Marzo 2022

Crediti imposta acquisto EE e gas. Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del D.L. 21/2022 destinato a contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina, è stato ampliato e potenziato il novero dei crediti d’imposta a beneficio delle imprese a parziale compensazione dei maggiori oneri sostenuti per l’acquisito di energia elettrica e gas naturale nei primi due trimestri del 2022.

Energia Elettrica
– il credito d’imposta per “imprese energivore” relativo al primo trimestre 2022, ai sensi dell’articolo 15 D.L. 4/2022;
– il credito d’imposta per “imprese energivore” relativo al secondo trimestre 2022, ai sensi dell’articolo 4 D.L. 17/2022;
– il nuovo credito d’imposta per imprese dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW, diverse dalle “imprese energivore”, ai sensi dell’articolo 3 D.L. 21/2022.

I due crediti d’imposta per “imprese energivore” sono destinati ai soggetti come definiti dall’articolo 3 D.M. 21.12.2017 che abbiano subìto un incremento significativo, superiore al 30%, del costo medio dell’energia elettrica per KWh, al netto delle imposte ed eventuali sussidi, rispettivamente:
– fra il quarto trimestre 2021 e il quarto trimestre 2019, tenuto conto anche di eventuali contratti di fornitura di durata stipulati dall’impresa (credito spettante in relazione al primo trimestre 2022 ai sensi dell’articolo 15 D.L. 4/2022);
– fra il primo trimestre 2022 e il primo trimestre 2019, tenuto conto anche di eventuali contratti di fornitura di durata stipulati dall’impresa (credito spettante in relazione al secondo trimestre 2022 ai sensi dell’articolo 4 D.L. 17/2022).

Nel caso di energia elettrica prodotta e autoconsumata nel secondo trimestre 2022, il requisito di incremento significativo va valutato con riferimento alla variazione del prezzo unitario dei combustibili acquistati e utilizzati dall’impresa per la produzione di energia elettrica.

Il credito d’imposta per “imprese energivore” spetta nelle seguenti misure:
– pari al 20% della spesa sostenuta per la componente energetica, acquistata ed effettivamente utilizzata, nel primo trimestre 2022, ai sensi dell’articolo 15 D.L. 4/2022;
– pari al 25% della spesa sostenuta per la componente energetica, acquistata ed effettivamente utilizzata, nel secondo trimestre 2022, ai sensi dell’articolo 4 D.L. 17/2022 come modificato dall’articolo 5 D.L. 21/2022 che ha innalzato l’aliquota dal 20% al 25%;
– pari al 25% della spesa sostenuta per la componente energetica, prodotta e autoconsumata, nel secondo trimestre 2022 (in tal caso il credito di imposta è determinato con riguardo al prezzo convenzionale dell’energia elettrica, pari alla media, relativa al secondo trimestre 2022, del prezzo unico nazionale dell’energia elettrica), ai sensi dell’articolo 4 D.L. 17/2022 come modificato dall’articolo 5 D.L. 21/2022 che ha innalzato l’aliquota dal 20% al 25%.

A favore delle imprese diverse dalle “imprese energivore”, dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW, è riconosciuto dall’articolo 3 D.L. 21/2022 un credito d’imposta in misura pari al 12% della spesa sostenuta per l’acquisto della componente energetica effettivamente utilizzata nel secondo trimestre 2022, in caso di incremento significativo del costo per kWh calcolato sulla media del primo trimestre 2022, al netto di imposte ed eventuali sussidi, superiore al 30% del corrispondente prezzo medio nel primo trimestre 2019.

Gas Naturale
– il credito d’imposta per “imprese gasivore” relativo al secondo trimestre 2022, ai sensi dell’articolo 5 D.L. 17/2022;
– il nuovo credito d’imposta per imprese diverse dalle “imprese gasivore”, ai sensi dell’articolo 4 D.L. 21/2022.
Il credito d’imposta per imprese a forte consumo di gas è destinato ai soggetti operanti in uno dei settori di cui all’allegato 1 al D.M. 541/2021, che abbiano consumato, nel primo trimestre 2022, un quantitativo di gas naturale per usi energetici non inferiore al 25% del volume di gas naturale indicato all’articolo 3, comma 1, D.M. 541/2021, al netto dei consumi di gas naturale impiegato in usi termoelettrici e che abbiano subìto un incremento significativo, superiore al 30%, del prezzo di riferimento del gas naturale, calcolato come media, riferita al primo trimestre 2022, dei prezzi di riferimento del Mercato Infragiornaliero (MI-GAS) pubblicati dal Gestore del Mercati Energetici (GME), rispetto al primo trimestre dell’anno 2019.

Il credito d’imposta spetta nella misura del 20% delle spese sostenute per la componente gas naturale nel secondo trimestre 2022, ai sensi dell’articolo 5 D.L. 17/2022 come modificato dall’articolo 5 D.L. 21/2022 che ha innalzato l’aliquota dal 15% al 20%.

A favore delle imprese diverse dalle “gasivore”, è riconosciuto un nuovo credito d’imposta in misura pari al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto del gas, consumato nel secondo trimestre 2022, per usi energetici diversi da quelli termoelettrici, in caso di incremento significativo del prezzo di riferimento del gas naturale, calcolato come media riferita al primo trimestre 2022 dei prezzi di riferimento pubblicati dal Gestore dei mercati energetici (GME), superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al primo trimestre 2019.

Le principali caratteristiche dei crediti d’imposta per acquisto di energia elettrica e gas naturale sono similari:
– utilizzo esclusivo in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 D. Lgs. 241/1997 (i crediti per “imprese energivore” e “imprese gasivore” sono utilizzabili entro il 31.12.2022) con facoltà di cessione solo per intero secondo le regole dei bonus edilizi, ai sensi degli articoli 3, 4 e 9, D.L. 21/2022;
disapplicazione dei limiti generali di compensazione; irrilevanza fiscale dei relativi contributi;
– cumulabilità con agevolazioni aventi a oggetto i medesimi costi, a condizione di non superare, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive, il costo sostenuto.

Il codice tributo del credito per “imprese energivore” previsto dall’articolo 15 D.L. 4/2022 per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel primo trimestre 2022, è “6960” – anno di riferimento 2022, istituito con la recente risoluzione AdE 13/E/2022.

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Mission for Adaptation to Climate Change and Societal Transformation. The Mission, a first in the EU policy world, anchoring it in the research and innovation policy of the EU with a perspective until 2030, fosters the development of innovative solutions and will engage with and empower regions, cities and communities to adapt to climate change.

Four projects explore climate adaptation for vulnerable communities in EU Macro-Regional Strategies Week.

REGILIENCE, IMPETUS, ARSINOE and TransformAr examine ‘transformative action for climate resilient and adaptive regions’ as part of wider collaboration effort

Four Horizon 2020-funded projects explored how to best assess and improve the climate-change resilience of vulnerable regions in a joint session on 9 March 2022, during the 3rd European Union Macro-Regional Strategies (EU MRS) Week. REGILIENCE, ARSINOE, IMPETUS and TransformAr are coordinating efforts to identify common goals, challenges and work areas, to achieve best possible outcomes for communities as part of the European Green Deal and the European Union’s Mission for Adaptation to Climate Change and Societal Transformation. The session on ‘transformative action for climate resilient and adaptive regions’ was the first result of this collaboration to raise visibility of the projects, their participants and their goals.

More than 60 participants joined the session to hear a panel of experts present approaches and solutions that will be tested in various regions and communities by the four projects in the Mission for Adaptation to Climate Change and Societal Transformation.

The Mission, a first in the EU policy world, anchoring it in the research and innovation policy of the EU with a perspective until 2030, fosters the development of innovative solutions and will engage with and empower regions, cities and communities to adapt to climate change.

The Mission, the EU Adaptation Strategy and their importance for regional development as well as various solutions and support measures were presented by Johannes Klumpers, Head of Secretariat at EC Directorate General CLIMA. He highlighted how public funding can accelerate the achievement of societal goals, which is key to getting citizens on board as active and engaged players.
He invited session participants to adhere to the Mission charter, to become part of a community of practice on adaptation to climate change and to join the First Mission Forum on 7 June 2022.
He said the Mission’s goals are to help regions:
– understand climate risks,
– prepare plans / roadmaps,
– build resilience and demonstrate adaptation.

This keynote was followed by short video testimonials from selected project demonstration regions: French Guadeloupe is a demonstrator in the TransformAr project, addressing 2 key sectors, agriculture and tourism, which are highly impacted by climate change; the Latvian Zemgale Planning Region is developing a GIS-based flood

By assessing and improving the resilience of regions, the 4 projects will help them prepare for future crises and reduce their associated risks. In this framework, new tools and methodologies help regions and communities to better understand, plan and develop strategies tailored to their needs, which will maximize their resilience to the impacts of climate change.

A panel of experts explained the opportunities that result from the projects working together in a cluster, presented existing good practices, and expressed the motivation of partners to step up regional climate action.

Moderated by Vasileios Latinos of ICLEI (REGILIENCE), the panellists discussed: how to simplify resourcing and financing of adaptation; how to overcome the ‘adaptation gap’ and evolve towards integrated climate action that engages and empowers citizens, switching focus from post-catastrophe action to perspectives for resilience; and how to test specific adaptation measures that can be replicated in other regions as well as more systemic approaches to climate change.

Stefania Manca representing the Municipality of Genoa and the EU Agenda Partnership for Climate Adaptation commented that the 2017-2022 Partnership allowed representatives from cities and countries to exchange knowledge and feedback on funding schemes. She said a focus on insurance data and upscaling potential is useful, for example an EU Investment Bank toolkit and guidance for cities helps them assess benefits and enhance their ability to access financial instruments. Better planning and avoidance of maladaptations are also necessary, she added.

Chrysi Laspidou of University of Thessaly explained how the four projects are building upon and helping to materialise the EU macro-regional strategies by equalising regional climate-change preparedness levels and supporting their planning efforts. Change is happening through the systematic involvement of all actors and breaking out of sectoral silos, changing mindsets and co-creating adaptation pathways, identifying the financial instruments that will fund them.

“Covid has showed that we are not good at reacting: we need to be prepared. That’s what these 4 projects are doing, at different levels and with different countries – helping them to prepare and adapt to climate change.” Chrysi Laspidou, University of Thessaly, ARSINOE project lead
Representing the TransformAr project were Laurence Couldrick of West Country Rivers Trust, UK and Alessio Satta of MEDSEA Foundation Sardinia, Italy.

Laurence Couldrick emphasised the need to avoid tackling challenges within siloes such as ‘water’, ‘flooding’, ‘fires’, etc. and instead to take a more integrated and long-term perspective – for example reviewing farming practices that might appear beneficial for the short term but may not be viable in the future. How do people adapt and respond to droughts, flood risks, and so on? “We are starting these conversations, changing practices and looking at the role of citizens, communities and financing in this,” he said. The role of authorities and the need to involve them from an early stage of planning to ensure funds and methods match needs and expectations around post-disaster actions was raised by Alessio Satta. He highlighted the value of narratives to bring people on board and move from planning to action to overcome the adaptation gap.

On behalf of the IMPETUS project, Giovanni Luigi Brumat of Cantina Toblino – a viticulture cooperative in Trentino, Italy – explained the challenges faced by his community. “As well as climate data, we need more decision-making systems dealing with climate change,” he said. In the past 10 years, climate change events have been increasingly impactful. More understanding is needed of water consumption and how best to deal with scarcity, as well as how to access financing for solutions.

The project’s ‘Resilience Knowledge Boosters’ will use new data handling and visualization systems to support informed decision making, and to come up with new solutions.

The 9 March session came hot on the heels of the latest report from the Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), which highlighted the need for adaptation strategies as climate change impacts become increasingly frequent and damaging to economies, health and well-being as well as to the environment. The EU MRS Week provided valuable big-picture context and understanding of the value added by a macro-regional strategic approach.

A REGILIENCE survey to understand common needs and challenges to adapt to climate change impacts is open, to gather experiences from vulnerable regions in different parts of Europe.
The impacts of climate change are increasingly frequent, resulting in economic losses, environmental degradation and affecting health and well-being of people all around Europe – and globally-, highlighting the need to find adaptation strategies on top of mitigation strategies. That was again highlighted recently in the latest IPCC report. The EU released a strategy in 2021, to help EU face these events and reduce the regions’ vulnerability.

These projects have received funding from the European Union’s Horizon 2020 research and innovation programme under grant agreement No 101036560 (REGILIENCE), 101036683 (TransformAr), 101037424 (ARSINOE) and 101037084 (IMPETUS).

ARSINOE is a HORIZON 2020-funded project which aims to build an ecosystem for innovative climate change adaptation solutions.
Starting from 1st October 2021 and for the next four years, ARSINOE will shape the pathways to resilience by bringing together the Systems Innovation Approach, addressing the growing complexity, interdependencies and interconnectedness of modern societies and economies, with the Climate Innovation Window, the European Union’s innovations marketplace for climate adaptation technologies.
Within the ARSINOE ecosystem, pathways to solutions are co-created and co-designed by local public authorities, universities, businesses, citizens and associations engaged in nine widely varied regions across Europe.
CONTACT: Lisa Pourcher (G.A.C. Group), lpourcher@group-gac.com

IMPETUS. To help accelerate Europe’s climate adaptation strategy and meet the European Union’s ambitions to become the world’s first climate-neutral continent by 2050, IMPETUS was launched in October 2021 with the objective: turn climate commitments into tangible, urgent actions to protect communities and the planet.
Working with local citizens, policy-makers and businesses in 7 demonstration sites around Europe, IMPETUS teams are analysing solutions, boosting knowledge and creating packages of adaptation measures that other communities can use as a pathway towards a climate-neutral and sustainable future.
CONTACT: Laura Durnford (ESCI), ld@esci.eu

TransformAr. The EU-funded TransformAr project will create products and services to introduce large-scale and disruptive adaptive Transformational Adaptation processes in vulnerable regions and communities across Europe.
Relying on existing successful initiatives, the project will address water-related risks and impacts of climate change through six TransformAr lighthouse demonstrator regions and communities that will test solutions.
Transformational pathways are deemed essential for climate and social resilience to achieve rapid and far-reaching TA. Gathering 22 partners from 11 countries, the project’s findings will contribute to the EU’s strategy on climate change adaptation.
CONTACT: Jérôme Oudart (Euroquality), jerome.oudart@euroquality.fr

REGILIENCE – sharing the most promising solutions supporting communities and regions across Europe to become more resilient to climate change. Communities and regions are key catalysers where change can be driven, but guidance is needed for them to accompany and assist citizens and economies in adapting to climate change.
That is exactly what REGILIENCE, a project funded by the EU Horizon 2020 programme, aims at. It will support communities, cities and regions in their efforts towards building climate resilient pathways, facilitating the identification and upscaling of the most promising solutions and adapting to their needs.
The 48-month project will be implemented by 9 partners and work closely with ARSINOE, IMPETUS and TransformAr to amplify the reach and impact of results, coordinate actions and maximise benefits for communities impacted by climate change.
CONTACT: Marine Faber Perrio (IEECP), marine@ieecp.org

www.arsinoe-project.eu

www.climate-impetus.eu

www.euroquality.fr

www.regilience.eu

Solidarity and energy resilience: an action plan to save energy now! Beyond immediate efforts, Europe needs to take strategic actions to reduce our dependency on energy imports from Russia and other non-EU countries. The action must avoid quick fixes which might pose similar future risks. Finding alternative energy supply might be necessary and acceptable with a short time perspective but cannot be proposed as a lasting solution.

A longer-term and strategic perspective would speed up the transformation to domestic renewable energy supply, and drastically reduce the EU’s dependency on imported fossil fuels.

To decrease energy import dependency, European governments, businesses and citizens have the opportunity to reduce energy demand very quickly. With this paper, BPIE is presenting suggestions to reduce energy consumption in buildings with measures which have a short-term effect.

Behaviour changes such as lowering the room temperature by a degree or two, switching off appliances which are not urgently needed and leaving the car in the garage are ad hoc contributions available to almost everyone and are an immediate signal of solidarity with the victims of Putin’s aggression. In the long term, individual actions must be replaced by a clever far-sighted EU plan to structurally reduce energy demand.

Our list of suggestions are divided into different categories (projects/campaigns, financing, regulation) and three time horizons – actions that can be rolled out in the next 6 months, in 3 years, and in 5 years. All these types of measures are needed if the EU is to decrease its energy import dependency in the long run and boost its resilience.

BPIE (Buildings Performance Institute Europe) is a leading independent think tank on energy performance of buildings. Our vision is a climate-neutral built environment, aligned with the ambition of the Paris Agreement, and in support of a fair and sustainable society.
We provide data-driven and actionable policy analysis, advice, and implementation support to decision-makers in Europe and globally.

– BYinnovation is Media Partner of BPIE

www.bpie.eu

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Geotermia Transizione Energetica. AIRU e UGI, facendosi interpreti delle esigenze ed aspettative di tutti gli operatori del settore teleriscaldamento e del settore geotermoelettrico propongono la formazione di un Tavolo Tecnico che valuti il significativo contributo che la geotermia può dare alla transizione energetica del Paese e le proposte operative per il raggiungimento degli obiettivi UE al 2030 e al 2050 da presentare urgentemente al Ministro per la Transizione Ecologica.

L’uso sostenibile delle risorse geotermiche ha la potenzialità per dare un’accelerazione significativa alla transizione energetica ed ecologica, in particolar modo per raggiungere gli obiettivi indicati dall’UE per quanto riguarda il taglio delle emissioni climalteranti del 55% e l’aumento del contributo da fonti rinnovabili del 40% entro il 2030.

La configurazione geotermica del territorio nazionale offre eccellenti opportunità per la produzione di energia elettrica sul lato tirrenico del Paese, dove sono presenti operatori nazionali ed internazionali pronti a sviluppare progetti geotermici, e anche vastissime prospettive per fornire energia termica a larga e piccola scala su gran parte del territorio italiano, usando le risorse nel medesimo sito dove c’è la domanda.

Con le sue caratteristiche di stabilità e continuità di esercizio, la geotermia offre ottime prestazioni contribuendo significativamente al mix energetico rinnovabile nei tre settori principali: produzione elettrica, mediante impianti di abbattimento gas ad alta efficienza o ibridi innovativi, utilizzo del “calore geotermico” per riscaldamento e raffrescamento, anche con l’ausilio di pompe di calore (Geoscambio), e teleriscaldamento di complessi edilizi, città e per l’industria, anche in forma integrata con recupero del calore di scarto.

Pur essendo una tecnologia in costante sviluppo, il tasso di crescita della geotermia per la produzione geotermoelettrica è ancora troppo basso, soprattutto a causa di 3 criticità:
1. Elevati costi iniziali per l’esplorazione, la perforazione e la valutazione delle potenzialità,
2. Procedure complesse e tempi eccessivamente lunghi per ottenere i permessi e le concessioni (circa 4-8 anni),
3. Scarsi investimenti in Ricerca ed Innovazione e carenza di misure di sostegno per far decollare il settore e per creare nuovi posti di lavoro.

Una decina di progetti sono in attesa di autorizzazione ed altri in iter autorizzativo
Essi avrebbero da soli la capacità complessiva di generazione elettrica di oltre 700 GWh/anno, pari a un decimo della quota di nuova energia da fonte rinnovabile da immettere in rete, indicato dal Ministro Cingolani come obiettivo al 2030 per l’Italia.
Allo scopo di superare le barriere allo sviluppo della geotermia in Italia e in sintonia con associazioni, ordini professionali e istituti di ricerca, AIRU e UGI, con il sostegno dell’European Geothermal Energy Council (EGEC), chiedono azioni concrete ed immediate per colmare il vuoto legislativo che questo settore lamenta.
In particolare essi chiedono:
– la creazione di un’unica Autorità Geotermica Nazionale, che si occupi della governance e coordinamento del settore, definizione delle linee guida e piano strategico di sviluppo, valutazione dei progetti, rilascio permessi e concessioni;
– l’armonizzazione e standardizzazione delle procedure, in linea con quanto previsto dal PNRR;
– il sostegno alla filiera industriale geotermica di alto livello che esporta tecnologia italiana in tutto il mondo;
– l’attivazione di meccanismi incentivanti per un periodo limitato, analogamente a quanto esiste in altri Paesi, al fine di condurre il settore verso l’autosostentamento sul mercato;
– l’investimento e l’incentivazione di progetti geotermici finalizzati alla produzione elettrica sia per impianti a circuito chiuso sia per impianti geotermici ad alto rendimento e efficienza ambientale, in base alle caratteristiche della risorsa;
– l’investimento in progetti e infrastrutture in ambito urbano per il teleriscaldamento sostenuto dalla risorsa geotermica disponibile in loco (un recente studio dei Politecnici di Milano e Torino ha evidenziato un potenziale geotermico già utilizzabile di oltre 10 TWh termici);
– il finanziamento ai centri di ricerca per rilanciare la formazione di base e applicata;
– il finanziamento di progetti strategici per il futuro per l’estrazione di Litio ed elementi rari dai fluidi geotermici e per lo studio delle potenzialità geotermiche dei fluidi supercritici;
– l’inclusione delle tecnologie geotermiche con pompa di calore per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di efficienza energetica degli edifici;
– l’accelerazione nell’emanazione delle relative normative e decreti attuativi.

27 gennaio, 2022

Comunicato congiunto AIRU e UGI con il sostegno di EGEC
Bruno Della Vedova, Presidente UGI
Lorenzo Spadoni, Presidente AIRU
Philippe Dumas, EGEC Secretary General

www.unionegeotermica.it

www.airu.it

www.egec.org

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Italia 22.565 MW fotovoltaico installato. Siamo ancora sotto al GW di nuova potenza installata annualmente. Nel 2021 sono stati installati 936,38 nuovi MW di fotovoltaico arrivando a una potenza cumulata complessiva di 22.565,52 MW e un numero di impianti pari a 1.015.239. Il 56% della potenza installata è data da impianti tra i 20kW e 1 MW. Sono i dati che emergono dai report frutto dell’elaborazione condotta da ITALIA SOLARE sulla base dei dati resi disponibili periodicamente da Terna (dati Gaudì).

La regione che registra la maggior potenza installata è la Puglia con 2.943 MW seguita da Lombardia (2.711 MW) ed Emilia-Romagna (2.269 MW), fanalino di coda la Valle d’Aosta con 26 MW. In termini di numero di impianti sul podio si posiziona la Lombardia con 160.586 installazioni, seguita da Veneto (147.494) ed Emilia-Romagna (105.861).

Le variazioni del 2021 sul 2020, registrano un aumento della potenza installata lo scorso anno (937MW) rispetto a quello precedente (686 MW).

Al 31 dicembre 2021 la capacità connessa complessiva dei sistemi di accumulo arrivava a 734,94 MWh, dei quali 720, 36 MWh erano batterie al litio e circa 10 MWh di batterie al piombo, con 75.039 il numero degli impianti realizzati. Il 2021 ha registrato un’impennata, se così si può dire, delle installazioni rispetto agli anni precedenti (431,42 MWh contro i 111,99 del 2021 o 1,71 del 2015) per un totale di 35.064 impianti di sistemi di accumulo e un andamento trimestrale lungo l’anno di continua crescita.

La Lombardia è la regione che registra la maggior capacità connessa di sistemi di accumulo con 162,93 MWh, dovuta anche ai bandi che ha varato negli ultimi tre anni, seguita da Veneto (116,25 MWh) ed Emilia-Romagna (82,20 MWh).

Anche se in crescita, i dati evidenziano sia per il fotovoltaico sia per i sistemi di accumulo, un netto ritardo rispetto alle previsioni di sviluppo in linea con gli obiettivi del PNIEC.

www.italiasolare.eu

report

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Le Aziende Bike Friendly. È stata consegnata da FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta ad Aequilibria Srl – azienda di Venezia Marghera leader nella consulenza e formazione sul carbon management, protagonista nei tavoli di sviluppo delle norme ISO e punto di riferimento per i servizi ambientali – la terza certificazione “Azienda Bike Friendly” in Italia, assegnata sulla base del protocollo europeo volontario CFE-Cycle Friendly Employer, unico standard per le aziende che promuovono e sostengono il bike to work attraverso servizi e azioni pensate per favorire l’uso della bicicletta da parte dei dipendenti.

Organizzazione ed obbiettivi virtuosi
“Il settore privato è un partner fondamentale per realizzare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) e tutte le aziende possono contribuire attraverso le loro attività” diceva Ban Ki-moon, segretario generale delle Nazioni Unite.
In questo contesto la biciletta ha indubbiamente un ruolo strategico e, come dimostra uno studio condotto in 70 città di tutto il mondo che hanno deciso di aumentare la loro quota di utilizzo della bicicletta, esiste un legame diretto tra mobilità ciclistica e 11 dei 17 Obiettivi Globali per lo Sviluppo Sostenibile.

“Adottando la certificazione ‘Azienda Bike Friendly’ le imprese agiscono all’interno di questo quadro e contribuiscono direttamente al perseguimento dei goals di sostenibilità dell’Agenda 2030”, dice Valeria Lorenzelli, consigliera nazionale FIAB e responsabile area mobilità quotidiana.

La CFE-Cycle Friendly Employer nasce dal progetto UE Bike2Work (coordinato da ECF-European Cyclists’ Federation, la federazione europea delle associazioni ciclo-ambientaliste nazionali di cui FIAB è membro fondatore e unico partner per l’Italia) e finanziato nell’ambito del programma comunitario Intelligent Energy Europa. Il protocollo di certificazione è attualmente applicato in 16 paesi europei con modalità di valutazione omogenee. Alle aziende sul territorio italiano la certificazione viene rilasciata da FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta con la denominazione FIAB “Azienda Bike Friendly” e ha una validità di tre anni.

COS’È E COME FUNZIONA LA CERTIFICAZIONE “AZIENDA BIKE FRIENDLY”
FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta è il membro italiano di un più ampio Consorzio di 16 partner europei (coordinato da ECF-European Cyclists’ Federation) che ha ideato e promosso il primo e unico standard europeo volontario per aziende bike friendly, che si basa su un protocollo articolato in sei aree funzionali di valutazione (informazione, comunicazione, movimentazione dei dipendenti; coordinamento e organizzazione; servizio a sostegno della ciclabilità; dotazioni di strutture per la ciclabilità; gestione dei parcheggi come misura complementare; afflusso dei clienti).
Per ogni area sono definite numerose misure che prevedono azioni specifiche presso le sedi di lavoro o politiche aziendali da implementare, con l’obiettivo di aiutare le imprese a migliorare e promuovere la ciclabilità. Due sono, comunque, i requisiti indispensabili per accedere al percorso certificativo: la nomina del mobility/bike manager e la possibilità di accesso e sosta delle biciclette in azienda.
Più elevati sono gli standard presenti, maggiore è il livello che l’impresa può raggiungere. Sono previsti tre livelli di merito: Bronzo, Argento e Oro. Alle aziende con meno di 10 dipendenti viene dedicato lo stemma Blu.

Il protocollo CFE-Cycle Friendly Employer
E’ attualmente applicato il 16 paesi europei con modalità di valutazioni omogenee. La certificazione viene rilasciata al termine di un rigoroso audit e ha una validità di tre anni con obbligo da parte dell’azienda di produrre una relazione annuale sulle attività implementate, salvo rivalutazioni richieste dall’impresa stessa in caso di innovazioni sul progetto aziendale di ciclabilità.

Le aziende italiane interessante ad accedere al percorso di certificazione FIAB “Azienda Bike Friendly” (CFE-ITA – Cycle Friendly Employer) trovano tutte le informazioni nella pagina dedicata al progetto sul sito di FIAB.

www.fiab-onlus.it

per aderire alla certificazione

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Flotte aziendali elettriche. ALD Automotive Italia e ChargePoint insieme per semplificare la mobilità elettrica delle imprese italiane. ALD Automotive Italia, nell’ambito di una partnership globale già avviata dalla holding ALD Automotive ̶ leader mondiale nelle soluzioni di mobilità e noleggio a lungo termine ̶ ha stretto un accordo con la filiale europea di ChargePoint Holdings Inc. ̶ network mondiale di infrastrutture e servizi di ricarica per veicoli elettrici ̶ per offrire alle piccole, medie e grandi imprese italiane un nuovo sistema di ricarica all’avanguardia per le flotte aziendali e assicurare una mobilità sostenibile a 360°. La partnership è stata già attivata con successo in altri cinque paesi Europei: Francia, Regno Unito, Spagna, Svezia e Paesi Bassi.

Grazie alla partnership con ChargePoint, ALD Automotive Italia metterà a disposizione un servizio particolarmente innovativo, nato per le auto aziendali elettriche, che offrirà la possibilità di ricaricare il veicolo a casa, sul posto di lavoro e lungo il tragitto, garantendo così alle aziende e ai loro dipendenti un sistema semplice e accessibile, in linea con gli obiettivi dell’azienda, che da anni lavora per incentivare le imprese a investire nei veicoli ibridi ed elettrici.
L’obiettivo è fare in modo che il passaggio alle auto alla spina avvenga in maniera naturale e che il mondo produttivo colga in pieno i vantaggi e le opportunità della mobilità sostenibile.

Questa nuova soluzione dedicata all’elettrico comprenderà in un unico canone i servizi di consulenza e analisi per l’elettrificazione della flotta, la card per ricaricare dalla rete di infrastrutture pubbliche e l’installazione di infrastrutture domestiche per i propri dipendenti, comprensive di rimborso automatico per l’energia erogata da casa. Inoltre, grazie al cruscotto digitale MyALD, sarà possibile per i Fleet Manager monitorare le singole sessioni di ricarica dei propri driver e visionare tutte le relative fatture. Una soluzione integrata che sarà in grado di sostenere in maniera puntuale il mondo imprenditoriale e semplificare ulteriormente il passaggio a una flotta green.
Tale soluzione, che si basa su un sistema integrato di ricarica, si adatta perfettamente ai bisogni delle imprese italiane, facilitando l’esperienza di guida e rendendo più semplice la gestione delle flotte.

“Con ChargePoint condividiamo il desiderio di incentivare la mobilità elettrica e di renderla accessibile alle aziende e alla società”, ha dichiarato Antonio Stanisci, Commercial & Marketing Director di ALD Automotive Italia. “La nostra ambizione è portare le imprese ad adottare flotte aziendali elettriche, ad emissioni zero, e far capire che la transizione non riguarda il futuro, ma il presente di ognuno di noi. Questa partnership contribuisce a rendere sempre più concreto il raggiungimento degli obiettivi del nostro piano strategico ‘MOVE 2025’, ovvero l’aumento della quota di veicoli elettrici e plug-in hybrid pari a circa il 30% delle auto nuove consegnate entro il 2025”.

“La partnership con ALD Automotive renderà il passaggio alla guida elettrica sempre più semplice, offrendo la possibilità di effettuare la ricarica a casa così come sul posto di lavoro in tutta Italia”, ha affermato André ten Bloemendal, Senior Vice President Sales di ChargePoint, Inc. “Mentre fleet manager e dipendenti si avvicinano sempre più rapidamente alle nuove motorizzazioni e a modalità di trasporto sostenibili, ChargePoint, in collaborazione con eco system partner come ALD, si impegna a creare le condizioni ideali per fornire un sistema più agevole per lo spostamento di persone e beni”.

ALD Automotive è leader globale nelle soluzioni di mobilità e fornisce servizi di noleggio e gestione delle flotte aziendali in 43 Paesi. ALD Automotive gestisce 1 milione e 680 mila veicoli con 6.700 dipendenti. Société Générale è l’azionista di maggioranza di ALD Automotive.
In Italia, con le sue sedi di Roma e Milano, uno staff di oltre 600 risorse, piattaforme digitali dedicate ai propri servizi e una rete assistenza di oltre 8.000 centri convenzionati, ALD gestisce e sviluppa la mobilità di circa 61.000 clienti, grazie a soluzioni flessibili e personalizzate che rispondono alle esigenze di aziende corporate, PMI, professionisti e P. IVA, fino ai clienti privati, con un totale parco circolante di quasi 160.000 unità tra auto, veicoli commerciali leggeri e moto.

ChargePoint fin dal 2007 si impegna a rendere più semplice il passaggio all’energia elettrica per aziende e conducenti, con la più grande rete di ricarica per veicoli elettrici e la serie di soluzioni di ricarica più completa attualmente disponibili. ChargePoint crea una rete di rifornimento completamente nuova per consentire lo spostamento di beni e persone secondo una modalità completamente elettrica.
La piattaforma di abbonamento cloud di ChargePoint e l’hardware di ricarica software-defined sono progettati per includere opzioni per ogni scenario, dai luoghi di lavoro alle flotte, dal residenziale al dettaglio.
Ad oggi, la rete ChargePoint fornisce l’accesso a centinaia di migliaia di punti di ricarica in Nord America e in Europa, con approssimativamente una ricarica ogni due secondi, nonché una fornitura di più di 98 milioni di ricariche. Migliaia di aziende e organizzazioni e centinaia di migliaia di conducenti in tutto il mondo si affidano a ChargePoint.

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It’s All Banking Insurance 2022. BRAINZ organizza la nuova edizione della mostra convegno IT’S ALL BANKING & INSURANCE con 100 Relatori, 20 Media e più di 500 partecipanti.
IT’S ALL BANKING & INSURANCE rappresenta un’opportunità esclusiva per agevolare l’incontro e il confronto tra Banche, Assicurazioni e Finanziarie con esperti di Soluzioni, Sistemi e Tecnologie. L’evento coniuga la vision strategica agli aspetti tecnici, calandosi nella realtà delle strategie operative.

Oltre 100 speaker a confronto su:
– Nuove tendenze di un mercato che oggi vive un’ulteriore accelerazione a causa dell’emergenza sanitaria
– Spinta tecnologica e resilienza del sistema assicurativo e bancario: scenari ed evoluzione
– L’evoluzione del business assicurativo e bancario: ecosistemi, bisogni dei clienti e opportunità

I partecipanti
TOP MANAGEMENT: Amministratore Delegato – Direttore Generale – Responsabile Strategie
MARKETING & CRM: CRM Director – Marketing Director – Chief Digital Officer – Chief Data Officer
IT & TECHNOLOGY: Chief Information Officer – Chief Technology Officer – IT Manager – Chief Security Information Officer
OPERATIONS: COO – Responsabile Organizzazione
RISK & CREDIT: Head of Risk Management, Credit Manager, Claims Director

I settori interessati
BANCHE – ASSICURAZIONI – FINTECH – ISTITUTI FINANZIARI – BROKER – INSURTECH

About Brainz
We are an innovative and dynamic organization that provides networking opportunities, skills and strategies to strengthen and develop meaningful & relevant relationships for Business-to-Business.
Thanks to 15 years’ experience of our staff, we are able to organize events that stimulate creativity, development of synergies and networking.
Our events are important meetings focused on strategy, innovation and technology.
To grow your career or your business, it is crucial the experience of meeting people face to face and sharing experiences, skills, knowledge and know-how.

17 Maggio 2022 – NH Milano Centro Congressi

– BYinnovation è Media Partner di IT’S ALL BANKING & INSURANCE

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Vino buono pulito e giusto. Tre convegni online aprono la prima edizione di Sana Slow Wine Fair. Si parla di sostenibilità ambientale, di tutela del paesaggio e del valore sociale del lavoro in vigna, i tre cardini attorno a cui è nato il Manifesto Slow Food per il vino buono, pulito e giusto.

Che sia buono non basta più
E’ da questa consapevolezza che nasce il lavoro di Slow Food sul vino. Tutto cominciò nel 2007 a Montpellier, in Francia, quando produttori di vino provenienti da tutto il continente si riunirono per Vignerons d’Europe. Era la prima volta, il primo passo di un percorso che ha portato alla nascita di Slow Wine e dell’omonima guida alle cantine, presto diventata punto di riferimento nel panorama nazionale, e poi alla stesura del Manifesto Slow Food per il vino buono, pulito e giusto.

Con la prima edizione di Sana Slow Wine Fair, in programma a BolognaFiere dal 27 al 29 marzo 2022, proseguiamo nel solco segnato negli ultimi quindici anni. E, nella settimana precedente alla tre giorni emiliana, Slow Food organizza altrettanti convegni online per fare il punto, insieme ai delegati della Slow Wine Coalition e a tutti gli stakeholder della filiera vino. I tre convegni mettono al centro i princìpi che, secondo Slow Food, occorre rispettare quando si coltiva la vite e si produce vino: parliamo di sostenibilità ambientale del vino, di tutela del paesaggio e di equità sociale nel lavoro in vigna e ruolo sociale del vino. Coniugando questi tre aspetti, il vino buono, pulito e giusto può contribuire a cambiare il sistema agricolo.

Gli appuntamenti digitali sono liberi e aperti a tutti coloro che, dai produttori agli enotecari, dai giornalisti agli appassionati, credono nel valore che il vino può restituire all’ambiente e alle comunità. Per partecipare basta registrarsi sul sito nella pagina dell’evento digitale scelto.

Martedì 22 marzo ore 18
La produzione del vino: un potente alleato della transizione ecologica

Di “sostenibilità” si sente parlare sempre più spesso. Ma che cosa significa essere sostenibili nella produzione di vino? Quali sono le metodologie che fanno la differenza? Come fa un viticoltore a ridurre la propria impronta ambientale? Occorre lavorare su diversi fronti, dalla gestione oculata della risorsa idrica alla difesa del suolo senza ricorrere a fitofarmaci, prediligendo un approccio agroecologico. Nel corso del tempo, le piante hanno ad esempio sviluppato difese in grado di proteggerle dagli attacchi di parassiti: si tratta dunque di mettere la vite in condizione di esprimere al meglio queste potenzialità. Un convegno per ribadire il no di Slow Food a concimi, diserbanti, antibotritici di sintesi e per esortare all’uso consapevole delle risorse.

Alla conferenza intervengono:
– Florence Fontaine, Université Reims Champagne-Ardennes, Contrasto al deperimento dei vigneti europei a causa delle malattie del legno (esca e altri patogeni): lo stato degli studi;
– Bernard Nicolardot, AgroSup Dijon, Institut national supérieur des sciences agronomiques, de l’alimentation et de l’environnement, La gestione della sostanza organica nel suolo del vigneto;
– Isabella Ghiglieno, Dicatam, Dipartimento di Ingegneria Civile Ambiente Territorio Architettura e Matematica dell’Università di Brescia, e Marco Tonni, Sata studio agronomico, Brescia, L’impronta idrica nel settore vitivinicolo. Stima degli impatti ed esempi applicativi;
– Paolo Marucco, Disafa, Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, Ottimizzare la distribuzione dei fitofarmaci per ridurre dosaggi, deriva e consumi. Presentazione di un nuovo prototipo;
– Maurizio Gily, consulente viticolo e docente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Le resistenze naturali nella vite e la loro gestione nel miglioramento genetico tradizionale.
Modera Francesco Sottile, agronomo e docente presso l’Università di Palermo, tecnico della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus.

Mercoledì 23 marzo ore 18
Il vino giusto: dalla comunità agricola al lavoro delle persone

Non ci sono soltanto la cura dei filari e la potatura delle piante tra i compiti dei vignaioli. Non è sufficiente occuparsi della raccolta e della pigiatura delle uve, così come non basta seguire la fermentazione e l’imbottigliamento. Tra i ruoli di chi lavora in vigna c’è quello sociale: significa che il vignaiolo può, e deve, essere motore di crescita economica grazie al rapporto virtuoso instaurato con i propri dipendenti e con le comunità con cui la propria cantina interagisce. Partiamo da questo secondo punto, cioè dalla relazione con l’ambiente sociale circostante: molti dei borghi e dei villaggi in cui si è sviluppata la viticoltura esistono in funzione di questa pratica che mantiene in vita zone considerate marginali. Occorre maturare consapevolezza di questo rapporto, facendo sì che si traduca in senso di responsabilità. Pensare al proprio business, ragionare in termini meramente economici, significa rischiare di incrinare questo equilibrio.
Stesso discorso per quanto riguarda il rapporto con i propri dipendenti: è innanzitutto indispensabile corrispondere un compenso equo ai lavoratori e rispettare le norme in materia di contratti di lavoro, aspetti che non debbono più venire disattesi. In secondo luogo occorre creare le condizioni affinché vi sia reale integrazione e arricchimento culturale reciproco: produrre vino significa anche fare comunità, con tutto ciò che ne deriva.

Alla conferenza intervengono:
– Claudio Naviglia, Ceo e co-founder di Humus Job, La sostenibilità sociale in vigna: contratto di rete e lavoro condiviso;
– Carolina Alvarado, viticoltrice di Valparaíso, Cile, e presidentessa di Slow Food Chile, La comunità e il vino come pratica sociale;
– Arianna Occhipinti, viticoltrice in Sicilia, Italia;
– Gianluca Brunori, economista e professore ordinario di Food Policy presso l’Università di Pisa, Dalla qualità alla responsabilità: le nuove sfide di fronte alla transizione ecologica.

Giovedì 24 marzo ore 18
Vignaioli, vigne, vino e paesaggio

L’ulivo nelle vicinanze del mare, il castagno in montagna e la vite in collina: semplificando, sono queste tre le coltivazioni che alle nostre latitudini hanno contribuito più di qualunque altra a definire il paesaggio. Basterebbe questo per comprendere l’impatto della viticoltura sull’aspetto del territorio. I benefici, sia dal punto paesaggistico sia della conservazione dell’ambiente rurale, sono innegabili: si scongiura l’erosione dei suoli dettata dall’incuria, si promuove la gestione delle acque in zone di forte pendenza, si realizza il monitoraggio degli incendi. Ciò non deve però distrarre da un altro importante aspetto, quello che riguarda il rischio di una deriva verso una sorta di monocoltura delle vite. Importante, in altre parole, è quindi scongiurare che si metta a repentaglio la biodiversità del suolo (attraverso l’utilizzo di erbicidi o fitofarmaci) e dei terreni, sacrificando altre specie arboree sull’altare del vino: occorre rispettare l’alternanza di vigneto, siepi e aree boscate e promuovere una gestione che escluda il suolo nudo.
Non solo: le aziende agricole sono chiamate a svolgere un compito rilevante di tutela del paesaggio anche dal punto di vista architettonico: gli edifici aziendali eventualmente da costruire vanno progettati tenendo conto del paesaggio, così come gli interventi di ristrutturazione e di ammodernamento delle strutture.

Alla conferenza intervengono:
– Marina Santos, viticoltrice di Rio Grande do Sul, Brasile, Come la crisi climatica influenza il paesaggio vitivinicolo, tra copertura vegetale e agroforestazione;
– Francesco Paolo Valentini, viticoltore in Abruzzo, Italia, L’intensità delle precipitazioni, fitopatologie e produzione vitivinicola di qualità;
– Fabio Zottele, membro del Comitato tecnico-scientifico del CERVIM (Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana), Il paesaggio come mezzo della produzione vitivinicola? Il capitale paesaggistico;
– Viviana Ferrario, professore associato in Geografia presso l’Università Iuav di Venezia, Agricultural heritage. Imparare dai paesaggi viticoli storici.

Sana Slow Wine Fair – dal 27 al 29 marzo – BolognaFiere

www.slowfood.it

www.bolognafiere.it

Osservatorio Greenwashing di SOS LOGistica, LCA Studio Legale e Mediatyche. SOS LOGistica, l’associazione che, dal 2005, è focalizzata sulla logistica sostenibile, in collaborazione con LCA Studio Legale e Mediatyche – communication & sustainability ha deciso di avviare un nuovo osservatorio legato ai rischi sempre maggiori di greenwashing.

Greenwashing è la strategia di comunicazione di certe imprese, organizzazioni o istituzioni politiche finalizzata a costruire un’immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo dell’impatto ambientale, allo scopo di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dagli effetti negativi per l’ambiente dovuti alle proprie attività o ai propri prodotti. Tale pratica, purtroppo, si estende oggi anche alle dimensioni sociali ed economiche della sostenibilità.

Le prime sanzioni di questi comportamenti risalgono all’inizio degli anni 2000, ma il tema ha rivestito un’importanza crescente nel corso degli anni a seguito della maggiore consapevolezza dei consumatori sulla sostenibilità dei prodotti/servizi acquistati, che li porta ad essere più vulnerabili all’inganno. Da qui, l’esigenza di un maggiore focus e tutela recepiti dalla normativa.

L’iniziativa, presentata durante un webinar disponibile nel canale YouTube di SOS LOGistica, intende sensibilizzare le aziende circa l’importanza di una comunicazione veritiera relativamente alle iniziative di sostenibilità e, quindi, di focalizzare le energie e le risorse sul cambiamento effettivo piuttosto che di immagine, anche attraverso la consapevolezza dei rischi legali e di reputazione cui il greenwashing espone.

Gli obiettivi alla base dell’osservatorio
– Monitoraggio nazionale ed internazionale dei casi e delle pratiche assimilabili o giudicati come attività di greenwashing;
– Analisi dell’evoluzione normativa e delle direttive europee sulla rendicontazione delle performance di sostenibilità;
– Monitoraggio delle attività da parte della committenza di servizi logistici in merito alla rendicontazione e comunicazione della sostenibilità ambientale e sociale dei propri processi di supply chain e logistica;
– Sensibilizzazione del settore della logistica sui rischi a cui si espongono gli operatori in caso di comunicazione non oggettivata, trasparente e dimostrabile;
– Disseminazione di strumenti e buone pratiche per comunicare e promuovere le proprie performance di sostenibilità.

L’osservatorio nasce in concomitanza con la prima ordinanza cautelare di un tribunale italiano contro il greenwashing, una pronuncia storica nel nostro paese, che stabilisce un precedente per “ambientalismo di facciata”, nei confronti di una società friulana che produce un tessuto utilizzato soprattutto nei rivestimenti delle auto, ma anche di molti arredamenti.

Inoltre, l’osservatorio si proietta verso la fine del 2022, quando le aziende con uno stato patrimoniale superiore ai 20 milioni di Euro, un fatturato superiore ai 40 milioni e più di 250 dipendenti avranno l’obbligo di redigere il Bilancio di Sostenibilità secondo la normativa europea.

“La logistica è un settore che in questi ultimi due anni sta beneficiando di una visibilità mai avuta prima a seguito del ruolo avuto nella pandemia. Questo può portare gli operatori alla tentazione di approfittarne, con il rischio di esagerare nelle dichiarazioni, dato che il settore non è abituato a comunicare. – ha dichiarato Daniele Testi, Presidente di SOS LOGistica – Questa iniziativa si propone quindi di fornire input e linee guida alle aziende del settore per beneficiare di questo trend positivo evitando al contempo scivoloni. Il nostro rating di Logistica Sostenibile, il primo in Italia, che oggettiva le performance di sostenibilità tramite un ente terzo indipendente, è fondamentale per evitare il greenwashing.”

“L’attenzione e la sensibilità dei consumatori alla sostenibilità e alle tematiche green cresce di pari passo al fenomeno del greenwashing: sempre più imprese, anche nel settore logistico, adottano strategie di green marketing (ingannevoli) finalizzate a indurre in errore i consumatori circa le virtù ecologiche dei propri prodotti o servizi e all’impatto ambientale della propria attività. L’Osservatorio si inserisce proprio in questo contesto, con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento e sensibilizzazione in relazione alla comunicazione green nel settore della logistica e trasporti.” spiegano gli avvocati Gianluca De Cristofaro e Davide Magnolia, entrambi partner di LCA Studio Legale.

“Siamo molto contenti di essere protagonisti dell’Osservatorio sul greenwashing insieme a SOS-LOGistica e LCA. I tempi sono maturi per parlare ed educare le imprese su questo tema; la stessa Commissione Europea ha annunciato che entro il 30 marzo definirà uno standard di valutazione per analizzare quanto e come i brand comunicano, non lasciando più al caso la promozione di prodotti e servizi. Il ruolo di noi comunicatori diventerà sempre più centrale nel guidare le aziende a comunicare al meglio la propria sostenibilità. – ha dichiarato Elena Rabaglio, Co-Founder e responsabile sostenibilità di Mediatyche.”

SOS LOGistica è l’associazione che, dal 2005, promuove e disseminale migliori pratiche di logistica e mobilità sostenibile, ideatrice del primo rating di sostenibilità logistica che promuove le aziende più virtuose con processi e programmi di sostenibilità verificati da ente terzo e indipendente. I soci sono aziende italiane, multinazionali, esperti di logistica, start up, informatici, docenti universitari, tecnici dell’innovazione e dell’ambiente, imprenditori. Il Presidente dell’associazione è Daniele Testi, il Presidente del Comitato Scientifico il Prof. Jean Paul Fitoussi. L’associazione ha sedi a Milano, Genova e Torino.

LCA è uno studio legale indipendente e full service, specializzato nell’assistenza legale e fiscale d’impresa, con sedi in Italia, a Milano, Genova e Treviso (all’interno dell’incubatore tecnologico H-Farm), e negli Emirati Arabi Uniti, a Dubai, in International Partnership con IAA Law Firm.

Mediatyche, fondata nel 2011 da Massimo Tafi e Elena Rabaglio, è un’agenzia di consulenza specializzata in comunicazione e sostenibilità. Radicata sul territorio nazionale, ma con uno sguardo proiettato anche sul mercato estero, Mediatyche ha il suo punto di forza in una moderna visione della comunicazione in chiave sostenibile. L’agenzia collabora con imprese multinazionali e importanti associazioni di categoria, coordinando progetti di comunicazione nazionali e internazionali. Fa parte del network di agenzie indipendenti thenetworkone ed è associata a UNA Comunicazione. Tra le iniziative più significative il lancio, in collaborazione con Format Research e Homina, dell’Osservatorio Permanente Comunicazione e Sostenibilità, con l’obiettivo di esplorare anno su anno il mondo delle imprese in relazione a questo tema, misurandone annualmente consapevolezza, azioni e cambiamenti.

– BYinnovation è Media Partner di SOS LOGistica

www.sos-logistica.org

www.lcalex.it

www.mediatyche.it

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