Corporate Responsibility for Climate. The world’s first ever national inquiry into the responsibility of the fossil fuel industry for the human rights impacts resulting from climate change hits and important milestone in the Philippines on 11 December – one day after Human Rights Day (10 December). Companies, including ExxonMobil, Shell, BP, Chevron, ConocoPhillips, Suncor and Repsol, are being asked to explain their role in making climate change worse.
The investigating body, the Commission on Human Rights of the Philippines, sent Notices in October requesting the companies to attend the 11 December meeting to discuss and agree on how the investigation will be conducted, as well as evidence submission and witnesses (1). The investigation will intensify in 2018 and has the potential to shift global understanding of corporate responsibility for climate change.
“Many homes were destroyed during typhoon Yolanda and people died – including some I knew,” said Isagani Serrano, president of the Philippine Rural Reconstruction Movement (PRRM), an organisation that provides support in the aftermath of disasters and one of the petitioners. “We hope CEOs of these companies look deep within their hearts and see how their profit harms people and the planet.”
Filipino typhoon survivors, other communities suffering the impacts of climate change, and civil society organisations, including Greenpeace Southeast Asia (Philippines), petitioned the Commission for the investigation in 2015 (2), two years after super-typhoon Yolanda (Haiyan) claimed the lives of more than 6,300 people and affected millions of others who have yet to recover (3).
“International Human Rights Day should remind these companies why it’s important that they participate in the national inquiry. Extreme weather fuelled by climate change is making life worse for people on the frontlines of climate change,” said Yeb Saño, Executive Director of Greenpeace Southeast Asia, who is also a petitioner in the investigation.
“Their basic rights to food, water, shelter, health, and even life are under threat. People have rights, states have duties, and companies have responsibilities to respect these rights. No oil, gas, or coal company has a right to pollute the climate, and those that undermine, threaten, and violate human rights must be held accountable.”
“The national inquiry in the Philippines is an opportunity to set the record straight on climate change and make sure these companies are as committed as society needs them to be to phasing out fossil fuels and ensuring that our future is powered by 100% renewable energy,” said Saño.
The Philippines national inquiry is one of a wave of people-powered legal actions taking place around the world. Greenpeace Nordic and Nature and Youth in Norway, young people in the US, senior women in Switzerland, a Peruvian farmer in Germany, a law student in New Zealand, and many others, are taking legal action to seek protection from climate change.
The day before the Manila meeting is a very important day for all of humanity. 10 December is International Human Rights Day and the start of the one-year lead up to the 70th anniversary of the UN General Assembly’s adoption of the Universal Declaration of Human Rights in 1948.
Obiettivi rinnovabili a rischio. La transizione verso le energie rinnovabili è troppo lenta perché l’Europa possa raggiungere gli obiettivi comuni prefissati al 2030. Secondo l’ultimo report di Roland Berger Power to the People – The Future of Europe’s Decentralized Energy Market, gli obiettivi possono essere perseguiti solo con la messa a punto di una regolamentazione unica e condivisa
In questo scenario normativo, la tecnologia con la decentralizzazione dei sistemi energetici può essere il fattore vincente al centro della prossima rivoluzione “verde” .
La transizione verso le energie rinnovabili procede troppo lentamente perché l’Europa possa raggiungere gli obiettivi ambientali prefissati al 2030, ossia il 27% di quota “verde” sul totale fabbisogno energetico del continente. Parola della società di consulenza strategica Roland Berger che nello studio Power to the People – The Future of Europe’s Decentralized Energy Market mette nero su bianco i limiti di un mercato tra i più strategici a livello UE.
E avverte: sarà pressoché impossibile per l’Europa garantire forniture energetiche rispettose dell’ambiente, affidabili ed economiche in assenza di un mercato unico e stabile.
Regolamentazione unica
Ed è proprio questo il punto. Oggi ogni Stato membro dell’Unione europea è responsabile delle proprie politiche energetiche e le diverse strategie messe in campo da ciascun Paese mettono di fatto in pericolo gli obiettivi climatici prefissati a livello UE. Impedendo di beneficiare di fattori altrimenti più che favorevoli alla diffusione delle energie green…
Roland Berger
Fondata nel 1967 in Germania, Roland Berger è la società di consulenza strategica di origine europea leader nel mondo. Con oltre 2.400 dipendenti in 34 Paesi opera in tutti i principali mercati internazionali attraverso 50 uffici. Il motto è: navigating complexity. Perché da 50 anni Roland Berger supporta i propri clienti nell’identificare e implementare le giuste strategie per un successo duraturo.
Circular Economy Startup Initiative: Intesa Sanpaolo and Ellen MacArthur Foundation introduce the upcoming investment forum “Circular Economy Startup Initiative”, to highlight the opportunity of innovative applications in the Food industry for Circular Economy – a €1.8 trillion annual potential for Europe1.
The event will take place during the morning of November 24, 2017 in the Innovation Center of Intesa Sanpaolo – London Hub.
After the great success of the conferences held in November 2016 on financing solutions, and in May 2017 on disruptive materials, this third edition will focus on Circular Economy innovative technologies and business models for the Food industry.
The topic will be debated with a group of Corporate experts, followed by a distinctive selection of Circular Emerging Startup pitches.
During the event you will have the chance to:
– Learn about innovative circular materials and disruptive startups reshaping our future
– Increase the resilience of your investment portfolio with Circular Economy insights
– Deepen the impact of processes and new business models such as design for remanufacturing, products-as-a-service and raw materials procurement
Participation is free of charge, seat availability is limited to 80 places.
To participate, please register on Circular Economy Startup Initiative/registration.
Aziende sempre più Green. La gestione ambientale si evolve da semplice “opzione verde” ad asset strategico per le imprese: una tendenza guidata da consumatori sempre più attenti alla sostenibilità dei prodotti.
Sono questi i risultati che emergono da una ricerca condotta a livello globale su un campione di più di 1.700 professionisti dall’ente di certificazione DNV GL con il supporto dell’istituto di ricerca internazionale GFK Eurisko, con lo scopo di indagare l’approccio delle aziende nei confronti della gestione ambientale.
I risultati della ricerca 2017 sono stati comparati a quelli di uno studio analogo condotto nel 2014, al fine di analizzare le principali tendenze globali e i cambiamenti nella percezione della gestione ambientale da parte del settore privato.
La ricerca mostra come le richieste del consumatore siano al centro del business sostenibile: la domanda da parte dei clienti (indicata dalla metà dei rispondenti) è il driver che registra la più alta crescita percentuale, con un incremento di 15 punti rispetto al 2014.
Si tratta del secondo fattore per importanza, alle spalle solo della necessità di essere conformi a leggi e normative (77%). Anche la pressione da parte di altri stakeholder si fa sentire, opzione indicata da un quarto dei rispondenti, con una crescita del 10% rispetto alla ricerca precedente.
Le sfide che le imprese di tutto il mondo affrontano attualmente sono grossomodo le stesse di tre anni fa. Il rischio maggiore è legato alla gestione dei rifiuti e, in particolare, al loro smaltimento (55%), al trattamento di materiali pericolosi (44%) e allo scarico delle acque reflue (36%).
INVESTIMENTI IN CRESCITA, MA MINOR ATTENZIONE ALLA SUPPLY CHAIN
Tra le imprese intervistate, il 74% afferma che la gestione ambientale è un fattore rilevante all’interno della strategia aziendale complessiva e il 45% è intenzionato ad aumentare gli investimenti per la gestione ambientale. Dallo studio emerge che, nel mondo, la quasi totalità delle imprese (96%) ha portato a termine almeno un’azione concreta per valutare o mitigare i rischi ambientali nel corso del 2017.
Le principali iniziative avviate sono state: monitoraggio per la verifica della conformità ai requisiti di legge (indicato dal 73% del campione), manutenzioni regolari per minimizzare l’impatto ambientale (70%) e regolari valutazioni d’impatto (65%).
Nonostante vi sia attenzione crescente rispetto alle proprie attività e operazioni interne, solo un’azienda su tre mette in atto un programma di gestione ambientale nei confronti dei propri fornitori. Si tratta di un numero minore rispetto alle attese, vista l’importanza dei fornitori per gli stakeholder esterni.
Luca Crisciotti, CEO di DNV GL – Business Assurance, ha dichiarato: “È incoraggiante notare il trend positivo delle aziende nei confronti della gestione ambientale.
Ma c’è ancora margine di miglioramento quando si tratta della catena di approvvigionamento. Le imprese dovrebbero riconoscere l’influenza che possono esercitare sui loro fornitori per migliorare la sostenibilità della filiera in senso ampio, così come è avvenuto per i consumatori.
IL VALORE AGGIUNTO DELLE CERTIFICAZIONI
Una diminuzione del numero di incidenti ambientali (indicato dal 52% dei rispondenti) è il principale beneficio raggiunto dalle imprese intervistate grazie agli sforzi nei confronti della gestione ambientale. Un miglioramento delle relazioni con le autorità competenti (48%), risparmi economici (40%) e vantaggi competitivi (36%) sono gli altri benefici citati dagli intervistati.
Circa l’80% delle imprese intervistate ritiene, infine, che un sistema di gestione ambientale basato sullo standard internazionale ISO 14001 e una certificazione di terze parti generi valore aggiunto per il business. In particolare, la certificazione viene considerata un aiuto importante per la conformità alle normative (77%) e per il miglioramento delle performance generali (72%).
World Tourism Day 2017 addresses the power of sustainable tourism for development. To advocate the potential of sustainable tourism as a tool for development. This is one of the goals of the World Tourism Day celebrations that are being conducted throughout the world. The Official Celebrations taking place in Qatar, the second celebrated in the country that hosted the event in 2005, convene tourism ministers, industry entrepreneurs and researchers, among other key actors in the sector. The event was opened by the Prime Minister and Minister of Tourism of Qatar, H.E. Sheikh Abdullah bin Nasser bin Khalifa Al Thani, who emphasized the performance of Tourism and the links of the sector with the 17 Sustainable Development Goals as well as its potential in economic diversification.
As stated by UNWTO Secretary General, Taleb Rifai, “as we celebrate World Tourism Day 2017 the question is how we can enable the powerful global transformative force of tourism to contribute to make this world a better place and to advance sustainable development in all its five pillars: Economic, Social, Environmental, Cultural and Peace”.
“Tourism has been recognised by our country’s leadership as a tool for sustainable development, and has been designated one of the priority sectors in the nation’s pursuit of economic diversification. We are particularly honoured to have been joined by high-level members of the international tourism community in Doha for the official celebration of World Tourism Day, which witnessed the launch of the Next Chapter of Qatar’s Tourism Sector Strategy. As we continue on this journey, we look forward to sharing our destination with more visitors, investors and tourism professionals,” said Hassan Al Ibrahim, Chief Tourism Development Officer at the Qatar Tourism Authority (QTA).
“For an industry that produces 10% of global GDP and 1 in 10 jobs globally, it is crucial we protect the growth to be sustainable. This International Year of Sustainable Tourism for Development should create a legacy based on three key aspects: better management to protect from impacts of T&T, continue working closely together as partners, not just UNWTO and WTTC, but private and public sectors across destinations and countries and to tell the stories, share the inspiration, keep talking about it,” mentioned Helen Marrano, Senior Vice President at the World Travel and Tourism Council (WTTC), at the Opening of the event.
The Celebrations include a Keynote Speech on ‘Aviation’s Role in Building Sustainable Tourism’ given by Akbar Al Baker, Global GCEO of Qatar Airways and a High Level Think Tank on ‘Tourism as a means for creating opportunities, enhancing cultural preservation and mutual understanding’ moderated by Max Forster from CNN International. The session addresses the capacity of tourism to create jobs and bring new opportunities to communities as well as the contribution of the sector to wealth creation, investment and exports.
The following personalities participate in this debate: Edmund Bartlett, Minister of Tourism of Jamaica, Eugene Lenn Nagbe, Minister of Information, Culture and Tourism of Liberia, Selma Elloumi Rekik, Minister of Tourism and Handicrafts of Tunisia, Avedis Guidanian, Minister of Tourism of Lebanon, Chaudhry Abdul Ghafoor Khan, Managing Director of Pakistan Tourism Development Corporation, Frano Matušic, State Secretary at the Ministry of Tourism of Croatia, Akbar Al Baker, GCEO of Qatar Airways and Anna Paolini, Director of the UNESCO Office in Doha.
“Tourism has been recognised by our country’s leadership as a tool for sustainable development, and has been designated one of the priority sectors in the nation’s pursuit of economic diversification,” said Hassan Al Ibrahim, Chief Tourism Development Officer of QTA.
As the role of communications within the tourism sector is of high relevance, a key note speech is offered by Tom Hall, Editorial Director of Lonely Planet on the value of Communicating tourism for Development. This leads to a Special Session on “Tourism and the Planet: committed to a greener future“.
The panel discussion includes Abdulla Hassan Al-Mehshadi, Chief Executive Officer of Msheireb Properties, Fernando Olivera, Minister of the State of Guanajuato in Mexico, Sofia Panayiotaki, Managing Director of PRMediaCo, Patricio Azcárate Díaz de Losada, Director at the Responsible Tourism Institute and David Ermen, Senior Manager of the Lodging and Tourism Clients Group at PwC.
Ecomondo e Key Energy manifestazioni di portata sempre più internazionale. Gestione dei rifiuti, ciclo idrico, materie prime, smart cities, fonti rinnovabili: Economia Circolare a Ecomondo e Key Energy.
In un contesto in cui i temi ambientali esigono prospettive su scala globale, la grande piattaforma europea della green economy che dal 7 al 10 novembre 2017 torna alla Fiera di Rimini, organizzata da IEG (Italian Exhibition Group), propone un programma di incontri, convegni, seminari e tavole rotonde pensati appositamente per una platea internazionale. Una quindicina gli eventi, all´interno di un palinsesto con oltre 200 appuntamenti che coinvolgono un migliaio di relatori.
In tema di gestione dei rifiuti, martedì 7 novembre il workshop Integrated management and enhancement of secondary organic flows of urban origin (Gestione integrata e valorizzazione dei flussi organici secondari di origine urbana) propone di presentare e confrontare i più avanzati programmi – portando i case studies di alcune città europee, come Barcellona, località del Galles del Sud, Maribor (Slovenia) – in relazione alla gestione integrata dei rifiuti organici comunali con gli scarichi civili e i fanghi di depurazione, e le nuove catene tecnologiche che consentono di arrivare alla produzione combinata di compost e biogas.
Organizzato da Utilitalia insieme al Comitato Scientifico di Ecomondo, mercoledì 8 novembre l´appuntamento è con il momento di approfondimento su Municipal waste management in urban areas: comparing international experiences in the perspective of circular economy, ovvero l´undicesimo incontro annuale per esaminare i progressi nella gestione dei rifiuti urbani. Negli ultimi tre anni sono state confrontate esperienze nelle principali capitali comunitarie come Berlino, Copenhagen, Lisbona, Madrid, Milano e Roma, in città di medie dimensioni come Lubiana, Monaco di Baviera, Firenze, Bologna e Parma e in aree urbane ´meridionali´ come Barcellona , Porto, Bari, Napoli e Palermo, raccogliendo un know-how molto utile.
Sempre nella giornata di apertura di Ecomondo (martedì 7 novembre) l´InfoDay organizzato dalla Regione Emilia-Romagna sul progetto Co-Evolve (Interreg MED 2016-2019) per presentare e incoraggiare una discussione sulle principali strategie e iniziative in corso per lo sviluppo di un turismo sostenibile costiero e marittimo nel Mediterraneo. Sostenibilità del turismo costiero e marittimo e crescita blu del Mediterraneo il titolo del convegno, che rinvia alla Strategia per la crescita blu dell´UE, che identifica il turismo costiero e marittimo come un settore con un potenziale particolare per promuovere un´Europa intelligente, sostenibile e inclusiva.
Mercoledì 8 novembre, in programma l´incontro sul tema Circular & Smart Cities, un evento a cura del Comitato tecnico scientifico di Ecomondo che presenta e discute i diversi aspetti legati all´applicazione del paradigma dell´economia circolare in ambiente urbano, attraverso le moderne tecnologie, come Internet of Things e Big Data Analytics. L´implementazione e la gestione degli strumenti innovativi richiedono attività di coordinamento tra le aziende che forniscono servizi a una città e le Autorità Pubbliche locali. Saranno discusse esperienze e iniziative recenti in diversi paesi al fine di individuare le migliori pratiche da attuare a favore dei cittadini.
Nella stessa giornata l´evento faro della sezione Global Water: Smart water monitoring for river and lake basin management. European ICT based solutions for smart water quality monitoring and basin management: the Horizon2020 intcatch innovation action in Lake Garda (Controllo intelligente dell´acqua per la gestione del bacino del fiume e del lago. Soluzioni basate su ICT per il monitoraggio della qualità delle acque e la gestione del bacino: l´azione di innovazione Horizon2020 nel lago di Garda). Un evento dedicato alle soluzioni digitali, comprese quelle dell´industria 4.0 (Internet of things), per ottimizzare il settore idrico. L´incontro, coordinato dal professor Francesco Fatone, è a cura del Comitato Scientifico di Ecomondo e trae spunto dall´azione di innovazione europea Intchach, che nell´ambito del progetto Horizon 2020 mira a rivoluzionare le modalità di monitoraggio e gestione della risorsa idrica. Case study in Italia per le soluzioni innovative di Intcatch è il bacino del Lago di Garda.
Circular raw materials and resource efficiency (Le materie prime circolari e l´efficienza delle risorse), ancora mercoledì 8 novembre, organizzato da Enea, Edizioni Ambiente, Renewable Matter e Comitato tecnico scientifico di Ecomondo, è un convegno per approfondire il nuovo approccio industriale che traduce in pratiche concrete l´economia circolare. Il tema chiave è l´uso sostenibile e l´approvvigionamento di materie prime.
E´ proposto dalla Piattaforma nazionale del biometano e dal Comitato tecnico scientifico di Ecomondo l´incontro su Biomethane: Agricultural and Industrial Revolution (Biometano: rivoluzione agricola e industriale, mercoledì 8 novembre)
Giovedì 9 novembre approda ad Ecomondo la discussione su The EU Construction & Demolition Waste Management Protocol ovvero il Protocollo europeo per la gestione dei rifiuti di costruzione e demolizione, mentre nella giornata conclusiva, venerdì 9 novembre, sono in programma i convegni internazionali su Energy-efficient urban-scale optimization: projects and innovation opportunities (Ottimizzazione energetica su scala urbana: progetti e opportunità di innovazione);
The marine litter: Prevention measures and management for a more productive sea (Rifiuti marini: misure di prevenzione e gestione per un mare più produttivo) organizzato insieme a Legambiente, Enea, Università di Bologna, Università di Siena, Cluster Blue Growth, Sustainable Development Solutions; REACH Regulation and circular economy: a feasible coexistence thanks to technological innovation (Regolamento REACH e economia circolare: una coesistenza fattibile grazie all´innovazione tecnologica) organizzato da Enea e dal Ministero dell´Economia.
Allo stato dell´arte in materia di energia eolica nel mondo, alle opportunità di sviluppo dei mercati su scala nazionale e internazionale, guarda infine la tavola rotonda organizzata dall´Anev dal titolo Wind energy: international market (Energia del vento: il mercato internazionale) proposto nell´ambito di Key Energy mercoledì 8 novembre.
WWF: stop carbone. In un secondo una centrale a carbone cone Brindisi enette tanta CO2 quanto 130.000 automobili. Una grande nuvola simbolica di CO2 ha attraversato il centro di Roma, facendo sosta davanti al ministero dello Sviluppo Economico e Palazzo Montecitorio: così il WWF ha chiesto di fermare definitivamente tutte le centrali a carbone italiane entro il 2025.
I circa 1000 palloncini neri con la scritta Stop Carbone erano la traduzione della quantità di CO2 emessa in una sola frazione di secondo da una centrale a carbone come quella di Brindisi o di Civitavecchia, vale a dire circa 400kg di CO2.
In un secondo, centrali come quelle di Brindisi e Civitavecchia emettono una quantità di CO2 pari a quella prodotta, sempre in un secondo, da circa 130.000 auto in movimento.
Con questa iniziativa il WWF chiede attenzione rispetto alle scelte energetiche del Paese.
Il Governo nelle prossime settimane pubblicherà la Strategia energetica nazionale, con la quale si deciderà la traiettoria energetica dell’Italia per almeno i prossimi 20 anni.
Per la prima volta si sta prendendo in esame la possibilità di una chiusura delle centrali a carbone, ma nella proposta del Governo si delineano gli scenari senza operare una scelta chiara e, quindi, la data effettiva dello stop.
Per il WWF Italia, la chiusura deve avvenire entro il 2025, in linea con altri Paesi europei, dicendo addio ad una fonte fossile causa in Italia di circa 8 morti a settimana e di una spesa sanitaria annua calcolata di 1,4 miliardi di euro.
Chiudere l’era del carbone è una scelta non più rinviabile, fondamentale sia per le politiche climatiche che per tutleare la salute dei cittadini.
La manifestazione, partita dalla sede romana del WWF, si è mossa per le strade centrali di Roma, passando per il Ministero dello Sviluppo Economico in Via Veneto, Piazza Barberini, via Del Corso e Montecitorio, dove l’Associazione del Panda ha fatto un punto con la stampa.
“Il WWF ha voluto far arrivare la voce dei cittadini inquinati e colpiti dagli effetti del cambiamento climatico a chi sta oggi discutendo del nostro futuro. L’accelerazione del cambiamento climatico e le sue preoccupanti conseguenze devono spingere la classe politica a mettere in atto politiche energetiche ambiziose, con obiettivi chiari e con l’individuazione puntuale degli strumenti necessari a conseguirli”. Ha dichiarato Responsabile Energia e Clima del WWF Italia Maria Grazia Midulla che aggiunge: “Sarebbe una vera iattura se, in nome degli interessi confliggenti, si decidesse di lasciare tutto al business as usual. Il primo passo concreto è dire addio al carbone, il combustibile che emette il più alto tasso di CO2, e che quindi avvelena il clima, le persone e l’ambiente. Ne possiamo fare a meno da subito. La Gran Bretagna, la patria dell’uso del carbone, ha deciso di chiudere tutte le centrali a carbone entro il 2025: noi cosa aspettiamo?”.
È online anche la petizione MIGLIAIADIVITE, promossa dal WWF Italia insieme a numerose associazioni, tra cui Greenpeace e Legambiente, che chiede ai Ministri Calenda (Sviluppo Economico) e Galletti (Ambiente) un impegno concreto per la chiusura di tutte le centrali a carbone ancora presenti in Italia entro il 2025.
Standards in future city. Smart cities are more than just a buzzword. With expanding urban areas expected to host up to 70 % of the total world population by 2050, they are a necessity. “Standards make cities smarter” is the theme of World Standards Day 2017, celebrated on 14 October by the International Electrotechnical Commission (IEC), the International Organization for Standardization (ISO) and the International Telecommunication Union (ITU), three leading developers of International Standards.
Sufficient fresh water, universal access to cleaner energy, the ability to travel efficiently, a sense of safety and security… these are the kinds of promises modern cities must fulfil to stay competitive and provide a decent quality of life to their citizens.
Standards make cities smarter
Building a smart city is not an easy task. Every urban centre faces its own challenges and requires its own mix of solutions. International Standards contain expert knowledge and best practice that cities can use to develop tailor-made solutions adapted to their specific needs.
International Standards are essential to ensure quality and performance. Without them, different technologies could not work together. They facilitate choice by making it easier to compare different products and services. This encourages competition and fosters innovation. When working with systems, standards enable the integration of structures and solutions from different suppliers.
Without International Standards, cities will struggle to run safe and smooth services. Standards provide the foundation for electricity access and all the many devices and systems that use electricity and contain electronics. They also support the information and communication technologies that enable data collection, exchange and analysis, and information security. What’s more, they offer important guidance on all aspects of city life, including energy-efficient buildings, intelligent transportation, improved waste management, sustainable communities and much more.
“International Standards will support smooth and integrated smart city development,” say the IEC, ISO and ITU leaders in their World Standards Day message. “With standards, we can make our cities smarter, step by step.”
World Standards Day is an opportunity to pay tribute to the collaborative efforts of thousands of experts worldwide who develop the voluntary technical agreements that are published as International Standards.
Italia Solare sulla SEN Strategia Energetica Nazionale: maggiore spinta alle rinnovabili per un’Italia sempre più indipendente dal fossile e dall’estero.
ITALIA SOLARE, nel documento inviato al MISE con la sua posizione sulla SEN, rimarca come serva puntare in modo più deciso alla crescita delle rinnovabili, fotovoltaico in primis: si suggerisce di aumentare il target delle rinnovabili sul fabbisogno energetico dal 27% al 35%.
Ciò significa innalzare il contributo delle rinnovabili elettriche dal 48-50% al 55-60%.
È indispensabile per puntare al 100% da rinnovabili al 2050, in linea con i paesi europei più virtuosi.
La SEN dovrebbe inoltre avere una visione anche al 2050, che è lo stesso obiettivo temporale del Piano Energia e Clima che dobbiamo presentare tra pochi mesi nell’ambito dell’Accordo di Parigi.
Nella SEN si prevede un fotovoltaico che contribuisca al 2030 con oltre 60 TWh/anno di energia, rispetto agli attuali circa 20 TWh/anno.
Significa che da un lato bisogna preservare la produzione attuale e dall’altro installare in 12 anni oltre 30 GWp di nuovi impianti fotovoltaici. Perché si mantengano i 20 TWh/anno attuali è necessario che il GSE attenui la severità nei controlli, visto che si assiste a troppe riduzioni o addirittura cancellazioni di tariffe, la maggior parte delle volte per vizi formali, che spesso rischiano di comportare anche l’abbandono dell’impianto, con perdita di energia pulita preziosa per il Paese. Perché si arrivi a ulteriori 40 TWh/anno occorre passare al più presto dagli attuali 300 MWp/anno a valori tra i 2 e i 3 GWp/anno: perché ciò avvenga occorre creare regole che consentano al fotovoltaico di esprimere il suo potenziale di crescita, già possibile grazie alla sua nuova convenienza economica. Aste neutrali, Sistemi di Distribuzione Chiusi, stabilizzazione delle detrazioni fiscali per le famiglie, iter autorizzativi semplificati, PPA, sono alcuni degli strumenti che possono aiutare lo sviluppo dl fotovoltaico.
Di contro, ITALIA SOLARE rileva che il capacity market che nella SEN viene considerato come utile e necessario, rischia invece di impegnare per periodi di tempo molto lunghi importanti disponibilità economiche per tecnologie che potrebbero essere a breve non più competitive dal punto di vista economico. Si creerebbe una distorsione delle condizioni di mercato dannosa per i cittadini sia per i costi sia perché anacronistica.
ITALIA SOLARE denuncia ancora una volta che la riforma delle tariffe elettriche domestiche, purtroppo già in via di attuazione, va pure in direzione contraria rispetto agli stessi obiettivi fissati nella SEN, in quanto riduce la convenienza negli investimenti in efficienza energetica e fotovoltaico.
Le politiche comunitarie indicano che i servizi del dispacciamento devono spostarsi sempre di più a livello locale per consentire alle rinnovabili di dare un adeguato contributo. Nella SEN si riscontra al contrario un approccio ancora troppo centralistico, affidando il dispacciamento all’attuale gestore della trasmissione.
I cambiamenti climatici impongono che la riduzione delle emissioni climalteranti divenga una priorità assoluta.
ITALIA SOLARE chiede quindi al governo di farsi portavoce in ambito europeo e non solo perché una carbon tax applicata alle fonti energetiche consenta finalmente un confronto economico tra le diverse tecnologie ch sia basato su condizioni di reale equità.
Si richiede che la transizione energetica faccia perno sull’accelerazione della crescita delle rinnovabili e non su un ulteriore rafforzamento del gas, come è invece ora nella SEN, che comporterebbe un consolidamento della dipendenza dall’estero e eccessivi investimenti che per essere sfruttati al meglio rischierebbero di far rallentare la crescita delle rinnovabili e dell’efficienza energetica.
Inoltre l’uscita dal carbone deve avvenire al più presto e senza che ci siano dei costi sulla collettività, che ha già pagato abbastanza in inquinamento e quindi in salute.
La SEN tratta in modo troppo marginale la mobilità elettrica, che invece è certo che crescerà in modo significativo già nei prossimi anni. Si richiedono linee guida che accompagnino la diffusione dei veicoli elettrici, a cominciare dall’alimentazione degli stessi che deve avvenire prioritariamente tramite il fotovoltaico.
Si apprezza la condivisione e l’apertura alla discussione su un tema così importante come l’energia ma si chiede ai Ministri Calenda e Galletti e quindi a tutto il governo di “osare” di più, per consentire all’Italia da un lato di ridurre la sua dipendenza dalle fonti energetiche importate dall’estero e dall’altro di ricoprire un ruolo da protagonista nel settore delle energie rinnovabili a livello europeo e mondiale.
The Electrification Alliance: Electricity for an Efficient and Decarbonised Europe. Avere, EURELECTRIC, the European Copper Institute, the European Heat Pump Association, SolarPower Europe and WindEurope have joined forces to launch the Electrification Alliance, calling for electricity to be recognised as the key energy carrier for an efficient and decarbonised European future.
The Electrification Alliance published a Declaration on Electrification which also has the support of a large number of associations, companies and NGOs. The Declaration states that as electricity in Europe decarbonises, it will reveal its true value as it becomes the key vector for achieving a decarbonised, energy efficient and digital European economy.
The Declaration includes a commitment to support reductions in carbon intensity and the scale up of investment in non-emitting technologies like renewables, energy storage and smart grids, while promoting sectoral integration with the heating, cooling and transport sectors.
The Declaration on Electrification calls for reforms under the current legislative review of European climate, energy and transport legislation, to accelerate the advancement of electrification in years to come. These will maximise the potential of decarbonised electricity and enabling efficient technologies to advance Europe’s competitiveness, economic growth, job creation, and the promotion of a sustainable, healthy society for European citizens.
The Declaration calls on European policymakers to recognise that decarbonised electricity becomes a key vehicle for a sustainable European economy, to remove barriers to electrification, to roll-out the much needed widespread electric vehicle charging infrastructure and to enable the deployment of smart and efficient heating and cooling technologies.
Speaking on the launch of the Electrification Alliance, the heads of the partner associations are quoted below:
– Bert Witkamp (Secretary General, AVERE) – “It is very encouraging to see that electrification of transport is now seen by many as a large part of the answer to the transport decarbonisation challenge. However, to be fully effective we need deep decarbonisation of the power sector and an integration of the electricity generation, its transport, use and storage in a smart and connected way.“
– Kristian Ruby (Secretary General, EURELECTRIC) – “Electricity is becoming increasingly decarbonised, more efficient, sustainable and competitive. But the transformation of the electricity sector must go hand in hand with the electrification of other sectors. More electricity means cleaner energy. Shifting from fossil fuels to electricity in industry, transport and heating/cooling will reduce carbon emissions, giving clear climate, environmental and
health benefits already today.”
– Bernard Respaut (Chief Executive, European Copper Institute) – “Electrification is an important gene in copper’s DNA. By helping to build the electricity system of the future, via our DecarbEurope initiative, through innovation, electrification and industrial demand response in our sector, we see many linkages with the Alliance for Electrification.”
– Thomas Nowak (Secretary General, European Heat Pump Association) – “Efficiently connecting the electric and thermal sectors will be essential in the quest to increase the share of renewable electricity in the EU energy mix. It will require storage and demand response potential. Heat pumps are natural allies in this endeavour. Serving as ‘thermal batteries’, they help to balance the grid by shifting load from times of surplus to times of shortage.”
– James Watson (CEO, SolarPower Europe) – “Today almost 30% of our power in Europe comes from renewables and we anticipate that within the next decade more than half of our electricity generation will be renewable-based. A further electrification of the European economy therefore makes sense but should go hand in hand with a dedicated strategy to deploy more renewables in our continent.”
– Giles Dickson (CEO, WindEurope) – “We’re doing a reasonable job of getting renewables into electricity – they’re now 29% of EU power demand. But electricity is only 22% of the EU’s energy consumption. The rest is heating, cooling and transport – and we’re doing less well getting renewables into those sectors. The electrification of these sectors is essential to decarbonise the EU economy. But electrification brings other benefits too. It makes heating and transport more energy efficient. And it enhances the flexibility of the energy system and the range of storage options. We therefore need the EU Clean Energy Package to be strengthened on this front.“
SolarPower Europe is a member-led association representing organisations active along the whole value chain. Our aim is to shape the regulatory environment and enhance business opportunities for solar power in Europe.
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