Settembre 2024

Criticità norme EU su riuso e riciclo cartone. ACIS, l’Associazione Italiana Scatolifici che riunisce i principali produttori italiani di imballaggi in cartone ondulato, invia una Memoria alle Commissioni VIII e X della Camera, evidenziando come sia necessario “valorizzare le filiere che hanno fatto della riciclabilità il loro punto di forza per raggiungere il miglior risultato ambientale possibile”.

La proposta di Regolamento Europeo e del Consiglio Europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio – che modifica il Regolamento UE 2019/1020 e la Direttiva UE 2019/904 e abroga la Direttiva 94/62/CE – sta facendo discutere da mesi tutto il comparto del packaging. La proposta contiene infatti una forte spinta verso il riutilizzo degli imballaggi, a discapito del riciclo degli stessi.
L’Associazione Italiana Scatolifici ha espresso la posizione del comparto in una ‘memoria’ inviata alle Commissioni VIII (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici) e X (Attività Produttive, Commercio e Turismo) della Camera dei Deputati, che stanno lavorando sulla proposta di Regolamento.

Il documento ha sottolineato come ‘il comparto dei produttori di imballaggi in cartone ondulato da molti anni si stia muovendo attivamente per affrontare al meglio le sfide legate alla transizione ecologica ponendo al centro delle proprie attivita` l’attenzione all’ambiente e la sostenibilita` dei propri prodotti’.

A livello generale, l’Associazione ha espresso apprezzamento e sostegno verso le importanti motivazioni che stanno alla base della proposta di Regolamento, evidenziando però come sia necessario ‘tenere in adeguata considerazione le differenze tra i diversi materiali di imballaggio.
Per raggiungere il miglior risultato ambientale possibile si dovrebbero valorizzare le filiere – come quella del cartone ondulato – che hanno fatto della riciclabilità il loro punto di forza e il cui riutilizzo è tecnicamente impossibile.
L’introduzione di questo Regolamento per come è scritto ora rischierebbe di vanificare gli sforzi fatti fino ad oggi dall’Italia, da anni leader in Europa nel riciclo di carta e cartone’

Secondo l’Associazione, inoltre, ‘Riciclo e riuso non devono essere necessariamente in contrapposizione, ma la spinta verso il riuso sarebbe fortemente penalizzante per alcune classi di imballaggio. Nel nostro comparto, ad esempio, il potenziamento del riuso potrebbe portare ad una sostituzione degli imballaggi in cartone ondulato con altre tipologie di materiale piu` impattanti a livello ambientale e con un “bilancio negativo” anche in termini di protezione del prodotto’.

Associazione Italiana Scatolifici (Associazione CIS) nacque nel 2011 come Consorzio privato (CIS) costituito da produttori di imballaggi in cartone ondulato. Una rete virtuosa di imprenditori uniti da solidi obiettivi: tutelare una categoria fino ad allora ben poco rappresentata nonostante l’importanza del ruolo ricoperto nella filiera produttiva italiana, promuovere la responsabilità sociale d’impresa in ogni sua componente, dalla qualità del lavoro agli aspetti più sostenibili della produzione, e contribuire a definire una regolamentazione etica, finanziaria e commerciale che spinga all’evoluzione e all’allineamento con il resto dell’Europa l’intero comparto. Nel 2015 il passaggio ad Associazione segna un importante e nuovo capitolo della sua storia. Una struttura diversa, più evoluta, in grado di affrontare sfide sempre più impegnative e di rivolgersi con maggior efficacia a tutti gli interpreti che popolano il mercato: dalle altre Associazioni alla Pubblica Amministrazione, dai professionisti del comparto sino all’opinione pubblica, dalla GDO italiana al grande mercato internazionale. L’Associazione Italiana Scatolifici conta, a oggi, un centinaio di aziende associate per un totale di oltre 2.000 dipendenti.

associazionecis.it

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itsall-energyefficiency.com

ENEA report energetico immobiliare nazionale. Per stimare l’impatto dell’attuazione delle nuove Direttive e pianificare le politiche necessarie per il rispetto degli obiettivi, è stato necessario delineare in maniera più esaustiva possibile superfici e destinazioni d’uso degli immobili esistenti in Italia.
Lo studio è pertanto finalizzato alla definizione della consistenza del parco edilizio nazionale, punto di partenza necessario per delineare gli scenari di intervento e di risparmio energetico in ottemperanza alla nuova Direttiva UE sull’efficienza energetica 2023/1791 (EED) e alla nuova Direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia 2024/1275 (EPBD).

In Italia vi sono 12,4 milioni di edifici residenziali (1), dei quali oltre il 60% è stato costruito prima del 1976, anno di entrata in vigore della prima legge sul risparmio energetico (2); a questi si aggiungono 1,7 milioni di edifici a uso non residenziale (circa il 12% su un totale di 14 milioni), destinati principalmente a produzione (19%), commercio (16%) e servizi (12%). È la fotografia che emerge dal Report La consistenza del parco immobiliare nazionale, realizzato dal Dipartimento ENEA di Efficienza energetica, in vista degli interventi che potranno essere necessari per conseguire gli obiettivi di risparmio energetico in ottemperanza alla nuove direttive Ue.

Mettendo a sistema diverse fonti (3), il Rapporto individua inoltre circa 770 mila unità immobiliari di proprietà pubblica (4), di cui 670 mila non vincolate e quindi potenzialmente soggette agli obblighi di riqualificazione energetica previsti dalle direttive europee.

L’analisi degli Attestati di Prestazione Energetica (APE), contenuti nel SIAPE – Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica, evidenzia un miglioramento delle prestazioni energetiche degli immobili certificati, con una riduzione della percentuale nelle classi energetiche meno efficienti (F – G) di oltre il 4% nel residenziale e di circa l’1,5% nel non residenziale (5).

“Questo Report rappresenta un punto di partenza necessario per tracciare gli scenari di intervento e di riqualificazione e risparmio energetico del patrimonio edilizio italiano, in linea con le nuove norme europee”, spiega uno dei curatori dello studio, Nicolandrea Calabrese, responsabile del Laboratorio ENEA di Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano.

Con il Green Deal, proposto dalla Commissione nel 2019, i Paesi europei si sono impegnati a rendere l’UE climaticamente neutra entro il 2050 e a portare al 55% gli obiettivi di riduzione delle emissioni entro il 2030.
Per conseguire tali obiettivi, nel 2021 è stato presentato un pacchetto legislativo noto come Pronti per il 55%, di cui sono parte integrante le rifusioni della Direttiva sulle energie rinnovabili RED (Direttiva UE 2023/2413 del 18 ottobre 2023), della Direttiva sull’efficienza energetica EED (Direttiva UE 2023/1791 del 13 settembre 2023) e della Direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia EPBD IV (Direttiva UE 2024/1275 del 24 aprile 2024).

“In base a queste norme l’Italia dovrà procedere per il conseguimento degli obiettivi previsti. Tutto ciò considerando che gli edifici nell’UE rappresentano il 40% del consumo finale di energia e determinano il 36% delle emissioni di gas a effetto serra”, commenta Ilaria Bertini, direttrice del dipartimento ENEA di Efficienza energetica. “Di fatto, quasi il 75% degli edifici in Europa è attualmente inefficiente sotto il profilo energetico. Per questo diventa fondamentale definire la consistenza del parco immobiliare italiano a uso residenziale e terziario e indagarne la prestazione energetica media. In questo contesto, il SIAPE potrà essere uno strumento molto utile per monitorare il miglioramento delle prestazioni energetiche degli immobili e affrontare l’obiettivo estremamente sfidante di decarbonizzazione entro il 2050”.

Note
(1) Dati ISTAT confermati nella Strategia per la Riqualificazione Energetica del Parco Immobiliare Nazionale (STREPIN) del 2021.
(2) Legge 30 marzo 1976, n. 373.
(3) MASE (STREPIN 2021), Agenzia delle Entrate (Statistiche catastali 2020), ISTAT (Censimento popolazione, abitazioni, musei e biblioteche al 2021), Ministero della Salute (Annuario Statistico del Servizio Sanitario Nazionale 2021), Ministero dell’Istruzione e del Merito (Portale Unico dei Dati della Scuola. Dati anno scolastico 2019/2020), MEF (Open data immobili PA 2019).
(4) L’unità immobiliare corrisponde a una singola abitazione. In un edificio possono essere presenti più unità immobiliari anche con destinazioni d’uso diverse.
(5) Confronto APE emessi nel 2021 e 2022.

www.enea.it