Category: Energia

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Etichette Energetiche UE. Per aiutare i consumatori dell’UE a ridurre le bollette energetiche e l’impronta di carbonio, a partire da lunedì 1 marzo 2021 è applicabile in tutti i negozi e in tutti i punti vendita online una nuova versione della famosa etichetta energetica UE.

Le nuove etichette si applicheranno inizialmente a quattro categorie di prodotti: frigoriferi e congelatori, lavastoviglie, lavatrici, televisori (e altri monitor esterni).
Il 1 settembre usciranno le nuove etichette per lampadine e lampade con sorgenti luminose fisse, altri prodotti seguiranno nei prossimi anni.

Poiché un numero sempre maggiore di prodotti ha raggiunto le classi A +, A + + o A + + + secondo la scala attuale, la modifica più importante delle nuove etichette è il ritorno alla più semplice scala A-G, più rigorosa e concepita in modo che pochissimi prodotti siano inizialmente in grado di ottenere la classificazione “A”, lasciando un buon margine all’inclusione di prodotti più efficienti in futuro. i prodotti energeticamente più efficienti presenti ora sul mercato saranno infatti, di norma, etichettati “B”, “C” o “D”. Le etichette contengono elementi nuovi, tra cui un link QR a una banca dati a livello UE che consentirà ai consumatori di trovare maggiori dettagli sul prodotto. Il 1º marzo entrerà in vigore anche una serie di norme sulla progettazione ecocompatibile, in particolare per quanto riguarda la riparabilità e l’obbligo per i fabbricanti di tenere a disposizione i pezzi di ricambio per un certo numero di anni anche dopo che i prodotti non sono più immessi sul mercato.

Kadri Simson, Commissaria per l’Energia, ha dichiarato: “L’etichetta energetica originale ha avuto un grande successo, poiché ha consentito ad una famiglia media in Europa di risparmiare varie centinaia di euro l’anno e ha motivato le imprese a investire in ricerca e sviluppo. Alla fine di febbraio oltre il 90 % dei prodotti risultano etichettati A +, A + + o A + + +. Il nuovo sistema sarà più chiaro per i consumatori e garantirà che le imprese continuino a innovare e a offrire prodotti ancora più efficienti, con conseguente riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.”

Oltre a riscalare la classe di efficienza energetica del prodotto in esame, la nuova etichetta presenta icone più chiare e moderne. Come le precedenti, le etichette riscalate non mostrano solo la classe di efficienza energetica; per una lavatrice, ad esempio, indicano a un primo sguardo il numero di litri di acqua per ciclo, la durata di un ciclo e il consumo di energia misurato su un programma standardizzato.

Un’ulteriore significativa modifica è l’introduzione del codice QR in alto a destra: scansionandolo, i consumatori ottengono informazioni supplementari sul modello del prodotto, ad esempio sulle dimensioni, le caratteristiche specifiche o i risultati delle prove a seconda dell’apparecchio. Tutti gli apparecchi presenti sul mercato dell’UE devono essere registrati in una nuova banca dati a livello UE, il registro europeo delle etichette energetiche (European Product Registry for Energy Labels), EPREL, che faciliterà ulteriormente il confronto di prodotti simili in futuro.

Oltre alle norme sull’etichettatura energetica, il 1 marzo 2021 sono entrate in vigore i nuovi regolamenti corrispondenti sulla progettazione ecocompatibile, che aggiornano i requisiti minimi di efficienza e rafforzano dei diritti dei consumatori per quanto riguarda la riparazione dei prodotti e il sostegno all’economia circolare.
I fabbricanti o gli importatori sono ora obbligati a mettere a disposizione dei riparatori professionisti una serie di pezzi essenziali (motori e spazzole per motori, pompe, ammortizzatori e molle, cestelli di lavaggio ecc.) per almeno 7-10 anni dall’immissione sul mercato dell’UE dell’ultima unità di un modello.
Anche per gli utilizzatori finali (vale a dire i consumatori che non sono riparatori professionisti, ma che amano effettuare essi stessi le riparazioni), i fabbricanti devono mettere a disposizione alcuni pezzi di ricambio per diversi anni dopo che un prodotto è stato ritirato dal mercato — prodotti quali porte o cerniere e sigilli che sono compatibili con il “fai da te”.
Il tempo massimo di consegna per tutti questi pezzi è di 15 giorni lavorativi dall’ordine.

Contesto
L’etichetta energetica dell’UE è una caratteristica assai nota sui prodotti per uso domestico come le lampadine, i televisori o le lavatrici, e ha aiutato i consumatori a compiere scelte informate per oltre 25 anni. In un’indagine condotta a livello dell’UE (Eurobarometro) nel 2019, il 93 % dei consumatori ha confermato di aver riconosciuto l’etichetta e il 79 % di esserne stato influenzato nella decisione sul prodotto da acquistare. Insieme ai requisiti minimi di prestazione armonizzati (noti come “progettazione ecocompatibile”), si stima che le norme dell’UE sull’etichettatura energetica ridurranno la spesa dei consumatori di decine di miliardi di euro l’anno, generando nel contempo numerosi altri vantaggi per l’ambiente e per i fabbricanti e i dettaglianti.
Le nuove categorie dell’etichetta riscalata sono state concordate in seguito a un processo di consultazione rigoroso e trasparente che ha visto l’ampio coinvolgimento dei portatori di interessi e degli Stati membri in tutte le fasi, il controllo del Consiglio e del Parlamento europeo e sufficiente coinvolgimento e preavviso per i fabbricanti. Come previsto dal regolamento quadro, altri gruppi di prodotti saranno riscalati nei prossimi anni: asciugatrici, apparecchi per il riscaldamento d’ambiente locale, condizionatori d’aria, apparecchi di cottura, unità di ventilazione, armadi frigoriferi professionali, apparecchi per il riscaldamento d’ambiente, scaldacqua, caldaie a combustibile solido.
Il passaggio alle etichette riscalate coincide con l’entrata in vigore di due regolamenti orizzontali (“omnibus”) adottati di recente per rettificare o chiarire una serie di punti nei regolamenti sull’etichettatura energetica e sulla progettazione ecocompatibile originariamente adottati nel 2019.

Energy label and ecodesign

People-powered energy system: activating the community energy market for bioenergy. In the updated Renewable Energy Directive II (RED II), the EU clearly considers community energy as a key factor for future Renewable Energy (RE) market uptake and mandates Member States to implement regulatory frameworks for enabling and facilitating this process.
At the same time, several barriers prevent citizens from becoming (bio)energy producers and bioenergy projects to be more appealing. Among others, lack of preparedness for communities to tap the full bioenergy market potential1, lack of bioenergy stakeholders’ awareness of the potential of communities and missing/ unsupportive (local, regional and national) framework and policy conditions.
For a people-powered energy system, the Horizon 2020-funded project BECoop (2020-2023) aims at putting communities in charge of their local renewable (bio)energy generation.

Although significant progress has been made in the EU towards a more effective clean-energy transition, there is still an increasingly uneven penetration rate of RE across energy sectors.
Remarkably, a rather slow penetration in the EU heating and cooling sector is observed, which accounts for 51% of EU’s total energy consumption and is expected to account for the largest share of demand by 2050. Understanding the need for accelerating efforts, the EU has adopted a target for a 1.3% annual increase in renewable heat during this next decade.

Alongside the challenging nature of increasing RE heating penetration, there is, at the same time, a significantly untapped RE market uptake potential that should be seriously considered, bioenergy.
Deriving from living organic materials, bioenergy can be used to produce, among else, electricity, heat, and fuels. Even though not fully exploited, it holds, in practice, the highest potential for replacing fossil fuelled heat and remains the leading technology in the EU RE heating sector. As experts therefore suggest, the expansion of bioenergy projects across Europe would be of crucial importance for meeting the EU-established targets.

Apart from scientific and technological innovations, renewable energy uptake also relies on peoples’ perceptions. In this context, energy communities and cooperatives (RESCoops) provide an ideal framework, they can empower a more effective, fair, and democratised clean-energy transition, holding a series of benefits: they help fight climate change and reduce GHG emissions, contribute in mitigating energy poverty, support job creation, energy supply security and more.

Community bioenergy schemes can play a catalytic role in the market uptake of bioenergy heating technologies, yet their deployment nowadays remains significantly slow.
While there are, arguably, numerous energy cooperatives established across Europe, their vast majority focuses on exploiting solar and wind energy with biomass-based communities accounting for only a minor share of existing RESCoops. In addition, energy communities’ dispersion and range appear restricted, with 80% of them located in either Germany or Denmark, whereas, in terms of production, electricity takes the lion’s share, in contrast to heating.

There is a clear need for unlocking and activating the underlying market potential of community bioenergy, and that is exactly what BECoop, a new Horizon 2020-funded project, aims to do. The ambition of BECoop is to foster a broad deployment of bioenergy heating technologies across Europe, by providing the necessary conditions, technical as well as business support tools and by boosting demand and start de-risking community bioenergy investments.

The project aims to make community bioenergy projects more appealing to potential interested actors and to foster new links and partnerships among the international bioenergy community. The project will investigate and specify the community bioenergy market uptake facilitators and barriers and, building upon this information, further empower policymakers to introduce enabling frameworks for community bioenergy.

4 pilot cases across Europe (Spain, Greece, Poland, Italy) will target existing energy communities seeking to include bioenergy heating projects (district heating, pellets stove, forest biomass), and local/national authorities aiming at initiating novel bioenergy community structures in support of their clean energy transition goals. The selected cases represent diverse framework conditions, community bioenergy maturity, RE penetration in the heating and cooling market and socioeconomic environments, thus, providing a highly complementary synthesis of evidence.

1 This is mostly due to the cost of establishing such projects and the required project development effort and time. Additional barriers such as technical or business, as well as limited awareness of the multiple benefits prevent bioenergy projects from emerging. Finally, the know how and good practices established in one region are not easily transferrable to another.
This project has received funding from the European Union’s Horizon 2020 research and innovation programme under grant agreement No 952930.

www.ieecp.org

Preservare suolo: fertilità e biodiversità. Giornata Mondiale del Suolo: al via la prima azione proposta da Farming For Future, il decalogo del CIB – Consorzio Italiano Biogas per la conversione agroecologica dell’agricoltura.

“Manteniamo il suolo vivo, proteggiamo la biodiversità del suolo”, è questo il tema centrale della Giornata mondiale del Suolo 2020 celebrata sabato 5 dicembre. In questa importante ricorrenza, il CIB – Consorzio Italiano Biogas ribadisce la centralità del suolo per la riconversione agroecologica dell’agricoltura italiana, obiettivo del progetto “Farming For Future. 10 azioni per coltivare il futuro”, lanciando l’azione dedicata all’utilizzo di digestato come fertilizzante organico.

Il digestato, prodotto dalla digestione anaerobica di sottoprodotti, effluenti zootecnici e colture di secondo raccolto, utilizzato in agricoltura come fertilizzante organico è essenziale per restituire nutrienti al suolo e ridurre l’uso di fertilizzanti chimici. Inoltre, grazie al digestato si forniscono al terreno non solo azoto, fosforo e potassio, ma anche importanti quote di carbonio organico permettendo di aumentare la fertilità del suolo, contrastando così il rischio di desertificazione.
I suoli italiani si stanno impoverendo. Nel Sud d’Italia la maggior parte dei terreni coltivati ha una dotazione di sostanza organica inferiore all’1%. A ciò va aggiunta la degradazione nelle aree in cui non vengono applicate pratiche agricole volte alla conservazione del suolo, dove l’erosione ne riduce la produttività e la fertilità fino alla perdita irreversibile di superfici coltivabili.

“Il suolo è una risorsa non rinnovabile – sottolinea Piero Gattoni, Presidente del CIB – che va tutelata in tutti i modi possibili. La concimazione organica con digestato è la strada giusta per avere un suolo fertile e resiliente; da un lato, si incrementa la sua dotazione di sostanza organica, dall’altro si combatte la crisi climatica grazie alla CO2 sottratta all’atmosfera e fissata in modo stabile nel suolo. Tutela e rispristino della qualità dei nostri terreni, contrasto ai cambiamenti climatici e produzioni agricole di qualità trovano nella fertilizzazione organica una soluzione dagli effetti positivi rilevanti e di facile applicazione”.

Temi, questi, importanti anche per l’agricoltura biologica che si fonda sulla tutela della biodiversità e della naturale fertilità del suolo attraverso le rotazioni, il sovescio e il ricorso alla fertilizzazione organica senza l’ausilio di prodotti di sintesi. Sinergia e convergenza fra Biogasfattobene® e i principi dell’agricoltura biologica sono state le basi del lavoro di confronto tecnico che ha portato CIB e FederBio alla redazione nel 2018 delle Linee guida per l’utilizzo agronomico del digestato in agricoltura biologica.

Su questo tema, in diretta sulla pagina Facebook del Consorzio Italiano Biogas, il Presidente Gattoni si è confrontato con Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio, la quale dichiara: “Il suolo è una risorsa preziosa. Qui si concentra il 90% della biodiversità del pianeta. Un terreno degradato riduce la sua capacità di mantenere e immagazzinare carbonio, contribuendo a innescare o potenziare
minacce globali quali il cambiamento climatico. Uno dei valori fondamentali dell’agricoltura biologica è costituito proprio dalla protezione e dall’incremento della fertilità dei suoli che dipende anzitutto dal contenuto di sostanza organica e dalla sua qualità. Adottare le giuste pratiche agronomiche e garantire il costante reintegro di sostanza organica al terreno, in particolare nelle aziende e nei territori dove è venuto meno l’allevamento degli animali, rende molto interessante l’impiego del digestato “fatto bene”, mantenendo saldi i principi e le regole del biologico. Per questo il Protocollo d’intesa siglato con CIB nel 2018 è importante e ha già consentito di realizzare linee guida per la produzione di digestato conformi ai principi del bio. Adesso occorre che la collaborazione continui per mettere a punto anche ulteriori indicazioni pratiche per la corretta gestione agronomica nell’impiego del digestato attivando anche supporti di formazione e consulenza utili per gli agricoltori bio italiani”.

In conclusione Piero Gattoni rimarca: “Nel celebrare la Giornata Mondiale del Suolo vorrei ribadire che adottare un nuovo paradigma, per produrre di più con meno risorse, non è solo doveroso ma è possibile, come dimostrano le azioni concrete già intraprese dalle aziende del Biogasfattobene®. Per questo auspichiamo che anche il quadro normativo favorisca sempre più l’uso agronomico del digestato come fertilizzante organico completo, capace di sostituire quantità sempre crescenti di concimi di sintesi”.

Per approfondire l’azione numero 4 di Farming for Future è possibile visitare il website nella sezione dedicata.

Le dieci azioni di Farming for Future
-1. ENERGIE RINNOVABILI IN AGRICOLTURA
-2. AZIENDA AGRICOLA 4.0
-3. GESTIONE DEI LIQUAMI DA ALLEVAMENTO
-4. FERTILIZZAZIONE ORGANICA
-5. LAVORAZIONI AGRICOLE INNOVATIVE
-6. QUALITÀ E BENESSERE ANIMALE
-7. INCREMENTO FERTILITÀ DEI SUOLI
-8. AGROFORESTAZIONE
-9. PRODUZIONE E USO DI BIOMATERIALI
-10. BI.OGAS E ALTRI GAS RINNOVABILI

Il CIB – Consorzio Italiano Biogas è la prima aggregazione volontaria che riunisce oltre 750 aziende agricole produttrici di biogas e biometano da fonti rinnovabili e più di 200 società industriali fornitrici di impianti, tecnologie e servizi per la produzione di biogas e biometano, enti ed istituzioni che contribuiscono alla promozione della digestione anaerobica per il comparto agricolo. Il CIB è attivo sull’intera area nazionale e rappresenta tutta la filiera della produzione di biogas e biometano in agricoltura, con l’obiettivo di fornire informazioni ai Soci per migliorare la gestione del processo produttivo e orientare l’evoluzione del quadro normativo per favorire la diffusione del modello del Biogasfattobene® che contribuisce al contrasto della crisi climatica.
Attualmente il CIB conta oltre 970 aziende associate e quasi 500 MW di capacità installata.

www.consorziobiogas.it

www.farmingforfuture.it

Investire in decarbonizzazione dell’economia favorirà il rilancio dalla crisi generata dall’attuale pandemia e contribuirà a uno sviluppo socioeconomico di lungo periodo: la finanza sostenibile può ricoprire una funzione cruciale in questo processo attraverso l’integrazione del “fattore clima” nelle politiche d’investimento.

Il nuovo manuale del Forum per la Finanza Sostenibile individua 4 azioni prioritarie per gli investitori e 6 settori strategici d’intervento, anche in una dimensione di partnership pubblico-privato.
La pubblicazione è stata realizzata a partire dai contributi raccolti in un gruppo di lavoro organizzato in collaborazione con WWF e con il supporto di BPER Banca, Etica Sgr, Natixis Investment Managers e UBS Asset Management.

La presentazione del manuale si è svolta in occasione dell’evento conclusivo della nona edizione della Settimana SRI, che ha coinvolto circa 5.000 persone in 13 eventi online organizzati dal Forum (complessivamente, il calendario della Settimana SRI comprende 17 convegni e 2 eventi culturali).

Investimenti sostenibili per il clima: i contenuti
Il punto di partenza: l’attuale crisi legata alla pandemia di COVID-19 non deve oscurare il problema del cambiamento climatico
L’obiettivo di contenere l’aumento delle temperature medie globali entro 1,5° non può passare in secondo piano rispetto all’uscita dalla crisi generata dalla pandemia di COVID-19 per due motivi. Anzitutto perché gli aspetti sanitari e ambientali sono strettamente connessi: l’alterazione degli ecosistemi aumenta i rischi per la salute umana e, viceversa, la tutela della biodiversità e il contrasto al riscaldamento globale comportano ripercussioni positive anche dal punto di vista sanitario. In secondo luogo, perché investire sul clima può creare opportunità di rilancio dell’economia. Occorre quindi allineare i portafogli agli obiettivi di decarbonizzazione e investire in soluzioni di mitigazione e di adattamento al cambiamento climatico. Come?

4 azioni strategiche e 6 settori prioritari
Il manuale esamina 4 azioni che gli investitori possono integrare nelle politiche d’investimento per tenere conto dei temi ambientali e climatici:
1) analizzare i rischi finanziari legati al clima;
2) migliorare la trasparenza sui temi di sostenibilità – essenziale è quindi la rendicontazione delle imprese e la disponibilità di dati ESG per gli investitori;
3) ridurre gli impatti ambientali negativi dei portafogli – attraverso la combinazione di engagement, esclusioni, disinvestimenti e riallocazioni;
4) investire in soluzioni di mitigazione e di adattamento.
Per la quarta azione, il manuale esamina 6 settori strategici, anche per interventi in partnership pubblico-privato:
1) energia;
2) agricoltura e foreste;
3) trasporto e mobilità;
4) città ed edilizia;
5) digitale;
6) economia circolare.

L’interconnessione tra dimensione ambientale e sociale del cambiamento climatico
Uno degli aspetti peculiari del manuale è l’analisi dei fenomeni sociali legati al cambiamento climatico e la loro rilevanza dal punto di vista finanziario, in termini sia di rischi (per esempio danni alla salute, aumento delle disuguaglianze e migrazioni involontarie), sia di opportunità (in chiave di giusta transizione e di maggiore resilienza di imprese e società umane).

Il convegno di presentazione
Gian Franco Giannini Guazzugli e Francesco Bicciato, rispettivamente Presidente e Segretario Generale del Forum per la Finanza Sostenibile, hanno aperto il convegno.

“Nell’evento di oggi, che conclude la nona edizione della Settimana SRI, trattiamo la stretta connessione tra azione per il clima e rilancio dell’economia. Il manuale “Investimenti sostenibili per il clima”, realizzato a partire dai contributi di un Gruppo di Lavoro che ha coinvolto i Soci del Forum, evidenzia il valore aggiunto della natura multistakeholder della nostra associazione”, ha sottolineato Giannini Guazzugli.

“L’emergenza climatica e quella sanitaria sono profondamente legate: gli strumenti di finanza sostenibile focalizzati sulla decarbonizzazione possono essere efficaci anche in ottica di ripresa dell’economia, inclusione sociale, salvaguardia del capitale naturale e tutela della salute. Questo è il presupposto per le otto proposte che abbiamo inviato al Governo sull’impiego di strumenti di finanza sostenibile per il rilancio dell’economia”, ha dichiarato Bicciato.

Arianna Lovera, Senior Programme Officer del Forum, ha illustrato i contenuti del manuale.
La mattinata è proseguita con una tavola rotonda moderata da Emanuele Bompan, Direttore Responsabile della rivista Materia Rinnovabile, con la partecipazione di: Ugo Biggeri, Presidente di Etica Sgr; Barbara Galliano, Deputy Country Head, Head of Retail Distribution di Natixis Investment Managers Italia; Eugenio Garavini, Vice Direttore Generale di BPER Banca; Matteo Leonardi, Energy Advisor di WWF e Valeria Piani, Strategic Engagement Lead di UBS Asset Management.

Ugo Biggeri ha dichiarato: “Etica Sgr conferma la sua attenzione alle tematiche socio-ambientali e il suo impegno per una finanza sostenibile nel suo ventesimo anno di vita. Con un pizzico di orgoglio possiamo affermare di essere stati tra i primi protagonisti in Italia e di aver agito sempre con coerenza. Oggi siamo sempre più convinti che occorre crescere ancora, rafforzando l’efficacia del proprio impegno per il clima: con prodotti, certo, ma anche numeri, dati e rendicontazioni. Sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio significa prendersi cura del futuro del nostro Pianeta. Questo è il nostro lavoro e il nostro impegno”.

“Per riuscire ad affrontare sfide ambientali, indissolubilmente legate a quelle sociali, come il cambiamento climatico e il degrado del territorio, della biodiversità, delle risorse idriche e marine, sarà indispensabile una combinazione tra investimenti pubblici e privati. La finanza sostenibile deve fare la differenza per essere parte integrante della soluzione. Dimostrare chiarezza seppur nella diversità degli approcci ESG, impegno attivo e convinzione, risultati e impatto: questo significa per Natixis IM essere un gestore responsabile”, ha detto Galliano.

“Emerge nuovamente come le Banche svolgano un ruolo determinante nell’evoluzione della società: è ciò che sta avvenendo nella transizione delle imprese e delle famiglie verso un’economia a basso impatto ambientale – ha dichiarato Garavini BPER Banca, da sempre legata ai territori, ha intrapreso un percorso che l’ha portata a individuare le linee guida strategiche dello sviluppo dei processi aziendali e delle politiche creditizie e di investimento in chiave di sostenibilità. Per i mercati finanziari, questo termine è sinonimo di miglior gestione del rischio e di capacità di creare valore nel medio-lungo periodo: business e sostenibilità sono due facce della stessa medaglia”.

Leonardi ha affermato: “L’innovazione è l’elemento indispensabile per la crescita economica di oggi. Ancora di più per affrontare la ripresa post COVID. Gli investimenti in settori non compatibili con la decarbonizzazione non sono un’opzione percorribile. La politica deve riconoscere la decarbonizzazione come un’opportunità, tracciare una strategia coerente e solida nel tempo e innescare l’effetto moltiplicativo degli investimenti privati. L’innovazione implica una dimensione di rischio, per gestire il quale lo Stato deve mettersi in gioco con le risorse del Green Deal e di Next Generation EU, e altrettanto di opportunità, senza le quali non si cresce e non si potrà mettere mano alle disuguaglianze generate dalla crisi”.

Piani ha commentato: “Le conseguenze del cambiamento climatico non possono più essere ignorate. Sono necessari ingenti capitali per passare a un’economia a ridotte emissioni di carbonio e limitare il riscaldamento globale sotto i 2°C. Oltre ai benefici per il pianeta, l’impegno a contrastare il cambiamento climatico offre importanti opportunità di investimento e la possibilità di potenziare i rendimenti futuri in diverse asset class e regioni e su vari orizzonti temporali. In questa ottica, UBS AM ha creato la metodologia interna “Climate Aware” per sviluppare prodotti di investimento attivi e passivi che siano allineati con scenari di transizione verso una economia più pulita. Accompagniamo inoltre i nostri investimenti con un dialogo continuo con il management aziendale per accelerare il cambiamento”.

È seguita una relazione sull’azione per il clima di Stefano Caserini, Docente di Mitigazione dei Cambiamenti Climatici al Politecnico di Milano, che ha commentato: “Le recenti dichiarazioni del Primo Ministro cinese, la svolta negli Stati Uniti e l’European Green Deal mostrano che la transizione fuori dal sistema dei combustibili fossili è iniziata, ma deve essere accelerata enormemente se si vuole rispettare l’obiettivo dell’Accordo di Parigi. E i dati della scienza del clima confermano sempre più come non c’è più spazio per i rinvii e le azioni ambigue”. Il Forum per la Finanza Sostenibile

ll Forum per la Finanza Sostenibile è nato nel 2001. È un’associazione non profit multi-stakeholder: ne fanno parte operatori del mondo finanziario e altri soggetti interessati agli effetti ambientali e sociali dell’attività finanziaria. La missione del Forum è promuovere la conoscenza e la pratica dell’investimento sostenibile, con l’obiettivo di diffondere l’integrazione dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) nei prodotti e nei processi finanziari. Il Forum per la Finanza Sostenibile è parte di Eurosif, l’European Sustainable Investment Forum.

www.finanzasostenibile.it

www.settimanasri.it

www.investiresponsabilmente.it

manuale

EU energie rinnovabili offshore per un’Europa climaticamente neutra. Per contribuire a raggiungere l’obiettivo europeo della neutralità climatica entro il 2050, la Commissione europea ha presentato la strategia dell’UE per le energie rinnovabili offshore. La strategia propone di aumentare la capacità eolica offshore dell’Europa: dagli attuali 12 GW passare ad almeno 60 GW entro il 2030, e a 300 GW entro il 2050. La Commissione si propone di integrare questa capacità entro il 2050 con 40 GW provenienti da energia oceanica e da altre tecnologie emergenti, come l’eolico e il fotovoltaico galleggianti.
Questa crescita ambiziosa potrà contare sull’ampio potenziale dell’insieme dei bacini marittimi europei e sulla leadership mondiale delle imprese dell’UE nel settore. La crescita creerà nuove opportunità per l’industria, genererà posti di lavoro verdi in tutto il continente e rafforzerà la leadership mondiale dell’UE nel settore delle tecnologie energetiche offshore, assicurando inoltre la protezione dell’ambiente, della biodiversità e della pesca.

Nelle parole di Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo responsabile per il Green Deal europeo: “La strategia odierna evidenzia l’urgenza e l’opportunità di aumentare gli investimenti nelle energie rinnovabili offshore. Con i nostri vasti bacini marittimi e la nostra leadership industriale, l’Unione europea ha tutto il necessario per affrontare la sfida. Le energie rinnovabili offshore sono già un vero successo europeo: intendiamo trasformarlo in un’opportunità ancora maggiore per energia pulita, posti di lavoro di alta qualità, crescita sostenibile e competitività internazionale.

La Commissaria per l’Energia Kadri Simson, ha dichiarato: “L’Europa è leader mondiale nel settore delle energie rinnovabili e può diventarne il motore di sviluppo a livello globale. Dobbiamo intensificare l’azione, sfruttando tutto il potenziale dell’energia eolica offshore e facendo avanzare più rapidamente altre tecnologie come quelle per l’energia del moto ondoso e delle maree e il fotovoltaico galleggiante. La strategia odierna delinea una direzione chiara e un quadro stabile – fondamentali per le autorità pubbliche, gli investitori e gli sviluppatori del settore. Dobbiamo stimolare la produzione interna dell’UE per conseguire i nostri obiettivi in materia di clima, rispondere alla crescente domanda di energia elettrica e sostenere l’economia nella ripresa post-COVID.”

Virginijus Sinkevičius, Commissario responsabile per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha affermato: “La strategia odierna indica come sviluppare le energie rinnovabili offshore integrandole con altre attività umane – come la pesca, l’acquacoltura o il trasporto marittimo – e in armonia con la natura. Le proposte ci consentiranno inoltre di proteggere la biodiversità e affrontare possibili conseguenze socioeconomiche per i settori che dipendono dalla buona salute degli ecosistemi marini, promuovendo così una solida coesistenza all’interno dello spazio marittimo.”

Per promuovere l’espansione della capacità energetica offshore, la Commissione incoraggerà la cooperazione transfrontaliera tra gli Stati membri riguardo pianificazione a lungo termine e diffusione. Ciò richiederà l’integrazione degli obiettivi di sviluppo delle energie rinnovabili offshore nei piani nazionali di gestione dello spazio marittimo che gli Stati costieri sono tenuti a presentare alla Commissione entro marzo 2021.
La Commissione proporrà inoltre, nell’ambito del regolamento TEN-E riveduto, un quadro per la pianificazione a lungo termine delle reti offshore coinvolgendo le autorità di regolamentazione e gli Stati membri in ciascun bacino marittimo.

La Commissione stima che da oggi al 2050 saranno necessari investimenti per quasi 800 miliardi di € per conseguire gli obiettivi proposti.

Per contribuire a generare e sbloccare gli investimenti, la Commissione:
– fornirà un quadro giuridico chiaro ed efficace. A tal fine, in un documento di lavoro dei suoi servizi che accompagna la strategia, oggi la Commissione ha anche chiarito le norme sul mercato dell’energia elettrica e valuterà se siano necessarie norme più specifiche e mirate. La Commissione si assicurerà che il riesame della disciplina in materia di aiuti di Stato per la protezione ambientale e l’energia e della direttiva sulle energie rinnovabili faciliti una diffusione delle energie rinnovabili offshore efficiente sotto il profilo dei costi.
– contribuirà a mobilitare tutti i fondi pertinenti a sostegno dello sviluppo del settore. La Commissione incoraggia gli Stati membri a utilizzare il dispositivo per la ripresa e la resilienza e a collaborare con la Banca europea per gli investimenti e altre istituzioni finanziarie per sostenere gli investimenti nell’energia offshore attraverso InvestEU. I fondi di Orizzonte Europa saranno mobilitati per sostenere ricerca e sviluppo, in particolare per le tecnologie meno mature.
– assicurerà una catena di approvvigionamento rafforzata. La strategia sottolinea la necessità di migliorare la capacità produttiva e le infrastrutture portuali e di aumentare la disponibilità di manodopera adeguatamente qualificata per far fronte a tassi di installazione più elevati. La Commissione prevede di creare una piattaforma dedicata alle energie rinnovabili offshore nell’ambito del Forum industriale per l’energia pulita, che consenta di riunire tutti i soggetti coinvolti e facilitare lo sviluppo della catena di approvvigionamento.

Il mercato mondiale delle energie rinnovabili offshore è in rapida crescita, in particolare in Asia e negli Stati Uniti, con opportunità per l’industria dell’UE ovunque nel mondo. La Commissione sosterrà l’adozione di queste tecnologie a livello mondiale attraverso la diplomazia del Green Deal, la politica commerciale e i dialoghi dell’UE con i paesi partner incentrati sull’energia.
Per analizzare e monitorare gli impatti ambientali, sociali ed economici delle energie rinnovabili offshore sull’ambiente marino e le attività economiche che ne dipendono, la Commissione consulterà regolarmente una comunità di esperti provenienti dalle autorità pubbliche, dai portatori di interessi e dalla comunità scientifica. Oggi la Commissione ha adottato anche un nuovo documento di orientamento sullo sviluppo dell’energia eolica e la legislazione dell’UE in materia di natura.

Contesto
Oggi l’eolico offshore produce energia elettrica pulita in grado di competere con le tecnologie esistenti basate sui combustibili fossili, e talvolta addirittura meno costosa. Le industrie europee stanno rapidamente sviluppando una serie di tecnologie in grado di sfruttare la potenza dei nostri mari per produrre elettricità verde.
Dall’energia eolica offshore galleggiante, alle tecnologie basate sull’energia oceanica – come gli impianti che sfruttano il moto ondoso e le maree o gli impianti fotovoltaici galleggianti, oppure l’uso di alghe per produrre biocarburanti – le imprese e i laboratori europei sono attualmente all’avanguardia.
La strategia per le energie rinnovabili offshore stabilisce il più ambizioso obiettivo di diffusione delle turbine eoliche offshore (sia a fondazione fissa che galleggiante), dove l’attività commerciale è già a buon punto. In questi settori l’Europa ha già acquisito notevole esperienza tecnologica, scientifica e industriale e può già contare su forti capacità lungo tutta la catena di approvvigionamento, dalla produzione all’installazione.
Sebbene la strategia sottolinei le opportunità in tutti i bacini marittimi dell’UE — Mare del Nord, Mar Baltico, Mar Nero, Mediterraneo e Atlantico — e per specifiche comunità costiere e insulari, i vantaggi di queste tecnologie non si limitano alle regioni costiere. La strategia mette in evidenza molte zone interne in cui la produzione e la ricerca sostengono già lo sviluppo energetico offshore.

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Riqualificazione energetica Forum Retail. Focus Retail & Food Energy. Lo scenario della riqualificazione del patrimonio edilizio appare oggi una leva davvero credibile per il rilancio del Paese, soprattutto a seguito della pandemia, dove la sostenibilità rappresenta la forma per creare nuove opportunità di sviluppo.
 (altro…)

Comunità energetiche: osservazioni da ITALIA SOLARE e Legambiente inviate ad ARERA per i 7 punti al documento di consultazione. ARERA riconosca i risparmi sui costi di dispacciamento e distribuzione della condivisione di energia

ITALIA SOLARE e Legambiente hanno risposto al Documento di Consultazione di ARERA con alcune osservazioni affinché le Comunità energetiche partano in modo efficiente e sulla base di un modello equo.

Nel documento proposto da ARERA, scrivono le due associazioni, ci sono senza dubbio “spunti positivi di interpretazione della normativa, riguardo alla tipologia di configurazioni ammesse” così come è importante sia stato specificato che all’interno dei sistemi di autoconsumo collettivo e delle comunità di energia rinnovabile vi sia solo un limite di potenza per ciascun impianto, ma non un limite alla potenza aggregata. Le due associazioni valutano positivamente anche “la specificazione che all’interno dei sistemi di autoconsumo collettivo e delle comunità di energia rinnovabile vi possano essere più produttori fra loro diversi”.

Tuttavia, segnalano nel documento ITALIA SOLARE e Legambiente, vi sono anche alcuni aspetti che meritano un approfondimento e una rielaborazione nella definizione finale del documento. Di seguito i 7 punti salienti:

1. Necessità di dare adeguata considerazione al consumo istantaneo di energia
L’autoconsumo collettivo e la condivisione di energia tecnicamente danno un contributo di capacità e diminuiscono i costi per la gestione dei flussi di energia e per le infrastrutture di rete perché diminuiscono i flussi di energia verso le linee di alta tensione e di media tensione e quindi la necessità di ottenere servizi su tali linee e la capacità impegnata sulle linee di maggiore tensione. Occorre quindi meglio riflettere la finalità espressamente stabilita dall’articolo 42 bis del DL 162/2019 di massimizzare l’autoconsumo istantaneo o la condivisione istantanea di energia, che sono elementi fondamentali per la transizione energetica e per lo sviluppo delle più innovative tecnologie al servizio della stessa. In particolare dovrebbero avere riconoscimento i risparmi sui costi di dispacciamento, sulle infrastrutture di distribuzione e sui costi di capacità, che oggi non hanno valorizzazione nel DCO.

2. Mancata disciplina della condivisione di energia
Il documento di consultazione proposto non attua il meccanismo di condivisione di energia nonostante in più punti l’Articolo 42 bis del DL 162/2019 faccia riferimento al diritto di condividere l’energia nei sistemi di autoconsumo collettivo e nelle comunità di energia rinnovabile e preveda la necessità di valorizzare i risparmi sulla materia prima energia.
Le associazioni chiedono dunque di dare piena applicazione alla disciplina di legge e a quanto previsto dalla disciplina comunitaria consentendo l’effettiva condivisione della materia prima energia.

3. Necessità di chiarire il regime fiscale della condivisione di energia
L’Articolo 42 bis del DL 162/2019 stabilisce che ARERA deve adottare i provvedimenti necessari a garantire l’immediata attuazione delle disposizioni in materia di autoconsumo collettivo e comunità di energia rinnovabile. Tale disposizione non prevede eccezioni per quanto riguarda la disciplina fiscale. Si ritiene dunque che sia necessario che ARERA attivi, prima dell’adozione dei propri provvedimenti, i necessari coordinamenti con l’Agenzia delle Entrate e le altre autorità di carattere fiscale per garantire l’immediata attuazione delle disposizioni.

4. Attività complementari da parte delle Comunità di energia rinnovabile
L’Articolo 22 della direttiva 2001/2018 ha previsto che non debbano essere previsti ostacoli normativi o amministrativi che risultino ingiustificati per le attività della comunità, si chiede quindi che sia specificato che l’accesso alle attività di vendita dell’utente del dispacciamento e del balance service provider sia garantito alle comunità a condizioni semplificate che tengano conto delle loro limitate dimensioni.

5. Attività di misura e l’accesso ai dati
Per quanto riguarda le modalità di misura le associazioni chiedono, per i soggetti che intendano aderire a sistemi di autoconsumo collettivo o a comunità di energia rinnovabile, che sia garantita la possibilità di usare un contatore 2G, provvedendo alla sua installazione da parte del distributore. Inoltre, per quanto riguarda i dati in immissione, le associazioni chiedono che siano utilizzati i dati trasmessi dal produttore e non quelli inviati dal distributore, qualora il produttore lo richieda.

6. Incentivi
Trattandosi di incentivi diversi da quelli cui fa riferimento l’Articolo 26 del D. Lgs 28/2011, ITALIA SOLARE e Legambiente chiedono che gli altri incentivi siano cumulabili nei limiti stabiliti dalle norme comunitarie sugli aiuti di Stato. La Delibera dovrebbe inoltre specificare che le tariffe incentivanti dovrebbero prevedere una maggiorazione non solo per l’installazione dei sistemi di accumulo, ma anche per quella parte di energia che risulta istantaneamente condivisa. Sarebbe anche opportuno chiarire espressamente che sulla base della disciplina vigente si possono avere gli incentivi della comunità energetica anche per impianti in zona agricola.

7. Necessità di uno studio di sistema
ARERA, secondo le due associazioni, dovrebbe attivare uno studio e un’analisi approfondita per meglio capire come le configurazioni di autoconsumo multiplo interagiscono con il sistema elettrico e ottenere spunti e modalità per meglio valorizzare il contributo di tali configurazioni, anche in un’ottica di medio-lungo periodo, ai fini della completa attuazione della Direttiva 2001/2018.

ITALIA SOLARE è un’associazione di promozione sociale che sostiene la difesa dell’ambiente e della salute umana supportando modalità intelligenti e sostenibili di produzione, stoccaggio, gestione e distribuzione dell’energia attraverso la generazione distribuita da fonti rinnovabili, in particolare fotovoltaico. Promuove inoltre la loro integrazione con le smart grid, la mobilità elettrica e con le tecnologie per l’efficienza energetica per l’incremento delle prestazioni energetiche degli edifici.
“ITALIA SOLARE è l’unica associazione in Italia dedicata esclusivamente al fotovoltaico e alle integrazioni tecnologiche per la gestione intelligente dell’energia”.
ITALIA SOLARE conta circa 800 soci: operatori, proprietari e gestori di impianti fotovoltaici, installatori, progettisti e semplici sostenitori. L’associazione opera attraverso 10 gruppi di lavoro: Relazioni istituzionali; Sviluppo tecnologico e normative; Marketing e comunicazione; Fiscalità; Finanza; Relazioni internazionali; Mercato elettrico; Legislativo e regolatorio; Sistemi di accumulo; Misure e contatori.

www.italiasolare.eu

Sugherificio Molinas impresa solare. I mesi invernali sono stati sfruttati per allestire il nuovo impianto fotovoltaico, che porta a 2 MWp la potenza nominale complessiva oggi installata sul Sugherificio Molinas.
La scelta, condivisa con SmartEfficiency advisor del progetto, di utilizzare pannelli di altissima qualità, garantiti 25 anni su prodotto e prestazioni, di potenza 345 W, permetterà di generare nel corso dell’anno almeno ulteriori 1,4 MW/h, grazie anche alla generosità del sole della Sardegna.

Anche in questi giorni di gravi difficoltà, il Sugherificio Molinas, dotatosi di tutti i presidi richiesti dall’emergenza, sta producendo e salvaguardando l’occupazione e la sostenibilità del tessuto sociale del comprensorio.
La qualità delle persone, dagli imprenditori alle maestranze, determina la continuità della qualità del lavoro e della vita anche nei momenti più impegnativi.

Nonostante tutto, il sole sorge ogni giorno.

Il Sugherificio Molinas
È passato più di un secolo da quando Pietro Molinas fondava, a Calangianus, la sua azienda per la lavorazione del sughero. Un’attività semplice basata sull’utilizzo di pochi ed elementari utensili con i quali si eseguivano tutte le fasi di lavorazione del sughero. Una condizione comune a molti altri piccoli artigiani della zona, ma dalla quale è iniziato il percorso che ha portato alla moderna realtà industriale di oggi. Un percorso lungo, durante il quale un ruolo fondamentale è stato quello di Peppino Molinas. Fu lui, infatti, a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, ad imprimere una svolta decisiva alla trasformazione dell’azienda da artigiana ad industriale. Con lui arrivarono i primi operai e fu avviata la meccanizzazione di molte fasi di lavorazione.
Tecnologia e valore delle risorse umane: è questo oggi il Sugherificio Molinas, la cui attività è articolata su quattro distinte unità lavorative riunite in un unico complesso industriale di quasi 50.000 metri quadrati di superficie coperta. Qui, uomini e donne di consolidata esperienza e professionalità, coadiuvati da una tecnologia sempre all’avanguardia, lavorano ogni giorno per ottenere dal sughero una vastissima gamma di prodotti. Dai tappi per l’enologia, quasi un miliardo all’anno fra le diverse tipologie, agli isolanti, ricercatissimi nella moderna bioedilizia; dai componenti per l’industria calzaturiera, ai rivestimenti per pareti e pavimenti.

Una complessa attività che utilizza e dà valore ad una materia prima naturale rinnovabile per definizione, visto che con la sua raccolta gli alberi e le foreste non subiscono alcun danno. Al contrario, grazie proprio al sughero, nel tempo hanno acquistato un notevole valore economico e sociale che le mette al riparo da ogni altra attività che ne potrebbe mettere in pericolo la sopravvivenza. Una materia prima che per essere avviata ai vari cicli di lavorazione necessita di un accurato lavoro di selezione. Un’attività basilare per la qualità finale dei prodotti che si ottengono e che, da sempre, il Sugherificio Molinas affida a personale di altissima competenza; personale formato in azienda e che del sughero conosce ogni minimo segreto.

Cuore di tutto il complesso è il laboratorio di ricerca e sviluppo. È qui che vengono messi a punto nuovi processi di lavorazione e monitorata la costante e rigida applicazione delle norme imposte dalle numerose certificazioni che il Sugherificio Molinas ha conseguito nel corso degli anni.

www.molinas.it

Hy2gen, specialized in green hydrogen production, welcomes Trafigura as its new shareholder. Hy2gen AG, a start-up from the Stuttgart region created to build green hydrogen production facilities, has completed a further financing round. Trafigura, a market leader in the global commodities industry has become a shareholder and joined the board of the company.
The new investment will enhance Hy2gen AG’s business development capabilities and support the development of new production sites.

Hy2gen AG brings together specialists with experience of developing, building and operating plants for the production of green hydrogen and hydrogen-based e-fuels, offering better ways to achieve CO2-free or CO2 neutral fuels and storage solutions. The first plants will be built in Canada in 2020, to be followed by other plants in France, Mexico, Norway and South Africa.

The company aims to become a leader in the hydrogen and e-fuels market for mobility and industry, areas where it is currently proving difficult to significantly reduce emissions. Hy2gen AG already has a project pipeline for over 500 megawatts of electrolyser capacity (74,000 tons of CO2-free hydrogen per year from renewable energies or, in other words, an annual saving of 810,000 tons of CO2 in comparison with the conventional production of hydrogen). As of today, no hydrogen producer has reached this scale.

„We are focusing on large-scale production facilities as price is an important factor for green hydrogen to become a tradable commodity. As this happens we will be well positioned to grow quickly alongside anticipated commercial demand.Cyril Dufau-Sansot, Hy2gen CEO

“Trafigura welcomed the opportunity to become a shareholder in Hy2gen, its first investment in the hydrogen industry. We see the opportunity in working in this high potential alternative fuels market with a dynamic start-up team.” Robert Gillon, Senior Manager from Trafigura’s newly created Power and Renewables Trading Division

As hydrogen and hydrogen-based products can be used across many other sectors beyond mobility and industry, Trafigura and Hy2gen AG will further identify possible areas of collaboration in the coming months.

ABOUT HYDROGEN: WHAT IS THE SUBSTANCIAL DIFFERENCE?

GREY HYDROGEN
– Negative CO2 footprint due to fossil resources.
– Produced mostly via thermic conversion (gas, oil, coal), or “grey“ electricity.
– Big industrial production facilities needed.
– Production usually built close to industrial client, not for trading.

BLUE HYDROGEN
– Using CO2 Emission Certificates to wash Grey Hydrogen , e.g. pressing CO2 into caverns.
– Negative CO2 footprint due to fossil resources (same as “grey hydrogen“).
– Produced mostly via thermic conversion (gas, oil, coal), or “grey“ electricity.

CARBON FREE GREEN HYDROGEN
– Generated via electrolysis using 100% renewable electricity.
– Meeting industry standards with risk-free production (OHSAS 18001, ISO 14001 and ISO 9001).
– Flexibility of production sizes, from small/local to centralised industrial facilities.

www.hy2gen.com

Fotovoltaico: Sugherificio Molinas raddoppia. A due anni di distanza dalla messa in attività del primo impianto fotovoltaico da 1 MW/p, il Sugherificio Peppino Molinas & Figli di Calangianus in Sardegna, avvalendosi nuovamente dell’affiancamento progettuale di Enrico Rainero SmartEfficiency, inizia l’installazione di un secondo impianto per la produzione di energia da fotovoltaico di potenza di 1 MW/p. (altro…)

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