Tecnologie energetiche: aziende sostenibili ed efficienti per restare competitive nel mercato. Le innovazioni per l’energia distribuita, le reti intelligenti e le tecnologie di gestione dell’efficienza hanno vaste opportunità di crescita, secondo Frost & Sullivan.
La domanda di energia efficiente e sostenibile si sta intensificando in seguito all’aumento globale degli standard di vita, della digitalizzazione e della crescita economica. I progressi tecnologici nelle piattaforme di gestione, le soluzioni di automazione e di controllo, le soluzioni di gestione energetica degli edifici, l’estrazione di petrolio da giacimenti sigillati (“tight oil”) e le micro reti stanno cambiando i paradigmi tradizionali nel settore dell’energia, rendendolo più intelligente e più rispettoso dell’ambiente. Infatti, tutte le micro reti sono destinate ad aiutare il settore a passare da una struttura di rete elettrica centralizzata a un modello più decentrato.
“Top Technologies in Energy and Utilities, 2017” fa parte del programma TechVision (Sustainable Energy) Growth Partnership Subscription di Frost & Sullivan. Lo studio analizza le principali tecnologie che avranno un impatto significativo sull’efficienza del settore energetico nei prossimi cinque anni. Alcune di esse sono: batterie al litio, sistemi di gestione delle batterie, recupero avanzato del petrolio, micro reti, recupero del calore di scarto, estrazione di tight oil, produzione di energia distribuita, tecnologie per l’energia eolica offshore, celle a combustibile e ciclo combinato di gassificazione integrata.
“A causa della proliferazione delle tecnologie intelligenti, quasi tutte le soluzioni energetiche sul mercato si avvalgono di soluzioni di comunicazione più veloci e di un migliore rilevamento e controllo”, osserva Guhan Sriram R V, analista del gruppo TechVision di Frost & Sullivan. “Le soluzioni per le energie rinnovabili, nonostante tutti i miglioramenti nei livelli di efficienza, devono fare ancora molta strada prima di diventare una fonte primaria di energia.”
La crescente consapevolezza verso l’adozione di soluzioni distribuite per l’energia come le micro reti e il maggiore interesse per i veicoli elettrici sta favorendo rapidi sviluppi nelle soluzioni rilevanti, come le piattaforme di gestione dell’energia e le batterie al litio. Tuttavia, ogni tecnologia energetica comporta sfide inerenti alla conformità alle normative o alle scappatoie tecniche.
“Le tecnologie focalizzate sul decentramento della rete centrale stanno combattendo contro questioni normative legate allo scambio monetario e di energia elettrica. È necessario impostare una serie comune di normative relative al monitoraggio prima che queste soluzioni possano essere implementate su larga scala”, osserva Sriram. “Analogamente, gli sviluppatori tecnologici devono anche risolvere sfide tecniche come la formazione di dendriti nelle soluzioni di accumulo di energia, come le batterie al litio, e la bassa efficienza nel recupero termoelettrico del calore di scarto.”
Un’altra sfida per la sicurezza energetica è rappresentata dalla volatilità dei mercati petroliferi globali e dalla fluttuazione dei prezzi internazionali del petrolio greggio. I paesi di tutto il mondo stanno pertanto esplorando fonti alternative di combustibile, come il gas naturale e le energie rinnovabili. Si prevede che la regione Asia-Pacifico, guidata dalla Cina, continuerà ad effettuare notevoli investimenti nel settore delle energie rinnovabili, in particolare solare ed eolica.
L’Europa è in testa nel settore dell’energia eolica offshore. Nonostante un lieve rallentamento, si prevede che questa tendenza continuerà e che i paesi della regione APAC avranno un ruolo chiave nei prossimi cinque anni nel settore eolico offshore.
Il programma globale TechVision di Frost & Sullivan è focalizzato sull’innovazione, il cambiamento e la convergenza delle tecnologie e fornisce una serie di avvisi sulle nuove opportunità e il monitoraggio delle tecnologie in tempo reale, oltre a servizi di consulenza per la crescita.
La sua offerta più rilevante, il programma ETS (Emerging Technologies Service), identifica e valuta le più importanti tecnologie emergenti a livello globale con un potenziale di applicazione a breve termine. Una caratteristica unica del programma ETS è la selezione annuale delle 50 più importanti tecnologie in grado di generare scenari di convergenza, rivoluzionare il panorama dell’innovazione e trainare la crescita trasformazionale.
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Biogas: mappatura genomica e addestramento dei ceppi batterici: così Biovalene prepara la rivoluzione. Partire da un’accurata mappatura dei ceppi batterici presenti in 50 centrali a biomasse, per selezionarne i più performanti e addestrarli a disgregare la lignina, ovvero il grande problema irrisolto delle centrali di produzione di Biogas.
Una soluzione, quella che Biovalene di Pordenone sta definendo, che porterebbe una ventata di innovazione strategica nel mondo delle centrali a biogas, permettendo un drastico abbassamento dei costi di produzione e un contemporaneo innalzamento dei livelli qualitativi per questo comparto delle energie sostenibili.
«Grazie alla collaborazione con ICGB e Università di Padova stiamo definendo quelli che saranno i nuovi modelli di produzione del biogas» anticipa Fabio Messinese, amministratore delegato di Biovalene, start up pordenonese impegnata nel settore della ricerca biotecnologica. «La mappatura ci serve innanzitutto per capire “chi fa cosa” all’interno di una centrale – continua Messinese – elementi che oggi conosciamo solo attraverso processi inversi. Grazie alle ricerche sul campo abbiamo già selezionato specifici ceppi addestrandoli a una maggiore produzione di metano. Adesso stiamo lavorando sulla loro caratterizzazione genetica per rendere permanenti le loro capacità e renderli riconoscibili attraverso una loro identificazione specifica dandogli proprio un nome».
Grazie ai risultati di questi studi le oltre 1500 centrali di produzione di biogas distribuite in tutta Italia, dalla capacità media di produzione compresa tra i 700kW e 1mW, potrebbero rappresentare un elemento decisivo per il sostegno delle energie rinnovabili e per l’autonomia energetica della nazione.
Stessa cosa in Europa, dove il numero degli impianti supera le 17mila unità.
«Il grosso problema – ricorda Fabio Messinese – è sempre stato quello dei materiali utilizzati per la fermentazione: la lignina è una componente che non viene normalmente digerita negli impianti, però caratterizza la maggior parte degli scarti che alimentano la centrale.
Il compito che ci siamo prefissi è quello di trovare la soluzione alla disgregazione della lignina sia attraverso una fase di pre-digestione sia attraverso l’allevamento di batteri più perfomanti. Ci stiamo riuscendo e, a breve, renderemo pubblici i risultati delle nostre ricerche».
Allo stato attuale Biovalene ha già selezionato un inoculo altamente produttivo ma l’obiettivo è quello di standardizzare i processi per renderli adottabili da tutte le centrali. «Stiamo lavorando su due fronti paralleli» conclude Messinese. «Da una parte la mappatura di 50 impianti di produzione, per individuare, nominare e potenziare i ceppi batterici presenti, contribuendo a definire scientificamente e tecnologicamente i processi attivabili nei digestori.
Dall’altra l’individuazione dei processi che invece contribuiscono alla disgregazione della lignina in elementi assimilabili dai batteri. Tutto questo darà un apporto inaspettato a tutto il comparto, proiettando la ricerca e la tecnologia italiana all’avanguardia internazionale del settore».
Ecomondo 2017: Green Circular Economy in duecento convegni con mille esperti. dal 7 al 10 novembre 2017 alla Fiera di Rimini, sotto le insegne di IEG (Italian Exhibition Group), insieme a Key Energy – offre un ampio programma di conferenze e workshop, volti a presentare le maggiori innovazioni legate all´adozione dell´economia circolare.
Il corposo calendario di appuntamenti è proposto dal Comitato Tecnico Scientifico di Ecomondo, presieduto dal professor Fabio Fava in collaborazione con associazioni, università, istituti di ricerca, istituzioni italiane ed europee, e toccherà temi legati all´intera galassia dell´economia green (rifiuti, materie prime alternative, trattamento acque reflue, bonifiche, bioeconomia). Eccovi alcune anticipazioni.
Nella prima giornata, martedì 7 novembre, si parlerà dell´intreccio tra ambiente e salute, in un seminario organizzato in collaborazione con l´Università di Brescia (CeTAmb Lab) e Unesco, nel corso del quale ci si soffermerà sulle tecnologie appropriate per la gestione delle acque e dei rifiuti nei Paesi a risorse limitate.
Dopo il successo della prima edizione, la sezione Global Water Expo intercetterà anche quest´anno i contenuti più innovativi riguardo i saperi e le applicazioni dell´industria idrica. L´evento faro, in programma nella mattinata di mercoledì 8 novembre, sarà dedicato agli ´Strumenti digitali nel settore dell´acqua´, ovvero alle soluzioni digitali, comprese quelle dell´industria 4.0 (Internet of things), per ottimizzare il settore idrico. L´incontro, coordinato dal professor Francesco Fatone, è a cura del Comitato Scientifico di Ecomondo, in collaborazione con Utilitalia e trae spunto dall´azione di innovazione europea Intchach, che nell´ambito del progetto Horizon 2020 mira a rivoluzionare le modalità di monitoraggio e gestione della risorsa idrica. Case study in Italia per le soluzioni innovative di Intcatch è il bacino del Lago di Garda.
Quest´anno Ecomondo ospiterà anche un nuovo spazio dedicato al dissesto idrogeologico e alla prevenzione dei rischi climatici. Non mancheranno dunque, nel calendario convegnistico, gli approfondimenti sul tema, come l´appuntamento dal titolo ´Da alluvioni e frane nuove opportunità per il Sistema Italia´ (martedì 7 novembre) che si aprirà con una panoramica sulla diffusione del rischio in Italia, a cura di ISPRA.
Di rilievo sarà il convegno organizzato insieme al Ministero dello Sviluppo Economico e Cluster Spring che approfondirà il tema della strategia dell´Italia sulla bioeconomia (´The bioeconomy in Italy: the nes strategy and cases of excellence´, mercoledì 8 novembre).
A cura di ISPRA, CIC e European Compost Network la XIX Edizione della Conferenza Nazionale sul Compostaggio e Digestione Anaerobica del rifiuto organico (giovedì 9 novembre) con una panoramica sui dati di settore.
Prosegue anche il confronto con le esperienze maturate nelle principali capitali e medie località europee nella gestione dei rifiuti urbani, Municipal waste management in urban areas: comparing international experiences in the perspective of circular economy, organizzato da Utilitalia, in programma mercoledì 8 novembre. All´applicazione dei concetti di economia circolare in ambito urbano sarà dedicato l´approfondimento dal titolo Circular & Smart Cities (9 novembre).
Con la collaborazione di ASSORAEE (FISE UNIRE) e Centro di Coordinamento RAEE sarà proposto il Forum RAEE . obiettivo: 45 su 100 (giovedì 9 novembre). L´Italia avrebbe dovuto raccogliere, entro la fine del 2016, 45 chili di rifiuti elettronici per ogni 100 chili di apparecchiature immesse sul mercato. A che punto siamo?
Numerose e qualificate altre occasioni di incontro e approfondimento saranno offerte, il 7 e l´8 novembre, nell´ambito degli Stati Generali della Green Economy, organizzati dal Consiglio Nazionale della Green Economy, composto da 64 associazioni di imprese green, in collaborazione con i Ministeri dell´Ambiente e dello Sviluppo Economico e il supporto tecnico della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile presieduta da Edo Ronchi.
Hypermotion transport, mobility, logistics and digital infrastructure. Trade fair and congresses for intelligent systems and solutions.
Frankfurt am Main, 20 to 22 November 2017.
Logistics industry has some catching up to do with digitisation Start-ups present new digital business models at Hypermotion Laboratory of the future, conferences and SMILEx Lab.
The degree of digitisation in the logistics industry is still not very high – in fact, it only came in tenth in an industry ranking, putting it dead last amongst the ten economic sectors studied. These were the findings of the “Branchenatlas Digitale Transformation” (Business Atlas of Digital Transformation) study conducted by the Digital Intelligence Institute on behalf of develop.
According the study, it is at the strategic level that the logistics industry is furthest behind, with just 18 percent of logistics companies surveyed stating that the digital transformation was of fundamental strategic importance. For all of the others, it is not clear who is driving strategic development or where the responsibility lies.
The continuing widespread reliance on paper documentation is also hindering the digital transformation. In fact, only one in five logistics companies has at least 80 percent of their business processes organised primarily digitally and free of media discontinuities.
Furthermore, the companies displayed relatively little willingness to invest in digital business models, with just 17 percent currently planning additional funds for projects pertaining to the digital transformation.
The industry with the highest level of digitisation is currently the information and communication technology sector, followed at some distance by banking and insurance, media and entertainment, and the electronics industry.
Start-ups: interface to new logistics
A number of young companies and innovative start-ups have focused on the digitisation of processes in the field of logistics, developing digital business models that they will be presenting at Hypermotion from 20 to 22 November 2017.
One of these firms is Loadfox, a technology start-up based in Munich that offers a freight-pooling service. This makes things easier for freight forwarders and carriers, facilitating the work of transport enterprises in Germany.
An intelligent algorithm combines partial loads in order to create profitable routes. As a result, the utilisation of existing truck capacities is optimised, traffic volume is reduced, emissions are cut and the profitability of participating transport companies is increased.
Mesaic Technology GmbH, a start-up from Hamburg, has developed a solution that helps companies deal with changed consumer behaviour and increasing customer requirements for logistics such as on-demand and same-day delivery.
In order to make communications between companies, service partners and customers in the delivery process as simple and efficient as possible, the company has developed its own platform that intelligently networks service providers and customers in Messenger.
Metrilus GmbH, a young Erlangen-based firm, has developed a system for automatic freight measurement. With the help of multiple real-time 3D cameras and sensors, an app can be used to dimension packages and even entire pallets, in order to calculate their length, width and height within seconds.
In addition, it can be connected to existing systems, e.g. for determining weight, without difficultly.
Berlin-based start-up M2MGo, established in 2013, is dedicated to “fast and simple networking”, in order to process raw data in real time. The enterprise content management system allows even non-programmers to create custom and complex applications, portals and apps for the internet of things / Industry 4.0 as simply as with a modular system using drag & drop, without doing any programming.
Furthermore, legacy systems, device data and APIs can be integrated with ease. That saves time and money.
At Hypermotion, young German companies are able to present their products and services in a special area on especially favourable terms.
Laboratory of the future, conferences and SMILEx Lab With the Smart Mobility & Integrated Logistics Experiments Lab (SmileX Lab), Hypermotion serves as a laboratory of the future in which new solutions for intelligent transport systems are developed.
As part of an ITS Hackathon targeting software developers, new applications for intelligent networking in smart regions will be developed directly at the event. SMILEx Lab also includes TED Talks and a Career Day for the promotion of innovation and talent development.
SMILEx Lab concludes with a “Melt-Down” that, among other things, features a presentation of the solutions and concepts for Mobility 4.0 that were developed during the Hackathon.
As a result, Hypermotion offers a unique combination of a future lab, conferences, trade fair, think tank and showcases in the outdoor exhibition area, as well as technical visits to companies and institutions in the region. The event brings established firms from the transport and logistics industry together with mobility pioneers and visionaries, startups, scientists and other experts.
Background information on Messe Frankfurt
Messe Frankfurt is the world’s largest trade fair, congress and event organiser with its own exhibition grounds. With more than 2,300 employees at some 30 locations, the company generates annual sales of around €647 million. Thanks to its far-reaching ties with the relevant sectors and to its international sales network, the Group looks after the business interests of its customers effectively. A comprehensive range of services – both onsite and online – ensures that customers worldwide enjoy consistently high quality and flexibility when planning, organising and running their events. The wide range of services includes renting exhibition grounds, trade fair construction and marketing, personnel and food services.
With its headquarters in Frankfurt am Main, the company is owned by the City of Frankfurt (60 percent) and the State of Hesse (40 percent).
LED con gestione DALI a Scattolini. SMARTEFFICIENCY per ILLUMINAZIONE. Riqualificazione impianto di illuminazione a LED con sistema di gestione DALI. L’industria è leader in Europa nella produzione di allestimenti (cassoni fissi e ribaltabili) per veicoli commerciali.
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Tech Cities 1.0 top 25. Washington, DC has emerged as the promising tech city center after San Jose (Silicon Valley) and San Francisco, according to Cushman & Wakefield’s inaugural “Tech Cities 1.0” national report launched today.
A dominating hub for life sciences and government, Washington, DC also serves as a significant outpost for tech companies seeking proximity to policymakers as well as for burgeoning cyber-security investment.
The top 25 tech cities were determined by analyzing the concentration of factors such as talent, capital, and growth opportunity – the key ingredients that comprise a tech stew. The heartiest of these tech epicenters are: 1. San Jose, CA (Silicon Valley); 2. San Francisco, CA; 3. Washington, DC; 4. Boston/Cambridge, MA; and 5. Raleigh/Durham/Chapel Hill, NC.
Cushman & Wakefield created the “Tech Cities 1.0” report to provide greater insight for its clients and industry stakeholders into existing and emerging tech centers that are driving much of today’s U.S. economy.
Ken McCarthy, Cushman & Wakefield’s New York-based Principal Economist and Applied Research Lead for the U.S., states that “tech is in everything” and that people would be left behind if they did not adopt technology and change with that technology.
“Basically every company today is a tech company in one way or another. We’re all using it, we’re using various aspects of tech companies to do various things,” Mr. McCarthy elaborated. “Whether it’s Salesforce as customer relationship management, or Workday for HR, and various other database programs, the old way of doing business just doesn’t work anymore.”
Report co-author and Regional Director, Northwest U.S. Research at Cushman & Wakefield, in San Francisco, Robert Sammons, said that while it was not surprising to see San Jose (Silicon Valley) and San Francisco continue to dominate, that mass-transit issues and escalating housing costs in those areas have fanned a tech spillover into secondary markets such as Austin (no. 7), Denver (no. 8), San Diego (no. 9), and Salt Lake City (no. 24).
Remarking on Seattle’s number six ranking, Mr. Sammons said, “It’s certainly one of the biggest, if not the biggest competitor to Silicon Valley and San Francisco. Seattle is an interesting case because it was driven by Microsoft early on, which endures, and now Amazon is huge in the downtown area and it continues to be significant.”
He pointed to tech titan Google, which continues to spread its wings outside of Silicon Valley, for opening operations in Seattle to entice the existing talent pool.
Mr. Sammons cited Seattle’s cost-of-living as a lingering issue, somewhat mitigated by a recent uptick in residential development that’s outpacing San Francisco’s, as well as mass transit challenges.
“Seattle has played catchup over the past few years but with housing creation now outpacing that of the Bay Area and with a huge $54 billion transportation initiative that recently passed at the ballot box, it will likely allow it to compete much more aggressively with those markets at the very top of the list.”
To many startup and tech community workers around the world, it may be surprising to see New York (no. 15) and Los Angeles (no. 18) so far down the list.
“In the case of New York, when we started to see a growth in tech employment here about four or five years ago, one of the big issues for the companies coming to New York, particularly from San Francisco or Silicon Valley, was a lack of the skilled labor force they needed, particularly engineers,” Mr. McCarthy said.
“Now what we’re seeing in response to the growth in the TAMI sector has been an increase in investment by local universities in engineering and tech schools. All the local universities recognizing the need have begun to invest in these areas of education, and as a result you’re getting more of a tech-savvy, talented workforce. These things tend to feed on themselves, and I would expect that if we did this ranking three or four years from now, it might look a little different for New York.”
In terms of Los Angeles, both Mr. McCarthy and Mr. Sammons noted its exceptionally diverse economy.
“Media is important, and you can’t lose sight of the fact that historically it’s also been an important manufacturing and industrial center,” Mr. McCarthy said, “There are myriad industries centered in LA, which has a good talent pool, and I would expect that also will come into play as we start to see these things evolve.”
“Los Angeles is a market that’s just enormous, it’s sprawling. And tech, even though it gets a lot of press for LA and Southern California, kind of gets lost in the mix because of media and entertainment. With Snap and other tech companies centered along “Silicon Beach” and with media and entertainment becoming even more tech-oriented, LA has nowhere to go but up,” Mr. Sammons said.
Cushman & Wakefield is a leading global real estate services firm that helps clients transform the way people work, shop, and live. Our 45,000 employees in more than 70 countries help occupiers and investors optimize the value of their real estate by combining our global perspective and deep local knowledge with an impressive platform of real estate solutions. Cushman & Wakefield is among the largest commercial real estate services firms with revenue of $6 billion across core services of agency leasing, asset services, capital markets, facility services (C&W Services), global occupier services, investment & asset management (DTZ Investors), project & development services, tenant representation, and valuation & advisory. 2017 marks the 100-year anniversary of the Cushman & Wakefield brand. 100 years of taking our clients’ ideas and putting them into action.
Politecnico di Milano; idrogeno da biogas: il progetto BIONICO. Produrre 100 kg di idrogeno puro al giorno direttamente da biogas in un solo passaggio: è questo l’ambizioso obiettivo del progetto BIONICO.
Grazie alla dimostrazione, alla progettazione e allo sviluppo di un innovativo reattore a membrana progettato per convertire il biogas in idrogeno, saremo presto in grado di produrre energia pulita in modo totalmente green, efficiente e più economico.
BIONICO realizzerà il più grande reattore a membrane per la produzione di H2 da biogas del mondo: verranno utilizzate più di 100 membrane, raggiungendo una efficienza di produzione dell’idrogeno di circa il 70%, superando così di 10 punti percentuali i sistemi convenzionali della stessa taglia.
La tecnologia:
Il biogas prodotto tramite biodigestori o da rifiuti urbani viene alimentato insieme a vapore all’interno del reattore a membrana dove avvengono le reazioni di reforming e di water gas shift, che permettono di convertire il metano contenuto nel biogas in idrogeno (CH4+2H2O->CO2+4H2). La reazione è favorita dalla presenza di un catalizzatore che circola nel reattore grazie al flusso stesso di biogas.
All’interno del reattore sono poi presenti delle membrane tubolari a base di palladio su supporto ceramico che permettono di separare selettivamente una corrente purissima di idrogeno. L’elevata efficienza ottenuta con il reattore BIONICO è garantita proprio dalla contemporanea produzione e separazione dell’idrogeno in un unico reattore. L’utilizzo di un unico reattore operante a temperature limitate (550 vs 800°C) permette inoltre di semplificare il sistema, con potenziali vantaggi in termini di costo rispetto ai sistemi tradizionali.
Il progetto BIONICO (BIOgas membrane reformer for deceNtralIzed hydrogen produCtiOn), iniziato a settembre 2015, è oggi nella fase di design del nuovo reattore e terminerà a febbraio 2019 con la costruzione dell’impianto in Italia (Verona) e la sua installazione in Portogallo. Del team fanno parte 20 ricercatori, coordinati da docenti del Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano.
Il consorzio di BIONICO è composto da 8 organizzazioni provenienti da 7 paesi (Italia, Spagna, Paesi Bassi, Gran Bretagna, Svizzera, Germania e Portogallo): Politecnico di Milano, Technical University of Eindhoven, TECNALIA, QUANTIS, insieme ai partner industriali Johnson Matthey, ICI Caldaie, Rauschert e ENC.
Montalto di Castro fotovoltaic Grid Parity: allacciati 5 impianti fotovoltaici per 63 MW complessivi con inverter SMA e costituiscono un passo importante verso la produzione di energia rinnovabile senza sussidi e in grado di competere con le fonti tradizionali.
Connessi alla rete Terna nel mese di aprile 2017 gli impianti fotovoltaici, che insieme raggiungono una potenza di 63.086 MWp, sono stati realizzati a Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, e costituiscono il primo progetto di queste dimensioni in Grid Parity in Italia e tra i più grandi in Europa.
I 5 impianti, di proprietà di fondi controllati da Octopus Energy Investments, non ricevono incentivi governativi ed hanno stipulato un contratto biennale per la fornitura di energia a prezzo fisso con Green Trade.
Sempre a Montalto di Castro nel 2010 erano stati realizzati impianti con inverter SMA per una potenza totale di 85 MW.
Per ottenere questi risultati sono stati impiegati circa 197.000 moduli fotovoltaici e 58 inverter SMA Sunny Central CP-XT outdoor a cui sono state abbinate le soluzioni di media tensione di SMA che includono trasformatore in olio ermetico a basse perdite, quadro BT e interruttore di manovra e sezionamento MT.
Con una efficienza massima che raggiunge il 98.7%, ed europea fino a 98.4%, gli inverter SMA CP-XT sono dotati di sistema di aerazione forzata Opticool che permette loro di lavorare fino a una temperatura ambiente di 62°C. Sono inoltre certificati per essere installati in ambienti chimicamente aggressivi o salini.
Dal lato CA sono in grado di immettere il 10% di potenza in più in condizioni di temperatura ambientale fino a 25°C.
Altro dato interessante è quello legato al loro autoconsumo, che si posiziona tra i più bassi del mercato, con una alimentazione dei servizi ausiliari di soli 1950 W per MW e un autoconsumo in standby di soli 100 W.
Il campo fotovoltaico è connesso a quadri SMA String Combiner da 32 ingressi. La lettura di tali quadri avviene a livello inverter mediante il sistema di lettura Zone Monitoring, in grado di rilevare tramite algoritmo eventuali guasti di stringa semplicemente misurando la corrente totale dal quadro di campo.
“Con questo progetto è iniziata una nuova era per il fotovoltaico, settore in cui la continua innovazione tecnologica ed il relativo abbassamento dei costi ha permesso il raggiungimento della Grid Parity anche in Italia” afferma Valerio Natalizia, Regional Manager SMA South Europe. “È un cambiamento epocale che permetterà di offrire nuove opportunità al mercato italiano ed europeo e SMA, sarà in grado, anche in questo caso, di offrire la soluzione migliore. Siamo contenti della scelta di Octopus che ha apprezzato oltre alla qualità dei prodotti e dei servizi offerti anche il supporto della divisione Engineering che ha seguito il progetto in tutte le sue fasi”.
La cabina MVPS (Medium Voltage Power Station) permette con soli 6 mt di offrire una potenza fino a 2.2 MVA lato media. Completamente cablata, racchiude in un container da 20’’ la migliore tecnologia SMA. Il trasporto è agevole così come l’installazione in campo, infatti può essere posata mediante apposita platea in cemento o in semplice appoggio sul terreno con opportuno materiale inerte. L’energizzazione (commissioning) di questa soluzione è altrettanto agevole e può essere effettuata rapidamente garantendo tempi certi e rapidi alle fasi costruttive.
NESF increases investments in fotovoltaic field. NESF is pleased to announce the signing of three separate share purchase agreements covering a total of 16.6MWp split among four operating plants and 59.8MWp in development projects.
The three operating solar plants acquired from one counterpart comprise Barnby (4.99MWp, Nottinghamshire), Bilsthorpe (4.99MWp, Nottinghamshire) and Wickfield (4.90MWp, Wiltshire). All three plants were connected to the grid during March 2017 and are expected to be accredited under the 1.2 Renewable Obligation Certificate (“ROC”) regulation.
The Birch CIC project, located in Essex, acquired from a separate counterpart, was grid connected in June 2015 and receives remuneration under the Feed-in-Tariff (“FiT”) regime. Birch CIC is located in Essex, in immediate proximity to NESF’s Birch Farm plant of 5.0MWp, acquired in October 2015. NESF has benefitted from the sharing of selected infrastructure components, such as the grid connection, between both plants. As part of the CIC’s obligations, a significant portion of the plant’s profitability will be reinvested in the local community. This obligation is in line with NESF’s ESG strategy to benefit the local communities in which it operates.
NESF also acquired a portfolio of four development projects totalling 59.8MWp from a further separate counterpart. The development projects acquired comprise entities having all the permissions in place to construct and connect solar plants to the grid. The acquisition of three of the four development projects was completed, while completion of the fourth is subject to confirmation of full planning permission. The acquisition value of the development portfolio is less than 0.25% of the Company’s net asset value. These assets, once constructed, will be remunerated without subsidies by selling the electricity generated into the market or via power purchase agreements with individual off-takers. The seller of the projects will work with NESF to extend the relevant project rights to maximise the time frame during which NESF can commence construction of the plants.
NESF will initiate construction of each individual asset only once the financial returns are sufficiently attractive.
The Company’s investment advisor expects subsidy-free solar plants to become financially viable in the UK over the next 12- to 24-month period as investment values and operating costs continue to decline significantly. NextEnergy Capital is at present working with suppliers to drive investment values and operating costs down to sustainable levels.
NextEnergy Solar Fund (NESF)
NESF is a specialist investment company that invests in operating solar power plants in the UK. Its objective is to secure attractive shareholder returns through RPI-linked dividends and long-term capital growth.
The Company achieves this by acquiring solar power plants on agricultural, industrial and commercial sites.
NESF has raised equity proceeds of £465m since its initial public offering on the main market of the London Stock Exchange in April 2014. It also has credit facilities of £269.8m in place (£150m from a syndicate including MIDIS, NAB and CBA; MIDIS: £54.3m; Bayerische Landesbank: £43.8m; and NIBC: £21.7m).
NESF is differentiated by its access to NextEnergy Capital Group (NEC Group), its Investment Manager, which has a strong track record in sourcing, acquiring and managing operating solar assets. WiseEnergy is NEC Group’s specialist operating asset management division, providing solar asset management, monitoring and other services to over 1,250 utility-scale solar power plants with an installed capacity in excess of 1.7 GW.