Category: Istituzioni – Cultura – Finanza

Sì multa UE ma no depuratori. Goletta verde di Legambiente rileva che la mala depurazione resta il principale nemico del mare e delle acque interne: inquinato e fortemente inquinato più di 1 punto ogni 3 sia lungo le coste che nei laghi.

Il mancato completamento della rete fognaria e la depurazione delle acque reflue costa già oggi all’Italia decine di milioni di euro all’anno, ma i costi sono destinati a crescere. Legambiente: “Piuttosto che pagare multe salatissime all’Ue investiamo i soldi dei cittadini nella più grande opera pubblica che serve al Paese”.

Sotto la lente dell’associazione anche la lotta al marine litter: monitorati i rifiuti galleggianti in mare e le microplastiche nei laghi. Dei rifiuti che galleggiano nel mare italiano il 40% è plastica usa e getta.

La mala depurazione resta uno dei principali nemici per mare e laghi italiani: anche quest’estate il viaggio di Goletta Verde e Goletta dei Laghi, consegna una fotografia a tinte fosche del nostro Paese. Più di un punto su tre tra i 262 punti campionati lungo le coste italiane presenta forti criticità, con valori di inquinanti oltre i limiti di legge. Con una situazione preoccupante confermata in molte regioni del Sud – Sicilia, Campania e Calabria su tutte – dove persistono le criticità storiche legate all’assenza di impianti di depurazione e di allacciamento alla rete fognaria. E non va meglio la situazione dei bacini lacustri dove Legambiente, con Goletta dei Laghi, ha riscontrato anche qui criticità nelle stesse proporzioni: un punto su tre rispetto agli 83 monitorati in 19 laghi italiani. Una criticità, quella della mancata depurazione, sulla quale l’Unione europea chiede da tempo impegni concreti al nostro Paese e che ci è costata una prima multa da 25 milioni di euro a cui si sommano circa 30 milioni per ogni semestre di ritardo nella messa a norma dei sistemi di depurazione.

Il bilancio delle due storiche campagne di Legambiente a tutela del mare e delle acque interne è stato presentato da Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, Serena Carpentieri, vicedirettrice di Legambiente e Andrea Minutolo, coordinatore dell’ufficio scientifico dell’associazione. All’incontro sono intervenuti anche Riccardo Piunti, vicepresidente CONOU (Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati) e Anna Stagnoli, Team Product Development di Pramerica SGR.

Le due campagne estive di Legambiente sono state realizzate anche grazie al sostegno dei partner principali CONOU, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati e Novamont. Goletta Verde, inoltre, si è avvalsa del sostegno dei partner sostenitori Assovetro – Endless Ocean, Ricrea, Consorzio nazionale per il riciclo e il recupero degli imballaggi in acciaio e con il contributo di Pramerica SGR (Pramerica Sicav Social 4 Future). Media partner del viaggio estivo lungo mari e laghi italiani è stata La Nuova Ecologia.

«I nostri mari e i nostri laghi continuano a subire continui assalti, primo fra tutti quelli della mancata depurazione – dichiara Stefano Ciafani, presidente di Legambiente -. Le opere necessarie per il completamento della rete fognaria e di depurazione delle acque reflue sono una priorità per dare il via a quella grande opera pubblica di cui non si parla mai in Italia. Non solo per tutelare le acque dall’inquinamento, ma anche per evitare di continuare a sprecare inutilmente soldi pubblici, visto che delle quattro procedure di infrazione aperte dall’Unione Europea a causa della cattiva depurazione del nostro Paese, che coinvolgono 1.122 agglomerati urbani e 32 aree sensibili, due sono già sfociate in condanna e altre potrebbero arrivare presto, creando una cabina di regia unica come già si è iniziato a fare con il commissario di Governo. Smettiamola di sperperare così i soldi dei cittadini, ma investiamo piuttosto queste risorse in opere realmente utili per l’ambiente e l’economia turistica italiana. A queste minacce si aggiungono quelle dei rifiuti galleggianti e spiaggiati e delle continue illegalità ambientali che sfregiano coste e territori italiani, a partire dall’abusivismo edilizio».

La condanna che è costata all’Italia 25 milioni di euro, e costerà ancora 30 milioni per ogni semestre di ritardo nell’adeguamento della rete di depurazione è del maggio 2018, e coinvolge 74 agglomerati di grandi dimensioni (per l’82% in Sicilia e in Calabria). C’è però anche un’altra condanna che grava sull’Italia ed è relativa, secondo gli ultimi aggiornamenti disponibili, a 14 agglomerati di grandi dimensioni che scaricano in aree sensibili. In fase di ricorso è la terza procedura di infrazione (2014-2059) comminata all’Italia, relativa a oltre 700 agglomerati con dimensioni maggiori di 2000 abitanti equivalenti (a.e.) e 32 aree sensibili e che coinvolge tutte le regioni eccetto il Molise, l’Emilia Romagna e la Provincia autonoma di Bolzano. Ma non finisce qui, una quarta procedura d’infrazione notificata lo scorso anno e ora in fase di parere motivato riguarda 13 regioni con 237 agglomerati con più di 2000 a.e. che scaricano in aree normali e sensibili.

Oltre 13 anni di sversamenti di acque mal depurate negli ecosistemi marini e lacustri che ci stanno presentando il conto, non solo in termini ambientali.

Il monitoraggio effettuato da Goletta Verde e Goletta dei Laghi prende prevalentemente in considerazione i punti scelti in base al “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta che quest’anno rientra nel progetto di Legambiente Volontari per Natura sulla citizen science. I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.

“Le foci di fiumi e torrenti, gli scarichi e i piccoli canali sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta alla insufficiente depurazione dei reflui urbani o agli scarichi illegali che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano in mare e nei laghi – spiega Serena Carpentieri, vice direttrice generale di Legambiente –. Questi punti critici sono ignorati dai controlli ufficiali, etichettati come inquinati per definizione eppure spesso ci troviamo persone a fare il bagno, anche a causa dell’inesistenza di cartelli informativi o di divieto di balneazione. Anche se con il nostro monitoraggio non vogliamo rilasciare patenti di balneabilità o sostituirci alle autorità competenti, le situazioni che rileviamo destano molta preoccupazione. Per i casi più gravi, quei “malati cronici” che denunciamo da anni, proseguiremo con le nostre azioni di denuncia, chiedendo l’applicazione della legge sugli Ecoreati, per risolvere le criticità che ancora minacciano la qualità e la salute dei nostri mari e dei nostri laghi».

Il dettaglio delle analisi di Goletta Verde
Nel dettaglio, dei 262 punti campionati nelle quindici regioni costiere italiane da Goletta Verde – partita dal Friuli-Venezia Giulia il 23 giugno scorso e che finirà domani in Liguria il suo tour – più del 36% è risultato con valori di inquinanti elevati (di questi il 29% sono stati giudicati risultati Fortemente Inquinati; il 7% Inquinati). Il restante 64% dei campionamenti è risultato entro i limiti di legge. Se è vero che le maggiori criticità sono state riscontrate nelle regioni del Sud, è opportuno evidenziare che i campionamenti effettuati lungo la costa adriatica (dal Friuli-Venezia Giulia alla Puglia) sono stati influenzati dalle condizioni meteorologiche (i campionamenti sono stati fatti in un periodo con assenza di piogge e minori apporti al mare da fiumi, fossi e canali) e dal minor afflusso turistico del periodo di giugno (mese in cui sono stati effettuati i prelievi di Goletta Verde). Infatti, alla fine di luglio le autorità competenti hanno appurato criticità, originate da perturbazioni e di conseguenza sversamenti lungo le aste fluviali, che hanno portato a numerosi divieti di balneazione lungo alcuni tratti di quella costa.

Al centro del monitoraggio scientifico ci sono come sempre i punti critici e le situazioni sospette segnalati dai cittadini attraverso il servizio Sos Goletta e dai circoli di Legambiente. Il 51% dei campionamenti, 135 su 262 punti, è stato eseguito presso foci di fiumi e torrenti, fossi o canali, risultando inquinato nel 62% dei casi. Il 49% presso spiagge con situazioni sospette invece hanno rilevato cariche batteriche elevate solo nell’8% dei prelievi e delle analisi eseguite.

Acque “abbandonate” e cattiva informazione ai bagnanti
l 45% dei punti di campionamento scelti da Goletta Verde sono luoghi in cui non esiste alcun controllo ufficiale delle autorità competenti: viene dato per scontato che le foci dei corsi d’acqua debbano essere inquinate e, quindi, non balneabili. La metà di queste “acque abbandonate” è risultata inquinata per i tecnici di Legambiente.
Inoltre, nel 72% dei casi monitorati da Goletta Verde rispetto ai 131 punti dove la balneazione è vietata (o per divieto temporaneo di balneazione o perchè non monitorata), non c’è nessun cartello che indichi chiaramente il divieto di balneazione; anche se spesso in questi punti si trovano molte persone a fare il bagno, ignari dei rischi per la propria salute.
La legge, inoltre, impone per le zone balneabili, cartelli informativi sulla qualità delle acque. Anche questi restano un miraggio: nel 93% dei casi (130 punti su 140 campionati e “definiti” balneabili dalle autorità competenti) non sono stati avvistati dai tecnici di Legambiente.
Eppure la normativa vigente obbliga le amministrazioni comunali a segnalare in maniera tempestiva, chiara e facilmente accessibile tanto i cartelli di divieto di balneazione che quelli informativi sulla qualità delle acque.

Il dettaglio delle analisi di Goletta dei Laghi
Da giugno a luglio scorso sono stati seimila i chilometri percorsi dall’equipaggio della Goletta dei Laghi che ha monitorato 19 laghi (Lago di Albano, Bolsena, Bracciano, Canterno, Ceresio, Como, Fogliano, Fondi, Garda, Iseo, Maggiore, Matese, Orta, Piediluco, Sabaudia, Santa Croce, Trasimeno, Varano, Vico) in 10 regioni diverse.
Un viaggio da nord a sud della penisola durante il quale sono stati presi in esame 83 punti per le analisi microbiologiche. Il 34% di questi è risultato Fortemente Inquinato (21 punti) o Inquinato (7). Degli 83 punti oggetto di analisi, 35 corrispondono a porzioni di laghi definiti balneabili dalle autorità competenti; 44 non risultano campionati; 2 sono aree con divieto temporaneo di balneazione. Dei 35 punti definiti balneabili dalle autorità competenti, 11 sono risultati con cariche batteriche oltre i limiti di legge (di questi 5 giudicati Inquinati e 6 sono Fortemente Inquinati). Dei 44 punti non campionati invece dalle autorità competenti, ben 16 presentavano cariche batteriche elevate (14 giudicati Fortemente Inquinati e 2 Inquinati).
Legambiente, grazie alla Goletta dei Laghi, è riuscita in questi anni ad accendere i riflettori sulla qualità delle acque interne che garantiscono al Paese importanti servizi ecosistemici, quali ad esempio l’acqua dolce, la regolazione climatica e le opportunità di sviluppo economico legate al turismo di settore. La continua pressione antropica e i cambiamenti climatici stanno mettendo sempre più a rischio la salute dei laghi e dei fiumi italiani, andando a ledere proprio quegli importanti benefici. Sono sempre più urgenti, dunque, misure che mitighino i rischi e proteggano tutte le acque interne del Paese.

La lotta al marine litter
Tra le battaglie che sono state portate avanti durante l’estate da Goletta Verde e Goletta dei Laghi c’è come sempre la lotta al marine litter, una delle due più gravi emergenze ambientali globali insieme ai cambiamenti climatici, e in particolare la messa al bando delle plastiche usa e getta, grazie a azioni di citizen science (il coinvolgimento dei cittadini nella raccolta di dati ambientali) riconosciute a livello internazionale.
Tra queste, Goletta Verde porta avanti dal 2014 un monitoraggio scientifico sulla presenza dei rifiuti galleggianti in mare, lungo le tratte percorse dall’imbarcazione ambientalista, che prende in considerazione i rifiuti galleggianti con dimensioni maggiori ai 2,5 centimetri secondo un nuovo protocollo messo a punto durante il progetto MedSea Litter.
Nell’estate 2018, durante 19 giornate di navigazione e 65 ore di osservazione, sono stati monitorati 97 rifiuti ogni chilometro quadrato di mare, con valori più elevati nel mar Ligure e nello Ionio dove la media raggiunge rispettivamente 122 e 180 rifiuti ogni chilometro quadrato di mare. La percentuale di plastica varia dall’85 al 97% a seconda dell’area di mare considerata e il 40% sono usa e getta. Gli oggetti più frequenti sono buste di plastica (18%), packaging (10%) e teli (8%) in plastica. Le bottiglie in plastica si attestano sul 2,5%.

Goletta dei laghi, invece, pone da tempo l’attenzione su un altro fenomeno spesso sottovalutato: indagare la presenza di microplastiche nei bacini lacustri. Grazie alla sinergia con ENEA, anche nel 2019 sono stati eseguiti prelievi in acqua, alla ricerca di questo contaminante emergente. Importante novità di questa edizione è stata la collaborazione con IRSA – CNR, finalizzata all’analisi della plastisfera, ovvero la presenza di microrganismi che si sviluppano proprio sulle microplastiche presenti in acqua. Sono stati 13 i laghi monitorati in 10 regioni, più di 80 ore di navigazione che hanno permesso di prelevare 154 campioni di acqua sia in superficie che lungo la colonna d’acqua fino a 50 metri di profondità e che saranno analizzati in laboratorio nei prossimi mesi. Un monitoraggio scientifico unico in Italia, che può contare su un’importante sinergia tra volontari e cittadini basata su azioni di divulgazione e citizen science.

Il Monitoraggio scientifico
I prelievi e le analisi di Goletta Verde e Goletta dei Laghi vengono eseguiti dai tecnici di Legambiente grazie a un laboratorio mobile attrezzato. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nel laboratorio mobile lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, PH, conducibilità / salinità). Le analisi chimico-fisiche vengono effettuate direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo.

NOTA – Il giudizio di Goletta Verde viene dato in base ai risultati ottenuti dalle analisi microbiologiche (sono presi come riferimento il D. Lgs. 116/2008 e i valori limite per la balneazione indicati dal Decreto del Ministero della Salute del 31 marzo 2010 nell’all. A):
INQUINATO – Enterococchi intestinali maggiore di 200 UFC/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 500 UFC/100ml
FORTEMENTE INQUINATO – Enterococchi intestinali maggiore di 400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiore di 1000 UFC/100ml

Il numero dei campionamenti effettuati per Goletta Verde viene definito in proporzione ai Km di costa di ogni regione con il seguente criterio: 1 punto ogni 15 km di costa, per le regioni che hanno meno di 500 km di costa; 1 punto ogni 30 km di costa, per le regioni che hanno tra 500 e 1000 km di costa; 1 punto ogni 60 km di costa, per le regioni che hanno più di 1000 km di costa.

www.legambiente.it/golettaverde

Financial-Non-financial reporting frameworks share common founding principles of transparency and accountability. The world’s leading financial and non-financial corporate reporting frameworks have the same common foundations, based on the key objectives of transparency and accountability, according to a position paper published by the framework providers today. The position paper sets out the seven key principles report preparers should follow for achieving such transparency and accountability.

Participants of the Corporate Reporting Dialogue – an initiative convened by the International Integrated Reporting Council bringing together the major international reporting frameworks – identify transparency and accountability as critical to achieving high quality governance mechanisms and empowerment of stakeholders in modern societies and markets.

Furthermore, such transparency and accountability enables better decision-making by market parties and serves the public good.

In the paper, entitled “Understanding the value of transparency and accountability”, CDP, the Climate Disclosure Standards Board, the Global Reporting Initiative, the International Accounting Standards Board, the International Integrated Reporting Council, the International Organization for Standardization and the Sustainability Accounting Standards Board set out seven principles of transparency and accountability that they commonly believe are fundamental to corporate reporting: materiality, completeness, accuracy, balance, clarity, comparability and reliability.
The paper states, “These common principles are a reminder that the Dialogue participants have similar expectations from companies in preparing and disclosing information. This implies an alignment at the fundamental level of the frameworks.

The position paper acknowledges a commonly agreed need for companies to go beyond disclosure and demonstrate accountability to stakeholders, stating, “…transparency needs accountability in order to drive effective behaviour or performance: disclosing in itself is not enough if those holding to account do not have the power to influence the behaviour or performance.”

Participants of the Dialogue have committed to promoting the application of these principles for the wider reporting landscape in future interactions or partnerships, as part of their commitment to providing greater clarity to the reporting landscape on how to use the individual frameworks of Dialogue participants to achieve effective, holistic reporting.

The seven transparency and accountability principles that Dialogue participants commonly believe are fundamental are outlined below.
In addition, each individual framework has its own unique principles that may not be present in (all) other frameworks.

The brief descriptions included are not to be seen as the common definitions by the Dialogue, but only serve the purpose of briefly clarifying the principles:
– Materiality: this regards relevant information that is (capable of) making a difference to the decisions made by users of the information.
– Completeness: all material matters identified by the organisation for the relevant topic(s) should be reported upon.
– Accuracy (free from material error): the information reported should be free from material error.
– Balance (neutral): the information does not have bias, i.e. is not presented in such a way that the probability would be increased that it will be received favourably or unfavourably by the users.
– Clarity: the information will be understandable and accessible to the users; this includes a certain level of conciseness.
– Comparability, including consistency: information is reported on the same basis and applying the same methodologies year-on-year. Also, the information enables comparison against other organisations.
– Reliability: in preparing the information processes and internal controls are in place that ensure the quality of the information and allow for examination of the information reported.

About the Corporate Reporting Dialogue
The Corporate Reporting Dialogue is an initiative, convened in June 2014 by the International Integrated Reporting Council, designed to respond to market calls for greater coherence, consistency and comparability between corporate reporting frameworks, standards and related requirements.

Authors of the Corporate Reporting Dialogue Transparency and Accountability paper:

CDP is an international non-profit that drives companies and governments to reduce their greenhouse gas emissions, safeguard water resources and protect forests.

Climate Disclosure Standards Board (CDSB) is an international consortium of business and environmental NGOs, committed to advancing and aligning the global mainstream corporate reporting model to equate natural capital with financial capital.

Global Reporting Initiative (GRI) is an international independent organization that has pioneered corporate sustainability reporting since 1997. GRI helps businesses, governments and other organizations understand and communicate the impact of business on critical sustainability issues such as climate change, human rights, corruption and many others.

International Accounting Standards Board (IASB) The IFRS Foundation is a not-for-profit international organisation responsible for developing a single set of high-quality, global accounting standards, known as IFRS Standards. IFRS Standards are now required in over 140 jurisdictions, with many others permitting their use.

International Integrated Reporting Council (IIRC) is the convenor of the Corporate Reporting Dialogue. It is a global coalition of regulators, investors, companies, standard setters, the accounting profession and NGOs. The coalition is promoting communication about value creation as the next step in the evolution of corporate reporting.

International Organization for Standardization (ISO) is an independent, non-governmental international organization with a membership of 163 national standards bodies each of which represent the stakeholders in their countries. Through its members, it brings together experts to share knowledge and develop voluntary, consensus-based, market-relevant International Standards that support innovation and provide solutions to global challenges.

Sustainability Accounting Standards Board (SASB) is an independent standard-setting organization that develops and maintains robust reporting standards that enable businesses around the world to identify, manage and communicate financially material sustainability information to their investors. SASB standards are evidence based, developed with broad market participation, and are designed to be cost-effective for companies and decision-useful for investors.

Additional participant in the Corporate Reporting Dialogue:

Financial Accounting Standards Board (FASB) (FASB participates as an observer) is the independent, private-sector, not-for-profit organization that establishes financial accounting and reporting standards for public and private companies and not-for-profit organizations that follow Generally Accepted Accounting Principles (GAAP).

www.corporatereportingdialogue.com

www.cdp.net

www.cdsb.net

www.integratedreporting.org

www.SASB.org

UNICEF recycled plastic bricks: it breaks ground on Africa’s first-of-its-kind recycled plastic brick factory in Côte d’Ivoire. In innovative partnership, factory will produce plastic bricks to build classrooms for children.

UNICEF, in partnership with Colombian social enterprise Conceptos Plasticos, today announced it had broken ground on a first-of-its-kind factory that will convert plastic waste collected in Côte d’Ivoire into modular plastic bricks. The easy-to-assemble, durable, low-cost bricks will be used to build much needed classrooms in the West African country.

“This factory will be at the cutting edge of smart, scalable solutions for some of the major education challenges that Africa’s children and communities face,” said UNICEF Executive Director Henrietta Fore. “Its potential is threefold: more classrooms for children in Côte d’Ivoire, reduced plastic waste in the environment, and additional income avenues for the most vulnerable families.”

Côte d’Ivoire needs 15,000 classrooms to meet the needs of children without a place to learn. To help fill this gap, UNICEF has partnered with Conceptos Plasticos to use recycled plastic collected from polluted areas in and around Abidjan to build 500 classrooms for more than 25,000 children with the most urgent need in the next two years, with potential to increase production beyond.

“One of the major challenges facing Ivorian school children is a lack of classrooms. They either don’t exist, or when they do, they are overcrowded, making learning a challenging and unpleasant experience,” said UNICEF Representative Dr. Aboubacar Kampo, who has championed the project from its inception. “In certain areas, for the first-time, kindergartners from poor neighborhoods would be able to attend classrooms with less than 100 other students. Children who never thought there would be a place for them at school will be able to learn and thrive in a new and clean classroom.”

More than 280 tonnes of plastic waste are produced every day in Abidjan alone. Only about 5 per cent is recycled – the rest mostly ends up in landfill sites in low-income communities. Plastic waste pollution exacerbates existing hygiene and sanitation challenges. Improper waste management is responsible for 60 per cent of malaria, diarrhea and pneumonia cases in children – diseases that are among the leading causes of death for children in Côte d’Ivoire.

Once it is fully operational, the factory will recycle 9,600 tonnes of plastic waste a year and provide a source of income to women living in poverty in a formalized recycling market. Nine classrooms have been built in Gonzagueville, Divo and Toumodi using plastic bricks made in Colombia, demonstrating the viability of the construction methods and materials.

“We partnered with UNICEF on this project because we want our business model to have a social impact. By turning plastic pollution into an opportunity, we want to help lift women out of poverty and leave a better world for children,” said Isabel Cristina Gamez, Co-Founder and CEO, Conceptos Plasticos.

The bricks will be made from 100 per cent plastic and are fire resistant. They are 40 per cent cheaper, 20 per cent lighter and will last hundreds of years longer than conventional building materials. They are also waterproof, well insulated and designed to resist heavy wind.

Alongside investment to build in Côte d’Ivoire, plans are also under way to scale this project to other countries in the region, and potentially beyond. West and central Africa accounts for one-third of the world’s primary school age children and one-fifth of lower secondary age children who are out of school.

“Sometimes, embedded deep within our most pressing challenges are promising opportunities,” said Fore. “This project is more than just a waste management and education infrastructure project; it is a functioning metaphor—the growing challenge of plastic waste turned into literal building blocks for a future generation of children.

Plastic bricks produced in the factory will be used beyond UNICEF’s classroom building project and could allow for quicker, more affordable and durable construction.

About Conceptos Plasticos
Our business transforms plastic waste into alternative construction materials for temporary and permanent homes, shelters, classrooms, community rooms and other buildings. This not only prevents the pollution generated by plastic and diverts waste from landfill sites and communities. It also transforms it into much needed infrastructure and creates economic opportunities around recycled plastics. The bricks and building materials are easy to assemble with minimal training, for instance, a house for a family can be built by four people in five days, with no experience in construction.

www.unicef.org

www.conceptosplasticos.com

Recyclability rigid packaging. Manufacturers urged to adopt new guidelines for recyclability of household rigid packaging. WRAP, which manages The UK Plastics Pact, has published guidance that sets out which plastics used in household packaging are currently classed as ‘recyclable’. It provides direction to packaging designers and specifiers, setting out a ‘best in class’ vision for design, including targets for recycled content.

Through consultation with industry, WRAP has identified what types of plastic packaging are actually recycled, at scale and in practice, and are therefore defined as ‘recyclable’. The On-Pack Labelling Scheme (OPRL) is anticipated to adopt what is classed as ‘recyclable’ under The UK Plastics Pact when it updates its guidance later in 2019.
The document highlights a preference for clear PET (often used for drinks bottles and trays), on the basis that the end market for this material is significantly higher and by using ‘clear’, there is the greatest potential for it to be used back, ideally into plastic packaging.

When it comes to colour, only those that can be sorted in the recycling processes using near-infra red technology will be deemed recyclable. WRAP plans to publish further guidance on this in the coming months, specifically in relation to new near-infra-red (NIR) detectable black plastics.

Peter Maddox, Director of WRAP UK, launched the guidance at today’s Packaging News Environmental Packaging Summit and said: “If plastic is recyclable, and clearly labelled as such, we stand a far greater chance of keeping that plastic in the economy and out of the natural environment. We also know from recent research that citizens want to see packaging that is 100% recyclable, which they can recycle at home.* By rationalising the number of polymers used in packaging, we can develop a more efficient recycling system, and reduce confusion for citizens.

“Through The UK Plastics Pact we are working at pace with our members to respond to this, and ensure that all plastic packaging is re-usable, recyclable or compostable by 2025. This new guidance is a significant milestone in our journey towards reaching that target.

“Businesses that specify, design and produce plastic packaging will be able to draw on this resource for best practise guidance in selecting plastic polymers which are recyclable, while retaining the important protective properties that packaging has. While some plastics are classed as recyclable, there is a need to move beyond this, ideally selecting polymers which have a greater recyclability potential than others. In doing so it will help us to achieve other Pact targets, notably to achieve an average of 30% recycled content across all pack formats.”

Users of the guidance will find ‘best in class’ polymer choices for individual packaging types to guarantee recyclability. For example, for plastic food and drink bottles, the guidance explains:
– Best in class material choice – for the bottle, cap and sleeve
– Best in class colour choice
– Labelling recommendations
– The rationale behind these recommendations

While the scope of the guidance is currently rigid plastic packaging – bottles, pots tubs and trays – it will be updated in the future to include films and flexibles.
The classifications of what is recyclable do not yet include compostable plastics. WRAP believes similar principles should be applied to these types of plastics, with a need to demonstrate that the materials are actually composted in current infrastructure. Further guidance on this is expected over the summer.

www.wrap.org.uk

document

ADACI CPO Lounge Community. L’Associazione Italiana Acquisti e Supply Management organizza CPO Lounge Community, l’appuntamento dedicato alla community dei Direttori Acquisti e Supply Chain Manager (CPO Lounge Community), per dibattere sulle tematiche core della funzione, ovvero obiettivi strategici da conseguire, progetti realizzati, performance strategie innovative, organizzazioni agili e proattive, attente al prevedere rischi futuri.

Durante la sessione sarà data particolare rilevanza alle tematiche del Risk Management in tutte le sue forme; tale iniziativa vuole sviluppare un approccio moderno al Risk Management nella Supply Chain. Ospite d’onore sarà Edward Altman, Professore Emerito alla Stern School of Business New York University, ideatore del modello Zeta Score, considerato fra le 100 persone più famose al mondo che terrà una Lectio Magistralis.

La serata del 26 settembre celebrerà i vincitori del premio “PROCUREMENT AND SUPPLY MANAGEMENT EXCELLENCE AWARDS 2019” con cena riservata ai membri della Community.
Seguirà la giornata del 27 settembre che sarà dedicata alle riflessioni strategiche, spunti di analisi e benchmarking, ai trend futuri. Keynote speaker, ospiti d’onore e imprenditori si alterneranno tra esperienza e sperimentazione delle migliori pratiche di management, quali:
– La negoziazione strategica – Main Speaker: Sergio Casella, Divisional President Barry-Wehmiller
– 50 years of Zeta Score Models: what have we learned and where are we today in the credit risk cycle? Implications for Supply Chain Management – Professor Emeritus Edward Altman
– La sostenibilità nel Procurement – Main Speaker: Marco Zoff, Leonardo Company
– Innovation for Procurement, Procurement for Innovation – Main Speaker: Ivan Ortenzi, Innovation Manager e Chief Innovation Evangelist, Bip Business Integration Partners

L’evento è rivolto a Presidenti e Amministratori Delegati, Direttori e Responsabili di funzione quali: Purchasing, Procurement, Supply Management, Logistica, Operation, Pianificazione. La conferma di partecipazione sarà confermata previa verifica da parte di ADACI.

PROCUREMENT AND SUPPLY MANAGEMENT EXCELLENCE AWARD 2019
ADACI promuove il riconoscimento “Excellence Award 2019”: manager, aziende, organizzazioni di diverse dimensioni e settori si affronteranno dimostrando l’eccelenza di negoziatori, risk takers, innovatori e leader.

27 settembre 2019 – Stresa (VP) – Regina Palace Hotel

– BYinnovation è Media Partner di ADACI

www.adaci.it

Raising 2030 SDG ambition. Held on the sidelines of the High-Level Political Forum at the UN Headquarters in New York, the SDG Media Zone engages experts, innovators, content creators, young leader, and personalities to highlight actions and solutions in support of the Sustainable Development Goals. Day 2 was filled with engaging panels covering a broad range of topics including sustainable cities, poverty, plastic, Small Island Developing States, Peace and Justice, and much more. Our special guest, Amina J. Mohammed, the Deputy Secretary-General of the United Nations, discusses the slow progress made in achieving the SDGs and the way forward. Whether you were able to join us or not, you can learn more about today’s panels and watch them here.

Our only Future – Private Sector and Climate Action
According to Luis Alfonso de Alba, UN Secretary-General’s Special Envoy for the 2019 Climate Action Summit, limiting global warming to 1.5 degrees Celsius will require drastic action, including by the private sector. Lise Kingo, CEO of UN Global Compact, stresses how important it is to have concrete examples of good practices. Similarly, Ann Rosenberg from SAP Next-Gen touches upon the need for new ideas and new ways of doing business.

Preview of 2019 Multidimensional Poverty Index
Pedro Conceição, the Head of the Human Development Report Office at the UN Development Programme, presents the Preview of the 2019 Multidimensional Poverty Index and discusses how it can help to achieve the Sustainable Development Goals. Unlike other reports, the index assesses progress on various dimensions of poverty at the country level while also looking at how multidimensional poverty varies within a country, revealing huge inequalities between the poorest and the wealthiest people. This data can help design policies tailored to specific regions and tackle poverty more effectively.

Inclusive Cities, Sustainable Communities
More than half of the world’s population currently lives in cities – by 2030, this number will rise to 60 per cent. To foster inclusive and sustainable cities, Maruxa Cardama, Chair of the 68th UN Civil Society Conference highlights the importance of giving youths a voice and also a role to play. Similarly, Steve Chiu, the Youth Representative of the Buddhist Tzu Chi Foundation, highlights youth empowerment as a way of creating inclusive societies. Glocha Youth Representative Ali Mustafa further explores how to give youths opportunities for meaningful engagement in these inclusive and sustainable systems.

Planet or Plastic
Following a field expedition in India, Heather Koldewey, co-lead of the National Geographic Society’s Plastic Work and Sara Hylton, an award-winning photographer from National Geographic explain that people are unable to make the connection between dumping plastic into rivers and the impact on ocean pollution. Heather Koldewey stresses that while people do see plastic as an issue, it has become so ubiquitous that they can’t see any alternatives.

A Conversation with United Nations Deputy Secretary-General
With regard to the Sustainable Development Goals, United Nations Deputy Secretary-General, Amina J. Mohammed says that while progress is slow, people are engaged, partnerships are being forged and young people are involved. She reminds us that most countries are committed to tackling global warming and that even where national governments are not, subnational governments and citizens continue to take action. Responding to climate change will be paramount as all the Sustainable Development Goals are intertwined and cannot be achieved individually.

Future of Small Island Developing States
What is the priority for Small Island developing states? According to Courtenay Rattray, Ambassador and Permanent Representative of Jamaica to the United Nations, small islands face challenges in all of the Sustainable Development Goals. Low economic growth is leading to youth unemployment as well as brain drain. Congressman Jerry Tardieu adds that in order to create jobs for the youth, small islands need to think outside of the box and create partnerships. Maria-Francesca Spatolisano, Assistant Secretary-General for Policy Coordination and Inter-Agency Affairs, addresses how some of the existing partnerships between these developing states and other countries can help small islands overcome their vulnerabilities.

Investing in family-friendly policies: Why it’s a price we can afford
The chief of Early Childhood Development at UNICEF, Dr. Pia Rebello Britto, discusses the numerous benefits of investing in family-friendly policies and moving from maternal to parental needs. Laura Turquet, Manager of the World’s Women Progress Report from UN Women notes that while families can be a place for girls to strive; it can also be a place of sexism and discrimination. By investing in family-friendly policies, governments have the potential to reduce gender inequalities and drive progress on the SDGs.

Peace and Justice: Launch of SDG 16+ Report
Charles Chauvel from the United Nations Development Programme (UNDP) reveals that the most important finding from the SDG 16+ Report is that the implementation of SDG 16 can only be achieved through a collective effort with the private and public sector, academia, civil society, and more. Similarly, Ana Carolina, 16×16 Youth Advocate, stresses the importance of putting youths at the centre of discussions on peace to gain a different understanding of the challenges and issues that people may face. The Counsellor of the Permanent Mission of Sierra Leone to the United Nations, Alan George, highlights how justice needs to be modernized to be more engaging and consistent.

Angry Birds for UN Act Now Climate Campaign
Tolu Olubunmi from the UN Department of Global Communications unveils the partnership between the UN ActNow Climate Campaign and the Movie Angry Birds 2. Present on stage, Red the Angry Bird joins forces with one his archenemies, a green pig to stress the importance of collective action and behavioural change in the fight against climate change.

SDG Book Club
Singer, songwriter, and storyteller Ari Afsar engages with young children through a fun and interactive story-telling session. Along with other books handpicked by the SDG Bookclub, ‘Thank You Omu’ gives children a fresh perspective on the Sustainable Development Goals.

www.un.org/sustainabledevelopment/

Rinnovabili: Decreto FER1. Gli obiettivi: incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili e creare migliaia di posti di lavoro.

I Ministri Luigi Di Maio e Sergio Costa hanno firmato il decreto FER1, che ha l’obiettivo di sostenere la produzione di energia da fonti rinnovabili per il raggiungimento dei target europei al 2030 definiti nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), attraverso la definizione di incentivi e procedure indirizzati a promuovere l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità, sia in termini ambientali che economici, del settore.
Il provvedimento, in particolare, incentiva la diffusione di impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici e a gas di depurazione.

“Un grande lavoro di squadra dei due ministeri, ambiente e sviluppo economico, che darà impulso alla produzione di energia rinnovabile, creando migliaia di nuovi posti di lavoro – ha dichiarato Luigi Di Maioe puntando alla attuazione della transizione energetica, in un’ottica di decarbonizzazione”.

“E’ una vera e propria rivoluzione copernicana, un cambio di paradigma – commenta Sergio Costasi premia l’autoconsumo di energia per gli impianti su edificio fino a 100 kW e l’eliminazione dell’amianto, si incentiva la produzione di energia sostenibile oltre che rinnovabile. Questo decreto è una grande opportunità di sviluppo e di tutela ambientale”.

Dopo aver ottenuto il via libera della Commissione europea, il Decreto FER1 è stato inviato per la registrazione alla Corte dei Conti prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

La sintesi del provvedimento
L’ attuazione del provvedimento consentirà la realizzazione di impianti per una potenza complessiva di circa 8.000 MW, con un aumento della produzione da fonti rinnovabili di circa 12 miliardi di kWh e con investimenti attivati stimati nell’ordine di 10 miliardi di Euro.

Con gli incentivi verrà data priorità a:
– impianti realizzati su discariche chiuse e sui Siti di Interesse Nazionale ai fini della bonifica;
– su scuole, ospedali ed altri edifici pubblici per impianti fotovoltaici i cui moduli sono installati in sostituzione di coperture di edifici e fabbricati rurali su cui è operata la completa rimozione dell’eternit o dell’amianto;
– impianti idroelettrici che rispettino le caratteristiche costruttive del DM 23 giugno 2016, quelli alimentati a gas residuati dai processi di depurazione o che prevedono la copertura delle vasche del digestato;
-tutti gli impianti connessi in “parallelo” con la rete elettrica e con le colonnine di ricarica delle auto elettriche (a condizione che la potenza di ricarica non sia inferiore al 15% della potenza dell’impianto e che ciascuna colonnina abbia una potenza di almeno 15 kW).

Cambia, inoltre, la modalità di riconoscimento del premio sull’autoconsumo: per gli impianti di potenza fino a 100 kW su edifici, sulla quota di produzione netta consumata in sito è attribuito un premio pari a 10 euro il MWh cumulabile con quello per i moduli in sostituzione di coperture contenenti amianto. Il premio è riconosciuto a posteriori a patto che l’energia auto consumata sia superiore al 40% della produzione netta.
Saranno ammessi agli incentivi solo gli impianti idroelettrici in possesso di determinati requisiti che consentano la tutela dei corpi idrici, e in base a una valutazione dell’Arpa.

Gli impianti fotovoltaici realizzati al posto delle coperture in amianto o eternit avranno diritto, in aggiunta agli incentivi sull’energia elettrica, a un premio pari a 12 €/MWh su tutta l’energia prodotta.

Impianti ammissibili
Potranno partecipare ai bandi per la selezione dei progetti da iscrivere nei registri gli impianti:
– di nuova costruzione, integralmente ricostruiti e riattivati, di potenza inferiore a 1MW;
– oggetto di interventi di potenziamento qualora la differenza tra la potenza dopo l’intervento e la potenza prima dell’intervento sia inferiore a 1 MW;
– oggetto di rifacimento di potenza inferiore a 1MW.
Sono ammessi impianti fotovoltaici esclusivamente di nuova costruzione e realizzati con componenti di nuova costruzione.

Inoltre, potranno partecipare alle procedure di registri anche aggregati costituiti da più impianti appartenenti al medesimo gruppo, di potenza unitaria superiore a 20 kW, purché la potenza complessiva dell’aggregato sia inferiore a 1 MW.
Gli impianti di potenza uguale o maggiore ai valori sopra indicati per accedere agli incentivi dovranno partecipare a procedure di asta al ribasso nei limiti dei contingenti di potenza.

In analogia, potranno partecipare alle procedure di asta anche gli aggregati costituiti da più impianti appartenenti al medesimo gruppo, di potenza unitaria superiore a 20 kW e non superiore a 500 kW, purché la potenza complessiva dell’aggregato sia uguale o superiore a 1 MW.

www.mise.gov.it

Effort to limit Climate Warming. Business leaders urged to set more ambitious climate targets in effort to limit global temperature rise to 1.5°C. UN Secretary-General’s Climate Action Summit to recognize private sector leadership on climate change and inspire a faster transformation to a net zero future

A broad coalition of business, civil society and UN leaders issued a call to action for private companies to make their critical and necessary contribution to reducing greenhouse gas emissions to limit the worst impacts of climate change.

In the lead-up to the UN Secretary-General’s Climate Action Summit to be held on 23 September in New York, Chief Executive Officers are being challenged to set even more ambitious targets for their companies in line with the report by the Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) which made a compelling case for limiting global temperature rise to 1.5°C above pre-industrial levels.

The call-to-action comes in the form of an open letter addressed to business leaders and signed by Lise Kingo and more than 20 leaders including Her Excellency María Fernanda Espinosa Garcés, President of the UN General Assembly, Patricia Espinosa, Executive Secretary of the UN Framework Convention on Climate Change, Jayathma Wickramanayake, the UN Secretary-General’s Envoy on Youth and SDG Advocate Paul Polman, former CEO of Unilever.

“We need concrete, realistic plans by 2020 to reduce greenhouse gas emissions by 45% over the next decade, and to net zero by 2050,” said Ambassador Luis Alfonso de Alba, UN Special Envoy for the 2019 Climate Action Summit and one of the co-signatories to the letter. “Climate change requires an unprecedented effort from all sectors of society and business leadership demonstrated by setting science-based targets at 1.5°C will send strong market signals as we look to identify the scalable and replicable solutions needed to secure a world where no one is left behind.”

“We have less than 11 years to fundamentally change our economies or we will face catastrophic consequences,” said Lise Kingo, CEO & Executive Director of the UN Global Compact, one of the member organizations of the Science Based Targets initiative. “For the first time, we are seeing business and climate leaders coalesce around a common call-to-action, sending a powerful signal that science-based target setting presents a significant opportunity for businesses to step up when it comes to tackling climate change and limiting global warming to 1.5 degrees Celsius.”
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Other signatories to the letter — which is published on the UN Global Compact website — include John Denton, Secretary-General of the International Chamber of Commerce, Paul Simpson, CEO of CDP, Andrew Steer, CEO of World Resources Institute, Manuel Pulgar Vidal, Climate & Energy Practice Leader at WWF, Nigel Topping, CEO of We Mean Business, Anand Mahindra, Chairman of Mahindra Group and Halla Tómasdóttir, CEO of The B Team, amongst others.

The economic opportunity presented by taking bold climate action is significant, with evidence suggesting that those companies aligned with a 1.5°C trajectory will be best-placed to thrive as the global economy undergoes a just transition to a net-zero future by 2050.

The call-to-action asks companies to set verifiable science-based targets through the Science Based Targets initiative (SBTi), which independently assesses corporate emissions reduction targets against scientific best practice and to date has verified the targets of more than 200 companies. In April 2019, the SBTi released new target validation resources to enable companies to set targets consistent with keeping warming to 1.5°C.

Ambitious business leaders who commit their companies to a 1.5°C-aligned target will be recognized at the UN Global Compact’s Private Sector Forum in New York on 23 September as part of the Climate Action Summit.

About the Science Based Targets initiative
The Science Based Targets initiative mobilizes companies to set science-based targets and boost their competitive advantage in the transition to the low-carbon economy. It is a collaboration between CDP, the United Nations Global Compact, World Resources Institute (WRI) and the World Wide Fund for Nature (WWF) and one of the We Mean Business Coalition commitments. The initiative defines and promotes best practice in science-based target setting, offers resources and guidance to reduce barriers to adoption, and independently assesses and approves companies’ targets.

About the United Nations Global Compact
As a special initiative of the UN Secretary-General, the United Nations Global Compact works with companies everywhere to align their operations and strategies with ten universal principles in the areas of human rights, labour, environment and anti-corruption. Launched in 2000, the UN Global Compact guides and supports the global business community in advancing UN goals and values through responsible corporate practices. With more than 9,500 companies and 3,000 non-business signatories based in over 160 countries, and 70 Local Networks, it is the largest corporate sustainability initiative in the world.

About the We Mean Business Coalition
We Mean Business is a global coalition of nonprofit organizations working with the world’s most influential businesses to take action on climate change. The coalition brings together seven organizations, BSR, CDP, Ceres, The B Team, The Climate Group, The Prince of Wales’s Corporate Leaders Group and the World Business Council for Sustainable Development. Together we catalyze business action to drive policy ambition and accelerate the transition to a zero carbon economy.

A joint press release from the United Nations Global Compact, the Science Based Targets Initiative (SBTi) and the We Mean Business coalition.

www.sciencebasedtargets.org

www.unglobalcompact.org

www.unglobalcompact.org/OurOnlyFuture

www.wemeanbusinesscoaltion.org

Equity crowdfunding per ambiente. Le campagne di successo su CrowdFundMe: le startup che operano nell’ambito della sostenibilità piacciono al mercato e anche agli investitori. In Italia su 10.075 startup innovative, 1.475 sono riconducibili al settore green.

Se ci sono temi caldi nel mondo dell’innovazione e delle startup, ultimamente quello dell’ambiente è sicuramente ai primi posti. Il rispetto per il nostro pianeta e l’ecosistema passa dai comuni gesti quotidiani che tutti possiamo mettere in atto, alle grandi o piccole innovazioni che permettono a giovani aziende di contribuire in maniera importante alla sostenibilità globale.
E quando queste aziende fanno campagne di equity crowdfunding, riescono a catalizzare l’interesse del mercato e anche quello degli investitori.

“Un progetto che decide di raccogliere fondi su una piattaforma di equity crowdfunding deve riuscire prima di tutto a stimolare l’interesse degli investitori con una presentazione chiara e immediata”. Racconta Tommaso Baldissera Pacchetti Ceo di CrowdFundMe. “Detto questo, ci sono sicuramente argomenti in grado di mettersi in evidenza più facilmente e quelli legati al green e all’ambiente sono fra questi, perché toccano tematiche verso le quali siamo tutti più sensibili”.

L’ambiente piace agli investitori
“Secondo i dati del Registro delle Imprese, riferiti al primo trimestre 2019, in Italia sono 1.475 le startup innovative riconducibili al concetto di green (imprese ad alto valore tecnologico in ambito energetico) su un totale di 10.075. – Racconta il Ceo di CrowdFundMe – Si tratta quindi di un ambito che nel nostro Paese risulta particolarmente importante”.
Fra le aziende “verdi” che hanno condotto delle brillanti campagne di equity crowdfunding su CrowdFundMe c’è PCUP, la startup che rende conveniente rinunciare all’usa e getta, trasformando la scelta dell’ecologia da un costo a un’opportunità di guadagno. Ha già venduto più di 10.000 bicchieri in silicone riutilizzabili, sicuri e adatti per i grandi eventi.
La campagna appena conclusa ha raccolto 419.400 euro in overfunding del 280%.

Settore diverso, ma con un tema green altrettanto forte, Orange Fiber è una PMI innovativa che ha trovato il modo per sfruttare gli scarti della lavorazione delle arance, trasformandoli in un tessuto paragonabile alla seta che ha attirato l’attenzione di grandi nomi della moda come Salvatore Ferragamo e il gruppo H&M.
La sua campagna di equity crowdfunding su CrowdFundMe, iniziata poche settimane fa e tuttora in corso, ha subito portato a casa un investimento di 100mila euro da Angels for Women – il network di business angels per imprese al femminile promosso da AXA Italia.

Si occupa invece di imballaggi NakPack che permette di spedire bottiglie di vetro con la massima sicurezza, azzerando il rischio di rottura, utilizzando protezioni riciclabili realizzati completamente in cartone. La campagna di equity crowdfunding partirà a breve su crowdfundme.it mentre è già in corso la raccolta promossa da Zeroundici.
Dal Politecnico di Torino, la startup innovativa progetta e assembla biciclette elettriche che offrono un’esperienza senza precedenti. Oltre ai benefici diretti dovuti all’esercizio fisico e alla sostenibilità ambientale, porta quelli indiretti di un mezzo che non ha costi di carburante e assicurazione e non prevede grosse spesse di manutenzione ordinaria.

Fra le prime campagne di CrowdFundMe vale poi la pena ricordare quella di BiorFarm che mette in contatto diretto chi produce il cibo in modo sostenibile con chi lo porta a tavola. Permette di adottare o regalare alberi e ricevere a casa i frutti freschi bio appena raccolti. La campagna su CrowdFundMe ha attirato l’attenzione di H-Farm e Google ed ha raccolto 300mila euro con un overfunding del 375%.

CrowdFundMe è un portale italiano di equity crowdfunding che sostiene le società, supportando sia l’investitore sia l’imprenditore con tutti gli strumenti e le garanzie necessarie per favorire il buon esito dei progetti proposti. CrowdFundMe è lo strumento con il quale le imprese possono proporre al pubblico i propri progetti e ottenere i finanziamenti necessari allo svolgimento della loro attività.
Un canale ideale in cui gli investitori e gli imprenditori si incontrano per la riuscita del loro comune intento: far fruttare un’idea vincente, traducendola in realtà.

www.crowdfundme.it

2019 New Energy Pioneers at BNEF Summit in New York City. Ten innovative companies that are revolutionizing the energy, transport, and industrial sectors have been named as the 2019 New Energy Pioneers by BloombergNEF (BNEF). The winners are pursuing new opportunities in areas as diverse as EV charging, industrial digitalization, and innovative manufacturing processes. The 2019 New Energy Pioneers have been unveiled today at the BNEF Summit in New York.

BNEF’s New Energy Pioneers recognize ground-breaking companies that are fueling the transition to a lower carbon economy and highlighting new ideas for business models, technologies, market structures and commercial opportunities.

An independent panel of industry experts, assisted by BNEF’s analysts and technology specialists, selected the ten winners from more than 185 applicants from 35 countries around the world. Each candidate was assessed against three criteria: the potential to scale the opportunity and have global impact; the level of innovation of the technology or business model and the novelty it brings to the market; and momentum by showcasing substantive progress in the form of strong commercial partnerships, the distribution channels in place and sales growth.

The 2019 New Energy Pioneers are:
– CarbonCure (Canada) provides a method of utilizing captured CO2 in concrete manufacturing to both improve its structural properties and reduce its environmental impact.
– Desktop Metal (U.S.) manufactures one of the fastest 3D printing systems on the market for the mass production of high-resolution metal parts.
– Metron (France) provides an AI-driven IIoT (industrial internet of things) platform that optimizes energy usage for industrial facilities.
– Navya (France) is the leading developer of low-speed autonomous shuttles.
– Nozomi Networks (U.S.) offers cybersecurity for industrial control systems using machine-learning techniques to detect anomalies.
– Sunfolding (U.S.) has invented new motor-free solar trackers resulting in faster installation of solar panels at lower costs.
– Ubitricity (Germany/U.K.) has developed a unique smart electricity cable for EV charging which leads to a much smaller and more affordable charging spot.
– Uptake (U.S.) has developed an AI platform to predict and prevent the breakdown of industrial and energy assets to increase productivity, reliability, efficiency and safety.
– Zero Mass Water (U.S.) sells a HydropanelTM which uses sunlight to generate water out of thin air.
– Zunum Aero (U.S.) is an aerospace company which develops hybrid and fully electric airplanes aimed at short and medium haul flights.

Michael Wilshire, selection committee chair and head of strategy at BloombergNEF, said: “This year we received a record number of high quality candidates for the New Energy Pioneers program, from across the world. We continue to see strong innovation in the use of digital technologies such as AI, IoT and cybersecurity that will make our electricity system and industrial processes more efficient, flexible, clean and secure.

“Three of this year’s winners focus on electrifying transport – with novel forms of charging infrastructure for cars, autonomous shuttles for local transport and electrified planes for short to medium haul routes. Others are finding new ways to produce materials more sustainably and efficiently, ranging from concrete, to water to metal components. And we continue to see innovation to drive down the costs of solar power still further, underpinning continued rapid growth of that sector.

“We are heartened by the initiative, creativity and determination of these Pioneers and by the impact they can have on industries and society. We are, as always, very grateful to our external judges on the selection committee who had the challenge of choosing ten winners from a strong pool of entrants.”

Quotes from New Energy Pioneers:

CarbonCure
“CarbonCure is leading a global movement to reduce the carbon footprint of the built environment, using recycled CO2 to improve the manufacturing process of the world’s most abundant man-made material: concrete.” – Rob Niven, CEO, CarbonCure

Desktop Metal
“Desktop Metal is accelerating the transformation of manufacturing with end-to-end metal 3D printing solutions. Founded in 2015 by leaders in advanced manufacturing, metallurgy, and robotics, the company is addressing the unmet challenges of speed, cost, and quality to make metal 3D printing an essential tool for engineers and manufacturers around the world.” – Jonah Myerberg, CTO, Desktop Metal

Metron
“Most manufacturing companies lack a dedicated team that would constantly analyze the flow of energy in their facilities and produce actionable insights to tackle the ever-increasing energy burden. This is where our expertise lies – in the constant improvement of the energy usage in industries.” – Vincent Sciandra, CEO, Metron

Navya
“NAVYA, a pioneer and specialist in the autonomous vehicle market, assists cities and private sites around the world by offering leading-edge, zero emissions, all electric first and last mile transportation solutions that aim to return fluidity to congested urban centers. NAVYA has a strong global presence and is actively expanding its footprint in North America with a manufacturing plant in Metro Detroit building its AUTONOM Shuttle, a fully autonomous, electric vehicle.” – Jérôme Rigaud, COO, NAVYA Group

Nozomi Networks
“Nozomi Networks is the leader of industrial cyber security. We deliver proven solution for real-time visibility to manage cyber risk and improve resilience for industrial operations. With one solution, customers gain advanced cyber security, improved operational reliability and easy IT/OT integration.” – Edgard Capdevielle, CEO, Nozomi Networks

Sunfolding
“Sunfolding is honored to be named as one of the New Energy Pioneers. Our robust tracker technology unlocks value at every stage of a PV power plant’s lifecycle and can successfully scale with solar’s massive global growth. Being selected by the BNEF experts and the selection committee affirms our teams’ efforts at priming our innovative technology for maximum impact.” – Jurgen Krehnke, CEO, Sunfolding

Ubitricity
“Millions of city dwellers have to park their cars on the road every night, especially in larger cities. But today there is no charging infrastructure. We are now bringing charging stations right outside people’s front door – into the lamp post. The enabling ubitricity technology is already in use in Berlin and London and will be piloted in NYC starting in summer 2019. Subject to the respective regulatory framework, drivers are even able to freely choose their mobile electricity supplier for their car, facilitating state-of-the-art consumer choice and convenience to the electric mobility market. This way EVs can be integrated into the energy market more flexibly while service innovation is driven by consumer choice. Just as smart phones are bundled with digital services today EVs will be bundled with electricity services in future. The energy data required can be generated by the EV’s electronics serving as mobile smart meter.” – Knut Hechtfischer, Co-founder, Ubitricity

Uptake
“We put powerful artificial intelligence and machine learning technologies into the hands of front-line workers and industrial companies that aren’t AI experts. Our technology is field-ready, designed for the real-world and delivers outcomes where precision matters. Our investment in building a foundation of data integrity enables us to empower industrial operators to more effectively harness insights providing immediate value to data-rich, yet insight-poor industries.” – Brad Keywell, CEO, Uptake

Zero Mass Water
“We founded Zero Mass Water in 2014 to change the human relationship to water and eliminate water stress. Today we see our vision come to life as our technology, SOURCE Hydropanels, quite literally perfects drinking water for schools, homes, hospitals, and communities all over the world.” – Cody Friesen, CEO, Zero Mass Water

Zunum Aero
“We’re honored to be recognized as a New Energy Pioneer. We have a rare, world-changing opportunity to bring to life a new era for regional travel that combines community connectivity and quiet, green flight. With our aircraft in the air, people can expect door-to-door times two to four times faster than they are today, while carriers will see operating costs and emissions slashed by up to 80%. We are well on our way to bringing aviation emissions on short-haul flights to zero by 2040.” – Ashish Kumar, CEO, Zunum Aero

The New Energy Pioneers program partner is Cycle Capital Management.

New Energy Pioneers program
https://about.bnef.com/new-energy-pioneers/

BNEF Summit in New York
https://about.bnef.com/summit/newyork/

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