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Filiera del sughero FSC – Gruppo Molinas: proprietario dell’Azienda Agricola Limbara, che comprende la sughereta di Baldu, a Tempio Pausania (SS), ha aderito alla procedura FSC per i Servizi Ecosistemici.

La sughereta di Baldu nel Comune di Tempio Pausania (SS), in località denominata “Lu Canniscioni”, si estende per circa 99,3 ettari di proprietà, comprendenti bosco di Sughera, bosco di altre specie consociate di Quercus, macchia mediterranea con diversi stati di evoluzione.
L’area si trova su terreni con morfologia di alta collina e substrati di rocce granitiche e presenta suoli permeabili, da poco a mediamente profondi, aventi tessitura prevalentemente franco-sabbiosa.

La sughereta rappresenta per il Gruppo Molinas, che detiene tra Sardegna e Toscana circa 8.000 ha di proprietà sughericole, il primo progetto di certificazione forestale di sughereta con Standard FSC: il Gruppo, dopo aver ottenuto la Certificazione di Catena di Custodia per il sugherificio, ha deciso di puntare infatti sulla valorizzare dal punto di vista gestionale e responsabile di 99,3 ha, da estendere eventualmente al resto delle proprietà.

La sughereta assume un duplice valore: economico per l’ottenimento del prodotto sughero, ed ambientale, come zona di conservazione della biodiversità e riproduzione della fauna selvatica locale (lepri, volpi, cinghiali, volatili), oltre alla presenza di specie micologiche di particolare pregio (porcini ed ovuli).

L’area contribuisce inoltre alla protezione delle risorse idriche con il ripristino e la manutenzione delle sorgenti, pozzi e canali di scorrimento e risulta attraversata dalla dorsale di collegamento dell’acqua irrigua tra i bacini del Nord Sardegna.

FOCUS SERVIZI ECOSISTEMICI
Biodiversità, servizi idrici e ricreativi, suolo, sequestro del carbonio: valorizzare le funzioni naturali delle foreste.
I Servizi Ecosistemici o naturali sono definibili come i benefici che si ottengono dalle aree forestali, e forniscono alla società un’ampia gamma di utilizzi come fonti di acqua potabile, produttività del suolo e fissazione del carbonio.

Per contrastare il degrado e la deforestazione a livello globale, il Forest Stewardship Council® (FSC®) ha sviluppato degli strumenti per promuovere i pagamenti per questi servizi naturali: un modello alternativo per attrarre investimenti sostenibili in realtà degradate e non ancora certificate FSC, ed un valido incentivo per le realtà già certificate per continuare a gestire in modo responsabile i loro patrimoni forestali.

Come funziona la procedura FSC per i Servizi Ecosistemici?
La Ecosystem Services Procedure di FSC, pubblicata ufficialmente a Maggio 2018, fornisce nuovi strumenti per rafforzare gli incentivi per la salvaguardia delle foreste e dei servizi naturali connessi e permette di:
– verificare degli impatti. La nuova procedura FSC fornisce un approccio globale, che le realtà certificate FSC possono utilizzare per dimostrare l’impatto delle loro attività forestali, attraverso audit di parte terza indipendenti;
– promuovere il proprio impegno. Ciò fornisce a Governi, investitori, compratori e aziende la possibilità di verificare e comunicare il proprio impegno nel miglioramento e conservazione delle aree forestali.

Per dimostrare l’impatto delle attività di gestione forestale sui servizi ecosistemici, l’organizzazione o il gestore forestale dovranno implementare uno screening diviso in sette fasi, al fine del quale verrà valutato e quantificato l’impatto positivo delle attività di gestione forestale responsabile sui servizi stessi:
– Definizione del/dei servizio/i osservati (CO2, acqua, suolo, biodiversità, servizi ricreativi);
– Descrizione della condizione attuale e delle condizioni pregresse all’osservazione; beneficiari del servizio; potenziali criticità o minacce al mantenimento del servizio ecc.
– Definizione dell’impatto attraverso un approccio del cambiamento (Quale servizio stiamo cercando di migliorare/restaurare? Quali attività devono essere messe in campo per raggiungere questo obiettivo?);
– Individuazione quali output permettono di quantificare gli impatti positivi delle attività di mantenimento/conservazione dei servizi naturali (come ad esempio estensione della copertura forestale, qualità dell’acqua ecc);
– Definizione le metodologie per calcolare gli impatti;
– Misurazione degli indicatori e comparazione dei dati (benchmark con rilievi precedenti);
– Descrizione dei risultati.

Le aree attualmente verificate per i Servizi Ecosistemici in Italia
L’Italia è stato il primo Paese al mondo, nel 2018, a verificare un’area forestale per tutti e 5 i servizi forestali (acqua, carbonio, suolo, biodiversità, servizi turistici e ricreativi): si tratta del caso del gruppo di certificazione Waldplus (2.706 ha), un’associazione di piccoli proprietari pubblici e privati sparsi tra Trentino – Alto Adige, Veneto e Lombardia.

Nel 2019 sono arrivate poi le esperienze dell’Azienda Agricola Rosa Anna e Rosa Luigia s.s. (406 ha), azienda dedita alla pioppicoltura in aree golenali e alla vendita di prodotti in pioppo (sfogliati e pannelli), che ha verificato gli impatti positivi su 4 fattori (biodiversità, stoccaggio della CO2, riduzione dell’erosione del suolo e miglioramento del paesaggio); dell’Unione dei Comuni Valdarno e Valdisieve (1.448 ha; Toscana), prima e per ora unica realtà italiana accreditata dalla rete internazionale “Foresta Modello”, le cui foreste assorbono ogni anno 650 mila tonnellate di CO2 e possono vantare aree attrezzate per servizi turistici e ricreativi corrispondenti a circa 2.400 campi da calcio; e di ERSAF, l’Ente Regionale lombardo per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste, che con i suoi 16.594 ha è la seconda realtà forestale certificata FSC per estensione in Italia, dopo la Magnifica Comunità di Fiemme: è stato calcolato che le foreste di ERSAF abbiano assorbito finora oltre tre milioni di tonnellate di anidride carbonica, pari alle emissioni annuali medie di oltre 184 mila auto, mentre attività di corretta gestione della risorsa idrica ha generato un piano per la conservazione di 30 sorgenti ad uso potabile.

Il 2020 è stato invece l’anno della verifica per tutti e 5 i servizi ecosistemici della Sughereta Sperimentale Cuseddu-Miali-Parapinta (cfr. Scheda Focus Agris Sardegna). Questa sughereta, in cui insiste un’area lasciata a libera evoluzione, svolge molteplici ruoli: ambientale ed economico, ottimamente integrati grazie ad un oculato intervento antropico di gestione, dove alla produzione del sughero si accompagnano importanti valori di biodiversità.

Il marchio Forest Stewardship Council® FSC® identifica i prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. La foresta di origine viene stata controllata e valutata da enti di certificazione indipendenti, in conformità a questi standard (principi e criteri di buona gestione forestale), stabiliti ed approvati da FSC International tramite la partecipazione e il consenso di tutte le parti interessate.

Il Sugherificio Peppino Molinas
È passato più di un secolo da quando Pietro Molinas fondava, a Calangianus, la sua azienda per la lavorazione del sughero. Un’attività semplice basata sull’utilizzo di pochi ed elementari utensili con i quali si eseguivano tutte le fasi di lavorazione del sughero. Una condizione comune a molti altri piccoli artigiani della zona, ma dalla quale è iniziato il percorso che ha portato alla moderna realtà industriale di oggi. Un percorso lungo, durante il quale un ruolo fondamentale è stato quello di Peppino Molinas. Fu lui, infatti, a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, ad imprimere una svolta decisiva alla trasformazione dell’azienda da artigiana ad industriale. Con lui arrivarono i primi operai e fu avviata la meccanizzazione di molte fasi di lavorazione.
Tecnologia e valore delle risorse umane: è questo oggi il Sugherificio Molinas, la cui attività è articolata su quattro distinte unità lavorative riunite in un unico complesso industriale di quasi 50.000 metri quadrati di superficie coperta. Qui, uomini e donne di consolidata esperienza e professionalità, coadiuvati da una tecnologia sempre all’avanguardia, lavorano ogni giorno per ottenere dal sughero una vastissima gamma di prodotti. Dai tappi per l’enologia, quasi un miliardo all’anno fra le diverse tipologie, agli isolanti, ricercatissimi nella moderna bioedilizia; dai componenti per l’industria calzaturiera, ai rivestimenti per pareti e pavimenti.

Una complessa attività che utilizza e dà valore ad una materia prima naturale
Il sughero è rinnovabile per definizione, visto che con la sua raccolta gli alberi e le foreste non subiscono alcun danno. Al contrario, grazie proprio al sughero, nel tempo hanno acquistato un notevole valore economico e sociale che le mette al riparo da ogni altra attività che ne potrebbe mettere in pericolo la sopravvivenza. Una materia prima che per essere avviata ai vari cicli di lavorazione necessita di un accurato lavoro di selezione. Un’attività basilare per la qualità finale dei prodotti che si ottengono e che, da sempre, il Sugherificio Molinas affida a personale di altissima competenza; personale formato in azienda e che del sughero conosce ogni minimo segreto.

Cuore di tutto il complesso è il laboratorio di ricerca e sviluppo
È qui che vengono messi a punto nuovi processi di lavorazione e monitorata la costante e rigida applicazione delle norme imposte dalle numerose certificazioni che il Sugherificio Molinas ha conseguito nel corso degli anni.

www.fsc-italia.it

www.molinas.it

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