Author: enrico

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Pneumatici con PET riciclato. Continental lancia i primi pneumatici con poliestere ricavato da bottiglie in PET riciclate.

Continental è il primo produttore di pneumatici ad avviare la produzione in serie di pneumatici con filato di poliestere ottenuto da bottiglie di plastica in PET riciclate, attraverso un nuovo processo tecnologico.
Il nuovo materiale ad alte prestazioni sarà inizialmente utilizzato in misure selezionate per gli pneumatici estivi PremiumContact 6 ed EcoContact 6 e per lo pneumatico AllSeasonContact di Continental.
Questo materiale sostituisce completamente il poliestere convenzionale utilizzato nella costruzione della carcassa dello pneumatico. Un set di pneumatici standard per autovetture contiene il poliestere ottenuto da circa 40 bottiglie in PET riciclate.

A settembre 2021, Continental ha presentato per la prima volta la tecnologia ContiRe.Tex che utilizza filato di poliestere ricavato, senza alcun passaggio chimico intermedio, da vecchie bottiglie in PET, che non sarebbero riciclate in altro modo.
Ciò rende il processo di Continental molto più efficiente rispetto a metodi standard in grado di trasformare bottiglie in PET in filati di poliestere ad alte prestazioni. Le bottiglie utilizzate da Continental provengono esclusivamente da regioni senza un sistema di riciclaggio a circuito chiuso. Nell’ambito di uno speciale processo di riciclaggio, le bottiglie vengono smistate e pulite meccanicamente, dopo aver rimosso i tappi. Dopo la triturazione meccanica, il PET viene ulteriormente trasformato in poliestere granulato e, infine, filato.

“Nei nostri pneumatici premium utilizziamo solo materiali ad alte prestazioni. D’ora in poi, questi includeranno filati di poliestere ricavati da bottiglie in PET e realizzati con un processo di riciclaggio particolarmente efficiente. Abbiamo portato la nostra innovativa tecnologia ContiRe.Tex alla fase di produzione in soli otto mesi. Sono orgoglioso di tutto il team per questo straordinario risultato” afferma Ferdinand Hoyos, responsabile business replacement di Continental in Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA). “Stiamo costantemente espandendo la quota di materiali rinnovabili e riciclati presenti nei nostri pneumatici. Entro il 2050, al più tardi, miriamo a utilizzare solo materiali sostenibili nella nostra produzione”.

I primi pneumatici con bottiglie in PET riciclate sono ora disponibili
Tutti gli pneumatici dotati della tecnologia ContiRe.Tex ora sul mercato sono prodotti nello stabilimento Continental di Lousado, in Portogallo. Gli pneumatici con tecnologia ContiRe.Tex riportano un logo speciale sul fianco (“Contains Recycled Material”).
Il filato di poliestere in PET è stato a lungo utilizzato nell’assemblaggio di pneumatici per autocarri leggeri e vetture. Le corde tessili assorbono le forze della pressione interna dello pneumatico e rimangono dimensionalmente stabili anche in presenza di carichi e temperature elevate. Per rendere gli pneumatici ancora più efficienti dal punto di vista energetico e rispettosi dell’ambiente nella produzione, nell’uso e nella riciclabilità, Continental sta ricercando materiali alternativi da utilizzare.
All’IAA MOBILITY di settembre 2021, il Gruppo ha presentato il Conti GreenConcept che impiega nella carcassa poliestere proveniente da bottiglie di plastica riciclate. Per la seconda stagione della serie offroad con SUV elettrici Extreme E, inaugurata a febbraio 2022, Continental ha sviluppato uno pneumatico che utilizza la tecnologia ContiRe.Tex. Anche le auto ufficiali del Tour de France di quest’anno saranno equipaggiate esclusivamente con pneumatici dotati di ContiRe.Tex.

Inizialmente la tecnologia ContiRe.Tex è disponibile negli pneumatici PremiumContact 6, EcoContact 6 e AllSeasonContact, ciascuno in cinque dimensioni:
– PremiumContact 6
225/45R17 91Y, 225/40R18 92Y, 235/45R18 98Y, 235/40R19 96Y, 245/40R19 98Y XL
– EcoContact 6
205/55R16 91V, 195/65R15 91V, 205/60R16 96H XL, 185/65R15 88H, 235/55R18 100V
– AllSeasonContact
205/55R16 91H, 225/45R17 94V, 205/60R16 96H, 215/65R16 102V, 235/55R19 105V

Gruppo Continental
Continental sviluppa tecnologie intelligenti, connesse e sostenibili per il trasporto di beni e di persone. Fondato nel 1871 il produttore internazionale di pneumatici, fornitore automotive e partner industriale, offre soluzioni sicure, confortevoli, personalizzate e convenienti.
Nel 2021, il Gruppo ha generato un volume di affari pari a 33,8 miliardi di euro impiegando più di 190.000 dipendenti in 58 paesi in tutto il mondo. L’8 ottobre 2021 Continental ha celebrato il 150° anniversario.

La divisione Pneumatici conta 24 siti di produzione e sviluppo in tutto il mondo. Tra i principali produttori di pneumatici con più di 57.000 dipendenti, la divisione ha registrato un fatturato di 11,8 miliardi di euro nel 2021. Continental si colloca tra i leader delle tecnologie di produzione di pneumatici con un’ampia gamma di prodotti per autovetture, veicoli commerciali e due ruote.
Grazie ai continui investimenti in ricerca e sviluppo, Continental garantisce un importante contributo alla mobilità sicura, economica ed ecologicamente efficiente. Il portafoglio della divisione Pneumatici include servizi per il commercio di pneumatici e per le applicazioni per flotte, nonché sistemi di gestione digitale di pneumatici per veicoli commerciali.

www.continental-corporation.com

Evaluation energy efficiency. New tool facilitates evaluation of energy efficiency investment and uptake of on-bill schemes to help the EU reach its decarbonization goals

On-bill schemes are important tools for lifting some important existing barriers to energy efficient renovation investments and have already gained the attention of EU policymakers who have included them in building renovation-related legislative files. The newly released RenOnBill tool aims to derisk energy efficiency investments by better evaluating interventions. However, more policy efforts are needed to secure and maximise the uptake of on-bill schemes in the EU and thus fulfil the European commitment to fight climate change and implement stronger climate policy actions.

In order to achieve the European Commission’s long-term energy vision for 2050, it is necessary to dramatically increase the yearly buildings renovation rate, i.e. from the current 1% (roughly, depending on the country) to at least 2.3%. The evaluation of energy efficiency interventions, however, is affected by numerous parameters and variables and most of them are uncertain. In addition, most of the analyses do not include the estimation of the risk connected with the energy efficiency investments. This approach has led to perceiving energy investments by financial institutions as high-risk and thus limited their commitment. Given these issues, new and innovative ways of financing retrofits are vital.

The new RenOnBill tool, released on April 5 during the H2020 project’s final conference that saw the participation of multiple experts at EU and Member States level, tackles these issues by providing a simple and effective instrument directed mainly to both financial institutions and energy utilities tp structure the residential sector’s energy renovation demand, assess risks and investments and facilitate the implementation of on-bill schemes.

“On-bill schemes are important tools for involving the private sector in financing and implementing energy renovation of residential buildings and thus resolving some important existing barriers to energy efficiency investments.” says Vincenzo Bianco, Professor at University of Genova, the RenOnBill partner who developed the tool. “By providing the investors with a detailed amount of information for the development of sophisticated investment strategies and design of on-bill programs, the tool has the potential to facilitate large investments in energy efficiency interventions and thus upscaling the renovation rate that can thus help the EU reach its decarbonization goals.”

Due to the different benefits they can provide, on-bill schemes have already gained the attention of EU policymakers who have included them in building renovation-related legislative files, such as the Energy Performance of Buildings Directive (EPBD) recast proposal from December 2021. However, more policy efforts are needed to secure and maximise the uptake of on-bill schemes in the EU. This is extremely important given the EU commitment to fighting climate change and related climate policy actions such as the adoption of the European Green Deal and a constant pursuit of reduced greenhouse gas emissions and increased energy efficiency.

On-bill schemes use the utility bill as a repayment vehicle and bring different actors into a building renovation project. On-bill scheme (OBS) refers to a method for financing energy renovations by using the utility bill as a repayment vehicle. On-bill schemes bring the upfront costs of energy efficiency upgrades down to zero by adding a periodical line item to a customer’s utility bill, which represents an advantage for end-users willing to renovate their houses. Certain features of on-bill schemes that are not easily found in other financing instruments can help strike a balance between the interests of different renovation participants and resolve barriers to energy renovation.
In 2021, RenOnBill was awarded the prestigious Citizens’ Award at the EU Sustainable Energy Awards.

Partners of RenOnBill: adelphi (Germany), Bluenergy (Italy), BPIE – Buildings Performance Institute Europe (Belgium), Creara (Spain), Epta Prime (Italy), Fenie Energia (Spain), Kauno Energija (Lithuania), LEI – Lietuvos energetikos institutas (Lithuania), UNIGE – Universitá degli studi di Genova (Italy).

RenOnBill stands for Residential Building Energy Renovations with On-Bill Schemes and aims to scale up investments towards deep energy renovations of residential buildings by promoting the development and implementation of on-bill schemes, based on the cooperation between energy utilities and financial institutions
This project has received funding from the European Union’s Horizon 2020 research and innovation programme under grant agreement No #847056.

– BYinnovation is Media Partner of BPIE

www.bpie.eu

RenOnBill

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OGM regole ed etichette. Slow Food Italia, insieme a Slow Food Europe, Slow Food Deutschland e Slow Food Nederland, si unisce alla campagna europea #IChooseGMOFree promossa da oltre 40 associazioni in tutta Europa. Si chiede che venga mantenuta la normativa in materia di Ogm anche per i nuovi Ogm, conosciuti in Italia come Tecniche di Evoluzione Assistita, TEA

«C’è un gran dibattere a livello europeo sui nuovi Ogm. È essenziale che gli italiani, così come i cittadini degli altri Paesi europei, capiscano cosa c’è davvero in gioco: il rischio è che l’etichettatura dei nuovi Ogm non sia più obbligatoria. Un passo che sarebbe anti democratico e in piena contraddizione con gli impegni di trasparenza presi dall’Unione europea affinché i cittadini possano compiere le proprie scelte alimentari consapevolmente. Chiediamo quindi che vengano applicate le regole in vigore per garantire la tracciabilità, i test sulla sicurezza e una vera libertà di scelta per i consumatori e per gli agricoltori. Deregolamentare i nuovi Ogm significa limitare inequivocabilmente la possibilità di scegliere cibo e colture libere da Ogm. E invaliderebbe miseramente ma concretamente la conversione verso un’agricoltura davvero ecologica. Ci rivolgiamo quindi ai nostri ministri e ai deputati europei affinché ascoltino e rispondano alle fondate istanze dei cittadini!» sottolinea Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia.

È questo il senso della petizione lanciata da Slow Food Italia e rivolta ai politici nazionali e ai membri del Parlamento europeo, chiamati a prendere posizione e ostacolare il piano della Commissione europea che ha manifestato l’intenzione di deregolamentare i nuovi Organismi geneticamente modificati (Ogm, conosciuti in Italia anche come Tecniche di evoluzione assistita, TEA).

Fermiamo la deregolamentazione dei nuovi Ogm
Le lobby e le multinazionali agroalimentari hanno cercato per anni di convincere le istituzioni europee a escludere i nuovi Ogm dall’attuale regolamentazione europea sui semi transgenici di vecchia generazione. Lo scopo è rendere i nuovi Ogm non rintracciabili, non etichettati ed esenti dalla valutazione dei loro rischi. In altre parole, agricoltori, produttori, dettaglianti e consumatori non sarebbero più in grado di rifiutare i prodotti Gm e optare per scelte libere da Ogm.

La Commissione europea rischia di commettere un grave errore con il risultato di agevolare lo sviluppo e la commercializzazione di nuovi Ogm da parte dell’industria agro-biotecnologica. Nel 2020 la Commissione ha pubblicato uno studio che mostra il chiaro desiderio di deregolamentare i nuovi Ogm e diversi Paesi europei sembrano essere a favore di questa proposta.
Poiché la Commissione europea prevede di presentare una proposta per regolamentare i nuovi Ogm nei prossimi mesi, chiediamo a ogni cittadino dell’Ue di firmare la nostra petizione per sollecitare i decisori politici europei e nazionali a prendere una posizione contro qualsiasi tentativo di modificare la legislazione Ue esistente. Gli Stati membri e il Parlamento europeo avranno infatti il potere di adottare o respingere la proposta di una nuova legislazione da parte della Commissione.

Si tratta di un’importante opportunità per i cittadini europei di far ascoltare la propria voce su un argomento che avrà un impatto diretto sulla loro vita quotidiana. Dobbiamo mobilitarci contro il progetto dell’industria agroalimentare di sbarazzarsi delle regole di etichettatura e di avere minori controlli di sicurezza. Mantenere queste regolamentazioni significa permettere ai consumatori di informarsi e di prendere decisioni consapevoli sul cibo che mangiano, e dare la possibilità ad agricoltori, allevatori e aziende di trasformazione alimentare di indicare se un prodotto è un Ogm o contiene ingredienti Gm.

Perché la Commissione europea vuole deregolamentare i nuovi Ogm?
Per decenni, agli agricoltori e ai cittadini è stato detto che gli Organismi geneticamente modificati possono aiutare a combattere gli effetti del cambiamento climatico sull’agricoltura. Secondo l’industria delle biotecnologie agricole, l’ingegneria genetica che si occupa di geni di piante, animali e altri organismi viventi, rivoluzionerà il modo di fare agricoltura. Permetterà cioè agli agricoltori di continuare a coltivare specie che grazie a nuovi tratti genetici saranno in grado di difendersi dalle pressioni del cambiamento climatico. Questi “nuovi Ogm” sono presentati come semplici tecniche moderne di selezione delle piante, ma tale dichiarazione è falsa: in realtà, le sementi prodotte con nuove tecniche Gm come CRISPR/Cas9 sono potenzialmente pericolose per la biodiversità e per l’ambiente e non hanno posto alcuno nell’agricoltura rispettosa della natura. La Commissione europea sta commettendo un grave errore per favorire i giganti multinazionali dell’industria agro-biotecnologica.

La deregolamentazione dei nuovi Ogm renderà il sistema alimentare europeo sostenibile?
In un rapporto pubblicato nell’aprile 2020, la Commissione europea sostiene che i nuovi Ogm potrebbero contribuire a implementare la sostenibilità delle produzioni alimentari e dovrebbero quindi essere esentati dalle leggi dell’Ue sugli Ogm. Tuttavia, questa affermazione non è adeguatamente comprovata e si basa su promesse non verificabili da parte degli sviluppatori di Ogm e dei gruppi di interesse associati. Inoltre, l’agricoltura Gm favorisce lo sviluppo di monocolture intensive e non affronta in alcun modo le cause alla base di sistemi alimentari insostenibili.
Slow Food ha una posizione di lunga data contro gli Ogm a causa dei rischi che presentano per la biodiversità, delle minacce che pongono ai mezzi di sussistenza e alla sovranità dei piccoli agricoltori e del fatto che sono incompatibili con un sistema agricolo basato sull’agroecologia.

Potremo continuare a scegliere alimenti privi di Ogm se saranno deregolamentati?
Nel 2018, la Corte di giustizia europea (CGCE) ha stabilito che i nuovi Ogm rientrano nel campo di applicazione della legislazione Ue sugli Ogm del 2001 secondo il principio di precauzione. Ciò significa che sono soggetti all’autorizzazione dell’UE, alla valutazione del rischio, all’etichettatura degli Ogm e alla tracciabilità per garantire agli agricoltori, ai produttori alimentari e ai consumatori il diritto di sapere se un prodotto alimentare contiene organismi Gm o meno. Eppure ora la Commissione europea vuole cambiare la legge per escludere alcuni Ogm dai regolamenti Ogm dell’Ue, il che significa che queste regole non si applicherebbero più e l’etichettatura dei nuovi Ogm potrebbe non essere più obbligatoria. Così facendo agricoltori, produttori di cibo, dettaglianti e consumatori non potranno più rifiutare i prodotti Gm e optare per scelte senza Gm.

www.slowfood.it

policy brief

documento

Batteria leggera ioni litio. Il Gruppo Sunlight lancia Sunlight ElectroLiFe all’interno del portfolio di soluzioni di storage di energia agli ioni di litio e piombo-acido offerto da Sunlight.

Sunlight Group Energy Storage Systems, azienda tecnologica globale e produttore di soluzioni integrate e innovative per l’accumulo di energia industriale, off-road e commerciale, annuncia il lancio di Sunlight ElectroLiFe, la sua nuova batteria agli ioni di litio per la semi-trazione.

L’innovativo design leggero ma solido di Sunlight ElectroLiFe è pensato per soddisfare le esigenze in continua evoluzione dei clienti e consente un’installazione plug & play tool-less per golf-cart e altri veicoli per uso ricreativo, marina da diporto, applicazioni in ambito produttivo e nei veicoli commerciali leggeri, come AGV, e altre attrezzature industriali o di movimentazione dei materiali.
L’alta densità di energia e l’efficienza della gamma ElectroLiFe, così come la ricarica rapida/biberonaggio, aiutano a ridurre i tempi morti e a garantire la massima produttività. Inoltre, offre una durata di vita estesa di >2.000 cicli e offre anche la possibilità di connettersi a GLocal, la piattaforma cloud di Sunlight Group. GLocal utilizza l’Intelligenza Artificiale per registrare, in tempo reale, i parametri chiave relativi al funzionamento della batteria e ridurre i costi, facilitando un tempo di inattività ottimale e una manutenzione minima.
Oltre ad offrire una vasta gamma di tecnologie agli ioni di litio e al piombo-acido recentemente Sunlight ha introdotto Sunlight KnoWi, un sistema intelligente di monitoraggio delle batterie al piombo acido per trazione.

“Siamo entusiasti di presentare Sunlight ElectroLiFe, un prodotto che si va and inserire all’interno della nostra gamma diversificata di soluzioni per l’accumulo di energia. Sunlight ElectroLiFe sarà in grado di soddisfare in particolare la richiesta, sempre in crescita anche nel mercato italiano, di soluzioni per i veicoli per uso ricreativo, marina da diporto, applicazioni in ambito produttivo e veicoli commerciali leggeri”, ha dichiarato Davide Pesce, CEO di Sunlight Italy.

Sunlight Group Energy Storage Systems fa parte di Olympia Group, gruppo di investimento internazionale presente in 10 paesi. Con 30 anni di esperienza nel mercato dello storage di energia, Sunlight è una delle aziende leader nella produzione globale di batterie industriali e sistemi di storage di energia, con esportazioni in più di 100 paesi e strutture e impianti di produzione all’avanguardia presenti in Grecia, Italia e Stati Uniti. Con più di 12 anni di esperienza nelle tecnologie al litio, un team scientifico di prim’ordine e due centri di R&S, Sunlight Group investe nella ricerca e nello sviluppo di applicazioni per le fonti di energia rinnovabili, i trasporti, i servizi logistici, i veicoli a guida automatica (AGV) e le spedizioni. L’azienda ha già sviluppato le innovative batterie al litio Li.ON FORCE, che offrono il 35% di risparmio energetico e soddisfano le crescenti richieste dell’industria produttiva e logistica. Con l’approccio all’economia circolare dell’azienda come punto di riferimento per il settore, Sunlight Group mira a sviluppare innovazioni specializzate nella catena del valore delle batterie e soluzioni di storage più ecologiche che rendano l’energia sostenibile più accessibile, affidabile e pulita. Azienda con capacità di adattamento e flessibilità, combina i “Big Data” con gli sviluppi tecnologici (come il Machine Learning o Customer Personalization), con l’obiettivo di creare prodotti innovativi utili per i clienti e che migliorino la vita di tutti.

Sunlight Italy, fondata nel 2009 come affiliata di Sunlight Group, opera come sua controllata da dicembre 2020. Con sede e strutture di storage in provincia di Verona, Sunlight Italy integra l’attività della Sunlight European Battery Assembly (SEBA) – sempre a Verona – gestendo le vendite, l’assistenza post-vendita e il customer care per clienti locali, utenti finali dei prodotti Sunlight e key account in Italia.
Sunlight Italy distribuisce batterie al piombo-acido e agli ioni di litio per applicazioni industriali per trazione e sistemi di storage di energia. Il design innovativo e l’utilizzo di materie prime di elevata qualità, insieme all’esperienza della forza lavoro altamente qualificata e diversificata, garantiscono la sicurezza e l’efficienza dei prodotti Sunlight, nonché l’offerta di un supporto ottimale da parte del reparto specializzato nei servizi post-vendita.

website

ADACI Fucina 2022. Effetto Domino in 10 Mosse. La decima edizione del Negotiorum Fucina si svolgerà in doppia modalità: 9 Tavole Rotonde Tematiche saranno in streaming dal 13 al 16 giugno, mentre le rimanenti 4 Tavole Rotonde, la Plenaria e la Fucina Community si svolgeranno in presenza il 17 e 18 giugno a Villa Fenaroli – Rezzato (BS).

La ri-generazione attraverso il sourcing
Shortage, Volatilità dei costi, Risk management, Sostenibilità, Transizione digitale, Re-shoring, Innovazione Tecnologica, Crisi energetica, Nuovi paradigmi/equilibri, Smart working/Fattore Umano .. le nuove sfide del procurement e del supply management

“Effetto domino” della crescita sostenibile
Si tratta di un cambiamento che dà origine a un effetto a catena. Basta un piccolo incentivo iniziale o un contributo, seguito da un adeguato apporto dal settore privato per innescare una crescita economica pluriennale. Il Procurement gioca un ruolo da protagonista nella ricerca di nuove relazioni oltre i confini dell’azienda e nel ridurre e gestire le criticità.

La parola chiave del convegno è #snodo
Il Procurement come organo di collegamento fra due parti rigide e soluzione all’emergenza.
Il Procurement influenza le decisioni di acquisto, ha un ruolo decisivo nella creazione di un’economia rigenerativa e di ricostruzione, un’economia di negoziati e di equilibri commerciali.
Come facilitare il passaggio ad un’economia equa, giusta, inclusiva, che protegge e valorizza gli ecosistemi di fornitura?
Attraverso la costruzione di catene di fornitura eque, giuste, inclusive e rigenerative, con dimensioni sempre più planetarie.
Percorsi pratici che tracciano i paradossi della funzione, casi di studio e soluzioni realizzati dalle eccellenze italiane.

Tre i concetti positivi che saranno le guidelines del convegno:
1. Rigenerazione.
2. Protagonista il sourcing: snodo.
3. Catene di fornitura globali inclusive, giuste, eque e rigenerative.

CALENDARIO
E’ possibile partecipare a più tavole rotonde in streaming in giornate e orari diversi

13 GIUGNO (in streaming):

– dalle 11:00 alle 13:00 in streaming
Networking Virtuale SPONSOR

– dalle 15:00 alle 15:30 in streaming
APERTURA FUCINA X CON LA PRESENZA DELL’IFPSM (International Federation Purchasing and Supply Management)

– dalle 15:30 alle 18:00 in streaming
Tavola Rotonda INTERNAZIONALIZZAZIONE

14 GIUGNO (in streaming):

– dalle 9:00 alle 12:00 in streaming
Tavola Rotonda BUSINESS TRAVEL

– dalle 10:00 alle 13:00 in streaming
Tavola Rotonda ICT e COMMUNITY ICT PROCUREMENT BUYER

– dalle 15:00 alle 18:00 in streaming
Tavola Rotonda PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

– dalle 16:00 alle 19:00 in streaming
Tavola Rotonda MANIFATTURIERO EVOLUTO

– dalle 17:00 alle 18:30 in streaming
COMMUNITY WOMEN for PROCUREMENT

15 GIUGNO (in streaming):

– dalle 9:00 alle 12:00 in streaming
Tavola Rotonda CHIMICO FARMACEUTICO

– dalle 10:00 alle 13:00 in streaming
Tavola Rotonda ALIMENTARE & GDO

– dalle 15:00 alle 18:00 in streaming
Workshop MONITORAGGIO MERCATI MATERIALI

– dalle 16:00 alle 19:00 in streaming
Tavola Rotonda FACILITY MANAGEMENT

– dalle 17:00 alle 18:30 in streaming
COMMUNITY Q2P ADACI

16 GIUGNO (in streaming):

– dalle 9:00 alle 12:00 in streaming
DISCUSSION for PROCUREMENT FUTURE TOTALLY FREE of TOPICS

– dalle 10:00 alle 13:00 in streaming
Tavola Rotonda TECNOLOGIE LEAN e SMART WORKING

17 GIUGNO (in presenza – tavole rotonde parallele al mattino):

– dalle 10:00 alle 13:00 in presenza
TAVOLA ROTONDA GLOBAL RISK MANAGEMENT

– dalle 10:00 alle 13:00 in presenza
Tavola Rotonda SOSTENIBILITA’ e GREEN PURCHASING

– dalle 10:00 alle 13:00 in presenza
Tavola Rotonda INNOVAZIONE TECNOLOGICA

– dalle 10:00 alle 13:00 in presenza
Tavola Rotonda LOGISTICA INTEGRATA e TRASPORTI

– dalle 14:00 alle 15:00 in presenza
NETWORKING

– dalle 15:00 alle 18:30 in presenza
PLENARIA FUCINA

18 GIUGNO (in presenza)

– dalle 9:00 alle 12:00 in presenza
FUCINA COMMUNITY: Evoluzione professionale Buyer / Procurement Manager (Abilità, Conoscenze, Competenze)
Nelle tre parole REAGIRE, MODIFICARE e STABILIZZARE grazie alle soft skills del leadr: RESILIENZA, CREATIVITÀ e TENACIA al SERVIZIO

– dalle 12:00 alle 13:00 in presenza
ASSEMBLEA NAZIONALE ADACI
I partecipanti potranno visitare gli stand virtuali dei Fornitori/Sponsor attraverso un’innovativa piattaforma di coinvolgimento digitale che permetterà di visualizzare le proposte delle singole aziende espositrici (informazioni, immagini, video, brochure, ecc.) e di interagire con esse.

La partecipazione al Negotiorum Fucina dà diritto a:
Plenaria 5 crediti per il mantenimento dell’attestazione Q2P ADACI
Singola Tavola Rotonda 3 crediti per il mantenimento dell’attestazione Q2P ADACI
Oltre 2 Tavole Rotonde 12 crediti per il mantenimento dell’attestazione Q2P ADACI

SEDE DI RIFERIMENTO 17 e 18 giugno – Villa Fenaroli Palace Hotel – Via Giuseppe Mazzini, 14 – Rezzato (BS)

– BYinnovation è Media Partner ADACI Fucina

www.adaci.it

Methane escaping LNG-ships. Investigation into so-called ‘green’ liquid natural gas (LNG) powered ships uncovers significant amounts of invisible methane being released into the atmosphere, exposing Europe’s dirty secret at sea.

Infrared images show unburned methane – a potent greenhouse gas – being released from supposedly ‘green’ LNG ships, a damning new investigation by Transport & Environment (T&E) shows. European politicians are playing with fire in their support for LNG, says T&E, with methane over 80 times more climate warming than carbon dioxide over a 20-year period.

Delphine Gozillon, shipping officer at T&E, said: “Europe has a dirty secret at sea. In promoting LNG ships, European policymakers are locking us into a future of fossil gas.The ships may be painted green, but, beneath the surface, the truth is that most LNG ships on the market today are more damaging for the climate than the fossil ships they’re supposed to replace.”

Leaks and slips occur throughout the natural gas supply chain
The use of fossil LNG as a maritime fuel is particularly problematic because slips occur from ship engines. According to data from the International Maritime Organisation (IMO), depending on the engine, it has been estimated that between 0.2% to over 3% of fossil gas slips from the combustion process and is released directly to the atmosphere.

For this reason, about 80%[2] of LNG today is burned in an engine with worse total greenhouse gas emissions than traditional engines running on dirty fuel oil [3]. Emission plumes that go up in the sky and remain there for a long time are an indication of this.

T&E carried out the investigation on a clear November day at the port of Rotterdam – Europe’s largest – using a state of the art infrared camera, with a special filter to detect hydrocarbon gases[4]. As LNG is typically 90% methane, any unburnt fuel that slips through the engine will also be primarily composed of the climate warming gas.

T&E was able to clearly observe significant methane emissions from two ships. The first of these was an LNG-powered container ship, the ‘Louvre’, owned by French shipping company CMA-CGM.

According to a peer review of the images carried out by TCHD Consulting, an optical gas imaging consultancy, the images from the Louvre are evidence that intense uncombusted hydrocarbon emissions were being released from the three exhaust vents into the atmosphere above the ship and outside the frame of the video.

CMA CGM claims that its LNG ships enable a significant reduction in CO2 emissions per container. Its website claims, “LNG is the best solution currently available to reduce the environmental impact of shipping.” There is no mention in any of its communication of methane, or how much methane typically slips from its vessels.

The second LNG-powered ship that T&E was able to track was the ‘Eco-Delta’, a dredger used to clear shipping lanes by pulling up sand from the sea bed. Again, uncombusted and partially combusted emissions were documented, with methane being released from two hot exhaust stacks on the front of the ship.

Shipowners commissioned more gas-fuelled vessels in 2021 than the four previous years combined, with LNG ships promoted as a clean alternative to traditional fuels. The fossil gas industry continues to lobby for LNG as a green shipping solution, pointing to low methane slippage based on their own data in what T&E says is increasingly looking like a ‘methane-gate’.

Last year, the EU proposed carbon intensity targets for marine fuels which would force shipowners to move away from residual fuel oil, the most widely used shipping fuel today. However, T&E has warned that without sustainability safeguards this will simply lock in LNG as the cheapest alternative.

Recent T&E analysis shows that over two-thirds of new ships could be powered with LNG from 2025. This would raise the share of fossil LNG from an estimated 6% today to over one-fifth of all marine fuels in Europe by 2030 and lock-in fossil fuel use into the 2040s.

Delphine Gozillon concluded: “We are in a climate crisis. We cannot afford to put more methane into the atmosphere. Our investigation is just a small sample, but it should act as a warning to policymakers. In promoting LNG, it is betting on the wrong horse. We should be focusing on genuinely green hydrogen-based solutions instead.”

For now, T&E’s investigation has been limited to two ships due to the complexity of carrying out such an investigation. LNG ships were located and tracked by matching marine traffic data and IHS data that specifies the engine and fuel type of ships.

The image shows heat and gas emissions from the exhaust stack of ship engines. The bright light near the exhaust stack indicates a heat source. As the plume moves away from the heated exhaust stack, we are able to observe uncombusted hydrocarbon emissions.

www.transportenvironment.org

document

Cibo strumento di inclusione. Slow Food Youth & Food. Vengono dal Benin e dal Mali, dal Pakistan, dal Senegal e dal Maghreb, hanno tra i 17 e i 19 anni, il bagaglio pesante di chi ne ha già viste tante e la luce di chi comunque ancora crede di avere una chance di realizzare il proprio sogno attraverso il cibo, imparando un mestiere, inserendosi in una nuova comunità, raccontando una storia, la propria, a chi vorrà ascoltarla.

A Torino e Agrigento 60 minori stranieri non accompagnati scrivono il loro futuro
Sono i primi 30 giovani, ragazze e ragazzi, che partecipano al percorso di inclusione sociale, lavorativa e abitativa previsto dal progetto Youth & Food – Il cibo veicolo di inclusione, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.
Messo a punto da Slow Food, il progetto si svolge nell’arco di tre anni e coinvolgerà in tutto 60 minori stranieri non accompagnati nelle città di Agrigento e Torino, grazie alla collaborazione con Al Kharub cooperativa sociale, Sanitaria Delfino Società Cooperativa Sociale, Coop.Meeting Service Catering, Associazione Multietnica dei Mediatori Interculturali (AMMI), Comune di Torino, Servizio VIII – Centro per l’Impiego di Agrigento, C.P.I.A. di Agrigento.

In questi giorni in cui il nostro sguardo è rivolto al vicino Est, l’avvio delle attività del progetto ci riporta a una realtà che da anni passa sotto i nostri occhi ormai quasi inosservata, quella dei minori che arrivano in Italia non accompagnati, che stando ai dati del 31 dicembre 2021 della Direzione Generale dell’Immigrazione del ministero del Lavoro, sono 12.284, il 73,5% in più rispetto all’anno precedente.

«Il nostro obiettivo è garantire un cibo buono, pulito e giusto per tutti, dove il nostro “per tutti” comprende anche i più fragili, come i cittadini migranti e i minori in particolare. Sono gli ultimi: vittime della bugia della crescita infinita, che nutre ingiustizia sociale, iniquità ed esclusione. Attraverso questo progetto vogliamo delineare una narrazione di aggregazione, riscatto, dignità, a partire da un soggetto potente: il cibo» dichiara Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia.

Il progetto si divide in più fasi che prevedono un modulo di formazione – dai corsi di italiano alle nozioni sui diritti dei lavoratori, dall’apicoltura alla cucina internazionale – un periodo di stage, la creazione di start up in ambito agricolo e gastronomico e l’indipendenza abitativa.

«Per rendere sostenibile l’inclusione sociale è fondamentale assicurare l’inserimento lavorativo attraverso i tirocini e la nascita di start up grazie alle quali i ragazzi collaboreranno con le realtà del territorio e metteranno alla prova la propria creatività» sottolinea Abderrahmane Amajou, coordinatore della Rete Migranti di Slow Food e referente di Youth & Food. «Si tratta di ragazzi giovanissimi a cui manca l’affetto dei familiari. Ci auguriamo che, proprio grazie alle relazioni che i ragazzi stabiliranno, possano trovare una nuova famiglia sociale che li accolga e li faccia sentire parte di una comunità».

La scuola per mediatori gastronomici di Torino e le ricette del cuore per imparare l’Italiano
A Torino, dove sono stati selezionati 16 ragazzi, perlopiù provenienti da Pakistan, Senegal e Maghreb, e una ragazza dalla Somalia, il progetto è partito da poco: «Abbiamo messo in piedi una vera e propria scuola per mediatori gastronomici. A ogni ragazzo abbiamo chiesto una ricetta del cuore. A partire da queste abbiamo lavorato sull’Italiano: come si scrive una ricetta, quali verbi usare, le unità di misura… Abbiamo coinvolto un cuoco di ciascun Paese che ha preparato i piatti indicati dai giovani e ha insegnato loro a replicarli. È stato un momento molto particolare perché la maggior parte non mangiava il proprio piatto del cuore da quando ha lasciato il paese d’origine» racconta Stefano Di Polito che con la Cooperativa Meeting Service, che ha seguito le fasi di avvio del progetto nelle cucine attrezzate per la formazione professionale delle Fonderie Ozanam di Torino.

Un vero e proprio corso di cucina internazionale che nasce dall’orgoglio della propria provenienza e dalle emozioni che un cibo può suscitare. E così i ragazzi senegalesi hanno riassaggiato e imparato a cucinare il thiebou dien i pakistani hanno richiesto il biryani, mentre i maghrebini hanno raccontato le varianti del couscous. «Non appena finirà il Ramadan ricominceremo con i corsi di cucina internazionale e italiana, accanto alle più classiche lezioni di panetteria e pasticceria, propedeutiche a trovare un tirocinio. I tutor sono selezionati tra giovani nati e cresciuti in Italia ma dello stesso paese di origine dei ragazzi, che è anche un bel modo di far vivere la Torino multietnica. E poi, una sorpresa per chi vorrà seguirci: stiamo pensando a eventi gastronomici e servizi innovativi, in cui i protagonisti sono gli stessi ragazzi, per garantire la sostenibilità economica delle attività».

Le api, l’innesto e i diritti dei lavoratori per contrastare il caporalato ad Agrigento
Ad Agrigento i ragazzi sono 15 e arrivano principalmente dal Benin e dal Mali: «Alcuni hanno già una competenza acquisita nel loro paese, come Rachid che in Benin faceva l’apicoltore e che probabilmente sarà uno dei primi a trovare uno sbocco lavorativo. Nel gruppo c’è anche un ragazzo che presenta disturbi del comportamento a causa dei forti traumi che ha subito in Libia» racconta Carmelo Roccaro della cooperativa Al Kharub che segue Youth & Food ad Agrigento.

I giovani studenti sono molto curiosi, chiedono soprattutto quali prospettive lavorative li aspettano. «Stiamo approfittando di questi giorni di Ramadan per far affiatare il gruppo e fargli conoscere la città e il paesaggio intorno: i ragazzi parlano inglese, francese o arabo e per fortuna il nostro mediatore tunisino conosce tutte e tre le lingue. C’è anche un ragazzo del Bangladesh che non parla nessuna delle tre lingue, e quindi lo seguiamo in maniera particolare. Partiremo a maggio con il corso di cucina, poi attiveremo anche due moduli di apicoltura, per imparare a gestire le api e fare il miele ma anche per costruire i telaini e riparare le arnie. Un’altra competenza molto richiesta in agricoltura è quella della potatura e dell’innesto: su questo lavoreremo molto».

I ragazzi si presenteranno nelle aziende agricole per i tirocini e l’inserimento lavorativo con una competenza che potranno spendere nel proprio curriculum e saranno accompagnati dagli operatori impegnati nel progetto: «Nel nostro percorso cercheremo di trasmettere alcune nozioni di diritto dei lavoratori affinché i ragazzi possano riconoscere e tenersi alla larga dai pericoli dello sfruttamento e del caporalato e vivere sempre liberamente il proprio lavoro e la propria vita» continua Carmelo.

Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori.
Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD.

www.slowfoodyouthnetwork.org

www.conibambini.org

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Transizione ecologica mobilità va pianificata. Lo stiamo facendo? I dati di vendita di auto elettriche in Italia, seppur positivi, non sono tali da garantire il raggiungimento degli obiettivi dell’Europa. Sotto i riflettori: infrastruttura di ricarica; costi; cornice socio-economica di utilizzo. Nella seconda giornata di Next Generation Mobility, in programma a Torino dal 3 al 5 maggio, si fa il punto insieme ai player del settore e ai rappresentanti del progetto europeo Interreg Alpine Space e-SMART

La transizione ecologica nella mobilità costituisce uno dei pilastri nel piano di sviluppo condiviso a livello europeo e nazionale.
Le dimensioni del parco di vetture circolanti, in Italia di 39 milioni, nel 2021 ha registrato appena 265.000 auto ibride, dato poco incoraggiante rispetto al boom degli ultimi tre anni dopo con la spinta dell’ecobonus.
Diverse le cause di questa netta frenata, non ultima quella dell’attesa degli incentivi, fin troppo preannunciati, che hanno provocato il posponimento di acquisti già decisi.
Secondo lo scenario del PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima), entro il 2030 le e-car in Italia dovrebbero rappresentare, con sei milioni di unità vendute, il 13% del parco circolante. Ciò significa che per raggiungere tale obiettivo nei prossimi 8 anni si dovranno vendere circa 800mila “auto alla spina”, a fronte delle sole 137mila vendute nel 2021.

Cosa è necessario per far sì che la domanda regga a questi ritmi senza flessioni?
Una recente ricerca di BIP, società di consulenza aziendale e tecnologica italiana, che sarà presentata a Next Generation Mobility il prossimo 4 maggio, dimostra che l’implementazione e il potenziamento delle infrastrutture di ricarica sono la chiave per lanciare il mercato dell’auto elettrica in Italia. Come già sta succedendo in Francia, Germania, Norvegia e nel Regno Unito il percorso da intraprendere prevede due fasi: nella prima, capillarità territoriale per ridurre la distanza media tra punti di ricarica; nella seconda, calcolo della sostenibilità economica dell’infrastruttura, facendo attenzione all’aumento del numero medio di auto servite per stazione.

Il punto di riferimento è il mercato norvegese, il primo e unico maturo oggi, dove l’infrastruttura di ricarica serve 30-32 vetture per punto con distanze medie tra una stazione e l’altra di 4 km. In numeri assoluti, prendendo per buono il target PNIEC, significano 187.500 punti diffusi sul territorio italiano. Oggi sono circa 27.900. Se si punta prima alla capillarità e poi alla sostenibilità economica, gli investimenti dovranno essere sostenuti da fondi pubblici. Il PNRR prevede finanziamenti per 13.755 colonnine in aree urbane e 7.500 sulle autostrade, del tipo rapido o ultrarapido. Ammesso che tutte vengano installate, si arriverebbe a poco più di 49.000 colonnine. Ne mancherebbero ancora quasi 140.000. Non è ben chiaro chi sosterrebbe l’investimento, al ritmo di 1300 al mese.

Questi numeri, che sono solo alcuni tra quelli proposti dallo studio BIP Consulting, fissano il punto da cui bisogna partire per il successo della transizione della mobilità da combustibili fossili a elettrico.
Oggi metà delle ricariche avvengono in ambito domestico, un quarto sul posto di lavoro e il resto in punti pubblici. Questa situazione riflette il quadro socio-economico attuale dell’utilizzatore medio di auto elettriche alla spina (ricordiamo che sono 265.000). Con 6 milioni di vetture, è improbabile che le condizioni saranno le stesse. Questo va considerato nella pianificazione della transizione.
Lo stesso per il prezzo della ricarica.
Come ricordato da BIP, gli interessi di utilizzatori, case automobilistiche e fornitori di ricarica sono divergenti.
L’utente non vuole pagare il sovrapprezzo della ricarica rapida se non necessario; i costruttori automobilistici vogliono evitare i costi e i pesi addizionali legati a caricatori di bordo più potenti; i fornitori vogliono realizzare infrastrutture in grado di garantire un rapido ritorno dell’investimento.
Come conciliare tutto questo, ammesso che sia possibile, costituisce una sfida per chi spinge per la transizione, ossia lo Stato.

La pianificazione della transizione ecologica nella mobilità e le sue sfide costituiscono una questione talmente importante che Next Generation Mobility dedica l’intera giornata del 4 maggio, ad affrontarne i diversi angoli. In particolare, oltre al trasporto individuale di persone, verrà affrontato il tema dell’elettrificazione del trasporto pubblico e di quello delle merci nel tratto finale della catena distributiva, che conduce al punto vendita di prossimità. L’intera sessione è organizzata in collaborazione con il progetto europeo Interreg e-Smart, partner di Next Generation Mobility, e i suoi risultati verranno illustrati dai rappresentanti delle diverse città e nazioni partecipanti.

Next Generation Mobility nasce da una partnership consolidata: Clickutility Team, che da oltre 15 anni organizza convegni in ambito mobilità e smart city, e Studio Comelli, che da sempre si occupa di progettare contenuti di eventi e agende scientifiche e di media relations.

– BYinnovation è Media Partner di Next Generation Mobility

www.ngmobility.it

La Tradizione illuminata. SMARTEFFICIENCY per ILLUMINAZIONE. Deco Industrie, proprietaria di Scala, il marchio del settore iscritto nel Registro Speciale dei Marchi Storici di Interesse Nazionale secondo il Ministero dello Sviluppo Economico, si è avvalsa della consulenza di SmartEfficiency per la riqualificazione illuminotecnica dei propri stabilimenti di Bagnacavallo (RA), Forlì (BO) e Zerbinate di Bondeno (FE). (altro…)

Viaggi sostenibili: 10 consigli della piattaforma di viaggi Omio (per principianti ed esperti) sono un tema molto ampio e la scelta del mezzo di trasporto non è l’unico punto da affrontare.

Ci sono vari aspetti del viaggio da considerare, dalla modalità di prenotazione fino allo smaltimento dei rifiuti. Omio, piattaforma e app per la prenotazione di biglietti di treni, aerei, autobus e traghetti, ha stilato una lista di consigli pratici sia per chi vuole iniziare a viaggiare in modo responsabile sia per chi si considera già esperto ma vuole avere un comportamento ancora più attento all’ambiente.

Per principianti:
– Non solo aereo: valuta tutte le alternative
Evitare crociere ad alto impatto ambientale può essere semplice, ma le cose si fanno più complicate per quanto riguarda l’aereo, spesso preferito perché veloce. Grazie a Omio, tuttavia, è possibile confrontare le varie opzioni di viaggio e scoprire come treno e autobus spesso siano più veloci ed economici di quanto si pensi e permettano di risparmiare CO2.

– Esplora i dintorni
Un consiglio tanto semplice quanto efficace: le distanze brevi riducono la nostra impronta ecologica, e in più non bisognerà preoccuparsi dei lunghi tragitti in treno o in autobus. Pianificate un viaggio a tappe o provate i treni notturni: in questo modo si risparmia anche una notte in hotel e al mattino si è già pronti per scoprire la destinazione.

– Utilizza solo biglietti elettronici
Stampare i biglietti è ormai obsoleto. L’app di Omio garantisce accesso a tutte le prenotazioni e a tutti i biglietti, in qualsiasi momento, anche offline, e permette di gestire i propri soggiorni direttamente dall’app grazie alla partnership con Booking.com.

– Riduci gli sprechi
Quando si viaggia si producono molti rifiuti che potrebbero essere facilmente evitati. Ad esempio, è sempre bene portare con sé una borraccia invece di comprare una bottiglia dietro l’altra, evitare take-away che producono troppa plastica e preferire il proprio shampoo, bagnoschiuma e sapone, lasciando i flaconcini omaggio in hotel.

– Spostati in bici o con i mezzi pubblici
Una volta arrivati, è meglio spostarsi con i trasporti pubblici locali o con una bici: questa scelta, oltre che sostenibile, è anche economica e consente di immergersi subito nella destinazione.

– Preferisci le alternative locali alle grandi catene
Meglio prenotare un piccolo hotel a conduzione familiare, provare piatti locali in ristoranti autentici, bere un caffé in un piccolo bar e scegliere prodotti del posto: in questo modo entrerete nello spirito della destinazione e potrete scoprirla come veri local.

– Non disperdere rifiuti nella natura
Per chi ama trascorrere il tempo immerso nella natura, è sempre bene portare un sacchetto per i rifiuti, poiché i cestini non sono sempre presenti o spesso sono stracolmi. Raccogliete tutta la spazzatura e buttatela quando possibile.

– Rispetta la natura
Molti non sanno che raccogliere conchiglie, coralli, pietre e sabbia è proibito in molti Paesi e può addirittura essere sanzionato. Prima di tutto, è importante proteggere gli ecosistemi locali e lasciarli il più possibile intatti.

– Rispetta gli animali
Farsi un selfie con gli animali non rientra tra le pratiche di turismo responsabile: non siate insistenti e limitatevi ad ammirarli da lontano!

– Risparmia energia mentre sei via
Prima di partire per le vacanze, assicuratevi di aver spento riscaldamento, luci, gas e tutti i dispositivi non necessari.

Per esperti:
– Scegli una vacanza self-made invece che all-inclusive
Prenotare una vacanza all-inclusive già organizzata nei minimi dettagli è una grande tentazione, ma non sempre vengono proposte alternative sostenibili, sia per quanto riguarda i mezzi di trasporto che il soggiorno. Inoltre, programmare la propria vacanza da soli è anche un ottimo modo per sostenere ristoranti, negozi e piccoli produttori.

– Preferisci i mezzi di trasporto a minor impatto ambientale
Viaggiare in treno o in pullman a volte implica tempistiche più lunghe; tuttavia permette di non perdersi panorami mozzafiato, di immergersi nella destinazione e di entrare a contatto con gli abitanti locali.
Una soluzione potrebbe essere pianificare itinerari a tappe: in questo modo andrete a fondo nell’esplorazione della destinazione e conoscerete meglio le sue caratteristiche.

– Metti in valigia solo lo stretto necessario
Portate solo ciò che davvero vi serve, perché un peso maggiore significa maggiori emissioni. Siamo onesti, chi non sì è mai accorto alla fine delle vacanze di non avere usato nemmeno la metà delle cose?! E se non sapete da che parte iniziare, potete seguire la guida di Omio per la valigia perfetta.

– Esci dagli schemi
I viaggi più belli e più sostenibili (e quelli che rimarranno nel cuore più a lungo) sono quelli che evitano le mete troppo turistiche. Scegliere una destinazione insolita e meno inflazionata renderà l’esperienza di viaggio unica e consentirà di sostenere le popolazioni locali che normalmente traggono pochi profitti dal turismo.

– Viaggia plastic-free
Sono poche le persone che riescono a viaggiare completamente senza plastica, eppure le alternative sostenibili a questo materiale non mancano. Per esempio, si possono mettere in valigia posate da viaggio riutilizzabili, una tote bag in cotone biologico, una giacca a vento ottenuta da materiali riciclati, shampoo solido e dischetti struccanti di cotone.

– Scegli una protezione solare green
Le tradizionali creme solari contengono sostanze che vanno a intaccare il delicato equilibrio degli ecosistemi. Quindi, specialmente in spiaggia, scegliete una crema solare naturale e biologica che rispettano il mare e l’ambiente circostante.

– Rinuncia all’aria condizionata
È consigliabile evitare il più possibile l’uso del condizionatore, anche nelle destinazioni più calde. Certo, bisognerà sopportare un po’ il caldo, ma si risparmierà energia e si eviteranno tosse e mal di gola in vacanza.

– Non disperdere i rifiuti e raccogli quelli che trovi
Oltre a raccogliere i propri rifiuti, non lasciate che quelli dispersi dagli altri rimangano dove sono: raccoglieteli o partecipate a iniziative di gruppo (ad esempio quelle per la pulizia di spiagge), un modo utile e originale per prendersi cura dell’ambiente, entrare in contatto con le persone del posto e fare nuove amicizie.

– Scegli un alloggio sostenibile
Prenotare alloggi sostenibili non è sempre semplice, ma per fortuna sono sempre più numerose le piattaforme che scelgono di introdurre delle etichette per identificare gli alloggi green o che mettono a disposizione soluzioni di soggiorno ecologiche e immerse nella natura.

– Sostieni le iniziative locali
Turismo responsabile significa anche offrire sostegno agli abitanti locali, specialmente se la tua meta è un luogo più povero rispetto al proprio Paese di origine. Ricordatevi di dare una mancia se è usanza, scegliete guide di viaggio del posto e scoprite le organizzazioni che partecipano a progetti di sostegno sociale.

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