Guida autonoma a Citytech. Bank of America Merrill Linch: l’italia al primo posto in Europa il primato europeo per propensione all’acquisto di veicoli elettrici.
Martin Bryggs, VicePresident, Thematic Research di Bank of America Merrill Linch, intervenuto a CItytech ha fotografato i trend della mobilità a livello internazionale. Il mercato della mobilità vale 7 trilioni di dollari e si sta trasformando su 3 driver che guidano i più grossi investimenti mondiali: Connettività, Elettrificazione, Mobilità condivisa, Guida autonoma
Connettività
2/3 della flotta sarà connessa entro il 2020 raddoppiando da 25 a 50 milioni di unità.
Elettrificazione
L’elettrico sarà economicamente competitivo rispetto alle tecnologie endotermiche dal 2024, data che può essere anticipata al 2019 in presenza di incentivi pubblici, specie considerando l’ampliamento dell’offerta a circa 250 modelli di auto elettriche entro il 2020.
Mobilità Condivisa
La mobilità condivisa è un trend in crescita, il MAAS (Mobility As a Service) porterà risparmi fino al 50% sui costi di acquisto e mantenimento dell’auto privata.
Guida Autonoma
La guida autonoma e i robotaxi potranno ridurre i costi per miglio fino a 1 dollaro (oggi a New York il costo per miglio è di 5$), costo che può ridursi ancora quando i mezzi sono condivisi.
Le componenti tecnologiche sono il fattore più critico con un costo medio di produzione di veicolo a guida autonoma pari a circa 200.000$, di cui 70% per sensori. La previsione dell’industria è di ridurre il costo di questi ultimi dagli attuali 75.000 a 1.000$ creando le precondizioni per lo sviluppo di massa dei veicoli autonomi.
Cosa dicono i consumatori: l’Osservatorio Bank of America Merryl Linch
L’indagine sui consumatori condotta su un campione di 100.000 intervistati ha evidenziato che il 10% è pronto e comprare un’auto elettrica (l’Italia è al primo posto per interesse all’acquisto) mentre il 34% considera la “ new mobility” come alternativa all’auto privata e il 20% si sentirebbe sicuro su un veicolo a guida autonoma già oggi.
La guida autonoma è un business: il caso di Autonomous Mobility
Peter Sorgenfrei CEO di Autonomous Mobility ha raccontato la sfida imprenditoriale di un car operator. Con sede in Danimarca e un team di 25 persone, Autonomous Mobility è il primo esempio europeo di azienda che gestisce veicoli a guida autonoma, fondata da Semler, storico car operator del Nord Europa. Fondata nel 2015, oggi ha già all’attivo 6 sperimentazioni in ambienti privati e pubblici grazie all’approvazione ricevuta in Svezia per operare in città. Tra i progetti pilota: uno shuttle attivo in un campus universitario a Göteborg, che ha trasporta 100 passeggeri al giorno su un tragitto di 1,5 km e uno shuttle attivo in un ospedale della medesima città svedese, che ha già trasportato 7.500 passeggeri, tra visitatori e ospiti della struttura.
ALLIANZ: la responsabilità della guida autonoma non è il problema di oggi
Secondo Andreas Bradt Responsabile global di Autonomous Driving di Allianz, intervenuto a Citytech, “Il vero tema legato alla guida autonoma non è l’individuazione della “responsabilità”, ma la quantificazione del rischio connesso al modello di business. Fino al livello 5 di guida autonoma, infatti, i profili di responsabilità oggi regolamentati sono già adatti all’utilizzo esistente, mentre la difficoltà attuale è quella quantificare il costo dell’assicurazione, componente importante per creare servizi economicamente competitivi“.
– BYinnovation è Media Partner di Citytech
PlasticRoad ciclabile riciclata in Olanda, inaugurata a Zwolle, la città olandese che ospita la sede centrale del Gruppo Wavin, il leader europeo nell’offerta di tubazioni in materiale plastico per l’edilizia residenziale, non residenziale e per le opere di ingegneria civile.
E’ la prima pista ciclabile al mondo realizzata con plastica riciclata.
Nata dalla collaborazione tra tre aziende leader del settore quali KWS, Wavin e Total, PlasticRoad è una pista ciclabile di 30 metri che contiene un quantitativo di plastica riciclata equivalente a 218.000 bicchieri di plastica oppure 500.000 bottigliette di plastica.
Il progetto pilota include anche una serie di sensori per monitorare le performance della strada, quali la temperatura, il numero dei passaggi da parte delle biciclette e la tenuta, che la rendono la prima vera “pista ciclabile intelligente al mondo”.
La prima PlasticRoad è stata costruita in pochi giorni ed è stata pensata dai suoi ideatori, Anne Koudtaal e Simon Jorritsma di KWS, per durare nel tempo tre volte in più rispetto ad una pista ciclabile tradizionale.
Il progetto segna l’inizio di una nuova era nel campo delle opere ingegneristiche stradali, in quanto elimina tutti i problemi di sicurezza dovuti alle buche e al dissesto dell’asfalto. Non solo: la struttura permeabile consente all’acqua piovana in eccesso di defluire rapidamente e contribuisce alla riduzione del rumore del traffico, offrendo una soluzione integrata per il passaggio sotterraneo di tubi e cavi.
La giornata di inaugurazione della PlasticRoad si è aperta con una presentazione dei due ideatori, che hanno mostrato agli invitati i primi schizzi del 2013 per poi spiegare come si è sviluppata la sua realizzazione.
Successivamente, prima di dare agli ospiti la possibilità di iniziare a pedalare sulla nuova posta ciclabile, è stato mostrato davanti alla sede di Wavin uno dei moduli in plastica che la compone.
Nel mese di novembre verrà installato una seconda pista ciclabile nella città olandese di Overijssel, che prevederà ulteriori miglioramenti rispetto alla prima PlasticRoad di Zwolle. Nel frattempo i partner ricercheranno altre location per il lancio di nuovi progetti e per testare l’efficacia in campi di applicazione alternativi, come ad esempio parcheggi, banchine dei treni o marciapiedi.
European Mobility Week, FIAB presenta la Settimana Europea della Mobilità… in bicicletta! Centinaia di eventi e iniziative in tutta Italia.
Si annuncia ricco e articolato il programma di eventi e iniziative sulle due ruote promosso da FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta in occasione della Settimana Europea della Mobilità (SEM, 16-22 settembre 2018), intorno al tema #MixAndMove: un messaggio che invita tutti i cittadini a privilegiare modalità di spostamento intermodale, diversificando il modo di muoversi in base alle reali necessità e scegliendo, di volta in volta, il mezzo di trasporto in ottica di sostenibilità e con una responsabilità maggiore rispetto all’utilizzo dello spazio pubblico.
In questo contesto, la bicicletta è, da sempre, un alleato vincente.
Tra gli appuntamenti da non perdere nella Settimana Europa della Mobilità in bicicletta segnaliamo:
– La 5^ Giornata Nazionale Bike To Work di venerdì 21 settembre, sostenuta quest’anno da Riccardo Iacona, conduttore del programma Presa Diretta su Rai 3 ma soprattutto ciclista urbano convinto che ha realizzato, a inizio anno, un’interessante puntata dedicata alla mobilità sostenibile dal titolo «La bicicletta ci salverà», in cui sono stati approfonditi i molti ambiti nei quali la bici può migliorare la nostra società: traffico, turismo, relazioni personali, salute.
Attraverso il già collaudato slogan di FIAB “Anch’io vado al lavoro in bicicletta”, Riccardo Iacona propone l’uso della bici per andare al lavoro: dipendenti di aziende, commercianti, amministratori pubblici e studenti, sono invitati a provare questa esperienza, che può diventare una salutare abitudine quotidiana.
– Dedicata a chi vuole vivere in maniera completa e coerente la Settimana Europea della Mobilità 2018 è, invece, #CarFreeWeek: la sfida lanciata da FIAB a non utilizzare la propria auto per l’intera settimana scegliendo per gli spostamenti quotidiani – e in particolare per i tragitti abituali in città – alternative sostenibili come l’andare a piedi, in bicicletta o muoversi con i mezzi pubblici anche in forma intermodale (per esempio “treno + bici”).
Chi accetta la sfida a non usare l’auto privata per un’intera settimana, è invitato a condividere le proprie esperienze sui social, raccontando quello che gli succede attraverso post e foto, utilizzando l’hasthag #carfreeweek.
Alla vigilia della Settimana Europea della Mobilità prende il via l’edizione 2018 della BIKE CHALLENGE: una competizione divertente e gratuita rivolta alle aziende e ai loro dipendenti e collaboratori che premia chi, tra il 15 settembre e il 31 ottobre, avrà utilizzato più volte la bicicletta negli spostamenti casa-lavoro o nel tempo libero (almeno 10 minuti) e avrà registrato ogni pedalata con l’APP dedicata.
Aperta a tutte le realtà e i lavoratori dell’area di Milano e Hinterland, BIKE CHALLENGE farà salire sul podio le aziende (in gara per categorie in base alla dimensione) che metteranno in sella la maggior percentuale di lavoratori e la realtà che saprà invogliare chi non è abituato a usare la bicicletta. Saranno premiati anche i migliori “ambasciatori” delle due ruote, coloro, cioè che coinvolgeranno più colleghi nell’esperienza del biketowork.
Fondata nel 1988, FIAB Onlus-Federazione Italiana Amici della Bicicletta è oggi la più forte realtà associativa di ciclisti italiani non sportivi. Con circa ventimila soci suddivisi in oltre 150 associazioni in tutto il territorio italiano, FIAB è, prima di tutto, un’organizzazione ambientalista che, come riporta il suo Statuto, promuove la diffusione della bicicletta quale mezzo di trasporto ecologico in un quadro di riqualificazione dell’ambiente, urbano ed extraurbano.
Forte della presenza, tra i suoi soci, di numerosi esperti in campo sanitario, giuridico, urbanistico, ingegneristico e paesaggistico, FIAB è diventata, negli anni, il principale interlocutore degli enti locali sull’importante tema della mobilità sostenibile.
FIAB è stata riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente quale associazione di protezione ambientale (Art. 13 Legge n. 349/86) e inserita dal Ministero dei Lavori Pubblici tra gli enti e associazioni di comprovata esperienza nel settore della prevenzione e della sicurezza stradale.
Tra le numerose iniziative, FIAB organizza ogni anno Bimbimbici, manifestazione nazionale dedicata a bambini e ragazzi che coinvolge oltre 200 città, e Bicistaffetta, per promuovere il cicloturismo quale volano economico del nostro Paese e sostenere lo sviluppo della rete ciclabile nazionale Bicitalia.
Con il progetto ComuniCiclabili, infine, FIAB misura e attesta il grado di ciclabilità dei comuni italiani: la prima edizione 2018 ha assegnato il riconoscimento a 69 amministrazioni con un punteggio (da 1 a 5 bike-smile) apposto sulla bandiera gialla. FIAB aderisce a ECF-European Cyclists’ Federation, la Federazione Europea dei Ciclisti. Presidente di FIAB è Giulietta Pagliaccio.
Pendolari senza inquinare: Mobility week: tutti al lavoro senza auto? Si può fare. Tra bici, mezzi pubblici e veicoli “alternativi” un’azienda di 40 persone risparmia 1,5 quintali di CO2 in un giorno.
Per la Settimana Europea della Mobilità i dipendenti della milanese Methodos hanno sperimentato tutti i modi, anche creativi, per evitare l’auto privata: benefici per l’ambiente, il benessere in ufficio e la produttività.
Bicicletta, treno, tram, bus, metropolitana, e poi le novità relativamente recenti di bike e car sharing. E anche mezzi a impatto zero come motorino elettrico, monopattino, rollerblade e la nuovissima airwheel, la ruota elettrica per muoversi in città.
Sono tanti i mezzi alternativi all’auto privata che si possono sperimentare per andare al lavoro in un grande centro come Milano: per un giorno, i dipendenti della società di consulenza Methodos li hanno adottati tutti, in occasione della Settimana Europea della Mobilità (16-22 settembre).
«Innanzitutto ci sembrava importante partecipare a questo appuntamento che porta in primo piano il tema della mobilità sostenibile, su cui si gioca il futuro di tutti noi – commenta Alessio Vaccarezza, CEO di Methodos Italia –. Abbiamo provato a calcolare, ovviamente in modo molto grezzo, qual è l’impatto ambientale di una giornata di lavoro car-free per un ufficio di 40 persone come il nostro. È risultato che si evitano in tutto circa 1.060 chilometri di spostamenti, che equivalgono (prendendo in considerazione l’uso di un’auto a benzina di media cilindrata) a 160 kg di emissioni di CO2 risparmiate. Grosso modo si tratterebbe di 800 kg di emissioni in meno in una settimana, e 40 tonnellate di anidride carbonica risparmiate in un anno lavorativo».
Numeri ancora più grandi se si pensa che all’iniziativa hanno aderito anche le altre società di Methodos Group, in Germania e Francia, e Digital Attitude, la start-up innovativa di Methodos per il digitale.
Al di là dell’impatto ambientale ridotto, quello che Methodos ha voluto sottolineare è la necessità di ripensare gli spostamenti in un’ottica di sostenibilità, conciliazione vita-lavoro, benessere e produttività. La società milanese è infatti specialista nell’ambito del change management, cioè accompagna le aziende che affrontano processi di cambiamento organizzativo.
«Lo spostamento casa-lavoro è uno dei primissimi punti analizzati nel nostro modello Employee Journey Experience – spiega Giuseppe Geneletti, Head Smart Working di Methodos–. In questo percorso, che parte dall’ascolto delle esigenze e delle aspettative dei dipendenti, emerge che il viaggio per andare e tornare dall’ufficio è vissuto con stress, può porre problemi di conciliazione con la vita familiare e, se si analizzano le performance aziendali, a volte risulta un boomerang per la produttività. Il tempo passato in auto nel traffico è letteralmente buttato via, se si pensa che oggi ci sono strumenti e tecnologie che consentono di spostarsi meglio o addirittura, nel caso dello smartworking, di non spostarsi affatto.
Ecco perché Methodos aiuta le aziende ad adottare misure che favoriscono la mobilità dolce: dall’inserimento degli abbonamenti ai mezzi o al bike/car sharing fra i benefit o nel welfare aziendale, fino all’adozione di tecnologie e modelli organizzativi che facilitano il lavoro da remoto.
«Naturalmente questo comporta il ripensamento di tutta una serie di modelli organizzativi molto radicati, e che oggi devono cambiare in direzione della flessibilità, dell’autonomia, della collaborazione e dell’ottimizzazione di strumenti, tecnologie e spazi di lavoro» sottolinea Geneletti.
Un cambiamento che incontra ancora qualche resistenza, ma che di fatto coinvolge e coinvolgerà sempre di più le aziende, grandi e piccole. «La direzione in cui il mondo del lavoro si sta muovendo è questa – conclude Vaccarezza –. L’importante è ricordare che, in questo caso, “one size does not fit all”, cioè quello che va bene, ad esempio, per una società di servizi con sede in centro a Milano, non si può applicare allo stesso modo in un altro contesto.
Ma il cambiamento è necessario, e devono comprenderlo e sostenerlo anche le amministrazioni locali, le società di trasporti, le organizzazioni del mondo del lavoro e le istituzioni. La Settimana Europea della Mobilità è un’ottima occasione per richiamare l’attenzione sul tema».
Methodos Spa – Società di consulenza di direzione fondata nel 1979, è tra le più significative realtà italiane nel supporto ai processi di change management organizzativo e culturale, nei programmi di coinvolgimento e comunicazione, nelle esperienze di costruzione della leadership e nella promozione della cultura integrata della responsabilità e della sostenibilità.
Torino Climathon 2018. Sarà la città di Torino il main stage 2018 di Climathon, la maratona mondiale di 24 ore organizzata da Climate-KIC, che si terrà il 26 ottobre prossimo con l’obiettivo di attivare i cittadini per raccogliere proposte per contrastare i cambiamenti climatici e rendere le nostre città sempre più sostenibili.
L’appuntamento promosso da Climate-KIC, la più importante partnership europea pubblico-privata di imprese, Università e Centri di ricerca che raccoglie idee per contrastare i cambiamenti climatici attraverso l’innovazione, ha già raccolto l’adesione di molti centri urbani.
L’edizione del 2018 è di particolare rilievo per il nostro Paese, che avrà per la prima volta l’onore di ospitare la sede principale dell’evento a livello mondiale, a Torino.
Possono candidarsi amministrazioni locali, università, centri di ricerca, enti privati, associazioni, fondazioni.
Climathon è il più grande hackathon dedicato alla creazione di soluzioni innovative per arginare gli effetti del clima che cambia.
Le città, grandi o piccole, distribuite in tutti i continenti, lanciano la sfida che sta loro particolarmente a cuore, come per esempio ridurre il traffico, aumentare gli spazi verdi, migliorare l’efficienza energetica e ridurre lo spreco di risorse.
Sta ai cittadini, agli innovatori, agli studenti, agli imprenditori, ai ricercatori, agli sviluppatori, ai policy maker, ai professionisti e ai semplici appassionati raccoglierla e proporre una soluzione, nelle 24 ore di durata della manifestazione.
Un team di esperti aiuterà le diverse squadre a rendere fattibile l’idea iniziale che, allo scoccare della 24esima ora, dovrà essere presentata alla giuria, che selezionerà la vincitrice.
Le città iscritte rappresentano tutti e cinque i continenti.
Ci sono le maggiori metropoli europee: Londra, Parigi, Amsterdam, Atene, Monaco, Stoccolma, Lisbona, Dublino, Riga, ma si segnalano anche Montreal, San Francisco, Indianapolis, Huancayo (Perù), Puebla (Messico). In crescita le adesioni dall’Africa e dall’Asia con Abuja (Nigeria), Khartoum (Sudan), Rabat (Marocco), Nuova Delhi (India), Suzhou (Cina), Karachi (Pakistan); folta anche la rappresentanza di Australia e Nuova Zelanda, con Sidney, Melbourne, Perth, Adelaide, Wellington.
In Italia hanno già aderito a Climathon, tra le altre, le città di Torino, Ferrara, Genova, Lecce, Matera, Pesaro, Salerno e Carpi (Modena).
Cos’è successo al Climathon 2017
L’anno scorso hanno partecipato 104 città provenienti da 44 Paesi di tutti i continenti. In Italia, in particolare, Milano ha lanciato una sfida sul tema energia per una città sostenibile; Lecce e Rimini si sono confrontate su mare, sostenibilità e turismo, mentre Venezia si è interrogata su come l’arte possa raccontare l’impatto dei cambiamenti climatici e Matera ha cercato di capire come essere una Capitale europea della cultura più sostenibile.
L’utilizzo dei dati satellitari di Copernicus per lo sviluppo di reti verdi e blu in città è stato il tema scelto da Bologna, mentre il tema dell’utilizzo della IoT (Internet of Things) per migliorare la resilienza ambientale della città è stato affrontato a Torino. Firenze ha cercato soluzioni per mitigare l’impatto degli eventi meteorologici estremi e Napoli ha proposto una soluzione per proteggere la cittadinanza da un eventuale risveglio del vulcano e al tempo stesso contribuire alla tutela del territorio a valle del Vesuvio.
Decreto incentivazione Fer 2018 – 2020. ITALIA SOLARE ha trasmesso al Ministero dello Sviluppo Economico alcuni suggerimenti su come migliorare il decreto sulle incentivazioni alle fonti rinnovabili per il triennio 2018-2020.
ITALIA SOLARE ritiene importante mantenere la neutralità tecnologica per puntare alle tecnologie più efficienti ottenendo in tal modo più energia pulita al minor costo possibile per gli italiani. Oggi di fatto, ricorda ITALIA SOLARE, le aste – fatta eccezione di pochissimi titolari di grandi aree in via di bonifica – sono riservate all’eolico a causa del divieto di incentivazione del fotovoltaico nelle aree agricole. La diversificazione per fonte è dunque ampiamente garantita e non vi sono ragioni per non premiare, almeno con i registri, gli impianti fotovoltaici laddove sono più convenienti rispetto ad altre fonti.
“Nell’ultima bozza di decreto ci sono certamente molti punti positivi di cui ne apprezziamo i contenuti, tuttavia riteniamo importante che possa essere considerata la possibilità di aumentare, almeno raddoppiandoli, i MWp dei contingenti da mettere a registro per consentire un reale sviluppo del mercato delle rinnovabili. Apprezziamo e chiediamo che sia confermata la frequente fissazione di aste, importante per dare tempo agli operatori di sviluppare adeguatamente i progetti e ridurre i costi tenendo conto della diminuzione dei costi della tecnologia. Allo stesso modo valutiamo favorevolmente il fatto che siano previste agevolazioni per le aggregazioni di impianti ai fini dell’incentivazione”, ha commentato Paolo Rocco Viscontini, presidente di ITALIA SOLARE.
In tema di sostituzione dell’amianto, l’associazione valuta positivamente la decisione di incentivare gli impianti installati sugli edifici per sostituire le coperture in amianto tramite un incentivo maggiorato e con un contingente dedicato. Tuttavia, per meglio garantire il successo dell’iniziativa, è necessario assegnare il premio non solo alle eccedenze ma a tutta l’energia prodotta. Allo stesso modo è opportuno che sia consentita la cumulabilità con altri incentivi, se presenti, per la rimozione dell’amianto nei limiti consentiti dalla legislazione europea sugli aiuti di Stato.
L’associazione chiede che il criterio di accesso prioritario agli incentivi relativo all’utilizzo dei siti bonificati preveda in modo esplicito che i siti contaminati vengano bonificati prima dell’installazione degli impianti fotovoltaici.
Infine, sulla piattaforma per i contratti di vendita di energia, secondo ITALIA SOLARE, è necessario prevedere strumenti di supporto al finanziamento per i produttori di energia e di copertura del rischio per i clienti/consumatori/traders che decidono di acquistare direttamente energia a lungo termine.
ITALIA SOLARE è un’associazione di promozione sociale che promuove la difesa dell’ambiente e della salute umana supportando:
– modalità intelligenti e sostenibili di produzione, stoccaggio, gestione e distribuzione dell’energia attraverso la generazione distribuita da fonti rinnovabili con particolare attenzione al solare fotovoltaico;
– l’integrazione delle fonti rinnovabili, fotovoltaico in particolare, con le smart grid, la mobilità elettrica e con le tecnologie per l’efficienza energetica e per l’incremento della prestazioni energetiche degli edifici.
ITALIA SOLARE conta circa 500 soci: operatori, proprietari e gestori di impianti fotovoltaici, installatori, progettisti e semplici sostenitori.
Mobility as a Service a Citytech, evento B2B leader in Italia per le tecnologie legate alla mobilità e all’urbanistica. La Sessione Istituzionale intitolata “Guidare il cambiamento della mobilità, ripensare la gestione e la connessione degli spazi per favorire la qualità della vita nelle città” ha aperto i lavori e ha visto la partecipazione dei rappresentanti del Comune di Milano e della Commissione europea, oltre che dei partner dell’evento: Polis Network, MaaS Global, Ernst&Young, ATM, ANIASA, ANCMA, Politecnico di Milano, Ordine degli Architetti di Milano e Legambiente.
L’analisi di settore
Secondo lo studio Mobility Think Tank 2018 di EY presentato a Citytech, il comparto Automotive, compresi i servizi di mobilità, vale oltre il 10% del PIL italiano. Come già accaduto in mercati internazionali, il settore sta affrontando uno dei più profondi cambiamenti di sempre anche nel nostro Paese: lo sviluppo di servizi in sharing (nel 2030 il 35% delle persone si sposterà in modo condiviso), la mobilità elettrica (nel 2025 il settore varrà 2.400 miliardi di dollari), le auto connesse (nel 2020 l’80% delle auto vendute in Italia sarà connessa e capace di scambiare dati con l’esterno), l’integrazione dei trasporti, sono solo alcuni degli abilitatori del cambiamento che sta investendo il settore della mobilita`. Il tutto accompagnato dal macro trend del momento, ovvero la crescente urbanizzazione con più del 60% della popolazione concentrata nelle aree urbane.
Queste sono alcune dei dati raccolti nel Mobility Think Tank di EY ed illustrati durante la sessione istituzionale di Citytech, che delineano come l’economia della new mobility possa rappresentare un volano di crescita per il nostro sistema Paese, uscendo da situazioni di early stage in particolare nel settore dell’elettrico, dell’autonomo e del “Mobility as a service”
Mobility as a Service il vero competitor dell’auto privata
Il mantenimento di un’auto privata costa, mediamente, in Europa, 616 euro al mese, che salgono a 678 euro mensili nel caso dell’Italia. Considerando la spesa destinata alla mobilità nel suo complesso, l’85% è destinato al mantenimento dell’auto privata. Sono invece solo il 4% le auto private in uso durante il loro ciclo di vita. Questi dati* mostrano come ci sia ampio spazio per realizzare delle alternative reali e appetibili che creino le basi per abbandonare il mezzo privato, a beneficio dell’ambiente e risparmiando parte delle proprie risorse dedicate alla mobilità. Ed è qui che entra in campo il mobility as a service come integrazione di servizi di mobilità, fruibili in pacchetti flessibili e personalizzati secondo le diverse specifiche esigenze di mobilità di ognuno di noi. Quando il mobility as service avrà preso piede a livello globale, permetterà una flessibilità di movimento maggiore dell’auto privata. Siamo attualmente in una fase di early-stage di sviluppo, in cui i cambiamenti avverranno step by step, ma una volta affermatosi porterà a risultati dirompenti, soprattutto nell’abbandono di auto private in favore del trasporto pubblico e del relativo shift di risorse dall’acquisto di auto all’utilizzo dei mezzi pubblici. Potremo così viaggiare dall’Europa all’Asia senza soluzione di continuità.
*Sources: LeasePlan, WorldBank, World Health organization, Inrix. European Commission, Eurostat, Frost & Sullivan
Il mercato della guida autonoma: l’opportunità per l’Italia.
La guida autonoma è un’opportunità di sviluppo di nuove competenze e nuovi business per aziende e start-up del sistema Italia. La tecnologia dell’intelligenza artificiale e della guida autonoma è stata oggetto di investimenti miliardari negli ultimi 3-4 anni da parte di grandi aziende tech e automotive di tutto il mondo, prevalentemente nei tradizionali Hub tecnologici (Silicon Valley, Israele e Cina per quanto riguarda l’accesso ai capitali). L’Italia non può competere su questo fronte e, al netto di qualche peculiarità del nostro Paese, la sfida oggi si sposta sul fronte della gestione e dei servizi. Secondo Carlo Iacovini, Partner di Clickutility on Earth e director per Local Motors dell’area EMEA: “Questo è il terreno dove possiamo recuperare un gap tecnologico e giocare d’anticipo creando valore per quelle aziende che riusciranno a costruire competenze e know how. Le prossime sfide internazionali sulla guida autonoma vertono sugli aspetti normativi, sulla classificazione dei veicoli, sulla gestione di flotte di auto e bus autonomi. Questi sono tutti ambiti che richiedono competenze nuove, il cui sviluppo è già possibili in Italia, paese che oggi conta una leadership internazionale nel settore della sharing mobility.”
Le esperienze internazionali
I trend e le opportunità del settore mobilità sono chiaramente delineate dalle esperienze degli ospiti internazionali di Citytech: Peter Sogenfrei, CEO della prima azienda dedicata esclusivamente alla gestione di servizi di guida autonoma che ha avviato progetti di autonomous driving e servizi di ridehailing in più città della Germania, mentre i rappresentanti della MaaS Alliance (organizzazione internazionale delle imprese che operano nel “mobility as a service”) hanno evidenziato la sfida globale che si sta giocando per i grandi aggregatori di mobilità dove le più grandi aziende stanno investendo (dai gruppi automotive alle tech companies ai giganti come Google e UBER).
La nuova urbanistica: MIND e MILANO2030
Anche quest’anno Citytech propone una specifica sessione di lavoro sull’urbanistica, dal titolo “La nuova urbanistica: master plan , digitalizzazione, quartiere e parchi per il vivere urbano di domani“, organizzata in collaborazione con Systematica. Due elementi di novità hanno caratterizzato il Workshop di questa edizione: il respiro internazionale dell’evento, grazie alla presenza di KCAP Architects&Planners e Skidmore, Owings & Merrill LLP (SOM), due fra le più importanti società di progettazione architettonica ed urbana a livello mondiale e il focus su MIND – Milano Innovation District , il processo di trasformazione urbana che porterà alla realizzazione di un parco scientifico e tecnologico all’interno del sito che ha ospitato l’Esposizione Universale di Milano del 2015.
Demetrio Scopelliti (Assessorato a Urbanistica, Verde e Agricoltura, Comune di Milano) ha aperto la sessione illustrando il percorso di Milano 2030 e, conseguentemente, gli obiettivi e le linee di indirizzo strategico dello sviluppo urbano di Milano. Ute Schneider (KCAP) ha presentato case studies internazionali di conversione di brownfield urbani, quali nevralgici asset di sviluppo e nuove centralità urbane, mentre Haley Van Wagenen (SOM) ha declinato il concetto di rigenerazione nella valorizzazione del patrimonio edilizio, attraverso puntuali ed articolati processi di fit-out, con l’obiettivo di donare nuova vita a edifici complessi.
– BYinnovation è Media Partner di Citytech