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Bomba CO2 a Lützerath

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By redazione Posted on 13/02/2023 in ESG Environmental Social Governance

Bomba CO2 a Lützerath. “Questo carbone deve rimanere sottoterra”. Migliaia di persone provenienti da diversi Paesi si sono riunite per protestare nel piccolo villaggio tedesco di Lützerath in solidarietà con gli attivisti e le attiviste per il clima che, da due anni, cercano di fermare la demolizione di quest’area per estrarre carbone e che sono ora in procinto di essere sgomberati.

La multinazionale tedesca di combustibili fossili RWE ha acquistato l’area per espandere la miniera di lignite Garzweiler, definita dai movimenti ambientalisti come una delle più grandi “bombe di carbonio” in Europa.

La lignite, un tipo di carbone, è la fonte di energia più dannosa per il clima e l’area mineraria del Reno è la maggiore fonte di emissioni di CO2 d’Europa.

“Lützerath è un limite che non possiamo superare. Se venisse estratto tutto il carbone su cui si trova sarebbe impossibile per la Germania rispettare l’accordo di Parigi”, dichiara Karsten Smid, esperta di energia di Greenpeace Germania. “L’avidità di RWE non può essere più importante della salute di cittadine e cittadini e della protezione del clima. Questo carbone deve rimanere sottoterra”.

A partire dal 2020 diversi movimenti ambientalisti hanno occupato il villaggio, opponendosi alla sua distruzione e al mega-progetto estrattivo.
Si sono installati negli edifici abbandonati, costruendo case sugli alberi, impianti fotovoltaici, centri comunitari e ripopolando un villaggio fantasma per dimostrare che una società basata sulla giustizia climatica e la solidarietà è possibile.

“La posta in gioco qui non è solo la Germania che non rispetta l’accordo di Parigi, ma anche le compagnie di combustibili fossili che distruggono il nostro futuro per profitti a breve termine”, dichiara Chiara Campione, responsabile della campagna Clima di Greenpeace Italia. “Lützerath è un esempio dei crimini che le compagnie di combustibili fossili stanno commettendo ovunque sul pianeta, in questo caso con la complicità di Unicredit e Intesa Sanpaolo, due delle più importanti banche italiane, che stanno largamente finanziando questo folle progetto con centinaia di milioni di euro”.

Secondo ReCommon Intesa Sanpaolo è il primo investitore italiano in RWE, con 135 milioni di euro
Dall’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi, Intesa e UniCredit hanno finanziato la multi-utility tedesca, che produce ancora energia derivante dal carbone per circa il 30%, con 2 miliardi di euro.

Greenpeace Germania fa parte di un’ampia coalizione di organizzazioni ambientaliste, movimenti per il clima e organizzazioni locali che lottano per salvare Lützerath, tra cui Alle Dörfer bleiben, BUND, Campact, Fridays for Future, Klima-Allianz Deutschland, Lützerath Lebt e NAJU NRW.

La coalizione di cui Greenpeace fa parte chiede che sia fermata la distruzione del villaggio di Lützerath e che il carbone sepolto in quest’area resti sottoterra. Secondo la coalizione, a Lützerath si capirà se la Germania darà davvero un equo contributo all’Accordo di Parigi sul clima, con l’eliminazione graduale del carbone.

www.greenpeace.org

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