Author: enrico

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Convegno Nazionale AIM 80 anni. La metallurgia italiana a Brescia: 41° Convegno Nazionale dell’Associazione Italiana di Metallurgia (AIM): il più importante appuntamento nazionale dedicato alla ricerca, all’innovazione e alle tecnologie nel campo dei materiali metallici. Tre giorni di confronto tra ricerca, università e industria, con oltre 300 tra ricercatori, docenti, professionisti e rappresentanti del mondo industriale e 205 lavori scientifici presentati.

Ad aprire i lavori, nella mattinata di mercoledì 9 settembre, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Ingegneria in via Branze 38 a Brescia, sarà una sessione plenaria di grande rilievo istituzionale, che vedrà sul palco insieme: Paolo Streparava, Presidente di Confindustria Brescia; Giuseppe Pasini, Presidente di Confindustria Lombardia; Laura Castelletti, Sindaca di Brescia; il Magnifico Rettore dell’Università di Brescia, prof. Francesco Castelli; la Presidente del convegno, prof.ssa Annalisa Pola; e il Presidente di AIM, prof. Carlo Mapelli. Sarà inoltre presente Stefano Karadjov, direttore del Museo di Santa Giulia.
Una presenza istituzionale così ampia conferma il valore strategico dell’appuntamento per il territorio e per il sistema industriale lombardo.

Non è un caso che l’edizione 2026 si svolga proprio a Brescia: una parte significativa delle aziende associate ad AIM ha sede nel territorio bresciano, da sempre uno dei principali poli della metallurgia italiana, dove ricerca, formazione e produzione industriale convivono da generazioni.
Ospitare qui il Convegno Nazionale significa riportare l’appuntamento più importante della metallurgia italiana nel cuore pulsante del settore.

L’edizione di quest’anno assume un significato ancora più speciale: il convegno coincide con l’80° anniversario di fondazione di AIM, che dal 1946 rappresenta il punto di riferimento in Italia per la scienza, la tecnologia e la cultura dei materiali metallici. In otto decenni di attività, AIM si è consolidata come un ponte solido e continuativo tra il mondo della ricerca e quello industriale, un ruolo che il convegno di Brescia mette quest’anno ulteriormente in luce.

Il programma scientifico affronta le principali sfide che oggi interessano il settore: dalla sostenibilità e decarbonizzazione all’economia circolare, dai materiali metallici tradizionali a quelli innovativi e alla loro caratterizzazione, fino alla digitalizzazione dei processi produttivi.
Accanto ai lavori scientifici, il convegno propone momenti dedicati al networking tra i partecipanti, tra cui l’aperitivo “MEETallurgy”, una cena sociale in Franciacorta e una visita guidata al Museo di Santa Giulia, per ammirare la Vittoria Alata.

«È particolarmente significativo che il più importante appuntamento nazionale dell’AIM si svolga a Brescia – sottolinea la prof.ssa Annalisa Pola, ordinaria di Metallurgia del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale e Presidente del convegno –. Il nostro territorio rappresenta un luogo nel quale la metallurgia è profondamente legata alla storia industriale, produttiva e di ricerca e formazione. Oggi le sfide della sostenibilità, dell’economia circolare, dei nuovi materiali e dell’innovazione richiedono un sempre più stretto dialogo tra ricerca e industria. Questo convegno vuole essere un’occasione concreta di confronto e di costruzione di nuove prospettive».

AIM – Associazione Italiana di Metallurgia è il punto di riferimento in Italia per la diffusione della conoscenza sui materiali metallici e i processi produttivi. Fondata nel 1946, AIM opera come ponte tra ricerca scientifica e industria, promuovendo lo sviluppo tecnologico e la competitività delle imprese attraverso attività formative, pubblicazioni tecniche e iniziative di networking. Tra le principali attività, AIM pubblica la rivista La Metallurgia Italiana e organizza corsi, conferenze ed eventi per il mondo industriale e accademico.

9-11 settembre – Brescia, Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale dell’Università

www.aimnet.it

programma completo

IPPR e COREPLA certificano processi riciclo plastiche, per la tracciabilità e il riconoscimento delle Materie Prime Seconde a livello nazionale ed europeo.

IPPR Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo e COREPLA Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica, hanno annunciato l’avvio di un accordo di collaborazione finalizzato alla certificazione dei processi di riciclo attraverso lo schema Plastica Seconda Vita (PSV), in conformità alla norma EN 15343 e ai principali standard di settore, per i riciclatori attivi nel sistema COREPLA.

L’attività, resa possibile dall’ultima revisione approvata del Regolamento di Certificazione Plastica Seconda Vita, rappresenta un’evoluzione rilevante del sistema di garanzie a supporto dell’economia circolare, rafforzando la tracciabilità, la trasparenza e l’affidabilità delle attività di riciclo delle materie plastiche.

L’accordo si inserisce in un percorso di valorizzazione e riconoscimento di una certificazione accreditata e costituisce un ulteriore passo avanti nell’integrazione sempre più fattiva tra IPPR e COREPLA, rispondendo alla crescente esigenza di disporre di strumenti in grado di assicurare una tracciabilità certa e verificabile dei flussi di riciclo.

“Questo accordo mira a rafforzare ulteriormente la qualità e l’affidabilità del riciclo degli imballaggi in plastica gestiti dal sistema consortile” – afferma Giovanni Bellomi, Direttore Generale di COREPLA. “La certificazione dei processi secondo standard riconosciuti a livello internazionale contribuisce infatti ad aumentare la trasparenza lungo l’intera filiera e a valorizzare il ruolo dei riciclatori, favorendo lo sviluppo di un mercato solido e credibile delle materie prime seconde.”

“Con questo accordo IPPR conferma il proprio impegno nel promuovere strumenti di certificazione affidabili e accreditati, in grado di rispondere alle esigenze del mercato e delle istituzioni” – afferma il Presidente di IPPR, Libero Cantarella. “L’estensione della certificazione Plastica Seconda Vita ai processi di riciclo, in conformità anche alla EN 15343, rafforza la tracciabilità e il riconoscimento delle plastiche riciclate, creando valore per l’intera filiera.”

L’accordo tra IPPR e COREPLA consolida quindi un modello di collaborazione orientato alla qualità del riciclo, alla certezza normativa e alla valorizzazione delle materie plastiche riciclate, contribuendo in modo concreto agli obiettivi di sostenibilità ambientale e industriale.

www.ippr.it

www.corepla.it

SMARTEFFICIENCY per IMPERMEABILIZZAZIONE e PROTEZIONE IGNIFUGA TETTI. Riqualificazione con resina pluristrati armata e Broof su 13.000 mq di pre-esistente guaina bituminosa.
Fosfantartiglio L.E.I. è oggi società leader nell’applicazione di evoluti rivestimenti superficiali anticorrosivi. L’alto livello delle prestazioni qualitative e di consegna sono un carattere distintivo dell’Azienda e le permettono di esser scelta come partner privilegiato dalle più importanti aziende operanti nel settore automotive e non solo.

SMARTEFFICIENCY per RIFACIMENTO TETTI. Sostituzione delle vecchie coperture in fibrocemento con pannelli di lamiera grecata, riqualificando la struttura sottostante e la relativa coibentazione.
B-Pack ha sviluppato negli anni un’ampia gamma di film flessibili coestrusi multistrato con elevate proprietà di barriera sia funzionale che ai gas, capaci di garantire un’alta protezione agli alimenti confezionati. Inoltre offre soluzioni multistrato nell’ambito farmaceutico/medicale e cosmetico studiando e realizzando strutture flessibili capaci di soddisfare le stringenti richieste che provengono da questi mercati.

Progettare e governare Facility Management. Il corso, presso il Politecnico di Milano, progettato per le esigenze di professionisti e di operatori del settore che necessitano di approfondimenti puntuali ma contratti in poche ore, si articola in 4 moduli ciascuno dei quali rappresenta un pacchetto formativo tale da poter essere frequentato anche singolarmente.
Le lezioni sono tenute da docenti del Politecnico di Milano e da esponenti di spicco di alcune tra le più importanti imprese nel settore.

MODULO 1 | 7 marzo 2025 | 9:15 – 13:15
PROGETTARE IL FACILITY MANAGMENT
– Inquadramento del mercato dei servizi di Facility Management
– Audit e analisi delle esigenze del committente
– Il progetto dei servizi: service level agreement (SLA) e key performance indicators (KPI)
– Tipologie di capitolari: prescrittivi e prestazionali
– Modalità di verifica e monitoraggio dei risultati
– La gestione delle fasi di gara: request for information (RFI), request for proposal (RFP), request for quotation (RFQ)
– La transizione dal vecchio al nuovo fornitore

MODULO 2 | 14 marzo 2025 | 9:15 – 13:15
STRUMENTI E TECNOLOGIE PER IL FACILITY MANAGEMENT
– La costruzione dell’anagrafica degli elementi/impianti da manutenere: Radio-frequency identification (RFID), Quick Response Code (QR-Code), codici a barre, ecc.
– Building information modeling (BIM) retrofitting e facility management
– Sistemi informativi di governo e gestione del personale in campo, dei servizi, dell’interfaccia con il committente

MODULO 3 | 21 marzo 2025 | 9:15 – 13:15
STRATEGIE E SPAZI PER I NUOVI MODI DI LAVORARE
– La sostenibilità: direttive internazionali
– Gli obiettivi di sostenibilità nel Facility Management
– Gli strumenti per misurare e valutare gli impatti ambientali nella gestione dei servizi all’edificio
– Ecological footprint: indicatori per proporre nuove policy di sostenibilità nelle attività di facility management

MODULO 4 | 28 marzo 2025 | 9:15 – 13:15
IL FACILITY MANAGEMENT E LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE ED ENERGETICA
– La sostenibilità: direttive internazionali
– Gli obiettivi di sostenibilità nel Facility Management
– Gli strumenti per misurare e valutare gli impatti ambientali nella gestione dei servizi all’edificio
– Ecological footprint: indicatori per proporre nuove policy di sostenibilità nelle attività di facility management

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Autobus a idrogeno Tper per Bologna. In servizio dalla primavera 2025, entro il 2026 a Bologna ne circoleranno 127.

È stata presentata al pubblico la fornitura di bus FCEV (Fuel Cell Electric Vehicle) a idrogeno, aggiudicata a Solaris Italia, che aveva proposto in gara il veicolo “Urbino 12 hydrogen”: si tratta dei primi bus a celle a combustibile (fuel cell) di Tper, acquistati con fondi PNRR.

È un modello di bus che ha riscosso il favore di numerose realtà pioniere dell’utilizzo dell’idrogeno nel trasporto pubblico: in 35 città di 10 Paesi europei, infatti, circolano già oggi sulle strade oltre 400 Solaris Urbino hydrogen, e altrettanti sono in ordine o in fase di prevista consegna in tutto il continente.

L’autobus è dotato di un innovativo sistema a idrogeno nel rispetto dei più elevati standard di efficienza e sicurezza. La cella a combustibile da 70 kW di cui è equipaggiato trae l’idrogeno da cinque serbatoi compositi posizionati sul tetto dell’autobus che possono contenerne 37,5 kg, consentendo una percorrenza superiore a 350 chilometri con un singolo pieno.

L’elevata autonomia è solo uno dei vantaggi operativi: il bus è caratterizzato anche dal funzionamento silenzioso che accomuna tutti i mezzi a motore elettrico, per garantire un ulteriore beneficio acustico in ambito cittadino.

Sul piano ecologico, il bus è interamente a emissioni zero: combinando idrogeno e ossigeno atmosferico in presenza di un catalizzatore, quindi senza combustione termica, la cella a combustibile genera l’elettricità necessaria ad azionare un motore elettrico, producendo vapore acqueo come unica emissione.

Il bus è dotato di pianale ribassato, di climatizzazione integrale per il comfort a bordo in ogni stagione, di impianto di videosorveglianza ed è provvisto di un doppio equipaggiamento che caratterizza da tempo gli allestimenti dei bus urbani di Tper: una piattaforma per l’alloggiamento sicuro di una sedia a rotelle per persone a mobilità ridotta e il posto per un passeggino aperto.

Su richiesta di Tper, i Solaris Urbino 12 hydrogen saranno forniti in due diverse configurazioni, quella a tre porte e quella a due porte, idonee al loro utilizzo rispettivamente sulle linee urbane e suburbane. A Bologna, al completamento della fornitura, saranno in funzione 127 “Urbino 12 hydrogen”: 60 a tre porte, utilizzati sui collegamenti urbani che richiedono bus da 12 metri, e 67 a due porte per le linee suburbane attive tra il capoluogo e la cintura metropolitana.

www.tper.it

www.comune.bologna.it