Media Partner Supply Management digitale: Il vantaggio competitivo attraverso un’efficace digitalizzazione del Supply Management. BYinnovation e SmartEfficiency media partner della serata nella quale esperti di CIPS e professionisti operanti nel settore daranno informazioni sui trend del mercato e guideranno i Focus Group.
Il ‘supply management’ sta attraversando una fase di veloce trasformazione e le attuali condizioni macro e micro-economiche, presentano al contempo rischiose sfide ed interessanti opportunità, tanto nel settore privato, che in quello pubblico.
Le organizzazioni più competitive stanno via via alzando l’asticella, grazie ad investimenti in competenze umane e tecnologie a supporto sempre più performanti, ottenendo un mix dalle elevatissime potenzialità.
L’incontro è rivolto ai CEO e ai CFO, CPO, CIO, HR Managers, professionisti del Supply Management.
AGENDA
18.00 – Accredito
18.15 – Apertura dei lavori
18.30 – Testimonianza
19.00 – Focus Group
20.00 – Cocktail
21.00 – Termine della serata
TESTIMONIANZA
– Jamie Foster
Group Procurement Director in McLaren Technology Group. Oltre 20 anni di esperienza nel Supply Chain Management
FOCUS GROUP
Dal prodotto al progetto: come massimizzare i benefici quando si acquista una soluzione per il Procurement
– Mario Messuri
Business Director in BravoSolution, da oltre 25 anni si occupa di progetti di Strategic Sourcing e Procurement per clienti di diverse filiere industriali, supportandoli dal progetto fino all’implementazione.
Value as a Service: Risultati quantificabili e tangibili come servizio
“Perché il 45% dei progetti consuma più del budget approvato in origine e il 56% dei progetti non raggiunge gli obiettivi per cui è stato avviato?”
– Valerio Bianchi
Sales Director Strategic Accounts Italy & Spain in Coupa Software, Business Advisor in Procurement and Supply Chain, riconosciuto per la sua abilità nel supportare i Top Executives nel conseguimento di risultati strategici.
La digitalizzazione della collaborazione come driver nella trasformazione del ciclo “procure – to – pay
– Massimo Crivello
Business Line Executive. Collabora, da oltre 20 anni, con aziende proponendo soluzioni per la valorizzazione e la gestione di soluzioni software orientate al miglioramento dell’efficienza dei processi Supply Chain Visibility e di eProcurement.
CON IL PATROCINIO
The British Chamber of Commerce for Italy
Club TI
13 Novembre 2017 ore 18:00 – Assolombarda (Sala Ebra) – Via Pantano 9, 20122 Milano
Immobili per utilità sociale. Diamo forza ai beni comuni! La rigenerazione degli immobili per utilità sociale al centro del nuovo bando di crowdfunding del Gruppo Banca Etica in collaborazione con Produzioni dal Basso.
E’ online il nuovo bando per progetti di crowdfunding che potranno usufruire del contributo del Gruppo Banca Etica. C’è tempo fino al 22 ottobre per inviare progetti di riqualificazione di beni immobili con scopi sociali, culturali e di tutela ambientale.
Possono partecipare: organizzazioni del Terzo Settore, imprese femminili e imprese giovanili. Le organizzazioni aggiudicatarie devono essere già costituite al momento del bando e devono essere socie e clienti di Banca Etica o impegnarsi a diventarlo.
Gli interventi riguarderanno in via preferenziale, ma non esclusiva, immobili in cui sia già in corso un progetto di riqualificazione a fini sociali attraverso evidenza pubblica (es. beni confiscati alla mafia e assegnati, case cantoniere dell’Anas) o bandi locali e privati (es. progetti di riqualificazione delle Ferrovie, assegnazioni da parte di enti ecclesiastici o istituzioni e amministrazioni locali). La disponibilità dell’immobile (in comodato gratuito, da concessioni pluriennali gratuite o di valorizzazione, altre modalità di assegnazione a termine) dovrà essere già effettiva al momento della candidatura, come documentato dalla proprietà o autocertificato dal proponente.
Saranno privilegiate le iniziative che interessano beni già fruibili dal pubblico o che integrino servizi già operanti. Per tutte le candidature è richiesto che il budget stimato (complessivo dei costi di campagna e di tutti gli oneri connessi) garantisca la piena operatività attesa e la sua sostenibilità nel tempo.
I progetti da ammettere saranno selezionati da una commissione interna di Banca Etica in base all’innovatività dell’idea, all’impatto sociale atteso, alla sua sostenibilità economica e alla capacità di attivare reti per il crowdfunding.
I progetti selezionati avranno diritto a una presenza esclusiva sul Network Banca Etica in Produzioni dal Basso per tutta la durata della raccolta ( 6 novembre/ 22 dicembre 2017) e a un momento di formazione a distanza per affinare le proprie strategie per il crowdfunding. I progetti che raggiungeranno almeno il 75% del budget riceveranno un contributo da parte del Fondo per il Crowdfunding di Etica Sgr per il restante 25%, fino a un massimo di 7.500 euro. Tale donazione è resa possibile grazie alla scelta volontaria dei clienti di Etica SGR di devolvere lo 0,1% del capitale sottoscritto per il sostegno di progetti di innovazione sociale.
Banca Etica è la prima e tutt’ora unica banca italiana interamente dedita alla finanza etica, opera su tutto il territorio nazionale attraverso una rete di filiali, banchieri ambulanti e grazie ai servizi di home e mobile banking.
Banca Etica raccoglie il risparmio di organizzazioni e cittadini responsabili e lo utilizza interamente per finanziare progetti finalizzati al benessere collettivo. Oggi Banca Etica conta 40 mila soci e 60 milioni di capitale sociale; una raccolta di risparmio di 1,2 miliardi di euro e finanziamenti per quasi un miliardo a favore di iniziative di organizzazioni, famiglie e imprese nei settori della cooperazione sociale, cooperazione internazionale, cultura e qualità della vita, tutela dell’ambiente, diritto alla casa, legalità.
Nel 2014 Banca Etica ha aperto la sua prima filiale all’estero, a Bilbao in Spagna.
Il Gruppo Banca Etica include Etica sgr, società di gestione del risparmio che propone esclusivamente fondi comune di investimento etici, e la Fondazione Finanza Etica che promuove iniziative di studio e sensibilizzazione sull’educazione critica alla finanza.
Banca Etica è l’unico istituto di credito italiano aderente alla Global Alliance for Banking on Values, il network di 40 banche che in tutto il mondo si ispirano alla promozione sostenibilità sociale e ambientale.
Produzioni dal Basso è la prima piattaforma di crowdfunding nata in Italia, nel 2005, per volontà di Angelo Rindone. Rappresenta la più grande community italiana del crowdfunding reward based e donation e una delle più importanti realtà europee nel panorama della sharing economy.
Con più di 2mila progetti finanziati, per una raccolta che supera i 5 milioni di euro e oltre 150mila utenti registrati, da più di dodici anni consente la realizzazione di sogni, grandi o piccoli, permettendo a tutti di raccogliere risorse economiche dalla rete, con uno strumento trasparente, immediato e di semplice utilizzo.
Il fondatore, Angelo Rindone, è anche l’amministratore delegato di Folkfunding srl; è un esperto di crowd e sharing economy ed è uno dei membri del Comitato Scientifico dell’Associazione Italiana dell’Equity Crowdfunding (AIEC).
UtilitEnergy Community IKN Italy dedicata alle novità e agli approfondimenti del settore Energy&Utilities, presenta la nona edizione di “La Gestione del Credito come leva commerciale: da centro di costo a centro di profitto”, l’unico evento in Italia sulle soluzioni operative realizzate dalle aziende del Settore Gas & Power per una gestione tempestiva ed efficace del Credito.
L’appuntamento sarà una occasione per approfondire e confrontare tra di loro gli strumenti, le procedure e i sistemi per:
– Prevenire e monitorare la morosità,
– Strutturare un approccio cliente-centrico
– Integrare il credito con i processi interni
– Concertare strategie e azioni con i partner esterni
La giornata prenderà il via con l’intervento dal titolo “Il sistema indennitario e apertura del Mercato: overview e prospettive future” che approfondirà gli aspetti organizzativi per prevenire, monitorare e gestire la situazione di rischio della Customer Base.
L’agenda, nell’arco della giornata, prevede:
– 2 Panel “Esperienze a confronto” dedicati a “La prevenzione nelle dinamiche di rischio morosità e di gestione dei rischi commerciali” e un momento di approfondimento;
– 1 Panel Discussion di approfondimento sulle “Nuove discipline delle Società di Recupero”;
– 2 Sessioni Interattive “Soluzioni a confronto”, la prima sugli “Aspetti organizzativi per la gestione integrata delle attività con i Partner”, la seconda sugli “Strumenti/soluzioni per il futuro della gestione del credito nel Settore Gas & Power”;
– 2 Tavole Rotonde dal titolo “Come rilevare e analizzare le cause della morosità e definire strategie per intervenire in modo adeguato e tempestivo?” e “Quali sistemi di Information Technology a supporto della gestione efficiente e tempestiva del credito?”.
“La Gestione del Credito come leva commerciale: da centro di costo a centro di profitto”si svolgerà il prossimo 25 ottobre a Milano, al Novotel Ca’ Granda.
www.utilitenergy.it
NESF increases investments in fotovoltaic field. NESF is pleased to announce the signing of three separate share purchase agreements covering a total of 16.6MWp split among four operating plants and 59.8MWp in development projects.
The three operating solar plants acquired from one counterpart comprise Barnby (4.99MWp, Nottinghamshire), Bilsthorpe (4.99MWp, Nottinghamshire) and Wickfield (4.90MWp, Wiltshire). All three plants were connected to the grid during March 2017 and are expected to be accredited under the 1.2 Renewable Obligation Certificate (“ROC”) regulation.
The Birch CIC project, located in Essex, acquired from a separate counterpart, was grid connected in June 2015 and receives remuneration under the Feed-in-Tariff (“FiT”) regime. Birch CIC is located in Essex, in immediate proximity to NESF’s Birch Farm plant of 5.0MWp, acquired in October 2015. NESF has benefitted from the sharing of selected infrastructure components, such as the grid connection, between both plants. As part of the CIC’s obligations, a significant portion of the plant’s profitability will be reinvested in the local community. This obligation is in line with NESF’s ESG strategy to benefit the local communities in which it operates.
NESF also acquired a portfolio of four development projects totalling 59.8MWp from a further separate counterpart. The development projects acquired comprise entities having all the permissions in place to construct and connect solar plants to the grid. The acquisition of three of the four development projects was completed, while completion of the fourth is subject to confirmation of full planning permission. The acquisition value of the development portfolio is less than 0.25% of the Company’s net asset value. These assets, once constructed, will be remunerated without subsidies by selling the electricity generated into the market or via power purchase agreements with individual off-takers. The seller of the projects will work with NESF to extend the relevant project rights to maximise the time frame during which NESF can commence construction of the plants.
NESF will initiate construction of each individual asset only once the financial returns are sufficiently attractive.
The Company’s investment advisor expects subsidy-free solar plants to become financially viable in the UK over the next 12- to 24-month period as investment values and operating costs continue to decline significantly. NextEnergy Capital is at present working with suppliers to drive investment values and operating costs down to sustainable levels.
NextEnergy Solar Fund (NESF)
NESF is a specialist investment company that invests in operating solar power plants in the UK. Its objective is to secure attractive shareholder returns through RPI-linked dividends and long-term capital growth.
The Company achieves this by acquiring solar power plants on agricultural, industrial and commercial sites.
NESF has raised equity proceeds of £465m since its initial public offering on the main market of the London Stock Exchange in April 2014. It also has credit facilities of £269.8m in place (£150m from a syndicate including MIDIS, NAB and CBA; MIDIS: £54.3m; Bayerische Landesbank: £43.8m; and NIBC: £21.7m).
NESF is differentiated by its access to NextEnergy Capital Group (NEC Group), its Investment Manager, which has a strong track record in sourcing, acquiring and managing operating solar assets. WiseEnergy is NEC Group’s specialist operating asset management division, providing solar asset management, monitoring and other services to over 1,250 utility-scale solar power plants with an installed capacity in excess of 1.7 GW.
Industria 4.0: certificato IMQ di conformità richiesta dalla Legge di Bilancio 2017. IMQ, il più importante ente italiano nel settore della valutazione della conformità, presenta il suo servizio di verifica della conformità ai requisiti richiesti dalla Legge di Bilancio 2017 e il rilascio dell’attestazione di conformità per l’industria 4.0.
Per poter usufruire dell’iperammortamento e del superammortamento previsto dal Piano per l’industria 4.0 inserito nella Legge di Bilancio 2017, infatti, è necessario un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato se l’investimento supera i 500.000 euro.
L’espressione Industria 4.0 è collegata alla cosiddetta “quarta rivoluzione industriale”: resa possibile dalla disponibilità di sensori e di connessioni wireless accessibili, si associa a un impiego sempre più importante di dati e informazioni, di tecnologie computazionali e di analisi dei dati, di nuovi materiali, componenti e sistemi totalmente digitalizzati e connessi. L’Italia ha sviluppato un “Piano nazionale Industria 4.0 2017-2020” che prevede misure concrete in base a tre principali linee guida: operare in una logica di neutralità tecnologica, intervenire con azioni orizzontali e non verticali o settoriali e agire su fattori abilitanti.
IMQ ha sviluppato un servizio di perizia tecnica che soddisfa sia le esigenze delle aziende produttrici di beni strumentali interessate a presentare ai propri clienti i loro prodotti come beni rispondenti ai requisiti previsti dal Decreto, sia quelle acquirenti di beni che intendono usufruire dell’agevolazione prevista dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Il servizio comprende:
– rilascio, quale organismo accreditato (ISO 17020, 17021 e 17065), dell’attestato di conformità di terza parte, richiesto per i beni con investimento superiore ai 500.000 Euro
– verifica della conformità ai requisiti richiesti dalla Legge di Bilancio 2017 per usufruire dell’iperammortamento al 250% per beni materiali strumentali nuovi, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale in accordo al modello Industria 4.0
– verifica della conformità ai requisiti richiesti per accedere al superammortamento al 140% per i beni immateriali strumentali, necessaria ai fini della dichiarazione di conformità richiesta al legale rappresentante dell’azienda
– tailored audit, finalizzato alla valutazione delle conformità dell’investimento individuato.
Come richiesto dall’art.1 comma 11 della Legge 11 dicembre 2016, n. 232, l’attestato di conformità rilasciato da IMQ quale ente di certificazione accreditato attesta che il bene possiede le caratteristiche definite nella circolare Mise n.4 del 30 marzo 2017 incluse, laddove richiesto dalla norma, la sussistenza delle “caratteristiche tecniche obbligatorie”, e le caratteristiche di almeno 2 tra le 3 “ulteriori caratteristiche”.
Caratteristiche tecniche obbligatorie
– controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller)
– interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program
– integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo
– interfaccia tra uomo e macchina semplici e intuitive
– rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro.
Ulteriori caratteristiche
– sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;
– monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo;
– caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico).
Gruppo IMQ
Rappresenta la più importante realtà italiana nel settore della valutazione della conformità (certificazione, prove, verifiche, ispezioni).
Forte della sinergia tra le società che lo compongono, dell’autorevolezza acquisita in oltre 65 anni di esperienza e della completezza dei servizi offerti, il Gruppo IMQ si pone infatti come punto di riferimento e partner delle aziende che hanno come obiettivo la sicurezza, la qualità e la sostenibilità ambientale.
Smart Grids: Technology and Trading. Next-Kraftwerke digitally aggregate distributed units and trade their power smartly.
Energy transition means decentralization. The age of a few huge power plants providing for all of the energy supply is passé. Distributed energy resources are already and will continue to be the trade mark for an energy system based more and more on renewable energy resources.
In order to ensure that supply and demand are still met at all times, Virtual Power Plants (VPP) like ours play an important role in the energy system: We digitally aggregate the capacity of distributed energy resources and control them smartly, thereby contributing to stabilizing the grid. How do we do that? Next Kraftwerke has specialized in short-term dispatch and trading.
Eneco Group invests in Next Kraftwerke. Dutch sustainable energy company Eneco Group has acquired a minority interest of 34% in Germany-based Next Kraftwerke, operator of one of the largest Virtual Power Plants (VPP) in Europe.
The investment will allow for the further strategic expansion of Next Kraftwerke in Europe and contribute to the joint ambition of Eneco Group and Next Kraftwerke to accelerate the energy transition by means of technology, enabling more renewable and decentralized energy.
Next Kraftwerke, founded in 2009 in Cologne, has become one of the largest independent digital aggregators of renewable energy in Europe. The company has a strong position in the German market, with more than 4,000 decentralized assets aggregating more than 2,800 MW of energy capacity.
The company offers its customers forecasting and trading of renewable energies, optimized production of distributed assets, and demand response solutions. By connecting to Next Kraftwerke’s VPP, customer assets can be used to balance the grid. Access to ancillary services markets provides customers with further financial benefits.
Next Kraftwerke has recently been named one of Europe’s fastest growing companies by the Financial Times and is expanding throughout Europe with operations in Austria, Belgium, France, Italy, the Netherlands, Poland, and Switzerland.
Joeri Kamp, managing director Smart Energy at Eneco Group: “Eneco Group aims to play a leading role in the progress toward decentralized and sustainable energy production and consumption. Digitization and technologies such as Virtual Power Plants will help make this possible. The experience and expertise of Next Kraftwerke in this area will prove to be of great value. Furthermore, we will focus on how this partnership can further accelerate Next Kraftwerke’s international expansion and development of valuable services for its customers.”
Hendrik Sämisch, co-CEO and co-founder of Next Kraftwerke: “We have seen significant growth of our company with the rise of renewable energy assets in the market and are excited about the continuing opportunities this trend will bring. With this investment, we are looking toward further growth (both organic and acquired) into new European markets, while maintaining a strong relationship with our existing partners and customers. We believe Eneco Group is the right partner for this, since we have a shared vision on the energy transition and its opportunities. Additionally, we are proud that all current shareholders will remain within the company.”
The partnership is subject to approval by Germany’s national merger and competition authority, the Bundeskartellamt.
Eneco Group is a group of companies active internationally in the field of renewable energy and innovation. Together with our customers, partners and more than 3,000 employees, we work on our mission: sustainable energy for all. We invest in wind farms, biomass plants, heat and solar parks to increase the supply of renewable energy. And we develop innovative products and services so that our customers can control how to generate, store, use or share energy.
Commissione europea agevola cogenerazione. Aiuti di Stato: la Commissione ha approvato la riduzione delle maggiorazioni sulla cogenerazione per le imprese ad alta intensità energetica in Germania e in Italia
Nell’ambito delle norme dell’Unione in materia di aiuti di Stato, la Commissione europea ha approvato le riduzioni, concesse alle imprese ad alta intensità energetica, sulle maggiorazioni destinate a finanziare il sostegno alla cogenerazione in Germania, nonché le riduzioni sulle maggiorazioni destinate a finanziare il sostegno alla cogenerazione e alle fonti rinnovabili in Italia.
La Commissione ha constatato che entrambe le misure promuovono gli obiettivi dell’UE in materia di energia e clima e garantiscono la competitività delle industrie ad alta intensità energetica sul mercato internazionale, preservando nel contempo la concorrenza nel mercato unico unionale.
Margrethe Vestager, Commissaria responsabile per la Concorrenza, ha dichiarato: “La cogenerazione produce energia elettrica e in più sfrutta il calore prodotto nel processo, un’efficienza che contribuisce a raggiungere gli obiettivi europei in materia di energia e clima. Grazie alle decisioni odierne, gli Stati membri possono progettare finanziamenti sostenibili a favore della cogenerazione, come per le energie rinnovabili, in modo da promuovere le politiche ecologiche preservando la competitività delle imprese fortemente dipendenti dall’energia.”
Le norme UE in materia di aiuti di Stato, in particolare la Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014, permettono riduzioni delle maggiorazioni destinate a finanziare regimi di sostegno alle energie rinnovabili per alcuni settori e imprese, e fino a un certo livello, per consentire agli Stati membri di garantire il sostegno all’energia elettrica da fonti rinnovabili e assicurare la competitività globale delle industrie europee ad alta intensità energetica.
Analogamente, i sistemi di cogenerazione (per gli impianti di produzione combinata di calore ed energia elettrica) hanno spesso bisogno di contributi finanziari dai consumatori di energia elettrica. La disciplina non si applica alle riduzioni delle maggiorazioni destinate a finanziare i regimi di sostegno per la cogenerazione. Tuttavia, nella valutazione la Commissione ha rilevato numerose analogie fra l’obiettivo dei regimi di sostegno alle energie rinnovabili e alla cogenerazione, l’obiettivo e la struttura delle maggiorazioni e l’obiettivo delle riduzioni. La Commissione ha constatato che le riduzioni delle maggiorazioni da cogenerazione potrebbero essere necessarie per rendere sostenibile il finanziamento dei regimi di sostegno alla cogenerazione, in particolare laddove la maggiorazione per la cogenerazione si somma a quella per le fonti rinnovabili.
L’Italia fornisce sostegno all’energia elettrica da fonti rinnovabili e alla cogenerazione di energia elettrica e calore. Il sostegno è finanziato mediante maggiorazioni su consumi e connessioni di energia elettrica riscosse dai fornitori e dai distributori.
In base ai piani dell’Italia, le riduzioni delle maggiorazioni destinate a finanziare il sostegno all’energia elettrica da fonti rinnovabili e alla cogenerazione saranno limitate alle imprese ad alta intensità energetica che operano nei settori esposti agli scambi internazionali e ad un massimo dell’85% delle maggiorazioni sulle energie rinnovabili e la cogenerazione.
L’Italia ha anche presentato un piano di adeguamento per sopprimere gradualmente le riduzioni destinate alle imprese non ammissibili e allineare il livello delle riduzioni destinate a quelle ammissibili.
Su queste basi la Commissione ha ritenuto i piani dell’Italia in linea con le norme UE sugli aiuti di Stato nella misura in cui promuovono gli obiettivi climatici ed energetici dell’UE senza falsare indebitamente la concorrenza nel mercato unico.
Certificazione energetica e marketing reputazionale. Osservatorio ACCREDIA-ISNOVA: chi sceglie la certificazione energetica accreditata aumenta reputazione, visibilità sul mercato e fiducia dei clienti.
Per imprese e PA la certificazione è al 60% opportunità di innovazione, per gli Esperti in Gestione dell’Energia è al 48% aumento della reputazione, per gli Energy Service Company è al 66% aumento della fiducia dei clienti.
Nel 2016 certificati sotto accreditamento 1674 EGE, 1025 ESCo e 1269 organizzazioni per la norma ISO 50001.
Le certificazioni accreditate contribuiscono in maniera decisiva al miglioramento del mercato dei servizi energetici, con benefici energetici, ambientali, sociali e di produttività; per tutti gli attori coinvolti, dalla PA alle imprese, ai consumatori ma anche per il sistema Paese in generale.
E’ quanto è emerso dall’Osservatorio ACCREDIA “Le certificazioni accreditate per l’efficienza energetica”, realizzato dall’Ente unico italiano di accreditamento, in collaborazione con Isnova, (I’Istituto per la Promozione dell’Innovazione Tecnologica), controllato da Enea, e presentato oggi a Roma dal Presidente di ACCREDIA Giuseppe Rossi e dal Presidente di Enea, Federico Testa, insieme a rappresentanti delle imprese e della Pubblica Amministrazione.
Lo studio ACCREDIA-Isnova delinea ruolo, benefici, criticità e aree di miglioramento dei processi della certificazione accreditata delle competenze (figure professionali e organizzazioni) e dei sistemi di gestione dell’energia ed è stato realizzato su un campione composto da soggetti e organizzazioni in possesso di certificazioni per il miglioramento della performance energetica: EGE (Esperti in gestione dell’Energia), ESCo (Società che forniscono servizi energetici) e organizzazioni certificate ISO 50001 “Sistemi di gestione dell’energia”.
La certificazione accreditata, rilasciata da un organismo verificato da ACCREDIA, presenta maggiore credibilità e autorevolezza rispetto agli altri tipi di certificazione, come l’autodichiarazione di conformità o la qualificazione emessa da fornitori o subfornitori e presenta vantaggi per la PA, le imprese ed i consumatori.
Per quanto riguarda la PA essa è uno degli strumenti impiegati per lo sviluppo di politiche energetiche e ambientali per raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica fissati a livello europeo e nazionale. Essa inoltre semplifica i controlli sulle imprese e consente una corretta valutazione dei fornitori negli acquisti verdi.
Per quanto riguarda le imprese, la certificazione accreditata conferisce maggiore incisività e penetrazione sul mercato, grazie al vantaggio competitivo; inoltre attraverso di essa il fornitore può dimostrare al cliente che opera in conformità alle norme nazionali ed internazionali e alle prescrizioni attinenti al proprio campo di attività. Essa infatti verifica, in modo terzo e indipendente, il mantenimento e l’aggiornamento delle competenze dei professionisti o l’approccio sistemico al miglioramento continuo dei processi relativi a un sistema di gestione. In più, è facilitato l’accesso alle gare pubbliche e si accresce la reputazione aziendale e la fiducia trasmessa ai consumatori.
Questo tipo di certificazione risponde, infine, alla richiesta dei consumatori di avere garanzie sempre crescenti sull’affidabilità e sostenibilità dei beni e servizi acquistati, contribuendo all’adozione di comportamenti energeticamente consapevoli e con ricadute positive sull’ambiente.
Per ciò che riguarda nello specifico, i benefici derivanti dalla certificazione accreditata, gli EGE hanno evidenziato – l’aumento della reputazione professionale (per il 48%),
– una maggiore visibilità sul mercato (32%),
– l’avanzamento professionale (11%)
– la facilitazione nelle gare di appalto (10%).
Le Società che forniscono servizi energetici (ESCo) hanno identificato come benefici:
– l’aumento della fiducia del cliente nel prodotto o servizio offerto (per il 66%),
– la maggiore visibilità sul mercato (per il 64%),
– l’aumento della qualità dei servizi forniti (55%),
– la facilitazione nella partecipazione a gare d’appalto (51%)
– la maggior credibilità con le istituzioni bancarie (26%).
Le organizzazioni certificate ISO 50001 hanno evidenziato come benefici l’opportunità di misurare la prestazione energetica (72%), o di innescare l’innovazione di processo, l’identificazione delle priorità in campo energetico (53%), il miglioramento delle competenze (31%).
Nel 2016 sono stati 1674 gli Esperti in Gestione dell’Energia certificati sotto accreditamento: il 44% di essi lavora nel settore dell’agricoltura, che è quello che ha il maggior numero di organizzazioni che si sono dotate di un energy manager certificato EGE, seguito da quello dell’industria e del terziario, rispettivamente con il 25%, della PA con l’11% e dei trasporti con il 7%.
Le ESCo certificate sono state 1025: il settore di attività prevalente indicato è quello industriale con il 49%, seguito da quello terziario con il 20%, dalla PA con il 18%, residenziale con l’8% e agricoltura con il 4%.
Le organizzazioni che hanno fatto certificare il loro sistema di gestione dell’energia secondo la ISO 50001, nel 2016, sono state 1269, appartenenti prevalentemente al settore dell’industria (47%), seguito dal terziario (31%) e PA (13%).
“Oggi quello dell’efficienza energetica è uno degli strumenti principali per raggiungere gli obiettivi di politica ambientale e per il miglioramento dei consumi energetici che ha individuato l’Unione Europea. E affidarsi alle certificazioni accreditate è una delle soluzioni che ha introdotto anche il Governo italiano per raggiungerli”, ha commentato il Presidente di ACCREDIA, Giuseppe Rossi.
“Come evidenziato dalla ricerca, chi punta alla sostenibilità dei propri servizi ottiene un vantaggio competitivo sul mercato, riduce il rischio, si posiziona meglio, accresce la propria reputazione tra i clienti e rafforza credibilità e immagine. La certificazione rilasciata da un organismo autorizzato, terzo e indipendente diventa pertanto un asset vantaggioso per tutti, dalle imprese, alla PA, ai consumatori finali”.
“Per questo – ha spiegato Rossi – abbiamo deciso di coinvolgere nell’indagine gli esperti e le aziende che si occupano e si sono dotate di certificazione accreditata per approfondire gli aspetti positivi e aree di miglioramento di questo settore, raccogliendo anche il contributo del Ministero dello Sviluppo Economico e di quello dell’Ambiente, che hanno ribadito come la qualificazione degli operatori rappresenti un fattore chiave per migliorare il mercato dei servizi energetici”.
“Rispetto ad altri Paesi come la Germania, che vanta più di 6 mila aziende che hanno certificato il loro sistema di gestione dell’efficienza energetica – continua Rossi – siamo un po’ più indietro nell’utilizzo di queste forme di certificazione, attestandoci oggi su un numero di certificati vicino ai 1300; il trend però è in forte crescita rispetto all’anno scorso e le politiche incentivanti del Governo dovrebbero ulteriormente facilitare il ricorso da parte delle imprese e pubblica Amministrazione a questi strumenti“
ACCREDIA è l’Ente unico nazionale di accreditamento designato dal Governo italiano. Il suo compito è attestare la competenza, l’imparzialità e l’indipendenza di chi deve garantire un grado elevato di protezione degli interessi pubblici, quali la salute, la sicurezza e l’ambiente.
ACCREDIA è un’associazione privata senza scopo di lucro che opera sotto la vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico e svolge un’attività di interesse pubblico, a garanzia delle istituzioni, delle imprese e dei consumatori.
ACCREDIA ha 67 soci che rappresentano tutte le parti interessate alle attività di accreditamento e certificazione, tra cui 9 Ministeri (Sviluppo Economico, Ambiente, Difesa, Infrastrutture e Trasporti, Interno, Istruzione, Lavoro, Politiche Agricole, Salute), 7 Enti pubblici di rilievo nazionale, i 2 Enti di normazione nazionali, UNI e CEI, 13 organizzazioni imprenditoriali e del lavoro, le associazioni degli organismi di certificazione e ispezione e dei laboratori di prova e taratura accreditati, le associazioni dei consulenti e dei consumatori e le imprese fornitrici di servizi di pubblica utilità come Ferrovie dello Stato ed Enel.
L’Ente è membro dei network comunitari e internazionali di accreditamento ed è firmatario dei relativi Accordi di mutuo riconoscimento, in virtù dei quali le prove di laboratorio e le certificazioni degli organismi accreditati da ACCREDIA sono riconosciute e accettate in Europa e nel mondo.
Personalization Programs Increase Leading Companies’ Revenues by 6% to 10%. Brands that create personalized experiences by integrating advanced digital technologies and proprietary data are seeing revenues increase by 6% to 10%, according to new research by The Boston Consulting Group (BCG)—two to three times faster than those that do not.
Personalization leaders stand to capture a disproportionate share of category profits while slow movers will lose customers, share, and profits. BCG expects that over the next five years in three sectors alone—retail, health care, and financial services—personalization will push a revenue shift of some $800 billion to the 15% of companies that get it right.
“In many consumer categories, high-value customers drive 70% or more of the value for companies,” said Mark Abraham, a BCG partner. “Brand individualization unlocks the ability to enhance loyalty with these and other customers by tailoring the brand experience to each contextual user journey.”
The BCG survey of personalization programs at more than 50 companies in ten industries underscores the potential value to be achieved but also highlights the execution challenges. Two-thirds of respondents said that they expect at least a 6% incremental annual revenue lift from personalization, with companies in several sectors—apparel, financial services, grocery and wholesale clubs, and technology—anticipating increases of 10% or more.
About a quarter of companies in those sectors have already achieved revenue increases of 6% or more.
Many companies are making significant investments in personalization: half of the survey respondents have more than 25 employees dedicated to personalization programs and are spending more than $5 million a year on personalization campaigns. At half of the top performers, the CEO and the board oversee personalization programs; that is the case at only about 20% of total companies.
“For incumbents to defend—and expand—share, they need to reimagine their business with an individualized value proposition at the core, merging physical and digital experiences to deepen their customer connections,” said Steve Mitchelmore, a BCG partner. “They need to put brand individualization at the forefront of their strategy agenda to influence everything that they do, including marketing, operations, merchandising, and product development.”
At this stage, only about 15% of companies can be considered true personalization leaders, and most of them are tech companies and digital natives. Another 25% are experimenting with one-to-one campaigns, but only 13% say they deploy truly customer-specific individual messages and only 7% manage fully integrated tailored communications across all channels. The remaining 65% are still using segmented marketing or even mass-market approaches.
“Digital natives have a head start because their business models are built around collecting data and responding to customer needs,” said Sean Collins, chief investment officer of BCG Digital Ventures. “These companies build strong customer loyalty using both traditional vehicles, such as loyalty programs, and new models, like ‘free’ and short-notice delivery, automatic replenishment, and other forms of convenience.
The deeper direct connection enables digital natives to more fully understand what customers need and create new ways to serve them, both on their own and by working with their suppliers.”
Companies face significant hurdles to realizing the full potential of personalization.
These include the technical barriers that one might expect, such as poor data centralization (companies collect ample data, but struggle to aggregate it and form one universal view of each customer), legacy technology that doesn’t support one-to-one communication at scale, and insufficient measurement capabilities.
Almost 60% of companies struggle to effectively measure and attribute the impact of campaigns, limiting their ability to learn from customer feedback and adapt accordingly, which is at the core of individualizing the brand experience.
The lack of dedicated personnel is the most-oft-cited barrier (74%), but the majority of companies also face hurdles that are organizational and cultural in nature. These include insufficient cross-functional coordination (61%), inadequate creative processes (57%), lack of talent and knowledge (54%), and cultures that are not conducive to innovation (52%).
More than 60% feel that they lack a clear roadmap, and half cite the absence of a clear business case and objectives.
At 60% of companies, no one team is responsible for personalized cross-channel communication to consumers, and 54% of companies say they have no or low cross-functional coordination for personalization efforts.
In addition, in a field where speed is essential, 57% of companies take three to six weeks to create a campaign (another 22% take several months) and up to four weeks to measure the results. More than half take one to four weeks or more to make changes based on the lessons learned.
Bcgperspectives.com features the latest thinking from BCG experts as well as from CEOs, academics, and other leaders. It covers issues at the top of senior management’s agenda. It also provides unprecedented access to BCG’s extensive archive of thought leadership stretching back 50 years to the days of Bruce Henderson, the firm’s founder and one of the architects of modern management consulting.
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The Boston Consulting Group (BCG) is a global management consulting firm and the world’s leading advisor on business strategy. We partner with clients from the private, public, and not-for-profit sectors in all regions to identify their highest-value opportunities, address their most critical challenges, and transform their enterprises.
Our customized approach combines deep insight into the dynamics of companies and markets with close collaboration at all levels of the client organization.
This ensures that our clients achieve sustainable competitive advantage, build more capable organizations, and secure lasting results. Founded in 1963, BCG is a private company with 85 offices in 48 countries.
Successful Business Transformation. Forbes Insights Report Identifies Key Components. Accurate, high-quality data is the critical foundation for engaging customers digitally. A new report by Forbes Insights, in association with Pitney Bowes, “Digital Transformation: Using Data-Driven Insights for Exceptional Customer Engagement,” concludes that customer engagement can be transformed across digital touchpoints by pulling together high-quality customer data from multiple sources and capturing insights from advanced analytics and software.
Market research firm IDC predicts that by 2019, 5 percent of revenue will come through customer interactions with a digital assistant like Amazon’s Alexa or Google Home, and that demand for digital-related services will account for more than 70 percent of all external services growth. It also forecasts that as early as the end of 2017, revenue growth from data-based products will be double that of the rest of the product or service portfolios for one-third of all Fortune 500 companies.
These forecasts indicate something about the topography of the business landscape we’re entering, and the kinds of business models that will dominate in that space. But it is critical that organizations get their data—the underpinning on which the rest of the transformation runs—right from the start.
Through interviews with industry experts and analysts, and an examination of real-world use cases, this report explores some of the challenges of digital transformation, as well as the imperatives that demand it through the lens of customer engagement.
It discusses this complex topic in three parts: a road map for a digital transformation strategy that delivers unique, hyper-personalized, scalable and relevant experiences in the right moment and through the right channel; perspectives from analysts, industry professionals and real-world users on the digital customer engagement transformation; key takeaways and advice for businesses looking to invest in their own digital transformation journey.
“If your data is unreliable or redundant,” said Bruce Rogers, Chief Insights Officer and Head of the CMO Practice at Forbes Media, “it’s difficult to avoid sending redundant or even conflicting messages to your customers.”
“Digital transformation doesn’t happen in a vacuum. It’s a corporate-wide initiative that everyone has to buy into,” said Chris Hall, Vice President of Customer Engagement Solutions at Pitney Bowes. “Part of transforming requires enhancing the customer experience, but organizations can only do so with clean and complete data. With the right leadership team, systems and partner support, digital transformation and engaging customer experiences are attainable.”
Takeaways and advice:
Commit:
Leadership must be emotionally ready to make changes. Until they reach that point, despite intellectual awareness of the need for change, top executives are likely to drag their feet.
Demonstrated differentiated capabilities:
Look for partners with a demonstrated differentiated capability, those that understand the particulars of your industry and regulatory environment, with clear scopes, goals and objectives for what success looks like, with a proven record of success. Partners should be able to help you leapfrog any deficiencies in digital maturity.
Trust and fit:
Assess vendors on their prior success in solving the same kinds of business challenges with others within your industry, their flexibility in adapting to new circumstances, realistic goal setting and deliverables, and a high level of customer service. Don’t be afraid to get referrals.
The end-to-end process:
Vendors should be able to address the end-to-end customer journey and the moments that impact customers along that journey in a unified way.
Get data right, and make sure there’s a plan:
Quality data is fundamental to digital transformation. There should be a clear plan from the vendor for data, one that takes into account how all the disparate databases, files and records will be identified and digitized; what the process is to de-duplicate and validate that data; and how it will be integrated into systems going forward.
Integrate vertically, rather than horizontally:
Digital transformation doesn’t need to be tackled all at once. Organizations will do better when they “go deep” in one channel rather than attempting to go across multiple channels right out of the gate. A lot of companies push new channels but without really thinking through issues such as data privacy and agility.
About this research
For this report, Forbes Insights interviewed industry experts and analysts—and examined real-world use cases—to explore both the challenges of digital transformation and the business imperatives that demand it, with a special focus on its implications for customer engagement.
Forbes Insights is the strategic research and thought leadership practice of Forbes Media, a global media, branding and technology company whose combined platforms reach nearly 75 million business decision makers worldwide on a monthly basis.
By leveraging proprietary databases of senior-level executives in the Forbes community, Forbes Insights conducts research on a wide range of topics to position brands as thought leaders and drive stakeholder engagement. Research findings are delivered through a variety of digital, print and live executions, and amplified across Forbes’ social and media platforms.
Pitney Bowes (NYSE: PBI), is a global technology company powering billions of transactions – physical and digital – in the connected and borderless world of commerce. Clients around the world, including 90 percent of the Fortune 500, rely on products, solutions and services from Pitney Bowes in the areas of customer information management, location intelligence, customer engagement, shipping, mailing, and global ecommerce. And with the innovative Pitney Bowes Commerce Cloud, clients can access the broad range of Pitney Bowes solutions, analytics, and APIs to drive commerce.
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