2 Capture and Storage (CCS) in meeting global climate targets. Climate targets can only be achieved by using all the tools we have at our disposal. CO2 Capture and Storage (CCS) can be used alongside and synergistically with renewables and energy efficiency, to rapidly reduce emissions.
CCS is also an enabler of negative emissions, i.e. taking CO2 out of the atmosphere.

The IPCC 1.5C report (2018) and the IEA Energy Technology Perspectives (ETP) (2017) indicate that meeting our climate targets without capturing and storing CO2 will be almost impossible. The Strategy for long-term EU greenhouse gas emissions reductions underlines the importance of CCS to achieving the net-zero emissions goal in Europe.
The latest IEA calculations also indicate that considering all the CO2 that will be emitted by existing/under construction power and industrial plants, our carbon budget for the Sustainable Development Scenario will be used up by 2040.
This leaves no headroom for new industrial plants or new infrastructure that requires steel and cement and does not include the increase in electricity production to meet growing energy needs, including for the almost 1 billion people globally who do not yet have access to electricity.

CCS supports a just transition and can bring significant value to national and global economies. CCS is a highly versatile technology that can be adapted to best fit the local conditions and meet the needs of the local economy and society.
CCS is the only viable mitigation option to deeply decarbonise the production of commodities such as cement, iron and steel that will likely remain irreplaceable for the global economic growth in the medium to long term including for the deployment of renewable energy technologies.
CCS on natural gas can also produce hydrogen, which provides a low-cost and large-scale solution for deep decarbonisation of harder-to-reach sectors such as heating, industry and transport, with minimal disruption to existing gas infrastructure.
CO2 storage is essential for Negative Emission Technologies (NETs) to be effective. Combining the conversion of sustainable biomass for products and/or energy and capturing and storing the associated CO2 in deep geological formations offers real and immediate opportunities to take CO2 out of the atmosphere. Moreover, storing CO2 from the use of sustainable biomass appears to be the only currently available technology capable of delivering large-scale negative emissions of CO2.
CCS is a proven technology with projects such as Sleipner (Norway) and Boundary Dam (Canada) already storing CO2. There are 23 large scale CCS projects worldwide in operation or under construction. These facilities can store over 40 Mt CO2 per year, captured from natural gas processing, power, fertiliser, steel-making, hydrogen-production, plastics and chemical plants (GCCSI 2018). These projects show that it takes time to develop a storage project from concept to reality and also offer valuable lessons to make the next generation of projects even more efficient and cost-effective.
Representatives from CO2GeoNet, the European Energy Research Alliance CCS Joint Programme, the Global CCS Institute, the UK Carbon Capture and Storage Association and the European Zero Emission Technology and Innovation Platform are working to raise awareness of the important role of CCS as a key emission reduction option.
It is important to act now in order to create the conditions for the widespread deployment of CCS, which is necessary to avoid CO2 levels rising above the Sustainable Development Scenario (1.7 – 1.8°C average temperature rise) or 2 Degrees Scenario from the IEA World Energy Outlook (2018) and IEA ETP (2017). Therefore we call for positive action by the Parties of the United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC).

CCS is already recognised as an environmentally sound technology by the Convention. It is critical that CCS development maintains momentum and support at the highest levels, including within the UNFCCC, so that CCS can be rolled out at commercial scale in a timely manner.

In order to achieve widespread deployment of CCS, we firmly recommend that the following positive actions are enacted:
1. Provide a clear message of long-term political support for CCS deployment by assessing and specifying the role for CCS in achieving national 2030 and 2050 emission targets (including NDCs);
2. Offer policy predictability and confidence by including CCS, where appropriate, in climate plans to give a clear message of long term support, enabling CCS project developers to make critical investment decisions;
3. Provide equal inclusion and support for CCS as a mitigation option alongside other low emission technologies;
4. Provide national support for projects that use international funding mechanisms (e.g. Green Climate Fund, CTCN, the World Bank and other international financial institutions);
5. Support the development of private-public partnerships to build a trust-based relationship between CCS project developers and the national government to help drive projects forward.

www.co2geonet.com

www.eera-set.eu

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Mazao Food Forest Revolution: la ONGD Mazao gestisce un programma agro-alimentare chiamato «La Filière Sociale du Riz» all’interno della provincia di Tangayika (République démocratique du Congo).
Il programma è strutturato grazie a 1000 famiglie contadine che ricevono il reddito primario dalla coltivazione del riso, 300 donne che vendono al dettaglio il risco decorticato, una squadra spcializzata in decorticare il riso, oltre ai trasportatori ed altro personale congolese che trae vantaggio da questo modello di valore innovativo e virtuoso.

INVERTIAMO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO PRODUCENDO CIBO
Quest’anno sei ettari di foresta cibo (Food Forest) stanno crescendo rigogliosi, dove sono stati piantati alberi di Moringa, Papaya, Mango, Avocado, Arancio, Mandarino, Banano e Baobab.
Altri 7 ettari sono stati appena acquistati per proseguire la creazione delle foreste per il 2019.
E’ stata formalizzata la creazione della cooperativa di contadini che si occupano delle foreste.
Venticinque famiglie si stanno occupando delle loro mini-foreste cibo e il loro reddito nel 2018 è cresciuto di più del doppio dall’inizio dell’anno ad oggi, in alcuni casi è addirittura triplicato.

Mazao ONGD ha acquisito una nuova proprietà a Kalemie dove ha costruito il nuovo impianto di trasformazione per la Moringa dedicato a Food Forest LTD e ha mantenuto una seconda parte disponibile per la trasformazione dei riso con anche un ampio spazio per il vivaio delle nuove piante e alberi da frutto.
Sono tre al momento gli essiccatoi costruiti localmente nel corso degli ultimi due anni; il loro design è stato migliorato gradualmente da tecnici locali per aumentare l’efficienza e la qualità della produzione.

La quantità di foglie mensilmente trasformate è passata da 160kg al mese a gennaio 2018 fino ad 1 tonnellata (1000kg) ad oggi di prodotto finito.
Questo grande traguardo è stato il frutto di un lavoro di squadra continuo e rigoroso che ci ha permetto di raggiungere un grado di efficienza che è andato oltre le aspettative iniziali.
Al momento la Moringa prodotto da Mazao è commercializzata sia all’ingrosso che al dettaglio localmente in tutta la RDC ed è esportata grazie a Food From Forest LTD in Europa e Giappone.

www.mazao.cd

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Economia circolare: buone pratiche e primi “numeri” della Piattaforma italiana ICESP: circa 80 fra istituzioni e aziende di rilievo nazionale coinvolte e 60 buone pratiche elaborate da 6 gruppi di lavoro su 6 tematiche trasversali: questi in estrema sintesi i numeri presentati alla prima conferenza annuale sulla Piattaforma Italiana per l’Economia Circolare (ICESP), coordinata da ENEA, che si è svolta al Senato alla presenza, tra gli altri, del sottosegretario all’Ambiente Salvatore Micillo, del presidente dell’ENEA Federico Testa, della presidente della commissione Ambiente del Senato Vilma Moronese, della senatrice della commissione Ambiente Patty L’Abbate e di Antonello Pezzini, membro del Comitato Economico e Sociale Europeo, e rappresentante della piattaforma ECESP, che riunisce gli stakeholder europei sull’economia circolare (European Circular Economy Stakeholder Platform).

“Nell’economia circolare l’Italia primeggia in Europa per numero di occupati, valore aggiunto e brevetti e nel campo del riciclo siamo un passo avanti a Francia, Germania e Regno Unito. Ma rispetto a questi tre paesi siamo molto al di sotto per investimenti nel settore, a conferma delle nostre ottime prestazioni pur con strumenti non del tutto adeguati”, ha sottolineato Roberto Morabito presidente ICESP e responsabile del Dipartimento Sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali dell’ENEA.

“Nel consumo di materiali riciclati siamo un gradino più in alto di Francia e Germania, mentre per capacità di riciclare i rifiuti solidi urbani siamo più su di Francia e alla pari con il Regno Unito. La percentuale di riciclo dei rifiuti in Italia è del 67% contro il 55% della media europea; anche sul riciclo dei rifiuti da imballaggio siamo ben oltre la media Ue, in particolare nel caso dei rifiuti di legno ci attestiamo al 60% contro il 40%. Molto buona anche la percentuale di addetti nel settore dell’economia circolare rispetto al totale degli occupati in Italia, che si attesta al 2,05% contro l’1,71%. In Europa siamo quindi sopra la media per indici di riciclo di tutte le tipologie di rifiuti, ad eccezione di quelli elettrici ed elettronici dove siamo sotto”, ha aggiunto Morabito.

“Nel nostro Paese manca una normativa che sostenga l’economia circolare; in particolare sarebbe utile avere un’applicazione più efficace delle norme sull’end of waste in grado di avviare il mercato di una vasta gamma di materie prime seconde, in tempi certi e al passo con le esigenze del sistema paese. Inoltre, sarebbe necessario rendere l’applicazione della disciplina del sottoprodotto certa e uniforme sul territorio nazionale, in maniera tale da consentire l’adozione di pratiche di simbiosi industriale come normali pratiche di gestione e valorizzazione degli scarti; simbiosi industriale che peraltro, si configura come un’efficace strategia per la prevenzione della produzione di rifiuti”, ha concluso Morabito.

Le 60 buone pratiche elaborate sono relative ai settori più svariati, dal riciclo dei materiali ai prodotti da materiali secondari, dalla sharing economy ai modelli di gestione; ora saranno condivise con la piattaforma ECESP che finora ha raccolto 184 buone pratiche di cui 24 italiane.

I sei gruppi di lavoro della piattaforma ICESP sono coordinati da Università di Bologna, Regione Puglia e CNA, Ministero dell’Ambiente e Ministero dello Sviluppo Economico, ENEL e Intesa Sanpaolo Innovation Center, Regione Puglia e Unioncamere.

ICESP è nata a seguito della scelta da parte della Commissione europea di includere ENEA nel Gruppo di Coordinamento della piattaforma europea ECESP in qualità di rappresentante del mondo della ricerca. Come unico membro italiano è stata invitata a svolgere il ruolo di hub nazionale per l’economia circolare, agendo come interfaccia tra il sistema Italia ed ECESP. Sulla base di questo incarico ha promosso la realizzazione della piattaforma ICESP, che ha la finalità di creare un punto di convergenza nazionale su iniziative, esperienze, criticità, prospettive e aspettative legate all’economia circolare, che il sistema Italia vuole e può rappresentare in Europa con un’unica voce, promuovendo il modello italiano di economia circolare.

ICESP è aperta all’adesione di attori del settore dell’economia circolare secondo un approccio inclusivo.
I partecipanti aderiscono alla Carta ICESP, che definisce gli obiettivi, la composizione, i campi di interesse e gli strumenti operativi della piattaforma, impegnandosi a contribuire in maniera interattiva alle varie attività tra cui: partecipare alle iniziative della piattaforma e ai gruppi di lavoro, fornire buone pratiche e promuovere ICESP nel proprio network di riferimento.

www.enea.it

www.icesp.it

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Climate change: packaging, quale ruolo gioca. In occasione della Conferenza mondiale dell’Onu sul clima, Forest For Future ha organizzato una tavola rotonda per approfondire le potenzialità di un ripensamento del ciclo di vita del packaging, come contributo alla riduzione dell’impatto sul climate change.
Riduzione dei consumi; riciclo; riutilizzo. Questi i tre pilastri sui quali poggia l’economia circolare. Un modo nuovo di intendere l’intera catena di produzione e elemento chiave per una gestione in grado di tutelare le risorse del pianeta e che riduca l’impatto sui cambiamenti climatici.

In questo scenario, quale ruolo gioca il packaging?
Quali soluzioni adottare in grado di ridurre l’impatto sui cambiamenti climatici?

Sono questi i temi che hanno animato il dibattito della tavola rotonda “Sustainable packaging and conservation” organizzata da Forest For Future – associazione che promuove un equilibrio che va dalla conservazione e sfruttamento sostenibile delle foreste, alla lavorazione del materiale, fino alla diffusione di prodotti cartari sostenibili e all’educazione per un corretto riciclo.
Ha preso spunto da studi italiani condotti dall’Università Bocconi e ha visto la partecipazione di esperti del settore, delegati istituzionali e speaker di grandi aziende internazionali.

– Francesco Bertolini, docente di Public Management and Policy presso la Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi e Presidente di Forest for Future
– Andrea Di Stefano, responsabile progetti speciali di Novamont e Direttore della testata Valori
– Librian Angraeni, Vice Direttrice Sustainability Manager & Stakeholder Engagement di Asia Pulp & Paper
– Roberta Ianna, Senior Advisor Direzione per lo Sviluppo Sostenibile, il Clima e l’Energia Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Francesco Bertolini, Presidente dell’Associazione Forest For Future ha dichiarato: “L’emergenza climatica ci vede ormai tutti protagonisti. Siamo chiamati ad affrontare la questione in maniera proattiva ripensando tutti processi, a partire da una progettazione che tenga conto fin dall’inizio del ciclo di vita del packaging stesso in quanto prodotto. La posta in gioco è alta ed è importante che realtà che hanno sviluppato competenze, conoscenze e reti nell’ambito della sostenibilità e dell’economia circolare collaborino e promuovano una visione estesa della responsabilità sociale d’impresa.”

Forest For Future, associazione senza fini di lucro volta ad aggregare soggetti pubblici e privati e creata con l’obiettivo di aumentare la sensibilità sul mercato italiano intorno ai temi legati alla conservazione di foreste primarie, alla tutela delle biodiversità e alla sostenibilità dell’intera filiera dell’industria del legno, della carta e del packaging.

forestforfuture.org

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