Commissione Europea: inquinamento auto. GEAR 2030: un futuro competitivo e sostenibile per l’industria automobilistica. Il gruppo di alto livello “GEAR 2030” ha presentato una relazione per un settore automobilistico competitivo su scala internazionale e oggetto di una crescita sostenibile, in cui i rappresentanti del settore pubblico e privato riuniti dalla Commissione Europea raccomandano all’industria automobilistica di investire in veicoli puliti e a emissioni zero e nella guida connessa e automatizzata.
La Commissaria per l’Industria Elzbieta Bienkowska, esprimendo il proprio apprezzamento per la relazione ha dichiarato: “L’industria automobilistica è ad una svolta. Lo scandalo delle emissioni ne ha gravemente danneggiato la reputazione e la credibilità. Sono in gioco la sanità pubblica e l’ambiente, le aspettative sociali stanno cambiando e la concorrenza mondiale è dura. Questa relazione è una buona base per un (nuovo)inizio e mi compiaccio che sia ampiamente sostenuta sia dai governi che dall’industria. Grazie ad una stretta collaborazione, possiamo senza dubbio raggiungere i nostri obiettivi.”
La Commissione rifletterà sulle raccomandazioni ed esaminerà le opzioni strategiche per attuarle. Una serie di iniziative è già in preparazione, come l’imminente secondo pacchetto sulla mobilità, che prevede norme più severe sulle emissioni di CO2, e l’iniziativa per lo sviluppo e la produzione delle batterie in Europa, e l’industria automobilistica ha un ruolo cardine nella strategia di politica industriale della Commissione annunciata dal Presidente Juncker nel discorso sullo stato dell’Unione.
Quali sono i rischi connessi alle emissioni dei veicoli?
Le emissioni di inquinanti atmosferici sono la principale causa ambientale di morte prematura nell’UE e danno luogo a malattie respiratorie, elevate spese sanitarie e giornate di lavoro perse. I dati più recenti indicano che tre inquinanti atmosferici (PM2,5, NO2 e O3) sono da soli responsabili di 400 000 morti premature ogni anno nell’UE, di cui 70 000 direttamente collegate al biossido di azoto (NO2). Al superamento dei limiti di inquinamento atmosferico in numerose aree urbane contribuisce anche il trasporto urbano.
Come sono regolamentate a livello dell’UE le emissioni inquinanti dei veicoli?
Negli ultimi decenni la Commissione ha guidato gli sforzi dell’UE volti a ridurre progressivamente le emissioni di inquinanti atmosferici prodotte dai veicoli stradali migliorando la qualità dei carburanti e fissando limiti di emissione sempre più rigorosi per i nuovi veicoli.
Per quanto riguarda le emissioni di NOx in particolare, la Commissione ha imposto limiti massimi più rigidi per i veicoli diesel in diverse occasioni:
– gennaio 2000: 500 mg/km (Euro 3)
– gennaio 2005: 250 mg/km (Euro 4)
– settembre 2009: 180 mg/km (Euro 5)
– settembre 2014: 80 mg/km (Euro 6)
Ciò non è però sufficiente.
Il recente scandalo delle emissioni ha dimostrato che alcuni veicoli attualmente in circolazione non rispettano tali valori in condizioni reali di guida, il che significa che nell’aria che respiriamo sono immessi più inquinanti.
L’introduzione della procedura di prova delle emissioni reali di guida sta rendendo le norme ancor più rigorose poiché tale procedura di prova controllerà le emissioni di NOx e di particelle ultrafini (Particle Number, PN) dei veicoli su strada e ridurrà notevolmente l’attuale discrepanza tra le emissioni misurate in condizioni di guida reali e quelle misurate in laboratorio.
La Commissione continua inoltre a sollecitare la piena applicazione dei vigenti obiettivi in materia di qualità dell’aria in tutta l’UE e sta elaborando iniziative ambiziose volte a promuovere i veicoli a basse emissioni.
Come vengono misurate le emissioni dei veicoli?
Prima di poter essere immesso sul mercato, un veicolo deve essere “omologato”: l’autorità nazionale deve certificare che i prototipi del modello soddisfano tutte le prescrizioni dell’UE in materia di sicurezza, ambiente e conformità della produzione prima di autorizzare la vendita di un tipo di veicolo nell’UE.
Per misurare l’emissione di inquinanti atmosferici di un veicolo vengono attualmente utilizzate solo prove di laboratorio. Per inquinanti quali particelle ultrafini e NOx, le emissioni di alcuni veicoli misurate su strada in condizioni reali superano tuttavia ampiamente le emissioni misurate durante il ciclo di prove di laboratorio attualmente applicabile (Nuovo ciclo di guida europeo, New European Drive Cycle, NEDC).
Per porre rimedio a questa situazione, già prima dello scandalo sulle emissioni del settembre 2015 la Commissione aveva proposto di misurare le emissioni in condizioni di guida reali.
Cos’è la prova delle emissioni reali di guida?
Nella procedura di prova delle emissioni reali di guida (Real Driving Emissions, RDE) le emissioni di inquinanti, tra i quali ossidi di azoto (NOx) e particolato, sono misurate da sistemi portatili di misurazione delle emissioni (Portable Emission Measuring Systems, PEMS) che sono collegati al veicolo durante la guida in condizioni reali su strada.
Ciò significa che il veicolo verrà guidato all’esterno e su strade reali con variazioni casuali di parametri quali l’accelerazione, la decelerazione, la temperatura ambientale e i carichi utili.
La procedura RDE non sostituisce, bensì integra le prove di laboratorio, che sono state a loro volta migliorate per riflettere meglio le condizioni di guida reali, e in particolare per fornire dati più realistici sulle emissioni di CO2 e sul consumo di carburante.
Quali sono i diversi atti dell’RDE?
L’RDE è stata sviluppata in quattro distinti atti normativi.
– RDE atto 1: il primo passo è stato definire l’effettiva procedura di prova, sulla quale gli Stati membri, riuniti in seno al Comitato tecnico – Veicoli a motore (CTVM), si sono espressi con voto favorevole nel maggio 2015; la procedura è entrata in vigore nel 2016. Nella fase iniziale, avviata all’inizio del 2016, le prove RDE sono state eseguite solo a fini di monitoraggio, senza conseguenze sull’effettiva omologazione, che ha continuato ad essere verificata sulla base di misurazioni in laboratorio.
– RDE atto 2: il secondo passo è consistito nell’inserimento graduale delle prove RDE fra i test aventi effettiva incidenza sulle omologazioni rilasciate dalle autorità nazionali. il 28 ottobre 2015 gli Stati membri, riuniti in seno al Comitato tecnico – Veicoli a motore, hanno concordato che le misurazioni RDE di NOx avrebbero dovuto essere obbligatorie per i nuovi modelli di veicoli dal settembre 2017 e per tutti i nuovi veicoli dal settembre 2019.
– RDE atto 3: il terzo passo ha avuto luogo il 20 dicembre 2016 quando gli Stati membri, riuniti in seno al CTVM, hanno adottato la proposta della Commissione di estendere le prove RDE alle emissioni di particelle ultrafini (PN) per tutti i nuovi tipi di veicoli entro settembre 2017 e per tutti i nuovi veicoli entro settembre 2018.
Tali particelle, molto piccole ma cancerogene, sono emesse dai veicoli diesel e dai veicoli a benzina con tecnologia ad iniezione diretta. Nell’ambito dell’atto 3 dell’RDE la Commissione ha messo a punto i metodi di prova affinché tengano in considerazione il fatto che i brevi tragitti urbani che iniziano con l’avviamento a freddo del motore causano la maggior parte dell’inquinamento delle città. Al fine di contemplare una gamma più ampia di condizioni, da ora innanzi saranno inclusi anche gli avviamenti a motore caldo.
L’atto 3 prevede altresì che le prestazioni in materia di emissioni reali di guida di ogni veicolo siano chiaramente indicate dal costruttore nel certificato di conformità, di modo che tali informazioni siano trasparenti e disponibili per tutti i cittadini e le autorità pubbliche.
– RDE atto 4: nei prossimi mesi la Commissione intende anche presentare una proposta volta a rafforzare la normativa RDE introducendo la possibilità di prove indipendenti eseguite da terzi per il controllo dei veicoli già in circolazione (prova di controllo della “conformità in servizio”) e nuovi metodi più rappresentativi per le prove sui veicoli ibridi, e adattando le disposizioni per determinati tipi di veicoli speciali.
Cos’è il fattore di conformità nella procedura delle prove delle emissioni reali di guida (RDE)?
Diversamente da quanto accade nei cicli predefiniti di prove di laboratorio, le caratteristiche intrinseche dell’attrezzatura per le misurazioni PEMS nelle prove RDE causano una maggiore variazione e una più ampia gamma di risultati quantitativi delle emissioni fra i diversi tragitti RDE. Se le incertezze tecniche e statistiche delle misurazioni RDE non sono debitamente prese in considerazione, potrebbe accadere che veicoli in realtà conformi non superino una prova singola RDE o che veicoli effettivamente non conformi la superino.
Il concetto di fattore di conformità (FC) aiuta a ovviare a questo problema.
Con un fattore di conformità, l’attenzione si sposta sulla conformità media del veicolo con i limiti delle emissioni. Ad esempio, si potrebbero superare i limiti normativi delle emissioni durante un percorso in salita in forte pendenza, per poi compensare con emissioni al di sotto dei limiti normativi in condizioni diverse, come durante una guida moderata in città, cosicché le emissioni medie, dopo che tali condizioni sono state bilanciate in base alla loro ricorrenza statistica, alla fine non superano i limiti.
Considerata la recente introduzione delle misurazioni delle prove delle emissioni reali di guida e i limiti tecnici al miglioramento a breve termine delle prestazioni in materia di emissioni reali di guida dei veicoli diesel attualmente in produzione, nell’ottobre 2015 gli Stati membri hanno concordato un periodo di riduzione graduale della discrepanza tra il limite normativo misurato in condizioni di laboratorio e i valori della procedura delle emissioni reali di guida.
L’accordo prevede un approccio a due fasi:
– nella prima fase, al fine di consentire l’adattamento alle nuove prescrizioni, i costruttori dovranno ridurre la discrepanza fino a un fattore di conformità massimo di 2,1 (vale a dire 168 mg/km di NOx invece di 80 mg/km) per i nuovi modelli entro settembre 2017 (per tutti i nuovi veicoli entro settembre 2019);
– nella seconda fase, la discrepanza sarà ulteriormente ridotta fino a un fattore di 1,5 (vale a dire 120 mg/km di NOx invece di 80 mg/km), considerati i margini tecnici di errore, entro gennaio 2020 per tutti i nuovi modelli (entro gennaio 2021 per tutti i nuovi veicoli). Per tenere conto dei futuri miglioramenti della tecnologia di misurazione, tale fattore sarà oggetto di riesami annuali a partire dal 2017 e, di pari passo con i miglioramenti della tecnologia, sarà ulteriormente ridotto con l’obiettivo di portarlo a 1 il prima possibile, e al più tardi entro il 2023.
I costruttori di automobili dovrebbero quindi già iniziare a progettare veicoli che rispettino un fattore di conformità vicino a 1 (pari a 80 mg/km di NOx).
E le prove delle emissioni di CO2?
La Commissione ha inoltre introdotto una procedura di prova di laboratorio nuova e più realistica per la misurazione delle emissioni di CO2 e del consumo di carburante di automobili e furgoni, la nuova procedura di prova armonizzata a livello mondiale per i veicoli leggeri (World Harmonised Light Vehicle Test Procedure, WLTP). La WLTP è una procedura di prova armonizzata a livello mondiale sviluppata in seno alla Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE) con il sostegno della Commissione europea.
La WLTP sostituisce il “Nuovo ciclo di guida europeo” (New European Drive Cycle, NEDC) che non rispecchia più le attuali condizioni di marcia o le tecnologie dei veicoli. La WLTP fornirà valori relativi a emissioni di CO2 e consumo di carburante più rappresentativi delle condizioni reali di guida, a vantaggio dei consumatori e dei regolatori sia a livello nazionale che dell’UE. Essa costituirà un maggiore incentivo allo sviluppo di tecnologie per la mobilità efficienti in termini di consumi e a basse emissioni di carbonio.
La nuova prova WLTP è stata adottata dalla Commissione il 1° giugno 2017 e sarà obbligatoria per tutti i nuovi modelli di veicoli da settembre 2017 e per tutti i nuovi veicoli da settembre 2018.
Cos’altro sta facendo la Commissione per rafforzare il sistema di omologazione?
Le nuove procedure di prova renderanno le misurazioni delle emissioni più realistiche e precise, e in larga misura ridurranno il rischio di frodi mediante dispositivi di manipolazione, ma è necessaria una più profonda revisione del sistema di omologazione vigente.
Per questo motivo nel gennaio 2016 la Commissione ha proposto un nuovo regolamento al fine di rivedere il sistema di omologazione vigente. La proposta mira a: rafforzare la qualità e l’indipendenza dei servizi tecnici incaricati di effettuare le prove e l’ispezione della conformità dei veicoli alle prescrizioni dell’UE in materia di omologazione; introdurre un efficace sistema di vigilanza del mercato per verificare la conformità dei veicoli già in circolazione; e introdurre una maggiore sorveglianza europea.
Ciò comprende la possibilità per la Commissione di sospendere, limitare o ritirare la designazione di servizi tecnici scarsamente efficienti e troppo negligenti nell’applicazione delle norme. La Commissione sarebbe inoltre in grado di effettuare prove di verifica ex post (tramite il Centro comune di ricerca) e, se necessario, avviare procedure di richiamo.
Potrebbe altresì imporre sanzioni pecuniarie volte a dissuadere i costruttori poco corretti e i servizi tecnici scarsamente efficienti dall’immettere o ammettere sul mercato veicoli non conformi.
Nella proposta della Commissione l’attuale divieto d’uso di dispositivi di manipolazione, che le autorità nazionali hanno l’obbligo di monitorare e far rispettare, viene non solo perpetuato, ma inasprito ulteriormente. In base al progetto di regolamento, il costruttore dovrà fornire l’accesso ai protocolli software del veicolo.
Questa misura integra il pacchetto sulle emissioni reali di guida, che ostacolerà l’elusione delle prescrizioni in tema di emissioni e prevede l’obbligo per i costruttori di rendere pubblica la propria strategia di riduzione delle emissioni, come avviene negli Stati Uniti.
La Commissione invita il Parlamento europeo e il Consiglio a concludere rapidamente i negoziati sulla proposta.
Cosa sta facendo la Commissione riguardo i veicoli diesel già in circolazione che inquinano troppo?
Nel dicembre 2016 e nel maggio 2017 la Commissione ha già avviato procedure di infrazione nei confronti di otto Stati membri per violazione della legislazione dell’UE in materia di omologazione, e continua a monitorare che la pertinente normativa UE sia correttamente applicata. La Commissione farà inoltre sì che siano rispettate le norme sulla concorrenza e continuerà ad adoperarsi per garantire condizioni eque ai consumatori.
Più recentemente la Commissione ha invitato tutti gli Stati membri ad adottare le misure necessarie a garantire che i veicoli non conformi siano resi conformi o ritirati dalla circolazione. È fondamentale che qualsiasi riparazione proposta dai costruttori di automobili sia approvata dalle autorità nazionali affinché i veicoli siano pienamente conformi, senza effetti negativi su prestazioni, durata e consumo di carburante.
Ciò dovrebbe essere fatto quanto prima per ridurre rapidamente le emissioni di NOx causate dai veicoli diesel già circolanti in Europa.
La Commissione prende atto dei recenti sforzi di alcuni Stati membri e costruttori di automobili per far fronte alla situazione attuale e attende di ricevere informazioni complete circa le misure adottate a livello nazionale. La Commissione esaminerà in particolare se le misure proposte siano sufficienti a ridurre le emissioni di NOx conformemente agli obblighi di legge e quindi contribuiscano al miglioramento della qualità dell’aria.
La Commissione è anche pronta ad agevolare lo scambio di tali informazioni tra gli Stati membri nell’interesse della coerenza e dell’efficacia.
Cosa sta facendo la Commissione per migliorare la qualità dell’aria?
Le norme dell’UE non sono rivolte solo a limitare le emissioni dei veicoli ma fissano anche obiettivi di qualità dell’aria, che sono costantemente attuati e monitorati. Le norme locali in materia di qualità dell’aria (che fissano limiti e/o valori obiettivo che non possono essere superati per una serie di inquinanti atmosferici) sono stabilite nelle direttive sulla qualità dell’aria ambiente.
Per quanto riguarda in particolare l’NO2, gran parte degli Stati membri e più di 130 città in essi situate non hanno rispettato i valori limite in maniera costante e sistematica per diversi anni, e per questo motivo sono urgentemente necessarie misure efficaci.
Nel dicembre 2013 la Commissione ha inoltre adottato un pacchetto aria pulita che comprende:
– nuovi obiettivi strategici di qualità dell’aria per il periodo fino al 2030;
– la revisione della direttiva sui limiti nazionali di emissione (direttiva 2016/2284/UE), con limiti nazionali di emissione più severi per i cinque principali inquinanti: biossido di zolfo (SO2), NOx, composti organici volatili non metanici (COVNM), NH3 e particolato fine (PM2,5). L’applicazione della nuova direttiva ridurrà entro il 2030 di circa la metà le 400 000 morti premature causate ogni anno nell’UE dall’inquinamento atmosferico;
– una nuova direttiva (direttiva 2015/2193/UE) intesa a ridurre l’inquinamento causato da impianti di combustione di medie dimensioni.
La Commissione si adopererà per aiutare tutti gli Stati membri ad attuare efficacemente la normativa, coinvolgendo anche le autorità locali e regionali, affinché si possano produrre i benefici auspicati da oggi al 2030.
La Commissione promuove i veicoli a basse emissioni e a zero emissioni? Come?
Come sottolineato nelle comunicazioni della Commissione “Strategia europea per una mobilità a basse emissioni”, del luglio 2016, e “L’Europa in movimento”, del maggio 2017, l’UE deve accelerare la transizione verso la mobilità a zero emissioni rendendo il settore dei trasporti decarbonizzato ed efficiente dal punto di vista energetico.
Nell’ambito del primo pacchetto sulla mobilità, la Commissione ha rivisto la direttiva sull'”eurobollo” al fine di promuovere tariffe basate sulle prestazioni in termini di emissioni, tra le altre cose.
Nell’ambito del secondo pacchetto sulla mobilità, la Commissione sta attualmente lavorando a una serie di iniziative che saranno presentate prima della fine dell’anno. In questo contesto la Commissione si sta attualmente occupando delle norme dell’UE in materia di CO2 per automobili e furgoni al fine di contribuire a spianare la strada ai veicoli a basse emissioni e a zero emissioni in maniera tecnologicamente neutra. È attualmente in corso una valutazione d’impatto e si stanno esaminando diverse proposte.
La Commissione sta anche rivedendo la direttiva sui veicoli puliti per promuovere la diffusione di veicoli più puliti mediante appalti pubblici.
La Commissione prevede inoltre di presentare una valutazione dei quadri strategici degli Stati membri per lo sviluppo del mercato dei combustibili alternativi e della relativa infrastruttura. Tale relazione darà seguito alla disposizione di cui alla direttiva 2014/94/UE sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi che impone agli Stati membri di notificare alla Commissione, entro il 18 novembre 2016, i rispettivi quadri strategici nazionali per lo sviluppo del mercato dei combustibili alternativi, ivi compresa la realizzazione della necessaria infrastruttura.
La relazione comprenderà un piano d’azione che metterà in evidenza azioni concrete e fisserà una serie di raccomandazioni chiare per gli Stati membri per colmare le lacune esistenti e rispondere alle esigenze individuate, nonché per definire azioni al fine di mobilitare finanziamenti.
Il meccanismo per collegare l’Europa (MCE), inoltre, sostiene già l’attuazione di una strategia in materia di combustibili alternativi mediante lo stimolo dell’efficienza energetica, l’introduzione di sistemi di propulsione alternativi, compresi sistemi di fornitura di elettricità, e la realizzazione delle corrispondenti infrastrutture. Per il periodo 2014-2020 il MCE trasporti dispone di una dotazione di 24 miliardi di EUR.
I veicoli a zero emissioni sono anche una priorità specifica del gruppo ad alto livello GEAR 2030, formato da esperti del settore e guidato dalla commissaria Bienkowska. Una relazione finale del gruppo, attesa per questo autunno, dovrebbe contenere raccomandazioni strategiche per la promozione della competitività dell’industria automobilistica dell’UE, in particolare per quanto riguarda i veicoli a zero emissioni e automatizzati. Sulla base della relazione la Commissione presenterà proposte concrete applicabili da qui al 2030.
Green Logistics Expo, il Salone Internazionale dedicato alla logistica sostenibile. BYinnovation e SmartEfficiency Media Partner della prima edizione della nuova manifestazione, promossa da Interporto Padova e Fiera di Padova che si propone di essere l’appuntamento italiano di riferimento per tutto il settore, è in calendario nei rinnovati padiglioni della Fiera di Padova dal 7 al 9 marzo 2018.
Tre giorni che metteranno al centro tutti i temi più avanzati della catena logistica, a partire naturalmente dalla sostenibilità, fino alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie.
E’ in corso una rivoluzione: saranno i droni a consegnare a domicilio i nostri acquisti?
Le stampanti 3D annulleranno la necessità di trasportare merci e beni?
Green Logistics Expo proverà a dare una risposta a queste domande suggestive, ma affronterà anche temi forse meno affascinanti ma certamente molto concreti per disegnare una logistica efficiente e sostenibile che permetta al nostro Paese di risparmiare quei 13 miliardi di euro che rappresentano oggi un extracosto nella movimentazione delle merci rispetto alla media europea.
Quali saranno le fonti di energia con cui alimenteremo i nostri veicoli?
Gas naturale, Elettricità o addirittura Idrogeno?
Come porteremo le merci sui treni per tagliare le emissioni di CO2 e diminuire la congestione stradale?
Quali saranno le esigenze delle nuova logistica industriale, sempre più automatizzata, alle quali dovranno rispondere anche gli operatori del real estate?
Come e dove saranno i nuovi magazzini?
Green Logistics Expo affronta il settore con una visione sistemica e si propone come luogo privilegiato di confronto ravvicinato, sia per il business che per le strategie di scenario a tutti gli operatori della logistica e alle imprese manifatturiere che qui possono trovare tutte le opportunità per ottimizzare la propria supply chain.
Green Logistics Expo si sviluppa attorno a quattro macro aree individuate come strategiche per costruire la logistica del futuro:
– Intermodalità,
– E-Commerce,
– City&Logstics,
– Logistica Industriale e Real Estate.
Ognuna affianca alla parte espositiva approfondimenti e focus attraverso convegni e workshop specialistici.
In mostra quindi operatori dei mondi del trasporto ferroviario, dei porti e degli interporti, terminalisti, aeroporti cargo e aziende produttrici di mezzi e sistemi collegati, Piattaforme e Centri logistici, Distretti industriali e Fondi di investimento, Costruttori specializzati e Green Buildings, Provider Logistici, Corrieri tradizionali ed espresso, spedizionieri, autotrasportatori e Grande Distribuzione Organizzata, Gestori di Servizi di City Logistics, Utility e Trasporto Urbano, Pubblica Amministrazione e servizi collegati, Ricerca e Mondo Universitario.
L’obiettivo per tutti gli attori della catena logistica è coniugare efficenza e sostenibilità, sia economica che ambientale. Un traguardo che è anche al centro delle politiche governative, disegnate Piano Strategico Nazionale per la Portualità e la Logistica che indica quattro obiettivi: Accessibilità ai territori, all’Europa e al Mediterraneo, Mobilità sostenibile e sicura, Qualità della vita e competitività delle aree urbane, Sostegno alle politiche industriali e di filiera.
Viviamo quindo un momento che esprime sia una grande domanda di logistica che molte domande alla logistica.
La città di Padova e Green Logistics Expo hanno l’ambizione di rispondere ad entrambe, grazie da un lato alla consolidata esperienza nel settore rappresentata dal know how e dai successi di Interporto Padova Spa, dall’altro grazie alla storica attenzione dedicata a questi temi da Fiera di Padova.
Ricordiamo infatti che la Fiera di Padova ha ideato e realizzato in passato Tramag e Sep, manifestazioni che grazie anche alla collaborazione con l’Università di Padova, che prosegue ancora oggi, sono state di riferimento per il settore.
Inoltre Fiera di Padova ha sviluppato, a partire da questa manifestazione, un format innovativo più sostenibile da un punto di vista economico e ambientale, che permette una riduzione dei costi logistici di allestimento e una minore produzione di rifiuti a fine manifestazione, confermando così la propria volontà per impegnarsi in prima persona su questi temi.
«Interporto Padova ha oltre 40 anni di storia – sottolinea il Presidente Sergio Giordani – e dalla sua nascita ha perseguito tre obiettivi: efficienza, innovazione e sostenibilità. Fino ad oggi ci siamo riusciti: siamo uno dei principali interporti italiani e i nostri bilanci si chiudono con utili per i nostri soci; abbiamo un terminal intermodale dal quale transitano ogni anno oltre 5500 treni merci e che movimenta oltre 270.000 container.
Praticamente togliamo dalle strade 270.000 camion, con gli immaginabili benefici per tutta la collettività. Abbiamo creato Cityporto, certamente il miglior servizio di distribuzione urbana delle merci in Italia e uno dei migliori al mondo. Abbiamo uno dei più grandi impianti fotovoltaici su tetto d’Italia. E proprio in occasione di Green Logistics Expo inaugureremo quattro nuove gru elettriche a portale nel nostro Terminal Intermodale. E’ la stessa legge istitutiva che riconosce agli interporti un ruolo di servizio alla comunità: ci è sembrato quindi naturale, oltre che una sfida che ci entusiasma, mettere il nostro know how a servizio di Green Logistics Expo. E’ il nostro modo per dire grazie a questa città, che ci ha sempre sostenuto convintamente, e per contribuire ad un Paese migliore anche nel settore dei trasporti e della logistica. In questa avventura non potevamo trovare un partner migliore della Fiera di Padova e Geo Spa ».
«Fiera di Padova, come Interporto Padova ha un grande passato – commenta Andrea Olivi, Presidente di Geo Spa la società che gestisce le attività di Padova Fiere – ma ha soprattutto un grande futuro.
Green Logistics Expo è uno dei tasselli di un articolato progetto che ruota attorno ad una concetto semplice: il modo tradizionale di fare fiere è superato. Non più semplici luoghi dove esporre beni e servizi, ma laboratorio permanente che aiuti le aziende a individuare nuovi business, nuovi mercati, mantenendo però solidi legami con il proprio territorio e la propria storia. Per questo vogliamo una Fiera che dialoga sempre di più con la città e con essa -come è accaduto con Interporto Padova- elabora idee che pongano il nostro territorio all’attenzione nazionale ed internazionale. La logistica è una funzione chiave per ogni tipologia di azienda e siamo quindi orgogliosi di poter proporre al mondo della manifattura, ma non solo, una appuntamento altamente qualificato che in Italia fino ad oggi mancava».
Green Logistic Expo è quindi un evento fieristico, Innovativo, Internazionale, Istruttivo, Divulgativo e Sistemico che propone un incontro B2B a tutto il mondo della logistica del trasporto e dei servizi collegati.
Una fiera innovativa con i leader dell’E-Commerce, dell’Intermodalità, della Logistica Industriale e dei servizi per la Città smart del futuro.
Citytech programma conferenze. Quasi 100 relatori si alterneranno nelle due giornate per parlare di mobilità e urbanistica. Le innovazioni tecnologiche, economiche e sociali stanno ridisegnando lo spazio urbano e la mobilità nelle aree metropolitane di oggi. Politiche di sostenibilità, trasporti integrati, riqualificazione di aree dismesse ed accesso ai dati sono solo alcuni dei focus sui quali si concentrerà Citytech, evento conference&exhibition di rilevanza nazionale, previsto il 14 e 15 settembre alla Fabbrica del Vapore di Milano.
La Sessione Istituzionale Plenaria di giovedì 14 settembre (ore 10:00 – 13:00) dal titolo Progettare il quartiere del terzo millennio tra mobilità e urbanistica, avrà inizio con i saluti introduttivi di Comune di Milano, Commissione Europea e Regione Lombardia per poi avviare i lavori con gli interventi di ATM S.p.A., Philippe Crist dell’OECD Transport Forum, Andrea Cardinali di ANIASA, Gianluca Di Pasquale di Ernst & Young, Stefano Milanese di Arthur D. Little, Carlo Ratti dal MIT Boston e di Carlo Tosti di TELMA Lab Board – Mobility2o.
Dalle 14:30 si terranno in parallelo il convegno La nascita di un Quartiere Smart, organizzato con l’Assessorato all’Urbanistica del Comune di Milano, e la tavola rotonda Come sfruttare le tecnologie esistenti per fornire servizi a valore aggiunto per il cittadino, promossa da Parkeon. Il primo workshop mirerà ad identificare i presupposti per la nascita del quartiere intelligente del terzo millennio, analizzando l’evoluzione dei sette scali di Milano, i migliori case studies internazionali di rigenerazione urbana e i progetti sociali nati a Milano con l’intento di far riappropriare i cittadini degli spazi dismessi. La tavola rotonda by Parkeon, invece, vuole essere un’occasione per raccogliere in un unico momento le diverse sfumature di una smart city: dalle tecnologie per la sosta ai servizi di mobilità integrata, dai pagamenti digitali ai case studies che vedono come protagonista il parcometro quale assistente urbano della smart city, capace di offrire servizi oltre la sosta.
L’evento continua venerdì 15 dalle ore 9:30 con il convegno La mobilità nella città del futuro, organizzato con l’Assessorato alla Mobilità del Comune di Milano, in cui si farà dapprima il punto sugli sviluppi della mobilità elettrica con, tra gli altri, Carlo Maria Magni di ReFeel e-Mobility, Albane Siramy di UJET, Lorenzo Tavazzi di The European House Ambrosetti e Carlo Maria Medaglia del Ministero dell’Ambiente. Seguirà, poi, il focus sugli scenari futuri del carpooling con Gerard Albertengo di Jojob e Samuel Sed Piazza di Moovit, e il focus su innovazione tecnologica nella gestione del trasporto pubblico con l’intervento di Roberto Andreoli di ATM S.p.A. e Massimo Santori di IVECO Bus/CNH Industrial.
Digitalizzazione, accesso ai dati ed interoperabilità dei sistemi sono le parole chiave della conferenza Mobilità integrata e big data organizzata, sempre venerdì 15 dalle ore 9:30, con il consorzio Mobility2o che vedrà la presenza di Alberto Falcione di Targa Telematics, Paolo Guglielminetti di PriceWaterhouseCoopers, Manuel Prieto Hernandez di Visa, Andrea Fossati di Parquery, Antonio Privitera di PTV SISTeMA, ?Paolo Rinelli di TTS-Transport Simulation Systems, Katja Hector di moovel Group GmbH, Marjaana Karjalainen di Finpro, Giovanni Maistrello di car2go Italia e Samuel Sed Piazza di Moovit.
Citytech è un evento organizzato in collaborazione con Comune di Milano e Commissione Europea, per promuovere idee e progetti che contribuiscano a migliorare le città del terzo millennio, sviluppando, in chiave sostenibile, servizi high-tech in ambito mobilità e urbanistica. La manifestazione ha ricevuto, infatti, il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare e di AIPARK – Associazione Italiana per gli operatori della mobilità e della sosta, AMAT – Agenzia della Mobilità Ambiente e Territorio, Fondazione Politecnico di Milano, INU – Associazione Nazionale Urbanistica, TTS Italia – Associazione Nazionale telematica, trasporti e sicurezza. Inoltre, ANIASA, Arthur D. Little, Ernst & Young Financial Business Advisors, Elis, Mobility2o, Osservatorio Nazionale Sharing Mobility e TRT – Trasporto e Territorio, sono Knowledge Partner dell’evento che, quest’anno, è giunto alla sua quarta edizione e rappresenta l’evento di spicco in Italia nel campo della mobilità urbana.
EU new rules for cleaner cars. The European Commission has tabled legislative proposals to ensure car manufacturers comply strictly with all EU safety, environmental and production requirements.
The Commission is proposing a major overhaul of the so-called EU type approval framework. Under current rules, national authorities are solely responsible for certifying that a vehicle meets all requirements to be placed on the market and for policing manufacturers’ compliance with EU law. Today’s proposals will make vehicle testing more independent and increase surveillance of cars already in circulation. Greater European oversight will strengthen the system as a whole.
The Commission was already reviewing the EU type approval framework for motor vehicles prior to the Volkswagen revelations. It has since concluded on the need for more far-reaching reform to prevent cases of non-compliance from happening again. Today’s proposal for a Regulation on the approval and market surveillance of motor vehicles complements efforts to introduce more robust emissions testing (Real Driving Emissions testing).
Jyrki Katainen, Vice-President for Jobs, Growth, Investment and Competitiveness, said: “In a Single Market where goods circulate freely, everyone must play by the rules. The Volkswagen revelations have highlighted that the system which allows cars to be placed on the market needs further improvement. To regain customers’ trust in this important industry, we need to tighten the rules but also ensure they are effectively observed. It is essential to restore a level playing field and fair competition in the market.”
Commissioner Elzbieta Bienkowska, responsible for Internal Market, Industry, Entrepreneurship and SMEs, said: “The Single Market requires rigorous enforcement across sectors, including the car industry. With our proposals today we will raise the quality and independence of vehicle testing and improve the oversight of cars already in circulation. This complements our efforts to introduce the most robust emissions testing procedures in the world, which we will keep refining and reviewing to ensure the strictest emissions limits are really met.”
The current type approval system is based on mutual trust: once a car is certified in one Member State, it can circulate freely throughout the EU. While the EU sets the legal framework, national authorities are fully responsible for checking car manufacturers’ compliance. The draft Regulation on the approval and market surveillance of motor vehicles maintains the principle of mutual recognition, which is at the core of the EU Single Market, but seeks to correct the flaws in the system.
The proposal for a Regulation will help to achieve three objectives:
Reinforce the independence and quality of testing that allows a car to be placed on the market: The majority of Member States designate technical services, which are paid directly by car manufacturers, for the testing and inspection of the vehicle’s compliance with EU type approval requirements. The Commission proposes to modify the remuneration system to avoid financial links between technical services and manufacturers, which could lead to conflicts of interest and compromise the independence of testing. The proposal also foresees more stringent performance criteria for these technical services, which should be regularly and independently audited to obtain and maintain their designation. National type approval authorities will be subject to peer reviews to ensure that the relevant rules are implemented and enforced rigorously across the EU.
Introduce an effective market surveillance system to control the conformity of cars already in circulation: While the current rules deal mainly with ex ante controls, in the future Member States and the Commission will carry out spot-checks on vehicles already on the market. This will make it possible to detect non-compliance at an early stage, and ensure that immediate and robust remedial action is taken against vehicles that are found to be non-compliant and/or to present a serious safety risk or harm to the environment. All Member States should be able to take safeguard measures against non-compliant vehicles on their territory without waiting for the authority that issued the type approval to take action. Member States will have to review regularly the functioning of their market surveillance activities and make the results publicly available.
Reinforce the type approval system with greater European oversight: The Commission will have the power to suspend, restrict or withdraw the designation of technical services that are underperforming and too lax in applying the rules. In the future the Commission will be able to carry out ex-post verification testing (through its Joint Research Centre) and, if needed, initiate recalls. By allowing the Commission to impose financial penalties, the proposal will deter manufacturers and technical services from allowing non-compliant vehicles onto the market. The Commission will also chair an Enforcement Forum which will develop common compliance verification strategies with Member States and organise joint audits of technical services and peer reviews of type-approval authorities.
The Commission’s proposal maintains the current ban on defeat devices, which national authorities have a standing obligation to police and enforce, but goes a step further. Under the draft Regulation, the manufacturer will have to provide access to the car’s software protocols. This measure complements the Real Driving Emissions package, which will make it very difficult to circumvent emission requirements and includes an obligation for manufacturers to disclose their emissions reduction strategy, as is the case in the US.
Next steps
The draft Regulation will now be sent to the European Parliament and Council for adoption. Once adopted, it will be directly applicable. It will repeal and replace Directive 2007/46/EC (the ‘Framework Directive’).
Obbligatorie dal 1° settembre prove nuove e più efficaci delle emissioni degli autoveicoli.
A partire dal 1º settembre 2017, prima di poter circolare sulle strade europee i nuovi modelli di autoveicoli dovranno superare prove aggiornate più affidabili delle emissioni in condizioni di guida reali (“emissioni reali di guida”, Real Driving Emissions – RDE) nonché una prova di laboratorio migliorata (“procedura di prova per i veicoli leggeri armonizzata a livello mondiale”, World Harmonised Light Vehicle Test Procedure – WLTP).
Jyrki Katainen, vicepresidente responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha affermato: “Le nuove prove delle emissioni costituiscono una tappa fondamentale nel lavoro che stiamo realizzando per disporre, nei prossimi anni, di veicoli più puliti e più sostenibili, ma molto rimane ancora da fare. Lo scandalo delle emissioni ha rivelato la necessità di una maggiore indipendenza delle prove a cui vanno soggetti gli autoveicoli e di una più attenta vigilanza del mercato. La Commissione deve inoltre avere la facoltà di intervenire in caso di irregolarità ed è proprio a tal fine che ha presentato una proposta nel gennaio 2016, rimasta sul tavolo sino ad oggi. È giunto ormai il momento che il Parlamento europeo e il Consiglio procedano alla sua adozione. Vanno inoltre profusi sforzi a livello di UE per incoraggiare con decisione la mobilità a basse emissioni.”
Elzbieta Bienkowska, Commissaria responsabile per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI, ha aggiunto: “Un passaggio rapido a veicoli ad emissioni zero è nel nostro interesse, se consideriamo i rischi per la salute pubblica e l’ambiente, ed è essenziale per l’industria automobilistica, se intende rimanere competitiva a livello internazionale. Per il momento, però, i veicoli diesel fanno ancora parte della nostra vita e dobbiamo ripristinare la fiducia in questa tecnologia: ecco perché è fondamentale disporre di prove aggiornate e più affidabili per gli autoveicoli nuovi mentre, per quelli già in circolazione, gli Stati membri devono assolvere i loro compiti, ossia dare esecuzione alle norme e adottare nuovi provvedimenti, insieme a tutte le parti interessate, al fine di ridurre le emissioni del parco veicoli esistente.”
Le nuove prove delle emissioni garantiranno risultati più attendibili e contribuiranno a ripristinare la fiducia relativamente alle prestazioni dei nuovi autoveicoli. Le prove rappresentano una delle diverse importanti attività che la Commissione porta avanti per un’industria automobilistica pulita, sostenibile e competitiva.
Prove delle emissioni più severe e precise: le emissioni di NOx e di particolato, che sono una delle principali cause dell’inquinamento atmosferico, saranno misurate in maniera più affidabile in condizioni di guida reali (prova RDE). Questa prova andrà ad integrare una procedura di prova in laboratorio nuova e più realistica (prova WLTP) per tutte le emissioni, comprese quelle di CO2, e il consumo di carburante, nonché le emissioni di NOx e di altri inquinanti atmosferici. Entrambe le prove diventeranno obbligatorie dal settembre 2017 per tutti i nuovi modelli di autoveicoli e saranno introdotte gradualmente per tutti gli autoveicoli nuovi tra il 2018 e il 2019 (per ulteriori informazioni cfr. MEMO/17/2821).
Revisione completa del sistema di omologazione: una volta adottata, la proposta di regolamento che la Commissione ha presentato nel gennaio 2016 garantirà una maggiore qualità e indipendenza delle prove sui veicoli e un controllo più attento sugli autoveicoli già in circolazione e introdurrà la vigilanza dell’UE nell’intero sistema.
Norme sulla qualità dell’aria: gli Stati membri sono tenuti a rispettare i valori limite dell’UE per una serie di inquinanti, tra cui l’NO2, e a stabilire piani per la qualità dell’aria nelle zone o negli agglomerati in cui tali valori limite sono superati.
Mobilità a basse emissioni: la strategia europea per una mobilità a basse emissioni mira ad aumentare l’efficienza del sistema dei trasporti e ad accelerare la diffusione delle energie alternative a basse emissioni per i trasporti e la transizione verso veicoli a emissioni zero. Detta strategia si basa su una gamma di alternative energetiche a basse emissioni per le autovetture e gli autobus e pone l’accento sull’elettrificazione dei trasporti ferroviari e sull’impiego dei biocarburanti nei settori del trasporto aereo e del trasporto su gomma di merci e passeggeri. La Commissione prevede altresì di adottare entro novembre 2017 un piano d’azione riguardante un’infrastruttura per i combustibili alternativi allo scopo di diffondere maggiormente l’uso dei carburanti alternativi in Europa.
Al tempo stesso la Commissione segue con attenzione i provvedimenti adottati dagli Stati membri relativamente ai veicoli inquinanti già in circolazione.
A seguito delle rivelazioni del settembre 2015, con cui era stato reso noto l’uso da parte del gruppo Volkswagen di software di manipolazione per eludere le norme in materia di emissione per alcuni inquinanti atmosferici, la Commissione ha invitato tutti gli Stati membri, in qualità di autorità responsabili della vigilanza del mercato e dell’applicazione della normativa in materia di omologazione, a effettuare le necessarie indagini al fine di verificare i livelli di emissioni reali dei veicoli circolanti sui rispettivi territori e di garantire la conformità al diritto dell’UE.
La Commissione ha appoggiato le attività a livello nazionale mediante l’elaborazione di una metodologia comune di prova che riveli la presenza di dispositivi di manipolazione che alterano i risultati delle prove di laboratorio e garantisca la coerenza dell’esito delle indagini nazionali. Ha inoltre pubblicato un documento orientativo per aiutare le autorità degli Stati membri a valutare se i costruttori automobilistici utilizzino dispositivi di manipolazione o mettano in atto altre strategie risultanti in un aumento delle emissioni del veicolo al di fuori del ciclo di prova e ad analizzare se ciò sia tecnicamente giustificato.
Nel dicembre 2016 e nel maggio 2017 la Commissione ha avviato procedure di infrazione nei confronti di otto Stati membri per violazione della normativa UE in materia di omologazione e continua a controllare se il diritto dell’Unione in materia sia correttamente applicato.
Inoltre la Commissione garantirà il rispetto delle norme sulla concorrenza e continuerà a lavorare affinché ai consumatori sia assicurato un trattamento equo.
La Commissione continua infine ad adoperarsi per assicurare l’applicazione delle norme UE in materia di qualità dell’aria tramite procedure di infrazione nei confronti dei 16 Stati membri che violano i valori limite dell’NO2 ambiente.
Green Logistic Expo, Fiera di Padova. World Capital Group sarà partner e referente scientifico per la parte immobiliare dell’evento Green Logistics Expo, in programma alla Fiera di Padova, dal 7 al 9 marzo 2018, con il patrocinio di Assologistica.
Al Real Estate degli immobili logistici e industriali, il Salone Internazionale della Logistica Sostenibile, promosso dalla Fiera di Padova e dall’Interporto di Padova, dedicherà un intero padiglione di 3.000 MQ, che sarà denominato:
Logistic REsolution
Il padiglione dell’immobiliare logistico
“Quando siamo stati contattati dall’organizzazione dell’evento, – dichiara Marco Clerici, Managing Director di World Capital Real Estate – interessata a dare spazio al Real Estate per la logistica, abbiamo subito sposato l’idea mettendo in comune la nostra consolidata esperienza nel settore.
Così, insieme abbiamo costruito un’idea di padiglione che contribuirà a creare un percorso “reale/virtuale” nella filiera dell’immobiliare logistico la cui denominazione Logistic REsolution è la sua naturale espressione. Siamo veramente orgogliosi – conclude Marco Clerici – di essere stati coinvolti in un progetto così importante; raccogliamo dunque la sfida e vi aspettiamo tutti all’evento.”
Green Logistic Expo porta in Italia, per la prima volta, una fiera B2B con i leader dell’intermodalità ferroviaria, del trasporto merci, della logistica per l’industria e della portualità, dell’E-Commerce e della governance urbana. Tre giorni a supporto dell’economia, crescita e qualità di vita, nonché piazza di incontro tra efficienza e ambiente. Innovazione tecnologica e opportunità di business si intrecceranno con i nuovi scenari della logistica sostenibile, mentre la supply chain del futuro sarà presentata al mondo delle istituzioni e dell’impresa.
“Crediamo che il padiglione Logistic REsolution – dichiara Luca Griggio, Amministratore Delegato di Geo Spa, la società che gestisce le attività delle Fiera di Padova – possa dare quel valore aggiunto ad un evento già unico ed innovativo nel suo genere. La semplice considerazione che qualsiasi attività si svolga in spazi “reali” ci ha spinti a dare una giusta dimensione alla parte immobiliare della logistica coinvolgendo World Capital in quest’avventura. Sono state identificate tre macro aree – prosegue Luca Griggio – che costituiranno il filo conduttore del padiglione.
All’interno di tali aree troveranno spazio espositori afferenti alle categorie Servizi, Strutturale ed Impiantistica che già oggi vantano l’adesione e l’interesse di molti operatori.”
Il padiglione Logistic REsolution, ospiterà società afferenti ai seguenti settori:
SERVIZI
– Progettisti
– Imprese di costruzione
– Sviluppatori
STRUTTURALE
– Prefabbricati
– Coperture
– Serramenti
– Pavimentazioni
– Scaffali
IMPIANTISTICA
– Antincendio
– Elettrico
– Illuminazione
– Ascensori
– Allarmi e videosorveglianza
– Domotica
– Fotovoltaico
– Energie rinnovabili
Hypermotion transport, mobility, logistics and digital infrastructure. Trade fair and congresses for intelligent systems and solutions.
Frankfurt am Main, 20 to 22 November 2017.
Logistics industry has some catching up to do with digitisation Start-ups present new digital business models at Hypermotion Laboratory of the future, conferences and SMILEx Lab.
The degree of digitisation in the logistics industry is still not very high – in fact, it only came in tenth in an industry ranking, putting it dead last amongst the ten economic sectors studied. These were the findings of the “Branchenatlas Digitale Transformation” (Business Atlas of Digital Transformation) study conducted by the Digital Intelligence Institute on behalf of develop.
According the study, it is at the strategic level that the logistics industry is furthest behind, with just 18 percent of logistics companies surveyed stating that the digital transformation was of fundamental strategic importance. For all of the others, it is not clear who is driving strategic development or where the responsibility lies.
The continuing widespread reliance on paper documentation is also hindering the digital transformation. In fact, only one in five logistics companies has at least 80 percent of their business processes organised primarily digitally and free of media discontinuities.
Furthermore, the companies displayed relatively little willingness to invest in digital business models, with just 17 percent currently planning additional funds for projects pertaining to the digital transformation.
The industry with the highest level of digitisation is currently the information and communication technology sector, followed at some distance by banking and insurance, media and entertainment, and the electronics industry.
Start-ups: interface to new logistics
A number of young companies and innovative start-ups have focused on the digitisation of processes in the field of logistics, developing digital business models that they will be presenting at Hypermotion from 20 to 22 November 2017.
One of these firms is Loadfox, a technology start-up based in Munich that offers a freight-pooling service. This makes things easier for freight forwarders and carriers, facilitating the work of transport enterprises in Germany.
An intelligent algorithm combines partial loads in order to create profitable routes. As a result, the utilisation of existing truck capacities is optimised, traffic volume is reduced, emissions are cut and the profitability of participating transport companies is increased.
Mesaic Technology GmbH, a start-up from Hamburg, has developed a solution that helps companies deal with changed consumer behaviour and increasing customer requirements for logistics such as on-demand and same-day delivery.
In order to make communications between companies, service partners and customers in the delivery process as simple and efficient as possible, the company has developed its own platform that intelligently networks service providers and customers in Messenger.
Metrilus GmbH, a young Erlangen-based firm, has developed a system for automatic freight measurement. With the help of multiple real-time 3D cameras and sensors, an app can be used to dimension packages and even entire pallets, in order to calculate their length, width and height within seconds.
In addition, it can be connected to existing systems, e.g. for determining weight, without difficultly.
Berlin-based start-up M2MGo, established in 2013, is dedicated to “fast and simple networking”, in order to process raw data in real time. The enterprise content management system allows even non-programmers to create custom and complex applications, portals and apps for the internet of things / Industry 4.0 as simply as with a modular system using drag & drop, without doing any programming.
Furthermore, legacy systems, device data and APIs can be integrated with ease. That saves time and money.
At Hypermotion, young German companies are able to present their products and services in a special area on especially favourable terms.
Laboratory of the future, conferences and SMILEx Lab With the Smart Mobility & Integrated Logistics Experiments Lab (SmileX Lab), Hypermotion serves as a laboratory of the future in which new solutions for intelligent transport systems are developed.
As part of an ITS Hackathon targeting software developers, new applications for intelligent networking in smart regions will be developed directly at the event. SMILEx Lab also includes TED Talks and a Career Day for the promotion of innovation and talent development.
SMILEx Lab concludes with a “Melt-Down” that, among other things, features a presentation of the solutions and concepts for Mobility 4.0 that were developed during the Hackathon.
As a result, Hypermotion offers a unique combination of a future lab, conferences, trade fair, think tank and showcases in the outdoor exhibition area, as well as technical visits to companies and institutions in the region. The event brings established firms from the transport and logistics industry together with mobility pioneers and visionaries, startups, scientists and other experts.
Background information on Messe Frankfurt
Messe Frankfurt is the world’s largest trade fair, congress and event organiser with its own exhibition grounds. With more than 2,300 employees at some 30 locations, the company generates annual sales of around €647 million. Thanks to its far-reaching ties with the relevant sectors and to its international sales network, the Group looks after the business interests of its customers effectively. A comprehensive range of services – both onsite and online – ensures that customers worldwide enjoy consistently high quality and flexibility when planning, organising and running their events. The wide range of services includes renting exhibition grounds, trade fair construction and marketing, personnel and food services.
With its headquarters in Frankfurt am Main, the company is owned by the City of Frankfurt (60 percent) and the State of Hesse (40 percent).
Citytech mobilità e urbanistica. L’evento conference&exhibition organizzato da Clickutility on Earth, è promosso dal Comune di Milano e patrocinato dal Ministero dell’Ambiente. Giunta ormai alla sua IVª edizione, la kermesse nazionale dedicata alla mobilità e all’urbanistica, si presenta come un’occasione unica d’incontro per aziende, start-up, autorità pubbliche, associazioni del settore e responsabili dello sviluppo del territorio per poter scambiare idee, avviare nuove relazioni professionali, condividere progetti e promuovere il proprio brand aziendale in Italia e all’estero. L’evento ha, inoltre, ottenuto il patrocinio tecnico di AMAT – Agenzia Mobilità, Ambiente e Territorio di Milano, di TTS Italia e dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, mentre TRT – Trasporti e Territorio è knowledge partner della manifestazione.
Pay-off dell’edizione 2017 sarà “Co-progettare mobilità e urbanistica nelle città del terzo millennio”, slogan emblematico che vede la sua genesi nel bisogno di ripensare i nostri centri urbani in ottica smart e di dare risposte reali ed efficaci alle mutate esigenze delle nostre città. L’incontro tra due importanti settori, la mobilità e l’urbanistica per l’appunto, darà vita ad un viaggio lungo due giorni che mirerà ad identificare il profilo del Quartiere intelligente del Terzo Millennio, punto nevralgico delle megalopoli odierne, fortemente influenzato dall’avvento della rivoluzione digitale.
Riqualificazione urbanistica, Mobilità integrata e multimediale, Ultimo miglio e domanda debole, Mobilità elettrica, Low emission zone e Tecnologie per la sosta saranno le sei aree tematiche di Citytech che verranno rappresentate sia nell’area exhibition che nel programma conference, studiati in maniera tale da dare ascolto alle voci più autorevoli di questi settori e creando interessanti dibattiti e utili networking.
La manifestazione inizierà giovedì 14 settembre con la Sessione Istituzionale di apertura dei lavori dal titolo “Progettare il Quartiere del Terzo Millennio tra mobilità e urbanistica” che vedrà le principali Istituzioni ed i maggiori esperti del settore impegnati nell’analisi delle best practices per la progettazione delle nuove aree smart delle nostre città.
Seguirà poi il convegno sulla “Riqualificazione Urbana”, organizzato in collaborazione con l’Assessorato all’Urbanistica del Comune di Milano, che parlerà della rivalutazione delle zone periferiche delle nostre città, oltre che di strade, aree verdi e spazi pubblici e della necessità di integrare gli interventi di riqualificazione con più ampi progetti partecipativi e sociali, per coinvolgere la cittadinanza in tutte le varie fasi del processo. In questo contesto verrà dato particolare risalto al recupero degli scali ferroviari, elemento centrale per ricostruire il tessuto urbano e favorire la connessione tra i diversi quartieri.
Sempre il 14 giugno nel pomeriggio si terrà la tavola rotonda “Tecnologie digitali e Interoperabilità dei dati nelle Smart City. Come sfruttare le tecnologie esistenti per fornire servizi a valore aggiunto per il cittadino”, organizzato in collaborazione con Parkeon. Il convegno analizzerà, in tre diverse sessioni, le tecnologie per la sosta e l’interoperabilità dei sistemi, i pagamenti digitali ed il ruolo del parcometro “oltre la sosta”, come assistente urbano della smart city.
Durante il secondo giorno, il 15 settembre, si susseguiranno i convegni “Mobilità integrata e multimodale – Ultimo miglio”, realizzato in collaborazione con il Consorzio M2o, che si occuperà di rappresentare, attraverso gli operatori del settore, lo scenario del prossimo futuro in termini di economia circolare, sharing mobility e digitalizzazione, e “Veicoli elettrici e autonomi e nuovi servizi per la mobilità”, in collaborazione con l’Assessorato alla Mobilità del Comune di Milano, durante cui si farà il punto sullo sviluppo e la diffusione della mobilità elettrica, si parlerà di sosta, tecnologie e pagamenti digitali e, infine, si darà uno sguardo ai business models e agli scenari aperti da App e nuove piattaforme web per i servizi di mobilità più innovativi.
Il 14 e il 15 settembre alla Fabbrica del Vapore di Milano
Veicoli elettrici ibridi plug-in: saranno introdotti 100 nuovi modelli entro il 2021. La batteria di lunga durata e la conformità agli obiettivi fissati per le emissioni aprono opportunità di crescita per i veicoli PHEV, secondo Frost & Sullivan
Dal lancio imminente di 100 nuovi modelli, gli incentivi favorevoli e la conformità agli obiettivi fissati per le emissioni, fino alla capacità della batteria sufficiente a coprire distanze di guida quotidiana e alla disponibilità dei consumatori ad acquistare, i veicoli elettrici ibridi plug-in (PHEV) sono pronti per la crescita trasformazionale. Tuttavia, la dismissione degli incentivi per i veicoli elettrici, l’avvento dei veicoli elettrici con batteria di lunga durata, l’affermarsi dei veicoli ibridi leggeri a 48V e la complessità di avere due diverse tipologie di motore in un unico veicolo potrebbero ostacolare l’adozione dei veicoli PHEV.
Lo studio “Global Plug-in Hybrid Electric Vehicle Market, Forecast to 2025” fa parte del programma Mobility: Automotive & Transportation Growth Partnership Service di Frost & Sullivan. La ricerca ha rilevato che, secondo le stime, il mercato globale dei veicoli elettrici ibridi plug-in raggiungerà quota 3,7 milioni di unità entro il 2025, con 4,8 milioni di veicoli leggeri in uno scenario ottimistico e 2,9 milioni di veicoli leggeri in uno scenario conservativo.
“Le norme stringenti per le emissioni, che prevedono 95g CO2/km possono essere soddisfatte soltanto dalla tecnologia PHEV, mentre la tecnologia dei veicoli puramente elettrici a batteria si evolve per superare le attuali limitazioni. I veicoli elettrici ibridi plug-in hanno un mercato migliore di quello dei veicoli elettrici a batteria, a causa dell’incertezza relativa all’infrastruttura di carica”, afferma Pooja Bethi, analista di Frost & Sullivan. “A causa della loro capacità di fornire motori a combustione interna e dei vantaggi dei veicoli elettrici, il mercato dei veicoli PHEV è destinato a una domanda e una crescita elevata.”
Le piattaforme dedicate per i veicoli elettrici, come MQB di Volkswagen, EVA di Mercedes-Benz e FSAR di BMW sono importanti fattori di traino che alimentano la crescita dei veicoli PHEV. Altri sviluppi chiave sono:
– I modelli ad alte prestazioni come Maserati Levante, Bentley Bentayga e BMW M3 avranno una versione PHEV entro il 2025.
– Le case automobilistiche di tutto il mondo, guidate dall’Europa, avranno una forte strategia PHEV per soddisfare i cambiamenti normativi e i requisiti di conformità. Si prevede che il gruppo Volkswagen produrrà circa 470.000 unità entro il 2025.
– Cina e Europa probabilmente saranno in testa nel mercato, con il 39.8% e il 30.6% del mercato globale dei veicoli PHEV, rispettivamente.
– Entro il 2025, il segmento PHEV C-Compact sarà quello più rilevante, con oltre 35 nuovi lanci, seguito da quello dei SUV.
– Le ultime innovazioni nell’ambito delle batterie potrebbero assistere ad una più ampia applicazione. Una catena di approvvigionamento fortemente sviluppata giocherà un ruolo cruciale nel minimizzare l’impatto dei costi sui veicoli elettrici.
“I miglioramenti nella chimica e nella densità di energia delle batterie darà slancio alla gamma puramente elettrica dei veicoli PHEV, mentre le stazioni a carica rapida (“fast charge”) aiuteranno a ridurre drasticamente i tempi di ricarica”, osserva Bethi.
Europa in movimento: Commissione per una mobilità pulita, competitiva e interconnessa. Con questa iniziativa, la Commissione europea punta a modernizzare la mobilità e i trasporti a livello europeo. Lo scopo è aiutare il settore a rimanere competitivo nel quadro di una transizione socialmente equa verso l’energia pulita e la digitalizzazione.
“L’Europa in movimento” racchiude varie iniziative ad ampio raggio che consentiranno di: rendere il traffico più sicuro; incoraggiare l’adozione di sistemi di pedaggio più equi; ridurre le emissioni di CO2, l’inquinamento atmosferico e la congestione del traffico; ridurre gli oneri burocratici per le imprese; combattere il fenomeno del lavoro nero e garantire ai lavoratori condizioni e tempi di riposo adeguati. I benefici a lungo termine si estenderanno ben oltre il settore dei trasporti, in quanto tali misure promuoveranno l’occupazione, la crescita e gli investimenti, rafforzeranno l’equità sociale, amplieranno le possibilità di scelta dei consumatori e porranno con decisione l’Europa sul binario della diminuzione delle emissioni.
Maroš Šefčovič, Vicepresidente per l’Unione dell’energia, ha dichiarato: “Il mondo dei trasporti si sta trasformando in modo radicale. L’Europa deve cogliere questa opportunità e plasmare il futuro della mobilità. Per noi è un’occasione unica per “reinventare la ruota”. Vorrei che la nostra industria non fosse soltanto coinvolta dal cambiamento globale, ma che ne fosse protagonista.”
Jyrki Katainen, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha affermato: “La nostra impostazione riguardo al tema della mobilità va ben al di là del settore dei trasporti. Oggi assistiamo a un’evoluzione del settore dei trasporti che si inscrive nel quadro di tendenze economiche emergenti come l’economia collaborativa o l’economia circolare. Di conseguenza, è un’opportunità per modernizzare l’economia europea nel suo complesso e spingerla verso una maggiore sostenibilità.“
Violeta Bulc, Commissaria per i Trasporti, ha aggiunto: “L’UE ha l’opportunità unica di modernizzare il trasporto su strada non soltanto in casa propria, ma anche a livello globale. Con le nostre riforme porremo le fondamenta per soluzioni stradali digitali standardizzate, condizioni sociali più eque e regole di mercato applicabili. Le riforme contribuiranno a ridurre i costi socio-economici dei trasporti, come il tempo perduto a causa del traffico, gli incidenti stradali mortali o con feriti gravi e i rischi per la salute derivanti dall’inquinamento e dal rumore, e andranno incontro alle esigenze dei cittadini, delle imprese e della natura. Con norme comuni e servizi transnazionali, inoltre, i viaggi multimodali potranno diventare realtà in tutta Europa.“
La mobilità ha un influsso importante sulla vita quotidiana dei cittadini europei e dà lavoro direttamente a oltre 11 milioni di persone. Si tratta tuttavia di un settore che sta attraversando una serie di trasformazioni tecnologiche, economiche e sociali, il cui ritmo sta accelerando. Sfruttare tali trasformazioni è essenziale per realizzare un’Europa che protegge, dà forza e difende, obiettivo che costituisce una priorità politica della Commissione Juncker. A tale fine, la Commissione ha adottato oggi una strategia a lungo termine per trasformare queste sfide in opportunità e giungere entro il 2025 ad una mobilità intelligente, socialmente equa e competitiva.
L’UE guiderà questa transizione con una legislazione mirata e misure di sostegno comprendenti investimenti nelle infrastrutture, nella ricerca e nell’innovazione. In questo modo, in Europa potranno essere sviluppati, offerti e prodotti i migliori veicoli, le migliori attrezzature per i trasporti e le migliori soluzioni per una mobilità pulita, interconnessa e automatizzata.
“L’Europa in movimento” prevede una prima serie di 8 iniziative legislative riguardanti in modo specifico il trasporto su strada. Si tratta di un settore di particolare importanza, sia perché impiega direttamente 5 milioni di europei, sia perché è all’origine di circa un quinto delle emissioni di gas serra dell’UE. Le proposte miglioreranno il funzionamento del mercato del trasporto delle merci su strada e le condizioni sociali e occupazionali dei lavoratori. Tale miglioramento sarà il frutto di una maggiore attenzione al rispetto delle normative, della lotta alle pratiche occupazionali illecite, del taglio degli oneri amministrativi per le aziende e della precisazione delle norme esistenti, ad esempio per quanto riguarda l’applicazione delle leggi nazionali relative al salario minimo.
La Commissione promuove inoltre le soluzioni di mobilità senza interruzioni che permettono ai cittadini e alle imprese di spostarsi più facilmente in tutta Europa. Va in questa direzione la proposta di migliorare l’interoperabilità tra i sistemi di telepedaggio, che consentirà agli utenti della strada di viaggiare nell’intera UE senza doversi preoccupare delle diverse formalità amministrative. Specifiche comuni per i dati relativi al trasporto pubblico, inoltre, permetteranno di pianificare meglio il viaggio e di seguire l’itinerario migliore anche quando questo comporta l’attraversamento di una frontiera.
Questa prima serie di 8 proposte sarà integrata nel corso dei prossimi 12 mesi da altre proposte, fra cui quelle relative alle norme sulle emissioni successive al 2020 per autovetture e furgoni, oltre alle prime norme in assoluto riguardanti le emissioni dei veicoli pesanti, che fanno seguito alla proposta odierna concernente il monitoraggio e la trasmissione di informazioni in tema di emissioni di CO2 e consumo di carburante dei veicoli pesanti. Tali proposte stimoleranno ulteriormente l’innovazione, oltre a contribuire ad aumentare la competitività, ridurre le emissioni di CO2 e migliorare la qualità dell’aria, la salute pubblica e la sicurezza dei trasporti.
Contesto
I trasporti e la mobilità sono fondamentali per l’economia e la competitività dell’Europa. Tale importanza è riflessa dall’ampia gamma di altri quadri politici dell’UE con un’influenza determinante sul settore. La Commissione Juncker si è data delle priorità, quali l’Unione dell’energia, il mercato unico digitale e l’agenda per l’occupazione, la crescita e gli investimenti, che si riverbereranno tutte positivamente sui trasporti e sulla mobilità. La strategia dell’Unione dell’energia del febbraio 2015 individuava uno dei suoi settori di intervento fondamentali nella transizione verso un settore dei trasporti efficiente dal punto di vista energetico e decarbonizzato. Saranno ora attuate le misure già delineate nella strategia per una mobilità a basse emissioni adottata nel luglio 2016. Gli investimenti nelle infrastrutture previsti dal piano di investimenti per l’Europa costituiscono un forte stimolo per lo sviluppo in Europa della mobilità pulita, competitiva e interconnessa del futuro.
Aumentano le E-bike, anche in Italia come in Europa cambia il modo di andare in bicicletta. I dati del mercato Bici del 2016 sia tradizionali che a pedalata assistita, in Italia, mostrano una tendenza analoga a quanto sta accadendo nel resto d’Europa. Si contraggono i dati della bicicletta tradizionale ma risultano in forte crescita quelli della E-Bike.
Da quest’anno, anche in Italia, il dato di mercato che riguarda le e-bike mostra un trend decisamente “europeo”, 124.400 e-bike pari ad +120% rispetto al 2015.
E’ un dato di disponibilità interna del mercato che calcoliamo, da sempre, come dato delle biciclette prodotte aggiungendo il numero di bici importate meno quelle destinate all’export.
E’ il secondo parametro, quello relativo all’import che spiega la crescita di ebike nel 2016 e che rivela che sarà ancora maggiore, molto probabilmente, nel 2017. Nel 4° trimestre del 2016, infatti, abbiamo importato un numero di bici elettriche (40.800) quasi uguale a quello dei primi 9 mesi (60.000) del 2016. Segno che si è venduto parecchio nel 2016 ma che molto di quanto importato nel 2016 sarà venduto nel 2017.
Lieve flessione sulla bici normale (-2,6%) ma meglio che in altri paesi d’Europa (-8/9%) dove ormai si assiste ad un vero e proprio “cambio di bicicletta”.
La vendita delle E-bike, per il momento, è a vantaggio solo dei dealer specializzati. La Grande Distribuzione non è ancora pronta soprattutto sul versante dell’assistenza al veicolo e dei servizi post vendita.
Aumentati anche i numeri della produzione italiana di E-bike: si passa dai 16.600 del 2015 ai 23.600 veicoli dello scorso anno. Nasce anche una filiera intera di veicoli Made in Italy sia come assemblaggio ma soprattutto come costruzione di motori e componentistica elettrica ed elettronica. Diverse infatti sono le realtà che producono sistemi per e-bike e che faranno sentire la loro voce nel 2017. Bene anche le esportazioni passate da 3.400 e-bike nel 2015 a 8.000 nel 2016.
Il dato interessante, dal nostro punto di vista di associazione di categoria, non è solo quello legato ai dati di produzione di questi sistemi ma anche alla loro progettualità e produzione di brevetti. Tutto questo ci restituisce il concreto auspicio di vedere un Made in Italy “elettrico” in grado di confrontarsi ad armi pari e non sleali con la concorrenza internazionale.
I motivi di questo successo europeo risiedono nell’estetica di questi veicoli ormai sempre più simili a delle biciclette tradizionale grazie a dimensioni sempre più ridotte di motore e batteria e alla loro integrazione con i telai delle biciclette.
La velocità di questi veicoli (25Km/h) rappresenta un buon compromesso per spostarsi nel traffico urbano, soprattutto nelle zone più congestionate dal traffico dove si riduce parecchio il differenziale di velocità con le auto e le moto rendendo più sicura la circolazione promiscua.
Inoltre, i sofisticati livelli di erogazione della potenza (250Watt) permettono di scegliere a proprio piacimento quanta fatica fare e questo permette di utilizzare sempre di più la bici in zone montane. La E-Mountain Bike è ormai il segmento di mercato leader indiscusso di vendita.
Infine vi è anche un vantaggio sul furto. Se ricordiamo di togliere il computerino che gestisce l’elettronica la bici diventa inutilizzabile mentre se portiamo con noi anche la batteria risulta insensato rubare un veicolo al quale, successivamente, occorre spendere qualche centinaio di euro per l’acquisto di una batteria in after market.
Sulle biciclette tradizionali registriamo una flessione di circa il 2,6% che è un dato migliore della generale flessione dell’8/9% del resto d’Europa. A conferma che il panorama e lo scenario dell’utilizzatore della bici sta cambiando e virando verso nuove forme di bicicletta.
La diminuzione di vendita di bici tradizionali segna, come conseguenza, la diminuzione dei dati della componentistica di bici che soffre, soprattutto in export, questa flessione di mercato internazionale.
L’Export di parti subisce così una flessione in valore in linea con i numeri di mercato europei.
Grazie all’effetto e-bike osserviamo aumenti in valore sia sull’import sia sull’export di biciclette complete. Restano invece in linea con l’anno precedente i valori di export delle bici tradizionali.
La bilancia commerciale del nostro export è in attivo di 66 milioni di euro.
“I dati di mercato 2016 confermano il grande cambiamento in atto degli anni precedenti: le E-Bike stanno cambiando il modo di andare in bici – dichiara Corrado Capelli, presidente di Ancma Confindustria -. Infatti sono sempre di più gli appassionati delle 2 ruote che scelgono le biciclette a pedalata assistita per muoversi nel traffico urbano e per fare sport soprattutto in montagna. L’agilità e la riduzione della fatica negli spostamenti sono solo due fra gli indicatori positivi di questa crescita sia nella produzione che nell’export. Avremo lo stesso trend anche per il 2017”.
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