Category: Building

Logistica Mondo Convenienza. Riqualificazione dell’impianto di illuminazione con nuovi apparecchi LED a Settimo Torinese. Mondo Convenienza nell’ultimo biennio ha ribadito grande vitalità aziendale, con nuove aperture e la crescita del numero di persone impiegate.

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Anteprime LUMI Expo 2019: la mostra convegno sulle tecnologie e le soluzioni per l’ambiente costruito a misura d’uomo. Dall’intelligenza artificiale (AI) all’Internet of Things, dagli oggetti “smart” alla rete 5G, dai Big Data alla realtà virtuale e aumentata…

Quali sono i trend tecnologici che stanno maggiormente impattando i settori delle costruzioni e dell’edilizia? Quali opportunità offrono e quali sono le complessità da affrontare?
Il prossimo 21 e 22 novembre, a BolognaFiere, LUMI Expo propone due giornate di incontro e di aggiornamento tecnologico per rispondere a queste domande. Attraverso momenti di networking, seminari e convegni di approfondimento con i massimi esperti del settore, la mostra-convegno esplorerà i diversi campi applicativi dell’innovazione tecnologica per l’ambiente costruito.
L’evento si focalizzerà infatti sulla trasformazione digitale nei vari spazi della vita umana, dall’edificio 4.0 alla città intelligente, rivolgendosi a tutti i professionisti della filiera: system integrator, security manager, progettisti, architetti, installatori, facility manager, energy manager, produttori di software e hardware.

DIGITAL TRANSFORMATION NEGLI SPAZI E NEGLI EDIFICI
Le tecnologie future mettono al centro la raccolta e l’analisi dei dati. Per questo motivo, l’IoT – Internet delle Cose diventa una tecnologia centrale nelle operazioni di riqualificazione e ristrutturazione edilizia.
Allo stesso tempo, la necessità di avere spazi e ambienti di lavoro aperti, connessi e condivisi porta a una esigenza di integrare più tecnologie negli impianti. Infine, obiettivi di riduzione dei costi di gestione e manutenzione e obiettivi di un maggiore efficientamento energetico richiedono l’utilizzo di sistemi e dispositivi intelligenti per il monitoraggio e la diagnosi energetica.

Con il diffondersi delle nuove tecnologie si diffondono anche nuovi modelli di business: un esempio è quello del nascente PropTech, (“Property” + “Technology”), che indica società che permettono la creazione di soluzioni digitali con un focus specifico nel settore immobiliare, o la servitizzazione che ha portato alla nascita di concetti come “light-as-a-service” (non si vendono più le lampadine ma il servizio di illuminazione) o “space-as-a-service” (si paga l’utilizzo dello spazio come si paga oggi un film su Netflix).

A latere, crescono problematiche legate alla sicurezza e aumenta la necessità di conoscere le nuove tecnologie per la videosorveglianza e il riconoscimento biometrico nel rispetto del GDPR e delle normative sempre più stringenti in materia di privacy.
A LUMI Expo, tutte queste tematiche saranno affrontate con una serie di talk show, momenti formativi e convegni dedicati agli addetti del settore.

Qualche titolo dal programma:
– IoT e Big Data per il Risk Management nel building
La gestione innovativa del risk management negli immobili
Giovedì 21 novembre h 12
– Smart spaces e Digital Estate
La trasformazione tecnologica della filiera immobiliare
Giovedì 21 novembre h 16
– Sistemi di riconoscimento tra affidabilità e opportunità di mercato
Applicazioni biometriche per smart spaces
Venerdì 22 novembre h 10
– Obiettivo edifici zero Energy Edilizia nZEB per rispondere Direttiva EU 2018/844: prestazione energetica degli edifici
Venerdì 22 novembre h 12
– Building Automation e IoT: casi pratici e applicazioni di successo
Venerdì 22 novembre h 14
– GDPR: perché è un’opportunità per il fatturato
Giovedì 21 novembre h 12

SMART CITY: IL MODELLO DI CITTÀ INTELLIGENTE E SOSTENIBILE
AI e IoT sono tecnologie abilitanti anche per la digital trasformation delle città. Dalle nuove piattaforme e sistemi di monitoraggio energetico allo smart parking, dalla gestione intelligente dei rifiuti all’illuminazione pubblica intelligente e integrata, dai sistemi di controllo e previsione di eventi sismici, le nuove tecnologie, opportunamente integrate, potranno far fare un salto di qualità alle gestioni comunali migliorando la vita dei cittadini.
Ma la tecnologia non basta. Deve esserci anche un approccio sistemico e olistico da parte della governance, una amministrazione lungimirante che conosca i limiti della tecnologia e guardi agli obiettivi di sostenibilità ambientale e di efficienza energetica richiesti dall’Agenda 2030 dell’UE.
Anche in questo ambito, si fanno strada nuovi approcci virtuosi anche per le smart city, come quello dell’economia circolare che punta al riuso, al recupero e all’ottimizzazione delle risorse.
Sul tema delle città come su quello del building, LUMI Expo 2019 farà da momento di aggregazione e confronto, di racconto dei casi più interessanti e dei modelli più virtuosi.

Tre i momenti portanti della manifestazione su questo argomento:
– AI e IoT per smart city
Verso città intelligenti, efficienti e sostenibili
Giovedì 21 novembre h 14
– Premiazione Award Ecohitech – 20^ edizione
Premio ai Comuni virtuosi e alle eccellenze
Giovedì 21 novembre h 14
– Come cambiano monitoraggio e comunicazione urbana
Tecnologie video per le città intelligenti
Giovedì 21 novembre h 10

I FOCUS DI LUMI EXPO 2019
LUMI Expo offre ai visitatori una serie di soluzioni e novità tecnologiche attraverso 6 percorsi espositivi e convegnistici: • Illuminazione – focus su Human Centric Lighting, illuminazione intelligente, Li-Fi e applicazioni di nicchia come la luce a LED nelle serre; • Sicurezza – focus su videosorveglianza, controllo accessi, sistemi di monitoraggio del traffico, smart parking e sistemi di rilevamento biometrico; • Energia – focus su sistemi di monitoraggio dei consumi e soluzioni per nZEB (near Zero Energy building); • Audio Video – tecnologie per le control room e il digital signage; • Electro – sistemi, impianti e soluzioni tecniche e tecnologiche per addetti ai settori elettrico ed elettronico; • Integrazione – soluzioni per l’interoperabilità, l’interconnessione e la standardizzazione di sistemi e impianti che devono essere integrati per rendere ogni spazio o edificio più efficiente, responsivo e human centric.

UN LABORATORIO SULL’INNOVAZIONE
A LUMI Expo sarà presente un vero e proprio Laboratorio di innovazione (SmartLab) in cui, grazie alla presenza di alcuni esperti, si potranno conoscere e approfondire le tecnologie dal punto di vista del loro funzionamento e dei sistemi elettronici che ne sono alla base.
Nell’area saranno presenti: – un simulatore software di Smart City in grado di mostrare il funzionamento di un distretto o di un’area cittadina connessa e integrata con sensori ambientali, veicoli, persone; – un sistema di riconoscimento immagine e riconoscimento facciale collegato in rete; – un sistema di riconoscimento targhe, utilizzato per il monitoraggio del traffico oppure per iniziative di smart parking; – un sistema Li-Fi, per la comunicazione e trasmissione dati attraverso la luc; – un prototipo di semaforo intelligente, creato da un team di ricercatori del CNR; Sempre nel laboratorio, ogni giorno, si svolgeranno corsi di formazione su IoT, LoRa, LiFi e riconoscimento facciale con approfondimenti tecnologici e analisi di rischi e opportunità di ogni tipo di sistema.

FORMAZIONE PROFESSIONALE
In un mercato in continua evoluzione, quello dell’integrazione, l’unico modo per restare al passo con i tempi è quello di aggiornarsi, approfondire, conoscere le tecnologie emergenti. A LUMI Expo, saranno in programma workshop e corsi gratuiti per l’utilizzo, l’applicazione e l’integrazione di sistemi di illuminazione, multimedia, sicurezza oltre che su normative e standard.
Molti corsi offrono anche la possibilità di acquisire crediti formativi professionali (CFP) grazie al patrocinio con l’Ordine degli Ingegneri e con i Collegi dei Geometri e dei Periti Industriali.

NON SOLO UNA MOSTRA CONVEGNO
LUMI è un percorso innovativo che trova a Bologna un momento fisico, ma che vive tutto l’anno con corsi di formazione, iniziative collaterali e spazi di informazione (lumi4innovation.it) per fare cultura sulle nuove tecnologie nelle applicazioni di luce, energia, sicurezza e building automation.

21 e 22 novembre – BolognaFiere

– BYinnovation è Media Patner di LUMI Expo

www.lumiexpo.com

Intelligence for better buildings: data from the ExcEED platform. Having comparable performance data coming from buildings that could be converted into information and useful knowledge would largely benefit key stakeholders of the building sector (building managers, designers and policy makers). The generated knowledge would improve existing and next generation buildings, thanks to the improved control, design and energy performance regulations generated.

The H2020 project ExcEED and its collaborative platform turn this into reality: as users add their buildings’ monitoring data, the intelligence embedded in the platform turns raw data into key performance indicators and geoclustered benchmarks, showing where to focus to improve the efficiency of buildings.

The key element of the platform is the user, through the data he or she provides to the platform, resulting in a more comprehensive analysis and benchmarking.

What kind of data is needed in ExcEED? What are they needed for and how are they processed?

The data required to use the ExcEED platform
The unique selling point of the ExcEED platform lies in its combination of metadata and measured data, combined with complex KPI algorithms and geoclustering tool.

Metadata provide an overall description of the building for which monitoring data will be uploaded.
They cover six categories:
– General information over the building (height, heated surface, percentage of glazing…)
– Heating and cooling system specification
– Renewable energy system specification
– Mechanical ventilation system specification
– Lighting values
– Environmental and energy performance certification
The measured data instead can be imported from a number of data sources including utility meters (usually provided by data collectors/aggregators), grid data (e.g. electricity market data from market operators), monitoring data stored in csv files.

When signing up to the ExcEED platform as a user, you first register your site(s), building(s) and devices, for which you will later manually input metadata and automatically upload monitoring data. You will get access to a user-friendly interface where your data can be uploaded with maximum safety. The user interface is divided in three sections:
1. The dashboard homepage section that shows you general information
2. The data section where data and metadata can be uploaded following the instructions
3. The analytics section where data is handled, processed and analysed

The data interface architecture was designed to be extensible and flexible to accept new data requirements, technologies and functionalities. That is why the data management within the platform includes a basic data integrity check, synchronization and aggregation engines designed to process any kind of data, from electrical, gas and water readings to any numeric readings such as operations and environmental data.

What are the data needed for?
The uploaded data feed into our knowledge base and analytics tool, designed to support you in assessing the energy performance of you building portfolio against a wide set of key performance metrics.

You, as user, will interact with the knowledge base to:
– Upload specific streams of time-series data (energy use, operations, environmental conditions, etc.);
– Review the performance of your building through the set of Key Performance Indicators enabled by the data you have uploaded;
– Run geo-clustering analysis on specific performance range you are interested in.

The breakdown analysis tool can be used to understand, extract, compare and visualize the monitoring data uploaded. The tool can be used to compare, for instance, simulated consumption for a certain building with the actual data collected. The breakdowns show your building’s energy use and associated cost, and benchmark it against the energy performance of similar buildings within the same climate zone, size, market or any other metric. You can calculate possible savings by discovering, increasing and decreasing trends over several time periods.

The operations analyser tool allows you to simulate behaviors by turning on and off the consumption in parts of the day. This way it is possible to estimate consumption and cost savings doing a what-if analysis. The tool is useful to quickly evaluate patterns of power consumption and when peak load happens. Through the platform, you are also able to set notifications and alerts in order to keep track of the consumption and cost. After a few weeks learning phase, the tool will alert you in case of abnormal values, while you activate sentinel notifications for your meters. Alert notifications are useful to detect data disruption, incomplete reporting, suboptimal operation of devices.

The ExcEED platform as a milestone to achieve EU energy targets
Moving from traditional offline analysis against outdated datasets to online analysis against continuously updated datasets spanning over buildings from many EU member states, the ExcEED platform paves the way for next-generation building energy performance analysis.

The ExcEED knowledge base was designed around innovative ways to allow users to continuously profile their building estate with information ranging from energy measurements, energy efficient renovations to business metrics and other construction conditions. In such a context, the Knowledge Base of the ExcEED platform plays a central role in enabling the operation of advanced analysis processes that are key to the success of the EU member states in complying with energy conservation targets set from 2020 onwards.

Now it’s up to you to make the most of the ExcEED tool by uploading your data to the platform and start using the benchmarking and clustering tools available. Ready to take the challenge? Register to the platform and upload your buildings data for free.

 

I DATI DALLA PIATTAFORMA EXCEED: INTELLIGENCE PER COSTRUIRE EDIFICI MIGLIORI

La disponibilità di dati comparabili relativi alle prestazioni degli edifici utili a dare maggiori informazioni sugli edifici stessi va a beneficio dei principali stakeholder del settore edilizio (gestori di edifici, progettisti, e politici). La maggiore conoscenza generata porterebbe a un migliaramento degli edifici esistenti e di quelli di nuova generazione, grazie al conseguente perfezionamento del controllo, della progettazione e del rendimento energetico.

Il progetto Horizon 2020 ExcEED e la sua piattaforma vanno in questa direzione. Man mano che gli utenti della piattaforma caricano i dati di monitoraggio dei loro edifici, possono poi trasformare grazie alle diverse funzioni della piattaforma i dati grezzi in indicatori di performance (KPI) e fare benchmark, e quindi comprendere le condizioni necessarie per migliorare l’efficienza degli edifici.

L’elemento chiave della piattaforma è l’utente che, attraverso i dati che carica sulla piattaforma, puo’ ottenere analisi e benchmark più completi.

Che tipo di dati sono necessari in ExcEED? A cosa servono e come vengono elaborati?

I dati necessari per utilizzare la piattaforma ExcEED
Il punto di forza della piattaforma ExcEED e’ nella combinazione di metadati e dati misurati, utilizzati per il calcolo di specifici KPI e per i benchmarks.

I metadati caratterizzano alcuni attributi dell’edificio per il quale verranno caricati i dati di monitoraggio.
Essi si suddividono in sei categorie:
– Informazioni generali sull’edificio (altezza, superficie riscaldata, percentuale di vetrate….)
– Specifiche del sistema di riscaldamento e raffreddamento
– Specifiche del sistema di energia rinnovabile
– Specifiche del sistema di ventilazione meccanica
– Valori di illuminazione
– Certificazione ambientale ed energetica
I dati misurati possono invece essere dati importati da una serie di fonti, dai contatori (di solito forniti da raccoglitori/aggregatori di dati), da sistemi di rete (ad esempio i dati dell’elettricità provenienti dagli operatori di mercato), e da strumenti di monitoraggio (e memorizzati in file CSV).

Quando un utente si iscrive alla piattaforma ExcEED, inserisce i primi edifici e i dispositivi di monitoraggio, per i quali indica poi manualmente i metadati e carica automaticamente i dati di monitoraggio. L’utente avrà accesso a un’interfaccia di facile utilizzo, dove i dati possono essere caricati in piena sicurezza.
L’interfaccia utente è divisa in tre sezioni:
1. La homepage che mostra informazioni generali.
2. La sezione dati dove è possibile caricare dati e metadati seguendo le istruzioni.
3. La sezione analitica in cui i dati sono trattati, elaborati e analizzati.

L’architettura dell’interfaccia dati è stata progettata per essere adeguata a possibili nuovi requisiti, tecnologie e funzionalità dei dati. La gestione dei dati all’interno della piattaforma include un controllo di integrità di base e motori di sincronizzazione e aggregazione progettati per elaborare qualsiasi tipo di dati, dalle misurazioni di elettricità, gas e acqua a qualsiasi valore numerico, come le operazioni e i dati ambientali.

A cosa servono i dati?
I dati caricati confluiscono nello strumento knowledge base and analytics, progettato per supportare l’utente a confrontare le prestazioni energetiche del suo portfolio di edifici in relazione agli indicatori di performance selezionati.

L’utente interagirà con lo strumento per:
– Caricare flussi di dati relativi a serie temporali (consumo energetico, funzionamento, condizioni ambientali, ecc.);
– Esaminare le prestazioni del suo edificio tramite gli indicatori di performance;
– Eseguire analisi di geo-clustering sull’intervallo di interesse specifico.

Lo strumento breakdown può essere invece utilizzato per capire, estrarre, confrontare e visualizzare i dati misurati caricati. Puó essere usato, per esempio, per confrontare i consumi previsti di un determinato edificio con i dati effettivamente raccolti. Le tabelle generate mostrano il consumo energetico dell’edificio dell’utente con i costi associati e lo confrontano con le prestazioni energetiche di edifici simili all’interno della stessa zona climatica, dimensione, mercato o qualsiasi altra caratteristica specifica. È possibile calcolare i risparmi aumentando e diminuendo i valori in diversi periodi di tempo.

Lo strumento operations analyser permette di simulare le performance dell’edificio aumentando e riducendo il consumo di energia in alcuni momenti della giornata. In questo modo è possibile stimare i consumi e i risparmi sui costi tramite un’analisi “what-if”. Lo strumento è utile per valutare rapidamente gli andamenti di consumo energetico e quando si verificano dei picchi di carico. Attraverso la piattaforma, inoltre, è possibile impostare notifiche e avvisi per tenere traccia dei consumi e dei costi. Dopo una fase di raccolta dati di alcune settimane, lo strumento avviserà l’utente in caso di valori anomali, attivando le notifiche per i contatori. Le notifiche di allerta sono utili per rilevare interruzioni dei dati, segnalazioni incomplete, o un funzionamento non ottimale dei dispositivi.

La piattaforma ExcEED: una pietra miliare per il raggiungimento degli obiettivi energetici dell’UE
La piattaforma ExcEED propone nuovi processi di valutazione delle performance di edifici, in particolare quelli di nuova generazione in molti stati membri dell’UE permettendo di passare da analisi “offline” tradizionali di dati obsoleti all’analisi online di dati continuamente aggiornati.

L’interfaccia ExcEED è stata progettata in modo innovativo per consentire agli utenti di tracciare continuamente il profilo del proprio patrimonio edilizio con informazioni che vanno dalle misurazioni energetiche, alle ristrutturazioni ad alta efficienza energetica, alle metriche aziendali e altre condizioni di costruzione. In tale contesto, la Knowledge Base della piattaforma ExcEED svolge un ruolo centrale nel consentire il funzionamento di analisi avanzate, fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi di risparmio energetico, dal 2020 in poi, da parte degli stati membri dell’UE .

Siete pronti a sfruttare al meglio ExcEED caricando i vostri dati sulla piattaforma e iniziando a utilizzare gli strumenti di benchmarking e clustering disponibili? Inizia la nuova sfida con ExcEED!

Registrati alla piattaforma ,carica i dati dei tuoi edifici, e fai le analisi per capire la performance del tuo edificio. La piattaforma e’ GRATIS e aperta a tutti!

– BYinnovation è Media Partner di BPIE

www.exceedproject.eu

platform

Distorsioni pro grandi energetiche. ITALIA SOLARE ha inviato una lettera all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcom) e per conoscenza all’Agenzia delle Entrate per chiedere che vengano valutati ed eliminati gli elementi distorsivi di mercato contenuti nell’articolo 10, comma 3 ter, del cosiddetto Decreto Crescita.
Il testo ha infatti introdotto per gli interventi di vendita e installazione di impianti fotovoltaici residenziali la possibilità della cessione ai fornitori del credito IRPEF per la detrazione fiscale da parte dei clienti. In questo modo i fornitori, a seguito di acquisizione del credito di imposta, potranno portare in compensazione il credito acquisito con le proprie imposte in 10 quote annuali o ricederlo ai fornitori indiretti.

In particolare, l’associazione sollecita Agcom affinché evidenzi al Governo e al Parlamento gli effetti distorsivi dell’Articolo 10 comma 3 ter del DL Crescita poiché il meccanismo avvantaggia i grandi operatori a discapito dei piccoli e medi che operano solamente nel settore del fotovoltaico che non hanno capienza per la compensazione.
La capienza, infatti, vi può essere solo per quelle imprese che traggono la maggior parte dei loro proventi da attività diverse dalla vendita di impianti fotovoltaici.

“La norma – scrive l’associazione introduce dunque un elemento fortemente distorsivo della concorrenza, in quanto garantisce ‘incentivi’ e opportunità di mercato di fatto fruibili solo da operatori di grandi dimensioni e non focalizzati sul business fotovoltaico, penalizzando diversamente tutti gli altri operatori e la quasi totalità dell’attuale filiera di vendita degli impianti fotovoltaici residenziali”.

Il Provvedimento Attuativo del comma 3 ter dell’articolo 10 (prot. n. 660057/2019 del 31 luglio 2019) dell’Agenzia delle Entrate, ricorda l’associazione, ha rimosso per i soggetti cessionari del credito derivante dalle detrazioni fiscali i limiti quantitativi alla compensazione dei crediti fiscali, previsti dalle leggi vigenti.
Tale provvedimento ha così permesso ai grandi gruppi industriali del settore energia di fare un uso illimitato del beneficio, possibilità evidentemente preclusa alle piccole e medie imprese. ITALIA SOLARE chiede quindi ad Agcom di verificare se l’interpretazione corretta dell’Articolo 10 comma 3 ter del DL Crescita comporta il mantenimento dei limiti esistenti alla compensazione dei crediti fiscali, ivi incluso il limite annuale di 700mila euro all’importo delle imposte, tasse e contributi compensabili, considerato anche l’impatto sulla concorrenza e segnalarlo all’Agenzia delle Entrate.

Infine l’associazione nella sua lettera chiede che vengano valutate azioni per evitare che società direttamente e indirettamente partecipate dal Ministero per l’Economia e le Finanze si trovino in situazioni di vantaggio competitivo rispetto agli altri operatori.

ITALIA SOLARE è un’associazione di promozione sociale che sostiene la difesa dell’ambiente e della salute umana supportando modalità intelligenti e sostenibili di produzione, stoccaggio, gestione e distribuzione dell’energia attraverso la generazione distribuita da fonti rinnovabili, in particolare fotovoltaico. Promuove inoltre la loro integrazione con le smart grid, la mobilità elettrica e con le tecnologie per l’efficienza energetica per l’incremento delle prestazioni energetiche degli edifici.
“ITALIA SOLARE è l’unica associazione in Italia dedicata esclusivamente al fotovoltaico e alle integrazioni tecnologiche per la gestione intelligente dell’energia”.
ITALIA SOLARE conta oltre 700 soci: operatori, proprietari e gestori di impianti fotovoltaici, installatori, progettisti e semplici sostenitori. L’associazione opera attraverso 8 gruppi di lavoro: Relazioni istituzionali; Sviluppo tecnologico e normative; Marketing e comunicazione; Fiscalità; Finanza; Relazioni internazionali; Mercato elettrico; Legislativo e regolatorio.

TOUR 2019 – 13 tra convegni e workshop, 7 webinar, oltre 80 relatori e 3mila operatori partecipanti, sono i numeri dell’edizione 2019 del Tour di ITALIA SOLARE che con appuntamenti in tutta Italia si rivolge a operatori del settore, PMI, investitori e pubblica amministrazione. Temi dell’edizione di quest’anno sono normativa, tecnologia, sviluppo di mercato e nuovi modelli di business del fotovoltaico.

www.italiasolare.eu

UNICEF recycled plastic bricks: it breaks ground on Africa’s first-of-its-kind recycled plastic brick factory in Côte d’Ivoire. In innovative partnership, factory will produce plastic bricks to build classrooms for children.

UNICEF, in partnership with Colombian social enterprise Conceptos Plasticos, today announced it had broken ground on a first-of-its-kind factory that will convert plastic waste collected in Côte d’Ivoire into modular plastic bricks. The easy-to-assemble, durable, low-cost bricks will be used to build much needed classrooms in the West African country.

“This factory will be at the cutting edge of smart, scalable solutions for some of the major education challenges that Africa’s children and communities face,” said UNICEF Executive Director Henrietta Fore. “Its potential is threefold: more classrooms for children in Côte d’Ivoire, reduced plastic waste in the environment, and additional income avenues for the most vulnerable families.”

Côte d’Ivoire needs 15,000 classrooms to meet the needs of children without a place to learn. To help fill this gap, UNICEF has partnered with Conceptos Plasticos to use recycled plastic collected from polluted areas in and around Abidjan to build 500 classrooms for more than 25,000 children with the most urgent need in the next two years, with potential to increase production beyond.

“One of the major challenges facing Ivorian school children is a lack of classrooms. They either don’t exist, or when they do, they are overcrowded, making learning a challenging and unpleasant experience,” said UNICEF Representative Dr. Aboubacar Kampo, who has championed the project from its inception. “In certain areas, for the first-time, kindergartners from poor neighborhoods would be able to attend classrooms with less than 100 other students. Children who never thought there would be a place for them at school will be able to learn and thrive in a new and clean classroom.”

More than 280 tonnes of plastic waste are produced every day in Abidjan alone. Only about 5 per cent is recycled – the rest mostly ends up in landfill sites in low-income communities. Plastic waste pollution exacerbates existing hygiene and sanitation challenges. Improper waste management is responsible for 60 per cent of malaria, diarrhea and pneumonia cases in children – diseases that are among the leading causes of death for children in Côte d’Ivoire.

Once it is fully operational, the factory will recycle 9,600 tonnes of plastic waste a year and provide a source of income to women living in poverty in a formalized recycling market. Nine classrooms have been built in Gonzagueville, Divo and Toumodi using plastic bricks made in Colombia, demonstrating the viability of the construction methods and materials.

“We partnered with UNICEF on this project because we want our business model to have a social impact. By turning plastic pollution into an opportunity, we want to help lift women out of poverty and leave a better world for children,” said Isabel Cristina Gamez, Co-Founder and CEO, Conceptos Plasticos.

The bricks will be made from 100 per cent plastic and are fire resistant. They are 40 per cent cheaper, 20 per cent lighter and will last hundreds of years longer than conventional building materials. They are also waterproof, well insulated and designed to resist heavy wind.

Alongside investment to build in Côte d’Ivoire, plans are also under way to scale this project to other countries in the region, and potentially beyond. West and central Africa accounts for one-third of the world’s primary school age children and one-fifth of lower secondary age children who are out of school.

“Sometimes, embedded deep within our most pressing challenges are promising opportunities,” said Fore. “This project is more than just a waste management and education infrastructure project; it is a functioning metaphor—the growing challenge of plastic waste turned into literal building blocks for a future generation of children.

Plastic bricks produced in the factory will be used beyond UNICEF’s classroom building project and could allow for quicker, more affordable and durable construction.

About Conceptos Plasticos
Our business transforms plastic waste into alternative construction materials for temporary and permanent homes, shelters, classrooms, community rooms and other buildings. This not only prevents the pollution generated by plastic and diverts waste from landfill sites and communities. It also transforms it into much needed infrastructure and creates economic opportunities around recycled plastics. The bricks and building materials are easy to assemble with minimal training, for instance, a house for a family can be built by four people in five days, with no experience in construction.

www.unicef.org

www.conceptosplasticos.com

Prepared for change: 2019 index measures 140 countries’ ability to respond to change and climate challenges.

The 2019 KPMG Change Readiness Index ranks 140 countries1 on how effectively they prepare for, and respond to, major change events. From geopolitics to technology to climate, the world is changing at a rapid pace. Which countries seem prepared for the opportunities? And which appear ill equipped to manage the risks? This edition of the report focuses squarely on the capabilities countries need to successfully address climate change and mitigate associated risks. The Index measures a country’s capacity for general change, but KPMG’s methodology shows that those same capabilities also dictate a country’s preparedness for climate change.

The Change Readiness Index, now in its fourth year of bi-annual publication, answers these questions by measuring each country across three key pillars of capability: enterprise, government and people & civil society.

Timothy Stiles, Global Chair of KPMG’s International Development Assistance Services, commented on the analysis: “Climate change is among the most pressing issues we face as a global society. Those countries failing to recognize the impact of climate change are likely to be unprepared for its growing costs, which will be levied on citizens, businesses and economies around the world. Our 2019 report aims to demonstrate that there isn’t a one-size-fits-all approach to responding to major change. Our research highlights that too many nations can be reliant on either business, government or civil society to shoulder the responsibility for change readiness, but in our experience this doesn’t yield the best long term results. True preparedness is when each segment of society – enterprise, government, and people and civil society – works in harmony toward a shared outcome.”

Europe continues to dominate top 10, but falls behind in financial sector
The top ten performing countries of the CRI remain largely unchanged from the 2017 report, with the exception of Norway, which has climbed from 11th to 8th place to replace Finland in the top ten. The UK remained in the top 10 and climbed to 8th place (from 10th), despite mounting political uncertainty surrounding Britain’s decision to leave the European Union.

The EU performs above the global average in environmental sustainability compared to other regions. The 2019 Index, however, has found that Europe’s financial sector is falling behind the global average and North America, and is performing marginally better than Developing Markets.

North America is the global leader in technology use
The US now ranks 13th (down from 12th) overall while Canada rose to 16th overall (up from 18th). Despite falling behind Europe on environmental sustainability, the US leads the globe in financial sector preparedness for change. North America is the clear global leader in the adoption of new technologies.

The CRI top 20 countries and jurisdictions (with change in ranking from 2017):
Switzerland
Singapore (+2)
Denmark (+2)
Sweden (-2)
United Arab Emirates (-2)
Norway (+5)
Germany (+2)
United Kingdom (+2)
New Zealand (-3)
Netherlands (-3)
Finland (-3)
Qatar (+7)
United States (-1)
Australia
Hong Kong (SAR) (-2)
Canada (+1)
Taiwan (+18)
Japan (+3)
Austria (-3)
Belgium (-2)

Europe’s private sector leads Enterprise Sustainability, ahead of naturally resource rich countries
European countries are leading the way for Enterprise Sustainability, which looks at the private sector’s role in rising to the challenge of national preparedness and response to climate change and environmental degradation. Measures for Enterprise Sustainability include CO2 emissions per unit of GDP, and the share of renewable energy in use by a country.

By contrast, naturally resource rich countries have performed poorly in Enterprise Sustainability. The best performing naturally resource rich country is Norway (#32) and the poorest performing is Russia (#135). This could mean that the private sector in resource rich countries is not taking steps to diversify their economies away from resources like oil and gas to mitigate climate change and environmental degradation.

Double jeopardy for less mature economies
The 2019 Index also revealed that countries most susceptible to climate risks are mostly low income and lower-middle income countries. Less mature economies like Chad, South Sudan and Afghanistan are the worst performing in climate resilience, as are countries in Sub-Saharan Africa and South Asia. The majority of higher income economies are considered low risk, high readiness countries.
This year’s report reveals that poorer countries face double jeopardy when it comes to climate change: a higher risk from the negative impacts of climate change and a lower capacity to implement climate-ready policies and institutions.
Cambiamento climatico: i Paesi sono pronti alle nuove sfide?

Il ‘Change Readiness Index 2019’ di KPMG misura la capacità degli stati di rispondere ai principali cambiamenti e ai relativi rischi e stila la classifica globale dei 140 Paesi analizzati.

Dalla geopolitica alla tecnologia ai cambiamenti climatici, il mondo sta mutando a una velocità mai vista prima.
Quali sono i Paesi più preparati a cogliere le nuove opportunità? E quali sono invece quelli meno pronti a gestire i rischi?

L’edizione 2019 della ricerca si concentra principalmente sulla capacità dei Paesi analizzati di affrontare i cambiamenti climatici e limitarne i pericoli correlati. I parametri sono stati misurati tendendo in considerazione tre principali macro-aree: il contesto imprenditoriale, le istituzioni governative e la società civile.

L’Europa domina la Top Ten: ottime performance nella sostenibilità ambientale, scende la reattività del settore finanziario
In cima alla classifica la situazione resta invariata rispetto al report del 2017, con la Svizzera sempre in testa. La stabilità caratterizza anche le posizioni successive, visto che ben 6 nazioni tra le prime 10 si confermano ai vertici dal 2015. L’unica variazione nella top 10 rispetto alla scorsa edizione è rappresentata dalla Norvegia, risalita dall’11° al 6° posto della classifica scalzando la Finlandia. Il Regno Unito passa dal 10° all’8° posto, nonostante il clima di incertezza politica dopo la Brexit. Il Vecchio Continente occupa ben 7 dei primi 10 posti e 9 dei primi 20. L’Italia si attesta al 36° posto, soprattutto per le deludenti performance delle istituzioni governative.
L’Unione Europea in generale registra performance superiori alla media globale sui temi di sostenibilità ambientale. Il Change Readiness Index 2019 rivela, tuttavia, anche zone d’ombra per l’Europa: il settore finanziario scende al di sotto della media globale e dell’America del Nord, e registra performance solo marginalmente migliori rispetto alle economie emergenti.

America del Nord leader in finanza e utilizzo della tecnologia
Nonostante l’America del Nord sia indietro rispetto all’Europa sul tema della sostenibilità ambientale, gli Stati Uniti guidano il ranking per quanto concerne la capacità di reazione di fronte al cambiamento nel settore finanziario.
Il Nord America, inoltre, risulta nettamente il leader globale per quanto riguarda l’adozione di tecnologie innovative.

In classifica generale gli Stati Uniti scendono dal 12° al 13° posto, mentre il Canada guadagna una posizione salendo al 16° posto.

La top 20 del Change Readiness Index 2019 (con le variazioni rispetto al 2017)
Svizzera
Singapore (+2)
Danimarca (+2)
Svezia (-2)
Emirati Arabi Uniti (-2)
Norvegia (+5)
Germania (+2)
Regno Unito (+2)
Nuova Zelanda (-3)
Paesi Bassi (-3)
Finlandia (-3)
Qatar (+7)
Stati Uniti (-1)
Australia
Hong Kong (SAR) (-2)
Canada (+1)
Taiwan (+18)
Giappone (+3)
Austria (-3)
Belgio (-2)

Il settore privato porta l’Europa al top nella Sostenibilità d’Impresa
I Paesi europei guidano la classifica sulle tematiche di sostenibilità d’impresa. Questo anche grazie alla crescita della capacità del settore privato di rispondere ai rischi legati al cambiamento climatico e all’inquinamento ambientale. Le misurazioni includono anche le emissioni di CO2 in rapporto al PIL e la quota di energia rinnovabile utilizzata nel paese.
Di contro, molti Paesi che possono contare su un territorio ricco di risorse naturali hanno avuto risultati negativi nella sostenibilità d’impresa: si va dalla Norvegia (32° posto, la migliore del gruppo) fino alla Russia (135° posto). Questo dimostra come nei Paesi ricchi di risorse naturali il settore privato stia compiendo azioni ancora poco significative per limitare l’utilizzo massivo di gas e petrolio al fine di contenere i cambiamenti climatici e l’inquinamento ambientale.

Doppio pericolo per le economie più povere
Il ‘Change Readiness Index 2019’ mostra che rivelato che i Paesi più sensibili ai rischi climatici sono quelli reddito basso e medio-basso. Economie meno mature come il Ciad, il Sud Sudan e l’Afghanistan sono risultate le peggiori come capacità di risposta ai cambiamenti climatici, così come i Paesi dell’Africa subsahariana e quelli dell’Asia meridionale.
I Paesi più poveri devono, quindi, fronteggiare un doppio rischio: a fronte di una più alta esposizione ai rischi del cambiamento climatico, presentano una minore capacità di rispondere in modo pronto ed efficace mediante politiche e istituzioni adeguate.

Al contrario, la maggior parte delle economie a più alto reddito è considerata a basso rischio e ad alta resilienza e capacità di reazione rispetto ai cambiamenti climatici.

www.kpmg.com

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Design ufficio e produttività. Luce naturale, presenza di piante e studio degli spazi possono ridurre lo stress, incrementare la creatività e migliorare la salute e il benessere dei lavoratori.

È davvero possibile aumentare la produttività dei dipendenti cambiando il design dell’ufficio? Tutte le aziende sognano una produttività alle stelle, ma cos’è che fa davvero la differenza? Gli architetti sostengono da sempre che il design possa essere determinante e oggi sono diversi gli studi che dimostrano che determinate caratteristiche dell’ufficio possono avere un impatto concreto – positivo o negativo – sui nostri livelli di produttività.

Gli esperti consigliano di approfittare della pausa pranzo per esplorare la natura, così da allontanarsi dall’ufficio e rilasciare un po’ di stress.
E se invece le aziende portassero la natura all’interno dell’ambiente di lavoro?
Nel 2014 uno studio dell’Università di Exeter ha svelato che arredare un ufficio con delle piante può aumentare la produttività del 15%. I ricercatori hanno esaminato l’effetto degli “uffici verdi” sulle percezioni dei dipendenti in merito a qualità dell’aria, livello di concentrazione e livello di soddisfazione dell’ambiente di lavoro e hanno scoperto che la presenza di piante all’interno dell’ufficio influisce in modo significativo su queste tre variabili.

UFFICIO – GIUNGLA
Un ulteriore studio, questa volta dell’Università di Harvard, ha svelato che migliorare la qualità degli spazi interni (nuovamente attraverso la presenza delle piante, ad esempio) raddoppia le performance cognitive di chi li occupa. Insight che oggi vengono utilizzati nelle sedi delle aziende di tutto il mondo, compresa quella di Apple in California, dove sono stati piantati circa 10.000 alberi lungo tutto il campus, con l’obiettivo di favorire l’accesso alla natura ai dipendenti e, di conseguenza, aumentare i loro livelli di produttività.
Anche per questo motivo, Spaces ha iniziato una collaborazione con Sprinklr, azienda specializzata che in Belgio e nei Paesi Bassi fornisce piante da ufficio di discrete dimensioni e coltivate in maniera sostenibile. A seguito degli studi sopracitati che provano scientificamente che c’è una connessione tra piante e produttività, questa partnership si pone come obiettivo la riduzione dello stress dei dipendenti, l’incremento della creatività, il miglioramento della salute e, infine, l’aumento della produttività stessa.

CI VUOLE PIÙ LUCE
Diverse ricerche hanno constatato che, oltre alla natura, i livelli di luce degli stabili hanno anch’essi un impatto sulla produttività. Il libro Ethonomics: Designing for the Principles of the Modern Workplace dimostra che allontanarsi da uffici scialbi, concepiti come cubicoli senza colore, illuminati da una luce fioca, non solo migliora l’umore dei dipendenti, ma ne aumenta anche la produttività.
Nel Regno Unito, a quanto pare, chi lavora passa circa 22 ore al giorno al chiuso. Non ci sorprende, quindi, che, a causa dell’esposizione minima che abbiamo al mondo esterno, le aziende provino in tutti i modi a portare la luce naturale all’interno dei propri uffici. Nel 2018 una ricerca dell’Università di Cornell ha segnalato che i dipendenti che lavorano in ambienti illuminati dalla luce solare hanno registrato una diminuzione dell’84% di affaticamento agli occhi, mal di testa e vista annebbiata: tutti sintomi che riducono la capacità di lavorare fruttuosamente. Le location pensate per Spaces sono uniche nel loro genere, con una massima esposizione alla luce del giorno in più spazi possibili: stanze inondate di luce naturale, terrazze sul tetto e balconi. Il tutto tarato sul semplice obiettivo di supportare i propri membri nel loro impulso verso un ambiente di lavoro più piacevole che stimoli la produttività.

DISTRAITI
Il layout dell’ufficio gioca un ruolo significativo anche per la salute e il benessere dei propri dipendenti. Nella sede di Google a New York i lavoratori hanno accesso a una parete da arrampicata, pensata come luogo in cui i dipendenti possono rilasciare la tensione e tornare alle proprie scrivanie in uno stato d’animo migliore di quello con cui le avevano lasciate. Da Spaces il segreto sta nella scelta: i membri possono scegliere tra una serie di spazi aperti in cui lavorare, fare chiamate e riunioni con altre persone, ma anche aree private e silenziose per quando si ha bisogno di uno stimolo diverso.

HEALING OFFICES
Questa flessibilità sta alla base della partnership tra Spaces e lo studio di architettura D/Dock. Il concetto di D/Dock Healing Offices sfrutta una metodologia di design che contribuisce alla produttività e al benessere dei dipendenti. Dal clima interno, all’uso di materiali sostenibili, alla possibilità di personalizzare la propria postazione di lavoro, l’azienda ha notato che i cambiamenti giusti portano all’aumento del 10% della produttività dei lavoratori, con un incremento generale dei livelli di energia e riduzione dello stress. Oltre alla progettazione degli uffici di Google e Microsoft ad Amsterdam, D/Dock si è occupata della realizzazione di numerosi uffici Spaces in tutto il mondo.
Non ci sorprende che sempre più aziende pongano quindi un’enfasi particolare nell’identificare le giuste caratteristiche per i propri uffici, in modo da aiutare i propri dipendenti ad essere più produttivi e contribuire alla loro salute e alla loro felicità. Il risultato è proprio questo: maggiore produttività, più tranquillità ed employee retention.

10 ANNI DI SPACES
Quest’anno Spaces celebra il suo 10° anniversario. Spaces, all’avanguardia nel mondo del co-working e degli uffici flessibili, in 10 anni ne ha fatta di strada: da un’unica sede ad Amsterdam a leader del mercato con 180 sedi in America, Europa, Oceania, Asia e Africa. Spaces mira ad aprire la sua duecentocinquantesima sede il prossimo anno.

Spaces è un ambiente di lavoro creativo dallo spirito imprenditoriale unico. I nostri spazi di lavoro dinamici promuovono il pensiero, la creatività e la collaborazione e i nostri team ti fanno sentire a casa.
In Spaces, riteniamo che il lavoro riguardi persone e idee. L’unione di tecnologia e persone responsabilizzate ha dato vita all’economia moderna, ed è la base da cui partiamo per sviluppare spazi di lavoro stimolanti e dal design accattivante, in cui i nostri infaticabili team si prendono cura di tutti i dettagli, permettendoti di concentrarti esclusivamente sulla nascita di nuove, fantastiche idee.

L’energia della nostra community è la linfa vitale della nostra cultura: persone interessanti che fanno cose entusiasmanti. Durante i nostri eventi puoi sempre conoscere persone nuove ed entrare in connessione con il fermento che ti circonda. La nostra priorità è permetterti di espandere le tue reti e di confrontarti e condividere idee con persone che la pensano come te.
Sei una piccola azienda, un imprenditore o un dipendente di una multinazionale? Da noi puoi sempre collegare il tuo portatile. Abbiamo lavorato per costruire una community composta da innovatori e rivoluzionari che amano ciò che fanno. Ecco perché non c’è nessun altro come Spaces.

www.spacesworks.com

High performance buildings. New and innovative platform makes a step forward to benchmark high energy performance buildings and improve the planning of the buildings of tomorrow!
With the target established by the European Commission (EC) of a full decarbonisation by 2050, the EU recognises the need to steer to a high-quality building stock. However, it is often the case that buildings do not perform as originally planned, because of their design and/or their use. The H2020 EU-funded project ExcEED launches a new platform orchestrating seamless integration of heterogeneous data related to building energy performances. The platform aims at accelerating energy awareness, analysis of energy performance and benchmarking across buildings in different EU regions.

The lack of reliable or comparable data in many Member States hampers effective policy making and represents a key barrier in understanding the status of the European building stock. Learning from what has been recently built is therefore a must, as well as improving environmental quality and performances of our buildings. This is where the ExcEED project comes in, to support the owner of buildings data in learning more about the energy efficiency of his buildings and benchmarking to highlight and achieve energy and costs savings. Moreover, ExcEED can support policy makers by taking the pulse of the actual energy consumed by the building stock, improving the future design and establishing this way a robust return of knowledge mechanism.

The platform provides insights on the energy performances of single buildings and districts in operational conditions, both related to energy consumption and indoor environmental quality. The platform is made of a range of tools allowing automatic calculation of dedicated Key Performance Indicators (KPIs), as well as algorithms for geo-clustering and benchmarking. The ExcEED web-based Indoor Environmental Quality survey allows to collect information from the buildings’ occupants regarding air quality, thermal comfort, visual comfort and acoustic performance. The geo-cluster tool helps to select, cluster and display buildings performance by geographic area, highlighting common spatial patterns and regions per group of energy indicators.

The ExcEED platform is now ready to be exploited and filled in with buildings data coming from building monitoring systems, projects, other European databases or tools. To comply with the EU General Data Protection Regulation (GDPR), the data uploaded by the user to the dashboard will be kept anonymous and confidential.

Assessing the gap between designed and as-built performance of a building allows for better planning and tighter regulation, that help creating an energy efficient, healthy and comfortable built environment, central in the EU 2050 vision. Building managers, designers, building owners, industry and policy makers should all benefit from the return of knowledge mechanism developed by ExcEED.
The platform is freely available until September 2019 to those uploading buildings data. Access to the platform is available upon filling of the following form.

Partners of ExcEED: EURAC (Coordinator), BPIE, WATTICS, 3E, HOVAL.
ExcEED stands for European Energy Efficient building district Database: from data to information to knowledge.
This project has received funding from the European Union’s Horizon 2020 research and innovation programme under grant agreement No 723858.

www.exceedproject.eu

www.bpie.eu

Trend digitali Smart Home: fra empowerment ed entertainment, dentro e fuori casa. GfK Italia ha presentato alcuni insight relativi alla Smart Home in occasione di un evento organizzato nell’ambito della Milano Digital Week.

Qual è il rapporto degli italiani con la sfera digitale?
Quanto le nuove tecnologie stanno cambiando il loro modo di vivere dentro e fuori casa?
Per rispondere a queste domande, GfK ha organizzato l’evento “Trend digitali: fra empowerment ed entertainment, dentro e fuori casa”, inserito nel programma della Milano Digital Week 2019, la manifestazione promossa dal Comune di Milano dedicata alla cultura e all’innovazione digitale.
L’evento si è aperto con una riflessione sul tema “Il Digitale rende felici?”. Il cambiamento digitale fa scaturire nuove domande e nuovi bisogni tra gli italiani, anche nella sfera più intima della casa. Oggi il percorso di vita tende ad avere come obiettivo la Smartness. Un fenomeno che non riguarda solo le generazioni più giovani ma anche i cosiddetti Golden Agers, la generazione degli over che – secondo quanto emerge dalle analisi GfK – stanno scoprendo il digitale come strumento per sentirsi più attivi, più competenti, più resilienti e in definitiva più felici.
La conferenza è stata un’occasione per presentare alcuni risultati dell’ultima edizione di GfK SmartHom²e (SmartHome al quadrato), la soluzione che integra i risultati delle ricerche sulle attitudini dei consumatori con i dati di vendita dei dispositivi connessi, rilevati su oltre 43mila punti vendita in Italia tramite la metodologia GfK POS Tracking.

La via italiana alla Smart Home
Durante l’incontro è stata presentata una segmentazione dei consumatori italiani, realizzata con l’obiettivo di individuare le diverse posizioni rispetto al concetto di Smart Home. Oltre alle variabili socio-demografiche, nella segmentazione sono stati considerati le attitudini, la familiarità e l’interesse rispetto al comparto della Smart Home, i dati relativi al possesso e all’utilizzo effettivo di dispositivi connessi, i motivi che spingono all’acquisto e le eventuali barriere.
Dall’analisi sono emersi sei segmenti di italiani con conoscenze, atteggiamenti, desideri e aspettative diverse nei confronti della Smart Home. Qui di seguito una presentazione sintetica dei cluster, con la relativa penetrazione rispetto al totale del campione*.
– Enjoy your Smartness (11%): I soggetti che fanno parte di questo Cluster sono definiti anche Leading Edge Consumer (LEC) e come tali sposano il progresso tecnologico in tutte le sue accezioni. Sono principalmente coppie giovani e senza figli. La loro casa deve essere moderna, efficiente e tecnologica, proprio come loro!
– High-Tech Practicality (18%): Questo target è composto da soggetti che conoscono alla perfezione (anche meglio dei LEC), le caratteristiche di molti, se non tutti i prodotti Smart. È un target prevalente giovane e molto esigente. Dato che spesso non sono ancora economicamente indipendenti, per questo cluster il prezzo rappresenta la principale barriera all’acquisto di prodotti Smart. Sono sempre alla ricerca della promozione migliore.
– Vital Connectivity (17%): All’interno di questo gruppo ci sono principalmente famiglie dall’alto tenore economico e culturale. Credono fermamente nel progresso tecnologico e utilizzano i prodotti Smart, costantemente e in modo funzionale ai propri bisogni. Per loro la parola d’ordine è efficienza, le soluzioni Smart devono semplificare la vita e offrire intrattenimento.
– Routinely Home (21%): Le persone di questo gruppo non amano la tecnologia e anzi dimostrano un certo grado di diffidenza, pur riconoscendone le potenzialità e il ruolo nella società odierna. Conoscono la Smart Home ma non la vivono come un bisogno. In questo cluster si collocano prevalentemente famiglie con figli grandi.
– Do-Smart-Yourself (14%): Si tratta di un target particolare: le persone in questo gruppo accettano i prodotti Tech nelle loro vite, ma hanno con loro un rapporto controverso. Sanno usare molto bene lo Smartphone, ma ignorano l’esistenza di molti altri prodotti “intelligenti”.
– Passive People (20%): Le persone appartenenti a questo gruppo non dimostrano affinità o interesse nei confronti della tecnologia in generale. Sono nati in un’altra epoca e per questo motivo sono completamente estranei al concetto di Smart Home.

*Nota metodologica: Indagine single source realizzata da GfK con 1.200 interviste online, su un campione rappresentativo della popolazione italiana di Internet User con più di 14 anni.

GfK integra scienza e conoscenza. Grazie a soluzioni di ricerca innovative, siamo in grado di fornire riposte alle domande strategiche sui consumatori, sui mercati e sui media – relative alla situazione attuale e allo scenario futuro. Partner affidabile di ricerca e analisi, GfK supporta i propri clienti di tutto il mondo nella crescita basata sulla conoscenza. GfK: Growth from Knowledge.

www.gfk.com/it

Assorbire inquinanti aria per Fabbricare Benessere: Guna respira con theBreath. Test scientifici evidenziano i vantaggi concreti di theBreath®, rivoluzionario materiale tessile in grado di assorbire le particelle inquinanti dell’aria indoor e outdoor.
Il primo caso di applicazione strutturata negli ambienti di un’azienda all’avanguardia in materia di welfare e wellness dei propri dipendenti.

L’inquinamento è ovunque
Non solo all’aperto, in tangenziale o nei dintorni dei distretti industriali dove gas di scarico delle vetture e ciminiere fumanti fanno cappa e rendono grigia l’atmosfera. È provato: negli uffici, all’interno delle mura domestiche, negli esercizi commerciali, nelle scuole e in generale in pressoché tutti gli ambienti indoor l’aria è inquinata tanto quanto lo è là fuori.
Se non addirittura di più.
La questione non va sottovalutata soprattutto se teniamo presente che è proprio negli spazi chiusi che la maggior parte di noi trascorre il 90% del proprio tempo.

L’inquinamento indoor è spesso determinato da abitudini errate, come ad esempio il non areare a sufficienza una stanza, ma anche dalla presenza di mobilia o di apparecchiature (un’aspirapolvere, un fax, una fotocopiatrice…) che contengono e sprigionano sostanze nocive.
Che fare? Comportamenti virtuosi supportati da nuove tecnologie possono sicuramente contribuire a migliorare la situazione nella quotidianità. Ecco un esempio.

Un’azienda lungimirante, già pioniera sul mercato italiano dell’omeopatia cercando di diffondere non solo soluzioni terapeutiche innovative ma anche una cultura tesa a far (ri)trovare agli individui una propria armonia psico-fisica, ha deciso di adottare, all’interno del suo building (dal forte impatto visivo e concepito secondo i più moderni canoni edilizi), una rivoluzionaria soluzione tecnologica che contribuisce a purificare l’atmosfera.
L’obiettivo è quello di garantire ambienti di lavoro sempre più sani, a dimostrazione che il business può davvero abbracciare valori di carattere etico e sociale.

Wellness ambientale = Wellness aziendale
Guna spa, azienda farmaceutica italiana che dal 1983 sviluppa proposte terapeutiche d’avanguardia e leader nazionale nella medicina dei bassi dosaggi, ha installato negli ambienti della propria sede di Milano 30 pannelli (per una dimensione complessiva di 16 m2) realizzati con theBreath®, un’innovativa fibra in grado di assorbire aria inquinata per poi rimetterla immediatamente in circolo pulita e purificata.
Prodotto da Anemotech, realtà tutta italiana che progetta soluzioni finalizzate a migliorare la qualità dell’ambiente in cui viviamo, theBreath® è un tessuto che racchiude in sé una tecnologia all’avanguardia, applicabile in ambienti sia outdoor sia indoor.
La sua trama è infatti formata da due strati esterni in materiale stampabile e traspirante (consentono dunque il passaggio in entrata e in uscita dell’aria) e da un’anima intermedia, in fibra carbonica, capace di ‘catturare’ e disgregare le sostanze volatili nocive.

Realizzati e personalizzati ad hoc e raffiguranti le immagini scelte dai dipendenti Guna, i pannelli sono stati appesi alle pareti in alcuni punti nevralgici degli spazi lavorativi. L’effetto estetico, le dimensioni e gli ingombri sono quelli di un qualsiasi altro quadro.

“Ma il nostro intento, ovviamente, non era solo d’arredo. Guna produce medicinali omeopatici e dunque, per natura, ha a cuore il benessere delle persone. In primis quello dei nostri dipendenti e dei nostri collaboratori.
L’idea di offrire loro la possibilità di lavorare, e quindi di vivere buona parte della giornata, in un ambiente sempre più sano e purificato ci ha subito conquistati.” dichiara Alessandro Pizzoccaro, fondatore e Presidente di GUNA Spa.

Parlano i dati
“Tutti noi, quando entriamo in un ambiente indoor che ci è familiare, come ad esempio la nostra abitazione o il nostro ufficio, siamo portati inconsciamente a proiettarci in una situazione di tranquillità che tende a farci sottovalutare alcuni aspetti deficitari di quello stesso ambiente che potrebbero, anzi dovrebbero, essere migliorati. La qualità dell’aria che normalmente respiriamo in un luogo chiuso è sicuramente peggiore di quanto siamo portati a credere. Questo studio lo ribadisce: è errato pensare che l’inquinamento resti fuori dalla porta. Sconfiggerlo è difficile, ma combatterlo e arginarlo è possibile. E theBreath® in questa sfida può essere un valido alleato.” sottolinea Gianmarco Cammi, Direttore Operativo di Anemotech e co-inventore della tecnologia theBreath®.
A sei mesi dall’installazione dei pannelli nella sede di Guna, uno studio scientifico ha analizzato i quantitativi di sostanze assorbite. Lo studio è stato condotto dai tecnici di VeronaLab, laboratorio esterno di analisi chimiche ambientali/medicali.

Per effettuare le analisi sui quantitativi di inquinanti assorbiti sono state prese campionature dai pannelli posizionati in 4 specifiche aree:
– un ufficio operativo
– un magazzino
– la sala server
– un locale badge

Una basilare premessa iniziale: nella quotidianità, non esistono spazi indoor completamente asettici, dove l’aria è pura al 100%.
Tutti gli ambienti chiusi, ad eccezione ad esempio delle sale operatorie o dei laboratori scientifici, presentano, chi più chi meno, sostanze inquinanti. Ciò che conta è non superare determinati livelli di guardia.

In Italia oggi la normativa di riferimento è il D. Lgs. n. 152 del 2/4/2006 (Testo Unico Ambiente) che evidenzia i Limiti Massimi Giornalieri di inquinanti ammessi per ogni singola postazione di lavoro.

Pur partendo da una situazione sempre ben al di sotto da tali parametri, in circa 180 giorni i pannelli campione installati negli ambienti Guna hanno filtrato e disgregato complessivamente talune sostanze inquinanti tipiche di qualsiasi ambiente lavorativo esposto su una strada a grande scorrimento.
Queste le più significative:
– 768.000 microgrammi di Ossido di Azoto
– 2.129.600 microgrammi di Ossido di Zolfo
– 22.400 microgrammi di Benzene
– 1.075.200 microgrammi di Toluene

Ebbene, incrociando tali dati con le dimensioni dei pannelli installati e i volumi degli spazi lavorativi, lo studio ha anche evidenziato, attraverso specifiche proiezioni, come i pannelli theBreath® abbiano garantito (e possano continuare a garantire) a Guna una riduzione percentuale dei singoli inquinanti rispetto ai Limiti previsti dal Decreto Legislativo.
Tutto questo, va da sé, comporta straordinari benefici aggiuntivi in termini di qualità dell’aria respirata da dipendenti, collaboratori e ospiti. È un nuovo passo avanti nel cammino di un’azienda che ha nel proprio DNA valori che confluiscono nel Benessere Collettivo e che, fin dalla sua nascita, mette in atto al proprio interno azioni coerenti con le promesse che comunica all’esterno.

“Molti di noi medici esperti in Omotossicologia e in Immunoterapia ha armi estremamente utili per lavorare sul sistema uomo per ripristinare l’equilibrio omeostatico: lavoriamo sulla matrice connettivale, sugli organi emuntori, sul sistema immunitario e su quegli organi, tessuti e cellule che più soffrono dell’esposizione a tossici inquinanti. Farmaci low-dose che aiutano l’organismo ad eliminare tossine e a cambiare il terreno del sistema uomo.” conclude la dottoressa Tiziana Semplici, Medico Chirurgo Specialista in Gastroenterologia.

Anemotech srl è una realtà tutta italiana che studia, progetta e sviluppa tecnologie capaci di migliorare la qualità dell’ambiente che ci circonda.
La mission: aiutare le persone a vivere in un habitat più sano, sicuro e sostenibile. Nata a Milano nel 2014 e parte integrante del gruppo Ecoprogram, Anemotech ha messo a punto theBreath®, un rivoluzionario materiale tessile, utilizzabile sia outdoor sia indoor, in grado di assorbire e disgregare le sostanze inquinanti dell’aria.

GUNA Spa è l’azienda farmaceutica italiana che dal 1983 sviluppa proposte terapeutiche d’avanguardia ed è leader nella medica low-dose. Ha sede a Milano in via Palmanova accanto al suggestivo stabilimento, uno dei più moderni al mondo nel suo settore.

www.thebreath.it

www.guna.it

www.pro.guna.it

www.socialhub.guna.it

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