Category: Energia

Autoconsumo comunità energetiche, il Governo recepisca subito la direttiva europea. In una lettera promossa da ITALIA SOLARE e sottoscritta da Anev, Greenpeace, Legambiente, Kyoto Club e WWF le associazioni scrivono al ministro per lo Sviluppo economico

Le associazioni Anev, Greenpeace, ITALIA SOLARE, Legambiente, Kyoto Club e WWF, hanno inviato una lettera al ministro dello Sviluppo economico Luigi di Maio per chiedere l’immediato recepimento delle norme in materia di autoconsumo e comunità energetiche della Direttiva 2001/2018/UE sullo sviluppo delle fonti rinnovabili, e nello specifico degli articoli 21 e 22.

A differenza di altri Paesi europei in Italia oggi manca completamente un quadro normativo che consenta di dare un significato economico a comunità di energia rinnovabile e in generale a forme di produzione e consumo collettivo di energia – sottolineano le associazioni firmatarie della lettera – per questo il recepimento degli articoli 21 e 22 è assolutamente urgente e prioritario.

Il quadro normativo italiano sull’autoconsumo è costituito da disposizioni frammentarie e disorganiche incapaci quindi di dare segnali di lungo periodo agli investitori. Le installazioni di impianti da energia rinnovabile, ricordano le associazioni, sono sostanzialmente ferme da 5 anni anche a causa del fatto che ancora si attende l’emanazione del DM FER1 necessario a far ripartire il settore.

Dai dati del Piano Energia Clima risulta che la quota di energia rinnovabile nei consumi elettrici era del 33% nel 2014 ed è stata del 34 % nel 2018. In mancanza di un quadro normativo organico per la generazione distribuita il raggiungimento degli obiettivi contenuti nella proposta di Piano Energia Clima al 2030 è impossibile. Come se non bastasse la gestione dei mercati, delle reti e del dispacciamento di energia elettrica sono ancora integralmente basati sul presupposto di un sistema centralizzato di produzione di energia. Mancano dunque sbocchi di mercato in Italia a tutte le applicazioni tecnologiche e digitali per le smart grid, la condivisione di energia e l’interfaccia diretta fra produttore e consumatore, con rischio di grave danno all’industria nazionale.

Nella lettera le associazioni ricordano che gli attuali strumenti di supporto contro la povertà energetica sono complessi e inefficaci, mentre le comunità di energia rinnovabile potrebbero costituire uno strumento di solidarietà e supporto molto efficace per le situazioni di disagio sociale, sia in termini di garanzia della fornitura energetica sia in termini di opportunità occupazionali nei territori.

I firmatari auspicano l’urgente recepimento di tutta la direttiva sfruttando l’imminente legge di Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione Europea o perlomeno l’adeguamento immediato attraverso tale provvedimento alla nuova normativa in materia di autoconsumo e comunità di energia rinnovabile degli articoli 21 e 22 che rivestono carattere di assoluta urgenza considerato lo stato di stagnazione e mancanza di prospettive di medio periodo del comparto delle rinnovabili e delle smart grids in Italia.

www.italiasolare.it

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Air Liquide in hydrogen energy markets. The Company announces that it acquired an 18.6% stake in the capital of the Canadian company Hydrogenics Corporation, a leader in electrolysis hydrogen production equipment and fuel cells. This strategic transaction, which represents an investment of 20.5 million US dollars (18 million euros), enables the Group to reaffirm its long-term commitment to the hydrogen energy markets and its ambition to be a major player in the supply of carbon-free hydrogen, particularly for industry and mobility markets.

Convinced that hydrogen will play a key role in the energy transition, Air Liquide has been a pioneer in the development of the hydrogen sector for several years. Air Liquide and Hydrogenics have also entered into a technology and commercial agreement to jointly develop PEM (Proton Exchange Membrane) electrolysis technologies for the rapidly growing hydrogen energy markets around the world.

Commenting on this investment, François Darchis, Senior Vice-President and member of the Air Liquide Group Executive Committee, supervising Innovation, said: “Water electrolysis is one of the key technologies to accelerate the emergence of hydrogen as a sustainable energy carrier. Indeed it enables the production of totally carbon-free hydrogen, thanks namely to renewable electricity. By partnering with Hydrogenics, a leader in electrolysis and fuel cell technologies, Air Liquide is reinforcing its technology portfolio in hydrogen production and strengthening its ability to offer competitive decarbonized hydrogen on a large scale. We are more than ever convinced that hydrogen will play a major role in the fight against global warming. Drastically reducing CO2 emissions is vital for the planet. In this area, Air Liquide has the most ambitious objectives in its industry”.

About Hydrogenics Corporation
Hydrogenics Corporation is a world leader in engineering and building the technologies required to enable the acceleration of a global power shift. Headquartered in Mississauga, Ontario, Hydrogenics provides hydrogen generation, energy storage and hydrogen power modules to its customers and partners around the world. Hydrogenics has manufacturing sites in Germany, Belgium and Canada and service centers in Russia, Europe, the US and Canada.

Air Liquide’s commitment to hydrogen energy
In the past 50 years, Air Liquide has developed unique expertise enabling it to master the entire hydrogen supply chain, from production and storage to distribution and the development of applications for end users, thus contributing to the widespread use of hydrogen as a clean energy source, for mobility in particular.
Air Liquide has designed and installed more than 120 stations around the world to date.
Hydrogen is an alternative to meet the challenge of clean transportation and thus contributes to the improvement of air quality. Used in a fuel cell, hydrogen combines with oxygen in the air to produce electricity, emitting only water.
It does not generate any pollution at the point of use: zero greenhouse gases, zero particles and zero noise. Hydrogen provides a concrete response to the challenges posed by sustainable mobility and local pollution in urban areas.

 

 

Air Liquide per produzione idrogeno privo di carbonio, ottenuto per elettrolisi.

Air Liquide annuncia di aver acquisito una quota del 18,6% del capitale della società canadese Hydrogenics Corporation, specializzata in impianti di produzione di idrogeno per elettrolisi e celle a combustibile.
Questa operazione strategica, che rappresenta un investimento di 20,5 milioni di dollari (pari a 18 milioni di euro), consente al Gruppo di riaffermare il suo impegno a lungo termine nei mercati dell’energia a idrogeno e la sua ambizione di essere uno dei principali protagonisti nella fornitura di idrogeno privo di carbonio, in particolare per l’industria e i mercati della mobilità.

Nella convinzione che l’idrogeno avrà un ruolo chiave nella transizione energetica, Air Liquide è da diversi anni pioniere nello sviluppo della filiera dell’idrogeno. Air Liquide e Hydrogenics hanno inoltre stipulato un accordo tecnologico e commerciale per sviluppare congiuntamente tecnologie di elettrolisi PEM (Proton Exchange Membrane) per i mercati dell’energia a idrogeno in rapida crescita in tutto il mondo.

Commentando questo investimento, François Darchis, Senior Vice-President e membro del Comitato Esecutivo del Gruppo Air Liquide, che supervisiona l’Innovazione, ha dichiarato: “L’elettrolisi dell’acqua è una delle tecnologie chiave per accelerare l’emergere dell’idrogeno come vettore energetico sostenibile. Consente infatti di produrre idrogeno totalmente privo di carbonio, in particolare tramite l’energia elettrica rinnovabile.
Grazie alla partnership con Hydrogenics, azienda leader nelle tecnologie per l’elettrolisi e delle celle a combustibile, Air Liquide sta così completando il suo portafoglio di tecnologie e rafforzando la sua capacità di offrire idrogeno privo di carbonio in maniera competitiva e su grande scala. Siamo più che mai convinti che l’idrogeno svolgerà un ruolo importante nella lotta contro il riscaldamento globale. Ridurre drasticamente le emissioni di CO2 è vitale per il pianeta. In questo ambito, Air Liquide si è posta gli obiettivi più ambiziosi del suo settore”.

Hydrogenics Corporation
Hydrogenics Corporation è un leader mondiale nel settore dell’ingegneria e nello sviluppo delle tecnologie necessarie per accelerare la transizione energetica. Con sede a Mississauga, in Ontario, Hydrogenics fornisce attrezzature per la produzione di idrogeno, l’immagazzinamento dell’energia e la fornitura di idrogeno a clienti e partner in tutto il mondo. Hydrogenics è presente con siti produttivi in Germania, Belgio e Canada e dispone di centri di assistenza in Russia, Europa, Stati Uniti e Canada.

L’impegno di Air Liquide nella filiera dell’idrogeno
Da 50 anni, Air liquide ha sviluppato una competenza unica sull’intera catena di approvvigionamento dell’idrogeno, dalla produzione allo stoccaggio fino alla distribuzione e allo sviluppo di applicazioni per i clienti finali, contribuendo così a diffondere l’uso di idrogeno come fonte di energia pulita, soprattutto per la mobilità. Ad oggi, il Gruppo ha progettato e installato 120 stazioni di idrogeno nel mondo.
L’idrogeno è una soluzione per rispondere alla sfida posta dal trasporto pulito e contribuire così a migliorare la qualità dell’aria. Utilizzato in una cella a combustibile, l’idrogeno si combina con l’ossigeno dell’aria per produrre elettricità rilasciando solamente acqua. L’idrogeno non genera alcun inquinamento al punto di utilizzo: zero gas a effetto serra, zero particolato, zero rumore. L’idrogeno risponde concretamente alle sfide poste dalla mobilità sostenibile e dall’inquinamento nelle aree urbane.

Air Liquide è il leader mondiale dei gas, delle tecnologie e dei servizi per l’Industria e la Sanità. Presente in 80 paesi con circa 65.000 collaboratori, il Gruppo serve oltre 3,5 milioni di clienti e di pazienti. Ossigeno, azoto e idrogeno sono piccole molecole essenziali per la vita, la materia e l’energia. Esse incarnano il contesto scientifico di Air Liquide e sono al cuore dell’attività del Gruppo, fin dalla sua creazione nel 1902.
L’ambizione di Air Liquide è di essere il leader nel suo settore, di conseguire performance di lungo termine e di contribuire a un mondo più sostenibile. La sua strategia di trasformazione centrata sul cliente mira ad una crescita redditizia nel lungo periodo. Essa poggia sull’eccellenza operativa e la qualità degli investimenti, sull’innovazione aperta e l’organizzazione in network messa in campo dal Gruppo su scala mondiale.
Grazie all’impegno e all’inventiva dei suoi collaboratori per rispondere alle sfide del cambiamento energetico e ambientale, della sanità e della digitalizzazione, Air Liquide crea ancora più valore per l’insieme dei suoi stakeholders.
Il fatturato di Air Liquide ha raggiunto i 20,3 miliardi di euro nel 2017. Le sue soluzioni per proteggere la vita e l’ambiente rappresentano oltre il 40% delle vendite. Air Liquide è quotata alla Borsa Euronext di Parigi (compartimento A) ed è membro del CAC 40, di EURO STOXX 50 e FTSE4Good.

www.airliquide.com

www.hydrogenics.com

Biodiesel da biomassa per sostituire i combustibili fossili e produrre emissioni negative. Il Politecnico di Milano coordinatore del progetto CONVERGE

Il progetto CONVERGE ambisce a rendere il costo del biodiesel competitivo con i combustibili fossili aumentando l’utilizzo delle biomasse dallo 0.1% attuale. L’obiettivo di CONVERGE è quello disviluppare un nuovo processo che integri tecnologie innovative grazie alle quali l’efficienza di conversione della biomassa aumenti del 12% e i costi si riducano di oltre il 10%.

CONVERGE, finanziato con 5 milioni di euro all’interno del Programma Horizon 2020 della Commissione Europea, esplorerà l’utilizzo di biomassa residua come combustibile, facilitando l’uso di biomassa secondaria disponibile localmente.

CONVERGE propone l’utilizzo di cinque tecnologie innovative con l’ambizione di integrare i più moderni processi di gassificazione della biomassa secondaria, la conversione e la separazione dell’idrogeno e dell’anidride carbonica, e la purificazione e compressione dell’idrogeno per un processo più efficiente di produzione del metanolo precursore del biodiesel.

Contemporaneamente alla produzione di biodiesel, il processo CONVERGE prevede la cattura dell’anidride carbonica in eccesso al processo. Siccome il combustibile utilizzato nel processo è biomassa secondaria, la cattura dell’anidride carbonica consente di confinare la CO2 che era stata precedentemente prelevata dall’atmosfera dalle piante. Questo concetto è chiamato in inglese Bio Energy with Carbon Capture and Storage (BECCS). Il BECCS è indicato dal IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change delle Nazioni Unite) come una tecnologia necessaria per contenere l’aumento di temperatura media del pianeta conseguente all’aumento di concentrazione di anidride carbonica in atmosfera al di sotto di 1,5°C.

Per raggiungere l’ambizioso obiettivo, il consorzio riunisce due università, tre centri di ricerca e cinque aziende in tutta Europa. I partner rappresentano l’intera catena del valore dall’approvvigionamento di biomassa secondaria alla produzione di biodiesel. Il progetto è iniziato a novembre 2018 e terminerà nel 2022.

Del consorzio CONVERGE, coordinato dal Politecnico di Milano, fanno parte: TNO (Olanda), Kemijski Institut (Slovenia), Universitatea Babes Bolyai (Romania), Hyet Hydrogen (Olanda), Institutt for energiteknikk (Norvegia), Campa Iberia (Spagna), Biorecro (Svezia), Ca.Re. For Engineering (Italia) e Enviral (Slovacchia).

The CONVERGE project has received funding from the European Union’s Horizon 2020 research and innovation programme under grant agreement No 818135.

www.polimi.it

CO2 Capture and Storage (CCS) in meeting global climate targets. Climate targets can only be achieved by using all the tools we have at our disposal. CO2 Capture and Storage (CCS) can be used alongside and synergistically with renewables and energy efficiency, to rapidly reduce emissions.
CCS is also an enabler of negative emissions, i.e. taking CO2 out of the atmosphere.

The IPCC 1.5C report (2018) and the IEA Energy Technology Perspectives (ETP) (2017) indicate that meeting our climate targets without capturing and storing CO2 will be almost impossible. The Strategy for long-term EU greenhouse gas emissions reductions underlines the importance of CCS to achieving the net-zero emissions goal in Europe.
The latest IEA calculations also indicate that considering all the CO2 that will be emitted by existing/under construction power and industrial plants, our carbon budget for the Sustainable Development Scenario will be used up by 2040.
This leaves no headroom for new industrial plants or new infrastructure that requires steel and cement and does not include the increase in electricity production to meet growing energy needs, including for the almost 1 billion people globally who do not yet have access to electricity.

CCS supports a just transition and can bring significant value to national and global economies. CCS is a highly versatile technology that can be adapted to best fit the local conditions and meet the needs of the local economy and society.
CCS is the only viable mitigation option to deeply decarbonise the production of commodities such as cement, iron and steel that will likely remain irreplaceable for the global economic growth in the medium to long term including for the deployment of renewable energy technologies.
CCS on natural gas can also produce hydrogen, which provides a low-cost and large-scale solution for deep decarbonisation of harder-to-reach sectors such as heating, industry and transport, with minimal disruption to existing gas infrastructure.
CO2 storage is essential for Negative Emission Technologies (NETs) to be effective. Combining the conversion of sustainable biomass for products and/or energy and capturing and storing the associated CO2 in deep geological formations offers real and immediate opportunities to take CO2 out of the atmosphere. Moreover, storing CO2 from the use of sustainable biomass appears to be the only currently available technology capable of delivering large-scale negative emissions of CO2.
CCS is a proven technology with projects such as Sleipner (Norway) and Boundary Dam (Canada) already storing CO2. There are 23 large scale CCS projects worldwide in operation or under construction. These facilities can store over 40 Mt CO2 per year, captured from natural gas processing, power, fertiliser, steel-making, hydrogen-production, plastics and chemical plants (GCCSI 2018). These projects show that it takes time to develop a storage project from concept to reality and also offer valuable lessons to make the next generation of projects even more efficient and cost-effective.
Representatives from CO2GeoNet, the European Energy Research Alliance CCS Joint Programme, the Global CCS Institute, the UK Carbon Capture and Storage Association and the European Zero Emission Technology and Innovation Platform are working to raise awareness of the important role of CCS as a key emission reduction option.
It is important to act now in order to create the conditions for the widespread deployment of CCS, which is necessary to avoid CO2 levels rising above the Sustainable Development Scenario (1.7 – 1.8°C average temperature rise) or 2 Degrees Scenario from the IEA World Energy Outlook (2018) and IEA ETP (2017). Therefore we call for positive action by the Parties of the United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC).

CCS is already recognised as an environmentally sound technology by the Convention. It is critical that CCS development maintains momentum and support at the highest levels, including within the UNFCCC, so that CCS can be rolled out at commercial scale in a timely manner.

In order to achieve widespread deployment of CCS, we firmly recommend that the following positive actions are enacted:
1. Provide a clear message of long-term political support for CCS deployment by assessing and specifying the role for CCS in achieving national 2030 and 2050 emission targets (including NDCs);
2. Offer policy predictability and confidence by including CCS, where appropriate, in climate plans to give a clear message of long term support, enabling CCS project developers to make critical investment decisions;
3. Provide equal inclusion and support for CCS as a mitigation option alongside other low emission technologies;
4. Provide national support for projects that use international funding mechanisms (e.g. Green Climate Fund, CTCN, the World Bank and other international financial institutions);
5. Support the development of private-public partnerships to build a trust-based relationship between CCS project developers and the national government to help drive projects forward.

www.co2geonet.com

www.eera-set.eu

Obbligo diagnosi energetica 2019. Si è tenuto a Roma presso la sede ENEA un convegno che ha affrontato tutti gli aspetti salienti collegati agli adempimenti previsti dal D.Lgs. 102/2014.
Riportiamo la dettagliata relazione presentata dall’ing. Federico Alberto Tocchetti DUEE – Agenzia Nazionale Efficienza Energetica, per ulteriore chiarezza sul tema a supporto delle imprese obbligate ad ottemperare alla seconda tornata di diagnosi entro il 5 dicembre 2019.

I soggetti obbligati alla diagnosi energetica ai sensi dell’art. 8 del D.Lgs. 102/2014

Con il Decreto Legislativo n.102 del 4 Luglio 2014 (G.U. Serie Generale n°165 del 18/07/2014) l’Italia ha recepito la Direttiva 2012/27/UE sull’Efficienza Energetica.

L’art. 8 definisce che i soggetti obbligati alle diagnosi energetiche sono:
– le grandi imprese (comma 1);
– le imprese a forte consumo di energia (comma 3).
Sono escluse tutte le Amministrazioni pubbliche riportate negli elenchi ISTAT.

Per ogni anno n, ogni impresa è responsabile di verificare se ricade in una delle categorie sottoposte ad obbligo di diagnosi per l’anno di riferimento n-1;
– Se per l’anno di riferimento l’impresa è contemporaneamente grande impresa ed impresa energivora, deve essere considerata grande impresa.

Art. 2 e chiarimenti MISE novembre 2016:
Effettivi ≥ 250 e Fatturato annuo > 50 milioni di euro oppure Bilancio annuo > 43 milioni di euro
La condizione di Grande Impresa per la diagnosi nell’anno n dovrà essere verificata per entrambi gli anni n-1 ed n-2

Ai sensi del DM 18/04/2005:
– Imprese autonome
– Imprese associate
– Imprese collegate

Un’impresa è una Grande Impresa se il 25 % o più del suo capitale o dei suoi diritti di voto è controllato direttamente o indirettamente da uno o più organismi collettivi pubblici o enti pubblici, a titolo individuale o congiuntamente.

Un’impresa resta autonoma anche se partecipata per una quota superiore al 25% ma inferiore al 50% da uno o più dei seguenti investitori, purché non collegati tra loro:
– società pubbliche di partecipazione, società di capitale di rischio e «business angels»;
– università o centri di ricerca senza scopo di lucro;
– investitori istituzionali, compresi i fondi di sviluppo regionale;
– autorità locali autonome aventi un bilancio annuale inferiore a 10 milioni di euro e meno di 5.000 abitanti.

Si definisce impresa autonoma un’impresa
a) totalmente indipendente, vale a dire senza alcuna partecipazione in altre imprese e senza nessuna partecipazione di altre impresa;
b) se detiene una partecipazione inferiore al 25 % del capitale o dei diritti di voto (qualunque sia il più alto dei due) in una o più altre imprese e/o non vi sono soggetti esterni che detengono una quota del 25 % o più del capitale o dei diritti di voto (qualunque sia il più alto dei due) nell’impresa.

Impresa associata
Si definisce impresa associata quella avente una quota di partecipazione compresa tra il 25% e il 50%.
Le imprese associate calcolano effettivi, fatturato e bilancio sommando ai propri quelli dell’impresa associata in quota proporzionale alla percentuale che ne detengono o per cui sono detenute.

Si definiscono imprese collegate le imprese aventi tra loro uno dei seguenti rapporti:
1. un’impresa detiene la maggioranza dei diritti di voto o dei soci di un’altra impresa;
2. un’impresa ha il diritto di nominare o revocare la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione, di direzione o di sorveglianza di un’altra impresa;
3. un contratto tra imprese, o una disposizione nello statuto di un’impresa, conferisce il diritto ad un’impresa di esercitare un’influenza dominante su un’altra;
4. un’impresa, in virtù di un accordo, è in grado di esercitare da sola il controllo sulla maggioranza dei diritti di voto degli azionisti o soci di un’altra impresa.

Imprese collegate: calcolano effettivi, fatturato e bilancio sommando ai propri quelli dell’impresa collegata.
Pertanto qualunque impresa collegata ad una grande impresa è automaticamente essa stessa grande impresa.

Le imprese energivore soggette all’obbligo di diagnosi energetica, sono le imprese che beneficiano degli incentivi per gli energivori.
Sono tutte le imprese inserite nell’anno n-1 nell’Elenco annuale pubblicato dalla Cassa Servizi Energetici e Ambientali (CSEA).

Dall’1/1/2018 vengono classificate come energivore le imprese che nel periodo di riferimento (dall’anno n-4 all’anno n-2) precedenti all’anno n-1 di pubblicazione nel registro CSEA ed all’anno di competenza n in cui vengono fruite le agevolazioni (DM 21/12/2017) hanno avuto un consumo annuo di energia elettrica maggiore o uguale a 1 GWh e rispettano uno dei seguenti requisiti:
– operano nei settori dell’Allegato 3 alle Linee Guida CE
– operano nei settori dell’Allegato 5 alle Linee guida CE e sono caratterizzate da un indice di «intensità elettrica su VAL» non inferiore al 20% – VAL: media del valore aggiunto lordo a prezzi di mercato
– non rientrano tra le due categorie precedenti ma sono ricomprese negli elenchi CSEA per gli anni 2013 o 2014.

La Grande Impresa che adotta un sistema di gestione volontaria ISO 50001 non è tenuta ad eseguire la diagnosi per i siti per i quali il sistema di gestione in questione includa un audit conforme all’allegato 2 del D.Lgs. 102:
– deve essere prodotta documentazione che attesti il rispetto degli obblighi dell’art. 8.

Sono concessi finanziamenti dalle Regioni e Province autonome alle PMI, attraverso apposito bando e sono erogati a seguito di:
– esecuzione di diagnosi e dell’effettiva realizzazione di: almeno un intervento di efficientamento energetico;
– ottenimento della conformità del sistema di gestione dell’energia alla norma ISO 50001.

Dal 19 luglio 2016, le diagnosi redatte ai fini dell’obbligo del 102 devono essere eseguite da:
– EGE (ISO 11339);
– ESCo (ISO 11352)
certificati da organismi accreditati.
In Italia ancora non esiste una certificazione rilasciata da organismi accreditati per gli auditor come definiti dalle norme UNI EN 16247.

www.enea.it

www.agenziaefficienzaenergetica.it

UtilitEnergy Accise 2019. Professionisti d’azienda ed Esperti a confronto: Interpretazioni e Applicazioni Pratiche. L’unico evento in Italia interamente dedicato ai Tax Manager del settore Gas&Power.
Con oltre 450 partecipanti in 7 edizioni.
Si rinnova l’evento di riferimento per l’area amministrazione e finanza delle Utilities: un’occasione unica di incontro tra Responsabili Accise delle Società di Vendita di energia elettrica e gas, Esperti e Tributaristi per una disamina delle problematiche e delle relative soluzioni per la gestione delle accise.

L’edizione 2019 è pensata per facilitare il confronto diretto tra i relatori e i partecipanti grazie a
– 3 sessioni interattive Le domande delle Aziende” e “Le risposte degli Esperti”
– 4 Focus Tecnici
– 1 Case Study
– un Workshop avanzato post convegno sulla Dichiarazione di Consumo

AGENDA CONVEGNO

09:00
Apertura dei Lavori a cura del Chairman
Dalle incognite alle prospettive, qual è il futuro delle Accise?
– Pietro Bracco – Commercialista ed esperto contabile Puri Bracco Lenzi Associati

1. I Criteri interpretativi della Regolazione in merito a ESCLUSIONI, ESENZIONI e AGEVOLAZIONI
09:15
Sessione “Le Domande delle Aziende”
I partecipanti suddivisi in gruppi, con l’aiuto di Facilitatori, condividono interrogativi e criticità comuni sulle procedure operative e si confronteranno su:
Dubbi interpretativi
Casi particolari
Accise industriale e Accise civili
Dopo il confronto, ogni gruppo individua 3 domande su casi reali e pratici da porre nel Panel successivo
– Giacomo Simone Depaoli – Commercialista Studio Depaoli
– Rosanna Perna – Studio Perna Avvocato
– Alessandro Biffi – Responsabile di divisone gas naturale ed energia elettrica Europam

09:45
Panel Discussion “La risposta degli esperti”
I Relatori danno riscontro delle soluzioni secondo i criteri interpretativi adottati dagli enti di appartenenza e secondo il modus operandi delle principali aziende del settore.
– Fabio Di Fede – Esperto Accise
– Andrea Camerinelli – Responsabile Accise e Dogane Eni
– Antonio Giangrossi – Esperto Accise

10:45
Coffee Break

2. Le procedure corrette per la richiesta di RIMBORSI, TRASFERIMENTI e COMPENSAZIONI
11:10
Focus Tecnico
Il trasferimento e il rimborso del credito di accisa
Applicazione dell’art. 14 e le sanzioni associate
Accorgimenti per evitare la decadenza dei crediti
Come si sta evolvendo la giurisprudenza
– Pietro Bracco – Commercialista ed esperto contabile Puri Bracco Lenzi Associati
– Sofia Leonardi – Esperta Accise

11:50
Sessione “Le Domande delle Aziende”
I partecipanti suddivisi in gruppi individuano, con l’aiuto di Facilitatori, 3 domande da porre nel Panel successivo in merito a:
Modalità di richiesta
Beneficiari
Tempistiche
– Alessandro Biffi – Responsabile di divisone gas naturale ed energia elettrica Europam
– Elisabetta Borzone – Billing & Tax Specialist AXPO Italia

12:20
Panel Discussion “Le risposte degli Esperti”
I Relatori del Panel danno riscontro, a tutta l’aula, delle possibili soluzioni ai quesiti emersi dal lavoro in gruppo
– Fabio Di Fede – Esperto Accise
– Giacomo Simone Depaoli – Commercialista Studio Depaoli
– Rosanna Perna – Studio Perna Avvocato
– Francesco Careri – Responsabile Accise Utilità

13:10
Lunch

3. Focus Tecnico
14:15
Aspetti civilisti e fiscali del credito insoluto
Un Dottore Commercialista e un Avvocato Civilista chiariranno i dubbi in merito alle note di credito
– Gianluca Panizza – Dottore Commercialista Studio Triberti Colombo e Associati
– Laura Giammarrusto – Avvocato SZA Studio Legale

4. Case study
14:45
Come procedere al Calcolo delle Rate di Accise in seguito alle modifiche del 2016-2017
– Edoardo Ascione – Responsabile Accise Sorgenia

5. Focus Tecnico: uno sguardo al futuro
15:10
Accise sulle colonnine di ricarica dei veicoli elettrici: l’esperienza di un player del settore
Applicazione delle Accise sulle Colonnine a uso pubblico e a uso privato
-Francesco Maria Merella – Responsabile Servizi Mobilità Elettrica Duferco Energia

6. Individuazione degli aspetti controversi in materia di RAVVEDIMENTI OPERATIVI per una gestione ottimale dei CONTENZIOSI
15:35
Sessione “Le Domande delle Aziende”
I partecipanti suddivisi in gruppi individueranno, con l’aiuto di Facilitatori, 3 domande da porre nel Panel successivo in merito a:
L’iter e le procedure operative
Casi giurisprudenziali
– Alessandro Biffi – Responsabile di divisone gas naturale ed energia elettrica Europam
– Francesco Careri – Responsabile Accise Utilità

16:00
Panel Discussion “Le risposte degli Esperti”
I Relatori del Panel daranno riscontro, a tutta l’aula, delle possibili soluzioni ai quesiti emersi dal lavoro in gruppo
– Gianluca Panizza – Dottore Commercialista Studio Triberti Colombo e Associati
– Giorgio Bovenzi – Esperto Accise
– Elisabetta Borzone – Billing & Tax Specialist AXPO Italia
– Edoardo Ascione – Responsabile Accise Sorgenia

7. Focus Tecnico
16:50
Lo stato dell’arte della Riforma Accise per il Settore Gas
– Antonio Giangrossi – Esperto Accise

17:15
Chiusura dei Lavori

23 Gennaio 2019, Milano – Novotel Ca Granda

– BYinnovation è Media Partner di UtilitEnergy Accise

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Osservatorio FER 2018.11. Nei primi undici mesi del 2018 le nuove installazioni di fotovoltaico, eolico e idroelettrico raggiungono complessivamente circa 836 MW (+9% rispetto al 2017).
Considerando la nuova capacità da impianti a bioenergie a fine novembre 2018 si raggiungono gli 864 MW; si stima che con i dati di dicembre 2018 si eguaglieranno complessivamente i risultati del 2017 in termini di nuova capacità installata con differenti dinamiche per le singole fonti (positivo per fotovoltaico e idroelettrico, probabilmente negativo per eolico e bioenergie).
Sarà necessario un maggior sforzo per il raggiungimento del target al 2030 confermato dall’Unione Europea al 32%; un primo passaggio importante è costituito dall’approvazione della Commissione Europea relativo allo schema di Decreto Ministeriale sulle fonti rinnovabili e della sua pubblicazione in gazzetta ufficiale.

FOTOVOLTAICO
Exploit per il fotovoltaico che nel solo mese di ottobre supera i 71 MW e con i 30 MW di novembre raggiunge quota 402 MW complessivi (+6% rispetto allo stesso periodo del 2017). In aumento il numero di unità di produzione connesse (+8%), frutto delle politiche di autoconsumo e di defiscalizzazione, vale a dire la detrazione fiscale per il cittadino ed il super ammortamento per le imprese. Si segnala che nei mesi di ottobre e novembre c’è stato un incremento del 33% (in potenza) degli impianti tra i 20 ed i 1.000 kW attribuibile all’incertezza della proroga del super ammortamento. Difficile quantificare l’impatto dell’abolizione dei dazi antidumping su moduli e celle fotovoltaiche, sta di fatto che il prezzo dei moduli fotovoltaici ha subito nell’ultimo quadrimestre un ulteriore ribasso che sicuramente ha consentito una maggior diffusione di tale tecnologia.
Gli impianti di tipo residenziale (fino a 20 kW) costituiscono il 50% della nuova potenza installata nel 2018.
Le regioni che hanno registrato il maggior incremento in termini di potenza sono Calabria, Liguria, Piemonte e Sardegna, mentre quelle con il maggior decremento sono Campania, Lazio e Valle d’Aosta. Le regioni che hanno registrato il maggior incremento in termini di unità di produzione sono Abruzzo, Liguria e Umbria, mentre quelle con il maggior decremento sono Basilicata e Molise.
Da segnalare l’attivazione di un impianto di 26 MW in market parity nel mese di ottobre 2018 in provincia di Cagliari.

EOLICO
Molto positivi i mesi di ottobre (oltre 69 MW) e di novembre (oltre 29 MW) per l’eolico che raggiunge 297 MW complessivi nel 2018. Le installazioni risultano comunque in calo (-9%) rispetto allo stesso periodo del 2017. Per questo comparto si registra un notevole decremento (-95%) anche delle unità di produzione dovuto al fatto che lo scorso 31 dicembre 2017 si è chiusa la finestra per l’accesso diretto degli impianti di piccolissima taglia. I nuovi impianti fanno parte di quelli entrati nelle graduatorie dei registri e delle aste previsti dal DM FER non FV del 23.6.2016.
Per quanto riguarda la diffusione territoriale, la maggior parte della potenza connessa (88%) è localizzata nelle regioni del Sud Italia.
In riferimento alla taglia, le richieste di connessione di impianti di potenza inferiore ai 60 kW sono soltanto lo 0,2% del totale installato fino a novembre 2018, mentre gli impianti superiori ai 200 kW costituiscono il 99% del totale.
Da segnalare l’attivazione di alcuni impianti eolici di grande taglia: nel mese di ottobre 2018 ben 39,8 MW in Basilicata, 12,5 MW in Puglia e 8 MW nel Lazio, mentre nel mese di novembre 2018 un impianto da 15 MW in Sicilia e uno da 13 MW in Abruzzo.

IDROELETTRICO
Migliora il trend mensile per l’idroelettrico che grazie agli 8 MW di ottobre e ai 6 MW circa di novembre raggiunge il valore di 137 MW complessivi (+92% rispetto ai valori registrati nei primi undici mesi del 2017). Si registra invece un decremento per le unità di produzione (-69%).
Le regioni che hanno registrato il maggior incremento di potenza rispetto all’anno precedente sono Lombardia e Piemonte. Gli impianti idroelettrici di taglia inferiore a 1 MW connessi nel 2018 costituiscono l’8% del totale installato fino a novembre 2018.
Da segnalare l’attivazione nel mese di ottobre 2018 di un impianto idroelettrico da circa 6,3 MW in Lombardia.

BIOENERGIE
Per quanto riguarda gli impianti a bioenergie, nell’ultimo bimestre non ci sono state variazioni significative, pertanto la potenza installata nel 2018 resta ferma a 28 MW corrispondenti a 25 impianti.

SISTEMI DI ACCUMULO
In assenza di dati ufficiali, dalle elaborazioni di ANIE Rinnovabili si stima che nel corso del 2018 siano state installate circa 10.000 unità di sistemi di accumulo abbinati a impianti fotovoltaici residenziali (+25% rispetto al 2017). Nel quadriennio 2015-2018 l’Associazione stima in 26.000 i sistemi di accumulo residenziali in esercizio, grazie alla misura della detrazione fiscale e di due bandi promossi dalla Regione Lombardia.
Per incrementare le installazioni di tali dispositivi che giocheranno un ruolo sempre più importante anche per i servizi di rete che sono in grado di svolgere, saranno necessari ulteriori strumenti e meccanismi di supporto a livello nazionale.

Focalizzandosi sulle grandi taglie, si segnala che in Italia sono presenti i progetti realizzati da Terna con innovativi sistemi di controllo. Si tratta dello Storage Lab di tipo Power intensive (12,5 MW di potenza e 18,5 MWh di capacità) e del Large scale energy storage di tipo Energy intensive (35 MW e 232 MWh).
Esistono, inoltre, almeno sei installazioni di sistemi di accumulo non residenziali abbinati a generazione rinnovabile e non, basate su iniziative di privati, per una potenza complessiva di circa 14 MW e una capacità di 10,5 MWh.

ANIE Confindustria, con oltre 1.300 aziende associate e circa 468.000 occupati, rappresenta il settore più strategico e avanzato tra i comparti industriali italiani, con un fatturato aggregato di 74 miliardi di euro (di cui 30 miliardi di esportazioni). Le aziende aderenti ad ANIE Confindustria investono in Ricerca e Sviluppo il 4% del fatturato, rappresentando più del 30% dell’intero investimento in R&S effettuato dal settore privato in Italia.

ANIE Rinnovabili è l’associazione che all’interno di ANIE Federazione raggruppa le imprese costruttrici di componenti e impianti chiavi in mano, fornitrici di servizi di gestione e di manutenzione, produttrici di elettricità in Italia e all’estero nel settore delle fonti rinnovabili: fotovoltaico, eolico, biomasse, geotermoelettrico, idroelettrico e solare termodinamico

www.anie.it

Diagnosi Energetica: 5.12.2019: la nuova scadenza per le grandi imprese che hanno l’obbligo della diagnosi energetica. Con il convegno che avrà luogo a Roma il prossimo 15 gennaio, affrontando tutti gli aspetti salienti collegati agli adempimenti previsti dal D.Lgs. 102/2014, l’ENEA prosegue il ciclo di eventi finalizzati ad offrire supporto alle imprese obbligate ad ottemperare alla seconda tornata di diagnosi entro il 5 dicembre 2019.

Il D.Lgs 102/2014 obbliga le grandi imprese a misurare l’energia consumata. L’ENEA ha elaborato un’importante documentazione per aiutare le aziende ad affrontare in modo costruttivo gli impegni previsti dal decreto.
In particolare, l’Agenzia ha predisposto, a beneficio del settore industriale e di alcuni comparti del settore terziario, delle linee guida in grado di fornire una metodologia per misurare i consumi e per ridurre gli sprechi, evitando azioni e strumenti inefficaci.
L’obbligo della diagnosi energetica è previsto ogni quattro anni, entro il 5 dicembre.

Programma
09.30
Registrazione dei partecipanti

10.00
Saluto di benvenuto e introduzione
Domenico SANTINO, ENEA

10.10
Apertura e moderazione dei lavori
Marcello SALVIO, ENEA

10.15
I soggetti obbligati alla diagnosi energetica ai sensi dell’art. 8 del D.Lgs. 102/2014
Federico Alberto TOCCHETTI, ENEA

10.35
La diagnosi energetica: la clusterizzazione dei siti da sottoporre ad audit e il rapporto di diagnosi
Claudia TORO, ENEA

10.55
Linee Guida ENEA per il monitoraggio delle diagnosi nei settori industriale e terziario
Fabrizio MARTINI, ENEA

11.15
Anticipazioni e novità: nuovo portale ed iniziative in ambito nazionale e internazionale
Enrico BIELE, ENEA

11.35
La valutazione da parte di ENEA delle diagnosi energetiche ai sensi del D.Lgs. 102/2014
Alessandra DE SANCTIS, ENEA

11.55
Dibattito – Q&A

13.00
Chiusura dei lavori

Roma, 15 gennaio 2019 – ENEA – Lungotevere Thaon di Revel n. 76

www.efficienzaenergetica.enea.it

iscrizione evento

FV: il mercato italiano è pronto per un nuovo rilancio ma serve regolamentazione. Autoconsumo, comunità energetiche, contratti di acquisto di energia a medio-lungo termine e digitalizzazione le opportunità da cogliere.
Il mercato italiano del fotovoltaico è pronto per tornare a essere florido e competitivo per ridare ossigeno a una filiera industriale che ha grandi possibilità di sviluppo. Tecnologia, know-how, investitori e obiettivi di crescita ci sono, quello che manca è la regolamentazione che crei le condizioni per dare avvio alla transizione energetica.
È quanto è emerso durante il FORUM ITALIA SOLARE 2018 “A Vision for the Energy Transition in Italy”. Un evento che ha registrato oltre 400 partecipanti, un’affluenza così non la si registrava dagli anni d’oro del fotovoltaico, chiaro segnale che è tornata alta l’attenzione del settore.

Gli obiettivi europei ci chiedono di soddisfare almeno il 30% del consumo interno lordo di energia con fonti rinnovabili entro il 2030, con gli Stati membri che dovranno garantire ai cittadini il diritto di produrre energia rinnovabile per il proprio consumo, di immagazzinarla e di vendere la produzione in eccesso.
A livello italiano significa raggiungere circa 50-55 GW di potenza fotovoltaica, contro gli attuali 20 GW, con una produzione pari a circa 80 TWh in un lasso di tempo di 12 anni. In termini numerici vuol dire passare dagli attuali 400 MW annui di nuova potenza fotovoltaica a oltre 5 GW.

Ulteriori stimoli allo sviluppo delle rinnovabili e in particolare del fotovoltaico arrivano da Bruxelles che ha annunciato che la Direttiva RES II entrerà in vigore entro la fine dell’anno. “Autoconsumo, comunità energetiche e stabilità degli investimenti sono le pietre miliari della nuova Direttiva Rinnovabili e saranno a fondamento della transizione energetica verso fonti non fossili entro il 2030”, ha detto Francesco Maria Graziani della Commissione Europea, Direzione Energia.
La stabilità degli investimenti passa attraverso la regolamentazione definita e sarà il cuore della direttiva poiché il testo prevede il divieto dei tagli retroattivi dei meccanismi di sostegno. Il testo dovrà essere recepito da tutti gli stati membri entro giugno 2021.

Gli obiettivi di sviluppo del fotovoltaico potrebbero essere raggiunti solo attuando una rivoluzione energetica che dovrà passare da un nuovo modello basato su autoconsumo, aggregatori, comunità energetiche e sviluppo di grandi impianti con contratti di vendita di energia su medio e lungo termine (PPA).
Soluzioni non impossibili tanto che in alcuni Paesi europei sono già state introdotte, come esempio in Austria dove è consentito l’autoconsumo collettivo, così come in Olanda dove è possibile vendere l’energia prodotta ai quartieri limitrofi. Estonia e Danimarca, grazie agli open data e alla digitalizzazione, stanno creando dei “data hub” per scambiare dati legati all’energia, in modo che le aziende possano creare business model adeguati.

Ultima, in termini di tempo, la Spagna che ha introdotto una nuova normativa di autoconsumo flessibile e aperta.

L’Italia non è tra queste, sebbene la Strategia Energetica Nazionale preveda l’autoconsumo e le comunità energetiche, ma purtroppo manca ancora la regolamentazione che le renda possibili. Un po’ meglio è lo stato dell’arte dei PPA in Italia, dove da qualche tempo il settore sta muovendo i primi passi, sebbene manchino ancora le installazioni di grande taglia già operative e pronte a vendere l’energia ai privati con contratti di lungo termine.
Eppure in Italia i dati economici sono favorevoli, grazie all’elevato prezzo dell’energia e alla buona insolazione.

“Il potenziale del mercato italiano è enorme e le oltre 400 persone presenti al Forum lo dimostrano. Abbiamo davanti a noi un’opportunità industriale imperdibile, ma il settore è ancora fermo a 400 MW all’anno installati. Per rivitalizzare il comparto serve una regolamentazione che possa dare avvio ai nuovi sistemi energetici. Non è una questione di costi né tanto meno di tecnologia, ma di impedimenti normativi e burocratici”, ha detto Paolo Rocco Viscontini, Presidente di Italia Solare.

In 10 anni il prezzo dell’energia elettrica fotovoltaica è calato del 90% grazie alla riduzione del costo della tecnologia, un fenomeno mai registrato in nessun settore industriale. La competitività economica c’è, ora serve la semplificazione normativa per la realizzazione degli impianti e soprattutto per le azioni di repowering e di revamping che dovrebbero prevedere procedure semplificate per fare in modo che i 20 GW installati non perdano di produttività.

Nel nuovo scenario di transizione energetica anche la digitalizzazione ha un ruolo fondamentale perché è l’elemento tecnologico che consente la comunicazione dei dati con raccolta e gestione in tempo reale. Permetterà, infatti, di aumentare la quota di energia condivisa e di misurare l’energia condivisa perché consumata simultaneamente alla produzione, oltre a favorire l’ottimizzazione nell’uso della rete e la capacità di aggregazione.

ITALIA SOLARE è un’associazione di promozione sociale che promuove la difesa dell’ambiente e della salute umana supportando:
•modalità intelligenti e sostenibili di produzione, stoccaggio, gestione e distribuzione dell’energia attraverso la generazione distribuita da fonti rinnovabili con particolare attenzione al solare fotovoltaico;
•l’integrazione delle fonti rinnovabili, fotovoltaico in particolare, con le smart grid, la mobilità elettrica e con le tecnologie per l’efficienza energetica e per l’incremento della prestazioni energetiche degli edifici.

ITALIA SOLARE conta oltre 500 soci: operatori, proprietari e gestori di impianti fotovoltaici, installatori, progettisti e semplici sostenitori.

www.italiasolare.eu

Renewables-led power system. Flexible energy options, such as (1) energy storage, (2) smart-charging electric vehicles, (3) demand response and (3) interconnectors, are needed to ensure that the energy transition proceeds on an optimal path.
Our expensive power system would otherwise be reliant on fossil-fueled backup and installing excess wind and solar capacity.

The four types of flexibility mentioned above can accelerate the transition to a cleaner power system and ultimately enable the efficient integration of 80% or more renewable energy by 2040, according to two new reports published by BloombergNEF (BNEF) in partnership with Eaton and Statkraft.

The ‘Flexibility Solutions for High-Renewable Energy Systems’ reports model a number of alternative scenarios for future power systems in the U.K. and Germany, respectively, depending on how each flexibility technology might develop in the coming years.

Energy storage and smart electric vehicle charging provide flexibility by moving large volumes of renewable energy to periods of high demand, or moving demand to periods of high renewable generation. Dispatchable demand response reduces the need for fossil-fired backup plants in the power system, reducing emissions. Interconnecting to Nordic hydro can address periods of both excess supply and excess demand, providing different benefits over the decades as the needs of the system evolve.

The two studies – focused on the U.K. and Germany – highlight that policies and regulation accelerating the adoption of these technologies are key to make a cleaner, cheaper, and more efficient power system possible.

Specific findings for the U.K. include:
– None of the scenarios halt the transition to a low-carbon power system. In all scenarios, the renewable share of generation exceeds 70% by 2030 as wind and solar become dominant, thanks to their dramatic and ongoing cost improvements. However, without new sources of clean flexibility, the system will be oversized and wasteful, making it 13% more expensive by 2040 and with 36% higher emissions.
– Greater electrification of transport yields major emissions savings with little risk to the power generation system. Avoided fuel emissions far outstrip added power sector emissions in the U.K. The power generation system will comfortably integrate all these electric vehicles, and the system benefits are even greater if most EVs charge flexibly. However, local distribution networks are likely to face challenges.
– Accelerated energy storage development can hasten the transition to a renewable power system in the U.K., with significant benefits by 2030 including a 13% emissions reduction and 12% less fossil backup capacity needed.

Specific findings for Germany include:
– In Germany, adding flexibility supports coal through 2030, even as renewables grow to dominate the market. This counterintuitive finding is not due to a problem with batteries, EVs, demand response or interconnectors – cheap coal is the culprit. Flexible technologies are important because they can integrate inflexible generation – and in Germany’s case, its inexpensive lignite plants also benefit. To decarbonize, Germany needs to address existing coal generation while investing in renewables, flexibility and interconnection.
– Still, by 2040, adding more batteries, flexible electric vehicles and interconnections with the Nordics all enable greater renewable penetration and emissions savings. More flexible demand, on the other hand, reduces the need for battery investment.
– Even with Germany’s coal-heavy power, adding EVs reduces transport emissions.

“There is now little doubt that renewable energy will be the dominant force in the power sector for decades to come. The next challenge is to make sure these sources are complemented by clean forms of flexibility – storage, demand and interconnection – to deliver cheaper, deeper decarbonization,” said Albert Cheung, head of global analysis at BloombergNEF.

“The relentless advance of solar and wind energy technologies are driving us inexorably towards an electricity system dominated by variable renewable power generation. Combined with the expected growth in electric mobility, we are now in the midst of an energy transition which will massively lower carbon emissions and improve air quality. However, this opportunity will be limited unless energy markets are designed and regulated in a way that unlocks the full value of flexibility in the electric system. The time is already upon us to prepare and start investing in the technologies, services, and modifications that can enable our energy system to cope with the dramatic shift in how we generate and use electricity,” said Cyrille Brisson, Eaton EMEA vice president of sales and marketing.

“For Statkraft, as the largest generator of renewable energy in Europe, it is interesting to see that Nordic hydropower reservoirs can play an important role for decarbonization of the European power systems, together with other flexibility solutions. This is consistent with our own analyses – confirming that a global renewables share of 70 percent is possible by 2040 if we let modern solutions for flexibility and market design allow cheap renewables to replace more expensive fossil solutions,” said Henrik Sætness, SVP strategy and analyses at Statkraft.

ABOUT EATON
Eaton is a power management company with 2017 sales of $20.4 billion. We provide energy-efficient solutions that help our customers effectively manage electrical, hydraulic and mechanical power more efficiently, safely and sustainably. Eaton is dedicated to improving the quality of life and the environment through the use of power management technologies and services. Eaton has approximately 98,000 employees and sells products to customers in more than 175 countries.

ABOUT STATKRAFT
Statkraft is a leading company in hydropower internationally and Europe’s largest generator of renewable energy. The Group produces hydropower, wind power, solar power, gas-fired power and supplies district heating. Statkraft is a global company in energy market operations. Statkraft has 3500 employees in 17 countries.

About Bloomberg NEF
Bloomberg NEF (BNEF), Bloomberg’s primary research service, covers clean energy, advanced transport, digital industry, innovative materials and commodities. We help corporate strategy, finance and policy professionals navigate change and generate opportunities.
Available online, on mobile and on the Terminal, BNEF is powered by Bloomberg’s global network of 19,000 employees in 176 locations, reporting 5,000 news stories a day.

www.bloomberg.net

www.eaton.com

www.statkraft.com

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