Real Estate Re-Think the future: qual è lo stato di salute del settore Real Estate e, soprattutto, quali sono le dinamiche che coinvolgeranno nel prossimo futuro l’intera filiera?
Questi e molti altri saranno i temi al centro dell’evento che Credit Village organizza in un inedito format che vede lo svolgersi della plenaria dedicata al settore immobiliare, intitolata “RE-think the future”
Due plenarie mattutine, dedicate alle due industry, che confluiranno in un’unica sessione pomeridiana, in cui i due mondi del Real Estate e del Credit Management si incontreranno per trovare punti di contatto e nuove sinergie da poter sviluppare in un ecosistema unico.
La plenaria dedicata al Real Estate si aprirà con uno speech che illustrerà i dati del mercato a cura di Lia Turri – Partner PwC Italia, Real Estate Leader.
Lo spazio dell’intervista one-to-one sarà dedicato alle nuove esigenze dei consumatori e vedrà protagonisti Alessia Pirolo – Deputy Managing Editor Europe React News, che intervisterà Daniele Pastore – Direttore Generale Intesa Sanpaolo Casa.
La prima sessione di lavori, intitolata “La trasformazione del living & residenziale, tra life quality e sostenibilità” darà modo ai più autorevoli operatori del settore – dagli studi di progettazione alle imprese di costruzione, passando per docenti universitari e grandi investitori – di esprimere il proprio punto di vista sui cambiamenti del residenziale derivanti da fattori imprevedibili, come la pandemia e il conflitto bellico, e da valori sempre più contemporanei e diffusi, come life quality e rispetto ambientale: lo sviluppo residenziale e la riqualificazione immobiliare, il build-to-rent, lo sviluppo delle RSA, student e senior housing.
Prenderanno parte alla Round Table, moderata da Pirolo, Giuseppe Carone – Direttore Il Prisma, Paolo Micucci – CEO City Life e Head of European Engineering & Project Management Generali Real Estate, Marialisa Santi – Presidente Fondazione dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Milano e Marta Stella – Consigliere Delegato Borio Mangiarotti.
La seconda sessione, intitolata “Hospitality 360°: dalla finanza alla rigenerazione urbana e sociale” esplorerà il settore dell’hospitality a tutto tondo: dai trend di mercato alle opportunità legate al business, fino agli strumenti che la finanza può mettere a disposizione del settore per rigenerare gli asset e valorizzarne il potenziale con progetti di utilità sociale. A moderare la tavola rotonda Eleonora Chioda, Giornalista Esperta in Innovazione, che darà la parola a Paolo Caffi, Dottore Commercialista e Revisore Contabile, Manuel D’Avanzo – Direttore Generale Solido Holding, Elena Perriello – Head of Portfolio & Asset Optimization – Divisione Distressed Credit illimity, Marco Zalamena – Partner e Hospitality Leader EY, Claudio Zampetti – Responsabile Sviluppo e Relazioni Istituzionali In.tech.
Nello spazio dedicato all’intervista one-to-one dal titolo “Real Estate Tokenization”, verranno intervistati Lorenzo Rigatti – Co-fondatore e CEO BlockInvest e Davide Schiffer – Amministratore Delegato Borgosesia.
I lavori continueranno con la terza sessione dedicata al tema “PropTech: la contaminazione digitale nel settore immobiliare” che illustrerà le più interessanti ed innovative soluzioni proposte dalle Tech Company per il settore immobiliare, che stanno influenzando i modelli di business e le best practice in tutte le aree della filiera. Dopo un focus a cura di Anna Ruzzene – Partner PwC Italia, Finance Transformation, seguirà la Round Table moderata dalla giornalista Eleonora Chioda, che vedrà gli interventi di Stefano Bellintani – Professore Associato, REC – Real Estate Center Politecnico di Milano, Luca Bonacina – Co-Founder & Head of Technology CherryNpl, Renato Ciccarelli – CEO Abilio, Luigi De Luca – Real Estate Manager KRUK Italia, Paolo Scalia – Head of Sales idealista/data Italia.
Lo spazio dell’intervista one-to-one sarà dedicato al tema degli investimenti innovativi nel Real Estate e vedrà protagonista Guido Lombardo – Amministratore Delegato Gardant Investor SGR, intervistato dalla giornalista Alessia Pirolo.
Infine, l’ultima sessione della giornata, intitolata “Nuovi modelli di investimento e ruolo strategico delle valutazioni nel Real Estate” affronterà il tema delle dinamiche di funzionamento dei più innovativi modelli di investimento immobiliare, dalla cartolarizzazione alle operazioni di financing, e del ruolo strategico delle valutazioni immobiliari, settore in evoluzione di estrema rilevanza. Alla Round Table, moderata da Massimo Famularo, Chief Financial Editor, Credit Village, interverranno Marco Ghirimoldi – Real Estate Manager 130 Servicing, Leonardo Grechi – Chief of Operations Walliance, Giacomo Morri – Faculty Deputy for Corporate Finance & Real Estate SDA BOCCONI – Andrea Zamboni – General Counsel Edrasis Group.
La plenaria del pomeriggio, intitolata “Building the bridge: Credit Management e Real Estate si incontrano” vedrà lo svolgersi di due tavole rotonde. La prima sarà un think thank dei più autorevoli decision maker (C-Level) dei principali player delle industry del Credit Management, Real Estate, Technology e PropTech che si confronteranno sugli scenari futuri e sulle sinergie e potenzialità che il nuovo ecosistema potrà offrire. A moderare la discussione Jole Saggese – Caporedattore Centrale di Class CNBC, mentre sul palco saliranno Mirko Briozzo – Amministratore Delegato Gardant, Andrea Clamer – Head of Distressed Credit Division illimity, Giovanni Gilli – Presidente Intrum Italy, Victor Ranieri – Country Manager Italia Casavo, Riccardo Serrini – CEO Gruppo Prelios.
La seconda sessione è dedicata al punto di vista delle Associazioni delle categorie maggiormente impegnate nella trasformazione in atto, che si confronteranno su quale sarà l’impatto sul conto economico delle aziende, l’occupazione, il mercato e da ultimo, ma non ultimo, le aziende ed i consumatori- debitori. Alla tavola rotonda moderata da Jole Saggese prenderanno parte Antonio Campagnoli – Presidente Fiabci, Giuseppe Piano Mortari – Direttore Operativo Assofin, Silvia Rovere – Presidente Assoimmobiliare, Gianfranco Torriero – Vice Direttore Generale ABI e Francesco Vovk – Presidente UNIREC.
Un appuntamento da non perdere per restare aggiornati rispetto a tutti i principali trend che si stanno affermando nel settore del Real Estate e per orientarsi nel nuovo ecosistema che si sta delineando.
1 dicembre – Milano, Centro Congressi Allianz MiCo
– BYinnovation è Media Partner di Credit Village Day
PIL della filiera edilizia: nel 2021 la produzione vola: +19,7% per un totale di €475 miliardi. La filiera determina 1/3 del PIL nazionale e dà lavoro a 2,8 milioni di persone (+7,7%). Al convegno inaugurale di SAIE, la Fiera delle Costruzioni, presentato il Rapporto Federcostruzioni. Ance, altro boom del Superbonus: +€8,2 miliardi in valore soltanto a settembre.
Il sistema delle costruzioni continua a sorreggere l’economia del Paese. Nel 2021 il valore della produzione dell’intera filiera si è attestato a quota €475 miliardi, in aumento di ben 78 miliardi rispetto al 2020 (+19,7%) e di €51,6 miliardi rispetto al 2019 (+11,4%).
Da solo determina circa un terzo del PIL italiano, la cui crescita del +6,6% dell’ultimo anno è da attribuire in buona parte proprio all’edilizia, anche grazie allo stimolo dei Bonus fiscali e degli importanti investimenti del PNRR. Sono queste le principali evidenze del Rapporto 2021 di Federcostruzioni, presentato in occasione del convegno inaugurale di SAIE, La Fiera delle Costruzioni, Progettazione, edilizia, impianti, l’appuntamento annuale più importante per il comparto.
La crescita non riguarda solo la produzione ma anche l’occupazione
Gli addetti del comparto si attestano nel 2021 a poco più di 2,8 milioni di unità, con un incremento di +200 mila unità (+7,7%) rispetto all’anno precedente, ben il 12% della forza lavoro nazionale.
Bene anche gli investimenti: dopo il calo del 2020, secondo l’analisi di Ance, nel 2021, il settore ha messo a segno un ottimo +16,4%. Fondamentale il ruolo della riqualificazione abitativa, che grazie agli incentivi come il Superbonus 110% e il bonus facciate, ha visto aumentare il livello di investimenti di oltre il 20%.
“Il nostro Paese, per attenuare i rincari dell’energia e i loro effetti su famiglie e imprese, deve mettere in atto, oltre alle azioni compensative, costose e sostenibili per poco tempo, anche interventi regolatori di natura strutturale come il tetto UE al prezzo del gas, il disaccoppiamento del prezzo dell’energia da quello del gas e destinare parte della produzione nazionale di gas e l’energia delle fonti rinnovabili alle imprese energivore a un prezzo calmierato – ha commentato Paola Marone, Presidente Federcostruzioni. “Per consentire una riqualificazione del patrimonio immobiliare, chiediamo al nuovo Governo di mettere tra le priorità della sua agenda la strutturazione dei bonus, su un lungo periodo e con regole, e dei meccanismi finanziari a sostegno, che possa anche risolvere le questioni in sospeso sulla cessione del credito.
Per garantire l’attuazione del PNRR, chiediamo adeguare i bandi ai rincari dei materiali e dell’energia, commisurare l’importo delle gare alla dimensione delle nostre imprese, oltre naturalmente a monitorare l’emanazione del Codice dei Contratti previsto per il prossimo marzo 2023. Una filiera delle costruzioni più dinamica contribuirà a non fare andare il Paese in recessione salvaguardando l’occupazione e tanti settori trainanti della nostra economia. Ringraziamo SAIE, che da oltre 50 anni è la fiera di riferimento per le costruzioni, per averci dato la possibilità di affrontare questo tema così importante nell’evento inaugurale.”
Ed è proprio sul tema Superbonus 110% che Ance è intervenuta nel corso dell’evento inaugurale di SAIE, presentando gli ultimi dati.
A settembre si è rafforzata l’ottima performance dello strumento fiscale: alla fine del mese, secondo i dati del monitoraggio Enea – MISE – MITE, gli interventi legati all’efficientamento energetico sostenuti dal Superbonus 110% sono 307.191, per un ammontare corrispondente di €51 miliardi (di cui €38,8mld, il 76%, si riferiscono a lavori già realizzati). In un solo mese (31 agosto – 30 settembre 2022), si registra un ulteriore e consistente aumento del 25,9% in numero e del 19% nell’importo, ovvero più di 63.000 interventi aggiuntivi, per un valore corrispondente di circa €8,2 miliardi.
A livello di distribuzione regionale, al primo posto c’è sempre la Lombardia (47.288 interventi per un valore di €8,6 miliardi, seguita da Veneto (37.675; €5 miliardi) e Lazio (26.938; €4,8 miliardi), seguiti dall’Emilia-Romagna (24.439; €4,2 miliardi).
Buone anche le performance di quattro regioni meridionali: Sicilia, Puglia, Campania e Sardegna.
Sull’argomento si è soffermata anche Federica Brancaccio, Presidente di Ance, che ha dichiarato: “La nuova circolare delle Entrate sgombra finalmente il campo dai dubbi che in questi mesi hanno paralizzato la cessione dei crediti da bonus edilizi. Ora però è necessario che la nuova maggioranza di Governo lanci un segnale di fiducia, invitando anche Poste e Cdp a ripartire per ridare slancio al mercato. Al tempo stesso dobbiamo guardare al futuro e pensare a soluzioni strutturali per una politica industriale di settore orientata alla sostenibilità”.
Il convegno – a cui hanno partecipato tra gli altri Paola Marone, Presidente Federcostruzioni; Federica Brancaccio, Presidente ANCE; Tommaso Foti, Onorevole; Daniele Manca, Senatore; Raffele Laudani, Assessore all’Urbanistica del Comune di Bologna; Leonardo Fornaciari, Ance Emilia Area Centro; Giorgio Lupoi, Presidente OICE; Armando Zambrano, Coordinatore della Rete delle professioni; Celso De Scrilli, Vice Presidente BolognaFiere; Ivo Nardella, Presidente di Senaf (la società del Gruppo Editoriale Tecniche Nuove che organizza SAIE) – è stata l’occasione per capire lo stato dell’arte della filiera, con un approfondimento sui bonus e sugli altri temi del momento, dalla riqualificazione sostenibile del patrimonio immobiliare pubblico e privato, all’aumento dei prezzi dell’energia e dei materiali.
SAIE è stata occasione per mettere al centro tutti i temi principali del sistema delle costruzioni e dell’ambiente costruito: efficienza energetica, sostenibilità ed integrazione edificio-impianto, cantiere, innovazione, infrastrutture, digitalizzazione, transizione ecologia, nuove esigenze dell’abitare e del costruire, con un punto di vista preciso che mantiene l’Uomo al centro. Quattro i saloni tematici: Progettazione e Digitalizzazione; Edilizia; Impianti; Servizi e media, e qui un’anteprima di tutte le iniziative speciali già attive.
“Riunire attorno ad un tavolo i principali protagonisti delle costruzioni e le istituzioni, è il modo migliore per inaugurare la nuova edizione di SAIE – ha dichiarato Ivo Nardella, Presidente Gruppo Tecniche Nuove e Senaf, società organizzatrice di SAIE. “Il settore ha dimostrato di poter trainare il Paese ma le nuove sfide che ci attendono, come la riqualificazione energetica e l’inflazione, hanno accelerato il bisogno di soluzioni sempre più innovative, sia dal punto di vista dell’azione politica che sotto il profilo tecnico. Per questo siamo orgogliosi di aver messo a disposizione delle imprese e degli operatori del settore non solo una vetrina per tutte le loro novità di prodotto e servizi, ma anche un punto di riferimento per conoscere le eccellenze del comparto, allargare il proprio network e dialogare sulle questioni più importanti per il futuro: PNRR, bonus, formazione, sostenibilità e nuove opportunità. Ci aspettano quattro giornate intense e ricche di spunti per il domani delle costruzioni.”
“Siamo molto contenti di ospitare a BolognaFiere l’edizione 2022 di SAIE – ha detto Celso De Scrilli, Vice Presidente di BolognaFiere – un evento di grande importanza per il nostro gruppo, per la città e per la filiera delle costruzioni. Diamo il benvenuto alle imprese e agli operatori del settore che hanno deciso di esporre a Saie e di visitare i nostri padiglioni, cogliendo un’occasione unica di confronto e conoscenza. Il Salone delle costruzioni presenta quest’anno un format espositivo rinnovato che valorizza i prodotti e le soluzioni per l’edilizia e l’impiantistica, mettendo al centro delle iniziative speciali e delle aree dimostrative i temi dell’innovazione, della sostenibilità e della formazione. La filiera delle costruzioni è tra i protagonisti della ripartenza del nostro Paese e la piattaforma SAIE, grazie all’alternanza tra i quartieri fieristici di Bologna e Bari, uniti da una partnership strategica, è diventata un punto di riferimento imprescindibile per gli operatori e le imprese del settore presenti in tutto il territorio italiano”.
SAIE, La Fiera delle Costruzioni, giunta alla sua 55esima edizione, si è tenuta a BolognaFiere con 430 aziende in esposizione e 48 associazioni partner. 22 le iniziative speciali e 127 i convegni, in un percorso articolato in quattro saloni tematici – Progettazione e Digitalizzazione; Edilizia; Impianti; Servizi e media.
Al centro della manifestazione tutte le tematiche più importanti per il presente e il futuro delle costruzioni: cantiere, sostenibilità, innovazione, efficienza energetica, digitalizzazione, integrazione edificio-impianto, transizione ecologia, le persone e le loro nuove esigenze dell’abitare e, di conseguenza, del costruire.
To decarbonise homes: EU policies will benefit low-income households across Europe. European Green Deal policies to increase energy renovations and the uptake of clean heating in homes, combined with a smart recycling of carbon pricing revenues, would reduce energy cost and increase the disposable income of low-income households, a new study finds.
The study, by the Institute for European Energy and Climate Policy (IEECP) and commissioned by the European Climate Foundation (ECF), analysed the impacts of EU measures to reduce greenhouse gas emissions from buildings on energy poverty in 10 Central, Eastern and Southern EU countries. It found that the EU Green Deal could deliver a fairer society by giving energy poor households the opportunity to live in energy efficient homes and access to clean and affordable heating. The ten countries covered by the analysis are: Bulgaria, Czechia, Greece, Hungary, Italy, Poland, Portugal, Romania, Slovakia and Spain.
“Our research documents that, if well-designed, the EU Renovation Wave, which is part of the EU Green Deal, can cut low-income households’ energy costs by a third. Introducing three policies simultaneously – minimum energy performance standards for buildings, a phase out on the sale of fossil fuel boilers and a carbon price for heating fuels – would result in the lowest energy costs and the highest disposable incomes in 2050 compared to implementing only one or two of the policies. To ensure low-income households reap the benefits described, substantial public funding is needed,” says Vlasis Oikonomou, IEECP’s Managing Director.
Data from the Energy Poverty Advisory Hub indicate that the number of energy-poor citizens in the EU is between 50 and 125 million people. These Europeans are unable to keep their homes adequately warm and this number is highly likely to rise given the outlook on energy prices.
The EU is increasingly targeting energy poverty in its policy action with a set of building legislation measures, notably the EU Renovation Wave, aiming for a massive renovation of buildings and eradicating energy poverty in the coming decade.
In the five scenarios modelled, IEECP finds that minimum energy performance standards to upgrade buildings to energy label E by 2033 and then to label D by 2040 could make low-income households’ energy bills on average 19% lower in 2050 across the ten countries analysed compared to when no additional policies are implemented1. Such standards would also improve their thermal comfort and health as lower income households tend to live in inefficient homes.
If the standards are introduced in combination with a phase-out of fossil fuel boilers, energy costs will be 30% lower on average compared to business-as-usual in 2050.
If no additional policies are implemented to decarbonise Europe’s buildings, the EU will fail to reach its climate targets and low-income households in the ten countries will be spending on average 19% more on energy than they do now while being left out of the energy transition.
“The study released today is the first of its kind to specifically map the impacts of EU building policies on the lowest income quintile groups at national level, providing clear policy recommendations to address potential adverse effects”, adds Oikonomou.
(1) It should be noted that the study was conservative on the perspective of price rise for both energy and ETS CO2 prices, the expected impacts can then be higher.
IEECP is a non-for-profit, independent research foundation working, since 2015, on science-based climate change mitigation, energy efficiency and renewable energy policy, with an international interdisciplinary team of experts generating and disseminating scientific knowledge.
We work closely with EU institutions, international organisations, national, regional and local governments, think-tanks, NGOs, academics and the business world to lead the transition to climate neutrality and to a sustainable energy future for various sectors. We build valued partnerships with renowned organisations from across Europe as we believe collaboration and creating a community helps carrying our ideas and results further, to shape, together, a low-emissions, resilient future. www.ieecp.org
IEECP’s report series “Study on the impacts of policies to decarbonise residential buildings on energy poverty in Central, Eastern and Southern Europe and mitigation strategies” and summary report “A socially-just EU Renovation Wave”
Architects Against Housing Alienation (AAHA) rappresenterà il Canada alla 18a Mostra Internazionale di Architettura, La Biennale di Venezia, dal 20 maggio al 26 novembre 2023 con il progetto Not for Sale! (non in vendita!).
Per l’occasione Architects Against Housing Alienation (AAHA) trasformeranno il Padiglione Canada ai Giardini nel quartier generale di una campagna attivista per l’edilizia abitativa non alienata, contro il concetto di proprietà e la conseguente forma di architettura come strumento finanziario.
Insieme a AAHA collaboreranno team interdisciplinari e geograficamente distribuiti, formati da organizzazioni di attivisti, sostenitori della non alienazione e architetti: insieme per formulare richieste e creare visioni di audaci progetti architettonici che possano ispirare tutti, canadesi e non solo, a unirsi alla richiesta di alloggi più sicuri, più sani e più equi.
Nello spiegare il progetto che porterà alla Biennale Architettura 2023, AAHA sottolinea come la realtà contemporanea sia plasmata dalla logica estrattiva della speculazione immobiliare, fondata sull’espropriazione coloniale delle terre indigene e sull’invenzione moderna della proprietà fee-simple (a pagamento), ovvero la forma assoluta e irrevocabile di proprietà. La speculazione immobiliare è quindi una forma di estorsione: trasforma le case in beni spazio-finanziari modificando la forma, la funzione e l’estetica delle abitazioni per servire meglio le logiche di accumulo e speculazione della ricchezza. Questo processo violento si traduce in un ambiente urbano sistematicamente razzista, sessista e classista. Un fenomeno globale molto visibile in Canada, un paese la cui economia è ora dominata dal settore immobiliare.
Selezionata e commissionata dal Canada Council for the Arts/Conseil des arts du Canada, “la campagna “Not for Sale!” è unica e tempestiva. Un progetto che risuonerà a livello internazionale poiché il Canada, come gran parte del mondo, deve affrontare sfide complesse e diffuse in termini di accessibilità e disponibilità degli alloggi. Siamo orgogliosi di permettere alle grandi idee artistiche che influenzano il cambiamento sociale di raggiungere un nuovo pubblico”.
Architects Against Housing Alienation (AAHA), il collettivo di curatori formato per la Biennale di Architettura di Venezia 2023, è composto da:
Adrian Blackwell, artista, designer, teorico ed educatore, il cui lavoro esplora la relazione tra spazi fisici e forze politiche e economiche. La sua arte e il suo design sono stati esposti in tutto il Canada, negli Stati Uniti e a livello internazionale alle Biennali di Shenzhen e Chengdu, alla Shanghai Urban Space Art Season, alla Chicago Architecture Biennial e alla Toronto Biennial of Art. Nel 2022 Adrian e David Fortin hanno co-curato il numero 12/13 della rivista Scapegoat– c\a\n\a\d\a: delineating nation state capitalism. Blackwell ha insegnato architettura e urbanistica nelle università di Chongqing, Michigan, Toronto e Harvard ed è attualmente Professore Associato presso la University of Waterloo School of Architecture.
David Fortin è un Métis of Ontario e membro della Indigenous Task Force del Royal Architectural Institute of Canada (RAIC), un’istituzione che cerca “modi per favorire e promuovere il design indigeno in Canada”. Dal 2018 al 2019 ha coordinato un progetto di design abitativo guidato dalla comunità con il National Research Council per le comunità remote settentrionali e ha partecipato come mentore e architetto per l’Indigenous Homes Innovation Initiative amministrata da Indigenous Services Canada. David è un architetto professionista che gestisce uno studio di architettura, lavorando principalmente con le comunità Métis e First Nations di tutto il Canada. Attualmente è professore presso la University of Waterloo School of Architecture.
Matthew Soules è Professore Associato presso la University of British Columbia School of Architecture and Landscape Architecture e fondatore di Matthew Soules Architecture. La ricerca di Matthew si concentra sul capitalismo e l’architettura contemporanei. Il suo ultimo libro, Icebergs, Zombies, and the Ultra Thin: Architecture and Capitalism in the Twenty-First Century, esamina l’ascesa del capitalismo finanziario e il suo rapporto con l’architettura. Il lavoro di Matthew è stato finanziato da numerose organizzazioni, tra cui il Social Sciences and Humanities Research Council e il British Columbia Arts Council, oltre a ricevere una vasta gamma di premi, come l’AIA/ACSA Housing Design Education Award nel 2012. È stato Professore invitato presso l’Università di Harvard e SCI-Arc.
Sara Stevens è una storica dell’architettura e dell’urbanistica. È Professoressa Associata presso la University of British Columbia School of Architecture and Landscape Architecture. La sua ricerca si concentra sui costruttori del ventesimo secolo, esplorando l’economia culturale della pratica architettonica, della finanza e delle competenze settoriali in Canada e negli Stati Uniti. Il suo libro, Developing Expertise: Architecture and Real Estate in Metropolitan, studia lo sviluppo immobiliare nelle città americane del ventesimo secolo e come costruttori, investitori e architetti hanno lavorato insieme per costruire suddivisioni e superblocchi, vicoli ciechi e torri. Nel 2019 Sara ha ricevuto una borsa di studio di ricerca presso il Canadian Center for Architecture, sostenitore del suo secondo progetto di libro, intitolato Building Capital.
Patrick Stewart è un membro della Killerwhale House di Daaxan della Nisga’a Nation. È un architetto pluripremiato con 26 anni di esperienza in architettura. Patrick è stato il primo architetto di discendenza delle Prime Nazioni a possedere e gestire uno studio di architettura nella Columbia Britannica ed è stato eletto Presidente dell’Architectural Institute of British Columbia. Patrick è Presidente fondatore della Task Force indigena del Royal Architectural Institute of Canada RAIC, co-Presidente della RAIC Truth and Reconciliation Task Force e Presidente del Comitato provinciale per i senzatetto aborigeni in BC. È stato anche mentore per l’Indigenous Homes Innovation Initiative, amministrata da Indigenous Services Canada, come un modo diverso di sviluppare, progettare e finanziare progetti con le comunità indigene.
Tijana Vujosevic è Assistente Professoressa presso la University of British Columbia School of Architecture and Landscape Architecture. Tijana ha ricevuto numerose borse di studio e premi, tra cui la MIT Presidential Fellowship, la Gerda Henkel Foundation PhD Fellowship, la American Association of University Women International Fellowship e una borsa di studio biennale con l’Institute of Advanced Studies dell’Università di Strasburgo. Di recente, il Museum of Modern Art di New York (MoMA) ha ripubblicato il suo saggio del 2013 sugli stabilimenti balneari sovietici degli anni ’30, come lettura essenziale durante la pandemia. Il libro di Tijana sulla domesticità comunista è stato recensito in nove riviste accademiche ed era nell’elenco di Owen Hatherley dei libri più importanti del 2017 nell’Architectural Review.
Chris Lee è un graphic designer e Assistente Professore presso il Dipartimento di Design della comunicazione universitaria del Pratt Institute (Brooklyn, NY). La sua ricerca e il suo lavoro creativo indipendente esplorano le implicazioni storiche, pratiche e pedagogiche del documento, in particolare la sua funzione archivistica e probatoria, come genere di progettazione grafica. Ha lavorato per The Walrus Magazine, Metahaven e Bruce Mau Design.
Ali S. Qadeer è un designer di Toronto, educatore presso l’Ontario College of Art & Design University (OCADU), scrittore occasionale e laureato alla McGill University e alla Rhode Island School of Design (RISD). Il suo lavoro e la sua scrittura si concentrano sulla creazione di forme algoritmiche, sulla creazione di strumenti non ortodossi e sulle strutture disciplinari ed economiche che progettano le pratiche contrafforti, nonché sulla sorveglianza e sul managerialismo della piattaforma e sulle controculture del cooperativismo.
Contributori e collaboratori: Affordable Housing Association of Nova Scotia ¦ Shawn Bailey and Lancelot Coar, University of Manitoba ¦ Bâtir Son Quartier, Black Urbanism Toronto ¦ Black Urbanism TO | Brique par Brique | Ian Campbell, Hereditary Chief, Squamish Nation ¦Canadian Cohousing Network ¦ Julia Christensen, Memorial University ¦ Anne Cormier, Atelier Big City ¦ CP Planning | Susan Fitzgerald, fbm Architecture ¦ Gentrification Tax Action | Haeccity Architecture Studio ¦Idle No More | One House Many Nations ¦LGA Architectural Partners ¦ L’OEUF Architectes | Parkdale Neighbourhood Land Trust ¦ Right to Remain ¦ Sarah Silva, Hiy?ám? ta Housing ¦ SvN Architects and Partners ¦ The Studio of Contemporary Architecture ¦ Toronto Tiny Shelters ¦ Ipek Türeli, McGill University.
Organizzazione principale: School of Architecture and Landscape Architecture, University of British Columbia
Organizzazione partner: University of Waterloo School of Architecture
Il Curatore, il Canada Council for the Arts-Conseil des Arts du Canada
Il Canada Council for the Arts/ Conseil des Arts du Canada è il finanziatore pubblico delle arti in Canada, con il mandato di promuovere e facilitare lo studio e la diffusione delle arti, così come la produzione di opere d’arte. Il Consiglio sostiene e investe nell’eccellenza artistica attraverso un’ampia gamma di sovvenzioni, servizi, premi e sponsorizzazioni per artisti professionisti e organizzazioni artistiche canadesi. Il suo lavoro garantisce la diffusione di opere d’arte e letterarie vivaci, diverse e di alta qualità che coinvolgono i Canadesi, arricchiscono le comunità e raggiungono i mercati globali. Infine, attraverso le sue attività di comunicazione, ricerca e promozione, il Consiglio svolge attività di sensibilizzazione e valorizzazione delle arti.
Il Canada Council sostiene con orgoglio da diversi anni la rappresentanza del Canada alla Biennale di Architettura di Venezia e ha recentemente raddoppiato il suo investimento, che ora è di 500.000 dollari. Questo aumento fa parte dell’impegno strategico per aumentare il profilo internazionale dell’arte e degli artisti canadesi.
Schermo solare riduce consumi energetici. L’uso delle protezioni solari potrebbe ridurre il consumo di energia per il raffreddamento degli spazi negli edifici europei fino al 60% entro il 2050.
Costituiscono infatti una prima efficace soluzione nella lotta contro il surriscaldamento degli edifici e consentirebbero di evitare 100 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 e, al tempo stesso, un risparmio di 285 miliardi di euro.
È quanto è emerso da un nuovo studio scientifico condotto da Guidehouse, sul quale è intervenuta anche ES-SO, European Solar Shading Organisation – l’organizzazione ombrello per l’industria europea delle schermature solari di cui fa parte anche Dickson-Constant, affermando che la ricerca dimostra che c’è un urgente bisogno di schermature solari automatizzate per rendere gli edifici più efficienti dal punto di vista energetico.
ES-SO chiede che l’obbligo di utilizzo delle schermature solari automatizzate venga emanato dalla Direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD).
Dickson SWK6
Nel panorama delle schermature solari, il tessuto SWK6 di Dickson rappresenta una soluzione particolarmente efficiente e sostenibile per gli edifici pubblici e residenziali.
È infatti un vero condizionatore naturale perché, come tenda verticale, offre elevato comfort termico: in estate respinge il 94% del calore, riducendo così le spese relative alla climatizzazione e contribuendo a migliorare il bilancio energetico dell’edificio.
Inoltre, con un’apertura del 6% SWK6 lascia entrare la luce naturale nell’edificio controllando la luminosità e offre sia un eccellente contatto visivo con l’esterno sia un’ottima privacy all’interno. La sua microperforazione e la grana regolare garantiscono un buon filtraggio della luce, consentendo una riduzione del 30% dell’utilizzo dell’illuminazione artificiale.
Può essere utilizzato sia all’interno sia all’esterno ed è progettato per resistere alle intemperie perché, grazie alla sua costruzione in Rachel Trameur, SWK6 non teme lo strappo e sebbene sia il tessuto per schermi più sottile e leggero sul mercato, la sua resistenza è 5 volte maggiore della fibra di vetro. Inoltre, il suo esclusivo processo di spalmatura protegge i suoi colori dai raggi UV e dalle intemperie garantendo allo stesso tempo un’eccellente durata nel tempo.
I tessuti microforati SWK6 di Dickson sono utilizzabili anche come tessuti per pareti e soffitti tesi o persino come pannelli acustici; sono disponibili in 21 colori coordinabili con gli altri tessuti della gamma Sunworker e in due larghezze, 150 cm e 300 cm, e le sue prestazioni tecniche ed estetiche lo rendono adattabile a tutti gli spazi e a tutte le architetture.
La ricerca di Guidehouse: schermature solari vs aria condizionata
Il cambiamento climatico comporta ondate di calore più intense e durature e si stima che gli edifici che richiedono aria condizionata aumenteranno del 60%. Nel suo studio, Guidehouse, che agisce come consulente per i mercati pubblici e commerciali di tutto il mondo, ha analizzato l’impatto delle schermature solari rispetto all’utilizzo dell’aria condizionata negli edifici.
Le simulazioni e i vari scenari sono abbastanza definiti: se le schermature solari intelligenti venissero applicate prima del raffreddamento attivo (scenario preferito), dovremmo essere in grado di fermare la crescita degli edifici che richiedono aria condizionata da qui al 2050.
I risultati della ricerca condotta da Guidehouse mostrano che le schermature solari automatizzate hanno un impatto decisamente positivo e questo non solo sul pianeta, ma anche sulla società e sulle persone.
Il pianeta: una strategia di riduzione della CO2
Nello scenario auspicato dallo studio Guidehouse, da qui al 2050 possono essere evitate circa 100 milioni di tonnellate di emissioni di gas serra (I fattori di CO2 sono in linea con l’EPBD Impact Assesment del 2021 e sono basati sul Climate Target Plan 2030 della Commissione Europea).
Questa riduzione di 100 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 è equivalente alle emissioni annuali di CO2 di 22 milioni di automobili.
Società: una strategia che si basa sul risparmio energetico
Le schermature solari possono ridurre del 60% l’energia utilizzata per il raffreddamento degli edifici dell’UE. Secondo lo studio, questo risparmio energetico (di circa 870 Terawattora di elettricità) è approssimativamente equivalente al consumo finale di energia della Spagna, che ha 47 milioni di abitanti.
Le persone: una strategia efficace dal punto di vista dei costi
Dalla ricerca emerge che le schermature solari sono un investimento molto più conveniente rispetto al raffreddamento attivo degli spazi, come l’aria condizionata, dato che questa soluzione potrebbe far risparmiare fino a 285 miliardi di euro da qui al 2050. Questa somma è simile al PIL di Paesi come la Finlandia e il Lussemburgo insieme.
Combattere il surriscaldamento degli edifici. L’impegno di ES-SO
Poiché secondo lo studio svolto da Guidehouse le schermature solari automatizzate sono quindi la migliore difesa contro il cambiamento climatico, ES-SO sta esortando i responsabili politici dell’UE a rendere le schermature solari obbligatorie ai sensi della direttiva EPBD, come prima soluzione nella lotta contro il surriscaldamento, prima dell’utilizzo del raffreddamento attivo come l’aria condizionata.
Anders Hall, Presidente di ES-SO: “Al giorno d’oggi, gli edifici sono i maggiori consumatori di energia in Europa. Consumano il 40% della nostra energia e sono responsabili del 36% delle emissioni di gas serra. I risultati della ricerca condotta da Guidehouse sono decisamente impressionanti e dimostrano un potenziale risparmio energetico fino al 60% sul raffreddamento interno degli edifici entro il 2050. Questo studio dimostra che non ci devono essere ulteriori ritardi e che le schermature solari devono essere visti come la prima soluzione per combattere il surriscaldamento degli edifici. Siamo in attesa di un futuro in cui gli edifici dovranno essere più resistenti al clima e meno dipendenti dall’energia”.
ES-SO è un’organizzazione no profit fondata a Bruxelles. Mira a promuovere l’impatto positivo delle schermature solari sulla gestione del clima interno degli edifici, sostenendo in tal modo gli ambiziosi impegni di efficienza energetica dell’UE. ES-SO funge da organizzazione ombrello per le associazioni professionali di schermature solari presenti nella maggior parte dei paesi membri dell’UE, tra cui Dickson-Constant. L’industria europea delle schermature solari impiega oltre 400.000 persone nei 27 Stati membri e genera un fatturato annuo di oltre 22 miliardi di euro. Con sede a Bruxelles, ES-SO è stata creata per garantire che la voce del settore venga ascoltata al fine di dare un contributo positivo agli obiettivi energetici dell’UE. ES SO è inoltre coinvolta in vari progetti dell’UE e agisce sia a titolo contributivo che di consulenza.
DICKSON è una azienda di punta nel settore dei tessuti tecnici, Dickson è oggi riconosciuto in tutto il mondo come leader nei tessuti per interni e per esterni fabbricati in Francia. Venduto con due marchi di punta – DICKSON® e SUNBRELLA® – i suoi prodotti sono richiesti da nomi di spicco del design, dell’architettura e della nautica.
Guidando la crescita del gruppo, l’innovazione consente a Dickson di diversificare le sue linee di prodotti offrendo un’ampia selezione di tessuti tecnici e di design per soddisfare le esigenze di miglioramento della casa. La sua attività copre ora quattro mercati: protezione solare, tessuti per indoor & outdoor, tessuti per la nautica e pavimentazione in tessuto.
Combinando tecnologia avanzata e originalità, lo stile Dickson è ora disponibile in oltre 110 Paesi in cinque continenti.
Nel 2019, Dickson-Constant è diventata una delle prime aziende tessili certificate ISO 45001 sui requisiti di salute e sicurezza sul lavoro.
Evaluation energy efficiency. New tool facilitates evaluation of energy efficiency investment and uptake of on-bill schemes to help the EU reach its decarbonization goals
On-bill schemes are important tools for lifting some important existing barriers to energy efficient renovation investments and have already gained the attention of EU policymakers who have included them in building renovation-related legislative files. The newly released RenOnBill tool aims to derisk energy efficiency investments by better evaluating interventions. However, more policy efforts are needed to secure and maximise the uptake of on-bill schemes in the EU and thus fulfil the European commitment to fight climate change and implement stronger climate policy actions.
In order to achieve the European Commission’s long-term energy vision for 2050, it is necessary to dramatically increase the yearly buildings renovation rate, i.e. from the current 1% (roughly, depending on the country) to at least 2.3%. The evaluation of energy efficiency interventions, however, is affected by numerous parameters and variables and most of them are uncertain. In addition, most of the analyses do not include the estimation of the risk connected with the energy efficiency investments. This approach has led to perceiving energy investments by financial institutions as high-risk and thus limited their commitment. Given these issues, new and innovative ways of financing retrofits are vital.
The new RenOnBill tool, released on April 5 during the H2020 project’s final conference that saw the participation of multiple experts at EU and Member States level, tackles these issues by providing a simple and effective instrument directed mainly to both financial institutions and energy utilities tp structure the residential sector’s energy renovation demand, assess risks and investments and facilitate the implementation of on-bill schemes.
“On-bill schemes are important tools for involving the private sector in financing and implementing energy renovation of residential buildings and thus resolving some important existing barriers to energy efficiency investments.” says Vincenzo Bianco, Professor at University of Genova, the RenOnBill partner who developed the tool. “By providing the investors with a detailed amount of information for the development of sophisticated investment strategies and design of on-bill programs, the tool has the potential to facilitate large investments in energy efficiency interventions and thus upscaling the renovation rate that can thus help the EU reach its decarbonization goals.”
Due to the different benefits they can provide, on-bill schemes have already gained the attention of EU policymakers who have included them in building renovation-related legislative files, such as the Energy Performance of Buildings Directive (EPBD) recast proposal from December 2021. However, more policy efforts are needed to secure and maximise the uptake of on-bill schemes in the EU. This is extremely important given the EU commitment to fighting climate change and related climate policy actions such as the adoption of the European Green Deal and a constant pursuit of reduced greenhouse gas emissions and increased energy efficiency.
On-bill schemes use the utility bill as a repayment vehicle and bring different actors into a building renovation project. On-bill scheme (OBS) refers to a method for financing energy renovations by using the utility bill as a repayment vehicle. On-bill schemes bring the upfront costs of energy efficiency upgrades down to zero by adding a periodical line item to a customer’s utility bill, which represents an advantage for end-users willing to renovate their houses. Certain features of on-bill schemes that are not easily found in other financing instruments can help strike a balance between the interests of different renovation participants and resolve barriers to energy renovation.
In 2021, RenOnBill was awarded the prestigious Citizens’ Award at the EU Sustainable Energy Awards.
Partners of RenOnBill: adelphi (Germany), Bluenergy (Italy), BPIE – Buildings Performance Institute Europe (Belgium), Creara (Spain), Epta Prime (Italy), Fenie Energia (Spain), Kauno Energija (Lithuania), LEI – Lietuvos energetikos institutas (Lithuania), UNIGE – Universitá degli studi di Genova (Italy).
RenOnBill stands for Residential Building Energy Renovations with On-Bill Schemes and aims to scale up investments towards deep energy renovations of residential buildings by promoting the development and implementation of on-bill schemes, based on the cooperation between energy utilities and financial institutions
This project has received funding from the European Union’s Horizon 2020 research and innovation programme under grant agreement No #847056.
– BYinnovation is Media Partner of BPIE
Roadmap climate-proof buildings and construction EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) should set requirements to reduce whole-life carbon emissions of EU building stock, says BPIE
Carbon emissions across the whole lifecycle of buildings must be immediately reduced if we are to meet Europe’s climate targets for 2030.
A new policy roadmap from BPIE argues that the EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) recast should ensure a comprehensive vision of a carbon neutral building and construction sector which takes into account whole lifecycle carbon emissions of a building.
Despite an array of national initiatives, voluntary schemes and regulations, EU legislation is not designed to address all sources of carbon emissions from buildings and construction. Most existing policies focus on curtailing carbon emissions by managing and reducing operational emissions (energy consumption in buildings’ use phase), leaving out the significant mitigation potential of embodied emissions (those resulting from the production, installation, maintenance and disposal of building materials). Embodied emissions in buildings need to be tackled in order for them not to undermine the carbon reductions achieved from the energy saving measures in the building sector.
BPIE’s roadmap argues that the 2022 recast of the EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) is an essential opportunity to set the requirements and clear triggers to reduce whole-life carbon emissions of the building stock.
“The EPBD is the single most important legislation targeting buildings and should reinforce the urgency to set the buildings and construction sector on the path to net zero carbon by 2050,” says BPIE Executive Director Oliver Rapf. “The current reference to a highly efficient and decarbonised building stock should be complemented by the necessity to reduce carbon across a building’s entire life cycle.”
While it is important to improve the energy efficiency of buildings, the measures risk being suboptimal without a clear understanding of the embodied carbon footprint of buildings. A first step to regulate whole life carbon is to measure it.
Additionally, it is necessary to set voluntary targets based on common standards, agreed methodologies and consistent carbon data sources. New construction should be required to assess and disclose information on embodied carbon emissions.
Making whole-life carbon reporting mandatory will facilitate data collection and benchmarking and will allow the construction sector to develop the necessary skills and capacity. Mandatory minimum whole-life carbon standards will have to be introduced and strengthened over time.
However, BPIE cautions that a lack of synchronisation in the EU policy timeline runs the risk that policies addressing and affecting the different stages of the construction value chain will not be coordinated.
The EPBD recast, for example, takes place before carbon benchmarks and before an EU-wide whole-life carbon trajectory will be available to guide how all emissions related to buildings can and should be reduced.
“The EPBD must now, at minimum, set out a strong vision for whole-life cycle carbon of buildings and construction, that ensures a consistent, step-wise approach and timely implementation of the sequences of recommended actions,” stresses Rapf. “Waiting for the 2027 revision will be too late.”
BPIE (Buildings Performance Institute Europe) is a leading independent centre of expertise on energy performance of buildings, providing data-driven and actionable policy analysis, advice, and implementation support to decision-makers in the public, private, and non-profit sectors. Founded in 2010, BPIE combines expertise on energy efficiency, renewable energy technologies, and health and indoor environment with a deep understanding of EU policies and processes.
A not-for-profit think-tank based in Brussels and Berlin, our mission is to make an affordable, climate-neutral built environment a reality in Europe and globally.
– BYinnovation is Media Partner of BPIE