Advanced biomethane and biofuels. State aid: Commission approves euro 4.7 billion public support scheme for advanced biomethane and biofuels in Italy.
The European Commission has approved under EU State aid rules an Italian support scheme for the production and distribution of advanced biofuels, including advanced biomethane. The measure will contribute to reaching EU energy and climate change goals while limiting distortions of competition.
Commissioner Margrethe Vestager, in charge of competition policy, said: “This is yet another step towards greater use of renewable energy in Europe and helping Italy’s transition to more environmentally friendly fuel sources. The scheme will encourage the production and consumption of advanced biofuels in Italy, while limiting distortions of competition.”
The Italian scheme supports the production and distribution of advanced biofuels and advanced biomethane, also known as second and third-generation biofuels, for use in the transport sector. The scheme has an indicative budget of euro 4.7 billion and will run from 2018 until 2022.
Advanced biofuels and biomethane are the most sustainable and environmentally friendly biofuels. They are produced from feedstock that do not require agricultural land for their production, such as waste, agricultural residues, and algae. Therefore, they pose a significantly lower risk of indirect CO2 emissions caused by the use of additional land to grow crops for biofuels rather than for food and feed, and are particularly suited to help the EU achieve its climate and energy objectives.
Advanced biofuels and biomethane have much higher production costs than fossil fuels. Under the scheme, producers of advanced biomethane and biofuels receive a premium which allows them to compensate for these higher costs and compete with fossil fuels in the transport sector. The premium can be increased if producers also make investments to improve the distribution and liquefaction of advanced biomethane.
The level of the premium will be updated each year in relation to the production costs to ensure that producers are not overcompensated.
The scheme will also incentivise farmers to produce biofuel and biomethane from manure and other residues originating from their farming activities and use them in turn to power their agricultural machines and vehicles.
The scheme will be financed by transport fuel retailers who are obliged by law to include a certain percentage of advanced biofuels and biomethane in their fuel blends.
On this basis, the Commission concluded that the measure will help Italy reach its 2020 target for the use of renewable energy in transport, fight climate change and replace fossil fuels in the transport sector, while at the same time limiting distortions of competition, in line with the Commission’s 2014 Guidelines on State aid for environmental protection and energy.
Background
– Biofuels, including biomethane, are fuels produced by biomass. While biomethane is a gaseous fuel, other biofuels such as bioethanol and biodiesel are liquid.
– As part of the EU 2020 strategy, the Renewable Energy Directive requires all Member States to ensure that at least 10% of all energy consumed in transport come from renewable sources by 2020. Sustainable biofuels are, together with electric vehicles, one of the main low-carbon alternatives to fossil fuels used in transport, as they are easily deployable on existing transport infrastructure.
– The Commission’s 2014 Guidelines on State aid for environmental protection and energy allow Member States to support advanced biofuels under certain conditions.
– The non-confidential version of this decision will be made available under the case number SA.48424 in the State Aid Register on the Commission’s competition website once any confidentiality issues have been resolved. New publications of state aid decisions on the internet and in the Official Journal are listed in the State Aid Weekly e-News.
Media Partner Illuminotronica 2018: evoluzione di un progetto. Nuove date – dal 29 novembre al 1 dicembre – e una nuova sede – Fiera di Bologna – per l’unica mostra convegno dedicata alle tecnologie Home & Urban. BYinnovation – SmartEfficiency media partners.
La “storica” fiera dei LED, ILLUMINOTRONICA, ha iniziato a “cambiare pelle” già dalla scorsa edizione dimostrando di essere una manifestazione ad alto tasso di innovazione e trasformandosi da evento verticale in una fiera di filiera in grado di rappresentare un’offerta diversificata e completa nei settori della domotica, della sicurezza, dell’illuminazione e dell’integrazione.
Quest’anno la mostra convegno si spinge ancora più avanti in questo cambiamento annunciando la sua settima edizione presso la Fiera di Bologna il 29-30 novembre e 1 dicembre 2018, in un’ottica di ampliamento della superficie espositiva e rafforzamento dei servizi.
Si spazia adesso dall’efficienza e il risparmio energetico in casa come in città, alle tecnologie e sistemi per progettare il benessere della persona e della comunità, fino all’installazione dei sistemi integrati di luce, domotica e sicurezza. «L’elettronica ha rivoluzionato prima il mercato del Lighting con il LED, poi con lo sviluppo dell’Internet of Things ha ridefinito le tecnologie al servizio del benessere della persona e della collettività – questa la motivazione principale dell’evoluzione di ILLUMINOTRONICA conferma Elena Baronchelli, direttore della manifestazione – la naturale trasformazione per le aziende che generano, gestiscono, applicano la luce e le tecnologie del visibile»
ISPIRAZIONE, APPLICAZIONE, TECNOLOGIA
Sulla spinta dell’Internet of Things, il processo di smartification ha investito tutti gli ambiti, dalla casa alla città. Ma l’IoT è una tecnologia disruptive, che va innanzitutto spiegata e tradotta in opportunità di business. Da qui la manifestazione, attraverso tre concetti chiave, vuole fornire delle “ispirazioni” dando spazio alle nuove idee e start-up; portare poi in mostra le “innovazioni” tramite le soluzioni e le “applicazioni” nelle aree merceologiche di riferimento: impianto evoluto, illuminazione, sicurezza, multimedia, risparmio energetico, integrazione.
ILLUMINOTRONICA quindi evolve nel contenuto, perché è stata spinta a rappresentare una piattaforma multi-tecnologica per controllare e gestire sistemi “SMART”. Il motivo dell’ibridazione sta nella caduta delle barriere disciplinari tra le tecnologie: i professionisti devono oggi essere in grado di INTEGRARE diverse tecnologie, non possono più limitarsi a essere specializzati in alcune di esse. Il mercato stesso va oltre la frammentazione tecnologica.
INTERNET OF MINDS
ILLUMINOTRONICA si caratterizza per la presenza di un Comitato Tecnico di eccellenza composto da esperti del mondo accademico, istituzionale e imprenditoriale che hanno già iniziato a lavorare alla costruzione di una mostra-convegno dinamica e originale nei contenuti. Grazie al loro apporto, e attraverso Assodel (Associazione Distretti Elettronica) che fornisce un continuo confronto con quanto richiede il mercato, ogni innovazione, idea o prodotto saranno tradotti in nuove opportunità professionali e di business.
Le competenze integrate degli esperti e il circuito virtuoso di produttori, distributori, applicatori e utenti finali, andranno a costituire un ricco programma di interventi, convegni e corsi su misura creati ad hoc per ogni specifico target di pubblico.
– BYinnovation è Media Partner di Illuminotronica
Investimenti energia eolica pari a 100 miliardi di dollari l’anno fino al 2025. Frost & Sullivan: Big data, IoT e materiali di ultima generazione per sostenere lo sviluppo dell’energia eolica.
Secondo una recente analisi di Frost & Sullivan, The Global Wind Power Market, Forecast to 2025, il mercato eolico globale ha registrato una crescita straordinaria evidenziando un incremento di più della metà della capacità di energia eolica mondiale negli ultimi cinque anni. Il mercato eolico globale, onshore e offshore, è sostenuto da varie iniziative governative mirate a migliorare la sicurezza energetica e, in particolare, a ridurre il consumo di carbone a causa delle crescenti preoccupazioni per i cambiamenti climatici e l’inquinamento atmosferico. A fine 2016 più di 80 paesi avevano installato parchi eolici e circa 26, rappresentanti ogni regione, disponevano di oltre 1 gigawatt (GW) in esercizio.
Dalla ricerca emerge quanto segue:
– Si prevede che il mercato globale dei servizi di energia eolica raggiungerà i 24,97 miliardi di dollari entro il 2025, in crescita rispetto ai 9 miliardi del 2016, spinto dalle vecchie installazioni in Europa e America del Nord e da nuovi sostanziali ampliamenti di capacità in Asia.
– Si stima che il 45,9 percento dei ricavi totali a livello globale verrà prodotto dall’America del Nord e dall’Europa, mentre la Cina inciderà per il 39,3 percento sul fatturato totale nel 2025.
– Poiché l’energia eolica diventa sempre più competitiva rispetto ai combustili convenzionali, si prevedono investimenti globali pari a 100 milliardi di dollari l’anno fino al 2025.
– Oltre ai quattro paesi principali (Cina, Stati Uniti, Germania e India), nuovi investimenti in Brasile, Francia, Spagna e Regno Unito daranno una forte spinta alla crescita.
– Il sourcing aziendale delle energie rinnovabili rappresenta un fattore strategico per i mercati emergenti nel mercato eolico globale.
– L’Internet of Things (IoT), gli analytics, l’elaborazione di modelli predittivi e i materiali compositi leggeri di ultima generazione sono alcune delle innovazioni dirompenti che nascono per rispondere a sfide specifiche nell’industria e che potrebbero generare nuove opportunità di ricavo per i partecipanti al mercato concorrenziale.
– Il forte sviluppo è stabile negli Stati Uniti in seguito alla proroga del credito di imposta per la produzione (PTC) il quale, come previsto, si ridurrà progressivamente.
– Il crollo dei prezzi dell’eolico offshore promuove il mercato eolico offshore in Asia, Europa e nelle Americhe.
“L’integrazione con la rete elettrica, il ritiro degli incentivi governativi, l’instabilità politica e la riduzione dei progetti eolici rimangono sfide cruciali per le compagnie che operano nel mercato eolico globale,” osserva Swagath Navin Manohar, Industry Analyst di Frost & Sullivan. “Tuttavia, sono presenti importanti opportunità nei servizi abilitati per l’IoT all’interno del settore eolico globale.”
Attraverso la connettività IoT gli sviluppatori di parchi eolici possono monitorare in maniera efficace le prestazioni delle turbine eoliche e dei relativi dispositivi connessi installati in luoghi remoti senza che sia necessario alcun intervento manuale. Anche gli analytics e il cloud generano alcune opportunità in quanto gli analytics predittivi sono diventati un’offerta primaria nei mercati dell’energia eolica, finalizzata principalmente alla riduzione dei guasti e al miglioramento dell’efficienza operativa delle turbine eoliche. Anche i materiali di ultima generazione offriranno aree di opportunità da esplorare con sempre più innovazioni nella scienza dei materiali e minori costi dell’eolico; le turbine continueranno a crescere in dimensioni e includeranno luci e pale flessibili.
“Nei prossimi anni vedremo turbine parlanti abilitate per l’IoT, droni e robot progettati per sostituire le ispezioni manuali di turbine e pale eoliche e materiali compositi leggeri ad alta resistenza il cui utilizzo promuoverà l’aumento delle dimensioni delle turbine eoliche. Tutto ciò aprirà nuove opportunità per le compagnie già operanti nel mercato e per quelle che vogliono farsi strada” afferma Manohar.
The Global Wind Power Market, Forecast to 2025 fa parte del programma Global Energy & Environment Growth Partnership Service di Frost & Sullivan.
Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, collabora con i propri clienti per potenziare una visione innovativa che risponda alle sfide globali e alle opportunità di crescita correlate che faranno la differenza per gli operatori del mercato di oggi. Da oltre 50 anni sviluppiamo strategie di crescita per le 1000 aziende più importanti a livello globale, le realtà emergenti, il settore pubblico e la comunità degli investitori.
Corporations Clean Power: Record Amounts Purchased in 2017. Corporations signed a record volume of power purchase agreements, or PPAs, for green energy in 2017. The increase in activity was driven by sustainability initiatives and the increasing cost-competitiveness of renewables, Bloomberg New Energy Finance (BNEF) finds in a comprehensive new report on corporate procurement activity globally.
A total of 5.4GW of clean energy contracts were signed by 43 corporations in 10 different countries in 2017, according to BNEF in its inaugural Corporate Energy Market Outlook. This was up from 4.3GW in 2016 and a previous record of 4.4GW in 2015, and came despite question marks about how evolving policy could affect corporate procurement in the U.S. and Europe, the two largest markets.
Corporations have signed contracts to purchase nearly 19GW of clean power since 2008, an amount comparable to the generation capacity of Portugal, with 76% of this activity coming since 2015.
Most of this activity in 2017 occurred in the United States, where 2.8GW of power purchase agreements were signed by corporations, up 19% from 2016. The most notable of these deals was Apple’s 200MW PPA with NV Energy to purchase electricity from the Techren Solar project, the largest agreement ever signed in the U.S. between a corporation and a utility.
Europe also experienced a near-record year, with over 1GW signed, some 95% of this volume coming from projects in the Netherlands, Norway and Sweden. In those countries, policy mechanisms allow developers to secure subsidies, while also giving corporations the ability to receive certificates to meet sustainability targets. The largest deal was aluminum producer Norsk Hydro’s commitment to purchase most of the electricity from the 650MW Markbygden Ett wind farm in Sweden, from 2021 to 2039. Emerging markets also saw newfound activity, with the first onsite corporate PPAs being signed in Burkina Faso, Eritrea, Egypt, Ghana, Namibia, Panama and Thailand.
Activity in the United States persists despite a tumultuous political climate and cheap wholesale power. A yet-to-be-determined tariff is expected to be placed on the import of PV modules, which could increase the cost of solar generation. The lack of clarity on the severity of this tariff means developers cannot accurately price PPAs with corporations and other offtakers in the meantime.
In Europe, the EU Winter Package is expected to make it so developers that receive renewable energy subsidies will no longer be eligible to receive certificates, and instead will have to acquire them through a mandatory auction. These policies on both sides of the Atlantic, if enforced, could affect the economic calculations for corporations interested in purchasing clean energy.
“The growth in corporate procurement, despite political and economic barriers, demonstrates the importance of environmental, social and governance issues for companies,” said Kyle Harrison, a corporate energy strategy analyst for BNEF. “Sustainability and acting sustainably in many instances are even more important, for the largest corporate clean energy buyers around the world, than any savings made on the cost of electricity.”
BNEF expects volumes to grow further in 2018, surpassing 2017’s record level of activity. Commitments on the part of companies to use renewable electricity, including those made via the RE100 campaign, remain the most promising source of demand.
Some 35 new companies signed onto the RE100 in 2017 – with several headquartered in markets less developed for corporate procurement, such as Japan and Singapore. RE100 brings together corporations pledging to source 100% of their electricity from renewables at some date in the future. The total number of members of RE100 reached 119 at the end of last year. In 2016, these companies consumed 159TWh of electricity globally, nearly equivalent to the electricity consumption of Sweden.
Latin America and Asia are two historically sluggish corporate procurement markets that are expected to attract major activity in 2018 and the coming years. In Mexico, private companies can now sign bilateral PPAs with developers, and major power buyers will also be expected to comply with clean energy mandates, once a new certificate market kicks off in 2018. Large consumers in Argentina are now eligible to purchase clean energy directly from developers, rather than just the national utility.
In Asia, most of the 3.2GW of offsite PPA contracts signed since 2008 have been in India. Cheap renewable energy resulting from competitive auctions, coupled with an unreliable grid, has prompted numerous Indian and multinational corporates to sign PPAs, despite only three Indian firms formally being a part of the RE100 campaign.
In Australia, where corporations signed power purchase agreements for over 400MW in 2017, expensive wholesale power and the availability of renewable energy certificates have increased the economic incentive for locking into relatively cheap renewable electricity prices long-term.
Japan and China, however, continue to have few corporate procurement opportunities due to regulatory barriers, though both are undergoing power market reforms that will change things rapidly. In China, firms have built an estimated 7GW of solar projects for onsite self-consumption since 2010, taking advantage of low costs and generous net-metering subsidies. Most of these projects are owned by a third-party, and have a long-term power purchase agreement with an offtaker.
“Most companies in Asia currently are unfamiliar with the concept of corporate procurement – of the 119 RE100 members, only eight are headquartered in this region,” said Justin Wu, head of Asia-Pacific for BNEF. “But this is all about to change as multinational corporations extend their sustainability pledges to their Asia-based supply chains and their Asian competitors begin to see the need to follow suit. It won’t be long before Asian companies try to take advantage of the large amounts of renewable energy already deployed in their home markets.”
BNEF updates its data on corporate procurement each month and publishes a market outlook on corporate energy strategy bi-annually.
Bloomberg New Energy Finance (BNEF) is an industry research firm focused on helping energy professionals generate opportunities. With a team of 200 experts spread across six continents, BNEF provides independent analysis and insight, enabling decision-makers to navigate change in an evolving energy economy.
Leveraging the most sophisticated new energy data sets in the world, BNEF synthesizes proprietary data into astute narratives that frame the financial, economic and policy implications of emerging energy technologies.
Bloomberg New Energy Finance is powered by Bloomberg’s global network of 19,000 employees in 176 locations, reporting 5,000 news stories a day.
Bloomberg, the global business and financial information and news leader, gives influential decision makers a critical edge by connecting them to a dynamic network of information, people and ideas. The company’s strength – delivering data, news and analytics through innovative technology, quickly and accurately – is at the core of the Bloomberg Terminal. Bloomberg’s enterprise solutions build on the company’s core strength: leveraging technology to allow customers to access, integrate, distribute and manage data and information across organizations more efficiently and effectively.
IKN Industrial Production Forum: focus su Industria 4.0 interconnessa, sistemica, digitalizzata. IKN Italy presenta la prima edizione di Industrial Production Forum, che si svolgerà a Milano il prossimo 7 febbraio: un’unica giornata interattiva per approfondire le tematiche inerenti l’Industria 4.0.
Connected Factory: integrare le funzioni per integrare la fabbrica è la tematica trainante della giornata di lavori.
9.00
Apertura dei lavori della giornata a cura di:
– Fabrizio Scovenna – Presidente ANIE Automazione
9.15 – 10.00
Il MONDO DELLA RICERCA è in costante sviluppo di innovazioni tecnologiche-informatiche; ma quali sono le necessità dell’INDUSTRIA?
L’INDUSTRIA INTERVISTA IL MONDO DELLA RICERCA
Quale direzione sta prendendo la ricerca in ambito tecnologico-informatico?
Quali sono le possibili applicazioni all’interno del mondo industriale?
Come un sistema robotico può migliorare l’efficienza dell’impianto?
Quali sono le ripercussioni dell’Intelligenza artificiale su un impianto industriale?
Robot e macchinari automatizzati: quale differenza?
Quali sono le prospettive di applicazione nel medio e lungo periodo (4/5 anni)?
– Amedeo Cesta – CNR Research Director – Vice President AI*IA – ASSOCIAZIONE ITALIANA PER L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
– Domenico Appendino – Presidente SIRI – ASSOCIAZIONE ITALIANA DI ROBOTICA E AUTOMAZIONE
– Daniele Pucci – Head of the Dynamic Interaction Control Research Line ISTITUTO ITALIANO DI TECNOLOGIA
– Franco Santini – Presidente Emerito AIMAN – Associazione Italiana Manutenzione
10.00 – 10.30
THE GERMAN MODEL
INTERNATIONAL CASE STUDY
Come riconvertire e rinnovare una fabbrica secondo paradigmi dell’Industria 4.0?
Cosa lo rende un modello di successo?
Come adottare e calare nella realtà italiana il paradigma tedesco?
(L’intervento sarà tenuto in lingua inglese)
– Ralf Hagen – Engineering Manager MES/ E&A NESTLÉ GERMANY
10.30 – 11.10
SMART FACTORY 2018: come cambia il modo di gestire una fabbrica?
Sperimentare e sbagliare: 2 ingredienti che hanno fatto funzionare i progetti di Digital Innovation
Valorizzare le persone per valorizzare il prodotto
L’esperienza di Fracarro RadioIndustrie
Quali cambiamenti organizzativi devono essere introdotti affinché l’investimento tecnologico- informatico porti buoni risultati?
– Claudio Umana – Global IT Manager FRACARRO RADIOINDUSTRIE
– Roberto Crippa – Supply Chain Director TECNIPLAST
11.10 – 11.40
Networking coffee
11.40 – 13.00
IT FOR CONNECTED FACTORY – Dalla raccolta all’integrazione delle informazioni
TAVOLA ROTONDA
Quali software permettono l’integrazione e l’interconnessione in real-time tra tutte le macchine?
Come trattano i dati e a quale velocità?
Cosa è più conveniente: più software con differenti fornitori o un pacchetto integrato?
Sistemi MES: come conoscere lo stato di avanzamento della linea di produzione, con un alto livello di attendibilità e con ridotto intervento dell’uomo? Come integrare i dati per correggere e riconfigurare (ove necessario) il processo produttivo?
Come garantire la qualità a fronte dell’introduzione di qualsiasi innovazione?
Come garantire l’attendibilità dello scambio di informazioni (a ridotto intervento dell’uomo)?
Enemies of 4.0: le correlazioni tra cybersecurity e sicurezza funzionale
– Gianpiero Negri – R&D Project Safety Manager CNH INDUSTRIAL
– Giorgio Lamonica – Director Corporate ICT – ALFASIGMA
13.00 – 14.00
Networking Lunch
Sessione Pomeridiana
14.00 – 14.40
DATA SCIENCE NEL MANUFACTURING: I PROCESSI INDUSTRIALI GUIDATI DAI DATI
INTERVISTA A TENARIS
– Vincenzo Manzoni – Head of Data Science for Industrial Processes TENARIS
14.40 – 15.40
AUTOMAZIONE in PRODUZIONE e SUPPLY CHAIN
PANEL DISCUSSION
Automazione sulle linee di produzione:
Come migliorare l’efficienza dei macchinari e delle Operations?
Come ottenere delle linee di produzione molto flessibili?
Quali output si possono ottenere dall’interconnessione delle linee di produzione?
Come l’automazione dei processi produttivi può avere delle ricadute positive sul personale di fabbrica?
Automazione e robotizzazione del magazzino: quale integrazione con l’IT?
Automazione nell’allestimento delle spedizioni
I 4.0: per un magazzino privo di eccedenze
Software di simulazione: come ottimizzare i trasporti, individuare la composizione ottimale dei pallet e rendere più efficiente la supply chain?
– Alberto Servida – Presidente ANIPLA Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione, Università di Genova
– Luca Cremona – Product Manager ROLD Smart Fab
– Fabrizio Arnaldi – Socio fondatore e Direttore Commerciale PLANNET
15.40 – 16.00 Coffee Break
16.00 – 16.40
E’ POSSIBILE SUPERARE IL DIVARIO TRA ICT E PRODUZIONE INDUSTRIALE? INTERVISTA DOPPIA TRA CIO E PRODUCTION MANAGER
“Mentre lo sviluppo tecnologico e informatico vive un periodo di continua evoluzione, l’integrazione tra dipartimenti all’interno del modello organizzativo dell’industria italiana mostra maggiori resistenze ad adeguarsi ai cambiamenti in atto. Nel panorama della Digital Innovation, l’integrazione tra competenze gioca un ruolo primario , pertanto, all’interno di una Connected Factory”:
Quale ruolo deve assumere l’IT Manager?
Quali saranno le sue funzioni nel 2025?
Quale ruolo deve assumere il Responsabile Produzione?
Quali saranno le sue funzioni nel 2025?
Come cambiano le competenze dell’IT Manager nella fabbrica 4.0?
Come cambiano le competenze del Direttore Produzione nella fabbrica 4.0?
Quali nuovi talenti assumere all’interno dell’IT Department?
Quali nuovi talenti assumere all’interno della Produzione?
Cosa l’IT Manager chiede al Direttore Produzione?
Cosa il Direttore Produzione chiede all’ IT Manager?
Come far dialogare e comunicare le varie funzioni in vista di un’azienda integrata (e non solo dal punto di vista tecnologico-informatico)?
Intervista a cura di:
– Leonardo Negro – CIO Advisory Services KPMG
– Claudio Umana – Global IT Manager FRACARRO RADIOINDUSTRIE
– Lorenzo Zaniboni – Group Operation Director GRUPPO AGRATI
16.40 – 17.30
DALLE TECNOLOGIE 4.0 ALLA NUOVA ERA PER LA MANUTENZIONE
Quale sono finalità ed obiettivi della Funzione della manutenzione
Quale è stata sino ora l’evoluzione dei modelli tecnico – organizzativi della manutenzione e qual è il nuovo modello che si prospetta
Quali sono le Tecnologie 4.0 che aprono nuove ed impensate prospettive alla manutenzione
In concreto quali sono i benefici attesi nel medio periodo che fanno pensare a una nuova era
Chi deve sviluppare ed applicare le nuove tecnologie
Quali cambiamenti si potranno determinare
Quale sarà il ruolo della manutenzione nell’era 4.0
– Franco Santini – Presidente Emerito AIMAN – Associazione Italiana Manutenzione
– BYinnovation è Media Partner di Industrial Production Forum
Media Partner Forum Retail e Retail Award 2017. BYinnovation e SmartEfficiency hanno partecipato come partners al successo per la diciassettesima edizione di Forum Retail, l’evento di riferimento del settore ideato e organizzato da IKN Italy.
Più di 900 partecipanti – di cui oltre 150 relatori e 25 Amministratori Delegati Retailer – si sono incontrati nelle due giornate d’evento e si sono confrontati su come connettere il consumatore digitale nel settore Retail.
“Le aziende si devono adoperare per fornire un servizio rapido ed efficiente nell’e-commerce e un’esperienza unica nel PdV” afferma Francesca Cattoglio, socio unico di IKN Italy – “e soprattutto devono essere in grado di mettere subito in pratica l’idea, migliorandola successivamente e prendendo qualche rischio.”
Grazie alle testimonianze dei brand più influenti dei settore Retail si è indagato l’andamento dei beni nel mercato, le logiche dell’e-commerce e dei sistemi di vendita e la gestione dei comportamenti del consumatore nel punto vendita tradizionale.
Dalle ricerche di Altroconsumo e Osservatorio QVC realizzate e presentate in esclusiva per Forum Retail, emerge che il canale più utilizzato per lo shopping è ancora il retail fisico con una quota dell’80,9%; il web è utilizzato dal 55,2% del campione e nella maggioranza dei casi si sovrappone agli altri canali; la Tv rappresenta il 5,5%. In particolare, la popolazione online italiana ha una leggera prevalenza maschile (54%), è composta per oltre la metà da individui sotto i 45 anni d’età che utilizzano soprattutto il Pc, seguito da Smartphone e Tablet.
La tecnologia utilizzata a favore della customer experience digitale viene utilizzata nel 32% dei casi ed è maggiormente apprezzata se presente un ausilio di assistenza: casse self check out (72%) totem (59%) APP (32%) le tecnologie maggiormente presenti nei negozi odierni.
Durante i due giorni, nel Future Lab sono emersi alcuni spunti per vincere la sfida dell’innovazione partendo da una “Road to Technology” fino alla definizione un Action Plan ed Ecosistemi, grazie al contributo di Speaker del calibro di Ernesto Ciorra (Enel), Lucia Chierchia (Electrolux) e Daniele Pes (Altromercato).
Alcuni relatori hanno poi lasciato il segno: Ruben Jais, Direttore D’Orchestra de laVerdi, ci ha insegnato ad aumentare la sensibilità della comprensione per catturare e mantenere l’attenzione del pubblico (e lo stesso vale per il cliente), Andrea Lorini, CEO di Chiara Ferragni Collection, ha evidenziato l’importanza strategica delle partnership con altri brand per dare un’identità ancora più forte al proprio, le plenarie, che vedevano rappresentate aziende del calibro di Amazon, Alibaba e Unes, hanno posto al centro il nuovo volto dell’e-commerce, tra Black Friday (per la prima volta, in Italia, l’e-commerce ha sorpassato le vendite dei Punti Vendita) e Singles Day.
Secondo Giuseppe Grandinetti di Vibram i dati sono il nuovo petrolio e il digital dovrebbe essere un aggregante, un settore orizzontale che dovrebbe toccare tutte le divisioni aziendali.
Grande successo anche per la serata di Gala dei Retail Awards, che ha visto la premiazione di 11 eccellenze del Retail e rafforzato sempre più la nostra presenza nel settore.
Concludendo, possiamo affermare che Forum Retail ci ha regalato: contenuti, emozioni e tante nuove relazioni!
Forum Retail dà appuntamento al 29-30 novembre 2018
– BYinnovation è Media Partner di Forum Retail
World Energy Markets Observatory 2017 di Capgemini rileva che le nuove tecnologie accelerano la Transizione Energetica. Capgemini ha pubblicato la diciannovesima edizione del suo report annuale che, per la prima volta, esce dai confini europei diventando un osservatorio mondiale sul mercato energetico: il World Energy Market Observatory (WEMO), creato in partnership con i team dell’I4CE, De Pardieu Brocas Maffei e Vaasa ETT.
Dallo studio emerge che i progressi compiuti nell’ambito delle tecnologie per la produzione di energia hanno favorito un’accelerazione verso la Transizione Energetica, mentre la crescita delle energie rinnovabili continua a destabilizzare sia i mercati dell’elettricità all’ingrosso che i maggiori player.
Inoltre il report evidenzia un profondo cambiamento dei consumatori nell’utilizzo dell’energia, nei loro comportamenti ed aspettative. Questo cambiamento ha contribuito alla diffusione, ad esempio, dell’autoconsumo, dello Smart Home, dello Smart Building, dello Smart Plant e delle Smart City e alla creazione di comunità per l’acquisto e la gestione dell’energia.
Di conseguenza, la situazione finanziaria delle Utilities rimane sfidante. Il report incoraggia tali aziende ad accelerare i propri sforzi verso la trasformazione e sfruttare sempre di più il potere della Digital Transformation.
Le tre principali evidenze del World Energy Markets Observatory sono:
1. La rapida evoluzione delle tecnologie di produzione energetica rende inarrestabile la penetrazione delle energie rinnovabili, grazie ai vantaggi in termini di competitività e nonostante la conclusione del “conto energia” in Europa
Negli ultimi 12 mesi, il prezzo delle energie rinnovabili è ulteriormente diminuito: in alcuni paesi, il costo delle turbine eoliche situate sulla terraferma e delle tecnologie fotovoltaiche di livello industriale (photovoltaic – PV) sta diventando sempre più competitivo rispetto a quello delle fonti di energia tradizionali (nucleare, carbone, gas). In Arabia Saudita, una recente asta per degli impianti fotovoltaici si è conclusa con un valore molto basso di soli 17 $/MWh. Inoltre, anche i costi dei sistemi di accumulo a batterie sono calati del 20%. Tutto questo ha fatto sì che la Transizione Energetica raccogliesse consensi, richiedendo un limitato intervento a livello politico.
Secondo Antonio Barile, Vice President, Head of Energy & Utilities di Capgemini Italia: “Gli sforzi fatti in ambito di R&D e industrializzazione stanno incoraggiando lo sviluppo delle energie rinnovabili, anche in considerazione dell’intermittenza degli investimenti sulla rete di distribuzione dell’energia. Al giorno d’oggi, questa intermittenza, unita con l’assenza di riforme che regolino i prezzi, fa sì che l’impatto delle energie rinnovabili sui prezzi dei mercati all’ingrosso sia una minaccia per la fornitura di elettricità, oltre ad influenzare negativamente l’aspetto finanziario delle società del comparto”.
2. I consumatori che utilizzano le tecnologie Smart Energy spingono le aziende produttrici a fornire nuovi servizi energetici.
Tutti i consumatori (dell’area residenziale, terziaria o industriale) si aspettano che i fornitori offrano loro una migliore gestione dell’energia (ad esempio con soluzioni di autoconsumo, Smart Home, Smart Building, Smart Plant e mobilità elettrica). Grazie all’aggregazione dei consumatori in comunità con focus il tema dell’energia, stiamo assistendo anche a un’evoluzione dei comportamenti di acquisto e gestione collettiva della stessa.
Antonio Barile commenta: “Stiamo assistendo a un nuovo fenomeno: le utility stanno creando delle divisioni ad hoc per i consumatori, il cui difficile obiettivo è differenziare i servizi ritenuti più importanti dai propri clienti, permettendo così lo sviluppo di nuovi flussi di ricavi con margini migliori. Ovviamente ci sono delle differenze da un paese all’altro, ma la stragrande maggioranza dei player si sta muovendo in questa direzione, anche se, al momento, solo un numero limitato di essi è riuscito a trovare la giusta soluzione.
Le capacità legate all’innovazione e l’agilità sono gli elementi chiave per un go-to-market rapido e di successo ma, generalmente, sono proprio quelli che mancano”.
3. Le aziende tradizionali hanno intrapreso la via della trasformazione per effetto del pesante impatto della Transizione Energetica e delle mutevoli aspettative dei consumatori. È arrivato il momento di accelerare attraverso l’implementazione della Digital Transformation.
La gran parte dei principali player del settore ha avviato dei piani di trasformazione, che vengono implementati con molta attenzione. Questo è quanto si nota anche in Nord America, area nella quale gli aspetti finanziari delle Utility sono meno a rischio rispetto a quanto avviene in Europa, poiché la Transizione Energetica avviene più lentamente e le normative di mercato sono diverse. Questi piani per la trasformazione, oltre a semplificare i processi interni, generalmente si concentrano sul business downstream (reti, energia pulita e servizi energetici a valore aggiunto per i consumatori), creando e gestendo nuove operation e nuovi business model.
Ulteriori guadagni potrebbero anche provenire sul lato della produzione.
Le tecnologie digitali sono in continua evoluzione e producono continuamente nuove soluzioni (per esempio l’Automazione Robotica dei Processi, l’Intelligenza Artificiale, l’Internet of Things o il Blockchain, tutte innovazioni che non erano disponibili solo un paio di anni fa). Il valore dei dati gestiti – Analytics – continua a non essere completamente sfruttato.
Il World Energy Markets Observatory è un report annuale di Capgemini che monitora i maggiori indicatori nei mercati dell’elettricità e del gas in Europa, Nord America, Australia e Sud-est asiatico e registra i progressi e le trasformazioni avvenute nel settore. La 19° edizione utilizza, per la maggior parte, fonti pubbliche integrate con le competenze di Capgemini nel settore energetico, e si basa su dati relativi al 2016 e all’inverno 2016/2017. Le competenze specifiche su normative, cambiamenti climatici e comportamento dei consumatori sono stati forniti rispettivamente dai team di ricerca di De Pardieu Brocas Maffei, I4CE – Institute for Climate Economics – e VaasaETT.
Riforma SEN: purchè energie rinnovabili. ITALIA SOLARE: troppo gas e per raggiungere i 73 TWh di FV serve un tavolo di confronto per rivedere la riforma delle tariffe domestiche e del mercato elettrico.
Il 30 novembre a Roma approfondiamo il futuro del fotovoltaico in Italia con esperti e Parlamentari.
ITALIA SOLARE accoglie con sentimenti contrastanti la pubblicazione del documento finale della Strategia Energetica Nazionale.
L’associazione nutre forti perplessità sul focus verso il gas. “Puntare sulla metanizzazione della Sardegna sui rigassificatori e sui gasdotti – dichiara Paolo Rocco Viscontini, Presidente di ITALIA SOLARE – rappresenta una scelta sbagliata e anacronistica che porterà alle solite ricadute sulla collettività a cui si chiederà di farsi carico di costi relativi a scelte sbagliate.”
Nonostante questo l’associazione apprezza il riconoscimento dato al fotovoltaico come fonte energetica in grado di dare un contributo molto significativo alla copertura energetica del paese da oggi al 2030 con un obiettivo di 73 TWh.
“Un obiettivo così importante – continua Rocco Viscontini – significa da un lato impegnarsi per difendere i 22 TWh attuali da fotovoltaico, che invece rischiano di ridursi a causa dell’errata concezione del sistema sanzionatorio applicato dal GSE, e dall’altro lato realizzare un quadro normativo che finalmente consenta al fotovoltaico di tornare a crescere. Abbiamo già preparato le nostre proposte e il 30 novembre a Roma durante il nostro Forum le presenteremo ai Parlamentari.”
Secondo i calcoli dell’associazione, per poter disporre di ulteriori 50 TWh occorre installare in 13 anni circa 40 GWp di nuovi impianti fotovoltaici, ovvero una media di 3.100 MWp di nuovi impianti all’anno. Questo vuol dire praticamente decuplicare l’installato annuale attuale che negli ultimi 3 anni si aggira intorno ai 300 MWp.
“L’obiettivo degli ulteriori 50 TWh è facilmente raggiungibile – continua Rocco Viscontini – a condizione che si approvino i Sistemi di Distribuzione Chiusi e che si riveda in maniera sostanziale la riforma delle tariffe elettriche domestiche.”
Ricordiamo che i Sistemi di Distribuzione Chiusi sono già stati bocciati dall’attuale governo. Qualora fossero approvati si potrebbe allargare il perimetro di utilizzo dell’energia fotovoltaica in modo che si possano realizzare reti locali molto efficienti sia in ambito industriale che residenziale, aumentando quindi la convenienza del fotovoltaico, accumulo incluso.
Inoltre, come noto, la riforma delle tariffe elettriche domestiche riduce la convenienza degli impianti fotovoltaici e degli interventi di efficienza energetica. La richiesta dell’Autorità di posticipare al 2019 la finalizzazione del nuovo sistema tariffario con la precisazione che comporta un significativo aumento nelle bollette di ben 22 milioni di famiglie, è la dimostrazione che, come ha sempre sostenuto ITALIA SOLARE, si tratta di una riforma sbagliata.
“Non si può parlare di oltre 3000 MWp/anno di fotovoltaico e poi dare seguito a una riforma tariffaria che dimezza il tempo di ritorno degli investimenti nel fotovoltaico – conclude Rocco Viscontini. ITALIA SOLARE chiede la riapertura di un tavolo di lavoro sulla riforma delle tariffe perché sia sviluppata in primis proprio per agevolare l’installazione della potenza fotovoltaica che serve per rispettare gli obiettivi di riduzione delle emissioni, ora ancora più sfidanti di prima.”
ANIE Rinnovabili Osservatorio FER. Nei primi nove mesi del 2017 le nuove installazioni di fotovoltaico, eolico e idroelettrico raggiungono complessivamente circa 688 MW (+23% rispetto allo stesso periodo del 2016). Si supera quota 700 MW complessivi grazie al contributo degli impianti a bioenergie che nel primo semestre 2017 raggiungono circa 25 MW.
Si conferma il trend mensile del fotovoltaico che con i 32 MW connessi a settembre 2017 raggiunge quota 323 MW complessivi (+13% rispetto allo stesso periodo del 2016). In leggero calo invece il numero di unità di produzione connesse (-2%). Gli impianti di tipo residenziale costituiscono il 48 % della nuova potenza installata nel 2017.
Le regioni che hanno registrato il maggior incremento in termini di potenza sono Basilicata, Lazio, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta e Veneto, mentre quelle con il maggior decremento sono Abruzzo, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Le regioni che hanno registrato il maggior incremento in termini di unità di produzione sono Basilicata, Molise, Piemonte, Valle d’Aosta e Veneto, mentre quelle con il maggior decremento sono Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Sardegna, Trentino Alto Adige e Umbria. Da segnalare in particolare un impianto realizzato in provincia di Vercelli da 1,6 MW.
Settembre 2017 è un ottimo mese per le installazioni eoliche che con 29,4 MW raggiungono circa 313 MW (+36% rispetto ai primi nove mesi del 2016). Notevole l’aumento (+157%) delle unità di produzione grazie alle attivazioni di impianti mini-eolici di taglia compresa tra 20 e 60 kW.
Per quanto riguarda la diffusione territoriale, la maggior parte della potenza connessa (97%) è localizzata nelle regioni del Sud Italia. Le richieste di connessione di impianti di taglia inferiore ai 60 kW sono il 28% del totale installato fino a settembre 2017, mentre gli impianti superiori ai 200 kW costituiscono il 71% del totale. Da segnalare la connessione di un impianto eolico da 27 MW in Campania, in provincia di Benevento.
Prosegue il trend positivo anche per l’idroelettrico che vede crescere del 16% la nuova potenza installata (52 MW complessivi) rispetto ai valori registrati nei primi nove mesi del 2016, con un incremento del 12% delle unità di produzione.
Le regioni che hanno registrato il maggior incremento di potenza nei primi nove mesi del 2017 rispetto all’anno precedente sono Abruzzo, Emilia Romagna, Marche, Molise, Sicilia, Trentino Alto Adige e Veneto. I nuovi impianti idroelettrici di taglia inferiore a 1 MW connessi fino a settembre 2017 costituiscono il 54% del totale.
Per quanto riguarda gli impianti a bioenergie, i dati disponibili si riferiscono al solo primo semestre 2017: i nuovi impianti a biomasse, biogas, bioliquidi e rifiuti solidi urbani connessi sono complessivamente 108, corrispondenti a una potenza di 25 MW. La fotografia conferma la prevalenza delle piccole taglie: il 79% delle installazioni è costituito da impianti di potenza inferiore o uguale a 250 kW corrispondenti al 49% della potenza installata nel 2017.
Analizzando i dati congiunturali dei trimestri del 2017, si registra un andamento altalenante. E’ evidente l’exploit nel periodo aprile-giugno 2017 con ben 408 MW installati grazie al contributo degli impianti di grande taglia, in particolare, i 63 MW di fotovoltaico realizzati in grid parity nel Lazio.
Nel periodo luglio-settembre 2017 si registra, invece, un’inversione di tendenza con soli 138 MW installati, valore comunque in linea con le installazioni dei primi tre mesi dell’anno (146 MW). In ogni caso, fa ben sperare per lo sviluppo delle FER nei prossimi mesi il dato più che positivo delle variazioni tendenziali per tutti e tre i comparti (+23% complessivo rispetto ai primi nove mesi del 2016).
www.anie.it
Smart meter Sistema Informativo Integrato. “Smart Meter for Smart Communitis”, Quale futuro e quali servizi per i contatori intelligenti?
Terzietà e trasparenza, maggiore efficienza per gli operatori e per i consumatori, unbundling più efficace per il contenimento sempre più efficiente di posizioni dominanti e conflitti di interesse.
Il tutto senza mettere a rischio la tutela della privacy. Con l’avvento dei misuratori 2G, il SII rafforzerà il suo ruolo nel corretto funzionamento del mercato.
“La terzietà del dato è un valore che dobbiamo proteggere dal rischio, anche solo teorico, di interessi di parte: del settore e non, nazionali e non.” Lo ha detto Andrea Peruzy, Presidente e AD di Acquirente Unico, la società Pubblica che gestisce il Sistema Informativo Integrato, la banca dati contenente le posizioni di mercato e le misure di circa 60 milioni di utenze energetiche italiane.
Sistema che sta cominciando a gestire l’imponente mole di dati provenienti dai contatori 2G, la cui installazione è partita nei mesi scorsi.
L’unione tra la banca dati centrale del SII e gli oltre 7000 miliardi di letture annue disponibili a regime, costituirà uno strumento potentissimo per il mercato, per i consumatori, per la definizione di scelte di Policy e per l’enforcement delle stesse da parte dei decisori pubblici.
“Una banca dati come quella del SII – ha aggiunto Peruzy – ha un valore strategico per il Paese e in prospettiva potrà essere multiservizio: si sta già espandendo al gas e in futuro potrà farlo anche con l’idrico”.
Il SII costituisce la piattaforma che oggi permette lo scambio di dati e informazioni tra gli operatori (distributori, venditori, utenti del dispacciamento) del mercato dell’energia elettrica e del gas, interloquendo con oltre 1.200 imprese.
Da quando il SII è operativo il processo di switching si è ridotto a 3 settimane (come previsto dalle direttive) a vantaggio della competizione nel settore retail. Con l’unione tra il SIl e il sistema di smart metering, il nostro Paese arriva prima di tutti gli altri stati europei, anticipando alcuni degli obiettivi del Clean Energy Package.
Viene infatti garantita e potenziata l’efficienza nello scambio delle informazioni, standardizzando tempi, flussi e processi. Tutti gli operatori sono messi alla pari, non discriminando i nuovi entranti né i piccoli operatori, assicurando a tutti uniformità di trattamento, per una migliore concorrenza e quindi a beneficio dei consumatori.
Al contempo, la disponibilità delle proprie informazioni consentirà al consumatore (anche attraverso un mercato di servizi che per adesso si riesce solo a intravedere) di compiere scelte più informate a proprio vantaggio, ma anche a vantaggio dell’efficienza complessiva del sistema.
Peraltro, il SII, non avendo finalità commerciali, non entrerà in conflitto con la cosiddetta Chain 2- ovvero i servizi a valle del contatore – che comunque rimarranno prerogativa degli operatori di mercato.
A regime, quando saranno installati tutti i 2G, si stima che il SII gestirà, dagli attuali 500 milioni, oltre 7.000 miliardi di dati di misura all’anno, consolidandosi nel suo ruolo di hub delle misure e di banca dati dei consumi storici di tutti gli italiani.
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