ANIE Rinnovabili scenario e obiettivi. ANIE Rinnovabili è l’associazione che all’interno di ANIE Federazione raggruppa le imprese costruttrici di componenti e impianti chiavi in mano, fornitrici di servizi di gestione e di manutenzione, produttrici di elettricità in Italia e all’estero nel settore delle fonti rinnovabili: fotovoltaico, eolico, biomasse, geotermoelettrico, idroelettrico e solare termodinamico.
Questi sono i dossier principali su cui ANIE Rinnovabili è impegnata nel 2017:
1- Sistemi di accumulo
ANIE Rinnovabili ha accolto con favore l’iniziativa di Regione Lombardia che il 3 agosto 2017, con la Delibera n. X/7042 “Misure di incentivazione per la diffusione dei sistemi di accumulo di energia elettrica da impianti fotovoltaici – Bando 2017”, ha approvato il nuovo bando per l’acquisto e l’installazione dello storage abbinato a impianti fotovoltaici.
Il provvedimento va nella direzione auspicata da ANIE Rinnovabili, che proprio lo scorso 21 luglio ha incontrato la Direzione Energia, Ambiente e Sviluppo Sostenibile della Regione Lombardia per chiedere la promozione di sistemi di accumulo abbinati a FV.
Il Bando, rivolto solo a privati cittadini residenti in Regione Lombardia, si aprirà giovedì 21 settembre 2017 alle ore 12.00 e chiuderà giovedì 28 settembre alle ore 12.00.
ANIE Rinnovabili auspica che analoghe iniziative possano essere prese anche da altre Regioni e per questo ha già in programma di incontrare esponenti di Regione Veneto e Regione Emilia Romagna.
2- Detrazioni Fiscali
La possibilità di detrarre il 65% dei costi sostenuti per il risparmio energetico ed il 50% dei costi sostenuti per il fotovoltaico ed i sistemi di storage hanno generato positivi effetti sulla crescita economica.
ANIE Rinnovabili auspica che si stabilizzino tali meccanismi di detrazione fiscale per consentire alle aziende di programmare gli opportuni investimenti.
Inoltre chiede che la detrazione possa essere ceduta dal cliente finale a soggetti terzi, in modo tale che la detrazione generi uno sconto sul prezzo finale di acquisto del cliente finale. Sul tema ANIE Rinnovabili presenterà la sua proposta al MISE.
3- Super-ammortamento e iper-ammortamento
ANIE Rinnovabili ha accolto con favore la pubblicazione della circolare 4/E – 2017 dell’Agenzia delle Entrate che ha chiarito le questioni in materia di super-ammortamento per gli impianti fotovoltaici ed eolici, stabilendo che gli impianti fotovoltaici sono da considerarsi beni mobili e non più beni immobili per le aziende e che tutti gli investimenti riguardanti la parte impiantistica degli impianti fotovoltaici ed eolici rientrano in super-ammortamento.
L’associazione ritiene che il chiarimento sia un segnale molto importante per il settore, perché permette di tracciare un percorso alternativo per il futuro sviluppo delle FER senza che esse incidano totalmente ed esclusivamente, come in passato, sul sistema elettrico.
Negli ultimi mesi ANIE Rinnovabili ha effettuato analisi per simulare l’impatto della misura del super-ammortamento sui business plan di impianti fotovoltaici posti sulle coperture di fabbricati di PMI ed ha registrato che il payback time si riduce di 1-2 anni a seconda dei casi, ipotizzando che l’azienda generi un imponibile fiscale per usufruire del beneficio del super-ammortamento, con un ritorno dell’investimento in tempi ragionevoli per le logiche di un’azienda. C’è ora da lavorare per analizzare in che modo una simile misura possa in futuro essere calibrata per supportare anche lo sviluppo delle altre tecnologie di generazione elettrica, come idroelettrico, biomasse, solare termodinamico e geotermoelettrico, anche se si reputa di difficile implementazione tale iniziativa per quelle tecnologie i cui impianti hanno un elevato costo di opere infrastrutturali e civili rispetto al costo tecnologico/impiantistico.
L’associazione ritiene opportuno un ulteriore approfondimento sulla possibilità o meno di cumulare le misura del super ed iper ammortamento con le tariffe incentivanti dei nuovi impianti rientranti nel DM 23 giugno 2016.
4- Aggregatore
ANIE Rinnovabili, a valle di una serie di incontri di confronto con Terna, ha promosso lo scorso 18 maggio un workshop sulla possibilità di dare vita a iniziative sull’aggregatore nel mercato di dispacciamento (MSD). Si tratta di una nuova figura del mercato elettrico che “aggrega” produttori della generazione distribuita, tra cui gli impianti a fonte rinnovabile, prosumer o consumatori per offrire servizi a supporto del funzionamento in sicurezza e in bilanciamento della rete elettrica.
Si ricorda in proposito che l’Autorità per l’Energia, a valle di una consultazione del 2016, ha pubblicato la Delibera 300/2017 promuovendo progetti pilota per l’aggregatore, che difficilmente potranno veder partecipare le fonti rinnovabili per il fatto che la regolamentazione del mercato elettrico di fatto oggi esclude tutti gli impianti FER che beneficiano di una tariffa incentivante.
5- GSE – Documento di consultazione sulle regole di manutenzione e ammodernamento degli impianti FER
L’art. 30 del DM 30.6.2016 prevede che il GSE rediga e pubblichi le linee guida operative per la manutenzione, l’ammodernamento e il ripotenziamento degli impianti FER.
ANIE Rinnovabili tra luglio e settembre 2016 ha incontrato il GSE fornendo elementi utili per la stesura delle Linee guida. Lo scorso 21 febbraio il GSE ha pubblicato le Linee guida sul comparto FV; ANIE Rinnovabili esprime soddisfazione rispetto alla precedente versione del 2015.
Successivamente, lo scorso 27 luglio, il GSE ha pubblicato in consultazione uno schema delle Linee guida per il comparto delle altre FER diverse dal FV. Il documento, in consultazione fino al 22 settembre 2017, contiene la classificazione degli interventi che possono avere effetti sulle convenzioni in essere, la definizione degli interventi “non significativi” per i quali non è necessaria la comunicazione al GSE e la descrizione delle modalità di comunicazione.
ANIE Rinnovabili sta lavorando al fine di migliorare la versione posta in consultazione per massimizzare la producibilità del parco esistente attraverso interventi di ammodernamento e di ripotenziamento.
6- Nuova bolletta elettrica per gli utenti non domestici
Dopo la riforma tariffaria degli utenti domestici, l’Autorità per l’Energia ha quasi portato a termine la riforma tariffaria degli oneri generali di sistema degli utenti non domestici. Il percorso è stato lungo e travagliato non solo per l’impatto che tale riforma avrà sugli interventi di efficienza energetica e dell’autoconsumo da FER, ma anche sugli sgravi alle imprese energivore. Il tutto è iniziato con la consultazione 255 del 2016, a cui sono seguiti diversi incontri di ANIE Rinnovabili con l’Autorità per l’Energia a tutela dell’autoconsumo e dell’efficienza energetica. In occasione degli incontri ANIE Rinnovabili ha condiviso delle simulazione con l’impatto delle cinque opzioni di riforma tariffaria sui business plan di impianti fotovoltaici in autoconsumo, esprimendosi a favore dell’opzione B3 e segnalando criticità per opzioni diverse da quelle B3 e C.
Lo scorso agosto l’Autorità ha pubblicato la consultazione 522, che ha come obiettivo quello di analizzare l’effetto di alcune varianti all’ipotesi IP C 30-70 (ipotesi intermedia tra le opzioni B3 e C) per tener conto anche delle esigenze di promozione dell’efficienza energetica e dello sviluppo delle fonti rinnovabili e dei sistemi di accumulo. ANIE Rinnovabili, tra le varianti rappresentate nel documento di consultazione, individua la IP C 25-75 come quella con il minor impatto su autoconsumo ed efficienza energetica.
7- Bonifiche da amianto, efficienza energica e rinnovabili
ANIE Rinnovabili da tempo sostiene la detrazione fiscale per le imprese che attuano interventi di bonifica dell’amianto, sostituendo le coperture con materiale ad isolamento termico e installando impianti di produzione di energia elettrica da FER. Tale misura rientra tra gli obiettivi del progetto “Efficienza Ambientale” di ANIE Rinnovabili e coniuga i benefici per la salute con quelli per l’ambiente, creando occupazione e rilanciando alcuni settori, tra cui quello delle rinnovabili.
ANIE Rinnovabili sta lavorando con GSE e Ministero dell’Ambiente affinché la proposta sia inserita nella prossima Legge di Stabilità o in un altro decreto.
8- Strategia Energetica Nazionale
Si è conclusa ieri la consultazione sulla nuova Strategia Energetica Nazionale proposta dal MISE.
Federazione ANIE ha partecipato alle audizioni preparatorie del documento, presentando le posizioni dell’industria che rappresenta e sottolineando come efficienza energetica e sviluppo delle fonti rinnovabili siano due direttrici imprescindibili per lo sviluppo energetico sostenibile del Paese.
In particolare ANIE Rinnovabili ha condiviso il target del 27% di copertura dei Consumi Finali Lordi (CFL) da FER al 2030 e l’obiettivo della copertura del 48-50% dei CFL per il settore elettrico attraverso le FER al 2030. Tali target, recepiti nella SEN, risultano essere in linea con la proposta di ANIE Rinnovabili presentata al MiSE nei mesi scorsi.
ANIE Rinnovabili ha, infatti, presentato al MiSE uno studio elaborato con Althesys in cui si forniscono elementi del trend di costo delle tecnologie FER al 2030 e, sulla base di scenari della domanda, del prezzo dell’energia elettrica e di installazione di nuova capacità FER al 2030 e di politiche di ammodernamento del parco FER esistente, ha determinato che l’onere medio per il sistema è contenuto.
9- Prolungamento termini art. 3 comma 2 del DM 23.6.2016
ANIE Rinnovabili ha chiesto lo scorso giugno al MISE il prolungamento del termine di ammissibilità al meccanismo delle tariffe incentivanti per gli impianti di piccola taglia ad accesso diretto oltre il 31 dicembre 2017 previsto dal DM 23 giugno 2016, al fine di dare continuità di lavoro agli operatori di mercato, sulla base della considerazione che nel mondo delle mini FER in questi ultimi anni si è costruita una buona filiera industriale
10- Liquidazione volontaria della convenzione GSE per piccoli impianti FV
La proposta di ANIE Rinnovabili parte dalla constatazione che circa 180 mila famiglie italiane sono proprietarie di piccoli e piccolissimi impianti di potenza fino a 3 kW. Risolvere volontariamente la convenzione con il GSE è un vantaggio, sia per le famiglie, sia per il sistema. Le famiglie, avendo a disposizione ulteriori risorse economiche e nessun vincolo con il GSE, possono dare il via a nuovi investimenti sugli impianti esistenti attraverso il revamping degli stessi o addirittura il repowering, nel caso in cui la famiglia volesse dotarsi di sistemi efficienti quali, ad esempio, le pompe di calore, sistemi di storage e di ricarica per veicoli elettrici. Anche il sistema ne trarrebbe vantaggio, in quanto i 180 mila piccoli impianti rappresentano circa il 35% del totale fotovoltaico installato e il 3% del monte incentivi del fotovoltaico, ma la gestione di un singolo piccolo impianto costa come quella di un impianto di grande taglia. “Liberare” i piccoli impianti significa quindi ridurre i costi gestionali che gravano sulla bolletta energetica del sistema.
Federazione ANIE rappresenta in Confindustria l’industria tecnologica italiana, seconda industria manifatturiera in Europa, espressione dei comparti più avanzati del Paese con una forte vocazione all’innovazione.
Ad ANIE aderiscono 1.300 aziende del settore elettrotecnico ed elettronico, con un fatturato aggregato di 74 miliardi di Euro e 468.000 addetti diretti, che forniscono prodotti, sistemi e soluzioni tecnologiche che contribuiscono all’efficientamento energetico e allo sviluppo sostenibile delle infrastrutture, pubbliche e private e di mercati strategici come l’industria, la mobilità sostenibile, l’energia e il building.
La base associativa ANIE è formata da grandi aziende multinazionali leader nel mercato mondiale e da un nutrito sistema di piccole e medie aziende che, grazie a importanti investimenti annui in Ricerca e Innovazione, costituiscono le eccellenze nazionali del made in Italy delle tecnologie, imprescindibili per garantire lo sviluppo sostenibile del Paese dal punto di vista ambientale e sociale e il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi ambientali europei fissati al 2030.
Federazione ANIE ha stipulato un accordo di partnership con International Exhibition Group, ente organizzatore di KEY ENERGY (Fiera di Rimini, 7-10 novembre 2017) ed è membro del Comitato tecnico scientifico della manifestazione.
Novità di quest’anno sono la nascita di due nuovi settori espositivi: Key Solar, dedicato al fotovoltaico e Key Storage, dedicato all’immagazzinamento dell’energia da fonti rinnovabili.
Nell’ambito della manifestazione si svolgono anche Key Efficiency, dedicato alle tecnologie, ai sistemi e alle soluzioni per un uso intelligente delle risorse e Key Wind, focalizzato sull’eolico. Il tutto in contemporanea con Ecomondo, grande vetrina della green economy.
Federazione ANIE sarà presente con uno stand istituzionale e con due convegni su Strategia Energetica Nazionale: tecnologie, sistemi, mercati e Fer & storage: gli aggregatori nel mercato dei servizi di dispacciamento
Fotosintesi artificiale produce energia. Il progetto Horizon2020 PHOEBUS del Politecnico di Milano. L’obiettivo del progetto PHOEBUS, coordinato dal Politecnico di Milano, è quello di studiare il ruolo di ‘antenna solare’ di piante e batteri fotosintetici e di riprodurlo in sistemi molecolari artificiali.
Così la comprensione della capacità di raccogliere energia solare degli organismi fotosintetici naturali si tradurrà in regole per il progetto di sistemi artificiali: produrremo energia chimica pulita e saremo in grado di immagazzinarla facilmente e in modo efficiente per le nostre necessità presenti e future!
L’assorbimento della luce da parte delle molecole contenute in tutte le proteine degli organismi fotosintetici (pigmenti fotosintetici), dai batteri monocellulari alle piante più complesse, avviene in frazioni infinitesimali di secondo. L’iniziale foto-eccitazione causata dalla luce solare viene dispersa istantaneamente su tutte le molecole foto-eccitate ed è trasmessa alla ‘centrale elettrica’ dell’organismo fotosintetico attraverso una catena di pigmenti.
Per raggiungere i suoi risultati PHOEBUS ha fotografato questi meccanismi grazie a sofisticati strumenti che hanno permesso di generare flash luminosi dalle durate infinitesimali. Le tecniche di generazione e sviluppo di sorgenti laser a femtosecondi (1 femtosecondo corrisponde a un milionesimo di miliardesimo di secondo!), disponibili presso i laboratori del Dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano, hanno permesso di osservare in tempo reale i primi istanti temporali che si susseguono all’eccitazione solare in organismi batterici elementari.
Dopo due anni di studi, il progetto PHOEBUS suggerisce che il trasporto energetico nei sistemi naturali viene governato dalle leggi della meccanica quantistica, tramite una sofisticata architettura molecolare che incanala in modo estremamente efficiente l’energia solare verso la centrale elettrica molecolare, dove viene utilizzata per convertire l’anidride carbonica in zuccheri, che servono da “carburante” delle molecole.
PHOEBUS ha studiato organismi naturali complessi, come le alghe, e nuovi sistemi artificiali, mai sintetizzati prima. In questi sistemi artificiali le molecole foto-attive vengono connesse attraverso legami chimici per imitare la struttura dei pigmenti nelle proteine fotosintetiche e quindi riprodurre gli effetti del processo di fotosintesi in laboratorio. L’obiettivo finale è la produzione di una “foglia artificiale” che converta l’acqua in combustibili quali idrogeno e ossigeno e allo stesso tempo pulisca l’atmosfera riducendo la concentrazione di anidride carbonica.
PHOEBUS (PHOto-induced Energy flow in Bio-inspired molecular circuits probed with Ultrafast two-dimensional electronic Spectroscopy), che fa parte del Programma Horizon2020 della Comunità Europea, è stato assegnato a Margherita Maiuri nell’ambito delle Marie-Sklovdowska Curie Action – Global Fellowships (MSCA-GF) ed è Coordinato dal Professor Giulio Cerullo del Politecnico di Milano.
I primi due anni di ricerche sono stati svolti presso i laboratori del Prof. Gregory Scholes del Dipartimento di Chimica della prestigiosa Princeton University (USA). Il terzo e ultimo anno si svolgerà presso il Politecnico di Milano.
Media Partner Smart Retail Shanghai 2017. SmartEfficiency and BYinnovation are media Partners of the event on 20-21 September in Shanghai: two days with a format of business forum, exhibition, networking and social evenings. Over 300 senior level industrial elites from worldwide retailers, brands, solution and technology providers will gather in Shanghai to share the most disruptive insights on the future of a smart NEW retail.
It will be the best platform for you to connect and build business relationships with major retailers and brands from both China and the globe.
Meet the new retail leaders from the most powerful retailers in China:
Jiangxu Xiang, EVP – IT Headquarters & Chairman of Suning Technology Research Institute, Suning Corporation
0940 KEYNOTE: Disruptive Interactive Store Technologies Enable Business Transformation
— How customers are reacting to retailers’ in-store digital initiatives.
— How retailers determine which ones to expand from small-scale pilots to nationwide rollouts.
— What are the most critical technologies that are currently impacting retail and ecommerce or are poised to fundamentally alter the industry going forward
Kefeng Li, Vice President, Head of JD Platform Product R&D Dept., JD.COM
0930 KEYNOTE: Future of eCommerce – A Smart Retail with Multiple Accesses, Scenarios and Interactive Forms
— With smaller difference and higher competitive pressure of traditional ecommerce platform, digging individual user vale, raising customer unite price or improving consumption frequency will become alternative growth point, and experiencing consumption will be important driving forces
— Offering real-time personalized experience for customers and overall creative solutions for brands
— AR/VR computing will expand users’ imagination in the post-mobile era of Internet of Everything
— Build the platform where developers can design their own ecommerce models
Partial Retailers & Brands Who Have Confirmed to Present
– Costco Wholesale (Taiwan), General Merchandise Manager-Director
– Starbucks China, Director – Sourcing & Supplier Relation
– COSTA, Retail Commercial Director
– Mars, Director, Global Strategic Initiatives
– Danone Nutricia Early Life Nutrition, China Strategy & Insight Head
– Danone, Chief Digital Officer
– Food Union, COO
– Food Union, Marketing Director
– Underarmour, Retail Director
– Coca-Cola China, General Manager, China Customer Management Group
– Coca-Cola China, Director-KA Commercial Planning
– Harley-Davidson China, Retailer Director
– Mondelez, Marketing Director of China
– Perfetti Van Melle, Market Director
– Lbrands, Head of Ecommerce, International
– Swatch Group, President, China
– Swatch Group, Vice President, Blancpain, China
– Swatch Group, Vice President, Omega, China
– Swatch Group, Vice President, Swatch, China
– Swatch Group, Head of Retail, Swatch, China
– Swatch Group, Head of Group Architect, Swatch Group, China
– Swatch Group, Head of Retail Development, Swatch Group, China
– Cardinal Health China, Director, BD and Ecommerce
– VF China, General Manager, Kipling China
– Inner Mongolia Yili Industrial Group, General Manager, Head of Consumer Market Insight
– Inner Mongolia Yili Industrial Group, General Manager of Key Account Department
– Inner Mongolia Yili Industrial Group, Regional Director
– Inner Mongolia Yili Industrial Group, Ecommerce Director|Gcrues, Chairman
– Gcrues, VP of Marketing
– Cartier, President of China
– Etam, CMO
– Laiyifen, CIO
– Hershey, Vice President, General Manager Greater China
– Hershey, Director, Global Procurement AEMEA
– Hershey, Senior Director, Strategy & China Business Transformation
– President Enterprises (China) Investment Co., Ltd., General Manager of Food Business Unit
– Birkenstock, Managing Director APAC
– Lululemon Athletica, Director, Digital and Ecommerce
– C&A (CHINA), Head of Marketing & VM
– Luzhoulaojiao, Deputy General Manager of Sales
www.smartretail.cc
The Electrification Alliance: Electricity for an Efficient and Decarbonised Europe. Avere, EURELECTRIC, the European Copper Institute, the European Heat Pump Association, SolarPower Europe and WindEurope have joined forces to launch the Electrification Alliance, calling for electricity to be recognised as the key energy carrier for an efficient and decarbonised European future.
The Electrification Alliance published a Declaration on Electrification which also has the support of a large number of associations, companies and NGOs. The Declaration states that as electricity in Europe decarbonises, it will reveal its true value as it becomes the key vector for achieving a decarbonised, energy efficient and digital European economy.
The Declaration includes a commitment to support reductions in carbon intensity and the scale up of investment in non-emitting technologies like renewables, energy storage and smart grids, while promoting sectoral integration with the heating, cooling and transport sectors.
The Declaration on Electrification calls for reforms under the current legislative review of European climate, energy and transport legislation, to accelerate the advancement of electrification in years to come. These will maximise the potential of decarbonised electricity and enabling efficient technologies to advance Europe’s competitiveness, economic growth, job creation, and the promotion of a sustainable, healthy society for European citizens.
The Declaration calls on European policymakers to recognise that decarbonised electricity becomes a key vehicle for a sustainable European economy, to remove barriers to electrification, to roll-out the much needed widespread electric vehicle charging infrastructure and to enable the deployment of smart and efficient heating and cooling technologies.
Speaking on the launch of the Electrification Alliance, the heads of the partner associations are quoted below:
– Bert Witkamp (Secretary General, AVERE) – “It is very encouraging to see that electrification of transport is now seen by many as a large part of the answer to the transport decarbonisation challenge. However, to be fully effective we need deep decarbonisation of the power sector and an integration of the electricity generation, its transport, use and storage in a smart and connected way.“
– Kristian Ruby (Secretary General, EURELECTRIC) – “Electricity is becoming increasingly decarbonised, more efficient, sustainable and competitive. But the transformation of the electricity sector must go hand in hand with the electrification of other sectors. More electricity means cleaner energy. Shifting from fossil fuels to electricity in industry, transport and heating/cooling will reduce carbon emissions, giving clear climate, environmental and
health benefits already today.”
– Bernard Respaut (Chief Executive, European Copper Institute) – “Electrification is an important gene in copper’s DNA. By helping to build the electricity system of the future, via our DecarbEurope initiative, through innovation, electrification and industrial demand response in our sector, we see many linkages with the Alliance for Electrification.”
– Thomas Nowak (Secretary General, European Heat Pump Association) – “Efficiently connecting the electric and thermal sectors will be essential in the quest to increase the share of renewable electricity in the EU energy mix. It will require storage and demand response potential. Heat pumps are natural allies in this endeavour. Serving as ‘thermal batteries’, they help to balance the grid by shifting load from times of surplus to times of shortage.”
– James Watson (CEO, SolarPower Europe) – “Today almost 30% of our power in Europe comes from renewables and we anticipate that within the next decade more than half of our electricity generation will be renewable-based. A further electrification of the European economy therefore makes sense but should go hand in hand with a dedicated strategy to deploy more renewables in our continent.”
– Giles Dickson (CEO, WindEurope) – “We’re doing a reasonable job of getting renewables into electricity – they’re now 29% of EU power demand. But electricity is only 22% of the EU’s energy consumption. The rest is heating, cooling and transport – and we’re doing less well getting renewables into those sectors. The electrification of these sectors is essential to decarbonise the EU economy. But electrification brings other benefits too. It makes heating and transport more energy efficient. And it enhances the flexibility of the energy system and the range of storage options. We therefore need the EU Clean Energy Package to be strengthened on this front.“
SolarPower Europe is a member-led association representing organisations active along the whole value chain. Our aim is to shape the regulatory environment and enhance business opportunities for solar power in Europe.
To maintain asset efficiency. Many companies struggle to maintain asset efficiency, ultimately damaging their bottom line and ability to execute strategic moves.
Tangible assets like buildings, machinery and manufacturing equipment are the basis upon which companies earn their profits.
Unsurprisingly therefore, the total industrial asset base spread around the world is worth an estimated EUR 550 trillion. But these assets are not always put to efficient use: the average revenue generated for each euro invested in the asset base is EUR 2.5.
That said, the differences are vast: the leader in each industry does significantly better than this – more than three times better than the average, generating EUR 7.8.
The flipside, of course, is that many players do significantly worse. These are the findings of the study “The asset efficiency game – Making the most of tangible investments” by Roland Berger, for which they analyzed 150 internationally operating companies from a range of industries. The experts also recommend specific measures that companies can take to improve their asset efficiency.
“Asset-intensive companies like energy producers, chemical firms or machinery manufacturers need to be able to run their assets efficiently under all market conditions,” explains Ralph Büchele, Partner at Roland Berger. In reality, only one in four companies are able to manage their assets optimally, enabling them to successfully adapt to an evolving market and changes in their business model. Those that can’t are not just missing out on potential profits – they are taking a considerable risk. “Technological advancements and shifting customer needs or new growth markets frequently require capital-intensive upfront investments in new production lines and facilities,” says Büchele. “If you’re not flexible enough to act when the need arises, you run the risk of falling into the asset trap: rigid cost and plant structures keeping earnings and profitability figures down and restricting your ability to take action to address pressing needs.“
Most companies are “Risk Takers”
The Roland Berger experts analyzed the tangible assets and revenues of 150 internationally operating German companies over the period from 2012 to 2016 and looked at their fixed asset turnover ratio. The study found that there were four types of companies.
The first are the Efficiency Winners, whose revenues grew faster than the value of their asset base. Hence, these players improved their asset efficiency – a prerequisite for long-term success.
Only one quarter of the analyzed businesses fall into this group of companies, and they are mainly found in sectors with slow but steady growth, such as the electrical industry or mechanical engineering sector.
Besides the 25 percent of firms that are Efficiency Winners, a further 16 percent have been able to improve their efficiency and are classed as Agile Adapters: These firms are mainly found in markets experiencing slow decline – regional airports, for instance – or in industries that have already seen a major contraction, such as conventional energy. They managed to reduce the size of their asset base faster than their revenues fell.
“The Agile Adapters show how companies can effectively to bring their assets into line with declining sales from shrinking markets,” says Büchele. “They do that by increasing asset-light activities, offering a new portfolio of services and making increased use of alternative financing options.”
The two remaining categories comprise companies whose asset efficiency deteriorated over the five-year period. First we have the Risk Takers: These companies have made significant investments in their asset base in the hope of higher returns. In doing so, they are taking a considerable risk.
The problem is that Risk Takers constitute 38 percent of the analyzed companies, making them the largest group. They are typically found in industries that experienced fast market growth over the past five years, such as the automotive industry and construction.
The near-record sales figures experienced by many automakers have induced them to make heavy investments in production capacity upgrades in recent years.
But new approaches to car sharing, mixed ownership and on-demand ride hailing, or the breakthrough of e-mobility, could heavily impact demand and leave OEMs sitting on overcapacities in conventional engine technologies.
The final group are the Non-Adapters. These are companies generally operating in markets that are shrinking fast but whose asset base has continued to rise owing to long-term investment decisions they made. Their return on investment is massively impaired as a result. This group makes up 15 percent of the analyzed companies and includes oil and gas industry players. “These firms are already stuck in the asset trap,” says Büchele.
Areas where firms can take action on asset efficiency
“Our analyses illustrate that many companies have trouble maintaining a high level of asset efficiency,” says Ralph Büchele. “If the planned level of growth fails to materialize, the demand shifts to other regional markets or disruptive technologies like biotechnology, e-mobility or renewable energies change the game, those companies are then unable to react with the requisite speed. That’s when a maladjusted asset structure hits revenues and profits – with disastrous consequences.”
The Roland Berger experts therefore identified four transformation areas where companies should take action to maintain or increase the value created by their assets.
– The first of the four transformation areas is asset strategy. Here, it is the Non-Adapters in particular that need to put clear plans in place for utilizing, modernizing or replacing assets as necessary in order to match the company’s current strategy.
– The second transformation area is asset operations: Working in this area means improving the availability and quality of operations, and minimizing downtime, setup times and throughput times. “This transformation area is especially valuable for companies identified as Risk Takers,” says Büchele. “Optimizing the maintenance strategy, for example, holds considerable potential to cut costs and increase availability.”
– The third transformation area is asset financing. Companies focusing here have to aim at reducing their capital costs by optimizing their financing concepts. The key is to ensure that they are exploiting equity and loans as effectively as possible, at the same time as making use of public subsidies and refinancing where appropriate. This transformation area is particularly interesting for Efficiency Winners in that it can enable them to improve their asset efficiency even further.
– The fourth transformation area identified by the study is asset intensity: This involves companies optimizing their production processes and outsourcing their non-core processes. It can lead to the closure, renting out or divestment of assets or production facilities, which reduces the amount of capital tied up in assets. It should be the main area of focus for Agile Adapters.
“Asset efficiency is what determines success or failure in many industries,” says Roland Berger expert Büchele, summarizing the study. “That is why companies must always take steps to avoid the asset trap – irrespective of whether they are in a boom phase or a slowing market, because economic cycles are now faster and more unpredictable than they ever were.”
Perdite nella rete idrica di una città in forte espansione. Se il milione e mezzo di motocicli che ogni giorno si riversano nelle strade della città di Ho Chi Minh si mettessero tutte in fila una dietro l’altra, coprirebbero una distanza equivalente ad appena un decimo della rete di distribuzione idrica locale, che serve oltre otto milioni di residenti e si estende per circa 33.000 kilometri.
In appena 50 anni, la città di Ho Chi Minh si è trasformata da economia semplice basata sulla pesca alla città più grande e cuore economico del Vietnam. Negli anni ‘60 solo il 5% della popolazione vietnamita viveva nelle città, mentre oggi la cifra è salita al 33% in quanto le persone sono attratte dalle migliori condizioni di vita e dalle opportunità di lavoro.
Questa tendenza vede i confini della città di Ho Chi Minh espandersi del 4% ogni anno.
Una crescita di questa portata apporta ricchezza all’intero paese, ma allo stesso tempo mina le infrastrutture urbane, come la rete idrica, facendole diventare ben presto troppo vecchie. La città di Ho Chi Minh City ha perso quasi il 30% dell’acqua pulita nel 2016 a causa di perdite e rotture nelle tubature. Molte parti dell’infrastruttura di distribuzione idrica sono vecchie. Alcuni tratti erano stati realizzati oltre 30 anni fa, mentre altri risalgono ancora all’epoca coloniale.
L’anno scorso sono andati persi oltre 177 milioni di metri cubi d’acqua. Per fare un confronto, la maggior parte delle città sviluppate registrano una perdita idrica del 5-7%.
Al passo con la crescita
Per restare al passo con il ritmo rapido di urbanizzazione e raggiungere l’obiettivo di ridurre le perdite idriche ad appena un 10% entro il 2020, la utility locale Saigon Water Corporation (SAWACO) si è recentemente impegnata in un rinnovamento sostanziale della rete di distribuzione idrica cittadina. L’espansione della portata attuale della rete, l’integrazione delle sezioni più isolate, la riduzione delle perdite e il controllo e monitoraggio in tempo reale delle condizioni della rete per prevenire interruzioni gravi, rientrano tutti nell’ambito del progetto.
Per raggiungere questo obiettivo complesso è stato scelto il sistema strategico ABB AbilityTM Symphony® Plus SCADA. Il sistema di ABB integra un sistema sofisticato di rilevamento e gestione delle perdite della società TaKaDu, in parte proprietà di ABB. Il progetto farà affidamento su numerosi punti di raccolta dati, come sensori e contatori per il monitoraggio del flusso e della pressione, nella rete idrica per consentire a SAWACO di effettuare il monitoraggio digitale delle condizioni della rete “quasi in tempo reale”.
L’utility sarà in grado di rilevare, analizzare e gestire continuamente gli eventi della rete, trasformando le informazioni in azioni immediate per ridurre le perdite.
ABB AbilityTM Symphony® Plus è un sistema di controllo distribuito (DCS) studiato appositamente per i settori energetico e idrico. Parte del portafoglio di offerte digitali di ABB AbilityTM, questo sistema di controllo aggiunge valore per i clienti raccogliendo in modo accurato e analizzando i dati, offrendo suggerimenti utili per la gestione degli impianti basati sui dati ingegneristici nei propri sistemi, consentendo loro in ultima analisi di ridurre il rischio di progetto, i costi e i tempi di rendimento, e migliorare le prestazioni e la redditività delle attività.
Lo scopo di fornitura di ABB per questo progetto di importanza critica comprende la strumentazione e i sensori di campo, componenti fondamentali per la trasmissione di dati di alta qualità al sistema di controllo.
“Progetti come quello della rete idrica della città di Ho Chi Minh mostrano tutto il potenziale dell’automazione avanzata per tutti le realtà urbane che devono fare i conti con espansioni rapide o infrastrutture datate,” commenta Kevin Kosisko, responsabile dell’unità di Power Generation & Water di ABB. “Inoltre, la raccolta intelligente di dati digitali sul campo offrirà visibilità in tempo reale sullo stato della rete, permettendo così di incrementare i ricavi”.
Un risultato molto proficuo
Grazie alla digitalizzazione della propria rete, alla conoscenza in tempo reale delle condizioni della rete e al rilevamento preciso delle perdite, SAWACO sarà in grado di aumentare la quantità di acqua distribuita alle abitazioni e alle industrie. Sarà quindi possibile ridurre al minimo la quantità stimata di 500.000 (17,5 piedi cubi) metri cubi di acqua non fatturata, all’incirca la capacità giornaliera di uno stabilimento idrico di medie dimensioni nella città.
Dal suo lancio nel 2011, ABB AbilityTM Symphony® Plus opera in più di 6.800 nuovi impianti, oltre alle migliaia di installazioni che hanno optato per l’aggiornamento a questo DCS. Symphony Plus è il DCS scelto per altri progetti in Vietnam, come la messa in servizio originale e successiva estensione della centrale elettrica di estrema importanza Vinh Tan 4, ubicata a 250 kilometri a est della città di Ho Chi Minh. A completamento del progetto, il complesso fornirà alla rete nazionale vietnamita 5.600 megawatt di elettricità oltre a quelli attuali.
Progetto e tecnologia made in Genova
Il progetto di digitalizzazione della rete di distribuzione idrica di Ho Chi Minh city è il frutto del lavoro congiunto delle unità di Power Generation & Water italiana, con sede a Genova, e di quella vietnamita.
Anche il cuore del sistema, ABB Ability Symphony Plus è nasce dal lavoro dei tre centri di Ricerca & Sviluppo dell’unità Power Generation & Water di Genova, di Wickliffe (US) e di Mannheim (DE).
La sede di Genova ospita inoltre il ABB Ability Symphony Plus demo training center e remote control center, in cui clienti e personale ABB possono conoscere le ultime novità sul sistema, seguire corsi e provarlo con mano nell’esatta replica di una sofisticata sala di controllo.
ABB (ABBN: SIX Swiss Ex) è un leader tecnologico all’avanguardia nei prodotti per l’elettrificazione, nella robotica e nel controllo di movimento, nell’automazione industriale e nelle reti elettriche al servizio dei clienti nelle utility, nell’industria, nei trasporti e nelle infrastrutture a livello globale. Continuando una storia di innovazione lunga più di 125 anni, oggi ABB sta scrivendo il futuro della digitalizzazione industriale e guidando la quarta rivoluzione industriale ed energetica. ABB opera in oltre 100 paesi con circa 132.000 dipendenti.
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Gestione RAEE nel 2016, Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. È stato presentato a Milano il secondo rapporto dedicato alla “Gestione dei RAEE” a cura del Centro di Coordinamento RAEE, un importante strumento per rendicontare tutte le quantità di RAEE avviati al recupero sul territorio nazionale e monitorare la situazione del nostro Paese rispetto agli sfidanti obiettivi comunitari.
Il dossier presenta i dati relativi ai quantitativi di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche gestite nel corso del 2016 dagli Impianti di Trattamento, aziende adibite al recupero e al riciclo dei RAEE secondo un trattamento specifico in base alle caratteristiche del singolo rifiuto.
I dati sono acquisiti annualmente dal Centro di Coordinamento RAEE, come previsto dall’art. 33 del Decreto Legislativo 49/2014.
Nel 2016 sul territorio nazionale hanno operato un totale di 940 Impianti che si occupano di RAEE iscritti all’elenco gestito dal Centro di Coordinamento RAEE che comprende sia impianti dediti al trattamento per il recupero delle materie prime sia impianti che ne fanno l’immagazzinamento in attesa dell’invio ad un impianto di trattamento.
Gli impianti sono situati nel Nord Italia per 665 unità, nel Centro Italia per 148 e per 127 nell’area Sud e Isole. Il dato complessivo evidenzia una diminuzione di 17 unità rispetto al 2015, dovuta principalmente alla chiusura delle attività di immagazzinamento.
A fronte di 876.757 tonnellate di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche immesse sul mercato e dichiarate al Registro AEE nel triennio 2013-2015, nel 2016 gli Impianti autorizzati hanno trattato 358.273 tonnellate di RAEE, di cui il 79% – pari a 281.956 t – provenienti da RAEE domestici e il 21% – pari a 76.317 t – da RAEE professionali.
Nel complesso la dichiarazione 2016 registra un incremento dell’8,75% dei RAEE trattati rispetto all’anno precedente. In particolare, ben 281.956 tonnellate dei RAEE di origine domestica sono state trasportate dai Sistemi Collettivi associati al Centro di Coordinamento RAEE agli Impianti di Trattamento in Italia e all’estero, con una predominanza delle tipologie di rifiuti appartenenti al Raggruppamento 2 – Grandi Bianchi (86.480 t), in crescita del 24,9% rispetto al 2015 e al Raggruppamento 1 – Freddo e Clima (76.950 t) in crescita del 5,9%.
I RAEE di origine professionale, pari a 76.317 tonnellate, hanno riguardato apparecchiature dismesse appartenenti a tutte le categorie merceologiche individuate dalla direttiva europea.
I dati raccolti permettono di monitorare la situazione del Paese alla luce dei nuovi obiettivi di raccolta stabiliti dalla Direttiva Europea 2012/19/UE a salvaguardia, tutela e miglioramento della qualità dell’ambiente e della salute umana.
L’Italia nel 2016 ha raggiunto un tasso di ritorno del 40,86% complessivo, purtroppo insufficiente a raggiungere il target europeo che prevede il ritorno del 45% della media dell’immesso del triennio precedente entro il 2016. Il prossimo traguardo prevede il ritorno del 65% entro il 2019.
”Dalla seconda edizione del Rapporto sulla gestione dei RAEE emerge un resoconto molto positivo delle attività messe in campo dal 2016 ad oggi da tutti gli operatori coinvolti nella gestione e nel trattamento di questa particolare tipologia di rifiuti, che consentono di rendere operative le previsioni contenute nell’Accordo sul Trattamento dei RAEE – commenta Fabrizio Longoni, Direttore Generale del Centro di Coordinamento RAEE – Nel complesso i dati registrati nel corso dell’anno risultano soddisfacenti, ma purtroppo non sono stati sufficienti a raggiungere il target europeo di ritorno del 45% rispetto alle AEE immesse sul mercato fissato nel 2016. I risultati raggiunti dimostrano che la strategia del “fare sistema” è vincente e va perseguita con determinazione in vista degli sfidanti obiettivi europei previsti per il 2019 e dell’uscita del decreto sul trattamento adeguato. Sia i quantitativi originati dai RAEE professionali, sia quelli domestici dovranno essere incrementati con particolare attenzione alle attività di chi ha il compito di effettuare la raccolta. L’impiantistica italiana è pronta ad affrontare la sfida di un incremento dei volumi da gestire”.
Infine, i dati provenienti dagli Impianti di Trattamento consentono, se confrontati con quelli forniti dai Sistemi Collettivi, di fare delle considerazioni sulla presenza di flussi di RAEE che giungono direttamente agli impianti senza avvalersi del sistema organizzato dal Centro di Coordinamento RAEE.
Questi quantitativi non esistono!
Risulta quindi chiaro che tutti i quantitativi di RAEE che sono generati non sono correttamente identificati e sfuggono al sistema di gestione regolato dalla legge andando ad alimentare il traffico illegale dei rifiuti, fonte di inquinamento ambientale e di distorsione economica.
Ultimo, ma non meno importante, questo causa l’impossibilità per l’Italia di raggiungere i target imposti dalla Comunità Europea.
Tecnologie energetiche: aziende sostenibili ed efficienti per restare competitive nel mercato. Le innovazioni per l’energia distribuita, le reti intelligenti e le tecnologie di gestione dell’efficienza hanno vaste opportunità di crescita, secondo Frost & Sullivan.
La domanda di energia efficiente e sostenibile si sta intensificando in seguito all’aumento globale degli standard di vita, della digitalizzazione e della crescita economica. I progressi tecnologici nelle piattaforme di gestione, le soluzioni di automazione e di controllo, le soluzioni di gestione energetica degli edifici, l’estrazione di petrolio da giacimenti sigillati (“tight oil”) e le micro reti stanno cambiando i paradigmi tradizionali nel settore dell’energia, rendendolo più intelligente e più rispettoso dell’ambiente. Infatti, tutte le micro reti sono destinate ad aiutare il settore a passare da una struttura di rete elettrica centralizzata a un modello più decentrato.
“Top Technologies in Energy and Utilities, 2017” fa parte del programma TechVision (Sustainable Energy) Growth Partnership Subscription di Frost & Sullivan. Lo studio analizza le principali tecnologie che avranno un impatto significativo sull’efficienza del settore energetico nei prossimi cinque anni. Alcune di esse sono: batterie al litio, sistemi di gestione delle batterie, recupero avanzato del petrolio, micro reti, recupero del calore di scarto, estrazione di tight oil, produzione di energia distribuita, tecnologie per l’energia eolica offshore, celle a combustibile e ciclo combinato di gassificazione integrata.
“A causa della proliferazione delle tecnologie intelligenti, quasi tutte le soluzioni energetiche sul mercato si avvalgono di soluzioni di comunicazione più veloci e di un migliore rilevamento e controllo”, osserva Guhan Sriram R V, analista del gruppo TechVision di Frost & Sullivan. “Le soluzioni per le energie rinnovabili, nonostante tutti i miglioramenti nei livelli di efficienza, devono fare ancora molta strada prima di diventare una fonte primaria di energia.”
La crescente consapevolezza verso l’adozione di soluzioni distribuite per l’energia come le micro reti e il maggiore interesse per i veicoli elettrici sta favorendo rapidi sviluppi nelle soluzioni rilevanti, come le piattaforme di gestione dell’energia e le batterie al litio. Tuttavia, ogni tecnologia energetica comporta sfide inerenti alla conformità alle normative o alle scappatoie tecniche.
“Le tecnologie focalizzate sul decentramento della rete centrale stanno combattendo contro questioni normative legate allo scambio monetario e di energia elettrica. È necessario impostare una serie comune di normative relative al monitoraggio prima che queste soluzioni possano essere implementate su larga scala”, osserva Sriram. “Analogamente, gli sviluppatori tecnologici devono anche risolvere sfide tecniche come la formazione di dendriti nelle soluzioni di accumulo di energia, come le batterie al litio, e la bassa efficienza nel recupero termoelettrico del calore di scarto.”
Un’altra sfida per la sicurezza energetica è rappresentata dalla volatilità dei mercati petroliferi globali e dalla fluttuazione dei prezzi internazionali del petrolio greggio. I paesi di tutto il mondo stanno pertanto esplorando fonti alternative di combustibile, come il gas naturale e le energie rinnovabili. Si prevede che la regione Asia-Pacifico, guidata dalla Cina, continuerà ad effettuare notevoli investimenti nel settore delle energie rinnovabili, in particolare solare ed eolica.
L’Europa è in testa nel settore dell’energia eolica offshore. Nonostante un lieve rallentamento, si prevede che questa tendenza continuerà e che i paesi della regione APAC avranno un ruolo chiave nei prossimi cinque anni nel settore eolico offshore.
Il programma globale TechVision di Frost & Sullivan è focalizzato sull’innovazione, il cambiamento e la convergenza delle tecnologie e fornisce una serie di avvisi sulle nuove opportunità e il monitoraggio delle tecnologie in tempo reale, oltre a servizi di consulenza per la crescita.
La sua offerta più rilevante, il programma ETS (Emerging Technologies Service), identifica e valuta le più importanti tecnologie emergenti a livello globale con un potenziale di applicazione a breve termine. Una caratteristica unica del programma ETS è la selezione annuale delle 50 più importanti tecnologie in grado di generare scenari di convergenza, rivoluzionare il panorama dell’innovazione e trainare la crescita trasformazionale.
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Biogas: mappatura genomica e addestramento dei ceppi batterici: così Biovalene prepara la rivoluzione. Partire da un’accurata mappatura dei ceppi batterici presenti in 50 centrali a biomasse, per selezionarne i più performanti e addestrarli a disgregare la lignina, ovvero il grande problema irrisolto delle centrali di produzione di Biogas.
Una soluzione, quella che Biovalene di Pordenone sta definendo, che porterebbe una ventata di innovazione strategica nel mondo delle centrali a biogas, permettendo un drastico abbassamento dei costi di produzione e un contemporaneo innalzamento dei livelli qualitativi per questo comparto delle energie sostenibili.
«Grazie alla collaborazione con ICGB e Università di Padova stiamo definendo quelli che saranno i nuovi modelli di produzione del biogas» anticipa Fabio Messinese, amministratore delegato di Biovalene, start up pordenonese impegnata nel settore della ricerca biotecnologica. «La mappatura ci serve innanzitutto per capire “chi fa cosa” all’interno di una centrale – continua Messinese – elementi che oggi conosciamo solo attraverso processi inversi. Grazie alle ricerche sul campo abbiamo già selezionato specifici ceppi addestrandoli a una maggiore produzione di metano. Adesso stiamo lavorando sulla loro caratterizzazione genetica per rendere permanenti le loro capacità e renderli riconoscibili attraverso una loro identificazione specifica dandogli proprio un nome».
Grazie ai risultati di questi studi le oltre 1500 centrali di produzione di biogas distribuite in tutta Italia, dalla capacità media di produzione compresa tra i 700kW e 1mW, potrebbero rappresentare un elemento decisivo per il sostegno delle energie rinnovabili e per l’autonomia energetica della nazione.
Stessa cosa in Europa, dove il numero degli impianti supera le 17mila unità.
«Il grosso problema – ricorda Fabio Messinese – è sempre stato quello dei materiali utilizzati per la fermentazione: la lignina è una componente che non viene normalmente digerita negli impianti, però caratterizza la maggior parte degli scarti che alimentano la centrale.
Il compito che ci siamo prefissi è quello di trovare la soluzione alla disgregazione della lignina sia attraverso una fase di pre-digestione sia attraverso l’allevamento di batteri più perfomanti. Ci stiamo riuscendo e, a breve, renderemo pubblici i risultati delle nostre ricerche».
Allo stato attuale Biovalene ha già selezionato un inoculo altamente produttivo ma l’obiettivo è quello di standardizzare i processi per renderli adottabili da tutte le centrali. «Stiamo lavorando su due fronti paralleli» conclude Messinese. «Da una parte la mappatura di 50 impianti di produzione, per individuare, nominare e potenziare i ceppi batterici presenti, contribuendo a definire scientificamente e tecnologicamente i processi attivabili nei digestori.
Dall’altra l’individuazione dei processi che invece contribuiscono alla disgregazione della lignina in elementi assimilabili dai batteri. Tutto questo darà un apporto inaspettato a tutto il comparto, proiettando la ricerca e la tecnologia italiana all’avanguardia internazionale del settore».
Politecnico di Milano; idrogeno da biogas: il progetto BIONICO. Produrre 100 kg di idrogeno puro al giorno direttamente da biogas in un solo passaggio: è questo l’ambizioso obiettivo del progetto BIONICO.
Grazie alla dimostrazione, alla progettazione e allo sviluppo di un innovativo reattore a membrana progettato per convertire il biogas in idrogeno, saremo presto in grado di produrre energia pulita in modo totalmente green, efficiente e più economico.
BIONICO realizzerà il più grande reattore a membrane per la produzione di H2 da biogas del mondo: verranno utilizzate più di 100 membrane, raggiungendo una efficienza di produzione dell’idrogeno di circa il 70%, superando così di 10 punti percentuali i sistemi convenzionali della stessa taglia.
La tecnologia:
Il biogas prodotto tramite biodigestori o da rifiuti urbani viene alimentato insieme a vapore all’interno del reattore a membrana dove avvengono le reazioni di reforming e di water gas shift, che permettono di convertire il metano contenuto nel biogas in idrogeno (CH4+2H2O->CO2+4H2). La reazione è favorita dalla presenza di un catalizzatore che circola nel reattore grazie al flusso stesso di biogas.
All’interno del reattore sono poi presenti delle membrane tubolari a base di palladio su supporto ceramico che permettono di separare selettivamente una corrente purissima di idrogeno. L’elevata efficienza ottenuta con il reattore BIONICO è garantita proprio dalla contemporanea produzione e separazione dell’idrogeno in un unico reattore. L’utilizzo di un unico reattore operante a temperature limitate (550 vs 800°C) permette inoltre di semplificare il sistema, con potenziali vantaggi in termini di costo rispetto ai sistemi tradizionali.
Il progetto BIONICO (BIOgas membrane reformer for deceNtralIzed hydrogen produCtiOn), iniziato a settembre 2015, è oggi nella fase di design del nuovo reattore e terminerà a febbraio 2019 con la costruzione dell’impianto in Italia (Verona) e la sua installazione in Portogallo. Del team fanno parte 20 ricercatori, coordinati da docenti del Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano.
Il consorzio di BIONICO è composto da 8 organizzazioni provenienti da 7 paesi (Italia, Spagna, Paesi Bassi, Gran Bretagna, Svizzera, Germania e Portogallo): Politecnico di Milano, Technical University of Eindhoven, TECNALIA, QUANTIS, insieme ai partner industriali Johnson Matthey, ICI Caldaie, Rauschert e ENC.
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