Mapping World Urbanity. MIPIM, the world’s leading property market, today unveils its central theme for 2018 – ‘Mapping World Urbanity.’
The expansion of urban areas is redrawing the world map, helping to reposition cities – rather than countries – as economic powers. The 29th edition of MIPIM will explore the future of urban living and how these changes will affect the strategies of the property industry.
The MIPIM conference programme will explore this chosen theme by posing the following three questions:
– How will we live in cities in 2030/2050?
– What will the new rules for investment and property development be in a world dominated by cities?
– What are the best strategies for building future cities in a globalized world?
– A global demographic challenge that calls for new urban models
According to the United Nations, the world population should reach 8.5 billion by 2030 and 9.7 billion in 2050. By 2050, 60% of the world’s population will be urban-based, with a rising life expectancy. Over the next 15 years, 60% of the population will be classified as middle class with higher incomes but also higher expectations, while 91% of the growth in world consumption will come from city-dwellers.
The major challenges for property professionals, both public and private, will be how to cope with this growth in city populations and offer housing, offices and leisure for all, while meeting the new expectations of these people in terms of services, mobility, infrastructure and sustainability.
The new role of cities in an urbanized world
Today, cities have become economic and population centres with global reach, sometimes surpassing the nation to which they belong. They generate more than two thirds of global GDP, and a city such as London has a GDP equivalent to that of the entire Netherlands, the world’s 17th largest economy, while New York has a GDP comparable to that of Canada and Beijing to Sweden.
While the concept of global cities is not new, it is now a major discussion point as this configuration reveals new challenges and opportunities for property professionals: increasing urbanization of the population; densification of transport; the need to improve energy efficiency in buildings by using more durable materials, while at the same time factoring in the economic, political and financial issues linked to globalization.
Urban sovereignty and connectivity
This phenomenon of increased urban sovereignty is closely linked to the rise of global connectivity due to new technologies and the development of transport, leading in turn to increased financial flows and international trade. In this context, the concept of glocalization is more relevant than ever. Professionals need to understand the dynamics of local markets while taking into account the broader rules of international property investment. Despite global connectivity, there are still striking differences between markets around the world and these differences need to be understood and anticipated.
“From demography and sovereignty to connectivity and sustainability, cities are taking on a new dimension at MIPIM,” explains Ronan Vaspart, Director of MIPIM. “The key to successful property development is finding the right balance between international investment strategies and local opportunities. MIPIM 2018 will provide welcome input to help understand the issues of urban growth and outline the future of property in an urbanizing world,” he added.
Organised by Reed MIDEM, MIPIM, will be held in Cannes from 13 to 16 March 2018.
Founded in 1963, Reed MIDEM is an organiser of professional, international markets that are essential business platforms for key players in the sectors concerned. These sectors are MIPTV, MIPDOC, MIPCOM, MIPJUNIOR in Cannes, MIP China in Hangzhou and MIP Cancun in Mexico for the television and digital content industries; MIDEM in Cannes for music professionals; Esports BAR in Cannes and in Miami for the esports business; MIPIM in Cannes, MIPIM UK in London, MIPIM Asia Summit in Hong Kong, MIPIM PropTech Summit in New York and MIPIM PropTech Europe in Paris for the real estate industry; MAPIC in Cannes, MAPIC Russia in Moscow, MAPIC Italy in Milan, MAPIC China Summit in Shanghai and IRF brought by MAPIC in Mumbai for the retail real estate sector. www.reedmidem.com
Reed Exhibitions is the world’s leading events organiser, with over 500 events in over 30 countries. In 2016 Reed brought together over seven million event participants from around the world generating billions of dollars in business. Today Reed events are held throughout the Americas, Europe, the Middle East, Asia Pacific and Africa and organised by 38 fully staffed offices. Reed Exhibitions serves 43 industry sectors with trade and consumer events. It is part of RELX Group, a global provider of information and analytics for professional and business customers across industries.
RE Italy: unione fa la forza. L’immobiliare italiano ha ripreso il percorso di crescita, ma vi sono ancora diversi ostacoli lungo la strada verso il ritorno ai livelli precrisi. Dalla burocrazia alle inefficienze della giustizia, fino ai diritti negati, occorre che il legislatore intervenga in maniera tempestiva. Gli operatori del settore possono fare molto per spingere il cambiamento, ma solo se si mostrano in grado di marciare uniti. Sono alcuni degli spunti emersi nel corso di RE ITALY Winter Forum 2018, che si è svolta giovedì presso la sede della Borsa di Milano.
Un evento che ha visto la partecipazione di oltre 600 addetti ai lavori dei settori immobiliare e risparmio gestito, di cui forniamo un primo resoconto in questo numero di REview (gli altri contributi saranno nei numeri delle prossime settimane), un progetto che cresce e riscuote sempre più successo nel comparto.
Il manifesto del settore
Nell’occasione è stato presentato il manifesto per il rilancio dell’immobiliare, firmato dalle associazioni (da Fiaip a Confedilizia, passando per Confassociazioni immobiliare e Finco) e dagli operatori che condividono l’idea di istituire un ministero per lo sviluppo dell’immobiliare, della casa e dell’edilizia.
Tra le proposte avanzate dal manifesto, la richiesta ridurre il carico fiscale sul settore, estendere la cedolare secca, liberalizzazione delle locazioni commerciali, stabilizzazione degli incentivi per le ristrutturazioni e approvare di misure di stimolo alla riqualificazione urbana. Tra le altre misure presenti figurano anche gli incentivi fiscali per le permute immobiliari, lo sviluppo del turismo attraverso la proprietà immobiliare privata e la creazione di un ministero dello sviluppo immobiliare, della casa e dell’edilizia.
Le parole dei protagonisti
“L’interesse degli investitori internazionali è evidente: sta sostenendo una domanda d’investimento di svariati miliardi, segno di una ritrovata fiducia verso il Paese“, ha sottolineato Federico Sutti, country managing partner studio legale Dentons. Un pensiero condiviso da Mario Abbadessa, amministratore delegato Hines, il quale ha sottolineato come tuttavia il mercato resti “selettivo, con un particolare interesse verso le soluzioni di qualità, che nel nostro Paese non abbondano“.
Per Carlo Puri Negri, presidente Aedes Siiq e Sator Sgr, “la svolta indubbiamente c’è, ma serve che non si proceda esclusivamente ognuno per la propria competenza e il proprio ambito di business, ma con uno spirito collaborativo“. Altrimenti, è la visione di Puri Negri, “continueremo a incidere poco nelle scelte del legislatore”. Queste ultime, ha ricordato Leo Civelli, managing director Duff & Phelps, “sono chiamate a intervenire in primo luogo per semplificare la normativa, oggi troppo complessa rispetto ai Paesi vicini”. Di positivo, per Civelli, c’è “il ritorno della propensione agli investimenti, anche se le prossime settimane potrebbero segnare una pausa con l’avvicinarsi della scadenza elettorale“.
Nel corso della mattina vi è stata anche una lectio dell’ex-ministro dell’Economia, nonché avvocato e tributarista Giulio Tremonti, che ha puntato l’indice contro “la sottomissione politica e la svendita di gioielli italiani in corso dal 2011 in avanti“, invitando le istituzioni e le forze sane della società a cambiare rotta in maniera tempestiva per non doversi rassegnare alla logica del declino.
Le interviste
Carlo Alessandro Puri Negri, presidente Aedes Siiq e Sator
“Il mercato italiano negli ultimi 10 anni ha fatto dei progressi straordinari. Il limite è che non riusciamo a presentarci come filiera unica. Questo è un grande problema. Se partiamo dai costruttori e arriviamo ai gestori e ai proprietari e in mezzo ci sono i servizi, siamo tra i settori più importanti per incidenza sul Pil sia italiano che europeo. Occorre unire le forze per dimostrare la nostra forza. Valiamo più dell’automotive e delle telecomunicazioni messe insieme: se riusciamo a farlo comprendere alle istituzioni, sicuramente possiamo ottenere risultati importanti. Come Aedes andiamo avanti sul progetto di Caselle, che è in assoluto uno dei più importanti. Un’iniziativa sfidante, che ci vede impegnati con grande attenzione”.
Vincenzo Gibiino, presidente Opmi – Osservatorio Parlamentare sul Mercato immobiliare
“La politica è stata assente in questi 5 anni sul versante dell’immobiliare. La conseguenza è 750mila posti persi, che probabilmente non torneranno più. Nelle periferie c’è la percezione che gli immobili siano divenuti un centro di costo e non di valore, con il risultato che si continua a pagare l’Imu, ma senza ottenere benefici. La proposta presentata oggi da Opmi e associazioni di categoria è di alleggerire la pressione fiscale, anche se non è facile, considerare che il 44% dei bilanci comunali ormai è dipendente dalle entrate legate agli immobili. Una situazione intricata, dalla quale non è facile uscire. Una delle proposte è di parametrare i costi che i cittadini devono pagare all’effettivo beneficio diretto o indiretto ricevuto”.
Gian Battista Baccarini, presidente nazionale Fiaip
“Siamo impegnati per il rilancio del comparto immobiliare. Chiediamo una riduzione della pressione sul settore, attraverso una forma di deducibilità indiretta dei tributi locali dalle imposte sui redditi. Chiediamo anche un’imposta unica sulla casa e l’estensione della cedolare secca su tutti i contratti di locazione in modo da dare rendimenti certi ai proprietari. Inoltre, laddove è stata fin qui applicata, la misura ha consentito l’emersione di molto nero”.
Giorgio Spaziani Testa, presidente Confedilizia
“Ancora prima di misure normative nuove, da parte del legislatore servirebbe una reale comprensione del settore immobiliare. Così spesso assistiamo a misure spot o a iniziative che smentiscono quelle approvate in precedenza. Proviamo a pensare al dibattito sulla tassazione relativa alla prima casa. Servono misure concrete e stabili per consentire lo sviluppo dell’economia attraverso una normativa adeguata”.
Maria Pia Forgione, head of full appraisals Prelios Valuations:
“Il 2018 sarà l’anno del consolidamento dei dati positivi dal mercato, che confermano una presenza forte dell’investitore esterno nello scenario immobiliare italiano“.
Innovazione in auto: condivise, elettriche e a guida autonoma, così saranno le auto nell’immediato futuro. E’ la sintesi del report “The Reimagined Car: Shared, Autonomous, and Electric” redatto da The Boston Consulting Group, società di consulenza manageriale globale con uffici in tutto il mondo, che ha analizzato in particolare il mercato statunitense
Entro il 2030 il 25% dei chilometri percorsi da auto private, negli Stati Uniti, sarà effettuato con auto condivise, elettriche e a guida autonoma (SAEV: shared autonomous electric vehicles), con una diminuzione dei costi di viaggio pari al 60%. E’ una delle principali evidenze contenute nel report “The Reimagined Car: Shared, Autonomous, and Electric” redatto da The Boston Consulting Group, società di consulenza manageriale globale con uffici in tutto il mondo, e dedicato alla mobilità del futuro.
Car sharing (servizi come Uber e Lyft), guida autonoma ed elettrificazione dei veicoli sono dunque i tre principali trend che, insieme, stravolgeranno nel breve periodo il nostro modo di muoverci in auto, tanto è vero che molti progetti pilota sono già in corso. Si tratta del cambiamento più significativo degli ultimi cento anni per la mobilità statunitense e dal 2020 impatterà in particolare agglomerati urbani con oltre un milione di abitanti, consentendo agli automobilisti delle grandi città di avere accesso a forme di trasporto più economiche e convenienti: un cittadino di Chicago che percorre annualmente circa 16.000 km in macchina, ad esempio, potrebbe spendere l’equivalente di circa 6.000 euro in meno all’anno.
La disruption dunque non risparmierà il settore dell’automotive: anche se la domanda totale di veicoli non subirà grandi variazioni, entro il 2030 più di 5 milioni di auto convenzionali potrebbero essere sostituite da una combinazione di mezzi elettrici autonomi in flotte urbane e da macchine parzialmente autonome per uso personale. Questo – ammonisce The Boston Consulting Group – è un campanello d’allarme per gli attori del settore automotive, case automobilistiche e fornitori, che devono cominciare, se non lo hanno già fatto, ad analizzare il loro stato dell’arte e a sviluppare nuovi modelli per adattarsi ai nuovi paradigmi di mobilità. Alcuni riusciranno a reinventarsi come provider o fornitori di mobilità ‘come servizio’, altri invece diventeranno obsoleti e usciranno dal mercato. È necessario, per tutti, un intervento decisivo e immediato.
Non mancheranno ricadute sulle città, che avranno sempre più sfide legate alla pianificazione urbana, ma anche conseguenze positive in termini di diminuzione del traffico e dell’inquinamento. Tuttavia, alcune città potrebbero decidere di limitare o di regolare il fenomeno delle auto condivise per evitare impatti troppo negativi sui trasporti pubblici, o di investire in flotte di auto autonome per uso pubblico.
Infine, altri business connessi alla mobilità dovranno modificarsi, o nascere: il mercato assicurativo vedrà una diminuzione del numero di incidenti, quello dell’energia dovrà affrontare il calo della domanda di benzina a fronte dell’aumento di quella di energia elettrica, il mondo digitale si vedrà costretto a fare spazio a nuovi attori chiamati a gestire le flotte di auto condivise elettriche a guida autonoma.
Fiab Comuni Ciclabili: scade il 30 gennaio l’ultimo appello per le amministrazioni locali che vogliono aderire alla prima edizione di COMUNI CICALBILI 2018, il riconoscimento voluto da FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta per premiare gli sforzi di quei comuni che, coraggiosamente, mettono in pratica concrete politiche per la mobilità in bicicletta, rendendo i propri territori bike-friendly e accoglienti per chi si muove sulle due ruote.
Lanciata lo scorso settembre, l’iniziativa COMUNI CICLABILI ha già assegnato 30 bandiere gialle della ciclabilità italiana ad altrettante località a cui, sulla base di diversi parametri di valutazione, è stato attribuito un punteggio da 1 a 5, ben visibile con l’apposizione di altrettanti bike-smile nella bandiera gialla Comuni Ciclabili 2018.
I comuni che ambiscono a ricevere il riconoscimento devono possedere almeno due requisiti tra quelli richiesti nella candidatura: uno nell’area infrastrutture urbane (“ciclabili urbane” e/o “moderazione traffico e velocità”) e uno in almeno una delle altre tre aree di valutazione (“cicloturismo”, “governance” e “comunicazione & promozione”). Informazioni e termini per aderire all’iniziativa su www.comuniciclabili.it
Obiettivo del progetto Fiab COMUNI CICLABILI è valorizzare ogni tipo di impegno verso lo sviluppo di una mobilità più sostenibile per le persone e l’ambiente e, soprattutto, incentivare a fare sempre meglio per agevolare la scelta della bicicletta come mezzo di trasporto in ogni ambito, dagli spostamenti quotidiani di bike-to-work e bike-to-school al tempo libero, fino alle vacanze in sella.
In questa ottica si inseriscono le nuove iniziative di COMUNI CICALBILI per il 2018 a partire dalle “pagelle” on line dei #comuniciclabili, all’indirizzo www.comuniciclabili.it/comuniciclabili2018/. Facilmente consultabili grazie alle info-grafiche, le “pagelle” evidenziano ciò che ogni amministrazione ha già fatto in tema di mobilità ciclistica individuando, nel medesimo tempo, tutte le aree di miglioramento in cui, anche una realtà già insignita della bandiera gialla con 5 bike-smile, può impegnarsi.
“L’idea di fondo – spiega Alessandro Tursi, vicepresidente FIAB e responsabile del progetto – è quella di creare una vera e propria comunità italiana dei Comuni Ciclabili, riconoscibili verso l’esterno ma soprattutto attivi tra loro per momenti di confronto e di scambio di esperienze e best practice in tema di mobilità ciclistica. L’impostazione scientifica del progetto comporta per noi un lavoro particolarmente intenso, ma i risultati si vedono anche dalle sempre più numerose collaborazioni e partnership di alto profilo anche con il mondo scientifico, come quella con il Centro Ricerche Trasporti e Logistica (CTL), struttura di eccellenza a livello internazionale dell’Università La Sapienza di Roma”.
Il primo workshop per la condivisione delle buone pratiche sarà organizzato da FIAB a marzo, in occasione della consegna delle nuove bandiere gialle ai Comuni Ciclabili 2018 che avranno dato la loro adesione entro fine gennaio. Sempre entro marzo sarà presentata e pubblicata on line la GUIDA ITALIANA DEI COMUNI CICLABILI 2018: uno strumento di visibilità verso cittadini e turisti per i territori con la bandiera gialla.
Fondata nel 1988, FIAB Onlus-Federazione Italiana Amici della Bicicletta è oggi la più forte realtà associativa di ciclisti italiani non sportivi. Con circa ventimila soci suddivisi in oltre 150 associazioni in tutto il territorio italiano, FIAB è, prima di tutto, un’organizzazione ambientalista che, come riporta il suo Statuto, promuove la diffusione della bicicletta quale mezzo di trasporto ecologico in un quadro di riqualificazione dell’ambiente, urbano ed extraurbano. Forte della presenza, tra i suoi soci, di numerosi esperti in campo sanitario, giuridico, urbanistico, ingegneristico e paesaggistico, FIAB è diventata, negli anni, il principale interlocutore degli enti locali sull’importante tema della mobilità sostenibile. FIAB è stata riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente quale associazione di protezione ambientale (Art. 13 Legge n. 349/86) e inserita dal Ministero dei Lavori Pubblici tra gli enti e associazioni di comprovata esperienza nel settore della prevenzione e della sicurezza stradale. Tra le numerose iniziative, FIAB organizza ogni anno Bimbimbici, manifestazione nazionale dedicata a bambini e ragazzi che coinvolge oltre 200 città, e Bicistaffetta, per promuovere il cicloturismo quale volano economico del nostro Paese e sostenere lo sviluppo della rete ciclabile nazionale Bicitalia.
Fiab aderisce a ECF-European Cyclists’ Federation, la Federazione Europea dei Ciclisti. Presidente di FIAB è Giulietta Pagliaccio.
IKN Industrial Production Forum: focus su Industria 4.0 interconnessa, sistemica, digitalizzata. IKN Italy presenta la prima edizione di Industrial Production Forum, che si svolgerà a Milano il prossimo 7 febbraio: un’unica giornata interattiva per approfondire le tematiche inerenti l’Industria 4.0.
Connected Factory: integrare le funzioni per integrare la fabbrica è la tematica trainante della giornata di lavori.
9.00
Apertura dei lavori della giornata a cura di:
– Fabrizio Scovenna – Presidente ANIE Automazione
9.15 – 10.00
Il MONDO DELLA RICERCA è in costante sviluppo di innovazioni tecnologiche-informatiche; ma quali sono le necessità dell’INDUSTRIA?
L’INDUSTRIA INTERVISTA IL MONDO DELLA RICERCA
Quale direzione sta prendendo la ricerca in ambito tecnologico-informatico?
Quali sono le possibili applicazioni all’interno del mondo industriale?
Come un sistema robotico può migliorare l’efficienza dell’impianto?
Quali sono le ripercussioni dell’Intelligenza artificiale su un impianto industriale?
Robot e macchinari automatizzati: quale differenza?
Quali sono le prospettive di applicazione nel medio e lungo periodo (4/5 anni)?
– Amedeo Cesta – CNR Research Director – Vice President AI*IA – ASSOCIAZIONE ITALIANA PER L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
– Domenico Appendino – Presidente SIRI – ASSOCIAZIONE ITALIANA DI ROBOTICA E AUTOMAZIONE
– Daniele Pucci – Head of the Dynamic Interaction Control Research Line ISTITUTO ITALIANO DI TECNOLOGIA
– Franco Santini – Presidente Emerito AIMAN – Associazione Italiana Manutenzione
10.00 – 10.30
THE GERMAN MODEL
INTERNATIONAL CASE STUDY
Come riconvertire e rinnovare una fabbrica secondo paradigmi dell’Industria 4.0?
Cosa lo rende un modello di successo?
Come adottare e calare nella realtà italiana il paradigma tedesco?
(L’intervento sarà tenuto in lingua inglese)
– Ralf Hagen – Engineering Manager MES/ E&A NESTLÉ GERMANY
10.30 – 11.10
SMART FACTORY 2018: come cambia il modo di gestire una fabbrica?
Sperimentare e sbagliare: 2 ingredienti che hanno fatto funzionare i progetti di Digital Innovation
Valorizzare le persone per valorizzare il prodotto
L’esperienza di Fracarro RadioIndustrie
Quali cambiamenti organizzativi devono essere introdotti affinché l’investimento tecnologico- informatico porti buoni risultati?
– Claudio Umana – Global IT Manager FRACARRO RADIOINDUSTRIE
– Roberto Crippa – Supply Chain Director TECNIPLAST
11.10 – 11.40
Networking coffee
11.40 – 13.00
IT FOR CONNECTED FACTORY – Dalla raccolta all’integrazione delle informazioni
TAVOLA ROTONDA
Quali software permettono l’integrazione e l’interconnessione in real-time tra tutte le macchine?
Come trattano i dati e a quale velocità?
Cosa è più conveniente: più software con differenti fornitori o un pacchetto integrato?
Sistemi MES: come conoscere lo stato di avanzamento della linea di produzione, con un alto livello di attendibilità e con ridotto intervento dell’uomo? Come integrare i dati per correggere e riconfigurare (ove necessario) il processo produttivo?
Come garantire la qualità a fronte dell’introduzione di qualsiasi innovazione?
Come garantire l’attendibilità dello scambio di informazioni (a ridotto intervento dell’uomo)?
Enemies of 4.0: le correlazioni tra cybersecurity e sicurezza funzionale
– Gianpiero Negri – R&D Project Safety Manager CNH INDUSTRIAL
– Giorgio Lamonica – Director Corporate ICT – ALFASIGMA
13.00 – 14.00
Networking Lunch
Sessione Pomeridiana
14.00 – 14.40
DATA SCIENCE NEL MANUFACTURING: I PROCESSI INDUSTRIALI GUIDATI DAI DATI
INTERVISTA A TENARIS
– Vincenzo Manzoni – Head of Data Science for Industrial Processes TENARIS
14.40 – 15.40
AUTOMAZIONE in PRODUZIONE e SUPPLY CHAIN
PANEL DISCUSSION
Automazione sulle linee di produzione:
Come migliorare l’efficienza dei macchinari e delle Operations?
Come ottenere delle linee di produzione molto flessibili?
Quali output si possono ottenere dall’interconnessione delle linee di produzione?
Come l’automazione dei processi produttivi può avere delle ricadute positive sul personale di fabbrica?
Automazione e robotizzazione del magazzino: quale integrazione con l’IT?
Automazione nell’allestimento delle spedizioni
I 4.0: per un magazzino privo di eccedenze
Software di simulazione: come ottimizzare i trasporti, individuare la composizione ottimale dei pallet e rendere più efficiente la supply chain?
– Alberto Servida – Presidente ANIPLA Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione, Università di Genova
– Luca Cremona – Product Manager ROLD Smart Fab
– Fabrizio Arnaldi – Socio fondatore e Direttore Commerciale PLANNET
15.40 – 16.00 Coffee Break
16.00 – 16.40
E’ POSSIBILE SUPERARE IL DIVARIO TRA ICT E PRODUZIONE INDUSTRIALE? INTERVISTA DOPPIA TRA CIO E PRODUCTION MANAGER
“Mentre lo sviluppo tecnologico e informatico vive un periodo di continua evoluzione, l’integrazione tra dipartimenti all’interno del modello organizzativo dell’industria italiana mostra maggiori resistenze ad adeguarsi ai cambiamenti in atto. Nel panorama della Digital Innovation, l’integrazione tra competenze gioca un ruolo primario , pertanto, all’interno di una Connected Factory”:
Quale ruolo deve assumere l’IT Manager?
Quali saranno le sue funzioni nel 2025?
Quale ruolo deve assumere il Responsabile Produzione?
Quali saranno le sue funzioni nel 2025?
Come cambiano le competenze dell’IT Manager nella fabbrica 4.0?
Come cambiano le competenze del Direttore Produzione nella fabbrica 4.0?
Quali nuovi talenti assumere all’interno dell’IT Department?
Quali nuovi talenti assumere all’interno della Produzione?
Cosa l’IT Manager chiede al Direttore Produzione?
Cosa il Direttore Produzione chiede all’ IT Manager?
Come far dialogare e comunicare le varie funzioni in vista di un’azienda integrata (e non solo dal punto di vista tecnologico-informatico)?
Intervista a cura di:
– Leonardo Negro – CIO Advisory Services KPMG
– Claudio Umana – Global IT Manager FRACARRO RADIOINDUSTRIE
– Lorenzo Zaniboni – Group Operation Director GRUPPO AGRATI
16.40 – 17.30
DALLE TECNOLOGIE 4.0 ALLA NUOVA ERA PER LA MANUTENZIONE
Quale sono finalità ed obiettivi della Funzione della manutenzione
Quale è stata sino ora l’evoluzione dei modelli tecnico – organizzativi della manutenzione e qual è il nuovo modello che si prospetta
Quali sono le Tecnologie 4.0 che aprono nuove ed impensate prospettive alla manutenzione
In concreto quali sono i benefici attesi nel medio periodo che fanno pensare a una nuova era
Chi deve sviluppare ed applicare le nuove tecnologie
Quali cambiamenti si potranno determinare
Quale sarà il ruolo della manutenzione nell’era 4.0
– Franco Santini – Presidente Emerito AIMAN – Associazione Italiana Manutenzione
– BYinnovation è Media Partner di Industrial Production Forum
Agire o subire le Accise? UtilitEnergy è il luogo fisico e virtuale dove – confrontarsi sulle nuove esigenze che impongono un forte ripensamento dei ruoli e dei processi – valutare nuove idee e soluzioni da portare in azienda – essere propositivo e farsi promotore del cambiamento – essere informato su tutti gli aggiornamenti normativi e i loro impatti operativi – incontrare nuovi potenziali partner per sviluppare in modo innovativo il business – fare un benchmark con altri settori sui progetti cardine dell’evoluzione in atto.
In programma quest’anno la Sessione “Procedure in tema di esclusioni, esenzioni e agevolazioni”
Focus Tecnico
Speech di chiarimento rispetto a quali sono le tipologie dubbie delle varie attività (industriali e esercizi commerciali)
– Pietro Bracco, Commercialista, Puri Bracco Lenzi Associati
Tavola Rotonda “Soluzioni a confronto”
Condivisione delle casistiche particolari per le diverse tipologie di clienti
– Andrea Camerinelli, Responsabile Accise e Dogane, ENI
– Stefano Pavan, Responsabile Accise e Dogane, Enel
– Francesco Careri, Responsabile Accise, Utilità
– Elisabetta Borzone, Billing&Tax Specialist, AXPO Italia
– Vito Gerardo Cipriano, Esperto Accise
Panel “Troviamo insieme le soluzioni”
Confronto one to one tra Tax Manager e un Direttore Commerciale per arrivare a definire insieme durante il dibattito
Quali procedure attivare per evitare criticità in seguito alla fase di acquisizione del cliente
Come realizzare un rapporto proficuo tra le 2 aree aziendali per la gestione corretta delle informazioni da dare al cliente e di come reperirle
– Alessandro Biffi, Responsabile di divisione gas naturale ed energia elettrica, Europam
– Gianfranco Villa, Energy Management, Egea Commerciale
24 Gennnaio 2018 – Novotel Milano Nord Ca’ Granda
– BYinnovation è Media Partner di UtilitEnergy
Involuzione dei Centri Commerciali. Siamo abituati a pensare che viviamo nel Paese più bello del mondo. Ed è vero: siamo il Paese dove si mangia bene, dove si beve bene, dove ci si veste bene, dove l’artigianalità e la qualità sono ancora valori che fanno la differenza.
Ma cosa succede se non si trovano più gli alimentari, le botteghe, i negozi di abbigliamento o di oggettistica, i così detti negozi di vicinato?
Non si tratta di una domanda retorica: sempre più spesso, passeggiando per le vie di un piccolo centro cittadino, dove prima c’era un negozio in piena attività è ora molto facile trovare una saracinesca abbassata e un cartello recante la scritta “Chiuso”. Per fallimento, per cessata attività, per liquidazione.
Anche gli ultimi dati di Confcommercio confermano questo quadro: su un campione di 40 città italiane, escluse le più grandi come Roma, Milano e Napoli, nel periodo 2008-2016 i negozi del commercio al dettaglio hanno subito un calo del 13,2%.
Nei centri storici in particolare la loro presenza è scesa del 14,9%, mentre fuori si attesta un -12,4%. Sono numeri che devono farci riflettere e sui quali in particolare la categoria a cui appartengo, cioè quella degli architetti, deve soffermarsi.
E’ naturale pensare che questi numeri scontino l’evoluzione dei tempi, che porta con sé un modo nuovo di vivere il tempo libero e gli spazi urbani, tuttavia quello che maggiormente sta contribuendo a segnare il destino dei nostri centri storici è la crescita smodata della GDO, dei grandi centri commerciali che con le loro politiche di prezzi aggressive non aiutano il piccolo commerciante.
Tralasciando i dati più prettamente economici e politici, che non mi competono, da architetto mi preme invece sottolineare l’aspetto estetico e culturale. Nel primo caso, credo sia sotto gli occhi di tutti la scarsa attrattività di alcuni centri commerciali, assimilabili a “grandi scatoloni”, privi di qualsiasi senso estetico e mal inseriti nei contesti circostanti, senza alcuna continuità ambientale.
Dal punto di vista sociale, invece, dovremmo ragionare su come la loro presenza abbia cambiato il nostro modo di aggregarci e incontrarci.
La piazza, che per secoli ha fatto parte della nostra cultura è stata infatti progressivamente sostituita da questi nuovi luoghi dedicati alla socialità, sempre più lontani dal centro abitato. Si tratta di un aspetto, quest’ultimo, che non prescinde dai valori che sia l’architetto che la classe politica devono considerare nella progettazione dello sviluppo di un centro urbano.
Gli ultimi progetti retail che ho visto presentati al MAPIC di Cannes nelle scorse settimane, invece che cogliere questa fotografia cupa dei nostri centri urbani, cavalcano ancora la moda dei grandi centri commerciali costruiti in zone lontanissime dal centro, spesso e volentieri senza preoccuparsi di creare o di trovare un possibile legame con la storia, la cultura, il territorio in cui andranno a sorgere.
Alcuni di questi progetti sono gallerie commerciali gigantesche che non hanno alcun rapporto con il contesto, “atterrati” da un altro pianeta, come astronavi dotate di un linguaggio architettonico completamente astruso dall’ambiente architettonico e culturale circostante.
Questi progetti mi fanno seriamente pensare che invece che ad un’evoluzione del retail, stiamo assistendo ad un’involuzione: la proliferazione di questi nuovi mall, che quasi fanno a gara a chi è più grande, rischia sempre più di impoverire e di uccidere i nostri centri, che invece sono la ricchezza del nostro Paese e un perno della nostra tradizione e della nostra memoria.
Come architetto mi sono trovato più volte a confrontarmi con i clienti che ci chiedevano progetti per nuovi centri commerciali e quello che ho sempre cercato di trasmettere è un nuovo modo di vivere e di concepire questi luoghi, con la volontà di instaurare un legame forte e positivo tra il costruito, il contesto e il contenuto, sia che si trattasse di nuove realizzazioni che di riqualificazioni di vecchi immobili.
Nonostante ciò, sono assolutamente convinto che si possa fare di più e si possa intavolare una discussione propositiva con le municipalità e soprattutto con i developer e i gestori, per ripensare ad un format diverso, che non voglia dire solo inserire entertainment nel luogo commerciale, ma ri-proporre una vita reale, fatta di luoghi veri per la socialità.
E’ necessario invertire questa rotta e muoverci per riattivare i centri cittadini, attraverso operazioni di “de-malling”, di riqualificazione e di rivalorizzazione che devono ricucire queste zone commerciali con il contesto e farle tornare ai loro antichi “fasti”, per dare vita a delle esperienze di vera qualità.
Dobbiamo riappropriarci della nostra storia e della nostra cultura, esserne orgogliosi e non adottare modelli che non ci appartengono: i centri commerciali nascevano infatti negli anni ’50 negli USA, per creare delle destinazioni, dei luoghi artificiali di incontro e di eventi per sopperire alla mancanza di questi nelle campagne americane dell’epoca.
Noi non abbiamo bisogno di questi luoghi “finti”, perché abbiamo già i centri urbani, le piazze e le vie più belle del mondo!
Una proposta potrebbe essere di non conteggiare più nella SLP gli spazi commerciali di vicinato, una sorta di “defiscalizzazione” dei metri quadri retail nei centri urbani; ossia una serie di misure per alleggerire il carico fiscale e dar respiro ai commercianti al dettaglio, permettendo loro minori costi, eliminando per periodi iniziali l’affitto, tornando ad essere competitivi e soprattutto rivitalizzando i nostri stupendi centri storici.
Interventi come quello realizzato nell’area Garibaldi-Repubblica con la realizzazione di una nuova area apogea, piazza Gae Aulenti, sono esemplari per dimostrare che il commerciale migliore è quello inserito nel contesto urbano, utile a ricucire il territorio ed ad integrare funzioni differenti, anche se si tratta di nuova edificazione.
Alla fine potremmo stare seduti nelle nostre città aspettando turisti da ogni parte del mondo che vengano a ri-vivere le vibranti esperienze delle nostre radici storiche; insomma un’Italia aperta al futuro, ma ricca del suo passato!
Sono disponibile e aperto ad approfondire questa discussione con chi, come me, ha a cuore il futuro delle nostre città!
arch. Massimo Roy – Progetto CMR
Media Partner Forum Retail e Retail Award 2017. BYinnovation e SmartEfficiency hanno partecipato come partners al successo per la diciassettesima edizione di Forum Retail, l’evento di riferimento del settore ideato e organizzato da IKN Italy.
Più di 900 partecipanti – di cui oltre 150 relatori e 25 Amministratori Delegati Retailer – si sono incontrati nelle due giornate d’evento e si sono confrontati su come connettere il consumatore digitale nel settore Retail.
“Le aziende si devono adoperare per fornire un servizio rapido ed efficiente nell’e-commerce e un’esperienza unica nel PdV” afferma Francesca Cattoglio, socio unico di IKN Italy – “e soprattutto devono essere in grado di mettere subito in pratica l’idea, migliorandola successivamente e prendendo qualche rischio.”
Grazie alle testimonianze dei brand più influenti dei settore Retail si è indagato l’andamento dei beni nel mercato, le logiche dell’e-commerce e dei sistemi di vendita e la gestione dei comportamenti del consumatore nel punto vendita tradizionale.
Dalle ricerche di Altroconsumo e Osservatorio QVC realizzate e presentate in esclusiva per Forum Retail, emerge che il canale più utilizzato per lo shopping è ancora il retail fisico con una quota dell’80,9%; il web è utilizzato dal 55,2% del campione e nella maggioranza dei casi si sovrappone agli altri canali; la Tv rappresenta il 5,5%. In particolare, la popolazione online italiana ha una leggera prevalenza maschile (54%), è composta per oltre la metà da individui sotto i 45 anni d’età che utilizzano soprattutto il Pc, seguito da Smartphone e Tablet.
La tecnologia utilizzata a favore della customer experience digitale viene utilizzata nel 32% dei casi ed è maggiormente apprezzata se presente un ausilio di assistenza: casse self check out (72%) totem (59%) APP (32%) le tecnologie maggiormente presenti nei negozi odierni.
Durante i due giorni, nel Future Lab sono emersi alcuni spunti per vincere la sfida dell’innovazione partendo da una “Road to Technology” fino alla definizione un Action Plan ed Ecosistemi, grazie al contributo di Speaker del calibro di Ernesto Ciorra (Enel), Lucia Chierchia (Electrolux) e Daniele Pes (Altromercato).
Alcuni relatori hanno poi lasciato il segno: Ruben Jais, Direttore D’Orchestra de laVerdi, ci ha insegnato ad aumentare la sensibilità della comprensione per catturare e mantenere l’attenzione del pubblico (e lo stesso vale per il cliente), Andrea Lorini, CEO di Chiara Ferragni Collection, ha evidenziato l’importanza strategica delle partnership con altri brand per dare un’identità ancora più forte al proprio, le plenarie, che vedevano rappresentate aziende del calibro di Amazon, Alibaba e Unes, hanno posto al centro il nuovo volto dell’e-commerce, tra Black Friday (per la prima volta, in Italia, l’e-commerce ha sorpassato le vendite dei Punti Vendita) e Singles Day.
Secondo Giuseppe Grandinetti di Vibram i dati sono il nuovo petrolio e il digital dovrebbe essere un aggregante, un settore orizzontale che dovrebbe toccare tutte le divisioni aziendali.
Grande successo anche per la serata di Gala dei Retail Awards, che ha visto la premiazione di 11 eccellenze del Retail e rafforzato sempre più la nostra presenza nel settore.
Concludendo, possiamo affermare che Forum Retail ci ha regalato: contenuti, emozioni e tante nuove relazioni!
Forum Retail dà appuntamento al 29-30 novembre 2018
– BYinnovation è Media Partner di Forum Retail