Author: enrico

La Tradizione illuminata. SMARTEFFICIENCY per ILLUMINAZIONE. Deco Industrie, proprietaria di Scala, il marchio del settore iscritto nel Registro Speciale dei Marchi Storici di Interesse Nazionale secondo il Ministero dello Sviluppo Economico, si è avvalsa della consulenza di SmartEfficiency per la riqualificazione illuminotecnica dei propri stabilimenti di Bagnacavallo (RA), Forlì (BO) e Zerbinate di Bondeno (FE). (altro…)

Strategie per Diversity Inclusion per migliorare resilienza e reputation. I concetti di diversità e inclusione si stanno sempre più affermando a livello mondiale quale valore fondamentale all’interno degli ambienti di lavoro: sono parte integrante delle strategie di sostenibilità e Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR) nelle organizzazioni e strumento efficace per migliorare resilienza e reputazione.

Per molte imprese l’integrazione e il rispetto delle diversità costituiscono una vera e propria strategia di business, che sta acquisendo sempre più valore nel corso degli anni.
Per Diversity si intendono le caratteristiche che determinano differenze e similitudini tra gli individui e che influenzano l’identità e la prospettiva che portano con sé sul posto di lavoro. Inclusion si riferisce, invece, all’insieme di pratiche inclusive verso tutti gli stakeholder presenti nel contesto dell’organizzazione, volte a valorizzare la diversità all’interno dell’ambiente di lavoro (genere, orientamento sessuale, origini etniche, cultura, abilità fisiche, etc.).

L’edizione 2021 del “Diversity brand index” attesta la grande importanza del tema dell’inclusione anche tra i consumatori. L’88% della popolazione è, infatti, più propensa ad avvicinarsi ai brand più inclusivi, il gap tra i ricavi di un brand inclusivo rispetto a uno non inclusivo può superare il 23% a favore del primo e le aziende maggiormente inclusive ottengono ottimi risultati anche con il passaparola: il Net promoter score dei brand più inclusivi aumenta dell’81,2% mentre quella dei marchi non inclusivi scende del 90,9%.

Investire in Diversity & Inclusion apporta una maggiore creatività e innovazione, altro tema chiave, quest’ultimo, per l’uscita dalla crisi attuale, ma anche garanzia di flessibilità e migliore capacità di risoluzione dei problemi.

Ma come è possibile applicare fattivamente delle politiche di diversità e inclusione?
In che modo sono così attuali?
Cosa si può imparare per renderle un vero traino del nostro business?

“Il primo passo per comprendere l’importanza dei temi emergenti in ambito di Diversity & Inclusion è partire dei propri pregiudizi e dalle credenze personali, derivanti dal contesto socioculturale in cui siamo abituati a interagire”, afferma Sara Brandimarti, Global Product Performance Manager Sustainability in Business Assurance di TÜV Italia.

Il ruolo dei pregiudizi (i cosiddetti unconscious bias), è essenziale nell’approcciare un contesto veloce e mutevole come quello attuale. Le organizzazioni e i lavoratori sono spinti a cambiare priorità, modalità di agire, contesti relazionali e culturali in modo sempre più rapido.
Lavorare sul concetto di inclusione e sull’accettazione della diversità come una risorsa da accogliere e stimolare, porta le organizzazioni a lavorare in maniera più aperta, innovativa e ad abbandonare le rigidità tipiche di un contesto sociale percepito come arcaico.

“Si tratta di temi complessi e delicati che vanno affrontati a livello strategico e con un taglio pratico che rendano coerenti, agli occhi dei portatori di interesse, le dichiarazioni dei membri del Board con la realtà vissuta e percepita dai lavoratori, fornitori, utenti dei servizi che sperimentano l’inclusione in prima persona”, aggiunge Brandimarti.

Per un’azienda può essere utile prendere come riferimento la linea Guida ISO 30415, che suggerisce all’organizzazione il perimetro di azione e gli step da seguire per assicurarsi un livello di integrazione ottimale del tema D&I all’interno dell’organizzazione stessa.

“Le tematiche relative a diversità e inclusione appartengono e contribuiscono alla dimensione sociale ed economica della sostenibilità”, dichiara Francesco Bovalo, Project specialist Sustainability nella Divisione Business Assurance di TÜV Italia.

Lo sviluppo di policy e iniziative in campo D&I contribuisce a 3 dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs): 5 Parità di genere, 8 Lavoro dignitoso e crescita economica e 10 Riduzione delle disuguaglianze.
La diversità è parte fondamentale delle strategie di sostenibilità delle organizzazioni, ed è perfettamente integrata, complementare e funzionale con la sostenibilità aziendale.
A livello aziendale è necessario prevedere un cambiamento culturale che deve passare anche dall’educazione, in quanto è sempre più evidente l’importanza di investire in progetti formativi che sviluppino consapevolezza.

“Un’organizzazione realmente inclusiva è un’organizzazione che sa accogliere la diversità sia nei processi aziendali, sia da un punto di vista relazionale, diffondendo una cultura organizzativa orientata alla valorizzazione della pluralità”, afferma Cristina Brodo, Business Unit Manager TÜV Italia Akademie. “Questo percorso passa necessariamente attraverso la formazione di tutti, dal top management e in generale a tutti i dipendenti per garantire sensibilizzazione e consapevolezza dei propri comportamenti”.

Per andare in supporto alle organizzazioni, TÜV Italia ha progettato un percorso E-Learning che possa diffondere in modo efficiente ed efficace tali argomenti, con una suddivisione in unità didattiche dove si alternano momenti di conoscenza ad attività di learning by doing, mappe concettuali ad interazioni in cui il partecipante ha la possibilità di mettersi in gioco e dimostrare quanto ha appreso.

La stimolazione continua, l’utilizzo di case study animati forniscono “ritmo” e rendono la fruizione dei contenuti piacevole e questo contribuisce all’interiorizzazione.

Fondato nel 1866 come associazione di controllo delle caldaie a vapore, il Gruppo TÜV SÜD è cresciuto diventando un’impresa globale. Opera con oltre 24.000 dipendenti dislocati in oltre 1.000 sedi in circa 50 paesi allo scopo di migliorare costantemente tecnologia, sistemi e competenze. TÜV SÜD contribuisce attivamente a rendere innovazioni tecniche come Industria 4.0, guida autonoma ed energie rinnovabili sicure e affidabili.

TÜV Italia fa parte del gruppo TÜV SÜD ed è presente in Italia dal 1987. TÜV Italia ha una struttura di oltre 600 dipendenti e 400 collaboratori, con diversi uffici operativi sul territorio nazionale, a cui si affiancano i laboratori TÜV Italia e Bytest a Volpiano (TO) e pH a Barberino Tavarnelle (FI), acquisite rispettivamente nel gennaio 2012 e nel gennaio 2013.
TÜV Italia organizza periodicamente webinar e seminari gratuiti, dove vengono affrontati I temi tecnici più attuali, altre ai numerosi corsi formativi professionali, dedicati ad approfondire e sviluppare competenze in tutti i settori in cui l’ente opera.

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Rompere soffitto di cristallo e aumentare la presenza femminile nei ruoli di leadership. SumUp: dai bias inconsci del “mini-me” alla sindrome dell’impostore: insieme a Felizitas Lichtenberg (she/her), Global Head of Diversity and Inclusion, e Nastasia Neumann (she/her), Lead Talent Acquisition Partner, la fintech SumUp mette in evidenza le strategie da applicare nel processo di recruiting e nella comunicazione per rompere il “soffitto di cristallo” e dare più spazio alle donne nei ruoli di leadership.

Nel mondo del lavoro, per le donne è ancora evidente la difficoltà a rompere il “soffitto di cristallo”, a raggiungere cioè ruoli di rilievo all’interno della propria organizzazione lavorativa o sociale o ad affermare la parità dei diritti, a causa di barriere e discriminazioni sociali, culturali e anche psicologiche.

A confermarlo sono anzitutto i numeri: secondo un sondaggio IBM, ad esempio, su 2.300 organizzazioni mondiali meno di 2 ruoli di responsabilità su 10 (tra cui CEO, vicepresidenti, direttori e senior manager) sono ricoperti da donne e un’analisi condotta da Preply rivela che le donne rappresentano solo il 4,7% dei più importanti CEO a livello mondiale.

Per raggiungere un equilibrio di genere sul lavoro è necessario affrontare i pregiudizi inconsci – a partire dal processo di assunzione: secondo il Gender Insights Report di LinkedIn, nell’esaminare i candidati i recruiter hanno il 13% di probabilità in meno di cliccare e visualizzare il profilo di una donna quand’esso compare nelle ricerche. Eppure, nel momento in cui vengono esaminati, i profili delle donne risultano qualificati tanto quanto quelli maschili.

È necessario, quindi, che le aziende lavorino su più fronti per abbattere barriere, stereotipi e pregiudizi e per creare una cultura aziendale che valorizzi la diversità e all’interno della quale la donna non si senta in difetto.

A fare il punto sul tema è SumUp, fintech leader nel settore delle soluzioni digitali e cashless per le piccole imprese e sempre al fianco delle donne e imprenditrici di tutto il mondo.

Insieme a Felizitas Lichtenberg (she/her), sua Global Head of Diversity and Inclusion, e a Nastasia Neumann (she/her), sua Lead Talent Acquisition Partner, la fintech sta infatti portando avanti un percorso che mira a valorizzare i migliori talenti professionali e individuali e a creare una cultura aziendale in cui la partecipazione femminile nei ruoli di leadership venga supportata.
Anche grazie a questo lavoro continuo, SumUp può oggi vantare il 51% di donne tra i dipendenti dell’azienda; inoltre, nell’ultimo anno, la presenza femminile in ruoli executive è passata dal 17% al 25%; nel 2021, con l’impegno ad assumere il 30% di donne nei ruoli dirigenziali, Sumup ha raggiunto l’obiettivo del 48%. Si tratta di risultati particolarmente importanti considerando il settore i cui opera la fintech. Inoltre, proprio in questi giorni la Vicepresidentessa del Design di SumUp, Pamela Mead, ha ricevuto il riconoscimento come una delle 25 donne leader nella tecnologia finanziaria da parte del Financial Technology Report: entrata in SumUp nel 2019, Pamela lavora con il suo team mettendo al primo posto nella progettazione dei prodotti l’accessibilità, per creare soluzioni che siano efficaci, utili, ma soprattutto inclusive per tutti i commercianti.

Un esempio e un apprezzamento importante che dà ancora più forza a SumUp nel proseguire questa crescita e la dedizione per aumentare ulteriormente la presenza di donne in ruoli di leadership. “Per farlo – spiegano Felizitas Lichtenberg e Nastasia Neumann – è necessario decostruire i bias inconsci (come, ad esempio, la sindrome del ‘mini-me’ o i cosiddetti in-group bias), radicati nella società e nelle persone, inclusi i recruiter e i responsabili delle assunzioni e delle Risorse Umane. È fondamentale aumentare la consapevolezza generale in merito ai pregiudizi e a come le micro-disuguaglianze possano manifestarsi in ogni contesto, così da migliorare le strategie di ricerca, attingendo talenti da diversi e nuovi network. Allo stesso tempo, bisogna supportare le donne affinché superino convinzioni autolimitanti e sovrastrutture (ad esempio la sindrome dell’impostore)“.

Un processo delicato che parte dalle strategie da applicare già in fase di recruiting e nella comunicazione interna all’azienda, e che, come spiega SumUp, è necessario per costruire una cultura aziendale sana, che garantisce il rispetto dei diritti di tutti e favorisce la crescita professionale dei singoli e dei team di lavoro.

Proprio con l’intento di ispirare altre aziende ad avere un approccio inclusivo e accogliente che valorizzi le figure femminili, Felizitas Lichtenberg, Nastasia Neumann e SumUp condividono quattro punti chiave che stanno sperimentando per migliorare giorno dopo giorno la crescita delle donne in azienda.

1 – Evitare i bias in fase di recruiting
La collaborazione tra il team Diversity & Inclusion e quello delle Risorse Umane è fondamentale: da una parte è necessario incoraggiare candidature al femminile anche attraverso annunci di lavoro inclusivi, dall’altra bisogna formare i recruiter e gli HR Manager affinché non svolgano i colloqui basandosi, anche inconsciamente, su bias e pregiudizi. Proprio per questo, ad esempio, SumUp sta adottando una strategia per la quale i colloqui vengono svolti attraverso diverse interviste: mettere insieme più opinioni su un candidato aiuta ad eliminare i bias inconsci che un singolo recruiter potrebbe avere e a far sì che si ottenga una visione il più oggettiva possibile. In particolare, per i ruoli “senior” si prevedono anche più interviste con numerosi stakeholder interni all’azienda.

2 – Eliminare la sindrome del “mini-me” (o in-group bias)
Un approccio al recruiting di questo tipo aiuta ad arginare la cosiddetta sindrome del “mini-me” (o i cosiddetti in-group bias), che porta referenti e dirigenti a favorire o cercare candidati che siano il più simili possibile a loro per età e genere, mentalità, esperienza nel settore, con cui condividono formazione scolastica e lavorativa, ma anche hobby. Tuttavia, creare un luogo di lavoro con individui troppo simili tra loro può essere controproducente: si rischierebbe soltanto di ottenere un team poco diversificato, mancante di innovazione e punti di vista differenti.

3 – La condivisione fa la forza contro la sindrome dell’impostore
Uno spazio di lavoro sicuro è un luogo all’interno del quale sentirsi liberi, a qualunque livello di seniority, di condividere i propri errori e di mostrarsi vulnerabili, senza per questo sentirsi giudicati.
Raccontare le proprie difficoltà può aiutare a sentirsi meno soli, ad esempio raccogliendo esperienze dirette da parte di colleghi che si trovano – o si sono trovati – ad affrontare situazioni analoghe. Nel caso delle donne, ad esempio, è comune la cosiddetta “Sindrome dell’Impostore”, una condizione psicologica per la quale un individuo arriva a dubitare delle proprie competenze e a non riuscire a riconoscere neanche i propri meriti. A causa di questa condizione, molti professionisti non raggiungono ruoli di leadership: temono, infatti, di non essere adeguati e di non poter pretendere o meritare aumenti e incarichi di responsabilità. In un contesto lavorativo aperto all’ascolto, invece, una persona può scoprire di non essere la sola a vivere questa specifica condizione e, grazie al supporto di colleghi e colleghe, superare questo “disturbo” e ritrovare la propria serenità e sicurezza sul lavoro.

“Nei momenti in cui ho dubbi o insicurezze mi ritrovo addirittura a pensare cosa farebbe un uomo al mio posto”, spiega Pamela Mead, Vicepresidentessa del Design di SumUp, portando la sua personale esperienza nel superare la sindrome dell’impostore. “Riesco a superare queste incertezze cambiando la mia modalità di pensiero e spostando invece l’attenzione sui miei punti di forza e su ciò che so fare meglio. In questo processo, aiuta molto la condivisione con amici e colleghi: è un modo per ricordare a me stessa tutto quello che sono riuscita a fare. Allo stesso tempo, quando altre persone si confidano con me raccontandomi i dubbi su loro stessi, consiglio di focalizzarsi sui punti di eccellenza e su quello che hanno raggiunto. L’aspetto più curioso – e che fa molto riflettere – è che spesso quando ci si mette in discussione ci si accorge che in realtà gli altri dall’esterno hanno una percezione completamente diversa: ad esempio, arrivano a farmi i complimenti per come ho gestito una presentazione o per la sicurezza mostrata. Per questo, il messaggio importante che vorrei dare è: la voce interiore è sempre molto critica, bisogna ascoltarla, ma non farsi mai sopraffare”.

4 – Promuovere il processo di Allyship
Per aumentare la presenza femminile nei ruoli di leadership – in azienda e anche più in generale nei team e nei settori tecnico e scientifico – servono educazione all’ascolto e sensibilizzazione su vari livelli. Questo serve a promuovere un processo di Allyship, in cui tutti siano coinvolti attivamente per l’inclusione e la crescita degli altri, eliminando le micro-iniquità quotidiane. Questo significa, ad esempio, sostenere anche situazioni che non ci riguardano direttamente, ma che sono importanti per altri membri del team, condividere le proprie esperienze e fare network anche attraverso workshop interni: un esempio è l’Inclusive Leadership Workshop, a cui ha partecipato oltre il 50% dei leader di SumUp e su cui vengono formati i nuovi membri dei team. Proprio per questo Nastasia Neumann, Lead Talent Acquisition Partner di SumUp, prenderà parte al FemTechConf Women in Tech Q1 Summit – dove condividerà con professioniste provenienti da numerose aziende internazionali la propria esperienza relativa alla sindrome dell’impostore, con l’intento di trovare spunti e soluzioni per affrontare collettivamente la questione.

SumUp è l’azienda leader a livello globale nella tecnologia finanziaria che ha l’obiettivo di creare un mondo in cui i piccoli commercianti possono avere successo facendo ciò che amano. SumUp supporta oltre 3,5 milioni di commercianti in più di 30 mercati in Europa, Stati Uniti e America Latina, con strumenti e servizi pensati e realizzati appositamente per micro e nano imprese. SumUp offre alle piccole imprese un toolkit completo per gestire e far crescere le loro attività. L’ampia suite di prodotti include terminali hardware proprietari, SumUp Conto Aziendale e SumUp Card, e-commerce, pagamenti a distanza, fatturazione e registratori di cassa per i punti vendita. Con l’intento di valorizzare il proprio successo per rendere il mondo un posto migliore, SumUp si è impegnata a donare l’1% dei futuri ricavi netti a cause ambientali.

www.sumup.it

Il sole per il Centro Cash di Oristano. SMARTEFFICIENCY per FOTOVOLTAICO. Il Centro Cash di Oristano si trova accanto alla sede da cui iniziò l’attività della Famiglia Ibba, lo storico Mangimificio. Centro Cash è l’insegna del gruppo ABBI dedicata al mondo del Cash&Carry, attiva dal 2005 in Sardegna. (altro…)

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Blue Book servizio idrico integrato italiano (SII). Il volume è strutturato in tre sezioni, ognuna delle quali è dedicata a degli aspetti specifici.

La prima parte analizza l’assetto istituzionale, gestionale e organizzativo del settore idrico, sia a livello nazionale che europeo.
La seconda sezione approfondisce il profilo industriale del comparto, quindi l’organizzazione infrastrutturale, la situazione economico- patrimoniale e finanziaria dei gestori, l’entità degli investimenti pianificati e realizzati, gli aspetti regolatori e gli effetti sulla spesa per il servizio.
La terza sezione è dedicata agli scenari futuri che interesseranno il comparto idrico nel breve e nel medio termine, con focus sull’aspetto della sostenibilità dell’utilizzo della risorsa idrica e sullo sviluppo di strumenti regolatori per incentivare l’innovazione tecnologica nell’ottica di efficientare i servizi.

All’edizione 2022 del Blue Book contribuiscono Istat, con un’analisi sulla valutazione della tutela della risorsa idrica e della qualità percepita e Cassa Depositi e Prestiti, con un approfondimento sulla finanza sostenibile nel settore idrico.

I punti chiave che emergono dall’edizione 2022 del Blue Book
– Disponibilità e consumo della risorsa idrica: l’Italia si attesta come paese a stress idrico medio (indice WEI pari al 16% secondo Eurostat), in linea con la Francia e la Germania; tuttavia, a differenza di questi due paesi, l’Italia è la nazione europea che consuma più acqua con un consumo medio pro-capite di oltre 236 l/ab al giorno nel 2020 nei 109 comuni capoluogo di provincia e città metropolitana (Istat)
– La gestione ottimale della risorsa idrica costituisce un obiettivo imprescindibile anche alla luce degli impatti che il cambiamento climatico ha sull’ambiente.
– La gestione ottimale si realizza anche attraverso l’assetto di governance. Il processo di governance locale del servizio idrico integrato, sebbene sia giunto a completamento in gran parte del territorio nazionale, presenta ancora delle criticità, soprattutto nelle aree del Mezzogiorno, relativamente all’operatività degli Enti di Governo d’Ambito e al superamento della frammentazione gestionale.
Le gestioni in economia (dove il servizio è svolto direttamente dall’ente locale) interessano più di 8 milioni di cittadini (soprattutto al Sud) e in queste gestioni gli investimenti crollano a 8 euro per abitante.
– Gli investimenti crescono: per il 2020-2021 si stima un valore pro capite di 49 euro, un dato in costante crescita seppur ancora distante dalla media europea di 100 euro per abitante. Inoltre la stima per il Sud è pari a 35 euro per abitante, mentre proprio in quest’area le perdite idriche sono superiori (50% al Sud vs 40% media nazionale).
– La sezione curata da Cassa Depositi e Prestiti analizza uno degli elementi essenziali per realizzare gli investimenti, ovvero la disponibilità di risorse finanziarie adeguate. Il ruolo sempre più rilevante della finanza sostenibile può essere un’importante opportunità per il settore idrico, già di per sé caratterizzato da elementi e obiettivi di sostenibilità.
Un servizio idrico integrato ed efficiente contribuisce al risparmio di una risorsa preziosa come l’acqua; un sistema di fognatura e depurazione adeguato rappresenta un elemento imprescindibile di uguaglianza sociale.
– In un contesto nel quale i finanziamenti bancari di tipo tradizionale risultano in riduzione, le utilities hanno aumentato il ricorso alle emissioni obbligazionarie, raggiungendo un valore superiore a € 5 miliardi a fine 2020, pari a circa il 22% del circolante totale. Con riferimento al solo comparto idrico, tra il 2014 e il 2020, sono state emesse 3 tranche di hydrobond obbligazionari.
– Sul fronte della depurazione, le procedure Ue interessano ancora 939 agglomerati urbani per 29,7 milioni di abitanti. Il 73% delle procedure d’infrazione si concentra nel Mezzogiorno, dove in larga parte il servizio è gestito direttamente dai Comuni
– Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destina alla Tutela del Territorio e della Risorsa Idrica 4,4 miliardi di euro di investimenti (3,5 miliardi e riguardano le aziende del servizio idrico) per garantire la sicurezza, l’approvvigionamento e la gestione sostenibile delle risorse idriche lungo l’intero ciclo.
– Istat rileva che nel 2020 i gestori hanno complessivamente immesso nelle reti di distribuzione dei 109 comuni capoluogo di provincia e città metropolitana (dove risiede il 30% della popolazione) 2,4 miliardi di metri cubi di acqua (370 litri per abitante al giorno) ed erogato, per usi autorizzati agli utenti finali, 1,5 miliardi di metri cubi (236 litri per abitante al giorno, sia fatturati sia forniti a uso gratuito).
Nel 2018, in Italia, il 73,1% del volume di acqua immessa in rete è soggetto a misurazione; tale percentuale raggiunge il 76,5% nel caso di gestori industriali e scende al 50,0% per i gestori in economia (dati Istat).
– Secondo l’indagine annuale sulle famiglie Aspetti della vita quotidiana, condotta da Istat, le famiglie residenti in Italia che dichiarano di essere allacciate alla rete idrica comunale e che complessivamente si ritengono molto o abbastanza soddisfatte del servizio idrico sono l’86,0% nel 2021, con una lieve riduzione rispetto all’anno precedente (87,4%).
Il livello di soddisfazione varia sul territorio in maniera piuttosto marcata: molto o abbastanza soddisfatte circa il 92% delle famiglie residenti al Nord, l’84,1% nel Centro e l’82,4% nel Sud; mentre nelle Isole la percentuale scende a poco meno del 70%.

www.utilitatis.org

www.istat.it

www.cdp.it

report

Next Generation Mobility 2022. Dal 3 al 5 maggio Torino ospiterà la seconda edizione dell’evento sulla filiera della mobilità connessa, sostenibile e innovativa. L’appuntamento si terrà al Museo Nazionale dell’Automobile e trasmesso in web streaming.

In particolare, l’edizione di quest’anno sarà incentrata su due temi: mobilità quale diritto fondamentale da cui dipende la libertà di ogni singolo cittadino e sostenibilità. Si tratta di principi che dovranno coesistere nei piani di sviluppo territoriale e urbano delle amministrazioni.

Realizzare la next generation mobility vuol dire integrare temi chiave della mobilità di oggi e di domani attraverso gli investimenti, la tecnologia, la ricerca, l’innovazione e il coinvolgimento di aziende e istituzioni. Gli organizzatori di Next Generation Mobility sono partiti da qui per sviluppare i temi della seconda edizione della manifestazione che ha subito ricevuto il sostegno delle amministrazioni locali di Città di Torino, Città Metropolitana e Regione Piemonte.

Novità di quest’anno è la presentazione finale, il 4 maggio, del progetto Interreg Alpine Space e-SMART, iniziativa che mira a promuove l’elettrificazione del TPL e della logistica dell’ultimo miglio attraverso una collaborazione pubblico privato a livello internazionale. e-SMART ha come project leader RSE – Ricerca sul Sistema Energetico, come partner italiani Regione Piemonte, Veneto Strade e The smart city association Italy e coinvolge pubbliche amministrazioni e aziende di Slovenia, Germania, Francia e Austria.

Mobilità sostenibile, smart, inclusiva, individuale e del futuro
Next Generation Mobility rappresenta quindi un’occasione di aggiornamento, confronto e incontro con i principali stakeholder e decision maker della filiera: istituzioni, aziende, startup e enti di ricerca.

L’evento nasce da una partnership consolidata: Clickutility Team, che da oltre 15 anni organizza convegni in ambito mobilità e smart city, e Studio Comelli, che da sempre si occupa di progettare contenuti di eventi e agende scientifiche e di media relations.

3 – 5 maggio – Torino, Museo Nazionale dell’Automobile e web streaming

– BYinnovation è Media Partner di Next Generation Mobility

www.ngmobility.it

It’s All Retail 2022. BRAINZ organizza la nuova edizione della mostra convegno IT’S ALL RETAIL con la partecipazione di 130 Relatori provenienti dal mondo Retail, GDO e Fashion.
Il mondo del Retail sta vivendo una profonda trasformazione e gli investimenti nella tecnologia e nell’innovazione influenzeranno sempre più questi cambiamenti che già oggi il settore sta cercando di affrontare.
IT’S ALL RETAIL rappresenta un’opportunità esclusiva per agevolare l’incontro e il confronto tra Retail, GDO e Fashion con esperti di Soluzioni, Sistemi e Tecnologie.
Che cosa serve a Retail, GDO e Fashion per realizzare l’innovazione ?

I partecipanti
TOP MANAGEMENT: Amministratore Delegato – Direttore Generale – Retail Director – Responsabile Strategie – Direttore Vendite – HR Director
MARKETING & CRM: CRM Director – Marketing Director – Loyalty Manager – Ecommerce Director – Chief Digital Officer – Chief Data Officer
IT & TECHNOLOGY: Chief Information Officer – Chief Technology Officer – IT Manager Chief Security Information Officer
POS & PAYMENT: CFO, Finance Director, Direttore Amministrazione e Finanza, Pos & Payment Director, Treasury Director
LOGISTINA e MAGAZZINO: Supply Chain Director, Logistics Director – Responsabile Logistica – Responsabile Magazzino
UFFICIO TECNICO: Energy Manager – Facility Manager – Technical Director – Layout & Store Design – Visual Merchandising – Security Manager – Real Estate Director – Construction Manager

I settori interessati
GDO – RETAIL – FASHION & LUXURY – ECOMMERCE – CONSUMER GOODS

About Brainz
We are an innovative and dynamic organization that provides networking opportunities, skills and strategies to strengthen and develop meaningful & relevant relationships for Business-to-Business.
Thanks to 15 years’ experience of our staff, we are able to organize events that stimulate creativity, development of synergies and networking.
Our events are important meetings focused on strategy, innovation and technology.
To grow your career or your business, it is crucial the experience of meeting people face to face and sharing experiences, skills, knowledge and know-how.

28 Giugno 2022 – Mi.Co. Milano Congressi

– BYinnovation è Media Partner di IT’S ALL RETAIL

www.its-all-retail.com