Gennaio 2025

It’s All Retail 2025 evento imperdibile per il futuro del Retail: appuntamento di riferimento per i settori Retail, GDO e Fashion. 

Un’opportunità esclusiva per favorire il dialogo tra i principali attori del settore e gli esperti di soluzioni, sistemi e tecnologie innovative.

Innovazione e Networking al centro di IT’S ALL RETAIL
L’evento rappresenta un’occasione unica per i professionisti del settore che desiderano aggiornarsi sulle nuove tendenze, sviluppare competenze e creare connessioni strategiche. Grazie a un ricco programma di conferenze e all’area espositiva dedicata, i partecipanti potranno esplorare le soluzioni più avanzate per affrontare le sfide del mercato.

Un programma di conferenze per anticipare il futuro
Le sessioni parallele affronteranno i temi chiave per il futuro del retail, offrendo approfondimenti su:

– EFFICIENZA ENERGETICA – Chairman Enrico Rainero
Le migliori pratiche per ridurre l’impatto ambientale e i costi energetici.
– REAL ESTATE – Chairman Enrico Rainero
Le tendenze emergenti nel settore immobiliare commerciale.
– IT TECHNOLOGY
Le soluzioni tecnologiche più avanzate per ottimizzare le operazioni aziendali.
– BIG DATA & ANALYTICS
L’uso dei dati per prendere decisioni strategiche e migliorare le performance.
– MARKETING
Le nuove strategie per coinvolgere e fidelizzare i clienti in un mercato sempre più competitivo.
– PAYMENT
I nuovi metodi di pagamento e le tecnologie per transazioni più sicure ed efficienti.
– SUPPLY CHAIN
L’ottimizzazione della catena di approvvigionamento per migliorare efficienza e ridurre i costi.
– HUMAN RESOURCES
Le strategie per una gestione efficace delle risorse umane e il miglioramento dell’ambiente lavorativo.

Un’Area Expo ricca di innovazioni
L’area espositiva offrirà ai visitatori l’opportunità di incontrare i principali fornitori del settore e scoprire le ultime novità in prodotti e servizi.
Sarà un’occasione unica per toccare con mano le soluzioni più efficaci per il proprio business e confrontarsi con gli esperti del settore.

Perché partecipare?
Partecipando a IT’S ALL RETAIL avrai la possibilità di:
– Connetterti con esperti e leader del settore per ampliare il tuo network professionale.
– Aggiornarti sulle ultime tendenze e innovazioni che stanno trasformando il retail.
– Trovare soluzioni concrete e su misura per le esigenze della tua azienda.

Non perdere l’opportunità di essere protagonista del futuro del Retail!

18 Marzo 2025 – NH Milano Congress Centre, Assago

– BYinnovation è Media Partner di IT’S ALL RETAIL

www.its-all-retail.com

Dal Greenwashing ai Green Claims nella moda. Da sempre sinonimo di innovazione e creatività, il mondo del fashion è oggi chiamato a confrontarsi con una delle sue sfide più urgenti: la sostenibilità e la trasparenza.
Dal 1° gennaio 2025, infatti, la raccolta differenziata dei prodotti tessili in Europa è diventata obbligatoria in tutti i Paesi membri, ma l’Italia registra dati poco incoraggianti: appena 2,7 kg di tessuti raccolti all’anno per abitante a fronte di un venduto annuo di 23 kg/abitante.

A confermare lo stato dell’arte, 2 italiani su 3 non conoscono il concetto di “moda circolare” anche se il 74% ha dichiarato di essere interessato alla moda sostenibile.
È quanto emerge dai dati Ipsos presentati in occasione del webinar “Dal Greenwashing ai Green Claims: regole e strumenti per una comunicazione trasparente nella moda” organizzato da Erion Textiles – Consorzio del Sistema Erion dedicato alle aziende del settore tessile.

Questo dato rappresenta la grande opportunità per il settore tessile di abbracciare una trasformazione radicale, stando però attenti a non cadere nelle pratiche di “greenwashing”. Infatti, questo fenomeno viene percepito dal 54% degli italiani come pratica diffusa nelle aziende. Inoltre, 1 italiano su 3 ritiene che le aziende virtuose in Italia siano meno del 30%. Non solo, il 15% ha dichiarato di aver boicottato un’azienda perché sospettata di greenwashing. Se guardiamo solo ai giovani tra i 18 e 24 anni la percentuale sale al 33%.

Inoltre, sempre secondo le indagini di Ipsos, il 22% degli italiani ritiene che molte iniziative dei brand siano finalizzate al profitto piuttosto che a un vero e proprio cambiamento sostenibile. Mentre il 20% crede che queste attività siano mirate principalmente a conquistare un target giovane.

Tra gli italiani che dichiarano il loro interesse verso la moda sostenibile, troviamo l’81% di donne, sempre più consapevoli e sensibili verso quelli che sono i temi ambientali e principali promotrici del cambiamento verso una moda più circolare.
È da questo target che emerge l’interesse verso prodotti second hand e sostenibili, oltre ad una particolare attenzione alle pratiche di produzione e ai processi trasparenti.

Infine, il tema del greenwashing è stato recentemente reso noto anche dalle sanzioni dell’AGCM nei confronti di diverse aziende, rappresentando una sfida cruciale per l’intera filiera tessile.

“In questo contesto” sottolinea Marta Macchi, Communications, Marketing & Sales Manager di Erion “Erion Textiles si pone come partner strategico per aiutare le aziende a navigare nel complesso panorama della sostenibilità, promuovendo un approccio concreto e orientato all’economia circolare. Attraverso soluzioni innovative per la gestione responsabile dei rifiuti tessili e la creazione di processi trasparenti e verificabili, vogliamo supportare il settore moda nel trasformare le sfide ambientali in opportunità di crescita e credibilità. Aiutiamo i nostri Soci non solo a rispettare le regole, ma anche a ispirare fiducia attraverso azioni tangibili, anche piccole, in grado di dimostrare un primo impegno per l’ambiente che ci circonda.”

Erion Textiles è il Consorzio delle aziende di abbigliamento, accessori, pelletteria, tessili per la casa e calzature, dedicato alla gestione dei Rifiuti di prodotti Tessili. Erion Textiles fa parte di Erion, Sistema multi-consortile no profit per la gestione di differenti tipologie di rifiuti: dal tessile ai prodotti elettronici e alle batterie, dagli imballaggi ai prodotti del tabacco, con un solido patrimonio in termini di autorevolezza, efficienza e qualità.

eriontextiles.it/it

Plastica Seconda Vita IPPR contro greenwashing. La Direttiva UE 2024/825 introduce importanti cambiamenti per proteggere i consumatori dalle pratiche commerciali ingannevoli e promuovere una transizione verde più trasparente. Questa normativa aggiorna le precedenti direttive 2005/29/CE e 2011/83/UE, imponendo requisiti più rigorosi sulle informazioni riguardanti le caratteristiche ambientali e sociali dei prodotti.

L’obiettivo principale è quello di fornire ai consumatori e alle aziende informazioni chiare e verificabili, permettendo loro di fare scelte più consapevoli riguardo ai prodotti che acquistano. In un contesto in cui molti brand cercano di apparire più ecologici di quanto non siano realmente, è fondamentale avere regole che proteggano i consumatori dal cosiddetto greenwashing, cioè la pratica di fare dichiarazioni ingannevoli sull’impatto ambientale di un prodotto.

Una delle principali modifiche introdotte dalla direttiva riguarda i marchi di sostenibilità
Solo i marchi basati su un sistema di certificazione riconosciuto o stabiliti da autorità pubbliche saranno ammessi.
Questo garantisce che aziende e consumatori possano fidarsi dei marchi che vedono sui prodotti, sapendo che questi sono stati verificati in modo indipendente, come nel caso della certificazione Plastica Seconda Vita, rilasciata da IPPR e riconosciuta da Accredia, che garantisce l’effettivo contenuto di plastica riciclata.

Plastica Seconda Vita ha l’importante missione di promuovere e comunicare il contenuto di riciclato per mettere in risalto il grande potenziale delle materie plastiche nella realizzazione dell’economia circolare.
Lo scopo di IPPR infatti è quello di valorizzare i materiali e i manufatti ottenuti dal riciclo dei rifiuti plastici e al contempo introdurre due concetti molto importanti: la qualità e la rintracciabilità dei materiali riciclati.
IPPR è stato il primo, in Italia e in Europa, 20 anni fa, a ideare un’etichetta ecologica per materiali e prodotti in plastica riciclata, certificazione adottata, ad oggi, già da 10.000 prodotti.

Un’altra area chiave della direttiva riguarda la trasparenza delle informazioni
Le aziende sono ora tenute a fornire dettagli chiari e verificabili sulle caratteristiche ambientali e sociali dei loro prodotti. Non sarà più possibile fare affermazioni vaghe o non supportate da prove concrete. Ad esempio, se un’azienda afferma che un prodotto è “ecologico”, dovrà specificare in che modo il prodotto è ecologico e come queste caratteristiche sono state verificate.

L’implementazione di questa direttiva avrà diversi impatti. Per i consumatori, l’accesso a informazioni più accurate permetterà di fare scelte più consapevoli e ridurrà il rischio di essere ingannati da false dichiarazioni ambientali, come quelle che per anni hanno portato a una percezione distorta della plastica. Per le aziende, questo significherà adeguarsi a standard più elevati di trasparenza e affidabilità, potenzialmente richiedendo investimenti in certificazioni e verifiche indipendenti.

In conclusione, la Direttiva (UE) 2024/825 rappresenta un significativo passo avanti verso un mercato più trasparente e sostenibile. Proteggendo i consumatori dalle pratiche commerciali ingannevoli e promuovendo la trasparenza, questa normativa aiuta a costruire un futuro in cui le scelte di consumo siano veramente informate e rispettose dell’ambiente. Non solo protegge i consumatori, ma incoraggia anche le aziende a essere più responsabili e trasparenti nelle loro pratiche commerciali.

IPPR, l’Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo, nato per volontà di Unionplast, Plasticseurope Italia e Corepla, ha l’obiettivo di favorire l’incontro tra domanda e offerta nell’ambito delle plastiche da riciclo, sia tra aziende private sia tra aziende e Pubblica Amministrazione.

www.ippr.it

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Energie rinnovabili in Europa nel 2023 hanno coperto il 24% dei consumi di elettricità. Record Svezia con 66,4%, vergogna Italia con 19,5%. I dati di Eurostat.

Renewables account for 24.5% of EU energy use in 2023. In 2023, 24.5% of gross final energy consumption in the EU came from renewable sources, up by 1.4 percentage points compared with 2022. This share is 18 percentage points (pp) short of meeting the 2030 target (42.5%), which would require an annual average increase of 2.6 pp from 2024 to 2030.

Sweden ranked first among EU countries, with two-thirds (66.4%) of its gross final energy consumption coming from renewable sources in 2023. Sweden primarily relied on solid biofuels, hydro and wind. Finland followed with 50.8%, also relying on solid biofuels, wind and hydro, while Denmark came in third with 44.9%, with most of its renewable energy sourced from solid biofuels and wind.
The lowest shares of renewables were recorded in Luxembourg (11.6%), Belgium (14.7%) and Malta (15.1%).

Becoming the world’s first climate-neutral continent by 2050 requires ambitious measures to enable European citizens and businesses to benefit from sustainable green transition.

The use of renewable energy has many potential benefits, including a reduction in greenhouse gas emissions, the diversification of energy supplies and a reduced dependency on fossil fuel markets (in particular, oil and gas). The growth of renewable energy sources may also stimulate employment in the EU, through the creation of jobs in new ‘green’ technologies, which will be one of the cornerstones of the future Clean Industrial Deal.

Renewable energy sources include wind power, solar power (thermal, photovoltaic and concentrated), hydro power, tidal power, geothermal energy, ambient heat captured by heat pumps, biofuels and the renewable part of waste.

Share of renewable energy almost tripled between 2004 and 2023
The EU reached a 24.5% share of its gross final energy consumption from renewable sources in 2023, around 1.5 percentage points (pp) higher than in 2022 and almost 3 times higher than in 2004 (9.6%). EU Directive 2023/2413 on the promotion of the use of energy from renewable sources has revised upwards the EU’s 2030 renewable energy target from 32% to 42.5% (with an aim to increase it to 45%).
Therefore, EU countries need to intensify their efforts to collectively comply with the new EU target for 2030, which requires increasing the share of renewable energy sources in the EU’s gross final energy consumption by almost 20 pp.

Sweden ranked first among EU countries, with two-thirds (66.4%) of its gross final energy consumption coming from renewable sources in 2023. Sweden primarily relied on solid biofuels, hydro and wind. Finland followed with 50.8%, also relying on solid biofuels, wind and hydro, while Denmark came in third with 44.9%, with most of its renewable energy sourced from solid biofuels and wind. The lowest shares of renewables were recorded in Luxembourg (11.6%, Belgium (14.7%) and Malta (15.1%).

ec.europa.eu/eurostat