Category: Tecnologie

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Montalto di Castro fotovoltaic Grid Parity: allacciati 5 impianti fotovoltaici per 63 MW complessivi con inverter SMA e costituiscono un passo importante verso la produzione di energia rinnovabile senza sussidi e in grado di competere con le fonti tradizionali.

Connessi alla rete Terna nel mese di aprile 2017 gli impianti fotovoltaici, che insieme raggiungono una potenza di 63.086 MWp, sono stati realizzati a Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, e costituiscono il primo progetto di queste dimensioni in Grid Parity in Italia e tra i più grandi in Europa.

I 5 impianti, di proprietà di fondi controllati da Octopus Energy Investments, non ricevono incentivi governativi ed hanno stipulato un contratto biennale per la fornitura di energia a prezzo fisso con Green Trade.
Sempre a Montalto di Castro nel 2010 erano stati realizzati impianti con inverter SMA per una potenza totale di 85 MW.

Per ottenere questi risultati sono stati impiegati circa 197.000 moduli fotovoltaici e 58 inverter SMA Sunny Central CP-XT outdoor a cui sono state abbinate le soluzioni di media tensione di SMA che includono trasformatore in olio ermetico a basse perdite, quadro BT e interruttore di manovra e sezionamento MT.
Con una efficienza massima che raggiunge il 98.7%, ed europea fino a 98.4%, gli inverter SMA CP-XT sono dotati di sistema di aerazione forzata Opticool che permette loro di lavorare fino a una temperatura ambiente di 62°C. Sono inoltre certificati per essere installati in ambienti chimicamente aggressivi o salini.
Dal lato CA sono in grado di immettere il 10% di potenza in più in condizioni di temperatura ambientale fino a 25°C.

Altro dato interessante è quello legato al loro autoconsumo, che si posiziona tra i più bassi del mercato, con una alimentazione dei servizi ausiliari di soli 1950 W per MW e un autoconsumo in standby di soli 100 W.
Il campo fotovoltaico è connesso a quadri SMA String Combiner da 32 ingressi. La lettura di tali quadri avviene a livello inverter mediante il sistema di lettura Zone Monitoring, in grado di rilevare tramite algoritmo eventuali guasti di stringa semplicemente misurando la corrente totale dal quadro di campo.

Con questo progetto è iniziata una nuova era per il fotovoltaico, settore in cui la continua innovazione tecnologica ed il relativo abbassamento dei costi ha permesso il raggiungimento della Grid Parity anche in Italia” afferma Valerio Natalizia, Regional Manager SMA South Europe. “È un cambiamento epocale che permetterà di offrire nuove opportunità al mercato italiano ed europeo e SMA, sarà in grado, anche in questo caso, di offrire la soluzione migliore. Siamo contenti della scelta di Octopus che ha apprezzato oltre alla qualità dei prodotti e dei servizi offerti anche il supporto della divisione Engineering che ha seguito il progetto in tutte le sue fasi”.

La cabina MVPS (Medium Voltage Power Station) permette con soli 6 mt di offrire una potenza fino a 2.2 MVA lato media. Completamente cablata, racchiude in un container da 20’’ la migliore tecnologia SMA. Il trasporto è agevole così come l’installazione in campo, infatti può essere posata mediante apposita platea in cemento o in semplice appoggio sul terreno con opportuno materiale inerte. L’energizzazione (commissioning) di questa soluzione è altrettanto agevole e può essere effettuata rapidamente garantendo tempi certi e rapidi alle fasi costruttive.

www.SMA-Italia.com

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ANIE: industria tecnologica traina ripresa. Lo rileva una delle più importanti organizzazioni Confindustriali per peso e rappresentatività che, con oltre 1.300 aziende associate, 468.000 addetti e un fatturato aggregato di 74 miliardi di euro, rappresenta la casa delle tecnologie italiane.
Nel corso dell’Assemblea annuale sono stati illustrati i dati 2016, che hanno visto un + 4,2% per l’Elettronica e una sostanziale stabilità per l’Elettrotecnica (-0,7%).

A confermare l’inversione di tendenza che ha caratterizzato gli ultimi mesi sono i dati ISTAT che segnalano un andamento positivo diffuso già nel primo trimestre di quest’anno.
Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, infatti, le commesse relative agli ordinati interni del settore elettrotecnico ed elettronico registrati tra gennaio e marzo del 2017, segnano una crescita del +9,1% (vs primo trimestre 2016), mentre quelli esteri si attestano ad un +3.7% (vs primo trimestre 2016).

Inoltre, per tracciare l’andamento del primo semestre del 2017, il Servizio Studi di ANIE ha condotto un’indagine su un campione di aziende rappresentative.
Il risultato conferma una prevalenza di indicazioni positive sulla crescita degli ordinativi nei primi sei mesi dell’anno: ben il 65% delle aziende intervistate già in questa fase vede un incremento dell’ordinato totale e quasi il 53% indica, per l’anno in corso, un considerevole aumento del fatturato.
Lo scenario positivo che si sta delineando per il prossimo futuro trova un’ulteriore conferma anche guardando ai singoli mercati finali delle tecnologie che ANIE rappresenta: industria, building, infrastrutture/trasporti e energia.

Andamento sicuramente positivo per il settore delle tecnologie che afferiscono all’Industria manifatturiera, che ha visto nel 2016 una crescita di fatturato pari al 3.7% rispetto all’anno precedente. Segnali positivi confermati dall’indice PMI (Purchasing Manufacturing Index che esprime il sentiment dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero italiano) che si colloca in territorio dinamico da settembre 2016, raggiungendo ad aprile 2017 il massimo storico degli ultimi sei anni.

Naturalmente sul mercato industriale le grandi attese sono per il consolidamento nei prossimi mesi degli effetti del Piano del Governo su Industria 4.0. I primi, positivi, effetti del Piano si vedono. “Già oggi – ha spiegato il presidente Busetto nella sua Relazione – possiamo parlare di un aumento sensibile del fatturato, per le tecnologie direttamente coinvolte nel piano del Governo. Il mercato è in movimento e molte richieste lasciano presagire un’accelerazione negli investimenti nei prossimi mesi”.
Interessante anche il dato relativo all’utilizzo da parte delle aziende ANIE degli strumenti pensati dalla Federazione per supportare le aziende nel processo di conoscenza di Industria 4.0. Tra accessi al portale dedicato (focus su Anie.it) e richieste allo Sportello ANIE 4.0 sono oltre 2200 in due mesi i contatti avuti dagli ingegneri ANIE con le aziende interessate ad avere risposte concrete in merito all’applicabilità del Piano.
Dopo un decennio di profonda debolezza, che ha visto dal 2008 una diminuzione degli investimenti edili pari al 30%, anche dal mercato relativo alle tecnologie che afferiscono al Building arrivano per il 2017 i primi segnali, dopo che già il 2016 aveva chiuso con un fatturato in crescita di quasi il 2%.

Il settore Ferroviario vede all’orizzonte un’importante ripresa, grazie anche agli ambiziosi piani di crescita dei principali committenti del settore (94 miliardi in 10 anni il piano delle FS per infrastrutture, materiale rotabile e sviluppo tecnologico). Il dato negativo registrato nel 2016 dalle tecnologie ANIE rivolte al mercato delle Infrastrutture e Trasporti infatti, che vede una perdita di circa l’1%, di fatto non intercetta il positivo andamento degli ordini, per un disallineamento temporale nella contabilizzazione delle commesse.

Una frenata caratterizza invece l’andamento nel 2016 delle tecnologie ANIE rivolte al mercato dell’Energia, trasversale sia alle fonti tradizionali sia a quelle rinnovabili.
Nel prossimo triennio, però, sono previsti investimenti sulle infrastrutture di Rete elettrica che si concentreranno soprattutto nei segmenti tecnologici più innovativi.
A questi si affiancheranno anche quelli per la manutenzione e ammodernamento del parco installato e per l’ulteriore sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili alla luce degli obiettivi europei al 2030.
Federazione ANIE rappresenta un settore industriale ricco e variegato, autore¬vole nei numeri come nell’ampissimo portafoglio di tecnologie offerto, nella qualità della produzione, nella visione del futuro e per questo, sempre di più, punto di riferimento per mercato e istituzioni – ha spiegato Giuliano Busetto, presidente di ANIE – Le nostre imprese investono mediamente il 4% del fatturato in Ricerca e Sviluppo a sostegno dell’innovazione e per la competitività delle imprese.
Non possiamo smettere di guardare lontano, di cercare e di af¬frontare opportunità e nuove sfide, con passione e con determinazione, per il successo dell’industria e dell’ingegno italiano

ANIE Confindustria, con oltre 1.300 aziende associate e circa 468.000 occupati, rappresenta il settore più strategico e avanzato tra i comparti industriali italiani, con un fatturato aggregato di 74 miliardi di euro. Le aziende aderenti ad ANIE Confindustria investono in Ricerca e Sviluppo il 4% del fatturato, rappresentando più del 30% dell’intero investimento in R&S effettuato dal settore privato in Italia.

www.anie.it

Smart Grids: Technology and Trading. Next-Kraftwerke digitally aggregate distributed units and trade their power smartly.

Energy transition means decentralization. The age of a few huge power plants providing for all of the energy supply is passé. Distributed energy resources are already and will continue to be the trade mark for an energy system based more and more on renewable energy resources.
In order to ensure that supply and demand are still met at all times, Virtual Power Plants (VPP) like ours play an important role in the energy system: We digitally aggregate the capacity of distributed energy resources and control them smartly, thereby contributing to stabilizing the grid. How do we do that? Next Kraftwerke has specialized in short-term dispatch and trading.

Eneco Group invests in Next Kraftwerke. Dutch sustainable energy company Eneco Group has acquired a minority interest of 34% in Germany-based Next Kraftwerke, operator of one of the largest Virtual Power Plants (VPP) in Europe.
The investment will allow for the further strategic expansion of Next Kraftwerke in Europe and contribute to the joint ambition of Eneco Group and Next Kraftwerke to accelerate the energy transition by means of technology, enabling more renewable and decentralized energy.

Next Kraftwerke, founded in 2009 in Cologne, has become one of the largest independent digital aggregators of renewable energy in Europe. The company has a strong position in the German market, with more than 4,000 decentralized assets aggregating more than 2,800 MW of energy capacity.
The company offers its customers forecasting and trading of renewable energies, optimized production of distributed assets, and demand response solutions. By connecting to Next Kraftwerke’s VPP, customer assets can be used to balance the grid. Access to ancillary services markets provides customers with further financial benefits.

Next Kraftwerke has recently been named one of Europe’s fastest growing companies by the Financial Times and is expanding throughout Europe with operations in Austria, Belgium, France, Italy, the Netherlands, Poland, and Switzerland.

Joeri Kamp, managing director Smart Energy at Eneco Group: “Eneco Group aims to play a leading role in the progress toward decentralized and sustainable energy production and consumption. Digitization and technologies such as Virtual Power Plants will help make this possible. The experience and expertise of Next Kraftwerke in this area will prove to be of great value. Furthermore, we will focus on how this partnership can further accelerate Next Kraftwerke’s international expansion and development of valuable services for its customers.”

Hendrik Sämisch, co-CEO and co-founder of Next Kraftwerke: “We have seen significant growth of our company with the rise of renewable energy assets in the market and are excited about the continuing opportunities this trend will bring. With this investment, we are looking toward further growth (both organic and acquired) into new European markets, while maintaining a strong relationship with our existing partners and customers. We believe Eneco Group is the right partner for this, since we have a shared vision on the energy transition and its opportunities. Additionally, we are proud that all current shareholders will remain within the company.

The partnership is subject to approval by Germany’s national merger and competition authority, the Bundeskartellamt.

Eneco Group is a group of companies active internationally in the field of renewable energy and innovation. Together with our customers, partners and more than 3,000 employees, we work on our mission: sustainable energy for all. We invest in wind farms, biomass plants, heat and solar parks to increase the supply of renewable energy. And we develop innovative products and services so that our customers can control how to generate, store, use or share energy.

www.next-kraftwerke.com

www.eneco.com

Energia: mare Sardegna giacimento green più grande del Mediterraneo. L’area isolana è nel Mediterraneo quella che potrebbe produrre più energia dal mare, con un potenziale di 13 kW per metro di costa, un valore molto simile agli Stati Ue più all’avanguardia nello sviluppo di questa fonte rinnovabile come la Danimarca. Il primato nell’isola spetta soprattutto all’area sud-ovest e nord-occidentale nei pressi di Alghero. È quanto emerge da un’analisi dell’ENEA presentata a Cagliari in occasione della “Giornata Europea del Mare”, che si celebra il 20 maggio di ogni anno.

Secondo le elaborazioni ENEA, il maggiore potenziale energetico del mare della Sardegna occidentale è il doppio rispetto a quello del Canale di Sicilia (7 kW/m), oltre tre volte superiore ai 4 kW per metro di costa del basso Tirreno, più che quadruplo di quello di Ionio e Medio Tirreno (3 kW/m) e di circa 6 volte quello del Mar Ligure (2,5Kw/m) e dell’Adriatico (2 kW/m in media).

“La Sardegna dispone di un enorme giacimento di energia rinnovabile, tutto ancora da sfruttare”, sottolinea il ricercatore ENEA Gianmaria Sannino, responsabile del Laboratorio Modellistica climatica e impatti e delegato nazionale al Temporary Working Group “Ocean Energy” del SET-Plan (Strategic Energy Technology Plan), che ha curato lo studio. “Abbiamo calcolato – prosegue Sannino – che un mini parco marino da 3 MW, realizzato con gli attuali dispositivi offshore al largo di Alghero, potrebbe produrre oltre 9,3 GWh/anno, riuscendo a soddisfare il fabbisogno di energia elettrica di oltre 2mila famiglie”.

“Attualmente la produzione di energia dalle onde soddisfa lo 0,02% della domanda energetica in Europa – aggiunge Sannino – ma se, come previsto, si arrivasse a coprire il 10% del fabbisogno energetico europeo entro il 2050 con lo sfruttamento combinato anche delle maree, sarebbe possibile produrre energia per due intere nazioni come Francia e Grecia, oppure sostituire 90 centrali elettriche a carbone, ossia un terzo degli impianti europei attualmente in funzione.
Inoltre, si ridurrebbe in modo significativo la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili, che oggi genera una bolletta da 400 miliardi di euro l’anno, dovendo coprire oltre il 50% dei consumi”.

Secondo stime Ue al 2050, investire nell’energia dal mare permetterebbe di creare in Europa un mercato da oltre 50 miliardi di euro l’anno e 450mila nuovi posti di lavoro, con un significativo impatto sul fronte decarbonizzazione, grazie a un taglio delle emissioni di CO2 di oltre 270 milioni di tonnellate.

“Finora – commenta Sannino – le imprese europee impiegate nello sfruttamento di energia da onde e maree, circa il 50% sul totale mondiale, hanno investito oltre 600 milioni di euro, una cifra destinata ad aumentare rafforzando la leadership del nostro continente in questo settore”.

Sul fronte dei costi, produrre 1kW/h di energia dalle onde passerà da 0,2 euro/kWh nel 2025 a 0,1 euro/kWh nel 2035. “Per centrare questi obiettivi in un settore come quello dell’energia dal mare, che è ancora in una fase precommerciale – aggiunge il ricercatore ENEA – bisogna investire in ricerca e tecnologia, proseguendo il trend avviato da Horizon 2020, che ha stanziato 130 milioni di euro, e della Banca europea per gli investimenti, che lo scorso anno ha investito per la prima volta nel settore.
Ma occorre agire anche sull’incentivazione: in Italia, ad esempio, dal 2016 si sostiene la produzione di energia elettrica da moto ondoso e maree con un contributo pubblico pari a 300 euro MW/h, il più elevato dopo quello per il solare termodinamico”.

Gli ultimi sviluppi tecnologici dei convertitori di energia dalle onde hanno dimostrato come sia possibile sfruttare al meglio questa risorsa energetica, che rispetto al solare e all’eolico, può contare su un sistema di accumulo naturale di energia costituito dalle onde stesse. In Italia, ENEA e Politecnico di Torino stanno lavorando allo sviluppo del PEWEC (Pendulum Wave Energy Converter), una tecnologia pensata per le coste mediterranee dove le onde sono di piccola altezza ed elevata frequenza.

I ricercatori sono al lavoro per la progettazione del dispositivo in scala 1:1, con una potenza nominale di 200 kW, che potrebbe risultare molto utile per le tante isole italiane nelle quali la fornitura di energia è garantita principalmente da costose e inquinanti centrali a gasolio. “Una decina di questi dispositivi – conclude Sannino – potrebbero produrre energia elettrica per un paese di 3mila abitanti, contribuendo in modo significativo anche a contrastare i fenomeni di erosione attraverso la riduzione dell’energia delle onde sulla costa e senza impattare in maniera significativa sul paesaggio, visto che i dispositivi sono parzialmente sommersi”.

www.enea.it

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Renewable Energy Report MIP. Energie innovabili in Italia: filiera solida e buone prospettive. Energy e Strategy Group – School of Management Politecnico di Milano, ha presentato i dati aggiornati al 2016.
Nel corso dell’anno sono stati installati in Italia 778 MW di nuova potenza da rinnovabili, soprattutto fotovoltaico ed eolico. Un numero che conferma la tendenza positiva dell’ultimo triennio, dal 2014 ad oggi, e l’uscita definitiva dalla “turbolenza” innescata dalle profonde modifiche al regime di incentivazione cominciate nel 2012. Se infatti tra il 2008 e il 2012 il settore era decollato, con un tasso di crescita medio annuo del 7,5%, si è assistito tra il 2012 e il 2015 a un calo drammatico quantificabile in un -14,2% annuo, che ha sostanzialmente vanificato l’effetto degli anni precedenti, ma che tuttavia ha lasciato una filiera per certi versi più solida, specialmente per quanto riguarda le aziende detentrici degli asset.

Infatti, oggi ci si trova davanti a una filiera industriale di tutto rispetto (risultato di un inevitabile processo di concentrazione) caratterizzata da una certa solidità della redditività operativa e capace di garantire – a meno di ulteriori “stravolgimenti” normativi che questa volta però metterebbero in ginocchio il settore – una prospettiva di stabilità nel tempo, con le conseguenti ricadute positive in termini economici ed occupazionali.
Sono alcune delle conclusioni che emergono dall’ultimo Renewable Energy Report redatto dall’Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano, presentato questa mattina: un’attenta fotografia di tutti gli aspetti legati alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in Italia nel 2016, realizzata con il contributo di numerosi partner e di oltre 500 imprese, enti e associazioni.

Tuttavia, 778 MW sono un numero piccolo se lo si paragona ai 51 GW di potenza da fonte rinnovabili (33 GW se si esclude l’idroelettrico “storico” installato) e dunque insufficiente a garantire il necessario ricambio e il miglioramento tecnologico che può farne un asset strategico fondamentale per l’intero sistema elettrico.
“Servono interventi virtuosi di revamping e di repowering sulla base installata – è il parere di Vittorio Chiesa, Direttore dell’Energy&Strategy Group – come del resto chiedono in modo pressante anche gli operatori del settore, permettendo talora di riparare gli errori che la fretta, nei periodo di finestre strette per il conseguimento degli incentivi, ha fatto commettere.
Sono interventi per i quali è necessaria la lungimiranza dei proprietari di asset, alle prese con la convenienza economica e i ritorni degli investimenti, la capacità della filiera di offrire soluzioni adeguate, la visione del legislatore nel garantirne la fattibilità. Insomma, serve un’azione dell’intero sistema”.

Rispetto al 2013-2016, le previsioni di mercato per il prossimo quadriennio sono più favorevoli. Si attendono infatti nuove installazioni per 4,4 GW così suddivisi: 2,3 GW nel fotovoltaico, 1,6 GW nell’eolico, 320 MW nell’idroelettrico e 200 MW in tutte le altre fonti (biomasse, geotermia, CSP). A questo vanno aggiunte le stime sull’andamento del mercato (dal 2017 al 2025) degli interventi di revamping/repowering.

Nello scenario ottimistico, sono oltre 9 GW (il 17% del parco installato attuale, escluso l’idroelettrico “storico”) gli impianti che si pensa saranno oggetto di interventi di efficientamento, per un controvalore di investimenti pari a circa 5,5 miliardi di euro; cifre che scendono rispettivamente a 5,8 GW e 2,2 miliardi nello scenario pessimistico.
“Sono numeri importanti alla stessa stregua di quelli del mercato primario e sono numeri che hanno ricadute economiche e occupazionali estremamente significative sulla filiera impiantistica, dell’EPC e degli O&M delle rinnovabili – conclude Vittorio Chiesa -. Tuttavia, richiedono uno sforzo di coordinamento tra operatori, proprietari di impianti e ovviamente il regolatore, nazionale e locale, uno sforzo di sistema che forse il mercato delle rinnovabili in Italia è finalmente pronto a fare”.

Il quadro del mercato primario delle rinnovabili in Italia
Dopo il rallentamento del 2015, in Italia le installazioni legate alla produzione di energia rinnovabile sono tornate a crescere, a riprova che il mercato esprime ormai una domanda indipendente dai meccanismi di incentivazione, sebbene non ai livelli del periodo 2010-2013. La nuova potenza installata nel corso del 2016 è stata di 778 MW, inferiore di circa 112 MW (-12%) a quella dello stesso periodo del 2015, ma superiore di 78 MW di quella del 2014.
Complessivamente la potenza installata da rinnovabili ha quindi superato la soglia dei 51 GW.

E’ di nuovo il fotovoltaico a guidare la classifica delle installazioni con 369 MW, seguito dall’eolico con 290 MW, mentre le biomasse chiudono con soli 40 MW. Il volume complessivo di potenza fotovoltaica installata a fine 2016 ha dunque raggiunto i 19.261 MW (+24% rispetto all’anno precedente) e il valore del mercato delle nuove installazioni i 637 milioni di euro: il comparto residenziale ha pesato per oltre 417 milioni (66% del totale), rappresentando il 57% della potenza installata con livelli di costo al kW di circa 2.000 euro.
Ciononostante, si è registrata anche una leggera inversione di tendenza, con il 7% della potenza totale in impianti di taglia superiore a 1 MW.

Per quanto riguarda l’eolico, il volume complessivo di potenza installata superava i 9.450 MW a fine 2016, con un valore di nuove installazioni pari a circa 290 MW (-30% rispetto al 2015) e a 454,5 milioni di euro, oltre il 75% del totale (più di 344 milioni) rappresentati da impianti di taglia superiore a 10 MW. In numero di impianti, però, il 97% delle nuove installazioni riguarda quelli inferiori ai 200 kW, soprattutto a causa del fatto che al di sotto dei 60 KW è possibile accedere direttamente all’incentivo.

Il volume complessivo di potenza idroelettrica installata a fine 2016, invece, era di 18.606 MW, con un valore delle nuove installazioni pari a circa 79 MW, volumi simili rispetto al 2015. Le Regioni più attive risultano essere la Lombardia (13,3 MW), il Piemonte (12,8) e la Valle D’Aosta (8,4). Il valore del mercato delle nuove installazioni è pari a circa 327 milioni di euro, in larga parte attribuibile agli impianti di piccola taglia.

Infine, sommando le diverse tipologie di biomassa utilizzate per la produzione elettrica (biomasse agroforestali, biogas, bioliquidi, forsu) la potenza cumulata al termine del 2016 ha raggiunto i 4,2 GW, con una crescita di soli 40 MW nell’anno. Il trend di discesa delle nuove installazioni è qui tale da poter parlare di un mercato sostanzialmente fermo. Le uniche variazioni riguardano le biomasse agroforestali (+30 MW) ed il biogas (+10 MW). Sostanzialmente invariata la potenza delle altre fonti.

Il ruolo degli incentivi
Un ruolo ancora importante lo hanno giocato, ad esclusione del fotovoltaico, gli incentivi. Con il DM 23 Giugno 2016 sono stati incentivati 1,2 GW di potenza totale, circa la metà dei 2,4 GW assegnati con il DM Luglio 2012 (rispetto agli oltre 4,4 GW messi a bando). Se si mettono a confronto i due provvedimenti, tenendo presente che il primo comprende 3 tornate di aste, registri e rifacimenti mentre il secondo solamente una, si può notare che in entrambi l’eolico è quello che ha riscontrato tra gli operatori un maggiore interesse (con una potenza totale richiesta sempre molto superiore al contingente messo a bando) e che si riscontrano notevoli differenze in termini di potenza incentivata rispetto a quella messa a bando.
Il fatto indubbiamente positivo, vero soprattutto per l’eolico, è l’esistenza di una domanda di realizzazione di impianti da rinnovabili che esula dall’incentivo. Da qui si dovrebbe partire – a detta degli operatori – studiando soluzioni che vadano al di là del contingentamento per fonte, ad esempio attraverso aste “tecnologicamente neutre” che permettano un più efficace impiego del contingente a disposizione.

Una filiera finalmente solida
Partendo da un’analisi campionaria di oltre 914 imprese appartenenti alle diverse fasi della filiera, il report ha valutato lo stato di salute degli operatori delle rinnovabili in Italia, misurato attraverso la redditività del core business (EBITDA%). I dati raccolti hanno permesso di scattare diverse fotografie – anche per taglia dimensionale delle imprese – e di confrontare i dati dei periodi 2008-2012 (quello della grande espansione delle rinnovabili) e 2012-2015 (quello invece della grande crisi e del tentativo di ripresa).

“Il quadro che ne esce dovrebbe essere tenuto in debita considerazione nel momento in cui si decidano modifiche al contesto normativo e regolatorio – commenta Chiesa –. Innanzitutto, il tasso medio di crescita annuo (CAGR) di tutto il settore delle rinnovabili tra il 2008 ed il 2015 è pari a -2,4%, segno di un comparto che si trova oggi in una condizione peggiore, per quanto riguarda la redditività del core business, rispetto al 2008.
Tuttavia, il pesante processo di razionalizzazione che ha lasciato sul terreno diversi operatori ha fatto sì che oggi, delle 914 imprese analizzate, ben 550 (il 60%) si trovi in una situazione di prestazione superiore alla media”.
Alla fase di crescita (CAGR medio +7,5% annuo) tra il 2008 e il 2012 è infatti seguito un calo drammatico (-14,2% all’anno) dovuto alle modifiche repentine del quadro normativo che ha sostanzialmente vanificato l’effetto degli anni precedenti, ma che tuttavia ha lasciato una filiera per certi versi più solida.
E’ la categoria dei detentori di asset quella che (dati 2015) esprime ancora la maggiore redditività, con un EBITDA % che varia dal 14% circa del fotovoltaico sino al 27% dei detentori di portafogli multi-fonte, nonostante sia gravato dagli ammortamenti e dal servizio del debito.

Sono gli operatori di O&M invece quelli che hanno sopportato la maggior accelerazione (+68,5% annuo dell’EBITDA nel periodo 2008-2012 per il fotovoltaico) e decelerazione (-33,6% annuo dell’EBITDA nel periodo 2012-2015 per l’eolico) sulle “montagne russe” delle rinnovabili. Eppure, gli operatori di O&M risultano oggi solidi, con una redditività compresa tra i 7,2% delle biomasse ed il 16% dell’eolico.
La filiera rimasta a seguito della contrazione del mercato è costituita dai soggetti più strutturati e organizzati, che esprimono redditività coerenti con un’attività industriale svolta in un mercato che ha raggiunto un maggior grado di maturità – conclude Chiesa -.
Tuttavia, se si provasse ad applicare alla redditività misurata nel 2015 per le varie categorie lo stesso stress sperimentato nel periodo 2012-2015, tutti gli operatori di O&M, per non parlare della componentistica elettrica, si troverebbero in situazioni difficilmente sostenibili”.

Opportunità concrete di crescita: il revamping ed il repowering degli impianti esistenti
Allo stato degli impianti in esercizio per fotovoltaico, eolico ed idroelettrico e alle concrete potenzialità di revamping/repowering è dedicata un’ampia parte del Report. In particolare si sono valutate, insieme agli operatori del settore, le alternative concrete di investimento e la redditività attesa, prendendo anche in considerazione gli impatti di questi interventi sulla produzione elettrica degli impianti e le possibilità concesse dall’attuale quadro regolatorio.
Il mercato del fotovoltaico italiano può vantare un parco impianti di notevole potenza: grazie agli oltre 19 GW è il secondo mercato europeo per base installata. Il performance ratio (PR) caratteristico degli impianti di grande taglia si attesta intorno al 75%, mentre per gli impianti nuovi sale all’84-86%. Prendendo in considerazione il triennio 2010-2012 – quando è entrato in funzione il 70% dell’installato e le centrali solari rappresentavano oltre il 50% delle nuove installazioni – si deduce che il deterioramento degli impianti è stato più elevato di quanto ci si aspettasse.

L’analisi economica sulle opportunità di revamping e repowering nel fotovoltaico permette di evidenziare l’assoluta convenienza degli interventi che hanno per oggetto il riassetto del layout (e che fanno registrare IRR medi nell’ordine del 40-50%) e il posizionamento comunque sopra la soglia di convenienza, con la sola parziale eccezione degli impianti residenziali, degli interventi di sostituzione degli inverter. Per gli impianti più obsoleti questo intervento porta ad incrementi della produzione anche nell’ordine del 9%. Il fotovoltaico si conferma dunque un ambito dove gli interventi di revamping e repowering possono rappresentare alternative di investimento interessanti.

Il mercato dell’eolico conta un parco impianti di oltre 9 GW, il 30% dei quali (circa 2,7 GW) ha almeno 10 anni di vita ed entro la fine del 2019 vedrà terminare il regime incentivante dei certificati verdi. Nello specifico, circa 1.200-1.500 MW si apprestano a compiere 14-15 anni di attività e si avvicinano alla loro data di fine vita utile (20 anni), perciò si presentano appetibili ad attività di revamping o ricostruzione completa.
Il mercato dell’idroelettrico italiano, il più anziano tra quello delle rinnovabili, ha già subìto in passato un forte rinnovamento grazie ai regimi incentivati (certificati verdi e aste & registri per i rifacimenti/ricostruzioni parziali/totali): tra il 2001-2003 e nel quinquennio 2008-2013 oltre l’80% degli impianti di taglia superiore a 3 MW ha subìto opere importanti di ammodernamento.
L’analisi economica sulle opportunità di revamping e repowering nell’idroelettrico evidenzia, a differenza di quanto visto negli altri casi, come la convenienza economica sia ancora lontana. A differenza di quanto successo con i grandi impianti, che però hanno beneficiato di incentivi interessanti, è quindi assai più ardua la strada dell’efficientamento per gli impianti di taglia piccola o media.

Le forme di finanziamento innovative
L’andamento delle emissioni a livello globale di Green Bond dal 2007 al 2016 ha registrato una crescita estremamente significativa, con un balzo verso emissioni complessive per oltre 100 miliardi di euro che sembra essere solo l’inizio (le previsioni per il 2017 parlano di quasi 200 miliardi di euro di nuove emissioni).
Si tratta di obbligazioni con una determinata scadenza e un vincolo “forte” all’utilizzo dei capitali raccolti per impieghi quali gli investimenti in rinnovabili. La crescita del mercato delle obbligazioni verdi si deve nel 2016 soprattutto all’ingresso massiccio della Cina (44% delle risorse complessive raccolte).
Anche l’Europa si sta muovendo in maniera significativa: Polonia e Francia sono stati i primi Paesi europei ad emettere Green Bond di Stato tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017 e anche Germania e Lussemburgo paiono essere mercati con una certa vitalità.

Discorso a parte merita l’Italia, che sta muovendo i suoi primi passi in questo ambito. Spetta ad HERA il primato dello strumento: la multi-utility è stata infatti la prima impresa italiana ad aver lanciato nel 2014 un’emissione obbligazionaria decennale che tuttavia è stata inizialmente quotata sul mercato Lussemburghese e solo recentemente inclusa nel segmento dedicato ai green e/o social bond sul mercato ExtraMOT di Borsa Italiana.
Sempre all’estero in Lussemburgo – e non ancora rientrato in Italia – è stato emesso nel 2016 il Green Bond da 375 milioni di euro di Alperia. E’ però Enel, attraverso la controllata Enel Finance International, ad essere a tutti gli effetti la prima impresa italiana a collocare il 9 Gennaio 2017 in Italia un Green Bond Corporate, destinato ad investitori istituzionali e assistito da una garanzia rilasciata dalla stessa Enel.
L’operazione ha raccolto adesioni per un importo di circa 3 miliardi di euro, manifestando chiaramente l’interesse del mercato.
In Italia dunque sono gli operatori industriali ad avere fatto il primo passo. Ora potrebbe toccare al Governo, seguendo l’esempio francese, dove si sono mossi contemporaneamente sia il Governo sia i principali operatori industriali del Paese, oppure si potrebbe pensare ad una terza via dove siano le banche a convogliare nuovi capitali per gli investimenti in rinnovabili.

La crescita dello storage e del biogas
Uno dei segmenti di mercato più vivaci nel mondo delle rinnovabili è quello dello storage, che vede la presenza in Italia di diversi operatori e tipologie di offerta. Nonostante le aspettative di riduzione dei costi è però ancora limitata la redditività economica per questa tipo di investimenti, dal punto di vista dell’impiego sia nel residenziale che negli impianti di produzione da rinnovabili.
Tuttavia, nell’ottica di una progressiva elettrificazione dei consumi (ad esempio a seguito della diffusione della mobilità elettrica) e della conseguente maggiore redditività dell’autoconsumo per i prosumer, il potenziale per questo tipo di soluzioni è destinato a crescere.
La scelta, peraltro già fatta da altri Paesi, di consentire anche alle rinnovabili (e a maggior ragioni a quelle dotate di sistemi di storage) di partecipare al mercato dei servizi di rete appare dunque l’unica via per garantire un’opportunità di sviluppo di queste applicazioni anche in Italia.

Altro mercato in relativo fermento è quello del biogas, soprattutto per la produzione di biometano. Al 2016 sono stati realizzati in Italia solo 7 impianti che producono biometano, la maggior parte dei quali di tipo dimostrativo, in pratica prototipi di impiantisti, società di engineering o soggetti che vogliono proporsi come partner tecnologici. Questa situazione certo non incoraggiante è comunque il frutto di un percorso normativo lungo e assai articolato, ampiamente descritto nel Report.

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Commissione europea agevola cogenerazione. Aiuti di Stato: la Commissione ha approvato la riduzione delle maggiorazioni sulla cogenerazione per le imprese ad alta intensità energetica in Germania e in Italia
Nell’ambito delle norme dell’Unione in materia di aiuti di Stato, la Commissione europea ha approvato le riduzioni, concesse alle imprese ad alta intensità energetica, sulle maggiorazioni destinate a finanziare il sostegno alla cogenerazione in Germania, nonché le riduzioni sulle maggiorazioni destinate a finanziare il sostegno alla cogenerazione e alle fonti rinnovabili in Italia.

La Commissione ha constatato che entrambe le misure promuovono gli obiettivi dell’UE in materia di energia e clima e garantiscono la competitività delle industrie ad alta intensità energetica sul mercato internazionale, preservando nel contempo la concorrenza nel mercato unico unionale.

Margrethe Vestager, Commissaria responsabile per la Concorrenza, ha dichiarato: “La cogenerazione produce energia elettrica e in più sfrutta il calore prodotto nel processo, un’efficienza che contribuisce a raggiungere gli obiettivi europei in materia di energia e clima. Grazie alle decisioni odierne, gli Stati membri possono progettare finanziamenti sostenibili a favore della cogenerazione, come per le energie rinnovabili, in modo da promuovere le politiche ecologiche preservando la competitività delle imprese fortemente dipendenti dall’energia.”

Le norme UE in materia di aiuti di Stato, in particolare la Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014, permettono riduzioni delle maggiorazioni destinate a finanziare regimi di sostegno alle energie rinnovabili per alcuni settori e imprese, e fino a un certo livello, per consentire agli Stati membri di garantire il sostegno all’energia elettrica da fonti rinnovabili e assicurare la competitività globale delle industrie europee ad alta intensità energetica.

Analogamente, i sistemi di cogenerazione (per gli impianti di produzione combinata di calore ed energia elettrica) hanno spesso bisogno di contributi finanziari dai consumatori di energia elettrica. La disciplina non si applica alle riduzioni delle maggiorazioni destinate a finanziare i regimi di sostegno per la cogenerazione. Tuttavia, nella valutazione la Commissione ha rilevato numerose analogie fra l’obiettivo dei regimi di sostegno alle energie rinnovabili e alla cogenerazione, l’obiettivo e la struttura delle maggiorazioni e l’obiettivo delle riduzioni. La Commissione ha constatato che le riduzioni delle maggiorazioni da cogenerazione potrebbero essere necessarie per rendere sostenibile il finanziamento dei regimi di sostegno alla cogenerazione, in particolare laddove la maggiorazione per la cogenerazione si somma a quella per le fonti rinnovabili.

L’Italia fornisce sostegno all’energia elettrica da fonti rinnovabili e alla cogenerazione di energia elettrica e calore. Il sostegno è finanziato mediante maggiorazioni su consumi e connessioni di energia elettrica riscosse dai fornitori e dai distributori.
In base ai piani dell’Italia, le riduzioni delle maggiorazioni destinate a finanziare il sostegno all’energia elettrica da fonti rinnovabili e alla cogenerazione saranno limitate alle imprese ad alta intensità energetica che operano nei settori esposti agli scambi internazionali e ad un massimo dell’85% delle maggiorazioni sulle energie rinnovabili e la cogenerazione.
L’Italia ha anche presentato un piano di adeguamento per sopprimere gradualmente le riduzioni destinate alle imprese non ammissibili e allineare il livello delle riduzioni destinate a quelle ammissibili.
Su queste basi la Commissione ha ritenuto i piani dell’Italia in linea con le norme UE sugli aiuti di Stato nella misura in cui promuovono gli obiettivi climatici ed energetici dell’UE senza falsare indebitamente la concorrenza nel mercato unico.

IKN Forum Retail 2017: SmartEfficiency e BYinnovation sono media Partners dell’evento in programma a Milano il 30 novembre e 1 dicembre. Innovazione – Interazione – Ispirazione.
La manifestazione, giunta alla diciassettesima edizione, diventata l’evento di riferimento del settore, in virtù della completezza e dell’approfondimento dei contenuti, dell’alto livello degli Speaker e dei visitatori.
Le passate edizioni hanno registrato numeri da record: oltre 900 Speaker hanno lasciato la loro prestigiosa testimonianza, 580 Sponsor hanno creduto nell’evento e più di 12.000 partecipanti hanno preso parte alla manifestazione.

Forum Retail è l’occasione per condividere i trend, le innovazioni tecnologiche e i nuovi servizi che consentono alle Aziende Retail di crescere e di espandere il proprio business. La conoscenza del mercato di riferimento non è sufficiente all’evoluzione dell’azienda: è, infatti, necessario per tutte le realtà uscire dagli schemi e creare nuove tipologie di business model per vincere le sfide dei mercati.

L’edizione 2017 si focalizzerà su tre temi fondamentali: innovazione, interazione e ispirazione. L’appuntamento sarà strategico per indirizzare e supportare l’evoluzione del settore Retail, affiancando le aziende nel cambiamento; comprendere in quali settori l’innovazione ha maggior bisogno di impulso e di soluzioni concrete e affidabili per affrontarla; investire dove c’è una reale e documentata domanda di settore (Retail, Gdo & Fashion); capire come instaurare, mantenere e sviluppare relazioni proficue con C-Level e decision maker aziendali.

Forum Retail 2017 presenta una serie di novità:
– Experience Corner: nasce per proporre tecnologie all’avanguardia per il coinvolgimento del cliente;
– Future Shop: è un evento nell’evento, si tratta di un’area dedicata all’innovazione in cui presentare le ultime soluzioni per generare più valore nel punto di vendita;
– Forum Retail APP: la APP dedicata all’evento, per essere sempre aggiornati e fare networking;
– Forum Retail Tour: una giornata per trarre ispirazione dai punti vendita innovativi, capire quali tecnologie possono migliorare l’esperienza in store e facilitare il customer journey.

Infine, la grande novità della nuova edizione è rappresentata dai Forum Retail Awards: l’iniziativa prevede ben 10 Awards e la premiazione avverrà in occasione del Gala Dinner che si svolgerà il 30 novembre in una location esclusiva in Milano.

L’edizione 2017 affronta temi strategici, sviluppati in 3 Sessioni Plenarie, 14 Sessioni Parallele e 2 Sessioni CEO – Invitation Only.
Queste ultime affronteranno le seguenti tematiche:
– Customer Behavior,
– Dal Mobile Commerce al Mobile Payment,
– Trends, Innovation, New technology per la GDO
– Customer Experience, CRM & Loyalty
– Trends & Innovation in Fashion Industry
– Efficienza nella Gestione del Magazzino: dall’Automazione alla scelta dei corretti KPI
– Quali tecnologie e stategia per rendere il pdv più sicuro?
– Dall’e-commerce al mobile Commerce per una strategia omnicanale
– Trends, Innovation, new technology in retail
– Logistica Collaborativa & Logistic Customer Experience per l’e-commerce
– Dall’ecommerce al mobile Commerce per una strategia omnicanale
– Customer Experience in Store
– Dall’ecommerce alla logistica nel fashion
– Innovazione e sviluppo risorse umane

Di seguito i nomi dei primi Speaker che hanno confermato la loro presenza a Forum Retail 2017:

– Paolo Ambrosino, Responsabile Logistica e Pianificazione Produzione Kimbo
– Bettina De Luca, International Supply Chain Manager DR Schaer
– Giuseppe Gentile, Direttore Logistica Crai Code Ovest
– Silvia Greco, Capo Progetto Programma Fedeltà Bricocenter
– Alessandra Gregori, Digital and Mobile Marketing Manager Bricocenter Italia
– Sara Leonetti, Marketing Manager Sixty Spa
– Andrea Lorenzi, Director of Engineering and Security Park Hyatt Milano
– Claudio Marchionni, Supply Chain Manager Unieuro
– Giuseppe Mastromattei, Security Manager H&M
– Alessia Milanese, Fashion, neauty & lifestyle blog TheChiliCool
– Luigi Milani, Group Logistic Controller Barilla
– Giuseppe Naro, Security Manager Inditex
– Theo Ricoveri, Direttore Logistica Coop Italia
– Massimiliano Rossi, Head of Marketing & Sales Todi’s
– Salvatore Russo, Head of Logistic Dalani Home & Living
– Federico Saini, Profit Protection Manager South Europe Adidas
– Luca Saporetti, Customer Logistic & Planning Director Campari
– Alberto Spinelli, Responsabile Logistica Latteria Soresina
– Ugo Zamparelli, Logistics Manager Unilever

I contenuti dell’evento sono stati sviluppati grazie al contributo di 5 Advisory Board – Information Technology, Logistica, Marketing, Retail e Sicurezza – presieduti da Mario Gasbarrino, AD Unes.

www.forumretail.com

Big data to reduce Green House gas Emissions. Big data analytics company and ETH Zurich spin-off Teralytics, Telefónica NEXT and sustainability solution provider South Pole Group conducted a study in Nuremberg, Germany that reveals the analysis of mobile network data as an effective way to estimate CO2 and NOX emissions in urban areas at very low cost.
To achieve this, Teralytics examined aggregated and anonymised data, which is generated when mobile devices communicate with Telefónica’s mobile communication cells while users make calls, send texts or browse the internet.
Teralytics was able to refine this raw data into human mobility patterns to understand how the different modes of transport, for instance trains or cars, are frequented. Combining this information with data on the emissions of the different transport modes, the three entities were able to estimate air pollution and GHG emissions in the city.Screen Shot 2017-04-25 at 14.56.33

As each form of transportation produces a unique amount of CO2 and NOX emissions, understanding urban mobility patterns is vital to understand the source of emissions. The study in Nuremberg used this information to estimate with up to 77 per cent accuracy the concentration of air pollutants in the city.
These findings encourage further exploration of how big data can be used to understand and ultimately solve environmental issues such as air pollution in cities across the world. This is particularly interesting with regards to the lower cost of analysing and interpreting data compared to the higher cost of production and maintenance of elaborate measuring stations.
The novel approach could thus allow an ongoing analysis on a nationwide scale.

While our contemporary urban lifestyles result in the generation of harmful greenhouse gasses, it also generates large amounts of behavioural data. Our mission at Teralytics is to use this data for the benefit of society,” says Georg Polzer, CEO of Teralytics. “Our findings from Nuremberg showed that this data can be used to give city planners insights into how human mobility contributes to pollution. This is a vital part to efficiently design and implement clean air and low carbon strategies. We are looking forward to further exploring this opportunity.”

Using a three-level process, the fully anonymised and aggregated data was first transformed into movement flows by the data scientists at Teralytics, identifying over 1.2 million transportation routes during the analysed time period.

The sustainability solution expert South Pole Group then used an atmospheric model to estimate air pollution levels caused by the usage of the different modes of transportation, taking into account meteorological data and information on the respective traffic carriers’ emission levels from the German Federal Ministry for the Environment (BMUB).
In the third step, the accuracy of the method was examined by comparing the findings with existing data from air pollution measuring stations.
The values measured at these stations were found to correlate up to 77 per cent with those from the Teralytics’ calculations

The results of this pilot study in Nuremberg constitute a sound basis to further develop the methodology. Following its success, the consortium was able to secure financial support from Climate KIC’s Low Carbon City Lab (LoCaL), an initiative that brings together cities, business, academia and NGO’s to deliver high environmental and societal impact. With this backing, the research partnership will expand and improve the methodology, focusing on short travel routes and taking into account local emission factors like airports, large-scale events, and types of vehicles on the road (i.e. electric cars and SUVs). Moreover, the influence of factors such as traffic jams and red lights will be taken into account in order to make even more accurate estimations of the air pollution levels in a city.

The results from this pilot study exceed our expectations,” says Maximilian Groth, responsible for Business Development & Partnerships at Teralytics. “We are confident that we will soon be able to scale this product to cities worldwide to support urban planners in making our air cleaner and achieving the goals of the Paris Agreement at the lowest possible cost.”

This research follows other successful studies on usage of mobile network data, including a smart data analysis for transport in Stuttgart by Teralytics, Telefónica Germany, and Fraunhofer IAO.

Approximately 70 per cent of global greenhouse gas emissions are generated in cities, meaning that they play a key role in climate protection. We see great potential in the use of continuously generated data, such as mobile network data, to measure and reduce pollution levels in cities.” States Renat Heuberger, CEO of South Pole Group.

Florian Marquart, Managing Director of Telefónica NEXT for Advanced Data Analytics: “The pilot project in Nuremberg has clearly shown the specific added value of anonymised mobile network data for the environment. This is data from people for people. We see great potential in the results and will start the next phase of our research. The goal is to develop a product that German cities, German states and the German federal government can use to better face the challenges of emissions pollution”.

Teralytics is the trusted data analytics partner for some of the largest telecom operators in North America, Europe and Asia. Using technology built for operators by data scientists, we have perfected the ingestion, modelling and transformation of raw signals from subscriber actions and movements on operator networks to deliver meaningful and actionable insights, that delivers new value to our mobile operator partners. By unlocking and processing a massive scale of device movement and consumer intelligence data from location and behavioural signals, we can analyse people, places and things and offer actual insights to help city planners, venue owners, retailers, NGOs and media companies make informed decisions, optimize operations and maximize ROI. Headquartered in Zurich, Teralytics has offices in New York, and Singapore.

South Pole Group is a leading provider of global sustainability solutions and services. The company has delivered climate-proven solutions to a wide range of public, private and civil society organisations for over a decade. The Group’s expertise covers key areas of corporate climate action, investment climate risks, sustainable supply chains, green finance, as well as renewable energy and energy efficiency. A pioneer in emission reduction and renewable energy projects, South Pole Group has been consistently rated by Environmental Finance’s Voluntary Carbon Market Survey as one of the most successful carbon market service providers in the world. www.thesouthpolegroup.com

Within Telefónica Germany NEXT GmbH based in Berlin, Telefónica Deutschland has bundled its digital growth areas “Advanced Data Analytics” and “Internet of Things”. The new company acts as an independent entrepreneur on the market and develops digital products and services under CEO Nicolaus Gollwitzer. As a partner to other industries, Telefónica NEXT enables companies to make better use of the growth opportunities provided by digitalisation. With “Advanced Data Analytics”, Telefónica NEXT focuses on the social and economic advantage that can be obtained from analysing large volumes of data. In addition, Telefónica NEXT is working on solutions for the Internet of Things. The new software platform geeny.io helps companies to offer connected solutions for end users. Telefónica NEXT imposes strict data protection standards on all products and applications, and often goes even further, because people should be able to retain control over their data and shape their digital lives as they choose.

Climate-KIC is the largest European innovation initiative for climate-friendly technologies. Launched as EU program 2010, Climate-KIC supports with offices in 15 European countries innovation projects, start-ups and young innovators. Numerous partners from industry and commerce, science, public sector and civil society work in Climate-KIC on ground-breaking, scalable innovations to fight climate changes.

www.teralytics.net

https://next.telefonica.de/

www.thesouthpolegroup.com/

www.climate-kic.org/

Retail Food Energy 2017: Protocollo Itaca, Leed, Breeam. I Protocolli per la sostenibilità energetica ed ambientale degli edifici commerciali e industriali.
– Obiettivi e risultati. Dalla riqualificazione delle aree dismesse alle agevolazioni ottenute.
– Perché i Retailer decidono di certificare le attività di sostenibilità ambientale e quali risultati ottenuti.
– Progettare edifici a basso consumo e alto impatto sostenibile: dall’uso del fotovoltaico alle postazioni di ricarica per le auto elettriche.
– Come essere compliant ai criteri del CNR.
– L’interesse di fondi di investimento stranieri per le certificazioni internazionali.

I nuovi Experience Store stanno stravolgendo le regole del Retail: il Cliente è al centro e la Direzione Tecnica è il perno per il corretto funzionamenti degli impianti e garante del confort del Punto Vendita.
L’iniziativa di IKN Italy vuole dare delle risposte concrete su quali investimenti puntare per mantenere stabili le bollette o risparmiare, dal momento in cui i costi dell’energia sono sempre più elevati.
L’evento, giunto alla 5 edizione, è inoltre dedicato agli Energy Manager che puntano alla sostenibilità e alla propria crescita professionale.
Grazie alla collaborazione con il nostro Advisory Board, abbiamo rinnovato contenuti e formato dell’iniziativa, favorendo il networking e includendo momenti di interazione.

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Retail Food Energy. Manager R-Evolution. Milano. 18 maggio 2017 Atahotel Expo Fiera.
Illuminazione e Layout nel Retail
focus su regolazione, controllo, domotica e IoT dell’illuminazione, relamping e indoor positioning

Efficienza Energetica nel Retail
panel discussion dedicata alla GDO e al Retail. Dall’audit energetico al contenimento degli sprechi, dagli edifici a basso impatto alle rinnovabili.

Climatizzazione e Refrigerazione Retail & Industria Alimentare
garantisci il confort del tuo cliente con lo studio delle curve climatiche e con soluzioni di condizionamento a zone. Speciale tavola rotonda sulla refrigerazione

Efficienza Energetica nell’Industria Alimentare
8 Energy Manager dell’industria alimentare si confronteranno sugli incentivi per l’efficienza energetica, trigenerazione e risparmio idrico
Istituto Internazionale di Ricerca diventa IKN Italy – Institute of Knowledge & Networking per rispecchiare le trasformazioni del business e guidare il cliente verso l’innovazione.
– Institute: realtà riconosciuta nel mondo della Formazione e del Content Networking. Competenza ed eccellenza dimostrate nelle diverse aree di business, ci hanno permesso di creare le nostre communities, luoghi fisici e virtuali che racchiudono contenuti esclusivi condivisi da figure dello stesso settore.
– Knowledge: punto di raccolta dei dinamici bisogni dei clienti che soddisfiamo attraverso una continua ricerca e analisi del mercato per offrire temi e programmi sempre up-to-date e innovativi e attraverso una Faculty di esperti in grado di portare un sapere unico e internazionale.
– Networking: teatro esclusivo di incontro che mette in contatto i professionisti. La creazione di communities specializzate, ci consente di costruire una fitta rete di relazioni e interazioni tra tutti gli esponenti del settore, attraverso grandi appuntamenti in cui confrontarsi con partner, colleghi e protagonisti di spicco.

Possediamo la Certificazione di Qualità UNI EN ISO 9001: 2008 e siamo qualificati per la presentazione di piani formativi a organi istituzionali e fondi interprofessionali che si occupano delle richieste di finanziamento e della gestione dei processi burocratici.

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