Category: Tecnologie

SmartEfficiency con Decreto Crescita, Superammortamento, Iperammortamento, Sabatini 2019. Gli imprenditori, dopo aver progettato gli impianti tecnologici per abbattere gli sprechi energetici, oggi avviano i lavori per rendere più competitive le proprie aziende.
Il Decreto Legge 34/2019 stimola gli interventi con le agevolazioni, non finanzia a fondo perduto.
Gli investimenti sono ripagati dai risparmi ottenuti nelle bollette energetiche, con tempi di ritorno (ROI) da 18 mesi fino ad un massimo di 6 anni.

Decreto Crescita e Superammortamento
Decreto Crescita convertito in D.L. 34/2019 approvato dal Senato il 27 giugno 2019.
Capo 1. Misure Fiscali per la Crescita economica.
Misura 1: maggiorazione dell’ammortamento del 130% per i beni strumentali nuovi, per investimenti effettuati dal 1 aprile al 31 dicembre 2019; riconosciuto anche se ordinati entro il 31 dicembre 2019 con consegna entro il 30 giugno 2020, avendo pagato almeno il 20% al fornitore con conferma d’ordine entro il 31 dicembre 2019.
Applicabile per importi non superiori a 2,5 milioni di euro, fruibile da imprese e da esercenti arti e professioni per gli acquisiti anche in leasing, di beni strumentali nuovi, con l’esclusione dei veicoli aziendali.
Il beneficio corrisponde circa ad uno sconto di circa il 7% del valore dell’acquisto.
Hanno accesso a questi benefici tutti gli impianti di efficientamento energetico (fotovoltaico, nuovi progetti di illuminazione, sistemi di monitoraggio, cogeneratori, inverter, rifasatori, impianti frigoriferi).

Iperammortamento
Maggiorazione dell’ammortamento del 250% applicabile per investimenti rientranti nelle definizioni di Industria 4.0.
Hanno accesso a questi benefici anche tutti gli impianti di efficientamento energetico che siano collegati in rete con i sistemi produttivi, monitorati da system integrator e gestiti da sistemi intelligenti (fotovoltaico, nuovi progetti di illuminazione, sistemi di monitoraggio, cogeneratori, inverter, rifasatori, impianti frigoriferi).

Sabatini 2019
Per le PMI è prorogata la Sabatini 2019, lo strumento agevolativo con il quale il MISE riconosce alle PMI un contributo a copertura degli interessi sui finanziamenti bancari, per gli investimenti realizzati per acquistare beni strumentali.
Il contributo è pari agli interessi calcolati sul piano di ammortamento, di durata 5 anni, al tasso di 2,75% annuo.
I beni devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali per impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali e altri beni. Non sono in ogni caso ammissibili le spese relative a terreni e fabbricati, relative a beni usati o rigenerati, nonché riferibili a immobilizzazioni in corso e acconti.
I beni oggetto dell’investimento devono avere autonomia funzionale e devono essere correlati con l’attività produttiva dell’impresa.
Le aziende potranno presentare la domanda di agevolazione a Mediocredito che, dopo le verifiche del merito creditizio e la conferma da parte del Ministero della disponibilità delle risorse da destinare al contributo, può concedere il finanziamento anche con provvista propria.
La concessione del finanziamento può essere assistita fino all’80% dal Fondo di garanzia per le PMI.
Le richieste di garanzia saranno esaminate dal Fondo di garanzia in via prioritaria.
A fronte della delibera bancaria di concessione del mutuo, il MISE adotta il provvedimento di concessione del contributo, pari all’ammontare degli interessi al tasso del 2,75% o 3,575% annuo per cinque anni. (mediocredito.it)

SmartEfficiency è una una Rete di Partners, professionisti, aziende produttrici di tecnologie e istituzioni finanziarie che offrono soluzioni personalizzate e sostenibili per ottimizzare l’efficienza energetica e tagliare i costi degli sprechi in bolletta nella filiera produttiva delle imprese.

VALUTAZIONI e DIAGNOSI ENERGETICHE – ILLUMINAZIONE – FOTOVOLTAICO – REFRIGERAZIONE – CLIMATIZZAZIONE – MONITORAGGIO – COGENERAZIONE e TRIGENERAZIONE FREDDO

Per informazioni:
tel. 02.2641 7228
info@smartefficiency.eu

Giornata Mondiale Oceani. 33mila bottigliette al minuto nel Mediterraneo. Il nuovo report del WWF denuncia inefficienza nella gestione dei rifiuti plastici da parte di tutti i Paesi del Mediterraneo. L’effetto ‘plastica’ si traduce in perdita di miliardi di euro e aumento dell’inquinamente. Nove, incluse le principali mete turistiche, tra le aree più inquinate.

C’è un’incapacità diffusa dei paesi del Mediterraneo di gestire i propri rifiuti di plastica e questo si traduce in livelli record di inquinamento nel Mare Nostrum provocando costi enormi all’economia regionale, dell’ordine di centinaia di milioni di euro ogni anno. Il nuovo report del WWF, lanciato oggi alla vigilia della Giornata Mondiale degli Oceani, esamina i sistemi di gestione della plastica di tutti i Paesi del Mediterraneo e valuta le loro azioni per contrastare questo tipo di inquinamento nel processo di produzione e distribuzione.

Ogni anno 570 mila tonnellate di plastica finiscono nelle acque del Mediterraneo: e come se 33.800 bottigliette di plastica venissero gettate in mare ogni minuto. L’inquinamento da plastica sta continuando a crescere e si prevede che entro il 2050 l’inquinamento nell’area mediterranea quadruplichi. Discariche e inceneritori sono ancora i principali metodi per la gestione dello smaltimento rifiuti in tutta la regione.

Il nuovo report WWF “Fermiamo l’inquinamento da Plastica: come i Paesi del Mediterraneo possono salvare il proprio mare” fa emergere a tutti i livelli i principali fallimenti e le responsabilità dei produttori, delle autorità pubbliche e dei consumatori, tali da rendere il sistema di gestione della plastica altamente inefficiente, costoso e inquinante.
Nel report il WWF definisce un piano di azioni politiche e iniziative che l’area mediterranea e i singoli Paesi devono sviluppare per raggiungere un’economia sostenibile e circolare che riduca a zero la produzione di rifiuti dal sistema di gestione della plastica.

ITALIA TRA DUE FUOCHI
Il nostro Paese da un lato subisce gli impatti pesanti dovuti all’inquinamento da plastica avendo la maggiore estensione costiera nel Mediterraneo, dall’altro contribuisce all’inquinamento essendo il maggiore produttore di manufatti di plastica della regione e il secondo più grande produttore di rifiuti plastici. I numeri del report WWF parlano chiaro: il nostro Paese ogni anno riversa in natura 0,5 milioni di tonnellate di rifiuti plastici e produce 4 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui l’80% proviene dall’industria degli imballaggi. Il turismo allo stesso modo è parte del problema e ne è ‘parte lesa’: il flusso turistico incrementa del 30% la produzione di rifiuti plastici nei mesi estivi ma spiagge e mare sporco allontanano i turisti. L’effetto negativo della plastica in natura colpisce tutta la Blue Economy: quella italiana è la terza più grande d’Europa ma l’inquinamento, secondo il report WWF, le fa perdere circa 67 milioni di euro l’anno. I settori più colpiti sono proprio il turismo (30,3 milioni di euro) ma anche la pesca (8,7 milioni di euro), il commercio marittimo (28,4 milioni di euro) e bonifiche e pulizia (16,6 milioni di euro).
La presidente del WWF Italia Donatella Bianchi ha dichiarato: “Il meccanismo di gestione della plastica è decisamente guasto: i paesi del Mediterraneo ancora non riescono a raccogliere tutti i propri rifiuti e sono lontani dal trattarli con una modalità efficiente di economia circolare. Il cortocircuito sta nel fatto che mentre il costo della plastica è estremamente basso mentre quello di gestione dei rifiuti e dell’inquinamento ricade quasi totalmente sulla collettività e sulla natura. Dall’altro lato, perché facciano passi in avanti, il sistema di riciclo dei rifiuti plastici è ancora troppo costoso. Tutti i Paesi dovrebbero rivedere la catena del ciclo di vita della plastica, ridurre drasticamente la produzione e il consumo di plastica e investire seriamente in sistemi innovativi di riciclo e riutilizzo, in cui la plastica non venga sprecata. L’unica rotta possibile per contrastare con efficacia l’inquinamento da plastica dal Mediterraneo è questa”.

Le attività che si svolgono lungo le coste sono responsabili della metà della plastica riversata in mare. Ogni giorno, su ogni chilometro di costa si accumulano in media oltre 5 kg di plastica che è dispersa nel mare. La costa della Cilicia, in Turchia, è la più inquinata del Mediterraneo, ma anche altre comunità costiere sono particolarmente colpite e in molti casi si tratta delle principali mete turistiche come Barcellona, Tel-Aviv, Valencia, la spiaggia di Marsiglia e Venezia e le coste prossime al Delta del Po.

In Italia i rifiuti plastici marini impattano su turismo, pesca e tutti i settori marittimi, con un danno complessivo che si aggira attorno ai 641 milioni di euro ogni anno in tutto il bacino mediterraneo.

“Alcune iniziative e alcune politiche ambiziose sono state intraprese dai diversi Paesi: queste dovrebbero essere condivise e sviluppate per diventare davvero efficaci. I Paesi del Mar Mediterraneo, le aziende e i cittadini dovrebbero assumersi ciascuno le proprie responsabilità e insieme contribuire ad un sistema di gestione circolare della plastica senza piu’ scarti e rifiuti”, conclude Giuseppe di Carlo, Direttore della Mediterranean Marine Initiative del WWF.

Per sensibilizzare e mobilitare i cittadini locali e i turisti contro l’inquinamento da plastica il WWF ha fatto salpare la sua vela Blue Panda: da luglio a novembre la barca ambasciatrice per il mediterraneo toccherà le coste di Francia, Italia, Turchia, Tunisia e Marocco. A luglio sarà protagonista di una settimana di eventi lungo le coste dell’Argentario.
Il WWF ha anche lanciato un appello a tutti i governi del Mediterraneo e dell’UE, in quanto membri della Convenzione di Barcellona, ad assumere un impegno vincolante congiunto e un’azione nazionale per salvare il Mar Mediterraneo dall’inquinamento da plastica. Il prossimo incontro si terrà a Napoli nel mese di dicembre 2019.

8 GIUGNO GIORNATA MONDIALE OCEANI GLI APPUNTAMENTI IN ITALIA.
La Campagna GenerAzioneMare del WWF prosegue con le attività di volontariato previste nel Tour spiagge #plasticfree, celebrando così gli Oceani con eventi di pulizia dalla plastica: (7 giugno) in Emilia la spiaggia di punta di Marina Terme di Ravenna mentre 8 giugno in Molise, a Montenero di Bisaccia e della Sicilia, alla Foce del Fiumefreddo.
Altri appuntamenti sono previsti anche il 15, 16 e 17 giugno con operazioni di pulizia anche dei fondali grazie a WWF SUB.

PLASTICA, UN SISTEMA GUASTO
– Le imprese del Mediterraneo mettono sul mercato 38 milioni di tonnellate di manufatti in plastica ogni anno, ma non coprono i costi di gestione dei rifiuti eccessivi che contribuiscono a generare. Inoltre, dato il basso costo della plastica vergine, le aziende non stanno investendo nella progettazione di nuovi prodotti che riutilizzino, riducano e sostituiscano la plastica.
– I cittadini e i turisti, la maggior parte provenienti da Francia, Italia e Turchia, producono oltre 24 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica ogni anno. In molti comuni costieri il turismo estivo incrementa del 30% la produzione di rifiuti plastici. Oltre la metà dei prodotti in plastica finisce nella spazzatura in meno di un anno dalla sua produzione. Inoltre, molto spesso cittadini e turisti non suddividono i rifiuti in modo corretto, danneggiando così il sistema di riciclaggio.
– I governi e i comuni locali gestiscono in maniera scorretta un allarmante 28% dei propri rifiuti. i rifiuti che sfuggono alla raccolta finiscono in discariche abusive o disperso in natura, con l’alta probabilità di riversarsi poi nei fiumi o nei mari. Ogni anno sono circa 2,9 i milioni di tonnellate di rifiuti che vengono gettati in discariche abusive o dispersi, specialmente in Egitto e Turchia. Analogamente, 170 discariche del Marocco, identificate come da chiudere, operano ancora.
– Discariche e inceneritori sono ancora i principali metodi di gestione dei rifiuti in tutta la regione. Molti paesi, incluse Grecia e Croazia, devono ancora implementare un sistema di tasse per disincentivare il conferimento in discarica dei rifiuti.
– A peggiorare le cose, molti dei paesi che hanno ancora problemi con la gestione dei loro rifiuti importano anche grandi quantità di rifiuti da altri paesi. Questo significa che la plastica, raccolta ed esportata, per essere riciclata da queste nazioni finisce poi nelle discariche, negli inceneritori o nelle discariche a cielo aperto. Dopo il 2018, quando la Cina ha ridotto l’importo dei rifiuti di plastica, la Turchia è diventata una dei 10 paesi principali per importazione di rifiuti, la maggior parte provenienti da UK, Belgio e Germania.
– I costi operativi per il riciclaggio rischiano di restare proibitivi a causa dei costi di raccolta e di separazione dei rifiuti, delle costose tecnologie, e della limitata fornitura di plastica riciclabile. Pochi paesi nella regione hanno raggiunto tassi significativi di raccolta differenziata per la plastica, che garantirebbero uno stabile approvvigionamento per il riciclaggio. L’Italia è uno dei pochi paesi che ha implementato la catena di raccolta differenziata di plastica, raccogliendo il 38% dei suoi rifiuti di plastica. In Grecia, Turchia e Tunisia si stima che il 50% dei rifiuti raccolti per il riciclaggio è contaminato e non riciclabile e dunque non recuperabile. I paesi meridionali riciclano meno del 10% dei loro rifiuti.

Sulla base delle ricerche, il WWF incoraggia i governi del Mediterraneo a stringere un Accordo Globale per eliminare la plastica in natura entro il 2030 e supportarsi l’un l’altro per raggiungere gli obiettivi. Le autorità pubbliche, le imprese e i cittadini devono unire le forze per costruire un sistema efficace di gestione della plastica. Firma qui la petizione per l’accordo globale sulla plastica

Elementi chiave del rapporto
– I 22 paesi e territori che compongono la regione mediterranea producono il 10% di tutti i beni di plastica, rendendolo il quarto produttore di plastica al mondo. La produzione di plastica in tutti i paesi del Mediterraneo provoca anche l’emissione di a 194 milioni di tonnellate di anidride carbonica ogni anno, simile a sei volte le emissioni annuali di CO2 di Londra.
– Solo il 72 % dei rifiuti di plastica viene gestito attraverso un trattamento controllato dei rifiuti, con alcuni paesi che si comportano meglio di altri.
– Tre paesi mediterranei, i due terzi della plastica immessa in natura provengono da: Egitto, Turchia e Italia.
– Le attività costiere contribuiscono alla metà della plastica che entra nel Mar Mediterraneo e il 30% arriva dalla terra attraverso i fiumi. L’80 % dell’inquinamento marino plastico nel Mediterraneo ritorna a terra entro un decennio, inquinando le spiagge e le coste. L’Italia e la Turchia accumulano il maggior numero di detriti di plastica delle coste ogni anno
– Il turismo perde fino a 268 milioni di euro all’anno per l’inquinamento plastico
– La raccolta dei rifiuti rimane un problema in diversi paesi del Mediterraneo, lasciando ogni anno 3,6 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica non raccolti.
– 6,6 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica sono mal gestiti ogni anno. Quasi la metà di questo è rappresentato dall’Egitto, seguito da Turchia, Italia, Algeria e Marocco.
– le discariche a cielo aperto e i siti di smaltimento dei rifiuti illegali persistono, in particolare in Nord Africa.
– Il conferimento in discarica rimane il metodo più usato per lo smaltimento dei rifiuti nella maggior parte dei paesi e non tutte le discariche soddisfano gli standard sanitari richiesti.
– I paesi del Mediterraneo hanno riciclato 3,9 milioni di tonnellate di rifiuti nel 2016, ma i tassi di riciclo variano in tutta la regione. Inoltre, a causa dei materiali di bassa qualità, in media il 40% della plastica raccolta viene perso durante il processo. (il rapporto non tiene conto di questa perdita).
– Dal 2018, la Turchia è diventata uno dei primi dieci importatori di rifiuti a livello globale, provenienti principalmente da Regno Unito, Belgio e Germania.
In Europa, i costi operativi per il riciclo della plastica sono di circa € 924 per tonnellata, mentre il prezzo medio di vendita del materiale plastico secondario è di 540 euro per tonnellata.
Pertanto, il riciclo rimane ampiamente non redditizio.

www.wwf.it

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SmartEfficiency per refrigerazione retail e logistiche freddo. -10% / -15% di riduzione garantita dei consumi degli impianti. Allarme delle anomalie in tempo reale.
Grazie alla nuova partnership con una importante azienda del settore, SmartEfficiency rende disponibili una serie di soluzioni – sopralluoghi, tecnologie e servizi di gestione – per il raggiungimento del miglioramento della resa delle macchine e la diminuzione dei consumi energetici, in particolare di centrali frigo BT / TN, utenze BT / TN, impianti di condizionamento.
I risultati vengono raggiunti grazie al coordinamento tra gli interventi sul campo e il monitoraggio costante del funzionamento degli impianti.
Telecontrollo h24 degli allarmi di funzionamento ed anomalie, anche riportati su smartphone.

Sistema avanzato per monitoraggio dei consumi e del corretto funzionamento degli impianti frigoriferi, personalizzato al cliente:
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– Contatori di energia
– Sistema di raccolta dati e trasmissione via web
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Monitoraggio dei consumi energetici e dei parametri di funzionamento:
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utenze TN / BT , condizionamento
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Taratura su misura
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ed ottimale di ogni componente d’impianto in qualsiasi condizione
di funzionamento

Diagnostica tempestiva
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assistenza, risolvendo i problemi anche a distanza

Allarmistica
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del corretto funzionamento e consumo degli impianti

Reportistica
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2019 New Energy Pioneers at BNEF Summit in New York City. Ten innovative companies that are revolutionizing the energy, transport, and industrial sectors have been named as the 2019 New Energy Pioneers by BloombergNEF (BNEF). The winners are pursuing new opportunities in areas as diverse as EV charging, industrial digitalization, and innovative manufacturing processes. The 2019 New Energy Pioneers have been unveiled today at the BNEF Summit in New York.

BNEF’s New Energy Pioneers recognize ground-breaking companies that are fueling the transition to a lower carbon economy and highlighting new ideas for business models, technologies, market structures and commercial opportunities.

An independent panel of industry experts, assisted by BNEF’s analysts and technology specialists, selected the ten winners from more than 185 applicants from 35 countries around the world. Each candidate was assessed against three criteria: the potential to scale the opportunity and have global impact; the level of innovation of the technology or business model and the novelty it brings to the market; and momentum by showcasing substantive progress in the form of strong commercial partnerships, the distribution channels in place and sales growth.

The 2019 New Energy Pioneers are:
– CarbonCure (Canada) provides a method of utilizing captured CO2 in concrete manufacturing to both improve its structural properties and reduce its environmental impact.
– Desktop Metal (U.S.) manufactures one of the fastest 3D printing systems on the market for the mass production of high-resolution metal parts.
– Metron (France) provides an AI-driven IIoT (industrial internet of things) platform that optimizes energy usage for industrial facilities.
– Navya (France) is the leading developer of low-speed autonomous shuttles.
– Nozomi Networks (U.S.) offers cybersecurity for industrial control systems using machine-learning techniques to detect anomalies.
– Sunfolding (U.S.) has invented new motor-free solar trackers resulting in faster installation of solar panels at lower costs.
– Ubitricity (Germany/U.K.) has developed a unique smart electricity cable for EV charging which leads to a much smaller and more affordable charging spot.
– Uptake (U.S.) has developed an AI platform to predict and prevent the breakdown of industrial and energy assets to increase productivity, reliability, efficiency and safety.
– Zero Mass Water (U.S.) sells a HydropanelTM which uses sunlight to generate water out of thin air.
– Zunum Aero (U.S.) is an aerospace company which develops hybrid and fully electric airplanes aimed at short and medium haul flights.

Michael Wilshire, selection committee chair and head of strategy at BloombergNEF, said: “This year we received a record number of high quality candidates for the New Energy Pioneers program, from across the world. We continue to see strong innovation in the use of digital technologies such as AI, IoT and cybersecurity that will make our electricity system and industrial processes more efficient, flexible, clean and secure.

“Three of this year’s winners focus on electrifying transport – with novel forms of charging infrastructure for cars, autonomous shuttles for local transport and electrified planes for short to medium haul routes. Others are finding new ways to produce materials more sustainably and efficiently, ranging from concrete, to water to metal components. And we continue to see innovation to drive down the costs of solar power still further, underpinning continued rapid growth of that sector.

“We are heartened by the initiative, creativity and determination of these Pioneers and by the impact they can have on industries and society. We are, as always, very grateful to our external judges on the selection committee who had the challenge of choosing ten winners from a strong pool of entrants.”

Quotes from New Energy Pioneers:

CarbonCure
“CarbonCure is leading a global movement to reduce the carbon footprint of the built environment, using recycled CO2 to improve the manufacturing process of the world’s most abundant man-made material: concrete.” – Rob Niven, CEO, CarbonCure

Desktop Metal
“Desktop Metal is accelerating the transformation of manufacturing with end-to-end metal 3D printing solutions. Founded in 2015 by leaders in advanced manufacturing, metallurgy, and robotics, the company is addressing the unmet challenges of speed, cost, and quality to make metal 3D printing an essential tool for engineers and manufacturers around the world.” – Jonah Myerberg, CTO, Desktop Metal

Metron
“Most manufacturing companies lack a dedicated team that would constantly analyze the flow of energy in their facilities and produce actionable insights to tackle the ever-increasing energy burden. This is where our expertise lies – in the constant improvement of the energy usage in industries.” – Vincent Sciandra, CEO, Metron

Navya
“NAVYA, a pioneer and specialist in the autonomous vehicle market, assists cities and private sites around the world by offering leading-edge, zero emissions, all electric first and last mile transportation solutions that aim to return fluidity to congested urban centers. NAVYA has a strong global presence and is actively expanding its footprint in North America with a manufacturing plant in Metro Detroit building its AUTONOM Shuttle, a fully autonomous, electric vehicle.” – Jérôme Rigaud, COO, NAVYA Group

Nozomi Networks
“Nozomi Networks is the leader of industrial cyber security. We deliver proven solution for real-time visibility to manage cyber risk and improve resilience for industrial operations. With one solution, customers gain advanced cyber security, improved operational reliability and easy IT/OT integration.” – Edgard Capdevielle, CEO, Nozomi Networks

Sunfolding
“Sunfolding is honored to be named as one of the New Energy Pioneers. Our robust tracker technology unlocks value at every stage of a PV power plant’s lifecycle and can successfully scale with solar’s massive global growth. Being selected by the BNEF experts and the selection committee affirms our teams’ efforts at priming our innovative technology for maximum impact.” – Jurgen Krehnke, CEO, Sunfolding

Ubitricity
“Millions of city dwellers have to park their cars on the road every night, especially in larger cities. But today there is no charging infrastructure. We are now bringing charging stations right outside people’s front door – into the lamp post. The enabling ubitricity technology is already in use in Berlin and London and will be piloted in NYC starting in summer 2019. Subject to the respective regulatory framework, drivers are even able to freely choose their mobile electricity supplier for their car, facilitating state-of-the-art consumer choice and convenience to the electric mobility market. This way EVs can be integrated into the energy market more flexibly while service innovation is driven by consumer choice. Just as smart phones are bundled with digital services today EVs will be bundled with electricity services in future. The energy data required can be generated by the EV’s electronics serving as mobile smart meter.” – Knut Hechtfischer, Co-founder, Ubitricity

Uptake
“We put powerful artificial intelligence and machine learning technologies into the hands of front-line workers and industrial companies that aren’t AI experts. Our technology is field-ready, designed for the real-world and delivers outcomes where precision matters. Our investment in building a foundation of data integrity enables us to empower industrial operators to more effectively harness insights providing immediate value to data-rich, yet insight-poor industries.” – Brad Keywell, CEO, Uptake

Zero Mass Water
“We founded Zero Mass Water in 2014 to change the human relationship to water and eliminate water stress. Today we see our vision come to life as our technology, SOURCE Hydropanels, quite literally perfects drinking water for schools, homes, hospitals, and communities all over the world.” – Cody Friesen, CEO, Zero Mass Water

Zunum Aero
“We’re honored to be recognized as a New Energy Pioneer. We have a rare, world-changing opportunity to bring to life a new era for regional travel that combines community connectivity and quiet, green flight. With our aircraft in the air, people can expect door-to-door times two to four times faster than they are today, while carriers will see operating costs and emissions slashed by up to 80%. We are well on our way to bringing aviation emissions on short-haul flights to zero by 2040.” – Ashish Kumar, CEO, Zunum Aero

The New Energy Pioneers program partner is Cycle Capital Management.

New Energy Pioneers program
https://about.bnef.com/new-energy-pioneers/

BNEF Summit in New York
https://about.bnef.com/summit/newyork/

Monitoraggio in diagnosi energetiche: obbligo od opportunità? Il D.Lgs 102/2014 obbliga le grandi imprese e le imprese energivore ad eseguire una diagnosi energetica presso i propri siti. L’allegato 2 del D.Lgs 102/2014 impone che le diagnosi prevedano una strategia di monitoraggio e una misura dei consumi energetici.

L’ENEA ha elaborato un’importante documentazione per aiutare le aziende ad affrontare in modo costruttivo gli impegni previsti dal decreto. In particolare, l’ENEA ha predisposto, a beneficio del settore industriale e di alcuni comparti del settore terziario, delle linee guida in grado di fornire una metodologia per misurare i consumi ed individuare eventuali inefficienze.

Con questa iniziativa l’ENEA vuole affrontare il tema del monitoraggio sia dal punto di vista degli obblighi previsti dal D.Lgs 102/2014, ma anche e soprattutto come opportunità di risparmio che le imprese possono perseguire. Nel corso della giornata verranno illustrati alcuni casi studio di successo.

Roma, 2 aprile 2019, ENEA – Lungotevere Thaon di Revel n. 76

www.enea.it

Trend digitali Smart Home: fra empowerment ed entertainment, dentro e fuori casa. GfK Italia ha presentato alcuni insight relativi alla Smart Home in occasione di un evento organizzato nell’ambito della Milano Digital Week.

Qual è il rapporto degli italiani con la sfera digitale?
Quanto le nuove tecnologie stanno cambiando il loro modo di vivere dentro e fuori casa?
Per rispondere a queste domande, GfK ha organizzato l’evento “Trend digitali: fra empowerment ed entertainment, dentro e fuori casa”, inserito nel programma della Milano Digital Week 2019, la manifestazione promossa dal Comune di Milano dedicata alla cultura e all’innovazione digitale.
L’evento si è aperto con una riflessione sul tema “Il Digitale rende felici?”. Il cambiamento digitale fa scaturire nuove domande e nuovi bisogni tra gli italiani, anche nella sfera più intima della casa. Oggi il percorso di vita tende ad avere come obiettivo la Smartness. Un fenomeno che non riguarda solo le generazioni più giovani ma anche i cosiddetti Golden Agers, la generazione degli over che – secondo quanto emerge dalle analisi GfK – stanno scoprendo il digitale come strumento per sentirsi più attivi, più competenti, più resilienti e in definitiva più felici.
La conferenza è stata un’occasione per presentare alcuni risultati dell’ultima edizione di GfK SmartHom²e (SmartHome al quadrato), la soluzione che integra i risultati delle ricerche sulle attitudini dei consumatori con i dati di vendita dei dispositivi connessi, rilevati su oltre 43mila punti vendita in Italia tramite la metodologia GfK POS Tracking.

La via italiana alla Smart Home
Durante l’incontro è stata presentata una segmentazione dei consumatori italiani, realizzata con l’obiettivo di individuare le diverse posizioni rispetto al concetto di Smart Home. Oltre alle variabili socio-demografiche, nella segmentazione sono stati considerati le attitudini, la familiarità e l’interesse rispetto al comparto della Smart Home, i dati relativi al possesso e all’utilizzo effettivo di dispositivi connessi, i motivi che spingono all’acquisto e le eventuali barriere.
Dall’analisi sono emersi sei segmenti di italiani con conoscenze, atteggiamenti, desideri e aspettative diverse nei confronti della Smart Home. Qui di seguito una presentazione sintetica dei cluster, con la relativa penetrazione rispetto al totale del campione*.
– Enjoy your Smartness (11%): I soggetti che fanno parte di questo Cluster sono definiti anche Leading Edge Consumer (LEC) e come tali sposano il progresso tecnologico in tutte le sue accezioni. Sono principalmente coppie giovani e senza figli. La loro casa deve essere moderna, efficiente e tecnologica, proprio come loro!
– High-Tech Practicality (18%): Questo target è composto da soggetti che conoscono alla perfezione (anche meglio dei LEC), le caratteristiche di molti, se non tutti i prodotti Smart. È un target prevalente giovane e molto esigente. Dato che spesso non sono ancora economicamente indipendenti, per questo cluster il prezzo rappresenta la principale barriera all’acquisto di prodotti Smart. Sono sempre alla ricerca della promozione migliore.
– Vital Connectivity (17%): All’interno di questo gruppo ci sono principalmente famiglie dall’alto tenore economico e culturale. Credono fermamente nel progresso tecnologico e utilizzano i prodotti Smart, costantemente e in modo funzionale ai propri bisogni. Per loro la parola d’ordine è efficienza, le soluzioni Smart devono semplificare la vita e offrire intrattenimento.
– Routinely Home (21%): Le persone di questo gruppo non amano la tecnologia e anzi dimostrano un certo grado di diffidenza, pur riconoscendone le potenzialità e il ruolo nella società odierna. Conoscono la Smart Home ma non la vivono come un bisogno. In questo cluster si collocano prevalentemente famiglie con figli grandi.
– Do-Smart-Yourself (14%): Si tratta di un target particolare: le persone in questo gruppo accettano i prodotti Tech nelle loro vite, ma hanno con loro un rapporto controverso. Sanno usare molto bene lo Smartphone, ma ignorano l’esistenza di molti altri prodotti “intelligenti”.
– Passive People (20%): Le persone appartenenti a questo gruppo non dimostrano affinità o interesse nei confronti della tecnologia in generale. Sono nati in un’altra epoca e per questo motivo sono completamente estranei al concetto di Smart Home.

*Nota metodologica: Indagine single source realizzata da GfK con 1.200 interviste online, su un campione rappresentativo della popolazione italiana di Internet User con più di 14 anni.

GfK integra scienza e conoscenza. Grazie a soluzioni di ricerca innovative, siamo in grado di fornire riposte alle domande strategiche sui consumatori, sui mercati e sui media – relative alla situazione attuale e allo scenario futuro. Partner affidabile di ricerca e analisi, GfK supporta i propri clienti di tutto il mondo nella crescita basata sulla conoscenza. GfK: Growth from Knowledge.

www.gfk.com/it

Biodiesel da biomassa per sostituire i combustibili fossili e produrre emissioni negative. Il Politecnico di Milano coordinatore del progetto CONVERGE

Il progetto CONVERGE ambisce a rendere il costo del biodiesel competitivo con i combustibili fossili aumentando l’utilizzo delle biomasse dallo 0.1% attuale. L’obiettivo di CONVERGE è quello disviluppare un nuovo processo che integri tecnologie innovative grazie alle quali l’efficienza di conversione della biomassa aumenti del 12% e i costi si riducano di oltre il 10%.

CONVERGE, finanziato con 5 milioni di euro all’interno del Programma Horizon 2020 della Commissione Europea, esplorerà l’utilizzo di biomassa residua come combustibile, facilitando l’uso di biomassa secondaria disponibile localmente.

CONVERGE propone l’utilizzo di cinque tecnologie innovative con l’ambizione di integrare i più moderni processi di gassificazione della biomassa secondaria, la conversione e la separazione dell’idrogeno e dell’anidride carbonica, e la purificazione e compressione dell’idrogeno per un processo più efficiente di produzione del metanolo precursore del biodiesel.

Contemporaneamente alla produzione di biodiesel, il processo CONVERGE prevede la cattura dell’anidride carbonica in eccesso al processo. Siccome il combustibile utilizzato nel processo è biomassa secondaria, la cattura dell’anidride carbonica consente di confinare la CO2 che era stata precedentemente prelevata dall’atmosfera dalle piante. Questo concetto è chiamato in inglese Bio Energy with Carbon Capture and Storage (BECCS). Il BECCS è indicato dal IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change delle Nazioni Unite) come una tecnologia necessaria per contenere l’aumento di temperatura media del pianeta conseguente all’aumento di concentrazione di anidride carbonica in atmosfera al di sotto di 1,5°C.

Per raggiungere l’ambizioso obiettivo, il consorzio riunisce due università, tre centri di ricerca e cinque aziende in tutta Europa. I partner rappresentano l’intera catena del valore dall’approvvigionamento di biomassa secondaria alla produzione di biodiesel. Il progetto è iniziato a novembre 2018 e terminerà nel 2022.

Del consorzio CONVERGE, coordinato dal Politecnico di Milano, fanno parte: TNO (Olanda), Kemijski Institut (Slovenia), Universitatea Babes Bolyai (Romania), Hyet Hydrogen (Olanda), Institutt for energiteknikk (Norvegia), Campa Iberia (Spagna), Biorecro (Svezia), Ca.Re. For Engineering (Italia) e Enviral (Slovacchia).

The CONVERGE project has received funding from the European Union’s Horizon 2020 research and innovation programme under grant agreement No 818135.

www.polimi.it

CO2 Capture and Storage (CCS) in meeting global climate targets. Climate targets can only be achieved by using all the tools we have at our disposal. CO2 Capture and Storage (CCS) can be used alongside and synergistically with renewables and energy efficiency, to rapidly reduce emissions.
CCS is also an enabler of negative emissions, i.e. taking CO2 out of the atmosphere.

The IPCC 1.5C report (2018) and the IEA Energy Technology Perspectives (ETP) (2017) indicate that meeting our climate targets without capturing and storing CO2 will be almost impossible. The Strategy for long-term EU greenhouse gas emissions reductions underlines the importance of CCS to achieving the net-zero emissions goal in Europe.
The latest IEA calculations also indicate that considering all the CO2 that will be emitted by existing/under construction power and industrial plants, our carbon budget for the Sustainable Development Scenario will be used up by 2040.
This leaves no headroom for new industrial plants or new infrastructure that requires steel and cement and does not include the increase in electricity production to meet growing energy needs, including for the almost 1 billion people globally who do not yet have access to electricity.

CCS supports a just transition and can bring significant value to national and global economies. CCS is a highly versatile technology that can be adapted to best fit the local conditions and meet the needs of the local economy and society.
CCS is the only viable mitigation option to deeply decarbonise the production of commodities such as cement, iron and steel that will likely remain irreplaceable for the global economic growth in the medium to long term including for the deployment of renewable energy technologies.
CCS on natural gas can also produce hydrogen, which provides a low-cost and large-scale solution for deep decarbonisation of harder-to-reach sectors such as heating, industry and transport, with minimal disruption to existing gas infrastructure.
CO2 storage is essential for Negative Emission Technologies (NETs) to be effective. Combining the conversion of sustainable biomass for products and/or energy and capturing and storing the associated CO2 in deep geological formations offers real and immediate opportunities to take CO2 out of the atmosphere. Moreover, storing CO2 from the use of sustainable biomass appears to be the only currently available technology capable of delivering large-scale negative emissions of CO2.
CCS is a proven technology with projects such as Sleipner (Norway) and Boundary Dam (Canada) already storing CO2. There are 23 large scale CCS projects worldwide in operation or under construction. These facilities can store over 40 Mt CO2 per year, captured from natural gas processing, power, fertiliser, steel-making, hydrogen-production, plastics and chemical plants (GCCSI 2018). These projects show that it takes time to develop a storage project from concept to reality and also offer valuable lessons to make the next generation of projects even more efficient and cost-effective.
Representatives from CO2GeoNet, the European Energy Research Alliance CCS Joint Programme, the Global CCS Institute, the UK Carbon Capture and Storage Association and the European Zero Emission Technology and Innovation Platform are working to raise awareness of the important role of CCS as a key emission reduction option.
It is important to act now in order to create the conditions for the widespread deployment of CCS, which is necessary to avoid CO2 levels rising above the Sustainable Development Scenario (1.7 – 1.8°C average temperature rise) or 2 Degrees Scenario from the IEA World Energy Outlook (2018) and IEA ETP (2017). Therefore we call for positive action by the Parties of the United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC).

CCS is already recognised as an environmentally sound technology by the Convention. It is critical that CCS development maintains momentum and support at the highest levels, including within the UNFCCC, so that CCS can be rolled out at commercial scale in a timely manner.

In order to achieve widespread deployment of CCS, we firmly recommend that the following positive actions are enacted:
1. Provide a clear message of long-term political support for CCS deployment by assessing and specifying the role for CCS in achieving national 2030 and 2050 emission targets (including NDCs);
2. Offer policy predictability and confidence by including CCS, where appropriate, in climate plans to give a clear message of long term support, enabling CCS project developers to make critical investment decisions;
3. Provide equal inclusion and support for CCS as a mitigation option alongside other low emission technologies;
4. Provide national support for projects that use international funding mechanisms (e.g. Green Climate Fund, CTCN, the World Bank and other international financial institutions);
5. Support the development of private-public partnerships to build a trust-based relationship between CCS project developers and the national government to help drive projects forward.

www.co2geonet.com

www.eera-set.eu

SmartEfficiency e-veicolo per logistica. Sono in consegna i primi furgoni porter-service progettati full electric: alta qualità ed autonomia di 250 Km. Batterie a ioni di litio, con garanzia di durata.
La logistica dell’ “ultimo miglio” è oggi sensibilizzata alle esigenze di mobilità commerciale a zero-impatto ambientale, specialmente nelle strade strette dei centri storici a traffico limitato.

Il mezzo è stato disegnato appositamente come mezzo elettrico
Le batterie sono state posizionate organicamente nella scocca, tenendo il baricento basso e ottimizzando la sicurezza su strada.
Il “powertrain” elettrico è governato da una centralina digitale intelligente con cui si possono interfacciare molteplici sistemi di gestione, permettendo tutti i controlli anche da remoto e su smartphone.
Le batterie al litio generano autonomie di chilometraggi ai massimi livelli oggi ottenibili: nella versione più economica, con una sola batteria, si possono percorrere 130 km, con quella a due batterie 250 km.
Dalla versione economica, si può fare l’aggiornamento installando la seconda batteria anche in un secondo tempo.

Robusto, spazioso e confortevole
La sua struttura monoscocca garantisce durata nel tempo. Grazie al progetto elaborato da zero per un veicolo da lavoro elettrico, il mezzo è costituito da soltanto 200 componenti, riducendo al minimo le manutenzioni.
La cabina è spaziosa e confortevole, la capacità di carico è ottimizzata per le necessità di ogni tipo di lavoro.
Scocca portante progettata in Austria, cuore digitale americano, allestimenti Made in Italy.
I più richiesti sono:
– furgonato
– furgonato frigo
– cassonato
– cassonato ribaltabile
– spazzatrice
– disinfestazione
– minibus turistico aperto

Le applicazioni
Grazie alle 40 possibili personalizzazioni dei suoi allestimenti, si rivolge ad un mercato vastissimo.
Le utilizzazioni più richieste sono:
– Logistica “ultimo miglio”: i corrieri espresso che consegnano in città percorrono un chilometraggio giornaliero variabile da 80 a 200 km, ampiamente nel range del veicolo.
– Consegne alimentari a domicilio: in versione con vano coibentato, con o senza gruppo frigo.
– Attività artigianali, edili, manutentori: muratori, idraulici, elettricisti avrebbero un grande vantaggio nel poter accedere il più vicino possibile ai propri clienti per effettuare i lavori domestici o di cantiere.
– Servizi di facility cittadini: manutenzione giardini e parchi, pulizia di quartiere, raccolta fogliame, disinfestazione.
– Trasporto turistico “minibus”: per spostamenti di piccoli gruppi di persone, nei centri urbani medioevali, oppure per la mobilità estiva più disinvolta nei centri balneari.
– Servizi di sorveglianza.

Le caratteristiche tecniche
Lunghezza mm. 3885
Larghezza mm. 1450
Altezza mm. 1910
Peso a vuoto kg. 1070
Carico massimo kg. 600
Sospensioni indipendenti
Freni a disco / tamburo
Velocità massima km/h 85
Potenza motore kW 24
Capacità batterie basic kW/h 13 – premium kW/h 26

Sono già in ordine in Italia i primi esemplari per le consegne a domicilio della GDO.

Per richiedere ulteriori informazioni e le agevolazioni di pagamento:
info@smartefficiency.eu

www.smartefficiency.eu

FV: il mercato italiano è pronto per un nuovo rilancio ma serve regolamentazione. Autoconsumo, comunità energetiche, contratti di acquisto di energia a medio-lungo termine e digitalizzazione le opportunità da cogliere.
Il mercato italiano del fotovoltaico è pronto per tornare a essere florido e competitivo per ridare ossigeno a una filiera industriale che ha grandi possibilità di sviluppo. Tecnologia, know-how, investitori e obiettivi di crescita ci sono, quello che manca è la regolamentazione che crei le condizioni per dare avvio alla transizione energetica.
È quanto è emerso durante il FORUM ITALIA SOLARE 2018 “A Vision for the Energy Transition in Italy”. Un evento che ha registrato oltre 400 partecipanti, un’affluenza così non la si registrava dagli anni d’oro del fotovoltaico, chiaro segnale che è tornata alta l’attenzione del settore.

Gli obiettivi europei ci chiedono di soddisfare almeno il 30% del consumo interno lordo di energia con fonti rinnovabili entro il 2030, con gli Stati membri che dovranno garantire ai cittadini il diritto di produrre energia rinnovabile per il proprio consumo, di immagazzinarla e di vendere la produzione in eccesso.
A livello italiano significa raggiungere circa 50-55 GW di potenza fotovoltaica, contro gli attuali 20 GW, con una produzione pari a circa 80 TWh in un lasso di tempo di 12 anni. In termini numerici vuol dire passare dagli attuali 400 MW annui di nuova potenza fotovoltaica a oltre 5 GW.

Ulteriori stimoli allo sviluppo delle rinnovabili e in particolare del fotovoltaico arrivano da Bruxelles che ha annunciato che la Direttiva RES II entrerà in vigore entro la fine dell’anno. “Autoconsumo, comunità energetiche e stabilità degli investimenti sono le pietre miliari della nuova Direttiva Rinnovabili e saranno a fondamento della transizione energetica verso fonti non fossili entro il 2030”, ha detto Francesco Maria Graziani della Commissione Europea, Direzione Energia.
La stabilità degli investimenti passa attraverso la regolamentazione definita e sarà il cuore della direttiva poiché il testo prevede il divieto dei tagli retroattivi dei meccanismi di sostegno. Il testo dovrà essere recepito da tutti gli stati membri entro giugno 2021.

Gli obiettivi di sviluppo del fotovoltaico potrebbero essere raggiunti solo attuando una rivoluzione energetica che dovrà passare da un nuovo modello basato su autoconsumo, aggregatori, comunità energetiche e sviluppo di grandi impianti con contratti di vendita di energia su medio e lungo termine (PPA).
Soluzioni non impossibili tanto che in alcuni Paesi europei sono già state introdotte, come esempio in Austria dove è consentito l’autoconsumo collettivo, così come in Olanda dove è possibile vendere l’energia prodotta ai quartieri limitrofi. Estonia e Danimarca, grazie agli open data e alla digitalizzazione, stanno creando dei “data hub” per scambiare dati legati all’energia, in modo che le aziende possano creare business model adeguati.

Ultima, in termini di tempo, la Spagna che ha introdotto una nuova normativa di autoconsumo flessibile e aperta.

L’Italia non è tra queste, sebbene la Strategia Energetica Nazionale preveda l’autoconsumo e le comunità energetiche, ma purtroppo manca ancora la regolamentazione che le renda possibili. Un po’ meglio è lo stato dell’arte dei PPA in Italia, dove da qualche tempo il settore sta muovendo i primi passi, sebbene manchino ancora le installazioni di grande taglia già operative e pronte a vendere l’energia ai privati con contratti di lungo termine.
Eppure in Italia i dati economici sono favorevoli, grazie all’elevato prezzo dell’energia e alla buona insolazione.

“Il potenziale del mercato italiano è enorme e le oltre 400 persone presenti al Forum lo dimostrano. Abbiamo davanti a noi un’opportunità industriale imperdibile, ma il settore è ancora fermo a 400 MW all’anno installati. Per rivitalizzare il comparto serve una regolamentazione che possa dare avvio ai nuovi sistemi energetici. Non è una questione di costi né tanto meno di tecnologia, ma di impedimenti normativi e burocratici”, ha detto Paolo Rocco Viscontini, Presidente di Italia Solare.

In 10 anni il prezzo dell’energia elettrica fotovoltaica è calato del 90% grazie alla riduzione del costo della tecnologia, un fenomeno mai registrato in nessun settore industriale. La competitività economica c’è, ora serve la semplificazione normativa per la realizzazione degli impianti e soprattutto per le azioni di repowering e di revamping che dovrebbero prevedere procedure semplificate per fare in modo che i 20 GW installati non perdano di produttività.

Nel nuovo scenario di transizione energetica anche la digitalizzazione ha un ruolo fondamentale perché è l’elemento tecnologico che consente la comunicazione dei dati con raccolta e gestione in tempo reale. Permetterà, infatti, di aumentare la quota di energia condivisa e di misurare l’energia condivisa perché consumata simultaneamente alla produzione, oltre a favorire l’ottimizzazione nell’uso della rete e la capacità di aggregazione.

ITALIA SOLARE è un’associazione di promozione sociale che promuove la difesa dell’ambiente e della salute umana supportando:
•modalità intelligenti e sostenibili di produzione, stoccaggio, gestione e distribuzione dell’energia attraverso la generazione distribuita da fonti rinnovabili con particolare attenzione al solare fotovoltaico;
•l’integrazione delle fonti rinnovabili, fotovoltaico in particolare, con le smart grid, la mobilità elettrica e con le tecnologie per l’efficienza energetica e per l’incremento della prestazioni energetiche degli edifici.

ITALIA SOLARE conta oltre 500 soci: operatori, proprietari e gestori di impianti fotovoltaici, installatori, progettisti e semplici sostenitori.

www.italiasolare.eu

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