Category: Mobilità

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SEAT e SNAM mobilità a metano. Partnership per promuovere utilizzo di gas naturale e rinnovabile per auto in Europa. Il presidente di SEAT Luca de Meo e l’amministratore delegato di Snam Marco Alverà hanno firmato oggi a Milano un accordo strategico per promuovere l’utilizzo del gas naturale (CNG – gas naturale compresso) e del gas rinnovabile (biometano) per la mobilità sostenibile, oltre a progetti di ricerca e sviluppo in questo ambito. La condivisione di mercati strategici come l’Italia, la Francia e l’Austria consentirà a SEAT e Snam di realizzare sinergie per dare impulso a CNG e bio-CNG come alternative più pulite e convenienti rispetto ai carburanti tradizionali.
In base all’accordo, siglato durante il Partners’ Day di Snam, le aziende esploreranno opportunità di sviluppo di business e iniziative rivolte ai rivenditori, ai clienti commerciali e agli automobilisti per promuovere il sistema delle stazioni di rifornimento di gas naturale e l’individuazione di nuovi progetti tecnologici.
SEAT e Snam collaboreranno inoltre nello sviluppo di servizi di mobilità e nella creazione di nuovi prodotti, con l’obiettivo di offrire un valore aggiunto ai proprietari di questo tipo di veicoli. L’accordo, che potrà essere esteso agli altri brand del gruppo Volkswagen, include anche iniziative per lo sviluppo tecnologico del biometano, fonte rinnovabile che consente un’ulteriore riduzione delle emissioni.

“L’accordo con Snam – ha sottolineato il presidente di SEAT Luca de Meo – pone le basi per una maggiore diffusione del CNG: l’Italia è leader in Europa nell’utilizzo di questa alimentazione e quest’anno concentra il 55% delle vendite di auto a metano. Un veicolo su cinque venduti da SEAT in Italia è a CNG. Con questa collaborazione vogliamo dare ulteriore impulso allo sviluppo del gas compresso in Italia ed esportare in altri paesi questo caso di successo”.

“Questa nuova partnership – ha commentato l’amministratore delegato di Snam Marco Alverà – permetterà di favorire un ulteriore sviluppo della mobilità sostenibile a gas naturale e biometano sia in Italia che in tutto il continente perché unisce due leader europei: noi nella realizzazione di infrastrutture innovative, SEAT nello sviluppo di nuovi modelli sostenibili. Sia noi che SEAT siamo convinti che il gas naturale, ancora di più grazie alla rapida diffusione del gas rinnovabile, sia la soluzione più immediata per migliorare la qualità dell’aria nelle nostre città, abbinando sostenibilità ambientale a prestazioni ed economicità. La mobilità sostenibile è uno dei punti principali del nostro piano di investimenti da 200 milioni di euro nei business della transizione energetica”.

CNG: un’alternativa sostenibile
In Europa l’utilizzo del metano per autotrazione è in crescita. L’Italia è il mercato principale, con una flotta di circa 1 milione di auto e 1.300 distributori. SEAT punta su questa soluzione come alternativa efficiente e vantaggiosa ai carburanti tradizionali, offrendo tecnologie a gas compresso e ibride a benzina sui modelli Mii, Ibiza, Leon e Arona, l’unico SUV a CNG al mondo.
Snam ha recentemente inaugurato a Pesaro la prima stazione di L-CNG e ha circa 50 impianti di rifornimento di gas naturale e biometano in fase di realizzazione nell’ambito del suo piano di sviluppo pluriennale, che ne prevede circa 300.
L’utilizzo di un’auto a CNG riduce le emissioni di ossido di azoto del 75% rispetto a un veicolo diesel e la CO2 del 25% rispetto alla benzina, eliminando sostanzialmente le polveri sottili. L’autotrazione a metano è considerata ecologica dall’Unione europea, pertanto questi veicoli possono circolare in molte città d’Europa anche in presenza di restrizioni al traffico dovute all’inquinamento. Il gas naturale contribuisce alla lotta contro il cambiamento climatico e assicura significativi vantaggi economici ai consumatori, consentendo risparmi superiori al 30% per kilometro rispetto al diesel e superiori al 55% rispetto alla benzina.

SEAT è l’unica società che progetta, sviluppa, produce e vende auto in Spagna. Membro del Gruppo Volkswagen, la multinazionale ha sede a Martorell (Barcellona), esporta l’80% dei veicoli ed è presente in oltre 80 paesi in tutti i 5 continenti. Nel 2017, SEAT ha ottenuto un utile al netto delle imposte pari a 281 milioni di euro, vendendo quasi 470.000 auto e raggiungendo un fatturato record, superiore a 9,5 miliardi di euro.
Il Gruppo SEAT impiega oltre 15.000 professionisti nei suoi tre centri di produzione: Barcellona, El Prat de Llobregat e Martorell, dove fabbrica le popolari Ibiza, Arona e Leon. Inoltre, la società produce l’Ateca e la Toledo nella Repubblica Ceca, la Tarraco in Germania, l’Alhambra in Portogallo e la Mii in Slovacchia.
La multinazionale ha un Centro tecnico, che funge da knowledge hub e riunisce 1.000 ingegneri focalizzati sullo sviluppo dell’innovazione per il maggior investitore spagnolo in R&D. SEAT fornisce già la più recente tecnologia di connessione nei suoi veicoli ed è attualmente impegnata nel processo di digitalizzazione globale della società per promuovere la mobilità del futuro.

Snam è la principale utility del gas in Europa. Nata nel 1941 come Società Nazionale Metanodotti, da oltre 75 anni realizza e gestisce infrastrutture sostenibili e tecnologicamente avanzate che garantiscono la sicurezza energetica. Opera in Italia e, tramite partecipate, Austria (TAG e GCA), Francia (Teréga) e Regno Unito (Interconnector UK). È tra i principali azionisti di TAP (Trans Adriatic Pipeline) ed è la società maggiormente coinvolta nei progetti per la realizzazione dell’Energy Union.
Prima in Europa per estensione della rete di trasporto (oltre 32.500 km in Italia, circa 40.000 con le partecipate internazionali) e capacità di stoccaggio di gas naturale (16,7 miliardi di metri cubi in Italia, circa 20 miliardi con le partecipate internazionali), gestisce il primo impianto di gas naturale liquefatto (GNL) realizzato in Italia ed è azionista del principale terminale del Paese.
Il suo modello di business è basato sulla crescita sostenibile, sulla trasparenza, sulla valorizzazione dei talenti e sullo sviluppo dei territori dialogando con le comunità. Snam promuove la mobilità sostenibile, espande il proprio business nell’efficienza energetica, nel biometano e in tecnologie innovative per aumentare l’uso del gas rinnovabile, una risorsa chiave per la green economy.

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Successo Future Mobility Week: si è chiusa a Torino con 2.500 operatori per la mobilità di domani, con le ultime visite tecniche. A Lingotto Fiere, Future Mobility Expoforum, Automotive Cluster Forum e MoveApp Expo e i cinque workshop ospiti hanno registrato nelle due giornate del 3 e 4 ottobre a Lingotto Fiere circa 2500 operatori accreditati per ascoltare gli oltre 230 esperti relatori e visitare l’area espositiva e demo.

I primi riscontri consentono già di dirlo: il debutto di Future Mobility Week è stato positivo.
Solo nelle due giornate a Lingotto Fiere (3-4 ottobre) 2.500 operatori si sono accreditati per assistere alle 25 sessioni di convegno e workshop con 230 relatori, e per visitare l’area espositiva e demo, incontrando le numerose realtà presenti. 140 i partner e sostenitori che hanno collaborato a trasformare Torino nel palcoscenico dell’hardware, il software ed i servizi per la mobilità nuova, che cambia le abitudini, le infrastrutture, la città, la società e l’economia.
Future Mobility Week è stata resa possibile in particolare dal patrocinio, la promozione e l’appoggio del territorio torinese e piemontese, dalle istituzioni locali come Comune, Città Metropolitana, Regione alle aziende pubbliche e partecipate, dalle associazioni industriali locali e nazionali alle istituzioni accademiche e di ricerca.

“Future Mobility Week si posiziona come unica manifestazione in cui gli operatori e le istituzioni a livello nazionale si confrontano su tutti i temi della mobilità nuova e smart – commenta Carlo Silva, Presidente di Clickutility Team. La mobilità del futuro è infatti articolata, complessa ed integrata, andando ben oltre le prospettive anche più estreme della trazione elettrica, e probabilmente con aspetti più rilevanti di quest’ultima per l’economia, la società e i singoli cittadini.”

Come afferma Lamberto Mancini, nuovo Amministratore Delegato di Lingotto Fiere – “L’organizzazione nel quartiere fieristico del Lingotto, luogo simbolo nella storia dell’automobilismo italiano, di un salone b2b dedicato alla mobilità del futuro, è espressione di un duplice impegno di GL events Italia: da un lato, quello di valorizzare il ruolo e l’eredità di questa sede nel tessuto socio-economico cittadino; dall’altro, la volontà di portare sempre più nei propri padiglioni occasioni di confronto con la modernità e con il mondo che cambia, in ogni ambito. La risposta, del territorio e del mercato, ci dice che siamo sulla strada giusta.

Rispecchiando la vocazione di Future Mobility Week verso l’apertura al territorio, quest’anno il programma ha incluso visite tecniche, anche riservate alla scuole, presso eccellenze produttive, di ricerca e di servizio, nonché seminari di alta divulgazione organizzate da realtà partner.
Gli argomenti affrontati nella due giorni di Lingotto Fiere, con gli eventi Future Mobility Expoforum, Automotive Cluster Forum e Move.APP Expo, hanno coperto tutti i temi più caldi della mobilità, nei suoi aspetti industriali e di servizio: i veicoli intelligenti e sostenibili; l’accesso alla mobilità, la logistica intelligente e sostenibile, le smart road e le infrastrutture, le nuove forme di mobilità urbana, come la mobilità aerea di merci e persone utilizzando veicoli autonomi e guidati a distanza; in campo industriale, materiali avanzati, progettazione, produzione ed assemblaggio, tecnologie e metodi; sistemi di mobilità nell’ambito locale e regionale, sicurezza attiva e passiva nella mobilità di persone e merci, integrazione ferro-gomma e trasporti rapidi di massa, reti di trasporto urbano su gomma a basso o nullo impatto ambientale.

Future Mobility World ha visto il 2 e 3 ottobre la tappa finale del campionato italiano di Green Endurance riservato alle vetture 100% elettriche. All’arrivo nel piazzale di Lingotto Fiere, è risultato primo sia nella classifica di gara che in quella finale di campionato l’equipaggio Ventura-Marchisio.

Future Mobility Week è organizzato da GL events e Clickutility Team, da sempre ai vertici nella realizzazione di manifestazioni di divulgazione e di incontri d’affari nel campo della mobilità e della logistica a 360 gradi, a Torino e in tutta Italia.

La prossima edizione di Future Mobility Week si svolgerà a metà del mese di ottobre del 2019.

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Torino Green Endurance. Quanto fai con una ricarica? I migliori driver elettrici in gara a Torino alla Future Mobility Week. Il 3 ottobre la penultima gara del campionato italiano “Green Endurance”. Intanto crescono le aziende che sostengono FMW.

Future Mobility Week scende in strada. La più completa manifestazione sull’hardware, il software ed i servizi per la mobilità nuova, ospita il 3 ottobre prossimo, tra i numerosi eventi che la caratterizzano, la penultima prova del “Green Endurance”, il nuovo Campionato Italiano Energy Saving varato dalla Commissione Attività Ecosostenibili e Sperimentali di AciSport per il 2018.
Questa edizione del Campionato ammette per la prima volta solo veicoli con alimentazione 100% elettrica. Gli equipaggi si trovano di fronte alla sfida di gestire ogni kW/h della batteria dell’auto durante le gare che hanno lunghezze tra 400 e 600 km. Un settore di gara particolarmente interessante per la mobilità di ogni giorno è la “Green Pole Position”, dove sono determinanti le abilità di guida, navigazione e l’efficienza tecnica delle vetture. La Green Pole Position è una prova esclusivamente di consumo che determina l’ordine di partenza della gara e premia l’equipaggio più “green” con 5 punti extra in classifica.
La ricarica delle vetture avviene in conformità della normativa (Modo3 IEC 61851-1) con l’allestimento di un “Charge Park” dove ogni concorrente ha a disposizione una wall-box da 7,4 kW con presa Tipo2. A Torino i paddock, la partenza e l’arrivo saranno allestiti nel piazzale antistante a Lingotto Fiere, sede di molte eventi della Future Mobility Week.

Intanto, crescono i sostenitori della manifestazione del Lingotto, e in particolare dei due eventi principali, Future Mobility Expoforum il 3 e il 4 ottobre e l’Automotive Cluster Forum del 4 ottobre.
Gli ultimi arrivati comprendono SEAT (Gruppo VW), 5T, EasyPark, FSCargo, Assogasliquidi, Greenshare, Keysight Technologies, Masternaut, Microlease e Nedap.
Importante anche l’adesione degli stakeholders: ANCI, ANFIA, ANEV, ANFOV, Camera di Commercio di Torino, CEI-CIVES, Citta di Torio, Città Metropolitana di Torino, Commissione Europea, I3P, Mesap, Ministero dell’Ambiente, OITA, Regione Piemonte, Telios, Torino Design of the City, Torino Wireless, TSP, TTS, Unione Industriale di Torino, UNRAE.

Future Mobility Week si svolge dall’1 al 5 ottobre a Torino, principalmente a Lingotto Fiere. FMW nasce dall’esperienza di GL Events e Clickutility Team, da cinque anni co-organizzatori di Smart Mobility World nel mondo della mobilità.

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SustainAbility mobilità pulita in Europa: gli strumenti identificati in un nuovo studio con Ujet. Gli scooter elettrici sono una soluzione vantaggiosa e rapidamente scalabile per le sfide sociali, ambientali ed economiche nelle città; è però necessaria un’azione più decisa per incentivare lo switch dai veicoli tradizionali.
Questo il risultato della ricerca, commissionata dalla global tech company Ujet e presentata durante Citytech. Nello studio si evidenzia, infatti, come i potenziali benefici degli scooter elettrici saranno raggiunti solo nelle città dove vi è una rapida e profonda trasformazione delle flotte di veicoli privati, determinata da un cambiamento delle policy.
Mentre negli ultimi decenni le emissioni prodotte da altri settori sono diminuite, gli impatti della mobilità sono aumentati. Le emissioni causate della mobilità sono attualmente responsabili di circa il 23% delle emissioni globali di CO2 e contribuiscono in modo determinante all’inquinamento atmosferico nelle nostre città.
I veicoli elettrici (EVs) vengono considerati sempre di più la soluzione maggiormente efficiente per eliminare le emissioni causate della mobilità e per migliorare la qualità dell’aria. La relazione sottolinea che la sostituzione dell’80% dei veicoli su strada con i veicoli elettrici, compresi gli scooter, entro il 2050 ridurrebbe le emissioni di NOx, PM e SO2 di oltre l’80% rispetto ai livelli del 2010.

La ricerca dimostra inoltre che l’inazione non è un’opzione.
Attualmente, 9 persone su 10 in tutto il mondo respirano aria inquinata.
Questo causa 556.000 morti premature in Europa attribuibili all’inquinamento dell’aria e a quello domestico.

Solo a Barcellona è stato stimato che 3.500 morti premature sono correlate all’inquinamento dell’aria.
Al di là di questo, la congestione nelle città costa all’economia europea oltre l’1% del suo PIL ogni anno.
Parigi è la terza città più congestionata in Europa con il traffico in aumento di circa 40 minuti al giorno e con un costo complessivo di 9.9 miliardi di euro l’anno.

Il passaggio ad auto e autobus elettrici – promosso a vari livelli – è al centro delle discussioni; il rapporto costo/efficacia e la scalabilità presentano però una barriera per l’effettiva adozione. Secondo il report, i requisiti minimi di infrastruttura e deposito rendono gli scooter elettrici un’opzione di mobilità facilmente scalabile e pulita. Ogni posto auto può contenere un totale di 10 scooter, e un passaggio del 10% da auto a e-scooter ridurrebbe la congestione del 40%, aiutando a contrastare la più grande fonte di inquinamento atmosferico.

“Le esistenti soluzioni di mobilità urbana non stanno al passo con la crescita delle città e non fanno fronte all’incremento di inquinamento e congestione. L’unica soluzione è ridefinire la mobilità urbana, adottando un modello più adeguato e adottando velocemente questa nuova soluzione” ha sostenuto Hugues Despres, CEO di Ujet International. “È necessario pensare i trasporti urbani in prospettiva futura. La nostra missione è di permettere ad ogni individuo di cambiare la propria relazione con la città in cui vive e siamo entusiasti di lavorare al miglioramento di mobilità, comodità e sostenibilità” ha proseguito Despres.

“Nelle città d’Italia, le morti premature causate dallo smog superano la media europea: più di 60 mila all’anno – ha dichiarato Andrea Poggio, responsabile mobilità sostenibile per Legambiente ONLUS. “Nelle città storiche, il traffico ci perseguita quanto l’inquinamento: è per questa ragione che a Milano circolano 12 moto ogni 100 abitanti e a Genova ben 24. Gli scooter elettrici possono rappresentare in Italia una fantastica soluzione sia per la mobilità dei singoli che per la qualità della vita urbana di tutti. Tanto più che la trazione elettrica si dimostra particolarmente performante ed efficiente proprio per i mezzi più leggeri: Ujet con la batteria carica può percorrere un centinaio di chilometri e si ricarica ad una normale presa elettrica a casa o in ufficio al costo di 50 centesimi circa. La velocità massima di 45 km/h consente veloci spostamenti urbani, ma limita gli eccessi e i pericoli relativi”.

SustainAbility ha classificato nove tipologie di trasporto urbano – dall’auto agli spostamenti pedonali – concludendo che gli e-scooter offrono i maggiori benefici in termini sia ambientali sia sociali. I parametri utilizzati per classificare le diverse soluzioni sono: sostenibilità, inclusività, efficienza e sicurezza. Su un totale di 39 punti disponibili, gli e-scooter hanno raggiunto 37 punti contro i 26 degli scooter.
Le autorità cittadine e i governi stanno già esplorando le diverse opzioni per una mobilità più sostenibile. Le iniziative identificate in tutto il mondo comprendono di modelli di sharing, sistemi di gestione del traffico e una migliore integrazione delle diverse modalità di mobilità.

Nel 2017, dodici città tra cui Milano, Parigi e Barcellona, hanno firmato la C40 Fossil-Fuel-Free Streets Declaration (Dichiarazione sulle strade senza combustibile fossile C40), impegnandosi a fornire dal 2025 solo autobus a emissione zero e ad assicurare, entro il 2030, un’area più grande ad emissione zero nelle città.
Mentre molte misure di politica europee nazionali e municipali si concentrano sulle auto e trasporti pubblici elettrici, sono necessarie ulteriori iniziative che promuovano attivamente l’adozione di scooter elettrici nelle città.
I governi e le città dispongono di potenti strumenti politici per incentivare un ulteriore cambiamento.

Gli esempi emersi dallo studio includono:
– Creazione di sovvenzioni e incentivi fiscali che incoraggiano l’acquisto degli scooter elettrici;
– Progressiva uscita dal mercato degli scooter tradizionali;
– Assegnazione di posti auto gratuiti per gli e-scooter
– Obiettivi specifici per accelerare l’adozione degli scooter elettrici;
– Sviluppo di infrastrutture stradali dedicate per gli e-scooter; integrazione di veicoli elettrici individuali nei sistemi di mobilità urbana per incoraggiare comportamenti eco-compatibili (ad esempio, introduzione di tariffe ridotte per gli utenti di e-scooter sui trasporti pubblici).

Se vogliamo raggiungere l’obiettivo climatico di 2°C previsto dall’Accordo di Parigi, le strategie di riduzione delle emissioni devono considerare soluzioni di mobilità scalabili e a emissioni zero.

Informazioni sullo studio
Il documento è basato su una ricerca documentaria basata su fonti accademiche e risultati di think tank, organizzazioni intergovernative, non governative e media internazionali. SustainAbility si è concentrata sui dati più recenti disponibili. Lo scopo della ricerca è globale e orientato a comprendere le sfide e le soluzioni a livello di città.

L’obiettivo della ricerca è:
– Ampliare la discussione attorno a possibili soluzioni sociali, ambientali e sfide economiche nelle città moderne;
– Aumentare la conoscenza sul ruolo che gli e-scooter possono svolgere per affrontare queste sfide, inclusa la promozione dei benefici che possono nascere nelle città;
– Evidenziare le misure che aiuteranno le città e le loro popolazioni a beneficiare pienamente degli scooter elettrici, inclusi i requisiti di infrastruttura, policy e i cambiamenti di comportamento.

Il termine “scooter elettrico” (e-scooter) utilizzato in tutto lo studio, si riferisce a un veicolo a due ruote equivalente ad un ciclomotore elettrico di potenza fino a 4kW e alla velocità massima di 45km/h (Categoria L1 e-b secondo la vigente normativa dell’Unione Europea).

Ujet è un’impresa high tech con l’ambizione di re-immaginare la mobilità urbana e la vivibilità in tutto il mondo. Ujet utilizza la propria esperienza nelle scienze dei materiali, tecnologia pulita, connettività e design elegante per creare soluzioni di mobilità pioneristiche che rispondono alle aspirazioni delle persone per una vita migliore nelle città, oggi e domani.

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Guida autonoma a Citytech. Bank of America Merrill Linch: l’italia al primo posto in Europa il primato europeo per propensione all’acquisto di veicoli elettrici.
Martin Bryggs, VicePresident, Thematic Research di Bank of America Merrill Linch, intervenuto a CItytech ha fotografato i trend della mobilità a livello internazionale. Il mercato della mobilità vale 7 trilioni di dollari e si sta trasformando su 3 driver che guidano i più grossi investimenti mondiali: Connettività, Elettrificazione, Mobilità condivisa, Guida autonoma

Connettività
2/3 della flotta sarà connessa entro il 2020 raddoppiando da 25 a 50 milioni di unità.

Elettrificazione
L’elettrico sarà economicamente competitivo rispetto alle tecnologie endotermiche dal 2024, data che può essere anticipata al 2019 in presenza di incentivi pubblici, specie considerando l’ampliamento dell’offerta a circa 250 modelli di auto elettriche entro il 2020.

Mobilità Condivisa
La mobilità condivisa è un trend in crescita, il MAAS (Mobility As a Service) porterà risparmi fino al 50% sui costi di acquisto e mantenimento dell’auto privata.

Guida Autonoma
La guida autonoma e i robotaxi potranno ridurre i costi per miglio fino a 1 dollaro (oggi a New York il costo per miglio è di 5$), costo che può ridursi ancora quando i mezzi sono condivisi.
Le componenti tecnologiche sono il fattore più critico con un costo medio di produzione di veicolo a guida autonoma pari a circa 200.000$, di cui 70% per sensori. La previsione dell’industria è di ridurre il costo di questi ultimi dagli attuali 75.000 a 1.000$ creando le precondizioni per lo sviluppo di massa dei veicoli autonomi.

Cosa dicono i consumatori: l’Osservatorio Bank of America Merryl Linch
L’indagine sui consumatori condotta su un campione di 100.000 intervistati ha evidenziato che il 10% è pronto e comprare un’auto elettrica (l’Italia è al primo posto per interesse all’acquisto) mentre il 34% considera la “ new mobility” come alternativa all’auto privata e il 20% si sentirebbe sicuro su un veicolo a guida autonoma già oggi.

La guida autonoma è un business: il caso di Autonomous Mobility
Peter Sorgenfrei CEO di Autonomous Mobility ha raccontato la sfida imprenditoriale di un car operator. Con sede in Danimarca e un team di 25 persone, Autonomous Mobility è il primo esempio europeo di azienda che gestisce veicoli a guida autonoma, fondata da Semler, storico car operator del Nord Europa. Fondata nel 2015, oggi ha già all’attivo 6 sperimentazioni in ambienti privati e pubblici grazie all’approvazione ricevuta in Svezia per operare in città. Tra i progetti pilota: uno shuttle attivo in un campus universitario a Göteborg, che ha trasporta 100 passeggeri al giorno su un tragitto di 1,5 km e uno shuttle attivo in un ospedale della medesima città svedese, che ha già trasportato 7.500 passeggeri, tra visitatori e ospiti della struttura.

ALLIANZ: la responsabilità della guida autonoma non è il problema di oggi
Secondo Andreas Bradt Responsabile global di Autonomous Driving di Allianz, intervenuto a Citytech, “Il vero tema legato alla guida autonoma non è l’individuazione della “responsabilità”, ma la quantificazione del rischio connesso al modello di business. Fino al livello 5 di guida autonoma, infatti, i profili di responsabilità oggi regolamentati sono già adatti all’utilizzo esistente, mentre la difficoltà attuale è quella quantificare il costo dell’assicurazione, componente importante per creare servizi economicamente competitivi“.

BYinnovation è Media Partner di Citytech

www.citytech.eu

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PlasticRoad ciclabile riciclata in Olanda, inaugurata a Zwolle, la città olandese che ospita la sede centrale del Gruppo Wavin, il leader europeo nell’offerta di tubazioni in materiale plastico per l’edilizia residenziale, non residenziale e per le opere di ingegneria civile.
E’ la prima pista ciclabile al mondo realizzata con plastica riciclata.

Nata dalla collaborazione tra tre aziende leader del settore quali KWS, Wavin e Total, PlasticRoad è una pista ciclabile di 30 metri che contiene un quantitativo di plastica riciclata equivalente a 218.000 bicchieri di plastica oppure 500.000 bottigliette di plastica.
Il progetto pilota include anche una serie di sensori per monitorare le performance della strada, quali la temperatura, il numero dei passaggi da parte delle biciclette e la tenuta, che la rendono la prima vera “pista ciclabile intelligente al mondo”.

La prima PlasticRoad è stata costruita in pochi giorni ed è stata pensata dai suoi ideatori, Anne Koudtaal e Simon Jorritsma di KWS, per durare nel tempo tre volte in più rispetto ad una pista ciclabile tradizionale.
Il progetto segna l’inizio di una nuova era nel campo delle opere ingegneristiche stradali, in quanto elimina tutti i problemi di sicurezza dovuti alle buche e al dissesto dell’asfalto. Non solo: la struttura permeabile consente all’acqua piovana in eccesso di defluire rapidamente e contribuisce alla riduzione del rumore del traffico, offrendo una soluzione integrata per il passaggio sotterraneo di tubi e cavi.

La giornata di inaugurazione della PlasticRoad si è aperta con una presentazione dei due ideatori, che hanno mostrato agli invitati i primi schizzi del 2013 per poi spiegare come si è sviluppata la sua realizzazione.
Successivamente, prima di dare agli ospiti la possibilità di iniziare a pedalare sulla nuova posta ciclabile, è stato mostrato davanti alla sede di Wavin uno dei moduli in plastica che la compone.

Nel mese di novembre verrà installato una seconda pista ciclabile nella città olandese di Overijssel, che prevederà ulteriori miglioramenti rispetto alla prima PlasticRoad di Zwolle. Nel frattempo i partner ricercheranno altre location per il lancio di nuovi progetti e per testare l’efficacia in campi di applicazione alternativi, come ad esempio parcheggi, banchine dei treni o marciapiedi.

www.wavin.it

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European Mobility Week, FIAB presenta la Settimana Europea della Mobilità… in bicicletta! Centinaia di eventi e iniziative in tutta Italia.

Si annuncia ricco e articolato il programma di eventi e iniziative sulle due ruote promosso da FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta in occasione della Settimana Europea della Mobilità (SEM, 16-22 settembre 2018), intorno al tema #MixAndMove: un messaggio che invita tutti i cittadini a privilegiare modalità di spostamento intermodale, diversificando il modo di muoversi in base alle reali necessità e scegliendo, di volta in volta, il mezzo di trasporto in ottica di sostenibilità e con una responsabilità maggiore rispetto all’utilizzo dello spazio pubblico.
In questo contesto, la bicicletta è, da sempre, un alleato vincente.

Tra gli appuntamenti da non perdere nella Settimana Europa della Mobilità in bicicletta segnaliamo:

– La 5^ Giornata Nazionale Bike To Work di venerdì 21 settembre, sostenuta quest’anno da Riccardo Iacona, conduttore del programma Presa Diretta su Rai 3 ma soprattutto ciclista urbano convinto che ha realizzato, a inizio anno, un’interessante puntata dedicata alla mobilità sostenibile dal titolo «La bicicletta ci salverà», in cui sono stati approfonditi i molti ambiti nei quali la bici può migliorare la nostra società: traffico, turismo, relazioni personali, salute.
Attraverso il già collaudato slogan di FIAB “Anch’io vado al lavoro in bicicletta”, Riccardo Iacona propone l’uso della bici per andare al lavoro: dipendenti di aziende, commercianti, amministratori pubblici e studenti, sono invitati a provare questa esperienza, che può diventare una salutare abitudine quotidiana.

– Dedicata a chi vuole vivere in maniera completa e coerente la Settimana Europea della Mobilità 2018 è, invece, #CarFreeWeek: la sfida lanciata da FIAB a non utilizzare la propria auto per l’intera settimana scegliendo per gli spostamenti quotidiani – e in particolare per i tragitti abituali in città – alternative sostenibili come l’andare a piedi, in bicicletta o muoversi con i mezzi pubblici anche in forma intermodale (per esempio “treno + bici”).

Chi accetta la sfida a non usare l’auto privata per un’intera settimana, è invitato a condividere le proprie esperienze sui social, raccontando quello che gli succede attraverso post e foto, utilizzando l’hasthag #carfreeweek.

Alla vigilia della Settimana Europea della Mobilità prende il via l’edizione 2018 della BIKE CHALLENGE: una competizione divertente e gratuita rivolta alle aziende e ai loro dipendenti e collaboratori che premia chi, tra il 15 settembre e il 31 ottobre, avrà utilizzato più volte la bicicletta negli spostamenti casa-lavoro o nel tempo libero (almeno 10 minuti) e avrà registrato ogni pedalata con l’APP dedicata.
Aperta a tutte le realtà e i lavoratori dell’area di Milano e Hinterland, BIKE CHALLENGE farà salire sul podio le aziende (in gara per categorie in base alla dimensione) che metteranno in sella la maggior percentuale di lavoratori e la realtà che saprà invogliare chi non è abituato a usare la bicicletta. Saranno premiati anche i migliori “ambasciatori” delle due ruote, coloro, cioè che coinvolgeranno più colleghi nell’esperienza del biketowork.

Fondata nel 1988, FIAB Onlus-Federazione Italiana Amici della Bicicletta è oggi la più forte realtà associativa di ciclisti italiani non sportivi. Con circa ventimila soci suddivisi in oltre 150 associazioni in tutto il territorio italiano, FIAB è, prima di tutto, un’organizzazione ambientalista che, come riporta il suo Statuto, promuove la diffusione della bicicletta quale mezzo di trasporto ecologico in un quadro di riqualificazione dell’ambiente, urbano ed extraurbano.
Forte della presenza, tra i suoi soci, di numerosi esperti in campo sanitario, giuridico, urbanistico, ingegneristico e paesaggistico, FIAB è diventata, negli anni, il principale interlocutore degli enti locali sull’importante tema della mobilità sostenibile.
FIAB è stata riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente quale associazione di protezione ambientale (Art. 13 Legge n. 349/86) e inserita dal Ministero dei Lavori Pubblici tra gli enti e associazioni di comprovata esperienza nel settore della prevenzione e della sicurezza stradale.
Tra le numerose iniziative, FIAB organizza ogni anno Bimbimbici, manifestazione nazionale dedicata a bambini e ragazzi che coinvolge oltre 200 città, e Bicistaffetta, per promuovere il cicloturismo quale volano economico del nostro Paese e sostenere lo sviluppo della rete ciclabile nazionale Bicitalia.
Con il progetto ComuniCiclabili, infine, FIAB misura e attesta il grado di ciclabilità dei comuni italiani: la prima edizione 2018 ha assegnato il riconoscimento a 69 amministrazioni con un punteggio (da 1 a 5 bike-smile) apposto sulla bandiera gialla. FIAB aderisce a ECF-European Cyclists’ Federation, la Federazione Europea dei Ciclisti. Presidente di FIAB è Giulietta Pagliaccio.

www.settimanaeuropeafiab.it

www.biketowork.it

www.fiab-onlus.it

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Pendolari senza inquinare: Mobility week: tutti al lavoro senza auto? Si può fare. Tra bici, mezzi pubblici e veicoli “alternativi” un’azienda di 40 persone risparmia 1,5 quintali di CO2 in un giorno.
Per la Settimana Europea della Mobilità i dipendenti della milanese Methodos hanno sperimentato tutti i modi, anche creativi, per evitare l’auto privata: benefici per l’ambiente, il benessere in ufficio e la produttività.

Bicicletta, treno, tram, bus, metropolitana, e poi le novità relativamente recenti di bike e car sharing. E anche mezzi a impatto zero come motorino elettrico, monopattino, rollerblade e la nuovissima airwheel, la ruota elettrica per muoversi in città.
Sono tanti i mezzi alternativi all’auto privata che si possono sperimentare per andare al lavoro in un grande centro come Milano: per un giorno, i dipendenti della società di consulenza Methodos li hanno adottati tutti, in occasione della Settimana Europea della Mobilità (16-22 settembre).

«Innanzitutto ci sembrava importante partecipare a questo appuntamento che porta in primo piano il tema della mobilità sostenibile, su cui si gioca il futuro di tutti noi – commenta Alessio Vaccarezza, CEO di Methodos Italia –. Abbiamo provato a calcolare, ovviamente in modo molto grezzo, qual è l’impatto ambientale di una giornata di lavoro car-free per un ufficio di 40 persone come il nostro. È risultato che si evitano in tutto circa 1.060 chilometri di spostamenti, che equivalgono (prendendo in considerazione l’uso di un’auto a benzina di media cilindrata) a 160 kg di emissioni di CO2 risparmiate. Grosso modo si tratterebbe di 800 kg di emissioni in meno in una settimana, e 40 tonnellate di anidride carbonica risparmiate in un anno lavorativo».

Numeri ancora più grandi se si pensa che all’iniziativa hanno aderito anche le altre società di Methodos Group, in Germania e Francia, e Digital Attitude, la start-up innovativa di Methodos per il digitale.

Al di là dell’impatto ambientale ridotto, quello che Methodos ha voluto sottolineare è la necessità di ripensare gli spostamenti in un’ottica di sostenibilità, conciliazione vita-lavoro, benessere e produttività. La società milanese è infatti specialista nell’ambito del change management, cioè accompagna le aziende che affrontano processi di cambiamento organizzativo.

«Lo spostamento casa-lavoro è uno dei primissimi punti analizzati nel nostro modello Employee Journey Experience – spiega Giuseppe Geneletti, Head Smart Working di Methodos–. In questo percorso, che parte dall’ascolto delle esigenze e delle aspettative dei dipendenti, emerge che il viaggio per andare e tornare dall’ufficio è vissuto con stress, può porre problemi di conciliazione con la vita familiare e, se si analizzano le performance aziendali, a volte risulta un boomerang per la produttività. Il tempo passato in auto nel traffico è letteralmente buttato via, se si pensa che oggi ci sono strumenti e tecnologie che consentono di spostarsi meglio o addirittura, nel caso dello smartworking, di non spostarsi affatto.
Ecco perché Methodos aiuta le aziende ad adottare misure che favoriscono la mobilità dolce: dall’inserimento degli abbonamenti ai mezzi o al bike/car sharing fra i benefit o nel welfare aziendale, fino all’adozione di tecnologie e modelli organizzativi che facilitano il lavoro da remoto.
«Naturalmente questo comporta il ripensamento di tutta una serie di modelli organizzativi molto radicati, e che oggi devono cambiare in direzione della flessibilità, dell’autonomia, della collaborazione e dell’ottimizzazione di strumenti, tecnologie e spazi di lavoro» sottolinea Geneletti.

Un cambiamento che incontra ancora qualche resistenza, ma che di fatto coinvolge e coinvolgerà sempre di più le aziende, grandi e piccole. «La direzione in cui il mondo del lavoro si sta muovendo è questa – conclude Vaccarezza –. L’importante è ricordare che, in questo caso, “one size does not fit all”, cioè quello che va bene, ad esempio, per una società di servizi con sede in centro a Milano, non si può applicare allo stesso modo in un altro contesto.
Ma il cambiamento è necessario, e devono comprenderlo e sostenerlo anche le amministrazioni locali, le società di trasporti, le organizzazioni del mondo del lavoro e le istituzioni. La Settimana Europea della Mobilità è un’ottima occasione per richiamare l’attenzione sul tema».

Methodos Spa – Società di consulenza di direzione fondata nel 1979, è tra le più significative realtà italiane nel supporto ai processi di change management organizzativo e culturale, nei programmi di coinvolgimento e comunicazione, nelle esperienze di costruzione della leadership e nella promozione della cultura integrata della responsabilità e della sostenibilità.

www.methodos.com

Mobility as a Service a Citytech, evento B2B leader in Italia per le tecnologie legate alla mobilità e all’urbanistica. La Sessione Istituzionale intitolata “Guidare il cambiamento della mobilità, ripensare la gestione e la connessione degli spazi per favorire la qualità della vita nelle città” ha aperto i lavori e ha visto la partecipazione dei rappresentanti del Comune di Milano e della Commissione europea, oltre che dei partner dell’evento: Polis Network, MaaS Global, Ernst&Young, ATM, ANIASA, ANCMA, Politecnico di Milano, Ordine degli Architetti di Milano e Legambiente.

L’analisi di settore
Secondo lo studio Mobility Think Tank 2018 di EY presentato a Citytech, il comparto Automotive, compresi i servizi di mobilità, vale oltre il 10% del PIL italiano. Come già accaduto in mercati internazionali, il settore sta affrontando uno dei più profondi cambiamenti di sempre anche nel nostro Paese: lo sviluppo di servizi in sharing (nel 2030 il 35% delle persone si sposterà in modo condiviso), la mobilità elettrica (nel 2025 il settore varrà 2.400 miliardi di dollari), le auto connesse (nel 2020 l’80% delle auto vendute in Italia sarà connessa e capace di scambiare dati con l’esterno), l’integrazione dei trasporti, sono solo alcuni degli abilitatori del cambiamento che sta investendo il settore della mobilita`. Il tutto accompagnato dal macro trend del momento, ovvero la crescente urbanizzazione con più del 60% della popolazione concentrata nelle aree urbane.

Queste sono alcune dei dati raccolti nel Mobility Think Tank di EY ed illustrati durante la sessione istituzionale di Citytech, che delineano come l’economia della new mobility possa rappresentare un volano di crescita per il nostro sistema Paese, uscendo da situazioni di early stage in particolare nel settore dell’elettrico, dell’autonomo e del “Mobility as a service”

Mobility as a Service il vero competitor dell’auto privata
Il mantenimento di un’auto privata costa, mediamente, in Europa, 616 euro al mese, che salgono a 678 euro mensili nel caso dell’Italia. Considerando la spesa destinata alla mobilità nel suo complesso, l’85% è destinato al mantenimento dell’auto privata. Sono invece solo il 4% le auto private in uso durante il loro ciclo di vita. Questi dati* mostrano come ci sia ampio spazio per realizzare delle alternative reali e appetibili che creino le basi per abbandonare il mezzo privato, a beneficio dell’ambiente e risparmiando parte delle proprie risorse dedicate alla mobilità. Ed è qui che entra in campo il mobility as a service come integrazione di servizi di mobilità, fruibili in pacchetti flessibili e personalizzati secondo le diverse specifiche esigenze di mobilità di ognuno di noi. Quando il mobility as service avrà preso piede a livello globale, permetterà una flessibilità di movimento maggiore dell’auto privata. Siamo attualmente in una fase di early-stage di sviluppo, in cui i cambiamenti avverranno step by step, ma una volta affermatosi porterà a risultati dirompenti, soprattutto nell’abbandono di auto private in favore del trasporto pubblico e del relativo shift di risorse dall’acquisto di auto all’utilizzo dei mezzi pubblici. Potremo così viaggiare dall’Europa all’Asia senza soluzione di continuità.
*Sources: LeasePlan, WorldBank, World Health organization, Inrix. European Commission, Eurostat, Frost & Sullivan

Il mercato della guida autonoma: l’opportunità per l’Italia.
La guida autonoma è un’opportunità di sviluppo di nuove competenze e nuovi business per aziende e start-up del sistema Italia. La tecnologia dell’intelligenza artificiale e della guida autonoma è stata oggetto di investimenti miliardari negli ultimi 3-4 anni da parte di grandi aziende tech e automotive di tutto il mondo, prevalentemente nei tradizionali Hub tecnologici (Silicon Valley, Israele e Cina per quanto riguarda l’accesso ai capitali). L’Italia non può competere su questo fronte e, al netto di qualche peculiarità del nostro Paese, la sfida oggi si sposta sul fronte della gestione e dei servizi. Secondo Carlo Iacovini, Partner di Clickutility on Earth e director per Local Motors dell’area EMEA: “Questo è il terreno dove possiamo recuperare un gap tecnologico e giocare d’anticipo creando valore per quelle aziende che riusciranno a costruire competenze e know how. Le prossime sfide internazionali sulla guida autonoma vertono sugli aspetti normativi, sulla classificazione dei veicoli, sulla gestione di flotte di auto e bus autonomi. Questi sono tutti ambiti che richiedono competenze nuove, il cui sviluppo è già possibili in Italia, paese che oggi conta una leadership internazionale nel settore della sharing mobility.”

Le esperienze internazionali
I trend e le opportunità del settore mobilità sono chiaramente delineate dalle esperienze degli ospiti internazionali di Citytech: Peter Sogenfrei, CEO della prima azienda dedicata esclusivamente alla gestione di servizi di guida autonoma che ha avviato progetti di autonomous driving e servizi di ridehailing in più città della Germania, mentre i rappresentanti della MaaS Alliance (organizzazione internazionale delle imprese che operano nel “mobility as a service”) hanno evidenziato la sfida globale che si sta giocando per i grandi aggregatori di mobilità dove le più grandi aziende stanno investendo (dai gruppi automotive alle tech companies ai giganti come Google e UBER).

La nuova urbanistica: MIND e MILANO2030
Anche quest’anno Citytech propone una specifica sessione di lavoro sull’urbanistica, dal titolo “La nuova urbanistica: master plan , digitalizzazione, quartiere e parchi per il vivere urbano di domani“, organizzata in collaborazione con Systematica. Due elementi di novità hanno caratterizzato il Workshop di questa edizione: il respiro internazionale dell’evento, grazie alla presenza di KCAP Architects&Planners e Skidmore, Owings & Merrill LLP (SOM), due fra le più importanti società di progettazione architettonica ed urbana a livello mondiale e il focus su MIND – Milano Innovation District , il processo di trasformazione urbana che porterà alla realizzazione di un parco scientifico e tecnologico all’interno del sito che ha ospitato l’Esposizione Universale di Milano del 2015.

Demetrio Scopelliti (Assessorato a Urbanistica, Verde e Agricoltura, Comune di Milano) ha aperto la sessione illustrando il percorso di Milano 2030 e, conseguentemente, gli obiettivi e le linee di indirizzo strategico dello sviluppo urbano di Milano. Ute Schneider (KCAP) ha presentato case studies internazionali di conversione di brownfield urbani, quali nevralgici asset di sviluppo e nuove centralità urbane, mentre Haley Van Wagenen (SOM) ha declinato il concetto di rigenerazione nella valorizzazione del patrimonio edilizio, attraverso puntuali ed articolati processi di fit-out, con l’obiettivo di donare nuova vita a edifici complessi.

BYinnovation è Media Partner di Citytech

www.citytech.eu

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E-GAP ricarica mobile per mezzi elettrici. Il lancio a Milano, “città pilota”: i primi mezzi circoleranno da fine anno. Il servizio, prenotabile tramite App e Web, sarà esteso anche ad altre 9 città in Europa continentale. Cresce il mercato dell’elettrico in Italia: nel 2030 circoleranno fino a 5 milioni di veicoli elettrici

È stato presentato l’innovativo player italiano e di ricarica mobile per veicoli elettrici, che per primo in Europa introduce sul mercato un servizio di ricarica rapida (fast charge) su richiesta ed in mobilità attraverso l’utilizzo di automezzi propri. I “van” di E-GAP sono veri e propri centri di ricarica mobile veloce, in grado di fornire energia per ricaricare veicoli elettrici. E-GAP nasce dopo 2 anni di ricerca e progettazione e dal lavoro di oltre 70 professionisti tra ingegneri ed esperti del settore green ed elettrico

VERSO LA MOBILITÀ SOSTENIBILE
La transizione verso una mobilità sostenibile nel nostro Paese è ormai una strada tracciata, come dimostra il tendenziale aumento di mezzi di trasporto a basso impatto ambientale registrato a luglio 2018 rispetto al mese precedente: +47% per i modelli ibridi e +340% per le auto elettriche*. Un processo virtuoso che deve essere sostenuto da un’ottimizzazione delle infrastrutture di ricarica: E-GAP, che si rivolge a tutti i proprietari e utilizzatori di veicoli elettrici – attuali e potenziali – che necessitano di ricariche in situazioni di emergenza, senza disponibilità di ricarica domestica o con preferenza per la colonnina, nasce proprio per contribuire a soddisfare questo crescente bisogno

IL SERVIZIO E-GAP
Il servizio di ricarica in mobilità di E-GAP si distingue per essere rapido (ricarica fast charge), effettuabile in mobilità, ossia ovunque si trovi il veicolo da ricaricare, e a richiesta, prenotabile tramite App e Web. E-GAP è un progetto 100% Made in Italy, nato dall’iniziativa imprenditoriale di un gruppo di top manager operativi nel mondo finanziario ed industriale, con consolidate esperienze negli investimenti alternativi e nel settore della Green Economy, insieme al gruppo MetaSystem specializzato in ricerca, sviluppo e produzione di elettronica applicata ai sistemi di sicurezza avanzati per i mercati automotive ed energia.

LO SVILUPPO DEL SERVIZIO
Milano è stata selezionata come città pilota dell’intero progetto europeo e vedrà i primi 10 mezzi di ricarica in circolazione a partire da fine 2018. A seguire E-GAP farà il suo debutto in altre 9 metropoli, selezionate in base all’elevato tasso di crescita di veicoli elettrici: Parigi, Roma, Berlino, Londra, Stoccarda, Madrid, Amsterdam, Utrecht e Mosca.

I veicoli di E-GAP si prestano inoltre a diventare un innovativo strumento di comunicazione per attuare strategie di green marketing, attraverso advertising e co-branding sui mezzi che circoleranno in città.

LANCIO A MILANO
“Siamo molto orgogliosi di presentare E-GAP, una assoluta novità sul mercato della mobilità elettrica”, ha dichiarato Eugenio de Blasio, Fondatore e Presidente E-GAP. “Per realizzare questo progetto dalla portata internazionale ci siamo calati nella fase di cambiamento, tecnologico, culturale e sociale in cui viviamo oggi e abbiamo immaginato come vivremo domani. Il nostro vuole essere un servizio alla persona e al cittadino di ampio respiro, non solo una semplice ricarica del mezzo elettrico a chiamata: offriremo molto di più, integrando una serie di servizi che faranno vivere meglio le persone e semplificheranno loro la vita, venendo incontro alle loro esigenze. Partiamo da Milano come progetto pilota, città all’avanguardia del cambiamento e dello sviluppo sostenibile, per presentarci in breve tempo in diverse città europee, adeguando i nostri servizi nelle singole realtà e in ogni contesto di mercato in cui opereremo”.

Alla presentazione, moderata dalla giornalista Annalisa Bruchi, sono intervenuti Marco Granelli, Assessore alla Mobilità e Ambiente del Comune di Milano, in rappresentanza delle istituzioni locali, e due esperti del settore: Alessandro Marangoni, CEO di Althesys Strategy Consulting e Vittorio Chiesa, Direttore Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, che hanno proposto un approfondimento sullo scenario della mobilità elettrica a livello nazionale ed europeo.

Secondo gli studi dell’Energy&Strategy Group, illustrati dal professor Chiesa, nel 2017 il mercato dell’elettrico ha superato per la prima volta il milione di auto vendute, con la Cina primo player mondiale (600mila auto), che ha ormai raddoppiato i numeri dell’Europa (300mila veicoli). Seguono gli Stati Uniti, con 200mila auto elettriche in commercio nel 2017, e il Giappone, con +155% di mezzi venduti rispetto al 2016 per un totale di 56mila veicoli. Le stime sul futuro sono di forte crescita e portano a 2 milioni le nuove auto in commercio a livello globale al termine del 2018.
Anche nel nostro Paese, le previsioni sul futuro dell’elettrico segnalano un vero boom imminente: entro il 2030 i veicoli elettrici saranno tra i 2 e i 5 milioni dagli attuali 10.000, complici il calo dei prezzi e lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica sul territorio.
Proprio il costo dei veicoli e la ancora modesta diffusione delle colonnine di rifornimento, oltre che i tempi di ricarica troppo lunghi, sono gli aspetti che ad oggi costituiscono le principali barriere per il settore, come ha spiegato il prof. Marangoni.
D’altro lato, l’e-mobile consente numerosi benefici per il consumatore: se si guarda al rapporto fra costo di ricarica e chilometri percorsi, infatti, le auto elettriche sono più convenienti di quelle a benzina, presentano minori costi di manutenzione, permettono di parcheggiare gratuitamente e di accedere liberamente alle zone a traffico limitato.
La vera sfida, sottolinea Marangoni, consiste quindi nel coniugare le esigenze del consumatore e la disponibilità tecnologica: è fondamentale garantire un sistema di infrastrutture solido e adeguato, non solo in termini di diffusione sul territorio, ma anche di servizi complementari alle colonnine per diverse esigenze di ricarica.
La crescita della domanda di energia genera inoltre una nuova sfida, collegata alla gestione dei picchi di potenza, poiché ricariche rapide implicano maggiore potenza impegnata per tempi più brevi. “E-GAP, fornendo un sistema di infrastrutture intelligenti per la ricarica di veicoli elettrici, gestiti con avanzate tecnologie informatiche per il controllo e la gestione remota, si propone come operatore in grado di supportare questa evoluzione” ha concluso Eugenio de Blasio.

IL GRUPPO
E-GAP nasce dall’esperienza di tre soci con competenze eterogenee: Eugenio de Blasio, tra i pionieri del settore della Green Economy, già membro del board di Assorinnovabili e Vice Presidente di Assosolare ed ex CEO di gruppi quotati; Daniele Camponeschi, ex CIO di Independent Power Producers con esperienza in primari gruppi finanziari; Alessandro Di Michele, ex CFO di Borsa Italiana con esperienze in primari gruppi Internazionali e di consulenza finanziaria

www.e-gap.com

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