2 trilioni dollari Smart Cities globali entro 2015, secondo Frost & Sullivan. IA, robotica, assistenza sanitaria personalizzata e generazione distribuita di energia tra le tecnologie che promuoveranno la crescita, l’efficienza, la connettività e l’urbanizzazione
Gli esperti di Frost & Sullivan prevedono che entro il 2050 oltre l’80% della popolazione dei paesi sviluppati vivrà in città. Nei paesi in via di sviluppo questa cifra dovrebbe superare il 60%. La creazione di città intelligenti consente una transizione graduale verso l’urbanizzazione e i progressi tecnologici aiuteranno le amministrazioni ad ottimizzare le risorse per fornire il massimo valore alla popolazione, inteso sia come valore finanziario che come risparmio in termini di tempo o miglioramento della qualità della vita.
“L’Intelligenza Artificiale è stata l’area dell’innovazione tecnologica più finanziata negli ultimi due anni, con grandi investimenti provenienti da società, ma anche aziende indipendenti, di venture capital” spiega Jillian Walker, Principal Consultant del gruppo Visionary Innovation di Frost & Sullivan.
L’IA gioca un ruolo chiave nelle città intelligenti nelle aree dello smart parking, smart mobility, smart grid, controllo adattivo del segnale e gestione dei rifiuti. Le grandi multinazionali, come Google, IBM e Microsoft, rimangono i principali innovatori tecnologici e le maggiori forze trainanti per l’adozione dell’IA.
Ecco alcuni degli altri risultati più importanti dei nostri studi:
– Le città intelligenti creeranno enormi opportunità di business con un valore di mercato superiore a 2 trilioni di dollari entro il 2025.
– IA, assistenza sanitaria personalizzata, robotica, sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS), generazione distribuita di energia e altre cinque tecnologie saranno i capisaldi tecnologici delle città intelligenti del futuro.
La regione Asia-Pacifico registrerà la crescita più rapida nel settore dell’energia intelligente entro il 2025.
In Asia oltre il 50% delle città intelligenti si troverà in Cina. I relativi progetti genereranno 320 miliardi di dollari per l’economia cinese entro il 2025.
Il Nordamerica sta riguadagnando terreno velocemente, con molte città di secondo livello, come Denver e Portland, impegnate nel costruire il loro portafoglio di città intelligenti.
Il mercato nordamericano globale degli edifici intelligenti, che include il valore totale di sensori, sistemi, hardware, control e software intelligenti venduti, raggiungerà i 5.74 miliardi di dollari nel 2020.
L’Europa registrerà complessivamente il maggior numero di investimenti in progetti per le città intelligenti, considerato l’impegno mostrato dalla Commissione Europea per promuovere queste iniziative.
Il mercato europeo dell’e-hailing, centrale per le città che sviluppano soluzioni di mobilità intelligente, attualmente genera ricavi pari a 50 miliardi di dollari e dovrebbe raggiungere i 120 miliardi entro il 2025.
In America Latina, le città che stanno sviluppando attivamente iniziative per la nascita di città intelligenti sono: Mexico City, Guadalajara, Bogotá, Santiago, Buenos Aires e Rio de Janeiro. In Brasile, i progetti per le città intelligenti genereranno entro il 2021 quasi il 20% dei ricavi dell’IoT complessivi che ammontano a 3.2 miliardi di dollari.
“Attualmente la maggior parte dei modelli di città intelligente fornisce soluzioni in silos e non sono interconnessi. Il futuro si muove verso soluzioni integrate che collegano tutte le verticali in un’unica piattaforma. L’IoT sta già preparando la strada per la realizzazione di soluzioni di questo tipo” aggiunge Vijay Narayanan, Senior Research Analyst del settore Visionary Innovation di Frost & Sullivan.
Frost & Sullivan, the Growth Partnership Company, works in collaboration with clients to leverage visionary innovation that addresses the global challenges and related growth opportunities that will make or break today’s market participants. For more than 50 years, we have been developing growth strategies for the global 1000, emerging businesses, the public sector and the investment community
RICS: Cities For Our Future. RICS, in collaborazione con la Commissione Nazionale Britannica per l’UNESCO e con l’Associazione delle università del Commonwealth, lancia il concorso internazionale Cities for our Future, che invita i giovani, tra studenti, professionisti e startupper di tutto il mondo a proporre idee innovative per contribuire ad affrontare i problemi più urgenti che affliggono le città del pianeta.
Il processo di crescita dei centri urbani è una delle maggiori sfide della società contemporanea. Ogni settimana, tre milioni di persone decidono di andare ad abitare nelle città, un fenomeno che pesa sempre di più sulle infrastrutture e sui servizi. Chi vive nelle grandi metropoli spesso risiede in quartieri degradati o in abitazioni scadenti e, in molti casi, con una bassa qualità dell’aria e servizi di collegamento insufficienti.
Cities for Our Future nasce dunque con l’intento di stimolare soluzioni concrete e innovative a queste problematiche.
I progetti dovranno essere presentati e caricati sul sito entro il 31 maggio 2018.
Il 30 giugno saranno resi pubblici i finalisti e il 30 novembre sarà annunciato il vincitore del contest con un premio di £ 50.000 (circa € 56.000).
“Rics insieme alle nuove generazioni vuole ripensare la struttura delle città a forte espansione. Con i progetti e le idee di Cities for our Future, RICS intende promuovere uno sviluppo urbano più sostenibile per l’ambiente e per la qualità di vita dei cittadini” ha commentato Daniele Levi Formiggini, Presidente di RICS Italia.
Ai partecipanti è richiesto di proporre soluzioni ai problemi che affliggono 24 città tra cui Milano, Washington, Nairobi, Citta del Messico, Pechino e Melbourne con progetti che potranno riguardare ad esempio:
– idee per ridurre gli spazi adibiti a parcheggio al fine di ampliare le aree verdi o le aree destinate a progetti di edilizia economica residenziale;
– soluzioni che possono essere adottate in importanti città turistiche al fine di mantenere una qualità di vita ottimale per i residenti;
– proposte per fare sì che nelle metropoli sottoposte a un rapido processo di rigenerazione urbana si riescano a condividere con le comunità locali i benefici derivanti dagli investimenti nelle infrastrutture.
“I professionisti delle costruzioni, dei terreni e delle infrastrutture giocano un ruolo fondamentale nel promuovere la crescita sostenibile a Iivello mondiale. RICS in quanto organizzazione globale che salvaguarda l’integrità di queste professioni, è investita dalla grande responsabilità di agire nell’interesse comune. Cities for our Future rappresenta un ulteriore impegno in questa missione: indicare soluzioni alle sfide dell’ambiente costruito e ispirare una nuova generazione di professionisti a prendere parte alla sua trasformazione” aggiunge Daniele Levi Formiggini.
Sean Tompkins, CEO di RICS ha dichiarato: “Le città di tutto il mondo sono in continua crescita; ciò significa nuove sfide che devono essere affrontate per progettare luoghi più sicuri, puliti,accoglienti e accessibili per tutti i cittadini. Nei suoi 150 anni di attività, RICS ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo urbano globale ed è orgogliosa di promuovere questo bando per individuare idee concrete e innovative che possano migliorare le nostre città”.
RICS International
RICS è una organizzazione professionale a livello globale che promuove e applica i più elevati standard e le massime qualifiche professionali per lo sviluppo e la gestione di terreni, immobili, costruzioni e infrastrutture.
Il nome di RICS è garanzia di implementazione coerente degli standard e di affidabilità a favore dei mercati che serviamo. Il lavoro dei propri professionisti contribuisce a creare un mondo più sicuro: RICS è orgogliosa della propria reputazione e la difende con passione.
RICS Italia
In Italia, RICS conta oggi 485 membri effettivi, oltre ai membri tirocinanti e agli studenti iscritti al corso universitario postlaurea accreditato da RICS: Master “Real Estate Management” – Dip. ABC Politecnico di Milano. RICS è inoltre socio istituzionale di Assoimmobiliare.
RE ITALY cresce a due giorni: 5 e 6 giugno 2018. La settima edizione di RE ITALY in Borsa Italiana si presenta con una grande novità: il gran numero di adesioni delle passate edizioni ha reso indispensabile un’ampliamento per accogliere tutti I visitatori. E’ stato necessario raddoppiare la durata dell’evento che passa da una a due giornate, il 5 e 6 giugno 2018.
Un salto importante che conferma come il settore abbia tutta l’intenzione di tornare a crescere e consolidarsi. Magari facendo tesoro delle esperienze del recente passato. Sicuramente con tanti nuovi operatori.
Due giorni di RE ITALY consentono di aprire l’intero piano della grande sala Parterre alle esposizioni dei progetti più importanti e interessanti sul mercato. Plastici e rendering che saranno accompagnati dal personale commerciale delle imprese che potranno così presentare personalmente le inziative ai clienti interessati e svolgere anche attività di raccolta candidature professionali. E poi, sempre nell’area espositiva, tanti eventi dal palco: la presentazione sul maxi schermo dei progetti, convegni sugli aspetti fiscali, di mercato, i commenti dei protagonisti. Una formula nuova e divulgativa.
Si potrà accedere all’area espositiva semplicemente, se si è operatori del settore, registrandosi sul sito dell’evento. Gratis.
Al piano conferenze, invece, si incontreranno per due giornate i 400 membri del Club RE ITALY. I vertici delle maggiori aziende avranno a disposizione business meeting, business lunch, conferenze e seminari coi massimi esponenti del settore. E tutti I servizi a loro riservati, a partire dalla possibilità di compilare l‘agenda d’incontri personali con gli altri partecipanti.
In quest’area la partecipazione è riservata ai membri accreditati, abbonati a Monitorimmobiliare e Monitorisparmio.
Numeri
All’edizione 2017 di RE ITALY Convention Day in un solo giorno hanno partecipato oltre 1.100 operatori in rappresentanza di oltre 600 aziende. Quanti saranno per appuntamento che raddoppia la sua durata? Probabilmente sarà superata quota 2.000.
Parleranno comunque i numeri, certo è che si consolida come il principale evento italiano. Da una parte momento d’incontro, lobby e rappresentanza, dall’altra momento di business diretto.
Strategie rigenerazione patrimonio industriale. Creative factory, Heritage telling, Temporary Use, Business Model. Cultura d’impresa e creatività sono motori di sviluppo per il territorio e di rigenerazione urbana. Un doppio sguardo aperto sulle nuove strategie di valorizzazione del patrimonio industriale: il ruolo di musei e archivi d’impresa e i progetti di recupero e rivitalizzazione di ex aree industriali.
Presentazione del volume ” Strategie di rigenerazione del patrimonio industriale” a cura di Manuel Ramello e Cristina Natoli, edizione Edifir
Intervengono
Antonio Calabrò, Vice Presidente Assolombarda e Direttore Fondazione Pirelli
Marco Montemaggi, Consigliere Museimpresa e Docente di Heritage Marketing
Carolina Lussana, Direttore Fondazione Dalmine
Giovanni Luigi Fontana, Presidente AIPAI – Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale
Manuel Ramello, Docente al Master in conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio industriale – Università degli Studi di Padova
Cristina Natoli, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli
Ingresso gratuito
Evento in collaborazione con AIPAI, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli, Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza
Mercoledì 14 marzo 2018 – Assolombarda Confindustria Milano Monza Bianza – VIia Chiaravalle 8 – Milano
Sala Falck – Ore 17.30
Media Partner Green Logistics Expo, convegni e workshop. BYinnovation e SmartEfficiency collaborano con la manifestazione per lo sviluppo degli spazi espositivi e per gli eventi che si terranno nell’area Real Estate & Servizi Avanzati.
REAL ESTATE: IL MAGAZZINO PERFETTO
– Piattaforme e centri logistici – Distretti industriali – Fondi di investimento
– Green buildings – Costruttori – Edilizia specializzata
– Dotazioni interne per logistica e corrieri – Imballaggi – Magazzini automatici
– Risparmio energetico
– Logistica del freddo, sistemi a temperatura controllata
OPERATORI
– Provider logistici, corrieri tradizionali ed espressi, spedizionieri ed autotrasportatori
– Grande Distribuzione Organizzata
– Trasporto a temperatura controllata, filiera alimentare
– Filiera delle merci pericolose e dei rifiuti: operatori e mezzi
SERVIZI AVANZATI
– Software gestionale logistico, Sistemi telematici e di telecomunicazioni – Hardware – consulenza logistica
– Banche dati e incontro domanda ed offerta
Green Logistics Expo sarà occasione di business, ma anche di confronto e studio.
E’ quindi di grande rilievo e importanza il programma convegnistico, focalizzato sui temi fondamentali della manifestazione:
– intermodalità
– e-commerce
– real estate
– logistica industriale
– city&logistics
in collaborazione con gli enti e le istituzioni che contribuiscono alla realizzazione dell’evento.
In particolare, sono coinvolti: il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per approfondire i percorsi per la realizzazione dell’obiettivo di coniugare efficienza e sostenibilità alla catena logistica e il raggiungimento degli obiettivi di COP 21; il Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, per gli aspetti ambientali che impattano il mondo della logistica, dei servizi; il mondo delle associazioni e della ricerca e i grandi player logistici.
In queste settimane si stanno definendo i dettagli dei principali appuntamenti, mentre altri convegni e workshop saranno organizzati in collaborazione anche con le aziende espositrici. Un convegno sarà dedicato alle nuove frontiere dell’intermodalità alla luce anche della recente riorganizzazione della portualità italiana, con la collaborazione, tra gli altri, del Ministero dei Trasporti, dell’Università di Padova e di Confindustria, mentre un secondo momento di confronto riguarderà la rivoluzione che la diffusione dell’e-commerce sta portando nella logistica distributiva.
Un ulteriore occasione di dibattito e studio riguarderà la logistica urbana, e più in generale, i nuovi modelli organizzativi per arrivare a una maggiore qualità della vita in città migliorando anche l’efficienza dei servizi. Tra i workshop e le aree demo, di particolare interesse, gli appuntamenti dedicati ai droni che sarà possibile vedere in azione dal vivo.
Da non perdere, il primo giorno della manifestazione, un evento importante per l’intermodalità nazionale: l’inaugurazione delle 4 nuove gru a portale elettriche all’Interporto di Padova che per l’occasione sarà collegato alla Fiera da un servizio di bus navetta.
Fiera di Padova, 7 – 8 – 9 marzo 2018
– BYinnovation è Media Partner di Green Logistics Expo
per ulteriori informazioni e adesioni
bd@byinnovation.eu
Energy Efficiency Global Forum, May 21-22, Copenhagen. BPIE in the Energy Efficiency Global Forum (EE Global) is coming to Europe on May 21-22 in Copenhagen, Denmark, with two days of key partnership-building and unparalleled content focused on the theme Energy efficiency: Innovation, Investment, Impact.
The Forum, co-organized by the Alliance to Save Energy and the Copenhagen Centre on Energy Efficiency, and supported by the Danish Ministry of Foreign Affairs, will once again draw together business executives, government leaders and advocates from across sectors and continents for actionable dialogues on advancing energy efficiency.
From Washington, D.C. to Brussels, Belgium, the Forum has spurred public-private partnerships, generated investment in efficiency and delivered a lasting global impact.
As an invitation-only event, EE Global hand selects high caliber industry professionals, academics and policy makers looking to create partnerships, discuss the latest technology and information and develop “best practices” policies and strategies for global implementation of energy efficiency. As a partner of the event, BPIE has a few VIP Invitations, please get in touch with us if you wish to benefit from them.
To show your organization’s strong support for driving energy productivity you can pledge to sponsor this leading international event, or join the list of endorsing organizations.
Mapping World Urbanity. MIPIM, the world’s leading property market, today unveils its central theme for 2018 – ‘Mapping World Urbanity.’
The expansion of urban areas is redrawing the world map, helping to reposition cities – rather than countries – as economic powers. The 29th edition of MIPIM will explore the future of urban living and how these changes will affect the strategies of the property industry.
The MIPIM conference programme will explore this chosen theme by posing the following three questions:
– How will we live in cities in 2030/2050?
– What will the new rules for investment and property development be in a world dominated by cities?
– What are the best strategies for building future cities in a globalized world?
– A global demographic challenge that calls for new urban models
According to the United Nations, the world population should reach 8.5 billion by 2030 and 9.7 billion in 2050. By 2050, 60% of the world’s population will be urban-based, with a rising life expectancy. Over the next 15 years, 60% of the population will be classified as middle class with higher incomes but also higher expectations, while 91% of the growth in world consumption will come from city-dwellers.
The major challenges for property professionals, both public and private, will be how to cope with this growth in city populations and offer housing, offices and leisure for all, while meeting the new expectations of these people in terms of services, mobility, infrastructure and sustainability.
The new role of cities in an urbanized world
Today, cities have become economic and population centres with global reach, sometimes surpassing the nation to which they belong. They generate more than two thirds of global GDP, and a city such as London has a GDP equivalent to that of the entire Netherlands, the world’s 17th largest economy, while New York has a GDP comparable to that of Canada and Beijing to Sweden.
While the concept of global cities is not new, it is now a major discussion point as this configuration reveals new challenges and opportunities for property professionals: increasing urbanization of the population; densification of transport; the need to improve energy efficiency in buildings by using more durable materials, while at the same time factoring in the economic, political and financial issues linked to globalization.
Urban sovereignty and connectivity
This phenomenon of increased urban sovereignty is closely linked to the rise of global connectivity due to new technologies and the development of transport, leading in turn to increased financial flows and international trade. In this context, the concept of glocalization is more relevant than ever. Professionals need to understand the dynamics of local markets while taking into account the broader rules of international property investment. Despite global connectivity, there are still striking differences between markets around the world and these differences need to be understood and anticipated.
“From demography and sovereignty to connectivity and sustainability, cities are taking on a new dimension at MIPIM,” explains Ronan Vaspart, Director of MIPIM. “The key to successful property development is finding the right balance between international investment strategies and local opportunities. MIPIM 2018 will provide welcome input to help understand the issues of urban growth and outline the future of property in an urbanizing world,” he added.
Organised by Reed MIDEM, MIPIM, will be held in Cannes from 13 to 16 March 2018.
Founded in 1963, Reed MIDEM is an organiser of professional, international markets that are essential business platforms for key players in the sectors concerned. These sectors are MIPTV, MIPDOC, MIPCOM, MIPJUNIOR in Cannes, MIP China in Hangzhou and MIP Cancun in Mexico for the television and digital content industries; MIDEM in Cannes for music professionals; Esports BAR in Cannes and in Miami for the esports business; MIPIM in Cannes, MIPIM UK in London, MIPIM Asia Summit in Hong Kong, MIPIM PropTech Summit in New York and MIPIM PropTech Europe in Paris for the real estate industry; MAPIC in Cannes, MAPIC Russia in Moscow, MAPIC Italy in Milan, MAPIC China Summit in Shanghai and IRF brought by MAPIC in Mumbai for the retail real estate sector. www.reedmidem.com
Reed Exhibitions is the world’s leading events organiser, with over 500 events in over 30 countries. In 2016 Reed brought together over seven million event participants from around the world generating billions of dollars in business. Today Reed events are held throughout the Americas, Europe, the Middle East, Asia Pacific and Africa and organised by 38 fully staffed offices. Reed Exhibitions serves 43 industry sectors with trade and consumer events. It is part of RELX Group, a global provider of information and analytics for professional and business customers across industries.
RE Italy: unione fa la forza. L’immobiliare italiano ha ripreso il percorso di crescita, ma vi sono ancora diversi ostacoli lungo la strada verso il ritorno ai livelli precrisi. Dalla burocrazia alle inefficienze della giustizia, fino ai diritti negati, occorre che il legislatore intervenga in maniera tempestiva. Gli operatori del settore possono fare molto per spingere il cambiamento, ma solo se si mostrano in grado di marciare uniti. Sono alcuni degli spunti emersi nel corso di RE ITALY Winter Forum 2018, che si è svolta giovedì presso la sede della Borsa di Milano.
Un evento che ha visto la partecipazione di oltre 600 addetti ai lavori dei settori immobiliare e risparmio gestito, di cui forniamo un primo resoconto in questo numero di REview (gli altri contributi saranno nei numeri delle prossime settimane), un progetto che cresce e riscuote sempre più successo nel comparto.
Il manifesto del settore
Nell’occasione è stato presentato il manifesto per il rilancio dell’immobiliare, firmato dalle associazioni (da Fiaip a Confedilizia, passando per Confassociazioni immobiliare e Finco) e dagli operatori che condividono l’idea di istituire un ministero per lo sviluppo dell’immobiliare, della casa e dell’edilizia.
Tra le proposte avanzate dal manifesto, la richiesta ridurre il carico fiscale sul settore, estendere la cedolare secca, liberalizzazione delle locazioni commerciali, stabilizzazione degli incentivi per le ristrutturazioni e approvare di misure di stimolo alla riqualificazione urbana. Tra le altre misure presenti figurano anche gli incentivi fiscali per le permute immobiliari, lo sviluppo del turismo attraverso la proprietà immobiliare privata e la creazione di un ministero dello sviluppo immobiliare, della casa e dell’edilizia.
Le parole dei protagonisti
“L’interesse degli investitori internazionali è evidente: sta sostenendo una domanda d’investimento di svariati miliardi, segno di una ritrovata fiducia verso il Paese“, ha sottolineato Federico Sutti, country managing partner studio legale Dentons. Un pensiero condiviso da Mario Abbadessa, amministratore delegato Hines, il quale ha sottolineato come tuttavia il mercato resti “selettivo, con un particolare interesse verso le soluzioni di qualità, che nel nostro Paese non abbondano“.
Per Carlo Puri Negri, presidente Aedes Siiq e Sator Sgr, “la svolta indubbiamente c’è, ma serve che non si proceda esclusivamente ognuno per la propria competenza e il proprio ambito di business, ma con uno spirito collaborativo“. Altrimenti, è la visione di Puri Negri, “continueremo a incidere poco nelle scelte del legislatore”. Queste ultime, ha ricordato Leo Civelli, managing director Duff & Phelps, “sono chiamate a intervenire in primo luogo per semplificare la normativa, oggi troppo complessa rispetto ai Paesi vicini”. Di positivo, per Civelli, c’è “il ritorno della propensione agli investimenti, anche se le prossime settimane potrebbero segnare una pausa con l’avvicinarsi della scadenza elettorale“.
Nel corso della mattina vi è stata anche una lectio dell’ex-ministro dell’Economia, nonché avvocato e tributarista Giulio Tremonti, che ha puntato l’indice contro “la sottomissione politica e la svendita di gioielli italiani in corso dal 2011 in avanti“, invitando le istituzioni e le forze sane della società a cambiare rotta in maniera tempestiva per non doversi rassegnare alla logica del declino.
Le interviste
Carlo Alessandro Puri Negri, presidente Aedes Siiq e Sator
“Il mercato italiano negli ultimi 10 anni ha fatto dei progressi straordinari. Il limite è che non riusciamo a presentarci come filiera unica. Questo è un grande problema. Se partiamo dai costruttori e arriviamo ai gestori e ai proprietari e in mezzo ci sono i servizi, siamo tra i settori più importanti per incidenza sul Pil sia italiano che europeo. Occorre unire le forze per dimostrare la nostra forza. Valiamo più dell’automotive e delle telecomunicazioni messe insieme: se riusciamo a farlo comprendere alle istituzioni, sicuramente possiamo ottenere risultati importanti. Come Aedes andiamo avanti sul progetto di Caselle, che è in assoluto uno dei più importanti. Un’iniziativa sfidante, che ci vede impegnati con grande attenzione”.
Vincenzo Gibiino, presidente Opmi – Osservatorio Parlamentare sul Mercato immobiliare
“La politica è stata assente in questi 5 anni sul versante dell’immobiliare. La conseguenza è 750mila posti persi, che probabilmente non torneranno più. Nelle periferie c’è la percezione che gli immobili siano divenuti un centro di costo e non di valore, con il risultato che si continua a pagare l’Imu, ma senza ottenere benefici. La proposta presentata oggi da Opmi e associazioni di categoria è di alleggerire la pressione fiscale, anche se non è facile, considerare che il 44% dei bilanci comunali ormai è dipendente dalle entrate legate agli immobili. Una situazione intricata, dalla quale non è facile uscire. Una delle proposte è di parametrare i costi che i cittadini devono pagare all’effettivo beneficio diretto o indiretto ricevuto”.
Gian Battista Baccarini, presidente nazionale Fiaip
“Siamo impegnati per il rilancio del comparto immobiliare. Chiediamo una riduzione della pressione sul settore, attraverso una forma di deducibilità indiretta dei tributi locali dalle imposte sui redditi. Chiediamo anche un’imposta unica sulla casa e l’estensione della cedolare secca su tutti i contratti di locazione in modo da dare rendimenti certi ai proprietari. Inoltre, laddove è stata fin qui applicata, la misura ha consentito l’emersione di molto nero”.
Giorgio Spaziani Testa, presidente Confedilizia
“Ancora prima di misure normative nuove, da parte del legislatore servirebbe una reale comprensione del settore immobiliare. Così spesso assistiamo a misure spot o a iniziative che smentiscono quelle approvate in precedenza. Proviamo a pensare al dibattito sulla tassazione relativa alla prima casa. Servono misure concrete e stabili per consentire lo sviluppo dell’economia attraverso una normativa adeguata”.
Maria Pia Forgione, head of full appraisals Prelios Valuations:
“Il 2018 sarà l’anno del consolidamento dei dati positivi dal mercato, che confermano una presenza forte dell’investitore esterno nello scenario immobiliare italiano“.
Involuzione dei Centri Commerciali. Siamo abituati a pensare che viviamo nel Paese più bello del mondo. Ed è vero: siamo il Paese dove si mangia bene, dove si beve bene, dove ci si veste bene, dove l’artigianalità e la qualità sono ancora valori che fanno la differenza.
Ma cosa succede se non si trovano più gli alimentari, le botteghe, i negozi di abbigliamento o di oggettistica, i così detti negozi di vicinato?
Non si tratta di una domanda retorica: sempre più spesso, passeggiando per le vie di un piccolo centro cittadino, dove prima c’era un negozio in piena attività è ora molto facile trovare una saracinesca abbassata e un cartello recante la scritta “Chiuso”. Per fallimento, per cessata attività, per liquidazione.
Anche gli ultimi dati di Confcommercio confermano questo quadro: su un campione di 40 città italiane, escluse le più grandi come Roma, Milano e Napoli, nel periodo 2008-2016 i negozi del commercio al dettaglio hanno subito un calo del 13,2%.
Nei centri storici in particolare la loro presenza è scesa del 14,9%, mentre fuori si attesta un -12,4%. Sono numeri che devono farci riflettere e sui quali in particolare la categoria a cui appartengo, cioè quella degli architetti, deve soffermarsi.
E’ naturale pensare che questi numeri scontino l’evoluzione dei tempi, che porta con sé un modo nuovo di vivere il tempo libero e gli spazi urbani, tuttavia quello che maggiormente sta contribuendo a segnare il destino dei nostri centri storici è la crescita smodata della GDO, dei grandi centri commerciali che con le loro politiche di prezzi aggressive non aiutano il piccolo commerciante.
Tralasciando i dati più prettamente economici e politici, che non mi competono, da architetto mi preme invece sottolineare l’aspetto estetico e culturale. Nel primo caso, credo sia sotto gli occhi di tutti la scarsa attrattività di alcuni centri commerciali, assimilabili a “grandi scatoloni”, privi di qualsiasi senso estetico e mal inseriti nei contesti circostanti, senza alcuna continuità ambientale.
Dal punto di vista sociale, invece, dovremmo ragionare su come la loro presenza abbia cambiato il nostro modo di aggregarci e incontrarci.
La piazza, che per secoli ha fatto parte della nostra cultura è stata infatti progressivamente sostituita da questi nuovi luoghi dedicati alla socialità, sempre più lontani dal centro abitato. Si tratta di un aspetto, quest’ultimo, che non prescinde dai valori che sia l’architetto che la classe politica devono considerare nella progettazione dello sviluppo di un centro urbano.
Gli ultimi progetti retail che ho visto presentati al MAPIC di Cannes nelle scorse settimane, invece che cogliere questa fotografia cupa dei nostri centri urbani, cavalcano ancora la moda dei grandi centri commerciali costruiti in zone lontanissime dal centro, spesso e volentieri senza preoccuparsi di creare o di trovare un possibile legame con la storia, la cultura, il territorio in cui andranno a sorgere.
Alcuni di questi progetti sono gallerie commerciali gigantesche che non hanno alcun rapporto con il contesto, “atterrati” da un altro pianeta, come astronavi dotate di un linguaggio architettonico completamente astruso dall’ambiente architettonico e culturale circostante.
Questi progetti mi fanno seriamente pensare che invece che ad un’evoluzione del retail, stiamo assistendo ad un’involuzione: la proliferazione di questi nuovi mall, che quasi fanno a gara a chi è più grande, rischia sempre più di impoverire e di uccidere i nostri centri, che invece sono la ricchezza del nostro Paese e un perno della nostra tradizione e della nostra memoria.
Come architetto mi sono trovato più volte a confrontarmi con i clienti che ci chiedevano progetti per nuovi centri commerciali e quello che ho sempre cercato di trasmettere è un nuovo modo di vivere e di concepire questi luoghi, con la volontà di instaurare un legame forte e positivo tra il costruito, il contesto e il contenuto, sia che si trattasse di nuove realizzazioni che di riqualificazioni di vecchi immobili.
Nonostante ciò, sono assolutamente convinto che si possa fare di più e si possa intavolare una discussione propositiva con le municipalità e soprattutto con i developer e i gestori, per ripensare ad un format diverso, che non voglia dire solo inserire entertainment nel luogo commerciale, ma ri-proporre una vita reale, fatta di luoghi veri per la socialità.
E’ necessario invertire questa rotta e muoverci per riattivare i centri cittadini, attraverso operazioni di “de-malling”, di riqualificazione e di rivalorizzazione che devono ricucire queste zone commerciali con il contesto e farle tornare ai loro antichi “fasti”, per dare vita a delle esperienze di vera qualità.
Dobbiamo riappropriarci della nostra storia e della nostra cultura, esserne orgogliosi e non adottare modelli che non ci appartengono: i centri commerciali nascevano infatti negli anni ’50 negli USA, per creare delle destinazioni, dei luoghi artificiali di incontro e di eventi per sopperire alla mancanza di questi nelle campagne americane dell’epoca.
Noi non abbiamo bisogno di questi luoghi “finti”, perché abbiamo già i centri urbani, le piazze e le vie più belle del mondo!
Una proposta potrebbe essere di non conteggiare più nella SLP gli spazi commerciali di vicinato, una sorta di “defiscalizzazione” dei metri quadri retail nei centri urbani; ossia una serie di misure per alleggerire il carico fiscale e dar respiro ai commercianti al dettaglio, permettendo loro minori costi, eliminando per periodi iniziali l’affitto, tornando ad essere competitivi e soprattutto rivitalizzando i nostri stupendi centri storici.
Interventi come quello realizzato nell’area Garibaldi-Repubblica con la realizzazione di una nuova area apogea, piazza Gae Aulenti, sono esemplari per dimostrare che il commerciale migliore è quello inserito nel contesto urbano, utile a ricucire il territorio ed ad integrare funzioni differenti, anche se si tratta di nuova edificazione.
Alla fine potremmo stare seduti nelle nostre città aspettando turisti da ogni parte del mondo che vengano a ri-vivere le vibranti esperienze delle nostre radici storiche; insomma un’Italia aperta al futuro, ma ricca del suo passato!
Sono disponibile e aperto ad approfondire questa discussione con chi, come me, ha a cuore il futuro delle nostre città!
arch. Massimo Roy – Progetto CMR
Immobili per utilità sociale. Diamo forza ai beni comuni! La rigenerazione degli immobili per utilità sociale al centro del nuovo bando di crowdfunding del Gruppo Banca Etica in collaborazione con Produzioni dal Basso.
E’ online il nuovo bando per progetti di crowdfunding che potranno usufruire del contributo del Gruppo Banca Etica. C’è tempo fino al 22 ottobre per inviare progetti di riqualificazione di beni immobili con scopi sociali, culturali e di tutela ambientale.
Possono partecipare: organizzazioni del Terzo Settore, imprese femminili e imprese giovanili. Le organizzazioni aggiudicatarie devono essere già costituite al momento del bando e devono essere socie e clienti di Banca Etica o impegnarsi a diventarlo.
Gli interventi riguarderanno in via preferenziale, ma non esclusiva, immobili in cui sia già in corso un progetto di riqualificazione a fini sociali attraverso evidenza pubblica (es. beni confiscati alla mafia e assegnati, case cantoniere dell’Anas) o bandi locali e privati (es. progetti di riqualificazione delle Ferrovie, assegnazioni da parte di enti ecclesiastici o istituzioni e amministrazioni locali). La disponibilità dell’immobile (in comodato gratuito, da concessioni pluriennali gratuite o di valorizzazione, altre modalità di assegnazione a termine) dovrà essere già effettiva al momento della candidatura, come documentato dalla proprietà o autocertificato dal proponente.
Saranno privilegiate le iniziative che interessano beni già fruibili dal pubblico o che integrino servizi già operanti. Per tutte le candidature è richiesto che il budget stimato (complessivo dei costi di campagna e di tutti gli oneri connessi) garantisca la piena operatività attesa e la sua sostenibilità nel tempo.
I progetti da ammettere saranno selezionati da una commissione interna di Banca Etica in base all’innovatività dell’idea, all’impatto sociale atteso, alla sua sostenibilità economica e alla capacità di attivare reti per il crowdfunding.
I progetti selezionati avranno diritto a una presenza esclusiva sul Network Banca Etica in Produzioni dal Basso per tutta la durata della raccolta ( 6 novembre/ 22 dicembre 2017) e a un momento di formazione a distanza per affinare le proprie strategie per il crowdfunding. I progetti che raggiungeranno almeno il 75% del budget riceveranno un contributo da parte del Fondo per il Crowdfunding di Etica Sgr per il restante 25%, fino a un massimo di 7.500 euro. Tale donazione è resa possibile grazie alla scelta volontaria dei clienti di Etica SGR di devolvere lo 0,1% del capitale sottoscritto per il sostegno di progetti di innovazione sociale.
Banca Etica è la prima e tutt’ora unica banca italiana interamente dedita alla finanza etica, opera su tutto il territorio nazionale attraverso una rete di filiali, banchieri ambulanti e grazie ai servizi di home e mobile banking.
Banca Etica raccoglie il risparmio di organizzazioni e cittadini responsabili e lo utilizza interamente per finanziare progetti finalizzati al benessere collettivo. Oggi Banca Etica conta 40 mila soci e 60 milioni di capitale sociale; una raccolta di risparmio di 1,2 miliardi di euro e finanziamenti per quasi un miliardo a favore di iniziative di organizzazioni, famiglie e imprese nei settori della cooperazione sociale, cooperazione internazionale, cultura e qualità della vita, tutela dell’ambiente, diritto alla casa, legalità.
Nel 2014 Banca Etica ha aperto la sua prima filiale all’estero, a Bilbao in Spagna.
Il Gruppo Banca Etica include Etica sgr, società di gestione del risparmio che propone esclusivamente fondi comune di investimento etici, e la Fondazione Finanza Etica che promuove iniziative di studio e sensibilizzazione sull’educazione critica alla finanza.
Banca Etica è l’unico istituto di credito italiano aderente alla Global Alliance for Banking on Values, il network di 40 banche che in tutto il mondo si ispirano alla promozione sostenibilità sociale e ambientale.
Produzioni dal Basso è la prima piattaforma di crowdfunding nata in Italia, nel 2005, per volontà di Angelo Rindone. Rappresenta la più grande community italiana del crowdfunding reward based e donation e una delle più importanti realtà europee nel panorama della sharing economy.
Con più di 2mila progetti finanziati, per una raccolta che supera i 5 milioni di euro e oltre 150mila utenti registrati, da più di dodici anni consente la realizzazione di sogni, grandi o piccoli, permettendo a tutti di raccogliere risorse economiche dalla rete, con uno strumento trasparente, immediato e di semplice utilizzo.
Il fondatore, Angelo Rindone, è anche l’amministratore delegato di Folkfunding srl; è un esperto di crowd e sharing economy ed è uno dei membri del Comitato Scientifico dell’Associazione Italiana dell’Equity Crowdfunding (AIEC).
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