Category: Istituzioni – Cultura – Finanza

Reporting the business model. ​​The European Lab Project Task Force on the reporting of non-financial risks and opportunities and the linkage to the business model (PTF-RNFRO) organised a webinar to give insights into the findings of its report Towards Sustainable Businesses: Good Practices in Business Model, Risks and Opportunities Reporting in the EU, including user and preparer perspectives on its usefulness.

Jean-Paul Gauzès, EFRAG Board President and European Lab Steering Group Chair, provided the introduction and Saskia Slomp, EFRAG CEO guided the webinar and provided the final remarks.

Key-note speakers of the webinar included Pascal Durand, EP rapporteur on the CSRD, and Alain Deckers, head of EC DG FISMA unit Corporate Reporting, Audit & Credit Rating Agencies and European Lab Vice-Chair, who set the scene for the webinar discussion.

Nancy Kamp-Roelands, European Lab Steering Group member and Professor of non-financial information, integrated reporting, and assurance at the University of Groningen, moderated the panel discussion with the following PTF-RNFRO members:
– Emilie Beral, PTF-RNFRO Member, Executive Director – Methods, Innovation, Quality at Vigeo Eiris (VE)
– Gloria Mazzocco, PTF-RNFRO Member, Group Accounting Advisory at Enel Group
– Dawn Slevin, Co-chair of the PTF-RNFRO, Managing Director of ELS Europe
– Saskia Slomp concluded the webinar by emphasising the key objective of the PTFRNFRO report to identify good practices and subsequently stimulating enhanced reporting by companies. She noted the report findings could be one of the inputs for the Project Task Force on European Sustainability Reporting Standards (PTF-ESRS).

The summary report, that provides an overview of the event, has been prepared for the convenience of European constituents.

www.efrag.org

summary report

Sostenibilità 60% delle imprese. Secondo l’International Business Report (IBR) – che il network di consulenza internazionale Grant Thornton effettua periodicamente a livello globale sui dirigenti di oltre 2500 imprese del mid-market – più di sei aziende su dieci (62%) ritengono oggi che la sostenibilità sia altrettanto importante o più importante del successo finanziario. L’Italia, con il 67%, batte la media globale e quella europea, che si collocano entrambe al 62%.

I criteri ESG (Ambientali, Sociali e di Governance) sono infatti visti come un vantaggio competitivo da gran parte delle aziende di fascia media e questo si riflette in particolare nelle aspettative della loro clientela di base.

Tra le imprese che stanno ponendo una maggiore attenzione alla sostenibilità, la motivazione più comune che le spinge a tale cambiamento è quella di migliorare l’efficienza e ridurre i costi (42%), un fattore che sottolinea i reali benefici economici e commerciali che, secondo le aziende intervistate, derivano dall’investire in tale direzione.

Dall’inizio della pandemia ad oggi è inoltre cresciuta la consapevolezza delle aziende rispetto agli investimenti sostenibili: la loro percezione come priorità strategica di business è diventata infatti più importante per il 61% delle aziende italiane (vs 71% a livello globale e vs 63% media UE).

Per quanto riguarda le azioni specifiche che le aziende hanno intrapreso per condurre il proprio business in modo più sostenibile, su scala globale, il 43% delle aziende ha riportato di aver sviluppato una strategia di sostenibilità, che è stata formalizzata dal 38% delle imprese europee e 35% di quelle italiane.

Tuttavia, una sfida chiave per molti sta nel comprendere realmente quali processi e strategie implementare per ottenere il massimo impatto nel passaggio a pratiche commerciali più sostenibili, in particolare in questa fase nella quale risorse già limitate sono state ulteriormente ridotte a causa della pandemia.

“Le medie aziende – afferma Lorenzo Carminati, Partner di Grant Thornton – sono per loro natura e struttura agili, adattabili, pronte al cambiamento per restare sempre al passo con i tempi. Conseguentemente, investimenti in chiave sostenibile assumono un particolare rilievo nelle loro strategie di crescita. Tuttavia, quando ci riferiamo più nello specifico ad alcuni obiettivi concreti che la sostenibilità impone, come ad esempio la riduzione dell’utilizzo dei combustibili tradizionali, la diversity o l’inclusione, molte imprese sono ostacolate da modelli di business ancora tradizionali e da requisiti normativi spesso complicati, incontrando quindi delle difficoltà nel comprendere a cosa dare realmente priorità”.

Dall’analisi condotta da Grant Thornton i primi tre ostacoli a rallentare la crescita degli investimenti in sostenibilità sono:
1. l’ancora troppo oneroso impegno a gestire questioni e problematiche legate alle conseguenze della pandemia (31%);
2. la mancanza di chiarezza su nuovi regolamenti/requisiti (31%);
3. le preoccupazioni per i costi relativi alle attività annesse a questo processo (30%).

“Una consulenza specialistica – precisa, infine, Carminati – può essere molto preziosa per aiutare le aziende ad orientarsi in una materia nuova e complessa e per definire la strategia da perseguire, identificando con maggiore precisione priorità ed opportunità. Certamente il ruolo dei governi e delle autorità di regolamentazione resta prioritario per fornire il primo supporto e indirizzo, nonché per stabilire dei percorsi chiari per la rendicontazione delle migliori performance in materia di sostenibilità. Tuttavia, la strada verso un futuro delle aziende più sostenibile non riguarda solo la rendicontazione, che indubbiamente è molto importante ed è destinata ad assumere un ruolo chiave nei rapporti con gli stakeholders, ma attiene soprattutto alla capacità di riuscire a creare una visione, un obiettivo e una struttura di valori di medio-lungo termine. È tale nuova visione che, innestandosi sull’attuale insieme di valori delle medie aziende, può consentire alle stesse di superare – anche di fronte alle difficoltà del breve periodo – questa fondamentale transizione”.

Grant Thornton è la member firm italiana di Grant Thornton International Ltd, network globale che opera da oltre 100 anni, con 58.000 professionisti e in oltre 130 Paesi, fornendo servizi di consulenza in area Audit, Tax e Advisory.
Con oltre 500 persone che operano in 17 sedi situate nelle principali città, Grant Thornton in Italia garantisce ai clienti una presenza costante su tutto il territorio, per un migliore e più efficace servizio.
Tra i clienti rientrano piccole e medie imprese, società multinazionali, nonché società quotate e imprese familiari, operanti nei principali settori del panorama economico attuale.

www.grantthornton.com

Future City ESG Innovation Index. Where will be the “Sustainability Valley”? With the newly developed index DEEP Ecosystems provides a thorough analysis of the capabilities of cities and their innovation ecosystems to capture the immense economic opportunity from the future demand for solutions in the ESG sectors worldwide.

The report reveals a total of $60bn being invested in ESG focused startups across over 100 cities since 2018.
Included are ESG solutions that will likely see a surge in demand in the future, when the transition to a more green and sustainable economy accelerates.
It includes solutions for ecology, waste management and clean energy in the environment sector, health and education solutions in the social ESG sector and e-government, public transport and smart city solutions in the governance related ESG sector.

With such economic growth potential, cities are eager to win the race to become the new innovation champion. The report elaborates on city-level strategies for ESG innovation with many examples. It shows that first-movers have an advantage.
For example, Stockholm, that was one of the first European cities to embrace a green economy as a strategy ranks 2nd for ESG investments with >$7bn raised since 2018.
Another hidden champion, Copenhagen scores high due to its government support for ESG solutions.
And the city of Moscow boasts a strong knowledge base as well as the highest share of EdTech startups, that is considered under the Social Dimension of ESG.

The report analyses the potential of innovation hubs to support sustainable innovation in the ESG fields based on 4 sub-indexes with 8 compound metrics and 29 individual indicators.
These cover the Community of ESG Entrepreneurs, their Entrepreneurship Support Network for ESG Solutions, the Societal Backing for ESG solutions as well as the Governance by local authorities.
Next to the rankings, the publication features 8 in-depth case studies on London, Moscow, Berlin, Tel Aviv, Paris, Stockholm, Copenhagen and Madrid. Last but not least it lists the top 70 startups based on investments raised.

The Future City ESG Innovation Index di DEEP Ecosystems

Startup Heatmap classifica 57 città europee per la loro disponibilità a far crescere l’innovazione sostenibile, tenendo conto delle azioni del governo come l’elettrificazione delle flotte di autobus, nonché delle metriche di innovazione del settore privato come la crescita della scena delle startup ESG.

Milano è al 10° posto nel Future Cities ESG Innovation Index
– Numero molto alto di studenti STEM: 55.660 (rank 5) e sviluppatori: 5.191 (rango 11), Ancora una buona percentuale di studentesse del 55%
– Rete di supporto all’imprenditorialità:
—- Buon numero di acceleratori per le startup (46, rank 5)
—- Ma basso livello di investimenti, in particolare in ESG: 41° posto per livelli di investimenti e specializzazione
– Forte azione del governo verso la mobilità sostenibile a Milano:
—- 3° più alto numero di autobus elettrici (375)
—- 4° più alto numero di auto in condivisione (7.079)
—- 9° rete metropolitana più grande d’Europa (97km)
—- Tranne che per: 23° posto nelle piste ciclabili (253km) e 47° posto per numero di auto pro capite (620 per mille)
– Investimenti crescenti nell’innovazione
—- 2° posto per gli investimenti privati in R&S in Europa con 55,7 miliardi di euro
—- Crescente appetito per l’acquisto di startup con 4 acquisizioni di startup ESG da parte di aziende milanesi negli ultimi 3 anni. 12° posto
– Complessivamente una buona accettazione di ESG nella popolazione
—- Densità della comunità e della rete al 8° posto (sulla base di una combinazione di indicatori che misurano progetti dal basso come campagne di crowdfunding, ecc.)

Roma segue al 13° posto, Palermo (46°), Torino (48°), Bologna (53°), Firenze (55°), Napoli (56°) finiscono nella parte bassa della classifica.

Accanto alle classifiche, la pubblicazione presenta 8 casi di studio approfonditi su Londra, Mosca, Berlino, Tel Aviv, Parigi, Stoccolma, Copenhagen e Madrid. Infine, ma non meno importante, elenca le 70 migliori startup in base agli investimenti raccolti.

www.deep-ecosystems.com

 

Energy Performance Contracts in PA nella strategia di Procurement per la neutralità climatica. Lo scenario caratterizzato da obiettivi di efficientamento energetico e decarbonizzazione di crescente impatto ed ambizione (20% al 2020; 43% PNIEC al 2030; Fit-For-55% al 2030; neutralità al 2050), pongono il problema della definizione degli strumenti di public procurement più idonei per approcciare target così ambiziosi.

Autore: Andrea Brunetta

La riduzione a zero delle emissioni climalteranti degli edifici implica:
1) imponenti interventi edili di coibentazione degli involucri edilizi caratterizzati da elevati costi e da lunghi periodi di ammortamento per la sostenibilità della spesa;
2) importanti operazioni di riconversione impiantistica tesi alla sostituzione delle centrali termiche a metano con tecnologie elettriche, come le pompe di calore, associate all’autoproduzione e accumulazione fotovoltaica, oltre che alla riqualificazione a LED dell’illuminazione interna, in chiave di sostituzione carbonica.

Questi straordinari obiettivi di neutralità climatica impongono l’adozione di una strategia di public procurement anch’essa straordinaria.
Gli Energy Performance Contracts (EPC) introdotti dal D.Lgs. 102/2014 e integrati nella disciplina dei PPP del Codice dei Contratti Pubblici D.Lgs. 50/2016 (CCP) possono costituire l’asse centrale di questa strategia.

SCENARIO E OBIETTIVI DI NEUTRALITA’ CLIMATICA AL 2050
Lo scenario caratterizzato da obiettivi di efficientamento energetico e decarbonizzazione di crescente impatto ed ambizione (20% al 2020, PNIEC 2030; Fit for 55% al 20230, neutralità energetica al 2050), pongono un problema di definizione di strategia di public procurement più idonea per approcciare simili ambiziosi target.
I predetti obiettivi, se proiettati sull’esteso patrimonio immobiliare pubblico, appaiono nel contempo sia temporalmente prossimi sia quantitativamente e qualitativamente impegnativi: in termini economici, tecnici, procedurali, metodologici.
Le pubbliche amministrazioni registrano importanti spese storiche nella gestione Calore degli immobili di proprietà oltre che discrete spese nell’approvvigionamento di energia elettrica degli edifici, specie per l’illuminazione interna.
La gestione dei relativi contratti di manutenzione e approvvigionamento energetico appare però frazionata e non pienamente integrata in una prospettiva strategica unitaria volta alla riduzione del fabbisogno, ma caratterizzata da interventi episodici e frammentari.
Gli straordinari obiettivi di neutralità climatica al 2050, impongono invece l’adozione di una strategia anch’essa non convenzionale, innovativa, straordinaria.

La riduzione verso lo zero di emissioni climalteranti riferita ai consumi energetici degli edifici (gas ed energia elettrica), implica infatti due principali linee di intervento:
1) imponenti interventi edilizi di coibentazione degli involucri edilizi, coibentazioni verticali, orizzontali e delle superfici trasparenti, caratterizzati da elevati costi ed elevati periodi di ammortamento per la sostenibilità della spesa;
2) sfidanti operazioni di riconversione impiantistica tesi alla sostituzione delle centrali endotermiche a combustione di gas metano, con tecnologie interamente elettriche come le pompe di calore (c.d. sostituzione carbonica), e rafforzamento dell’autoproduzione fotovoltaica oltre che la riqualificazione a led dell’illuminazione interna;

Il suddetto panorama di interventi assume una dimensione difficilmente approcciabile con gli strumenti di appalto tradizionali (Conventional Procurement), ed implicano la definizione di una strategia di approvvigionamento alternativa, non convenzionale, straordinaria.

Una strategia di public procurement basata su appalti tradizionali (c.d. conventional procurement) e finalizzata agli obiettivi sopra delineati rischia di essere inefficace ed intempestiva. Gli schemi di approvvigionamento tradizionali (CP) sono infatti caratterizzati da crescente complessità procedurale, elevato rischio legale-giudiziario, elevata quota di rischio operativo (rischio progettazione, rischio costruzione, rischio gestione) trattenuto dalle PA, notevole rigidità.

Essi non si prestano a costituire strumenti flessibili in grado di incorporare nel tempo dell’esecuzione, in modo dinamico, ulteriori finanziamenti o innovazioni tecnologiche che possono sopravvenire in fase esecutiva.

Lo scenario sin qui tratteggiato sembra suggerire alcune riflessioni circa le caratteristiche che debbano avere gli strumenti di procurement utili ad aggredire degli obiettivi così ambizioni, in un contesto così complesso.
Occorre infatti mettere in campo strumenti approvvigionamento pubblico in grado di rispondere alle summenzionate criticità, in particolare:
– strumenti contrattuali onnicomprensivi, multi-obiettivo, multi-funzione e multiservizi tecnologici, di finanziamento, progettazione, realizzazione, gestione delle opere di efficienza energetica, oltre che di fornitura del vettore energetico;
– strumenti contrattuali che facciano convergere nel medesimo strumento gestione/conduzione/manutenzione di impianti termotecnici ed elettrotermici, e che riuniscano la fornitura dei vettori GAS ed Energia Elettrica in chiave di convergenza energetica, atti a realizzare la sostituzione carbonica e superare il conflitto di interesse latente nella sostituzione carbonica stessa;
– strumenti contrattuali flessibili in grado di inseguire il fabbisogno rapidamente cangiante, offrendo una prospettiva graduale e flessibile di avvicinamento alla neutralità climatica, e in grado di incorporare nuovi obiettivi/finanziamenti pubblici o nuove tecnologie che potranno sopraggiungere nella prospettiva al 2050;
– strumenti contrattuali di durata medio-lunga atti a configurare un equilibrio economico-finanziario in grado di sostenere gli ammortamenti connessi agli elevati tempi di ritorno degli investimenti edilizi relativi alle coibentazioni degli involucri edilizi;
– strumenti contrattuali in grado di combinare e cumulare nella missione della neutralità sia investimenti pubblici sia investimenti privati a ciò finalizzati in chiave di moltiplicatore di investimenti;
– strumenti contrattuali in grado di massimizzare il trasferimento agli operatori privati (come ESCO), le massime quote di oneri e rischi costruttivi e gestionali, nella consapevolezza che essi operatori possono disporre di maggiori livelli di efficienza e tempestività reattiva per l’adeguamento al contesto e l’inseguimento del fabbisogno;
– strumenti contrattuali in grado di definire/monitorare/verificare con accuratezza il raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica prestabiliti e di garantire il monitoraggio e la permanenza dei livelli di performance gestionale atti a garantire nel tempo l’efficienza energetica raggiunta, ed eventualmente intervenire per ripristinarla;

Andrea Brunetta, Master Management MIP-Polimi, manager funzionario pubblico con esperienza 15ennale nella gestione giuridica, finanziaria e tecnica di uffici preposti alla manutenzione del patrimonio pubblico e delle relative gare d’appalto, con particolare specializzazione nella gestione degli aspetti giuridici ed economico-finanziari dei partenariati pubblico privati e dei contratti energetici.
Autore di numerose pubblicazioni in materia dei PPP/EPC, formatore e consulente per diverse Amministrazioni Pubbliche Regionali sulla materia dei PPP/EPC.

pubblicazione

ADACI PA Symposium Roma. L’Associazione contribuisce alla riforma della Pubblica Amministrazione nell’ottica degli obbiettivi del PNRR. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è un’ambiziosa strategia per l’ammodernamento del Paese.

L’Italia deve combinare immaginazione, capacità progettuale e concretezza, per consegnare alle prossime generazioni un Paese più moderno, all’interno di un’Europa più forte e solidale.

Il Next Generation EU rappresenta per noi un’opportunità unica di sviluppo, investimenti e riforme, può essere l’occasione per riprendere un percorso di crescita economica sostenibile e duraturo, rimuovendo gli ostacoli che hanno bloccato la crescita italiana negli ultimi anni.
Il ministro Brunetta, parlando del PNRR, ha evidenziato che si tratta di un grande programma di investimento sulle persone focalizzato sulle competenze. Ha parlato di un piano che deve puntare sull’innovazione organizzativa per massimizzare il valore del denaro speso.

In tema di organizzazione della Pubblica Amministrazione, ADACI sottolinea la necessità di dar luogo a realtà strutturate e stabili, dotate di piano strategico – obiettivi di mandato – processi snelli digitalizzati e assegnazione di competenze e responsabilità. Serve definire in modo chiaro chi guida e chi supporta in termini sinergici le attività di pianificazione, progettazione, affidamento ed esecuzione degli appalti.

ADACI è pronta a dare il proprio contributo sia in termini di semplificazione dei processi che razionalizzazione dell’organizzazione.
Tenuto poi conto del fatto che il cardine di ogni progetto è la persona, ADACI è pronta a dare il proprio contributo in termini di formazione e di qualificazione delle competenze.

L’incontro del 26 novembre prevede una SESSIONE PLENARIA e due SESSIONI PARALLELE

SESSIONE PLENARIA
Rilevanza della Pianificazione e Progettazione nella gestione degli appalti della PA

SESSIONE PARALLELA 1
Libro Bianco ADACI sulla riforma della PA’ a cura del Comitato Tecnico Scientifico ADACI PA

SESSIONE PARALLELA 2
La certificazione e l’attestazione delle competenze nel Procurement Pubblico e Privato

Sarà presente all’evento Maurizia Cacciatori con un intervento sulla “Leadership”. Il suo Palmares: 228 presenze nella Nazionale di Pallavolo, 4 Campionati Italiani, 1 campionato spagnolo, 4 Coppa Italia, 1 Coppa della Regina, 3 Supercoppa italiana, 3 Coppa dei Campioni.

Per informazioni: Tel. 02 400 724 74 – informazione@adaci.it 

Venerdì 26 novembre 2021 – h. 9:30/17:30 – Roma Eventi Fontana di Trevi

– BYinnovation è Media Partner ADACI

La partecipazione è gratuita previa iscrizione online all’indirizzo

Multinazionali food dietro Cop26? Secondo Slow Food, che ha seguito i lavori della due giorni dedicata alla natura e all’uso del suolo, la Cop26 non ha centrato un approccio corretto sulla produzione agricola: parlare di agricoltura sostenibile senza considerare l’intero sistema alimentare non permette infatti di avere una visione complessiva e veritiera sui problemi.
Le proposte emerse sembrerebbero andare in due direzioni diverse presentate come complementari: da un lato la riforestazione e dall’altro le nuove tecnologie in agricoltura.

In realtà a essere riproposto è un vecchio modello, secondo il quale il cibo è considerato come un insieme di merci prodotte su larga scala, con monocolture assistite da tecnologie futuristiche che non faranno altro che far dipendere i contadini sempre di più dalle multinazionali e dai loro brevetti.

Marta Messa, direttore di Slow Food Europa, commenta: «Uno degli eventi alla Cop26 riguardava la transizione verso un’agricoltura sostenibile e giusta. Per noi di Slow Food una transizione giusta deve basarsi sulla biodiversità, l’agroecologia e la giustizia sociale e non sulle innovazioni tecnologiche proposte dalle grandi multinazionali, lontane dalle innovazioni reali che le comunità locali sviluppano. Il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità dovrebbero essere affrontati insieme, in quanto facce della stessa medaglia collegati dai medesimi problemi».

Shane Holland, Executive Chairman of Slow Food in the UK aggiunge: «La produzione industriale casearia e di carne è responsabile di una ampia parte delle emissioni, eppure importanti gruppi in questi giorni hanno proposto l’allevamento intensivo come la salvezza. Dall’altro lato abbiamo ascoltato anche la testimonianza di chi è convinto della necessità di aumentare la produzione agricola come riserva contro i raccolti scarsi. Questa visione è inaccettabile, specialmente se consideriamo che già oggi il 30% del cibo prodotto per il consumo umano è sprecato, e questo non fa altro che esacerbare la crisi climatica. Sembra che i governi non siano in grado di fuggire dall’influenza delle multinazionali e che siano incapaci di fare scelte davvero sostenibili, che esistono già ma che andrebbero promosse e supportate su larga scala».

Per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, la Cop26 dovrebbe abbracciare la via della transizione verso sistemi alimentari agroecologici, che mantengono il carbonio organico nel terreno, supportano la biodiversità, ricostruiscono la fertilità del suolo e garantiscono una vita dignitosa agli agricoltori e diete sane a tutte le persone.

www.slowfood.it

Speciale Ecohitech Award 2021. Alla sua XXIII edizione, il premio ai progetti di green e digital transition delle PA italiane si è svolto il 27 ottobre all’interno di Key Energy – Ecomondo richiamando l’attenzione di numerosi enti locali e aziende.

I vincitori della categoria efficienza energetica
Il primo premio è stato assegnato al Comune di Chiari (BS) “per gli importanti investimenti che hanno portato alla trasformazione di tre edifici scolastici in nZEB (near zero energy building)”.

Menzioni speciali sono andate al Comune di Saluzzo, “per l’ampiezza degli interventi di riqualificazione energetica”, al progetto dell’Ospedale di Borgo Trento (VR) da parte di Carbotermo, “per le tecnologie di trigenerazione adottate”, a Lybra di 20energy, “per la portata innovativa della soluzione che trasforma il traffico in risorsa”, e a P.A.S.O. di Areti – Acea, “per il valore della soluzione di monitoraggio intelligente delle infrastrutture critiche

Digitalizzazione della PA: i progetti migliori
Il progetto MEsM@RT del Comune di Messina ha vinto il primo premio “per la creazione di un “ecosistema digitale” teso a migliorare la gestione e la sicurezza di cittadini e territorio”.

Una menzione speciale è andata al Comune di Milano e a Redo per il quartiere di Merezzate, “per il forte impatto sociale e ambientale sul territorio”. Altri due riconoscimenti sono stai assegnati a Taormina City Tech a cura di T.net, “per la progettualità di una rete intelligente scalabile e replicabile”, e al progetto Data Valley Bene Comune della Regione Emilia Romagna per “l’ampiezza della strategia di digitalizzazione del territorio in ottica smart land”.

Innovazione e sostenibilità nei servizi ai cittadini
È il Comune di Milano con il progetto Sharing Cities ad essersi aggiudicato il primo premio della categoria come “miglior laboratorio di rigenerazione urbana in cui sostenibilità ambientale e coinvolgimento dei cittadini sono fondamentali”.

Una menzione speciale è stata assegnata al Comune di Camaiore “per l’implementazione di un sistema di monitoraggio e gestione delle emergenze che stimola la resilienza del territorio di fronte ai cambiamenti climatici”.

Il vincitore della categoria Green Pie
Nella categoria dedicata all’innovazione circolare promossa in collaborazione con Torino City Lab, il primo premio è andato a Junker, “una soluzione di facile utilizzo che stimola comportamenti virtuosi in ottica di economia circolare e di raccolta differenziata”.

INFORMAZIONI SUL PREMIO
Dal 1998, l’Ecohitech Award si pone l’obiettivo di riconoscere e valorizzare gli enti pubblici che, attraverso progetti e tecnologie innovative, hanno raggiunto importanti risultati di sostenibilità, risparmio energetico, sicurezza e miglioramento dei servizi ai cittadini.

ECOHITECH AWARD: UNA GIURIA DI ESPERTI
Fanno parte della Giuria, esperti del mondo accademico e istituzionale:
– Davide Chiaroni, Co-Fondatore e Vice Direttore Scientifico di Energy & Strategy Group presso il MIP del Politecnico di Milano
– Laura Bellia, Responsabile Tecnico-Scientifico di AIDI (Associazione Italiana di Illuminazione) e Professore presso il Dip. di Ingegneria Industriale dell’Università di Napoli
– Angelo Di Gregorio, Direttore del CRIET (Centro di Ricerca Interuniversitario in Economia del territorio) e collaboratore di TSCAI (The Smart City Association Italy)
– Andrea Flumiani, membro del CdA dei Fondi Italiani per le Infrastrutture
– Raffaele Gareri, co-founder di TSCAI (The Smart City Association Italy)
– Nicoletta Gozo, Coordinatrice Progetto Lumière & Pell di ENEA
– Giuseppe Gustinetti, consigliere di Assodel (Associazione Distretti Elettronica – Italia)
– Barbara Pralio, Innovation Manager del cluster nazionale SmartCommunitiesTech
– Gildo Tomassetti, Segretario del Chapter Emilia-Romagna di Green Building Council (GBC Italia)
– Antonio Vrenna, Vicepresidente di Federesco (Associazione delle energy service company)

– BYinnovation è Media Partner Ecohitech Award 2021

www.tecnoimprese.it

evento

Settimana SRI Finanza sostenibile 2021 per la giusta transizione: la decima edizione. Nove conferenze in diretta streaming, cinque nuove ricerche e una giornata di eventi culturali per un confronto di idee sul futuro, verso una crescita inclusiva e a ridotte emissioni

Si terrà dall’11 al 25 novembre la decima edizione della Settimana SRI, una delle principali iniziative in Italia dedicate all’Investimento Sostenibile e Responsabile. La rassegna è organizzata dal Forum per la Finanza Sostenibile, che quest’anno celebra i 20 anni di attività.

Le nove conferenze in calendario si svolgeranno a Milano, Roma, Napoli e saranno trasmesse in diretta streaming. Inoltre, sono previsti quattro webinar e una rassegna culturale. Tutti gli eventi sono promossi dal Forum in collaborazione con importanti organizzazioni associate o partner e coinvolgeranno relatori di alto profilo del settore finanziario, imprenditoriale e del mondo accademico.
Mentre il Paese è sulla strada della ripresa e l’Unione Europea sta lavorando a importanti provvedimenti normativi sulla finanza sostenibile, gli appuntamenti della Settimana SRI saranno occasioni di confronto e di riflessione sulle trasformazioni in atto e sul ruolo degli investimenti sostenibili come attivatori di una giusta transizione, che promuova al contempo rispetto dell’ambiente ed equità sociale.

La giornata di apertura sarà dedicata alla presentazione di una ricerca sugli effetti della pandemia rispetto alla percezione che i risparmiatori italiani hanno della finanza sostenibile. In due convegni si discuteranno i risultati di indagini sugli investimenti sostenibili rispettivamente dei piani previdenziali italiani e delle Fondazioni di origine bancaria. Una conferenza sarà dedicata alla presentazione di una ricerca sulla rendicontazione non finanziaria delle PMI e un webinar traccerà una panoramica sugli investimenti sostenibili in Italia attraverso dati di diverse fonti autorevoli, raccolti e aggregati dal Forum.
Come di consueto, due appuntamenti saranno dedicati al mondo accademico e alle politiche europee; per il terzo anno il programma include un momento di confronto sulla finanza per il terzo settore, a conclusione del progetto Cantieri ViceVersa promosso in collaborazione con il Forum Nazionale del Terzo Settore. La Settimana SRI si concluderà con un evento dedicato ai 20 anni di attività del Forum: un’occasione per fare il punto sulla finanza sostenibile in Italia, con uno sguardo al futuro.
Sabato 13 novembre presso la sede di Borsa Italiana si svolgerà la settima edizione di “Sostenibilità ad Arte”, una rassegna di eventi culturali promossi dal Forum e da Associazione Hendel per avvicinare il pubblico ai temi della sostenibilità e della finanza attraverso l’arte. Quest’anno il programma ruota attorno ai temi dell’educazione ambientale e del contrasto alla violenza di genere e prevede: al mattino, un laboratorio per bambini alla scoperta dell’economia sostenibile, in collaborazione con Museo del Risparmio e FEduF; nel pomeriggio, uno spettacolo teatrale, in collaborazione con Global Thinking Foundation; alla sera, un concerto a cura di Associazione Hendel.

“Vent’anni di finanza sostenibile sono indubbiamente un grande traguardo. Ora guardiamo al futuro determinati a esercitare una funzione proattiva di fronte alle sfide che il nostro Paese deve affrontare. Lo faremo sostenendo le nostre istituzioni e riaffermando il ruolo centrale che l’industria SRI può avere nello sviluppo sostenibile ed inclusivo delle nostre Comunità”, commenta il Segretario generale Francesco Bicciato.

“Con orgoglio ci accingiamo a festeggiare i 20 anni del Forum e lo faremo nell’ambito della decima edizione della Settima SRI. In un contesto normativo in continua evoluzione, l’aumento constante dei Soci evidenzia il crescente impegno del Forum a supporto delle tematiche legate alla sostenibilità”, commenta il Presidente Gian Franco Giannini Guazzugli.

L’edizione 2021 della Settimana SRI è patrocinata dal Ministero della Transizione Ecologica.
Il calendario ufficiale della Settimana SRI è disponibile sul sito web del Forum.
Questi, in dettaglio, gli eventi di presentazione delle cinque nuove ricerche del Forum:

Giovedì 11 novembre, ore 10:00-12:30
Finanza sostenibile in tempo di crisi: la percezione dei risparmiatori
In collaborazione con BVA Doxa
Con il sostegno di Etica SGR, J.P. Morgan Asset Management, Natixis Investment Managers, Sella SGR

Lunedì 15 novembre, ore 15:00-16:30
Una panoramica sugli investimenti sostenibili in Italia
In collaborazione con: ABI, ANASF, Assogestioni, Borsa Italiana, MondoInstitutional, Morningstar, Vigeo Eiris

Mercoledì 17 novembre, ore 10:00-12:30
PMI e rendicontazione non finanziaria
In collaborazione con ALTIS-Università Cattolica del Sacro Cuore
Con il sostegno di BPER Banca, Generali Investments, Intesa Sanpaolo

Martedì 23 novembre, ore 10:00-12:30
Le politiche di investimento sostenibile e responsabile degli investitori previdenziali italiani
In collaborazione con Mefop e MondoInstitutional
Con il sostegno di AXA Investment Managers, DPAM, Pictet Asset Management, Vigeo Eiris

Mercoledì 24 novembre, ore 10:00-12:30
Le politiche di investimento sostenibile e responsabile delle Fondazioni di origine bancaria
In collaborazione con Acri e MondoInstitutional
Con il sostegno di BlackRock, DPAM, Etica SGR, Natixis Investment Managers

Questi sono gli appuntamenti promossi dai Soci e dai partner del Forum:

Giovedì 18 novembre 2021, ore 11:00-12:30
La finanza sostenibile alla prova del COVID-19
Promosso da Forum per la Finanza Sostenibile in collaborazione con Accademia Italiana per la Finanza Sostenibile

Giovedì 18 novembre, novembre, ore 17:30-19:30
Sostenibilità e tecnologia per la rigenerazione degli ecosistemi
Promosso da Global Thinking Foundation

Venerdì 19 novembre, ore 9:30-13:00
Methodologies and tools to evaluate the financial impact of climate-related risks and opportunities
Promosso da Fondazione Eni Enrico Mattei

Lunedì 22 novembre 2021, ore 15:00-18:00
Innovazione d’impresa e finanza sostenibile: leve per la transizione ESG
Promosso da Università degli Studi di Napoli “Federico II”

Martedì 23 novembre, ore 10:00-12:30
Finanza sostenibile e Terzo Settore. Evento conclusivo della 3° edizione di “Cantieri ViceVersa”
Promosso da Forum Nazionale del Terzo Settore e Forum per la Finanza Sostenibile

Il Forum per la Finanza Sostenibile è un’associazione non profit nata nel 2001. La base associativa è multi-stakeholder: ne fanno parte operatori finanziari e altre organizzazioni interessate all’impatto ambientale e sociale degli investimenti. La missione del Forum è promuovere la conoscenza e la pratica dell’investimento sostenibile, con l’obiettivo di diffondere l’integrazione dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) nei prodotti e nei processi finanziari. Il Forum per la Finanza Sostenibile è membro di Eurosif, lo European Sustainable Investment Forum.

da 11 a 25 novembre

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Obbligazioni verdi NextGenerationEU. Commissione Europea pronta ad emettere 250 miliardi di euro di obbligazioni verdi NextGenerationEU. Pubblicata l’informativa “Attività Internazionale” del Consiglio e della Fondazione Nazionale dei Commercialisti che analizza le misure economiche adottate in ambito europeo ed internazionale in risposta alla crisi pandemica

Il mese scorso l’Italia ha ricevuto un prefinanziamento a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e resilienza (PNRR) per un importo di 24,9 miliardi di euro, di cui 8,957 miliardi da aiuti a fondo perduto e 15,937 miliardi da prestiti, pari al 13% dei 190,5 miliardi stanziati a favore del nostro paese
Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato l’informativa periodica “Attività Internazionale”, una analisi approfondita sulle misure economiche adottate in ambito europeo ed internazionale per contrastare la pandemia.

In tema di finanzia sostenibile la Commissione europea ha deciso di puntare in alto, procederà infatti nel mese di ottobre alla prima emissione di obbligazioni verdi per un valore fino a 250 miliardi di euro, pari al 30% dell’emissione totale di NextGenerationEU. Tali obbligazioni forniranno a chi investe la certezza che i fondi mobilitati saranno destinati a progetti verdi e che la Commissione riferirà in merito al loro impatto ambientale.

Nell’ambito di NextGeneratioEU, il mese scorso l’Italia ha ricevuto un prefinanziamento a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e resilienza (PNRR) per un importo di 24,9 miliardi di euro, di cui 8,957 miliardi da aiuti a fondo perduto e 15,937 miliardi da prestiti, pari al 13% dei 190,5 miliardi stanziati a favore del nostro paese.

Nel nostro Paese il dispositivo per la ripresa e la resilienza finanzia investimenti e riforme che, secondo le previsioni, riusciranno a trasformare profondamente l’economia e la società del paese.
Tra i progetti che beneficeranno dei finanziamenti figurano quelli che garantiranno la transizione verde.
Infatti con 32,1 miliardi di euro, un maggior numero di regioni sarà integrato nella rete ferroviaria ad alta velocità e saranno completati i corridoi ferroviari per il trasporto merci.

Sarà inoltre potenziato il trasporto locale sostenibile mediante l’estensione dei percorsi ciclabili e delle linee di metro, tram e bus a zero emissioni, la realizzazione di punti di ricarica per auto elettriche in tutto il paese e di stazioni di rifornimento a idrogeno per il trasporto stradale e ferroviario.

Si sosterrà la transizione digitale
Saranno investiti 13,4 miliardi di euro per promuovere l’adozione delle tecnologie digitali da parte delle imprese attraverso un regime di credito d’imposta volto a sostenere e accelerare la loro trasformazione digitale.

Verrà rafforzata la resilienza economica e sociale
26 miliardi di euro saranno investiti in una maggiore disponibilità di strutture per l’infanzia, nella riforma della professione di insegnante, nel potenziamento delle politiche attive del mercato del lavoro come pure della partecipazione di donne e giovani al mercato del lavoro e nel rafforzamento della formazione professionale grazie ad investimenti nel sistema di apprendistato.
Altri 3,7 miliardi di euro saranno destinati alla riforma e alla modernizzazione del pubblico impiego, al rafforzamento della capacità amministrativa e alla riforma e alla digitalizzazione dei tribunali civili e penali per ridurre la durata dei procedimenti giudiziari.

Attenzione puntata dell’informativa ad un altro tema di rilievo. Nel quadro delle norme UE sugli aiuti di Stato, la Commissione europea ha approvato l’introduzione di un nuovo prodotto nell’ambito del Fondo europeo di garanzia gestito dal gruppo BEI (composto dalla Banca europea per gli investimenti “BEI” e dal Fondo europeo per gli investimenti “FEI”), che si presenta sotto forma di garanzie su segmenti di cartolarizzazione sintetica a beneficio delle imprese colpite dalla pandemia di coronavirus nei 22 Stati membri partecipanti.
Con una dotazione di bilancio specifica prevista di 1,4 miliardi di euro, il nuovo prodotto dovrebbe mobilitare almeno 13 miliardi di euro di nuovi prestiti a favore delle piccole e medie imprese (PMI) colpite, concorrendo così in misura significativa all’obiettivo generale del Fondo europeo di garanzia di mobilitare fino a 200 miliardi di euro di finanziamenti aggiuntivi nei 22 Stati membri partecipanti.

Infine le decisioni di politica monetaria, pubblicate la scorsa settimana dalla Banca centrale europea, vedono i tassi fermi a zero, e sulla base dell’emergenza pandemica una rimodulazione del Pepp con un moderato rallentamento nell’acquisto di titoli, confermando però l’intenzione di arrivare a un totale di interventi per 1.850 miliardi di euro, almeno sino alla fine di marzo 2022.

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Tassonomia europea: prezioso strumento per investire nella transizione, ma rimangono nodi su dati ESG e informative. Sono i punti chiave del paper pubblicato dal Forum per la Finanza Sostenibile, dedicato al Regolamento sulla Tassonomia delle attività economiche eco-compatibili.
Il provvedimento è strettamente integrato con altre misure europee: l’obiettivo è aumentare la trasparenza del mercato.

La tassonomia europea delle attività eco-compatibili rappresenta un utile strumento per gli investitori per finanziare una transizione inclusiva verso la neutralità climatica. È necessario però continuare a lavorare sugli aspetti informativi. Servono maggiori sforzi sia per aumentare la disponibilità di dati chiari e coerenti sulla sostenibilità delle imprese, sia per rendere più accessibili le informazioni destinate a consulenti e investitori sui prodotti finanziari sostenibili.
Sono questi i punti principali messi in luce dal paper “Tassonomia UE e altre normative sulla finanza sostenibile: implicazioni per gli operatori finanziari”, pubblicato dal Forum per la Finanza Sostenibile. Il paper è frutto di un gruppo di lavoro promosso dal Forum tra i propri soci, per la condivisione di esperienze, buone pratiche e criticità riscontrate nella concreta applicazione del Regolamento europeo sulla tassonomia (2020/852).

Il documento analizza le implicazioni dell’atto normativo nell’ottica della sua integrazione con gli altri recenti provvedimenti europei sul tema della finanza sostenibile e la sostenibilità delle imprese: da una parte la Direttiva sulla rendicontazione non finanziaria (2014/95, NFRD) e la proposta per un suo aggiornamento (proposta di direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità delle imprese, CSRD), dall’altra il Regolamento relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (2019/2088, SFDR).
Ciascuno di questi provvedimenti, incluso quello riguardante la tassonomia, è funzionale alla produzione e alla raccolta di dati che servono a soddisfare i requisiti di trasparenza dell’altro. Insieme, queste misure costituiscono un unico sistema regolatorio che ha l’obiettivo di incrementare la trasparenza del mercato.

“Il Forum per la Finanza Sostenibile monitora con attenzione il progressivo sviluppo della tassonomia europea, che rappresenta un valido strumento per la classificazione degli investimenti sostenibili all’insegna di una maggiore trasparenza e disclosure. Un provvedimento importante che tuttavia potrà dispiegare le sue potenzialità positive se terrà in considerazione i vincoli e aumenterà le opportunità della finanza sostenibile”, dichiara il Segretario generale del Forum, Francesco Bicciato.

Tassonomia per finanziare la transizione
Il paper evidenzia le significative potenzialità della tassonomia come strumento a supporto delle decisioni di investimento. Sulla base dei dati pubblicati dalle imprese in risposta al Regolamento – il fatturato, gli investimenti in conto capitale e le spese operative relativi alle attività allineate alla tassonomia – gli investitori potranno infatti analizzare le aziende tenendo conto del loro impatto ambientale e dei progetti di decarbonizzazione. Inoltre, la maggiore disponibilità di informazioni supporterà sia le auto-valutazioni delle imprese rispetto ai propri rischi e impatti climatici, sia il dialogo degli investitori con le società investite e permetterà una maggiore trasparenza per quanto riguarda gli strumenti finanziari che si propongono di raggiungere obiettivi di sostenibilità.

Disponibilità e qualità dei dati ESG
L’efficacia delle normative europee sulla trasparenza dipende dalla disponibilità di dati affidabili e comparabili in tempi coerenti con l’entrata in vigore dei requisiti previsti dalla tassonomia. Al tempo stesso, la rendicontazione delle imprese deve essere effettuata secondo standard comuni e, in caso di utilizzo di stime e dati forniti da data provider, occorre trasparenza sulle metodologie di calcolo per contrastare il rischio di greenwashing.
Una criticità riguarda le tempistiche in cui i dati saranno disponibili, e conseguenti disallineamenti.

La trasparenza delle informative per consulenti e investitori
Secondo quanto previsto dai provvedimenti della Commissione Europea di marzo e aprile 2021, investitori e consulenti dovranno integrare valutazioni sui rischi di sostenibilità nella selezione e nel monitoraggio degli investimenti e tenere conto delle preferenze di sostenibilità dei clienti nel processo di profilazione. In questo ambito, dal paper emerge con chiarezza l’importanza di migliorare conoscenza, comprensibilità, efficacia e accessibilità delle informative precontrattuali e delle rendicontazioni periodiche dei prodotti dichiarati sostenibili.
Per valutare tutte le possibili conseguenze degli investimenti e soddisfare in modo appropriato le aspettative di sostenibilità della clientela, sarà sempre più rilevante il ruolo dei consulenti finanziari.

Il Regolamento sulla Tassonomia
Il Regolamento UE 2020/852 ha introdotto nel sistema normativo europeo la tassonomia delle attività economiche eco-compatibili, una classificazione delle attività che possono essere considerate “sostenibili” in base all’allineamento agli obiettivi ambientali dell’Unione Europea e al rispetto di alcune clausole di carattere sociale.
La Commissione è al lavoro per l’emanazione di una serie di atti delegati che serviranno a completare le disposizioni della tassonomia e per la sua graduale estensione anche agli aspetti sociali. Il Regolamento si integra strettamente con la direttiva sul reporting non finanziario (NFRD) e la proposta per il suo aggiornamento ed estensione (CSRD, direttiva sul reporting sulla sostenibilità dell’impresa), sia anche con il Regolamento relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFRD).

ll Forum per la Finanza Sostenibile è nato nel 2001. E` un’associazione non profit multi-stakeholder: ne fanno parte operatori del mondo finanziario e organizzazioni della società civile interessate agli effetti ambientali e sociali dell’attività finanziaria. La missione del Forum è promuovere la conoscenza e la pratica dell’investimento sostenibile, con l’obiettivo di diffondere l’integrazione dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) nei prodotti e nei processi finanziari.
Il Forum per la Finanza Sostenibile è membro di Eurosif, lo European Sustainable Investment Forum.

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