Rifiuti di plastica certificati. Sulla piattaforma di PlasticFinder, il marketplace italiano per la compravendita di materie plastiche, volano gli scambi di MPS (Materia Prima Seconda)nel 2021 e nei primi mesi del 2022.
Si tratta di materiale già utilizzato che rispetta le norme e può essere riciclato con vantaggi economici e ambientali.
Le materie prime scarseggiano in tutto il mondo
La plastica, in particolare, sembra essere diventata un bene di lusso: ce n’è poca ovunque e il suo prezzo è ovviamente in salita ripida. Una situazione che va avanti ormai da mesi e che la guerra in Ucraina non ha fatto altro che consolidare. In un contesto del genere diventa ancora più decisivo setacciare il mercato alla ricerca di plastica già utilizzata, che rappresenta una vera e propria risorsa. Sì, perché buona parte degli scarti plastici possono tornare a nuova vita, essere riciclati e poi trasformati per offrire ulteriori opportunità d’impiego. Con evidenti vantaggi sia dal punto di vista economico che ambientale.
Gli acquisti di questo materiale, che prende tecnicamente il nome di MPS (Materia Prima Seconda), stanno dunque accelerando vertiginosamente. È però spesso difficile individuare e contattare i singoli soggetti disponibili alla vendita, anche perché la normativa è piuttosto rigorosa e prevede che ciascun lotto sia corredato da una scheda tecnica e da un certificato di analisi conforme a quanto previsto dalla UNI10667 (la norma nazionale sul riciclo e il recupero dei rifiuti in plastica). Esistono poi obblighi relativi alla marcatura e alla tracciabilità. In più, per quanto riguarda il certificato di analisi, bisogna ricordare che ogni singolo polimero ha una sua norma specifica. Diventa quindi determinante la presenza di un marketplace digitale che, oltre a mettere in connessione sistematica domanda e offerta, accerti che il materiale proposto rispetti le normative in vigore.
È proprio quello che fa PlasticFinder, che ha dato vita nel 2016 a una piattaforma attraverso la quale gli scambi di plastica (non solo MPS) sono resi facili, veloci e sicuri. Ma soprattutto garantiti.
«PlasticFinder è certificato come “distributore di materie prime plastiche riciclate” da CSI Cert, che fa parte del gruppo IMQ – conferma Riccardo Parrini, ceo di PlasticFinder – Ciò, in parole semplici, significa che chi utilizza i nostri servizi digitali può essere certo che il lotto che sta comprando, e per cui è stato compilato un dettagliato form online e caricato il certificato di analisi, rispetti tutte le regole. Si tratta di un evidente vantaggio per gli utenti; non è raro infatti che materiali venduti come MPS non siano effettivamente dotati di tutti i requisiti necessari e, in caso di controlli, potrebbero essere considerati come “rifiuti” tout court e dunque passibili di sanzioni».
A dare un’idea di come il mercato abbia deciso ormai da tempo di puntare forte su questi “ex rifiuti” sono alcuni dati registrati da PlasticFinder: «Nel 2019 i volumi scambiati sulla nostra piattaforma, per quanto riguarda le MPS – spiega Stefano Chiaramondia, presidente di PlasticFinder – erano pari a poche decine di tonnellate; superati significativamente l’anno successivo, quando si poteva già parlare di centinaia. Il salto straordinario è stato però compiuto nel 2021, con gli scambi arrivati a quota 2.500 tonnellate; oltre il 600% in più rispetto ai 12 mesi precedenti. Una progressione davvero inaspettata».
Il trend non sembra dare ancora segnali di inversione di rotta
«Se consideriamo i dati relativi al primo trimestre di quest’anno – prosegue il presidente di PlasticFinder – constatiamo che le transazioni hanno già portato a raggiungere scambi pari al doppio rispetto ai mesi di gennaio, febbraio e marzo dello scorso anno. Le MPS stanno diventando una risorsa molto ricercata sul mercato e per questo motivo stiamo lavorando per rendere ancora più trasparente la tracciabilità dei lotti acquistati. Nel corso di GreenPlast, l’appuntamento su sostenibilità ed economia circolare che si terrà a Fiera Milano dal 3 al 6 maggio, contiamo di poter annunciare l’avvio di un servizio straordinariamente innovativo».
Batteria leggera ioni litio. Il Gruppo Sunlight lancia Sunlight ElectroLiFe all’interno del portfolio di soluzioni di storage di energia agli ioni di litio e piombo-acido offerto da Sunlight.
Sunlight Group Energy Storage Systems, azienda tecnologica globale e produttore di soluzioni integrate e innovative per l’accumulo di energia industriale, off-road e commerciale, annuncia il lancio di Sunlight ElectroLiFe, la sua nuova batteria agli ioni di litio per la semi-trazione.
L’innovativo design leggero ma solido di Sunlight ElectroLiFe è pensato per soddisfare le esigenze in continua evoluzione dei clienti e consente un’installazione plug & play tool-less per golf-cart e altri veicoli per uso ricreativo, marina da diporto, applicazioni in ambito produttivo e nei veicoli commerciali leggeri, come AGV, e altre attrezzature industriali o di movimentazione dei materiali.
L’alta densità di energia e l’efficienza della gamma ElectroLiFe, così come la ricarica rapida/biberonaggio, aiutano a ridurre i tempi morti e a garantire la massima produttività. Inoltre, offre una durata di vita estesa di >2.000 cicli e offre anche la possibilità di connettersi a GLocal, la piattaforma cloud di Sunlight Group. GLocal utilizza l’Intelligenza Artificiale per registrare, in tempo reale, i parametri chiave relativi al funzionamento della batteria e ridurre i costi, facilitando un tempo di inattività ottimale e una manutenzione minima.
Oltre ad offrire una vasta gamma di tecnologie agli ioni di litio e al piombo-acido recentemente Sunlight ha introdotto Sunlight KnoWi, un sistema intelligente di monitoraggio delle batterie al piombo acido per trazione.
“Siamo entusiasti di presentare Sunlight ElectroLiFe, un prodotto che si va and inserire all’interno della nostra gamma diversificata di soluzioni per l’accumulo di energia. Sunlight ElectroLiFe sarà in grado di soddisfare in particolare la richiesta, sempre in crescita anche nel mercato italiano, di soluzioni per i veicoli per uso ricreativo, marina da diporto, applicazioni in ambito produttivo e veicoli commerciali leggeri”, ha dichiarato Davide Pesce, CEO di Sunlight Italy.
Sunlight Group Energy Storage Systems fa parte di Olympia Group, gruppo di investimento internazionale presente in 10 paesi. Con 30 anni di esperienza nel mercato dello storage di energia, Sunlight è una delle aziende leader nella produzione globale di batterie industriali e sistemi di storage di energia, con esportazioni in più di 100 paesi e strutture e impianti di produzione all’avanguardia presenti in Grecia, Italia e Stati Uniti. Con più di 12 anni di esperienza nelle tecnologie al litio, un team scientifico di prim’ordine e due centri di R&S, Sunlight Group investe nella ricerca e nello sviluppo di applicazioni per le fonti di energia rinnovabili, i trasporti, i servizi logistici, i veicoli a guida automatica (AGV) e le spedizioni. L’azienda ha già sviluppato le innovative batterie al litio Li.ON FORCE, che offrono il 35% di risparmio energetico e soddisfano le crescenti richieste dell’industria produttiva e logistica. Con l’approccio all’economia circolare dell’azienda come punto di riferimento per il settore, Sunlight Group mira a sviluppare innovazioni specializzate nella catena del valore delle batterie e soluzioni di storage più ecologiche che rendano l’energia sostenibile più accessibile, affidabile e pulita. Azienda con capacità di adattamento e flessibilità, combina i “Big Data” con gli sviluppi tecnologici (come il Machine Learning o Customer Personalization), con l’obiettivo di creare prodotti innovativi utili per i clienti e che migliorino la vita di tutti.
Sunlight Italy, fondata nel 2009 come affiliata di Sunlight Group, opera come sua controllata da dicembre 2020. Con sede e strutture di storage in provincia di Verona, Sunlight Italy integra l’attività della Sunlight European Battery Assembly (SEBA) – sempre a Verona – gestendo le vendite, l’assistenza post-vendita e il customer care per clienti locali, utenti finali dei prodotti Sunlight e key account in Italia.
Sunlight Italy distribuisce batterie al piombo-acido e agli ioni di litio per applicazioni industriali per trazione e sistemi di storage di energia. Il design innovativo e l’utilizzo di materie prime di elevata qualità, insieme all’esperienza della forza lavoro altamente qualificata e diversificata, garantiscono la sicurezza e l’efficienza dei prodotti Sunlight, nonché l’offerta di un supporto ottimale da parte del reparto specializzato nei servizi post-vendita.
ADACI Fucina 2022. Effetto Domino in 10 Mosse. La decima edizione del Negotiorum Fucina si svolgerà in doppia modalità: 9 Tavole Rotonde Tematiche saranno in streaming dal 13 al 16 giugno, mentre le rimanenti 4 Tavole Rotonde, la Plenaria e la Fucina Community si svolgeranno in presenza il 17 e 18 giugno a Villa Fenaroli – Rezzato (BS).
La ri-generazione attraverso il sourcing
Shortage, Volatilità dei costi, Risk management, Sostenibilità, Transizione digitale, Re-shoring, Innovazione Tecnologica, Crisi energetica, Nuovi paradigmi/equilibri, Smart working/Fattore Umano .. le nuove sfide del procurement e del supply management
“Effetto domino” della crescita sostenibile
Si tratta di un cambiamento che dà origine a un effetto a catena. Basta un piccolo incentivo iniziale o un contributo, seguito da un adeguato apporto dal settore privato per innescare una crescita economica pluriennale. Il Procurement gioca un ruolo da protagonista nella ricerca di nuove relazioni oltre i confini dell’azienda e nel ridurre e gestire le criticità.
La parola chiave del convegno è #snodo
Il Procurement come organo di collegamento fra due parti rigide e soluzione all’emergenza.
Il Procurement influenza le decisioni di acquisto, ha un ruolo decisivo nella creazione di un’economia rigenerativa e di ricostruzione, un’economia di negoziati e di equilibri commerciali.
Come facilitare il passaggio ad un’economia equa, giusta, inclusiva, che protegge e valorizza gli ecosistemi di fornitura?
Attraverso la costruzione di catene di fornitura eque, giuste, inclusive e rigenerative, con dimensioni sempre più planetarie.
Percorsi pratici che tracciano i paradossi della funzione, casi di studio e soluzioni realizzati dalle eccellenze italiane.
Tre i concetti positivi che saranno le guidelines del convegno:
1. Rigenerazione.
2. Protagonista il sourcing: snodo.
3. Catene di fornitura globali inclusive, giuste, eque e rigenerative.
13 GIUGNO (in streaming):
– dalle 11:00 alle 13:00 in streaming
Networking Virtuale SPONSOR
– dalle 15:00 alle 15:30 in streaming
APERTURA FUCINA X CON LA PRESENZA DELL’IFPSM (International Federation Purchasing and Supply Management)
– dalle 15:30 alle 18:00 in streaming
Tavola Rotonda INTERNAZIONALIZZAZIONE
14 GIUGNO (in streaming):
– dalle 9:00 alle 12:00 in streaming
Tavola Rotonda BUSINESS TRAVEL
– dalle 10:00 alle 13:00 in streaming
Tavola Rotonda ICT e COMMUNITY ICT PROCUREMENT BUYER
– dalle 15:00 alle 18:00 in streaming
Tavola Rotonda PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
– dalle 16:00 alle 19:00 in streaming
Tavola Rotonda MANIFATTURIERO EVOLUTO
– dalle 17:00 alle 18:30 in streaming
COMMUNITY WOMEN for PROCUREMENT
15 GIUGNO (in streaming):
– dalle 9:00 alle 12:00 in streaming
Tavola Rotonda CHIMICO FARMACEUTICO
– dalle 10:00 alle 13:00 in streaming
Tavola Rotonda ALIMENTARE & GDO
– dalle 15:00 alle 18:00 in streaming
Workshop MONITORAGGIO MERCATI MATERIALI
– dalle 16:00 alle 19:00 in streaming
Tavola Rotonda FACILITY MANAGEMENT
– dalle 17:00 alle 18:30 in streaming
COMMUNITY Q2P ADACI
16 GIUGNO (in streaming):
– dalle 9:00 alle 12:00 in streaming
DISCUSSION for PROCUREMENT FUTURE TOTALLY FREE of TOPICS
– dalle 10:00 alle 13:00 in streaming
Tavola Rotonda TECNOLOGIE LEAN e SMART WORKING
17 GIUGNO (in presenza – tavole rotonde parallele al mattino):
– dalle 10:00 alle 13:00 in presenza
TAVOLA ROTONDA GLOBAL RISK MANAGEMENT
– dalle 10:00 alle 13:00 in presenza
Tavola Rotonda SOSTENIBILITA’ e GREEN PURCHASING
– dalle 10:00 alle 13:00 in presenza
Tavola Rotonda INNOVAZIONE TECNOLOGICA
– dalle 10:00 alle 13:00 in presenza
Tavola Rotonda LOGISTICA INTEGRATA e TRASPORTI
– dalle 14:00 alle 15:00 in presenza
NETWORKING
– dalle 15:00 alle 18:30 in presenza
PLENARIA FUCINA
18 GIUGNO (in presenza)
– dalle 9:00 alle 12:00 in presenza
FUCINA COMMUNITY: Evoluzione professionale Buyer / Procurement Manager (Abilità, Conoscenze, Competenze)
Nelle tre parole REAGIRE, MODIFICARE e STABILIZZARE grazie alle soft skills del leadr: RESILIENZA, CREATIVITÀ e TENACIA al SERVIZIO
– dalle 12:00 alle 13:00 in presenza
ASSEMBLEA NAZIONALE ADACI
I partecipanti potranno visitare gli stand virtuali dei Fornitori/Sponsor attraverso un’innovativa piattaforma di coinvolgimento digitale che permetterà di visualizzare le proposte delle singole aziende espositrici (informazioni, immagini, video, brochure, ecc.) e di interagire con esse.
La partecipazione al Negotiorum Fucina dà diritto a:
Plenaria 5 crediti per il mantenimento dell’attestazione Q2P ADACI
Singola Tavola Rotonda 3 crediti per il mantenimento dell’attestazione Q2P ADACI
Oltre 2 Tavole Rotonde 12 crediti per il mantenimento dell’attestazione Q2P ADACI
SEDE DI RIFERIMENTO 17 e 18 giugno – Villa Fenaroli Palace Hotel – Via Giuseppe Mazzini, 14 – Rezzato (BS)
– BYinnovation è Media Partner ADACI Fucina
La Tradizione illuminata. SMARTEFFICIENCY per ILLUMINAZIONE. Deco Industrie, proprietaria di Scala, il marchio del settore iscritto nel Registro Speciale dei Marchi Storici di Interesse Nazionale secondo il Ministero dello Sviluppo Economico, si è avvalsa della consulenza di SmartEfficiency per la riqualificazione illuminotecnica dei propri stabilimenti di Bagnacavallo (RA), Forlì (BO) e Zerbinate di Bondeno (FE). (altro…)
Rompere soffitto di cristallo e aumentare la presenza femminile nei ruoli di leadership. SumUp: dai bias inconsci del “mini-me” alla sindrome dell’impostore: insieme a Felizitas Lichtenberg (she/her), Global Head of Diversity and Inclusion, e Nastasia Neumann (she/her), Lead Talent Acquisition Partner, la fintech SumUp mette in evidenza le strategie da applicare nel processo di recruiting e nella comunicazione per rompere il “soffitto di cristallo” e dare più spazio alle donne nei ruoli di leadership.
Nel mondo del lavoro, per le donne è ancora evidente la difficoltà a rompere il “soffitto di cristallo”, a raggiungere cioè ruoli di rilievo all’interno della propria organizzazione lavorativa o sociale o ad affermare la parità dei diritti, a causa di barriere e discriminazioni sociali, culturali e anche psicologiche.
A confermarlo sono anzitutto i numeri: secondo un sondaggio IBM, ad esempio, su 2.300 organizzazioni mondiali meno di 2 ruoli di responsabilità su 10 (tra cui CEO, vicepresidenti, direttori e senior manager) sono ricoperti da donne e un’analisi condotta da Preply rivela che le donne rappresentano solo il 4,7% dei più importanti CEO a livello mondiale.
Per raggiungere un equilibrio di genere sul lavoro è necessario affrontare i pregiudizi inconsci – a partire dal processo di assunzione: secondo il Gender Insights Report di LinkedIn, nell’esaminare i candidati i recruiter hanno il 13% di probabilità in meno di cliccare e visualizzare il profilo di una donna quand’esso compare nelle ricerche. Eppure, nel momento in cui vengono esaminati, i profili delle donne risultano qualificati tanto quanto quelli maschili.
È necessario, quindi, che le aziende lavorino su più fronti per abbattere barriere, stereotipi e pregiudizi e per creare una cultura aziendale che valorizzi la diversità e all’interno della quale la donna non si senta in difetto.
A fare il punto sul tema è SumUp, fintech leader nel settore delle soluzioni digitali e cashless per le piccole imprese e sempre al fianco delle donne e imprenditrici di tutto il mondo.
Insieme a Felizitas Lichtenberg (she/her), sua Global Head of Diversity and Inclusion, e a Nastasia Neumann (she/her), sua Lead Talent Acquisition Partner, la fintech sta infatti portando avanti un percorso che mira a valorizzare i migliori talenti professionali e individuali e a creare una cultura aziendale in cui la partecipazione femminile nei ruoli di leadership venga supportata.
Anche grazie a questo lavoro continuo, SumUp può oggi vantare il 51% di donne tra i dipendenti dell’azienda; inoltre, nell’ultimo anno, la presenza femminile in ruoli executive è passata dal 17% al 25%; nel 2021, con l’impegno ad assumere il 30% di donne nei ruoli dirigenziali, Sumup ha raggiunto l’obiettivo del 48%. Si tratta di risultati particolarmente importanti considerando il settore i cui opera la fintech. Inoltre, proprio in questi giorni la Vicepresidentessa del Design di SumUp, Pamela Mead, ha ricevuto il riconoscimento come una delle 25 donne leader nella tecnologia finanziaria da parte del Financial Technology Report: entrata in SumUp nel 2019, Pamela lavora con il suo team mettendo al primo posto nella progettazione dei prodotti l’accessibilità, per creare soluzioni che siano efficaci, utili, ma soprattutto inclusive per tutti i commercianti.
Un esempio e un apprezzamento importante che dà ancora più forza a SumUp nel proseguire questa crescita e la dedizione per aumentare ulteriormente la presenza di donne in ruoli di leadership. “Per farlo – spiegano Felizitas Lichtenberg e Nastasia Neumann – è necessario decostruire i bias inconsci (come, ad esempio, la sindrome del ‘mini-me’ o i cosiddetti in-group bias), radicati nella società e nelle persone, inclusi i recruiter e i responsabili delle assunzioni e delle Risorse Umane. È fondamentale aumentare la consapevolezza generale in merito ai pregiudizi e a come le micro-disuguaglianze possano manifestarsi in ogni contesto, così da migliorare le strategie di ricerca, attingendo talenti da diversi e nuovi network. Allo stesso tempo, bisogna supportare le donne affinché superino convinzioni autolimitanti e sovrastrutture (ad esempio la sindrome dell’impostore)“.
Un processo delicato che parte dalle strategie da applicare già in fase di recruiting e nella comunicazione interna all’azienda, e che, come spiega SumUp, è necessario per costruire una cultura aziendale sana, che garantisce il rispetto dei diritti di tutti e favorisce la crescita professionale dei singoli e dei team di lavoro.
Proprio con l’intento di ispirare altre aziende ad avere un approccio inclusivo e accogliente che valorizzi le figure femminili, Felizitas Lichtenberg, Nastasia Neumann e SumUp condividono quattro punti chiave che stanno sperimentando per migliorare giorno dopo giorno la crescita delle donne in azienda.
1 – Evitare i bias in fase di recruiting
La collaborazione tra il team Diversity & Inclusion e quello delle Risorse Umane è fondamentale: da una parte è necessario incoraggiare candidature al femminile anche attraverso annunci di lavoro inclusivi, dall’altra bisogna formare i recruiter e gli HR Manager affinché non svolgano i colloqui basandosi, anche inconsciamente, su bias e pregiudizi. Proprio per questo, ad esempio, SumUp sta adottando una strategia per la quale i colloqui vengono svolti attraverso diverse interviste: mettere insieme più opinioni su un candidato aiuta ad eliminare i bias inconsci che un singolo recruiter potrebbe avere e a far sì che si ottenga una visione il più oggettiva possibile. In particolare, per i ruoli “senior” si prevedono anche più interviste con numerosi stakeholder interni all’azienda.
2 – Eliminare la sindrome del “mini-me” (o in-group bias)
Un approccio al recruiting di questo tipo aiuta ad arginare la cosiddetta sindrome del “mini-me” (o i cosiddetti in-group bias), che porta referenti e dirigenti a favorire o cercare candidati che siano il più simili possibile a loro per età e genere, mentalità, esperienza nel settore, con cui condividono formazione scolastica e lavorativa, ma anche hobby. Tuttavia, creare un luogo di lavoro con individui troppo simili tra loro può essere controproducente: si rischierebbe soltanto di ottenere un team poco diversificato, mancante di innovazione e punti di vista differenti.
3 – La condivisione fa la forza contro la sindrome dell’impostore
Uno spazio di lavoro sicuro è un luogo all’interno del quale sentirsi liberi, a qualunque livello di seniority, di condividere i propri errori e di mostrarsi vulnerabili, senza per questo sentirsi giudicati.
Raccontare le proprie difficoltà può aiutare a sentirsi meno soli, ad esempio raccogliendo esperienze dirette da parte di colleghi che si trovano – o si sono trovati – ad affrontare situazioni analoghe. Nel caso delle donne, ad esempio, è comune la cosiddetta “Sindrome dell’Impostore”, una condizione psicologica per la quale un individuo arriva a dubitare delle proprie competenze e a non riuscire a riconoscere neanche i propri meriti. A causa di questa condizione, molti professionisti non raggiungono ruoli di leadership: temono, infatti, di non essere adeguati e di non poter pretendere o meritare aumenti e incarichi di responsabilità. In un contesto lavorativo aperto all’ascolto, invece, una persona può scoprire di non essere la sola a vivere questa specifica condizione e, grazie al supporto di colleghi e colleghe, superare questo “disturbo” e ritrovare la propria serenità e sicurezza sul lavoro.
“Nei momenti in cui ho dubbi o insicurezze mi ritrovo addirittura a pensare cosa farebbe un uomo al mio posto”, spiega Pamela Mead, Vicepresidentessa del Design di SumUp, portando la sua personale esperienza nel superare la sindrome dell’impostore. “Riesco a superare queste incertezze cambiando la mia modalità di pensiero e spostando invece l’attenzione sui miei punti di forza e su ciò che so fare meglio. In questo processo, aiuta molto la condivisione con amici e colleghi: è un modo per ricordare a me stessa tutto quello che sono riuscita a fare. Allo stesso tempo, quando altre persone si confidano con me raccontandomi i dubbi su loro stessi, consiglio di focalizzarsi sui punti di eccellenza e su quello che hanno raggiunto. L’aspetto più curioso – e che fa molto riflettere – è che spesso quando ci si mette in discussione ci si accorge che in realtà gli altri dall’esterno hanno una percezione completamente diversa: ad esempio, arrivano a farmi i complimenti per come ho gestito una presentazione o per la sicurezza mostrata. Per questo, il messaggio importante che vorrei dare è: la voce interiore è sempre molto critica, bisogna ascoltarla, ma non farsi mai sopraffare”.
4 – Promuovere il processo di Allyship
Per aumentare la presenza femminile nei ruoli di leadership – in azienda e anche più in generale nei team e nei settori tecnico e scientifico – servono educazione all’ascolto e sensibilizzazione su vari livelli. Questo serve a promuovere un processo di Allyship, in cui tutti siano coinvolti attivamente per l’inclusione e la crescita degli altri, eliminando le micro-iniquità quotidiane. Questo significa, ad esempio, sostenere anche situazioni che non ci riguardano direttamente, ma che sono importanti per altri membri del team, condividere le proprie esperienze e fare network anche attraverso workshop interni: un esempio è l’Inclusive Leadership Workshop, a cui ha partecipato oltre il 50% dei leader di SumUp e su cui vengono formati i nuovi membri dei team. Proprio per questo Nastasia Neumann, Lead Talent Acquisition Partner di SumUp, prenderà parte al FemTechConf Women in Tech Q1 Summit – dove condividerà con professioniste provenienti da numerose aziende internazionali la propria esperienza relativa alla sindrome dell’impostore, con l’intento di trovare spunti e soluzioni per affrontare collettivamente la questione.
SumUp è l’azienda leader a livello globale nella tecnologia finanziaria che ha l’obiettivo di creare un mondo in cui i piccoli commercianti possono avere successo facendo ciò che amano. SumUp supporta oltre 3,5 milioni di commercianti in più di 30 mercati in Europa, Stati Uniti e America Latina, con strumenti e servizi pensati e realizzati appositamente per micro e nano imprese. SumUp offre alle piccole imprese un toolkit completo per gestire e far crescere le loro attività. L’ampia suite di prodotti include terminali hardware proprietari, SumUp Conto Aziendale e SumUp Card, e-commerce, pagamenti a distanza, fatturazione e registratori di cassa per i punti vendita. Con l’intento di valorizzare il proprio successo per rendere il mondo un posto migliore, SumUp si è impegnata a donare l’1% dei futuri ricavi netti a cause ambientali.
Il sole per il Centro Cash di Oristano. SMARTEFFICIENCY per FOTOVOLTAICO. Il Centro Cash di Oristano si trova accanto alla sede da cui iniziò l’attività della Famiglia Ibba, lo storico Mangimificio. Centro Cash è l’insegna del gruppo ABBI dedicata al mondo del Cash&Carry, attiva dal 2005 in Sardegna. (altro…)
secsolutionforum 2022: quattro giorni di full immersion per il comparto della Sicurezza fisica e logica. L’unico evento digitale dedicato ai professionisti della sicurezza al tempo della “Phygital Security”, si svolgerà dal 26 al 29 aprile 2022.
Dopo due edizioni interamente online caratterizzate da un forte apprezzamento da parte di utenti, partner tecnologici e istituzionali, secsolutionforum torna anche quest’anno in formato digitale con il focus principale che vede la convergenza degli ambiti fisico e logico nel comparto sicurezza.
Il format si svilupperà su quattro giornate, una in più rispetto all’edizione precedente, per offrire a tutti i professionisti l’opportunità di formarsi, aggiornarsi e relazionarsi con i migliori brand di settore e, grazie al formato digitale dell’evento, conciliando la propria “partecipazione” con gli impegni lavorativi.
Contenuti e tematiche attuali
Secsolutionforum è il luogo virtuale e facilmente fruibile per incontri, aggiornamento e formazione per comprendere, a fianco degli esperti e gli operatori dell’intera filiera, l’attuale situazione del mercato della sicurezza, le principali difficoltà da affrontare, le opportunità di business, nonché le competenze e le conoscenze necessarie per affrontare le sfide attuali e gli scenari futuri. I contenuti di secsolutionforum 2022 sono sempre più innovativi e in grado di rispondere alle esigenze degli operatori. Professionisti di conclamata notorietà, tratteranno gli argomenti affiancandosi al Comitato Scientifico di secsolutionforum: una vera e propria squadra di relatori, eminenti esperti di sicurezza fisica e logica e membri degli enti più rappresentativi del comparto come ad esempio: Alvise Biffi – CEO Secure Network e vicepresidente Assolombarda, Alessandro Bove – Ricercatore di tecnica e pianificazione urbanistica dell’Università degli studi di Padova, Giulio Iucci – Presidente ANIE Sicurezza, Alessandro Manfredini – Direttore Group Security & Cyber Defence del Gruppo A2A e vicepresidente AIPSA, Pierluigi Perri – Avvocato, Professore aggregato di “Sicurezza informatica, privacy e protezione dei dati sensibili” dell’Università degli Studi di Milano.
Attraverso numerosi interventi da parte dei membri del Comitato Scientifico, verranno trattate temi anche problematici fra i quali il caro energia e l’aumento del costo delle materie prime.
Secsolutionforum rappresenta inoltre il tradizionale appuntamento per la formazione di qualità, sempre aggiornata e tenuta da docenti riconosciuti e indipendenti.
Oltre ai classici temi della sicurezza, tra cui videosorveglianza, antintrusione, controllo accessi, antincendio, sicurezza integrata, e agli approfondimenti su normativa Privacy e le Norme CEI, verrà dato ampio spazio alle nuove tecnologie legate a Cybesecurity, Cloud, IoT, Machine Learning, Big Data. L’edizione di quest’anno sarà particolarmente focalizzata su numerose e interessanti tavole rotonde e talk show, incentrati su affascinanti temi di attualità e di assoluta importanza come l’odierno scenario energetico e delle sue problematiche. Si rinnovano anche quest’anno gli appuntamenti esclusivi dedicati a marketing, vendita e organizzazione aziendale
Interazione, visibilità e incontri
Secolutionforum è uno spazio virtuale dedicato all’incontro e all’interazione fra aziende e professionisti, tra cui installatori, system integrator, progettisti, consulenti privacy, DPO, Legali, Security Manager e Pubblica Amministrazione potranno allargare le proprie competenze e condividere problematiche e soluzioni attraverso l’interazione diretta con i massimi esperti del settore.
Durante i quattro giorni, verranno presentate anche le ultime soluzioni e applicazioni d’eccellenza delle aziende di settore, per condividere la cultura del cambiamento non solo tecnologico ma anche sistemico. Tutti i partecipanti a secsolutionforum interessati a ricevere approfondimenti tecnici e commerciali sulle tecnologie e le soluzioni proposte avranno la possibilità di dialogare faccia a faccia con i brand e i loro massimi esperti.
Secsolutionforum 2022, sarà patrocinata come sempre dalle maggiori associazioni che supportano le diverse categorie del settore sicurezza e non solo, è l’appuntamento da non perdere, assolutamente necessario per tutti i professionisti di settore per rimanere al passo con il mercato odierno e i rapidi mutamenti in atto, per comprendere gli scenari di espansione e per non restare fuori dai giochi.
Ethos Media Group è uno degli interlocutori di riferimento in Italia nell’editoria professionale, con una presenza fortemente radicata nel comparto sicurezza. Ethos Media Group si occupa di produzione editoriale, formazione e organizzazione eventi, content management multimediale, con un approccio alla comunicazione a 360 gradi.
Ethos Media Group è parte integrante della Security Media Alliance, partnership internazionale tra testate di eccellenza specializzate nel settore sicurezza. All’interno di questa alleanza strategica, Ethos Media Group rappresenta, con il marchio globale secsolution, comprendente un magazine cartaceo e online e l’evento secsolutionforum, una solida e autorevole realtà di riferimento che ha formato e continua a formare generazioni di professionisti della sicurezza.
26-27-28-29 aprile 2022 Live Streaming
– BYinnovation è Media Partner di Secsolutionforum
Reti di Impresa strategiche secondo i risultati del 3° Rapporto dell’Osservatorio Nazionale sulle Reti d’impresa: in crescita del 13,3% con imprese di ogni dimensione (anche grandi e startup) perché favoriscono relazioni, performance di mercato e acquisizione di tecnologie e competenze digitali.
Le reti si confermano determinanti per fronteggiare la pandemia e accompagnare la ripresa economica, favorendo le performance delle singole imprese che insieme migliorano la trasformazione tecnologica, il rafforzamento delle relazioni, l’acquisizione di nuove competenze.
Questa è la fotografia fornita dal 3° Rapporto dell’Osservatorio nazionale sulle reti d’impresa, a cui partecipano InfoCamere, RetImpresa e il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia.
Il fenomeno delle reti ha fatto registrare una crescita costante anche nell’ultimo anno. Nel 2021 i contratti di rete sono infatti aumentati del 13,3% (+885 nuovi contratti rispetto al 2020) e le imprese in rete del 10% (+3.849 rispetto al 2020); si confermano prevalenti le ‘reti contratto’ (85%). In totale, al 31 dicembre 2021 si contano 42.232 imprese in rete per un totale di 7.541 contratti di rete.
Le imprese più coinvolte nei contratti di rete appartengono a tre settori: agroalimentare (22%), commercio (14%) e costruzioni (12%) e hanno sede nel Lazio (24,3%) seguito da Lombardia (10,5%) e Veneto (7,8%).
L’Osservatorio Nazionale sulle Reti d’Impresa, sulla base della Survey condotta tra giugno e luglio 2021 su un campione di 241 reti, evidenzia come le reti più performanti, efficaci, coese e resistenti alla pandemia sono dotate di risorse e competenze complementari – soprattutto intangibili – sono simili come mercato di riferimento e considerano importanti le tecnologie legate ai dati e all’automazione, soprattutto nel Made in Italy. Specifici focus riguardano la digitalizzazione, il ruolo delle startup e delle grandi imprese in rete e la filiera delle scienze della vita.
Con riferimento agli obiettivi, le reti intervistate mostrano una maggiore propensione rispetto al passato per l’aumento del potere contrattuale, la riduzione dei costi di produzione, la formazione e la partecipazione a bandi e appalti. Resistono, seppure con meno forza, i temi dell’innovazione, dell’internalizzazione e del marketing in rete, anche per effetto del proseguire della crisi pandemica.
Infine, dal Rapporto emerge la tendenza delle imprese in rete a confermare nel tempo l’utilizzo di questo modello, che ben si adatta alla struttura industriale italiana e alle sue esigenze, anziché optare per diverse e più tradizionali forme di aggregazione.
È intervenuto all’evento di presentazione del 3° Rapporto dell’Osservatorio Nazionale sulle Reti d’impresa il Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Tiziana Nisini che ha annunciato: “Le reti d’impresa rappresentano un innovativo modello di organizzazione del lavoro e possono contribuire a rafforzare le competenze e i livelli di specializzazione all’interno delle filiere. È evidente che parlare di rete significa parlare di gruppo, vuol dire unire competenze per creare sinergia, vuol dire proporre soluzioni di elevata qualità e professionalità, anche per favorire il mantenimento dei livelli di occupazione e sostenere politiche attive del lavoro e ricambio generazionale”. Durante il suo intervento il Sottosegretario al Lavoro ha ufficializzato che il decreto sulla codatorialità per i contratti di rete è stato registrato dalla Corte dei Conti e le procedure di attivazione per le aziende che ne faranno richiesta saranno pubblicate sul sito del Ministero del Lavoro nei prossimi giorni. “Il lavoro è stato portato avanti in collaborazione tra il Ministero del Lavoro, l’INPS, l’INAIL e per le competenze in materia di vigilanza dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro”, ha ricorda Tiziana Nisini.
“Il contratto di rete potrà assumere un ruolo ancor più decisivo nel nostro sistema produttivo anche grazie all’attuazione della codatorialità, annunciata oggi dal Sottosegretario Nisini – ha commentato Fabrizio Landi, Presidente di RetImpresa. L’Osservatorio 2021 conferma come lo strumento della rete sia utilizzato non solo per affrontare il perdurare della crisi, ma anche per far evolvere alcune componenti strutturali come digitalizzazione e trasformazione tecnologica, relazioni interne ed esterne, organizzazione del lavoro, nuove competenze, valorizzazione e crescita del capitale umano. Inoltre, tra le novità del Rapporto 2021 – ha proseguito – emerge il ruolo delle reti come “incubatore virtuale” che permette alle startup di crescere mettendo a disposizione delle imprese più tradizionali le proprie competenze tecniche, know how, innovazione e creatività. Tutti questi indicatori – ha concluso il Presidente di RetImpresa – ci spingono a continuare a lavorare con le Istituzioni per promuovere e sostenere modelli di partenariato efficienti e qualificati in grado di intercettare le opportunità di sviluppo e, in particolare quelle del PNRR, e di rendere più competitivo il sistema imprenditoriale italiano.”
“L’analisi delle filiere che emerge dall’Osservatorio sulle reti d’impresa – ha detto il Direttore Generale di InfoCamere, Paolo Ghezzi – consente di cogliere aspetti di grande interesse per sostenere l’evoluzione del tessuto imprenditoriale del Paese in questa fase di ripresa. Una lettura più consapevole, attenta e puntuale dei dati del Registro delle Imprese sui fenomeni più dinamici della nostra economia, come quello delle reti, è condizione indispensabile anche per sfruttare al meglio le risorse del Pnrr, attuando quel principio di accountability che ci viene chiesto dall’Europa per rendicontare i risultati dei progetti e promuovere il riuso delle best practice”.
Anna Cabigiosu, docente dell’Università Ca’ Foscari Venezia e responsabile scientifica del Rapporto ha affermato: “Nel complesso i dati dell’Osservatorio 2021 rafforzano il ruolo del contratto di rete nel nostro territorio: il contratto di rete è uno strumento unico, agile e snello, che permette ad imprese grandi e piccole di fronteggiare ambienti turbolenti e complessi condividendo risorse complementari e una stessa visione strategica. Reti performanti sono costituite da partner con risorse complementari, soprattutto intangibili, ma simili come mercato di riferimento di cui condividono una buona conoscenza e comprensione. La rete permette ai singoli partner di sviluppare nuove competenze e se queste sono complementari la rete è più efficace, ma la rete permette solo in parte ai singoli di imparare a svolgere internamente e in autonomia alcune attività` precedentemente svolte solo in rete. La rete resta dunque il luogo dove condividere e mettere a sistema risorse e competenze, e le imprese che hanno fatto esperienza di rete sono propense a continuare la loro collaborazione usando ancora una volta l’istituto giuridico della rete e non altre forme di aggregazione. Il contratto di rete sembra quindi aver colto le esigenze delle imprese italiane che cercano forme di collaborazione efficaci ma allo stesso tempo leggere e in grado di salvaguardare la loro individualità. L’Osservatorio 2021 enfatizza inoltre il ruolo della rete come veicolo di acquisizione di tecnologie e competenze digitali, rimarca il ruolo della grande impresa anche in rete e il ruolo della rete come “incubatore” delle nostre startup”.