It’s All Retail 2021 in presenza. BRAINZ organizza la nuova edizione della mostra convegno IT’S ALL RETAIL al NH Milano Centro Congressi, il 6 luglio, con la partecipazione di 120 Relatori provenienti dal mondo Retail, GDO e Fashion.
Il mondo del Retail sta vivendo una profonda trasformazione e gli investimenti nella tecnologia e nell’innovazione influenzeranno sempre più questi cambiamenti che già oggi il settore sta cercando di affrontare.
IT’S ALL RETAIL rappresenta un’opportunità esclusiva per agevolare l’incontro e il confronto tra Retail, GDO e Fashion con esperti di Soluzioni, Sistemi e Tecnologie.
Che cosa serve a Retail, GDO e Fashion per realizzare l’innovazione ?
In It’s All Retail avrò il piacere di moderare le due tavole:
EFFICIENZA ENERGETICA
Diagnosi Energetica – Big Data & IOT – Building Automation – Certificati Bianchi – Project Financing – Cogenerazione – HVAC Saving – Impianti Frigoriferi – Recupero del Calore – Refrigeranti Naturali
Panel Discussion/Tavola Rotonda
Moderatore Enrico Rainero founder BYinnovation
– Sebastiano Castorina Direttore Tecnico LEROY MERLIN
– Livio Calabrese Sales Director FRASCOLD
– Mario D’Aleo WW Head of Engineering BENETTON
– Fortunato Della Guerra Direttore Tecnico INRES COOP
– Massimo Pennisi Responsabile Tecnico ZUIKI
– Emilio Quinto Facility Manager Corporate EATALY
– Giuseppe Laudicina Project Manager Customer Insights ENEL X ITALIA
GESTIONE EFFICIENTE della SUPPLY CHAIN e del MAGAZZINO
Smart Logistics – Demand Planning – Retail Planning Solutions – Supply Chain Platform – Transportation – Geolocation – Pooling – Smart working – Warehouse 4.0 – Material Handling – ID & Scanning – Picking Technologies – Automation & Ronotic – Sostenibilità – Cold Chain – RFID – Pallet & Ecopallet – Real Estate – Supply Chain & COVID-19 – Supply Chain e Ripresa Economica
Panel Discussion/Tavola Rotonda
Moderatore Enrico Rainero founder BYinnovation
– Novella Ciceri Logistic Coordinator VIVIENNE WESTWOOD
– Fabio Gallus Responsabile Logistica GABEL
– Andrea Lombardo Head of EMEA Logistics and Distribution LUXOTTICA GROUP
– Giovanni Melzi Head of Planning & Supply Chain STROILI ORO
– Michele Migliardi Supply Chain & Logistics Director STELLA MCCARTNEY
– Francesco Nappo Italy Expansion Director SCANNELL PROPERTIES
– Dario Nasti Direttore Supply Chain DOPPELGANGER ROMA
– Alessandro Pozzi Chief Operations Officer BOGGI MILANO
– Leonardo Ricci Area Manager MODULA
I partecipanti di IT’S ALL RETAIL sono:
TOP MANAGEMENT: Amministratore Delegato – Direttore Generale – Retail Director – Responsabile Strategie – Direttore Vendite – HR Director
MARKETING & CRM: CRM Director – Marketing Director – Loyalty Manager – Ecommerce Director Chief Digital Officer – Chief Data Officer
IT & TECHNOLOGY: Chief Information Officer – Chief Technology Officer – IT Manager Chief Security Information Officer – Pos & Payment Director
LOGISTINA e MAGAZZINO: Logistics Director – Responsabile Logistica – Responsabile Magazzino
UFFICIO TECNICO: Energy Manager – Facility Manager – Technical Director – Layout & Store Design – Visual Merchandising – Security Manager.
Settori: GDO – RETAIL – FASHION & LUXURY – ECOMMERCE – CONSUMER GOODS
6 Luglio 2021 – NH Milano Centro Congressi
– BYinnovation è Media Partner di IT’S ALL RETAIL
Recupero del polietilene. Ecopolietilene, consorzio per la gestione dei beni in polietilene, accende i riflettori su un tipo di plastica interamente riciclabile. «Una materia importante dal grande valore ambientale»
Il consorzio Ecopolietilene ribadisce l’importanza di una corretta gestione dei rifiuti derivanti dai beni in polietilene. Realtà nata nel 2017, ma operativa solamente da poco meno di un anno, Ecopolietilene è impegnato nella gestione dei rifiuti derivanti dai beni in polietilene, un particolare polimero plastico che rappresenta circa il 30% del volume totale della produzione mondiale di plastica, ma soprattutto un materiale che è interamente riciclabile.
«Facciamo nostro il messaggio della Giornata dell’Ambiente di quest’anno: il ripristino degli ecosistemi passa necessariamente da un minor sfruttamento delle risorse e da un maggior recupero dei rifiuti. E la plastica è uno dei fronti sui quali serve un impegno maggiore», osserva il direttore generale di Ecopolietilene, Giancarlo Dezio. «Il polietilene è in moltissimi oggetti di uso quotidiano, oltre che nell’industria. La sua peculiarità di essere riciclabile al 100% ne fa un materiale importante all’interno di una visione circolare di gestione dei rifiuti. Raccoglierlo correttamente e affidarlo a una filiera di gestione capace di riciclarlo, è dare un importante contribuito alla sostenibilità e alla tutela dell’ambiente».
In polietilene sono, a esempio, le reti utilizzate in agricoltura, i giochi che si trovano nei parchi, gli spartitraffico e i tubi impiegati in edilizia, ma anche oggetti molti più quotidiani come i taglieri da cucina e i mobili da giardino; sono fatti in polietilene alcune lampade, gli imbuti, scolapasta, portaposate, vassoi, pattumiere e caraffe, in un elenco che potrebbe proseguire quasi all’infinito. Per la sua leggerezza e resistenza, è possibile ritrovarlo in moltissimi oggetti, soprattutto in quelli utilizzati in ambito agricolo e urbano.
«Si stima che in Italia ogni anno vengano prodotti circa 500 mila tonnellate di rifiuti da beni in polietilene. Un volume che, se opportunamente trattato, può rappresentare un valore aggiunto per l’economia e per l’ambiente; un valore che non deve andare sprecato», prosegue il direttore generale del consorzio. «Ecopolietilene rappresenta i produttori, distributori e riciclatori di beni in polietilene e si prefigge di razionalizzare e gestire la raccolta e il trattamento di questa tipologia di rifiuti. Il consorzio vuole sensibilizzare sull’importanza di conferire correttamente questi materiali, soprattutto da parte delle imprese: queste infatti possono alimentare un importante circuito virtuoso, evitando dannose dispersioni nell’ambiente».
Per quanto riguarda i cittadini, «in attesa che possa trovare concretezza una raccolta separata di questi rifiuti, è fondamentale iniziare a distinguere i beni in polietilene per conoscerne l’importanza e il valore ambientale».
Ecopolietilene – consorzio per il riciclaggio dei rifiuti dei beni in polietilene, Ecopolietilene è un sistema autonomo, senza fini di lucro e riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare. È composto dalle aziende produttrici, dai distributori e dai riciclatori dei beni in polietilene e nasce dalla professionalità e dal know-how nella gestione dei rifiuti maturata dal Sistema Ecolight, al quale fanno riferimento il consorzio Ecolight ed Ecolight Servizi, società che si occupa della gestione integrata dei rifiuti professionali generati dalle aziende.
H2 Green Steel fossil free: H2 Green Steel will be a large-scale steel producer based on a fossil-free manufacturing process targeting large European OEMs. H2GS will be located in the Boden-Luleå region in northern Sweden that offers unique conditions for fossil-free steel production. The project includes a giga-scale green hydrogen plant as an integrated part of the steel production facility. Production will begin in 2024 and by 2030, H2GS will have annual production capacity of five million tons of high-quality steel.
Henrik Henriksson, currently CEO of Scania, will lead the company.
The global steel industry is one of the world’s largest emitters of carbon dioxide, representing approximately seven percent of global CO2 emissions. Demand for fossil-free steel is growing substantially with strong interest from global market leaders in sectors such as automotive, commercial vehicles, white goods, furniture, etc.
The steel industry is struggling to accelerate the transition to fossil-free steel manufacturing at scale. H2GS will build a large-scale, greenfield steel manufacturing facility in the Norrbotten region in northern Sweden to enable production of fossil-free steel at a leading cost position.
An important source of inspiration for the initiative is the groundbreaking HYBRIT project and its founders SSAB, LKAB, and Vattenfall. H2GS looks forward to a close collaboration with the HYBRIT-founders, sharing the vision to position Sweden at the forefront of fossil-free steel production.
H2GS is built on the experience and lessons learned from the establishment of Northvolt. The business model is based on a close partnership with strategic customers, including a deep collaboration on product development, process technology, recycling strategies and logistics.
“We want to accelerate the transformation of the European steel industry. Electrification was the first step in reducing carbon dioxide emissions from the transportation industry. The next step is to build vehicles from high-quality fossil-free steel,” says Carl-Erik Lagercrantz, Chairman of the Board of H2GS and Northvolt.
“A Scania truck weighs about six tons and five of those are steel, which today unfortunately is produced with a substantial carbon footprint. By investing in and partnering with H2 Green Steel we are now further accelerating the journey towards emission free products across the whole value chain. It’s a significant increase in ambition, which will not only contribute to Scania delivering on the goal of Paris Climate Agreement, but also raising the bar even further”, says Anders Williamsson, Executive Vice President, Head of Purchasing, Scania.
H2GS is forming a strong management team with complementary backgrounds and global experience from the steel industry, key customer segments, R&D, digitalisation, financing, and public affairs.
“We’re delighted that Henrik Henriksson will spearhead this pioneering venture. As CEO of Scania, Henrik has been one of the most visionary and active leaders for the business community in leading action on climate change and making progress towards a world without fossil emissions. We now begin an incredibly exciting journey together,” says Harald Mix, Chairman of the Board of Vargas.
“The climate crisis is the biggest challenge of our time – and given the steel’s impact on other industries’ sustainable development, a rapid change of the steel industry is extremely important. H2 Green Steel will accelerate this change and make Swedish steel world famous, not only for its quality, but also as the world’s greenest steel. I look forward to join this journey from the start, building Sweden’s next export success,” says Henrik Henriksson, incoming CEO of H2 Green Steel.
This initiative has been developed in close collaboration between Vargas, and several strategic and financial investors that are global leaders in sustainability and digitalisation. H2GS is in the process of closing its series A equity financing of €50 million from a select group of investors, including Vargas, Scania, SMS group, BILSTEIN GROUP, EIT InnoEnergy, Cristina Stenbeck, Daniel Ek, Altor Fund V, and IMAS Foundation.
”To be able to partner with the entrepreneurial investors behind Northvolt as they execute on their next bold vision to accelerate the introduction of green steel is a rare opportunity. It reminds me of the role long-term capital has played in building leading global companies more than half a century ago in Sweden. We all have a responsibility to help enable the creation of more efficient and sustainable alternatives for future generations. I am very proud to be a part of the H2 Green Steel initiative.” commented Cristina Stenbeck, an early supporter and H2 Green Steel investor.
The total financing for the first phase of the project amounts to approximately €2.5 billion, which will be raised through a combination of equity and green project financing. Morgan Stanley, Societe Generale and KfW IPEX-Bank, are acting as financial advisors to H2GS. Sweco is advising in the engineering and permit process.
H2GS will be located in the Boden-Luleå region, which also hosts a number of world-class companies and research institutions within the metals and mining industry. The region offers unique conditions for fossil-free steel production with access to abundant energy from renewable energy sources, high-quality iron ore and a large port in Luleå. H2GS is expected to create 1,500 direct jobs in the Norrbotten region, and the project will increase Swedish net export value by around SEK 30 billion. Large scale production starts in 2024.
H2GS will also contribute to building a knowledge cluster in Norrbotten – where industry, suppliers, municipalities, authorities, and academia work together to accelerate efforts to battle climate change, create new jobs and strengthen Sweden’s competitiveness.
About H2 Green Steel
H2 Green Steel (H2GS AB) was founded in 2020, aiming to build a large-scale fossil-free steel production in northern Sweden. H2 Green Steel will produce 5 million tons of fossil-free steel by 2030. By doing this, the company will contribute to the decarbonizing of the European steel industry, one of the largest carbon dioxide emitters. H2 Green Steel will establish operations in Boden and Luleå. The founder and largest shareholder is Vargas, which is also co-founder and one of the largest shareholders in Northvolt.
About Vargas
Vargas is an investment company that helps to establish and invest in businesses that challenge old truths and solve tomorrow’s challenges through sustainable business ideas. Together with bold entrepreneurs, we help to initiate and realise ideas that drive change. This is how we contribute to sustainable development, meet future needs, and support European industrial development. Vargas Holding was established in 2014 by Carl-Erik Lagercrantz and Harald Mix. Among the portfolio companies are Northvolt, Polarium, and H2 Green Steel.
Transizione ecologica e sistema energetico, ITALIA SOLARE invia al Ministro della Transizione Ecologica e al Presidente di ARERA il proprio position paper
ITALIA SOLARE pubblica il suo position paper su “Transizione ecologica e sistema elettrico” e lo invia al Ministro per la Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, e al Presidente di ARERA Stefano Besseghini.
Un documento di venti pagine, redatto dagli esperti del gruppo di lavoro Mercato Elettrico, con il quale l’associazione presenta la sua visione e le azioni da intraprendere con la massima urgenza per dare concretezza alla transizione ecologica.
“Un sistema elettrico carbon neutral richiede una piena integrazione di risorse come fonti rinnovabili e accumuli, e la loro abilitazione, assieme alla domanda, al mercato dei servizi. Solo in questo modo sarà possibile garantire non solo la generazione di energia da fonti pulite e sostenibili, ma anche la sicurezza del sistema elettrico in assenza di un contributo sostanziale delle fonti tradizionalmente deputate a ciò, vale a dire quelle fossili” afferma Paolo Rocco Viscontini, Presidente di ITALIA SOLARE.
“Il compito di legislatore e regolatore è quello di individuare gli strumenti capaci di favorire una simile evoluzione sistemica, partendo dalla rimozione di tutti gli ostacoli che al momento impediscono la realizzazione di un simile scenario. Da un punto di vista tecnico, tecnologico ed economico, i tempi sono maturi per una rivoluzione che avrebbe impatti positivi sotto ogni aspetto, dalla vita sociale all’economia.”, spiega Marco Ballicu tra i coordinatori del GdL Mercato elettrico e principale autore del documento.
I 5 punti del position paper:
1. La digitalizzazione delle reti, soprattutto locali, dovrà consentire il dialogo e quindi l’interazione di tutte le risorse connesse, incluse quelle sottese a utenze residenziali. Ciò è indispensabile considerata l’attesa diffusione di impianti di generazione distribuita sulle reti di distribuzione, che richiederà da un lato un’evoluzione del ruolo dei gestori di rete, dall’altro un ripensamento sulla loro appartenenza a gruppi verticalmente integrati, stanti gli inevitabili conflitti di interessi che emergerebbero (unbundling proprietario). A ciò si dovrà accompagnare la revisione, e la razionalizzazione, delle configurazioni impiantistiche di cui sia consentita la realizzazione, favorendo lo sviluppo dell’autoconsumo, e l’introduzione di forme di autobilanciamento delle unità di produzione e consumo, in modo da favorire la sicurezza del sistema, a costi inferiori.
2. La definizione di prodotti e servizi in grado di valorizzare adeguatamente il contributo fornito da ogni singola risorsa al raggiungimento di obiettivi prestabiliti è indispensabile per favorire la partecipazione di rinnovabili, accumuli e domanda alla gestione efficiente e sicura del sistema, riducendo la necessità di ricorso a incentivi. Diventa necessario superare i limiti di meccanismi come il Capacity Market o l’MSD, deputati a garantire l’adeguatezza e la sicurezza del sistema, adatti a un contesto dominato da impianti tradizionali e che, nel caso dell’MSD, sono esposti in alcune aree del Paese all’esercizio di potere di mercato per la scarsità di risorse abilitate all’erogazione dei servizi richiesti dal gestore della Rete di Trasmissione Nazionale (RTN).
3. Diventa prioritario realizzare un’analisi approfondita dello stato del sistema, dei livelli di adeguatezza e sicurezza attuali e relativi a scenari compatibili con i target di decarbonizzazione previsti. Una simile attività dovrà essere condotta da un soggetto realmente super partes, indipendente da ogni soggetto attivo lungo la filiera, inclusi i gestori di rete come Terna e i distributori.
4. Fondamentale effettuare l’analisi dei costi che dovranno essere sostenuti per il raggiungimento degli obiettivi prefissati, rendendo quanto mai opportuna l’individuazione degli strumenti in grado di mitigare questo impatto.
5. Elementi imprescindibili per raggiungere gli obiettivi della strategia dovranno essere la garanzia di un sistema pienamente competitivo e l’assicurazione di un confronto tra pari, senza che alcun contendente possa sfruttare indebiti vantaggi.
ITALIA SOLARE evidenzia nel suo documento la preoccupazione relativa ad alcuni concessionari di attività soggette a monopolio naturale, come i distributori e i gestori delle reti di trasporto Terna e Snam, sempre più attivi, eventualmente con società collegate, in settori di libero mercato, dove possono sfruttare incolmabili vantaggi, anche solo in termini di informazioni, rispetto alla concorrenza.
ITALIA SOLARE è un’associazione di promozione sociale che sostiene la difesa dell’ambiente e della salute umana supportando modalità intelligenti e sostenibili di produzione, stoccaggio, gestione e distribuzione dell’energia attraverso la generazione distribuita da fonti rinnovabili, in particolare fotovoltaico. Promuove inoltre la loro integrazione con le smart grid, la mobilità elettrica e con le tecnologie per l’efficienza energetica per l’incremento delle prestazioni energetiche degli edifici.
“ITALIA SOLARE è l’unica associazione in Italia dedicata esclusivamente al fotovoltaico e alle integrazioni tecnologiche per la gestione intelligente dell’energia”.
Riciclo packaging alluminio. Le direttive comunitarie stimolano la rapida affermazione di un’economia circolare basata anche sul riciclo dei materiali. Semplici da raccogliere e riciclabili al 100%, gli imballaggi in alluminio facilitano il sistema di gestione dei rifiuti e consentono una diminuzione di CO2 immessa nell’atmosfera. E riducono gli sprechi alimentari.
Un dato allarmante
Nell’Unione europea si producono ogni anno più di 2,5 miliardi di tonnellate di rifiuti. Una quantità immensa, difficile persino da immaginare, figuriamoci da smaltire. Una massa volumetrica colossale, la cui gestione impone a livello comunitario la codificazione di direttive ben definite tese anche a garantire la salvaguardia dell’ambiente.
A marzo 2020 la Commissione europea ha presentato, sotto l’ombrello del Green Deal europeo (la tabella di marcia per raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050), un piano d’azione per una nuova economia circolare basata sulla progettazione di prodotti più sostenibili e sulla riduzione dei rifiuti.
Un modello – circolare per l’appunto – di produzione e di consumo che implica la condivisione, il riutilizzo e il riciclo dei materiali e dei beni esistenti e che supera il tipico modello lineare, ormai del tutto anacronistico, basato sullo schema ‘estrarre, produrre, utilizzare e gettare’.
In materia di ‘economia circolare’, la Commissione Europea ha tra l’altro approvato una serie di misure che puntano alla massimizzazione del riciclo degli imballaggi, qualsiasi sia il materiale di origine.
Nello specifico, per gli imballaggi in alluminio, l’obiettivo è il riciclo del 50% entro il 2025 e del 60% entro il 2030. Traguardi sfidanti in una prospettiva sovrannazionale, ma in Italia, fortunatamente, già raggiunti e superati. Da molti anni, ormai, l’industria italiana del riciclo dell’alluminio si muove a ritmi da record. Il nostro Paese è infatti terzo al Mondo, assieme alla Germania e dopo Stati Uniti e Giappone, per quantità di materiale riciclato: oltre il 70% dell’immesso sul mercato.
E questo grazie anche al quotidiano impegno di CIAL, il Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio, che dal 1997 agisce con il duplice obiettivo di avviare al recupero e al consequenziale riutilizzo gli imballaggi di alluminio giunti al termine del loro ciclo vitale e di promuovere iniziative tese a sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza del riciclo dell’alluminio. In quest’ottica CIAL si fa portavoce di un concetto evoluto di sostenibilità, stimolando la cooperazione dei vari attori coinvolti nella filiera degli imballaggi in alluminio.
È una questione di responsabilità circolare che invita tutti (produttori, Pubblica Amministrazione financo i singoli cittadini) a cooperare in modo fattivo per il raggiungimento degli obiettivi generali di raccolta e di riciclo.
Alluminio 100% responsabile
Leggero, per niente inquinante, riutilizzabile al 100% e per infinite volte. Robusto ma duttile, resistente ma malleabile, bello a vedersi e durevole nel tempo… l’alluminio è utilizzato oggi in svariati ambiti per la produzione di milioni di prodotti e di svariate tipologie di packaging/imballaggi. Queste sue caratteristiche intrinseche lo rendono ‘responsabile per natura’, un alleato fondamentale per modelli sostenibili di produzione e di consumo improntati su un utilizzo efficiente delle risorse naturali. Proprio così, l’alluminio è a tutti gli effetti un materiale ‘permanente’. Basti pensare che oltre il 75% di quanto ne è stato da sempre prodotto è tutt’ora in circolazione. E questo grazie alla sua capacità di non disperdere mai, anno dopo anno, riciclo dopo riciclo, nessuna delle sue proprietà originali. I vantaggi a livello socio-economico sono lampanti.
Meno estrazioni = meno CO2
I processi di estrazione e utilizzo delle materie prime (qualsiasi esse siano) hanno inevitabilmente un grande impatto sull’ambiente e aumentano il consumo di energia e le emissioni di anidride carbonica (CO2). Ebbene, dati alla mano, negli ultimi 20 anni, grazie al progressivo incremento delle attività di riciclo e di riutilizzo, la mancata estrazione di nuovo alluminio ha comportato un risparmio di oltre 6.600.000 tonnellate di CO2. Facile da raccogliere e facile da recuperare, l’alluminio riduce la formazione di rifiuti a monte, in piena sintonia con le direttive comunitarie recepite a luglio e incluse nel Testo Unico Ambientale.
Un effetto barriera contro gli sprechi alimentari
Formati diversi, pesi e dimensioni differenti, tantissimi possibili utilizzi. Lattine, scatolette, vaschette. Bombolette, tappi e tubetti, pirottini per pasticceria. O anche semplici rotoli di fogli sottilissimi… sono incontabili gli imballaggi in alluminio che tutti noi utilizziamo ogni giorno per contenere, proteggere e conservare prodotti alimentari e di altra natura.
L’alluminio è infatti il materiale che più di qualunque altro offre un’eccellente barriera alla luce, ai batteri, all’aria, all’ossigeno e al vapore. Quando è utilizzato come packaging di cibo e bevande, si rivela dunque molto utile per la conservazione del prodotto contenuto, minimizzando di conseguenza la produzione di rifiuto organico e contribuendo in maniera importante alla riduzione dello spreco alimentare.
E inoltre, in caso di delivery e di takeaway (modalità di acquisto/consumo degli alimenti oggi sempre più diffusa, anche in seguito all’emergenza sanitaria in corso), le ‘classiche’ vaschette in alluminio garantiscono a lungo il mantenimento della temperatura ideale del cibo contenuto. Un ulteriore vantaggio da non sottovalutare.
Innovazione tecnologica: prodotti sempre più leggeri per garantire il risparmio della materia prima utilizzata
Fra i traguardi prioritari di CIAL vi è quello di incoraggiare le imprese consorziate ad adottare pratiche sostenibili, a tutto vantaggio dell’ecosistema che ci circonda. Sintomatici, in tal senso, i dati riportati dal recente studio ‘Imballaggi in alluminio.
Trend evolutivo degli ultimi 20 anni’ (Packaging Meeting srl – ottobre 2020) che evidenziano la progressiva evoluzione in chiave ambientale delle imprese consorziate e il loro costante impegno finalizzato, ad esempio, a ridurre lo spessore e di conseguenza il peso – misurabile in grammi, trattandosi di un materiale per natura molto leggero – del packaging in alluminio prodotto.
– Lattine per bevande (33 cl) – Il peso di una lattina è passato dai 14 g del 2000 agli 12,2 g attuali, con un calo del 12%. Ciò ha permesso un risparmio di materia prima utilizzata pari a circa 51,2 t/000.
– Fogli sottili (incarti per cioccolatini/biscotti/formaggi, fogli da incarto domestico e commerciale) – Dal 2000 ad oggi, grazie alla riduzione dello spessore vi è stata una riduzione di peso del 27,5% che ha garantito un risparmio complessivo di circa 2,5 t/000 di alluminio.
– Tappi-Chiusure – Anche le chiusure hanno subito nel tempo una riduzione di peso, pari a circa il 2,5% (variazione media fra le diverse tipologie). Tale diminuzione media ha garantito negli ultimi 20 anni un risparmio complessivo di circa 7,8 t/000.
– Bombolette – Nel 2000 il peso medio delle bombolette in alluminio era di 30 g. In questi ultimi 20 anni la riduzione si è aggirata intorno al 13,2% arrivando nel 2020 a un peso medio di 26,2 g. Il risparmio totale di alluminio in 20 anni è pari a circa 9 t/000.
– Scatolette – Nel 2000 il loro peso medio era di 18 g. La riduzione graduale nel tempo (pari a circa il 6,4%) ha permesso di arrivare nel 2020 a un peso medio di 16,9 g. Il risparmio totale in 20 anni è pari a circa 27 t/000 di alluminio.
– Vaschette di vari formati per uso alimentare – Negli ultimi 20 anni, si è passati da uno spessore medio di 0,08 mm a 0,07 mm e con una riduzione di peso del 15% circa. Ciò ha permesso un risparmio complessivo di circa 9 t/000 di alluminio.
Sommando i risultati ottenuti per le varie tipologie di imballaggi in alluminio analizzate, si arriva a un risparmio totale nel corso degli ultimi 20 anni di circa 107 t/000, con una media annua pari a 5,35 t/000 risparmiate. Ciò ha consentito di ridurre tanti costi di produzione e ha contribuito a un notevole risparmio energetico.
CIAL – Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio nasce nel 1997 con il compito di avviare a riciclo e recupero gli imballaggi di alluminio, alla fine del loro ciclo di vita, provenienti dalla raccolta differenziata fatta dai Comuni, contribuendo così al recupero di una preziosa materia prima, evitando sprechi e salvaguardando l’ambiente.
Lattine per bevande, scatolette, vaschette, bombolette e foglio sottile in alluminio diventano, quindi, risorse fondamentali e imprescindibili per una crescita economica sostenibile e pulita, proprio come l’industria italiana del riciclo, tra le prime al Mondo per le importanti performance ambientali che riesce a esprimere.
È per il rispetto dell’ambiente, per l’eliminazione delle discariche e per la valorizzazione economica di risorse riutilizzabili che CIAL opera da oltre 20 anni nel nostro Paese – per nome e per conto delle imprese consorziate (produttori e utilizzatori di imballaggi in alluminio e riciclatori e recuperatori) – promuovendo la raccolta e il recupero e sensibilizzando milioni di cittadini con la collaborazione delle pubbliche amministrazioni.