Microalghe cibo del futuro. Pordenone Fiere apre le porte ad AlgaeFarm: dopo la digital preview dello scorso anno il mondo della ricerca, delle tecnologie e delle applicazioni delle microalghe si incontrerà in Fiera i prossimi 25 e 26 maggio. L’evento si svolgerà in contemporanea con AquaFarm e NovelFarm ed è realizzato in collaborazione con AISAM – Associazione Italiana per lo Studio e le Applicazioni delle Microalghe.
L’evento sarà l’occasione per presentare le migliori realtà professionali dedicate alla filiera dell’alghicoltura, creando un’opportunità di confronto su un settore in continua crescita, rappresentato dalla ricerca scientifica, dai produttori di apparecchiature, dai coltivatori e da coloro che utilizzano le microalghe in diversi settori, tra cui nutraceutica, alimentazione, energia e industria.
“AlgaeFarm arriva al momento giusto nell’evoluzione del mercato europeo e mondiale.” – afferma Alberto Bertucco, Presidente di AISAM. “E siamo grati a Pordenone Fiere che ormai da 5 anni offre al settore un’importante occasione di incontro.”
La recentissima ricerca della californiana StrategyR rivede al rialzo le dimensioni del mercato attuale, a un passo dal miliardo di dollari (990 milioni) già l’anno scorso, con una previsione di crescita media annuale del 5,2% da qui al 2026. Secondo StrategyR, le due specie algali più importanti in questo momento, spirulina (49%) e chlorella (29,4%), trainano la crescita per il loro utilizzo in cibi e prodotti nutraceutici che vengono acquistati per il loro valore di rafforzamento delle difese dell’organismo, un effetto comportamentale derivante dalla pandemia e che già si è fatto sentire nella seconda metà del 2020 e nel 2021.
In Italia, la domanda di microalghe essiccate si attesta su circa 200 tonnellate per utilizzi che vanno dall’alimentare e dalla nutraceutica alla cosmesi e alla farmacopea fino ai mangimi per i pesci. Meno del 13% della domanda viene oggi soddisfatta dalla produzione nazionale, per i tre quarti concentrata sulla spirulina e in capo ad una decina di aziende che puntano sulla certificazione biologica, per l’alta qualità richiesta dal nostro mercato. La concorrenza è molto forte soprattutto per via della spirulina “certificata bio” proveniente da India, Cina e Sud-Est Asiatico che vanta prezzi che sono un terzo di quella europea.
Le potenzialità di mercato rimangono molto elevate e interessanti
Se si guarda oltre la biomassa essiccata, che si può definire il grado zero dell’utilizzo delle microalghe, e ci si concentra sulle altre sostanze ricavabili dalla biomassa fresca (quindi non esposta alla concorrenza asiatica) si scopre che i prezzi di mercato salgono molto rapidamente. Gli acidi grassi, tra cui gli omega-3, spuntano tra i 200 e 600 dollari al kg, mentre per la fucoxantina, un potente anti-infiammatorio, si arriva a 45.000 dollari al kg.
La ricerca si concentra oggi sul miglioramento della produttività delle microalghe coltivate
I temi caldi si riflettono nelle conferenze di AlgaeFarm. Tecnologie e Innovazioni per la Coltivazione di Microalghe e Ottenere di Più dalle Microalghe si susseguiranno il 25 maggio, mentre il 26 maggio sarà dedicato alle applicazioni: Chimica farmaceutica e cosmetica, alimentare e nutraceutica e Energia e industria: produzione agricola e zootecnica.
AquaFarm è la mostra-convegno internazionale dedicata ad acquacoltura e industria della pesca sostenibile. NovelFarm è il più importante evento italiano interamente dedicato alle nuove tecniche di coltivazione, fuori suolo e vertical farming. Quest’anno affiancate da AlgaeFarm, appuntamento dedicato a tecnologie e applicazioni in alghicoltura.
25 e 26 maggio – Fiera di Pordenone
– BYinnovation è Media Partner di AquaFarm
Italia Solare a Presidente Mattarella. La drammatica situazione ucraina impone un’urgente revisione del sistema energetico italiano, per motivi etici, economici e di sicurezza nazionale.
I recenti interventi messi in campo dall’attuale governo per contrastare il caro energia sono inefficaci, paradossalmente tutelano il gas e ostacolano lo sviluppo delle rinnovabili.
Tutto questo quando invece le soluzioni al problema del caro energia esistono e sono immediatamente attuabili.
È per questo che ITALIA SOLARE ha deciso di scrivere una lettera aperta al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Egregio Presidente Sergio Mattarella,
la drammatica situazione ucraina impone un’urgente revisione del sistema energetico italiano, per motivi etici, economici e di sicurezza nazionale.
Importiamo dalla Russia il 40% circa del gas che utilizziamo. Aumentare le estrazioni delle esigue risorse di gas nazionale non è sufficiente per ridurre le bollette di famiglie e imprese italiane. Né tantomeno ha senso puntare all’incremento delle importazioni perché richiede tempo e comunque non risolverebbe il problema dei prezzi e della sicurezza.
L’attuale situazione è il risultato della politica energetica dei governi degli ultimi anni, che non hanno mai intrapreso una rapida e vera transizione energetica a favore delle rinnovabili, che rappresentano l’unica soluzione immediatamente disponibile per dare ai nostri concittadini energia pulita e a costi accessibili. Tra le rinnovabili, il fotovoltaico è la tecnologia energetica economicamente più conveniente e quella che più di altre può garantire nuova potenza in breve tempo e, con gli accumuli, la continuità nelle forniture di energia.
Nonostante queste evidenze in Italia si installa sei volte meno che in Germania, quattro volte meno che in Spagna, tre volte meno di Olanda e Polonia perché in tutti questi anni non si sono volute sbloccare le autorizzazioni per realizzare nuova potenza fotovoltaica.
I progetti sono pronti, ma per autorizzarli e consentirne la realizzazione serve un cambio di passo immediato.
Non farlo è irresponsabile nei confronti delle famiglie e delle imprese italiane, oltre che immorale, perché acquistare gas dalla Russia significa finanziare un regime autoritario e le sue azioni belliche.
E invece i recenti interventi messi in campo dall’attuale governo per contrastare il caro energia non solo sono inefficaci, come è facilmente verificabile dai livelli raggiunti dalle ultime bollette, ma paradossalmente tutelano il gas e ostacolano lo sviluppo delle rinnovabili, come dimostrato dal prelievo dei ricavi provenienti dalla vendita di energia applicato solo alle fonti rinnovabili e non alle fossili (DL del 27.01.2022, art. 16 e DL del 25.02.2022, art. 5).
Il processo di transizione deve essere avviato subito, con un confronto costante con gli operatori delle rinnovabili e smettendo di assecondare le lobby fossili.
Egregio Presidente, è nell’interesse del Paese e nell’interesse supremo della sicurezza nazionale, che ci rivolgiamo a Lei affinché sensibilizzi il Parlamento e il Governo per un vero cambio del paradigma energetico, con iniziative rapide, concrete e incisive.
Distinti saluti,
Paolo Rocco Viscontini,
Presidente ITALIA SOLARE
STRING Region green transition of road transport. Local and regional governments in Germany, Denmark, Sweden, and Norway together with six private companies has applied for EU/CEF funding to support a connected network of hydrogen fuelling stations from Hamburg to Oslo.
The alternatives to fossil fuels are already here, and hydrogen fuel cell technology is a bright green hope for a seamless zero-emission revolution in road transport. STRING members are now planning to invest in the fuelling network that will make it all possible.
A hydrogen vehicle refuels in 5-12 minutes, making it possible to transport goods and people without the logistical challenges of charging battery-operated alternatives. Moreover, hydrogen vehicles are silent and their only by-product is water. However, to make hydrogen fuels a reliable alternative to petrol and diesel, we have to make it available. By supporting the introduction of hydrogen vehicles through the establishment of fuelling infrastructure, local governments provide the opportunity to put an end to the era of fossil fuels, and eliminate hazardous particle pollution and CO2 emission from the transport sector.
To solve the issue of fuelling infrastructure, STRING members and six private companies have initiated a cross-border public/private partnership to invest in a series of hydrogen fuelling stations, with the help of EU funding. If approved, the project GREATER4H will accelerate the deployment of hydrogen vehicles in the entire megaregion and make Northern Europe a global frontrunner in the green transition of road transport.
The private partners Everfuel (DK), Hynion (NO) and GP JOULE (DE) will build and operate the refuelling stations, while Quantron (DE) will supply hydrogen vehicles in different weight categories, in addition to lead the development of financial and market incentives needed to increase demand for hydrogen trucks. GREATER4H will act as catalyst in speeding up deliveries of hydrogen vehicles from vehicles manufacturers. In addition, Ørsted (DK) and RENOVA (SE) have joined GREATER4H as associated partners to contribute with unique perspectives on supply of green hydrogen and end-user perspective as operators of hydrogen trucks. The 13 public authorities in STRING will contribute to GREATER4H by encouraging harmonized regulation related to the roll-out of hydrogen infrastructure.
The project was developed under the STRING chairmanship of Schleswig-Holstein and Schleswig-Holstein will lead GREATER4H in the future. According to Minister of Justice, European Affairs and Consumer Protection, Claus Christian Claussen “a zero-emission transport sector is only possible with a zero-emission fuelling network. If we succeed, Greater4H will be a great leap forward for the green transition, and it will illustrate how we can achieve a full decarbonization of road transport.”
STRING is a membership organisation that connects local governments from Germany, Denmark, Sweden and Norway, to collaborate on cross-border infrastructure development, facilitate the green transition in the transport sector and accelerate innovation and export in green tech.
Reporting the business model. The European Lab Project Task Force on the reporting of non-financial risks and opportunities and the linkage to the business model (PTF-RNFRO) organised a webinar to give insights into the findings of its report Towards Sustainable Businesses: Good Practices in Business Model, Risks and Opportunities Reporting in the EU, including user and preparer perspectives on its usefulness.
Jean-Paul Gauzès, EFRAG Board President and European Lab Steering Group Chair, provided the introduction and Saskia Slomp, EFRAG CEO guided the webinar and provided the final remarks.
Key-note speakers of the webinar included Pascal Durand, EP rapporteur on the CSRD, and Alain Deckers, head of EC DG FISMA unit Corporate Reporting, Audit & Credit Rating Agencies and European Lab Vice-Chair, who set the scene for the webinar discussion.
Nancy Kamp-Roelands, European Lab Steering Group member and Professor of non-financial information, integrated reporting, and assurance at the University of Groningen, moderated the panel discussion with the following PTF-RNFRO members:
– Emilie Beral, PTF-RNFRO Member, Executive Director – Methods, Innovation, Quality at Vigeo Eiris (VE)
– Gloria Mazzocco, PTF-RNFRO Member, Group Accounting Advisory at Enel Group
– Dawn Slevin, Co-chair of the PTF-RNFRO, Managing Director of ELS Europe
– Saskia Slomp concluded the webinar by emphasising the key objective of the PTFRNFRO report to identify good practices and subsequently stimulating enhanced reporting by companies. She noted the report findings could be one of the inputs for the Project Task Force on European Sustainability Reporting Standards (PTF-ESRS).
The summary report, that provides an overview of the event, has been prepared for the convenience of European constituents.
Sostenibilità 60% delle imprese. Secondo l’International Business Report (IBR) – che il network di consulenza internazionale Grant Thornton effettua periodicamente a livello globale sui dirigenti di oltre 2500 imprese del mid-market – più di sei aziende su dieci (62%) ritengono oggi che la sostenibilità sia altrettanto importante o più importante del successo finanziario. L’Italia, con il 67%, batte la media globale e quella europea, che si collocano entrambe al 62%.
I criteri ESG (Ambientali, Sociali e di Governance) sono infatti visti come un vantaggio competitivo da gran parte delle aziende di fascia media e questo si riflette in particolare nelle aspettative della loro clientela di base.
Tra le imprese che stanno ponendo una maggiore attenzione alla sostenibilità, la motivazione più comune che le spinge a tale cambiamento è quella di migliorare l’efficienza e ridurre i costi (42%), un fattore che sottolinea i reali benefici economici e commerciali che, secondo le aziende intervistate, derivano dall’investire in tale direzione.
Dall’inizio della pandemia ad oggi è inoltre cresciuta la consapevolezza delle aziende rispetto agli investimenti sostenibili: la loro percezione come priorità strategica di business è diventata infatti più importante per il 61% delle aziende italiane (vs 71% a livello globale e vs 63% media UE).
Per quanto riguarda le azioni specifiche che le aziende hanno intrapreso per condurre il proprio business in modo più sostenibile, su scala globale, il 43% delle aziende ha riportato di aver sviluppato una strategia di sostenibilità, che è stata formalizzata dal 38% delle imprese europee e 35% di quelle italiane.
Tuttavia, una sfida chiave per molti sta nel comprendere realmente quali processi e strategie implementare per ottenere il massimo impatto nel passaggio a pratiche commerciali più sostenibili, in particolare in questa fase nella quale risorse già limitate sono state ulteriormente ridotte a causa della pandemia.
“Le medie aziende – afferma Lorenzo Carminati, Partner di Grant Thornton – sono per loro natura e struttura agili, adattabili, pronte al cambiamento per restare sempre al passo con i tempi. Conseguentemente, investimenti in chiave sostenibile assumono un particolare rilievo nelle loro strategie di crescita. Tuttavia, quando ci riferiamo più nello specifico ad alcuni obiettivi concreti che la sostenibilità impone, come ad esempio la riduzione dell’utilizzo dei combustibili tradizionali, la diversity o l’inclusione, molte imprese sono ostacolate da modelli di business ancora tradizionali e da requisiti normativi spesso complicati, incontrando quindi delle difficoltà nel comprendere a cosa dare realmente priorità”.
Dall’analisi condotta da Grant Thornton i primi tre ostacoli a rallentare la crescita degli investimenti in sostenibilità sono:
1. l’ancora troppo oneroso impegno a gestire questioni e problematiche legate alle conseguenze della pandemia (31%);
2. la mancanza di chiarezza su nuovi regolamenti/requisiti (31%);
3. le preoccupazioni per i costi relativi alle attività annesse a questo processo (30%).
“Una consulenza specialistica – precisa, infine, Carminati – può essere molto preziosa per aiutare le aziende ad orientarsi in una materia nuova e complessa e per definire la strategia da perseguire, identificando con maggiore precisione priorità ed opportunità. Certamente il ruolo dei governi e delle autorità di regolamentazione resta prioritario per fornire il primo supporto e indirizzo, nonché per stabilire dei percorsi chiari per la rendicontazione delle migliori performance in materia di sostenibilità. Tuttavia, la strada verso un futuro delle aziende più sostenibile non riguarda solo la rendicontazione, che indubbiamente è molto importante ed è destinata ad assumere un ruolo chiave nei rapporti con gli stakeholders, ma attiene soprattutto alla capacità di riuscire a creare una visione, un obiettivo e una struttura di valori di medio-lungo termine. È tale nuova visione che, innestandosi sull’attuale insieme di valori delle medie aziende, può consentire alle stesse di superare – anche di fronte alle difficoltà del breve periodo – questa fondamentale transizione”.
Grant Thornton è la member firm italiana di Grant Thornton International Ltd, network globale che opera da oltre 100 anni, con 58.000 professionisti e in oltre 130 Paesi, fornendo servizi di consulenza in area Audit, Tax e Advisory.
Con oltre 500 persone che operano in 17 sedi situate nelle principali città, Grant Thornton in Italia garantisce ai clienti una presenza costante su tutto il territorio, per un migliore e più efficace servizio.
Tra i clienti rientrano piccole e medie imprese, società multinazionali, nonché società quotate e imprese familiari, operanti nei principali settori del panorama economico attuale.
Future City ESG Innovation Index. Where will be the “Sustainability Valley”? With the newly developed index DEEP Ecosystems provides a thorough analysis of the capabilities of cities and their innovation ecosystems to capture the immense economic opportunity from the future demand for solutions in the ESG sectors worldwide.
The report reveals a total of $60bn being invested in ESG focused startups across over 100 cities since 2018.
Included are ESG solutions that will likely see a surge in demand in the future, when the transition to a more green and sustainable economy accelerates.
It includes solutions for ecology, waste management and clean energy in the environment sector, health and education solutions in the social ESG sector and e-government, public transport and smart city solutions in the governance related ESG sector.
With such economic growth potential, cities are eager to win the race to become the new innovation champion. The report elaborates on city-level strategies for ESG innovation with many examples. It shows that first-movers have an advantage.
For example, Stockholm, that was one of the first European cities to embrace a green economy as a strategy ranks 2nd for ESG investments with >$7bn raised since 2018.
Another hidden champion, Copenhagen scores high due to its government support for ESG solutions.
And the city of Moscow boasts a strong knowledge base as well as the highest share of EdTech startups, that is considered under the Social Dimension of ESG.
The report analyses the potential of innovation hubs to support sustainable innovation in the ESG fields based on 4 sub-indexes with 8 compound metrics and 29 individual indicators.
These cover the Community of ESG Entrepreneurs, their Entrepreneurship Support Network for ESG Solutions, the Societal Backing for ESG solutions as well as the Governance by local authorities.
Next to the rankings, the publication features 8 in-depth case studies on London, Moscow, Berlin, Tel Aviv, Paris, Stockholm, Copenhagen and Madrid. Last but not least it lists the top 70 startups based on investments raised.
Startup Heatmap classifica 57 città europee per la loro disponibilità a far crescere l’innovazione sostenibile, tenendo conto delle azioni del governo come l’elettrificazione delle flotte di autobus, nonché delle metriche di innovazione del settore privato come la crescita della scena delle startup ESG.
Milano è al 10° posto nel Future Cities ESG Innovation Index
– Numero molto alto di studenti STEM: 55.660 (rank 5) e sviluppatori: 5.191 (rango 11), Ancora una buona percentuale di studentesse del 55%
– Rete di supporto all’imprenditorialità:
—- Buon numero di acceleratori per le startup (46, rank 5)
—- Ma basso livello di investimenti, in particolare in ESG: 41° posto per livelli di investimenti e specializzazione
– Forte azione del governo verso la mobilità sostenibile a Milano:
—- 3° più alto numero di autobus elettrici (375)
—- 4° più alto numero di auto in condivisione (7.079)
—- 9° rete metropolitana più grande d’Europa (97km)
—- Tranne che per: 23° posto nelle piste ciclabili (253km) e 47° posto per numero di auto pro capite (620 per mille)
– Investimenti crescenti nell’innovazione
—- 2° posto per gli investimenti privati in R&S in Europa con 55,7 miliardi di euro
—- Crescente appetito per l’acquisto di startup con 4 acquisizioni di startup ESG da parte di aziende milanesi negli ultimi 3 anni. 12° posto
– Complessivamente una buona accettazione di ESG nella popolazione
—- Densità della comunità e della rete al 8° posto (sulla base di una combinazione di indicatori che misurano progetti dal basso come campagne di crowdfunding, ecc.)
Roma segue al 13° posto, Palermo (46°), Torino (48°), Bologna (53°), Firenze (55°), Napoli (56°) finiscono nella parte bassa della classifica.
Accanto alle classifiche, la pubblicazione presenta 8 casi di studio approfonditi su Londra, Mosca, Berlino, Tel Aviv, Parigi, Stoccolma, Copenhagen e Madrid. Infine, ma non meno importante, elenca le 70 migliori startup in base agli investimenti raccolti.
Energy Performance Contracts in PA nella strategia di Procurement per la neutralità climatica. Lo scenario caratterizzato da obiettivi di efficientamento energetico e decarbonizzazione di crescente impatto ed ambizione (20% al 2020; 43% PNIEC al 2030; Fit-For-55% al 2030; neutralità al 2050), pongono il problema della definizione degli strumenti di public procurement più idonei per approcciare target così ambiziosi.
Autore: Andrea Brunetta
La riduzione a zero delle emissioni climalteranti degli edifici implica:
1) imponenti interventi edili di coibentazione degli involucri edilizi caratterizzati da elevati costi e da lunghi periodi di ammortamento per la sostenibilità della spesa;
2) importanti operazioni di riconversione impiantistica tesi alla sostituzione delle centrali termiche a metano con tecnologie elettriche, come le pompe di calore, associate all’autoproduzione e accumulazione fotovoltaica, oltre che alla riqualificazione a LED dell’illuminazione interna, in chiave di sostituzione carbonica.
Questi straordinari obiettivi di neutralità climatica impongono l’adozione di una strategia di public procurement anch’essa straordinaria.
Gli Energy Performance Contracts (EPC) introdotti dal D.Lgs. 102/2014 e integrati nella disciplina dei PPP del Codice dei Contratti Pubblici D.Lgs. 50/2016 (CCP) possono costituire l’asse centrale di questa strategia.
SCENARIO E OBIETTIVI DI NEUTRALITA’ CLIMATICA AL 2050
Lo scenario caratterizzato da obiettivi di efficientamento energetico e decarbonizzazione di crescente impatto ed ambizione (20% al 2020, PNIEC 2030; Fit for 55% al 20230, neutralità energetica al 2050), pongono un problema di definizione di strategia di public procurement più idonea per approcciare simili ambiziosi target.
I predetti obiettivi, se proiettati sull’esteso patrimonio immobiliare pubblico, appaiono nel contempo sia temporalmente prossimi sia quantitativamente e qualitativamente impegnativi: in termini economici, tecnici, procedurali, metodologici.
Le pubbliche amministrazioni registrano importanti spese storiche nella gestione Calore degli immobili di proprietà oltre che discrete spese nell’approvvigionamento di energia elettrica degli edifici, specie per l’illuminazione interna.
La gestione dei relativi contratti di manutenzione e approvvigionamento energetico appare però frazionata e non pienamente integrata in una prospettiva strategica unitaria volta alla riduzione del fabbisogno, ma caratterizzata da interventi episodici e frammentari.
Gli straordinari obiettivi di neutralità climatica al 2050, impongono invece l’adozione di una strategia anch’essa non convenzionale, innovativa, straordinaria.
La riduzione verso lo zero di emissioni climalteranti riferita ai consumi energetici degli edifici (gas ed energia elettrica), implica infatti due principali linee di intervento:
1) imponenti interventi edilizi di coibentazione degli involucri edilizi, coibentazioni verticali, orizzontali e delle superfici trasparenti, caratterizzati da elevati costi ed elevati periodi di ammortamento per la sostenibilità della spesa;
2) sfidanti operazioni di riconversione impiantistica tesi alla sostituzione delle centrali endotermiche a combustione di gas metano, con tecnologie interamente elettriche come le pompe di calore (c.d. sostituzione carbonica), e rafforzamento dell’autoproduzione fotovoltaica oltre che la riqualificazione a led dell’illuminazione interna;
Il suddetto panorama di interventi assume una dimensione difficilmente approcciabile con gli strumenti di appalto tradizionali (Conventional Procurement), ed implicano la definizione di una strategia di approvvigionamento alternativa, non convenzionale, straordinaria.
Una strategia di public procurement basata su appalti tradizionali (c.d. conventional procurement) e finalizzata agli obiettivi sopra delineati rischia di essere inefficace ed intempestiva. Gli schemi di approvvigionamento tradizionali (CP) sono infatti caratterizzati da crescente complessità procedurale, elevato rischio legale-giudiziario, elevata quota di rischio operativo (rischio progettazione, rischio costruzione, rischio gestione) trattenuto dalle PA, notevole rigidità.
Essi non si prestano a costituire strumenti flessibili in grado di incorporare nel tempo dell’esecuzione, in modo dinamico, ulteriori finanziamenti o innovazioni tecnologiche che possono sopravvenire in fase esecutiva.
Lo scenario sin qui tratteggiato sembra suggerire alcune riflessioni circa le caratteristiche che debbano avere gli strumenti di procurement utili ad aggredire degli obiettivi così ambizioni, in un contesto così complesso.
Occorre infatti mettere in campo strumenti approvvigionamento pubblico in grado di rispondere alle summenzionate criticità, in particolare:
– strumenti contrattuali onnicomprensivi, multi-obiettivo, multi-funzione e multiservizi tecnologici, di finanziamento, progettazione, realizzazione, gestione delle opere di efficienza energetica, oltre che di fornitura del vettore energetico;
– strumenti contrattuali che facciano convergere nel medesimo strumento gestione/conduzione/manutenzione di impianti termotecnici ed elettrotermici, e che riuniscano la fornitura dei vettori GAS ed Energia Elettrica in chiave di convergenza energetica, atti a realizzare la sostituzione carbonica e superare il conflitto di interesse latente nella sostituzione carbonica stessa;
– strumenti contrattuali flessibili in grado di inseguire il fabbisogno rapidamente cangiante, offrendo una prospettiva graduale e flessibile di avvicinamento alla neutralità climatica, e in grado di incorporare nuovi obiettivi/finanziamenti pubblici o nuove tecnologie che potranno sopraggiungere nella prospettiva al 2050;
– strumenti contrattuali di durata medio-lunga atti a configurare un equilibrio economico-finanziario in grado di sostenere gli ammortamenti connessi agli elevati tempi di ritorno degli investimenti edilizi relativi alle coibentazioni degli involucri edilizi;
– strumenti contrattuali in grado di combinare e cumulare nella missione della neutralità sia investimenti pubblici sia investimenti privati a ciò finalizzati in chiave di moltiplicatore di investimenti;
– strumenti contrattuali in grado di massimizzare il trasferimento agli operatori privati (come ESCO), le massime quote di oneri e rischi costruttivi e gestionali, nella consapevolezza che essi operatori possono disporre di maggiori livelli di efficienza e tempestività reattiva per l’adeguamento al contesto e l’inseguimento del fabbisogno;
– strumenti contrattuali in grado di definire/monitorare/verificare con accuratezza il raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica prestabiliti e di garantire il monitoraggio e la permanenza dei livelli di performance gestionale atti a garantire nel tempo l’efficienza energetica raggiunta, ed eventualmente intervenire per ripristinarla;
Andrea Brunetta, Master Management MIP-Polimi, manager funzionario pubblico con esperienza 15ennale nella gestione giuridica, finanziaria e tecnica di uffici preposti alla manutenzione del patrimonio pubblico e delle relative gare d’appalto, con particolare specializzazione nella gestione degli aspetti giuridici ed economico-finanziari dei partenariati pubblico privati e dei contratti energetici.
Autore di numerose pubblicazioni in materia dei PPP/EPC, formatore e consulente per diverse Amministrazioni Pubbliche Regionali sulla materia dei PPP/EPC.
ADACI PA Symposium Roma. L’Associazione contribuisce alla riforma della Pubblica Amministrazione nell’ottica degli obbiettivi del PNRR. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è un’ambiziosa strategia per l’ammodernamento del Paese.
L’Italia deve combinare immaginazione, capacità progettuale e concretezza, per consegnare alle prossime generazioni un Paese più moderno, all’interno di un’Europa più forte e solidale.
Il Next Generation EU rappresenta per noi un’opportunità unica di sviluppo, investimenti e riforme, può essere l’occasione per riprendere un percorso di crescita economica sostenibile e duraturo, rimuovendo gli ostacoli che hanno bloccato la crescita italiana negli ultimi anni.
Il ministro Brunetta, parlando del PNRR, ha evidenziato che si tratta di un grande programma di investimento sulle persone focalizzato sulle competenze. Ha parlato di un piano che deve puntare sull’innovazione organizzativa per massimizzare il valore del denaro speso.
In tema di organizzazione della Pubblica Amministrazione, ADACI sottolinea la necessità di dar luogo a realtà strutturate e stabili, dotate di piano strategico – obiettivi di mandato – processi snelli digitalizzati e assegnazione di competenze e responsabilità. Serve definire in modo chiaro chi guida e chi supporta in termini sinergici le attività di pianificazione, progettazione, affidamento ed esecuzione degli appalti.
ADACI è pronta a dare il proprio contributo sia in termini di semplificazione dei processi che razionalizzazione dell’organizzazione.
Tenuto poi conto del fatto che il cardine di ogni progetto è la persona, ADACI è pronta a dare il proprio contributo in termini di formazione e di qualificazione delle competenze.
L’incontro del 26 novembre prevede una SESSIONE PLENARIA e due SESSIONI PARALLELE
SESSIONE PLENARIA
Rilevanza della Pianificazione e Progettazione nella gestione degli appalti della PA
SESSIONE PARALLELA 1
Libro Bianco ADACI sulla riforma della PA’ a cura del Comitato Tecnico Scientifico ADACI PA
SESSIONE PARALLELA 2
La certificazione e l’attestazione delle competenze nel Procurement Pubblico e Privato
Sarà presente all’evento Maurizia Cacciatori con un intervento sulla “Leadership”. Il suo Palmares: 228 presenze nella Nazionale di Pallavolo, 4 Campionati Italiani, 1 campionato spagnolo, 4 Coppa Italia, 1 Coppa della Regina, 3 Supercoppa italiana, 3 Coppa dei Campioni.
Per informazioni: Tel. 02 400 724 74 – informazione@adaci.it
Venerdì 26 novembre 2021 – h. 9:30/17:30 – Roma Eventi Fontana di Trevi
– BYinnovation è Media Partner ADACI
La partecipazione è gratuita previa iscrizione online all’indirizzo
Speciale Ecohitech Award 2021. Alla sua XXIII edizione, il premio ai progetti di green e digital transition delle PA italiane si è svolto il 27 ottobre all’interno di Key Energy – Ecomondo richiamando l’attenzione di numerosi enti locali e aziende.
I vincitori della categoria efficienza energetica
Il primo premio è stato assegnato al Comune di Chiari (BS) “per gli importanti investimenti che hanno portato alla trasformazione di tre edifici scolastici in nZEB (near zero energy building)”.
Menzioni speciali sono andate al Comune di Saluzzo, “per l’ampiezza degli interventi di riqualificazione energetica”, al progetto dell’Ospedale di Borgo Trento (VR) da parte di Carbotermo, “per le tecnologie di trigenerazione adottate”, a Lybra di 20energy, “per la portata innovativa della soluzione che trasforma il traffico in risorsa”, e a P.A.S.O. di Areti – Acea, “per il valore della soluzione di monitoraggio intelligente delle infrastrutture critiche
Digitalizzazione della PA: i progetti migliori
Il progetto MEsM@RT del Comune di Messina ha vinto il primo premio “per la creazione di un “ecosistema digitale” teso a migliorare la gestione e la sicurezza di cittadini e territorio”.
Una menzione speciale è andata al Comune di Milano e a Redo per il quartiere di Merezzate, “per il forte impatto sociale e ambientale sul territorio”. Altri due riconoscimenti sono stai assegnati a Taormina City Tech a cura di T.net, “per la progettualità di una rete intelligente scalabile e replicabile”, e al progetto Data Valley Bene Comune della Regione Emilia Romagna per “l’ampiezza della strategia di digitalizzazione del territorio in ottica smart land”.
Innovazione e sostenibilità nei servizi ai cittadini
È il Comune di Milano con il progetto Sharing Cities ad essersi aggiudicato il primo premio della categoria come “miglior laboratorio di rigenerazione urbana in cui sostenibilità ambientale e coinvolgimento dei cittadini sono fondamentali”.
Una menzione speciale è stata assegnata al Comune di Camaiore “per l’implementazione di un sistema di monitoraggio e gestione delle emergenze che stimola la resilienza del territorio di fronte ai cambiamenti climatici”.
Il vincitore della categoria Green Pie
Nella categoria dedicata all’innovazione circolare promossa in collaborazione con Torino City Lab, il primo premio è andato a Junker, “una soluzione di facile utilizzo che stimola comportamenti virtuosi in ottica di economia circolare e di raccolta differenziata”.
INFORMAZIONI SUL PREMIO
Dal 1998, l’Ecohitech Award si pone l’obiettivo di riconoscere e valorizzare gli enti pubblici che, attraverso progetti e tecnologie innovative, hanno raggiunto importanti risultati di sostenibilità, risparmio energetico, sicurezza e miglioramento dei servizi ai cittadini.
ECOHITECH AWARD: UNA GIURIA DI ESPERTI
Fanno parte della Giuria, esperti del mondo accademico e istituzionale:
– Davide Chiaroni, Co-Fondatore e Vice Direttore Scientifico di Energy & Strategy Group presso il MIP del Politecnico di Milano
– Laura Bellia, Responsabile Tecnico-Scientifico di AIDI (Associazione Italiana di Illuminazione) e Professore presso il Dip. di Ingegneria Industriale dell’Università di Napoli
– Angelo Di Gregorio, Direttore del CRIET (Centro di Ricerca Interuniversitario in Economia del territorio) e collaboratore di TSCAI (The Smart City Association Italy)
– Andrea Flumiani, membro del CdA dei Fondi Italiani per le Infrastrutture
– Raffaele Gareri, co-founder di TSCAI (The Smart City Association Italy)
– Nicoletta Gozo, Coordinatrice Progetto Lumière & Pell di ENEA
– Giuseppe Gustinetti, consigliere di Assodel (Associazione Distretti Elettronica – Italia)
– Barbara Pralio, Innovation Manager del cluster nazionale SmartCommunitiesTech
– Gildo Tomassetti, Segretario del Chapter Emilia-Romagna di Green Building Council (GBC Italia)
– Antonio Vrenna, Vicepresidente di Federesco (Associazione delle energy service company)
– BYinnovation è Media Partner Ecohitech Award 2021