Author: enrico

Solids Parma evento dedicato a lavorazioni sfusi, all’industria della lavorazione delle polveri, dei granuli e dei solidi sfusi: si entrerà nel mondo della sensoristica, dell’intelligenza artificiale, della robotica, dei sistemi collaborativi e dell’automazione industriale.

Quali sono le tecnologie più avanzate per la lavorazione dei materiali nel campo della robotica e come possono supportare l’industria di processo?
A questa ed altre domande darà risposta SOLIDS 2024, unico evento italiano che espone le macchine per la movimentazione, lo stoccaggio, l’analisi e la trasformazione dei materiali in forma polverulenta, granulare e dei solidi sfusi.
Tra le numerose tecnologie esposte per la lavorazione dei materiali, gli espositori presenteranno anche soluzioni applicate alla robotica, alcune delle quali brevettate, e risponderanno alle domande dei visitatori, tutti operatori professionali specializzati che ricoprono ruoli decisionali negli acquisti e nelle forniture.

Tecnologie applicate alla robotica in esposizione
A SOLIDS verranno esposte le tecnologie legate alla robotica per il riempimento, lo svuotamento, il dosaggio, il trasporto meccanico, il trasporto pneumatico, la vagliatura e selezione, lo stoccaggio, la miscelazione e la pallettizzazione. E dunque sistemi robotici di insacco e pallettizzazione per granuli e polveri, soluzioni robotizzate per la preparazione di microdosaggi e di ordini di picking di prodotti in sacchi. Alcune aziende presenteranno impiantistica elettrica industriale, antincendio, antiesplosione, impianti e sistemi di automazione industriale evoluta per industria 4.0 e 5.0, con tecnologie di controllo di processo, robotica, automazioni industriali, alcune delle quali in grado di risolvere problemi di intralogistica, oltre che di efficientamento produttivo e riduzione degli errori umani.

Tipologie di lavorazioni eseguite dai robot sui materiali
Se in passato la delocalizzazione della produzione era una scelta quasi obbligata per competere con le realtà low-cost nel magma del mercato globale, adesso quello sull’automazione robotizzata sembra essere l’investimento migliore per incrementare la produttività e la qualità e ridurre la produzione di scarti. La robotica, infatti, consente di introdurre rapidità, ripetibilità e precisione in quasi tutte le fasi dei processi industriali. I robot possono eseguire lavorazioni che coinvolgono il trattamento di materiali in polvere e granuli, comuni in diversi settori, come l’industria alimentare, farmaceutica, chimica e metallurgica, portando vantaggi significativi in termini di precisione, sicurezza e automazione.
Ad esempio, possono essere utilizzati per:
– Movimentazione e Trasporto di Materiali: hanno la capacità di spostare materiali in polvere o granuli da un punto all’altro, riducendo il rischio di contaminazione e migliorando l’efficienza e possono essere integrati con sistemi di aspirazione o sistemi di trasporto a coclea per la movimentazione sicura di questi materiali.
– Miscelazione e Dosaggio: possono essere programmati per miscelare e dosare materiali in polvere o granuli con precisione ed essere integrati con bilance di precisione o sistemi di dosaggio per garantire che i componenti vengano misurati con accuratezza.
– Riempimento e Confezionamento: possono eseguire operazioni di riempimento e confezionamento, ad esempio, riempiendo contenitori o sacchi con materiali in polvere o granuli ed essere utilizzati anche per sigillare o etichettare i contenitori dopo il riempimento.
– Trattamenti Termici e di Superficie: possono eseguire trattamenti termici o trattamenti di superficie su materiali in polvere o granuli, applicando, ad esempio, rivestimenti o eseguendo operazioni di sinterizzazione in ambienti controllati.
– Controllo di Qualità e Ispezione: possono essere equipaggiati con sistemi di visione o sensori per eseguire controlli di qualità e ispezioni, come la verifica della consistenza del materiale, la rilevazione di impurità o il controllo del processo di produzione.
– Manutenzione e Pulizia: possono essere utilizzati per attività di manutenzione e pulizia in ambienti di produzione che trattano materiali in polvere e granuli, aiutando a mantenere gli standard di sicurezza e igiene.

In sintesi, i robot sono ampiamente utilizzati per una varietà di lavorazioni che coinvolgono materiali in polvere e granuli. Grazie alla loro precisione, flessibilità e capacità di automazione, possono essere adattati a diversi compiti, migliorando l’efficienza produttiva e riducendo i rischi per la sicurezza degli operatori umani.

Superintelligence
È l’uso della super intelligenza al servizio dell’industria la vera e propria rivoluzione per il settore manifatturiero e di processo: una sorta di salto quantico verso l’efficienza, la produttività e la sicurezza. Al centro di questa innovazione si trova l’applicazione di sistemi di intelligenza artificiale (AI) capaci di apprendere, ragionare e prendere decisioni in modo autonomo, superando i limiti delle capacità umane.
La superintelligence, applicata nella lavorazione di materiali sfusi, si configura come un potente catalizzatore per ottimizzare i processi produttivi, analizzando grandi quantità di dati per identificare schemi, tendenze e aree di miglioramento, includendo la gestione delle scorte, la pianificazione della produzione e la riduzione degli sprechi. Può essere impiegata per il controllo della qualità attraverso sensori e sistemi di visione per rilevare difetti o contaminazioni, migliorando la qualità del prodotto finale e riducendo gli scarti; per la manutenzione predittiva, analizzando i dati delle macchine e degli impianti per prevedere quando potrebbero verificarsi guasti o malfunzionamenti, aiutando a ridurre i tempi di inattività e aumentando l’efficienza operativa; per automatizzare processi complessi come miscelazione, dosaggio, riempimento e confezionamento con l’ausilio di algoritmi intelligenti, con cui è possibile ottenere maggiore precisione e consistenza nel processo produttivo; per l’analisi dei dati relativi ai materiali sfusi, come proprietà fisiche, chimiche o termiche, e per fare previsioni su come questi materiali reagiranno a determinati processi, favorendo la ricerca e lo sviluppo di nuovi materiali o prodotti.

È importante sottolineare il potenziale di questa trasformazione, ancora in parte inesplorato, che può portare alla riqualificazione e valorizzazione delle persone, chiamate a collaborare con i sistemi di AI, acquisire nuove competenze e sviluppare nuove capacità per operare in un ambiente di lavoro altamente tecnologico e innovativo. La superintelligenza sarà al centro del dibattito del talk show Search & Tech “Superintelligence!” (a cura di Tecnoedizioni Group), il 5-6 giugno dalle ore 14:00.

Gli Approfondimenti
Da non perdere anche la tavola rotonda, il 5 giugno alle ore 11:30, moderata da Franco Canna, direttore di Innovation Post, sulle “Tecnologie abilitanti come l’Intelligenza Artificiale, la Robotica e l’Automazione”, per esplorare argomenti all’avanguardia e scoprire le nuove modalità di finanziamento per catalizzare l’innovazione industriale.

Nuove modalità di finanziamento: catalizzare l’innovazione industriale e finanziare processi di innovazione
A SOLIDS 2024 rappresentanti di aziende, ricercatori ed esperti di finanza agevolata si confronteranno sui nuovi programmi di finanziamento volti a stimolare l’innovazione nel settore industriale e sbloccare il potenziale per una crescita e una competitività future. Mai come oggi le imprese hanno bisogno di strumenti e risorse per sviluppare nuove tecnologie, creare prodotti rivoluzionari e migliorare i processi di produzione, ma spesso si trovano ad affrontare ostacoli nell’ottenere i finanziamenti necessari per trasformare le loro intuizioni in prodotti e servizi tangibili.

SOLIDS IN BREVE
Il termine “SOLIDS” indica “tutto ciò che è possibile raccogliere in un mucchio”. Per questo l’evento è in grado di mettere insieme aziende che trattano diverse categorie merceologiche appartenenti a settori eterogenei: dall’alimentare (si pensi a chicchi di caffè, farina, pasta, cereali) all’agrario (mangimi, fertilizzanti, sementi), da quelli della gomma e della plastica a quelli chimico-farmaceutico e cosmetico, da quelli della lavorazione dei metalli e del vetro a quello del riciclo.

SOLIDS Parma fa parte del circuito di SOLIDS EUROPEAN SERIES, il più grande network europeo di fiere professionali per i solidi sfusi, che annovera le edizioni ad Anversa, Rotterdam, Cracovia, Dortmund e Parma. 1.150 espositori incontrano 15.000 visitatori.

5 – 6 giugno Fiere di Parma

– BYinnovation è Media Partner di Solids Parma

www.solids-parma.it

www.solids-european-series.com

Pharma Hub IKN 2024. Case Study specifici delle principali aziende farmaceutiche sulle domande cruciali nell’implementazione della Direttiva Anticontraffazione in Italia e molto altro.

Le esperienze di AIFA, Farmindustria, Istituto Poligrafico, GS1, Egualia, Roche, Teva, Johnson & Johnson, Boiron ecc. saranno utii per programmare i prossimi investimenti nel settore Pharma: alcune risposte su quale sarà la soluzione standard di identificazione dei prodotti e su come il data matrix interagirà con sistema europeo e NSIS.

Le principali sfide nella supply chain e le soluzioni sostenibili nel packaging: moderatore Enrico Rainero
Gestione delle carenze, l’ottimizzazione dei processi grazie alle nuove tecnologie, le innovazioni sostenibili negli artwork e la qualifica dei fornitori ESG compliant.
Gli impatti su serializzazione e tracciabilità.
Quale sarà la soluzione standard di identificazione dei prodotti per garantire processi efficienti ed efficaci.
Come il data matrix interagirà con sistema europeo e NSIS
Efficientamento del magazzino grazie all’RFID.
Efficientamento dei processi grazie a decisioni data driven e alla collaborazione tra dipartimenti su budget e forecast.

Grazie ai nostri Workshop, confrontati con SIFI su come approcciarti all’export in Russia, chiedi a Merck Serono del progetto di innovazione digitale nei processi di stoccaggio e scopri da Sun Pharma come si è preparata alla serializzazione per l’Italia.

Analizza le best practice nello sviluppo di soluzioni packaging sostenibili
Ottimizza il tuo tempo nello scouting di soluzioni e scopri come Zambon e Dompé hanno raggiunto vantaggi economici e di sostenibilità grazie a dimensioni ridotte di packaging e sostituzione della plastica con la carta.
Confrontati con Eli Lily sulle principali Authoritative Rules diventate ormai obsloete rispetto all’evoluzione digitale e tecnologica
Non perderti le soluzioni di SIFI per eliminare il foglietto illustrativo e le migliori pratiche per garantire efficienza e standardizzazione nella qualifica dei fornitori grazie agli esperti in materia.

Best Supply Chain e Packaging Manager del 2024
iKN Italy, forte della sua esperienza pluriennale nella formazione e informazione del middle management, seleziona, celebra e valorizza i Manager nella Supply Chain e nel Packaging che nell’arco dell’anno si sono distinti per leadership e innovazione.
Nello specifico per l’edizione 2024, iKN Italy premierà il Supply Chain e Packaging Manager che ha dimostrato di saper:
– Efficientare la supply chain attraverso processi e tecnologie con un impatto sulla riduzione del rischio di carenze
– Implementare soluzioni di Packaging portando progressi nella performance e nella sostenibilità

iKN Italy – Your Knowledge Network
Mission e Valori: iKN Italy accompagna le manager e i manager nella loro crescita professionale con percorsi formativi innovativi e personalizzati ed eventi business che attivano networking e ispirazione. L’indipendenza, l’innovazione e la credibilità sono i valori che guidano l’azienda.
Storia ed Evoluzione: Fondata oltre 35 anni fa come IIR – Istituto Internazionale di Ricerca, l’azienda è stata parte dell’Informa Holding fino al 2013, anno in cui Francesca Cattoglio ha guidato il management buy out. Oggi iKN Italy è caratterizzata non solo da una leadership femminile, ma anche da un team composto al 90% da donne.
Contributo e Impatto: iKN Italy è da sempre in prima linea accanto a professioniste e professionisti d’azienda nell’affrontare le sfide del mercato e l’adozione delle innovazioni più disruptive. Dall’introduzione dei pagamenti digitali fino al cloud computing, dalle prime automazioni industriali fino a RPA e Intelligenza Artificiale Generativa, dal neuromarketing al Metaverso, attraverso i cambiamenti normativi e le oscillazioni del mercato, l’azienda ha aiutato le realtà italiane a restare competitive, generare valore dalle nuove tecnologie, imparare dagli esperti, lasciarsi ispirare dai case study internazionali.
Offerta Formativa: Oggi iKN Italy produce corsi di formazione manageriale ed eventi business in 9 diverse aree tematiche: Energy & Utilities, Sostenibilità & Green, Life Science, Health, Pharma, Project Management & Soft Skill, Data AI & Tech, Banche & Assicurazioni, Retail & FMCG.

16 maggio – Novotel Ca Granda, Milano

– BYinnovation è Media Partner di Pharma Hub

website

DELIVER Europe Returns to Amsterdam, Uniting Retail and Commerce Leaders. The premier matchmaking event for retail and commerce professionals, is back in Amsterdam on 5 and 6 June 2024.

Held at the esteemed Taets Art and Event Park, this year’s event is set to gather over 1,000 leaders from industry giants such as Amazon, Procter & Gamble, Nestlé, L’Oréal, Samsung, and Tiktok, offering unparalleled opportunities for connection, collaboration, and innovation.
Founded by Stephane Tomczak, DELIVER Europe celebrates its 9th year, maintaining its legacy of excellence in bringing together the brightest minds in retail and commerce.

According to Stephane Tomczak, “We’re excited to unite the retail and commerce ecosystem. With over 1000 retailers and 150 supply chain partners expected to attend from across the continent, DELIVER Europe serves as the leading matchmaking event for the retail and commerce community.
Matchmaking is in our DNA, and our unique process and platform deliver carefully curated 1-2-1 meetings, fostering valuable connections between retail giants and strategic supply chain providers.”

This year’s conference program will feature a lineup of top experts addressing the future of the retail industry. Jannie Appelt, VP Global Logistics at Just Eat, will deliver a keynote address focusing on the evolution of on-demand delivery and the trend towards empowering everyday convenience.

Jesper Toubøl, Vice President Operations at LEGO, will focus his keynote presentation on the all-important need of boosting efficiency and sustainability through digitalisation and automation.
A highlight of the conference will be an exciting panel titled “The Future is Circular,” featuring Laurence Fontinoy, Head of Circularity at Decathlon, Amy-Marie Allen, Head of Fulfilment, Supply Chain at Selfridges, Stephanie Crespin, Founder & CEO of Reflaunt.com.
Together, they will explore how circularity offers companies a way to gain a competitive edge at significant scale and thrive in a future in which profits will be made differently.

The future of the retail industry will be on display at DELIVER Europe’s vibrant exhibition, with over 150 supply chain experts showcasing cutting-edge solutions.
Among the exhibitors is Ocado Intelligent Automation, presenting their warehouse automation solutions, including the Ocado Storage & Retrieval System (OSRS) and CHUCK AMR.

Dave Wood, Vice President Special Project at Ocado Intelligent Automation, commented: “Ocado Intelligent Automation is a pioneer of automation solutions geared at making the operations of retail brands, 3PLs, healthcare/pharmaceutical, consumer packaged goods, and many more industries more efficient and customer-focused.
DELIVER Europe stands out as a strategic choice for Ocado Intelligent Automation in 2024. With its exceptional participants and precise matchmaking process, the event provides a valuable platform for engaging our target audience, learning more about industry needs, and driving innovative solutions forward”.

In 2024, DELIVER Europe will once again demonstrate its dedication to eco-responsibility by maintaining its 100% carbon-neutral and profit-neutral hosting approach.
As the industry increasingly adopts eco-conscious practices, DELIVER Europe sets the standard by prioritising sustainability in all aspects of event planning.
From providing exclusively vegetarian meals to selecting venues with convenient public transport access and implementing sustainable exhibition practices, DELIVER Europe leads the way in hosting eco-friendly events.

DELIVER Europe, the region’s elite matchmaking event for the retail and commerce community, will return to Amsterdam on 5th and 6th June for its 9th edition.
The event offers precision matchmaking, connecting over 1,000 retail and brand leaders with 170 selected supply chain experts. Attendees can explore innovative solutions during the two-day exhibition and participate in informative sessions covering topics such as the Tech Retail Revolution, Sustainability, and Data-Driven Decision-Making.
An exclusive Dining & Networking Party hosted on 5 June will enable attendees to connect in a relaxed setting whilst enjoying prime entertainment.

Amsterdam on 5 and 6 June 2024

– BYinnovation is Media Partner of DELIVER Europe

www.deliver.events/europe

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Geotermia energia a emissioni zero può generare il 10% della produzione elettrica italiana nel 2050. Una filiera rilevante per la decarbonizzazione e lo sviluppo con valore stimato pari a 38 miliardi di Euro.

Stimare il contributo della geotermia a emissioni nulle per il processo di decarbonizzazione del Paese e le ricadute di questa tecnologia sull’economia italiana e le filiere locali.
È stato questo l’obiettivo del primo Studio Strategico in Italia “La geotermia a emissioni nulle per accelerare la decarbonizzazione e creare sviluppo in Italia”, promosso da Rete Geotermica con il supporto di The European House – Ambrosetti.
Rete Geotermica è l’associazione di imprese del settore che nasce dalla volontà di creare una filiera in grado di valorizzare la risorsa geotermica presente sul territorio nazionale.
I risultati dello Studio sono stati presentati e discussi in una Tavola Rotonda tra i vertici di aziende della filiera operatori del mondo business e Istituzioni di riferimento.

“ Rete Geotermica ha consolidato una filiera di aziende che rappresentano l’eccellenza italiana nel settore a livello mondiale per lo sviluppo di progetti geotermici ad emissioni nulle. In Italia, Rete Geotermica ha in sviluppo 44 progetti per oltre 800 MWe di potenza elettrica installabile ed investimenti di circa 8 miliardi di Euro da realizzare entro il 2040. Purtroppo, ad oggi, nessun impianto è stato realizzato a causa dei complessi iter autorizzativi e della mancanza di adeguate politiche di sostegno allo sviluppo di questa tipologia di progetti. Auspico che questa iniziativa possa aumentare la consapevolezza dei decisori politici sul ruolo strategico che ha la geotermia ad emissioni nulle e di guidarne lo sviluppo per contribuire alla transizione energetica del nostro Paese.” ha commentato Fausto Batini, Presidente di Rete Geotermica.

“La Geotermia è “il petrolio pulito” dell’Italia, si tratta di utilizzarlo. Una risorsa non ancora valorizzata per ottimizzare il bilancio energetico del paese e un’opportunità mai colta fino ad ora, ad alto ritorno e bassissima volatilità, per gli investitori”, ha commentato Roberto Crapelli, Consigliere di Amministrazione e Co-founder, GZEI.

La fonte primaria per la produzione di energia geotermica è il calore generato dai processi geologici presenti all’interno del pianeta.
L’energia geotermica è quindi una forma di energia rinnovabile e programmabile che può essere impiegata in modo integrato per la coproduzione di energia elettrica e termica ed anche per l’estrazione di materie prime critiche, come il litio. L’Italia ha una tradizione ultracentenaria nella geotermia.
Negli ultimi anni non sono stati realizzati nuovi impianti geotermoelettrici facendo perdere la posizione di leadership acquisita a livello mondiale: nel 2000 l’Italia era il 4o Paese al mondo per potenza elettrica installata della tecnologia tradizionale, mentre è oggi l’8o Paese al mondo.

In Italia, i piani energetici nazionali non puntano su questa tecnologia
Nella bozza del PNIEC non viene citato un obiettivo per la geotermia a emissioni nulle, mentre la bozza del Decreto FER2 prevede uno sviluppo minimo (solo 60 MW per impianti ad emissioni nulle).
Anche guardando al 2050, la strategia italiana di lungo periodo non riporta obiettivi puntuali per la geotermia a emissioni nulle. Di contro, l’UE sta considerando la geotermia come una tecnologia strategica per la decarbonizzazione e mira a triplicare la produzione entro il 2050.
Per questo motivo, The European House – Ambrosetti ha calcolato il potenziale di sviluppo della tecnologia: ipotizzando che l’Italia riesca a valorizzare anche solo il 2% del potenziale presente in tutto il territorio italiano nei primi 5 km di profondità (pari a 2.900 TWh), la geotermia potrebbe contribuire al 10% della produzione elettrica prevista al 2050.
A livello di energia termica (attraverso le reti di riscaldamento e le pompe di calore geotermiche) complessivamente la geotermia potrebbe contribuire al 25% dei consumi finali termici di oggi, permettendo all’Italia di ridurre del 40% gli attuali consumi finali di gas naturale.

“La geotermia a emissioni nulla potrebbe avere un beneficio geostrategico e limitare la dipendenza dai Paesi esteri. Infatti, l’estrazione di litio dai fluidi geotermici rappresenta un’opportunità strategica per ridurre il rischio geopolitico e sostenere la filiera europea, in un contesto in cui la domanda di litio a livello globale è stimata aumentare di almeno 15 volte entro il 2040 rispetto ai livelli del 2020, spinta dalla domanda di veicoli elettrici e batterie di accumulo. Allo stesso tempo, la geotermia è la tecnologia green meno dipendente dalle materie prime critiche, riducendo quindi la dipendenza da Paesi esteri. Infine, le risorse geotermiche non necessitano di approvvigionamento estero, contribuendo ulteriormente a ridurre la dipendenza da Paesi terzi.”, ha commentato Lorenzo Tavazzi, Senior Partner e Responsabile Area Scenari e Intelligence di The European House – Ambrosetti.

Lo sviluppo della geotermia a emissioni nulle ha però anche risvolti economici e industriali
The European House – Ambrosetti ha ricostruito per la prima volta la filiera tecnologica della geotermia in Italia e negli altri Paesi europei, attraverso l’analisi di 4.787 tecnologie relative ai 24 settori manifatturieri per i Paesi dell’Unione Europea, dal 1995 ad oggi, per un totale di circa 90 milioni di dati e informazioni.
È emerso come l’Italia vanti una posizione di leadership in termini di filiera tecnologica per la geotermia; è infatti il secondo Paese in UE – dopo la Germania – per valore della produzione industriale potenzialmente attivabile dalla filiera geotermica pari a 37,7 miliardi di Euro (il 23,7% del totale europeo e un valore più alto della somma del valore di produzione di Francia, Spagna e Polonia pari a 36,9 miliardi di Euro). Oltre al know-how manifatturiero, l’Italia è tra i Paesi leader in Europa anche nella fornitura di servizi ad alta specializzazione, sia nell’ambito esplorativo (caratterizzazione geologica, geochimica e geofisica), che negli studi di fattibilità e nella successiva ingegnerizzazione, coprendo, quindi, tutta la catena del valore di sviluppo di un progetto geotermico.

Investire nella tecnologia geotermica genera elevate esternalità economiche positive a livello locale
Infatti, The European House – Ambrosetti ha calcolato per la prima volta il moltiplicatore economico e occupazionale associato agli investimenti nella tecnologia geotermica: 1 Euro investito in questa tecnologia attiva altri 2 Euro nel resto dell’economia, per un moltiplicatore economico che è il più alto tra le fonti rinnovabili.

Ogni GW installato genera un Valore Aggiunto complessivo a livello di sistema-Paese pari a 8 miliardi di Euro
Anche dal punto di vista sociale e occupazionale, il settore della geotermia gioca un ruolo chiave, generando circa 6.131 nuovi occupati (diretti, indiretti e indotti) per ogni GW installato, e risultando la tecnologia green a maggiore intensità occupazionale. Infine, occorre evidenziare l’elevato capacity factor della geotermia che garantisce una produzione elettrica superiore a parità di MW installato rispetto alle altre fonti di generazione elettrica.

Alla luce di queste evidenze, la geotermia a emissioni nulle può rappresentare un driver chiave per la transizione energetica italiana.
Tuttavia, permangono alcuni vincoli che limitano il pieno potenziale della tecnologia, tra cui il costo di generazione elettrica, l’elevato rischio di esplorazione iniziale e iter autorizzativi ancora troppo complessi. In tal senso, per poter cogliere e valorizzare i benefici della tecnologia a emissioni nulle The European House – Ambrosetti ha identificato alcuni ambiti di policy concrete: risulta opportuno definire dei meccanismi di incentivazione adeguati che ne favoriscano lo sviluppo (ad esempio, attraverso specifiche tariffe incentivanti pari a 300 €/MWh per i primi 10 anni, riducibili a 200 €/MWh nei successivi 15 anni), misure di de-risking per tutelare l’attività imprenditoriale dal rischio intrinseco della tecnologia (ad esempio, tramite la compensazione per gli sviluppatori dei progetti geotermici condizionata al successo/fallimento della perforazione del primo pozzo esplorativo) e snellire e ottimizzare gli iter autorizzativi (ad esempio, attraverso la creazione di un Autorità Geotermica Nazionale e l’istituzione del Titolo Autorizzativo Unico).

www.ambrosetti.eu

www.retegeotermica.it

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Trasporti sempre più green per il futuro. Il settore dei trasporti è ancora principalmente alimentato da carburanti derivati dal petrolio, contribuendo a circa il 25% delle emissioni globali di gas serra (GHG).
Le principali economie mondiali stanno incrementando misure per accelerare la decarbonizzazione del settore attraverso l’innovazione tecnologica, il cambiamento delle politiche e una maggiore efficienza.

Gli approcci normativi ai trasporti possono essere suddivisi in quattro categorie principali: sistemi di scambio di quote di emissioni (ETS), norme sulle emissioni dei veicoli, norme sui carburanti e incentivi all’adozione di tecnologie a basse emissioni di carbonio.

Innovazioni nei trasporti aereo, terreste e marittimo

Trasporto aereo
Le compagnie aeree sono disposte ad investire in aerei di qualità migliore e dai consumi più ridotti, con ogni generazione di velivoli più efficiente della precedente anche del 25%.
Ad esempio, le compagnie che utilizzano aerei a fusoliera larga, che un tempo necessitavano di quattro motori per i voli transatlantici, adesso possono fare la traversata con due soltanto grazie ai miglioramenti in termini di potenza ed efficienza.
Questo permette di abbattere i costi del carburante nonché le spese di manutenzione, che costituiscono una quota significativa dei costi delle compagnie aeree.
Sono in via di sperimentazione anche altre tecnologie aeronautiche. Airbus mira a portare sul mercato il primo aereo commerciale a idrogeno entro il 2035: un aeromobile del genere avrebbe quale unico sottoprodotto l’acqua e, se alimentato con idrogeno di provenienza sostenibile, potrebbe rivelarsi una soluzione chiave.
Tuttavia, è necessario ulteriore lavoro in termini di efficienza operativa, ad esempio individuando rotte di volo più semplici, impiegando l’intelligenza artificiale per ridurre la congestione degli aeroporti e stabilendo altitudini e velocità di volo ottimali per limitare il consumo di carburante

Trasporto ferroviario
Il trasporto ferroviario produce 14 g di CO2 equivalente per passeggero-chilometro, rispetto ai 166 g delle automobili e ai 261 g del trasporto aereo[2]. L’UE si è data l’obiettivo di incrementare la quota mondiale del trasporto ferroviario dal 18% al 30% entro il 2030.
A tale scopo è necessario assicurare investimenti adeguati nell’infrastruttura ferroviaria, oltre a una continua tassazione dei veicoli su strada. Le flotte dovranno diventare più efficienti, con treni più grandi per una maggiore capacità di carico e un consumo energetico ottimale. L’elettrificazione delle linee sarà fondamentale, ma il ritmo di adozione è tutt’altro che omogeneo. Inoltre, si potrebbero esplorare anche fonti energetiche alternative come le batterie, i biocarburanti e l’idrogeno.

Trasporto su gomma
L’attenzione dei produttori di veicoli si sta attualmente concentrando sul passaggio dai tradizionali motori a combustione interna (ICE) ai veicoli elettrici a batteria (BEV) o a celle di combustibile a idrogeno (FCEV), tenendo in considerazione che ogni uso richiede un approccio differente.
Ad esempio, gli autobus utilizzati nei centri urbani hanno più facile accesso alle stazioni di ricarica e, grazie alla regolarità dei percorsi e alla necessità di migliorare la qualità dell’aria nelle città, si è registrata una transizione relativamente rapida verso i BEV.
Quest’ultimi, che hanno rappresentato rispettivamente il 29% e il 22% delle immatricolazioni di nuove auto in Cina e in Europa nel 2022, dovrebbero diventare il tipo di autovettura dominante.
Ostacoli non trascurabili sono costituiti dalla costruzione di un’infrastruttura adeguata, per contrastare l'”ansia da autonomia”, e dai prezzi ancora elevati. Il passaggio ai veicoli elettrici favorisce anche l’adozione dei veicoli autonomi (AV), che potrebbero aiutare nell’abbattimento dei costi associati all’assunzione di autisti.

Trasporto marittimo
Tre tipi di navi dominano le emissioni di gas serra del trasporto marittimo internazionale: portacontainer, portarinfuse e petroliere. Queste imbarcazioni hanno una durata di vita compresa tra i 25 e i 30 anni, quindi l’ammodernamento ed una migliore gestione della flotta esistente sono fondamentali per la riduzione delle emissioni.
Le grandi compagnie di navigazione hanno compiuto progressi grazie all’installazione di sistemi di depurazione dei gas di scarico, al cold ironing (il collegamento alla rete elettrica a terra durante l’ormeggio), e al miglioramento della forma di prue ed eliche. Anche la riduzione della velocità, la corretta manutenzione dello scafo e la pianificazione efficiente dei viaggi permettono di abbattere le emissioni complessive.
L’implementazione di queste misure su tutta la flotta globale consentirebbe di ridurre le emissioni di carbonio del 25-30%[6] e rappresenta la via principale per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione fissati dall’International Maritime Organisation per il 2030[7]. Tuttavia, gli sviluppi tecnologici sul fronte dei motori e dei carburanti alternativi, in particolare per quanto concerne ammoniaca, idrogeno e metanolo, avranno un impatto maggiore nel medio periodo.
Secondo le previsioni, il metanolo e l’ammoniaca dovrebbero essere particolarmente competitivi dal punto di vista dei costi, oltre che facili da immagazzinare e trasportare. L’anno scorso la società europea di spedizioni/logistica Maersk ha lanciato la prima nave verde alimentata a metanolo, in un viaggio dalla Corea del Sud alla Danimarca.
Per azzerare le proprie emissioni nette entro il 2040, l’azienda mira a trasportare almeno il 25% del carico oceanico utilizzando combustibili verdi entro il 2030.

Per accompagnare la transizione energetica e raggiungere gli obiettivi sulle emissioni di carbonio a questa associati, il settore dei trasporti andrà incontro a una grande evoluzione sia nella tecnologia che nei comportamenti. Le aziende continueranno a innovare i loro prodotti, sotto la spinta dei cambiamenti normativi e grazie alla fornitura di infrastrutture adeguate.

Autore: Joe Horrocks-Taylor, Senior Associate, Investimento responsabile di Columbia Threadneedle Investments

Columbia Threadneedle Investments è un gruppo di asset management leader a livello globale, che gestisce EUR 577 miliardi [1] per conto di clienti individuali, istituzionali e corporate in tutto il mondo.
Il Gruppo, che si avvale delle competenze di oltre 2500 collaboratori, tra cui più di 650 analisti e gestori operanti in Nord America, Europa e Asia, offre un’ampia gamma di strategie azionarie, obbligazionarie e alternative, nonché soluzioni specializzate nell’investimento responsabile.
Columbia Threadneedle Investments è parte di Ameriprise Financial, Inc. (Gruppo altamente diversificato e patrimonializzato quotato al NYSE da 1,4 trilion USD di asset), uno dei principali fornitori statunitensi di servizi finanziari.

www.columbiathreadneedle.it

La Terra è rivestita dai nostri rifiuti tessili. Solo l’1% trova nuova vita. In attesa della nuova normativa europea, serve attivarsi rapidamente per costruire una filiera virtuosa di riciclo, riuso e recupero per tonnellate di scarti e abiti usati che dall’Europa invadono Africa e Asia.

Safe, hub di consorzi di economie circolari punta i riflettori su tema sempre più urgente per tutelare la salute del nostro pianeta: il rifiuto tessile.

Nell’Unione europea, solo l’1% degli abiti usati viene riciclato in nuovi prodotti
Niente, se consideriamo che, mediamente, ogni cittadino dell’Unione acquista circa 26 chilogrammi di prodotti tessili all’anno, e ne butta via quasi 11.
Uno spreco che va a generare anche uno sfruttamento intensivo di risorse naturali: il settore del tessile e della moda è la terza fonte di degrado delle risorse idriche e del consumo di suolo.
Ad esempio, solo per fabbricare una unica maglietta di cotone, si stima che servano 2700 litri di acqua dolce, una quantità pari a quanto una persona dovrebbe bere in 2 anni e mezzo.
Inoltre, la produzione globale di fibre tessili continua a crescere: si stima che entro il 2030 arriverà a 145 mln di tonnellate, nel 2020 era di 109 mln. (dati 2020 Parlamento Europeo).

In attesa che entri in vigore la nuova normativa europea ‘EPR’ (Extended Producer Responsibility), che allarga a tutti i produttori di beni l’obbligo della gestione sostenibile dei rifiuti generati dalle loro filiere produttive, Safe è già attiva con importanti attori del sistema industriale Tessile – Moda per la gestione del rifiuto tessile.
Aziende che attualmente assumono in modo volontario un impegno importante, interpretando le direttive, previste e non ancora in vigore.

Già da alcuni anni, Re.crea e Retex.green, i consorzi rispettivamente di Camera Nazionale della Moda Italiana e Sistema Moda Italia, si sono affidati al Gruppo Safe per costruire una filiera di recupero del rifiuto tessile con standard tecnici e qualitativi ai massimi livelli.

“Il nostro obiettivo – dichiara Giuliano Maddalena, CEO di Safe – è realizzare filiere in grado di puntare al massimo recupero ma anche elaborare disciplinari e sistemi di controllo per evitare infiltrazioni delinquenziali e crimini ambientali. Per questo ci impegniamo tutti i giorni e anche in ambito tessile stiamo portando avanti progetti e attività specifiche per costruire un sistema di gestione del rifiuto tessile sempre più virtuoso”.

In partnership con i produttori associati Safe gestisce tutta la fase di post consumo dei prodotti, ovvero il momento in cui questi beni diventano rifiuti urbani, ma che possono costituire una miniera per filiere del riuso, del recupero di materie prime seconde.
Andando oltre il trattamento del rifiuto tessile, il consorzio prevede anche l’organizzazione di reti di riparazione, re-manufacturing e rivendita qualificata, un ‘riuso garantito’ a servizio delle imprese, e a beneficio dei consumatori.

Safe – Consorzi economie circolari – è l’hub italiano dei consorzi per le economie circolari, che dal 2006 raggruppa quattro sistemi collettivi (Ecoped, Ridomus, Ecopower e Pneulife) senza fine di lucro per il corretto riciclo di apparecchiature elettriche ed elettroniche a fine vita (RAEE), climatizzatori domestici e industriali, pile e accumulatori esausti e pneumatici fuori uso (PFU). A questi si sono aggiunti a partire dal 2022 due importanti consorzi per il recupero dei rifiuti tessili: il consorzio Retex.green, fondato da Sistema Moda Italia, e il consorzio Recrea, fondato dalla Camera Nazionale della Moda Italiana. Grazie a un’organizzazione snella e competente, le oltre 950 aziende aderenti ai consorzi di Safe dispongono di un motore condiviso che consente loro di adempiere in modo appropriato e competente a una corretta Gestione dei Rifiuti, andando anche oltre agli obblighi della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR). Safe garantisce infatti filiere di economia circolare che sono solide, garantite, qualificate, tracciate e controllate. Dal 2011, Ecoped, grazie a Safe, applica Ecoguard®, un sistema di garanzia e di controllo delle filiere RAEE (in particolare R4) ancora oggi unico a livello Europeo. Dal 2017 Safe adotta anche uno stringentissimo Protocollo di Legalità che gli consente di prevenire a monte le infiltrazioni criminali delle sue filiere.
Safe è anche promotore del progetto OltreilGreen, volto a dare un marchio/insegna a tutte le aziende aderenti ai Consorzi che si distinguono per il l’impegno concreto in progetti di economia circolare, andando oltre il semplice rispetto delle normative vigenti.

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