Marzo 2021

Quando l’elettronica cura corrente e freddo. Per rendere efficienti le macchine deputate alla refrigerazione e ridurre i consumi di energia elettrica, intervenendo sulla stessa rete, è possibile contare sugli apparati denominati SVG (Static Var Generator).
Ecco cosa sono e quali benefici offrono.
di Andrea Ballocchi – pubblicato su ZeroSottoZero
link articolo

Efficienza Power Quality in Capsol. SmartEfficiency, dopo una serie di monitoraggi dedicati, ha verificato l’opportunità di eliminare la serie di armoniche e l’energia reattiva generate dalle apparecchiature produttive dell’azienda. Sono stati quindi forniti ed installati gli apparati SVG (Static Var Generator) e APF (Active Power Filter) direttamente sulle singole linee elettriche della produzione.

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Rigid polyolefins in EU recycling targets: increased quality collection and sorting a must to reach the key measures to advance recycling. New study (1) identifies key measures to advance recycling.

High-density polyethylene (HDPE) and polypropylene (PP) account for almost a third of European converters’ demand and are predominantly used in packaging applications. Out of the 16.7Mt (2) placed on the market, an estimated 6.6Mt is rigid polyolefin packaging.

With the current EU recycling capacity for HDPE and PP at 1.2Mt for post-consumer and additional 0.5Mt for pre-consumer waste, the recycling facilities can treat roughly 18% of rigid polyolefin waste. The scaling up of the EU plastics recycling capacity hinges on ensuring that the maximum of plastic waste is captured for recycling. Advancing collection and sorting were identified as key to unlock the much-needed investments in the recycling of rigid polyolefins.

‘Capturing additional tonnages and sorting out pots tubs and trays, is just one of the examples of making the change,’ said Werner Kruschitz, PRE PP/PO Working Group Chairman. Driving the uptake of recyclates, is equally important.

‘The recycled rigid polyolefins content must be widened, said Herbert Snell, PRE HDPE Working Group Chairman, he added: ‘The existing trend of fully circular uses of rigid polyolefin recyclate, where rHDPE from bottles is used in bottle production, and HDPE and PP crates can be recycled back into crates, must continue to grow’.

Making rigid polyolefins fully circular depends as well on ensuring a product is readily recyclable. This will allow to maintain the highest value of the material at its end of life but will also play into making recycling more cost-effective while meeting the requirements of even the most demanding applications. Additionally, filling the existing legislative gaps to drive the uptake of recyclates, by for example using public procurement, is yet another solution that must be fully exploited.

Rigid polyolefins stream has a potential for a greater contribution to plastic packaging recycling targets. However, to further develop recycling infrastructure and markets for this grade in Europe collaboration of the industry together with European policy-makers is critical.

(1)- HDPE & PP Market in Europe: State of Play
(2)- An estimated 2–2.5 Mt of PP is used in flexible films (including flexible packaging) and 0.7 Kt of HDPE across construction and packaging films. Additionally, textiles account for roughly 2 Mt of PP and 200 kt of HDPE.

Plastics Recyclers Europe (PRE) is an organization representing the voice of the European plastics recyclers who reprocess plastic waste into high-quality material destined for the production of new articles. Recyclers are important facilitators of the circularity of plastics and the transition towards circular economy.
Plastics recycling in Europe is a rapidly growing sector, representing €3 billion in turnover, 8.5 million tonnes of installed capacity, 600 companies and over 20,000 employees.

www.plasticsrecyclers.eu

Citytech mobilità terzo millennio. Citytech è l’evento B2B dedicato alla mobilità urbana più accreditato d’Italia: la manifestazione raccoglie tutte le innovazioni e le best practice del settore sia a livello nazionale che internazionale, diventando così un momento di incontro e discussione per aziende leader, startup, istituzioni, stakeholder, investitori e media.

L’edizione 2021 affronterà il delicato tema dei più grandi cambiamenti nel contesto economico e sociale dal dopoguerra a oggi, con particolare riferimento alla mobilità, che, nuovamente, si trova ad essere protagonista di un’evoluzione inattesa.

Un palcoscenico adatto ad individuare, presentare e dare ascolto a proposte innovative ed efficaci che possano guidare e plasmare il futuro della mobilità nelle città del terzo millennio.
Il programma conference affronterà tutte le tematiche più trendy del momento: mobilità urbana aerea, guida autonoma, sharing mobility, veicoli elettrici, infrastrutture di ricarica, micromobilità, connettività, big data, blockchain e soluzioni per la sosta.

Grazie collaborazione con Comune di Milano, Citytech si svolgerà il 20 e 21 maggio 2021 nella splendida cornice di Piazza Castello.
Nell’area pedonale sita nel pieno centro di Milano, le aziende potranno esporre i propri prodotti e servizi, realizzare test ride e, durante il ricco programma conference, comunicare la propria visione sul futuro della mobilità non solo alla business community ma anche alla cittadinanza.
L’intera area, sia espositiva che conference, sarà allestita completamente all’aperto. Il nuovo concept sarà ideato nel rispetto delle linee guida regionali e delle norme di distanziamento in vigore in materia di Covid.

20 e 21 maggio 2021 – Milano – Piazza Castello

– BYinnovation è Media Partner di Citytech

www.citytech.eu

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Etichette Energetiche UE. Per aiutare i consumatori dell’UE a ridurre le bollette energetiche e l’impronta di carbonio, a partire da lunedì 1 marzo 2021 è applicabile in tutti i negozi e in tutti i punti vendita online una nuova versione della famosa etichetta energetica UE.

Le nuove etichette si applicheranno inizialmente a quattro categorie di prodotti: frigoriferi e congelatori, lavastoviglie, lavatrici, televisori (e altri monitor esterni).
Il 1 settembre usciranno le nuove etichette per lampadine e lampade con sorgenti luminose fisse, altri prodotti seguiranno nei prossimi anni.

Poiché un numero sempre maggiore di prodotti ha raggiunto le classi A +, A + + o A + + + secondo la scala attuale, la modifica più importante delle nuove etichette è il ritorno alla più semplice scala A-G, più rigorosa e concepita in modo che pochissimi prodotti siano inizialmente in grado di ottenere la classificazione “A”, lasciando un buon margine all’inclusione di prodotti più efficienti in futuro. i prodotti energeticamente più efficienti presenti ora sul mercato saranno infatti, di norma, etichettati “B”, “C” o “D”. Le etichette contengono elementi nuovi, tra cui un link QR a una banca dati a livello UE che consentirà ai consumatori di trovare maggiori dettagli sul prodotto. Il 1º marzo entrerà in vigore anche una serie di norme sulla progettazione ecocompatibile, in particolare per quanto riguarda la riparabilità e l’obbligo per i fabbricanti di tenere a disposizione i pezzi di ricambio per un certo numero di anni anche dopo che i prodotti non sono più immessi sul mercato.

Kadri Simson, Commissaria per l’Energia, ha dichiarato: “L’etichetta energetica originale ha avuto un grande successo, poiché ha consentito ad una famiglia media in Europa di risparmiare varie centinaia di euro l’anno e ha motivato le imprese a investire in ricerca e sviluppo. Alla fine di febbraio oltre il 90 % dei prodotti risultano etichettati A +, A + + o A + + +. Il nuovo sistema sarà più chiaro per i consumatori e garantirà che le imprese continuino a innovare e a offrire prodotti ancora più efficienti, con conseguente riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.”

Oltre a riscalare la classe di efficienza energetica del prodotto in esame, la nuova etichetta presenta icone più chiare e moderne. Come le precedenti, le etichette riscalate non mostrano solo la classe di efficienza energetica; per una lavatrice, ad esempio, indicano a un primo sguardo il numero di litri di acqua per ciclo, la durata di un ciclo e il consumo di energia misurato su un programma standardizzato.

Un’ulteriore significativa modifica è l’introduzione del codice QR in alto a destra: scansionandolo, i consumatori ottengono informazioni supplementari sul modello del prodotto, ad esempio sulle dimensioni, le caratteristiche specifiche o i risultati delle prove a seconda dell’apparecchio. Tutti gli apparecchi presenti sul mercato dell’UE devono essere registrati in una nuova banca dati a livello UE, il registro europeo delle etichette energetiche (European Product Registry for Energy Labels), EPREL, che faciliterà ulteriormente il confronto di prodotti simili in futuro.

Oltre alle norme sull’etichettatura energetica, il 1 marzo 2021 sono entrate in vigore i nuovi regolamenti corrispondenti sulla progettazione ecocompatibile, che aggiornano i requisiti minimi di efficienza e rafforzano dei diritti dei consumatori per quanto riguarda la riparazione dei prodotti e il sostegno all’economia circolare.
I fabbricanti o gli importatori sono ora obbligati a mettere a disposizione dei riparatori professionisti una serie di pezzi essenziali (motori e spazzole per motori, pompe, ammortizzatori e molle, cestelli di lavaggio ecc.) per almeno 7-10 anni dall’immissione sul mercato dell’UE dell’ultima unità di un modello.
Anche per gli utilizzatori finali (vale a dire i consumatori che non sono riparatori professionisti, ma che amano effettuare essi stessi le riparazioni), i fabbricanti devono mettere a disposizione alcuni pezzi di ricambio per diversi anni dopo che un prodotto è stato ritirato dal mercato — prodotti quali porte o cerniere e sigilli che sono compatibili con il “fai da te”.
Il tempo massimo di consegna per tutti questi pezzi è di 15 giorni lavorativi dall’ordine.

Contesto
L’etichetta energetica dell’UE è una caratteristica assai nota sui prodotti per uso domestico come le lampadine, i televisori o le lavatrici, e ha aiutato i consumatori a compiere scelte informate per oltre 25 anni. In un’indagine condotta a livello dell’UE (Eurobarometro) nel 2019, il 93 % dei consumatori ha confermato di aver riconosciuto l’etichetta e il 79 % di esserne stato influenzato nella decisione sul prodotto da acquistare. Insieme ai requisiti minimi di prestazione armonizzati (noti come “progettazione ecocompatibile”), si stima che le norme dell’UE sull’etichettatura energetica ridurranno la spesa dei consumatori di decine di miliardi di euro l’anno, generando nel contempo numerosi altri vantaggi per l’ambiente e per i fabbricanti e i dettaglianti.
Le nuove categorie dell’etichetta riscalata sono state concordate in seguito a un processo di consultazione rigoroso e trasparente che ha visto l’ampio coinvolgimento dei portatori di interessi e degli Stati membri in tutte le fasi, il controllo del Consiglio e del Parlamento europeo e sufficiente coinvolgimento e preavviso per i fabbricanti. Come previsto dal regolamento quadro, altri gruppi di prodotti saranno riscalati nei prossimi anni: asciugatrici, apparecchi per il riscaldamento d’ambiente locale, condizionatori d’aria, apparecchi di cottura, unità di ventilazione, armadi frigoriferi professionali, apparecchi per il riscaldamento d’ambiente, scaldacqua, caldaie a combustibile solido.
Il passaggio alle etichette riscalate coincide con l’entrata in vigore di due regolamenti orizzontali (“omnibus”) adottati di recente per rettificare o chiarire una serie di punti nei regolamenti sull’etichettatura energetica e sulla progettazione ecocompatibile originariamente adottati nel 2019.

Energy label and ecodesign

EU microplastic ban just got a step closer – but has major loopholes. Clean-up target impossible to meet without improvements, NGOs warn.

EU plans to stop firms adding microplastic to almost all products have major loopholes that would keep pollution flooding into the environment for nearly a decade and reward unproven biodegradable plastics, environmental groups are warning.

The European Commission has pledged to ban microplastic from cosmetics, paints, detergents, some farm, medical and other products to prevent 500,000 tonnes polluting mostly rivers and seas. The legal process moved forward on Tuesday when a detailed proposal was presented by ECHA to the Commission. The legal restriction is expected to become law next year.

But following industry lobbying, the proposal has major loopholes, according to the Rethink Plastic alliance of environmental groups. Some sectors could get up to 8 years to drop microplastic, while ‘biodegradable’ microplastic that has not been shown to degrade in the environment could escape the ban. The 500,000 tonnes target will be impossible to achieve unless the proposal is improved, they calculated.

European Environmental Bureau chemicals policy officer Elise Vitali said: “Microplastic pollution is everywhere: in our drinking water, our fields, filling the air in cities and even inside our bodies. The EU is right to build on its reputation of tackling plastic pollution with this new ban. But it must avoid being sidetracked by industry-sponsored loopholes. We want a quick and broad restriction with no green light for unproven biodegradable plastic.

Hélène Duguy, chemicals lawyer at ClientEarth, said: “The EU promised to turn off the taps on microplastic pollution. Take sport pitches – it’s a gigantic source of microplastics pollution and it’s now up to the Commission to make sure that a full ban is in order. When it comes to cosmetics – another well-known source of this pollution – the Commission needs to reject the lenient proposal that would give the cosmetics industry a free pass to continue business as usual until 2028, even where alternatives are available.

Microplastic pollution is irreversible and causes considerable harm to the environment, with potential grave consequences for humans. EU scientific advisors have recognised that microplastics pose an unacceptable risk, which justifies a comprehensive ban.

The groups are urging the Commission to adopt a broad restriction that covers all microplastics in all sectors and uses.
The proposal is now in the hands of the Commission’s industry department, which has not always shown ambition on chemicals policy, the NGOs said. The Commission has until late May 2021 to draft the restriction text, which will then go to a vote of member state experts. The European Parliament and Council of Ministers then have three months to object, but rarely do.

Rethink Plastic, part of the Break Free From Plastic movement, is an alliance of leading European NGOs working towards ambitious EU policies on plastics. It brings together the Center for International Environmental Law, ClientEarth, Environmental Investigation Agency , European Environmental Bureau , European Environmental Citizen’s Organisation for Standardisation, Greenpeace, Seas At Risk, Surfrider Foundation Europe, and Zero Waste Europe.
Together they represent thousands of active groups, supporters and citizens in every EU Member State working towards a future free from plastic pollution.

www.rethinkplasticalliance.eu

www.eeb.org

www.clientearth.org

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