Illuminazione CAVE Officine Meccaniche. SMARTEFFICIENCY per ILLUMINAZIONE. Riqualificazione impianto di illuminazione LED. La CAVE, impresa di quarta generazione, opera nelle costruzioni meccaniche da oltre 50 anni nella gestione integrata e di estrema qualità del ciclo produttivo.
Citytech mobilità e urbanistica. L’evento conference&exhibition organizzato da Clickutility on Earth, è promosso dal Comune di Milano e patrocinato dal Ministero dell’Ambiente. Giunta ormai alla sua IVª edizione, la kermesse nazionale dedicata alla mobilità e all’urbanistica, si presenta come un’occasione unica d’incontro per aziende, start-up, autorità pubbliche, associazioni del settore e responsabili dello sviluppo del territorio per poter scambiare idee, avviare nuove relazioni professionali, condividere progetti e promuovere il proprio brand aziendale in Italia e all’estero. L’evento ha, inoltre, ottenuto il patrocinio tecnico di AMAT – Agenzia Mobilità, Ambiente e Territorio di Milano, di TTS Italia e dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, mentre TRT – Trasporti e Territorio è knowledge partner della manifestazione.
Pay-off dell’edizione 2017 sarà “Co-progettare mobilità e urbanistica nelle città del terzo millennio”, slogan emblematico che vede la sua genesi nel bisogno di ripensare i nostri centri urbani in ottica smart e di dare risposte reali ed efficaci alle mutate esigenze delle nostre città. L’incontro tra due importanti settori, la mobilità e l’urbanistica per l’appunto, darà vita ad un viaggio lungo due giorni che mirerà ad identificare il profilo del Quartiere intelligente del Terzo Millennio, punto nevralgico delle megalopoli odierne, fortemente influenzato dall’avvento della rivoluzione digitale.
Riqualificazione urbanistica, Mobilità integrata e multimediale, Ultimo miglio e domanda debole, Mobilità elettrica, Low emission zone e Tecnologie per la sosta saranno le sei aree tematiche di Citytech che verranno rappresentate sia nell’area exhibition che nel programma conference, studiati in maniera tale da dare ascolto alle voci più autorevoli di questi settori e creando interessanti dibattiti e utili networking.
La manifestazione inizierà giovedì 14 settembre con la Sessione Istituzionale di apertura dei lavori dal titolo “Progettare il Quartiere del Terzo Millennio tra mobilità e urbanistica” che vedrà le principali Istituzioni ed i maggiori esperti del settore impegnati nell’analisi delle best practices per la progettazione delle nuove aree smart delle nostre città.
Seguirà poi il convegno sulla “Riqualificazione Urbana”, organizzato in collaborazione con l’Assessorato all’Urbanistica del Comune di Milano, che parlerà della rivalutazione delle zone periferiche delle nostre città, oltre che di strade, aree verdi e spazi pubblici e della necessità di integrare gli interventi di riqualificazione con più ampi progetti partecipativi e sociali, per coinvolgere la cittadinanza in tutte le varie fasi del processo. In questo contesto verrà dato particolare risalto al recupero degli scali ferroviari, elemento centrale per ricostruire il tessuto urbano e favorire la connessione tra i diversi quartieri.
Sempre il 14 giugno nel pomeriggio si terrà la tavola rotonda “Tecnologie digitali e Interoperabilità dei dati nelle Smart City. Come sfruttare le tecnologie esistenti per fornire servizi a valore aggiunto per il cittadino”, organizzato in collaborazione con Parkeon. Il convegno analizzerà, in tre diverse sessioni, le tecnologie per la sosta e l’interoperabilità dei sistemi, i pagamenti digitali ed il ruolo del parcometro “oltre la sosta”, come assistente urbano della smart city.
Durante il secondo giorno, il 15 settembre, si susseguiranno i convegni “Mobilità integrata e multimodale – Ultimo miglio”, realizzato in collaborazione con il Consorzio M2o, che si occuperà di rappresentare, attraverso gli operatori del settore, lo scenario del prossimo futuro in termini di economia circolare, sharing mobility e digitalizzazione, e “Veicoli elettrici e autonomi e nuovi servizi per la mobilità”, in collaborazione con l’Assessorato alla Mobilità del Comune di Milano, durante cui si farà il punto sullo sviluppo e la diffusione della mobilità elettrica, si parlerà di sosta, tecnologie e pagamenti digitali e, infine, si darà uno sguardo ai business models e agli scenari aperti da App e nuove piattaforme web per i servizi di mobilità più innovativi.
Il 14 e il 15 settembre alla Fabbrica del Vapore di Milano
Veicoli elettrici ibridi plug-in: saranno introdotti 100 nuovi modelli entro il 2021. La batteria di lunga durata e la conformità agli obiettivi fissati per le emissioni aprono opportunità di crescita per i veicoli PHEV, secondo Frost & Sullivan
Dal lancio imminente di 100 nuovi modelli, gli incentivi favorevoli e la conformità agli obiettivi fissati per le emissioni, fino alla capacità della batteria sufficiente a coprire distanze di guida quotidiana e alla disponibilità dei consumatori ad acquistare, i veicoli elettrici ibridi plug-in (PHEV) sono pronti per la crescita trasformazionale. Tuttavia, la dismissione degli incentivi per i veicoli elettrici, l’avvento dei veicoli elettrici con batteria di lunga durata, l’affermarsi dei veicoli ibridi leggeri a 48V e la complessità di avere due diverse tipologie di motore in un unico veicolo potrebbero ostacolare l’adozione dei veicoli PHEV.
Lo studio “Global Plug-in Hybrid Electric Vehicle Market, Forecast to 2025” fa parte del programma Mobility: Automotive & Transportation Growth Partnership Service di Frost & Sullivan. La ricerca ha rilevato che, secondo le stime, il mercato globale dei veicoli elettrici ibridi plug-in raggiungerà quota 3,7 milioni di unità entro il 2025, con 4,8 milioni di veicoli leggeri in uno scenario ottimistico e 2,9 milioni di veicoli leggeri in uno scenario conservativo.
“Le norme stringenti per le emissioni, che prevedono 95g CO2/km possono essere soddisfatte soltanto dalla tecnologia PHEV, mentre la tecnologia dei veicoli puramente elettrici a batteria si evolve per superare le attuali limitazioni. I veicoli elettrici ibridi plug-in hanno un mercato migliore di quello dei veicoli elettrici a batteria, a causa dell’incertezza relativa all’infrastruttura di carica”, afferma Pooja Bethi, analista di Frost & Sullivan. “A causa della loro capacità di fornire motori a combustione interna e dei vantaggi dei veicoli elettrici, il mercato dei veicoli PHEV è destinato a una domanda e una crescita elevata.”
Le piattaforme dedicate per i veicoli elettrici, come MQB di Volkswagen, EVA di Mercedes-Benz e FSAR di BMW sono importanti fattori di traino che alimentano la crescita dei veicoli PHEV. Altri sviluppi chiave sono:
– I modelli ad alte prestazioni come Maserati Levante, Bentley Bentayga e BMW M3 avranno una versione PHEV entro il 2025.
– Le case automobilistiche di tutto il mondo, guidate dall’Europa, avranno una forte strategia PHEV per soddisfare i cambiamenti normativi e i requisiti di conformità. Si prevede che il gruppo Volkswagen produrrà circa 470.000 unità entro il 2025.
– Cina e Europa probabilmente saranno in testa nel mercato, con il 39.8% e il 30.6% del mercato globale dei veicoli PHEV, rispettivamente.
– Entro il 2025, il segmento PHEV C-Compact sarà quello più rilevante, con oltre 35 nuovi lanci, seguito da quello dei SUV.
– Le ultime innovazioni nell’ambito delle batterie potrebbero assistere ad una più ampia applicazione. Una catena di approvvigionamento fortemente sviluppata giocherà un ruolo cruciale nel minimizzare l’impatto dei costi sui veicoli elettrici.
“I miglioramenti nella chimica e nella densità di energia delle batterie darà slancio alla gamma puramente elettrica dei veicoli PHEV, mentre le stazioni a carica rapida (“fast charge”) aiuteranno a ridurre drasticamente i tempi di ricarica”, osserva Bethi.
Industrial Production Forum Industria 4.0. IKN Italy presenta la prima edizione di Industrial Production Forum, che si svolgerà all’AtaHotel Expo Fiera di Milano il prossimo 28 settembre: un’unica giornata interattiva per approfondire le tematiche inerenti l’Industria 4.0.
Connected Factory: integrare le funzioni per integrare la fabbrica è la tematica trainante della giornata di lavori.
Tra le presenze in qualità di Speaker:
– Amedeo Cesta – Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale e CNR
– Emilio Paolucci – Competence Center Politecnico di Torino
– Domenico Appendino – SIRI Associazione Italiana di Robotica e Automazione
– Franco Santini – AIMAN Associazione Italiana Manutenzione
– Alberto Servida – ANIPLA Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione
– Nino di Franco – ENEA
Sarà inoltre presente Ralf Hagen, Engineering Manager MES/E&A Nestlè, che presenterà l’International Case Study di Nestlé Germany “Un confronto con i modelli più avanzati di Smart Factory: riconvertire e rinnovare una fabbrica secondo gli Standard 4.0”.
L’evento sarà focalizzato su:
– le innovazioni dei Centri di Ricerca
– gli standard dei Modelli Industriali dalla Germania
– l’intermediazione dei Competence Center
– le soluzioni dei Partner tecnologici
– l’esperienza del Best Cases nazionali e internazionali
La mattinata prenderà il via con una Sessione Plenaria in cui prestigioso relatori si confronteranno sul tema “I4.0: from Vision to Application” con approfondimenti su diversi argomenti correlati:
– il mondo della ricerca è in costante sviluppo di innovazioni tecnologiche e informatiche, ma quali sono le necessità dell’industria?
– 4.0: the German Model & the Italian Touch
– Smart Factory 2018: come cambia il modo di gestire una fabbrica? La Parola ai Direttori Generali
– IT for Connected Factory: dalla raccolta all’integrazione delle informazioni tra tutti i reparti – Panel Discussion
– E’ possibile superare il divario tra ICT e Produzione Industriale? Intervista doppia tra CIO e Production Manager
Il programma del pomeriggio si articolerà attraverso 3 Sessioni Parallele, opportunità di approfondimento su:
– il Digital per progettazione, produzione e logistica
– strategie e strumenti per la produzione e la manutenzione 4.0
– efficienza energetica
AtaHotel Expo Fiera – Milano, 28 settembre 2017
ANIE: industria tecnologica traina ripresa. Lo rileva una delle più importanti organizzazioni Confindustriali per peso e rappresentatività che, con oltre 1.300 aziende associate, 468.000 addetti e un fatturato aggregato di 74 miliardi di euro, rappresenta la casa delle tecnologie italiane.
Nel corso dell’Assemblea annuale sono stati illustrati i dati 2016, che hanno visto un + 4,2% per l’Elettronica e una sostanziale stabilità per l’Elettrotecnica (-0,7%).
A confermare l’inversione di tendenza che ha caratterizzato gli ultimi mesi sono i dati ISTAT che segnalano un andamento positivo diffuso già nel primo trimestre di quest’anno.
Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, infatti, le commesse relative agli ordinati interni del settore elettrotecnico ed elettronico registrati tra gennaio e marzo del 2017, segnano una crescita del +9,1% (vs primo trimestre 2016), mentre quelli esteri si attestano ad un +3.7% (vs primo trimestre 2016).
Inoltre, per tracciare l’andamento del primo semestre del 2017, il Servizio Studi di ANIE ha condotto un’indagine su un campione di aziende rappresentative.
Il risultato conferma una prevalenza di indicazioni positive sulla crescita degli ordinativi nei primi sei mesi dell’anno: ben il 65% delle aziende intervistate già in questa fase vede un incremento dell’ordinato totale e quasi il 53% indica, per l’anno in corso, un considerevole aumento del fatturato.
Lo scenario positivo che si sta delineando per il prossimo futuro trova un’ulteriore conferma anche guardando ai singoli mercati finali delle tecnologie che ANIE rappresenta: industria, building, infrastrutture/trasporti e energia.
Andamento sicuramente positivo per il settore delle tecnologie che afferiscono all’Industria manifatturiera, che ha visto nel 2016 una crescita di fatturato pari al 3.7% rispetto all’anno precedente. Segnali positivi confermati dall’indice PMI (Purchasing Manufacturing Index che esprime il sentiment dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero italiano) che si colloca in territorio dinamico da settembre 2016, raggiungendo ad aprile 2017 il massimo storico degli ultimi sei anni.
Naturalmente sul mercato industriale le grandi attese sono per il consolidamento nei prossimi mesi degli effetti del Piano del Governo su Industria 4.0. I primi, positivi, effetti del Piano si vedono. “Già oggi – ha spiegato il presidente Busetto nella sua Relazione – possiamo parlare di un aumento sensibile del fatturato, per le tecnologie direttamente coinvolte nel piano del Governo. Il mercato è in movimento e molte richieste lasciano presagire un’accelerazione negli investimenti nei prossimi mesi”.
Interessante anche il dato relativo all’utilizzo da parte delle aziende ANIE degli strumenti pensati dalla Federazione per supportare le aziende nel processo di conoscenza di Industria 4.0. Tra accessi al portale dedicato (focus su Anie.it) e richieste allo Sportello ANIE 4.0 sono oltre 2200 in due mesi i contatti avuti dagli ingegneri ANIE con le aziende interessate ad avere risposte concrete in merito all’applicabilità del Piano.
Dopo un decennio di profonda debolezza, che ha visto dal 2008 una diminuzione degli investimenti edili pari al 30%, anche dal mercato relativo alle tecnologie che afferiscono al Building arrivano per il 2017 i primi segnali, dopo che già il 2016 aveva chiuso con un fatturato in crescita di quasi il 2%.
Il settore Ferroviario vede all’orizzonte un’importante ripresa, grazie anche agli ambiziosi piani di crescita dei principali committenti del settore (94 miliardi in 10 anni il piano delle FS per infrastrutture, materiale rotabile e sviluppo tecnologico). Il dato negativo registrato nel 2016 dalle tecnologie ANIE rivolte al mercato delle Infrastrutture e Trasporti infatti, che vede una perdita di circa l’1%, di fatto non intercetta il positivo andamento degli ordini, per un disallineamento temporale nella contabilizzazione delle commesse.
Una frenata caratterizza invece l’andamento nel 2016 delle tecnologie ANIE rivolte al mercato dell’Energia, trasversale sia alle fonti tradizionali sia a quelle rinnovabili.
Nel prossimo triennio, però, sono previsti investimenti sulle infrastrutture di Rete elettrica che si concentreranno soprattutto nei segmenti tecnologici più innovativi.
A questi si affiancheranno anche quelli per la manutenzione e ammodernamento del parco installato e per l’ulteriore sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili alla luce degli obiettivi europei al 2030.
“Federazione ANIE rappresenta un settore industriale ricco e variegato, autore¬vole nei numeri come nell’ampissimo portafoglio di tecnologie offerto, nella qualità della produzione, nella visione del futuro e per questo, sempre di più, punto di riferimento per mercato e istituzioni – ha spiegato Giuliano Busetto, presidente di ANIE – Le nostre imprese investono mediamente il 4% del fatturato in Ricerca e Sviluppo a sostegno dell’innovazione e per la competitività delle imprese.
Non possiamo smettere di guardare lontano, di cercare e di af¬frontare opportunità e nuove sfide, con passione e con determinazione, per il successo dell’industria e dell’ingegno italiano”
ANIE Confindustria, con oltre 1.300 aziende associate e circa 468.000 occupati, rappresenta il settore più strategico e avanzato tra i comparti industriali italiani, con un fatturato aggregato di 74 miliardi di euro. Le aziende aderenti ad ANIE Confindustria investono in Ricerca e Sviluppo il 4% del fatturato, rappresentando più del 30% dell’intero investimento in R&S effettuato dal settore privato in Italia.
Concrete definition of a Smart Building to be placed at the heart of EU policymaking as negotiations heat up. The Buildings Performance Institute Europe (BPIE) today puts the finishing touches on its comprehensive work on smart buildings, providing a working definition of a ‘smart building’ and making detailed policy recommendations to encourage their growth. The current negotiations on the Clean Energy for All Europeans package are a final opportunity to shape the European building stock of 2030.
This latest intervention comes at a crucial point in support of those pushing for more ambitious policy and a genuinely smart European building stock of the 2030s.
BPIE has further explored the concept of smart buildings with one question in mind: What is a smart building? Measuring how smart a building is, depends on the capacity of its functions and the degree to which different components interact and complement each other. BPIE considered all these aspects and has come forward with a concrete definition of a smart building, placing energy efficiency at its heart.
For smart buildings to become a success story, multiple benefits must be recognised on an equal footing. Buildings have the potential to be at the forefront of providing flexibility for the energy system, including through energy production, control, storage and demand response, as well as providing a means to integrate electric vehicles. Just as importantly, smart buildings must enable a healthy and comfortable living and working environment for their occupants. But analysis has shown that more must be done in this area.
BPIE is clear that both market and legislative frameworks need to allow buildings to connect to and interact with the energy system. But this is not always the case across Europe. In fact, the legislative framework is one of the biggest barriers to the widespread penetration of smart buildings. And current policy discussions lack ambition to encourage buildings to play their role as micro energy-hubs.
The BPIE policy paper recommends ways that the Energy Performance of Buildings Directive, the Energy Efficiency Directive, the Renewable Energy Directive and the Electricity Directive should be strengthened to ensure buildings can take up a leading role in the energy transition, at the same time as ensuring high building performance, dynamic operability between components of a building and its occupants and responsiveness of buildings to interact with the energy system around them. These components must be embedded in the criteria for judging whether a building truly is a Smart Building.
BPIE definition of a smart building (2017)
A smart building is highly energy efficient and covers its very low energy demand to a large extent by on-site or district-system-driven renewable energy sources.
A smart building (i) stabilises and drives a faster decarbonisation of the energy system through energy storage and demand-side flexibility;
(ii) empowers its users and occupants with control over the energy flows;
(iii) recognises and reacts to users’ and occupants’ needs in terms of comfort, health, indoor air quality, safety as well as operational requirements.
– BPIE study on “Is Europe ready for the smart buildings revolution?” (2017) finds that that no Member State is fully prepared to take advantage of the benefits that smart building technologies will entail.
– BPIE study on “Smart buildings in a decarbonised energy system” (2016), sets out 10 principles making the case for buildings to be at the core of a decarbonised energy system, producing, storing and supplying energy, making the energy system more flexible, resilient and efficient.
About BPIE
The Buildings Performance Institute Europe (BPIE) is a European not-for-profit think-tank with a focus on independent analysis and knowledge dissemination, supporting evidence-based policy making in the field of energy performance in buildings. It delivers policy analysis, policy advice and implementation support.
Great Place to Work: cultura e fiducia nell’ambiente di lavoro. Great Place to Work Institute è una società internazionale di consulenza manageriale specializzata nello studio dell’ambiente organizzativo e nella consulenza alle aziende per il miglioramento dei loro ambienti di lavoro.
Fondata a San Francisco (USA) nel 1991 dal giornalista e scrittore Robert Levering, Great Place to Work® Institute è oggi presente in 49 Paesi nel mondo.
Great Place to Work® Italia è presente in Italia dal 2001 e l’anno successivo viene pubblicata la prima classifica delle migliori aziende per cui lavorare in Italia.
Great Place to Work® Italia è guidata da Alessandro Zollo.
Great Place to Work® Institute analizza da più di vent’anni la qualità degli ambienti organizzativi, conducendo in 49 Paesi del mondo una ricerca che, attraverso un questionario distribuito all’interno delle aziende, chiede direttamente ai dipendenti di valutare il grado di fiducia nella propria azienda e quanto la ritengano un “great place to work”.
Great Place to Work® Institute si occupa di Analisi e Ricerche necessarie per individuare le caratteristiche degli ambienti di lavoro eccellenti, individuare le Best Practice in tutto il mondo, e di supportare le organizzazioni, attraverso interventi consulenziali ad hoc, formazione e pianificazione di azioni di miglioramento, in un percorso di cambiamento culturale.
La Classifica “Best Companies to Work for”
Oggi Great Place to Work® Institute è oggi partner di numerose aziende del mondo, innovative e di successo. Grazie alla collaborazione con queste aziende, l’Istituto realizza in tutto il mondo 46 classifiche delle migliori aziende per cui lavorare. Ogni anno Great Place to Work® collabora mediamente con oltre 7.200 organizzazioni, intervistando circa 5 milioni di dipendenti annualmente.
Le classifiche, oltre ad essere nazionali, vengono realizzate su base europea (Best Workplaces in Europe) e mondiale (World’s Best Multinational Workplaces).
Oggi la lista Best Workplaces è ormai diventata un appuntamento annuale molto atteso, accreditandosi quale strumento di riferimento per manager in cerca di nuove opportunità, neolaureati che si approcciano al mondo del lavoro ed head hunters a caccia di talenti.
E’ inoltre in grado di influenzare la percezione delle aziende all’interno e all’esterno, con ricadute sul business stesso.
La storia
Nel 1981 un editore di New York chiese a due giornalisti finanziari, Robert Levering e Milton Moskowitz, di scrivere un libro dal titolo “The 100 Best Companies to Work for in USA”.
Nonostante le difficoltà e gli scetticismi rispetto ad un progetto considerato troppo ambizioso, i due giornalisti intrapresero con spirito pioneristico un percorso che si rivelò infine un’esperienza affascinante e di grande valore.
Levering e Moskovitz compresero, in anticipo sui tempi, che l’elemento chiave degli ambienti di lavoro “eccellenti” non era costituito da un insieme di benefit, programmi e politiche per i dipendenti, ma da relazioni di qualità basate su fiducia, orgoglio e spirito di squadra. Fu chiaro fin da subito che si trattava di veri e propri fattori chiave che contribuivano a migliorare le performance aziendali dell’organizzazione.
Il ruolo della fiducia nell’ambiente di lavoro divenne il tema centrale non solo di quel primo pionieristico libro del 1984, ma anche di un secondo libro pubblicato nel 1988 con il titolo “A Great Place to Work: What makes some employers so good – and most so bad”.
Queste idee sono ancora oggi il nucleo su cui si fonda Great Place to Work® Institute.
Gradualmente, i modelli e la metodologia dell’istituto vennero accreditati a livello internazionale quali sistemi privilegiati per la misurazione di quello che oggi viene definito “ambiente di lavoro eccellente”. Nel 1997, Fortune (negli USA) e Exame (in Brasile) collaborarono con il settore di ricerca dell’istituto ed elaborarono la prima classifica delle 100 Best Companies to Work For, dedicata agli ambienti di lavoro. Progressivamente, Great Place to Work® aprì uffici in 49 Paesi nel mondo e l’apertura di nuove sedi è ancora in crescita costante.
BPIE: buildings as energy-hubs can strengthen the energy system. Buildings could play a major role in supporting the low carbon development of other sectors, says BPIE in its latest paper. 10 principles are making the case for buildings to be at the core of a decarbonised energy system, producing, storing and supplying energy, making the energy system more flexible, resilient and efficient.
As micro energy-hubs, highly efficient buildings can balance the grid through proactive energy demand management and play a leading role in transforming the EU energy market, shifting from centralised, fossil-fuel-based systems towards a decentralised, renewable, interconnected and variable system.
There are many benefits to fast-tracking the concept of micro energy-hubs: from empowering users to control their own renewable energy production and consumption; to cutting energy bills and facilitating the surge of renewable energy as well as electrical vehicles, and even reinforcing energy security.
BPIE identifies 10 principles for buildings to become micro energy-hubs which should be the reference when re-designing our energy system. They are all important separately, but more impactful once considered together. Maximising the buildings’ energy efficiency level, however is the first priority in order to successfully apply the other principles.
Once this first principle is implemented, the other principles to transform the building sector should be applied, such asrenewable energy integration, incorporating demand response, stimulating energy storage capacity, encouraging uptake of electric vehicles, decarbonising heating & cooling energy and more.
Developing an enabling and supportive policy framework is a key success factor. The ongoing reviews of building-related legislation should reflect the concept and revised legislative instruments should encompass the full scope of micro energy-hubs Oliver Rapf, BPIE’s Executive Director, adds that “an all-encompassing vision on buildings as micro energy-hubs would have a bearing on all five dimensions of the Energy Union – from supporting security of supply to decarbonising the economy. In light of the legislative packages under way in 2016, serious thought should be given to including this concept”.
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The Buildings Performance Institute Europe (BPIE) is a European not-for-profit think-tank with a focus on independent analysis and knowledge dissemination, supporting evidence-based policy making in the field of energy performance in buildings. It delivers policy analysis, policy advice and implementation support.