Author: enrico

Interventi Cluster d’Impresa. Il Cluster principale è rappresentato dal Made in Italy che comprende quasi 620 mila imprese con 4 milioni di addetti e 261 miliardi di valore aggiunto mentre quello con il numero di imprese più elevato è rappresentato dall’Edilizia che sfiora il milione di unità con 1,9 milioni di addetti e 160 miliardi di valore aggiunto. Altro Cluster di rilievo è quello della Sanità che comprende 346 mila imprese ed occupa quasi un milione di addetti per 98 miliardi di valore aggiunto.

Misurare l’impatto diversificato della crisi sui vari cluster d’impresa perché solo una conoscenza diretta dei problemi delle PMI di ognuno di essi può aiutarle a venirne fuori. A patto che l’azione sia tempestiva, non solo per dare le giuste risposte agli imprenditori, ma, soprattutto, per infondere in loro quella necessaria fiducia a far fronte alle sfide anche impossibili che si presenteranno da qui a breve.

Sono i temi del documento “Emergenza Covid -19”, pubblicato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti che raccoglie le analisi e le proposte della categoria per i singoli cluster d’impresa alla luce dell’emergenza epidemiologica.

I Cluster al momento operativi rappresentano, complessivamente, 1,9 milioni di imprese di cui quasi 420 mila società di capitali. Vi operano circa 7,3 milioni di addetti che realizzano una produzione di 1.476 miliardi di euro ed un valore aggiunto di 558,5 miliardi pari al 35% del valore aggiunto prodotto da tutte le attività economiche.
Il Cluster principale è rappresentato dal Made in Italy che comprende quasi 620 mila imprese con 4 milioni di addetti e 261 miliardi di valore aggiunto mentre quello con il numero di imprese più elevato è rappresentato dall’Edilizia che sfiora il milione di unità con 1,9 milioni di addetti e 160 miliardi di valore aggiunto.
Altro Cluster di rilievo è quello della Sanità che comprende 346 mila imprese ed occupa quasi un milione di addetti per 98 miliardi di valore aggiunto.
Più piccoli ma non meno significativi il Cluster rappresentato dall’Economia del Mare che raggruppa poco più di 15 mila imprese e 262 mila addetti con 23,5 miliardi di valore aggiunto e il Cluster Ambiente con 9 mila imprese, 194 mila addetti e 16 miliardi di valore aggiunto. All’interno del Cluster Made in Italy, si segnala il settore Turismo con 345 mila imprese, 1,6 milioni di addetti e 66 miliardi di valore aggiunto che rappresenta certamente la parte maggiore del tessuto imprenditoriale, mentre il settore della Meccanica è quello che realizza la quota maggiore di valore aggiunto pari a 113 miliardi di euro, il 43% dell’intero Cluster.

Il documento individua, per ogni cluster, i comparti e le tipologie di attività economiche delle imprese che ne fanno parte. Su questa base, quindi, presenta sinteticamente i principali dati statistici con particolare riguardo al numero di imprese e alla forma giuridica, al numero di addetti e laddove possibile al fatturato e al valore aggiunto prodotto. Segue una rapida analisi delle problematiche specifiche delle imprese che vi fanno parte, con riguardo sia agli aspetti fiscali che economico- finanziari”.

“Il documento – spiega Achille Coppola, segretario del consiglio nazionale dei commercialisti e con il consigliere Giuseppe Laurino responsabile del progetto “Attività d’impresa” – nasce nell’ambito del progetto “Attività d’Impresa”, che si pone l’obiettivo di sviluppare nuove competenze professionali tra i Commercialisti facendo leva sull’esperienza di chi si è specializzato nella consulenza a determinati settori produttivi e tipologie di business. Il progetto prevede la realizzazione di una struttura a rete in grado di valorizzare le conoscenze teoriche e pratiche dei Commercialisti, favorirne la circolazione tra colleghi, promuovere specifiche iniziative di formazione specialistica, implementare un sistema di relazioni socio-economiche in grado di valorizzarne al meglio i contenuti anche attraverso il coinvolgimento dei principali stakeholder dei vari cluster d’impresa”.
“Questo documento evidenzia l’importanza della nostra categoria per la P.A. e le imprese del Made in Italy, Economia del Mare, Edilizia & Ambiente e naturalmente quelle sanitarie. In questo preciso momento, dopo le professioni sanitarie e le forze dell’ordine, i commercialisti sono coloro che più di prima sono al fianco dello Stato e delle imprese. Con la nostra competenza per settore, strutturati in rete, ci proponiamo in chiave sussidiaria, con l’obiettivo di rendere più veloci i tempi dettati dalla burocrazia e dalle “sabbie mobili” delle norme”.

I cluster esaminati sono: nell’ambito del Made in Italy, Agricoltura e Agroalimentare, Turismo, Cultura, Moda e Accessori, Meccanica; per quanto riguarda Service economy, il settore Sanità; L’Economia del Mare; e per l’Edilizia e l’Ambiente, Sistema Casa e Infrastrutture, e il settore Ambiente.

www.fondazionenazionalecommercialisti.it

Putting EU Green Deal in Action: Upscaling sustainable home renovation with innovative financing tools. Due to the COVID-19 pandemic, the majority of Europeans are spending nearly 100% of their time indoors. It is time to take a closer look at the energy efficiency, comfort and health of our homes and apartment buildings.

According to BPIE, nearly all buildings in Europe require renovation. In fact, buildings consume 40% of energy and emit 36% of CO2 emissions.
Without effective home renovation programs and innovative financing models, it won’t be possible to meet the goals set out in the EU Green Deal. This webinar highlights two European Commission-funded projects supporting the objectives of the EU Green Deal: EuroPACE and RenOnBill. The initiatives demonstrate innovative financing tools that intend to de-couple financing from an individual by securing it by the property and attaching it to a utility bill.

The EuroPACE project intends to make eco-sustainable home renovation simple, affordable and reliable for all Europeans by combining affordable financing with people-centric technical assistance. The first pilot program, HolaDomus, was launched in Olot, Spain to offer support and financing to realize eco-sustainable home renovations. Under the HolaDomus program, energy efficiency, renewable energy, water conservation, including green roofs, fuel cells, batteries and other innovative improvements can be funded. EuroPACE initiative is looking for leader cities from Spain, Portugal, The Netherlands, Belgium and Italy to further scale the model.

The RenOnBill project aims to scale up investments towards deep energy renovations of residential buildings by promoting the development and implementation of on-bill schemes, based on the cooperation between energy utilities and financial institutions. RenOnBill has chosen four focus countries – Germany, Italy, Lithuania and Spain – in order to capture the differences that can be encountered when replicating on-bill schemes across Europe.

Both projects demonstrate that a concerted effort between the public and private sectors is required to upscale sustainable home renovation and meet the goals of the EU Green Deal. After all, dramatically increasing the rate of sustainable home renovation is an opportunity to achieve both decarbonisation targets and create vibrant, resilient communities able to better withstand the impact of climate change.

What you will learn:
– What is home-based financing and the HolaDomus pilot program in Catalonia
– What are on-bill schemes and the goals of the RenOnBill project
– What role does innovative financing play in the implementation of the EU Green Deal

Audience
EU cities, regions, policymakers, investors, and sustainable finance professionals

Agenda:
12:00 – 12:15 Welcome and introduction from the chair, Jessica Glicker, Project Manager, BPIE: An overview of the policy and renovation landscape in Europe and the role of financing in upscaling home renovation. A snapshot comparison of home-based financing and on-bill schemes.
12:15 – 12:40 Residential building renovations with on-bill schemes – RenOnBill project, by Adriana Villoslada, Business Developer for Creara International
12:40 – 13:05 Unlocking the market for eco-sustainable home renovation – EuroPACE project, by Kristina Klimovich, Head of Advisory and Consulting, GNE Finance
13:05 – 13:30 Wrap-up and Q&A – led by Jessica Glicker, Project Manager, BPIE

Chair:
Jessica Glicker, Project Manager, Buildings Performance Institute Europe (BPIE)

Speakers:
Adriana Villoslada, Project Manager, Creara Energy Experts
Kristina Klimovich, Head of Advisory and Consulting, GNE Finance

BPIE is a non-profit policy research institute, located in Brussels, with additional offices in Berlin, Bucharest and Warsaw, dedicated to improving the energy performance of buildings across Europe.
We focus on knowledge creation and dissemination for evidence-based policy making and implementation at national level.

April, 21 webinar

– BYinnovation is Media Partner of BPIE

www.buildup.eu/en

www.bpie.eu

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Quarantena e Resurrezione. Era il 4 novembre 1966 quando Firenze fu sommersa dall’alluvione. Metri di fango misti a gasolio e liquidi fognari invasero abitazioni, negozi, musei, chiese, opere d’arte.
Ero un bambinetto e, col passare dei giorni, cominciai a vedere furgoncini carichi di ragazzi e ragazze vestiti con jeans, camicie colorate, che parlavano lingue straniere per me.
Venivano da tutto il mondo per ripulire la città da quella disgrazia nauseabonda. Li chiamarono “Angeli del Fango“.
Alcuni si stabilirono a Firenze, per sempre. Più avanti negli anni ebbi il privilegio di conoscerne alcuni e diventammo amici.
Non si può dimenticare nè essere più gli stessi.

Lo Scrutatore non Votante
Nella bellissima canzone di Samuele Bersani il bravo cittadino controlla che gli altri seguano le regole scrupolosamente, ma si astiene, non partecipa: “e dice: oh, issa, ma non scende dalla macchina… prepara un viaggio ma non parte”.
Negli anni ’70, anch’essi terribili per molti versi, nacquero quei grandi temi sociali e ambientali che ancora oggi tengono tutte le prime pagine, irrisolti. Generarono la consapevolezza della partecipazione. Svilupparono il volontariato.
Poi quel germe si è sterilizzato, travolto da una corsa accelerata dalle tecnologie che hanno risucchiato l’autocoscienza individuale e imposto la velocità del rincorrere sempre, contro i tempi del riflettere e pianificare.

Apatia, Simpatia, Antipatia, Empatia
Parole importanti, tutte formate dalla radice della parola greca “pàtheia” che semplicisticamente tradurrei “passione”.
Oggi siamo sommersi nell’apatia, la mancanza di passione, di interesse, di coinvolgimento. Delusi dai nostri simili e assillati dai tools tecnologici.
Nutriamo la simpatia e quindi desideriamo stare con (sùn in greco) coloro che troviamo affini e stiamo distanti da coloro che ci stanno antipatici: abbiamo tutti i mezzi digitali a buon mercato per diffamarli sui social e prenderne le distanze istantaneamente.
Infine, l’empatia (en = dentro e pàtheia = passione) significa partecipazione, condivisione: l’altruismo dell’essere e del fare solidale.

Motivi sociali, politici ed economici, che non è il caso di approfondire, hanno fatto in modo che l’empatia stia diventando un atteggiamento raro, sempre meno praticato.
Ci illudiamo di condividere, di partecipare ai valori con i nostri “like”, che purtroppo sono sterili manifestazioni tecnologiche di simpatia.
Non di partecipazione. Di certo non di empatia.

Il paradosso del distanziamento
L’individualismo è ben radicato. Sempre meno ci si parla fra persone (addirittura in famiglia) mentre si “digitano” tastiere e schermi touch.
Un distanziamento tecnologico è in atto da decenni, progressivo e inarrestabile.
Che soddisfa e alimenta l’apatia in cui scivoliamo ogni giorno, progressivamente ed inarrestabilmente.

Da soli si va veloci, insieme si va lontano
Ho citato gli Angeli del Fango del 1966. Da quel momento si sviluppò fertilissima la cultura dell’associazionismo: volontariato sociale, sanitario, ambientale, educativo, artistico, professionale.
Si chiama TERZO SETTORE.
Oggi purtroppo le Associazioni hanno forti crisi di identità.
Mancano persone di polso che abbiano la leadership di portarle al raggiungimento di nobili obbiettivi.

Quanti settori necessitano di obbiettivi ambiziosi e quante attività di sviluppo sostenibile ci sarebbero!
– industriali
– agroalimentari
– turistiche
– lavoratori
– categorie produttive
– professionisti e manager
– salvaguardia e sviluppo sociale
– ambientale
– sanitario
– educativo
– salvaguardia artistica
– … di controllo istituzionale e spending review

Anziani, indigenti, medici, professionisti e anche imprenditori abbandonati a se stessi.
Tavoli di lavoro, di programmazione e organizzazione?
Nulla!
Tutti outsider in mezzo alla tempesta, circondati da un rumore di fondo sterile e sempre più assordante.
Indagini e numeri raccolti senza metodo e presentati disaggregati, solo per dare l’impressione di “essere sul pezzo”.

Un imperativo professionale è la formazione permanente
Associazioni professionali qualificate devono tenere aggiornati i manager giorno per giorno, fornendo loro la conoscenza che il tempo lavorativo non permette più di cercare ed approfondire individualmente. E distinguere e valorizzare così i talenti.

In ambito sociale, ambientale, artistico, quanti di noi avrebbero la volontà di fare, secondo le proprie caratteristiche, ma da soli non sappiamo entrare nell’attivismo costruttivo?
Oppure, quelli che già lavorano con altruismo, sono sconosciuti ai più, ai “like” di massa.
Talenti sopiti, un capitale umano e sociale oggi disperso, da valorizzare – e gli eventi come oggi hanno il potere di farlo, come lo fece l’alluvione del 1966.

Convinto da anni nell’ambientalismo e nello “sviluppo sostenibile”, un giorno mi sentii rispondere; “Tu vorresti che un miracolo fermasse tutto per poi risorgere!”
Ecco, oggi non c’è stato un miracolo.
E’ stato un virus biologico, attecchito nelle nostre abitudini, che si è diffuso con le modalità di un virus tecnologico.
Il miracolo sta nello spirito dell’altruismo che si è acceso.
Ora bisogna pianificare e ricostruire la resurrezione, in modalità “insieme”.

E controllare attentamente “gli sciacalli e le iene” che a tutti i livelli ne approfitteranno.
Ripensiamo costruttivamente allo strumento del TERZO SETTORE.
Buona Pasqua!

Enrico Rainero, 11 aprile 2020

Rapporto Shopping 2020 immobiliare. Una vetrina sul futuro real estate. Scenari Immobiliari presenta il 12mo Rapporto sul mercato immobiliare commerciale in Europa ed in Italia, in un seminario digitale dedicato al mondo retail “Shopping 2020 Digital. Una vetrina sul futuro real estate”.

Il settore commerciale come una “macchina del tempo” permette di proiettarci verso un futuro caratterizzato da nuovi equilibri, nei quali il retail è in grado di trasformare i luoghi in spazi mobili, multifunzionali e connessi, attraverso relazioni prossime e distanti.
Al centro resta l’individuo, come riferimento non più spettatore, ma protagonista, bisognoso di un palcoscenico e non di una platea.
Riproporre quei porti, quei mercati, quelle piazze che sono stati simbolo e luogo di intensi scambi conoscitivi e culturali nel corso della storia, rendendoli adeguati ai tempi dell’e-commerce, significa trasformarli in negozi fisici, vetrine e strutture commerciali, arricchite da attività quali workshop, didattica, apprendimento, socializzazione e svago.
E ogni luogo deve far parte di una rete di relazioni connesse, ben orientate e proiettate, per estendersi oltre confine, in una infrastruttura relazionale ad ampio raggio.
In questo scenario il mercato immobiliare commerciale sottostante svolge un ruolo molto importante. Continua a mettere a disposizione del commercio il luogo, quel luogo di supporto e di aggregazione, nel quali si uniscono la vision, l’architettura, le variabili economiche ed il territorio per realizzare il prodotto idoneo.

Le conseguenze dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid-19 ci hanno spinti a realizzare il seminario digitale “Shopping 2020” – per presentare i risultati del Rapporto 2020 sul mercato immobiliare commerciale e per riflettere sulle strategie che meglio rispondono alle trasformazioni del retail, ai cambiamenti nelle preferenze dei consumatori, al fabbisogno di adeguamento normativo, al ruolo dello spazio fisico nel processo d’acquisto e alle ricadute che ne conseguono per il real estate in generale e per il mercato immobiliare retail in particolare.

Al tavolo virtuale sono invitati ad intervenire sviluppatori, gestori e associazioni di settore per discutere, alla luce dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19, sulle strategie che meglio rispondono alle trasformazioni del retail, ai cambiamenti nelle preferenze dei consumatori, al fabbisogno di adeguamento normativo, al ruolo dello spazio fisico nel processo d’acquisto e alle ricadute che ne conseguono per il real estate in generale e per il mercato immobiliare retail in particolare.

Il Rapporto 2020 sul mercato immobiliare commerciale
Rapporto annuale che analizza il settore commerciale in Europa e In Italia e le tendenze più significative per il mercato immobiliare del commercio. Con focus high street di Torino e Bologna, Roma, Firenze, Venezia, aggiornamento previsivo post Covid-19 e uno Speciale Milano.
Un nuovo modo di concepire lo spazio e lo sviluppo, divenuto intersettoriale, nel quale l’area di vendita offre al commercio l’opportunità di tornare ai fondamentali, ricostruendo in chiave contemporanea quei luoghi e quelle relazioni necessarie agli scambi di beni e servizi che tanto hanno influenzato lo sviluppo culturale negli ultimi decenni.

Il Rapporto sviluppa questi temi attraverso l’aggiornamento di un percorso di analisi che parte da una dimensione macro fino scendere a quella micro. La prima deriva da una casistica composta dalle nuove aperture realizzate dai principali retailer, dagli interventi di miglioramento dell’esistente, di nuovi spazi e di future iniziative in Europa ed in Italia.
La seconda è riferita all’unità di osservazione composta dalle high street, in particolare di Torino e Bologna, includendo l’aggiornamento di Roma, Firenze e Venezia, attraverso la mappatura dettagliata delle strade, individuazione dei brand, la loro densità e numero di vetrine. Uno sguardo al futuro completa l’analisi con il capitolo Speciale Milano, dedicato alle opportunità di investimento nel retail real estate nel prossimo decennio. Infine, un aggiornamento previsivo sul mercato alla luce dell’emergenza legata alla diffusione del Covid-19.

Linee guida:
– Scenario economico e dei consumi
– Scenario del commercio e della distribuzione
– Centri commerciali in Europa, principali interventi (2019) e prossime aperture (2020 -2027)
– Il mercato immobiliare del commercio in Europa
– La distribuzione in Italia
– Centri commerciali in Italia, principali interventi (2019) e prossime aperture (2020 – 2023)
– Il mercato immobiliare del commercio in Italia
– Aggiornamento previsivo dopo l’impatto del Coronavirus
– Focus high street Torino, Bologna con aggiornamento Roma, Firenze, Venezia
– Speciale Milano

SCENARI IMMOBILIARI, Istituto indipendente di studi e ricerche analizza i mercati immobiliari, ed in generale l’economia del territorio in Italia ed in Europa.
Fondato nel 1990 da Mario Breglia, l’Istituto opera attraverso le sedi di Roma e Milano e può contare su venticinque professionisti interni, oltre che su una rete di collaboratori che copre l’intero territorio nazionale.
Un personale altamente qualificato e multidisciplinare, proveniente da esperienze professionali diversificate, è in grado di fornire servizi ad elevato valore aggiunto in tutta la filiera immobiliare (esclusa l’intermediazione).
Scenari Immobiliari offre un’ampia serie di prodotti e servizi che intendono concorrere a determinare le scelte aziendali in un settore delicato e di crescente importanza nell’ambito delle strategie di investimento.
Nel quadro della crescente globalizzazione, Scenari Immobiliari offre agli operatori internazionali informazioni e indicazioni di qualità sull’Italia.

– BYinnovation è Media Partner di Shopping 2020 Digital. Una vetrina sul futuro Real Estate

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