Ottobre 2021

Speciale Ecohitech Award 2021. Alla sua XXIII edizione, il premio ai progetti di green e digital transition delle PA italiane si è svolto il 27 ottobre all’interno di Key Energy – Ecomondo richiamando l’attenzione di numerosi enti locali e aziende.

I vincitori della categoria efficienza energetica
Il primo premio è stato assegnato al Comune di Chiari (BS) “per gli importanti investimenti che hanno portato alla trasformazione di tre edifici scolastici in nZEB (near zero energy building)”.

Menzioni speciali sono andate al Comune di Saluzzo, “per l’ampiezza degli interventi di riqualificazione energetica”, al progetto dell’Ospedale di Borgo Trento (VR) da parte di Carbotermo, “per le tecnologie di trigenerazione adottate”, a Lybra di 20energy, “per la portata innovativa della soluzione che trasforma il traffico in risorsa”, e a P.A.S.O. di Areti – Acea, “per il valore della soluzione di monitoraggio intelligente delle infrastrutture critiche

Digitalizzazione della PA: i progetti migliori
Il progetto MEsM@RT del Comune di Messina ha vinto il primo premio “per la creazione di un “ecosistema digitale” teso a migliorare la gestione e la sicurezza di cittadini e territorio”.

Una menzione speciale è andata al Comune di Milano e a Redo per il quartiere di Merezzate, “per il forte impatto sociale e ambientale sul territorio”. Altri due riconoscimenti sono stai assegnati a Taormina City Tech a cura di T.net, “per la progettualità di una rete intelligente scalabile e replicabile”, e al progetto Data Valley Bene Comune della Regione Emilia Romagna per “l’ampiezza della strategia di digitalizzazione del territorio in ottica smart land”.

Innovazione e sostenibilità nei servizi ai cittadini
È il Comune di Milano con il progetto Sharing Cities ad essersi aggiudicato il primo premio della categoria come “miglior laboratorio di rigenerazione urbana in cui sostenibilità ambientale e coinvolgimento dei cittadini sono fondamentali”.

Una menzione speciale è stata assegnata al Comune di Camaiore “per l’implementazione di un sistema di monitoraggio e gestione delle emergenze che stimola la resilienza del territorio di fronte ai cambiamenti climatici”.

Il vincitore della categoria Green Pie
Nella categoria dedicata all’innovazione circolare promossa in collaborazione con Torino City Lab, il primo premio è andato a Junker, “una soluzione di facile utilizzo che stimola comportamenti virtuosi in ottica di economia circolare e di raccolta differenziata”.

INFORMAZIONI SUL PREMIO
Dal 1998, l’Ecohitech Award si pone l’obiettivo di riconoscere e valorizzare gli enti pubblici che, attraverso progetti e tecnologie innovative, hanno raggiunto importanti risultati di sostenibilità, risparmio energetico, sicurezza e miglioramento dei servizi ai cittadini.

ECOHITECH AWARD: UNA GIURIA DI ESPERTI
Fanno parte della Giuria, esperti del mondo accademico e istituzionale:
– Davide Chiaroni, Co-Fondatore e Vice Direttore Scientifico di Energy & Strategy Group presso il MIP del Politecnico di Milano
– Laura Bellia, Responsabile Tecnico-Scientifico di AIDI (Associazione Italiana di Illuminazione) e Professore presso il Dip. di Ingegneria Industriale dell’Università di Napoli
– Angelo Di Gregorio, Direttore del CRIET (Centro di Ricerca Interuniversitario in Economia del territorio) e collaboratore di TSCAI (The Smart City Association Italy)
– Andrea Flumiani, membro del CdA dei Fondi Italiani per le Infrastrutture
– Raffaele Gareri, co-founder di TSCAI (The Smart City Association Italy)
– Nicoletta Gozo, Coordinatrice Progetto Lumière & Pell di ENEA
– Giuseppe Gustinetti, consigliere di Assodel (Associazione Distretti Elettronica – Italia)
– Barbara Pralio, Innovation Manager del cluster nazionale SmartCommunitiesTech
– Gildo Tomassetti, Segretario del Chapter Emilia-Romagna di Green Building Council (GBC Italia)
– Antonio Vrenna, Vicepresidente di Federesco (Associazione delle energy service company)

– BYinnovation è Media Partner Ecohitech Award 2021

www.tecnoimprese.it

evento

Settimana SRI Finanza sostenibile 2021 per la giusta transizione: la decima edizione. Nove conferenze in diretta streaming, cinque nuove ricerche e una giornata di eventi culturali per un confronto di idee sul futuro, verso una crescita inclusiva e a ridotte emissioni

Si terrà dall’11 al 25 novembre la decima edizione della Settimana SRI, una delle principali iniziative in Italia dedicate all’Investimento Sostenibile e Responsabile. La rassegna è organizzata dal Forum per la Finanza Sostenibile, che quest’anno celebra i 20 anni di attività.

Le nove conferenze in calendario si svolgeranno a Milano, Roma, Napoli e saranno trasmesse in diretta streaming. Inoltre, sono previsti quattro webinar e una rassegna culturale. Tutti gli eventi sono promossi dal Forum in collaborazione con importanti organizzazioni associate o partner e coinvolgeranno relatori di alto profilo del settore finanziario, imprenditoriale e del mondo accademico.
Mentre il Paese è sulla strada della ripresa e l’Unione Europea sta lavorando a importanti provvedimenti normativi sulla finanza sostenibile, gli appuntamenti della Settimana SRI saranno occasioni di confronto e di riflessione sulle trasformazioni in atto e sul ruolo degli investimenti sostenibili come attivatori di una giusta transizione, che promuova al contempo rispetto dell’ambiente ed equità sociale.

La giornata di apertura sarà dedicata alla presentazione di una ricerca sugli effetti della pandemia rispetto alla percezione che i risparmiatori italiani hanno della finanza sostenibile. In due convegni si discuteranno i risultati di indagini sugli investimenti sostenibili rispettivamente dei piani previdenziali italiani e delle Fondazioni di origine bancaria. Una conferenza sarà dedicata alla presentazione di una ricerca sulla rendicontazione non finanziaria delle PMI e un webinar traccerà una panoramica sugli investimenti sostenibili in Italia attraverso dati di diverse fonti autorevoli, raccolti e aggregati dal Forum.
Come di consueto, due appuntamenti saranno dedicati al mondo accademico e alle politiche europee; per il terzo anno il programma include un momento di confronto sulla finanza per il terzo settore, a conclusione del progetto Cantieri ViceVersa promosso in collaborazione con il Forum Nazionale del Terzo Settore. La Settimana SRI si concluderà con un evento dedicato ai 20 anni di attività del Forum: un’occasione per fare il punto sulla finanza sostenibile in Italia, con uno sguardo al futuro.
Sabato 13 novembre presso la sede di Borsa Italiana si svolgerà la settima edizione di “Sostenibilità ad Arte”, una rassegna di eventi culturali promossi dal Forum e da Associazione Hendel per avvicinare il pubblico ai temi della sostenibilità e della finanza attraverso l’arte. Quest’anno il programma ruota attorno ai temi dell’educazione ambientale e del contrasto alla violenza di genere e prevede: al mattino, un laboratorio per bambini alla scoperta dell’economia sostenibile, in collaborazione con Museo del Risparmio e FEduF; nel pomeriggio, uno spettacolo teatrale, in collaborazione con Global Thinking Foundation; alla sera, un concerto a cura di Associazione Hendel.

“Vent’anni di finanza sostenibile sono indubbiamente un grande traguardo. Ora guardiamo al futuro determinati a esercitare una funzione proattiva di fronte alle sfide che il nostro Paese deve affrontare. Lo faremo sostenendo le nostre istituzioni e riaffermando il ruolo centrale che l’industria SRI può avere nello sviluppo sostenibile ed inclusivo delle nostre Comunità”, commenta il Segretario generale Francesco Bicciato.

“Con orgoglio ci accingiamo a festeggiare i 20 anni del Forum e lo faremo nell’ambito della decima edizione della Settima SRI. In un contesto normativo in continua evoluzione, l’aumento constante dei Soci evidenzia il crescente impegno del Forum a supporto delle tematiche legate alla sostenibilità”, commenta il Presidente Gian Franco Giannini Guazzugli.

L’edizione 2021 della Settimana SRI è patrocinata dal Ministero della Transizione Ecologica.
Il calendario ufficiale della Settimana SRI è disponibile sul sito web del Forum.
Questi, in dettaglio, gli eventi di presentazione delle cinque nuove ricerche del Forum:

Giovedì 11 novembre, ore 10:00-12:30
Finanza sostenibile in tempo di crisi: la percezione dei risparmiatori
In collaborazione con BVA Doxa
Con il sostegno di Etica SGR, J.P. Morgan Asset Management, Natixis Investment Managers, Sella SGR

Lunedì 15 novembre, ore 15:00-16:30
Una panoramica sugli investimenti sostenibili in Italia
In collaborazione con: ABI, ANASF, Assogestioni, Borsa Italiana, MondoInstitutional, Morningstar, Vigeo Eiris

Mercoledì 17 novembre, ore 10:00-12:30
PMI e rendicontazione non finanziaria
In collaborazione con ALTIS-Università Cattolica del Sacro Cuore
Con il sostegno di BPER Banca, Generali Investments, Intesa Sanpaolo

Martedì 23 novembre, ore 10:00-12:30
Le politiche di investimento sostenibile e responsabile degli investitori previdenziali italiani
In collaborazione con Mefop e MondoInstitutional
Con il sostegno di AXA Investment Managers, DPAM, Pictet Asset Management, Vigeo Eiris

Mercoledì 24 novembre, ore 10:00-12:30
Le politiche di investimento sostenibile e responsabile delle Fondazioni di origine bancaria
In collaborazione con Acri e MondoInstitutional
Con il sostegno di BlackRock, DPAM, Etica SGR, Natixis Investment Managers

Questi sono gli appuntamenti promossi dai Soci e dai partner del Forum:

Giovedì 18 novembre 2021, ore 11:00-12:30
La finanza sostenibile alla prova del COVID-19
Promosso da Forum per la Finanza Sostenibile in collaborazione con Accademia Italiana per la Finanza Sostenibile

Giovedì 18 novembre, novembre, ore 17:30-19:30
Sostenibilità e tecnologia per la rigenerazione degli ecosistemi
Promosso da Global Thinking Foundation

Venerdì 19 novembre, ore 9:30-13:00
Methodologies and tools to evaluate the financial impact of climate-related risks and opportunities
Promosso da Fondazione Eni Enrico Mattei

Lunedì 22 novembre 2021, ore 15:00-18:00
Innovazione d’impresa e finanza sostenibile: leve per la transizione ESG
Promosso da Università degli Studi di Napoli “Federico II”

Martedì 23 novembre, ore 10:00-12:30
Finanza sostenibile e Terzo Settore. Evento conclusivo della 3° edizione di “Cantieri ViceVersa”
Promosso da Forum Nazionale del Terzo Settore e Forum per la Finanza Sostenibile

Il Forum per la Finanza Sostenibile è un’associazione non profit nata nel 2001. La base associativa è multi-stakeholder: ne fanno parte operatori finanziari e altre organizzazioni interessate all’impatto ambientale e sociale degli investimenti. La missione del Forum è promuovere la conoscenza e la pratica dell’investimento sostenibile, con l’obiettivo di diffondere l’integrazione dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) nei prodotti e nei processi finanziari. Il Forum per la Finanza Sostenibile è membro di Eurosif, lo European Sustainable Investment Forum.

da 11 a 25 novembre

www.finanzasostenibile.it

www.investiresponsabilmente.it

Green mining is a myth: EU must slash resource consumption by two-thirds. New analysis suggests the EU must ditch plans under its European Green Deal to increase mining and set hard limits to the natural resources it extracts in order to prevent human and ecological disaster.

European Green Deal plans will fail to stop runaway mining, creating further permanent damage to the environment and wreaking havoc on human rights. The EU must reduce extraction of natural resources by 65%, according to a new study released today by Friends of the Earth Europe and the European Environmental Bureau. [1]

The report shows that the EU is already extracting and consuming a dangerous proportion of the world’s limited resources, with serious consequences:
– The EU material footprint [2] is currently 14.5 tonnes per capita, about double what is considered a sustainable and just limit, and well over the global average.
– The EU alone already uses between 70% and 97% of the global environmentally ‘safe operating space’ related to resource extraction impacts. Any resource extraction beyond this ‘safe’ threshold threatens the stable functioning of the earth’s biophysical systems.
– More environmental defenders are killed for opposing mining than opposing any other industry. 50 of the 212 environmental defenders killed worldwide in 2019 were campaigning to stop mining projects.
Yet European Green Deal plans are continuing on the path of ‘consumption as usual’, meaning enormous increases in mining for certain metals and minerals. For example batteries, primarily for electric vehicles, are predicted to drive up EU demand for lithium by almost 6000% by 2050.

Supplying such demand will inevitably lead to scarcity, conflicts and destructive mining, closely resembling social and environmental harms from digging up fossil fuels. The answer here is not simply to replace cars running on fossil fuels with electric cars – it is to also reduce private car use overall. [3]

These issues demonstrate that the green transition must be used as an opportunity to tackle the root causes of the broader climate and environmental crises – an economic system which drives overconsumption and social inequities in all sectors. As an urgent first step, the EU must set a material footprint reduction target of 65%.

Meadhbh Bolger, Resource Justice Campaigner at Friends of the Earth Europe said: “The EU has a history of passing weak laws which fail again and again to reduce the amount of natural resources we consume, putting the remaining parts of the natural world and many communities under apocalyptic stress. The reason is simple: the laws are all predicated on economic growth, which is not compatible with a sustainable future. The EU needs to wake up and set a headline target to cut material use by two-thirds so that the European Green Deal doesn’t become another footnote in the history of the destruction of the planet.”

Diego Marin, Associate Policy Officer for Environmental Justice at the European Environmental Bureau said: “Recognising that we cannot mine our way out of the climate crisis means that we need to stop the growth frenzy. It is as if current policies were driving a bus toward a cliff edge and the passengers were arguing about whether the bus should run on electricity or fossil fuels, when the more urgent question we should be asking is how we can stop the bus from plummeting down the cliff in the first place. End of pipe solutions alone no longer cut it, we need to tackle the many issues with the linear take-make-use-lose economy at the very source”

[1] The report analyses various policies under the European Green Deal including the Circular Economy Action Plan, Raw Materials Strategy, trade policies and human rights legislation. It focuses on mining of metals and metallic minerals.
[2] Total consumption of fossil fuels, biomass, metals and non-metallic minerals, including embodied in imports
[3] The mining industry and governments must also stop attempts to greenwash mining, using the fact that certain metals and minerals are key for green technologies to greenwash the metal mining industry in general and promote the nonsensical concept of ‘green mining’. Metals like copper, iron and aluminum are overwhelmingly used in construction and other industries, such as the destructive military sector.

The European Environmental Bureau (EEB) is Europe’s largest network of environmental citizens’ organisations, standing for environmental justice, sustainable development and participatory democracy. Our experts work on climate change, biodiversity, circular economy, air, water, soil, chemical pollution, as well as policies on industry, energy, agriculture, product design and waste prevention. We are also active on overarching issues as sustainable development, good governance, participatory democracy and the rule of law in Europe and beyond.
We have over 160 members in over 35 countries.
EC register for interest representatives: Identification number 06798511314-27
International non-profit association – Association internationale sans but lucratif (AISBL)

www.eeb.org

Cold chains energy efficiency for the food and beverage sector. ICCEE, a project funded by the Horizon 2020 programme, launches several tools and platforms developed by the project partners these past months, all with one goal: increasing the energy efficiency and sustainability culture of industrial companies, warehouse, cold storage and logistic operators, providing keys to improve their core business by easily revising their operations.

ICCEE is a 3-year project launched in September 2019 and funded by the European programme Horizon 2020, which aims at turning energy efficiency opportunities of food and beverage companies into actual investments and allowing them to find opportunities to improve the cold chain with a holistic approach.
With this aim, a full capacity building programme dedicated to improving the energy performance through direct training and e-learning was designed and created by a team of experts coming from both the private and public sector. The trainings, organised all across Europe since 2020, have allowed to engage a lot of stakeholders from the value chain. To share knowledge on industrial refrigeration energy efficiency and increase the number of participants receiving this knowledge, an e-learning platform was launched by ICCEE, available on the project website.

8 more interactive and digital EU workshops are now in the pipeline until end of 2021, to introduce stakeholders some of the tools developed to further support the industry on their path to sustainability and increased energy efficiency and allow them to put them to use. Each workshop will define in depth the three main energy efficiency measures resulting from the tools’ application, as well as the funding opportunities to finance them. They will also allow to focus on one subsector: beverage, dairy products, fish, frozen food, fruits and vegetables, meat, and HORECA.

The 6 ICCEE tools, just released on the project website, allow users to add their own data and sector characteristics, to carry out benchmarking and what-if analyses to reduce uncertainties and risks, evaluate the cost-benefits of energy efficiency measures across the supply chain through an holistic approach, prioritize measures to improve the economic and energy performance of the whole supply chain, assess non-energy benefits, such as enhanced competitiveness, reduced maintenance, improved working environment, and finally be informed about existing funding opportunities for energy efficiency measures. Tutorial videos are provided to navigate the users through the tools and allow them to upgrade their skills.
Another platform, the Industry Informative Network, was created to increase stakeholder exchange, fostering the link between various market stakeholders and bridging the gap between demand and supply. It comprises three sections: a community of practitioners for discussion, a library and a technical repository to bridge the gap between market supply and demand – the catalogue of innovations. The platform will be populated over time with manuals, brochures, technical notebooks and other available information on legislative and technical developments for the cold supply chains in the food and beverage sector and invites stakeholders to contribute.
Finally, two major project events have been announced where stakeholders will hear about these tools and the project work: the first event, October 19, builds on the results of 7 EU-funded projects: DEESME, E2DRIVER, INNOVEAS, SMEmPOWER, SPEEDIER, ICCEE and Triple-A, and is part of the European Sustainable Energy Week extended programme. It is organised as mid-term event of ICCEE and will provide

The ICCEE project has received funding from the European Union’s Horizon 2020 research and innovation programme under grant agreement no. 847040, guidelines and good practices to implement energy efficiency solutions, focusing on the challenges, opportunities, new forms of actions and regulations to enhance the role of SMEs in energy transition.
The project final conference will be organised during the World Sustainable Energy Days, in Wels, Austria, beginning of March 2022.

ICCEE (Improving Cold Chain Energy Efficiency, Sept 2019 – August 2022) will facilitate SMEs in the cold chains of the food and beverage sector to undertake energy efficiency measures (EEMs) after carrying out supply chain energy audits. The focus on the cold chains of the sector is due to the significant energy requirements (refrigerated transport, processing and storage) with large potentials for savings. The implementation of an holistic approach, shifting from the single company perspective to the chain assessment, lead to increased opportunities for EEMs. To enable the update of EEMs, ICCEE will a) implement and apply an analytical energy efficiency tool to support and facilitate decision-making at different company organisational levels and b) launch a capacity building program towards staff and relevant stakeholders and a community dedicated to support a change in energy culture of the sector. The feasibility of EEMs will be evaluated by considering economic, environmental and social impacts encompassing their entire life cycle and the entire supply chain. Non-energy benefits and behavioural aspects will also be addressed and recommendations on financing schemes for SMEs will be assessed.

www.iccee.eu

www.iin-iccee.eu

Obbligazioni verdi NextGenerationEU. Commissione Europea pronta ad emettere 250 miliardi di euro di obbligazioni verdi NextGenerationEU. Pubblicata l’informativa “Attività Internazionale” del Consiglio e della Fondazione Nazionale dei Commercialisti che analizza le misure economiche adottate in ambito europeo ed internazionale in risposta alla crisi pandemica

Il mese scorso l’Italia ha ricevuto un prefinanziamento a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e resilienza (PNRR) per un importo di 24,9 miliardi di euro, di cui 8,957 miliardi da aiuti a fondo perduto e 15,937 miliardi da prestiti, pari al 13% dei 190,5 miliardi stanziati a favore del nostro paese
Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato l’informativa periodica “Attività Internazionale”, una analisi approfondita sulle misure economiche adottate in ambito europeo ed internazionale per contrastare la pandemia.

In tema di finanzia sostenibile la Commissione europea ha deciso di puntare in alto, procederà infatti nel mese di ottobre alla prima emissione di obbligazioni verdi per un valore fino a 250 miliardi di euro, pari al 30% dell’emissione totale di NextGenerationEU. Tali obbligazioni forniranno a chi investe la certezza che i fondi mobilitati saranno destinati a progetti verdi e che la Commissione riferirà in merito al loro impatto ambientale.

Nell’ambito di NextGeneratioEU, il mese scorso l’Italia ha ricevuto un prefinanziamento a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e resilienza (PNRR) per un importo di 24,9 miliardi di euro, di cui 8,957 miliardi da aiuti a fondo perduto e 15,937 miliardi da prestiti, pari al 13% dei 190,5 miliardi stanziati a favore del nostro paese.

Nel nostro Paese il dispositivo per la ripresa e la resilienza finanzia investimenti e riforme che, secondo le previsioni, riusciranno a trasformare profondamente l’economia e la società del paese.
Tra i progetti che beneficeranno dei finanziamenti figurano quelli che garantiranno la transizione verde.
Infatti con 32,1 miliardi di euro, un maggior numero di regioni sarà integrato nella rete ferroviaria ad alta velocità e saranno completati i corridoi ferroviari per il trasporto merci.

Sarà inoltre potenziato il trasporto locale sostenibile mediante l’estensione dei percorsi ciclabili e delle linee di metro, tram e bus a zero emissioni, la realizzazione di punti di ricarica per auto elettriche in tutto il paese e di stazioni di rifornimento a idrogeno per il trasporto stradale e ferroviario.

Si sosterrà la transizione digitale
Saranno investiti 13,4 miliardi di euro per promuovere l’adozione delle tecnologie digitali da parte delle imprese attraverso un regime di credito d’imposta volto a sostenere e accelerare la loro trasformazione digitale.

Verrà rafforzata la resilienza economica e sociale
26 miliardi di euro saranno investiti in una maggiore disponibilità di strutture per l’infanzia, nella riforma della professione di insegnante, nel potenziamento delle politiche attive del mercato del lavoro come pure della partecipazione di donne e giovani al mercato del lavoro e nel rafforzamento della formazione professionale grazie ad investimenti nel sistema di apprendistato.
Altri 3,7 miliardi di euro saranno destinati alla riforma e alla modernizzazione del pubblico impiego, al rafforzamento della capacità amministrativa e alla riforma e alla digitalizzazione dei tribunali civili e penali per ridurre la durata dei procedimenti giudiziari.

Attenzione puntata dell’informativa ad un altro tema di rilievo. Nel quadro delle norme UE sugli aiuti di Stato, la Commissione europea ha approvato l’introduzione di un nuovo prodotto nell’ambito del Fondo europeo di garanzia gestito dal gruppo BEI (composto dalla Banca europea per gli investimenti “BEI” e dal Fondo europeo per gli investimenti “FEI”), che si presenta sotto forma di garanzie su segmenti di cartolarizzazione sintetica a beneficio delle imprese colpite dalla pandemia di coronavirus nei 22 Stati membri partecipanti.
Con una dotazione di bilancio specifica prevista di 1,4 miliardi di euro, il nuovo prodotto dovrebbe mobilitare almeno 13 miliardi di euro di nuovi prestiti a favore delle piccole e medie imprese (PMI) colpite, concorrendo così in misura significativa all’obiettivo generale del Fondo europeo di garanzia di mobilitare fino a 200 miliardi di euro di finanziamenti aggiuntivi nei 22 Stati membri partecipanti.

Infine le decisioni di politica monetaria, pubblicate la scorsa settimana dalla Banca centrale europea, vedono i tassi fermi a zero, e sulla base dell’emergenza pandemica una rimodulazione del Pepp con un moderato rallentamento nell’acquisto di titoli, confermando però l’intenzione di arrivare a un totale di interventi per 1.850 miliardi di euro, almeno sino alla fine di marzo 2022.

www.fondazionenazionalecommercialisti.it

Tassonomia europea: prezioso strumento per investire nella transizione, ma rimangono nodi su dati ESG e informative. Sono i punti chiave del paper pubblicato dal Forum per la Finanza Sostenibile, dedicato al Regolamento sulla Tassonomia delle attività economiche eco-compatibili.
Il provvedimento è strettamente integrato con altre misure europee: l’obiettivo è aumentare la trasparenza del mercato.

La tassonomia europea delle attività eco-compatibili rappresenta un utile strumento per gli investitori per finanziare una transizione inclusiva verso la neutralità climatica. È necessario però continuare a lavorare sugli aspetti informativi. Servono maggiori sforzi sia per aumentare la disponibilità di dati chiari e coerenti sulla sostenibilità delle imprese, sia per rendere più accessibili le informazioni destinate a consulenti e investitori sui prodotti finanziari sostenibili.
Sono questi i punti principali messi in luce dal paper “Tassonomia UE e altre normative sulla finanza sostenibile: implicazioni per gli operatori finanziari”, pubblicato dal Forum per la Finanza Sostenibile. Il paper è frutto di un gruppo di lavoro promosso dal Forum tra i propri soci, per la condivisione di esperienze, buone pratiche e criticità riscontrate nella concreta applicazione del Regolamento europeo sulla tassonomia (2020/852).

Il documento analizza le implicazioni dell’atto normativo nell’ottica della sua integrazione con gli altri recenti provvedimenti europei sul tema della finanza sostenibile e la sostenibilità delle imprese: da una parte la Direttiva sulla rendicontazione non finanziaria (2014/95, NFRD) e la proposta per un suo aggiornamento (proposta di direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità delle imprese, CSRD), dall’altra il Regolamento relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (2019/2088, SFDR).
Ciascuno di questi provvedimenti, incluso quello riguardante la tassonomia, è funzionale alla produzione e alla raccolta di dati che servono a soddisfare i requisiti di trasparenza dell’altro. Insieme, queste misure costituiscono un unico sistema regolatorio che ha l’obiettivo di incrementare la trasparenza del mercato.

“Il Forum per la Finanza Sostenibile monitora con attenzione il progressivo sviluppo della tassonomia europea, che rappresenta un valido strumento per la classificazione degli investimenti sostenibili all’insegna di una maggiore trasparenza e disclosure. Un provvedimento importante che tuttavia potrà dispiegare le sue potenzialità positive se terrà in considerazione i vincoli e aumenterà le opportunità della finanza sostenibile”, dichiara il Segretario generale del Forum, Francesco Bicciato.

Tassonomia per finanziare la transizione
Il paper evidenzia le significative potenzialità della tassonomia come strumento a supporto delle decisioni di investimento. Sulla base dei dati pubblicati dalle imprese in risposta al Regolamento – il fatturato, gli investimenti in conto capitale e le spese operative relativi alle attività allineate alla tassonomia – gli investitori potranno infatti analizzare le aziende tenendo conto del loro impatto ambientale e dei progetti di decarbonizzazione. Inoltre, la maggiore disponibilità di informazioni supporterà sia le auto-valutazioni delle imprese rispetto ai propri rischi e impatti climatici, sia il dialogo degli investitori con le società investite e permetterà una maggiore trasparenza per quanto riguarda gli strumenti finanziari che si propongono di raggiungere obiettivi di sostenibilità.

Disponibilità e qualità dei dati ESG
L’efficacia delle normative europee sulla trasparenza dipende dalla disponibilità di dati affidabili e comparabili in tempi coerenti con l’entrata in vigore dei requisiti previsti dalla tassonomia. Al tempo stesso, la rendicontazione delle imprese deve essere effettuata secondo standard comuni e, in caso di utilizzo di stime e dati forniti da data provider, occorre trasparenza sulle metodologie di calcolo per contrastare il rischio di greenwashing.
Una criticità riguarda le tempistiche in cui i dati saranno disponibili, e conseguenti disallineamenti.

La trasparenza delle informative per consulenti e investitori
Secondo quanto previsto dai provvedimenti della Commissione Europea di marzo e aprile 2021, investitori e consulenti dovranno integrare valutazioni sui rischi di sostenibilità nella selezione e nel monitoraggio degli investimenti e tenere conto delle preferenze di sostenibilità dei clienti nel processo di profilazione. In questo ambito, dal paper emerge con chiarezza l’importanza di migliorare conoscenza, comprensibilità, efficacia e accessibilità delle informative precontrattuali e delle rendicontazioni periodiche dei prodotti dichiarati sostenibili.
Per valutare tutte le possibili conseguenze degli investimenti e soddisfare in modo appropriato le aspettative di sostenibilità della clientela, sarà sempre più rilevante il ruolo dei consulenti finanziari.

Il Regolamento sulla Tassonomia
Il Regolamento UE 2020/852 ha introdotto nel sistema normativo europeo la tassonomia delle attività economiche eco-compatibili, una classificazione delle attività che possono essere considerate “sostenibili” in base all’allineamento agli obiettivi ambientali dell’Unione Europea e al rispetto di alcune clausole di carattere sociale.
La Commissione è al lavoro per l’emanazione di una serie di atti delegati che serviranno a completare le disposizioni della tassonomia e per la sua graduale estensione anche agli aspetti sociali. Il Regolamento si integra strettamente con la direttiva sul reporting non finanziario (NFRD) e la proposta per il suo aggiornamento ed estensione (CSRD, direttiva sul reporting sulla sostenibilità dell’impresa), sia anche con il Regolamento relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFRD).

ll Forum per la Finanza Sostenibile è nato nel 2001. E` un’associazione non profit multi-stakeholder: ne fanno parte operatori del mondo finanziario e organizzazioni della società civile interessate agli effetti ambientali e sociali dell’attività finanziaria. La missione del Forum è promuovere la conoscenza e la pratica dell’investimento sostenibile, con l’obiettivo di diffondere l’integrazione dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) nei prodotti e nei processi finanziari.
Il Forum per la Finanza Sostenibile è membro di Eurosif, lo European Sustainable Investment Forum.

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documento

Economia Circolare: 200 nuove professioni. Il rapporto Randstad Research: il primo censimento aperto sulle professioni dell’economia circolare. Profili ibridi con competenze tecniche e trasversali in costante connessione tra loro. Urgente il rilancio del sistema di istruzione-formazione per ricoprire questi ruoli

“Designer circolare”,gestore della logistica inversa”, “esperto di blockchain per la sostenibilità”, “tecnico di gestione della filiera”, “carrellista digitale”, passando per l’imprenditore e per gli ingegneri gestionali che dovranno guidare le aziende nell’innovazione.
Sono oltre 200 (e in continua crescita) le nuove professioni dell’economia circolare, censite nella nuova indagine di Randstad Research, il centro di ricerca sul lavoro del futuro promosso da Randstad, che ha realizzato il primo repertorio in questo ambito come strumento di orientamento per le aziende e lavoratori.

L’economia circolare è il paradigma chiave per una transizione alla sostenibilità ambientale e sociale, la sfida urgente e decisiva del post-Covid e di cui ormai sono sempre più consapevoli consumatori, imprese e gli operatori pubblici; è un paradigma in gran parte ancora da attuare, che punta a ridurre – fino ad eliminare – la produzione di scarti attraverso le innovazioni che ne consentano l’utilizzo e il riutilizzo.

Le professioni coinvolte richiedono un mix di conoscenze “ibride”, sia tecnico-scientifiche specifiche dell’ambito di riferimento, sia trasversali, come la capacità di fare squadra, l’apertura al cambiamento, la capacità di aggiornarsi continuamente e doti relazionali, in connessione costante con i contesti in cui operano. Ed evidenziano un ostacolo che va superato: l’insufficienza di persone adeguatamente preparate per ricoprire questi ruoli, con il rischio di esasperare nei prossimi anni la cronica difficoltà di reperimento di personale.

Le costellazioni rappresentano la metafora proposta da Randstad Research per disegnare le squadre che, in ogni ambito, devono affrontare gli aspetti specifici di questa sfida. Le nuove professioni ibride richiedono infatti una nuova organizzazione del lavoro.
Il modello fordista, entrato in crisi dagli anni ’90, viene definitivamente superato nella circolarità, perché la segmentazione delle mansioni lavorative fa posto al collegamento tra queste. È scorrendo le diverse connessioni che si evidenziano delle vere e proprie “costellazioni” di professioni che viaggiano vicine, rapportandosi tra di loro e permeandosi di conoscenze le une con le altre.

In questo senso, le competenze del curriculum di studi di ciascuna professione vanno integrate trasversalmente con quelle relative ai temi della circolarità e della sostenibilità, ed in secondo luogo con le conoscenze che permettono di rapportarsi con i “compagni di viaggio”.
Nel repertorio aperto delle professioni dell’economia circolare, Randstad Research ha rappresentato 15 costellazioni, a cominciare per esempio da quella dell’agricoltura: per ogni professione viene segnalata la costellazione di riferimento, poi le professioni e le costellazioni con le quali si ibrida. Ogni costellazione è costituita da professioni centrali, professioni specialistiche (presenti solo in alcuni tipi specifici di aziende) e professioni emergenti trasversali.

“È necessario sostenere lo sviluppo dell’economia circolare evitando ‘colli di bottiglia’ nelle risorse umane – avverte Daniele Fano, Coordinatore del comitato scientifico di Randstad Research -. Nei prossimi mesi, in cui l’Italia sarà impegnata nella transizione sostenibile, è destinato ad aggravarsi il problema del “matching”, la difficoltà a riempire i posti vacanti che già oggi ci affligge. Il nostro sistema formativo deve attrezzarsi rapidamente per formare il capitale umano che nei prossimi anni dovrà programmare, realizzare e gestire tecnologie e servizi dell’economia circolare. ll PNRR, con la forte spinta agli ITS, come quelli erogati dalla Fondazione Tech Talent Factory di cui fa parte Randstad, può essere l’occasione per rilanciare tutti i percorsi tecnico-professionali di cui c’è urgente bisogno. Ma è necessario moltiplicare l’accesso dei giovani agli ITS, insieme a un ampio piano ‘shock’ per la formazione e l’istruzione, dalla scuola materna alla formazione continua”.

Le competenze dell’economia circolare
L’economia circolare richiede nuove professioni o la re-invenzione di professioni tradizionali. Innanzitutto, nel settore manifatturiero del riciclo (che conta in Italia 93.00 occupati), ma anche in molti altri. Ha bisogno di designer dei cicli di produzione e consumo, di imprenditori e di ingegneri gestionali che diano senso a questi processi, di operatori a tutti livelli chiamati a separare e ricombinare i prodotti e di molte professioni attigue, a seconda dell’innovazione introdotta.
Dall’analisi delle competenze richieste, nelle oltre 200 professioni individuate, sono fondamentali principalmente le conoscenze tecnico-scientifiche, lo spirito di progettazione, l’attitudine al cambiamento, la capacità di gestione e di controllo, la conoscenza delle norme, la vocazione alla comunicazione e al coordinamento. E poi ci sono le competenze trasversali che variano a seconda della professione. Sono ricorrenti soprattutto la capacità di lavorare in squadra, di capire i trend emergenti, la flessibilità, la capacità di rapportarsi con persone interne ed esterne. Sono profili “ibridi” che richiedono conoscenze più ricche del comune e una maggiore capacità di mettersi “in connessione” con altre professioni.

Randstad Research Italia (RRI) è un centro di ricerca del gruppo Randstad, nato all’inizio del 2019. L’Istituto sorge da una serie di constatazioni rivolte all’attuale mondo del lavoro. Si tratta di una realtà indipendente con un Comitato scientifico composto da studiosi ed esperti di lavoro e formazione.
Randstad Research Italia divulga le proprie ricerche con cadenza annuale, trimestrale e mensile, attraverso paper, note e contributi occasionali di ricerca.
Gli aspetti oggetto di indagine sono suddivisi in un’area core, rappresentata dall’analisi delle professioni richieste per il futuro, più alcune aree satellite, composte da focus settoriali, partnership e dalla valorizzazione di ricerche e notizie di terzi a cui si desidera fornire visibilità.

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Efficienza Energetica cresce, nonostante le generali difficoltà produttive quotidiane. È quanto ho verificato come moderatore delle tre Tavole Rotonde a IT’S ALL ENERGY EFFICIENCY, dalle testimonianze dei protagonisti attivi nei settori più diversi, tutti focalizzati al taglio degli sprechi energetici, utilizzando sì le tecnologie, ma anche e soprattutto le competenze e la passione. Le esperienze hanno evidenziato parole chiave, esempi come modello e slogan stimolanti.

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Investitori preferiscono ESG: 3 su 4 preferiscono investimenti green. A spiegare l’importanza di un modello economico circolare e come si stanno muovendo in questa direzione le aziende italiane è Francesco Ferrara, responsabile PwC per l’Italia delle attività CRS e programma Net Zero, nell’intervista pubblicata su Genioeimpresa.it, il web magazine online di Assolombarda.

Istituzioni, imprese, finanza, società civile: l’intera comunità, in ogni sua parte, è coinvolta nel processo di sviluppo sostenibile, poiché i cambiamenti su scala globale, come urbanizzazione, invecchiamento demografico, crisi climatica e impoverimento di risorse naturali, impattano su stili di vita, processi produttivi, relazioni tra individui e ambiente. Il modello di crescita lineare, in termini sostenibili, sta diventando sempre più incompatibile con le sfide del futuro e sempre più investitori e stakeholders sono impegnati ad invitare le organizzazioni all’azione. Francesco Ferrara, responsabile in PwC per l’Italia delle attività CSR e programma Net Zero, finalizzato alla decarbonizzazione delle attività di PwC entro il 2030, nell’intervista pubblicata su Genio & Impresa (Genioeimpresa.it), il web magazine online di Assolombarda, ha evidenziato come climate change, emissioni carboniche e valore economico di un’azienda sono strettamente e direttamente intrecciate. Proprio sulla base di uno studio realizzato da PwC, “2022 – The growth opportunity of the century”, emerge che oltre il 75% degli investitori istituzionali europei intende interrompere l’acquisto di prodotti europei non ESG (Environmental, Social and Corporate Governance) entro i prossimi due anni. Di conseguenza, gli investitori sono sempre più consapevoli che le aziende che gestiscono proattivamente le tematiche ESG reggono meglio gli urti dei mercati e reagiscono con performance eccellenti rispetto ai loro competitor: non a caso, i temi ESG integrano ormai i tradizionali criteri di investimento. Infatti, nel 2020, le imprese con i rating ESG più elevati hanno mostrato maggiori rendimenti differenziali, nonché resilienza anche nel contesto di un’emergenza senza pari.

“La prosperità del business è collegata alla sua capacità di adattarsi al contesto, valutandone i rischi e la loro evoluzione nel tempo, e di cogliere tempestivamente i segnali dai mercati – afferma Francesco Ferrara Il carattere di pervasività di una trasformazione fortemente sostenuta dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, oltre a rappresentare una straordinaria opportunità rigenerativa a cui le aziende non possono rinunciare, è destinata ad imprimere una svolta epocale per il Paese. Così la riduzione delle emissioni di gas serra non frena le attività delle imprese, al contrario rappresenta una garanzia per il futuro perché ne favorisce la crescita e ne libera tutto il potenziale di adattamento e cambiamento, anche ecologico. Inoltre, la spiccata sensibilità verso queste tematiche delle nuove generazioni, Millennials e, soprattutto, Gen Z, mostra come la direzione sia ormai tracciata: la sostenibilità non può che essere integrata nei piani strategici delle aziende”.

Qual è oggi l’approccio delle aziende italiane?
“I cda dei grandi gruppi sono sempre più consapevoli e sempre più «demanding» sui temi ESG nei confronti dell’AD e del management team. Dall’altro lato però, le PMI sono ancora restie ad un approccio proattivo e strategico al tema della sostenibilità o, non di rado, semplicistico o superato – spiega Francesco Ferrara – Specialmente le imprese familiari, anche di dimensioni rilevanti e/o controllate all’estero, evidenziano un certo ritardo rispetto alle dimensioni ESG. Tuttavia, la flessibilità delle nostre imprese familiari rende possibile un rapido e organico spostamento sulle tematiche ESG. La pandemia, inoltre, ha enfatizzato l’importanza di alcuni fenomeni, quali l’organizzazione del lavoro, la struttura della supply chain e la dislocazione dei fornitori chiave, la capacità di dare continuità alle attività in condizioni di stress. Interrogarsi concretamente su come aderire agli obiettivi di sostenibilità porta ad aree di miglioramento ed efficienza inimmaginabili, così come riorientare il proprio business verso un modello circolare”.

www.pwc.com

www.genioempresa.it

Inconsapevolezza crisi climatica: ricerca Epson: allarmante il divario tra percezione del clima e realtà dell’emergenza. Un sondaggio di Epson rivela un allarmante divario in merito alla percezione della reale situazione climatica: il 46% delle persone crede che eviterà la crisi climatica nel corso della propria vita

Anticipando il vertice COP26, in programma a Glasgow (Scozia) in novembre, Epson annuncia i risultati del suo Climate Reality Barometer (Barometro sulla Realtà Climatica).
Il sondaggio raccoglie esperienze e percezioni globali sui cambiamenti climatici: hanno partecipato 15.264 persone da 15 Paesi (1), tra cui l’Italia. La ricerca di Epson scopre un divario potenzialmente pericoloso tra la realtà climatica e la comprensione dei suoi effetti catastrofici.
L’obiettivo dell’Epson Climate Reality Barometer, pensato per inquadrare il dibattito in occasione del COP26, è sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto dei cambiamenti climatici, influenzare decisioni aziendali importanti e informare meglio i decisori.

Il divario con la realtà: c’è ottimismo nonostante le evidenze
Quando sono state poste domande sulla capacita` del genere umano di evitare una crisi climatica nel corso della loro vita, quasi la metà degli intervistati (46%) ha affermato di essere “molto” o “abbastanza” ottimista. Questo dato supera in modo significativo il 27% di coloro che si dichiarano molto o abbastanza pessimisti.
Il quadro europeo (Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) suggerisce una visione più equilibrata.
In Europa l’ottimismo generale sulla capacità di evitare una crisi climatica scende al 39%, rispetto al pessimismo che sale al 33%. Mentre i francesi sono i più ottimisti (42%) e gli spagnoli si rivelano i più pessimisti (39%), il 38,8% degli italiani si dichiara ottimista contro un 34,1% che afferma di essere pessimista.
Nel complesso, i motivi più comuni a sostegno di questo ottimismo sono la crescente consapevolezza dell’opinione pubblica sui cambiamenti climatici (32%), la capacità della scienza e della tecnologia di fornire soluzioni (28%) e la transizione verso le energie rinnovabili (19%).

In termini globali, il 5% degli intervistati ritiene che non vi sia affatto un’emergenza climatica, con la Germania (7%) e il Regno Unito (6%) in cima all’elenco dei negazionisti climatici europei.

Per quanto riguarda l’Italia, gli ottimisti sono guidati soprattutto dalla convinzione che le persone sono più consapevoli dei pericoli del cambiamento climatico (32,9%) e che scienza e tecnologia permetteranno di risolvere i problemi (26,9%) oltre che dalla ricaduta positiva che avrà la riduzione nell’uso di combustibili fossili come il carbone a favore di fonti rinnovabili come l’energia eolica (23,3%).
I pessimisti sono invece guidati principalmente dalla convinzione che le persone non sono consapevoli dei pericoli del cambiamento climatico (52,2%), dalla sensazione che c’è una mancanza di azioni da parte del governo (23,1%) e dall’idea che il passaggio a fonti di energia rinnovabile non sarà abbastanza veloce (14,8%).

Il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Intergovernmental Panel on Climate Change, IPCC) indica che ci vorranno millenni per invertire alcuni cambiamenti climatici causati dall’uomo (2) e, data una serie di eventi – tra cui la massima temperatura europea fatta registrare (3) in Italia, gli incendi boschivi in Francia e Spagna (4) e le alluvioni (5) in Germania – i risultati del Barometer suggeriscono un trionfo dell’ottimismo in rapporto alle evidenze e un pericoloso divario rispetto alla reale situazione climatica.

Henning Ohlsson, Director of Sustainability, Epson Europe, ha dichiarato: “L’emergenza climatica è davanti agli occhi di tutti ed è davvero preoccupante che così tante persone non ne riconoscano l’esistenza, o addirittura la neghino. E’ un campanello d’allarme per tutti, governi, aziende e singoli cittadini, affinchè tutti collaborino in modo che il vertice COP26 prenda le decisioni e ispiri le azioni necessarie per mitigare i cambiamenti climatici”.

Fare i conti con la realtà: la comprensione di fronte all’azione
Il Barometer suggerisce che l’ottimismo può essere il risultato di un’incapacità di riconoscere i cambiamenti climatici e, pertanto, di comprenderne la portata.
Oltre tre quarti degli intervistati (77%) vedono un collegamento tra i cambiamenti climatici e l’aumento delle temperature globali, le condizioni meteorologiche estreme (74%) e gli incendi boschivi (73%). Al contrario, la consapevolezza scende a poco più della metà per eventi come le carestie (57%), le migrazioni di massa (55%) e le epidemie di insetti (51%). In Europa il clima nazionale sembra essere rilevante, con la Germania che fa registrare il 73% di consapevolezza delle temperature piu` elevate, mentre (forse comprensibilmente) questo dato sale all’84% in Italia.
Molti ritengono che la responsabilità di affrontare l’emergenza ricada su stati e industrie. Tra gli intervistati, più di uno su quattro (27%) identifica i governi e il 18% le aziende come “più responsabili”. Quasi il 18% riconosce la responsabilità personale. Un dato incoraggiante è che il maggior numero di intervistati identifica la responsabilità come collettiva (31%).

In Italia il Barometer mostra che i principali tre eventi maggiormente associati al cambiamento climatico sono: le temperature più alte (83,8%), la riduzione delle calotte glaciali (81,1%) e la maggiore siccità (80,8%); i meno riconosciuti sono invece: le migrazioni di massa (49,8%), le epidemie di insetti (51,7%) e le carestie (55,8%).
Anche se diverse persone sono disposte a modificare il proprio stile di vita per affrontare la crisi, alcune non prendono l’iniziativa. Il Barometer mostra che: il 65% e` d’accordo a ridurre i viaggi di lavoro e di piacere (già la fa o ha in programma di farlo), ma solo il 40% lo ha fatto; il 68% concorda di passare ai veicoli elettrici, ma solo il 16% lo ha fatto; e il 58% concorda di adottare una dieta vegetariana, ma solo il 27% lo ha fatto. Se si considerano scelte relativamente semplici, come evitare marchi non sostenibili, anche se il 63% e` d’accordo, solo il 29% ha già cambiato le proprie abitudini di acquisto.

La realtà per le aziende: il momento di agire è adesso
Il Climate Reality Barometer suggerisce che, per molti, la crisi climatica rimane qualcosa che non li interessa direttamente.
Poichè il sondaggio rivela che solo il 14% degli intervistati riconosce le maggiori responsabilità di affrontare l’emergenza climatica da parte delle grandi aziende e solo il 3% pensa siano invece delle piccole imprese (meno del 5% dei negazionisti dei cambiamenti climatici), suggerisce anche che tutte le aziende, a prescindere dalle dimensioni, devono iniziare a svolgere un ruolo più importante.
Le aziende possono offrire alle altre imprese e ai consumatori soluzioni sostenibili a supporto delle innovazioni. Epson, ad esempio, ha sviluppato iniziative volte a ridurre l’impatto ambientale da parte dei clienti attraverso l’uso di tecnologie di stampa a freddo ad alta efficienza energetica; e la Ricerca e Sviluppo della società sta lavorando sulle tecnologie ambientali, come materiali di derivazione naturale (non plastici).
Oltre all’innovazione di prodotti e materiali, le aziende possono fare una grande differenza promuovendo e dimostrando responsabilità in merito al climatica. Epson si e` prefissata l’obiettivo di passare al 100% di elettricità rinnovabile e si è impegnata in iniziative come il progetto RE100 per le energie rinnovabili. Inoltre, ha lavorato per chiudere il “ciclo di risorse” promuovendo, ad esempio, il ricondizionamento e il riutilizzo dei prodotti; e ha sottoscritto partnership ad alto impatto, come quella il con National Geographic per proteggere il permafrost (6)
In Europa, la Spagna pone la massima enfasi sulla responsabilità del governo (31%). Il Regno Unito registra il dato più basso per la responsabilita` aziendale (16%) e la Germania il più elevato (27%). Gli intervistati francesi riportano il più alto senso di responsabilità personale (23%), mentre il più basso e` stato registrato in Germania (11%). Il Regno Unito e` al primo posto nella classifica europea di chi crede nella responsabilità collettiva (34%); l’Italia, invece, e` all’ultimo posto (23,6%).
Yasunori Ogawa, presidente di Epson, ha commentato: “La scoperta del divario in merito alla reale situazione sul clima dimostra che la consapevolezza, unita all’azione, sara` fondamentale per affrontare l’emergenza. L’obiettivo di Epson e` farsi portavoce di questa consapevolezza e offrire le tecnologie necessarie, sia per la nostra azienda che per le altre aziende e i consumatori, per apportare cambiamenti drastici. La sostenibilità è fondamentale per il nostro business plan ed e` supportata da risorse significative, perche? anche se sappiamo che c’e` ancora molta strada da fare, crediamo di poter costruire un futuro migliore”.

(1) I partecipanti del Barometer erano residenti in Australia, Brasile, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Indonesia, Italia, Regno Unito, Singapore, Spagna, Stati Uniti e Taiwan.
(2) https://www.ipcc.ch/2021/08/09/ar6-wg1-20210809-pr/
(3) https://www.meteoweb.eu/2021/08/caldo-senza-precedenti-49c-a-siracusa-nuovo-record-italiano-ed-europeo/1713361/
(4) https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-08-17/wildfires-burn-in-france-and-spain-after-heatwaves
(5) https://edition.cnn.com/2021/08/23/europe/germany-floods-belgium-climate-change-intl/index.html
(6) https://www.epson.it/insights/article/in-collaborazione-con-la-national-geographic-society-epson-presenta-la-campagna-turn-down-the-heat

Gruppo Epson
Epson è leader mondiale nel settore tecnologico e si impegna a cooperare per generare sostenibilità e per contribuire in modo positivo alle comunità facendo leva sulle proprie tecnologie efficienti, compatte e di precisione e sulle tecnologie digitali per mettere in contatto persone, cose e informazioni.
L’azienda si concentra sullo sviluppo di soluzioni utili alla società attraverso innovazioni nella stampa a casa e in ufficio, nella stampa commerciale e industriale, nella produzione, nella grafica e nello stile di vita. Entro il 2050 Epson diventerà carbon-negative ed eliminerà l’uso di risorse naturali esauribili quali petrolio e metallo.
Guidato da Seiko Epson Corporation con sede in Giappone, il Gruppo Epson genera un fatturato annuo di circa 1.000 miliardi di Yen (circa 7,5 miliardi di euro).

www.global.epson.com

Epson Environmental Vision 2050

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