Category: Istituzioni – Cultura – Finanza

La Distruzione Costruttiva. Il più grande nemico anche in questa tragedia è stata l’inerzia, che all’inizio rende le decisioni e le azioni lente e dubbiose. E’ vero sia per l’individuo, sia per i sistemi collettivi.
Poi, ad un certo momento, scatta qualcosa e l’ingegno unito alla tecnologia, all’altruismo o alla finanza, prendono il sopravvento.
Per Joseph Shumpeter i cicli distruttivi sono necessari per ricostruire le rinascite, industriali, finanziarie e sociali.

Il Cigno Nero
“Abbiamo sempre fatto così, perchè cambiare proprio ora?” Questa frase, da sempre il mantra per giustificare la non-azione, oggi è stata polverizzata da qualcosa di inimmaginabile fino a un mese fa.
La realtà ha superato l’immaginabile.
Chi si era azzardato a citare la teoria del Cigno Nero (Nassim Nicholas Taleb – simbolo di evento catastrofico, imprevedibile e ineluttabile) ha avuto ragione.
E, subito dopo al problema sanitario, dovremo vigilare molto attentamente su quanti di professione approfittano delle disgrazie per speculare e rubare risorse: è il terreno perfetto per i business di mafie, camorre, ndranghete.
Sarebbe una duplice catastrofe.

Il Cigno Verde
Nella comunità finanziaria da alcuni anni si sta parlando del Cigno Verde (simbolo di evento catastrofico, ineluttabile legato alla crisi ambientale; non più, però, imprevedibile).
Secondo questa previsione del Cigno Verde, sarà la catastrofe climatica a mettere in ginocchio il pianeta, con esiti assai prolungati.
Le avvisaglie ci sono da anni.
I nostri muri mentali non le vogliono vedere, ovvero, non vogliamo modificare realisticamente i comportamenti per contrastare questa emergenza in costante crescita.

Non ci sono scuse, adesso
I muri mentali oggi sono stati abbattuti.
Facciamo in modo che, tornando là fuori, non ne ricostruiamo subito di nuovi.
Un diverso modo di vivere è possibile, lo stiamo verificando oggi.
Tutto ciò che non abbiamo modificato con le risorse a disposizione, lo stiamo facendo oggi con le risorse al minimo.
In questa emergenza si sono attivati i più grandi sistemi di lavoro e di didattica a distanza, in una vastità mai neppure testata finora, si sono visti piccoli laboratori tecnologici stampare in 3D le valvole per i ventilatori, piccole sartorie artigianali confezionare mascherine, grandi maison della moda impostare piani produttivi per produrre camici ospedalieri, complessi industriali convertire le proprie linee produttive per fabbricare ventilatori polmonari.

La facile tentazione sarà di ricominciare tutto come prima.
Ma, visto che si deve ripartire, perché non pianificare subito un sistema più sostenibile, con caratteristiche meno distruttive di ciò che abbiamo fatto finora, investendo subito in nuovi asset green e di economia circolare?
– Sistema puntuale di controllo della spesa pubblica
– Produzione e utilizzo di energie rinnovabili e pulite
– Ottimizzazione della mobilità pubblica e privata (che non significa soltanto “andiamo tutti con auto elettriche“), con reti intermodali gestite in funzione della sostenibilità.
– Riqualificazione edilizia ed urbana (smart buildings in smart-cities)
– Gestione dei rifiuti (circular economy), riuso
– Efficienza nell’industria e CSR Corporate Social Responsibility, ambientale e sociale
– Logistica con reti intermodali gestite in funzione della sostenibilità.
– Agricoltura biologica e biodiversità
– Filiera alimentare sostenibile e dieta equilibrata
– Tolleranza e integrazione responsabile delle diversità

Se non modificheremo e cambieremo, prepariamoci inevitabilmente ad un nuovo collasso.
E’ necessario pianificare e organizzare il nuovo, agire con mente aperta e costruttiva.
Un passo alla volta. ma intransigente.
Anche se “abbiamo sempre fatto così“, dal marzo 2020 non è più vero.

Enrico Rainero

www.byinnovation.eu

ADACI Eventi e Workshop 2020: l’Associazione professionale senza scopo di lucro realizza la sua mission attraverso eventi locali e nazionali, seminari, tavole rotonde, workshop, incontri CPO e team di studio specifici sui trends delle materie e dei servizi.
ADACI ha attivato, nel corso degli ultimi anni, collaborazioni con Associazioni e Club professionali di altre funzioni aziendali con i quali ha organizzato eventi su tematiche trasversali all’azienda che possono interessare sia la funzione acquisti sia altre aree aziendali.

Negotiorum Fucina
E’ un evento professionalmente coinvolgente che pone i partecipanti al centro dei lavori che, quindi, non saranno più soltanto uditori. Da questa logica emergono opportunità di stimolanti esperienze professionali che nella “fucina delle idee” si fondono per accrescere i contenuti culturali del convegno al massimo potenziale.
ADACI attraverso l’importante network di professionisti associati diventa il naturale supporto alla condivisione delle esperienze culturali in un clima di confronto sereno e costruttivo che si svilupperà nelle tavole rotonde.
La volontà di ADACI di stimolare lo sviluppo delle idee pone il suo focus sia verso il Mondo Accademico, già anima dei Negotiorum Doctrina attraverso la collaborazione culturale con professori universitari sia verso l’imprenditoria nazionale carburante del “Made in Italy” nell’economia mondiale (partecipazione media 180 manager).

Doctrina
Sono eventi animati da relatori del mondo accademico e manageriale, coniugano il risultato della ricerca universitaria con le strategie ed il modus operandi delle imprese eccellenti (partecipazione media 75).
La novità di quest’anno è che Opportunity 50 sarà realizzato insieme, creando occasioni di networking e di opportunità per i ns. partner.

CPO Lounge Community
I protagonisti della CPO LOUNGE sono Top Manager, Direttori Acquisti, Direttori di Logistica o di Supply Chain di importanti aziende, interessati ad arricchire i contenuti professionali, ad accelerare la crescita della funzione attraverso il confronto di settori, progetti ed esperienze nazionali ed internazionali, in un clima riservato di amichevole confronto professionale.

Workshop
Sono incontri semestrali tra compratori, venditori ed analisti di mercato, per confrontarsi e scambiarsi informazioni utili per la predisposizione dei budget e per la definizione delle politiche d’acquisto. L’evento è ripetuto con successo da oltre 25 anni (partecipazione media 60)

Fucinandum Innovation
Sono convegni culturali di apprendimento interattivo. In questi eventi culturalmente innovativi verranno analizzate in modo professionalmente coinvolgente attraverso testimonial importanti, le tematiche nelle Tavole Rotonde del Negotiorum Fucina.

Magister 
E’ un evento organizzato con tavole rotonde parallele tra Top Manager e Professori Universitari (partecipazione media 80)

I format degli eventi e delle iniziative ADACI si concretizzano anche attraverso ADACI SMART, un evento che alterna sessioni plenarie e tavole parallele nelle quali key note speaker porteranno la loro esperienza accademica e professionale (Supply Chain ADACI Management Research Table).

ADACI PA Symposium
Un evento dedicato all’incontro tra manager pubblici e privati su tematiche acquisti e supply chain management. Esperienze a confronto fra spending review, riorganizzazioni territoriali, controlli interni e miglioramento del servizio al cliente.

Gli Sponsor di ADACI
Divenire sponsor di Adaci è la occasione di prestigio più diretta per avere accesso al mondo degli acquisti e del supply chain. Essere uno sponsor di Adaci non significa solo ottenere un determinato livello di visibilità in un convegno o un in workshop, rappresenta piuttosto l’opportunità di accedere a un articolato consesso costituito dai professionisti del settore, dalle imprese e dagli enti ai quali appartengono, dalle scuole e dalle università dove hanno studiato, dalle comunità locali nelle quali risiedono.
Lo sponsor Adaci vive in continuo questa realtà, all’interno della quale condivide idee, opinioni, articoli e testi specializzati, iniziative, proposte, momenti di confronto e di svago.

ADACI è l’Associazione Italiana Acquisti e Supply Management. Da 50 anni costituisce un preciso riferimento culturale e professionale per chi opera negli Approvvigionamenti, Supply Management, Gestione Materiali, Logistica e Facility Management: funzioni in costante evoluzione il cui ruolo ha assunto nel tempo importanza strategica e dimensioni di sempre maggior rilievo. Favorisce l’armonica integrazione dei vari attori del sistema economico, la crescita ed il riconoscimento professionale degli operatori della domanda di mercato, li valorizza e promuove nell’ambito delle imprese, istituzioni, enti pubblici, atenei ed istituti di ricerca. ADACI annovera più di 1.200 manager operativi in tutto il territorio nazionale, suddivisi in sei Sezioni Territoriali: Lombardia e Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta, Tre Venezie, Emilia Romagna e Marche, Toscana e Umbria, Centro Sud.

– BYinnovation è Media Partner di ADACI

www.adaci.it

Idea del futuro nei giovani: confronto internazionale tra Italia, Germania, Polonia, Russia. La ricerca è stata svolta contemporaneamente in quattro stati – ITALIA, GERMANIA, POLONIA, RUSSIA – in un campione rappresentativo di giovani che appartengono a sistemi molto diversi tra loro; una scelta che già di per sé è una notevole novità. L’indagine ha fatto emergere elementi che, a nostro avviso, dovrebbero far molto riflettere sul modo di pensare ed organizzare il proprio futuro da parte delle giovani generazioni.

L’iniziativa è stata promossa dai sociologi del “Centro Federale di Sociologia Teorica ed Applicata” dell’Accademia delle Scienze di Russia (FCTAS RAS) e della “Università Umanitaria Statale Russa” di Mosca e si è svolta in collaborazione: per la Germania, con l’Istituto IWAK dell’“Università Goethe” di Francoforte; per la Polonia, con il “Central Institute for Labour Protection (C.I.O.P)” di Varsavia, il “Voivodeship Labour Office” di Bialystok e la “Warsaw School of Social Psychology”; per l’Italia, con l’Eurispes e il Dipartimento CoRiS dell’Università La Sapienza.

La dimensione totale del campione intervistato nel 2019 è stata pari a 2.200 persone.

I risultati della ricerca sono stati illustrati in un incontro tra esperti nella sede dell’Eurispes da: Svetlana Varlamova ed Elena Kayshauri del Centro Federale di Sociologia Teorica e Applicata, Accademia della Scienze di Russia; Anna Doroshina dell’Università Umanitaria Statale Russa di Mosca.

Dalla ricerca emerge, in particolare, che tra i valori della vita considerati prioritari dai giovani, la salute raggiunge percentuali elevate in tutti e quattro i paesi: 98% in Polonia, 97,8% in Italia, 86,1% in Germania, 95,3% in Russia. Il lavoro è importante per il 92,4% degli italiani, l’89,1% dei russi, l’87,5% dei polacchi, il 70,7% dei tedeschi. Il valore dell’amore riscuote preferenze che variano dall’84,6% dei russi al 92,2% dei polacchi. La politica, al contrario, suscita la preferenza del 61,3% degli italiani, e solo di poco più della metà dei tedeschi (55,3%), del 38,3% dei polacchi e del 36,6% dei russi. Anche il valore relativo ai figli è in declino (70,5% Italia, 68,4% Polonia, 67,6% Russia, 67,5% Germania). Così come quello della religione (36,9% Russia, 36,1% Polonia, 35,6% Germania, 32,8% Italia).

Pianificazione della vita sempre più breve
In tutti i paesi considerati, i giovani presentano un orizzonte di pianificazione sociale della propria vita di valore medio da 4 a 8 anni. Per quanto riguarda l’idea che i giovani hanno sulla durata della loro vita e del loro stato di buona salute fisica e mentale, i giovani russi stimano che la loro vita attiva arriverà a 56,2 anni, la durata della vita a 68,8 anni; i giovani polacchi rispettivamente a 51,1 anni e 76,6 anni; i giovani tedeschi pensano di restare attivi fino a 61,2 anni e di avere una durata di vita pari a 82,4 anni. I giovani italiani hanno espresso i risultati più elevati con una valutazione di vita attiva fino a 65,8 anni e una aspettativa di durata della vita pari a 84,5 anni. Le indicazioni relative ai progetti per figli variano in media da 1,29 a 1,69 figli. I giovani russi hanno progetti per 1,64 figli (media), i giovani italiani per 1,69 figli (media).

Spiegano Svetlana Varlamova ed Elena Kayshauri: «L’aspetto demografico della ricerca è uno dei temi più preoccupanti. Quello che emerge è che l’aumento della ricchezza del Paese e delle possibilità economiche non è il requisito essenziale per l’aumento della natività. I giovani vogliono una famiglia, ma non vogliono fare figli; e questa è una tendenza comune a tutti i paesi occidentali. A nostro giudizio, la politica dovrebbe aiutare a cambiare la percezione dell’idea di famiglia e sottolinearne l’importanza; così come il mondo dell’imprenditoria e dei media dovrebbero diventare veicolo per comunicare gli aspetti positivi di essere genitori».

Lavoro e casa: in cima agli incubi dei giovani. Il terrorismo non c’è
La situazione del mercato del lavoro, i problemi abitativi, la mancanza di tutele per la vecchiaia e, in generale, le difficoltà economiche sono tra i principali problemi percepiti dai 18-30enni.
In particolare, le difficoltà finanziare sono citate dal 36,8% dei tedeschi, 35,7% dei russi, 22,9% degli italiani, 22,5% dei polacchi. Gli affitti elevati sono un problema per quasi la metà dei tedeschi (48,2%), quattro polacchi e russi su dieci (rispettivamente 41,9% e 40,2%) e tre italiani su dieci (30,5%). Molto meno sentiti i problemi come la minaccia del terrorismo (8,1% in Italia, 3,5% in Russia, 2,9% in Polonia,1,9% in Germania); o la crescita di sentimenti nazionalisti (11,8% in Polonia, 11,5% in Germania, 9,7% in Italia, 9,1% in Russia).

Il colore del successo? Carriera, amici e salute
Opinione comune dei giovani intervistati è che il raggiungimento del successo sia la misura più importante per la realizzazione della propria personalità. Tra i criteri principali che i giovani indicano per definire cosa sia il successo nella vita prevalgono i motivi di realizzazione personale: il successo nella carriera (30,6% Russia, 27,8% Germania, 20,7% Polonia, 18,6% Italia); la possibilità di vivere una vita interessante (40% Germania, 39,9% Russia, 25,2% Polonia, 10,2% Italia); di avere amici (37,5% Polonia, 37,3% Russia, 36,6% Germania, 30,4% Italia); o una buona salute (38% Germania, 37,9% Polonia, 36,7% Russia, 36,2% Italia).
Nei quattro Stati presi in considerazione, i giovani intervistati hanno dichiarato che, in una prospettiva di 10-15 anni, dopo aver ricevuto un’istruzione e trovato un posto adeguato nel mercato del lavoro, saranno in grado di esprimere il loro potenziale raggiungendo una posizione nella scala sociale di valore quasi doppio rispetto a quella attuale (dinamiche: Italia da 61,9% a 75,3%; Germania da 45,3% a 79,4%; Polonia da 42,6% a 73%; Russia da 35,5% a 81,3%).

Spiegano ancora Svetlana Varlamova ed Elena Kayshauri: «Abbiamo chiesto ai giovani il livello di posizione sociale e professionale che si prefiggono di raggiungere nel futuro. E un dato, in particolare, ci ha stupito. In Italia, rispetto ai giovani degli altri paesi, abbiamo riscontrato un numero molto più alto di ragazzi che aspirano ad un lavoro “dipendente” (il 63,3% rispetto al 25,8% della Polonia, al 20,1% della Germania e al 12,7% della Russia). Parallelamente, sono lo zero per cento coloro che vorrebbero essere imprenditori di grandi imprese (contro il 21,6% della Polonia, il 12,4% della Germania, il 19,6% della Russia)».

I valori della vita: politica e religione sempre più lontane
I valori della vita dei giovani tra i 18 e i 30 di Italia, Germania, Polonia e Russia sono fortemente orientati verso valori che riguardano la vita sociale e privata, evidenziando, invece, una lontananza rispetto ai valori politici e a quelli spirituali. È quanto emerge da un’indagine realizzata nei quattro paesi europei sui giovani e la loro idea di futuro. Una indagine che, secondo l’obiettivo dei promotori, punta a colmare un vuoto conoscitivo perché sono molto rari gli studi approfonditi sugli orientamenti al futuro da parte dei giovani, ma soprattutto perché è la prima volta che si confrontano gli orientamenti dei giovani appartenenti a sistemi anche molto diversi tra loro per situazioni politiche, culturali, economiche e sociali.

Vita politica e sociale: Europa divisa a metà
Come è vissuto dai giovani il valore della partecipazione alla vita della comunità nella quale vivono? In Italia dove i il ruolo della religione e della Chiesa è forte la partecipazione alle attività religiose è più intensa (22,1%, a fronte del 10,2% Germania, 5,1% Russia, 4,3% Polonia).
Lo stesso si può dire per le attività di volontariato che coinvolgono i giovani in Italia (37,9%); in Germania e Polonia la percentuale di giovani che partecipano ad attività simili è pari alla metà (rispettivamente pari a 19,2% e 19,5%); in Russia il 27,8%. Riguardo alla partecipazione politica e civile, i giovani polacchi sono molto più vicini ai russi rispetto a tedeschi e italiani; l’unica differenza riguarda i tassi di partecipazione elettorale che in Polonia sono risultati superiori di circa il 10% rispetto alla partecipazione dei russi. Invece, per altri tipi di attività sociali e politiche, i dati relativi ai polacchi risultano leggermente inferiore ai dati russi. La vita politica e sociale interna della Germania e dell’Italia mostra un quadro molto diverso: il coinvolgimento attraverso la partecipazione a elezioni di vari livelli, referendum, dimostrazioni e manifestazioni non ha confronto con la situazione dei vicini orientali.

Conclusioni
I risultati dello studio evidenziano che nel 2019 l’orizzonte sociale della pianificazione della vita dei giovani è progettato solo a medio termine ed è significativamente in ritardo rispetto all’orizzonte della pianificazione biologica; un dato che impoverisce il quadro generale del progresso futuro; ma suggerisce che le giovani generazioni non vivono “giorno per giorno”. I giovani, classificati per coorti statistiche, nel contesto dei cambiamenti globali e delle crisi costanti che li caratterizzano, non vedono la possibilità di costruire piani a lungo termine, che è tipico per le età più mature, e sono alla ricerca di opportunità in varie fonti di risorse. Lo sviluppo sostenibile degli Stati di residenza dei giovani e una situazione stabile nel campo della sicurezza internazionale possono contribuire all’estensione della distanza dell’orizzonte della pianificazione della vita.

L’immagine del futuro è influenzata dalla struttura degli orientamenti di valore. La somiglianza della struttura degli orientamenti di valore parla delle comuni radici cristiane della cultura europea e della divisione dei valori universali nella gioventù di Italia, Germania, Polonia e Russia. Divergenze non fondamentali nelle strutture di valore mostrano piuttosto che esse sono legate alle caratteristiche e specificità nazionali della vita politica e pubblica dei suddetti paesi. L’ottimismo sociale è diffuso tra i giovani di Italia, Germania, Polonia e Russia. Le autovalutazioni delle prospettive delle giovani generazioni si concentrano sulla mobilità sociale verticale, un elemento che indica le condizioni di vita generali considerate come accettabili delle giovani generazioni e il loro grado di fiducia nelle possibilità di miglioramento o meno del loro paese. Più alti sono il “grado” di ottimismo e le dinamiche di movimento sulla scala sociale, più elevata è la collocazione del paese nella scala della “competizione mondiale”.

Pertanto, la misura dell’ottimismo sociale può essere un indicatore della valutazione del funzionamento degli ascensori sociali nella comunità. L’adesione a determinati valori determina la direzione delle aspirazioni dei giovani. L’attuale generazione giovanile è orientata alla creazione del proprio futuro confidando in prevalenza su se stessi reagendo principalmente in modo autonomo, per conto proprio.

Un’ultima considerazione: il fatto che le giovani generazioni, appartenenti a sistemi anche molto diversi tra loro, manifestino elementi di convergenza su alcuni orientamenti fondamentali relativi alla loro idea di futuro dovrebbe far riflettere sia gli studiosi che i decisori politici sul fatto che il mondo digitale sta creando sempre di più una comunità giovanile che esprime pensieri e sentimenti autonomi al di là dei tradizionali confini degli Stati. L’interpretazione e la gestione di questo fenomeno è un problema aperto per tutti: un problema scientifico, politico, culturale e sociale.

www.eurispes.eu

Womens’ leadership positions. Prestige. Wealth. Influence. Women need to be motivated by these critical factors to attain senior leadership positions. So, why aren’t they?

New Bain & Company research reveals less than half of U.S. women say they feel inspired by the potential prestige, wealth, and influence of senior leadership positions; companies looking to diversify their leadership must address this with women as directly as they do with men

Understanding the critical factors that inspire women is the first step to creating a work environment in which they thrive. Today, only 46 percent of U.S. women say they are inspired by the prestige, wealth, and influence that comes from senior level positions – less than any other source of inspiration. Yet, according to new research from Bain & Company, Gender Parity: Inspiring Women to Reach for the C-Suite, these factors are actually the most important in helping women reach senior leadership positions.

Working with Dynata, a leading data firm, Bain & Company surveyed approximately 12,000 men and women and conducted in-depth, follow-on interviews with executive women around the world about various factors that can affect the leadership mindset. They found that feeling empowered, supported, and capable were important, but feeling inspired stood out as the key factor beyond all others. In fact, those who feel inspired – whether male or female – are more than twice as likely to have the senior leadership mindset.

According to Bain & Company’s research, the most important source of this inspiration specifically among U.S. women is the potential prestige, wealth and influence of senior leadership positions, but many women have been given the message that wanting money and power is unfeminine. Culturally, they are told that these factors are inappropriate to discuss.

“Not only are prestige, wealth and influence most important for American women, this set of factors is actually more important for women than it is for men,” said Jennifer Hayes, chair of Bain & Company’s Global Women’s Leadership Council. “And yet men are more likely than women to say they are inspired by these factors day-in and day-out. Companies looking to diversify their leadership miss a large opportunity if they don’t begin to address this with women as directly as they do with men rising through the ranks.”

Many successful female executives that Bain & Company interviewed emphasized the fact that women should be comfortable talking about this topic. Serving in the C-suite is challenging, and consuming of both energy and time, regardless of gender.
That effort and sacrifice should be compensated accordingly.

Additionally, many women highlight a far broader view of “prestige, wealth and influence” than one simply about money or status. To them, it is about the potential for impact – the people, topics or causes that they care about, including the ability to help advance other women in their organizations, provide for their families, and contribute to relatives’ higher education.

It is vital that women see and understand the power, wealth and influence that comes with senior roles. Bain & Company’s research points to three actions companies and managers – male and female – can take to help address this inspiration gap and support women climbing the ranks:

Proactively share the full value proposition: Make sure women understand the tangible benefits of reaching top leadership as well as the value and impact they can have in senior roles, and that they know talking about these topics is acceptable.
Show clear paths to leadership: Ensure women see a route they can travel to senior management.
Ensure role models are visible: Highlight individuals who exemplify different models of success and provide a holistic view of these leaders, both professionally and personally.
Of course, there is no one-size-fits-all solution. While prestige, power and influence were particularly important to American women, Bain & Company’s research found that their counterparts in China and Germany especially respond to inspirational leadership, and those in India to work-life balance. Keeping women’s unique context in mind and tailoring initiatives accordingly is imperative.

Women also need to play a role by:
1) asking for what they want;
2) understanding their value and getting comfortable talking about compensation;
3) knowing where they are on succession plans.

“This may feel uncomfortable for many women, but that probably means they are on the right track,” said Melissa Artabane, Bain & Company’s director of diversity and inclusion. “Closing the gender gap in senior leadership is a complex undertaking and requires efforts from both companies and individuals to make it happen.”

About Bain & Company
Bain & Company is a global consultancy that helps the world’s most ambitious change-makers define the future. Across 58 offices in 37 countries, we work alongside our clients as one team with a shared ambition: to achieve extraordinary results that outperform their competition and redefine their industries. We complement our tailored, integrated expertise with a curated ecosystem of digital innovators to deliver better, faster and more enduring outcomes to our clients.
Since our founding in 1973, we have measured our success by the success of our clients. We proudly maintain the highest client advocacy in the industry, and our clients have outperformed the stock market 4:1.

www.bain.com

report

Nasce CDP Venture Capital SGR – Fondo Nazionale Innovazione. L’assemblea di Invitalia Ventures SGR (70% CDP Equity e 30% Invitalia) tenutasi in sede straordinaria e ordinaria, ha modificato il nome della società in CDP Venture Capital SGR S.p.A., e ha nominato i membri del Consiglio di Amministrazione e Francesca Bria come Presidente.
Il Consiglio di Amministrazione, riunitosi successivamente, ha poi nominato Enrico Resmini come Amministratore Delegato e Direttore Generale della società. Il Consiglio, che rimarrà in carica sino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2022, è così composto:
Francesca Bria (Presidente)
Enrico Resmini (Amministratore Delegato)
Pierpaolo Di Stefano
Marco Bellezza
Isabella de Michelis di Slonghello
Lucia Calvosa
Antonio Margiotta
Andrea Francesco Cardamone
Sergio Luciano Buonanno.

CDP Venture Capital SGR – Fondo Nazionale Innovazione rappresenta un elemento fondamentale del piano industriale 2019 – 2021 di CDP e nasce per accelerare la crescita dell’ecosistema del Venture Capital italiano e portarlo, per dimensioni dei capitali investiti e per la numerosità e qualità degli operatori presenti, al livello dei migliori Paesi Europei, nonché delle principali economie comparabili.

In particolare, CDP Venture Capital SGR ha, tra l’altro, l’obiettivo di:
– ampliare gli investimenti diretti e indiretti, favorendo anche la nascita di nuovi gestori, che investano in startup nelle varie fasi di sviluppo, dal segmento dell’early stage al segmento del growth capital
– promuovere la nascita di nuovi strumenti di investimento che facilitino ad esempio i processi di trasferimento tecnologico da università / istituti di ricerca, nonché il coinvolgimento attivo delle imprese italiane attraverso il c.d. “corporate venture capital”
– sostenere la crescita complessiva del mercato del Venture Capital promuovendo e facilitando la connessione tra gli investitori nazionali/internazionali e le startup, e creando momenti di condivisione ed educazione sulle opportunità e le sfide di questo settore
– favorire il contatto tra le startup e le aziende partecipate dal Gruppo Cdp, ampliando le opportunità di sbocco a clienti e mercati per le nuove imprese, ed offrendo alle grandi aziende italiane occasioni di accesso ad operatori orientati all’innovazione.

www.cdpequity.it

www.invitalia.it

European Green Deal non sarà sostenibile finché non sarà anche equo. Il movimento per il commercio equo e solidale accoglie con favore l’iniziativa European Green Deal presentata il 12 dicembre dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, ma chiede che i piccoli agricoltori e i lavoratori dei Paesi in via di sviluppo siano inclusi come partner alla pari in un’iniziativa equa e in una transizione inclusiva verso un consumo e una produzione più sostenibili.

“I motori della disuguaglianza e del cambiamento climatico sono intrinsecamente legati, come lo sono le soluzioni,” spiega Sergi Corbalán, Direttore Esecutivo di FTAO (Fair Trade Advocacy Office). “Come il movimento per il commercio equo e solidale ha già rilevato durante le trattative Onu a Madrid, il cambiamento climatico aggrava la povertà e la vulnerabilità dei piccoli agricoltori e dei lavoratori. Le filiere più eque, invece, possono contribuire a raggiungere la sostenibilità sociale, ambientale ed economica. FTAO ha accolto con favore il fatto che l’accordo verde si concentri sul settore tessile e sull’elettronica negli impegni futuri che l’Unione Europea si è assunta per promuovere un’economia circolare, ma ha affermato che deve tenere conto dell’impatto delle catene di approvvigionamento non solo sul pianeta ma anche sulle persone, come raccomandato in uno studio pubblicato dall’European Centre for Development Policy Management (ECDPM).”

“Ci congratuliamo anche per la strategia Farm to Fork (dalla fattoria alla forchetta) per migliorare la posizione degli agricoltori nelle catene del valore”, continua Corbalán. “È deplorevole, tuttavia, che la Commissione riconosca soltanto ad agricoltori e pescatori europei un ruolo chiave per gestire la transizione, ignorando il ruolo importante degli agricoltori dei Paesi in via di sviluppo che coltivano e riforniscono i prodotti alimentari consumati in Europa. Pagare prezzi equi ai produttori, ovunque essi si trovino, è un prerequisito per un approvvigionamento alimentare sostenibile ed equo”.

“Festeggiamo il Green New Deal Europeo che prevede misure per attuare un inevitabile cambio di rotta delle politiche istituzionali in grado finalmente di affrontare la crisi climatica”, afferma Marco Fazio, presidente di Equogarantito. “È la stessa prospettiva lanciata con convinzione all’ultima assemblea dell’Organizzazione Mondiale Del Commercio Equo e Solidale (WFTO) dove si è sancito che la sostenibilità e la lotta al cambiamento climatico non sono un criterio aggiuntivo ma parte integrante della nostra pratica. Un’economia «pulita e circolare» esiste infatti da decenni: le filiere del Commercio Equo e Solidale, prevalentemente di agricoltura biologica e artigianali, preservano la biodiversità e utilizzano molte fibre naturali e materie prime di riuso e supportano i lavoratori che più direttamente stanno subendo l’impatto della crisi climatica. Per questo con le nostre organizzazioni, cooperative e Botteghe ci uniamo all’appello del movimento internazionale del Commercio Equo e Solidale perché si ricerchi sempre la sostenibilità sociale insieme a quella ambientale”.

Il movimento per il commercio equo e solidale vede nella proposta per il nuovo strumento di cooperazione internazionale Ndici (Neighbourhood, development and international cooperation instrument) un modo per sostenere gli investimenti privati nei paesi in via di sviluppo, un’opportunità per dare priorità ai modelli di impresa volti a conseguire obiettivi sociali e ambientali, come le imprese del commercio equo e solidale e le cooperative, piuttosto che le imprese che valorizzano la massimizzazione del profitto a scapito delle persone e del pianeta.

“I piccoli agricoltori e i lavoratori agricoli dei paesi più poveri sono i primi a subire le conseguenze del cambiamento climatico e del riscaldamento globale”, commenta Giuseppe Di Francesco, presidente di Fairtrade Italia. “Fairtrade da sempre supporta nel contrasto delle conseguenze del cambiamento climatico gli agricoltori e lavoratori coinvolti nel sistema di certificazione Fairtrade, più di un milione e 700 mila in totale, in Asia, Africa e America Latina, ma allo stesso tempo da sempre chiediamo anche alle istituzioni e alle imprese di fare la loro parte. Per questo la buona notizia degli impegni che l’Unione Europea si assumerà con lo European Green Deal va accompagnata con un rafforzamento del partenariato con tutti i soggetti coinvolti, perché la sfida della sostenibilità sociale e ambientale la si vince solo insieme”.

Tra le altre misure annunciate nell’European Green Deal, il movimento per il commercio equo e solidale accoglie con favore l’impegno a promuovere, attraverso misure normative e non regolamentari, i prodotti importati e le catene del valore che non comportano deforestazione e degrado delle foreste, sollecitando la Commissione a includere prezzi equi e redditi dignitosi per gli agricoltori come elementi chiave di queste misure.

“Infine, invitiamo la Commissione ad attuare una strategia coordinata in tutti i settori politici dell’Unione Europea per promuovere non solo gli appalti pubblici verdi, ma anche quelli sostenibili”, conclude Sergi Corbalán.

Fairtrade Italia è il consorzio che dal 1994 rappresenta e promuove il Marchio di Certificazione Fairtrade e i valori del Commercio Equo e Solidale certificato sul territorio italiano. I soci di Fairtrade Italia sono organizzazioni non governative, associazioni, cooperative, consorzi e società che sostengono il Commercio Equo e Solidale, la cooperazione internazionale, l’azione sociale, la finanza etica, il rispetto dell’ambiente e la tutela dei consumatori.

Equo Garantito è l’associazione di categoria delle organizzazioni di Commercio Equo e Solidale italiane. Rappresenta nel Paese, nella società civile, con i media e le istituzioni locali e nazionali le esperienze e la cultura dei suoi Soci: organizzazioni non profit e Botteghe del Mondo che promuovono i prodotti e i principi di un’economia di giustizia fondata sulla cooperazione e su relazioni paritarie tra i soggetti che partecipano alla realizzazione di un bene.
È depositaria della Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale e gestisce il Registro Italiano delle Organizzazioni di Commercio Equo e Solidale attraverso un sistema di controllo certificato.

www.fairtrade.it

www.equogarantito.org

La finanza per la Sostenibilità: dal 12 al 21 novembre torna la Settimana SRI. Clima, Europa, Terzo Settore e previdenza tra i principali argomenti approfonditi nell’ambito dell’iniziativa promossa dal Forum per la Finanza Sostenibile, giunta all’ottava edizione.

Dal 12 al 21 novembre a Milano, Roma e Napoli il Forum per la Finanza Sostenibile organizza l’ottava edizione della Settimana SRI, una delle principali iniziative in Italia dedicate all’Investimento Sostenibile e Responsabile (o SRI, da Sustainable and Responsible Investment).
13 i convegni in calendario, con presentazioni di ricerche e pubblicazioni, tavole rotonde e dibattiti che coinvolgeranno professionisti della finanza e delle imprese, accademici e rappresentanti di istituzioni nazionali e internazionali.

Gli eventi, aperti al pubblico, sono promossi e coordinati dal Forum in collaborazione con prestigiosi partner e con il sostegno di importanti organizzazioni finanziarie.
Roma ospiterà l’evento di apertura e la giornata conclusiva, che saranno dedicati rispettivamente al cambiamento climatico e alla previdenza in Italia. Quest’anno per la prima volta la Settimana SRI farà tappa a Napoli in occasione del convegno organizzato in collaborazione con il mondo accademico. A Milano si svolgeranno gli altri eventi, che approfondiranno temi in primo piano nell’ambito della finanza sostenibile, come il programma di riforme della Commissione Europea e la collaborazione con il Terzo Settore.

Nel dettaglio, gli eventi promossi dal Forum:
– Roma, 12 novembre, 10:00 – 13:00: “Clima e finanza sostenibile”
La Settimana SRI si aprirà in Senato con una riflessione sulla relazione tra cambiamento climatico e finanza sostenibile. Con l’occasione sarà presentata un’indagine condotta dal Forum e da Doxa con il supporto di Allianz Global Investors, Etica Sgr e State Street Global Advisors; obiettivo della ricerca è analizzare se e come il cambiamento climatico influenza le scelte d’investimento dei risparmiatori italiani.

– Milano, 13 novembre, 10:00 – 13:00: “Cantieri ViceVersa: finanza sostenibile e Terzo Settore”
Il convegno è dedicato alla presentazione di un manuale che raccoglie la sintesi e i risultati di “Cantieri ViceVersa”, un progetto promosso dal Forum Nazionale del Terzo Settore in collaborazione con il Forum per la Finanza Sostenibile allo scopo di costruire una solida rete relazionale tra Enti di Terzo Settore e operatori finanziari.

– Milano, 13 novembre, 17:30 – 19:00: “Greening the Financial Regulation”
Il Forum e la Frankfurt School illustreranno un’analisi sul grado di allineamento della normativa finanziaria italiana all’Accordo di Parigi sul clima. La ricerca si è svolta nell’ambito di Finance fit for Paris-Tracker, un progetto sostenuto dalla European Climate Foundation e sviluppato da Frankfurt School-UNEP e da WWF Germania con l’obiettivo di studiare l’evoluzione della regolamentazione finanziaria sui temi ambientali nei mercati europei e internazionali.

– Milano, 19 novembre, 10:00 – 13:00: “L’Unione Europea e la finanza sostenibile”
Il convegno si svolgerà all’Università Cattolica con il patrocinio della Commissione Europea e approfondirà gli sviluppi del Piano d’Azione UE sulla finanza sostenibile, concentrandosi su implicazioni finanziarie e impatti per il mercato italiano. L’occasione sarà la presentazione di un manuale elaborato dal Forum a partire da un Gruppo di Lavoro multi-stakeholder promosso in collaborazione con ABI e Assogestioni e con il supporto di ANASF, Etica Sgr, Intesa Sanpaolo e Morningstar Italy.

– Roma, 21 novembre, 10:00 – 13:00: “Operatori previdenziali e investimento sostenibile”
L’evento conclusivo della Settimana SRI sarà ospitato da CISL presso l’Auditorium Donat Cattin. Rivolto al settore della previdenza, il convegno vedrà la presentazione della quinta edizione dell’indagine sulle politiche d’investimento sostenibile dei piani previdenziali italiani, condotta dal Forum in collaborazione con Mefop e MondoInstitutional e con il supporto di AXA Investment Managers, NN Investment Partners e Vigeo Eiris.

Sabato 16 novembre l’intera giornata sarà dedicata alla quinta edizione di “Sostenibilità ad Arte”, una rassegna di eventi culturali promossi dal Forum e da Associazione Hendel con l’obiettivo di avvicinare adulti e bambini ai temi della sostenibilità e della finanza attraverso cinema, musica e laboratori. Tutti gli eventi si svolgeranno a Palazzo Mezzanotte (sede di Borsa Italiana).

“Anche quest’anno la Settimana SRI sarà ricca di novità e di stimoli per gli operatori finanziari, per i decisori politici e per i cittadini-risparmiatori”, promette il Segretario Generale Francesco Bicciato, che aggiunge: “Negli ultimi anni il mercato della finanza sostenibile sta registrando una crescita significativa in Europa e in Italia, attirando anche l’interesse della società civile e dei governi: con diciotto anni di attività in ambito di ricerca, divulgazione e advocacy e con una base associativa multi-stakeholder di oltre 100 Soci, il Forum può fornire importanti indicazioni anche ai decisori istituzionali in relazione alle politiche sulla finanza sostenibile”.

Pietro Negri, Presidente del Forum, commenta: “L’ottava edizione della Settimana SRI si apre in un momento cruciale per l’Europa, impegnata a realizzare la transizione dell’economia verso modelli di crescita circolari, privi di impatti negativi sull’ambiente e maggiormente inclusivi, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. I mercati sono tra i principali catalizzatori di questa trasformazione: gli eventi in programma metteranno a fuoco diversi ambiti nei quali la finanza potrà e dovrà rafforzare il proprio ruolo in vista di un mondo più verde ed equo, a beneficio di noi stessi e delle generazioni future”.

L’edizione 2019 della Settimana SRI è patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dal Ministero dello Sviluppo Economico.
I media partner sono: Advisor, Avvenire, Economy, ETicaNews, FocusRisparmio, Fondi&Sicav, Funds People Italia, ilPunto, L’Economia del Corriere della Sera, MondoInstitutional, Nonsoloambiente.it, Valori e We-Wealth.

Il Forum per la Finanza Sostenibile è un’associazione non profit nata nel 2001. La base associativa è multi-stakeholder: ne fanno parte operatori finanziari e altre organizzazioni interessate all’impatto ambientale e sociale degli investimenti.
La missione del Forum è promuovere la conoscenza e la pratica dell’investimento sostenibile, con l’obiettivo di diffondere l’integrazione dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) nei prodotti e nei processi finanziari.
Il Forum per la Finanza Sostenibile è membro di Eurosif, l’European Sustainable Investment Forum.

www.settimanasri.it

www.finanzasostenibile.it

www.investiresponsabilmente.it

42mo Congresso Nazionale ANDAF. Cultura, valore per economia e guida nell’evoluzione dei modelli organizzativi e di sviluppo. 

Il 42° Congresso nazionale associativo ANDAF – Associazione Nazionale Direttori Amministrativi e Finanziari, che si svolgerà a Matera il 25 e il 26 ottobre presso l’Auditorium R. Gervasio, ospiterà in contemporanea il 49° IAFEI World Congress, in occasione del 50° anno di vita dell’International Association of Financial Executives Institute, l’associazione mondiale dei CFO.
Il programma congressuale proporrà, attraverso interventi e tavole rotonde su temi di interesse nazionale e internazionale una riflessione profonda sul ruolo della cultura, intesa soprattutto come cultura aziendale, ad assumere un ruolo chiave per ispirare la crescita delle imprese.

Durante le due giornate di lavori si svilupperà un percorso di osservazione dell’attuale scenario economico, culturale e sociale in cui operano oggi le aziende, frutto anche dell’influenza con cui la cui rapida trasformazione digitale modifica i comportamenti singoli e collettivi.
Inoltre, argomenti di attualità, quali “La via della seta”, la Brexit e, su tutti, le probabili conseguenze del climate change, saranno ulteriore spunto, così come il dibattito sul reporting integrato, per un confronto da cui far scaturire proposte e iniziative concrete a favore di una società maggiormente sostenibile.

Il programma è stato presentato dal Presidente di ANDAF, Roberto Mannozzi (Direttore Centrale Amministrazione, Bilancio, Fiscale e Controllo del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane), dal Vice Presidente di ANDAF Massimo Campioli (CFO Società M-I Stadio) e dal Segretario Generale dell’associazione Michele Malusà.

Roberto Mannozzi ha dichiarato: “Nelle imprese di oggi occorrono innanzitutto consapevolezza e senso di responsabilità. Viviamo infatti in un periodo storico in cui non è più possibile ignorare le conseguenze delle azioni dell’uomo nei confronti dell’ambiente, conseguenze che si ripercuotono su tutti, andando ben oltre i concetti di confine geopolitico o stratificazione sociale.
Non è più tempo per delegare esclusivamente all’agenda politica il compito di tracciare le linee guida e le procedure per questa sfida globale per il futuro prossimo. Dobbiamo invece coinvolgere, e senza ulteriori tentennamenti, tutti noi nella rapida trasformazione dell’agire: infatti é soltanto nelle azioni del maggior numero di persone e nell’esempio che ne scaturisce che si può innescare un circolo virtuoso che guidi tutti noi – cittadini e manager – verso una vera, nuova fase di sviluppo.
L’obiettivo del Congresso è proprio questo: innescare una riflessione profonda, grazie al confronto tra colleghi di diversi Paesi e ai contenuti degli interventi di speaker di standing assoluto, che dia spunti concreti ai CFO per divenire, in misura sempre maggiore, una figura raccordo nell’ambito del management per la rapida introduzione nelle aziende di strategie innovative per la necessaria sostenibilità ambientale e sociale, portando queste ultime a crescere nella cultura dello sviluppo sostenibile e della creazione di valore non più di breve periodo e destinato ai soli azionisti, ma di respiro a medio lungo termine e a favore della comunità.”

25 e il 26 ottobre, Matera, Auditorium R. Gervasio

– BYinnovation è Media Partner di ANDAF XLII Congresso Nazionale

www.andaf.it

Informazioni societarie sul clima, “Orientamenti sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario: integrazione concernente la comunicazione di informazioni relative al clima”, presentato a giugno scorso dalla Commissione Europea.

Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato la informativa periodica “Valutazione e Controlli”, uno strumento incentrato sulle iniziative del Consiglio Nazionale in tema di principi di revisione e controlli interni, oltre alle novità in materia di principi italiani contabili e principi italiani di valutazione.

Tra i documenti esaminati, gli “Orientamenti sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario: integrazione concernente la comunicazione di informazioni relative al clima”.
Il testo, presentato a giugno scorso dalla Commissione Europea, sviluppa un’analisi che vuol far soffermare le imprese interessate dalla non financial information sui riflessi che il comportamento tenuto nei confronti dell’ambiente può avere sulla comunità e sulle imprese stesse. Più nel dettaglio i rischi di produrre un impatto negativo sul clima nonché le opportunità di contribuire all’adattamento dei cambiamenti climatici.

Sotto la lente d’ingrandimento anche la Bozza di principio contabile “Passaggio ai principi contabili nazionali” pubblicato a luglio dall’OIC (Organismo Italiano di Contabilità), un documento che si riferisce a tutti i casi di passaggio ai principi contabili nazionali da un precedente e diverso regime contabile.

Un approfondimento è dedicato al rilancio, sotto nuova veste, da parte dell’OIV e del Consiglio Nazionale dei Commercialisti, della storica rivista “La valutazione delle aziende” fondata venticinque anni fa dal professor Luigi Guatri. Scaricabile gratuitamente online sul sito della Fondazione OIV, ospiterà con cadenza semestrale, articoli, dibattiti e confronti su quei temi dove non si è ancora consolidata una best practice, dando spazio ad argomenti “scomodi” quali il grado di effettiva trasparenza delle valutazioni, la ragionevolezza delle basi informative utilizzate, l’indipendenza dei soggetti valutatori e i loro profili di responsabilità.

Ampio spazio al contributo del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti su due importanti consultazioni in merito alla revisione legale dei conti avviate dallo IAASB, il comitato di IFAC deputato all’emanazione dei principi di revisione internazionale ISA: la prima relativa alla gestione della qualità per i soggetti che svolgono incarichi di revisione contabile completa e limitata del bilancio, nonché altri incarichi di assurance e servizi connessi; la seconda riguarda la revisione contabile delle imprese meno complesse.

Infine chiude l’informativa, una sezione dedicata ai controlli interni riguardanti società quotate e non.
Inoltre, d’intesa con l’area delegata allo studio della disciplina degli enti del terzo settore (ETS) è stato istituito il gruppo di lavoro destinato a redigere le norme di comportamento dell’organo di controllo degli ETS.

www.fondazionenazionalecommercialisti.it

Distorsioni pro grandi energetiche. ITALIA SOLARE ha inviato una lettera all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcom) e per conoscenza all’Agenzia delle Entrate per chiedere che vengano valutati ed eliminati gli elementi distorsivi di mercato contenuti nell’articolo 10, comma 3 ter, del cosiddetto Decreto Crescita.
Il testo ha infatti introdotto per gli interventi di vendita e installazione di impianti fotovoltaici residenziali la possibilità della cessione ai fornitori del credito IRPEF per la detrazione fiscale da parte dei clienti. In questo modo i fornitori, a seguito di acquisizione del credito di imposta, potranno portare in compensazione il credito acquisito con le proprie imposte in 10 quote annuali o ricederlo ai fornitori indiretti.

In particolare, l’associazione sollecita Agcom affinché evidenzi al Governo e al Parlamento gli effetti distorsivi dell’Articolo 10 comma 3 ter del DL Crescita poiché il meccanismo avvantaggia i grandi operatori a discapito dei piccoli e medi che operano solamente nel settore del fotovoltaico che non hanno capienza per la compensazione.
La capienza, infatti, vi può essere solo per quelle imprese che traggono la maggior parte dei loro proventi da attività diverse dalla vendita di impianti fotovoltaici.

“La norma – scrive l’associazione introduce dunque un elemento fortemente distorsivo della concorrenza, in quanto garantisce ‘incentivi’ e opportunità di mercato di fatto fruibili solo da operatori di grandi dimensioni e non focalizzati sul business fotovoltaico, penalizzando diversamente tutti gli altri operatori e la quasi totalità dell’attuale filiera di vendita degli impianti fotovoltaici residenziali”.

Il Provvedimento Attuativo del comma 3 ter dell’articolo 10 (prot. n. 660057/2019 del 31 luglio 2019) dell’Agenzia delle Entrate, ricorda l’associazione, ha rimosso per i soggetti cessionari del credito derivante dalle detrazioni fiscali i limiti quantitativi alla compensazione dei crediti fiscali, previsti dalle leggi vigenti.
Tale provvedimento ha così permesso ai grandi gruppi industriali del settore energia di fare un uso illimitato del beneficio, possibilità evidentemente preclusa alle piccole e medie imprese. ITALIA SOLARE chiede quindi ad Agcom di verificare se l’interpretazione corretta dell’Articolo 10 comma 3 ter del DL Crescita comporta il mantenimento dei limiti esistenti alla compensazione dei crediti fiscali, ivi incluso il limite annuale di 700mila euro all’importo delle imposte, tasse e contributi compensabili, considerato anche l’impatto sulla concorrenza e segnalarlo all’Agenzia delle Entrate.

Infine l’associazione nella sua lettera chiede che vengano valutate azioni per evitare che società direttamente e indirettamente partecipate dal Ministero per l’Economia e le Finanze si trovino in situazioni di vantaggio competitivo rispetto agli altri operatori.

ITALIA SOLARE è un’associazione di promozione sociale che sostiene la difesa dell’ambiente e della salute umana supportando modalità intelligenti e sostenibili di produzione, stoccaggio, gestione e distribuzione dell’energia attraverso la generazione distribuita da fonti rinnovabili, in particolare fotovoltaico. Promuove inoltre la loro integrazione con le smart grid, la mobilità elettrica e con le tecnologie per l’efficienza energetica per l’incremento delle prestazioni energetiche degli edifici.
“ITALIA SOLARE è l’unica associazione in Italia dedicata esclusivamente al fotovoltaico e alle integrazioni tecnologiche per la gestione intelligente dell’energia”.
ITALIA SOLARE conta oltre 700 soci: operatori, proprietari e gestori di impianti fotovoltaici, installatori, progettisti e semplici sostenitori. L’associazione opera attraverso 8 gruppi di lavoro: Relazioni istituzionali; Sviluppo tecnologico e normative; Marketing e comunicazione; Fiscalità; Finanza; Relazioni internazionali; Mercato elettrico; Legislativo e regolatorio.

TOUR 2019 – 13 tra convegni e workshop, 7 webinar, oltre 80 relatori e 3mila operatori partecipanti, sono i numeri dell’edizione 2019 del Tour di ITALIA SOLARE che con appuntamenti in tutta Italia si rivolge a operatori del settore, PMI, investitori e pubblica amministrazione. Temi dell’edizione di quest’anno sono normativa, tecnologia, sviluppo di mercato e nuovi modelli di business del fotovoltaico.

www.italiasolare.eu

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