Category: Mobilità

CITYTECH agenda 2019. Citytech è l’evento B2B dedicato alla mobilità urbana più accreditato d’Italia: la manifestazione raccoglie tutte le innovazioni e le best practice del settore sia a livello nazionale che internazionale, diventando così un momento di incontro e discussione per aziende leader, startup, istituzioni, stakeholder, investitori e media.

Gli appuntamenti conference di Citytech, che spaziano sulle tematiche più innovative del momento, con focus di approfondimento e ospiti di livello internazionale:

MERCOLEDÌ 20 NOVEMBRE

10.00 – 13.00 – Sessione Istituzionale Plenaria

SUPER SMART SOCIETY – Come l’utilizzo consapevole delle tecnologie dà vita alla città 5.0
Sorpassato il concetto di quarta rivoluzione industriale, si parlerà del quinto stadio dell’evoluzione della società, ovvero l’avvento della Society 5.0, con importanti relatori tra cui Marco Granelli, Assessore Mobilità del Comune di Milano, Giuseppe Italiano di LUISS Business School, Nikhil Anand di The Aviary Poject, Luciano De Propris del Consorzio Elis, Michela J. Dyment di Nexa Capital Parnters, Paolo Lobetti Bodoni di EY ed Alex Mackenzie Torres di Yamaha Motor Venture. Modera la sessione Emilia Garito, esperta di innovazione.

14.30 – 18.00 – Workshop Paralleli

LA URBAN AIR MOBILITY – La nuova frontiera dell’innovazione
Grazie alla partnership con The Aviary Project e Nexa Capital Partners LCC, per la prima volta in Italia sarà presentata la più completa ricerca di mercato del settore UAM. Cercheremo di capire se e quanto siamo pronti alla mobilità urbana aerea partendo dalle esperienze internazionali di Airbus, Dufour Aerospace, Skyports e Vertical Aerospace fino ad arrivare a D-Flight, società creata da ENAC, e alla sua piattaforma U-Space, la risposta dell’industria italiana alla sfida lancia dall’Unione Europea.

LA CITTÀ A PORTATA DI APP – Trend e sfide dei servizi di mobilità
Le tecnologie digitali hanno radicalmente trasformato il nostro modo di muoversi in città e di fruire dei servizi di mobilità. Ne parleremo insieme alle principali aziende che hanno rivoluzionato il settore, come ALD Automotive, FREE NOW, SHARE NOW e VINCO.NET

LA CONVERSIONE VERSO L’ELETTRICO DI MASSA – Hub di ricarica e tool a supporto della transizione
La conversione verso l’elettrico è in atto: sarà la sfida principale dei prossimi anni e sarà possibile solo grazie ad una forte collaborazione tra pubblico e privato e tra tutti gli attori coinvolti. Ne discutono Geotab, Be Charge, A2A Energy Solutions ed Energica Motor Company.

GIOVEDÌ 21 NOVEMBRE

09.30 – 13.00 – Workshop Paralleli

LA GRANDE SFIDA DELLA MICROMOBILITÀ – Istituzioni ed operatori a confronto
Un confronto tra le esperienze europee e quelle delle città italiane, che hanno già lanciato o lanceranno il bando di avvio alla sperimentazione del servizio, creando un’occasione unica di dialogo e di confronto con gli operatori del settore. Hanno già confermato la partecipazione gli Assessori alla Mobilità di Milano Marco Granelli, di Torino Maria Lapietra, di Bologna Irene Priolo e di Rimini Roberta Frisoni.

LA MOBILITÀ DIGITALE SI FA STRADA – Tra big data, pagamenti digitali e blockchain
Pagamenti digitali, utilizzo della tecnologia Blockchain, analisi dei dati, calcoli predittivi: giocano tutti un ruolo fondamentale nel processo di trasformazione digitale della mobilità. Ce lo racconteranno Regione Lombardia, AMAT Milano, Esri Italia e Flowbird Group.

www.citytech.eu

Partner Green Logistics Expo con ADACI. L’Associazione Italiana Acquisti e Supply Management attiva la sua collaborazione su vari fronti per il successo dell’evento, in partnership con BYinnovaton.

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Mobilità: se non è smart, non è sostenibile. La mobilità sostenibile è quasi sempre associata alla mobilità elettrica. In realtà la scelta della propulsione è solo una componente e l’obiettivo di rendere più “green” la mobilità si persegue solo con un approccio smart all’intero sistema.
Questa è la filosofia che anima il Future Mobility Expoforum, il 18 e 19 novembre a Torino Lingotto.

Sostituiamo le auto a benzina e diesel con auto elettriche e siamo a posto.
Questo è il mantra che viene comunemente diffuso quando si parla di mobilità sostenibile.
Per rispondere che non è così, non è necessario appellarsi a complesse e spesso opinabili analisi sul ciclo di vita di un’auto elettrica e di una a gasolio dal punto di vista delle emissioni di CO2; alla considerazione che se la crescente domanda di energia elettrica viene soddisfatta con il carbone le emissioni complessive crescono; o al fatto che la realizzazione delle batterie richiede l’utilizzo di materiali da estrarre molto costosi dal punto di vista energetico.

Consideriamo un ingorgo urbano: se questo è costituito da auto diesel e uno da auto elettriche è indistinguibile dal punto di vista del tempo perso, dell’occupazione dello spazio, persino dallo stress imposto ai cittadini, guidatori e non.

Sostenibilità quindi non è solo emettere meno CO2 (e particolato, e ossidi d’azoto, e rumore, che sembrano passati in secondo piano). Sostenibilità è ridurre l’impatto sull’ambiente e sulla quotidianità dei cittadini, di un’attività umana come la mobilità che è fondamentale per la società contemporanea. È sufficiente dare un’occhiata agli obiettivi per lo sviluppo sostenibile al 2030 delle Nazioni Unite per averne una conferma più che autorevole.
In parte è questione di efficienza: non si tratta solo di fare le stesse cose con minore impatto, ma anche di trovare un modo più intelligente per perseguire gli stessi obiettivi. Se per andare da un punto A ad un punto B una persona è costretta ad utilizzare un solo mezzo di trasporto, probabilmente il viaggio non sarà efficiente da un punto di vista ambientale, e nemmeno da quello umano.
Allora è necessario organizzare dei sistemi che offrano alle persone lo spostamento da A e B come un servizio, effettuato con un misto di mezzi diversi, privati, in sharing e collettivi, molti dei quali saranno ad emissioni ridotte ma non per forza.
Si chiama MaaS, Mobility as a Service, e costituisce uno dei temi principali di Future Mobility Expoforum.

Le città e i cittadini vivono di approvvigionamenti che provengono dall’esterno del loro territorio.
La diffusione dell’e-commerce e il ritorno dei negozi urbani ha provocato un incremento fortissimo del traffico merci in città. Utilizzare furgoni elettrici va benissimo, ma l’utilizzo di un furgone per consegnare pochi pacchi alla volta, provoca un impatto sullo spazio urbano e sull’ambiente umano poco sostenibile.
Avere un approccio smart significa trovare un modo di ottimizzare i carichi, affinché i furgoni possano diminuire. Questo vuol dire collaborazione intelligente tra trasportatori e committenti, e utilizzo di innovazioni tecnologiche, due pilastri delle soluzioni attuali di City Logistics di cui parla la sessione apposita in Future Mobility Expoforum.

Se per fare la spesa, fare il pieno, lavare l’auto, cambiare le gomme, prenotare una visita, una persona deve andare in cinque posti diversi, dovrà compiere cinque tragitti diversi, con dispendio di energia, occupazione di spazio in strada e in sosta e, dal punto di vista della sostenibilità “umana”, impiegare cinque “spazi” del suo tempo. Se invece riuscisse a ridurre a uno o due le destinazioni, non solo risparmierebbe dei tragitti ma libererebbe il suo tempo. Per questo oggi si cerca di valorizzare la sosta per offrire più di un servizio. Per esempio il parcheggio di un supermercato, si attrezza per ricaricare le batterie dell’auto, per lavarla e per il cambio gomme. Moltiplichiamo il numero di tragitti e di tempo risparmiato per i potenziali utilizzatori e si arriva velocemente a considerevoli risultati.
Il tema è centrale in due sessioni di Future Mobility Expoforum, quella sullo Smart Parking e quella sull’E-Mobility.

Questi tre esempi fanno capire che l’obiettivo da perseguire è la smart mobility, solo con essa è possibile arrivare alla sustainable mobility, e quindi allo sviluppo sostenibile, come è inteso da parte delle Nazioni Unite.

Future Mobility Expoforum, i prossimi 18 e 19 novembre, si articolerà in un programma di conferenze e in un’area incontro dedicata all’interazione con aziende, enti di ricerca e istituzioni.
Nell’agenda sono presenti anche tre Conferenze Nazionali su argomenti che si stanno imponendo come centrali nell’evoluzione futura della mobilità: Urban Air Mobility, Guida Autonoma e Micromobilità.
Future Mobility Expoforum è organizzato da GL Events e Clickutility Team, da sempre ai vertici nella realizzazione di manifestazioni di divulgazione e di incontri d’affari nel campo della mobilità e della logistica a 360 gradi, a Torino e in tutta Italia.

18 e 19 novembre – Torino Lingotto

– BYinnovation è Media Partner di Future Mobility Expoforum

www.fmweek.it

Azioni turismo sostenibile: in occasione della Giornata mondiale del Turismo il co-fondatore e Presidente di Evaneos – Eric La Bonnardière – spiega come gli operatori di viaggio possono diminuire gli effetti negativi del turismo di massa.

Da quando il turismo non viene innovato?
L’unica cosa che si può notare ad oggi è che, rispetto ad altri settori, quello turistico è in ritardo a livello internazionale nella presa di coscienza del suo impatto.

Eric La Bonnardière, co-fondatore e Presidente di Evaneos, crede che sia il modello stesso a dover essere reinventato. Il turismo rappresenta il 10% del PIL globale diventando così l’industria leader del mondo, caratterizzata però da logiche di globalizzazione, ottimizzazione e standardizzazione che l’hanno spesso trasformata in un semplice prodotto di consumo.

Ma viaggiare, secondo Eric, è più di questo: è una risorsa che consente all’individuo di aprirsi, incontrare e conoscere il mondo ma prima di tutto sé stesso.

Purtroppo, invece, oggi l’industria del turismo sta segando il ramo su cui si trova: danneggia, trasforma e non valorizza più. Un esempio su tutti sono i templi di Angkor in Cambogia dove viene chiesto alle popolazioni locali di adattarsi al notevole afflusso di turisti: i commercianti dei piccoli stand devono cessare la loro attività a favore dei negozi fisici che rispondono alla domanda standardizzata del turismo di massa. Il tutto a scapito delle comunità locali. Le popolazioni subiscono i danni per accogliere sempre più infrastrutture, svuotando così le destinazioni della cultura che li arricchisce e dà origine alla loro attrazione turistica.

Cambiamenti essenziali per un turismo più sostenibile
Eric La Bonnardière crede che nella nostra corsa al gigantismo abbiamo ormai formattato il viaggio. Abbiamo tradito la promessa di viaggiare confondendo la democratizzazione con la standardizzazione.
Sono tre i cambiamenti che devono essere fatti dai professionisti del turismo:
1. Valutare, compensare e adottare misure adeguate alle attività. È necessario ridurre a zero l’impronta di carbonio dei viaggiatori, fin dall’arrivo nel paese ospitante, e incoraggiarli attivamente a compensare il loro viaggio direttamente con le compagnie aeree.
2. Dare voce agli attori locali, spesso nascosti dietro gli intermediari. Restituire loro il potere, perché è a livello locale che viene costruita la proposta turistica. Combattere perché il viaggio “fatto in loco” diventi la norma per viaggi di qualità.
3. Essere trasparenti. Scegliamo di dare tutte le chiavi ai viaggiatori di domani in modo che possano decidere in piena coscienza. Tutti dovrebbero conoscere i rischi del turismo di massa nella loro prossima destinazione e ricevere alternative.

Questi impegni volti a innovare in una prospettiva di turismo sostenibile devono essere la lotta del secolo per gli operatori turistici.

Eric stesso ha trasformato questa lotta nel suo motto personale da 10 anni con Evaneos.it, la piattaforma fondata insieme a Yvan Wibaux che per prima consente di organizzare un viaggio 100% su misura, mettendo le persone in connessione diretta con oltre 1300 agenti locali basati in oltre 160 destinazioni nel mondo.

Fin dagli inizi Evaneos ha messo al centro del suo modello lo sviluppo economico sostenibile ed equosolidale nella convinzione che “locale è meglio”: infatti, i suoi itinerari sono pianificati da veri esperti locali che sono quindi più propensi a evitare i cliché culturali e, di conseguenza, il degrado ambientale che proviene dal turismo di massa, consentendo invece ai viaggiatori di scoprire luoghi unici e di sostenere le imprese locali che reinvestono i profitti nelle stesse destinazioni. Inoltre, poiché Evaneos consente ai viaggiatori di “acquistare direttamente” dagli agenti locali, i viaggiatori possono aspettarsi prezzi generali più equi e godere del fatto che circa il 70% del costo del viaggio supporta effettivamente le comunità e le destinazioni che visitano.

Evaneos è una start-up francese creata nel 2009 da Éric La Bonnardière e Yvan Wibaux, due ingegneri, due avventurieri, due imprenditori per i quali il viaggio è soprattutto una questione di incontri basati sull’uomo. Con un approccio innovativo nel settore del turismo, Evaneos offre un nuovo modo di immaginare, pianificare e vivere un viaggio personalizzato. La chiave del successo: un dialogo diretto con una selezione di agenzie locali.
Dall’ideazione alla realizzazione, Evaneos umanizza il viaggio. La start-up offre al viaggiatore curioso, aperto al mondo e desideroso di esperienze, l’opportunità di scoprire sé stesso viaggiando nel mondo.
L’obiettivo: beneficiare dei consigli e delle competenze dell’agente locale e creare un viaggio con lui, per un’esperienza totalmente unica ed autentica. Ad oggi, più di 300.000 viaggiatori hanno già scelto di pensare e co-costruire il loro viaggio con un agente locale accuratamente selezionato e membro della comunità Evaneos.
Oggi, con 250 dipendenti in Francia e una selezione di 1300 agenti locali selezionati, Evaneos è presente su 160 destinazioni. Pioniere di questo modello,
Evaneos è disponibile in diversi paesi europei tra i quali Germania, Inghilterra, Spagna, Italia, Paesi Bassi e in alcuni extraeuropei come Stati Uniti e Canada.

www.evaneos.it

Adesioni Green Logistics Expo 2020 alla Fiera di Padova. Appuntamenti con operatori, contatti con imprese e organizzazioni internazionali, incontri con le associazioni di settore per definire partnership e attività durante i tre giorni della manifestazione.

La prossima edizione di Green Logistics Expo sta rapidamente prendendo forma e si annuncia come un Salone ancora più focalizzato sulle necessità delle imprese manifatturiere, proiettato verso l’internazionalizzazione e in crescita come spazi espositivi occupati.
Ricco il piano di comunicazione di GLE che convolge tutti i principali media specializzati, sia cartacei che on line, del mondo della logistica e del trasporto, fra i quali anche Radio24, sulla quale sono programmate, da qui all’evento, diverse campagne promozionali, con numerosi passaggi radiofonici nelle ore di massimo ascolto, la sponsorizzazione di specifiche trasmissioni, presenze sul quotidiano di riferimento per il mondo economico, “Il Sole24 Ore”.

La presenza al Transport Logistics di Monaco, agli inizi di giugno, ha permesso di rafforzare i contatti con gli operatori italiani che già avevano partecipato alla precedente edizione di Green Logistics Expo e di toccare con mano l’interesse per il Salone, che è considerato oramai la manifestazione di riferimento italiana del settore.

Sul fronte delle presenze straniere è attivo un tavolo di lavoro con l’Ambasciata Olandese in Italia, per l’organizzazione della presenza una collettiva di aziende dei Paesi Bassi, di tutte le aree tematiche ed espositive di Green Logistics Expo.
Avanzati anche i contatti con operatori della Polonia, un Paese particolarmente importante per la logistica in quanto snodo chiave delle rotte ferroviarie verso l’Asia e la Cina in particolare.
E parlando appunto della Cina, oramai protagonista della logistica globale, trattative importanti sono in corso anche per organizzare la presenza, alla prossima edizione di Green Logistics Expo, di importanti operatori cinesi.
Sul fronte nazionale, si susseguono le adesioni dei principali porti e interporti Italiani, e di numerose importanti aziende di logistica e trasporti.
Di particolare interesse e ricco di risultati, il dialogo avviato con tutte le Associazioni di Categoria del settore per analizzare assieme contenuti e trend sui quali puntare durante il Salone.

Green Logistics Expo è anche una importante occasione di dialogo e confronto per chi rappresenta le imprese e i lavoratori del settore, con i policy makers italiani e comunitari oltre che con il mondo della ricerca.
Si tratta di un aspetto strategico, soprattutto in questo un momento storico, che prevede uno sforzo eccezionale, da parte di tutti gli attori di questo mondo complesso, finalizzato a coniugare gli obiettivi della sostenibilità ambientale, ormai imprescindibile, con quelli della sostenibilità economica e del business.
In questo senso, il convegno di apertura potrà configurarsi come una sorta di “Stati Generali della Logistica” grazie alla partecipazione di tutti i più autorevoli rappresentanti del settore, dai costruttori di veicoli e il coinvolgimento del mondo politico e istituzionale, a partire dai Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti e di quello dell’Ambiente.

Green Logistics Expo conferma anche in questa sua seconda edizione la formula vincente sperimentata nel 2018: articolazione in quattro macro–aree:
– intermodalità
– logistica industriale e real estate
– e-commerce
– city&logistics, che si focalizza sulla logistica in ambito urbano e più in generale affronta il tema dei nuovi Design urbani.
Trasversali a queste quattro macroaree, saranno i focus specifici su alcuni temi, come ad esempio il food o il trasporto a temperatura controllata, e gli eventi speciali.

Una particolare attenzione sarà dedicata al coinvolgimento dell’Unione Europea, con incontri tecnici dedicati ai corridoi, la presentazione di progetti finanziati dal programma CEF e la partecipazione delle Agenzie che gestiscono i fondi comunitari dedicati ai trasporti sostenibili.

Fiera di Padova, da mercoledì 18 a venerdì 20 marzo 2020

– BYinnovation è Media Partner di Green Logistics Expo

www.GreenLogisticsExpo.it

2a Green Logistics Expo. Dove la Logistica incontra l’Impresa. E’ in piena attività la macchina organizzativa della seconda edizione di Green Logistics Expo, il Salone Internazionale della Logistica Sostenibile, che si terrà alla Fiera di Padova.

Sono ormai definiti gli obiettivi della nuova edizione, dopo i positivi riconoscimenti ricevuti dall’edizione d’esordio, che si è svolta a marzo dello scorso anno. 
Un successo certificato dagli operatori e dalle imprese che hanno riconosciuto Green Logistics Expo come il nuovo punto di riferimento che colloca l’Italia su un piano di parità con i principali Paesi europei.

Un evento B2B, dove si danno appuntamento clienti e colleghi per confrontarsi sui mercati europei e globali, che fino ad oggi mancava in Italia; un luogo di incontro tra gli operatori logistici e il mondo della produzione della distribuzione e del commercio.

La formula, apprezzata da espositori e visitatori professionali, rimane invariata. Il salone è diviso in quattro macrosettori: Intermodalità e Trasporti, Logistica Industriale e Real Estate Logistico, ECommerce, City&Logistics e Mobilità Urbana pronte ad accogliere i leader dell’intermodalità ferroviaria e del trasporto merci, della logistica per l’industria e della portualità, dell’e-commerce e dei servizi per la città del domani.

A Green Logistics Expo si troveranno quindi porti, interporti, navi, ferrovie, automezzi, infrastrutture, sistemi di governance, ICT per l’Intermodalità. Un’attenzione particolare sarà dedicata all’Intralogistica e ai profondi cambiamenti che, per effetto della rivoluzione digitale, dell’industria 4.0 e degli obiettivi green stanno cambiando in profondità il “magazzino”.

I nuovi “Design” urbani e il cittadino “onlife”, soprattutto per i temi riferiti al trasporto e alla mobilità, saranno al centro dell’esposizione dedicata alla Logistica Urbana, mentre i luoghi, i modi dello shopping, ormai “scollati”, saranno affrontati negli spazi dell’E-commerce, un fenomeno che ha profondamente cambiato lo scenario dello scambio e introdotto nuove professionalità quali esperti in Analytics e Big Data e dove la logistica deve confrontarsi con sfide sempre più audaci: dall’ultimo miglio alla domanda green, dall’internet delle cose alle difficoltà della blockchain.

Green Logistics Expo, come nella prima edizione, svilupperà anche un articolato programma di convegni, incontri e workshop ideali luoghi di incontro e confronto per rappresentanti istituzionali, amministratori pubblici, ricercatori e studiosi dei trasporti e della pianificazione urbana.
Il programma sarà costruito a stretto contatto con i protagonisti dell’evento e crescerà, giorno dopo giorno, supportato da una adeguata campagna di comunicazione verso tutto il mondo della logistica italiana.

Saranno affrontati gli scenari, le soluzioni tecniche, le innovazioni di prodotto, di modello organizzativo e di business e approfonditi temi quali lo sviluppo dell’intermodalità e delle infrastrutture, la gestione immobiliare e l’automatizzazione dei magazzini con l’utilizzo dell’AI–Artificial Intelligence, la logistica e il commercio nello sconvolgimento dell’e-commerce, i nuovi design urbani in chiave green.

Nella seconda edizione crescono, quindi, gli spazi e gli espositori: ne sono previsti 450 per il 70% italiani. Attesi anche più visitatori (12.000), un buon 20% dei quali provenienti dall’estero, a conferma della vocazione internazionale della manifestazione.

Molte le figure professionali che troveranno a Green Logistics Expo possibili soluzioni alle loro esigenze: in primis naturalmente responsabili logistici e di magazzino, ma anche imprenditori e manager delle imprese non solo di grandi dimensioni. La logistica sia delle materie prime che distributiva è divenuta ormai parte fondamentale del processo produttivo e non è più considerata un semplice servizio. Inoltre le imprese manifatturiere prendono sempre più coscienza che vendere “franco fabbrica” comporta rischi non trascurabili e priva di interessanti opportunità che possono incidere in mondo significativo sulla marginalità.

Gli obiettivi sono chiari: spazi espositivi più grandi, una dimensione internazionale in crescita, con un Paese ospite e un’ancora maggiore vicinanza al mondo dell’impresa e della manifattura e l’aumento di workshop professionali.

18 – 20 marzo 2020 a Fiera di Padova

– BYinnovation è Media Partner di Green Logistics Expo

www.GreenLogisticsExpo.it

Traghetto ibrido Lago Maggiore. Il trasporto sostenibile non si limita alle imbarcazioni di nuova costruzione. ABB userà la sua innovativa tecnologia per convertire alla propulsione ibrida San Cristoforo, una motonave da 386 tonnellate operante sul Lago Maggiore, in modo da incrementarne l’efficienza energetica e ridurne al contempo le emissioni.
La conversione della San Cristoforo, costruita nel 1965 prevede l’installazione di un sistema elettrico propulsivo a batterie che consentirà alla motonave di operare in modalità ibride e a zero emissioni.
L’opera di ammodernamento utilizza le soluzioni di propulsione ABB, tra cui batterie e relativo sistema di gestione e controllo della carica.

Il traghetto, di proprietà di Gestione Governativa dei Servizi Pubblici di Navigazione sui laghi Maggiore, Garda e Como, trasporta fino a 450 passeggeri e 27 veicoli. A seguito della conversione, i passeggeri della San Cristoforo beneficeranno di una navigazione più confortevole grazie alla riduzione di rumore, vibrazioni e fumi di scarico.

“Questo ammodernamento permetterà alla San Cristoforo di operare ancor più nel rispetto dell’ambiente. Siamo felici di lavorare con ABB, considerata l’impareggiabile esperienza del Gruppo nel progettare, sviluppare ed implementare soluzioni propulsive ibride” ha dichiarato Alessandro Acquafredda, Direttore Generale Gestione Navigazione Laghi.

Il progetto di retrofit segna il debutto della soluzione Onboard Microgrid di ABB, una piattaforma compatta in corrente continua destinata a piccoli natanti recentemente presentata che ha lo scopo di ottimizzare l’efficienza propulsiva e ridurre dei consumi, grazie ad una gestione controllata della potenza disponibile.

“Onboard Microgrid permetterà al traghetto di ottimizzare l’efficienza energetica grazie ai benefici della propulsione ibrida”, continua Alessandro Acquafredda,”e di gestire al meglio lo spazio in sala macchine; inoltre, è efficiente in termini di tempo e semplice da installare”

“Il nostro Onboard Microgrid si rivolge ad uno specifico settore del mercato. Le imbarcazioni più piccole giocano un ruolo importante nel futuro dello shipping, che sarà elettrico, digitale e connesso” ha dichiarato Juha Koskela, Managing Director, ABB Marine & Ports.

Il nuovo Onboard Microgrid si basa sui principi del premiato sistema di distribuzione di energia ABB Onboard DC Grid™, la cui comprovata capacità permette alle imbarcazioni più grandi di risparmiare fino al 20% di energia. Con il lancio della nuova soluzione, di dimensioni compatte, ABB permette risparmi simili anche alle piccole imbarcazioni che operano su brevi distanze. Onboard Microgrid può essere utilizzato su imbarcazioni alimentate a batterie, fuel cell o ibride.

“Il progetto San Cristoforo rappresenta una pietra miliare per ABB: una concreta dimostrazione delle capacità del Gruppo di modernizzare navi di qualunque tipo e dimensione, migliorandone l’efficienza energetica grazie ai benefici della propulsione ibrida” ha dichiarato Jyri Jusslin, Head of Global Service, ABB Marine & Ports.

ABB è in prima linea a livello mondiale nello sviluppo sostenibile, con oltre la metà delle sue entrate globali derivanti da soluzioni che affrontano direttamente le cause del cambiamento climatico.

www.abb.it

Cruise ships poisoning city air with sulphur as much as cars. Cruises docking in Barcelona are spewing out five times more SOx than the city’s 560,000 cars every year, according to the T&E study, which is based on satellite data of ship movements.
Palma Mallorca (Spain) and Venice and Civitavecchia in Italy are the next worst hit, with Southampton in England the fifth worse for SOx emissions from cruise ships. These emissions form sulphate aerosols and fine particles that harm human health and cause acid rain and acidification of the seas.

T&E said these ports and their countries are so exposed because they are major tourist destinations, where cruise ships make prolonged port calls.

T&E’s shipping policy manager, Faig Abbasov, said: ‘Luxury cruise ships are floating cities powered by some of the dirtiest fuel possible. Cities are rightly banning dirty diesel cars but they’re giving a free pass to cruise companies that spew out toxic fumes that do immeasurable harm both to those on board and on nearby shores. This is unacceptable.’

Cruise ships also belch out poisonous nitrogen oxides (NOx) equivalent to 15% of Europe’s car fleet every year. In Marseille, where 57 cruise ships called in 2017, they emitted almost as much NOx as one-quarter of the city’s 340,000 passenger cars. SOx, ultrafine particles (PM2.5) and NOx cause premature death, including from lung cancer and cardiovascular disease, and lead to childhood asthma.

Diesel cars have been the focus of the air pollution crisis in Europe’s cities, but along the coasts of countries such as Norway, Denmark, Greece, Croatia and Malta a handful of cruise ships are responsible for more NOx than the majority of their domestic car fleets.

The next European Commission will face calls to implement a zero-emission port standard for cruise ships as soon as possible, and then extend it to other ship types. T&E also recommends extending low emission control areas (ECAs), currently in place only in the North and Baltic Seas and English Channel, to the rest of the European seas. Furthermore, the report recommends turning low emissions control areas into zero emission control areas to equally address air pollution and GHG emissions.

T&E said the new global standard for low-sulphur fuel, to be implemented from 2020, is welcome but won’t bring an improvement in ports as high-sulphur fuel is already banned there for cruise ships.

Faig Abbasov concluded: ‘There are enough mature technologies to clean up cruise ships. Shore-side electricity can help cut in-port emissions, batteries are a solution for shorter distances and hydrogen technology can power even the biggest cruise ships. The cruise sector are apparently not willing to make the shift voluntarily, so we need governments to step in and mandate zero emission standards.’

www.transportenvironment.org

Interessante panel Fleet InnovAuto. Dopo gli stimolanti contenuti espressi dal panel di manager che ho avuto il piacere di moderare a Innovauto, ecco in breve alcune riflessioni sulle prospettive del mercato delle Flotte Auto Aziendali.
Le Aziende utilizzatrici sono ancora prudenti sulle adozioni di nuove forme di mobilità, pur consapevoli che le scelte di oggi condizioneranno i prossimi 3 – 5 anni della mobilità della propria azienda.
Ragioni prima di tutto di prudenza economica e di necessità di essere ancora garantiti nelle prestazioni dalle tecnologie mature, con i loro vantaggi e svantaggi.

Ne hanno parlato
– Massimo Todaro, Commercial Fleet Global Solutions Deploy Manager SHELL Italia Oil Product
– Emanuele Pasca, Global e-Mobility Offering Enel X
– Aldo Paolo Iacono, Direttore fleet & mobility EDENRED
– Stefano Bendandi, Fleet Manager ABOCA
– Marco Dainese, Head of Corporate Sales & Remarketing EMEA Region MASERATI.

Nell’immediato, la vera rivoluzione nei servizi di mobilità alle aziende la daranno gli operatori dei servizi digitali, che stanno adeguando le proprie soluzioni alle nuove prospettive di mobilità, coniugando la gestione delle informazioni sui veicoli, le abitudini di utilizzo, le prestazioni, le fatturazioni, l’ottimizzazione dei percorsi, la sicurezza, verso i grandi flussi dei big data.
La seconda rivoluzione sta arrivando dal mercato dei titolari di partite IVA, che si sta aprendo per le auto a noleggio, spinta anche dalla necessità di semplificare le operazioni di rifornimento dopo le incombenze della gestione della fattura elettronica nei distributori di carburanti.

Ma la sintesi più forte e condivisa è stata il riconoscimento che è necessario informare meglio sia i decisori, sia i “clienti interni” delle aziende: più cultura e più specifica.
Aumenta il vantaggio, perché aumentano le opzioni di scelta: le motorizzazioni diesel, benzina, metano, ibrido, ibrido plug-in, elettrico coesisteranno per anni, quindi è logico che aumenterà l’imbarazzo della scelta: il tipo di alimentazione dell’auto oggi va adottata studiando bene l’uso specifico e reale che l’utente ne farà.

autore Enrico Rainero

– BYinnovation è Media Partner di Innovauto

www.innovauto.it

Laurea Magistrale in Mobility Engineering del Politecnico di Milano. Partner del Corso 13 enti e imprese tra cui Scania e A35 Brebemi. Oggetto di studio anche il progetto della prima autostrada elettrificata in Italia, sviluppato da A35 Brebemi con Scania e Siemens.

Il Politecnico di Milano, insieme a 13 enti e imprese – chiave del settore, ha deciso di arricchire la propria offerta formativa con il Corso di Laurea Magistrale in Mobility Engineering (#LMMobilityEngineering).
Il Corso è stato presentato dal Rettore dell’Ateneo Ferruccio Resta, da Renato Mazzoncini, Docente di Mobility, Infrastructures & Services e da Dario Zaninelli, Coordinatore della commissione per la progettazione della nuova Laurea Magistrale.
Il nuovo Corso, attivo dal prossimo anno accademico 2019/2020, sarà erogato in lingua inglese.

La nuova Laurea rappresenta un percorso formativo unico nel suo genere e risponde sia alle richieste di innovazione che vengono dalle imprese, sia alla necessità di potenziamento di settori strategici per lo sviluppo economico che arriva dal Sistema Paese.

Un ruolo centrale nella nascita del nuovo Corso di Laurea Magistrale in Mobility Engineering è stato svolto dai 13 enti e industrie leader del settore che hanno collaborato con l’Ateneo per definire il programma di studi, tra queste Brebemi e Italscania oltre a Alstom Italia; Ansaldo STS; ATM;Brescia Mobilità; EvoBUS Italia S.p.A; Gruppo FS Italiane; Hitachi Rail; Lucchini RS; Mermec; Metra; Trenord.

Tra i progetti che verranno presi in analisi durante il nuovo corso di laurea, c’è anche il progetto della prima autostrada elettrificata in Italia, sviluppato da A35 Brebemi con Scania e Siemens.

“Il progetto pilota “CAL-A35 eHighway” per la mobilità elettrica delle merci, che vede al nostro fianco Scania, Siemens, Politecnico di Milano e altri prestigiosi partner, trova nella nuova Laurea Magistrale in “Mobility Engineering” del Politecnico di Milano, la giusta collocazione”, afferma il Presidente di A35 Brebemi, Francesco Bettoni. “Abbiamo sempre guardato al futuro con fiducia, convinti che l’innovazione anche in questo campo potesse solo migliorare la qualità della vita e la nostra presenza qui, all’interno di un prestigioso ambito formativo, va in questa direzione. L’interesse di A35 Brebemi verso questo nuovo corso di Laurea è quindi evidente nella misura in cui la sperimentazione desse i risultati sperati e quindi vi sarebbe la necessità di formare figure professionali di nuova generazione di alto “standing” in grado di sopperire alle straordinarie opportunità lavorative che il neo modello di business potrà sviluppare”

“Siamo molto orgogliosi di essere tra i promotori di questo progetto e di lavorare a stretto contatto con il mondo accademico. Scania è costantemente impegnata nel cooperare con tutti gli attori che si trovano ad operare nell’ecosistema dei trasporti, al fine di guidare il cambiamento verso un sistema di trasporto sostenibile. In questo senso si inserisce la collaborazione con il politecnico, realtà di grande prestigio in grado di formare profili professionali del futuro che potranno svolgere un ruolo di primaria importanza nel settore della mobilità, logistica e trasporti”, ha evidenziato Franco Fenoglio, Presidente e Amministratore Delegato di Italscania. “Lo sviluppo della prima autostrada elettrificata in Italia, una delle prime in Europa, è un esempio di grande eccellenza sul fronte dell’innovazione: il fatto che questo progetto diventi oggetto di studio nel nuovo corso di laurea del politecnico è per noi un motivo di grande orgoglio”.

CAL-A35 Brebemi eHighway per la mobilità elettrica delle merci
L’idea è quella di dotare l’autostrada, in entrambe le direzioni, di una linea elettrica sospesa che consenta l’alimentazione degli autocarri Scania in circolazione. Il progetto a cui si sta lavorando prevede una prima fase di “studio pilota” in cui l’elettrificazione abbia una estensione massima utile a mettere a regime e tarare il sistema, nella tratta centrale della A35. In seguito a questo, una volta verificate efficienza, efficacia e sostenibilità economica della soluzione in oggetto nonché stabilita una chiara programmazione sovra-nazionale che vada nella direzione della soluzione medesima, si potrà procedere ad una seconda fase che prevede l’elettrificazione della A35, congiuntamente alla commercializzazione dei veicoli e dei relativi dispositivi per l’utilizzo della linea elettrificata.

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