Category: Mobilità

Evento mobilità, carburanti, logistica. Aprono le manifestazioni di punta italiane per un confronto fra Istituzioni, Associazioni e imprese sui temi della mobilità sostenibile, dei carburanti alternativi e delle moderne tecnologie per la logistica.
E’ possibile iscriversi online e scaricare il biglietto che garantisce l’ingresso giornaliero e gratuito al padiglione 20 di BolognaFiere, area destinata ad ospitare le aziende espositrici di Fuels Mobility, HESE Hydrogen Energy Summit & Expo, ConferenzaGNL e Dronitaly, le manifestazioni ideate e organizzate da Mirumir (In Fieri), in programma dal 6 all’8 ottobre 2021, in contemporanea ad ACCADUEO.

La manifestazione si completa con un ricco programma di convegni nelle sale allestite all’interno del padiglione 15 (partecipazione gratuita previa registrazione) realizzato in collaborazione con le principali associazioni di categoria, centri di ricerca, università e istituzioni internazionali.
Più di 150 relatori provenienti da tutto il mondo interverranno in presenza e da remoto contribuendo a una tre giorni di dibattiti altamente qualificati su energia, mobilità e trasporti.

Massima attenzione sarà rivolta ai protocolli di sicurezza anti-covid, per garantire la più ampia partecipazione di pubblico e di operatori del settore, nel pieno rispetto delle normative vigenti, a tutela della salute di tutti.
L’accesso di visitatori ed espositori avviene con procedure di ingresso, transito, uscita, modalità, percorsi e tempistiche predefinite e differenziate, al fine di ridurre le occasioni di assembramento. All’ingresso il personale addetto al controllo effettuerà il controllo della certificazione verde COVID-19 (green pass), in conformità a quanto previsto dal decreto-legge 23 luglio 2021, n.105, e secondo le procedure previste dalla specifica normativa. Ad ogni ingresso nel quartiere fieristico, verrà effettuato il controllo della temperatura corporea (limite 37,5°C) con sistema igienico tipo contactless.

Le iniziative saranno anticipate, dal 27 settembre al 5 ottobre, dalla Water+Energy Digital Session, l’anteprima digitale della manifestazione, un qualificato servizio di Business Matching internazionale (gratuito per gli espositori) destinato ad aziende e ai key player del settore, in attesa dell’appuntamento in presenza.

Mirumir e In Fieri sono due società italiane che da oltre 20 anni si occupano dell’ideazione e dell’organizzazione di manifestazioni fieristiche e di conferenze di elevato profilo, a livello nazionale e internazionale, nei settori dell’energia, dell’innovazione e della mobilità sostenibile. L’ambito di competenza si estende poi dalla consulenza aziendale nella comunicazione d’impresa e al marketing fino alla pianificazione editoriale, cartacea e digitale.

dal 6 a 8 ottobre – BolognaFiere

–  BYinnovation Media Partner

www.mirumir.it

www.fuelsmobility.com

www.hese.it

www.conferenzagnl.com

www.dronitaly.it

Citytech a Milano CityLife. Si avvicina l’appuntamento con Citytech, evento conference ed exhibition leader in Italia sulla mobilità, promosso dal Comune di Milano e patrocinato dai Ministeri della Transizione Ecologica e delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili, da Regione Lombardia, AGID, AMAT e ANCI.

E’ online il programma completo dei convegni che si terranno il 23 e 24 settembre presso la Sala Maestoso del Cinema Anteo di CityLife – accesso dalla Torre Generali al piano superiore dell’innovativo Business e Shopping District nel cuore di Milano.

Durante il primo workshop di Citytech che si terrà giovedì 23 settembre dalle ore 10.00 alle ore 13.30, parleremo di progetti innovativi che puntano ad incentivare la diffusione della mobilità elettrica e lo sviluppo di reti logistiche intelligenti all’interno degli spazi urbani per ridisegnare il nostro modo di muoverci e vivere una smart city.

I posti a sedere disponibili nella Sala Maestoso del Cinema Anteo di CityLife, in cui si terranno le conferenze di Citytech, sono limitati a causa delle restrizioni Covid-19. Pertanto è necessario riservare il proprio posto compilando il modulo dedicato. L’accesso alla manifestazione è garantito solo previa visione di Green Pass o certificato di tampone negativo effettuato nelle 48 ore prima.

23 e 24 settembre presso la Sala Maestoso del Cinema Anteo di CityLife

– BYinnovation è Media Partner di Citytech

www.citytech.eu

programma

iscrizione

Expo Ferroviaria 2021 a Rho Fiera Milano dal 28 al 30 settembre. Un appuntamento giunto alla decima edizione che testimonia l’importanza strategica del settore.

Nell’anno della ripartenza, torna a Rho Fiera Milano EXPO Ferroviaria, l’unica fiera B2B dedicata al settore ferroviario in Italia, che festeggia la decima edizione.
Dal 28 al 30 settembre tutti i settori della tecnologia ferroviaria saranno protagonisti dell’appuntamento a loro dedicato, che quest’anno potrà contare anche sulla nuova “Tunnelling area” dedicata alle aziende specializzate nella costruzione ed equipaggiamento di gallerie e spazi sotterranei.

A inizio luglio si contano già oltre 140 espositori, provenienti da 11 paesi tra cui: Alstom Ferroviaria SpA, Colas Rail SpA, Stadler Rail Management AG, Knorr Bremse Rail System Italia Srl, ABB SpA, Lucchini RS SpA, Wabtec Corporation, Salcef Group SpA, Vossloh Locomotive GmbH, Vossloh Sistemi Srl e Siemens SpA.

L’evento rappresenta un’opportunità per i professionisti del settore ferroviario, oggi più che mai dopo il periodo difficile della pandemia, per condividere nuove tendenze, lanciare nuovi prodotti, favorire attività di marketing aziendale, incontrare personalmente clienti, fornitori e partner commerciali, riuniti tutti sotto lo stesso tetto.

La Fiera si svolgerà nei padiglioni 16 e 20, che vedranno una parte dello spazio espositivo dedicato all’area binari, che metterà in mostra prodotti e attrezzature montati su rotaie e sarà la caratteristica di questa sezione insieme allo spazio dedicato al segmento tunneling, sviluppato in collaborazione con la Società Italiana Gallerie (SIG), un’area che mira a creare maggiori opportunità per gli espositori e una maggiore attrazione per i visitatori professionisti del settore.

Gli show partner di EXPO Ferroviaria 2021 rappresentano sia i settori della fornitura e i leader del servizio ferroviario in Italia. Tra questi troviamo Ferrovie dello Stato Italiane, ASSIFER – Associazione dell’Industria Ferroviaria, ANIAF – Associazione Nazionale Imprese Armamento Ferroviario, DR Ferroviaria Italia e SIG Società Italiana Gallerie. Tra i media partner troviamo FerPress, Railway Gazette, BtoB Rail e LeStrade.

EXPO Ferroviaria, come di consueto, comprenderà un intenso programma di conferenze, seminari, e presentazioni degli espositori, che intensificheranno l’esperienza dei visitatori con dibattiti e opinioni di rilievo sulle tendenze tecnologiche.

L’evento è organizzato da Mack-Brooks Exhibitions che per il settore ferroviario organizza anche Railtex e Infrarail nel Regno Unito a inizio settembre e SIFER in Francia, in programma nell’autunno 2021 per sostenere la ripresa del mercato ferroviario europeo.

dal 28 al 30 settembre – Rho Fiera Milano

– BYinnovation è media Partner di EXPO Ferroviaria

www.expoferroviaria.com

www.mackbrooks.com/about

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Fabbisogni infrastrutturali e logistici: la percezione della business community del settore trasporti e logistica. L’indagine di Uniontrasporti- Format Research conferma la tendenza delle imprese a un maggior ricorso a modalità di trasporto più sostenibili e all’attuazione di processi di economia circolare.

Uniontrasporti, la società consortile in house di Unioncamere e delle Camere di commercio, specializzata su temi inerenti alle infrastrutture di trasporto e logistica, ha realizzato con il supporto Format Research, Istituto di Ricerca operativo dal 1992 in Italia ed Europa, un’indagine nazionale sui fabbisogni e sulle esigenze infrastrutturali e logistiche della business community.
L’indagine nasce dalla necessità delle Camere di commercio italiane di individuare i fabbisogni e le esigenze infrastrutturali e logistiche delle imprese al fine di orientare al meglio le politiche di intervento e investimento a beneficio della comunità economica che rappresenta e fornire servizi mirati alle imprese.

L’indagine, realizzata con sistema Cati (Computer Aided Telephone Interview), è stata svolta su un campione statisticamente rappresentativo di imprese della manifattura e dei trasporti e della logistica che insistono su tutto il territorio nazionale. Nel periodo dal 13 maggio al 14 giugno 2021 sono state raccolte complessivamente 6.404 interviste andate a buon fine.

Di seguito è riportata una sintesi delle interviste fatte alle imprese del comparto trasporti e logistica, in totale 1.648, rimandando a un secondo documento la sintesi dei risultati dell’indagine presso le imprese manifatturiere.
Si evidenzia che, nel corso della raccolta dati, tra le aziende contattate è stata registrata una quota consistente di imprese che, in assenza di ristori, avrebbero rischiato di scomparire già nel primo post-lockdown di maggio 2020. Si tratta delle cosiddette “imprese zombie”, che non sono ancora riuscite a tornare ai livelli pre-pandemici e che rischiano di chiudere.

Organizzazione dell’impresa e mercati di sbocco
In termini di export sul fatturato aziendale dall’indagine si evince che, nel 2019, il 76,1% delle imprese ha effettuato solo trasporti nazionali. Per circa il 7%, invece, l’export prodotto con committenti esteri ha inciso oltre il 50% sul fatturato totale aziendale.
In particolare, a livello regionale il Friuli Venezia Giulia è la regione in cui, più di tutte, l’export ha inciso fino al 10% sul fatturato totale aziendale (18%), mentre all’estremo opposto il Molise è la regione in cui il fatturato aziendale è derivato per il 96,9% da trasporti nazionali e solo un 1,4% da committenti esteri.
Il 38,8% di imprese ha dichiarato che, nell’ultimo biennio, l’area di provenienza delle merci è coincisa con la loro area di localizzazione, situazione analoga se consideriamo la destinazione delle merci (38% nella stessa area di localizzazione degli intervistati). Il 29,4% ha gestito merci provenienti dall’Italia.
In media circa otto imprese su dieci (74,3%) hanno utilizzato in prevalenza il trasporto tutto strada, il 7,6% il trasporto combinato strada-mare e solo il 5% i servizi di autostrada viaggiante. Il container è stata l’unità di carico maggiormente impiegata nel corso dell’ultimo biennio (34,6%), a seguire le rinfuse solide/liquide e la cassa mobile.

Accessibilità del territorio
Oltre il 36% delle imprese ritiene ottima o buona l’accessibilità della propria provincia rispetto alla rete autostradale. Nel dettaglio, se nella Provincia autonoma di Bolzano il 10% degli intervistati ritiene ottima l’accessibilità alla rete stradale e autostradale del proprio territorio, in Calabria ben il 64,6% delle imprese intervistate la ritiene molto carente. In generale è soddisfacente anche il giudizio sugli aeroporti (quasi il 29% ritiene l’accessibilità molto buona e il 39% sufficiente). Da questa indagine, gli interventi ritenuti più urgenti dalle imprese del comparto sono risultati: migliorare l’accessibilità ai centri urbani (39%), completare in tempi rapidi gli interventi in corso (38,5%) e potenziare l’intermodalità ferro-gomma-mare (22,9%).

Digitalizzazione e innovazione
In termini di applicazioni informatiche il 45,8% delle imprese ha dichiarato di utilizzare applicazioni gestionali per la contabilità, la finanza e il controllo di gestione, il 21,7% servizi in cloud, il 18,6% piattaforme di comunicazione e collaborazione.
Il 52,2% delle imprese intervistate ha dichiarato di avere un sito web: tra queste il 35,1% lo utilizza solo come vetrina, il 17,1% come strumento per interagire con l’esterno. In quest’ottica, le imprese liguri risultano le più virtuose, con la percentuale più elevata di aziende che hanno un sito web utilizzato anche per interagire con l‘esterno (25,4%); all’opposto, l’Abruzzo ha la percentuale più alta di aziende che non possiedono neanche un sito web (75,4%).
Del 17,1% di imprese che hanno un sito web che interagisce con l’esterno, il 40,7% lo utilizza per l’e-commerce, il 37,8% per contatti con fornitori e partner.

Competenze e strumenti digitali
Per quanto riguarda il tema delle competenze in ambito digitale, solo il 26,7% delle imprese ritiene di avere gli strumenti e le capacità necessarie per cogliere le opportunità del digitale: il 30,1% delle imprese intervistate deve ancora dotarsi degli strumenti informatici adatti. In questo ambito, il Piemonte risulta la regione più innovativa in quanto solo il 21,6% delle imprese intervistate ritiene di non avere le competenze e gli strumenti informatici adatti, percentuale che tocca il picco del 63,4% in Basilicata.
In particolare, software gestionali, 4G/5G e fibra ottica sono gli strumenti digitali in cui le imprese pensano di investire nel prossimo triennio. La semplificazione delle procedure burocratiche e amministrative, l’ammodernamento organizzativo e digitale e il completamento dell’infrastruttura di connettività della banda ultralarga sono invece gli interventi ritenuti prioritari dalle imprese del comparto per poter beneficiare della transizione digitale.
La velocizzazione dei rapporti con clienti e fornitori, la semplificazione documentale e normativa, la riduzione dei costi rappresentano i principali benefici che le imprese ritengono di poter trarre dalla digitalizzazione. In particolare, secondo le imprese intervistate, la digitalizzazione applicata alle infrastrutture di trasporto potrebbe migliorare l’interazione tra utente e infrastruttura e ottimizzare la gestione della fase di trasporto.

Sostenibilità e transazione ecologica
Ora più che mai la filiera dei trasporti e della logistica deve puntare alla riduzione dell’impatto ambientale e dell’inquinamento. Dall’indagine di Uniontrasporti-Format Research si evince che le imprese del comparto stanno andando nella direzione giusta in tema di sostenibilità e transizione ecologica: il 41,1% delle imprese intervistate ha acquistato mezzi a minor impatto ambientale, il 18,1% ha cercato di compiere azioni meno inquinanti, il 17% di migliorare la capacità di carico dei veicoli. Tra le regioni che hanno investito maggiormente in termini di sostenibilità spicca il Molise con un’altissima percentuale di imprese che hanno acquistato nuovi mezzi a minor impatto ambientale (66,6%).
Investire in mezzi a basso impatto, ricorrere a fornitori attenti alla sostenibilità e formare i dipendenti per migliorare la sensibilità sulle politiche green sono le strategie che le imprese vogliono adottare in futuro. Beneficiare degli sgravi fiscali, migliorare la propria immagine e il minor impatto sull’attività aziendale (non dovendo subire i divieti di circolazione per i veicoli più inquinanti) sono i principali benefici che l’azienda potrebbe trarre dalla sostenibilità.

“Gli esiti di questa parte dell’indagine sono molto significativi e confermano la tendenza delle nostre imprese a un maggior ricorso a modalità di trasporto più sostenibili e all’attuazione di processi di economia circolare. Già nelle iniziative contro le limitazioni tirolesi al Brennero, portate avanti da Uniontrasporti e dal sistema camerale, era emerso un cambio di mentalità dell’autotrasporto italiano, pronto a rinnovare il proprio parco veicolare a favore di un trasporto e di una logistica ecosostenibili. Se riusciremo ad aumentare l’uso di mezzi più sostenibili e il modal shift a favore della ferrovia, la logistica del nostro Paese potrà diventare ancora più efficiente e competitiva” – ha dichiarato Antonello Fontanili, Direttore Uniontrasporti.

Semplificazione normativa e rapporti con PA
In termini di interventi per semplificare l’applicazione delle norme, le imprese coinvolte ritengono necessari la facilitazione dell’accesso ai fondi e agli incentivi per l’acquisto di mezzi e attrezzature, la maggior chiarezza dell’attività amministrativa/normativa e la semplificazione delle procedure per le autorizzazioni. Quasi nove imprese su dieci sono a conoscenza del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). In particolare, l’Umbria risulta la regione più competente sul tema, con un’alta percentuale di imprese (46,8%) che dichiara di conoscere i contenuti del Piano nel dettaglio.
Dell’85,8% di imprese che sono a conoscenza del PNRR, circa il 59% lo ritiene molto o abbastanza vantaggioso per risanare i danni creati dalla pandemia. Sostegno economico mediante contributi a fondo perduto, assistenza e supporto alle imprese e momenti di informazione e aggiornamento sono, secondo le imprese intervistate, le attività che le Camere di commercio dovrebbero attuare per favorire la transazione digitale.

UNIONTRASPORTI è Società in house del Sistema camerale italiano, specializzata in Trasporti, Logistica e Infrastrutture.
Nata nel 1990, Uniontrasporti è la società consortile in house di Unioncamere e delle Camere di commercio, specializzata su temi inerenti le infrastrutture di trasporto e logistica, la mobilità e lo sviluppo della banda ultra larga.
Una struttura di diritto pubblico al servizio del Sistema camerale, Uniontrasporti sostiene l’azione delle Camere di Commercio per disegnare una più efficace pianificazione degli interventi infrastrutturali (su strade, ferrovie, porti, aeroporti, interporti, banda larga) e una riorganizzazione e qualificazione dei servizi delle imprese che operano in questi settori.
Uniontrasporti fornisce supporto tecnico a Unioncamere e alle Camere di commercio nella promozione della crescita e della competitività territoriale in termini di accessibilità, efficienza logistica, innovazione e Ict.
I soci di Uniontrasporti ad oggi sono: Unioncamere nazionale, 20 Camere di commercio e 4 Unioni regionali.
Uniontrasporti promuove l’innovazione e gli strumenti digitali presso le imprese, attraverso la realizzazione di servizi di accompagnamento alla digitalizzazione e supporto operativo nello sviluppo di nuove reti di infrastrutture a banda ultralarga. La società fornisce assistenza ai soci nella definizione delle proprie strategie di promozione e supporto, investimento e partecipazione, nonché razionalizzazione, in iniziative infrastrutturali (aeroporti, autostrade, fiere, interporti, mercati all’ingrosso), con l’obiettivo di qualificare, valorizzare e conseguire la massima efficienza gestionale.

In particolare la società promuove:
– La digitalizzazione delle imprese e la connettività a banda ultralarga delle aree produttive.
– Il miglioramento e l’efficientamento delle infrastrutture di trasporto e logistica.
– La cooperazione e il dialogo tra tutti i soggetti coinvolti nella pianificazione e nello sviluppo infrastrutturale del Paese.

www.uniontrasporti.it

Fit for 55 fails to right wrongs of EU’s disastrous biofuels policy. The European Commission has backed down on a proposal to shift its ‘green fuels’ law towards non-liquid alternatives like electricity as part of its Fit for 55 package. This is despite 10 years of the Renewable Energy Directive (RED) leading to widespread deforestation, habitat loss and biodiesel emissions greater than the fossil diesel it replaced, as the growth in “green” fuels was met mostly through crop biofuels like palm oil.

Laura Buffet, energy director at T&E, said: “The EU is failing to right the wrongs of a disastrous green fuels policy caused by heavy reliance on crop biofuels. This mistake is compounded by the decision not to bring forward the end date for support to palm oil biofuels, as some member states have done.”

The Commission now allows fuel suppliers to count renewable electricity to meet their targets, either by buying electricity credits or by expanding their own networks of charging stations. But it removed the extra weighting electricity was given towards meeting the targets, which reflected its higher efficiency compared to biofuels.

Laura Buffet: “We welcome the introduction of a system that rewards fuel suppliers for using renewable electricity as a transport fuel, and not only blending biofuels. This change reflects the growing electrification of transport and will help move the EU’s green fuels law away from the exclusive reliance on biofuels. But the EU must ensure it strengthens this system while ending support to crop biofuels.”

The new RED also increases the target for advanced biofuels from wastes and residues
T&E has raised concerns over the high target which could leave oil companies scouring the planet for scarce wastes and residues like palm residues or crude tall oil (from wood pulp). It could lead to market distortions and potential fraud.

High targets for hydrogen and e-fuels which go beyond the demand from aviation and shipping in 2030 also risk promoting hydrogen and e-fuels for road transport where they are far less efficient than electricity. Without a clear framework on how ‘green’ hydrogen and e-fuels will be defined, there is a heightened risk that they could be developed using fossil fuels.

Transport & Environment’s (T&E) vision is a zero-emission mobility system that is affordable and has minimal impacts on our health, climate and environment.
Since we were created 30 years ago, T&E has shaped some of Europe’s most important environmental laws. We got the EU to set the world’s most ambitious CO2 standards for cars and trucks but also helped uncover the dieselgate scandal; we campaigned successfully to end palm oil diesel; secured a global ban on dirty shipping fuels and the creation of the world’s biggest carbon market for aviation – just to name a few.
Credibility is our key asset. We are a non-profit organisation and politically independent. We combine the power of robust, science-based evidence and a deep understanding of transport with memorable communications and impactful advocacy.
Our staff in Brussels, Rome, Madrid, Berlin, Warsaw and London collaborate with our 63 national member and supporter organisations in 24 countries across Europe. All together our members and supporters represent more than 3.5 million people.
We coordinate the International Coalition for Sustainable Aviation (ICSA), which has observer status at the International Civil Aviation Organisation (ICAO) and are members of the Clean Shipping Coalition (CSC), which has observer status at the International Maritime Organisation (IMO).
We hold a seat on the board of ECOS, and are members of the Green 10 group of European environmental NGOs, Agora Verkehrswende, the Platform for Electromobility, the Coalition for Energy Savings, the Renewable Grids Initiative and the Electrification Alliance.

www.transportenvironment.org

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Dibattito sui veicoli elettrici: 8 falsi miti sfatati da Geotab. Dalla sicurezza all’efficienza della batteria, dalla manutenzione allo stile di guida, tutto quello che c’è da sapere per sfruttare al meglio i veicoli elettrici

Il recente piano “Fit for 55” studiato dalla Commissione Europea in tema di sostenibilità, che prevede lo stop della vendita di auto a benzina e diesel entro il 2035, ha portato nuovamente alla ribalta il tema dell’adozione dei veicoli elettrici. Se l’Italia, come dimostrato dagli ultimi dati Acea, risulta tra i Paesi dove veicoli ibridi ed elettrici si stanno diffondendo più velocemente, talvolta gli utenti nutrono ancora alcune incertezze in merito all’utilizzo dei mezzi green.

“Le opportunità offerte da veicoli elettrici e ibridi sono molteplici, sia per le aziende sia per i singoli consumatori. Per abbracciare questo cambiamento di paradigma, tuttavia, è necessario ripensare il tradizionale approccio alla mobilità e all’infrastruttura, e imparare un modo nuovo di gestire i propri mezzi”, spiega Fabio Saiu, Director Geotab Italia e Leasing and Renting European Director di Geotab. “Per favorire davvero la diffusione di un nuovo modello sostenibile, riteniamo importante supportare organizzazioni e consumatori nella transizione all’elettrico, offrendo loro tutte le informazioni necessarie a prendere decisioni consapevoli dal punto di vista sia ambientale, sia economico”.

Per fugare i dubbi più comuni e aprire la strada all’elettrificazione delle flotte aziendali e privati, Geotab – leader globale in ambito IoT, veicoli connessi ed elettrici, ha quindi stilato una lista degli 8 falsi miti sui veicoli elettrici che possono generare confusione tra gli utenti meno esperti.

1. È difficile prevedere i consumi dei veicoli elettrici e gestire l’ansia da autonomia
Come per ogni altro aspetto, la conoscenza è la migliore soluzione per gestire sprechi e preoccupazioni.
Spesso, infatti, i conducenti di veicoli elettrici tendono a essere eccessivamente cauti nell’esaurimento dell’autonomia. Imparare a leggere le stime e a pianificare i percorsi consente di avere sempre una visione chiara su come gestire l’energia rimasta, mentre evitare di ritardare le ricariche rappresenta un valido aiuto per la gestione della cosiddetta “ansia da autonomia”. Si tratta di poche ma semplici abitudini da far entrare nel quotidiano, per sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla mobilità elettrica.

2. Le batterie dei veicoli elettrici contengono livelli di energia e sostanze chimiche che li rendono più pericolosi di quelli con motore a combustione interna
I veicoli elettrici non sono semplicemente sicuri, ma possono esserlo anche più di quelli tradizionali.
Oltre a standard di sicurezza elevati volti a evitare la fuoriuscita di sostanze chimiche dalle batterie, i veicoli elettrici offrono importanti vantaggi anche dal punto di vista strutturale. Si pensi, ad esempio, allo spazio solitamente occupato da un motore a combustione: si tratta di un’area che offre una zona di deformazione più ampia, in grado di assorbire energia durante eventuali collisioni e dare quindi maggiore protezione a conducente e passeggeri. Inoltre, il posizionamento del pacco batterie consente di abbassare il baricentro del veicolo e distribuire il peso in modo più uniforme, prevenendo il rischio di ribaltamento del veicolo.

3. Lo stile di guida non influisce sulle performance dei veicoli elettrici
I veicoli elettrici si configurano da tre a quattro volte più efficienti degli equivalenti con motore benzina o diesel nel convertire l’energia in movimento, ma anche in questo caso le abitudini di guida si rivelano determinanti per le performance dell’auto. Analogamente a quanto accade con i veicoli tradizionali, dunque, è fondamentale evitare uno stile di guida aggressivo, riducendo il più possibile accelerazioni e frenate non necessarie, così come l’eccessiva velocità, per contenere i consumi. Anche il carico del veicolo influisce sulle prestazioni della batteria: i carichi più pesanti implicano infatti un maggiore utilizzo di energia da parte del veicolo.

4. Le batterie dei veicoli elettrici devono essere completamente cariche per dare la resa migliore
I veicoli elettrici utilizzano batterie agli ioni di litio di varie forme, con un’elevata densità energetica e, rispetto ad altri tipi di batterie, hanno meno probabilità di perdere la carica quando non utilizzate. Tuttavia, sono naturalmente soggette a un processo di deterioramento nel tempo e la loro capacità di stoccare energia ed erogare potenza diminuisce.
Esistono però alcune accortezze che possono prolungarne la durata: tra queste, il monitoraggio dello Stato di Carica. Contrariamente a quanto comunemente si possa pensare, una carica molto elevata per lunghi periodi di tempo non contribuisce a una vita più lunga della batteria, ma ne aumenta i livelli di stress al pari di uno stato di carica eccessivamente ridotto. È dunque buona norma, soprattutto nei periodi di inutilizzo, evitare di mantenere la batteria completamente carica o scarica.

5. Le condizioni climatiche non influiscono sulla durata della batteria
I sistemi di riscaldamento e raffreddamento sono mantenuti in funzione dalla stessa batteria che alimenta il veicolo: di conseguenza, la distanza percorribile con una sola carica varia considerevolmente in base alla temperatura.
I dati di Geotab hanno dimostrato che la temperatura ideale per il funzionamento di un veicolo elettrico si attesta intorno ai 21,5° C. Se non esiste il modo di controllare il clima, ci sono però alcune accortezze in grado di migliorare l’autonomia: in inverno, ad esempio, sedili e volante riscaldati utilizzano meno energia rispetto al sistema di riscaldamento tradizionale, mentre in estate si può pensare preferibilmente di azionare la sola ventola o di abbassare i finestrini qualora le temperature lo consentano.

6. I veicoli elettrici non possono autoricaricarsi
Al contrario, sono dotati della cosiddetta “frenata rigenerativa”, che invia energia cinetica alla batteria ogni volta che il conducente frena. Decelerando gradualmente, è possibile recuperare la maggior parte dell’energia utilizzata dall’auto per frenare, ottimizzando in questo modo l’efficienza. Un sapiente utilizzo di questa caratteristica permette quindi di non ricaricare subito i veicoli elettrici fino al massimo livello di carica poiché, a differenza di quelli a combustione interna, sono in grado di recuperare energia durante la guida.

7. La manutenzione dei veicoli elettrici è costosa
In realtà, il minor numero di parti mobili e l’assenza di accumulo di particolato riduce i costi di manutenzione dei veicoli elettrici.
Se i veicoli a combustione interna presentano rischi comuni come candele difettose o cinghie dentate danneggiate, infatti, quelli elettrici non dispongono di tali componenti e non vanno quindi incontro ai relativi costi di manutenzione. Anche i freni sono soggetti a minore usura: i sistemi di frenata rigenerativa, che catturano e recuperano l’energia altrimenti persa nell’attrito, sottopongo a uno sforzo notevolmente inferiore le pastiglie.

8. Guidare veicoli elettrici è noioso
Se la rumorosità ridotta può inizialmente disorientare gli appassionati delle quattro ruote, è l’accelerazione veloce e fluida dei veicoli elettrici a conquistarli.
Le auto a combustione interna necessitano infatti di molti giri per raggiungere la coppia massima, mentre le elettriche hanno accesso a gran parte della coppia fin da subito e offrono quindi un’accelerazione più rapida che, oltre a essere fondamentale in casi specifici come l’ingresso in autostrada, rende la guida più divertente. Lo confermano quasi 8 europei su 10, che secondo una recente indagine Nissan, si dichiarano soddisfatti della loro esperienza con l’elettrico e la trovano addirittura migliore delle aspettative.

“I veicoli elettrici rappresentano il futuro della mobilità, ma è necessario conoscerne e comprenderne i punti di forza per rendere la transizione davvero efficace. Per questo, Geotab mette a disposizione soluzioni come EVSA (Electric Vehicle Suitability Assessment), che sfrutta i dati raccolti dalla telematica per analizzare i profili e gli schemi di guida delle flotte, offrendo insight preziosi per valutare e identificare i mezzi più adatti alla sostituzione”, conclude Saiu.

Geotab supporta i clienti nella gestione ottimale delle flotte aziendali fornendo soluzioni per i veicoli connessi, servizi IoT e di big data analytics. Grazie alla piattaforma aperta e al Marketplace di Geotab, che include centinaia di soluzioni di terze parti, le aziende – indipendentemente dalle loro dimensioni – possono automatizzare i propri processi di business integrando i dati dei veicoli con i dati degli altri asset aziendali. Inoltre, come hub IoT, il dispositivo integrato all’interno del veicolo assicura funzionalità aggiuntive attraverso i moduli IOX.
Grazie all’elaborazione di miliardi di data point al giorno Geotab utilizza l’analisi dei dati e machine learning per incrementare la produttività, ottimizzare l’efficienza delle flotte, garantendo la sicurezza dei veicoli e dei conducenti in conformità alle normative. Le soluzioni Geotab sono vendute in tutto il mondo tramite la sua rete di rivenditori autorizzati.

www.geotab.com/it

EU Gov. keep fueling dirty heating. Ahead of ‘Fit for 55’, a new analysis shows that 16 out of 27 member states are still financing fossil fuel heating, despite calls to phase out gas boilers by 2025 to achieve EU climate neutrality goals.
These dirty subsidies cripple the deployment of clean heating technologies such as heat pumps and solar thermal devices.

This year, only 7 countries, Croatia, Estonia, Ireland, Lithuania, Luxembourg, Malta and the Netherlands, have cut off public funding to gas, coal and oil heating, as the latest analysis by the European Environmental Bureau (EEB) on behalf of Coolproducts campaign shows.
Findings reveal that 16 EU governments still incentivise the purchase and/or installation of new gas boilers through various tax reductions, loans and grants, which range between €200 and €2,500 and are supposedly aimed at greening our homes. Moreover, 9 are still promoting oil heating and there are still 2 of them where coal heating can still be subsidised.

Time is running out for the European Union to decarbonise the heating sector, which is the easiest and the most urgent to decarbonise as it is responsible for half of the EU’s annual energy consumption and a third of its CO2 emissions.

A month ago, the International Energy Agency endorsed one of the main claims of Coolproducts: we will not reach climate neutrality by 2050 if we do not ban fossil fuel boilers by 2025. The European Parliament just voted for pushing EU member states to end fossil fuel subsidies by 2025.

A recent report of ECOS for the coolproducts campaign showed fossil heating technologies face bans only in a few member states and concludes that this process can only gain momentum if the European institutions speed up the decarbonisation process.

Even major EU energy groups recently called on the European Union to favour decarbonisation through electrification of heating over fossil fuel solutions, arguing that heat pumps can be deployed on a large scale in Europe without jeopardising electric grid stability, a false argument that the gas lobby has been spreading.

Despite these winds of change over the sector, boosted by the launch of the ‘Fit for 55’ package, EU governments are not doing their part in the decarbonisation of heating. The slow uptake of clean heating at national level, namely the huge amounts of fossil fuel subsidies reducing the cost of gas heating, and the slow insulation rates in some countries are hindering the huge potential of renewables.

Coolproducts campaigners call on EU to:
– Urgently rescale energy label of heating technologies to only promote renewable, non-emitting heating and phase out fossil technologies by 2025.
– Strengthen the provisions in the RED III on renewable heating, requiring a high share of renewable to promote the least emitting sources.
and remarkably, in the Fit For 55 package:
– Strengthen the provisions in the RED II on renewable heating, requiring a high share of renewable to promote the least emitting sources
– Improve measures on the public support for the phase out of fossil fuel in the Energy Efficiency Directive

Facts and figures
– 16 out 27 member states today still finance gas boilers, 8 oil boilers and 2 still fund coal boilers.14 EU governments finance hybrid solutions that combine both fossil and renewable heating.
– In all member states, analyses show ground-source heat pumps working on electricity from the grid largely decrease CO2 emissions.
– At EU level, a standard family switching from a gas boiler to a heat pump or to solar thermal heating can save more than 60% of the CO2 emissions
– The final purchase cost of fossil technology is still lower than renewable heating technology due to fossil incentives and poor subsidy schemes for renewables in all EU countries.
– Germany, Ireland, Spain and Finland are the countries where heat pump installation is more affordable but still more than twice as expensive as fossil boilers.
– Renewable schemes are very different from country to country and often difficult to get or time-limited, thus creating disproportionate gaps in treatments of households willing to embrace renewables
– Heat pumps with low Global Warming Potential refrigerants perform better on CO2 emissions and are to be preferred over those working on climate-harming refrigerants

Davide Sabbadin, a Policy Officer at the European Environmental Bureau (EEB), said: “At the eve of ‘For 55’, it’s scandalous that Member States continue to pour public money into fossil fuels in the sector that should be the first to decarbonise, as it is the one where technology has been there for years and the market is more than ready. The uneven landscape of renewable energy subsidies creates a broken EU, where families least positioned, generally in coal-dependent countries, are left behind in the transition to clean heating.”

Nerea Ruiz Fuente, Policy Director at ECOS – Environmental Coalition on Standards, said: “Boilers are long-lasting devices, often in service for 25 years or more. The maths is simple: to be climate neutral by 2050, we need to stop installing fossil fuel boilers by 2025. Alternatives such as heat pumps are already available and cost-effective, so it is unacceptable that public money is channelled into keeping us locked in polluting technologies. The Commission has powerful tools, such as ecodesign, at its disposal. We cannot afford for ‘Fit For 55’ to be a missed opportunity.”

www.eeb.org

www.coolproducts.eu

full report

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ANAS traffico luglio 2021. Aumento del +10% rispetto al mese precedente. Continua l’incremento del traffico sull’intera rete Anas trainato dagli spostamenti per le vacanze estive, in particolare verso le località dell’Italia Meridionale.
L’indice di Mobilità Rilevata registra a luglio 2021 un aumento del +10% rispetto al mese precedente e del +7% nei confronti dello stesso periodo dell’anno scorso.

I dati sono forniti dall’Osservatorio del Traffico di Anas (Gruppo Fs Italiane) che rileva come le migliori performance rispetto a giugno 2021 risultino sulle reti stradali del Sud (+14,5%) e Sicilia (+14%). In particolare queste due macroaree evidenziano un trend di crescita doppio delle altre: Nord (+7%), Centro (+8%) e Sardegna (+6,5%).

In merito alla distribuzione dell’Indice di Mobilità rilevata, a luglio 2021, venerdì 23 è risultato il giorno di maggior traffico veicolare, mentre il 29 ha segnato la punta del traffico pesante. Entrambi i picchi, rispettivamente oltre 135mila transiti e diecimila passaggi, si sono registrati sul Grande Raccordo Anulare.

Le arterie più trafficate per macroarea sono risultate: a Nord la SS 36 “del Lago di Como e dello Spluga”che ha rilevato il 5 luglio il passaggio di 97mila veicoli a Carate Brianza, nel Centro il Grande Raccordo Anulare con oltre 135mila transiti il 23 luglio; al Sud, l’A2 “Autostrada del Mediterraneo” con 116milapassaggi a Salerno il 31 luglio. In merito alle isole: per la Sicilia l’A19 “Palermo – Catania” con 85mila passaggi sul ramo A19 Dir presso Palermo il 30 luglio e per la Sardegna la SS 131 “Carlo Felice” con 62mila transiti sulla diramazione in ingresso a Cagliari il 9 luglio.

Per quanto riguarda il comparto dei veicoli pesanti, anche in relazione ai blocchi previsti nei weekend di mobilità estiva, si rileva una crescita più contenuta sia rispetto al mese precedente (+2%), che nei confronti di luglio 2020 (+4%), con una punta in Sicilia rispettivamente del +4% e del +9%. Nel dettaglio l’unica macroarea ad evidenziare un calo del traffico pesante è il Sud con una flessione del -1,5% rispetto a giugno scorso.

www.stradeanas.it

Shared mobility report. Landmark report finds shared mobility is smashing previous records in Europe. Activity in the shared mobility sector has soared past its previous highs, according to a new study from mobility data experts, fluctuo.
In the July edition of the European Shared Mobility Index, fluctuo found that providers of shared mobility services have shaken off months of rolling COVID restrictions to achieve unprecedented levels of growth in many markets.
The European Shared Mobility Index is a quarterly report benchmarking 16 key cities on four shared transport modes: shared bikes, shared scooters, shared mopeds/motor scooters and shared cars.
The Q2 edition of the Index shows net growth across all 16 markets with particularly strong results among scooter-sharing operators.

Among the key findings:
– there were almost 40 million trips using shared mobility in Q2 2021 in these 16 cities, around 70% more than in Q1 2021
– bike-sharing is still the most popular form of shared mobility, but shared scooters are catching up
– Paris and Berlin have the largest total fleets of shared vehicles but it is Oslo that has the most shared vehicles per person (mostly scooters)

fluctuo’s CEO, Julien Chamussy says the numbers show renewed optimism among service providers. “The start of 2021 was still a difficult period for most operators so it’s really encouraging to see confidence building up again with levels of activity that we haven’t seen before. We’re seeing a lot of dynamism in some of the larger European markets, not just as operators expand into new cities but also as they expand across transport modes (e.g scooter operators launching bike and moped services). I think we’ll see more and more operators collaborating and diversifying in the months ahead”.

For the first time, the Index also takes a closer look at the different regulations shared mobility operators face across Europe and finds that the rules city authorities make substantially impact the development of local shared mobility. Of the 16 cities surveyed, 13 impose some kind of fleet limit on providers with most restrictions aimed squarely at scooter-sharing operators.
The famous “free-floating” model is progressively turning into “semi-floating”, as more and more cities mandate specific parking zones for shared vehicles.

About fluctuo
fluctuo is Europe’s leading aggregator of data on shared mobility services (bikes, scooters, mopeds, cars). We combine innovative data collection methods, sophisticated algorithms, and a team of mobility experts to produce the most exhaustive, accurate data possible. We help our clients to monitor and understand market trends and to improve the performance of their services, by providing daily data on more than 200 shared mobility providers in 85 European cities.
We have developed an API that displays real-time information on shared vehicles and enables users to book them through third party apps and websites (e.g. from cities, public transport companies and tourism operators).
The European Shared Mobility Index is just one of the analytical reports fluctuo publishes. We are always looking to partner with operators, transport companies and city authorities to develop new business intelligence products that leverage our comprehensive data analytics.

www.fluctuo.com

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Trasporto merci sostenibile. Il parco circolante dei veicoli industriali in Italia sfiora i 700.000 veicoli con ptt maggiore di 3,5 tonnellate ed è tra i più vecchi in Europa, con un’età media di 13,4 anni e il 56% dei mezzi rispondenti alle Direttive di emissione ante Euro 4, percentuale che scende al 45,5% per i veicoli pesanti (superiori o uguali a16 t), che presentano un’età media di 11,5 anni.

Anche se le immatricolazioni in 13 anni si sono ridotte di oltre il 40%, passando da 35.442 unità nel 2007 a 20.256 veicoli venduti nel 2020, quello dei veicoli industriali rimane un settore strategico per l’economia nazionale, come evidenziato dall’aumento dei volumi trasportati durante il lockdown pandemico e, come tale, va sostenuto con interventi mirati allo svecchiamento del parco circolante e a rendere più sicuro e sostenibile il trasporto su gomma.

Con questi obiettivi, ANFIA, FEDERAUTO e UNRAE hanno proposto, in una Conferenza Stampa congiunta, una “Roadmap per il rilancio del trasporto merci”, un programma di interventi per abilitare il settore alla transizione energetica e a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità ed efficienza necessari per garantire la salute e la competitività del comparto.

Tra le misure mirate a contribuire alla decarbonizzazione del trasporto merci, le Associazioni chiedono interventi per disincentivare l’utilizzo dei veicoli più inquinanti, per esempio con una maggiorazione del costo per il passaggio di proprietà, e con l’azzeramento del rimborso dei pedaggi stradali e delle accise per i mezzi ante Euro IV, oltre all’entrata in vigore della revisione annuale obbligatoria, anche presso officine private, che attende ormai da tempo l’emanazione dei decreti attuativi.

Sul fronte delle motorizzazioni, è indispensabile continuare a investire sui bio-carburanti e su un parallelo sviluppo delle infrastrutture per le alimentazioni alternative, per procedere verso sistemi di propulsione a emissioni tendenti allo zero, come i veicoli elettrici e quelli a biometano, in attesa della diffusione dell’idrogeno come soluzione di lungo termine e per i trasporti di lungo raggio.

Come già in atto in alcuni Paesi europei, ANFIA, FEDERAUTO e UNRAE sollecitano anche una norma che autorizzi la libera circolazione degli autoarticolati di lunghezza fino a 18 metri – 1,5 metri in più della lunghezza massima attuale, veicoli attualmente circolanti in Italia solo a livello sperimentale – che, a massa invariata, consente un carico di pallet superiore e, di conseguenza, riduce il numero dei mezzi in circolazione, efficientando i flussi logistici.

Le 6 proposte concrete della filiera sostenute da ANFIA, FEDERAUTO, UNRAE per il futuro di un settore strategico per l’economia del Paese
– Incentivi fiscali e di mercato per gli Euro VI e le alimentazioni alternative per favorire la decarbonizzazione
– Disincentivi per i veicoli ante Euro IV
– Potenziamento rete biocarburanti
– Sviluppo rete di ricarica elettrica e a idrogeno
– Autorizzazioni alla circolazione dei veicoli 18 mt
– Attuazione revisione obbligatoria anche presso officine private

Secondo Luca Sra, Delegato ANFIA per il Trasporto merci “Oltre ad essere indispensabile per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità ambientale del trasporto merci, il rinnovo del parco circolante risponde anche alla necessità di elevare gli standard di sicurezza dei veicoli che ogni giorno viaggiano sulle strade, superando la contraddizione tra gli enormi investimenti dei produttori per adeguarsi alle normative vigenti in materia e l’effettiva dotazione dei mezzi in uso – solo il 21,6% dei veicoli industriali circolanti è dotato dei dispositivi di sicurezza resi obbligatori dal 1° novembre 2015 (AEBS per la frenata autonoma d’emergenza ed LDW per il mantenimento della corsia). Per raggiungere i target di decarbonizzazione stabiliti dall’Europa, sarà importante il contributo di tutte le tecnologie, dal diesel pulito, grazie all’utile e necessario impiego dei biocarburanti, al gas naturale, come tecnologia ponte verso l’idrogeno. Parallelamente, urge lavorare per lo sviluppo infrastrutturale, dalle colonnine ad alto voltaggio per i veicoli commerciali e industriali, alla distribuzione dell’idrogeno, passi fondamentali per supportare la diffusione dei veicoli per il trasporto delle merci a zero emissioni”.

Gianandrea Ferrajoli, Coordinatore Federauto Truck, ha dichiarato: “Il rilancio del trasporto merci è strettamente connesso a una complessa e articolata trasformazione dell’intero comparto in un’ottica sostenibile ed ecologica, che riteniamo possa concretizzarsi anche e soprattutto attraverso forme di disincentivo all’utilizzo di mezzi obsoleti. Un veicolo su tre in Italia è infatti Euro 0, 1 o 2: un dato impressionante considerato che corrisponde al quintuplo della Germania e al triplo rispetto alla Francia. Per il graduale processo di passaggio a soluzioni di trasporto sempre più green, sono molte le proposte di ANFIA, FEDERAUTO e UNRAE: da varie forme di tassazione energetica, come la rimodulazione del bollo, agli incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli. Le idee condivise oggi sono numerose perché non possiamo lasciarci sfuggire l’occasione offerta dai fondi previsti dal PNRR per una definitiva modernizzazione del comparto trasporti in un’ottica più moderna e rispettosa dell’ambiente”.

Paolo A. Starace, Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE, ha dichiarato: “La transizione verso un sistema di trasporti completamente sostenibile è l’obiettivo desiderabile per il quale il nostro comparto dedica notevoli sforzi e investimenti, ma la diffusione dei motori elettrici, ibridi, a idrogeno e dei biocarburanti è ancora molto limitata per contribuire efficacemente agli obiettivi di decarbonizzazione. Allo scopo di accelerare la diffusione di queste motorizzazioni, nel breve periodo, è necessario prevedere misure di incentivazione per il ricambio dei mezzi più vetusti, anche con veicoli Euro VI di ultima generazione, in modo da ridurre notevolmente le emissioni di CO2 rispetto all’attuale parco. In quest’ottica chiediamo, tra l’altro, di rifinanziare l’ecobonus sui veicoli commerciali per tutto il 2021, di prevedere agevolazioni anche per il rinnovo del parco dei rimorchi e semirimorchi, di rendere operativo il sistema dei ‘certificati bianchi’ per il rinnovo delle flotte, e la rimodulazione del bollo dei veicoli industriali sulla base del criterio che chi più inquina più paga, con evidenti benefici per l’ambiente e la sicurezza”.

ANFIA – Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica
FEDERAUTO – Federazione Italiana Concessionari Auto, Veicoli Commerciali e Industriali
UNRAE – Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri

www.anfia.it

www.federauto.eu

www.unrae.it

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