Category: Energia

Comunità energetiche: osservazioni da ITALIA SOLARE e Legambiente inviate ad ARERA per i 7 punti al documento di consultazione. ARERA riconosca i risparmi sui costi di dispacciamento e distribuzione della condivisione di energia

ITALIA SOLARE e Legambiente hanno risposto al Documento di Consultazione di ARERA con alcune osservazioni affinché le Comunità energetiche partano in modo efficiente e sulla base di un modello equo.

Nel documento proposto da ARERA, scrivono le due associazioni, ci sono senza dubbio “spunti positivi di interpretazione della normativa, riguardo alla tipologia di configurazioni ammesse” così come è importante sia stato specificato che all’interno dei sistemi di autoconsumo collettivo e delle comunità di energia rinnovabile vi sia solo un limite di potenza per ciascun impianto, ma non un limite alla potenza aggregata. Le due associazioni valutano positivamente anche “la specificazione che all’interno dei sistemi di autoconsumo collettivo e delle comunità di energia rinnovabile vi possano essere più produttori fra loro diversi”.

Tuttavia, segnalano nel documento ITALIA SOLARE e Legambiente, vi sono anche alcuni aspetti che meritano un approfondimento e una rielaborazione nella definizione finale del documento. Di seguito i 7 punti salienti:

1. Necessità di dare adeguata considerazione al consumo istantaneo di energia
L’autoconsumo collettivo e la condivisione di energia tecnicamente danno un contributo di capacità e diminuiscono i costi per la gestione dei flussi di energia e per le infrastrutture di rete perché diminuiscono i flussi di energia verso le linee di alta tensione e di media tensione e quindi la necessità di ottenere servizi su tali linee e la capacità impegnata sulle linee di maggiore tensione. Occorre quindi meglio riflettere la finalità espressamente stabilita dall’articolo 42 bis del DL 162/2019 di massimizzare l’autoconsumo istantaneo o la condivisione istantanea di energia, che sono elementi fondamentali per la transizione energetica e per lo sviluppo delle più innovative tecnologie al servizio della stessa. In particolare dovrebbero avere riconoscimento i risparmi sui costi di dispacciamento, sulle infrastrutture di distribuzione e sui costi di capacità, che oggi non hanno valorizzazione nel DCO.

2. Mancata disciplina della condivisione di energia
Il documento di consultazione proposto non attua il meccanismo di condivisione di energia nonostante in più punti l’Articolo 42 bis del DL 162/2019 faccia riferimento al diritto di condividere l’energia nei sistemi di autoconsumo collettivo e nelle comunità di energia rinnovabile e preveda la necessità di valorizzare i risparmi sulla materia prima energia.
Le associazioni chiedono dunque di dare piena applicazione alla disciplina di legge e a quanto previsto dalla disciplina comunitaria consentendo l’effettiva condivisione della materia prima energia.

3. Necessità di chiarire il regime fiscale della condivisione di energia
L’Articolo 42 bis del DL 162/2019 stabilisce che ARERA deve adottare i provvedimenti necessari a garantire l’immediata attuazione delle disposizioni in materia di autoconsumo collettivo e comunità di energia rinnovabile. Tale disposizione non prevede eccezioni per quanto riguarda la disciplina fiscale. Si ritiene dunque che sia necessario che ARERA attivi, prima dell’adozione dei propri provvedimenti, i necessari coordinamenti con l’Agenzia delle Entrate e le altre autorità di carattere fiscale per garantire l’immediata attuazione delle disposizioni.

4. Attività complementari da parte delle Comunità di energia rinnovabile
L’Articolo 22 della direttiva 2001/2018 ha previsto che non debbano essere previsti ostacoli normativi o amministrativi che risultino ingiustificati per le attività della comunità, si chiede quindi che sia specificato che l’accesso alle attività di vendita dell’utente del dispacciamento e del balance service provider sia garantito alle comunità a condizioni semplificate che tengano conto delle loro limitate dimensioni.

5. Attività di misura e l’accesso ai dati
Per quanto riguarda le modalità di misura le associazioni chiedono, per i soggetti che intendano aderire a sistemi di autoconsumo collettivo o a comunità di energia rinnovabile, che sia garantita la possibilità di usare un contatore 2G, provvedendo alla sua installazione da parte del distributore. Inoltre, per quanto riguarda i dati in immissione, le associazioni chiedono che siano utilizzati i dati trasmessi dal produttore e non quelli inviati dal distributore, qualora il produttore lo richieda.

6. Incentivi
Trattandosi di incentivi diversi da quelli cui fa riferimento l’Articolo 26 del D. Lgs 28/2011, ITALIA SOLARE e Legambiente chiedono che gli altri incentivi siano cumulabili nei limiti stabiliti dalle norme comunitarie sugli aiuti di Stato. La Delibera dovrebbe inoltre specificare che le tariffe incentivanti dovrebbero prevedere una maggiorazione non solo per l’installazione dei sistemi di accumulo, ma anche per quella parte di energia che risulta istantaneamente condivisa. Sarebbe anche opportuno chiarire espressamente che sulla base della disciplina vigente si possono avere gli incentivi della comunità energetica anche per impianti in zona agricola.

7. Necessità di uno studio di sistema
ARERA, secondo le due associazioni, dovrebbe attivare uno studio e un’analisi approfondita per meglio capire come le configurazioni di autoconsumo multiplo interagiscono con il sistema elettrico e ottenere spunti e modalità per meglio valorizzare il contributo di tali configurazioni, anche in un’ottica di medio-lungo periodo, ai fini della completa attuazione della Direttiva 2001/2018.

ITALIA SOLARE è un’associazione di promozione sociale che sostiene la difesa dell’ambiente e della salute umana supportando modalità intelligenti e sostenibili di produzione, stoccaggio, gestione e distribuzione dell’energia attraverso la generazione distribuita da fonti rinnovabili, in particolare fotovoltaico. Promuove inoltre la loro integrazione con le smart grid, la mobilità elettrica e con le tecnologie per l’efficienza energetica per l’incremento delle prestazioni energetiche degli edifici.
“ITALIA SOLARE è l’unica associazione in Italia dedicata esclusivamente al fotovoltaico e alle integrazioni tecnologiche per la gestione intelligente dell’energia”.
ITALIA SOLARE conta circa 800 soci: operatori, proprietari e gestori di impianti fotovoltaici, installatori, progettisti e semplici sostenitori. L’associazione opera attraverso 10 gruppi di lavoro: Relazioni istituzionali; Sviluppo tecnologico e normative; Marketing e comunicazione; Fiscalità; Finanza; Relazioni internazionali; Mercato elettrico; Legislativo e regolatorio; Sistemi di accumulo; Misure e contatori.

www.italiasolare.eu

Sugherificio Molinas impresa solare. I mesi invernali sono stati sfruttati per allestire il nuovo impianto fotovoltaico, che porta a 2 MWp la potenza nominale complessiva oggi installata sul Sugherificio Molinas.
La scelta, condivisa con SmartEfficiency advisor del progetto, di utilizzare pannelli di altissima qualità, garantiti 25 anni su prodotto e prestazioni, di potenza 345 W, permetterà di generare nel corso dell’anno almeno ulteriori 1,4 MW/h, grazie anche alla generosità del sole della Sardegna.

Anche in questi giorni di gravi difficoltà, il Sugherificio Molinas, dotatosi di tutti i presidi richiesti dall’emergenza, sta producendo e salvaguardando l’occupazione e la sostenibilità del tessuto sociale del comprensorio.
La qualità delle persone, dagli imprenditori alle maestranze, determina la continuità della qualità del lavoro e della vita anche nei momenti più impegnativi.

Nonostante tutto, il sole sorge ogni giorno.

Il Sugherificio Molinas
È passato più di un secolo da quando Pietro Molinas fondava, a Calangianus, la sua azienda per la lavorazione del sughero. Un’attività semplice basata sull’utilizzo di pochi ed elementari utensili con i quali si eseguivano tutte le fasi di lavorazione del sughero. Una condizione comune a molti altri piccoli artigiani della zona, ma dalla quale è iniziato il percorso che ha portato alla moderna realtà industriale di oggi. Un percorso lungo, durante il quale un ruolo fondamentale è stato quello di Peppino Molinas. Fu lui, infatti, a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, ad imprimere una svolta decisiva alla trasformazione dell’azienda da artigiana ad industriale. Con lui arrivarono i primi operai e fu avviata la meccanizzazione di molte fasi di lavorazione.
Tecnologia e valore delle risorse umane: è questo oggi il Sugherificio Molinas, la cui attività è articolata su quattro distinte unità lavorative riunite in un unico complesso industriale di quasi 50.000 metri quadrati di superficie coperta. Qui, uomini e donne di consolidata esperienza e professionalità, coadiuvati da una tecnologia sempre all’avanguardia, lavorano ogni giorno per ottenere dal sughero una vastissima gamma di prodotti. Dai tappi per l’enologia, quasi un miliardo all’anno fra le diverse tipologie, agli isolanti, ricercatissimi nella moderna bioedilizia; dai componenti per l’industria calzaturiera, ai rivestimenti per pareti e pavimenti.

Una complessa attività che utilizza e dà valore ad una materia prima naturale rinnovabile per definizione, visto che con la sua raccolta gli alberi e le foreste non subiscono alcun danno. Al contrario, grazie proprio al sughero, nel tempo hanno acquistato un notevole valore economico e sociale che le mette al riparo da ogni altra attività che ne potrebbe mettere in pericolo la sopravvivenza. Una materia prima che per essere avviata ai vari cicli di lavorazione necessita di un accurato lavoro di selezione. Un’attività basilare per la qualità finale dei prodotti che si ottengono e che, da sempre, il Sugherificio Molinas affida a personale di altissima competenza; personale formato in azienda e che del sughero conosce ogni minimo segreto.

Cuore di tutto il complesso è il laboratorio di ricerca e sviluppo. È qui che vengono messi a punto nuovi processi di lavorazione e monitorata la costante e rigida applicazione delle norme imposte dalle numerose certificazioni che il Sugherificio Molinas ha conseguito nel corso degli anni.

www.molinas.it

Hy2gen, specialized in green hydrogen production, welcomes Trafigura as its new shareholder. Hy2gen AG, a start-up from the Stuttgart region created to build green hydrogen production facilities, has completed a further financing round. Trafigura, a market leader in the global commodities industry has become a shareholder and joined the board of the company.
The new investment will enhance Hy2gen AG’s business development capabilities and support the development of new production sites.

Hy2gen AG brings together specialists with experience of developing, building and operating plants for the production of green hydrogen and hydrogen-based e-fuels, offering better ways to achieve CO2-free or CO2 neutral fuels and storage solutions. The first plants will be built in Canada in 2020, to be followed by other plants in France, Mexico, Norway and South Africa.

The company aims to become a leader in the hydrogen and e-fuels market for mobility and industry, areas where it is currently proving difficult to significantly reduce emissions. Hy2gen AG already has a project pipeline for over 500 megawatts of electrolyser capacity (74,000 tons of CO2-free hydrogen per year from renewable energies or, in other words, an annual saving of 810,000 tons of CO2 in comparison with the conventional production of hydrogen). As of today, no hydrogen producer has reached this scale.

„We are focusing on large-scale production facilities as price is an important factor for green hydrogen to become a tradable commodity. As this happens we will be well positioned to grow quickly alongside anticipated commercial demand.Cyril Dufau-Sansot, Hy2gen CEO

“Trafigura welcomed the opportunity to become a shareholder in Hy2gen, its first investment in the hydrogen industry. We see the opportunity in working in this high potential alternative fuels market with a dynamic start-up team.” Robert Gillon, Senior Manager from Trafigura’s newly created Power and Renewables Trading Division

As hydrogen and hydrogen-based products can be used across many other sectors beyond mobility and industry, Trafigura and Hy2gen AG will further identify possible areas of collaboration in the coming months.

ABOUT HYDROGEN: WHAT IS THE SUBSTANCIAL DIFFERENCE?

GREY HYDROGEN
– Negative CO2 footprint due to fossil resources.
– Produced mostly via thermic conversion (gas, oil, coal), or “grey“ electricity.
– Big industrial production facilities needed.
– Production usually built close to industrial client, not for trading.

BLUE HYDROGEN
– Using CO2 Emission Certificates to wash Grey Hydrogen , e.g. pressing CO2 into caverns.
– Negative CO2 footprint due to fossil resources (same as “grey hydrogen“).
– Produced mostly via thermic conversion (gas, oil, coal), or “grey“ electricity.

CARBON FREE GREEN HYDROGEN
– Generated via electrolysis using 100% renewable electricity.
– Meeting industry standards with risk-free production (OHSAS 18001, ISO 14001 and ISO 9001).
– Flexibility of production sizes, from small/local to centralised industrial facilities.

www.hy2gen.com

Fotovoltaico: Sugherificio Molinas raddoppia. A due anni di distanza dalla messa in attività del primo impianto fotovoltaico da 1 MW/p, il Sugherificio Peppino Molinas & Figli di Calangianus in Sardegna, avvalendosi nuovamente dell’affiancamento progettuale di Enrico Rainero SmartEfficiency, inizia l’installazione di un secondo impianto per la produzione di energia da fotovoltaico di potenza di 1 MW/p. (altro…)

Elenco Imprese forte consumo Energia. Con la Circolare N. 28/2019/ELT, CSEA comunica che dal 30 settembre 2019 è possibile accedere al Portale per la raccolta delle dichiarazioni per l’annualità 2020 (Post Riforma – D.M. 21 dicembre 2017), ai fini dell’inserimento nell’Elenco delle imprese a forte consumo di energia elettrica per la medesima annualità.

La CSEA – Cassa per i servizi energetici e ambientali (ex CCSE – Cassa conguaglio per il settore elettrico) è un ente pubblico economico che opera nei settori dell’elettricità, del gas e dell’acqua. La sua missione principale è la riscossione di alcune componenti tariffarie dagli operatori; tali componenti vengono raccolte nei conti di gestione dedicati e successivamente erogati a favore delle imprese secondo regole emanate dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA).

La CSEA è sottoposta alla vigilanza ARERA e del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La CSEA provvede alla gestione finanziaria dei fondi incassati ed alle conseguenti erogazioni di contributi a favore degli operatori del settore con impieghi in materia di fonti rinnovabili ed assimilate, efficienza energetica, qualità del servizio, interrompibilità, perequazione, ricerca di sistema, decommissioning nucleare, progetti a favore dei consumatori, etc.

CSEA, inoltre, svolge, nei confronti dei soggetti amministrati, attività ispettive volte ad accertamenti di natura amministrativa, tecnica, contabile e gestionale, consistenti nell’audizione e nel confronto dei soggetti coinvolti, nella ricognizione di luoghi ed impianti, nella ricerca, verifica e comparazione di documenti.

Presso CSEA è istituita la Segreteria Operativa ai sensi del D.M. 8 marzo 2006, con compiti di istruttoria, verifica e diffusione dei risultati dei progetti di ricerca per il sistema elettrico finanziati, nell’interesse generale, per il miglioramento dell’efficienza, dell’economicità, della sicurezza e della compatibilità ambientale del settore elettrico.
I risultati dei progetti sono diffusi anche attraverso il portale.

www.csea.it

www.ricercadisistema.it

Futuro dell’Efficienza Energetica. Conclusioni unanimi nell’evento organizzato da BRAINz “It’s All Energy Efficiency”: il percorso iniziato, in alcuni casi già diversi anni fa, si perfeziona quotidianamente con investimenti tecnologici e soprattutto con il know how dei professionisti.
Decine di manager, leader nelle attività rivolte al miglioramento delle prestazioni energetiche delle proprie aziende, hanno confrontato le loro esperienze.

L’evento si è aperto con una plenaria molto significativa: cinque manager di aziende di settori completamente diversi di attività hanno testimoniato come gli investimenti per l’efficienza portano benefici economici ed ambientali.

Enrico Rainero di BYinnovation ha moderato il panel, cui hanno partecipato:
Mattia Canevari, Energy Manager di GNV Grandi Navi Veloci, che si impegna su tutti gli apparati della flotta, dedicandole una particolare Diagnosi Energetica elaborata con la collaborazione di ENEA. Considerando ad esempio solo i consumi dei motori elettrici in ciascuna nave – selezionata secondo un cluster di stazza – fa comprendere i margini di potenziali miglioramenti, incluse le perfezionate eliminazioni di disturbi armonici ed energie reattive.

Mario Cherubini, Senior Energy Data Analyst di RFI Rete Ferroviaria Italiana, ha evidenziato l’importanza della gestione dei grandi numeri correlati al monitoraggio delle utenze, sempre più perfezionato e quindi sempre più dotato di informazioni che vanno lette, filtrate per ordine di importanza, categorizzate, utilizzate sia per il miglioramento delle performances ma anche, e soprattutto per i conti economici dell’azienda, utilizzate nelle trattative d’acquisto dell’energia, voce di spesa primaria per RFI.

Rocco Cirillo, Energy Manager di Fastweb, ci ha portati nel complesso mondo tecnologico che sta dietro al nostro banale gesto di “telefonare”. Grandi data center, strutture enormemente energivore soprattutto per le necessità di raffrescamento HVAC degli impianti, interi edifici riempiti di elaboratori elettronici dotati a loro volta di migliaia di ventole di raffreddamento delle schede elettroniche.

Giorgina Negro, WCM WW Energy Business Leader di CNH Industrial ha approfondito il tema della smart lighting, un approccio ancor più specializzato della riqualificazione illuminotecnica a LED, in quanto, nel progetto, si prevede l’interazione intelligente con le condizioni ambientali, legate all’architettura del building – spesso con ampie vetrate – che può godere in molte ore del giorno di luce esterna. Smart lighting quindi corregge anche i frequenti “malfunzionamenti” del comportamento umano, che lascia accesa l’illuminazione anche quando non servirebbe!

Francesco Parravicini, Safety QualityEnvironment & Tecnical Director di Otis, ha ricordato che gli ascensori sono lo strumento di mobilità più utilizzato da ciascuno di noi, specialmente in Italia che conta circa 1 milione di edifici condominiali. La ricerca dell’economia si cerca nei piccoli consumi (ad esempio lo stand by dell’ascensore quando è fermo) ma che, moltiplicati per i grandissimi numeri, giustifica la ricerca costante su nuovi motori, su masse mobili sempre più leggere, sui recuperi di energia cinetica, fino alle soluzioni di accumulatori stand alone alimentati anche da pannelli fotovoltaici.

Enrico Rainero ha concluso esprimendo il piacere di “aver moderato – soprattutto l’entusiasmo – di cinque manager appartenenti a settori di attività totalmente differenti, ma con la comune volontà di cercare la migliore soluzione di efficienza nel proprio particolare ambito di lavoro. Leader e modelli nell’innovazione. La realtà consolidata da anni di lavoro, che dà testimonianza ai tanti slogan diventati improvvisamente di moda“.

– BYinnovation è Media Partner di It’s All Energy Efficiency

www.itsall-energyefficiency.com

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Cattura e stoccaggio CO2. Air Liquide collabora a un progetto innovativo su larga scala in Norvegia, firmando un protocollo d’intesa con Equinor e i suoi partner (Shell e Total) per collaborare al progetto Northern Lights, un progetto di cattura e stoccaggio di CO2.
Questo progetto si concentra sullo sviluppo dello stoccaggio offshore di CO2 sulla piattaforma continentale norvegese e potrebbe diventare il primo sito di stoccaggio al mondo a ricevere CO2 da fonti industriali in diversi paesi europei.

In base a questo protocollo d’intesa, i partner esploreranno la possibilità di cooperare allo sviluppo della cattura e dello stoccaggio del carbonio, che comprende la cattura, la liquefazione e il trasporto della CO2 ad un serbatoio naturale offshore.

Tale iniziativa illustra l’impegno di Air Liquide nella lotta al cambiamento climatico. Nel quadro del suo approccio globale, Air Liquide mira non solo a ridurre l’intensità di carbonio delle sue attività, ma anche ad agire insieme ai suoi clienti per un’industria sostenibile e a partecipare alla nascita di una società a basse emissioni di carbonio.
Air Liquide offre e sviluppa una gamma di soluzioni tecniche per l’industria e i trasporti, come l’ossicombustione, l’idrogeno a basse emissioni di carbonio mediante elettrolisi o il biometano.

Nell’ambito della transizione energetica, la cattura e lo stoccaggio di CO2 è uno dei mezzi per contribuire alla decarbonizzazione dell’industria. Permette infatti di trattare grandi volumi di emissioni di CO2 utilizzando tecnologie già disponibili ed economicamente accessibili.

François Jackow, Executive Vice-President e membro del Comitato Esecutivo del Gruppo, che sovrintende alle attività industriali in Europa, ha dichiarato: “Siamo lieti di partecipare a questa iniziativa innovativa. L’industria ha un ruolo importante da svolgere nella lotta al cambiamento climatico attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie e nuove catene del valore per la transizione verso una società a basse emissioni di carbonio. Nell’ambito del suo approccio globale al clima, Air Liquide è impegnata a promuovere soluzioni per ridurre le emissioni di CO2.

La Business Line Large Industries di Air Liquide
Propone soluzioni per il gas e l’energia che migliorano l’efficienza dei processi e contribuiscono a rispettare meglio l’ambiente, principalmente nei settori raffinazione, gas naturale, chimica, metalli ed energia. Il fatturato del 2018 è stato pari a 5.685 milioni di Euro.

Air Liquide è il leader mondiale dei gas, delle tecnologie e dei servizi per l’Industria e la Sanità. Presente in 80 paesi con circa 66.000 collaboratori, il Gruppo serve oltre 3,6 milioni di clienti e di pazienti. Ossigeno, azoto e idrogeno sono piccole molecole essenziali per la vita, la materia e l’energia.
Esse incarnano il contesto scientifico di Air Liquide e sono al cuore dell’attività del Gruppo, fin dalla sua creazione nel 1902.
L’ambizione di Air Liquide è di essere il leader nel suo settore, di conseguire performance di lungo termine e di contribuire a un mondo più sostenibile. La sua strategia di trasformazione centrata sul cliente mira ad una crescita redditizia nel lungo periodo.
Essa poggia sull’eccellenza operativa e la qualità degli investimenti, sull’innovazione aperta e l’organizzazione in network messa in campo dal Gruppo su scala mondiale. Grazie all’impegno e all’inventiva dei suoi collaboratori per rispondere alle sfide del cambiamento energetico e ambientale, della sanità e della digitalizzazione, Air Liquide crea ancora più valore per l’insieme dei suoi stakeholders.
Il fatturato di Air Liquide ha raggiunto i 21 miliardi di euro nel 2018. Le sue soluzioni per proteggere la vita e l’ambiente rappresentano oltre il 40% delle vendite. Air Liquide è quotata alla Borsa Euronext di Parigi (compartimento A) ed è membro del CAC 40, di EURO STOXX 50 e FTSE4Good.

industria.airliquide.it

Le zone ambientali pioniere. Le Top 10 nelle quali la lotta contro l’inquinamento da polveri sottili e altre sostanze inquinanti era già stata annunciata nel 1995. Il portale Green-Zones ha stabilito quando sono state istituite le prime zone ambientali nelle città europee per ridurre l’inquinamento da polveri sottili.

Stoccolma è al primo posto tra le zone ambientali più vecchie d’Europa. La zona della capitale svedese è stata istituita il 18.06.1995 e copre ora l’intero centro città. A Stoccolma, è vietata la circolazione degli autobus e dei camion di peso superiore a 3,5 t con le norme EURO 0-4. In caso di infrazione viene inflitta una multa di 100 Euro.
Attualmente le automobili non sono ancora soggette al divieto di circolazione, cosicché i turisti non corrono il rischio di incorrere in una sanzione.

La Gran Bretagna si colloca al decimo posto tra le zone ambientali più vecchie in Europa con una zona a basse emissioni (LEZ) permanente a Londra. Qui, tutti i tipi di veicoli devono essere registrati prima di entrare nella zona ambientale.
Particolarità: veicoli d’epoca di età superiore ai 40 anni così come escavatori e gru mobili sono ancora autorizzati a circolare nella zona. Un complesso processo di registrazione si applica a tutti gli altri veicoli, al fine di evitare sanzioni fisse fino a 1.150 Euro.

Le zone ambientali in Germania e nei Paesi Bassi si classificano al centro. Nel gennaio 2008 sono state istituite le prime zone ambientali a Berlino, Colonia e Hannover, dove l’accesso era inizialmente consentito a tutti i tipi di veicoli muniti di un bollino ambientale rosso.

Nei Paesi Bassi, invece, le prime zone sono state istituite sei mesi prima, ma non stati rilasciati bollini.

La società Green-Zones con sede a Berlino fornisce informazioni sulle zone ambientali permanenti e dipendenti dalle condizioni meteorologiche (temporanee) in Europa e nei rispettivi paesi europei attraverso i suoi portali green-zones.eu, umweltplakette.de, crit-air.fr e blaue-plakette.de.
Grazie alla app gratuita di Green-Zones e alla app professionale (Fleet-App), i turisti e soprattutto gli utenti commerciali (ad esempio le aziende di autobus e di trasporto) possono ottenere informazioni affidabili in tempo reale sulle attuali zone ambientali. I bollini e le registrazioni richiesti sono anche disponibili sul portale Green-Zones.

green-zones.eu

Refrigerazione scottante attualità: luglio, agosto, si rincorre l’emergenza. Ma i consumi di tutto l’anno? SmartEfficiency per centrali frigo BT e TN, cuore di retail, logistiche, farmaceutici, alimentari, ristorazione, produzioni plastiche, trattamenti metallici.
 (altro…)

Solar, Wind, Batteries to Attract $10 Trillion to 2050, but curbing emissions long-term will require other technologies too. Deep declines in wind, solar and battery technology costs will result in a grid nearly half-powered by the two fast-growing renewable energy sources by 2050, according to the latest projections from BloombergNEF (BNEF).

In its New Energy Outlook 2019 (NEO), BNEF sees these technologies ensuring that – at least until 2030 – the power sector contributes its share toward keeping global temperatures from rising more than 2 degrees Celsius. (Importantly, major progress in de-carbonization will also be required in other segments of the world’s economy to address climate change).

Each year, NEO compares the costs of competing energy technologies through a levelized cost of energy analysis. This year, the report finds that, in approximately two-thirds of the world, wind or solar now represent the least expensive option for adding new power-generating capacity. Electricity demand is set to increase 62%, resulting in global generating capacity almost tripling between 2018 and 2050.
This will attract $13.3 trillion in new investment, of which wind will take $5.3 trillion and solar $4.2 trillion. In addition to the spending on new generating plants, $840 billion will go to batteries and $11.4 trillion to grid expansion.

NEO starts by analyzing technology trends and fuel prices to build a least cost view of the changing electricity sector. The results show coal’s role in the global power mix falling from 37% today to 12% by 2050 while oil as a power-generating source is virtually eliminated. Wind and solar grow from 7% of generation today to 48% by 2050.
The contributions of hydro, natural gas, and nuclear remain roughly level on a percentage basis.

Matthias Kimmel, NEO 2019 lead analyst, said: “Our power system analysis reinforces a key message from previous New Energy Outlooks – that solar photovoltaic modules, wind turbines and lithium-ion batteries are set to continue on aggressive cost reduction curves, of 28%, 14% and 18% respectively for every doubling in global installed capacity. By 2030, the energy generated or stored and dispatched by these three technologies will undercut electricity generated by existing coal and gas plants almost everywhere.”

The projected growth of renewables through 2030 indicates that many nations can follow a path for the next decade and a half that is compatible with keeping the increase in world temperatures to 2 degrees or less. And they can do this without introducing additional direct subsidies for existing technologies such as solar and wind.

“The days when direct supports such as feed-in tariffs are needed are coming to an end,” said Elena Giannakopoulou, head of energy economics at BNEF. “Still, to achieve this level of transition and de-carbonization, other policy changes will be required – namely, the reforming of power markets to ensure wind, solar, and batteries are remunerated properly for their contributions to the grid. NEO is fundamentally policy-agnostic, but it does assume that markets operate rationally and fairly to allow lowest-cost providers to win.”

Europe will decarbonize its grid the fastest with 92% of its electricity supplied by renewables in 2050. Major Western European economies in particular are already on a trajectory to significantly decarbonize thanks to carbon pricing and strong policy support. The U.S., with its abundance of low-priced natural gas, and China, with its modern fleet of coal-fired plants, follow at a slower pace.

China sees its power sector emissions peaking in 2026, and then falling by more than half in the next 20 years. Asia’s electricity demand will more than double to 2050. At $5.8 trillion, the whole Asia Pacific region will account for almost half of all new capital spent globally to meet that rising demand. China and India together are a $4.3 trillion investment opportunity.
The U.S. will see $1.1 trillion invested in new power capacity, with renewables more than doubling its generation share, to 43% in 2050.

The outlook for global emissions and keeping temperature increases to 2 degrees or less is mixed, according to this year’s NEO. On the one hand, the build-out of solar, wind and batteries will put the world on a path that is compatible with these objectives at least until 2030. On the other hand, a lot more will need to be done beyond that date to keep the world on that 2 degree path.

One reason is that wind and solar will be capable of reaching 80% of the electricity generation mix in a number of countries by mid-century, with the help of batteries, but going beyond that will be difficult and will require other technologies to play a part – with nuclear, biogas-to-power, green hydrogen-to-power and carbon capture and storage among the contenders.

BNEF’s NEO director, Seb Henbest commented: “Our analysis suggests that governments need to do two separate things – one is to ensure their markets are friendly to the expansion of low-cost wind, solar and batteries; and the other is to back research and early deployment of these other technologies so that they can be harnessed at scale from the 2030s onwards.”

In NEO 2019, BNEF for the first time considers 100% electrification of road transport and the heating of residential buildings, leading to a significant expansion of power generation’s role.

Under this projection, overall electricity demand would grow by a quarter compared to a future in which road transport and residential heat only electrify as far as assumed in the main NEO scenario. Total generation capacity in 2050 would have to be three times the size of what is installed today. Overall, electrifying heat and transport would lower economy-wide emissions, saving 126GtCO2 between 2018 and 2050.

NEO 2019 is the result of a detailed study of the outlook for energy demand and supply, country-by-country, conducted by 65 BNEF analysts around the world. It draws on BNEF’s market-leading work on the evolving economics of different generation sources.

www.bloomberg.net

https://about.bnef.com/

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