Category: Circular Economy

La Terra è rivestita dai nostri rifiuti tessili. Solo l’1% trova nuova vita. In attesa della nuova normativa europea, serve attivarsi rapidamente per costruire una filiera virtuosa di riciclo, riuso e recupero per tonnellate di scarti e abiti usati che dall’Europa invadono Africa e Asia.

Safe, hub di consorzi di economie circolari punta i riflettori su tema sempre più urgente per tutelare la salute del nostro pianeta: il rifiuto tessile.

Nell’Unione europea, solo l’1% degli abiti usati viene riciclato in nuovi prodotti
Niente, se consideriamo che, mediamente, ogni cittadino dell’Unione acquista circa 26 chilogrammi di prodotti tessili all’anno, e ne butta via quasi 11.
Uno spreco che va a generare anche uno sfruttamento intensivo di risorse naturali: il settore del tessile e della moda è la terza fonte di degrado delle risorse idriche e del consumo di suolo.
Ad esempio, solo per fabbricare una unica maglietta di cotone, si stima che servano 2700 litri di acqua dolce, una quantità pari a quanto una persona dovrebbe bere in 2 anni e mezzo.
Inoltre, la produzione globale di fibre tessili continua a crescere: si stima che entro il 2030 arriverà a 145 mln di tonnellate, nel 2020 era di 109 mln. (dati 2020 Parlamento Europeo).

In attesa che entri in vigore la nuova normativa europea ‘EPR’ (Extended Producer Responsibility), che allarga a tutti i produttori di beni l’obbligo della gestione sostenibile dei rifiuti generati dalle loro filiere produttive, Safe è già attiva con importanti attori del sistema industriale Tessile – Moda per la gestione del rifiuto tessile.
Aziende che attualmente assumono in modo volontario un impegno importante, interpretando le direttive, previste e non ancora in vigore.

Già da alcuni anni, Re.crea e Retex.green, i consorzi rispettivamente di Camera Nazionale della Moda Italiana e Sistema Moda Italia, si sono affidati al Gruppo Safe per costruire una filiera di recupero del rifiuto tessile con standard tecnici e qualitativi ai massimi livelli.

“Il nostro obiettivo – dichiara Giuliano Maddalena, CEO di Safe – è realizzare filiere in grado di puntare al massimo recupero ma anche elaborare disciplinari e sistemi di controllo per evitare infiltrazioni delinquenziali e crimini ambientali. Per questo ci impegniamo tutti i giorni e anche in ambito tessile stiamo portando avanti progetti e attività specifiche per costruire un sistema di gestione del rifiuto tessile sempre più virtuoso”.

In partnership con i produttori associati Safe gestisce tutta la fase di post consumo dei prodotti, ovvero il momento in cui questi beni diventano rifiuti urbani, ma che possono costituire una miniera per filiere del riuso, del recupero di materie prime seconde.
Andando oltre il trattamento del rifiuto tessile, il consorzio prevede anche l’organizzazione di reti di riparazione, re-manufacturing e rivendita qualificata, un ‘riuso garantito’ a servizio delle imprese, e a beneficio dei consumatori.

Safe – Consorzi economie circolari – è l’hub italiano dei consorzi per le economie circolari, che dal 2006 raggruppa quattro sistemi collettivi (Ecoped, Ridomus, Ecopower e Pneulife) senza fine di lucro per il corretto riciclo di apparecchiature elettriche ed elettroniche a fine vita (RAEE), climatizzatori domestici e industriali, pile e accumulatori esausti e pneumatici fuori uso (PFU). A questi si sono aggiunti a partire dal 2022 due importanti consorzi per il recupero dei rifiuti tessili: il consorzio Retex.green, fondato da Sistema Moda Italia, e il consorzio Recrea, fondato dalla Camera Nazionale della Moda Italiana. Grazie a un’organizzazione snella e competente, le oltre 950 aziende aderenti ai consorzi di Safe dispongono di un motore condiviso che consente loro di adempiere in modo appropriato e competente a una corretta Gestione dei Rifiuti, andando anche oltre agli obblighi della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR). Safe garantisce infatti filiere di economia circolare che sono solide, garantite, qualificate, tracciate e controllate. Dal 2011, Ecoped, grazie a Safe, applica Ecoguard®, un sistema di garanzia e di controllo delle filiere RAEE (in particolare R4) ancora oggi unico a livello Europeo. Dal 2017 Safe adotta anche uno stringentissimo Protocollo di Legalità che gli consente di prevenire a monte le infiltrazioni criminali delle sue filiere.
Safe è anche promotore del progetto OltreilGreen, volto a dare un marchio/insegna a tutte le aziende aderenti ai Consorzi che si distinguono per il l’impegno concreto in progetti di economia circolare, andando oltre il semplice rispetto delle normative vigenti.

www.gruppo-safe.it

CNR-Codiger-CdC RAEE per gestione rifiuti. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), la Conferenza permanente dei Direttori Generali degli Enti Pubblici di Ricerca Italiani (Codiger) e il Centro di Coordinamento RAEE (CdC RAEE), l’organismo centrale che si occupa in Italia di ottimizzare la raccolta, il ritiro e la gestione dei RAEE provenienti dai nuclei domestici, hanno sottoscritto un accordo quadro di collaborazione destinato a promuovere in tutti gli enti di ricerca pubblici nazionali la corretta gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche ‘Dual use’ e a favorire la divulgazione scientifica sull’importanza del corret-to riciclo e recupero dei RAEE.

Il termine RAEE ‘Dual use identifica i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) generati dall’utilizzo in attività commerciali, industriali o istituzionali di apparecchiature utilizzate anche in ambito domestico.
Promotore dell’accordo quadro è il Consiglio Nazionale delle Ricerche che nel maggio del 2023 ha sottoscritto con il CdC RAEE un protocollo di collaborazione con le medesime finalità.

In qualità di utilizzatori di numerose AEE e produttori di RAEE ‘Dual use’, tutti gli enti di ricerca hanno infatti l’esigenza di avviare a corretto trattamento questi rifiuti tecnologici.
In base al recente protocollo viene facilitato il ritiro gratuito dei RAEE nei punti di prelievo presso le strutture identificate e il successivo conferimento agli impianti accreditati dal CdC RAEE ad opera dei sistemi collettivi consorziati.

Il Centro di Coordinamento metterà pertanto a disposizione il portale per l’iscrizione dei punti di prelievo dei RAEE dai singoli enti di ricerca ed effettuerà l’attivazione del servizio di ritiro gratuito tramite i sistemi collettivi.
A sua volta il Codiger si attiverà presso tutti gli enti associati per far conoscere e promuovere l’accordo e le relative procedure attuative e operative.
Sul fronte della comunicazione e della divulgazione scientifica, i tre soggetti firmatari svolgeranno attività di informazione e formazione sulla natura e la pericolosità dei RAEE per l’ambiente, ma anche sulle loro potenzialità economiche in termini di ‘sostenibilità’ e, pertanto, sull’importanza del loro corretto riciclo e recupero. Il Cnr metterà a disposizione il proprio know-how e le informazioni acquisite direttamente dall’esperienza attualmente in corso. Il CdC RAEE opererà in sinergia con il Codiger per identificare gli argomenti di maggiore interesse scientifico e per supportare e favorire la diffusione e la divulgazione culturale e scientifica sul corretto trattamento dei RAEE.

“Rafforzare ulteriormente una sinergia tra Enti di ricerca come interscambio di esperienza e opportunità per offrire soluzioni di impatto positivo per il Paese è l’intento del presente Accordo quadro e del lavoro comune tra le istituzioni di ricerca” commenta Giuseppe Colpani, direttore generale del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

“Gli Enti pubblici di ricerca giocano un ruolo importante, non solo e non tanto in qualità di utilizzatori – spesso rilevanti – di apparecchiature elettriche ed elettroniche, e quindi di generatori di rifiuti ma, soprattutto, quali generatori di conoscenza, e cultura, sulla gestione della tecnologia, in un’ottica di circolarità e sostenibilità” afferma Moreno Tivan, segretario generale del Codiger. “È in quest’ottica che va valutata l’importanza di un accordo che si vuole di sistema, indirizzato a promuovere e divulgare la conoscenza scientifica su temi che rivestono importanza crescente l’ambiente in cui viviamo”.

“Questo accordo quadro rappresenta la naturale estensione della collaborazione avviata lo scorso anno con il Consiglio Nazionale delle Ricerche e risponde nei fatti alla volontà del consorzio di ampliare la platea di soggetti a cui mettere a disposizione il servizio gratuito di ritiro dei RAEE provenienti dai nuclei domestici e ‘Dual use’, così da assicurarne il corretto avvio a riciclo e consentire il recupero delle materie prime critiche” dichiara Fabrizio Longoni, direttore generale del Centro di Coordinamento RAEE. “Al tempo stesso l’instaurazione di relazioni con nuovi e autorevoli enti nazionali di ricerca contribuirà alla diffusione delle informazioni scientifiche utili a incrementare la conoscenza dell’importanza di una corretta gestione di questa tipologia di rifiuto in Italia”.

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) è un ente pubblico di ricerca nazionale con competenze multidi-sciplinari, vigilato dal Ministero dell’università e della ricerca (Mur). Le attività vengono svolte attraverso un patrimonio di risorse umane di circa 8.500 dipendenti e la rete scientifica è costituita da 88 istituti di ricerca e da 7 dipartimenti per aree macro-tematiche. In particolare, l’Unità ambiente e gestione rifiuti del Cnr, tra le varie attività svolte, fornisce supporto e consulenza all’Ente sulla gestione dei rifiuti speciali, svolge compiti di indirizzo e di orientamento sulla tutela delle acque, l’inquinamento del suolo, le bonifiche di siti inquinati e l’inquinamento atmosferico. Inoltre, fornisce supporto alle strutture sulle modalità di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

La Conferenza permanente dei Direttori Generali degli Enti Pubblici di Ricerca Italiani (Codiger), associa-zione senza scopo di lucro fondata nel 1994, riunisce tutti gli Enti pubblici di ricerca con l’obiettivo di promuovere il miglioramento della gestione della ricerca italiana coordinando – e contribuendo a metterne a sistema – l’azione.

Il Centro di Coordinamento RAEE è un consorzio di natura privata, gestito e governato dai Sistemi Collettivi sotto la supervisione del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica e del Ministero delle imprese e del made in Italy. È costituito dai Sistemi Collettivi dei produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettro-niche (AEE), in adempimento all’obbligo previsto dal Decreto Legislativo n. 49 del 14 marzo 2014.
Il compito primario del Centro di Coordinamento RAEE è garantire su tutto il territorio nazionale una corretta gestione dei RAEE originati dalla raccolta differenziata, assicurando che tutti i Sistemi Collettivi lavorino con modalità ed in condizioni operative omogenee; il Centro di Coordinamento RAEE stabilisce, inoltre, come devono essere assegnati i centri di raccolta RAEE ai diversi Sistemi Collettivi.

www.cnr.it

www.codiger.it

www.cdcraee.it

Economia circolare e rifiuti industriali: Deloitte e Omnisyst insieme per promuovere la gestione sostenibile. Nel 2022 l’Italia è risultata uno dei paesi dell’UE con la miglior performance nel settore del riciclo, registrando 147,8 milioni di tonnellate avviati a recupero
Il mercato dell’economia circolare, a livello globale, potrebbe raggiungere i 2-3 miliardi di dollari nei prossimi anni, generando circa 2 milioni di posti di lavoro

Deloitte Climate & Sustainability, Società Benefit di Deloitte Italia dedicata ai temi del cambiamento climatico e della sostenibilità, e Omnisyst, azienda partecipata in maggioranza da Algebris Green Transition Fund e leader nazionale nella gestione circolare dei residui industriali, annunciano una partnership che ha l’obiettivo di accompagnare i siti produttivi italiani nel percorso verso un’economia circolare. La collaborazione consentirà di combinare la competenza strategica e settoriale del network Deloitte con le soluzioni per le imprese sviluppate da Omnisyst, per affermare e consolidare modelli di business innovativi basati sulla circolarità, anche grazie a una gestione innovativa e sostenibile dei rifiuti industriali.

Secondo il Circularity Gap Report 2024 – presentato da Deloitte e Circle Economy Foundation in occasione del World Economic Forum dello scorso gennaio – nonostante la crescente rilevanza del tema all’interno del dibattito economico, mediatico e politico, soltanto il 7,2% dell’economia a livello globale è davvero circolare, registrando un calo del 2,1% negli ultimi cinque anni (dal 9,1% nel 2018). Nel Circularity Gap Report 2024 si stima che il graduale raggiungimento di un’economia circolare non solo contribuirà a ridurre le emissioni climalteranti del 40%, ma genererà anche quasi 2 milioni di posti di lavoro e diventerà un mercato da 2-3 miliardi di dollari nei prossimi anni.

Rispetto ai trend registrati a livello globale, l’Italia risulta uno dei Paesi dell’Unione Europea con la miglior performance nel settore del riciclo, con percentuali che superano l’80% di rifiuti speciali avviati a forme di recupero. Secondo l’ultimo rapporto Ispra, infatti, i rifiuti speciali complessivamente gestiti in Italia sono pari a circa 178,1 milioni di tonnellate, di cui 147,8 milioni di tonnellate avviati a recupero. Inoltre, il nostro Paese, già nel 2022, aveva raggiunto e superato di oltre 7 punti percentuali l’obiettivo al 2025 del 65% di riciclo del packaging post-consumo e di 1,5 punti percentuali il target del 2030.

La partnership tra Deloitte e Omnisyst mira, dunque, ad accelerare ancor di più i progressi verso l’economia circolare in Italia, attraverso un’offerta di servizi che consenta alle imprese di avvalersi di tecnici e specialisti per la valutazione del loro modello di business relativo alla gestione dei residui industriali.

“Il nostro obiettivo è quello di offrire alle imprese servizi innovativi e science-based, che consentano di integrare pienamente la sostenibilità nel modello di business – commenta Stefano Pareglio, Presidente di Deloitte Climate & Sustainability –. Con questa partnership puntiamo a unire le nostre competenze strategiche con quelle tecniche di un’azienda leader nel settore dei rifiuti industriali. Insieme, accompagneremo le imprese con soluzioni end-to-end mirate ad accrescere il livello di circolarità aziendale”.

Tra gli strumenti proprietari di Deloitte c’è DeCISA (Deloitte Circularity Index Self Assessment), che fornisce alle aziende l’opportunità di quantificare e monitorare la performance sulla circolarità, accompagnandole nell’analisi del proprio modello di business in ottica trasformativa.

“Questa collaborazione segna una tappa cruciale nella nostra missione di favorire un’economia circolare e sostenibile” – dichiara Chicco Testa, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Omnisyst. “Ci permette di potenziare l’impegno verso la trasformazione dei residui industriali da rifiuti a risorse di valore, contribuendo significativamente alla salute del pianeta. Un’ambizione va oltre la gestione tradizionale dei rifiuti. Aspiriamo a rivoluzionare il modo in cui i materiali industriali vengono trattati, puntando sull’innovazione tecnologica e la digitalizzazione. Questo impegno non soltanto tutela l’ambiente, ma stimola anche la creazione di valore economico, in perfetta sintonia con le proiezioni di crescita per il mercato dell’economia circolare. Il passaggio da intermediari nella gestione dei rifiuti a promotori attivi dell’economia circolare rappresenta per Omnisyst un’evoluzione naturale e un impegno verso un futuro più sostenibile”.

“Solo nell’Unione europea si producono ogni anno più di 2,2 miliardi di tonnellate di rifiuti, cifra che sottolinea l’urgenza di rivoluzionare il nostro approccio al consumo e alla gestione delle risorse. In questo contesto, il trattamento efficiente dei residui industriali non è solo una questione ambientale ma diventa un imperativo economico e operativo” aggiunge Luca Valerio Camerano, Managing Director e Senior Partner di Algebris Green Transition Fund. “Omnisyst rappresenta un esempio innovativo di come sia possibile creare valore attraverso la gestione efficiente del ciclo dei rifiuti, ponendosi come partner ideale nell’ottimizzazione dei processi di riciclo e nella gestione dei sottoprodotti, risorse preziose che invece di essere scartate possono essere reintegrate nel ciclo produttivo”.

Nel luglio 2022 Deloitte ha costituito Deloitte Climate & Sustainability, diventando la prima e unica Big Four a creare una Società Benefit interamente dedicata ai temi della sostenibilità e del cambiamento climatico, con lo scopo di affiancare i clienti in una delle più grandi sfide del nostro tempo: la transizione verso un’economia sostenibile. Deloitte Climate & Sustainability è guidata da una collaborazione cross-practice tra le divisioni di Deloitte Italia, garantendo trasversalità, completezza e continuità di servizio. L’offerta dei servizi si articola in otto macroaree: Sustainable Strategy & Governance; Climate & Decarbonization; ESG Disclosure; Circularity & Sustainable Value Chain; Regenerative Cities, Infrastructure & Buildings; Sustainable Finance; Sustainability Data Transformation; Social Framework.

Dal 1995, Omnisyst è il più grande gestore indipendente di rifiuti industriali in Italia. Un partner affidabile, innovativo, certificato e un’azienda per la gestione dei rifiuti industriali che lavora secondo i principi dell’economia circolare, nel rispetto rigoroso della normativa e dell’ambiente. Opera come intermediario senza detenzione, che dispone il recupero e lo smaltimento dei rifiuti per conto dei suoi clienti, e per questo pienamente integrato nel sistema di co-responsabilità amministrative e penali previste dalla legge. Omnisyst è iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, nella categoria 8A, la massima del settore. Non possiede impianti o mezzi di trasporto: così da proporre le soluzioni migliori e più vantaggiose per i propri clienti.

Algebris è una società di gestione del risparmio globale, storicamente specializzata nel settore finanziario. Algebris, ad oggi, conta diverse strategie che spaziano dal settore finanziario, all’azionario Italia, dal credito globale ai crediti immobiliari, fino alle strategie azionarie e obbligazionarie focalizzate sul tema della sostenibilità e scarsità. Una delle strategie del gruppo Algebris incentrate sulla sostenibilità è l’Algebris Green Transition Fund (il “Fondo”), fondo chiuso di private equity Art.9 riservato agli investitori professionali. Il Fondo, investendo in piccole e medie imprese che contribuiscono alla transizione verde, si fonda su tre verticali: transizione energetica, economia circolare e smart city ed è guidato da un team con più di 50 anni di esperienza industriale cumulata nei settori energetici e ambientali, oltre che quelli finanziari.

www2.deloitte.com/it/it

www.omnisyst.it

Gestione PFU Pneumatici Fuori Uso: record per SAFE che nel 2023 supera la media nazionale con il 104% di raccolta. 16.223 tonnellate prese in carico nel 2023, a fronte dei dati dichiarati dal Mase che ammontano a poco più di 384mila tonnellate.

Sono numeri record quelli che comunica SAFE, l’Hub italiano dei Consorzi per le Economie Circolari, che include Pneulife, il Consorzio nazionale per la gestione dei pneumatici fuori uso (PFU): un impegno che si traduce in una percentuale di raccolta pari al 104% nel 2023, rispetto al 96% dell’immesso sul mercato nell’anno precedente (384.615 tonnellate), reso noto dal Mase (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) nel suo ultimo incontro trimestrale che coinvolge le principali associazioni del settore e che vuole analizzare le performance del sistema di gestione dei PFU.

Numeri importanti, superiori agli obblighi di legge e alla media nazionale, che confermano l’attenzione di Safe a offrire un servizio di qualità, con tempi di intervento ridotti e una disponibilità che riesce a raggiungere tutte le zone di Italia, anche le aree più difficoltose e remote dove la percentuale nazionale di raccolta è generalmente bassa. Attraverso Pneulife, infatti, Safe ritira PFU in tutta Italia e la tracciabilità dei suoi processi registra, in zone come Reggio Calabria o Sassari, servizi effettuati del valore di oltre trenta volte rispetto a quanto assegnato dagli accordi.

A supportare questi dati c’è anche l’indagine realizzata da CNA (Confederazione Nazionale dell’artigianato) che evidenzia una situazione di emergenza vissuta dai gommisti sulla stringente problematica dei tempi di ritiro, attualmente inadeguati al flusso degli pneumatici fuori uso. Secondo i dati presentati al tavolo del Mase, nella maggioranza dei casi l’attesa del servizio varia da tre a nove mesi, nel 38% da uno e tre mesi, e solo il 6% viene erogato entro un mese dalla richiesta.

“La nostra tempistica media di intervento è di dieci giorni lavorativi, sensibilmente inferiore alle indicazioni emerse dall’indagine. A nostro avviso, questa netta differenza è legata ai modelli di gestione delle richieste di ritiro differenti dal nostro”, commenta Giuliano Maddalena, Ceo di Safe.

Disponibilità e, soprattutto, qualità del servizio sono stati molto apprezzati dalle aziende, la survey di CNA ha attribuito a Pneulife una notorietà doppia rispetto al suo posizionamento nella filiera.

“Non siamo rimasti insensibili – prosegue Maddalena – all’emergenza dei gommisti intasati da PFU e abbiamo intensificato il nostro impegno nella raccolta, andando anche oltre agli obblighi di legge. Un approccio che contraddistingue il nostro modello di business e che ci rende un punto di riferimento nel settore per la trasformazione di rifiuti, come i PFU, in risorse di economia circolare”.

Sulla base di questa importante esperienza, in occasione dell’incontro con il MASE, Giuliano Maddalena ha illustrato alcune proposte per migliorare l’efficienza nel trattamento del rifiuto PFU.

“Bisogna avere una certezza di tracciabilità” ha premesso il Ceo di Safe. “In generale servono controlli lungo tutto il processo, per incoraggiare comportamenti virtuosi, con particolare attenzione al servizio di ritiro, alla esatta gestione dei documenti di carico che riportano, fra l’altro, il peso verificato a destino, elemento fondamentale ai fini delle dichiarazioni annuali e delle rendicontazioni economiche”.
Per effettuare adeguati controlli, Safe supporta la creazione di un gruppo di lavoro per attivare la formazione di soggetti ed enti incaricati delle verifiche, spesso non specificamente preparati al loro compito.
Inoltre, Maddalena auspica una revisione dei meccanismi di assegnazione dei target di raccolta, oggi calcolati in base a macroaree senza suddivisione di obiettivi interni alla zona, questo in qualche caso penalizza la raccolta in zone logisticamente ed economicamente meno convenienti. “L’accordo – precisa Maddalena – dovrebbe essere strutturato per provincia, in proporzione al numero degli abitanti, sarebbe più coerente con il territorio”.

Safe è l’Hub Italiano dei Consorzi per le Economie Circolari, che dal 2006 raggruppa quattro sistemi collettivi (Ecoped, Ridomus, Ecopower e Pneulife) senza fine di lucro per il corretto riciclo di apparecchiature elettriche ed elettroniche a fine vita (RAEE), climatizzatori domestici e industriali, pile e accumulatori esausti e pneumatici fuori uso (PFU).
A questi si sono aggiunti a partire dal 2022 due importanti Consorzi per il recupero dei rifiuti tessili: il Consorzio Retex.green, fondato da Sistema Moda Italia, e il Consorzio Recrea, fondato dalla Camera Nazionale della Moda Italiana.
Grazie a un’organizzazione snella e competente, le 1000 aziende aderenti ai Consorzi di Safe dispongono di un motore condiviso che consente loro di adempiere in modo appropriato e competente a una corretta Gestione dei Rifiuti, andando anche oltre agli obblighi della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR).
Safe garantisce infatti filiere di economia circolare che sono solide, garantite, qualificate, tracciate e controllate. Dal 2011, Ecoped, grazie a Safe, applica Ecoguard®, un sistema di garanzia e di controllo delle filiere RAEE (in particolare R4) ancora oggi unico a livello Europeo. Dal 2017 Safe adotta anche uno stringentissimo Protocollo di Legalità che gli consente di prevenire a monte le infiltrazioni criminali delle sue filiere.
Safe è anche promotore del progetto OltreilGreen, volto a dare un marchio/insegna a tutte le aziende aderenti ai Consorzi che si distinguono per il l’impegno concreto in progetti dii economia circolare, andando oltre il semplice rispetto delle normative vigenti.

gruppo-safe.it

Ecolamp ricicla 2600 tonnellate di RAEE. Il consorzio Ecolamp ha pubblicato i numeri di raccolta relativi al 2023: sono 2.599 le tonnellate di Rifiuti Elettrici ed Elettronici (RAEE) raccolte e smaltite dal consorzio durante l’anno, di cui il 52% appartiene alla categoria delle sorgenti luminose esauste (R5) e il 48% è rappresentato da piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, apparecchi di illuminazione e pannelli fotovoltaici giunti a fine vita (R4).
I numeri, pur segnando un leggero calo rispetto al 2022, evidenziano anche interessanti aree di crescita.

RACCOLTA PICCOLI ELETTRODOMESTICI (R4)
Nel 2023 sono state 1.250 le tonnellate di piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo e apparecchi di illuminazione giunti a fine vita – il cosiddetto raggruppamento R4 – gestite dal Consorzio, segnando un +5% rispetto all’anno precedente. L’aumento è stato trainato dai servizi Ecolamp rivolti ai professionisti, che hanno visto una raccolta cresciuta di quasi tre volte e mezzo, raggiungendo 228 tonnellate smaltite. In questo raggruppamento la categoria più significativa e destinata a crescere ulteriormente è stata quella dei pannelli fotovoltaici, con oltre 100 tonnellate raccolte.

RACCOLTA SORGENTI LUMINOSE (R5)
All’interno del raggruppamento delle sorgenti luminose (R5), che si conferma il principale in cui opera Ecolamp, nell’ultimo anno il consorzio ha avviato agli impianti di trattamento specializzati 1.349 tonnellate fra tubi fluorescenti e a LED e lampadine esauste.
Di queste, il 32% è stato conferito da installatori e manutentori, attraverso i servizi volontari di raccolta che da sempre Ecolamp mette a disposizione del canale professionale. Il 68% arriva, invece, dai centri di raccolta comunali e dai luoghi di raggruppamento della distribuzione dedicati ai conferimenti dei privati cittadini.

L’ANDAMENTO SUL TERRITORIO (R5)
A livello nazionale, al primo posto per la raccolta di sorgenti luminose si conferma la Lombardia, con 304 tonnellate smaltite, seguita da Veneto (156), Emilia-Romagna (140), Lazio (116) e Toscana (111). Per quanto riguarda le provincie, Milano (81), Bergamo (61, salendo di due posizioni) e Latina (58) sono quelle che hanno avviato a riciclo il maggior numero di sorgenti luminose esauste. Si segnalano inoltre dati positivi per la provincia di Caserta, che passa dalle 22,5 alle 36 tonnellate, e Bari, da 23 a 30.

“Nonostante il dato complessivo mostri un leggero calo della raccolta a livello nazionale – commenta Fabrizio D’Amico, Direttore Generale di Ecolamp – ci sono diversi indicatori che attestano la qualità del lavoro svolto. In particolare, abbiamo visto una crescita della raccolta per quanto concerne il comparto R4, in cui lo smaltimento attraverso i servizi Ecolamp sul territorio nazionale rivolti ai professionisti è più che triplicato. La flessione dei quantitativi conferiti presso le isole ecologiche evidenzia la necessità per tutto il settore di trovare nuove e più efficaci strategie di raccolta e l’importanza di fare comunicazione e informazione. Giornate mondiali e ricorrenze come quella di oggi devono ricordare a filiere produttive, professionisti e consumatori l’importanza del riciclo e della corretta gestione dei rifiuti.”

Ecolamp è il consorzio senza scopo di lucro dedito alla raccolta e al trattamento delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche giunte a fine vita (RAEE). Nato nel 2004 per volontà delle principali aziende nazionali e internazionali del settore illuminotecnico del mercato italiano, oggi riunisce oltre 400 produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Dal 2015 Ecolamp è tra i soci fondatori di Eucolight, l’associazione europea nata per dare voce ai Sistemi Collettivi RAEE specializzati nei rifiuti di illuminazione. Ecolamp porta avanti con impegno numerose attività per sensibilizzare cittadini e operatori del settore, coinvolgendo l’unione pubblica sul tema del corretto riciclo dei RAEE. Oggi Ecolamp, in un’ottica di economia circolare, garantisce il recupero di oltre il 95% dei materiali di cui questi rifiuti sono composti e il corretto smaltimento delle sostanze inquinanti, evitando che vengano disperse nell’ambiente.

www.ecolamp.it

Nuove tecnologie del recycling a Solids Parma. Nell‘appuntamento italiano dedicato all’industria della lavorazione dei granuli, delle polveri e dei solidi sfusi, si entrerà nel mondo delle nuove tecnologie del riciclo.

SOLIDS Parma, l’unico evento in Italia che riunisce le aziende produttrici di macchine per la movimentazione, lo stoccaggio, l’analisi e la trasformazione dei materiali in forma polverulenta, granulare e dei solidi sfusi, tornerà a Parma il 5 e 6 giugno 2024 per la sua seconda edizione.
Con il termine “solids” ci si riferisce a “tutto quello che è possibile raccogliere in un mucchio”: per questo l’evento è in grado di mettere insieme aziende che trattano diverse categorie merceologiche appartenenti a settori eterogenei: dall’alimentare (si pensi a chicchi di caffè, farina, pasta, cereali) all’agrario (mangimi, fertilizzanti, sementi), da quelli della gomma e della plastica a quelli chimico-farmaceutico e cosmetico, da quelli della lavorazione dei metalli e del vetro a quello del riciclo.
Un appuntamento strategico per gli operatori professionali, che potranno vedere all’opera le macchine più tecnologiche e innovative e le aziende più interessanti nel settore Bulk Handling. I visitatori di SOLIDS sono infatti altamente specializzati: nella precedente edizione, oltre i ¾ ricopriva ruoli decisionali negli acquisti e nelle forniture.

L’AREA RECYCLING
Una delle novità più interessanti dell’edizione 2024, richiesta a gran voce dai visitatori e dagli espositori della scorsa edizione, sarà l’Area Recycling.
Questo spazio sarà dedicato all’esposizione di tecnologie e soluzioni all’avanguardia per il recupero, il trattamento, lo smaltimento e la valorizzazione degli scarti di produzione. Sarà fisicamente delimitato, ma, tramite una segnaletica distintiva, includerà anche le aziende che, pur non specializzate unicamente nel recycling, offrono macchinari e soluzioni trasversali adatti al riciclo dei materiali.

La combinazione tra SOLIDS e il tema del recycling offre numerose opportunità di sinergie sia per gli espositori che per i visitatori, poiché molte delle tecnologie per i solidi sfusi trovano applicazione nel settore del riciclaggio.
L’Area Recycling sarà il punto di incontro per espositori e visitatori interessati a scoprire i processi avanzati di selezione, separazione, macinazione, stoccaggio, dosaggio e trasporto dei materiali per vari settori, inclusi plastica, ceramica, agroalimentare, vetro, legno, chimicofarmaceutico, alimentare, batterie, RSU, automotive, carta, gomma, alluminio e metalli.

La gestione di granulati, polveri e solidi sfusi richiede il riciclo dei materiali in modo efficace ed efficiente.
Il reintegro dei materiali riciclabili nel ciclo di produzione è essenziale per un uso responsabile delle risorse, vista la scarsità di materie prime e l’inquinamento ambientale.
Pertanto, sono fondamentali le tecnologie che consentano lo smaltimento, il recupero e la valorizzazione degli scarti di produzione.

IMPORTANZA DEL RICICLO DEGLI SCARTI INDUSTRIALI
L’Italia si posiziona ai vertici, in Europa, per il riciclo delle materie. Il settore del riciclo in Italia ha un fatturato di circa 13,5 miliardi di euro e impiega oltre 97.000 addetti.
L’introduzione di nuove tecnologie di riciclo è cruciale per la crescita del mercato delle macchine per il riciclaggio, che attualmente, in Italia, ha un valore di circa 1,5 miliardi di euro, con una previsione di crescita del 5% annuo. Le aziende italiane del settore lavorano nel mercato globale e si distinguono per i consistenti investimenti in ricerca e sviluppo.
Gli scarti provenienti da processi produttivi possono essere trasformati in risorse, creando un sistema più sostenibile e contribuendo alla transizione verso un’economia circolare.
Questi materiali, definiti secondari, possono dunque essere recuperati e re-introdotti nel ciclo produttivo, anziché smaltiti in discarica o inceneriti (generando inquinamento e spreco di risorse).
Il primo passo è senz’altro la sensibilizzazione e il coinvolgimento dei dipendenti e degli stakeholder sull’importanza delle azioni di riciclo, oltre che gli investimenti in ricerca e sviluppo con la conseguente adozione di tecnologie avanzate, come ad esempio la separazione automatica dei materiali e i processi di rigenerazione.

ECONOMIA CIRCOLARE NELLA FILIERA PRODUTTIVA
Gli scarti di produzione possono essere gestiti come beni solo in presenza di determinati requisiti:
– La sostanza o l’oggetto è originato da un processo di produzione, di cui costituisce parte integrante, e il cui scopo primario non è la produzione di tale sostanza od oggetto;
– La sostanza o l’oggetto sarà utilizzato, nel corso dello stesso processo di produzione o di uno stadio successivo, da parte del produttore o di terzi;
– La sostanza o l’oggetto può essere utilizzato direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale;
– L’ulteriore utilizzo è legale, ossia la sostanza o l’oggetto soddisfa tutti i requisiti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e dell’ambiente, e non porta a impatti negativi sull’ambiente o sulla salute umana. Qualora mancasse anche una sola delle condizioni sopra elencate, lo scarto di produzione rientrerebbe nella disciplina dei rifiuti.

Diventa dunque cruciale attivare una pianificazione industriale lungimirante, consenta all’azienda di attivare, sin dall’inizio della sua attività, un ciclo produttivo capace di inserire gli scarti dello stesso o di altro ciclo produttivo. Uno dei settori naturalmente adatti all’impiego dei sottoprodotti è quello agroalimentare, ma non è l’unico. Per esempio, le industrie della ceramica italiane riciclano il 129% degli scarti, ben oltre il 50% richiesto dalle migliori tecniche disponibili (BAT) definite dall’Unione Europea: questo significa che l’industria non solo riutilizza gli scarti interni, ma ne importa anche da altri settori per alimentarne il ciclo produttivo.

Se è vero che la polvere di ceramica riciclata è un ottimo materiale di partenza per la creazione di nuovi prodotti, come i materiali da costruzione (laterizi, mattoni, blocchi), in Italia sono ancora pochi gli impianti in grado di riciclarla efficientemente.

WORKSHOP E CONFERENZE
A SOLIDS Parma si terranno convegni, workshop e conferenze sui temi più caldi del settore.
– Nel convegno Scorrevolezza delle polveri e fluidità, organizzato dal Dipartimento di Meccanica dei Solidi Granulari dell’Università di Padova, si parlerà dell’impatto della scorrevolezza sull’esito della lavorazione.
– Nel convegno Direttive ATEX: Sistemi di messa a terra: trasporto di polveri, ATEX Italia parlerà di installazioni in aree “Ex”.
– La tavola rotonda, moderata da Franco Canna, direttore di Innovation Post, tratterà il tema “Robotica e tecnologie abilitanti con riferimento all’AI nella manifattura e al contributo di queste tecnologie per il risparmio energetico”
– Il Search & Tech, giunto alla sua seconda edizione, affronterà il tema del riciclo della plastica post-consumo (a cura di RePlanet Magazine) e quello del Machine learning, digital twin, gestione dati, sorting e automazione ai tempi dell’Intelligenza Artificiale (a cura di Tecnoedizioni Group).

SOLIDS Parma fa parte del circuito di SOLIDS EUROPEAN SERIES, il più grande network europeo di fiere professionali per i solidi sfusi, che annovera le edizioni ad Anversa, Rotterdam, Cracovia, Dortmund e Parma.
1.150 espositori incontrano 15.000 visitatori.

Easyfairs organizza e gestisce eventi che riuniscono le community con l’obiettivo di “visitare il futuro”. Attualmente organizziamo 110 titoli di eventi leader di mercato in 12 paesi (Algeria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito) e gestiamo otto location per eventi in Belgio, Paesi Bassi e Svezia (Anversa, Gand, Mechelen-Bruxelles Nord, Namur, Gorinchem, Hardenberg, Malmö e Stoccolma). La nostra passione è quella di “semplificare” la vita dei nostri clienti e di aumentare il ritorno sugli investimenti e il ritorno sul tempo investito dalle community professionali grazie alle nostre formule all-in, alla tecnologia avanzata e all’approccio incentrato sul cliente. Le nostre iniziative digitali offrono a queste community eccellenti opportunità di networking e di business durante il corso dell’anno. Il Gruppo Easyfairs impiega 800 talenti altamente qualificati, utilizza i migliori strumenti tecnologici e di marketing e sviluppa brand con una forte attrattiva per i nostri stakeholder. Per il quinto anno consecutivo, Deloitte ha conferito a Easyfairs lo status di “Best Managed Company” nel 2023. Easyfairs è all’11° posto tra i migliori organizzatori di fiere al mondo, secondo la classifica annuale STAX.

5-6 giugno – Fiere di Parma

– BYinnovation è Media Partner di SOLIDS Parma

www.solids-parma.it

www.easyfairs.com

www.solids-european-series.com/

biglietto gratuito

video promo

Legno e biomuratori per edilizia futura: Conlegno a Klimahouse 2024 per sostenere un uso normato e sostenibile del legno nell’edilizia del futuro.

Conlegno, consorzio servizi legno e sughero che da 25 anni tutela e promuove la biodiversità e il patrimonio forestale, è stato tra i protagonisti dell’edizione 2024 di Klimahouse, una delle più importanti manifestazioni dedicate all’efficienza energetica e alla sostenibilità in edilizia.

Conlegno dal 2008 si impegna attraverso progetti e aziende consociate a favorire un impiego normato, ma soprattutto sostenibile, del legno nell’edilizia strutturale.
Questo perché il legno si sta facendo strada e sarà protagonista dell’edilizia del futuro: il legno è in grado di fissare grandi quantità di C02 sottratte dall’atmosfera, il legname tagliato in modo sostenibile può dunque ridurre le emissioni di carbonio di un edificio fino al 60%; non solo, il legno è il materiale strutturale sostenibile per eccellenza, essendo di origine naturale, facile da riutilizzare, riciclare e destinabile a filiere circolari.

La questione dell’edilizia sostenibile è ormai da alcuni anni al centro di un dibattito a livello internazionale e il Nuovo Bauhaus Europeo, iniziativa lanciata direttamente dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, ha dato nuova linfa al dibattito. Un progetto che intende scoprire nuovi modi di vivere nei territori del futuro, in città capaci di coniugare sostenibilità, inclusività e bellezza, promuovendo materiali basati sulla natura.

“È fondamentale promuovere l’uso di bio-materiali a lunga durata, come il legno di qualità, nell’edilizia, dato che oggi solo il 3% dei materiali utilizzati nelle costruzioni europee è costituito dal legno” afferma Sebastiano Cerullo, Segretario Generale di Conlegno. “Al contempo bisogna preparare la forza lavoro a questo nuovo tipo di edilizia. È necessario incentivare lo sviluppo di nuove competenze, migliorando e riqualificando in Unione Europea almeno 3 milioni di lavoratori edili: i muratori dovranno diventare bio-muratori, infatti per usare il legno in edilizia bisogna prima conoscerlo”.

Una domanda però sorge spontanea: se aumenterà la richiesta di legno – e dagli Studi FAO si stima che il consumo di legno a livello mondiale passerà dai circa 2,2 miliardi attuali ai 3,2 miliardi del 2050 – ci sarà materia prima in futuro?

“La risposta è nella selvicoltura sostenibile” continua Sebastiano Cerullo. “Questo non vuol dire, come spesso si sente dire, non tagliare gli alberi, ma tagliarli in modo intelligente, seguendo le regole di una gestione forestale sostenibile, un concetto dinamico e in evoluzione che mira a mantenere e valorizzare i valori economici, sociali e ambientali delle foreste a beneficio delle generazioni presenti e future”.

Conlegno ha iniziato la propria attività nel settore del legno strutturale organizzando i primi corsi di formazione per Direttore Tecnico di Produzione per elementi strutturali in legno. Da allora è stato costante l’impegno del consorzio per favorire, tramite i suoi comitati tecnici, un impiego normato e sostenibile della materia prima legno.

Inoltre il Consorzio gestisce il marchio S.A.L.E. (Sistema Affidabilità Legno Edilizia), che ha lo scopo di identificare le Aziende costruttrici di edifici in bioedilizia rispettose della normativa vigente ed in grado di garantire realizzazioni confortevoli, durevoli e di qualità: non a caso molti istituti di credito lo richiedono come condizione imprescindibile per rilasciare un mutuo.
Infine, nell’edilizia sostenibile Conlegno ha attivi tre progetti, tre Valutazioni Tecniche Europee (ETA) volte a valorizzare l’utilizzo del legno massiccio, a cui partecipano più di 120 imprese del settore legno italiano provenienti da tutta Italia. Queste valutazioni certificano l’utilizzo corretto e normato di tipologie di alberi come abeti e castagni, una tipologia costruttiva che esiste solo in Italia e a cui Conlegno è riuscita a conferire la marcatura CE, permettendone quindi l’uso in edilizia.

www.conlegno.eu