Category: Tecnologie

Trend rifiuti tecnologici. Remedia, Consorzio nazionale leader nella gestione dei rifiuti tecnologici, chiude il 2019 con un +18% di rifiuti tecnologici gestiti rispetto all’anno precedente: dall’analisi dei dati del Bilancio di Sostenibilità 2019 emerge un risparmio di oltre 191 milioni di kWh di energia e circa 627mila tonnellate di CO2, oltre a un risparmio economico sulle importazioni pari a 43,3 milioni di euro.

Remedia, Consorzio nazionale per la gestione eco-sostenibile di tutti i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), delle pile e accumulatori esausti, presenta il suo Bilancio di Sostenibilità 2019 sul website che riassume i risultati delle attività per l’anno 2019 ed evidenza come il riciclo sia fondamentale per promuovere un modello economico di tipo circolare.

A ridosso dell’imminente recepimento delle Direttive Europee del Pacchetto per l’economia circolare, volto a favorire un uso sempre più efficiente delle risorse, il Bilancio di Remedia è una rappresentazione di questo nuovo modello, frutto dell’impegno e della trasparenza di Remedia e dei Produttori che ne fanno parte. I dati presenti nel Bilancio di Sostenibilità 2019 sono rendicontati per la prima volta con lo standard che adotta le linee guida del GRI Sustainability Reporting Standards, emanate dal Global Reporting Initiative (GRI).

Nel corso del 2019, Remedia ha gestito 149.001 tonnellate di rifiuti, con un incremento del 18% rispetto all’anno precedente.
Spiccano in particolare i numeri riguardanti i RAEE domestici, quelli generati dai nuclei familiari, che ammontano a 116.000 tonnellate (+13,3% di crescita sul 2018). Rispetto ai 13 Sistemi Collettivi attualmente operanti in Italia per la gestione dei RAEE, la quota di rifiuti domestici gestita da Consorzio Remedia è cresciuta, raggiungendo nel 2019 il 34% del totale preso in carico dai Sistemi Collettivi nazionali. Si segnala inoltre, un aumento del 72% nella raccolta di Pile e Accumulatori esausti, per un totale di 18.751 tonnellate gestite. Risultati importanti che rappresentano l’impegno e la trasparenza di Remedia e degli oltre 2.300 consorziati che fanno parte del consorzio per adempiere in modo virtuoso agli obblighi di legge relativi ai rifiuti tecnologici. Questi numeri fanno di Remedia il principale sistema collettivo nazionale e uno tra i più importanti a livello europeo per la gestione congiunta ed eco-sostenibile di RAEE e Pile e Accumulatori a fine vita.

“Il 2019 è stato un anno di forte sviluppo per Remedia. Abbiamo superato gli eccellenti risultati di gestione del 2018 e lo abbiamo fatto operando sempre con gli alti standard di efficienza e qualità ambientale che ci contraddistinguono, nel rispetto della normativa vigente e collaborando con tutti gli stakeholder.” ha dichiarato Dario Bisogni, Presidente di Remedia “Da diversi anni rappresentiamo l’impegno dell’industria hi tech nel promuovere e implementare un sistema di gestione del fine vita dei prodotti sostenibile ed efficiente. Nonostante la difficile situazione che ha investito l’Italia in questi ultimi mesi, Remedia continua a distinguersi per i numerosi progetti strategici che, avviati nel corso del 2019, troveranno ampio spazio nel prossimo futuro, creando valore economico, ambientale e sociale lungo tutta la filiera”.

I numeri di Remedia
Le 149.001 tonnellate di rifiuti tecnologici gestite da Remedia, si compongono di RAEE domestici (116.000 ton), RAEE professionali (9.281 ton), Pile e Accumulatori esausti (18.751 ton) e altri rifiuti aziendali (4.969 ton). Se si prende in considerazione il triennio precedente, la crescita rispetto alle 92.016 tonnellate del 2017 è stata del 56%.
Sul totale dei RAEE domestici gestiti sono 103.147 le tonnellate inviate a riciclo (pari all’88,9%). Il 5%, pari a 5.790 tonnellate è stato avviato a recupero energetico.
Gli obiettivi minimi di riciclo definiti per legge dal D.lgs. 49/2014, sono stati abbondantemente raggiunti nel 2019 su ogni Raggruppamento. In particolare, i Raggruppamenti R3 e R4, hanno superato la soglia minima rispettivamente del 31% e del 20%.
Tra i materiali maggiormente riciclati troviamo: 48% ferro, 21% vetro, 17% plastica, 5% cemento, 4% rame e 2% alluminio. Per rendere meglio l’idea del valore dell’impegno messo in campo si evidenzia per esempio, che il quantitativo di ferro riciclato nel 2019, corrisponde a 7 Tour Eiffel, il rame riciclato corrisponde a 47 Statue della Libertà e l’alluminio corrisponde alla quantità necessaria per produrre 163 milioni di lattine da 33 cl, che poste una dopo l’altra misurerebbero 9.465 km[1], poco meno della distanza Milano – San Francisco.

Un esempio di performance ambientale
La corretta gestione dei RAEE domestici da parte di Remedia contribuisce al risparmio di 191 milioni di kWh di energia, pari al consumo elettrico annuo di una città di 177.000 abitanti (quasi equivalente alla città di Reggio Calabria) e di 627.000 tonnellate di CO2, pari alle emissioni generate dal parco veicolare della provincia di Milano per un periodo di 23 giorni.

Remedia genera valore economico
Remedia è un consorzio senza fini di lucro, che ha l’obiettivo di massimizzare le proprie performance ambientali nel modo economicamente più efficiente. Nel 2019 il valore economico generato è stato di 38,4 milioni di euro (+42% rispetto all’anno precedente), di cui il 77% (29,6 milioni di euro) rappresenta il valore economico distribuito ai diversi stakeholder a copertura dei costi di gestione.
Il trattamento dei rifiuti tecnologici da parte di Remedia e il relativo reinserimento nel mercato delle materie prime seconde, riduce l’importazione di materie prime dall’estero e nel 2019 ha rappresentato un risparmio economico sulle importazioni pari a 43,3 milioni di euro.

“Il primo semestre del 2020 registra purtroppo un evento traumatico senza precedenti, un’emergenza sanitaria che ha toccato profondamente la popolazione e che ha messo in crisi le nostre imprese” dichiara Danilo Bonato, Direttore Generale di Remedia “A questo si aggiunge la brusca frenata dei prezzi delle materie prime, già iniziata nel 2019, che porterà ad una riduzione del flusso economico generato dalle attività dell’industria del riciclo dei rifiuti tecnologici. La speranza è che in questo contesto complicato, il recepimento del pacchetto di direttive sull’economia circolare rappresenti davvero un elemento di sostegno e di rafforzamento della filiera del riciclo, essendo questa un tassello essenziale di una politica industriale responsabile e orientata alla green economy.”

Remedia è il principale Sistema Collettivo italiano per la gestione eco-sostenibile di tutte le tipologie di RAEE (Rifiuti Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), pile e accumulatori esausti. Nato nel 2005 grazie alla volontà di 44 aziende leader nel settore dell’Elettronica di Consumo e dell’ICT, il Consorzio conta oggi oltre 2.300 associati ed è il primo consorzio per quote RAEE e rifiuti pericolosi gestiti. Per quota di mercato e struttura, rappresenta quindi un punto di riferimento nella gestione di RAEE e Rifiuti di Pile e Accumulatori. Oltre ad essere senza scopo di lucro, il Consorzio è certificato ISO 9000 e ISO 14000, una ulteriore garanzia di trasparenza e serietà nei confronti dei consorziati, dei partner e dei consumatori.

www.consorzioremedia.it

www.remediaperlambiente.org

RAEE oltre 343.000 tonnellate. Il 12° Rapporto Annuale 2019 del Centro di Coordinamento RAEE evidenzia che nel nostro Paese sono state avviate a corretto smaltimento 343.069 tonnellate di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, registrando una crescita del 10,45%. La Valle d’Aosta si conferma la regione più virtuosa d’Italia per raccolta pro capite, quasi doppia rispetto a quella nazionale, mentre la Toscana spicca tra le regioni del Centro. La Campania è la migliore per quantità assolute raccolte del Sud Italia, ma ha la maglia nera per raccolta pro capite

Sono oltre 343mila le tonnellate di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) raccolte in Italia nel 2019.
È quanto emerge dall’analisi dei dati resi noti dal Centro di Coordinamento RAEE, l’organismo centrale che organizza l’attività di tutti i Sistemi Collettivi dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche che si occupano della gestione dei RAEE in Italia, e che rappresenta il punto di riferimento per tutta la filiera dei RAEE domestici. Si tratta di un risultato estremamente positivo, in crescita di oltre il 10% rispetto al 2018, che conferma e migliora ulteriormente il trend degli ultimi anni.

I dati più importanti della raccolta RAEE 2019 sono stati presentati nel Rapporto Annuale 2019 che raccoglie e sintetizza i risultati della raccolta conseguiti dai singoli Sistemi Collettivi, ed è pertanto l’unico report in grado di fotografare l’andamento della raccolta di RAEE domestici nella sua totalità a livello nazionale.

Quest’anno il Rapporto Annuale viene proposto in una veste totalmente nuova, ripensato nei contenuti e nella grafica, realizzata da Accent On Design di Milano. Oltre a fornire i risultati più significativi della raccolta a livello nazionale e regionale, il rapporto di quest’anno si propone come strumento informativo a tutto tondo grazie all’inserimento del vocabolario dei RAEE e dello schema di funzionamento dell’intero sistema, dal cittadino ai Sistemi Collettivi.

Per conoscere invece in maniera dettagliata lo stato della raccolta dei RAEE domestici in Italia, il CdC RAEE mette a disposizione un nuovo servizio online, il sito raeeitalia.it, concepito per presentare i dati attuali e storici. La neonata piattaforma web è stata sviluppata integrando il tool Pingendo, strumento per il design e l’aggiornamento di siti web moderni ed affidabili, con Google Data Studio, lo strumento di Data Visualization che permette di realizzare report interattivi ed accessibili da chiunque, su ogni dispositivo.

“Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti dal sistema RAEE nel 2019, grazie all’impegno dei Sistemi Collettivi e di tutti i gestori della raccolta, siano essi Comuni, aziende della gestione rifiuti piuttosto che distributori e installatori di apparecchiature elettriche e elettroniche” commenta Bruno Rebolini, neo presidente del Centro di Coordinamento RAEE. “Si tratta di un risultato molto positivo che conferma e consolida ancora una volta il trend evidenziatosi negli ultimi anni. Il sistema di gestione dei RAEE promosso dai produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche ha migliorato livelli di servizio e di efficienza già particolarmente virtuosi su tutto il territorio nazionale, a conferma che il sistema multi-consortile italiano è un modello di riferimento a livello europeo. Al tempo stesso i produttori di AEE attraverso i sistemi collettivi hanno ulteriormente incrementato i finanziamenti a disposizione dei soggetti che effettuano la raccolta, che tra premi di efficienza, fondo per lo sviluppo delle infrastrutture di raccolta e finanziamenti per la comunicazione locale e nazionale, ammontano a oltre 22 milioni di euro”.

Dati nazionali raccolta RAEE 2019
Nel 2019 i Sistemi Collettivi hanno raccolto complessivamente 343.069 tonnellate di RAEE sull’intero territorio nazionale, quasi 32.460 tonnellate in più rispetto al 2018, valore che corrisponde a un incremento del 10,45% rispetto al 2019, in assoluto la crescita migliore dal 2014. Migliora anche la raccolta media pro capite che si attesa a 5,68 kg per abitante (+10,68%).

Si amplia anche la rete infrastrutturale attiva sul territorio nazionale che comprende 4.367 centri di raccolta comunali, con un ulteriore miglioramento del servizio a disposizione di cittadini e consumatori per il corretto conferimento dei RAEE.

Nel corso del 2019 i Sistemi Collettivi hanno gestito 194.734 ritiri di RAEE sull’intero territorio nazionale, l’8,55% in più rispetto all’anno precedente, corrispondente a una media di 16.288 movimenti mensili.
Le missioni di freddo e clima (R1) e grandi bianchi (R2) hanno registrato un forte incremento rispetto all’anno precedente (+9,42% e +11,07%), ma se guardiamo la crescita del carico medio, quella di R2 è stata superiore all’1,80%, quella di R1 si è fermata al +1,51%. Quest’ultimo raggruppamento ha ancora margini di miglioramento, considerando che la possibilità di ottimizzare i carichi è analoga per la somiglianza delle apparecchiature che li compongono. Particolarmente significativo è l’incremento del carico medio di R4 (+4,17%), direttamente legato alla importante crescita della raccolta di Consumer Electronics e piccoli elettrodomestici.

Il costante efficientamento della movimentazione dei RAEE è andato di pari passo con un tasso di puntualità sempre elevato con valori costantemente superiori al 99%.

Questi risultati sono l’esito della costante attività di sensibilizzazione e promozione della cultura della raccolta dei RAEE, impegno che per due anni dal 2018 ha visto coinvolto in prima persona il Centro di Coordinamento RAEE, promotore della prima campagna di comunicazione nazionale sull’argomento. A questo aspetto si affiancano gli effetti positivi degli Accordi di Programma che coinvolgono, oltre al Centro di Coordinamento RAEE, i produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche, i Comuni, i gestori della raccolta dei rifiuti e i distributori.
Affinché il percorso virtuoso imboccato e consolidato negli anni dal nostro Paese prosegua per conseguire gli obiettivi di raccolta sempre più sfidanti a livello europeo, va ribadita ancora una volta la necessità di rendere urgente e prioritaria l’azione di contrasto alla dispersione e al commercio illegale dei RAEE.

La classifica dei cinque raggruppamenti
Nel 2019 tutti i cinque raggruppamenti nei quali sono suddivisi i RAEE secondo le diverse esigenze di trattamento e riciclo, hanno registrato un incremento: il più significativo, pari al +15,28%, spetta all’elettronica di consumo e ai piccoli elettrodomestici (R4) il cui peso si attesta a 72.609 tonnellate. Si conferma pertanto l’ottimo trend avviato lo scorso anno, indubbiamente favorito anche dalla campagna di comunicazione promossa dal CdC RAEE negli ultimi due anni.
Molto positivo, e pari a al +13,12%, l’incremento dei grandi bianchi (R2) che si confermano la tipologia di apparecchiature a fine vita più raccolte con 115.109 tonnellate, arrivando a rappresentare oltre un terzo della raccolta assoluta. Crescono a doppia cifra (+11,06%) anche freddo e clima (R1) per un totale di 93.432 tonnellate, mentre Tv e monitor (R3) raggiungono quota 59.853 tonnellate (+0,12%). Le sorgenti luminose (R5), infine, superano per la prima volta quota 2.000 tonnellate, confermando seppur a ritmi più contenuti rispetto all’anno precedente (+5,36%) la crescita iniziata nel 2018.

La raccolta geografica
In linea con quanto già emerso negli anni precedenti, anche dal Rapporto Annuale 2019 emerge che l’andamento della raccolta è stato positivo in quasi tutto il Paese. Nord, Centro, Sud e Isole rafforzano ulteriormente i quantitativi di raccolta complessiva rispetto al 2018, seppur con trend differenti anche ampi, tra le diverse aree territoriali. In particolare, il gap dell’area Sud e Isole con il resto d’Italia rimane evidente e riconferma il fatto che, nonostante sia in crescita, la raccolta in queste regioni dovrà procedere a ritmi più sostenuti nel prossimo futuro.
Una situazione similare si osserva nella raccolta pro capite, in crescita in quasi tutto il Paese.

Nelle regioni del Nord la raccolta complessiva cresce dell’8,77% rispetto al 2018 per un totale di poco più di 186.000 tonnellate, con una media pro capite che arriva a 7,40 kg per abitante, ben al di sopra della media nazionale. In termini di raccolta assoluta le regioni registrano un trend positivo, ad eccezione della Valle d’Aosta che segna un calo (-2,28%), pur non intaccando il suo primato nazionale in termini di raccolta pro capite (10,30 kg/ab). Spicca, al contrario l’incremento della raccolta in Liguria che anche nel 2018 è a doppio digit (+14,45%).
Tra le migliori del Paese, anche le raccolte pro capite dell’Emilia Romagna e della Liguria, rispettivamente con 8,08 kg/ab e 7,62 kg/ab. Da sottolineare che quest’ultima nel 2018 ha superato il Trentino Alto Adige che si è sempre distinto per avere una delle raccolte pro capite più alte.

Nel Centro Italia la raccolta di RAEE domestici cresce del 12,26% rispetto all’anno precedente per un totale di 79.525 tonnellate; sale anche la media pro capite che raggiunge i 5,91 kg per abitante, superando nuovamente la media italiana. Tutte le regioni registrano andamenti molto positivi, compresa l’Umbria che segna un’importante inversione di tendenza portando la raccolta dal -0,61% del 2018 al + 8,44% nel 2019. Particolarmente performante il Lazio che evidenzia un incremento nella raccolta superiore al 18%, quarto miglior risultato a livello nazionale.

Sono però il Sud e le Isole a registrare la maggiore crescita nella raccolta a livello di aree, con un incremento del 12,76%, confermando così il trend positivo emerso già nel corso del 2018, che si traduce in una raccolta complessiva di 77.377 tonnellate. Sei regioni su sette evidenziano risultati a segno più, mentre il Molise conferma per il secondo anno consecutivo l’unico trend negativo.
All’opposto, la miglior performance nell’incremento della raccolta – da notare, non solo a livello di area, ma addirittura a livello nazionale – spetta alla Basilicata che registra un incremento nella raccolta del 29,72% favorito dalla presenza di un importante luogo di raccolta.
Molto positivi e sempre a doppia cifra anche i trend di crescita della Sicilia e della Puglia, rispettivamente a +19,18% e +18,85%, che si posizionano così al secondo e al terzo posto a livello italiano per maggiore crescita nella raccolta, ma che ancora stentano in quella assoluta.
A livello di raccolta pro capite, l’area raggiunge quota 4,77 kg/ab, riducendo in maniera significativa il divario rispetto alla media nazionale. A livello di singole regioni, la Sardegna ratifica la seconda posizione a livello nazionale con un pro capite di 8,43 kg/ab, seguita dal Molise con 5,24 kg/ab che così come le restanti regioni dell’area rimangono però tutte al di sotto della media nazionale.

Classifica per regioni
Nella classifica delle regioni, in valori assoluti a livello nazionale la Lombardia tiene stretto il podio con 64.728 tonnellate di RAEE raccolti, mentre in termini di raccolta pro capite, come già evidenziato, la Valle d’Aosta conferma nuovamente la propria leadership.
Nel Centro Italia il Lazio diventa la regione più virtuosa per raccolta complessiva, con 29.547 tonnellate di RAEE raccolti, superando di un soffio la Toscana che rimane invece salda al comando per quanto riguarda la media pro capite, pari a 7,87 kg/ab. Nessuna variazione, invece, nel Sud Italia e isole, dove la Campania si conferma al primo posto nella raccolta assoluta con 18.809 tonnellate di RAEE, mentre la Sardegna è prima per raccolta pro capite, con 8,43 kg/ab.
Maglia nera al contrario per Puglia, Sicilia e Campania in termini di raccolta pro capite, le tre regioni anche nel 2019 occupano infatti le ultime tre posizioni della classifica nazionale seppur con un lieve cambiamento: con 3,52 kg/ab la Puglia è terzultima, seguita al penultimo posto dalla Sicilia con 3,47 kg/ab. Ultimo posto, ancora una volta, per la Campania con soli 3,24 kg/ab, dati abbondantemente al di sotto della media nazionale e lontanissimi dagli ambiziosi obiettivi imposti dall’Unione Europea.

Conclude Rebolini: “Siamo consapevoli che nonostante il cammino fin qui intrapreso e i molti risultati positivi conseguiti, la strada per raggiungere gli sfidanti target imposti dall’Unione Europea continua a essere lunga e con molti ostacoli. Ciò nonostante, anche nel prossimo futuro il Centro di Coordinamento RAEE, insieme ai Sistemi Collettivi e ai produttori, proseguirà il cammino intrapreso ormai dodici anni fa all’insegna del massimo impegno e mettendo in campo risorse reali e concrete”.

Centro di Coordinamento RAEE
Il Centro di Coordinamento RAEE è un consorzio di natura privata, gestito e governato dai Sistemi Collettivi sotto la supervisione del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministero dello Sviluppo Economico. È costituito dai Sistemi Collettivi dei produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE), in adempimento all’obbligo previsto dal Decreto Legislativo n. 49 del 14 marzo 2014.
Il compito primario del Centro di Coordinamento RAEE è garantire su tutto il territorio nazionale una corretta gestione dei RAEE originati dalla raccolta differenziata, assicurando che tutti i Sistemi Collettivi lavorino con modalità ed in condizioni operative omogenee; il Centro di Coordinamento RAEE stabilisce, inoltre, come devono essere assegnati i Centri di Raccolta RAEE ai diversi Sistemi Collettivi.

www.cdcraee.it

SmartEfficiency per luce smart in CRAI Superloria. Le esigenze principali del cliente CRAI Superloria erano di migliorare l’illuminazione del supermercato per valorizzare i prodotti in vendita a scaffale e rendere più accogliente la permanenza dei clienti nel punto vendita, oltre a diminuire marcatamente i costi energetici e di manutenzione.
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Nuova luce sulla qualità CRAI IBBA. Il CEDI Centro di Distribuzione di Tossilo (Macomer) per il food “secco” e grocery è la piattaforma logistica di distribuzione alimentare del Gruppo Ibba, al servizio dei punti vendita in Sardegna associati alle insegne CRAI, Leader Price, Centro Cash, Simply.

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Fotovoltaico: Sugherificio Molinas raddoppia. A due anni di distanza dalla messa in attività del primo impianto fotovoltaico da 1 MW/p, il Sugherificio Peppino Molinas & Figli di Calangianus in Sardegna, avvalendosi nuovamente dell’affiancamento progettuale di Enrico Rainero SmartEfficiency, inizia l’installazione di un secondo impianto per la produzione di energia da fotovoltaico di potenza di 1 MW/p. (altro…)

Intelligence for better buildings: data from the ExcEED platform. Having comparable performance data coming from buildings that could be converted into information and useful knowledge would largely benefit key stakeholders of the building sector (building managers, designers and policy makers). The generated knowledge would improve existing and next generation buildings, thanks to the improved control, design and energy performance regulations generated.

The H2020 project ExcEED and its collaborative platform turn this into reality: as users add their buildings’ monitoring data, the intelligence embedded in the platform turns raw data into key performance indicators and geoclustered benchmarks, showing where to focus to improve the efficiency of buildings.

The key element of the platform is the user, through the data he or she provides to the platform, resulting in a more comprehensive analysis and benchmarking.

What kind of data is needed in ExcEED? What are they needed for and how are they processed?

The data required to use the ExcEED platform
The unique selling point of the ExcEED platform lies in its combination of metadata and measured data, combined with complex KPI algorithms and geoclustering tool.

Metadata provide an overall description of the building for which monitoring data will be uploaded.
They cover six categories:
– General information over the building (height, heated surface, percentage of glazing…)
– Heating and cooling system specification
– Renewable energy system specification
– Mechanical ventilation system specification
– Lighting values
– Environmental and energy performance certification
The measured data instead can be imported from a number of data sources including utility meters (usually provided by data collectors/aggregators), grid data (e.g. electricity market data from market operators), monitoring data stored in csv files.

When signing up to the ExcEED platform as a user, you first register your site(s), building(s) and devices, for which you will later manually input metadata and automatically upload monitoring data. You will get access to a user-friendly interface where your data can be uploaded with maximum safety. The user interface is divided in three sections:
1. The dashboard homepage section that shows you general information
2. The data section where data and metadata can be uploaded following the instructions
3. The analytics section where data is handled, processed and analysed

The data interface architecture was designed to be extensible and flexible to accept new data requirements, technologies and functionalities. That is why the data management within the platform includes a basic data integrity check, synchronization and aggregation engines designed to process any kind of data, from electrical, gas and water readings to any numeric readings such as operations and environmental data.

What are the data needed for?
The uploaded data feed into our knowledge base and analytics tool, designed to support you in assessing the energy performance of you building portfolio against a wide set of key performance metrics.

You, as user, will interact with the knowledge base to:
– Upload specific streams of time-series data (energy use, operations, environmental conditions, etc.);
– Review the performance of your building through the set of Key Performance Indicators enabled by the data you have uploaded;
– Run geo-clustering analysis on specific performance range you are interested in.

The breakdown analysis tool can be used to understand, extract, compare and visualize the monitoring data uploaded. The tool can be used to compare, for instance, simulated consumption for a certain building with the actual data collected. The breakdowns show your building’s energy use and associated cost, and benchmark it against the energy performance of similar buildings within the same climate zone, size, market or any other metric. You can calculate possible savings by discovering, increasing and decreasing trends over several time periods.

The operations analyser tool allows you to simulate behaviors by turning on and off the consumption in parts of the day. This way it is possible to estimate consumption and cost savings doing a what-if analysis. The tool is useful to quickly evaluate patterns of power consumption and when peak load happens. Through the platform, you are also able to set notifications and alerts in order to keep track of the consumption and cost. After a few weeks learning phase, the tool will alert you in case of abnormal values, while you activate sentinel notifications for your meters. Alert notifications are useful to detect data disruption, incomplete reporting, suboptimal operation of devices.

The ExcEED platform as a milestone to achieve EU energy targets
Moving from traditional offline analysis against outdated datasets to online analysis against continuously updated datasets spanning over buildings from many EU member states, the ExcEED platform paves the way for next-generation building energy performance analysis.

The ExcEED knowledge base was designed around innovative ways to allow users to continuously profile their building estate with information ranging from energy measurements, energy efficient renovations to business metrics and other construction conditions. In such a context, the Knowledge Base of the ExcEED platform plays a central role in enabling the operation of advanced analysis processes that are key to the success of the EU member states in complying with energy conservation targets set from 2020 onwards.

Now it’s up to you to make the most of the ExcEED tool by uploading your data to the platform and start using the benchmarking and clustering tools available. Ready to take the challenge? Register to the platform and upload your buildings data for free.

 

I DATI DALLA PIATTAFORMA EXCEED: INTELLIGENCE PER COSTRUIRE EDIFICI MIGLIORI

La disponibilità di dati comparabili relativi alle prestazioni degli edifici utili a dare maggiori informazioni sugli edifici stessi va a beneficio dei principali stakeholder del settore edilizio (gestori di edifici, progettisti, e politici). La maggiore conoscenza generata porterebbe a un migliaramento degli edifici esistenti e di quelli di nuova generazione, grazie al conseguente perfezionamento del controllo, della progettazione e del rendimento energetico.

Il progetto Horizon 2020 ExcEED e la sua piattaforma vanno in questa direzione. Man mano che gli utenti della piattaforma caricano i dati di monitoraggio dei loro edifici, possono poi trasformare grazie alle diverse funzioni della piattaforma i dati grezzi in indicatori di performance (KPI) e fare benchmark, e quindi comprendere le condizioni necessarie per migliorare l’efficienza degli edifici.

L’elemento chiave della piattaforma è l’utente che, attraverso i dati che carica sulla piattaforma, puo’ ottenere analisi e benchmark più completi.

Che tipo di dati sono necessari in ExcEED? A cosa servono e come vengono elaborati?

I dati necessari per utilizzare la piattaforma ExcEED
Il punto di forza della piattaforma ExcEED e’ nella combinazione di metadati e dati misurati, utilizzati per il calcolo di specifici KPI e per i benchmarks.

I metadati caratterizzano alcuni attributi dell’edificio per il quale verranno caricati i dati di monitoraggio.
Essi si suddividono in sei categorie:
– Informazioni generali sull’edificio (altezza, superficie riscaldata, percentuale di vetrate….)
– Specifiche del sistema di riscaldamento e raffreddamento
– Specifiche del sistema di energia rinnovabile
– Specifiche del sistema di ventilazione meccanica
– Valori di illuminazione
– Certificazione ambientale ed energetica
I dati misurati possono invece essere dati importati da una serie di fonti, dai contatori (di solito forniti da raccoglitori/aggregatori di dati), da sistemi di rete (ad esempio i dati dell’elettricità provenienti dagli operatori di mercato), e da strumenti di monitoraggio (e memorizzati in file CSV).

Quando un utente si iscrive alla piattaforma ExcEED, inserisce i primi edifici e i dispositivi di monitoraggio, per i quali indica poi manualmente i metadati e carica automaticamente i dati di monitoraggio. L’utente avrà accesso a un’interfaccia di facile utilizzo, dove i dati possono essere caricati in piena sicurezza.
L’interfaccia utente è divisa in tre sezioni:
1. La homepage che mostra informazioni generali.
2. La sezione dati dove è possibile caricare dati e metadati seguendo le istruzioni.
3. La sezione analitica in cui i dati sono trattati, elaborati e analizzati.

L’architettura dell’interfaccia dati è stata progettata per essere adeguata a possibili nuovi requisiti, tecnologie e funzionalità dei dati. La gestione dei dati all’interno della piattaforma include un controllo di integrità di base e motori di sincronizzazione e aggregazione progettati per elaborare qualsiasi tipo di dati, dalle misurazioni di elettricità, gas e acqua a qualsiasi valore numerico, come le operazioni e i dati ambientali.

A cosa servono i dati?
I dati caricati confluiscono nello strumento knowledge base and analytics, progettato per supportare l’utente a confrontare le prestazioni energetiche del suo portfolio di edifici in relazione agli indicatori di performance selezionati.

L’utente interagirà con lo strumento per:
– Caricare flussi di dati relativi a serie temporali (consumo energetico, funzionamento, condizioni ambientali, ecc.);
– Esaminare le prestazioni del suo edificio tramite gli indicatori di performance;
– Eseguire analisi di geo-clustering sull’intervallo di interesse specifico.

Lo strumento breakdown può essere invece utilizzato per capire, estrarre, confrontare e visualizzare i dati misurati caricati. Puó essere usato, per esempio, per confrontare i consumi previsti di un determinato edificio con i dati effettivamente raccolti. Le tabelle generate mostrano il consumo energetico dell’edificio dell’utente con i costi associati e lo confrontano con le prestazioni energetiche di edifici simili all’interno della stessa zona climatica, dimensione, mercato o qualsiasi altra caratteristica specifica. È possibile calcolare i risparmi aumentando e diminuendo i valori in diversi periodi di tempo.

Lo strumento operations analyser permette di simulare le performance dell’edificio aumentando e riducendo il consumo di energia in alcuni momenti della giornata. In questo modo è possibile stimare i consumi e i risparmi sui costi tramite un’analisi “what-if”. Lo strumento è utile per valutare rapidamente gli andamenti di consumo energetico e quando si verificano dei picchi di carico. Attraverso la piattaforma, inoltre, è possibile impostare notifiche e avvisi per tenere traccia dei consumi e dei costi. Dopo una fase di raccolta dati di alcune settimane, lo strumento avviserà l’utente in caso di valori anomali, attivando le notifiche per i contatori. Le notifiche di allerta sono utili per rilevare interruzioni dei dati, segnalazioni incomplete, o un funzionamento non ottimale dei dispositivi.

La piattaforma ExcEED: una pietra miliare per il raggiungimento degli obiettivi energetici dell’UE
La piattaforma ExcEED propone nuovi processi di valutazione delle performance di edifici, in particolare quelli di nuova generazione in molti stati membri dell’UE permettendo di passare da analisi “offline” tradizionali di dati obsoleti all’analisi online di dati continuamente aggiornati.

L’interfaccia ExcEED è stata progettata in modo innovativo per consentire agli utenti di tracciare continuamente il profilo del proprio patrimonio edilizio con informazioni che vanno dalle misurazioni energetiche, alle ristrutturazioni ad alta efficienza energetica, alle metriche aziendali e altre condizioni di costruzione. In tale contesto, la Knowledge Base della piattaforma ExcEED svolge un ruolo centrale nel consentire il funzionamento di analisi avanzate, fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi di risparmio energetico, dal 2020 in poi, da parte degli stati membri dell’UE .

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Distorsioni pro grandi energetiche. ITALIA SOLARE ha inviato una lettera all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcom) e per conoscenza all’Agenzia delle Entrate per chiedere che vengano valutati ed eliminati gli elementi distorsivi di mercato contenuti nell’articolo 10, comma 3 ter, del cosiddetto Decreto Crescita.
Il testo ha infatti introdotto per gli interventi di vendita e installazione di impianti fotovoltaici residenziali la possibilità della cessione ai fornitori del credito IRPEF per la detrazione fiscale da parte dei clienti. In questo modo i fornitori, a seguito di acquisizione del credito di imposta, potranno portare in compensazione il credito acquisito con le proprie imposte in 10 quote annuali o ricederlo ai fornitori indiretti.

In particolare, l’associazione sollecita Agcom affinché evidenzi al Governo e al Parlamento gli effetti distorsivi dell’Articolo 10 comma 3 ter del DL Crescita poiché il meccanismo avvantaggia i grandi operatori a discapito dei piccoli e medi che operano solamente nel settore del fotovoltaico che non hanno capienza per la compensazione.
La capienza, infatti, vi può essere solo per quelle imprese che traggono la maggior parte dei loro proventi da attività diverse dalla vendita di impianti fotovoltaici.

“La norma – scrive l’associazione introduce dunque un elemento fortemente distorsivo della concorrenza, in quanto garantisce ‘incentivi’ e opportunità di mercato di fatto fruibili solo da operatori di grandi dimensioni e non focalizzati sul business fotovoltaico, penalizzando diversamente tutti gli altri operatori e la quasi totalità dell’attuale filiera di vendita degli impianti fotovoltaici residenziali”.

Il Provvedimento Attuativo del comma 3 ter dell’articolo 10 (prot. n. 660057/2019 del 31 luglio 2019) dell’Agenzia delle Entrate, ricorda l’associazione, ha rimosso per i soggetti cessionari del credito derivante dalle detrazioni fiscali i limiti quantitativi alla compensazione dei crediti fiscali, previsti dalle leggi vigenti.
Tale provvedimento ha così permesso ai grandi gruppi industriali del settore energia di fare un uso illimitato del beneficio, possibilità evidentemente preclusa alle piccole e medie imprese. ITALIA SOLARE chiede quindi ad Agcom di verificare se l’interpretazione corretta dell’Articolo 10 comma 3 ter del DL Crescita comporta il mantenimento dei limiti esistenti alla compensazione dei crediti fiscali, ivi incluso il limite annuale di 700mila euro all’importo delle imposte, tasse e contributi compensabili, considerato anche l’impatto sulla concorrenza e segnalarlo all’Agenzia delle Entrate.

Infine l’associazione nella sua lettera chiede che vengano valutate azioni per evitare che società direttamente e indirettamente partecipate dal Ministero per l’Economia e le Finanze si trovino in situazioni di vantaggio competitivo rispetto agli altri operatori.

ITALIA SOLARE è un’associazione di promozione sociale che sostiene la difesa dell’ambiente e della salute umana supportando modalità intelligenti e sostenibili di produzione, stoccaggio, gestione e distribuzione dell’energia attraverso la generazione distribuita da fonti rinnovabili, in particolare fotovoltaico. Promuove inoltre la loro integrazione con le smart grid, la mobilità elettrica e con le tecnologie per l’efficienza energetica per l’incremento delle prestazioni energetiche degli edifici.
“ITALIA SOLARE è l’unica associazione in Italia dedicata esclusivamente al fotovoltaico e alle integrazioni tecnologiche per la gestione intelligente dell’energia”.
ITALIA SOLARE conta oltre 700 soci: operatori, proprietari e gestori di impianti fotovoltaici, installatori, progettisti e semplici sostenitori. L’associazione opera attraverso 8 gruppi di lavoro: Relazioni istituzionali; Sviluppo tecnologico e normative; Marketing e comunicazione; Fiscalità; Finanza; Relazioni internazionali; Mercato elettrico; Legislativo e regolatorio.

TOUR 2019 – 13 tra convegni e workshop, 7 webinar, oltre 80 relatori e 3mila operatori partecipanti, sono i numeri dell’edizione 2019 del Tour di ITALIA SOLARE che con appuntamenti in tutta Italia si rivolge a operatori del settore, PMI, investitori e pubblica amministrazione. Temi dell’edizione di quest’anno sono normativa, tecnologia, sviluppo di mercato e nuovi modelli di business del fotovoltaico.

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Refrigerazione scottante attualità: luglio, agosto, si rincorre l’emergenza. Ma i consumi di tutto l’anno? SmartEfficiency per centrali frigo BT e TN, cuore di retail, logistiche, farmaceutici, alimentari, ristorazione, produzioni plastiche, trattamenti metallici.
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Solar, Wind, Batteries to Attract $10 Trillion to 2050, but curbing emissions long-term will require other technologies too. Deep declines in wind, solar and battery technology costs will result in a grid nearly half-powered by the two fast-growing renewable energy sources by 2050, according to the latest projections from BloombergNEF (BNEF).

In its New Energy Outlook 2019 (NEO), BNEF sees these technologies ensuring that – at least until 2030 – the power sector contributes its share toward keeping global temperatures from rising more than 2 degrees Celsius. (Importantly, major progress in de-carbonization will also be required in other segments of the world’s economy to address climate change).

Each year, NEO compares the costs of competing energy technologies through a levelized cost of energy analysis. This year, the report finds that, in approximately two-thirds of the world, wind or solar now represent the least expensive option for adding new power-generating capacity. Electricity demand is set to increase 62%, resulting in global generating capacity almost tripling between 2018 and 2050.
This will attract $13.3 trillion in new investment, of which wind will take $5.3 trillion and solar $4.2 trillion. In addition to the spending on new generating plants, $840 billion will go to batteries and $11.4 trillion to grid expansion.

NEO starts by analyzing technology trends and fuel prices to build a least cost view of the changing electricity sector. The results show coal’s role in the global power mix falling from 37% today to 12% by 2050 while oil as a power-generating source is virtually eliminated. Wind and solar grow from 7% of generation today to 48% by 2050.
The contributions of hydro, natural gas, and nuclear remain roughly level on a percentage basis.

Matthias Kimmel, NEO 2019 lead analyst, said: “Our power system analysis reinforces a key message from previous New Energy Outlooks – that solar photovoltaic modules, wind turbines and lithium-ion batteries are set to continue on aggressive cost reduction curves, of 28%, 14% and 18% respectively for every doubling in global installed capacity. By 2030, the energy generated or stored and dispatched by these three technologies will undercut electricity generated by existing coal and gas plants almost everywhere.”

The projected growth of renewables through 2030 indicates that many nations can follow a path for the next decade and a half that is compatible with keeping the increase in world temperatures to 2 degrees or less. And they can do this without introducing additional direct subsidies for existing technologies such as solar and wind.

“The days when direct supports such as feed-in tariffs are needed are coming to an end,” said Elena Giannakopoulou, head of energy economics at BNEF. “Still, to achieve this level of transition and de-carbonization, other policy changes will be required – namely, the reforming of power markets to ensure wind, solar, and batteries are remunerated properly for their contributions to the grid. NEO is fundamentally policy-agnostic, but it does assume that markets operate rationally and fairly to allow lowest-cost providers to win.”

Europe will decarbonize its grid the fastest with 92% of its electricity supplied by renewables in 2050. Major Western European economies in particular are already on a trajectory to significantly decarbonize thanks to carbon pricing and strong policy support. The U.S., with its abundance of low-priced natural gas, and China, with its modern fleet of coal-fired plants, follow at a slower pace.

China sees its power sector emissions peaking in 2026, and then falling by more than half in the next 20 years. Asia’s electricity demand will more than double to 2050. At $5.8 trillion, the whole Asia Pacific region will account for almost half of all new capital spent globally to meet that rising demand. China and India together are a $4.3 trillion investment opportunity.
The U.S. will see $1.1 trillion invested in new power capacity, with renewables more than doubling its generation share, to 43% in 2050.

The outlook for global emissions and keeping temperature increases to 2 degrees or less is mixed, according to this year’s NEO. On the one hand, the build-out of solar, wind and batteries will put the world on a path that is compatible with these objectives at least until 2030. On the other hand, a lot more will need to be done beyond that date to keep the world on that 2 degree path.

One reason is that wind and solar will be capable of reaching 80% of the electricity generation mix in a number of countries by mid-century, with the help of batteries, but going beyond that will be difficult and will require other technologies to play a part – with nuclear, biogas-to-power, green hydrogen-to-power and carbon capture and storage among the contenders.

BNEF’s NEO director, Seb Henbest commented: “Our analysis suggests that governments need to do two separate things – one is to ensure their markets are friendly to the expansion of low-cost wind, solar and batteries; and the other is to back research and early deployment of these other technologies so that they can be harnessed at scale from the 2030s onwards.”

In NEO 2019, BNEF for the first time considers 100% electrification of road transport and the heating of residential buildings, leading to a significant expansion of power generation’s role.

Under this projection, overall electricity demand would grow by a quarter compared to a future in which road transport and residential heat only electrify as far as assumed in the main NEO scenario. Total generation capacity in 2050 would have to be three times the size of what is installed today. Overall, electrifying heat and transport would lower economy-wide emissions, saving 126GtCO2 between 2018 and 2050.

NEO 2019 is the result of a detailed study of the outlook for energy demand and supply, country-by-country, conducted by 65 BNEF analysts around the world. It draws on BNEF’s market-leading work on the evolving economics of different generation sources.

www.bloomberg.net

https://about.bnef.com/

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Recyclability rigid packaging. Manufacturers urged to adopt new guidelines for recyclability of household rigid packaging. WRAP, which manages The UK Plastics Pact, has published guidance that sets out which plastics used in household packaging are currently classed as ‘recyclable’. It provides direction to packaging designers and specifiers, setting out a ‘best in class’ vision for design, including targets for recycled content.

Through consultation with industry, WRAP has identified what types of plastic packaging are actually recycled, at scale and in practice, and are therefore defined as ‘recyclable’. The On-Pack Labelling Scheme (OPRL) is anticipated to adopt what is classed as ‘recyclable’ under The UK Plastics Pact when it updates its guidance later in 2019.
The document highlights a preference for clear PET (often used for drinks bottles and trays), on the basis that the end market for this material is significantly higher and by using ‘clear’, there is the greatest potential for it to be used back, ideally into plastic packaging.

When it comes to colour, only those that can be sorted in the recycling processes using near-infra red technology will be deemed recyclable. WRAP plans to publish further guidance on this in the coming months, specifically in relation to new near-infra-red (NIR) detectable black plastics.

Peter Maddox, Director of WRAP UK, launched the guidance at today’s Packaging News Environmental Packaging Summit and said: “If plastic is recyclable, and clearly labelled as such, we stand a far greater chance of keeping that plastic in the economy and out of the natural environment. We also know from recent research that citizens want to see packaging that is 100% recyclable, which they can recycle at home.* By rationalising the number of polymers used in packaging, we can develop a more efficient recycling system, and reduce confusion for citizens.

“Through The UK Plastics Pact we are working at pace with our members to respond to this, and ensure that all plastic packaging is re-usable, recyclable or compostable by 2025. This new guidance is a significant milestone in our journey towards reaching that target.

“Businesses that specify, design and produce plastic packaging will be able to draw on this resource for best practise guidance in selecting plastic polymers which are recyclable, while retaining the important protective properties that packaging has. While some plastics are classed as recyclable, there is a need to move beyond this, ideally selecting polymers which have a greater recyclability potential than others. In doing so it will help us to achieve other Pact targets, notably to achieve an average of 30% recycled content across all pack formats.”

Users of the guidance will find ‘best in class’ polymer choices for individual packaging types to guarantee recyclability. For example, for plastic food and drink bottles, the guidance explains:
– Best in class material choice – for the bottle, cap and sleeve
– Best in class colour choice
– Labelling recommendations
– The rationale behind these recommendations

While the scope of the guidance is currently rigid plastic packaging – bottles, pots tubs and trays – it will be updated in the future to include films and flexibles.
The classifications of what is recyclable do not yet include compostable plastics. WRAP believes similar principles should be applied to these types of plastics, with a need to demonstrate that the materials are actually composted in current infrastructure. Further guidance on this is expected over the summer.

www.wrap.org.uk

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